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domenica, 5 Aprile 2026
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I prossimi concerti di Crossroads on Air, la rassegna in diretta streaming organizzata del festival Crossroads

Roberto Gatto (Giada Photo Factory)

Continuerà per tutto il mese di maggio Crossroads on Air, il format di concerti in diretta streaming lanciato da Crossroads, il festival itinerante organizzato da Jazz Network in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e di numerose altre istituzioni. Ogni sabato e domenica dal 16 al 31 maggio (sempre alle ore 19) la kermesse musicale regionale risponderà così alla sospensione della sua normale attività nei teatri causata dall’attuale emergenza sanitaria, coinvolgendo alcuni degli importanti artisti che avrebbero dovuto esibirsi all’interno del suo cartellone. Tutte le performance saranno visibili in live streaming sulla pagina facebook di Crossroads (www.facebook.com/CrossroadsRavennaJazz).

Nel corso di questi tre fine settimana, si ascolteranno esibizioni in solo e finalmente anche in gruppo, pur sempre muovendosi nel pieno rispetto delle normative vigenti per la sicurezza sanitaria. Sabato 16 maggio, il chitarrista Roberto Taufic suonerà in collegamento dal Brasile: nel suo stile solistico e nelle sue composizioni si manifesta una palette espressiva che spazia dallo choro a un ampio ventaglio di altri stili latino-americani, al jazz.

Domenica 17 il testimone passerà a Roberto Gatto: dopo aver svolto per lungo tempo il ruolo di sideman di lusso, il più poderoso batterista jazz italiano si sta ora concentrando principalmente sulla sua attività da leader (e in questo caso è addirittura solista).

Sabato 23 si tornerà a respirare aria sudamericana con Natalio Mangalavite, il pianista e cantante argentino salito alla ribalta della musica italiana grazie alle collaborazioni con Peppe Servillo, Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Fabio Concato e Ornella Vanoni.

Domenica 24 si ascolterà il duo formato da Pietro Tonolo (sassofoni) e Paolo Birro (pianoforte): due solisti impeccabili, profondi, legati da una partnership e un’amicizia di lunga data.

Sabato 30, il sassofonista e clarinettista Francesco Bearzatti si presenterà alla guida di “The Bears”, un trio che lo vede in compagnia di Alessandro Turchet (contrabbasso) e Luca Colussi (batteria): esuberanza e creatività non saranno da meno di quelle che ci si sarebbe aspettati dal celebre Tinissima Quartet, la band con la quale Bearzatti avrebbe dovuto partecipare a Crossroads 2020.

L’ultimo appuntamento di maggio sarà domenica 31 con Rosario Bonaccorso: contrabbassista dalla stupefacente scioltezza espressiva, l’intonazione impeccabile, la capacità di far cantare il suo strumento. Non per nulla è un riferimento assoluto per il jazz nazionale.

Crossroads on Air, consapevole della particolare importanza che gli aspetti sociali hanno in questo periodo, sostiene la campagna di raccolta fondi istituita dalla Regione Emilia-Romagna per l’emergenza sanitaria, invitando gli spettatori a fare donazioni sul conto corrente IT69G0200802435000104428964 intestato ad Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna indicando come causale “Crossroads #laculturanonsiferma”.

Ma il sostegno è rivolto anche agli artisti coinvolti, ai quali viene garantito un piccolo compenso economico a fronte dell’importante contributo che continuano a fornire alla comunità: quello di portare conforto e bellezza tramite la loro musica.

Crossroads on Air è inoltre parte integrante di JIP on Streaming, il primo festival nazionale di jazz sul web, che sistematizza, organizzandolo in una vera rassegna su vasta scala, un fenomeno che si è sviluppato spontaneamente sul web. A lanciarlo, il 23 aprile, sono state otto storiche organizzazioni del jazz nazionale: Jazz Network di Ravenna (Crossroads e Ravenna Jazz), Umbria Jazz, Bologna Jazz Festival, Pomigliano Jazz, Veneto Jazz, Saint Louis College of Music, Jazz in Sardegna, Visioninmusica.

JIP sta per Jazz Italian Platform, l’associazione che riunisce queste otto organizzazioni di grande tradizione diffuse sul territorio nazionale. JIP si pone come interlocutore per festival, musicisti, agenzie, case discografiche e istituzioni per la produzione di nuove opere, oltre che per la creazione, realizzazione e diffusione di progetti ad ampio respiro e destinati a sostenere la memoria presente e futura.

Questo il programma dei concerti di Crossroads on Air che andranno in onda da sabato 16 a domenica 31 maggio:

  • Sabato 16 maggio, ore 19 – Roberto Taufic – chitarra
  • Domenica 17 maggio, ore 19 – Roberto Gatto (foto)- batteria
  • Sabato 23 maggio, ore 19 – Natalio Mangalavite – pianoforte, voce
  • Domenica 24 maggio, ore 19 – Pietro Tonolo & Paolo Birro, Pietro Tonolo – sassofoni; Paolo Birro – pianoforte
  • Sabato 30 maggio, ore 19 – Francesco Bearzatti “The Bears”, Francesco Bearzatti – sax tenore, clarinetto;, Alessandro Turchet – contrabbasso; Luca Colussi – batteria
  • Domenica 31 maggio, ore 19 – Rosario Bonaccorso – contrabbasso

 

Informazioni: Jazz Network, email: info@jazznetwork.it – website: www.crossroads-it.org – www.erjn.it – www.jazznetwork.it

Coronavirus, da lunedì 18 maggio in Emilia-Romagna riaprono negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti, tatuatori, spiagge

“La nostra stella polare è garantire la salute delle persone. Ma sappiamo che una comunità non può bloccare a lungo la propria economia, senza rischiare gravi ripercussioni anche sul piano sociale. Per questo guardiamo con fiducia alle riaperture di molte attività economiche ora sospese a causa dell’emergenza covid-19. E stiamo lavorando affinchè tutto questo avvenga nelle condizioni di massima sicurezza per tutti”.

