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domenica, 5 Aprile 2026
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L’Assessore Liberi sulla lottizzazione di via Indipendenza a Sassuolo

“L’intervento edilizio nella zona di via Indipendenza alle spalle dell’ex Goya nasce dall’approvazione del PSC, Piano Strutturale Comunale, nel 2007 ed ha seguito un lungo iter burocratico fatto di pareri ed autorizzazioni, compresa quella della Soprintendenza, tutti regolari”.

L’Assessore all’Urbanistica del Comune di Sassuolo Ugo Liberi, con queste parole, riassume il lungo iter che ha portato all’abbattimento dell’ex Goya nel maggio del 2019 ed all’avvio delle opere di urbanizzazione oggetto di critiche da parte di Italia Nostra.

“Nel Psc del 2007 veniva individuata quella porzione di parco come area edificabile – prosegue l’Assessore – da allora è iniziato il lungo iter che ha portato all’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni tra cui quella del Servizio Sanitario Regionale, Arpae, e Provincia di Modena, che hanno portato all’approvazione del PUA, Piano Urbanistico  Attuativo in Consiglio Comunale in data 18/12/2017. Nel Febbraio 2019 è stato approvato il progetto esecutivo con le opere di urbanizzazione previste nel PUA che prevedevano inizio lottizzazione e sistemazione delle aree, con interventi quali la demolizione dell’ex Goya, che era diventato un vero e proprio monumento al degrado, ma anche l’abbattimento delle piante malate a rischio schianto, che verranno debitamente sostituite.

Tra le autorizzazioni previste, naturalmente, c’è anche quella della Soprintendenza che, nel 2016, ha unicamente chiesto la tutela del filare dei pioppi, fatte salve naturalmente le necessarie manutenzioni e sostituzioni, quale cannocchiale prospettico tra Palazzo Ducale e Belvedere. Unica altra indicazione pervenuta dalla Soprintendenza riguarda le  caratteristiche delle nuove costruzioni, che dovranno essere tipicamente locali, ma non entra nel merito delle singole unità che per altro devono ancora essere progettate.  Tutta questa operazione, aveva come opera preliminare l’abbattimento dell’ex Goya, operazione salutata come conquista del decoro cittadino, abbattimento iniziato nei primi giorni di Maggio 2019.

Tutto l’iter amministrativo – conclude l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Sassuolo Ugo Liberi – è stato svolto correttamente: sono iniziate le opere di manutenzione con abbattimento di quelle piante che un agronomo esperto, esaminandole una ad una, ha certificato tali, piante che verranno a breve ripiantumate: la nostra Amministrazione Comunale non ha alcun titolo per ritirare concessioni legittimamente concesse, ampiamente autorizzate da tutti gli Enti preposti,  e nemmeno ne ha l’intenzione: vigileremo sulla qualità edilizia delle nuove costruzioni, secondo direttive già espresse a suo tempo da parte della Soprintendenza e presenti nei piani, e plaudiamo all’iniziativa di chi, in questo momento particolarmente difficile dal punto di vista economico, intende investire sullo sviluppo della città”.

 

Traffico merci, dalla Regione 3 milioni di euro per incentivare lo sviluppo dei servizi ferroviari e fluvio-marittimi

La Regione sempre più determinata a ridurre l’inquinamento e la congestione del traffico su strade e autostrade. Per questo mette a disposizione incentivi per far viaggiare quote sempre più rilevanti di merci su rotaia e su acqua.

È di questi giorni il via libera della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna alla graduatoria di un bando varato a fine 2019 che mette a disposizione tre milioni di euro di contributi nel triennio 2020-2022 per favorire lo sviluppo del trasporto merci su ferrovia e altre modalità meno impattanti come i servizi fluviali e marittimi, con due obiettivi: contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e alla sicurezza della circolazione.

La risposta degli operatori al bando, emanato nella scia della legge regionale n. 30/2019 che punta a consolidare gli ottimi risultati conseguiti grazie a precedenti provvedimenti legislativi, è stata molto positiva: sono state infatti 18 le aziende del trasporto multimodale e della logistica che si sono candidate alla realizzazione di 37 nuovi servizidi movimentazione delle merci che alla fine sono stati selezionati. Servizi che praticamente coprono tutto il territorio regionale e in qualche caso si spingono persino al di là dei confini regionali e persino nazionali.

“Il successo riscosso dal bando- spiega l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini- premia la validità delle scelte compiute. Una strategia che punta a riequilibrare il sistema regionale del traffico merci, potenziando il servizio ferroviario intermodale e il trasporto fluviale e marittimo. Un ulteriore e significativo tassello che si va ad aggiungere agli altri interventi che abbiamo messo in campo all’insegna della mobilità green. Un pacchetto di risorse finanziarie che, nella delicata e difficile situazione che stiamo vivendo, può inoltre giocare un ruolo determinante per aiutare le imprese a ripartire dopo la fine del lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus”.

 

La revisione delle regole del bando 

Il prolungato stop subito da quasi tutte le attività economiche e produttive in conseguenza delle misure restrittive anti-Covid sta rendendo di fatto impossibile il rispetto da parte delle imprese vincitrici della tempistica e delle condizioni fissate dal bando, in termini sia di numero di nuovi collegamenti da effettuare, sia dei quantitativi di merci da trasportare. Per venire incontro alle esigenze delle imprese la Giunta regionale ha pertanto deciso la revisione delle “regole d’ingaggio” per il 2020, riservandosi poi un’ulteriore valutazione per i due anni successivi di durata degli interventi in base all’evolversi della situazione di profonda crisi economica.

Tra le novità introdotte, il periodo di riferimento per monitorare i servizi aggiuntivi effettivamente svolti e che danno diritto a ricevere i finanziamenti: anziché basarsi sui dodici mesi che vanno dal 2° semestre 2018 al 1°semestre 2019, si prenderà in considerazione il quadrimestre febbraio-maggio 2020, riparametrato a 12 mensilità. Inoltre, sono stati abbassati altri due parametri fondamentali come il numero minimo di collegamenti ferroviari da attivare – 10 all’anno anziché 30 come previsto all’inizio – e le quantità di carico da trasportare, 6.600 tonnellate anziché 20.000 come previsto all’inizio. Infine, il decollo effettivo dei nuovi servizi è stato posticipato all’autunno prossimo per dare alle imprese più tempo per riorganizzarsi al meglio dopo l’emergenza Covid-19.

