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lunedì, 6 Aprile 2026
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“Un giocatore non sorride mai” al FilmFestival del Garda

“Un giocatore non sorride mai”, il cortometraggio realizzato nell’ambito del progetto teatrale “Il gioco del Cinema”, scritto e diretto da Francesco Zarzana e promosso dal Comune di Sassuolo in collaborazione con l’Ausl del Distretto ed il contributo della Regione Emilia Romagna, è stato selezionato per la XII edizione del FilmFestival del Garda che si svolgerà da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno.

“Siamo molto contenti – afferma l’Assessore alle Politiche Sociali e Politiche Giovanili del Comune di Sassuolo Sharon Ruggeri – dell’opportunità di poter portare anche fuori dal nostro comune il messaggio che abbiamo voluto lanciare col progetto teatrale realizzato in collaborazione con il regista Zarzana, le cui registrazioni sono terminate appena prima dell’inizio del lockdown e che ha visto la partecipazione di giovani del nostro territorio che per la prima volta si sono cimentati nelle vesti di attori. La decisione della giuria del FilmFestival del Garda di selezionare il cortometraggio sassolese è assoluto motivo di orgoglio per tutta la nostra città”.

“Un giocatore non sorride mai” verrà trasmesso il prossimo lunedì 1 Giugno, a partire dalle ore 11, on line anche sui social, in orario scolastico per permettere agli studenti di collegarsi e seguire il Festival in orario didattico.

Ospedale di Sassuolo, 10 mila mascherine in dono da Annovi-Sergomma-Labocer

​L’imprenditore Nunzio Annovi, uno dei patron del gruppo Annovi-Sergomma-Labocer Srl, ha portato stamattina (25 maggio) in dono all’ospedale di Sassuolo 10 mila mascherine chirurgiche.

Una donazione veramente molto gradita, per la quale lo ha ringraziato in prima persona anche il Direttore Sanitario,  Silvio Di Tella. “Questi gesti di generosità e impegno, ha detto il DS, sono un aiuto concreto e decisivo per continuare ad affrontare al meglio anche la Fase 2 dell’emergenza Covid-19. Quindi grazie al signor Annovi per l’attenzione dimostrata”.

Alla consegna dei 10 mila dispositivi di protezione personale era presente anche il sindaco di Sassuolo, Gian Francesco Menani,  che ha sottolineato quanto gli imprenditori sassolesi si siano impegnati e si stiano impegnando in questo difficile periodo per il benessere e la sicurezza di tutto il territorio.

Per Annovi è la prima donazione all’ospedale, anche se l’imprenditore è da sempre impegnato nel sociale e nello sport a livello locale. “Sono fiero di aver contribuito con queste mascherine allo straordinario sforzo  dei nostri sanitari, mi è sembrato giusto fare qualcosa in un momento così difficile”.

Codacons: riaprono le palestre in Emilia Romagna, caos sul rimborso agli utenti

Riaprono oggi anche in Emilia Romagna palestre, piscine e centri sportivi, ma è caos sui rimborsi spettanti agli utenti. A denunciarlo è il Codacons, che ricorda come il Decreto Rilancio varato dal Governo preveda un indennizzo in favore degli utenti per i giorni di chiusura degli impianti.

L’attività di palestre, piscine e centri sportivi è stata sospesa per effetto del Dpcm del Governo firmato dal Premier Conte lo scorso 9 marzo, e potrà riprendere solo a partire da oggi – spiega il Codacons – Questo ha comportato 76 giorni complessivi di chiusura degli impianti, e il diritto degli utenti al rimborso parziale degli abbonamenti. Lo stesso Decreto Rilancio, all’articolo 216 comma 4, prevede in capo ai gestori degli impianti sportivi l’obbligo di rimborsare i propri clienti per la chiusura degli esercizi, anche attraverso voucher di pari valore, utilizzabile entro un anno dalla cessazione delle misure di sospensione dell’attività sportiva.

Le palestre della regione, però, si sono mosse in ordine sparso: molte strutture hanno deciso di indennizzare i propri iscritti allungando il periodo di validità degli abbonamenti, altre hanno offerto corsi e lezioni via web; tutte opzioni facoltative che possono essere scelte dal consumatore come forma di indennizzo, ma che non escludono la possibilità degli utenti di chiedere e ottenere i rimborsi qualora non intendano avvalersi di tali offerte.

Proprio per aiutare i cittadini dell’Emilia Romagna a far valere i propri diritti e ottenere il rimborso previsto dalla legge, il Codacons ha attivato uno specifico servizio di assistenza telefonica, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17 al numero 89349966, dove un team di legali fornirà spiegazioni in merito alla richiesta di indennizzi.

Previsioni meteo Emilia Romagna, martedì 26 maggio

Prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso salvo locali e temporanei annuvolamenti di scarsa consistenza. In serata temporaneo aumento della nuvolosità sui settori centro-orientali. Temperature: minime in lieve aumento con valori tra 14° e 17°C, massime stazionarie o in lieve calo, intorno a 25/26°C nei centri urbani delle pianure centro-occidentali e tra 21 e 23° su Romagna e zone costiere. Venti: in prevalenza deboli dai quadranti orientali, con locali rinforzi al primo mattino sul mare. Mare: inizialmente mosso, in rapida attenuazione dal pomeriggio fino a divenire poco mosso ovunque.

(Arpae)

Maranello: il presidente della Fondazione Manni, Canalini smentisce la notizia della strage di gatti

Il presidente della Fondazione Manni, William Canalini, ieri ha smentito la versione del Movimento Animalista:

“E’ stato effettuato un lavoro di ripulitura di un area da adibire a parcheggio. Un’area dove abitualmente dimora una colonia di felini – afferma Canalini -. I lavori sono stati effettuati in presenza della persona che si occupa dei gatti che ci ha anche indicato le zone dove si rifugiano, mettendoci così in condizioni di effettuare i lavori in totale sicurezza anche per gli animali. L’associazione animalista che protesta non è stata avvisata perchè non ci risulta avesse ancora iniziato l’attività concordata, cioè la allocazione di trappole per catturare i gatti e sterilizzarli. Già questa mattina i gatti sono stati alimentati come al solito e non si registrano morti o feriti”.

Maranello, Movimento Animalista: strage di gatti nell’area della Fondazione Manni

Falciati vivi. Mercoledì si è consumata una tragedia per i gatti che vivevano nell’area di pertinenza della Fondazione Manni adiacente a Via Toano. I felini, di cui tutti sapevano la presenza, sono rimasti vittime dei lavori per il nuovo parcheggio, uccisi dalle lame delle falciatrici.

La colonia, regolarmente censita in Comune a Maranello, era seguita da un tutore, che si occupava di alimentare e controllare regolarmente gli animali, e poteva contare anche sull’aiuto dell’associazione  4 Zampe per l’Emilia che stava predisponendo tutte le procedure per le sterilizzazioni come previsto dalla legge. Nelle ultime settimane erano anche arrivati anche nuovi cuccioli. Una micia infatti aveva partorito ed aveva nascosto i gattini proprio nella parte in disuso dell’area della Fondazione. Seguendo tutte le procedure previste in questi casi, Caterina Chillon, Presidente dell’Associazione 4 Zampe per l’Emilia, aveva contattato il Comune di Maranello, i Vigili urbani ed il Sig. Canalini della Fondazione Manni per assicurarsi che i gatti fossero in sicurezza almeno per alcune settimane per dare modo ai volontari di recuperare i gattini e sterilizzare la mamma. Sembrava non ci fosse alcun problema. Se ci fossero stati lavori sarebbero iniziati non prima di settembre 2020. C’era tutto il tempo di fare quello che serviva. Era stato fatto anche un sopralluogo con un rappresentante della Fondazione dieci giorni fa. Tutti erano a conoscenza della situazione – in quell’area c’erano sia gatti adulti che una cucciolata nascosta tra le sterpaglie.