E’ il commento di Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo, Commercio e Trasporti, alla decisione del governo di consentire una ripartenza differenziata delle attività economiche sulla base dell’andamento del contagio e dei dati epidemiologici nelle diverse regioni italiane.

Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, questo vuol dire riapertura, da lunedì 18 maggio, di negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti, tatuatori, spiagge, sempre rispettando norme di sicurezza.

“Siamo al lavoro da giorni con i tecnici, con i sanitari, con le associazioni di categoria, per garantire la riapertura di diverse attività ancora sospese. In primo piano l’esigenza di garantire la sicurezza dei lavoratori e dei clienti, come dicevo, ma anche la consapevolezza di voler rimettere in moto -presto e bene- una macchina che garantisce una percentuale significativa della ricchezza dell’Emilia-Romagna”.

In questi giorni termineranno i lavori dei tavoli tecnici chiamati a definire i protocolli di sicurezza per il riavvio delle diverse attività ora sospese, nel rispetto delle linee guida nazionali.

“Credo che ancora una volta l’Emilia-Romagna- conclude Corsini- con le proprie Istituzioni e le proprie rappresentanze economiche e sindacali, si sia fatta trovare pronta per affrontare la più grave crisi che dal dopoguerra ha colpito queste Paese. Attrezzandosi per ripartire, con determinazione, coraggio e rispettando le regole, perché non possiamo assolutamente permetterci che i contagi ripartano”.

 

 

Altre 440mila mascherine consegnate alle aziende di trasporti pubblici dalla Regione

Una seconda significativa fornitura di mascherine, rese disponibili dalla Protezione Civile Emilia-Romagna, è stata consegnata nei giorni scorsi alle aziende che erogano i servizi di Trasporto Pubblico Locale nel territorio regionale dall’Assessorato all’ambiente, protezione civile, difesa del suolo e della costa della Regione.

Complessivamente sono 440mila le nuove mascherine protettive fornite dalla Regione; una quota di 120mila di queste mascherine è stata assegnata a Tper, che ha immediatamente rifornito i propri canali di distribuzione interna al personale.

Oltre che ai conducenti dei bus, le mascherine vengono fornite anche al personale operativo che quotidianamente monitora i servizi e in generale a tutto il personale che opera su strada e in ambienti comuni.

Prima di Covid-19, già rallentava la crescita degli addetti in regione

Il pensiero è tutto rivolto alla fase della ripartenza dell’economia bloccata dall’emergenza Covid-19, in cui sarà l’occupazione uno dei problemi più urgenti e difficili da risolvere, tanto più che il trend di crescita degli operatori era in evidente rallentamento. Questo attesta l’ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna che ha elaborato i dati relativi agli addetti di tutte le localizzazioni di impresa operanti sul territorio, con sede legale in regione o altrove, tratti dal Registro imprese delle Camere di commercio.

L’andamento complessivo. Alla fine del 2019, gli addetti delle localizzazioni di imprese operanti in Emilia-Romagna erano 1.740.029, ovvero 26.523 in più rispetto alla fine del 2018 (+1,5 per cento), una crescita tendenziale in sensibile rallentamento. Nella media degli ultimi dodici mesi gli addetti sono risultati 1.731.360 con un aumento del +2,4 per cento, pari a 39.784 addetti in più. La tendenza positiva appare in chiara frenata e l’aumento è quindi più contenuto rispetto a quello riferito al complesso del 2018. A livello nazionale gli addetti sono aumentati del 2,0 per cento nel quarto trimestre e del 2,8 per cento nella media del 2019 con una leggera, ma progressiva decelerazione rispetto ai dodici mesi precedenti.

Sempre nella media del 2019 rispetto all’anno precedente tra le regioni con cui l’Emilia-Romagna si confronta la crescita degli addetti risulta superiore in Lombardia (+3,0 per cento) e in Veneto (+2,7 per cento) e inferiore in Piemonte (+2,0 per cento).

Dipendenti e indipendenti. Gli addetti alle dipendenze delle localizzazioni di impresa in Emilia-Romagna nella media del 2019 hanno raggiunto quota 1.392.217 unità, con un aumento del 3,0 per cento (+40.547 addetti), che ha determinato la crescita complessiva. Il risultato mette in luce una decelerazione avviata con la seconda metà del 2018 della forte dinamica positiva che ha caratterizzato i 30 mesi precedenti.

Dalla seconda metà del 2018 si è invertita la tendenza lungamente negativa per gli addetti indipendenti, che hanno fatto segnare un incremento tendenziale dal terzo trimestre del 2018 al secondo trimestre del 2019.

Il dato dei tre mesi è ritornato al segno rosso nel terzo trimestre del 2019 poi confermato nell’ultimo dell’anno (-1,7 per cento) e questa inversione si è riflessa sul dato relativo alla media mobile a quattro trimestri, tanto che il 2019 si è chiuso con una lievissima flessione degli indipendenti (-0,2 per cento), che ammontano a 339.143.

Prosegue quindi la tendenza all’aumento della quota dei dipendenti sul totale degli addetti, che per il complesso delle localizzazioni di impresa ha raggiunto nel 2019 l’80,4 per cento, con un incremento di 3,3 punti percentuali rispetto a 4 anni prima.

I macrosettori. L’aumento degli addetti è diffuso in tutti macrosettori, ma non omogeneamente. Nella media del 2019 la crescita è stata trainata dal settore dei servizi, nel quale sono giunti a 1.016.194 con un aumento di 24.412 addetti (+2,5 per cento), nonostante un rallentamento rispetto al 2018. La dinamica è sensibilmente inferiore nel commercio, nel quale gli addetti risultano 292.908 e sono cresciuti dell’1,3 per cento (+3.772 unità), con un ulteriore leggero rallentamento della tendenza positiva precedente.