L’assessore Liberi sulla lottizzazione di via Indipendenza

“L’intervento edilizio nella zona di via Indipendenza alle spalle dell’ex Goya nasce dall’approvazione del PSC, Piano Strutturale Comunale, nel 2007 ed ha seguito un lungo iter burocratico fatto di pareri ed autorizzazioni, compresa quella della Soprintendenza, tutti regolari”.

L’Assessore all’Urbanistica del Comune di Sassuolo Ugo Liberi, con queste parole, riassume il lungo iter che ha portato all’abbattimento dell’ex Goya nel maggio del 2019 ed all’avvio delle opere di urbanizzazione.

“Nel Psc del 2007 veniva individuata quella porzione di parco come area edificabile – prosegue l’Assessore – da allora è iniziato il lungo iter che ha portato all’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni tra cui quella del Servizio Sanitario Regionale, Arpae, e Provincia di Modena, che hanno portato all’approvazione del PUA, Piano Urbanistico  Attuativo in Consiglio Comunale in data 18/12/2017. Nel Febbraio 2019 è stato approvato il progetto esecutivo con le opere di urbanizzazione previste nel PUA che prevedevano inizio lottizzazione e sistemazione delle aree, con interventi quali la demolizione dell’ex Goya, che era diventato un vero e proprio monumento al degrado, ma anche l’abbattimento delle piante malate a rischio schianto, che verranno debitamente sostituite.

Tra le autorizzazioni previste, naturalmente, c’è anche quella della Soprintendenza che, nel 2016, ha unicamente chiesto la tutela del filare dei pioppi, fatte salve naturalmente le necessarie manutenzioni e sostituzioni, quale cannocchiale prospettico tra Palazzo Ducale e Belvedere. Unica altra indicazione pervenuta dalla Soprintendenza riguarda le  caratteristiche delle nuove costruzioni, che dovranno essere tipicamente locali, ma non entra nel merito delle singole unità che per altro devono ancora essere progettate.  Tutta questa operazione, aveva come opera preliminare l’abbattimento dell’ex Goya, operazione salutata come conquista del decoro cittadino, abbattimento iniziato nei primi giorni di Maggio 2019.

Tutto l’iter amministrativo – conclude l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Sassuolo Ugo Liberi – è stato svolto correttamente: sono iniziate le opere di manutenzione con abbattimento di quelle piante che un agronomo esperto, esaminandole una ad una, ha certificato tali, piante che verranno a breve ripiantumate: la nostra Amministrazione Comunale non ha alcun titolo per ritirare concessioni legittimamente concesse, ampiamente autorizzate da tutti gli Enti preposti,  e nemmeno ne ha l’intenzione: vigileremo sulla qualità edilizia delle nuove costruzioni, secondo direttive già espresse a suo tempo da parte della Soprintendenza e presenti nei piani, e plaudiamo all’iniziativa di chi, in questo momento particolarmente difficile dal punto di vista economico, intende investire sullo sviluppo della città”.

Centri diurni per persone con disabilità, in Emilia-Romagna possono riaprire già da questa settimana

r diurnTurni di frequenza differenziati e utenti organizzati in piccoli gruppi stabili di massimo cinque persone; riorganizzazione degli spazi interni, rispetto delle norme igieniche e di sanificazione, utilizzo delle mascherine e test sierologici.

E ancora, predisposizione di un progetto personalizzato formulato con l’utente e la famiglia che, oltre alla frequenza del Centro, possa prevedere ulteriori interventi, a distanza o domiciliari; poi trasporti da garantire in sicurezza.

Con queste nuove regole dettate dalla Regione, in Emilia-Romagna possono gradualmente riaprire le porte, già da questa settimana, i Centri diurni per persone con disabilità.

Le Linee guida – approvate dalla Giunta nell’ambito del Piano regionale per la riorganizzazione dei servizi sociosanitari e presentate questa mattina in Commissione assembleare dalla vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein – sono state definite per consentire il riavvio delle attività dei Centri diurni mettendo al primo posto la sicurezza di utenti, famiglie e operatori nella fase due dell’emergenza causata dal Coronavirus. Sono state redatte attraverso il confronto con Enti locali ed Anci, Enti gestori, Organizzazioni sindacali e federazioni regionali delle associazioni di persone con disabilità e loro famiglie.

Si riparte dunque progressivamente con una ripresa graduale dell’attività ordinaria dei Centri diurni per le persone con disabilità, mentre resta maggior cautela e la sospensione per quelle che accolgono le persone anziane più vulnerabili al contagio da Covid-19, fermi restando gli interventi individuali per i casi più gravi.

La Regione, per garantire una puntuale conoscenza dell’evoluzione di questa fase su tutto il territorio, ha previsto un sistema di mappatura della riattivazione dei servizi tramite un monitoraggio regionale di livello distrettuale, attraverso gli Uffici di Piano e le Aziende sanitarie, per raccogliere dati utili sulle varie fasi di riattivazione dei servizi.

“Con le Linee guida che dovranno essere applicate in tutti i distretti e servizi della regione, i Centri diurni per persone con disabilità potranno riprendere le proprie attività in sicurezza- dichiarano la vicepresidente Elly Schlein e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. La riapertura sarà graduale, attraverso la rimodulazione dei servizi a livello distrettuale e la co-progettazione con gli enti gestori nel rispetto delle linee guida, è importante riavviare subito dove possibile l’attività, che rappresenta un supporto fondamentale e insostituibile anche per le famiglie”.

Sono 195, in Emilia-Romagna, i Centri diurni socio-riabilitativi e 84 i Centri socio-occupazionali che ospitano quotidianamente oltre 5mila persone con disabilità gravi e gravissime; per la maggior parte sono gestiti da cooperative sociali. Ogni struttura potrà riaprire le porte dopo aver condiviso il proprio piano con i Comuni e le Aziende sanitarie di riferimento, gli operatori, i rappresentanti sindacali e le famiglie.

