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Comune di Sassuolo
lunedì, 6 Aprile 2026
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Lunedì 3/6 uffici comunali chiusi a Sassuolo

Lunedì prossimo, 1 Giugno,  ponte della Festa della Repubblica, gli uffici del Comune di Sassuolo saranno chiusi al pubblico, fatti salvi naturalmente il Servizio di Vigilanza Urbana e le funzioni di Stato Civile.

Il normale orario di apertura al pubblico riprenderà da mercoledì 3 Giugno.

Incarico a legale da parte di SGP: il Sindaco risponde al PD

“Io e la Giunta siamo pienamente consapevoli dell’importanza strategica della società partecipata Sgp srl, del ruolo fondamentale che svolge in favore della comunità così come delle difficoltà che da anni sta affrontando. Proprio per tali motivi abbiamo condiviso la scelta di supportare le strutture interne della società con specifiche ed ulteriori competenze che lo studio di professionisti, di cui è titolare l’Avvocato Davide Ruini, è assolutamente in grado di fornire”.

Il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani, con queste parole risponde all’interrogazione del Partito Democratico avente come oggetto: “Incarico a legale da parte della Società Gestioni Patrimoniali”, anticipata da un quotidiano locale e prevista nell’OdG del consiglio comunale del prossimo 3 giugno.

“L’obiettivo – prosegue il Sindaco – è quello di mettere a disposizione di Sgp gli strumenti idonei per superare le difficili sfide che è chiamata ad affrontare nel peculiare momento storico che stiamo attraversando. Peraltro, questa prassi non rappresenta certo una novità. Anche le precedenti Giunte avevano, in più occasioni, avallato la decisione di Sgp di avvalersi di commercialisti o avvocati esterni, come in sede di concordato preventivo.

Inoltre – aggiunge il Sindaco – mi preme sottolineare che l’Avvocato Davide Ruini è un professionista di massima fiducia con grande esperienza e con competenze trasversali. È infatti iscritto all’Ordine degli Avvocati di Modena, all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Modena e al Registro dei Revisori Legali.

Infine – conclude il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – il vincolo che lega l’Avvocato Ruini con due assessori di giunta, in questo caso, non rappresenta assolutamente un conflitto di interessi, semmai una maggiore affidabilità. La volontà di non tradire le aspettative e la fiducia riposta non potrà che tradursi in un beneficio per Sgp”.

 

I parchi sassolesi per le attività motorie delle Associazioni

“Dare la possibilità di poter ripartire garantendo la sicurezza di coloro che svolgono attività ludiche e sportive. Un ulteriore aiuto – afferma l’Assessore allo Sport del Comune di Sassuolo Sharon Ruggeri – che abbiamo messo in campo per andare incontro alle esigenze dei nostri cittadini. Priorità anche a centri estivi e coloro che svolgono attività con persone a rischio fragilità. Speriamo che quest’ulteriore via possa essere di grande aiuto a coloro che non erano in grado di poter tornare a garantire la possibilità di fare attività in totale sicurezza”.

Con la delibera n. 82 del 22/05/2020 la giunta ha approvato l’atto di indirizzo che dà la possibilità di utilizzo delle aree verdi per attività motorie e ludiche nel periodo estivo. È possibile farne richiesta per associazioni e società sportive, centri estivi ed enti del terzo settore, associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato.

Viste le norme da seguire per il contenimento dei contagi da COVID-19, che restringono gli spazi da poter utilizzare abbiamo deciso di dare una possibilità in più a coloro che intendono svolgere attività, ma si trovano in difficoltà nel poter adempiere al rispetto del distanziamento sociale.

Le priorità degli spazi verranno date ai centri estivi, a coloro che svolgono attività rivolte a persone a rischio di fragilità, a coloro che non abbiano già in gestione impianti sportivi o palestre comunali.

 

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 29 maggio

Al mattino cielo in prevalenza molto nuvoloso o coperto con precipitazioni in genere di debole o moderata intensità, localmente anche a carattere di breve rovescio: i fenomeni risulteranno più diffusi sul settore centro-orientale e a ridosso dei rilievi. Nel corso del pomeriggio graduale miglioramento con schiarite via via più ampie ad iniziare dal settore occidentale, mentre i fenomeni progressivamente più deboli ed isolati saranno per lo più limitati al settore appenninico. In serata cielo in prevalenza poco nuvoloso o localmente nuvoloso con assenza di fenomeni. Temperature: minime in lieve aumento con valori attorno a 16/17°C lungo la costa, generalmente attorno a 15°C sulle aree di pianura. Massime in calo anche moderato: valori tra 21 e 23°C sul settore emiliano, attorno a 20/21°C su quello romagnolo. Venti: nordorientali in genere di debole intensità, ma con temporanei rinforzi sul mare e sulla costa al mattino ed in serata. Mare: generalmente poco mosso durante il pomeriggio, mosso al mattino ed in serata.

(Arpae)

Investito in via Indipendenza, è gravissimo

E’ in prognosi riservata D.S., 75enne sassolese investito da un’auto condotta da un 64enne di Casalgrande in via Indipendenza nella prima serata di martedì. L’incidente sul tratto di strada prospiciente l’edicola: le condizioni dell’uomo, soccorso da due ambulanze una delle quali lo ha poi trasportato all’Ospedale di Baggiovara, sono apparse subito gravissime. Sul posto la Polizia Municipale e i Carabinieri, che hanno effettuato i rilievi di legge e raccolto diverse testimonianze, tra cui quelle del conducente dell’auto, residente appunto in provincia di Reggio Emilia. Gli uni e le altre permetteranno, forse, di ricostruire la dinamica dell’incidente.

CGIL, FP CGIL e FLC CGIL ER sul protocollo sui centri estivi della Regione Emilia-Romagna

“Dobbiamo riconsegnare al più presto ai più piccoli gli spazi e la socialità che questa emergenza sanitaria ha sottratto. I bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze e con essi i genitori, il mondo educativo e didattico, sono stati i grandi assenti di questa fase 2.

Se n’è accorta anche la Regione Emilia-Romagna, che ha voluto recuperare a questa grave dimenticanza schiacciando il piede sull’acceleratore, arrivando a stilare un protocollo senza tenere conto delle indicazioni suggerite dalle parti sociali, al contrario di quanto è sempre stato fatto.

Gli incontri svolti con la vice presidente Elly Schlein, infatti, si sono rivelati nulla più di una semplice comunicazione a testo già definito. Il risultato è lampante: gli standard elevati di qualità e sicurezza raggiunti con gli altri protocolli siglati in questi giorni, qui sono del tutto assenti. Ed è grave pensare che tale attenzione non ci sia stata per la ripartenza della vita sociale dei bambini.

