12 C
Comune di Sassuolo
lunedì, 6 Aprile 2026
Home Blog Pagina 1345

Covid-19: il Comune ringrazia i Volontari della Sicurezza sassolesi

“Un supporto fondamentale per l’attività dell’Amministrazione: un ringraziamento particolare perché sempre presenti, attivi e propositivi”. Con queste parole il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani si è rivolto, questa mattina in piazza Garibaldi, ai Vos, i Volontari della Sicurezza, che la Giunta al completo ha voluto incontrare e ringraziare per l’enorme lavoro svolto in questo mesi di emergenza Covid – 19 a servizio dell’intera città.

Il presidio ai mercati, la consegna porta a porta delle mascherine, l’allestimento e la gestione di punti di distribuzione: sono solamente alcuni dei servizi svolti dai Vos dall’inizio dell’emergenza, per tutta la durata del lock down e anche in queste prime settimane di riapertura graduale.

Durante il mese di marzo sono stati 25 i servizi svolti dai Volontari della Sicurezza di Sassuolo per un totale di 165 uomini impiegati, ad aprile sono stati 65 con un totale di 288 volontari impiegati e a maggio, con la graduale riapertura delle attività ed il ripristino dei mercati settimanali, il bilancio conta 133 servizi svolti da 228 volontari.

Nei tre mesi di emergenza Covid -19, quindi, in totale sono stati 223 i servizi svolti che che hanno impiegato 681 volontari, i quali hanno percorso qualcosa come 14.890 km sulle nostre strade.

Infrastrutture, interramento di due linee ferroviarie e completamento della bretella Suzzara-Rimini

Ripartono i cantieri ferroviari per la realizzazione dell’interramento di due linee – verso Codigoro e verso la Romagna – che attraversano la città di Ferrara, e per il completamento della Bretella Suzzara-Ravenna-Rimini che interessa in modo particolare il traffico merci diretto soprattutto al Porto di Ravenna, attraversando anche il capoluogo estense.
Infrastrutture che consentiranno di alleggerire in modo consistente il traffico sia ferroviario sia viario e che rientrano in un intervento complessivo sul nodo di Ferrara pari a 66,7 milioni di euro, di cui questo è l’ultima parte.

Questa mattina, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha effettuato un sopralluogo ai cantieri sulla linea Ferrara-Portomaggiore, insieme al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri. Con loro gli assessori regionali Andrea Corsini (Infrastrutture e trasporti), Paolo Calvano (Bilancio) e l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Andrea Maggi.

“Un’altra opera molto importante per il territorio che riparte- spiegano il presidente Bonaccini e l’assessore Corsini- e un altro passo avanti nella ripresa dopo il terribile lockdown causato dall’emergenza Coronavirus. Insieme agli enti locali e ai territori, senza distinzioni politiche e geografiche, vogliamo arrivare a un piano per la ricostruzione fatto di importanti investimenti pubblici, per il lavoro e la ripresa economica delle nostre comunità”.
“Un investimento strategico- proseguono- non solo per l’importanza che riveste per il nodo ferroviario ferrarese, ma anche per l’impatto positivo che avrà sulla intera viabilità della città estense. Mobilità sostenibile, maggiore vivibilità degli spazi urbani e lavoro sono i nostri obiettivi prioritari- chiudono Bonaccini e Corsini- soprattutto adesso che l’Emilia-Romagna è chiamata a fare uno sforzo straordinario per rialzarsi”.

Le opere sono finanziate dal ministero delle Infrastrutture per 26,6 milioni, dalla Regione Emilia-Romagna con circa 13 milioni, da Rete ferroviaria italiana per 7 milioni e dal Comune di Ferrara per 4 milioni.

I cantieri

Nel dettaglio, l’opera unifica in un’unica sede ferroviaria – da realizzare in buona parte in trincea e galleria artificiale – le due linee ferroviarie esistenti che, in uscita dalla stazione di Ferrara, si dirigono rispettivamente verso Codigoro (linea Fer) e verso Ravenna-Rimini (Linea Rfi), risolvendo le relative interferenze ferroviarie con la viabilità stradale della città di Ferrara.
Il progetto prevede una vera e propria ricucitura urbana tra due parti della città densamente popolate, con la creazione di piste ciclabili, spazi di arredo e verde urbano, riorganizzazione delle fermate bus e attraversamenti dedicati.
Inoltre, il completamento della Bretella Suzzara-Ravenna-Rimini, opera parzialmente realizzata, che si sviluppa in trincea/galleria artificiale, ha lo scopo di collegare direttamente le omonime linee, creando un by-pass sulla stazione di Ferrara che costituisce parte dell’itinerario merci alternativo tra il corridoio adriatico ed il centro-nord Europa. In questo modo si consente al traffico merci – da potenziare sul collegamento tra il Porto di Ravenna e il Brennero – di non entrare in stazione per invertire il senso di marcia.
Saranno poi eliminati due passaggi a livello, uno dei quali particolarmente trafficato sulla via Bologna, con impatti positivi sul traffico, la sicurezza ferroviaria e l’ambiente, dovuto alle minori emissioni in atmosfera da vetture in sosta o in coda e al minore impatto acustico.

Infine, sarà potenziato il collegamento urbano ferroviario con il nuovo ospedale di Cona. Infatti, con l’inserimento delle due fermate interrate in trincea, diventeranno 5 le fermate/stazioni intermedie tra la stazione di Ferrara centrale e Cona Ospedale.

Centri estivi: contributi alle famiglie maranellesi. Le domande entro il 19 giugno

Il Comune di Maranello, assieme ai Comuni del distretto Ceramico, ha aderito al “Progetto per la conciliazione vita-lavoro” promosso e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Fondo Sociale Europeo, per facilitare la conciliazione vita familiare-lavoro durante il periodo estivo e garantire la frequenza dei centri estivi ai bambini e i ragazzi nella fascia di età compresa tra i 3 e i 13 anni, nati dal 2007 al 2017, con un sostegno economico alle famiglie per il pagamento delle rette. Le domande vanno presentate entro il 19 giugno. Il contributo massimo per bambino è pari a 84,00 euro a settimana per un massimo di quattro settimane di frequenza del centro estivo.

Il contributo massimo erogabile sarà pari a 336,00 euro e potrà essere riconosciuto per la frequenza di 4 settimane nel caso in cui il costo settimanale sia uguale o superiore a 84,00 euro, la frequenza di un numero superiore di settimane nel caso in cui il costo settimanale sia inferiore a 84,00 euro. Il contributo non potrà essere superiore al costo di iscrizione al centro estivo. I requisiti necessari per usufruire del contributo sono: iscrizione ad un centro estivo fra quelli che hanno aderito al Progetto per la conciliazione vita-lavoro (a livello regionale); il bambino per cui si fa domanda deve essere residente nel comune di Maranello; età del bambino/adolescente compresa tra i 3 e i 13 anni, nati dal 2007 al 2017; famiglie in cui entrambi i genitori (o uno solo, in caso di famiglie mono genitoriali) siano occupati; lavoratori dipendenti, parasubordinati, autonomi o associati, comprese le famiglie nelle quali anche un solo genitore sia in cassa integrazione, mobilità oppure disoccupato e partecipi alle misure di politica attiva del lavoro definite dal Patto di servizio del Centro per l’Impiego di competenza; famiglie in cui un solo genitore si trovi in una delle condizioni indicate al punto precedente, qualora l’altro genitore non risulti occupato in quanto impegnato in modo continuativo in compiti di cura, valutati con riferimento alla presenza di componenti il nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienza, come definiti ai fini ISEE; ISEE (in corso di validità o 2019) non superiore a 28.000 euro; accesso al contributo regionale non consentito nel caso in cui il bambino/ragazzo benefici di altri contributi erogati da enti pubblici per la frequenza a centri estivi nell’estate 2019, fatte salve eventuali altre disposizioni regionali. Le famiglie possono presentare la domanda per accedere al contributo entro il 19 giugno, online (occorre essere in possesso di credenziali FedERa o SPID con livello di affidabilità alta) oppure tramite posta elettronica. Informazioni: Servizio Istruzione tel. 0536 240041 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.00, il giovedì anche dalle 14.30 alle 18.30.