“É però importante- aggiungono Schlein e Donini- che le strutture già in grado di rispettare le regole riaprano al più presto, perché a causa del lungo isolamento le persone con disabilità rischiano di vedere compromessi l’autonomia e il livello di partecipazione sociale raggiunti; al tempo stesso, le famiglie hanno bisogno di sentirsi sollevate dopo un periodo così lungo e faticoso di assistenza dei propri cari. Naturalmente, non possiamo fare nessun passo indietro sulla sicurezza e l’attenzione sul rischio contagio deve rimanere massima. Occorre essere prudenti- concludono gli assessori- e rispettare rigorosamente i protocolli di sicurezza definiti, per la tutela di ospiti, famiglie e personale”.

Le principali regole definite dalle Linee guida regionali
L’Ente gestore di ogni Centro diurno dovrà definire una nuova programmazione delle attività per garantire in questa fase dell’emergenza il rispetto delle norme per la sicurezza di utenti ed operatori.

In particolare, per assicurare il distanziamento fisico, ciascun Centro dovrà individuare nuove modalità di frequenza, suddividendo gli utenti in piccoli gruppi (massimo 5 persone), che frequenteranno il servizio su turni giornalieri (mattina e/o pomeriggio) e/o in giorni alternati di frequenza su base settimanale. Per aumentare la capacità di accoglienza del servizio potrà essere programmata l’apertura anche nei fine settimana e nel periodo estivo.

In ogni struttura potranno essere introdotte e costantemente aggiornate soluzioni flessibili, tenendo in considerazione le dimensioni e l’articolazione degli spazi interni ed esterni, il numero complessivo degli utenti, il livello di autonomia degli ospiti e la loro capacità di rispettare i comportamenti per contenere il rischio di contagio (distanziamento, igiene delle mani, uso delle mascherine).

In accordo con il Comune e le Aziende sanitarie, l’Ente gestore dovrà garantire priorità di accesso alle situazioni di maggiore gravità e fragilità del nucleo familiare. Andrà comunque assicurata a tutti gli utenti la frequenza del servizio.

Per ogni utente dovrà essere formulato, in accordo con le famiglie, un progetto personalizzato che, oltre alla frequenza parziale del centro, potrà prevedere anche ulteriori interventi, a distanza o domiciliari. Gli interventi potranno coinvolgere gli utenti individualmente o in piccoli gruppi rispettando il distanziamento e con uso di mascherine per tutti gli operatori e gli utenti che le possano utilizzare.

Per quanto riguarda gli operatori, l’Ente gestore può concordarne il numero con Comuni e Aziende sanitarie, modificando il rapporto utente/operatore per garantire il rispetto delle norme di sicurezza, in particolare per la vigilanza e il sostegno alle persone disabili che hanno difficoltà a mantenere il distanziamento, per cui si prevede di intervenire con un operatore per ogni utente.

Il trasporto delle persone che frequentano i Centri dovrà essere effettuato in sicurezza, quindi garantendo la sanificazione dei mezzi, il distanziamento e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale da parte degli operatori e, se possibile, anche da parte degli utenti con disabilità.

Agli operatori e agli utenti dei centri diurni sarà effettuato, con cadenza periodica concordata con le Aziende Usl territorialmente competenti, il test sierologico per la determinazione dell’eventuale avvenuto contatto con Covid-19.

Le risorse in campo
Infine, per quanto riguarda il finanziamento e la remunerazione delle attività, verranno utilizzate le risorse dei Fondi nazionale e regionale per la non autosufficienza, comprese quelle del “Dopo di noi” e “Vita indipendente”. Risorse aggiuntive arriveranno infatti dallo Stato, che – con il decreto Rilancio – aumenterà il Fondo nazionale non autosufficienza di 90 milioni di euro, e destinerà 40 milioni per il 2020 per finanziare un apposito canale di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità”.

Gruppo Hera: guanti e mascherine vanno gettati nei rifiuti indifferenziati

‘Gettali nell’indifferenziata’. È questo il titolo della campagna promossa da Hera in questi giorni per informare e sensibilizzare sul corretto smaltimento di guanti e mascherine, il cui utilizzo accompagnerà la vita di tutti nei prossimi mesi.

 

Come conferire correttamente guanti e mascherine

Guanti e mascherine devono essere conferiti nel rifiuto indifferenziato e quindi non avviati a recupero tramite altre raccolte differenziate, come ad esempio carta o plastica.

è bene inoltre inserire questi rifiuti in un sacchetto resistente, per essere sicuri che niente fuoriesca, e chiuderlo bene. E questo per un motivo semplice: sia i guanti che le mascherine potrebbero essere venuti a contatto accidentalmente con il virus, essere contaminati e quindi a loro volta diventare veicolo di ulteriori trasmissioni alle persone che i rifiuti li raccolgono o li lavorano negli impianti di destinazione finale di questi dispositivi.

Hera raccomanda di evitarne l’abbandono a terra, perché i dispositivi sanitari sono molto resistenti e potrebbero durare nell’ambiente decine di anni come accade per le buste di plastica o i flaconi.

 

Una campagna completa: dalla tv al web alla bolletta

La campagna del Gruppo Hera, al via in questi giorni, è declinata su vari canali, dalla tv al web ai social: prevede un video tutorial, con il giornalista e scrittore Giorgio Comaschi e un banner animato, visibile presso gli sportelli Hera e in alcuni siti dei Comuni in cui la multiutility gestisce i servizi ambientali. Nel sito del Gruppo è anche consultabile una pagina interamente dedicata a tutte le azioni che Hera ha messo in campo per contrastare il Coronavirus, dove si trova la notizia di come conferire questi dispositivi di protezione personale.

Inoltre in giugno tutti i clienti riceveranno un pieghevole allegato alla bolletta con tutte le spiegazioni e le informazioni per il corretto smaltimento di guanti e mascherine.

 

“L’Elsa non dimentica”, a colloquio col magistrato Marco Imperato (con diretta su Sassuolo2000)

L’Istituto Elsa Morante di Sassuolo organizza una conferenza on line per parlare di legalità. Introdurranno i lavori il D.S. dell’Istituto prof. Edoardo Piparo, il referente provinciale dell’associazione Libera Maurizio Piccinini e l’assessore alla pubblica istruzione sassolese Corrado Ruini.