Riteniamo inaccettabili diversi punti presenti nel protocollo, a partire dalla individuazione del personale. Per effetto della chiusura e sospensione delle attività educative e scolastiche abbiamo in questa regione oltre 26 mila persone in ammortizzatore sociale (che peraltro terminerà a fine mese). Personale altamente qualificato, con titoli precisi ed esperienza maturata sul campo: ciò che servirebbe a bambini ed adolescenti che necessitano di supporto qualificato per affrontare e superare i traumi di questi mesi. È incredibile che la risposta della vice presidente Schein sia invece il ricorso a personale senza conoscenze specifiche, con l’aggiunta di volontari anche minorenni.

Registriamo, con forte preoccupazione, risposte negative anche sulla sicurezza. Garanzie sui dispositivi di protezione adeguati, semplice misurazione della temperatura in ingresso: misure importanti a basso costo, già previste in altri protocolli, utili a garantire lavoratori, bambini e ragazzi, genitori. Il rifiuto ad inserirle nelle linee guida risulta inspiegabile, così come il rifiuto a precedere con test sierologici, misura impegnativa ma gestibile da un punto di vista organizzativo.

Sappiamo, per esperienza, che i centri estivi sono un grande universo, dove si potrebbero trovare offerte di grandissima qualità ma dobbiamo evitare gestioni superficiali e forme di lavoro non contrattualmente garantite. Ecco perché, mai come quest’anno, servivano indicazioni chiare, precise, non eludibili. Al contrario, le linee guida adottate sono deludenti, insufficienti e non adeguate all’emergenza sanitaria che abbiamo dovuto affrontare. Sul tema dell’infanzia e adolescenza ci saremmo aspettati altro da questa Regione. Con grande amarezza, ne prendiamo atto. Noi non ci arrendiamo di certo. Ripartire presto, e bene, è possibile: lo dobbiamo ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze, così come alle lavoratrici e lavoratori da mesi in grande difficoltà.

Apriremo confronti a tutti i livelli sul tema dei centri estivi, come abbiamo già iniziato a fare anche sui singoli territori e nei Comuni per chiedere rispetto del lavoro, della salute e sicurezza di tutti con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e qualità per tutti rispetto a quanto previsto dalle linee guida regionali. Per la Regione è una grande occasione mancata”.

(CGIL, FP CGIL e FLC CGIL Emilia-Romagna)

Welfare, la Regione al fianco del Terzo settore dopo l’emergenza sanitaria

C’è la difficoltà ad incassare i propri crediti e a sostenere i costi fissi (sedi, ammortamenti, leasing, utenze), perché non è possibile contare sulle entrate che derivano dalle attività ordinarie sospese a causa dell’emergenza sanitaria (attività aggregative, ricreative, culturali, sportive, ecc.)

E questo crea inevitabili criticità che il Terzo settore si trova a dover affrontare per gestire la crisi economica determinata dal Coronavirus. Anche perché i recenti provvedimenti nazionali non hanno previsto l’estensione delle misure di sostegno previste per le imprese anche al mondo del no-profit.

Un aiuto concreto arriva dalla Regione Emilia-Romagna che ha deciso di mettere a disposizione di Organizzazioni di volontariato, Associazioni di Promozione vociale e Sportivo dilettantistiche circa 2,5 milioni di euro per finanziare un Fondo per l’abbattimento dei costi di accesso al credito e sostenere i costi fissi sostenuti dagli Enti del Terzo settore colpiti dalla crisi.

La dotazionecomplessiva del Fondo prevede 1,5 milioni da destinare ad enti del Terzo settore iscritti nei registri regionali e gli enti religiosi civilmente riconosciuti che svolgono attività di interesse generale e 1 milione per le associazioni e società sportive dilettantistiche.

Questo grazie all’approvazione, avvenuta questa mattina da parte dell’Assemblea legislativa, di un progetto di legge di iniziativa della Giunta regionale sulle misure per la ripresa economica e sociale post lockdown da pandemia in regione. E a breve, la Regione pubblicherà uno specifico bando per individuare i Confidi (Consorzi che svolgono  attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell’accesso ai finanziamenti) cui affidare la gestione del fondo per venire incontro alle esigenze degli Enti in difficoltà, soprattutto sul piano della liquidità.

“Grazie all’approvazione del progetto di legge potremo intervenire in modo concreto per sostenere il Terzo Settore, che per effetto delle conseguenze dell’emergenza Covid 19 sta affrontando grandi difficoltà che mettono a rischio la loro sopravvivenza con effetti devastanti sul nostro sistema di welfare- sottolinea la vicepresidente e assessora al Welfare, Elly Schlein-.   Con questo primo intervento Enti, Associazioni, Fondazioni ed Enti religiosi civilmente riconosciuti potranno riprendere le loro attività e salvaguardare il lavoro di tante persone che operano in queste strutture, che rappresentano una parte importante del tessuto sociale ed economico della nostra regione e più in generale del Paese”.

“Nella sola Emilia-Romagna- prosegue la vicepresidente- l’economia sociale vede la partecipazione di 25mila organizzazioni che, pur non essendo iscritte al registro delle imprese, occupano oltre 20mila dipendenti e migliaia di collaboratori, liberi professionisti e volontari”.

“Un tessuto fondamentale della nostra società che ha contribuito e contribuisce fattivamente alla gestione dell’emergenza sanitaria- chiude- su cui sarà imprescindibile contare nella fase di ricostruzione che ci consegnerà una situazione inedita con conseguenze economiche e sociali preoccupanti e per le quali istituzioni e società civile dovranno attrezzarsi adeguatamente e collaborare attivamente nella ricostruzione graduale della socialità”.

Centri estivi, Cisl ER: “Con la Regione incontro deludente, si poteva fare di più”

Ieri 26 maggio 2020, si è svolto un incontro in video conferenza con la vice presidente della Regione Emilia Romagna Elly Schlein sul Protocollo regionale per l’apertura dei centri estivi regionali per bambini e adolescenti dai 3 ai 17 anni.

“La Cisl e le propria categorie della funzione pubblica, della scuola e dei servizi  sono convinte  che con l’avvio della fase 2, e la ripresa delle attività produttive, è  necessario ed indispensabile garantire ai bambini e agli adolescenti un graduale ritorno alla normalità e alla socialità. Per questo hanno presentato alla Regione proposte indirizzate a conciliare la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratori,  dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie.

I centri estivi e le attività educative pre-apertura scolastica rappresentano a nostro avviso un primo possibile tassello per le politiche di conciliazione, per il benessere di bambini ed adolescenti, ma anche un’importantissima opportunità per verificare le condizioni per il riavvio in sicurezza a settembre.

Purtroppo e con grande amarezza abbiamo preso atto che nessuno dei punti qualificanti della nostra proposta è stato preso in considerazione. Di fatto il confronto con la vice presidente Schlein si è rivelato nulla più di una semplice comunicazione.