Coronavirus: le 10 “Nuove sane abitudini” per vivere in modo responsabile la fase post emergenza. Al via la campagna di comunicazione

L’utilizzo delle mascherine, il rispetto del distanziamento, la consuetudine dell’igienizzazione. Sono alcune delle “Nuove sane abitudini” su cui punta la campagna di comunicazione della Regione Emilia-Romagna e del Sistema sanitario regionale, pensata e realizzata per garantire la salute dei cittadini nella fase post emergenza Covid-19, caratterizzata dalla ripresa delle attività sociali ed economiche.

La campagna, che parte oggi e si svilupperà in due fasi fino a luglio, ha l’obiettivo di dare indicazioni e informazioni, ma anche di chiedere ai cittadini di continuare a mantenere i comportamenti, responsabili e corretti, adottati durante l’emergenza. Non più eccezioni, ma “nuove sane abitudini”, necessarie per evitare che azioni sbagliate possano portare a una ripresa dei contagi.

“Nella battaglia contro il Coronavirus serve l’apporto di tutti- ha sottolineato in videoconferenza l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-: non solo medici e infermieri, ma anche di ogni singolo cittadino. È indispensabile continuare a mantenere i comportamenti adottati in fase emergenziale; si tratta di una questione di responsabilità, di rispetto per sé stessi e per gli altri. Per questo- ha aggiunto l’assessore- abbiamo ritenuto opportuno fare chiarezza anche sull’uso appropriato dei dispositivi da utilizzare nella quotidianità, vista la presenza di comunicazioni contraddittorie provenienti da fonti poco affidabili. Ripartire vuol dire non commettere passi falsi, per non dover tornare indietro”.

Messaggi e contenuti della campagna

Tre i concetti chiave proposti dal servizio sanitario regionale: “non dimentichiamo quanto abbiamo acquisito”, “impariamo a proteggerci” e “ripartiamo”; sui primi due si articola la prima fase della campagna con le 10 regole da rispettare. Alla seconda fase è affidato invece il concetto di “ripartenza”, intesa nelle sue diverse espressioni e ricadute sulla comunità regionale: su questo, in pochi giorni sarà pronto uno spot per tv e radio.

Già oggi parte invece la campagna web e social, con una sezione on line – https://nuovesaneabitudini.it/ – un carousel di 10 illustrazioni e altrettante clip video sulle sane abitudini da adottare, oltre a una locandina riassuntiva delle 10 azioni, materiale che sarà distribuito e disponibile nelle strutture sanitarie, negli Urp, negli spazi pubblici, in farmacie e studi medici, e diffuso attraverso diversi altri canali.

Quali sono le buone abitudini

Mantieni almeno un metro di distanza: il distanziamento fisico è uno dei modi più sicuri per proteggere sé stessi e gli altri. È importante rispettare la distanza con tutti, conoscenti e sconosciuti, sintomatici e asintomatici, con maggiore riguardo per le persone più fragili (come anziani, immunodepressi, cardiopatici).

Lava spesso le mani: usa acqua e sapone (per almeno 40 secondi) oppure sfrega le mani con un gel idroalcolico (per almeno 20 secondi) facendo attenzione a pulire a fondo e in modo completo le mani. È necessario ripetere l’operazione molte volte nell’arco della giornata, soprattutto dopo aver maneggiato oggetti toccati da altre persone o potenzialmente esposte al virus.

Non toccarti il viso: non toccarti occhi, naso, bocca se non dopo esserti opportunamente lavato le mani. Meno ci si tocca il volto, più si riducono le possibilità di contagio. Per questo, ad esempio, non ci si deve assolutamente toccare il viso dopo essersi sistemati la mascherina che si sta indossando.

Indossa i guanti solo se necessario: le mani, opportunamente e frequentemente lavate, garantiscono una protezione superiore rispetto all’uso dei guanti che, oltre ad aumentare il rischio di contagio, diventano rifiuti plastici di difficile smaltimento. Nella quotidianità, lavare spesso le mani è più sicuro che indossare i guanti.

L’uso dei guanti, invece, è raccomandato sempre per chi lavora a contatto con persone malate (ad esempio negli ospedali, ambulatori, residenze sanitarie o nell’assistenza a casa) e nel settore della distribuzione di alimenti (alimentari, ristorazione, mense).

Indossa la mascherina: in Emilia-Romagna è obbligatorio l’uso della mascherina (chirurgica monouso o in tessuto lavabile): all’aperto se non si può mantenere la distanza di un metro; nei locali pubblici, inclusi i mezzi di trasporto. Occorre utilizzare mascherine chirurgiche o in tessuto lavabile.

Indossa correttamente la mascherina: igienizza le mani prima di indossarla; copri sempre e completamente naso e bocca; non toccare la parte frontale durante l’uso o per toglierla; buttala quando è umida o deteriorata; se è lavabile, riponila in un sacchetto prima di detergerla.

Usa la piega del gomito quando tossici o starnutisci: se devi tossire o starnutire, copri la bocca e il naso servendoti della piega del gomito e non della mano. L’uso della mano favorisce la trasmissione di eventuali germi a superfici, oggetti o altre persone a te vicine.

Arieggia spesso i locali: cambia frequentemente l’aria nei locali in cui passi del tempo e prediligi le attività all’aria aperta. In questo modo respiri aria più pulita e con minore concentrazione di germi.

Pulisci e disinfetta le superfici: puoi igienizzare le superfici e rimuovere la presenza di germi, lavandole con normali detersivi e disinfettandole con prodotti a base di alcool etilico al 70% o candeggina opportunamente diluita (ipoclorito di sodio 0,1%).

In caso di sospetto contagio, stai a casa e avverti il medico: se compaiono sintomi come febbre, tosse, difficoltà respiratorie, vomito o diarrea oppure se hai avuto un contatto stretto con una persona positiva al Covid-19, avverti immediatamente il tuo medico curante o la guardia medica e segui attentamente le istruzioni che ti saranno fornite.

La seconda fase: “ripartiamo”

La seconda fase riguarda l’insieme delle misure per la ricostruzione del tessuto sociale ed economico dell’Emilia-Romagna, il rilancio delle politiche di sviluppo sostenibile e di forti investimenti pubblici, in parte già delineati dal piano di opere e interventi della Giunta regionale. Partirà a fine giugno/inizio luglio e si articolerà, oltre che su web e social, anche sugli altri media con affissioni sull’intero territorio regionale, spot radiofonici e tv.