Gli addetti dell’insieme degli altri servizi ammontano a 723.287 e sono saliti di 20.641 unità (+2,9 per cento) con una più marcata decelerazione della crescita rispetto al 2018. L’industria, con 500.078 addetti, ha fornito l’altro grande apporto alla crescita degli addetti (+8.896 unità), ma con una dinamica lievemente inferiore (+1,8 per cento) rispetto a quella del 2018, attribuibile al forte e progressivo rallentamento dei dati trimestrali tendenziali successivi a quello del primo trimestre 2019.

Le costruzioni stavano uscendo dalla crisi dal punto di vista degli addetti impiegati nel settore, che nella media del 2019 risultano 135.435 e hanno messo a segno un aumento di 4.467 unità (+3,4 per cento), con una notevole accelerazione della crescita rispetto al 2018, un dato quasi dopato dall’eccezionale tendenza fatta segnare nel quarto trimestre 2019.

Infine, al di là delle forti oscillazioni stagionali, gli addetti in agricoltura risultano 79.653 e sono aumentati del 2,6 per cento (+2.009 unità), con un lieve rafforzamento della tendenza positiva rispetto ai dodici mesi precedenti.

Modena e Maranello salutano il Motor Valley Fest

“Riaccendiamo i motori non è solo uno slogan per la manifestazione, è un messaggio forte per tutto il territorio”. Lo pensano i sindaci di Modena e di Maranello che, alla vigilia dell’apertura del Motor Valley Fest in versione digitale (da giovedì 14 maggio, alle 9.30, con la tavola rotonda dal Teatro comunale Pavarotti dedicata al futuro dell’automotive: www.motorvalleyfest.it) sottolineano l’importanza di accompagnare la ripartenza dopo il lockdown “con iniziative di promozione a livello internazionale e sostenendo la capacità delle nostre aziende di progettare innovazione e garantire lavoro in sicurezza”.

Per il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli una delle sfide principali “è ora quella dell’occupazione che può essere assicurata soprattutto sviluppando la progettualità sugli aspetti che caratterizzano il futuro del settore: dall’elettrico alla guida autonoma, dalla digitalizzazione allo sharing”.

“Maranello condivide in pieno l’approccio di questa manifestazione – aggiunge il sindaco Luigi Zironi – che è capace di affiancare alle più prestigiose case motoristiche tante nuove realtà imprenditoriali. Il nostro territorio sta infatti puntando con decisione anche sull’innovazione, in particolare applicata alla sostenibilità ambientale, e sulla valorizzazione dei giovani talenti. Due temi molto intrecciati tra loro e senz’altro decisivi per il futuro dell’intero settore, sui quali il Motor Valley Fest può dare un contributo importante nel mantenere viva l’attenzione, soprattutto in un periodo come questo”.

Anche sul turismo la Motor Valley è attesa nei prossimi mesi da una sfida decisiva, “che si giocherà – spiega Zironi – sulla capacità di esaltare l’esperienza emozionale dei visitatori lungo percorsi sempre più accattivanti, in grado di esprimere la magia della nostra terra attraverso la cultura, i sapori e i luoghi che ne hanno fatto la storia. In questa corsa Maranello sarà in prima linea, consapevole dell’atmosfera unica con cui ha stregato intere generazioni di appassionati. Pronta a tornare in pista insieme alle altre città del territorio modenese”.

Contromano sul raccordo A13–Ferrara Mare

Ieri pomeriggio un 83enne della Provincia di Ferrara è stato fermato alla guida della sua auto sul raccordo A13–Ferrara Mare mentre stava guidando pericolosamente contromano.  L’anziano si era erroneamente portato fino alla barriera autostradale di Ferrara Sud, ma non potendo imboccarla a causa della limitazione imposta sulla sua patente di guida, faceva manovra nel piazzale del Punto Blu per tornare indietro, imboccando però contromano la stessa carreggiata del raccordo A13 – Ferrara Mare dal quale era giunto.

Fortunatamente la manovra non passava inosservata agli Agenti di una pattuglia della Polstrada di Altedo impegnata presso il suddetto casello per i consueti controlli Covid19 predisposti dal Ministero dell’Interno, che si ponevano immediatamente all’inseguimento dell’utente impegnando il raccordo nella giusta carreggiata, fino a raggiungerlo e ad affiancarlo poco dopo per attirare la sua attenzione con i dispositivi acustico – luminosi in dotazione all’auto di servizio.

Alla vista delle segnalazioni della pattuglia, l’83enne arrestava immediatamente la marcia del proprio veicolo posizionandolo ancora con il muso in contromano sul margine destro della carreggiata del raccordo, che in quel tratto è privo della corsia di emergenza e di piazzole di sosta mentre gli Agenti, con grande spirito di iniziativa,  si prodigavano per raggiungerlo appiedati allo scopo di allestire precipitosamente una temporanea chiusura della prima corsia di marcia, segnalando manualmente il pericolo incombente agli altri automobilisti in avvicinamento. Gli Agenti rimuovevano quindi in sicurezza l’autovettura per poi ricondurla al piazzale del casello di Ferrara Sud ove veniva attivato l’intervento del 118 per soccorrere l’anziano autista visibilmente scosso dal grande pericolo che aveva corso.

Per lui scattavano le sanzioni previste dal Codice della Strada (minimo 2050 euro) con l’immediato ritiro della patente per l’applicazione della revoca.

 

L’odissea della ristorazione a tempo del virus

Lunedì prossimo potranno ripartire negozi, parrucchieri e ristoranti, affidando la responsabilità di questo anticipo nelle mani dei governatori. Dopo due mesi di chiusura e con linee guida arrivate alla spicciolata inizia la fase più delicata dalla fine del lockdown.

Stando ai protocolli dell’Inail e del Comitato tecnico-scientifico queste saranno le condizioni da rispettare in particolare per i ristoratori che intendono provare a ripartire.