Per effetto della chiusura e sospensione delle attività educative e scolastiche, compreso il sostegno scolastico, abbiamo in questa regione oltre 20 mila persone in ammortizzatore sociale, che peraltro terminerà a fine mese e che copre a mala pena l’80% della retribuzione mensile di queste lavoratrici e lavoratori. Proprio per questa ragione abbiamo chiesto che nei centri estivi, indipendentemente dai soggetti gestori, si prevedesse l’utilizzo di personale qualificato. Purtroppo la Regione ha risposto negativamente adducendo difficoltà ad imporre ai gestori vincoli di assunzione così stringenti, ma soprattutto ha confermato la possibilità di avere nei centri estivi, pur avendo solo funzioni di supporto, anche volontari minorenni di età pari o superiore ai 16 anni. Una scelta su cui, in considerazione del contesto attuale, nutriamo forti perplessità in ordine alle responsabilità alle quali  potrebbero incorrere  i gestori, e non  è certo accettabile la motivazione addotta dalla vice presidente per la quale, a suo dire, negli anni scorsi tanti  gestori avrebbero utilizzato anche ragazzini più piccoli.

La tanto declamata attenzione nei confronti dei nostri ragazzi, dei nostri bambini, non può essere solo un’affermazione, ma deve trovare riscontri più consoni alla situazione attuale, soprattutto in presenza, da una parte, di personale senza stipendio con alta professionalità e, dall’altra, di bambini ed adolescenti che necessitano di supporto qualificato.

Abbiamo  anche chiesto l’effettuazione degli screening sierologici sul personale che svolgerà tale attività, così come già viene previsto nelle strutture sanitarie, socio sanitarie, nella sanità pubblica e privata/accreditata, cioè per tutti coloro che lavorano in situazioni di fragilità sanitaria o che hanno contatti con diverse persone,  ciò al fine di evitare che i bambini o gli stessi educatori/ausiliari, se asintomatici, possano rischiare di diventare veicoli inconsapevoli di questo terribile virus.

Risposta negativa anche su questo, adducendo che il sistema regione non avrebbe la capacità produttiva per farlo. Noi invece pensiamo che per la sicurezza dei nostri figli e di chi sta loro accanto, come ad esempio i nonni, la Regione debba avere la forza e la capacità di incentivare tale capacità produttiva.

Risposte negative anche su importanti questioni di sicurezza, come le mascherine più idonee per gli operatori, la misurazione obbligatoria della loro temperatura  e quella dei bambini.

Inoltre, ai centri estivi, al pari di tutte le aziende pubbliche e private, riteniamo debba essere applicato il Protocollo di sicurezza del 24 aprile e che si debbano costituire i comitati di sicurezza previsti. Ma anche su questo nessun riscontro positivo.

La fretta non sempre è buona consigliera: è triste constatare come la Regione del Patto per il Lavoro non tenga in maggiore considerazione le ragioni del lavoro insieme a quelle della sicurezza, misure fondamentali per affrontare la cosiddetta fase 2, in particolare rispetto al nostro sistema educativo.

In sintesi, linee guida deludenti, del tutto insufficienti, lontane dal livello di adeguatezza emanate da parte delle precedenti Giunte regionali, con le quali i confronti erano reali e non mere formalità: nessuno ha tempo da perdere, soprattutto durante quest’emergenza!

Dobbiamo purtroppo aggiungere che  tutto ciò avviene in assenza del protocollo quadro  che la Regione si era impegnata a sottoscrivere il 18 aprile scorso con tutte le parti sociali firmatarie del Patto per il lavoro.

Vigileremo e apriremo a tutti i livelli confronti per tutti i centri estivi, come del resto abbiamo  già iniziato a fare anche sui singoli livelli territoriali e nei comuni, per chiedere il rispetto del lavoro e della salute e la sicurezza dei bambini, dei loro famigliari, dei genitori e dei lavoratori”.

(CISL EMILIA-ROMAGNA, FP CISL ER, CISL SCUOLA ER, FISASCAT CISL ER)

Tamponi Coronavirus: in arrivo cinque nuovi macchinari: l’Emilia-Romagna sarà in grado di processarne più di 10mila al giorno

“Dal lunedì 1° giugno in Emilia-Romagna avremo cinque nuovi macchinari: una volta messi tutti ‘in linea’, e cioè da metà mese, ci garantiranno un potenziale di 10.500 tamponi al giorno in caso di necessità. Attenzione ai termini, però: potenziale significa che non li facciamo a chiunque, a prescindere da protocolli medici ben precisi, ma con riferimento ai criteri dell’Istituto Superiore di Sanità”.

Durante la videoconferenza di presentazione della campagna di comunicazione sulle “Nuove sane abitudini”, l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, si è soffermato sull’argomento “tamponi”.

“Parlare di criteri- sottolinea Donini- significa ad esempio che i tamponi vengono fatti ai sintomatici e ai paucisintomatici, ai loro familiari, a persone venute in contatto con positivi, a degenti delle Case residenze per anziani, le Cra, a pazienti in accesso e in dimissione dall’ospedale e nei luoghi in cui avessimo il sospetto che possano esserci anche piccoli focolai. E, naturalmente, a chi risulta positivo ai test anticorpali: attualmente, è questa la ‘categoria’ di positivi più consistente in Emilia-Romagna. Voglio ricordare- aggiunge l’assessore- che, oltre ai tamponi, stiamo effettuando anche circa 5000 test sierologici al giorno. In base a questa strategia stiamo svuotando reparti ospedalieri e terapie intensive, prendendo in carico precocemente i casi positivi, la gran parte dei quali non presenta sintomi”.

Tornando ai tamponi, “già oggi, con i mezzi a disposizione- spiega Donini- possiamo arrivare a circa 7mila al giorno; con quelli che arriveranno, potremmo arrivare dunque a 10mila nei prossimi giorni, come abbiamo sempre detto. L’obiettivo- conclude l’assessore- è arrivare almeno a 15mila potenziali tamponi al giorno in autunno, in modo da essere pronti, sperando naturalmente che non ce ne sia bisogno, a far fronte a un’eventuale recrudescenza del virus”.

I tamponi: “implementazione” della dotazione tecnologica esistente e nuovi apparecchi in arrivo

Ad oggi il Sistema sanitario regionale ha implementato – Parma sta ultimando il montaggio dello strumento che sarà pienamente operativo da lunedì 1° giugno – i sistemi Panther (di Hologic) che hanno una potenzialità di processare 700 tamponi ogni 20 ore. Ce ne sono due a Pievesestina (Cesena, Ausl Romagna), uno a Bologna (Sant’Orsola) e uno a Parma (Azienda ospedaliero-universitaria), per circa 2800 tamponi sulle 24 ore. Una quantità che si va ad aggiungere ai 6500 tamponi che oggi ci sono già come potenzialità globale della rete.

Sempre a proposito di disponibilità globale per tutti e 3 i centri, ma in termini di reagenti (sempre Hologic), è di 42.000 tamponi al mese (sono già in ordine); s’inizierà ad usarli sempre da lunedì prossimo. Dal 1° giugno, con la tecnologia Hologic l’Emilia-Romagna raggiungerà una potenzialità di 9300 tamponi al giorno.