I lavori di piazza Martiri proseguiranno come da programma

Il ritrovamento di ossa durante gli scavi per il rifacimento dei sotto servizi di piazza Martiri Partigiani non bloccherà i lavori che proseguiranno come da programma.

“Il ritrovamento non ci ha sorpreso – commenta il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – perché in passato era consuetudine utilizzare i terreni vicini alle chiese per seppellire i defunti. Eravamo preparati, i corpi ritrovati sono sicuramente precedenti all’ultima guerra ma non così antichi da rappresentare reperti archeologici tali da bloccare i lavori. Nel giro di pochi giorni le ossa saranno rimosse, con tutti gli accorgimenti necessari per rispettare i defunti sepolti, e i lavori potranno ripartire seguendo il crono programma stabilito”.

Dopo la sosta obbligata dovuta al lockdown imposto dall’emergenza Covid -19, infatti, hanno ripreso ormai da qualche giorno i lavori di rifacimento di piazza Martiri Partigiani con le operazioni, eseguite da Hera, degli scavi per la posa in essere delle nuove condutture dei sotto servizi.

Il cronoprogramma, evidentemente variato rispetto a quanto stabilito prima dell’emergenza, prevede il termine dei lavori preliminari nella zona sud di piazza Martiri Partigiani, dal “cannocchiale” verso via Cavallotti, entro la seconda metà del mese di Giugno.

“Non appena Hera avrà terminato questo tratto di piazza – commenta il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – si sposterà nella parte nord per realizzare anche in quella porzione di piazza i sotto servizi; nella zona sud, invece, inizieranno i lavori di ripavimentazione vera e propria a cura della ditta a cui è stato aggiudicato l’appalto a Febbraio. Durante tutta la durata dei lavori sarà sempre garantito l’accesso alle attività commerciali attraverso un sistema di scivoli e camminamenti che consentiranno a tutti i negozi di rimanere sempre aperti ed accessibili per i clienti”.

Obiettivo del programma è di concludere tutto l’anello della piazza inderogabilmente entro fine settembre, realizzando i nuovi marciapiedi pedonali allargati ed il tratto di piazza percorribile dalle auto, per poi arrestare i lavori in occasione delle Fiere d’Ottobre e terminare la parte centrale della piazza a partire dai primi mesi del 2021.

“Con lo stop imposto dall’emergenza Covid -19 – chiarisce il Sindaco – abbiamo a lungo valutato l’opportunità di fermare tutto e riprendere direttamente l’anno prossimo, ma questo avrebbe comportato un contenzioso con la ditta aggiudicatrice dell’appalto che avrebbe rischiato di rimandare per diversi anni l’operazione. Per questo motivo abbiamo deciso di procedere, in accordo con le associazioni di categoria, per poter fare in modo che almeno l’anello della piazza possa essere rinnovato entro l’avvio delle Fiere d’Ottobre. Il rifacimento della parte centrale della piazza, poi, riprenderà ad iniziative terminate per poter arrivare, nei primi mesi del 2021, ad avere finalmente una nuova piazza Martiri Partigiani. Purtroppo i disagi ci saranno – conclude il Sindaco – è inutile negarlo; si tratta però di un sacrificio indispensabile per poter riqualificare completamente la principale porta d’accesso al centro cittadino”.

 

 

 

Riapre al pubblico la Galleria d’Arte Jacopo Cavedoni di Sassuolo

Riaprirà al pubblico venerdì prossimo, 29 maggio, dopo la chiusura imposta dalle misure di contenimento del virus Covid-19, la Galleria d’Arte Jacopo Cavedoni.

La riapertura ufficiale avverrà venerdì 29 maggio a partire dalle ore 10 con la collettiva che era stata allestita in occasione della festa della donna e chiusa anticipatamente a causa delle disposizioni emergenziali. La mostra sarà visitabile venerdì – sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 12 con le regole impartite per questa fase di Emergenza Covid 19.

 

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 28 maggio

Parzialmente nuvoloso per il transito di nubi medio alte; dal pomeriggio addensamenti sui rilievi potranno dar luogo a deboli piovaschi, più probabili sul settore centro-occidentale. In tarda serata non si esclude qualche locale piovasco anche sulle aree di pianura, soprattutto in prossimità del Po. Temperature: minime stazionarie o in lieve diminuzione e comprese tra 15° e 17°; massime in aumento con valori tra 26° e 28° sulle pianure interne e tra 23° e 25° sulla fascia costiera. Venti: deboli di direzione variabile, a regime di brezza sulla costa. Mare: quasi calmo o poco mosso.

(Arpae)

In A13 riaperto, dopo incidente, il tratto tra Villamarzana e Occhiobello

Alle ore 10:00 circa sull’autostrada A13 Bologna – Padova è stato riaperto il tratto, compreso tra Villamarzana e Occhiobello in direzione di Bologna, temporaneamente chiuso in precedenza a causa di un incidente che ha visto coinvolti due mezzi leggeri e un mezzo pesante e dove una persona è deceduta.
Attualmente, sul luogo dell’evento, il traffico transita su una sola corsia e si registrano 7 km di coda in direzione di Bologna.
Agli utenti diretti verso Bologna si consiglia di uscire a Villamarzana, percorrere la viabilità ordinaria per poi rientrare in autostrada a Occhiobello.

Coronavirus, dalla Regione un riconoscimento economico in media di 1.000 euro anche per i professionisti dell’Università impegnati nell’emergenza

Un riconoscimento economico anche per i professionisti dell’Università impegnati nella lotta contro il Coronavirus.

È quanto ha deciso la Regione Emilia-Romagna, dando mandato alle Aziende sanitarie di provvedere all’assegnazione del riconoscimento per un valore medio di 1.000 euro. In questo modo, viene esteso ulteriormente il numero di coloro ai quali viene conferito un riconoscimento economico per aver operato durante l’emergenza epidemiologica.

“La capacità del nostro sistema sanitario di fronteggiare con efficacia l’emergenza epidemiologica da Covid-19- sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini- è stata possibile grazie al concorso di tutti gli attori che compongono l’articolata e complessa rete assistenziale, di cui è parte integrante anche l’Università. All’interno di quello che è più che un consolidato rapporto di collaborazione tra Servizio sanitario regionale e Università, anche il personale universitario convenzionato, che opera nei diversi contesti organizzativi in le attività assistenziali si integrano con le funzioni di didattica e di ricerca, ha fornito un apporto fondamentale”.

“Pertanto- concludono presidente e assessore- come Regione riteniamo giusto e doveroso premiare la qualità e l’intensità dell’impegno lavorativo profuso dai professionisti universitari in uno dei momenti più difficili della storia sanitaria di questa regione”.

Furti in chiesa a Formigine: arrestato un sassolese e denunciato un giovane di Fiorano

Operazione di polizia giudiziaria dei Carabinieri della Stazione di Formigine, nell’ambito di servizi volti a prevenire e reprimere furti nelle chiese. Arrestato un cittadino italiano, 46 enne residente a Sassuolo e deferito un’altro cittadino italiano 27enne, di Fiorano Modenese.
Da diversi giorni il parroco della Chiesa San Bartolomeo Apostolo di Formigine verificava ammanchi di denaro all’interno della Chiesa denunciando l’accaduto ai Carabinieri. I militari si erano portati diverse volte all’interno della Chiesa, ma non avevano trovato alcun elemento utile alle indagini. Nessun segno di effrazione, nessun indizio.