All’I.I.S. Elsa Morante di Sassuolo si parla di legalità e di memoria, il prossimo 22 maggio 2020, alle ore 18:00, assieme al magistrato Marco Imperato, sostituto procuratore a Bologna, dopo essere stato molti anni a Modena e prima ancora a Marsala. Una videoconferenza che vedrà come mediatore Claudio Corrado, e sarà tramessa sul profilo Facebook di Sassuolo2000.it che ospita questa iniziativa sui temi della convivenza civile e della cittadinanza attiva e consapevole.

Un tema, quest’ultimo che da sempre è al centro delle attività progettuali dell’Elsa Morante, e che da due anni è anche oggetto delle prove dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di formazione.

La situazione attuale e la quarantena per il Covid 19, appena conclusa nelle sue fasi più rigide, non devono fermare l’impegno civile delle scuole: “Siamo un presidio importante – spiega il dirigente Edoardo Piparo – ed in alcune aree del Paese, rappresentiamo per i più giovani e per le loro famiglie la presenza dello Stato in luoghi dove l’antistato vorrebbe dominare. La cultura della legalità deve far parte del curricolo scolastico dei nostri ragazzi: la presenza della scuola in questa fase difficile passa dalla didattica on line, che nel nostro Istituto si sta portando avanti fin dalla prima ora, ma anche da momenti di riflessione collettiva su tematiche importanti, – conclude il dirigente – come quella della cittadinanza attiva e consapevole, aprendosi alla collaborazione con il territorio e gli enti locali. Ringrazio in primo luogo il Dott. Imperato, e poi il Comune di Sassuolo e l’associazione Libera per aver accettato l’invito a partecipare alla nostra iniziativa”.

Nuovo intervento del nucleo di Polizia Giudiziaria della Municipale di Sassuolo

Uno spacciatore, già colpito da decreto di espulsione, individuato dal nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Municipale di Sassuolo che ha anche sequestrato 2 grammi di hashish e 1800 € in contanti. Ieri mattina agenti del nucleo di Polizia Giudiziaria assieme ai Vigili di prossimità, rispondendo alla segnalazione di alcuni residenti della zona, hanno effettuato un sopralluogo in via Braida, in una cantina occupata abusivamente da alcune persone.

L’appartamento risultava ceduto in affitto ad un cittadino extracomunitario regolare sul territorio italiano. L’accesso, però, ha permesso di identificare la presenza di un cittadino extracomunitario N. I., di anni 32, marocchino, irregolare sul territorio italiano perchè già colpito da decreto di espulsione nel 2006 e nel 2019 ed arrestato nel 2020 per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, che soggiornava nel locale. Durante l’accesso sono stati rinvenuti circa 2 grammi di sostanza stupefacente tipo Hashish, e 1800 euro in contanti, verosimilmente provento di spaccio. Vista la modica quantità di sostanza rinvenuta, il soggetto verrà segnalato alla Prefettura per il possesso di sostanze stupefacenti per uso personale e verranno adottati tutti i provvedimenti inerenti l’illegittimo soggiorno sul territorio italiano; l’affittuario dell’appartamento sarà inoltre segnalato per favoreggiamento della permanenza di soggetti illegali sul territorio dello Stato.

“La collaborazione con i residenti – sottolinea il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – ha dato i suoi frutti: il lavoro congiunto dei vigili di prossimità e del nucleo di Polizia Giudiziaria, grazie alle segnalazioni precise arrivate al comando, possono fare molto per contrastare l’illegalità e la criminalità che rischia di rimanere ai margini delle normali attività d’indagine”.

A Maranello il mercato riparte in sicurezza: dal 20 maggio banchi in Piazza Libertà e Via Stradi

Da mercoledì 20 maggio riparte in sicurezza il mercato di Maranello. In Piazza Libertà e in Via Carlo Stradi saranno presenti le postazioni degli ambulanti di tutte le tipologie merceologiche. Una riapertura che riporta il tradizionale mercato del mercoledì nella sua sede naturale, dopo la sospensione dovuta alla fase più critica dell’emergenza sanitaria e un primo, parziale riavvio con i soli banchi alimentari. Ora il mercato all’aperto del capoluogo torna ad ospitare tutti i banchi degli ambulanti, con alcune importanti novità per garantire la sicurezza di operatori e clienti. Una ripartenza resa possibile grazie al lavoro dell’amministrazione comunale, per la quale era prioritaria la ripartenza già dal 18 maggio per consentire agli operatori del commercio, sia in sede fissa che su area pubblica, di riattivarsi con le proprie attività commerciali. E a poche ore dalla pubblicazione dell’ordinanza regionale del 17 maggio, e dei relativi protocolli sanitari, per il mercato all’aperto il Comune di Maranello ha predisposto una serie di indicazioni condivise con le associazioni di categoria e gli stessi operatori: si va dalla pulizia e igienizzazione quotidiana delle attrezzature prima dell’avvio delle operazioni di mercato di vendita all’obbligo dell’uso delle mascherine e di una igienizzazione frequente delle mani, dalla messa a disposizione della clientela di prodotti igienizzanti per le mani in ogni banco al rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro degli operatori e della loro clientela e dagli altri operatori anche nelle operazioni di carico e scarico. In caso di vendita di abbigliamento dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce. Ma non è tutto: per impedire assembramenti di persone sarà anche vietato il passaggio laterale tra un banco e l’altro, in modo che i contatti tra cliente e venditore avvengano solo frontalmente e alla debita distanza di sicurezza. Il mercato in piazza e in via Stradi sarà poi presidiato dai Volontari della Sicurezza di Maranello.

Formigine: “La Lega prende le distanze dal post della consigliera Berselli”

ot”Domenica 17 maggio 2020 sul profilo personale della Consigliera Leghista Elisa Berselli appare un commento dove paragona il Premier Conte a Hitler.
Il Capogruppo e Segretario cittadino Davide Romani unitamente ai Consiglieri Comunali Martina Reggianini, Francesca Gatti e Matteo Bergamini prendono le distanze dal commento espresso dalla collega Berselli.