Contemporaneamente arriveranno cinque macchine Masmec, caratterizzate dall’estrema flessibilità di uso dei reagenti. Il numero di tamponi che ciascuna macchina Masmec è in grado di processare (sempre nell’arco di 24 ore) è circa 240. A metà giugno saranno tutte e 5 “in linea”; l’Emilia-Romagna sarà quindi in grado di aggiungere altri 1200 potenziali tamponi al giorno (globali per la rete) che, sommati ai 9300, danno un totale di 10.500.

Suinicoltura, le proposte anti-crisi della Regione Emilia-Romagna

Un patto di filiera per definire in maniera chiara e trasparente gli impegni di ciascuna componente – allevatori, industria di macellazione e trasformazione e distribuzione – e la messa in campo di alcuni interventi urgenti per smaltire le eccedenze di mercato, a partire dall’attivazione dei bandi per gli indigenti e dall’avvio di campagne di corretta informazione alimentare e di promozione del made in Italy, con il coinvolgimento delle grandi catene di vendita.

Sono alcune delle misure indicate ieri dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, nel corso del tavolo istituzionale tra le Regioni Emilia-Romagna e Lombardia sulla grave crisi che sta attraversando il settore suinicolo.

Le due regioni, insieme, rappresentano i due terzi di suini allevati in Italia, di cui oltre 800 mila nel territorio emiliano romagnolo, pari al 14,5% della produzione nazionale. Inoltre, in Emilia-Romagna vengono macellati ogni anno in una cinquantina di strutture oltre 3,9 milioni di capi, le cui carni sono in gran parte destinate alla filiera del prosciutto di Parma Dop.

Proprio la filiera del suino pesante, che si distingue dal modello di allevamento europeo per la destinazione di gran di lunga prevalente delle carni ai prodotti della salumeria, è il comparto che in questo momento soffre di più, per il calo significativo dei prezzi al consumo e la concorrenza del prodotto generico, non a marchio Dop e Igp, mentre continuano a scendere le quotazioni di mercato dei suini da macello rilevati dalla Commissione unica nazionale.

“Bisogna fare presto, il fattore tempo è determinante per scongiurare il collasso di un intero settore- incalza Mammi-. Prima di tutto è necessario che siano attivati rapidamente i bandi indigenti finanziati con i 50 milioni stanziati con il Decreto Rilancio, di cui 13 milioni per il settore suinicolo (9 milioni per i prosciutti e 4 per i salumi). Nel breve periodo servono poi ulteriori risorse per finanziare altri bandi per lo smaltimento delle eccedenze di salumi e nel caso dei prodotti a marchio Igp deve esser specificato che la carne sia di origine italiana. E tra le azioni urgenti sono da valutare anche possibili interventi mirati di ammasso. Anche in questo caso, però, riferiti esclusivamente a prodotti realizzati con carni italiane”.

Accanto a queste iniziative di impatto immediato sul mercato, la Regione Emilia-Romagna ribadisce poi l’importanza di adeguate campagne di promozione e corretta informazione per sostenere la ripresa dei consumi, utilizzando una parte, 1,5 su un totale di 5 milioni di euro, della dotazione del Fondo suinicolo nazionale. Gli altri 3,5 milioni saranno invece impiegati nell’ambito degli accordi di filiera per finanziare nuovi strumenti di valutazione automatica delle carcasse suine, per ristabilire un clima di fiducia reciproca tra allevatori e macellatori.

La Regione Emilia-Romagna spinge molto anche sul versante dell’innovazione e ha finanziato negli ultimi anni diversi progetti di ricerca.

“Abbiamo davanti sfide enormi- sottolinea Mammi-. Per vincerle dobbiamo provare a dare vita a un’intesa di filiera che superi l’attuale frammentazione e consenta a tutte le componenti, a partire dagli allevatori, una giusta remunerazione. Programmazione della produzione e lo sviluppo di ricerca e innovazione, il benessere e la biosicurezza degli allevamenti, oltre a favorire il dialogo con la Gdo”.

“Serve un Patto che sancisca gli impegni di ciascuno- chiude l’assessore-, anche a garanzia che le risorse pubbliche che si stanno mettendo in campo vengano utilizzate per un disegno comune. Nello specifico bisognerà lavorare per un modello di contratto di filiera che premi la qualità in base a peso morto, classificazione e destinazione”.

Infine, nell’ambito della nuova programmazione comunitaria 2021-2027, la Regione Emilia-Romagna chiede la creazione di un’Organizzazione comune di mercato zootecnica, sull’esempio del settore dell’ortofrutta, per favorire le relazioni tra i vari anelli della filiera.

Turismo, l’Emilia-Romagna sostiene le agenzie di viaggio nella fase di riapertura e rilancio post lockdown

L’Emilia-Romagna sostiene con decisione l’industria turistica, uno tra i settori economici più rilevanti della regione e che ancora nella fase 2 post emergenza coronavirus, resta tra i più penalizzati. E in questo contesto le agenzie di viaggio presentano purtroppo la situazione più critica dovuta al lungo blocco dei viaggi sia nazionali che internazionali.

“In Emilia-Romagna non lasciamo solo nessuno- spiega l’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini- e, dopo gli interventi di carattere generale che abbiamo approvato per garantire liquidità a tutte le imprese turistiche con il fondo da 10 milioni di euro, siamo pronti ad adottare una misura ad hoc per le agenzie di viaggio”.

“Metteremo a disposizione, attraverso un bando di prossima pubblicazione, risorse fresche per 500 mila euro- prosegue Corsini- per sostenere le agenzie di viaggio da Piacenza a Rimini nella fase di riapertura e rilancio. Contributi a fondo perduto che serviranno per riqualificare e innovare le strutture e i servizi anche attraverso progetti di riqualificazione e innovazione, come ad esempio il rinnovo delle attrezzature o gli investimenti tecnologici”.

“E’ una prima risposta a un comparto vitale per il turismo della nostra regione- sottolinea l’assessore- e confidiamo che questa misura possa essere funzionale alla riapertura. È anche il giusto riconoscimento per lo sforzo che gli operatori delle agenzie di viaggio hanno realizzato nel momento del lockdown, portando a casa, spesso in condizioni impossibili, i connazionali che erano bloccati all’estero”.

Rete politecnica, previsti 79 corsi per oltre 1600 persone con un investimento di oltre 14 milioni di euro

Più professionalità e specializzazione delle persone per rispondere alle richieste delle imprese, coniugate a una maggiore flessibilità nelle proposte di corsi.
Sono 79 i percorsi formativi (27 biennali e 52 annuali), con un investimento di oltre 14 milioni di euro, approvati dalla Giunta regionale nell’ambitodel Programma triennale 2019/2021, e in particolare come priorità di intervento per l’anno formativo 2020/21 della Rete politecnica.