Privilegiare gli spazi aperti a quelli chiusi, considerando quattro metri quadrati per ogni cliente e due metri da un tavolo e l’altro.

Stabilire un limite di capienza predeterminato che costringerà gli esercenti a dividere la superficie di esercizio per i quattro metri quadri a testa.

Obbligo di mascherina chirurgica e guanti in nitrile per il personale di cucina.
(Le temperature che si raggiungono ai fornelli in estate non saranno un dettaglio da poco)

Mascherine obbligatorie anche al personale di sala.
(Questo di certo sarà di grande aiuto a non dimenticarsi che siamo a cena ai tempi del virus).

Mascherine indossate anche per i clienti in fila (ordinata) alla cassa o per andare in bagno.

Dispenser di gel igienizzante sia agli ingressi del locale che nei bagni e nella zona casse.
(Pagheremo a una persona con maschera dietro a un plexiglas come in stazione).

Dimentichiamoci il buffet, gli aperitivi in piedi appoggiati al bancone, i menù di carta e la scelta del locale all’ultimo momento.

Per poterci sedere in più di due a un tavolo diminuendo così la distanza obbligatoria (nel caso di una famiglia ad esempio) usciremo a cena con l’autocertificazione. In questo modo solleveremo dalla responsabilità i gestori.

Attrezziamoci con carte contactless e sistemi di pagamento digitali, per il contante questa volta non vale il motto latino: Pecunia non olet.

Per i veri problemi della ristorazione, non contenuti nei decreti vi consiglio la visione della mia intervista all’imprenditore Angelo Calvello (Zona Merci Sassuolo – Zm food Sassuolo – GOOD Zm Maranello) sulla pagina facebook di questo giornale.

Claudio Corrado

Tecnargilla rinviata al 2021

Tecnargilla, la più importante fiera al mondo per la fornitura all’industria delle superfici, è rinviata al 2021. La decisione è stata presa da Acimac (Associazione Costruttori Macchine Attrezzature per la Ceramica) e IEG (Italian Exhibition Group) con l’obiettivo di assicurare le migliori condizioni di svolgimento della manifestazione.

Tecnargilla è il punto di riferimento fieristico per le aziende di tutto il mondo, con una percentuale di visitatori stranieri superiore al 50%, provenienti da oltre 100 paesi, extra-europei in particolare, e l’attuale difficoltà negli spostamenti internazionali, seppur prevista in miglioramento per i prossimi mesi, ha indotto gli organizzatori a una sua riprogrammazione (Tecnargilla si sarebbe dovuta svolgere dal 28 settembre al 2 ottobre 2020 presso il quartiere espositivo di Rimini).

Tecnargilla tornerà dunque nell’autunno 2021, cambiando dal prossimo anno la sua cadenza biennale senza perdere alcuna edizione, per confermare il suo ruolo di vetrina dell’innovazione e punto di incontro per il settore ceramico e di tutte le superfici, riaffermando la centralità delle tecnologie “made in Italy” nel mondo.

La manifestazione, che a ogni edizione propone il meglio dell’innovazione estetica e di processo per il settore della ceramica e del laterizio, vuole infatti continuare a esprimere l’eccellenza nel panorama dei beni strumentali italiani, fondamentali per la produzione di ogni tipo di superfice.

“La decisione è stata presa con estrema ponderazione e senso di responsabilità – afferma Paolo Sassi, Presidente di Acimac – in quanto Tecnargilla è l’unica fiera leader mondiale nel comparto dei macchinari industriali capace di attirare non solamente l’eccellenza nell’offerta tecnologica per l’industria delle superfici, ma soprattutto la partecipazione massiccia della clientela mondiale. Crediamo che, in questo anno complicato, non sussistano le condizioni per assicurare alle aziende espositrici lo stesso livello quantitativo e qualitativo di visitatori internazionali”.

“Come nostra consuetudine abbiamo ascoltato con grande interesse l’opinione di Acimac e degli espositori – aggiunge Lorenzo Cagnoni, Presidente di IEG – e valutando non ci fossero le condizioni per insistere su uno svolgimento nel 2020, abbiamo concertato lo spostamento subito al 2021. Tecnargilla è infatti biennale e la prossima cadenza avrebbe riguardato il 2022: abbiamo invece inteso gettare immediatamente i presupposti per procedere già il prossimo anno, mantenendo intatte tutte le potenzialità di un’edizione che ancora una volta rispecchierà la forza di un mercato di assoluto prestigio per il Paese”.

“I nostri uffici stanno già lavorando – conclude Paolo Gambuli, direttore di Acimac – per mettere a punto ulteriori novità che ci consentiranno di rafforzare il prestigio internazionale di Tecnargilla e fornire a espositori e visitatori nuove possibilità di business”.

Alla guida con tasso alcolico di 1,63 g/l

Un controllo effettuato dai carabinieri della stazione di Maranello hanno portato al deferimento per guida in stato di ebrezza alcolica e violazione dei provvedimenti anti contagio. Nel guai è finito un trentaduenne rumeno, già noto alle forze di polizia, alla guida di una Seat con tasso alcolico di 1,63 g/l.

F1, Vettel lascia la Ferrari

Il quattro volte campione del mondo se ne va fine anno. A quanto si è appreso la Ferrari e Sebastian Vettel hanno ufficializzato la decisione “di non prolungare il rapporto di collaborazione tecnico-sportiva oltre la sua naturale scadenza, prevista al termine della stagione sportiva 2020”.