Giovedì scorso, senza avvisare nessuno, la fondazione Manni – a quanto sostiene,  su sollecitazione del Comune di Maranello – decide di iniziare dei lavori per realizzare un parcheggio nell’area suddetta e, nonostante fosse a conoscenza della presenza dei gatti, fa falciare la zona con falciatrici industriali uccidendo presumibilmente tutti i felini, certamente tutti i cuccioli.

“Nonostante le colonie feline siano ufficialmente riconosciute dalla Legge n. 281 del 14/8/91 e dalla Legge Regionale 27 del 7/4/2000, nonostante siano stati fatti tutti i passaggi previsti dalle regole per tutelare questi gatti, e benché 4 Zampe X l’Emilia si sia presa carico  della situazione di questa colonia anche in assenza di qualsiasi convenzione con il Comune di Maranello (ricordiamo a questo proposito che è l’unico Comune del distretto ceramico a non averla fatta e che quindi il nostro operato è sempre stato del tutto gratuito) – dice Caterina Chillon – i gatti hanno fatto una terribile fine. A questo si aggiunge l’insensibilità del rappresentante della Fondazione Manni alle nostre rimostranze per l’accaduto, quasi non fosse accaduto nulla“.

Sulla questione interviene anche Silvia Pacher- coordinatore provinciale del Movimento Animalista: “Ci aspettiamo chiarimenti – chiede – sia dall’Amministrazione Comunale,  che come sappiamo non si è mai resa attiva sulle tematiche relative al benessere animale, sia dalla Fondazione Manni. I vigili urbani, anche loro parte in causa, hanno risposto con un laconico  “Speriamo che mamma gatta abbia spostato i suoi cuccioli”. Ovviamente non ci basta. Ciò che è accaduto è gravissimo. E ricordo a tutte le parti in causa l’art. 544-bis  (Uccisione di animali) e l’ art. 544-ter (Maltrattamento di animali) del codice penale”.

(Silvia Pacher, Coordinatore Provinciale M.A. – Provincia di Modena)

 

Interventi di manutenzione in A13 sul ponte del fiume Po

Sulla A13 Bologna-Padova, partono questa mattina i lavori di  manutenzione sul ponte che sovrappassa il fiume Po, tra il km 48+900 e il km 47+200, nel tratto compreso tra Occhiobello e Ferrara nord e che andranno avanti fino al 31 agosto.
La durata degli interventi è stata pianificata  considerando l’impiego di squadre su turni di lavoro avvicendati, al fine di contrarre al minimo i tempi necessari al completamento delle attività.

Nella prima fase delle lavorazioni, della durata di 10 giorni, verrà realizzato il ponteggio con l’ausilio di una piattaforma by bridge e il traffico defluirà su una corsia, sia verso Bologna sia in direzione di Padova.
In caso di necessità sarà possibile sospendere temporaneamente le lavorazioni, al fine di consentire il transito dei veicoli sulle due corsie per ogni senso di marcia.
Terminata la prima fase delle lavorazioni, dal 2 giugno al 31 agosto, verrà installata una segnaletica di flesso e, pertanto, il traffico in direzione di Bologna potrà defluire sulle due corsie a larghezza ridotta mentre in direzione di Padova si potrà regolarmente transitare sulle due corsie preesistenti.
Per l’intero periodo saranno potenziati i presidi di viabilità lungo il tracciato interessato dalle lavorazioni.

Tommaso Simonini nominato coordinatore sassolese di Azione

Azione, il partito fondato da Carlo Calenda (già Ministro dello Sviluppo Economico), a Sassuolo punta sui giovani con la nomina a coordinatore del trentenne Tommaso Simonini.

“Vogliamo costruire la rete di Azione nella nostra Regione – commenta Giulia Pigoni, consigliera regionale ed esponente di Azione – coinvolgendo persone motivate, competenti e fortemente radicate nelle diverse realtà territoriali. Avendo avuto occasione di lavorare con lui nella mia precedente esperienza da assessore alla Cultura a Sassuolo, sono particolarmente contenta che Tommaso Simonini sia diventato il coordinatore sassolese di Azione. Porterà certamene quell’entusiasmo e quella concretezza che ne hanno contraddistinto il percorso all’interno dell’associazione Pandora. Penso che il gruppo locale di Azione potrà crescere molto e fornire un contributo importante al dibattito politico sassolese”.

Tommaso Simonini, 30 anni, è nato a Sassuolo e attualmente lavora come Area Manager presso un’importante azienda ceramica. È conosciuto nel distretto per essere stato fondatore e presidente dell’associazione giovanile Pandora e dello Youth Festival.

“Sono appassionato di politica da tanti anni – spiega Simonini – ma ho sempre fatto fatica a ritrovarmi in un simbolo. In passato ho votato partiti diversi tra loro ricevendo spesso delusioni. Non mi piace il tifo da stadio che si è creato nella politica di oggi: guardare a un partito come se fosse una squadra di calcio non ci rende obiettivi. Calenda credo sia molto competente e coerente, l’ha già ampiamente dimostrato. Inoltre è una persona obiettiva: ammette quando un avversario ha ragione ed è capace di fare autocritica. Credo che questa sia la sua più grande qualità”.

Il progetto di Azione a Sassuolo è nuovo e giovane, c’è tanto da fare. “Il prossimo passo – aggiunge il neo coordinatore – sarà creare una squadra di persone giovani e preparate; dobbiamo riportare le nuove generazioni al centro del dibattito politico.

Mi dimetto da ogni carica nell’associazione Pandora anche se la sento sulla mia pelle; spero che continui in quello che di tanto bello sta facendo”.

Proprio l’attuale presidente di Pandora, Enrico Bellei, spende parole di elogio per Simonini: “Tommi è sempre stato per noi un punto di riferimento. Si è dimesso dalle cariche dell’associazione in modo volontario, per paura di dare un colore politico all’immagine dell’associazione: questo fa capire la sua lealtà e correttezza. È stata una colonna portante dell’associazione e noi tutti gliene siamo grati. Posso dire che la sua caratteristica più importante è la praticità: riesce sempre a tramutare un’idea in realtà. Gli faccio un grande in bocca al lupo, se lo merita. Precisiamo che questa è una sua scelta personale, quindi ribadiamo che l’associazione rimane apartitica, proprio come da sue linee guida, fin dalla fondazione”.

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedì 25 maggio

In prevalenza sereno su gran parte del territorio regionale. Temperature: senza variazioni di rilievo, minime attorno a 15 gradi, massime tra 23 e 27 gradi. Venti: deboli di direzione variabile. Mare: calmo o poco mosso.

(Arpae)

Il presidente Bonaccini firma l’ordinanza sui protocolli operativi per le attività che riprendono lunedì 25 maggio

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato l’ordinanza che adotta formalmente i protocolli di sicurezza per la ripresa delle attività già programmata per lunedì prossimo, 25 maggio: corsistica; centri sociali, circoli culturali e ricreativi; attività ricettive extralberghiere; parchi tematici e luna park.