La Rete è un segmento importante dell’infrastruttura educativa e formativa regionale, caratterizzato da un’offerta di percorsi di formazione terziaria, non universitaria, con l’obiettivo di fornire alle persone competenze tecniche, tecnologiche, ma anche gestionali e organizzative, richieste oggi dalle imprese dei settori trainanti dell’economia regionale.
Processi di innovazione e di riorganizzazione delle organizzazioni di lavoro, dei sistemi e filiere produttive sono le priorità individuate per l’offerta relativa all’anno formativo 2020/21, tenendo conto anche delle nuove implicazioni dovute alla pandemia causata dal Covid-19.

L’offerta della Rete Politecnica, per l’anno scolastico 2020/21 dovrà dare risposta in particolare ai fabbisogni formativi e professionali legati alla necessità di attivare, sostenere e consolidare i processi di innovazione digitale e gli obiettivi di sostenibilità (contenuti in Agenda 2030) di specifici sistemi d’impresa. E questo sostenendo l’innovazione e la modernizzazione dei servizi e la sostenibilità ambientale dei sistemi produttivi.
Nello stesso tempo l’offerta della rete Politecnica dovrà trovare soluzioni alla domanda di competenze qualificate per l’inserimento lavorativo di persone che, in possesso di conoscenze e competenze di base, abbiano necessità di acquisirne di ulteriori sia di tipo tecnico, tecnologico e specialistico, che organizzative, gestionali e relazionali.

“La rete politecnica- commenta l’assessore regionale alla Formazione professionale, Vincenzo Colla-, rappresenta un tassello di grande importanza nella proposta formativa dell’Emilia-Romagna, perché ci permette di programmare corsi di alta specializzazione incrociandoli direttamente con le esigenze delle nostre imprese. Per rendere competitiva la nostra economia dobbiamo puntare sulla filiera della conoscenza, dell’innovazione tecnologica e dell’internazionalizzazione. Al contempo diamo ai nostri giovani la possibilità di acquisire un’autonomia specialistica che garantisca maggiori opportunità di buona occupazione”.
“La formazione professionale tecnica e scientifica- conclude l’assessore- costituisce dunque una delle basi da cui ripartire dopo il lockdown, per raggiungere nei prossimi anni gli obiettivi che ci siamo impegnati a realizzare”.

I corsi
La Regione, con l’esito dei bandi, selezionerà e finanzierà complessivamente 79 percorsi che interesseranno oltre 1600 persone, con un investimento di oltre 14 milioni di euro complessivi, provenienti dalle risorse del Programma operativo Fondo sociale europeo 2014/2020 e dalle risorse nazionali della legge 296/2006 per gli Istituti Tecnici Scientifici (Its).

In particolare, saranno approvati 27 corsi biennali per diventare Tecnico Superiore, realizzati dai 7 Istituti Tecnici Superiori (Its) attivi sul territorio, e 52 percorsi annuali di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (Ifts) realizzati dagli enti di formazione professionali accreditati in partenariato con le scuole, le università e le imprese, per conseguire un certificato di specializzazione tecnica superiore.

Il primo bando, rivolto alle Fondazioni Its, scade il 23 giugno e i corsi approvati partiranno di norma entro mese di ottobre 2020. Il secondo invito scade il 30 giugno e l’offerta formativa sarà avviata entro il 30 novembre 2020. /CL

Le diverse tipologie di corsi sono visibili a questo link

Più opportunità per diventare operatore socio-sanitario in Emilia-Romagna: estesa a tutti gli istituti di settore la possibilità di rilasciare la qualifica

Prosegue e si estende a tutti gli Istituti professionali emiliano-romagnoli l’offerta formativa per qualificare gli operatori socio-sanitari. Questo in seguito ai risultati registrati grazie all’Intesa, che avrà durata quinquennale a partire dalle classi terze dell’anno scolastico 2020/2021, siglata la scorsa estate tra Regione e l’Ufficio Scolastico regionale. Un accordo che permette agli Istituti professionali dell’Emilia-Romagna a indirizzo “Servizi per la sanità e l’assistenza sociale” di rilasciare ai propri studenti, al termine del percorso di studi, anche la qualifica professionale di Operatore socio-sanitario (Oss).
Così la Regione ha deciso di confermare l’interesse e l’impegno a perseguire le finalità della sperimentazione e la volontà di far diventare questa opportunità sistema permanente dell’offerta formativa degli Istituti Professionali, che potranno ora aderivi senza alcun limite numerico delle classi attivabili.

“Nata con la finalità principale di ampliare le prospettive occupazionali degli studenti degli Istituti professionali dell’Emilia-Romagna questa iniziativa– ha dichiarato l’assessore regionale alla Formazione professionale e Lavoro, Vincenzo Colla-  diventa ora un ulteriore concreto contributo per rispondere alla crescente domanda di personale qualificato da parte delle strutture sanitarie e socio-assistenziali del nostro territorio, in questo difficile periodo di emergenza causata dal Coronavirus”.

Il Protocollo d’intesa, siglato il 2 agosto scorso, dà continuità al precedente realizzato nel 2015, che ha dato il via ad una sperimentazione che ha coinvolto 14 istituzioni scolastiche del territorio, che hanno potuto avviare attività per il rilascio della qualifica di Oss limitatamente ad alcune classi. La sperimentazione ha dato i primi risultati nel 2018, quando 202 ragazze e ragazzi neo-diplomati hanno ottenuto a seguito di un esame anche la qualifica professionale di Oss. Nel 2019 i qualificati sono stati 197 unità.

Da un progetto di Confindustria Emilia e Almacube al via “Re-Start: Ripartire Insieme”

Sono già più di 170 gli imprenditori che hanno aderito all’iniziativa “Re-Start: ripartire insieme”, promossa da Confindustria Emilia in collaborazione con Almacube per supportare le imprese del territorio nella fase di ripartenza. Il progetto, lanciato lo scorso giovedì 21 maggio e strutturato in tre fasi, partirà dalla raccolta delle testimonianze degli imprenditori per comprendere i loro bisogni.

In un momento di crisi globale, le misure imposte dai governi e le nuove logiche di mercato implicheranno alcuni cambiamenti a cui le imprese dovranno adattarsi. Gli imprenditori dovranno essere lungimiranti nella ricerca di metodi alternativi di operare per tornare competitivi e cogliere le opportunità nate in questa situazione. È in questo contesto di incertezza che nasce il progetto Re-Start, tramite il quale nuove idee e nuovi approcci saranno messi a disposizione degli imprenditori per ripartire insieme.

Il percorso partirà dall’ascolto degli imprenditori, che potranno raccontarsi e condividere le proprie testimonianze tramite un questionario e una piattaforma apposita (www.almacube.com/re-start). L’analisi dei problemi, delle idee e delle opportunità percepite dalle aziende sarà fondamentale per comprendere a fondo la situazione dell’ecosistema imprenditoriale della regione. Questo sarà il punto di partenza per creare sinergie e collaborazioni tra realtà che possiedono idee per la ripartenza e altre che hanno a disposizione le competenze per svilupparle.