Didattica a distanza, all’Elsa Morante nessuno rimane indietro

L’I.I.S. Elsa Morante di Sassuolo ha reagito con prontezza all’emergenza per consentire ai suoi studenti di poter seguire le lezioni: da subito ai ragazzi sono stati distribuiti gli account della piattaforma Gsuite, che già era stata attivata negli anni scorsi. E alla fine di marzo con i fondi arrivati dal Miur, e non solo, sono stati acquistati 41 Chromebook e 20 tablet. “Grazie all’Ufficio scolastico regionale – spiega il dirigente scolastico Edoardo Piparo – per il tramite di quello provinciale, abbiamo ricevuto 23 sim dati da consegnare ai nostri studenti per garantire la connessione. Abbiamo anche acquistato 5 router 4G LTE wifi, e smontato 30 computer dei laboratori di informatica per raggiungere altri ragazzi. Abbiamo poi dato in comodato diverse cuffie con microfono in dotazione della scuola per poter consentire a tutti di interagire durante le lezioni”.

I ragazzi del resto hanno risposto bene: “Partecipano alle lezioni – aggiunge Piparo – hanno risposto in generale bene, e noi cerchiamo di monitorare il più possibile chi non partecipa, per provare a capire, mantenendo vivo il dialogo con le famiglie, quali siano le motivazioni, e per non lasciare nessuno da solo. La scuola ha un ruolo fondamentale: provare a dare un po’ di normalità ai ragazzi, mantenere le relazioni, evitare l’isolamento. Sappiamo di essere importanti nelle vite dei nostri ragazzi: tanti, anche quegli studenti che non ti aspetteresti, ci stanno dicendo che la vita scolastica manca. Questa è una responsabilità che noi sentiamo e che i docenti stanno cercando di affrontare con impegno. Ringrazio tutti – conclude Piparo – dal personale degli uffici che prosegue il suo lavoro anche da casa, ai tecnici dei laboratori che hanno distribuito i computer, ai docenti che tutti i giorni si collegano e animano la nostra comunità, ai ragazzi il cui bene è il nostro fondamentale scopo e il motivo per cui ogni giorno ci mettiamo questo impegno, perchè è grazie a tutta questa comunità che posso dire: l’Elsa c’è”.

Nel frattempo la scuola si prepara alla probabile effettuazione degli esami di Stato in presenza, come annunciato dal ministro Lucia Azzolina: i locali sono stati sanificati in questi giorni, utilizzando una ditta esterna a garanzia della massima professionalità dell’intervento, e verranno nuovamente sanificati a giugno per accogliere le commissioni, se tutto procederà come dichiarato in questi giorni, e prima dell’avvio delle lezioni il prossimo anno scolastico.

Autostrade per l’Italia proroga al 31 maggio l’esenzione del pagamento del pedaggio ai sanitari impegnati nell’emergenza Covid

Autostrade per l’Italia ha disposto l’estensione del periodo di validità dell’esenzione del pagamento del pedaggio – avviata lo scorso 2 aprile – fino al prossimo 31 maggio. La proroga dell’agevolazione, condivisa tra Aiscat e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, viene assunta sulla base delle misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza dettate dal D.P.C.M del 26 aprile 2020 ed è valida per tutti gli operatori sanitari che hanno necessità di muoversi (anche nel percorso casa-lavoro) per motivi di servizio legati all’emergenza Covid19.

Si ricorda che per usufruire dell’esenzione, è sufficiente che il personale sanitario interessato invii un modulo di autocertificazione all’indirizzo mail agevolazionecovid19@aiscat.it. Ai titolari di contratto Telepass non saranno addebitati, o verranno successivamente stornati, i transiti oggetto di esenzione. Gli operatori sanitari non titolari di Telepass potranno invece dichiarare al casello di essere in viaggio per prestare servizio relativamente all’emergenza, ricevendo così un rapporto di mancato pagamento che andrà inviato allo stesso indirizzo email, unitamente al modulo di autocertificazione.
Restano valide anche le esenzioni già in essere per le ambulanze: aderendo alla richiesta di alcune realtà del settore, Autostrade per l’Italia ha deciso che ogni tipologia di transito di ambulanze collegato all’emergenza Coronavirus resterà esente da pedaggio fino al 31 maggio. Le medesime agevolazioni vengono applicate anche a tutti i mezzi delle associazioni di volontariato di ambito sanitario che prestano servizio per il Coronavirus. Anche in questo caso, le associazioni interessate dovranno inviare ad Aiscat un’autocertificazione comprovante il fatto che il viaggio è legato a motivi relativi all’emergenza Covid19.

Le informazioni e i moduli per l’attivazione delle esenzioni sono disponibili sul portale di Autostrade per l’Italia (www.autostrade.it).

12 maggio la Giornata internazionale dell’Infermiere: figura indispensabile, non solo in emergenza Covid

1184 infermieri in forze negli ospedali AUSL e nei dipartimenti ospedalieri, 555 alle cure primarie (di cui 188 dedicati all’assistenza domiciliare), 337 in tutti gli altri Servizi sanitari AUSL (Salute mentale, Sanità pubblica, Direzione generale e di Presidio, ecc), cui si aggiungono 1864 infermieri

1184 infermieri in forze negli ospedali AUSL e nei dipartimenti ospedalieri, 555 alle cure primarie (di cui 188 dedicati all’assistenza domiciliare), 337 in tutti gli altri Servizi sanitari AUSL (Salute mentale, Sanità pubblica, Direzione generale e di Presidio, ecc), cui si aggiungono 1864 infermieri all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena (1200 al Policlinico e 664 a Baggiovara) e 254 all’Ospedale di Sassuolo Spa. Sono circa 4200 gli infermieri in forze presso le Aziende sanitarie modenesi.

In occasione della Giornata dell’Infermiere, che si celebra domani, martedì 12 maggio, l’Azienda USL di Modena, insieme all’Azienda Ospedaliero-Universitaria e all’Ospedale di Sassuolo Spa, vuole ricordare – e soprattutto ringraziare – tutti gli infermieri impegnati nei reparti e sul territorio per garantire l’assistenza ai pazienti ricoverati così come ai cittadini che accedono agli ambulatori o, ancora, a coloro che ricevono cure presso il proprio domicilio.