L’unico modo per poter arginare ciò era appostarsi al fine di vedere qualche movimento strano. A seguito di un prolungato servizio di osservazione e controllo, al termine della funzione religiosa della mattina, quando all’interno non vi era nessun fedele, militari in borghese hanno visto entrare e poi uscire il 27enne, disturbato da un fedele entrato per pregare. I Carabinieri lo fermato e perquisito trovandolo in possesso di una forbice, un cacciavite, e un metro estendibile, con un nastro adesivo attaccato all’estremità, che serviva per calarlo attraverso la fessura delle cassette per poi tirare su il denaro che rimaneva incollato. Il materiale è stato sequestrato e l’uomo denunciato per tentato furto aggravato.
Dopo questa attività i Carabinieri non hanno desistito continuando il loro servizio. Hanno atteso la fine della funzione religiosa delle ore 12:00. Infatti alle ore 13:10 hanno notato entrare il 46 enne, bloccato appena uscito dalla chiesa dove aveva messo a segno l’ultimo furto di una lunga serie. Quando i militari lo hanno fermato, la perquisizione ha permesso di recuperare 27 euro appena prelevati dalle cassette delle offerte presenti all’interno del luogo di culto.
La persona arrestata si è impossessata delle monete con la tecnica del chewingum che attaccato all’estremità di chiavi, veniva calato attraverso la fessura della cassetta per poi ritirare su il denaro. In suo possesso anche la torcia usata per il delitto, sottoposta a sequestro.

Dall’analisi delle immagini i Carabinieri hanno potuto accertare che i due erano proprio i responsabili dei 7 furti avvenuti nei giorni scorsi.
L’arrestato è stato tradotto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Sassuolo in attesa di essere giudicato per rito direttissimo per  il furto aggravato.
Entrambi devono anche rispondere di furto aggravato in concorso per i restanti sette furti dei giorni scorsi.

Arrestato dai carabinieri di Sassuolo con 279 grammi di cocaina

Continua l’azione in tema di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti da parte della Compagnia Carabinieri di Sassuolo. Nella serata del 25 maggio i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno tratto in arresto un cittadino italiano, 48enne, residente a Modena, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Dopo averlo notato in atteggiamento sospetto in centro a Sassuolo, hanno deciso di pedinarlo sino alla sua abitazione di Modena dove, a seguito di perquisizione, sono stati rinvenuti 279 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina e denaro, esattamente 370 € provento dell’attività delittuosa.

Il 48 enne è stato dichiarato in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e tradotto presso la casa circondariale di Modena a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Rinvenuti resti umani duranti i lavori in piazza Martiri Partigiani a Sassuolo

Erano ripresi lo scorso 4 maggio i lavori di rifacimento di piazza Martiri Partigiani a Sassuolo, ed è proprio nel corso di queste operazioni che ieri sono state rinvenute ossa, parti di scheletro umano. Il ritrovamento in prossimità del Duomo di San Giorgio in un punto dove un tempo venivano seppelliti i defunti. Sul posto gli archeologi che hanno provveduto a catalogare i resti rinvenuti. I lavori sulla piazza sembra non siano comunque  stati fermati e proseguiranno coma da calendario.

Centri estivi: ecco il protocollo per la riapertura in Emilia-Romagna dall’8 giugno

Approvato il protocollo regionale per la riapertura in sicurezza, già da lunedì 8 giugno, dei Centri estivi dell’Emilia-Romagna destinati ai bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni.La Regione ha dato il via libera al documento che nei prossimi giorni verrà recepito da un’ordinanza del presidente Stefano Bonaccini.Filo conduttore comune delle regole e dei requisiti messi a punto, garantire la massima tutela della sicurezza e della salute di bambini, ragazzi, educatori e familiari.

Fra le principali misure previste e da adottare: attività da svolgersi preferibilmente all’aperto, bambini e adolescenti organizzati in piccoli gruppi e seguiti sempre dagli stessi educatori senza mescolanze tra gruppi, entrate e uscite scaglionate, triage all’ingresso, attenzione ai contatti, pulizia e disinfezione costante degli ambienti e dei materiali.

“Con la tanto attesa cornice di regole sanitarie e di distanziamento, possono finalmente partire in sicurezza le attività educative per i bambini e i ragazzi, con un ventaglio di offerte varie a carattere ludico-ricreativo di qualità, come è ormai tradizione della nostra regione- sottolinea la vicepresidente e assessora al Welfare, Elly Schlein-. Siamo arrivati a questo risultato grazie a un lavoro approfondito e condiviso, per il quale ringrazio ancora una volta tutti i soggetti che si sono riuniti attorno al tavolo per trovare soluzioni a un problema davvero sentito dalle famiglie e dalle istituzioni. Chiudiamo oggi un percorso che è partito il 24 di aprile con il primo ampio confronto riunendo tra le migliori competenze della Regione, che ci ha permesso di condividere proposte concrete con il Governo che sono state prese ad ampio riferimento per le Linee Guida nazionali uscite insieme al DPCM 17 maggio, che oggi specifichiamo in questo protocollo”.

 “Assieme al presidente Bonaccini– prosegue Schlein– abbiamo più volte ribadito l’esigenza di accompagnare la ripresa delle attività economiche e lavorative con la graduale ripresa dei percorsi educativi e di socialità di bambini e adolescenti, sostenendo in questo modo anche le famiglie nella gestione del carico di cura e dei figli, che in questi mesi hanno gravato in modo innegabile unicamente sulle loro spalle, in particolare delle donne. E non ci possiamo permettere passi indietro su un tema di fondamentale importanza e attualità come quello della conciliazione dei tempi di cura e di lavoro. Non solo- conclude la vicepresidente- perché i bambini e i ragazzi hanno bisogno di riprendere gradualmente la socialità, e al tempo stesso va tutelato il lavoro dei nostri educatori e delle nostre educatrici, che rappresentano un vero patrimonio sociale. Siamo pronti a partire, dunque, e a farlo in sicurezza. Infine- conclude la vicepresidente- vogliamo ribadire che stiamo lavorando a soluzioni anche per la fascia d’età 0-3 anni: il Comitato tecnico scientifico nazionale ha chiesto qualche altro giorno per integrare, come da richiesta fatta insieme alle Ministre Bonetti Azzolina, le Linee guida nazionali in favore dei servizi ai più piccoli. Non si può lasciare la fascia 0-3 anni sguarnita di risposte fino a settembre.”.

Le novità introdotte

Il protocollo definito dal tavolo regionale introduce alcune regole per i gestori e indicazioni precise per le famiglie, subentrando all’attuale direttiva regionale sui Centri estivi.

I genitori dovranno portare i figli ai centri con orari differenziati: gli ingressi saranno scaglionati per evitare l’affollamento. I punti di accoglienza dovranno essere all’esterno dell’area o della struttura, per evitare l’ingresso degli adulti nei luoghi dove si svolgono le attività. Il triage prevede che venga chiesto all’accompagnatore se il bambino ha avuto febbre, tosse, difficoltà respiratoria, ma non è richiesto il certificato medico per la frequenza del centro estivo.