Come racconta Andrea Barzetti, imprenditore e consigliere delegato al mondo dell’innovazione di Confindustria Emilia, “grazie al supporto di Almacube vogliamo costituire un ecosistema strutturato funzionale all’innovazione d’impresa. Lo faremo partendo dagli imprenditori del territorio, raccogliendo testimonianze e ascoltando i loro bisogni per individuare le modalità di supporto più adeguate alla ripartenza”.

“È una grande opportunità per l’ecosistema dell’innovazione del territorio – commenta Alessandro Grandi, presidente di Almacube – e per tutte le imprese innovative di recente costituzione che potranno mettere a disposizione le competenze sviluppate negli ultimi anni. Questa iniziativa, realizzata in collaborazione con il socio Confindustria Emilia, permetterà di supportare in prima linea gli imprenditori del territorio tramite un approccio snello e dinamico, particolarmente utile in questo momento di difficoltà.”

Per prendere parte all’iniziativa gli imprenditori interessati dovranno compilare un questionario entro lunedì 8 giugno. Dopo di che riceveranno un report di analisi sulla percezione delle nuove opportunità e idee da sviluppare da parte delle imprese e puntuali aggiornamenti sugli sviluppi del progetto e sugli interventi specifici che Confindustria Emilia e Almacube attueranno.

Qui il questionario da compilare.

Per maggiori informazioni, è possibile scrivere a giacomo.venezia@almacube.com

“Tassa sanificazione”, il Codacons ai cittadini: “rifiutate balzelli illegittimi”

Dopo la “tassa Covid” presso parrucchieri e centri estetici dell’Emilia Romagna, spunta la “tassa sanificazione” imposta da numerose autofficine ai propri clienti che chiedono riparazioni o interventi sulle autovetture. A denunciarlo il Codacons, che starebbe ricevendo le segnalazioni di numerosi automobilisti.

“In tutta Italia arrivano denunce da parte di cittadini che si sono visti imporre costi di sanificazione obbligatoria sulle auto, mediamente da 20 a 40 euro, totalmente ingiustificati e illegittimi – spiega l’associazione – In sostanza quando un automobilista porta la propria vettura presso un’officina per il tagliando periodico o per riparazioni o manutenzione, molti esercenti vincolano l’intervento ad una sanificazione obbligatoria dell’automobile, realizzata a costi che variano dai 20 ai 40 euro. A chi rifiuta di pagare tale balzello, l’officina nega le riparazioni o i tagliandi.

“Si tratta di una pratica del tutto illegale, e contro la quale presenteremo le dovute denunce ad Antitrust e Guardia di Finanza – spiega il presidente Carlo Rienzi – Non esiste alcuna norma che obbliga i consumatori a sanificare la propria autovettura presso le officine, né che vincoli i tagliandi o le riparazioni al pagamento di “tangenti” legate al Covid”.

Non a caso la stessa Confartigianato Autoriparazione, associazione di categoria delle autofficine, ha bocciato e condannato in modo netto tale “tassa Covid”.

“Invitiamo i cittadini dell’Emilia Romagna a non sottostare alle richieste assurde degli esercenti e a non pagare qualsiasi tassa aggiuntiva legata al coronavirus, segnalando al Codacons qualsiasi irregolarità riscontrata negli esercizi commerciali” – conclude Rienzi.

I consumatori possono segnalare le maggiorazioni dei prezzi inviando una mail all’indirizzo info@codacons.it o al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17.

17 nuove auto per le guardie ecologiche volontarie dell’Emilia-Romagna

Le prime auto (Fiat Panda 1.2 easy power – gpl) sono state consegnate questa mattina ai presidenti dei raggruppamenti delle Gev che operano in regione, dall’assessora regionale alla Montagna e ai parchi, Barbara Lori, e dal direttore dell’Agenzia per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell´Emilia-Romagna (Arpae), Giuseppe Bortone. Gli automezzi serviranno alle Gev per il controllo e la vigilanza ambientale in parchi, riserve, aree protette regionali e nei siti di Rete Natura 2000, per le attività di salvaguardia prevenzione programmate in ambito provinciale, per l’educazione ambientale nonché in caso di emergenze di Protezione civile.

Le 17 auto sono state assegnate ai rappresentanti dei raggruppamenti Cp Gev di Piacenza; Gev e Gev Legambiente di Parma, Reggio Emilia e Modena; Cgam e Cp Gev di Bologna; Gev di Ferrara, Cesena, Forlì, Faenza e Rimini e Gev Legambiente di Ravenna.

“Il servizio volontario di vigilanza ecologica rappresenta un presidio importantissimo di controllo ambientale e  tutela del territorio”, ha sottolineato l’assessora Lori. “I volontari dei 16 raggruppamenti che operano in Emilia-Romagna, in molti casi in stretta sinergia con gli Enti locali, svolgono un servizio di grande valore nel quale crediamo fortemente e sul quale investiamo risorse per assicurare dotazioni moderne che consentano di intervenire e presidiare il territorio in modo efficace e sicuro. Per questo oggi consegniamo ai raggruppamenti territoriali una prima tranche dei 17 automezzi acquistati da Arpae con risorse regionali. E’ il segno tangibile di un investimento che si consolida, a sostegno del volontariato e per la difesa dell’ambiente”.

“L’impegno delle Gev rappresenta in modo concreto l’attenzione e la consapevolezza che sta crescendo attorno all’ambiente, alla sua tutela e alla sua importanza cruciale”, ha detto il direttore Bortone. “Per affrontare al meglio questi temi occorrono buone leggi di tutela ambientale e l’impegno delle istituzioni ma serve anche coinvolgere i cittadini volenterosi, per creare una cultura diffusa. Il lavoro comune tra Arpae, Regione, enti locali e Gev sta dando buoni frutti, garantendo collaborazioni in settori importanti: dalla vigilanza all’educazione ambientale. Proseguiremo in questa direzione”.

Gli automezzi, di proprietà di Arpae, sono stati assegnati in utilizzo con la formula del comodato d’uso gratuito. Sono dotati di adesivi con il logo delle Guardie ecologiche volontarie e della Regione Emilia-Romagna.

Chi sono le Gev

In Emilia-Romagna le Guardie ecologiche volontarie attive sono 1273, organizzate in 16 raggruppamenti territoriali presenti in tutte le province.  Sono 79 a Piacenza (41 al Gev e 38 al Gev Rangers); 139 a Parma (50 Cgev e 89 Gev Legambiente); 218 Reggio Emilia (120 Ggev e 98 Gev Legambiente); 261 a Modena (201 Gev e 60 Gev Legambiente); 309 a Bologna (258 Cp Gev e 51 Cgam); 58 Gev a Ferrara;  64 a Forlì-Cesena (32 Gev Forlì e altrettanti Gev Cesena); 83 a Ravenna (37 Gev Faenza e 46 Gev Ravenna) e, infine, 62 Gev a Rimini. La Regione Emilia-Romagna ha istituito il servizio volontario di vigilanza ecologica con la l.r. 23/1989, terza regione in Italia dopo Lombardia e Piemonte. Le competenze relative alle Gev, storicamente assegnate alle Province, sono transitate ad Arpae con la successiva l.r. 13/2015.