Ribadiamo che questo, non è il modo della Lega di fare politica, sicuramente come accade spesso sui social ci si fa trainare dalla foga.
Conosciamo molto bene Elisa e sappiamo benissimo che questo linguaggio non le appartiene, come Lega valuteremo il caso”.

(Davide Romani – Martina Reggianini – Francesca Gatti – Matteo Bergamini)

Unipol Arena Lab: al via gli esami anche per i privati. Tre le tipologie di test

Sono migliaia le prenotazioni per i test sierologici arrivate in poche ore all’Unipol Arena Lab: grandi aziende del territorio, ma anche piccole e medie – oltre cento in tutto – hanno deciso di effettuare lo screening sierologico sui propri dipendenti per tutelare al massimo la loro salute e ridurre al minimo i rischi dovuti alla frequentazione dei luoghi di lavoro. Ma il vero boom di richieste è da parte dei privati: per far fronte in tempi brevi a tutte le domande si è deciso di aprire da subito le prenotazioni anche per i privati cittadini, che possono sottoporsi al test sierologico presso l’Unipol Arena Lab con prescrizione medica.

Gli esami che vengono eseguiti presso il nuovo centro screening – nato dalla collaborazione tra Synlab e Unipol Arena – sono di tre tipi: il test sierologico qualitativo, al costo di 25 €, stabilisce solo se una persona ha sviluppato o meno gli anticorpi contro il Sars-Cov-2, secondo una logica positivo/negativo; il test sierologico quantitativo (60 €), più specifico, rileva e misura la quantità di anticorpi neutralizzanti IgM e IgG, in grado di dare l’immunità al virus; il tampone naso-faringeo (70 €) è l’unico strumento in grado di diagnosticare l’infezione attiva.

 

Come funziona il servizio

Gli esami vengono effettuati in modo sicuro e veloce, su appuntamento. Gli utenti accedono con la propria auto all’interno dell’anello che circonda il building dell’Arena: in quattro minuti l’esame è fatto; a regime verranno eseguiti circa 3mila test al giorno. Entro le 24 ore successive il paziente potrà scaricare l’esito del test dalla piattaforma dedicata ai referti online disponibile sul sito www.synlab.it.

In caso di positività al test, scatterà da subito l’isolamento precauzionale in attesa dell’effettuazione del tampone oro-faringeo di verifica. La struttura è a disposizione per i lavoratori delle aziende per effettuare il tampone al costo di 70 euro; i privati cittadini, se positivi, procederanno al tampone gratuito rivolgendosi alla sanità pubblica.

Aziende e privati cittadini che desiderano effettuare i test presso Unipol Arena Lab possono contattare synlabtest@unipolarena.it

 

Patto per la ricostruzione, il presidente Bonaccini a Piacenza per incontrare sindaci e amministratori locali

Un piano di investimenti straordinario per la provincia di Piacenza. Un Patto con il territorio, a partire da sindaci, amministratori locali e parti sociali, per la ripartenza dell’area più colpita dal Coronavirus, da definire in poche settimane. Per questo, nel pomeriggio il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, si è recato a Piacenza, dove, nella sede della Provincia, ha incontrato i sindaci della provincia, collegati in videoconferenza. Con lui il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Davide Baruffi, e l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla. Presenti la sindaca del capoluogo emiliano e presidente della Provincia, Patrizia Barbieri, e Lucia Fontana, presidente della Conferenza sociosanitaria.

Il piano per Piacenza rientra nel Patto per la ricostruzione dell’Emilia-Romagna che la Regione intende mettere a punto dopo un percorso di ascolto che toccherà tutte le province e che si concluderà con l’intesa sui singoli patti territoriali. Obiettivo, attraverso massicci investimenti pubblici, quello di far ripartire crescita sostenibile e occupazione, salvaguardando il tessuto socioeconomico delle comunità locali, dopo il blocco causato dalle misure per contrastare la pandemia.

“A Piacenza e nel piacentino abbiamo pagato il prezzo più alto- afferma il presidente Bonaccini – e da qui vogliamo iniziare il cammino che ci porti a creare le condizioni per rimetterci in moto dopo queste drammatiche settimane. Questo è un territorio intessuto di spirito imprenditoriale, energie, con aziende, professionalità, istituzioni accademiche e culturali, associazioni che dobbiamo e vogliamo affiancare e sostenere con ogni strumento, per non lasciare indietro nessuno. Questo patto, che vogliamo sia il più largo e partecipato possibile, rappresenta il primo passo verso un nuovo avvio, verso una ricostruzione che ci porti, in tempi rapidi, a concentrare ogni risorsa, capacità e progettualità per disegnare insieme uno sviluppo di qualità e sostenibile, fonte di buona occupazione. L’Emilia-Romagna vuole ripartire e lo vuole fare ripartendo da Piacenza, la provincia più colpita insieme a Rimini, dove mi sono recato giovedì. Ripartiamo lì dove più abbiamo sofferto”.

“Per questo- sottolinea il presidente della Regione- il nostro pensiero va ai tanti cittadini di Piacenza e del piacentino colpiti dalla malattia, alle persone che non ci sono più. Non li dimenticheremo. Come non dimenticheremo lo straordinario impegno del personale sanitario, dei volontari, delle Forze dell’Ordine, che ancora una volta voglio ringraziare. A maggior ragione, dobbiamo realizzare una ricostruzione che sia il più possibile inclusiva, sostenibile, attenta alle ragioni delle persone più fragili e, allo stesso tempo, innovativa e di qualità”.

“Ringrazio il presidente Bonaccini- commenta la presidente Patrizia Barbieri– anche a nome di tutti gli amministratori del territorio, perché la sua presenza qui, oggi, ha un grande significato e dimostra la volontà di proseguire in un lavoro condiviso che abbiamo intrapreso in questi mesi di grande sacrificio. I danni economici che abbiamo subito sono evidenti. Chiediamo ora, in un’ottica di collaborazione istituzionale, di far sentire la nostra voce al Governo, mettendo il nostro territorio nelle condizioni di poter ripartire”.