Prima dell’accesso all’area è possibile effettuare il controllo della temperatura, sia per gli educatori che per i bambini, per i quali dovrà ancheessere prevista la possibilità di lavarsi le mani con acqua e sapone o gel igienizzante, procedura obbligatoria in ingresso e in uscita. Tutti gli operatori, e i bambini, dovranno indossare la mascherina. Il protocollo prevede misure specifiche per il corretto svolgimento di attività motorie e sportive.

L’organizzazione dei gruppi

L’accesso alle attività sarà per piccoli gruppi di età omogenea, con un rapporto numerico minimo fra operatori, bambini e adolescenti diverso in relazione all’età dei partecipanti: per i bambini  tra 3 e 5 anni, ci sarà un adulto ogni cinque; per i bambini in età di scuola primaria (6-11 anni) un adulto ogni sette; infine, per gli adolescenti in età di scuola secondaria (12 -17 anni), il rapporto sarà di un adulto ogni dieci ragazzi.

Nei centri estivi è richiesta la presenza di un responsabile con ruolo di coordinatore in possesso di una formazione specifica in uno dei seguenti ambiti: educativo, formativo, pedagogico, psicologico, sociale, artistico, umanistico, linguistico, ambientale, sportivo. Gli operatori dovranno essere in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado o di titolo anche di laurea, anche triennale, preferibilmente a specifico indirizzo socio-educativo con funzione di educatore. È consentito il coinvolgimento di volontari (di almeno 16 anni), opportunamente formati, che operano sotto la supervisione del responsabile del Centro ma non concorrono alla determinazione del rapporto numerico del gruppo.

È inoltre possibile prevedere che enti gestori e famiglie condividano un patto di responsabilità reciproca in cui dichiarino di essere informati e consapevoli dei possibili rischi di contagio da virus COVID-19 derivanti dalla frequenza dei luoghi di attività, e delle misure di precauzione e sicurezza indicate.

Per quanto riguarda lo svolgimento delle attività, sono consigliate quelle all’aria aperta per garantire il necessario distanziamento fisico, e una adeguata areazione degli ambienti chiusi, tenendo aperte le finestre. Sarà necessario individuare una pluralità di spazi, con un’attenta valutazione dell’adeguatezza dal punto di vista della sicurezza, utilizzando le potenzialità di accoglienza di spazi per l’infanzia e delle scuole o altri ambienti similari come ludoteche, centri per famiglie, oratori, fattorie didattiche, colonie estive, spazi di aggregazione, ecc.

Il documento contiene inoltre indicazioni inerenti lo svolgimento in sicurezza dell’esercizio fisico, e più specificatamente dei giochi motori per i bambini tra 3 e 11 anni.

“Abbiamo ritenuto di compendiare le linee generali sui centri estivi dedicando uno specifico paragrafo alle attività motorie e sportive- sottolinea Giammaria Manghi, capo segreteria politica della presidenza di Giunta-. Tradizionalmente in Emilia-Romagna le attività estive dedicate a bambini e ragazzi si caratterizzano con l’attività fisica e, soprattutto in questa fase, va sottolineata la loro importanza per migliorare le condizioni di salute, promuovere il benessere psicologico, della popolazione infantile dopo il periodo di lockdown”.

Tutte le aree frequentate dai bambini e le attrezzature dovranno essere adeguatamente igienizzate, così come si dovrà porre particolare attenzione, durante i pasti, a non far condividere posate e bicchieri da parte di più bambini. Naturalmente non si potranno organizzare feste di fine corso nei centri estivi, ma le attività dei bambini potranno essere documentate con video da consegnare alle famiglie. / Ti.Ga.

 

Sassuolo, rinviate a luglio e settembre TARI ed IMU

Rinviate a Luglio e Settembre Tari ed Imu.  Nel corso della Commissione III che ha avuto luogo nella giornata di ieri, l’Amministrazione ha proposto il rinvio delle scadenze e la delibera, verrà sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale il prossimo 3 Giugno

L’Amministrazione Comunale di Sassuolo, infatti, ritiene opportuno come misura di sostegno e aiuto a imprese e famiglie, in un periodo di forte difficoltà generata dalla situazione emergenziale di questi mesi, predisporre il rinvio di alcune scadenze fiscali normalmente previste per il 16 giugno 2020.

Saranno posticipate al 16 settembre 2020 i termini di scadenza per il versamento dell’acconto IMU 2020, fatta eccezione per la quota riservata allo Stato per i fabbricati ad uso produttivo appartenenti al gruppo catastale D.

Relativamente alla TARI si configura la seguente scadenza:

Prima rata in acconto con scadenza 1/7/2020 pari al 25 % dell’importo dovuto.

Seconda rata in acconto con scadenza 30/10/2020 pari al 25 % dell’importo dovuto.

Terza rata di saldo-conguaglio con scadenza 2/12/2020 applicando le tariffe che saranno approvate in consiglio comunale per l’anno 2020. In questa ultima rata saranno applicate le riduzioni previste a favore delle utenze non domestiche e di quelle domestiche ed eventuali successive delibere.

Sul sito del comune ogni ulteriore delucidazione in merito.

 

Fase 2, Coldiretti: corsa a pasta patriottica in mercato da 7 mld

E’ corsa alla pasta Made in Italy che utilizza solo grano nazionale con il mercato dei cibi patriottici in grande espansione che ha raggiunto il valore record di 7,1 miliardi e interessa ormai il 25% di tutti gli alimenti sugli scaffali dei supermercati con bandiere, simboli, scritte e denominazioni che richiamano il Belpaese. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Nielsen sugli effetti dell’emergenza coronavirus che spinge i consumatori a privilegiare prodotti Made in Italy per sostenere l’occupazione e l’economia nazionale. Lo dimostra il fatto che secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ l’82% degli italiani con l’emergenza coronavirus sugli scaffali cerca prodotti Made in Italy per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio.