Si tratta delle attività che l’ordinanza regionale dello scorso 17 maggio, sempre del presidente della Regione, aveva stabilito potessero ripartire dal 25 maggio, previa definizione dei protocolli approvati in questi giorni e condivisi con operatori, associazioni di categoria, sindacati e Comuni, oltre che con le organizzazioni del Terzo settore per quando riguarda la ripresa di centri sociali, culturali e ricreativi. L’obiettivo comune a tutti è fissare regole che salvaguardino la sicurezza di lavoratrici e lavoratori, utenti, volontari. I protocolli già da ieri sono stati via via pubblicati sul sito della regione (www.regione.emilia-romagna.it).

Formazione, da lunedì 25 maggio tornano stage e parte pratica

L’ordinanza di oggi contiene anche una novità importante in ambito formativo. Stabilisce infatti che, sempre da lunedì 25 maggio, i soggetti pubblici e privati che erogano attività di formazione abbiano la possibilità di realizzare in presenza la parte pratica prevista dal percorso formativo. E quindi di poter farla svolgere in laboratorio, con l’utilizzo di macchinari e/o attrezzature; in spazi attrezzati, con le necessarie strumentazioni, nonché in spazi aperti. Oltre agli stage in azienda che riguardino attività economiche che non siano sospese, a condizione che tali attività non siano altrimenti realizzabili a distanza.

Lo stage dovrà essere svolto nel rispetto delle indicazioni tecniche e operative definite nelle linee guida nazionali o nei protocolli regionali previsti per il settore e per lo specifico luogo di lavoro dove si realizzerà.

In ogni caso, l’organizzazione delle attività dovrà tener conto delle specifiche esigenze delle persone con disabilità, così come fissate dal “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” pubblicato dall’INAIL.

Più in generale, lo svolgimento delle attività pratiche previste nei percorsi formativi dovrà rispettare le Linee guida regionali per la Formazione professionale, anch’esse allegate all’ordinanza del presidente Bonaccini.

Cinema, spettacoli col pubblico, discoteche e fiere: date e linee guida in una futura ordinanza

Il provvedimento ricorda infine che con una successiva ordinanza saranno disciplinate le date di decorrenza e le linee guida da rispettare per la ripresa delle attività di cinema e spettacoli con pubblico dal vivo, attività dei centri termali e centri benessere, discoteche, sagre e fiere.

Contributi regionali per i Centri estivi fioranesi

Anche per l’estate 2020 il Comune di Fiorano Modenese ha aderito al “Progetto per la conciliazione vita-lavoro” della Regione Emilia Romagna, che prevede un sostegno economico alle famiglie con figli nati dal 2007 al 2017 (dai 3 ai 13 anni) a copertura della retta di frequenza dei centri estivi aderenti al progetto.

Il contributo può essere richiesto da famiglie con attestazione ISEE 2020 o, in alternativa per chi non ne è in possesso, attestazione ISEE 2019 non superiore a 28.000 euro.

Le famiglie interessate potranno presentare domanda on line, dal 25 maggio al 19 giugno 2020. Occorre collegarsi al sito del Comune di Fiorano Modenese (www.fiorano.it) selezionando nel menù ‘Trova servizi – Servizi on line – Contributo regionale centri estivi’ e accedere con le credenziali Federa o Spid.

Il contributo che verrà erogato corrisponde alla rata di frequenza settimanale di centro estivo, nel limite di 84 euro a settimana, per un massimo di 4 settimane o fino al raggiungimento dell’importo massimo di euro 336 per figlio.

Il bando di partecipazione e l’elenco dei centri estivi accreditati per l’estate 2020 è consultabile nella pagina del sito dedicata ai Centri estivi.

Vista l’emergenza Covid-19 sono possibili modifiche sulla base dell’evoluzione del quadro normativo.

Per informazioni è possibile contattare il Servizio Istruzione (tel. 0536 833420 mail scuola@comune.fiorano-modenese.mo.it).

Cassa integrazione in deroga in Emilia-Romagna, la Regione ha completato la procedura per il 100% delle richieste complessive

Quasi 49mila domande di Cassa integrazione in deroga in Emilia-Romagna. Come annunciato dall’assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, la Regione ha completato la procedura e consegnato all’Inps il 100% delle richieste arrivate. Richieste che riguardano complessivamente, da Piacenza a Rimini, 157.135 lavoratori, per un totale di oltre 36 milioni di ore.

I numeri sono riferiti alle domande previste dal Decreto 9 del 2 marzo 2020 (“Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”) e dal Decreto 18 del 17 marzo 2020 (“Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”).

Resta aperta la possibilità, per chi non avesse usufruito di tutte e 13 le settimane, di chiedere le rimanenti alla Regione; per quelle previste nel Decreto Rilancio (5+4) la richiesta va mandata direttamente all’Inps.

A livello provinciale, è la città metropolitana di Bologna che vede la quota maggiore di domande di Cassa in deroga (12.519), considerando tutte quelle inviate. Seguono Modena (7566) e Reggio Emilia (5225).

I ringraziamenti dell’Amministrazione comunale alla Pas

La Giunta del Comune di Sassuolo, con il Sindaco Gian Francesco Menani, la vicesindaco Camilla Nizzoli, gli assessori Angela Ruini, Massimo Malagoli, Sharon Ruggeri e Ugo Liberi, ha fatto visita alla sede della Pubblica Assistenza Sassuolo (Pas) Croce Blu  per ringraziare l’associazione ed i volontari dello straordinario lavoro svolto ed ancora in corso, per aiutare i tanti sassolesi in difficoltà

Da inizio emergenza Pas Croce Blu Sassuolo abbiamo optato per sospendere dal servizio gli over 65 che ricoprivano circa il 70% dei servizi: l’associazione si è quindi ritrovata con 50 volontari, di cui 3/4 under 30 e di questi ultimi quasi tutti under 25.

“Abbiamo messo in atto con coloro che sono rimasti in servizio – racconta il Presidente Matteo Lamberti –  una formazione sulle procedure in costante evoluzione, inizialmente a ranghi ridottissimi dal vivo, poi tramite incontri in video conferenza.

E’ stata costituita internamente ed in modo formale un’unità di gestione emergenza, che si è occupata di coordinare tutti gli aspetti dell’emergenza: dalla formazione, operatività sui servizi, procedure di sanificazione e gestione rifiuti infetti, nonché dei rapporti con il coordinamento ANPAS e il SET 118 di Modena.

Visto che la gran parte di associazioni e il 118 stesso erano impegnati sul sistema di emergenza urgenza, abbiamo deciso di concentrare le forze sui trasporti secondari, con cui abbiamo convenzioni con AUSL MO, Policlinico e Ospedale di sassuolo, per quello che riguarda i trasporti di soggetti positivi o sospetti: trasferimenti tra strutture ospedaliere e non, e dimissioni a domicilio per coloro che dovevano procedere con la quarantena a casa. Questa scelta porta con se pro e contro. I pro sono che ci ha permesso di intervenire con la certezza di doversi preparare per affrontare un caso positivo e quindi dover indossare tutti i DPI necessari, senza il pericolo di intervenire su casi senza le adeguate protezioni. I contro sono relativi alla certezza di avere di fronte il nemico invisibile e quindi anche solo una distrazione o una manovra errata in fase di svestizione, avrebbe messo il volontario sicuramente a contatto con il virus.

Ad oggi, facendo i dovuti scongiuri, non registriamo nessun caso di positività tra i volontari in servizio. Segno che le misure e procedure messe in atto sono state adeguate e chiare.