“Non ci siamo fatti trovare impreparati oggi- continua Barbieri– e sono già in grado di condividere la sintesi dei dati raccolti presso i nostri Comuni sulle progettualità in essere: sono 236 milioni di euro le risorse necessarie per possibili interventi segnalati dai Comuni, di cui 44 cantierabili entro l’anno. A questi vanno aggiunti gli interventi della Provincia e, limitandoci a considerare quelli cantierabili entro l’anno, le risorse necessarie ammonterebbero a 14 milioni”.


Piano straordinario di investimenti per la provincia di Piacenza

Insieme agli amministratori piacentini, in Provincia è stato fatto un primo esame della situazione per la messa a punto di un piano straordinario di interventi che permetta di risollevarsi a un territorio che per diverse settimane è stato zona arancione, con l’applicazione di misure ulteriormente restrittive rispetto al resto della regione. Su tutte, la sospensione pressoché generalizzata delle attività economiche.

L’impegno condiviso tra sindaci e Regione si struttura su tre livelli: selezionare le priorità strategiche per il territorio di area vasta; censire tutti gli interventi progettati e finanziati ma non ancora appaltati, verificandone l’effettiva e rapida realizzabilità; individuare interventi immediatamente cantierabili, anche col contributo dell’amministrazione regionale, per far ripartire il lavoro lungo tutta la filiera delle costruzioni.

Tutto ciò dovrà avvenire in particolare lungo alcuni assi prioritari: sanità e welfare, scuola e formazione, mobilità, infrastrutture, sicurezza del territorio, cultura, agricoltura, valorizzazione dell’Appennino per contrastare spopolamento e abbandono, logistica.

Il lavoro insieme a sindaci e territorio permetterà quindi di definire la mole di interventi nel piacentino, sapendo che vi sono già numerose opere progettate, finanziate e cantierabili, in tutti i settori, per oltre 360 milioni di euro. fondi in gran parte pubblici, più cofinanziamenti privati. Senza dimenticare che inizierà in sede europea il confronto per stabilire l’ammontare dei fondi comunitari disponibili per il prossimo settennato.

“Vogliamo continuare ad agire come una squadra- chiude Bonaccini– condividendolo progetti e obiettivi con ogni amministrazione, al di là di confini e colore politico, ascoltando le esigenze di tutto il territorio per arrivare entro un mese a sottoscrivere un piano di investimenti straordinario per la provincia di Piacenza”.

 

Chiusure sulla A1 Direttissima e A1 Panoramica

Sulla A1 Milano-Napoli Direttissima, per consentire lavori di ordinaria manutenzione degli impianti nelle gallerie, previsti in orario notturno, dalle 21:00 di giovedì 21 alle 6:00 di venerdì 22 maggio, sarà chiuso il tratto compreso tra il km 256+700, dopo la stazione di Barberino di Mugello e il km 0, allacciamento A1 Panoramica, in direzione di Bologna.
Si precisa che la stazione di Barberino di Mugello sarà regolarmente aperta in entrata verso Bologna e che, all’altezza del km 256+700, il traffico sarà deviato sulla A1 Panoramica.
Saranno contestualmente chiuse le stazioni autostradali di Firenzuola-Mugello e Badia, in entrata verso Bologna e in uscita per chi proviene da Firenze.

Nella stessa notte, ma con orario 20:00-6:00, sarà chiusa anche l’area di servizio “Aglio est”, situata all’interno del suddetto tratto.
Chi viaggia da Firenze verso Bologna dovrà percorrere la A1 Milano-Napoli Panoramica.
In alternativa alla stazione di Badia, si consiglia di utilizzare la stazione di Pian del Voglio e in alternativa alla stazione di Firenzuola si potrà utilizzare la stazione di Barberino, sulla A1 Milano Napoli.

Sulla A1 Milano-Napoli Panoramica, per lavori di ordinaria manutenzione degli impianti nelle gallerie, dalle 8:00 alle 17:00 di martedì 19 maggio, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento con la A1 Direttissima e Rioveggio, verso Bologna.
Saranno contestualmente chiuse le stazioni di Roncobilaccio e Pian del Voglio, in entrata verso Bologna e in uscita per chi proviene da Firenze e sarà anche chiusa l’uscita della stazione di Rioveggio, per chi proviene da Firenze.
Dalle 7:00 alle 17:00, sarà chiusa l’area di servizio “Roncobilaccio est” situata all’interno del tratto.
Pertanto, chi proviene da Firenze ed è diretto verso Bologna, potrà percorrere la A1 Direttissima.
In alternativa alle stazioni di Roncobilaccio e di Pian del Voglio, si consiglia di utilizzare la stazione di Badia sulla A1 Direttissima.

Coronavirus, trasporto pubblico locale: rimborsi in arrivo per i pendolari

Rimborsi in arrivo per i pendolari dell’Emilia-Romagna che non hanno potuto usufruire dell’abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico locale a causa del lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus.

Lo comunicato l’assessore regionale alla Mobilità Andrea Corsini.

“E’ una misura doverosa giustamente attesa da tanti cittadini e che come Regione abbiamo sollecitato  – sottolinea Corsini – non appena saranno definite le modalità operative, sarà  nostra cura fornire a tutti gli interessati le indicazioni utili per usufruire di tale opportunità”.

Il risarcimento dei costi dell’abbonamento è reso possibile dai fondi stanziati dal Governo con il dl Rilancio, che a breve sarà convertito in legge. Dopo questo passaggio, sarà possibile definire le procedure per accedere ai rimborsi. Per questo motivo, la Regione invita i cittadini a non recarsi anzitempo agli sportelli delle aziende di trasporto, rischiando inutili affollamenti.

Cgil, Cisl e Uil ER sulle procedure più snelle e veloci per quanto riguarda il Protocollo banche

Nelle ultime settimane abbiamo riscontrato numerose criticità rispetto all’anticipazione degli ammortizzatori sociali COVID-19, non anticipati dalle aziende, da parte degli istituti bancari.