Una tendenza confermata dal successo della campagna #mangiaitaliano promossa da Coldiretti e Filiera Italia che ha coinvolto industrie e catene della grande distribuzione. In questo contesto – sottolinea la Coldiretti – un segnale positivo viene dal moltiplicarsi di marchi e linee che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni: da La Molisana ad Agnesi, da Ghigi a De Sortis, da Jolly Sgambaro a Granoro, da Armando a Fabianelli, da Alce Nero a Rummo, da Antonio Amato a Voiello, da FdAI – Firmato dagli agricoltori italiani fino a Barilla che proprio quest’anno ha annunciato di rinnovare la sua pasta classica con grani 100% italiani. L’Italia è il paese con il piu’ elevato consumo di pasta per un quantitativo di 23,5 chilogrammi a testa contro i 17 chili della Tunisia, seconda in questa speciale classifica seguita da Venezuela (12 kg), Grecia (11 kg), Cile (9,4 kg), Stati Uniti (8,8 kg), Argentina e Turchia a pari merito (8,7 kg). Durante il periodo di lockdown necessario per combattere l pandemia si è verificato un aumento degli acquisti del 17% per i derivati dei cereali come la pasta secondo Ismea mentre sono stati completamente azzerati i consumi nella ristorazione con i locali chiusi. L’Italia – continua la Coldiretti – è prima in Europa e seconda nel mondo nella produzione di grano duro destinato alla pasta con una stima dell’Istat di 1,23 milioni di ettari seminati nel 2020 in aumento dello 0,5% con una produzione attorno ai 4,1 miliardi di chili. Un raccolto Made in Italy che – sottolinea la Coldiretti – subisce la concorrenza sleale delle importazioni dall’estero di prodotti che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale vigenti nel nostro Paese come il grano duro canadese trattato con l’erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità vietate sul territorio nazionale dove la maturazione avviene grazie al sole. Aumenta infatti del 59% la quantità di grano duro importato nel 2020 dal Canada con il quale l’Unione Europea ha siglato l’accordo di libero scambio CETA, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat relativi al primo bimestre dell’anno durante il quale il Canada si classifica come primo fornitore dell’Italia. Il balzo delle importazioni – precisa la Coldiretti – arriva nonostante le previsioni positive per la produzione di grano italiano. Una situazione che – conclude la Coldiretti – mette in pericolo i risultati economici dii oltre trecentomila aziende agricole che coltivano grano spesso in aree interne senza alternative produttive, in un momento particolarmente difficile per l’emergenza coronavirus.

 

Formazione, approvati 187 corsi biennali di Istruzione e Formazione professionale

Sono 187 i percorsi di istruzione e formazione professionale, per un costo complessivo di 48,3 milioni di euro, che partiranno in Emilia-Romagna con il prossimo anno scolastico. Il via libera della Giunta regionale al piano di attività per l’anno scolastico 2020-2021 è arrivato nel corso dell’ultima seduta, durante la quale sono stati approvati l’elenco delle attività e gli enti di formazione professionale accreditati che la realizzeranno su tutto il territorio emiliano romagnolo.

I corsi biennali, ricompresi in 129 operazioni (e relative richieste di finanziamento per un costo complessivo di 48.323.672 euro, che trova copertura nell’ambito del Programma operativo Fondo sociale europeo 2014/2020), costituiscono l’offerta di attività corsistiche per l’acquisizione della qualifica professionale del sistema di competenza regionale che permette di assolvere il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, e conseguire una qualifica e un diploma professionali.

Il provvedimento, in coerenza con Il Programma triennale delle politiche formative e per il lavoro approvato dall’Assemblea legislativa, conferma un’ampia e rinnovata gamma di offerta formativa, sia per quanto riguarda le competenze trasversali che quelle digitali, che si aggiungono al potenziamento delle attività didattiche nei laboratori e nelle imprese. Confermato anche l’accordo con l’Ufficio scolastico regionale, per permettere agli Istituti professionali di offrire agli studenti, in aggiunta ai percorsi scolastici quinquennali, anche strade di istruzione e formazione professionale per il rilascio della qualifica triennale e del diploma professionale.

Con la delibera è stato approvato, inoltre, il “Catalogo” dell’offerta formativa di percorsi biennali da avviare sempre nell’anno scolastico 2020/2021, per l’acquisizione in apprendistato del certificato di qualifica.

La delibera di Giunta è pubblicata nel Bollettino telematico ufficiale della Regione Emilia-Romagna e sul sito http://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it .

“Per rilanciare l’economia dopo la crisi pandemica- ha dichiarato l’assessore regionale alla Formazione professionale e Lavoro, Vincenzo Colla- vogliamo partire anche dalla formazione. Investiamo sulle competenze e sui saperi per garantire le migliori risorse alle nostre imprese e creare una buona occupazione per i nostri giovani e per chi debba rientrare nel mercato del lavoro“.

I percorsi formativi
I percorsi si dovranno avviare con un numero minimo di 15 studenti, che abbiano formalizzato la propria iscrizione tra la data di avvio del calendario scolastico e il 30 ottobre 2020. Il numero minimo di studenti scende a 12 unità solo per quei corsi che si realizzino in aree deboli o in montagna o che vedano una presenza significativa di giovani con disabilità certificata. Gli enti di formazione accreditati responsabili dei percorsi che costituiscono l’offerta dovranno tenere relazioni continuative con le Istituzioni scolastiche del territorio, nonché con gli enti di formazione del sistema, per garantire a ogni studente l’accesso e la frequenza a percorsi adeguati e rispondenti alle richieste.

Commercio, la Regione spinge la ripresa degli esercizi commerciali di vicinato

Aumenta il sostegno finanziario della Regione per dare più sprint alla ripartenza di piccoli negozi, bar, ristoranti e pubblici esercizi in genere, che sono tra le attività economiche più danneggiate a causa del prolungato lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus.

La Giunta regionale ha infatti deciso di integrare con uno stanziamento aggiuntivo di quasi 1,6 milioni di euro la dotazione finanziaria per l’anno in corso, prevista all’inizio in due milioni di euro, del bando in due tempi – annualità 2020 e 2021 – varato nel novembre scorso per finanziare con contributi a fondo perduto i progetti di riqualificazione e ammodernamento delle imprese che operano nel settore del commercio al dettaglio e della somministrazione di alimenti e bevande.

Una decisione adottata per venire incontro alle aspettative degli operatori che hanno risposto molto positivamente al bando, con la prima fase che si è chiusa con la selezione di 148 progetti giudicati ammissibili su 150 domande pervenute, per un investimento complessivo da parte delle imprese di quasi 8,5 milioni di euro e un importo di contributi da erogare che sfiora i 3,6 milioni di euro. Una cifra, quest’ultima, di gran lunga superiore al budget disponibile per la prima annualità del bando, due milioni di euro appunto, in grado di soddisfare solo le prime 82 imprese in posizione utile in graduatoria. Di qui la scelta di incrementare la dotazione finanziaria 2020, con lo stanziamento di ulteriori 1,6 milioni di euro per accogliere anche le 66 domande giudicate ammissibili al termine della fase istruttoria e che altrimenti sarebbero rimaste escluse dagli aiuti per mancanza di fondi.

“Piccoli negozi di vicinato in sede fissa, bar e ristoranti- sottolinea l’assessore regionale al commercio, Andrea Corsini- sono tra le imprese che più hanno sofferto sotto il profilo economico per la prolungata chiusura in seguito alle misure anti-Covid.  Con questa iniezione aggiuntiva di fondi prelevati dal bilancio regionale ampliamo la platea dei beneficiari degli aiuti a sostegno dei progetti di riqualificazione e innovazione tecnologica presentati dalle imprese per accrescere la competitività di un settore strategico dell’economia regionale. E diamo anche una spinta alla ripartenza di molte attività commerciali rimaste ferme per molte settimane”.

Delle 148 domande accolte a conclusione della prima fase del bando, 33 riguardano la provincia di Modena, per un totale di contributi assegnati di oltre 845 mila euro. Seguono Piacenza (29 domande accolte; circa 770 mila euro di contributi), Bologna (27; oltre 630 mila euro), Forlì-Cesena (15; oltre 375 mila euro), Parma (12; oltre 313 mila euro), Reggio Emilia (12; oltre 266 mila euro), Rimini (10; circa 240 mila euro) e Ferrara (10 domande accolte; circa 149 mila euro di contributi assegnati).