Da inizio marzo abbiamo svolto quasi 1200 servizi interospedalieri, dimissioni, dialisi e di vario tipo, mantenendo e anzi implementando i turni.

A metà marzo siamo andati ad aiutare le nostre consorelle Pubbliche assistenze ANPAS di Piacenza, sul loro territorio, ormai allo stremo ed al collasso.

Abbiamo contribuito alla distribuzione delle mascherine gratuite del comune e montato, con il nostro gruppo di protezione civile, la tenda PMA davanti al Pronto soccorso dell’Ospedale di Sassuolo. Per la pulizia e sanificazione ci siamo organizzati con un team dedicato di una decina di ragazzi, nostri volontari anche loro quasi tutti under 30, che durante la settimana sanificano a turno o al bisogno i mezzi che hanno fatto trasporti positivi ed anche quelli che non li hanno fatti, e al sabato sanificano tutta la sede associativa.

Abbiamo ricevuto donazioni per circa 10mila euro che sono quasi il totale di quanto speso sino ad ora per materiale sanitario, dispositivi di protezione individuale e di sanificazione. Oltre che a donazioni di materiale dirette da parti di enti, aziende e associazioni. Voglio ringraziare l’Amministrazione Comunale – conclude –  per averci fornito dispositivi di protezione individuale, e soprattutto voglio ringraziare pubblicamente tutti i nostri ragazzi volontari che hanno fatto veramente i miracoli in questo periodo difficile. Un orgoglio per la nostra città”.

No alla mafia, Sassuolo aderisce a PalermochiamaItalia

Un lenzuolo bianco per ricordare il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro nel ventottesimo anniversario della scomparsa, proprio come avvenne dopo le stragi del 1992, quando i cittadini riempirono di bianco Palermo per gridare “No alla mafia”.

Anche il Comune di Sassuolo ha aderito all’iniziativa “PalermoChiamaItalia” accogliendo con entusiasmo l’invito dell’Anci che, a sua volta, ha aderito con grande favore alla proposta di Maria Falcone, Presidente della Fondazione intitolata a suo fratello Giovanni, di dedicare questa giornata a tutti coloro che, in questi mesi, si sono prodigati, con abnegazione e grande senso del dovere, nella difficile gestione dell’emergenza sanitaria.

Il collegamento ideale tra il sacrificio delle donne e degli uomini che per servire lo Stato hanno perso la vita per mano mafiosa con il coraggio e l’impegno dei tantissimi operatori della sanità, dei volontari, delle forze di Polizia statali e locali e di tutti coloro che sono stati in prima linea sia nel soccorso e nella cura sia nelle azioni di contrasto e di contenimento del virus, è il modo migliore per far rivivere l’eredità morale e il messaggio di speranza che ci ha lasciato Giovanni Falcone.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 24 maggio

Al primo mattino annuvolamenti più consistenti sui settori centro-orientali ove saranno possibili piogge sparse anche a carattere di rovescio o breve temporale, in rapido esaurimento. Dal pomeriggio tendenza a schiarite, soprattutto sulle aree di pianura. Ulteriore miglioramento in serata. Temperature: minime stazionarie o in lieve calo con valori tra 16° e19°. Massime in moderata flessione, con valori tra 25° e 26° sulle pianure centro-occidentali ed intorno a 22/23° sulle aree orientali e costiere. Venti: al mattino dai quadranti orientali, tra deboli e temporaneamente moderati soprattutto sulla fascia costiera; in generale e graduale attenuazione dal pomeriggio. Mare: al mattino mosso sotto costa, molto mosso al largo, con moto ondoso in rapida attenuazione nel corso della giornata, fino a poco mosso in serata.

(Arpae)

Dalla Regione nuovi protocolli operativi condivisi per riaprire lunedì 25 maggio parchi tematici e acquatici, giardini zoologici, luna-park, circhi. E poi strutture extralberghiere e attività corsistiche. Garantire la sicurezza dei frequentatori e degli operatori

Nuove attività ripartono lunedì prossimo, 25 maggio. E la Regione prosegue nella attività di regolamentazione delle procedure necessarie per garantire sicurezza alle persone.
Sono stati infatti approvati i relativi protocolli, con regole e requisiti condivisi dal tavolo regionale, che ha riunito le associazioni di categoria, i sindacati e i Comuni.

Di seguito una sintesi delle norme condivise, che dovranno essere applicate alle attività ancora sospese fino a domenica per effetto del lockdown.

In allegato, i testi integrali dei protocolli, che saranno recepiti con una ordinanza del Presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che sarà adottata domani. Ordinanza che recepirà anche l’ultimo protocollo, relativo alle riaperture previste lunedì 25, in corso di definizione: quella dei centri sociali e  ricreativi.

Parchi tematici, parchi acquatici, giardini zoologici, luna-park e attrazioni dello spettacolo viaggiante

Per tutte le attività di intrattenimento – tenuto conto del fatto che spesso le attività principali si svolgono in ampi luoghi all’aperto, con naturale ricambio di aria – l’obiettivo generale è sempre quello di garantire la salute e la sicurezza dei dipendenti e degli ospiti attraverso il controllo continuo ed efficace dell’affluenza, del distanziamento interpersonale, dei dispositivi di protezione individuale nonché della pulizia e disinfezione.

Il pubblico, quindi, è tenuto a rispettare le regole valide per tutti riguardo l’uso di guanti e mascherine. Il personale dovrà essere dotato di specifici dispositivi di protezione individuale (Dpi), alcuni dei quali comuni a tutto il personale, altri differenziati in base al tipo di mansione svolta.

Se non sarà possibile garantire il rispetto della distanza interpersonale (almeno un metro tra una persona ed un’altra o la distanza più ampia definita da eventuali ordinanze dell’autorità locale) è comunque necessario l’uso delle mascherine conformi alle norme di legge.

Per quanto riguarda il personale addetto alla manipolazione e produzione degli alimenti e alla modalità di gestione dei punti ristoro, si fa riferimento al Protocollo per lo svolgimento in sicurezza degli esercizi di somministrazione alimenti e bevande e attività da asporto e consumo sul posto, valido per l’Emilia-Romagna.

Per quanto riguarda le biglietterie e gli ingressi, sarà individuato il numero giornaliero massimo di visitatori che possono essere contemporaneamente presenti, sempre per garantire il distanziamento interpersonale ed evitare gli assembramenti.

Si dovrà favorire e incentivare il più possibile l’acquisto di biglietto online e dovranno essere predisposti, ove possibile, percorsi obbligati separati per l’entrata e l’uscita dal parco.

Prima dell’ingresso, chi entra nelle strutture deve disinfettare le mani usando l’erogatore messo a disposizione all’entrata o dovrà indossare guanti monouso, forniti anch’essi al punto di accesso.

Per le aree giochi si adottano le indicazioni valide per le analoghe strutture pubbliche comunali. Le attività di svago e di animazione sono sospese o riorganizzate e previste in piccoli gruppi con spazi ed orari in modo da permettere il distanziamento. Sono eliminate le iniziative che potrebbero portare a potenziali assembramenti.

Le aree all’aperto vanno delimitate ed individuate, indicando il numero massimo di bambini consentiti all’interno. Nei locali al chiuso le aree, così come le attrezzature, dovranno essere pulite e accuratamente disinfettate quotidianamente o comunque prima dell’utilizzo.

Per gli spettacoli, attività di interazione con il pubblico e attività didattiche è vietata qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti ad eccezione di quelli esclusivamente di “ascolto” con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale.