Le Guardie ecologiche volontarie operano ai sensi e per le finalità della legge regionale, vale a dire per diffondere la conoscenza e il rispetto dei valori ambientali, e in base a specifiche convenzioni, oltre che con Arpae, con altri enti pubblici territoriali. Svolgono un servizio pubblico volontario con compiti di polizia amministrativa.  Alcuni raggruppamenti sono attivi anche nell’ambito della Protezione civile regionale e vengono impegnati in casi di emergenze e calamità. Conducono anche attività in materia di rifiuti (controllo della raccolta differenziata e segnalazioni di abbandono) e molte Gev sono inoltre abilitate alle funzioni di controllo e vigilanza dell’attività ittica e venatoria.

Vandali imbrattano la sede del Circolo PD di Fiorano

Ignoti hanno imbrattato con vernice rossa e scritte offensive la sede del Circolo Pd Martin Luther King di Fiorano.

“Desidero esprimere, a nome mio personale e del Partito provinciale, vicinanza agli iscritti, agli elettori e ai simpatizzanti del Pd di Fiorano – dichiara il segretario provinciale Pd, Davide Fava – La sede del Pd è luogo di ritrovo per una comunità di persone che condivide valori, passione politica e civile. Non sottovalutiamo questi gesti e i toni aggressivi e di spregio usati. Auspichiamo che le forze dell’ordine possano al più presto individuare i colpevoli. Come Partito democratico continueremo a perseguire obiettivi di benessere e sviluppo per le nostre comunità, condannando ogni gesto e azione che contribuisce a seminare invece odio e rancore”.

 

 

Il Comune di Formigine mette a disposizione parchi e impianti sportivi all’aperto per permettere a studenti ed insegnanti di salutarsi

Fra pochi giorni si conclude l’anno educativo e scolastico. L’Amministrazione comunale di Formigine organizza per il 6 giugno un incontro tra le classi degli ultimi anni della Scuola dell’Infanzia e Primaria e i loro insegnanti in luoghi pubblici e sicuri dal punto di vista del distanziamento fisico come parchi e impianti sportivi all’aperto.

Afferma il Sindaco Maria Costi: “I nostri ragazzi hanno vissuto una brusca interruzione dei rapporti con i loro compagni di classe ed insegnanti. Questi sarebbero stati i giorni delle scuole in festa, di bambine e bambini che si salutano e salutano i loro insegnanti. È un momento di passaggio importante, del quale non vogliamo privare i nostri giovani. In tutta sicurezza, vogliamo ridare loro la possibilità di incontrarsi. Lo facciamo con questa festa dei saluti, lo facciamo aiutando il più possibile i gestori dei centri estivi ad aprire quanto prima, lo facciamo anche il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica e inaugurazione del Parco Rodari mettendo al centro dell’evento proprio i più piccoli”.

“La nostra è un’intera comunità che pensa ai suoi figli – continua Simona Sarracino, assessore per Formigine Città dei Bambini – Assieme al Vicesindaco Paolo Zarzana, infatti, stiamo contattando i responsabili delle associazioni sportive del territorio affinché le aree di loro gestione siano pronte ad accogliere alunni ed insegnanti”.

Ma non solo. Dal momento che non è possibile organizzare le visite alle scuole primarie per i bambini della scuola dell’Infanzia, il Comune di Formigine, in collaborazione con i dirigenti scolastici e gli insegnati, ha pensato di realizzare un tour virtuale degli edifici. Per ogni scuola, infatti, verrà creato un breve filmato che, con la voce narrante degli alunni, accompagneranno i futuri utenti attraverso aule e corridoi, parchi e laboratori. Un modo simpatico ed efficace per accompagnare i nuovi alunni nell’ambiente educativo che li accoglierà nei prossimi mesi. Sottolinea Mario Agati, assessore per Formigine Città della Conoscenza: “Abbiamo pensato di sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie per creare continuità tra i percorsi scolastici. Siamo tuttavia consapevoli che il digitale non potrà mai sostituire ciò di cui la scuola è realmente fatta: non di mura bensì di persone”.

La Regione lancia “Viralissima”, festival televisivo e on line di un mese con trenta grandi protagonisti della musica in Emilia-Romagna

Un grande festival musicale in tv e on line, senza confini di genere, per celebrare la vivacità culturale dell’Emilia-Romagna.

E’ Viralissima, rassegna di un mese ideata e organizzata dall’Assessorato alla Cultura e paesaggio della Regione Emilia-Romagna, che da giugno andrà in onda sul canale 118 del digitale terrestre e sul 5118 di Sky, sul sito LepidaTv (www.lepida.tv), sul canale YouTube LepidaTV OnAir, oltre che sul portale EmiliaRomagnaCreativa (www.emiliaromagnacreativa.it) e sulle pagine web e social degli operatori culturali coinvolti nell’evento.

Un festival che giunge dopo il successo de #laculturanonsiferma, che sugli stessi canali nel periodo del lockdown in due mesi ha registrato oltre 430 mila gli accessi sul web e 480 mila per le dirette in streaming, cui si sommano gli utenti della programmazione televisiva su lepida e Sky, in collaborazione con centinaia di soggetti culturali e migliaia di artisti.

Viralissima metterà nello stesso cartellone oltre 30 artisti, al di là dei linguaggi, esponenti tra i più originali e rappresentativi della musica in Emilia-Romagna, dal rock all’elettronica, dalla canzone d’autore all’hip hop. Protagonisti saranno anche alcuni dei club più blasonati della regione, che ospiteranno i concerti ripresi da troupe che si occuperanno della realizzazione delle trasmissioni televisive, con l’obiettivo di ridare linfa vitale a una scena che riveste grande importanza sia per i suoi risvolti artistici che per quelli occupazionali.

Da Massimo Zamboni a John De Leo, dal Confusional Quartet a Tiziano Popoli e Teo Ciavarella, un cartellone di primo piano si snoderà sui palchi di Ferrara, Bologna, Parma e altre città della regione (selezionato da una commissione di esperti e operatori del settore) per dei live set ripresi dalle telecamere di 4 video crew (indipendenti), che su ogni concerto realizzeranno una puntata di Viralissima.

“Abbiamo voluto questa iniziativa- commenta l’assessore alla Cultura Mauro Felicori- per sostenere importanti settori della filiera musicale duramente colpita dall’annullamento di concerti e festival, grazie a un finanziamento straordinario della Giunta regionale. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a ridare linfa vitale a una scena che riveste grande importanza, sia per i suoi risvolti artistici che per quelli occupazionali. Una scena che ha contribuito in maniera determinante a definire una immagine della Regione come di un territorio ad altissima vocazione musicale. E anche con questo progetto, che potrà ripetersi e rinnovarsi, continua la sperimentazione di Lepida come canale al servizio delle arti nella regione”.