 

Cosa prevede il bando 

Il bando per “la qualificazione e valorizzazione delle imprese che operano nel settore del commercio al dettaglio e della somministrazione al pubblico di alimenti e bevande” finanzia con contributi a fondo perduto i progetti di ristrutturazione, ampliamento e ammodernamento presentati delle piccole imprese in sede fissa, anche di carattere stagionale, che rientrano nella categoria degli esercizi di vicinato. Una definizione che comprende i negozi con superficie di vendita non superiore a 150 metri quadrati nei comuni con popolazione inferiore a 10 mila abitanti e 250 metri quadrati in quelli sopra quota 10 mila abitanti.

Gli aiuti, fino ad un massimo di 30 mila euro ad impresa, partono dalla soglia minima del 40% sugli investimenti ammessi, con una maggiorazione di 5 punti percentuali  in caso di imprese con rilevante presenza femminile e/o giovanile oppure insediate in aree di montagna e svantaggiate, fino ad arrivare ad un massimo del 55% di contributo per i progetti presentati da imprese che esercitano la loro attività in immobili presi in affitto con contratti regolarmente registrati.

L’investimento minimo è di 15 mila euro. Tra le spese ammesse figurano quelle per opere edili e murarie, acquisto di macchinari ed attrezzature, dotazioni informatiche e servizi di cloud computing per il miglioramento e l’offerta alla clientela di nuovi servizi e/prodotti e la realizzazione di siti internet per l’e-commerce.

Riguardo alle domande di aiuto è stata chiusa il 18 marzo scorso la prima finestra temporale per la presentazione, esclusivamente per via telematica, delle richieste tramite l’applicazione web Sfinge 2000, mentre la prossima “chiamata” si aprirà alle ore 10 del 15 settembre 2020 per chiudersi alle ore 13 del 29 ottobre 2020 (http://fesr.regione.emilia-romagna.it)

A disposizione delle imprese restano circa 2 milioni di euro stanziati per l’annualità 2021. Come nella prima fase del bando, per monitorare che il fabbisogno finanziario delle domande di contributo non superi il plafond di risorse a disposizione per il finanziamento degli investimenti previsti, anche nella seconda fase si procederà alla chiusura anticipata della finestra temporale al raggiungimento di 150 domande presentate.

Selezione per un dirigente di area tecnica presso il Comune di Fiorano Modenese

Scade il 3 giugno la possibilità di inviare la candidatura per il conferimento di un incarico dirigenziale a tempo determinato, ex art. 110, comma 1, dlgs n. 267/2000, presso il Comune di Fiorano Modenese. L’incarico riguarda la direzione del Settore “Pianificazione e gestione del territorio” che comprende i servizi di Urbanistica/Edilizia/Ambiente; Lavori Pubblici, Patrimonio e Manutenzione Urbana e Attività Produttive. Prevede inoltre attività di vigilanza controllo e coordinamento funzionale nei confronti della società “Fiorano Gestioni Patrimoniali srl”

L’incarico avrà la durata di quattro anni e comunque non oltre il termine del mandato del sindaco del Comune di Fiorano Modenese.

Per i requisiti richiesti e per l’invio delle candidature, corredate da curriculum vitae, è necessario fare riferimento all’avviso pubblicato nella ‘Bandi di concorso’ sul sito del Comune di Fiorano Modenese e dell’Unione dei comuni del distretto ceramico.

Una commissione, formata da almeno due membri esperti in materia di selezione manageriale, di organizzazione e gestione della Pubblica Amministrazione e negli ambiti di gestione della posizione da ricoprire, oltre che dal Segretario comunale, esaminerà le candidature pervenute. La Commissione, , tramite esame comparativo dei curricula e successivo colloquio, individuerà una rosa di 5 nomi al massimo da sottoporre alla valutazione successiva del Sindaco. Il Sindaco, esaminati gli atti della procedura, può convocare i candidati segnalati per un colloquio di approfondimento.

Formigine: online i moduli per ricevere un contributo per i centri estivi

Il Comune di Formigine ha aderito al “Progetto per la conciliazione vita-lavoro” della Regione Emilia-Romagna che prevede un contributo per l’iscrizione dei ragazzi ai centri estivi. I destinatari sono le famiglie con figli da 3 a 13 anni (nati dal 2007 al 2017), con un reddito ISEE fino a 28.000 euro. I genitori devono essere occupati o in cerca di lavoro. Il contributo sarà fino a un massimo di 84 euro a settimana, per 336 euro complessivi.

La domanda può essere scaricata dal sito del Comune di Formigine, e deve essere presentata fino al 19 giugno.

L’elenco dei centri estivi sarà disponibile anch’esso online. Infatti, dopo il Decreto nazionale con le linee guida, si sta attendendo il Protocollo regionale. Intanto, i gestori hanno iniziato a strutturare i progetti specifici (sempre a piccoli gruppi, per quanto possibile all’aperto, con rigide norme igieniche).

Afferma l’assessore a Formigine Città dei Bambini Simona Sarracino: “La nostra Regione prevede l’apertura dei centri estivi l’8 di giugno, in anticipo rispetto alle Linee guida nazionali nelle quali è indicato il 15 giugno. A seguito della sospensione delle attività scolastiche e, fino a questi ultimi giorni, anche delle attività sportive e corsistiche, quest’anno più che mai i centri estivi devono essere un’esperienza di crescita reale per i nostri ragazzi, non una mera attività di custodia. Anche per questo, il coordinamento pedagogico distrettuale è stato coinvolto per una formazione ai gestori, prima dell’avvio, su modalità relazionali e attività da proporre nel rispetto delle norme sanitarie. I pedagogisti forniranno anche assistenza dinanzi a eventuali problematiche in corso di svolgimento. Ringrazio sentitamente i gestori dei centri estivi perché si stanno organizzando con tempi molto veloci per dare risposte alle famiglie e ai bisogni dei bambini”.

Cinema, il sostegno della Regione per il rilancio produttivo del settore dopo il lockdown

L’annuncio della seconda stagione in Emilia-Romagna per la serie originale italiana Netflix prodotta da Cattleya “Summertime”, accanto alla serie Rai sull’Ispettore Coliandro e film di registi del calibro di Pupi Avati, fino a progetti d’animazione come quello dedicato a Pinocchio e un’opera televisiva su Lucio Dalla.

Regione Emilia-Romagna in prima linea per favorire il rilancio del settore cinematografico, dopo il lockdown dovuto al coronavirus. Forte dei recenti successi delle produzioni sostenute finora, la Regione continua a investire attraverso il Fondo per l’Audiovisivo gestito dall’Emilia-Romagna Film Commission in produzioni di qualità, realizzate in parte o toto sul territorio regionale, promuovendo al contempo le maestranze del settore e offrendo visibilità alle location emiliano-romagnole.

Sono 17 i progetti cinematografici sostenuti nel 2020 dal Fondo Audiovisivo regionale, con la prima chiamata dei bandi rivolti alle produzioni regionali, nazionali e internazionali: 7 documentari, 5 opere televisive, 3 lungometraggi, 2 corti. Il contributo regionale complessivo è di 1.200.867 euro, a fronte di una spesa ammessa di 6.734.505 euro. E grazie alle risorse aggiuntive messe a disposizione dalla Giunta regionale per il settore della cultura, anche il cinema potrà aumentare il budget inizialmente previsto per il 2020, in parte utilizzato già per questa call e in parte a disposizione per la seconda.