Dopo una lettera pubblica inviata ad Abi in data 17 aprile dall’assessore regionale al Lavoro Vincenzo Colla, lo scorso 15 maggio si è tenuto un Tavolo tecnico, richiesto da CGIL, CISL e UIL Emilia-Romagna, così come previsto dal “Protocollo banche”.

In quella sede, tutte le parti hanno condiviso l’impegno a snellire e velocizzare le procedure e le documentazioni richieste dagli istituti bancari affinché l’anticipo dei trattamenti di integrazione al reddito vengano erogati nei tempi più stretti possibili.

Un’accelerazione possibile grazie al superamento, da tutti condiviso, del “Modello SR41” da parte degli istituti di credito e che riguarderà tutte le tipologie di ammortizzatori sociali. Tradotto, le lavoratrici e i lavoratori dovranno presentare (come rivendicato in più occasioni dai sindacati) soltanto la domanda di apertura degli ammortizzatori sociali inviata dall’azienda alla Regione Emilia-Romagna o in alternativa all’INPS. Una richiesta che riguarda anche le lavoratrici e i lavoratori “non correntisti” (fatto salva la possibilità per le banche di valutare le domande che perverranno). Questo snellimento delle procedure dovrebbe rendere meno gravosa e difficile l’attività dei lavoratori bancari, impegnati in prima linea nelle tante e complesse incombenze di questa fase.

Si tratta quindi, a nostro avviso, di un passo in avanti per l’anticipazione degli ammortizzatori sociali. Ciò nonostante, continueremo a monitorare che gli istituti di credito diano seguito agli impegni presi.

Alla luce di queste precisazioni, chiediamo quindi al sistema bancario e istituzionale un deciso cambio di marcia. Solo così potremo dare alle lavoratrici e ai lavoratori tutte le risposte necessarie in questo particolare momento di emergenza sanitaria ed economica.

 

Covid-19: anche oggi 0 nuovi casi a Sassuolo

Rimane a 0 il numero dei nuovi contagi in città: è quanto ha comunicato l’Ausl.

Al via oggi anche a Sassuolo la Fase 2. Si raccomandano le distanze di sicurezza e l’uso della mascherina anche per entrare nei negozi.

Da oggi, lunedì 18 maggio, sì agli spostamenti tra le province di Ferrara e Rovigo per far visita ai congiunti

Sì agli spostamenti tra le provincie di Ferrara e Rovigo per far visita ai congiunti a partire da oggi lunedì 18 maggio.

Una nuova possibilità per i cittadini residenti nei due territori, di cui i presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e Veneto, Luca Zaia, hanno informato i prefetti di Ferrara, Michele Campanaro, e di Rovigo, Maddalena De Luca, chiedendo la collaborazione delle forze di polizia.

Nella lettera congiunta, Bonaccini e Zaia ricordano che la decisione è stata assunta in ragione della positiva evoluzione dello stato epidemiologico, e a fronte dell’esigenza manifestata da numerosi cittadini residenti nelle due province.

Per questi tipo di spostamenti extra confini regionali, sarà comunque necessaria una autocertificazione, nella quale dovranno essere motivate le ragioni dell’attraversamento del confine regionale.

 

 

Dalla Regione ulteriori 19 milioni per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici

Una Regione sempre più green con scuole, uffici pubblici, impianti sportivi, residenze per anziani a minor consumo di energia. La Regione Emilia-Romagna ha approvato il contributo per 129 progetti, su 142 pervenuti, in merito al bando che finanzia edifici pubblici e edilizia residenziale pubblica, per interventi di riqualificazione energetica.

L’importo a disposizione è di 19 milioni di euro, che produrranno un investimento complessivo di 50 milioni. Nei tre bandi precedenti, dal 2016 a oggi, erano stati approvati 290 progetti per investimenti previsti pari a oltre 100 milioni di euro e contributi concessi per 28,8 milioni di euro. Complessivamente quindi fino a ora sono stati destinati all’efficientamento energetico degli edifici pubblici di 47,8 milioni di euro, fondi europei veicolati dalla regione Emilia-Romagna.

“Con questo provvedimento- afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Green economy, Vincenzo Colla– iniziamo a concretizzare il programma di investimenti annunciati dal presidente della Regione Stefano Bonaccini alla fine di aprile: quel ‘bazooka’ da 14 miliardi di euro che serve a sostenere la ripartenza del nostro sistema economico per la Fase 2. Lo facciamo in coerenza con gli obiettivi del green new deal che ci siamo dati. Con 19 milioni di euro andiamo a finanziare interventi di edilizia pubblica per ridurre le emissioni di CO2 e incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili. In Emilia-Romagna la ripresa dal coronavirus passa attraverso scelte sostenibili e investimenti di qualità per la collettività, in grado di creare lavoro in sicurezza”.

Gli interventi riguardano sia l’involucro edilizio (coibentazione copertura e/o pareti e la sostituzione degli infissi) sia gli impianti (riscaldamento, illuminazione, trasporto persone o cose), sia le nuove installazioni di impianti fotovoltaici e solare termico.

In particolare, su 142 progetti complessivi pervenuti,  in provincia di  Bologna sono stati approvati 26 progetti (20% circa delle domande ritenute ammissibili), a Ferrara 8 (6% circa), a Forlì-Cesena 10 (8% circa), a Modena 14 (11% circa), Parma  27 (21% circa), a Piacenza 6 domande (5% circa), a Ravenna 7 (5% circa), a Reggio Emilia 21 (16% circa)e infine a Rimini sono state ammesse 10 domande (8% circa).
Per i comuni dell’area Valmarecchia sarà prevista una maggiorazione dei contributi, così come previsto da decisioni condivise con gli enti locali.

Gli edifici per cui sono previsti gli interventi di riqualificazione ed efficientamento energetici rispondono alle seguenti tipologie: scuole (50%), residenze municipali/uffici (14%), edilizia residenziale pubblica (14%), impianti sportivi/palestre/piscine (7%), residenze per anziani (5%), altre destinazioni (10%).

Fiorano: “pizzicati” dai carabinieri, gettano involucro contenente cocaina. Segnalati

Nella tarda serata di ieri i carabinieri di Fiorano Modenese, durante un servizio di controllo del territorio, hanno segnalato quattro ragazzi quali assuntore di sostanze stupefacenti in quanto alla vista dei carabinieri si disfacevano di un involucro contenente cocaina, immediatamente recuperato e sequestrato.