Gli artisti

Alfio Antico, Altre di B, Beatrice Antolini, BMA 2020 Showcase, Clever Square, Confusional Quartet, Dente, Don Antonio (Antonio Gramentieri), ERJ Orchestra, Giardini di Mirò, Godblesscomputer, Her Skin, Inoki, John De Leo, Joycut, Julie’s Haircut, La Metralli, Laura AgnusDei, Mariposa, Massimo Tagliata, Massimo Volume, Massimo Zamboni, Modena City Ramblers, Moder, Murubutu, Musicaperbambini, Ofeliadorme, Oopooiopoi (Vincenzo vasi, Valeria Sturba), Rares, Sid, Skiantos+Nevruz, Teo Ciavarella, Tiziano Popoli.

I club

Torrione (Ferrara), Locomotiv (Bologna), Bronson (Ravenna), Centro Musica (Modena), Estragon (Bologna), Vidia (Cesena), Colombofili (Parma).

‘Guerrilla gardening’ alla Riserva regionale delle Salse di Nirano

Ripartono le iniziative dedicate a bambini e ragazzi alla Riserva regionale delle Salse di Nirano, con le dovute precauzioni anti covid.

Domenica 31 maggio 2020, dalle ore 16.30, a  Cà Rossa, è in programma ‘Guerrilla gardening: per fare tutto ci vuole un seme’. I piccoli partecipanti potranno costruire le “bombe di semi” da utilizzare durante brevi ed efficaci azioni di ‘Guerrilla Gardening’ per trasformare aree degradate e abbandonate, in aiuole fiorite e angoli verdi. Si tratta di paline di argilla e terriccio ricoperte di semi, già utilizzate nell’antichità, ad esempio nell’ Egitto dei faraoni, dopo le inondazione primaverili del Nilo o in Giappone con l’antica pratica ‘gnocco di terra’, ripresa dal giapponese Masanobu Fukuoka, maestro dell’agricoltura naturale, la cui idea si basa sull’assecondare la natura, ridurre al minimo l’intervento umano e salvaguardare la biodiversità.

Il laboratorio, a cura di Ideanatura e Ecosapiens, costa 5 euro a partecipante, si svolgerà con distanziamento sociale.

In base alla normativa, l’attività prevede un numero massimo di 12 partecipanti e richiede la prenotazione obbligatoria alla mail salse.nirano@fiorano.it.

Si raccomanda di arrivare almeno 15 minuti prima dell’inizio per potere effettuare il ‘triage’ di ingresso (accoglienza, misurazione della temperatura, etc).

I genitori o gli accompagnatori sono ammessi e durante l’attività, se lo ritengono, potranno anche visitare l’Ecomuseo di Cà Rossa, seguendo le regole previste per l’accesso (un massimo di cinque persone per piano, mantenendo il distanziamento interpersonale). La cartellonistica indicherà le norme di comportamento da tenere. Gli operatori sorveglieranno il corretto svolgimento degli ingressi e delle uscite dalle porte individuate allo scopo, oltre che dei percorsi di visita. E’ obbligatorio indossare mascherina e guanti. All’ingresso sarà disponibile il gel igienizzante, che si richiede di utilizzare, ma senza sprechi.

Mercoledì 3 giugno si riunisce a Sassuolo il Consiglio comunale

Si svolgerà mercoledì prossimo, 3 giugno, la nuova seduta del Consiglio Comunale di Sassuolo, in videoconferenza, tramite l’applicazione Meet di Google, come deciso durante la Commissione Capigruppo del 25 maggio.

Sarà possibile seguire la seduta in streaming video collegandosi alla pagina facebook del Comune di Sassuolo e, dalla mattina seguente, la registrazione dell’intera seduta sarà pubblicata anche sul canale youtube e sul sito internet istituzionale del Comune.

Sono 17 i punti all’ordine del giorno, di cui 5 interrogazioni e 4 comunicazioni.

Si inizierà con l’interrogazione a firma del consigliere Gasparini e altri (Lega per Sassuolo) avente ad oggetto: “Quali azioni sono state intraprese a sostegno dello sport a seguito della crisi scaturita dal covid-19”. Seguirà l’interrogazione a firma del consigliere Capitani ed altri (Pd) avente ad oggetto: “Abbattimento parziale dello storico viale dei pioppi”.

Al punto tre è prevista l’interrogazione a firma del consigliere Lenzotti ed altri (Pd) avente ad oggetto: “Associazionismo culturale e promozione sociale”, a cui seguirà l’interrogazione a firma del consigliere Savigni ed altri (Pd) avente ad oggetto: “Incarico a legale da parte della Società Gestioni Patrimoniali”. Chiuderà il gruppo di interrogazioni quella presentata dal consigliere Savigni (Pd) e altri sui servizi educativi.

Terminate le interrogazioni si svolgerà la comunicazione del Sindaco sul ponte Veggia a cui seguirà la comunicazione delle delibere approvate dalla giunta comunale ai sensi dell’art. 175 comma 5 – bis lett. d) ed e) e la comunicazione prelievo fondo di riserva disposto con delibera di giunta comunale n. 88 del 30/04/2019 ai sensi dell’art. 166 comma 2 d.lgs. 267/2000; oltre alla comunicazione prelievi dal fondo di riserva disposti con delibere di giunta comunale n. 40 del 14/04/2020 e n. 64 del 15/05/2020 ai sensi dell’art. 166 comma 2 d.lgs. 267/2000.

Al punto 10 del Consiglio Comunale è prevista l’approvazione del “Rendiconto della gestione esercizio finanziario 2019” a cui seguirà il “Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell’art. 194, comma 1, lett. a del d.lgs. n. 267/2000 – spese legali liquidate con l’ordinanza di rigetto di un reclamo ex art. 669 e con le sentenze di primo grado relative al contenzioso con Atersir”.

Al punto 12 della seduta del Consiglio Comunale saranno trattate le “Disposizioni emergenziali in merito ai termini di pagamento Imu e Tari 2020”, a cui seguirà la

presa d’atto dell’esito della conclusione da parte di Arpae della procedura di rilascio dell’autorizzazione unica alla costruzione e all’esercizio del progetto di Metanodotto Snam denominato “Razionalizzazione derivazione Ap per Sassuolo dn 250 (10”) mop 64 bar ed opere connesse e relative dismissioni”.

Seguirà l’esame di 4 Ordini del Giorno. Il primo a firma del consigliere Gasparini (Lega per Sassuolo) ad oggetto: “Manifesto comunicazione non ostile”; il secondo a firma del Sindaco avente ad oggetto: “Ordine del giorno di iniziativa del Sindaco e della Giunta

volto ad un’equa redistribuzione dei proventi fiscali a favore delle Amministrazioni Comunali duramente colpite dalla gestione dell’emergenza Covid-19”. Seguirà l’Odg a firma del consigliere Severi (Forza Italia) avente ad oggetto: “Differimento scadenza Imu di Giugno a Settembre” e quello a firma del consigliere Savigni (Pd) e altri ad oggetto: “Modifiche al regolamento di polizia urbana”

 

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