Nelle fasi di ingresso e uscita dalle aree spettacolo si adottano procedure atte a evitare assembramenti, meglio se attraverso percorsi separati.

Le attività di interazione con il pubblico (meet & greet, talk, feeding time, attività educative, tour guidati, ecc.) devono garantire il rispetto delle regole di distanziamento sociale con la riduzione del numero dei partecipanti, eventuale adozione di linee di demarcazione degli spazi di seduta ed eventuale adozione di dispositivi tecnologici (esempio audio guide con cuffie usa e getta).

Per i percorsi avventura si applicano le linee guida generali, secondo le disposizioni di legge in materia impianti sportivi: prima di indossare i dispositivi di sicurezza (cinghie, caschi, eccetera) il cliente deve disinfettare accuratamente le mani. Le imbragature di sicurezza vanno indossate evitando contatto con la cute scoperta, quindi il cliente deve avere un abbigliamento idoneo.

In considerazione della peculiarità dei parchi acquatici, dovranno essere applicate specifiche misure igienico sanitarie già disciplinate, per spogliatoi, toilette e altri locali di servizio agli ospiti, solarium e zone lettini, attrazioni, piscine e piani vasca.

Strutture extralberghiere e altre tipologie ricettive

Si tratta di agriturismi, ostelli, B&B, case per ferie, rifugi alpini ed escursionistici, affittacamere, case e appartamenti per vacanza. E poi appartamenti ammobiliati per uso turistico, strutture ricettive all’aria aperta non aperte al pubblico, aree attrezzate di sosta temporanea.

L’ambito regolamentato è complesso, poiché si tratta di una serie di strutture ed attività ricettive molto diversificate, di cui alcune svolte in forma non imprenditoriale, che gestiscono attività con caratteristiche strutturali e gestionali molto diversificate ed una molteplicità di servizi. Tra cui, anche la somministrazione di alimenti.

Anche qui, Il Protocollo richiama alla responsabilità individuale nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di sicurezza e prevenzione.

Gli ospiti sono tenuti a rispettare le regole attive per tutta la popolazione riguardo l’uso di guanti e mascherine. Per il personale addetto alle attività di reception, pulizie e amministrazione, la definizione dei Dpi da usare e delle specifiche regole d’uso saranno stabilite dal titolare (in caso di lavoratori autonomi) o dal Responsabile del Servizio prevenzione e protezione sul lavoro, sulla base di una valutazione del rischio che tenga conto del livello di promiscuità collegata ad ogni situazione lavorativa.

Gli spazi interni ed esterni, gli orari di servizio e le modalità operative, dovranno essere rimodulatiper garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro ed evitare gli assembramenti. In tutti i punti necessari, dove ci sono contatti degli ospiti con superfici, devono essere collocati i dispenser di gel igienizzante. Le disposizioni per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 vanno applicate alle attività ricettive in ogni sua parte, dalle aree ricevimento alle back of the house, dai posti letto ai servizi igienici, docce, lavabi comuni fino alle aree all’aperto.

Per quanto riguarda le aree colazioni e ristorazione, valgono le norme del Protocollo per lo svolgimento in sicurezza degli esercizi di somministrazione alimenti e bevande e attività da asporto e consumo sul posto in Emilia-Romagna.

I corsi

Dalla musica al teatro,dalla fotografia alle lingue straniere, per fare alcuni esempi.Le attività corsistiche si articolano in una molteplicità di tematiche molto diversificate, accumunate a grandi linee da modalità di insegnamento in aula o comunque indoor e, in alcuni casi, outdoor.

Questa compresenza di condizioni, con gradi di esposizione al rischio Covid-19 tra loro differenti, rende necessario un approccio modulare alla gestione del rischio, che consenta di coniugare la possibilità di svolgere l’attività corsistica con l’esigenza di garantire la sicurezza dei titolari, del personale e della clientela.

Anche per quest’ambito il Protocollo – redatto in collaborazione con la Direzione Generale Cura della Persona Salute e Welfare – richiama alla responsabilità individuale nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di sicurezza e prevenzione. Va sottolineato che il documento non si applicaalle attività scolastiche e formative, autoscuole e scuole nautiche e attività assimilabili a quelle motorie e sportive: per queste si rimanda alle specifiche disposizioni e protocolli statali e regionali in materia.

Innanzitutto, dev’essere garantita l’adozione da parte degli organizzatori di tutti i possibili strumenti di informazione e comunicazione rivolti alla clientela sulle regole di accesso e comportamento. In particolare, il responsabile dell’attività corsistica, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, comunica ai partecipanti al corso le disposizioni vigenti, consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali appositi dépliant informativi. Tra gli strumenti di comunicazione, si raccomandata l’affissione di cartelli in posizione ben visibile indicanti i punti salienti (distanziamento interpersonale, lavaggio delle mani, igiene respiratoria, altri comportamenti da tenere all’interno dello stabilimento e nei vari ambienti).

Il personale insegnante e i partecipanti ai corsi saranno tenuti a rispettare le regole attive per tutta la popolazione riguardo l’uso di guanti e mascherine e pertanto dovrà essere dotato di specifici dispositivi di protezione individuale (DPI).

Gli spazi interni ed esterni, gli orari dei corsi e le modalità operative, dovranno essere rimodulati per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro ed evitare gli assembramenti. Nei laboratori, in relazione all’adeguatezza degli stessi e ai parametri dimensionali previsti dalla normativa vigente, dovrà essere garantita la distanza di un metro e cinquanta centimetri, da incrementare in funzione del tipo di attività, tra ogni postazione del corsista e tra queste e la postazione del docente.

Nel caso siano previsti esami finali e non sia possibile il loro rinvio al verificarsi di condizioni epidemiologiche più favorevoli, si deve privilegiare l’effettuazione a distanza.

Corsi di teatro e canto
Qualora la particolare tipologia di corso non consenta l’uso della mascherina individuale, ad esempio nei corsi di teatro o di canto, occorre che la distanza interpersonale sia di almeno due metri fra i corsisti e fra corsisti e docenti. All’aperto, tale distanza può essere ridotta a un metro e cinquanta centimetri. In ogni caso sono da evitare i contatti diretti fra le persone.

Corsi di musica
Per i corsi di musica, gli strumenti ad arco, percussioni e strumenti a tastiera devono essere posizionati a 1,5 metri di distanza. Nelle note si dice che è preferibile l’utilizzo di strumenti ad uso esclusivamente personale. Nel caso ciò non fosse possibile, gli strumenti devono essere puliti e disinfettati nelle parti che entrano in contatto con la persona, prima che venga utilizzato da un nuovo corsista. Fino all’adozione di specifici protocolli, restano sospesi i corsi per l’insegnamento con strumenti a fiato.

Corsi di danza
Per i corsi di danza vale quanto stabilito nel Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 in relazione allo svolgimento in sicurezza PALESTRE E PALESTRE CHE PROMUOVONO SALUTE, approvato dalla Regione Emilia-Romagna in allegato 1 all’ordinanza del presidente n. 84 del 21 maggio 2020, a cui si rimanda per le misure specifiche di dettaglio. Restano in ogni caso sospesi i corsi di ballo a due e i corsi di ballo per cui non è possibile escludere il contatto fisico e per cui non è possibile assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno due metri.

Attività outdoor
Per le attività che si svolgono all’aperto i rischi di contagio da covid-19 sono ridotti. In ogni caso dev’essere assicurato il distanziamento interpersonale di almeno un metro, al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio tra gli istruttori e i corsisti, durante le esercitazioni pratiche.