Per sottrarsi ai controlli spacciatore colpisce carabiniere con una gomitata

Sabato scorso i Carabinieri di Sassuolo hanno arrestato in flagranza di reato un cittadino magrebino 25enne sorpreso all’interno del parco amico con alcune dosi di cocaina. Allo scopo di eludere il controllo, lo straniero si è dato alla fuga e dopo un breve inseguimento a piedi è stato raggiunto e allo scopo di sottrarsi al controllo ha colpito al volto uno degli operanti con una gomitata. A seguito della perquisizione personale è stato trovato in possesso di quattro dosi di cocaina, motivo per il quale è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

I ringraziamenti del Sindaco Tosi al presidente di Ferrari Stampi

Il sindaco di Fiorano Modenese, Francesco Tosi, ha voluto scrivere al presidente di Ferrari Stampi Spa, Lauro Silvetrini, per ringraziarlo del generoso gesto verso i suoi operai, a cui ha assicurato lo stipendio anche nel periodo di chiusura dell’azienda per l’emergenza covid-19.

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“Stimato Presidente, sento il dovere, in qualità di Sindaco del paese che ospita la Sua azienda, una delle più antiche del distretto ceramico, di ringraziarLa anche pubblicamente per il gesto di cui ho letto sulla stampa nei giorni scorsi  per iniziativa dei Suoi dipendenti. Oltre al dovere, ho anche il piacere di farlo, in quanto ho sempre pensato che le cose belle vanno fatte conoscere e gli esempi positivi vanno divulgati, perché contribuiscono a infondere la consapevolezza che gli atteggiamenti virtuosi non solo sono possibili, ma da qualcuno anche praticati.

Il ringraziamento che i Suoi dipendenti hanno voluto rendere pubblico per aver assicurato loro lo stipendio anche nel periodo di chiusura Le fanno onore e credo di non sbagliare se dico che Le avrà procurato quel benessere interiore e quella soddisfazione morale che non hanno prezzo e che non sono acquistabili sui banchi della finanza.

In questo modo una fabbrica (uso un termine del Novecento, oggi sempre più in disuso) diventa una sorta di comunità e lo spirito che ne deriva costituisce un senso di appartenenza che anche gli studi sulla produttività complessiva delle aziende indica come un valore aggiunto, un valore immateriale capace di modificare la qualità del lavoro e della vita di fabbrica.

Non a caso il prossimo anno la Ferrari Stampi (già Officina Ferrari Carlo), da Lei guidata dagli anni settanta e nella quale prima già lavorava, festeggerà cent’anni dalla sua fondazione. L’Amministrazione comunale parteciperà volentieri a questa memoria con l’augurio di proseguire anche secondo un’etica del lavoro che, mi permetto di dire ai suoi figli, sarà la parte migliore della eredità aziendale e di famiglia.

In questo momento particolarissimo e per alcuni anche drammatico (sia come aziende che come dipendenti) il suo gesto è anche un segno di speranza nel futuro e nella ripresa della macchina economica. Il tributo di riconoscenza che manifesto a Lei va anche ad altri imprenditori del territorio che hanno risposto alla crisi con atteggiamenti virtuosi e di cui non sempre sono venuto a conoscenza. Anche a costoro va il mio ringraziamento, a nome della comunità che rappresento. Allo stesso modo penso con preoccupazione a coloro che sono in difficoltà e ai quali auguro sinceramente di resistere e di approdare a situazioni migliori per continuare la storia di un distretto che sia contrassegnato nella competizione mondiale dal primato di un intelligente lavoro e di una altrettanto intelligente solidarietà.

La saluto cordialmente, chiedendole di estendere il mio saluto alla Sua intera famiglia.”

 

 

Da domani riprendono i mercati settimanali a Sassuolo

Con la riapertura di oggi di buona parte degli esercizi pubblici, il Dpcm del Presidente del Consiglio dei Ministri ed il conseguente Decreto del Presidente della Regione Emilia Romagna consentono anche la riapertura dei mercati ambulanti settimanali, naturalmente nel rispetto di ferree regole che regolano i disciplinari di contrasto alla diffusione del virus Covi-19.

A partire da domani, martedì 19 maggio, quindi anche i due mercati settimanali del martedì e del venerdì riprenderanno il loro regolare svolgimento ampliando l’offerta a merceologie non più solo limitate al settore alimentare.

Saranno quattro i settori in cui verrà suddiviso il mercato di Sassuolo: parcheggio Unicredit, piazza Libertà, via San Giorgio e piazza Garibaldi.

Ognuno dei quattro settori avrà due ingressi e due uscite ed i banchi saranno posizionati a distanza tale da garantire il più possibile la distanza interpersonale degli avventori che avranno comunque l’obbligo di indossare la mascherina a protezione di naso e bocca.

“In base alle indicazioni della Regione – dichiara l’Assessore al Commercio ed alle Attività Produttive del Comune di Sassuolo Massimo Malagoli – da domani, quindi, torneranno in centro i due mercati settimanali, naturalmente con modifiche e limitazioni del caso per osservare scrupolosamente le indicazioni dei protocolli regionali: come per tutti gli altri esercizi, da bar a ristoranti, da negozi in sede fissa a saloni di parrucchieri ed estetisti ci saranno regole da rispettare e non si potranno creare assembramenti di persone. Per questo, oltre a chiedere la collaborazione di tutti, da ambulanti a clienti, ringrazio la Polizia Municipale ed i Volontari della Sicurezza che, ad ogni mercato, vigileranno affinchè le buone regole di comportamento siano seguite nell’interesse di tutta la collettività”.

Nell’home page del sito internet istituzionale, all’indirizzo www.comune.sassuolo.mo.it sarà possibile accedere direttamente all’apposita sezione in cui scaricare i protocolli della Regione per ogni settore merceologico, ambulante o in sede fissa, oltre all’avviso che il Comune di Sassuolo ha realizzato e distribuito ai commercianti affinchè venga affisso all’ingresso di ogni negozio”.

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