Un risorsa preziosa, che ha affrontato l’avanzata del coronavirus a fianco dei medici, di altri operatori sanitari, socio-sanitari e tecnici, e che con grande professionalità e creatività ha saputo adattarsi a un contesto in continuo mutamento mettendo in campo il loro peculiare contributo, in termini di competenza e anche di umanità. Tutti i professionisti si sono messi in gioco e, a fronte della sospensione temporanea di alcuni servizi prevista dalle ordinanze, si sono anche resi disponibili attivamente e formati per ricoprire altri nuovi ruoli, incarichi, funzioni a servizio della gestione dell’emergenza sanità territoriale.

 

Gli infermieri e l’Assistenza territoriale

Non si è mai interrotta l’attività infermieristica nella comunità, con circa 3000 assistiti alla settimana su cronicità, cure palliative e persone covid-positive con sintomatologia attiva; a ciò si aggiunge l’affiancamento ai medici nelle USCA (Unità speciali di continuità assistenziale), la valutazione dell’idoneità dell’ambiente domestico all’isolamento, per garantire un’adeguata assistenza e tutelare la salute dei familiari, l’educazione alla salute e alle corrette norme igieniche, il monitoraggio dei parametri vitali; valutazione di possibili bisogni sociali e avvio del percorso integrato con altri servizi.

Grazie agli infermieri è stato attivato in brevissimo tempo il percorso di esecuzione dei tamponi, sin dai primi giorni al domicilio e poi attraverso i tre drive through (dove gli infermieri effettuano ora anche i campioni sierologici); gli infermieri sono stati fondamentali trait d’union con le amministrazioni locali e il settore socio-sanitario nel mantenimento dei Punti unici di accesso socio-sanitari e nell’attivazione dei percorsi protetti sui pazienti fragili; sempre loro hanno garantito l’organizzazione e la gestione coordinata dei due alberghi sanitari dedicati all’isolamento dei cittadini covid-positivi. In tutti gli Ospedali di comunità sono stati rivisti i requisiti di accoglienza e le funzioni in relazione al bisogno legato all’emergenza e i professionisti hanno saputo riadattarsi continuamente alle esigenze assistenziali più svariate (covid e non covid).

Fa capo a una gestione infermieristica centralizzata la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale su tutto il territorio, così come la formazione sul loro utilizzo, a tutela della salute di tutti i professionisti AUSL e delle CRA.

Non si possono dimenticare i tanti infermieri del Servizio emergenza urgenza territoriale del 118 e dei Pronto soccorso. Né quelli della Sanità pubblica – in tutto 22 – che hanno svolto e insegnato ad altri il prezioso lavoro delle indagini epidemiologiche e della sorveglianza attiva. È questo un aspetto poco conosciuto perché avviene per via telematica e riservata, ma che ha rappresentato uno dei punti nodali e spesso decisivi rispetto all’andamento dell’epidemia.

 

Gli infermieri e l’Assistenza ospedaliera

Ai 1184 infermieri dei Dipartimenti ospedalieri AUSL e interaziendali si aggiungono i 1864 dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, 1200 al Policlinico e 664 a Baggiovara, e i 254 infermieri che lavorano all’Ospedale di Sassuolo Spa. Oltre ad aver partecipato e contribuito con le loro competenze alla riorganizzazione completa degli ospedali, alle rotazioni previste nelle unità operative per garantire il necessario ricambio, si sono esposti in prima linea nelle Terapie intensive e nei reparti covid, dando prova di una partecipazione attiva, di un atteggiamento attento alle evidenze scientifiche unito alla caratteristica predisposizione al problem solving, fondamentale nei momenti di emergenza, che è tratto caratteristico del “dna” infermieristico.

“Siamo sempre quelli di prima, durante e dopo l’epidemia – è l’osservazione di una infermiera – abbiamo continuato semplicemente a fare ciò che sappiamo fare, per cui siamo stati formati: collaborare e cercare le risposte migliori è il nostro lavoro”.

all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena (1200 al Policlinico e 664 a Baggiovara) e 254 all’Ospedale di Sassuolo Spa. Sono circa 4200 gli infermieri in forze presso le Aziende sanitarie modenesi.

In occasione della Giornata dell’Infermiere, che si celebra domani, martedì 12 maggio, l’Azienda USL di Modena, insieme all’Azienda Ospedaliero-Universitaria e all’Ospedale di Sassuolo Spa, vuole ricordare – e soprattutto ringraziare – tutti gli infermieri impegnati nei reparti e sul territorio per garantire l’assistenza ai pazienti ricoverati così come ai cittadini che accedono agli ambulatori o, ancora, a coloro che ricevono cure presso il proprio domicilio.

Un risorsa preziosa, che ha affrontato l’avanzata del coronavirus a fianco dei medici, di altri operatori sanitari, socio-sanitari e tecnici, e che con grande professionalità e creatività ha saputo adattarsi a un contesto in continuo mutamento mettendo in campo il loro peculiare contributo, in termini di competenza e anche di umanità. Tutti i professionisti si sono messi in gioco e, a fronte della sospensione temporanea di alcuni servizi prevista dalle ordinanze, si sono anche resi disponibili attivamente e formati per ricoprire altri nuovi ruoli, incarichi, funzioni a servizio della gestione dell’emergenza sanità territoriale.

 

Gli infermieri e l’Assistenza territoriale

Non si è mai interrotta l’attività infermieristica nella comunità, con circa 3000 assistiti alla settimana su cronicità, cure palliative e persone covid-positive con sintomatologia attiva; a ciò si aggiunge l’affiancamento ai medici nelle USCA (Unità speciali di continuità assistenziale), la valutazione dell’idoneità dell’ambiente domestico all’isolamento, per garantire un’adeguata assistenza e tutelare la salute dei familiari, l’educazione alla salute e alle corrette norme igieniche, il monitoraggio dei parametri vitali; valutazione di possibili bisogni sociali e avvio del percorso integrato con altri servizi.