Ferrari e Claude Lelouch insieme per “Le grand rendez-vous” con Leclerc

Alcuni appuntamenti non possono essere mancati. Si onorano anche nelle circostanze più difficili e si trasformano nell’opportunità di creare qualcosa di unico e memorabile. Con questo obiettivo domenica mattina, nel giorno in cui il Gran Premio di Formula 1 era atteso nel Principato di Monaco prima di essere  cancellato per la pandemia del Covid-19 (l’ultima stagione senza questo GP in calendario era stata quella del 1954), Claude Lelouch girerà il cortometraggio “Le grand rendez-vous” con Charles Leclerc, ispirandosi al celebre “C’était un rendez-vous” che filmò nel 1976.

I protagonisti saranno questa volta la Ferrari SF90 Stradale, la prima vettura ibrida di serie del Cavallino Rampante, e il talento monegasco che affronterà le curve del Principato in una corsa mozzafiato. Il film rievocherà le atmosfere di una delle gare più care ai tifosi e quel rombo della Ferrari 275 GTB che fu il sonoro inconfondibile del corto girato a Parigi nel 1976.

La SF90 Stradale misurerà sul circuito cittadino le sue prestazioni mai raggiunte prima da una vettura di serie della Casa: 1000cv di potenza massima, un rapporto peso/potenza di 1,57 kg/cv e 390 kg di carico aerodinamico a 250 km/h. Il nome stesso della vettura, un richiamo al 90° anniversario della Scuderia Ferrari celebrato lo scorso anno, sottolinea il transfer tecnologico fra le Ferrari da pista e stradali, di cui questo recente modello è la massima espressione.

Questo primo ciak del cinema francese dopo la fase di lockdown segnerà simbolicamente un graduale ritorno a una nuova normalità e la ripresa dell’industria cinematografica.

Ferrari ha voluto questa collaborazione per far sentire il suo supporto ai tifosi, clienti e sostenitori, esprimendo la speranza di poterci lasciare progressivamente alla spalle un periodo doloroso e tuttora complesso per la situazione sanitaria globale. Il film esprimerà la voglia di tornare a guardare con positività al futuro, in vista anche della ripresa della stagione di F1 che è prevista a luglio.

Con lo stesso spirito negli scorsi mesi la Casa di Maranello ha dimostrato il suo impegno nella lotta contro il Covid-19 attraverso contributi concreti, dalle raccolte fondi alla distribuzione di attrezzature sanitarie negli ospedali, dalla produzione di valvole per respiratori nello stabilimento di Maranello al recente esempio di transfer tecnologico rappresentato dal ventilatore polmonare, FI5, che è stato offerto in open source a livello globale.

Il clima che verrà: proiezioni climatiche al 2050 in Emilia-Romagna, comune per comune

Foto di enriquelopezgarre da Pixabay

Aumento della temperatura media di 1,6 °C (+1,5 °C in inverno e + 2,7 °C in estate); diminuzione delle precipitazioni del 10,8% (da 770 a 710 mm/anno); 26 notti “tropicali” (+14), fino a 28 giorni senza pioggia (+7)  e 8 ondate di calore ogni estate (+5). E’ questo in estrema sintesi il risultato delle proiezioni climatiche per il trentennio 2021-2050 in Emilia-Romagna, se confrontate con il periodo climatologico di riferimento 1961/1990.

Lo studio è stato condotto da Regione Emilia-Romagna, Osservatorio Clima di Arpae (Agenzia regionale per la prevenzione, l´ambiente e l´energia dell´Emilia-Romagna) e Art-ER (Attrattività Ricerca Territorio Emilia-Romagna), nell’ambito della Strategia regionale per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, e ha prodotto le schede di proiezione climatica 2021-2050 per ognuno dei comuni dell’Emilia-Romagna.

Per il vicepresidente con delega alla Transizione ecologica della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein e l’assessore all’ambiente Irene Priolo “i dati parlano chiaro e non c’è tempo da perdere: gli effetti dei cambiamenti climatici sono evidenti anche in Emilia-Romagna ed è essenziale mettere in campo misure rigorose di mitigazione e adattamento previste dall’Accordo di Parigi (2015). Ma vogliamo fare ancora di più – ha proseguito Elly Schlein  – la fase 3 dev’essere quella della ricostruzione, in una direzione nuova e sostenibile, anche attraverso il Patto per il clima che andremo a costruire con tutti gli interlocutori sociali a partire proprio dagli enti locali, e per cui questi dati ci saranno estremamente utili”.

“Il programma di mandato della Giunta – ha  affermato l’assessore regionale all’Ambiente Irene Priolo – pone tra l’altro grande attenzione alla conoscenza. Le proiezioni climatologiche, e l’estremo dettaglio col quale sono state prodotte – sono pertanto un’ottima base per l’implementazione di una strategia regionale per la tutela quali-quantitativa dell’ambiente e per la sicurezza territoriale”.

L’Emilia-Romagna è stata suddivisa in otto aree omogenee: Aree Pianura Est, Collina Est, Crinale Est, Costa Nord, Pianura Ovest, Collina Ovest, Crinale Ovest, Costa Sud e 10 aree urbane: Piacenza, Parma, Reggio-Emilia, Modena, Bologna, Forlì, Cesena, Ferrara, Ravenna e Rimini.

Le 18 schede riportano ognuna le temperature medie, massime e minime previste; la precipitazione annua; il numero di notti tropicali estive (temperatura minima superiore ai 20 °C); il numero delle ondate di calore; il numero di giorni secchi estivi (consecutivi senza pioggia).

Le proiezioni climatiche locali sono state ottenute “regionalizzando” i dati dei modelli climatici globali attraverso complesse tecniche statistiche che ricollegano alle caratteristiche del territorio emiliano-romagnolo i modelli a grande scala. Il clima regionale di riferimento 1961-1990 è stato ricavato dai dati storici di temperatura e precipitazioni dell’ex Servizio Idrografico italiano del Ministero dei lavori pubblici – conservati e controllati presso l’archivio climatico regionale di Arpae – e i modelli globali Cmip5 (Coupled Model Intercomparison Project Phase 5), a disposizione di tutta la comunità scientifica.

Lo scenario emissivo Rcp4.5 (Representative Concentration Pathway 4.5) è intermedio e corrisponde alla traiettoria attuale delle emissioni umane di gas serra.

Fino al 2050 le proiezioni nei diversi scenari non appaiono molto diverse tra loro ed evidenziano cambiamenti ancora gestibili tramite adeguate misure di adattamento.

Il confronto tra la proiezione 2021/2050 (centrata sul 2035) e il riferimento climatologico del 1961/1990 (scelto per coerenza con le indicazioni internazionali), è sì evidentissimo ma è bene chiarire che buona parte di questo cambiamento è già avvenuto, ossia che non siamo assolutamente più nel “clima vecchio”: tra il 1991 e oggi è stato registrato infatti un velocissimo incremento termico, documentato nell’Atlante climatico dell’Emilia-Romagna.