“Un segnale importante per imprese e maestranze del settore- commenta l’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori-, duramente colpite dall’emergenza legata al Covid-19. E al contempo un segnale con cui la Regione Emilia-Romagna auspica quanto prima la ripresa delle attività in sicurezza su tutto il territorio dopo mesi di fermo, andando incontro alle esigenze delle produzioni sui tempi di realizzazione dei progetti, velocità delle istruttorie e sulla rendicontazione degli stessi”.

La seconda finestra dei bandi si aprirà il 1 luglio, e sarà possibile candidare i progetti al contributo fino al 31 dello stesso mese.

I progetti del Bando nazionale e internazionale

La prima call ha portato al sostegno di 4 serie televisive, 2 lungometraggi e 3 documentari, per un totale di 851.796 euro finanziati. Per quanto riguarda progetti e soggetti, si anticipa il ritorno di Cattleya in Riviera Adriatica per l’attesissima seconda stagione di Summertime, la serie originale italiana Netflix di successo ispirata all’opera letteraria “Tre metri sopra il cielo” di Federico Moccia. Palomar è invece nuovamente operativa a Reggio Emilia con un ambizioso progetto di animazione dedicato a Pinocchio, mentre Pupi Avati sarà alla regia di Lei mi parla ancora, ispirato all’omonimo libro di Giuseppe Sgarbi, padre di Elisabetta e Vittorio.
Si rinnova inoltre il rapporto tra L’Ispettore Coliandro, Bologna e i Manetti Bros, operativi in città e anche nel piacentino come produttori con l’originale commedia mistery Il mostro della cripta.
I set coinvolgeranno infine altri luoghi situati in tutto il territorio regionale, come Modena, Ferrara e provincia, la bassa reggiana e la riviera romagnola.

I progetti del Bando regionale

L’Emilia-Romagna si conferma terra del documentario con 4 progetti sostenuti. La sessione del bando ha ammesso al contributo anche 2 cortometraggi, 1 serie televisiva e 1 lungometraggio, per un totale di 349.070 euro concessi. Le opere, spesso intrecciate con protagonisti e vicende del territorio, toccheranno tematiche legate al sociale, al terrorismo e al confronto tra culture. Tra queste segnaliamo l’arrivo in regione di Pietro Marcello alla regia dell’opera televisiva Lucio Dalla, della bolognese Ibc Movie e Il giocatore, opera prima del documentarista Marco Santarelli che esordisce con un lungometraggio prodotto da The Film Club di Simone Gattoni. Le location individuate dalle produzioni sono al momento situate a Bologna e il suo Appennino, Reggio Emilia e provincia, Ferrara, Modena, Parma e province, il forlivese e Ravenna.

I titoli ammessi al contributo sono stati selezionati da un nucleo di valutazione formato da Fabio Abagnato (responsabile Emilia-Romagna Film Commission), Guglielmo Pescatore (professore ordinario di Culture dell’intrattenimento e di Economia e Marketing dei media all’Università di Bologna), Barbara Busi (coordinatore e manager settore delle industrie culturali e creative di ART-ER – Bologna), che ha operato valutando la qualità e originalità del progetto, l’impatto economico e la valorizzazione territoriale, la sostenibilità finanziaria e la solidità produttiva, l’innovazione e la strategia di marketing.

L’Emilia-Romagna punta sulla ripartenza di agriturismi e fattorie didattiche

Risorse fresche per 1,9 milioni di euro e la proroga a fine settembre dei bandi del Programma di sviluppo rurale da 7 milioni di euro. L’Emilia-Romagna punta sulla ripartenza dei 1200 agriturismi e delle oltre 300 fattorie didattiche attivi da Piacenza a Rimini e dal mare alla montagna, con un finanziamento regionale “una tantum” da un milione e 900 mila euro per sostenere nella fase 2 e far ripartire, in vista della stagione estiva, un settore duramente colpito dal lockdown dovuto all’emergenza coronavirus.

Accanto all’impiego di nuove risorse e sempre per rafforzare un comparto economico importante per tutto il territorio regionale, è stata decisa anche la proroga a fine settembre della scadenza per partecipare ai bandi del Programma di sviluppo rurale (Psr): 7 milioni di euro di finanziamenti per favorire la riqualificazione e l’ampliamento delle strutture ricettive e di servizio degli agriturismi.
E per garantire soggiorni in sicurezza a ospiti e operatori, la Regione ha stilato un apposito protocollo condiviso con associazioni, sindacati ed enti locali, con le misure anti Covid da adottare per la riapertura.

Le nuove misure economiche insieme all’azione della Regione Emilia-Romagna a sostegno della riapertura di agriturismi e fattorie, sono state illustrate oggi dall’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi, nel corso di una conferenza stampa, organizzata da Cia (Confederazione italiana agricoltori), con Cristiano Fini, presidente Cia Emilia Romagna e Massimo Bottura, presidente regionale dell’associazione agrituristica Turismo Verde.

“Quello degli agriturismi è un sistema molto importante per questa regione- spiega Mammi -. Solo l’anno scorso 160mila persone sono state ospiti di queste strutture con circa 450mila pernottamenti determinando un aumento complessivo del 6,8% dei soggiorni rispetto all’anno precedente.  È un sistema in crescita fatto di aziende in grado di ospitare al meglio e in tutta sicurezza turisti dalla nostra regione, dall’Italia e speriamo presto anche dall’estero e grazie all’impegno di tutti ci sono le condizioni per ripartire in tranquillità”.
“Gli agriturismi- chiude l’assessore- sono soprattutto un luogo di cultura dove c’è l’incontro tra terra e tavola, tra produzione e trasformazione in cibi di eccellenza per cui siamo famosi nel mondo, in posti bellissimi capaci di offrire soggiorni e vacanze adatti a tutti”.

I numeri di agriturismi e fattorie 
Sono 1197 le aziende agrituristiche attive in regione e 300 le fattorie didattiche. In 308 strutture si può solo dormire, in 332 solo ricevere i pasti, mentre in 525 sono disponibili entrambi i servizi. Inoltre, 596 strutture agrituristiche offrono la possibilità di svolgere almeno una tra attività sportive, ricreative, culturali, didattiche.

All’inizio del 2020, con l’approvazione della normativa di settore, si è dato l’avvio anche all’enoturismo, attività svolta da aziende agricole che coltivano vite o producono vino e che offrono la possibilità agli ospiti di visitare le loro vigne e cantine, conoscere gli strumenti di coltura e produzione, degustare ed acquistare il vino.

Venendo ai dati nel 2019 il settore è cresciuto del 2,7% (38 unità) per quanto riguarda gli agriturismi attivi rispetto all’anno precedente. Sono aumentati i soggiorni del 6,8% sul 2018 e sono 159.285 i turisti che hanno deciso di scegliere questa tipologia ricettiva con 439.773 pernottamenti e una permanenza media di quasi 3 notti.  Un trend di crescita delle presenze superiore alla media di tutte le strutture ricettive, sia per il numero di turisti accolti (+6,8% contro un +1,2%), sia per tasso di permanenza, con un +3,9%, rispetto al totale delle strutture ricettive.

# ora in onda #
...............