Grazie agli infermieri è stato attivato in brevissimo tempo il percorso di esecuzione dei tamponi, sin dai primi giorni al domicilio e poi attraverso i tre drive through (dove gli infermieri effettuano ora anche i campioni sierologici); gli infermieri sono stati fondamentali trait d’union con le amministrazioni locali e il settore socio-sanitario nel mantenimento dei Punti unici di accesso socio-sanitari e nell’attivazione dei percorsi protetti sui pazienti fragili; sempre loro hanno garantito l’organizzazione e la gestione coordinata dei due alberghi sanitari dedicati all’isolamento dei cittadini covid-positivi. In tutti gli Ospedali di comunità sono stati rivisti i requisiti di accoglienza e le funzioni in relazione al bisogno legato all’emergenza e i professionisti hanno saputo riadattarsi continuamente alle esigenze assistenziali più svariate (covid e non covid).

Fa capo a una gestione infermieristica centralizzata la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale su tutto il territorio, così come la formazione sul loro utilizzo, a tutela della salute di tutti i professionisti AUSL e delle CRA.

Non si possono dimenticare i tanti infermieri del Servizio emergenza urgenza territoriale del 118 e dei Pronto soccorso. Né quelli della Sanità pubblica – in tutto 22 – che hanno svolto e insegnato ad altri il prezioso lavoro delle indagini epidemiologiche e della sorveglianza attiva. È questo un aspetto poco conosciuto perché avviene per via telematica e riservata, ma che ha rappresentato uno dei punti nodali e spesso decisivi rispetto all’andamento dell’epidemia.

 

Gli infermieri e l’Assistenza ospedaliera

Ai 1184 infermieri dei Dipartimenti ospedalieri AUSL e interaziendali si aggiungono i 1864 dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, 1200 al Policlinico e 664 a Baggiovara, e i 254 infermieri che lavorano all’Ospedale di Sassuolo Spa. Oltre ad aver partecipato e contribuito con le loro competenze alla riorganizzazione completa degli ospedali, alle rotazioni previste nelle unità operative per garantire il necessario ricambio, si sono esposti in prima linea nelle Terapie intensive e nei reparti covid, dando prova di una partecipazione attiva, di un atteggiamento attento alle evidenze scientifiche unito alla caratteristica predisposizione al problem solving, fondamentale nei momenti di emergenza, che è tratto caratteristico del “dna” infermieristico.

“Siamo sempre quelli di prima, durante e dopo l’epidemia – è l’osservazione di una infermiera – abbiamo continuato semplicemente a fare ciò che sappiamo fare, per cui siamo stati formati: collaborare e cercare le risposte migliori è il nostro lavoro”.  

I Sindacati: “TPL motore della ripartenza. Regione garantisca le stesse risorse stanziate prima dell’emergenza sanitaria”

Siamo molto preoccupati per l’atteggiamento della Regione Emilia-Romagna che, sia nei comportamenti che nei pronunciamenti, di fatto va a disincentivare e penalizzare il ruolo del Trasporto Pubblico Locale.

L’obiettivo comune dovrebbe essere quello di garantire il flusso di cassa, anche in assenza o riduzione del servizio per via dell’emergenza sanitaria. In questo senso, riteniamo sbagliata la proposta della Regione di portare a conguaglio, tramite una procedura di riequilibrio dei conti, il versamento del 100% degli importi previsti nei contratti (o nei relativi atti di regolazione) fino a fine settembre. Così facendo si va di fatto a predeterminare una riduzione delle risorse economiche destinate al settore rispetto a quelle stanziate prima dell’emergenza COVID-19.

Al contrario, come sindacati riteniamo più idonea e strategica una politica di rimodulazione del servizio su gomma e su ferro rispetto alle reali esigenze, così da poter ottimizzare l’offerta anche in luce del corretto e aggiornato numero di trasportati. Chiediamo quindi alla Regione di garantire la continuità di queste risorse economiche che finanziano il settore ai livelli precedenti all’emergenza COVID-19, così come il mantenimento del numero dei servizi e dei chilometri previsti nei contratti di servizio all’interno dei bandi di gara.

Siamo convinti e consapevoli che il TPL in questa fase possa essere uno dei motori della ripartenza attraverso il rispetto delle norme in merito al distanziamento sociale, all’utilizzo obbligatorio delle mascherine, alla puntuale sanificazione dei mezzi e alla crescente consapevolezza dell’utenza (che fin dall’inizio ha dimostrato di essere responsabile). Bisogna quindi incentivare il TPL, e non il suo opposto, soprattutto in vista della stagione estiva che è alle porte. Senza un efficiente ed efficace sistema di TPL, non riusciamo a pensare alla ripartenza del turismo nella Riviera romagnola, e in tutta la regione, così come non possiamo immaginare l’inizio delle scuole a settembre, vista la nuova ed annunciata gratuità del servizio scolastico,

Il TPL deve essere fin da subito un elemento della ritrovata nuova normalità, per costruire un diverso e migliore sistema di produzione, che rispetti l’ambiente e modifichi i nostri stili di vita e di lavoro in funzione di esso.

 

 

Operatori socio-sanitari, la Regione accelera e stabilisce il riconoscimento e la valorizzazione delle esperienze lavorative effettuate durante l’emergenza Covid

Via libera al riconoscimento e alla valorizzazione delle esperienze lavorative dei partecipanti ai corsi per Operatore socio-sanitario (Oss), in corso di realizzazione nel periodo in cui sono in vigore le misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica Covid-19.