Le schede complete nel dettaglio, e la corrispondenza tra comune e Area di riferimento, sono disponibili sul sito della Regione Emilia-Romagna dedicato ai cambiamenti climatici:

 

Limpidità acque del Po? Riconducibile alle scarse piogge tra gennaio e aprile

fiume Po (foto Paolo Panni)

Nei mesi scorsi, nel periodo soggetto alle restrizioni governative conseguenti alla diffusione pandemica del virus Covid 19, l’Autorità Distrettuale del Fiume Po – Ministero dell’Ambiente ha avviato anzitempo una ricerca scientifica volta ad analizzare la qualità delle acque del Fiume Po alla luce del mutato impatto ambientale sulla risorsa idrica. L’impressione generale, testimoniata anche dalle frequenti pubblicazioni apparse su agenzie e numerosi organi di stampa, era quella di mettere in stretta relazione il drastico calo delle attività civili e soprattutto economiche ed industriali con una ritrovata trasparenza e presunta purezza dell’acqua esaminata in alcuni tratti del Grande Fiume padano. Oggi grazie al Distretto, che ha coinvolto nel progetto alcuni tra i più qualificati partners con capacità immediata di effettuare campionamenti tecnicamente attendibili, si può finalmente tracciare un profilo quali-quantitativo più dettagliato e reale del generale contesto esaminato.

“I prelievi realizzati per testare l’impatto effettivo del lockdown sulla qualità della risorsa idrica – ha commentato il Segretario Generale del Distretto Meuccio Berselli – hanno rivelato che la limpidità riscontrata nelle acque del Po è principalmente riconducibile ad una minor torbidità dovuta ad una ridotta movimentazione dei materiali sospesi come sabbie, fanghi e argilla. Le cause quindi sono da considerarsi per lo più legate alle scarsissime precipitazioni cadute nei mesi considerati e alla diminuzione dell’utilizzo della risorsa. Queste dunque le ragioni che hanno consentito la sedimentazione dei materiali sospesi, incrementando di conseguenza la trasparenza complessiva delle acque”.

I luoghi geografici scelti dai ricercatori lungo l’asta del Fiume Po al fine di poter disegnare un quadro realistico dello stato delle acque sono stati sette: Castel San Giovanni (Piacenza), Roncarolo di Caorso (Piacenza), Sacca di Colorno (Parma), Boretto (Reggio Emilia), Salvatonica impianto Palantone di Bondeno (Ferrara), Pontelagoscuro (Ferrara), Serravalle di Berra Comune di Riva del Po e Delta del Po (Ferrara) in chiusura del bacino idrografico del fiume.

Nel corso della conferenza stampa che per la prima volta dopo il periodo emergenziale si è svolta nella sede dell’Autorità distrettuale a Parma e che è stata introdotta dal Responsabile Relazioni Istituzionali dell’AdbPo Andrea Gavazzoli, il Segretario Berselli ha proseguito: “Con questo progetto intendiamo porre la massima attenzione al tema della qualità delle acque e all’esame di tutti i possibili ed ulteriori miglioramenti di performances che potremo ulteriormente realizzare in futuro con la collaborazione di tutti, enti pubblici, multiutility di servizio e privati cittadini. Oggi 6.700 impianti di depurazione hanno abbattuto i rischi di inquinanti di un tempo, ma la guardia va tenuta altissima e noi come braccio operativo del Ministero dell’Ambiente su queste rilevanti tematiche intendiamo lavorare con il massimo impegno mettendo insieme i ricercatori più qualificati”.

Un ringraziamento particolare infatti va rivolto proprio a coloro che, “sul campo”, in periodo di Coronavirus, hanno consentito questa mirata mappatura di monitoraggio della risorsa, delle sostanze prioritarie, degli inquinanti e dei nutrienti nelle acque di superficie del Fiume Po ovvero: il Gruppo HERA S.p.A, il Consorzio di bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano Romagnolo (CER), ARPAE e l’Università degli Studi di Parma grazie all’interesse del Professor Pierluigi Viaroli – che è intervenuto alla conferenza stampa – e del suo staff di ricercatori.

I DATI DEL LOCKDOWN: MINOR TORBIDITÀ → MAGGIOR TRASPARENZA. Le valutazioni tecniche effettuate per testare l’impatto effettivo del lockdown sulla qualità della risorsa idrica hanno rivelato che la limpidità riscontrata nelle acque del fiume Po è principalmente riconducibile ad una minor movimentazione del materiale sospeso. Le cause sono legate alle scarse piogge tra Gennaio e Aprile che, insieme ad un minor utilizzo delle acque, hanno consentito la sedimentazione del materiale sospeso, aumentando di conseguenza la trasparenza delle acque.

I DATI DEL LOCKDOWN: I FITOSANITARI. i rilevamenti effettuati dal mese di Gennaio, da parte dei gestori di impianti di potabilizzazione, mostrano la presenza di prodotti fitosanitari nel mese di Aprile, compatibile con il periodo di utilizzo agricolo. I dati rispecchiano quindi un andamento stagionale dovuto ai trattamenti in agricoltura, non riconducibile agli effetti del lockdown.

I DATI DEL LOCKDOWN: I NUTRIENTI. In collaborazione con il Prof. Pierluigi Viaroli (Università degli Studi di Parma) è stato valutato l’andamento dei nutrienti (nitrati, ammonio) in funzione della portata, confrontando le concentrazioni riscontrate nel 2020 con quelle del 2003, 2007 e 2012, anni idrologicamente simili all’attuale. L’andamento è risultato quindi analogo con una diminuzione dei nutrienti nel tempo dovuta alla carenza di piogge, anche in assenza del lockdown.

I DATI DEL LOCKDOWN: INQUINANTI DI ORIGINE INDUSTRIALE. Non sono state riscontrate diminuzioni significative delle sostanze inquinanti di origine industriale: la grande maggioranza degli scarichi industriali è già collettata in reti e sistemi di depurazione che permettono l’abbattimento di tali sostanze prima dello scarico in acque superficiali. L’assenza di un calo significativo durante il lockdown dimostra la buona efficienza dei sistemi depurativi esistenti all’interno del distretto del Po.

COVID-19: UN VIRUS A TRASMISSIONE AEREA. Il virus CoV-2 è un patogeno ancora molto sconosciuto, come già evidenziato dalle notizie scientifiche che nei mesi scorsi si sono succedute. Presenza e persistenza di CoV-2 in ambienti idrici sono state valutate in un numero estremamente ridotto di studi e non esistono al momento attuale studi specifici che forniscano dati certi. Quello che è certo attualmente è che la via di trasmissione del SARS CoV-2 sia rappresentata dalla trasmissione aerea e tramite il contatto diretto per diffusione di goccioline (droplets) emesse durante il respiro e gli atti del parlare, tossire, starnutire. Ad oggi escluderemmo una possibile trasmissione fecale-orale riferibile ad altri tipi di virus.

COVID-19 IN ACQUE DI SCARICO E SUPERFICIALI. La presenza nelle acque reflue civili potrebbe diventare un rischio da valutare in assenza di depurazione. Pertanto, considerato l’elevato livello di collettamento e depurazione delle acque di scarico garantito a scala di Distretto del Po e i trattamenti a cui sono sottoposti i fanghi di depurazione è da ritenersi irrilevante il rischio di presenza del virus attivo nelle acque superficiali. Anche i fanghi di depurazione riutilizzati in agricoltura nelle Regioni del Distretto possono essere applicati solo a seguito di procedure di stabilizzazione che li igienizzano escludendoli dalle possibili fonti di contaminazione da SARS CoV-2.

USO DELLA RISORSA. 20 miliardi di metri cubi le portate medie annue derivate nel bacino del Po destinate agli usi civili, agricoli e produttivi.

INQUINANTI SECONDO LA DIRETTIVA IDRICA 2000/60 CE D.LGS 152/2006. Qualità della risorsa idrica – Sostanze prioritarie. Inquinanti specifici e nutrienti monitorati nelle acque superficiali (si ringraziano HERA, Canale Emiliano Romagnolo – CER, ARPAE).

 

Pontremolese, da lunedì 25 maggio entrano in circolazione nel parmense i treni Pop

Entreranno in servizio da lunedì 25 maggio sulla linea ferroviaria Pontremolese, due nuovi treni Pop, convogli di nuova generazione, più confortevoli e veloci, che sostituiscono vecchi mezzi attualmente in circolazione. Allestiti per garantire il distanziamento sociale, effettueranno complessivamente 8 corse, quattro nella tratta tra Parma e La Spezia e altrettante tra Parma e Borgotaro.

E per la  Pontremolese, sono inoltre in arrivo 92 milioni di euro, appena sbloccati con il  Decreto rilancio, per i lavori di potenziamento, che prevedono il raddoppio fra Parma e Vicofertile oltre a interventi  sull’impianto di Parma, già programmati da tempo da Regione e Rete ferroviaria italiana (Gruppo Fs italiane).

“L’entrata in servizio di treni più moderni e lo sblocco dei 92 milioni di euro con il Decreto Rilancio sono due ottime notizie che permetteranno di fare un salto di qualità su questa linea soprattutto in termini di sicurezza- afferma l’assessore regionale alla Mobilità, Andrea Corsini-. Con i due treni in circolazione dalla prossima settimana, arriviamo a mettere sui binari 64 nuovi convogli, sugli 86 totali previsti, grazie alla Gara del ferro voluta dalla Regione per rinnovare completamente la flotta ferroviaria. Facciamo così, nonostante un fermo temporaneo delle aziende costruttrici per l’emergenza Covid-19 che ha rallentato la produzione, un altro importante passo avanti per dotarci di una flotta tra le più moderne in Europa”.

“Inoltre, dall’inizio della fase 2- conclude l’assessore- ci siamo impegnati per normalizzare il servizio sul traporto pubblico locale. È di qualche giorno infatti fa la conferma dei rimborsi in arrivo per gli abbonati, ora il prossimo obiettivo è arrivare entro giugno all’85% delle corse in servizio garantendo il massimo della sicurezza a viaggiatori e operatori”.

In base al monitoraggio quotidiano dei passeggeri, sulla linea già dal 18 maggio il servizio è stato incrementato, rispetto al periodo di lockdown, di due treni nell’ora di punta pomeridiana ed è previsto un incremento del servizio, anche per mezzo di bus sostitutivi, nelle prossime settimane.

In Emilia-Romagna, dall’inizio della fase 2 ad oggi è garantito il 70% del servizio precedente al lockdown nel rispetto delle misure di prevenzione del Coronavirus – controlli, sanificazione dei mezzi, distanziamento sociale – per la sicurezza di passeggeri e operatori. Già a giugno si conta di raggiungere un traguardo medio sul territorio dell’85% di ripristino delle corse, con interventi di rimodulazione del servizio a seconda del numero dei passeggeri e dei carichi delle diverse linee.

Potenziamento della linea Pontremolese
Con i 92 milioni di euro, sbloccati dal Governo, sarà possibile accelerare l’iter per i lavori di potenziamento della linea Pontremolese, un intervento già in fase di programmazione da parte di  Regione Emilia-Romagna  e Rete ferroviaria italiana (Gruppo Fs italiane).

Il finanziamento è destinato alla realizzazione del raddoppio fra Parma e Vicofertile e della relativa sistemazione dell’impianto di Parma per l’ingresso del raddoppio, del costo complessivo di 247 milioni di euro.  Sarà così possibile dare avvio all’ aggiornamento della progettazione.
Le risorse del Decreto Rilancio infatti si sommano ai 96 milioni di euro già previsti dal contratto di Programma Rfi per il 2020, dei quali 12 milioni sono già stati spesi per le progettazioni a suo tempo sviluppate, e anticipano, in parte, quelle previste per gli anni successivi.

Il completamento della copertura finanziaria del progetto potrà essere assicurato con i prossimi aggiornamenti del Contratto di programma, coerentemente con le risorse che saranno rese disponibili dalla finanza pubblica e con lo sviluppo delle attività del progetto. Sarà sottoscritto a breve un nuovo protocollo di intesa tra Regione e Rfi e Ministero delle Infrastrutture per l’attuazione degli interventi.

Coronavirus, dalla Regione un riconoscimento da 600 a 650 euro anche ai medici specializzandi, ai soccorritori e infermieri dipendenti e volontari

Dopo medici, infermieri e operatori socio-sanitari, il riconoscimento economico voluto dalla Regione per il personale in prima linea nella lotta contro il Coronavirus viene esteso anche ai medici specializzandi iscritti negli Atenei dell’Emilia-Romagna che hanno operato durante l’emergenza nelle Aziende sanitarie e Ospedaliero-Universitarie della regione, non solo all’interno dei reparti Covid. E la platea di coloro che beneficeranno del bonus, variabile in questo caso tra i 600 e i 650 euro, si allarga ulteriormente, perché la Giunta regionale ha deciso di estendere il provvedimento anche ai soccorritori e agli infermieri dipendenti e volontari impegnati sulle autoambulanze durante questa emergenza da Coronavirus.  Saranno da 2.500 a 3.100 gli specializzandi che potranno beneficiare del contributo, e oltre 1.000 i soccorritori e infermieri delle ambulanze.

Ad annunciare oggi il provvedimento, l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, nella consueta diretta Facebook settimanale con i dati aggiornati sull’andamento epidemiologico.

“Abbiamo ritenuto doveroso riconoscere l’impegno e l’abnegazione di tutti coloro che tutti i giorni in questi mesi sono stati in prima linea, e ancora lo sono, per difendere la nostra salute- ha sottolineato Donini-. Uno spirito di sacrificio, una disponibilità che non è sfuggita anche alla collettività, e che la Regione vuole valorizzare accompagnandola alla più sentita gratitudine”.

Il riconoscimento vuole infatti valorizzare l’attività svolta all’interno degli ospedali ma anche a bordo delle ambulanze, sia dai soccorritori dipendenti che dai volontari, perché la capacità di affrontare e gestire i soccorsi e i trasporti connessi all’epidemia è stata garantita dal Sistema 118 grazie anche all’importante contributo degli Enti convenzionati che operano esclusivamente con personale dipendente e delle oltre 170 Organizzazioni di volontariato (Croce Rossa Italiana, ANPAS e Misericordie) che sono scese in campo sin dal primo giorno di necessità.

Oltre 3,5 milioni le risorse messe in campo

Per finanziare l’assegnazione dei bonus da destinare ai medici specializzandi la Regione impiegherà parte delle donazioni dei cittadini destinate a fronteggiare l’emergenza, in particolare 2,3 milioni di euro attualmente disponibili sulla contabilità speciale per gli interventi di protezione civile. Le modalità e i tempi di utilizzo di tali fondi saranno definiti da uno specifico decreto del presidente della Regione, in quanto soggetto attuatore degli interventi di protezione civile. Il milione di euro destinato al personale delle ambulanze, deriva invece da risorse straordinarie messe a disposizione dalla Regione. A ciascun soccorritore e infermiere dipendente andranno 600 euro. Infine, quasi 354mila euro saranno assegnati alle Organizzazioni di Volontariato per progetti di promozione, valorizzazione e reclutamento dei volontari.

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