Lo ha stabilito la Giunta regionale, nel corso dell’ultima seduta, per permettere alle persone che abbiano già intrapreso un percorso formativo di completarlo e acquisire la qualifica professionale. Il provvedimento segue quello dei mesi scorsi (delibera della Giunta regionale n. 223 del 23 marzo 2020), che aveva approvato le disposizioni straordinarie per lo svolgimento a distanza degli esami per il rilascio della qualifica professionale di operatore socio-sanitario.

“Il nostro obiettivo– afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Lavoro e Formazione professionale, Vincenzo Colla- è quello di permettere alle persone impegnate in percorsi formativi di operatori socio-sanitari di rispondere alla domanda espressa dalle strutture regionali, individuando le migliori modalità per riconoscerne l’impegno e la disponibilità attraverso la valorizzazione delle esperienze lavorative effettuate. Figure professionali fondamentali per la comunità regionale, in grado di svolgere attività di cura e di assistenza alle persone in condizione di disagio o di non autosufficienza sul piano fisico e psichico, e di soddisfarne i bisogni primari favorendone il benessere e l’autonomia, nonché l’integrazione sociale”.

Interessato al provvedimento chi aveva intrapreso il percorso per il rilascio della qualifica professionale di Oss realizzati da Enti di formazione accreditati e formalmente autorizzati dalla Regione prima del 23 febbraio 2020, quando è entrato in vigore il Decreto legge sulle “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”. Le esperienze lavorative di questi soggetti potranno essere messe in valore quale parte integrante e/o sostitutiva delle attività di stage obbligatorio, in applicazione delle disposizioni regionali in materia.
La delibera, inoltre, stabilisce in dettaglio anche le modalità di accertamento, tramite evidenze e quantificazione rispetto allo stage, delle esperienze lavorative.

Test sierologici, oggi il via libera della Giunta regionale con l’intesa delle associazioni dei medici di medicina generale

Pronto il piano regionale sui test sierologici. Oggi il via libera dalla Giunta, dopo il positivo confronto con le associazioni di rappresentanza dei medici di medicina generale.

Confermato il no al fai da te per i privati cittadini, che potranno sottoporsi al test solo con prescrizione medica e a pagamento; a carico del sistema sanitario rimane invece il costo dell’eventuale tampone di verifica di positività.

Solo il medico di fiducia, infatti, può valutare l’appropriatezza dell’esame – che deve essere richiesto dal paziente senza presentarsi in ambulatorio, ma telefonicamente – e quindi decidere l’effettiva necessità di effettuare il test ed il momento opportuno. In questo caso il cittadino entrerà in un percorso strettamente regolato e controllato dal sistema sanitario pubblico, a tutela e garanzia della sicurezza come è stato sin da inizio emergenza. E se il test sarà positivo, scatterà da subito l’isolamento precauzionale, in attesa dell’effettuazione del tampone oro-faringeo di verifica, a cura del Servizio sanitario regionale.

Viene poi prevista entro fine mese l’implementazione dei laboratori privati autorizzati dalla Regione, attualmente 40, con l’autorizzazione ad operare per tutte le strutture valutate positivamente. Ciò per garantire la prosecuzione delle campagne di screening di massa volute dalla Regione.

E ancora, viene indicato un costo di riferimento medio, 25 euro, per tutte le tipologie di test effettuati (rapido, standard IgC e standard IgM). Su questo la Regione si impegna ad assicurare un monitoraggio costante per individuare, e denunciare, eventuali episodi e andamenti speculativi.

Per quanto riguarda le imprese, il Piano conferma la massima semplificazione burocratica. I datori di lavoro che volontariamente decidono di effettuare lo screening sierologico sui propri dipendenti (ad oggi 600 le aziende che hanno fatto richiesta), devono semplicemente comunicare alla Regione l’avvio del programma, indicando il laboratorio scelto tra quelli autorizzati (la lista è costantemente aggiornata a questo sito). Chi ha già fatto domanda, non deve fare ulteriori comunicazioni, se ha già individuato come riferimento un laboratorio autorizzato.

In questo caso, considerando la volontarietà dei programmi di screening nell’esercizio della loro responsabilità d’impresa, nonché a supporto del riavvio delle attività, i datori di lavoro si fanno carico di tutti i costi, compreso l’eventuale tampone.

Infine, sotto il profilo tecnico il Piano stabilisce che la verifica dello stato immunitario possa essere condotta con una sola delle due tipologie presenti, test sierologico rapido (pungidito) o test sierologico standard (con prelievo venoso), senza la necessità di conferma con secondo test.

 

Questi dunque i punti cardine del documento presentato nel pomeriggio in videoconferenza stampa dall’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

“Partiamo da un punto fermo- ha sottolineato Donini-. Il tampone naso-faringeo è il solo e unico strumento che assicura la diagnosi; ad oggi in Emilia-Romagna ne garantiamo una media di 5.000 al giorno, puntiamo a 10.000 entro fine maggio e, in autunno, a 15-20.000.

Molto diversa l’utilità dei test sierologici, che assicurano un’indagine epidemiologica di massa utile a capire la diffusione del virus e che, primi in Italia, abbiamo deciso di utilizzare per screening sulla popolazione”.

“Dopo un positivo confronto con le associazioni di rappresentanza dei medici di medicina generale – ha aggiunto l’assessore- mettiamo nero su bianco alcuni punti fermi, che devono essere ben chiari ai cittadini: chi decide di sottoporsi al test, lo fa consapevole di rientrare in un programma autorizzato e controllato dal servizio sanitario regionale, e di sottoporsi pertanto a tutto ciò che questo programma richiede, a partire dalla necessità di sottoporsi, se necessario, al tampone di conferma della positività, e all’isolamento precauzionale. Era importante fissare alcune regole, sia per le aziende che per i cittadini, e farlo con l’obiettivo di continuare a garantire un percorso trasparente, sicuro e supervisionato dalla sanità pubblica”.

 

I numeri sugli screening (tamponi e test)

In conferenza stampa l’assessore ha fatto il punto sulla campagna di screening condotta in Emilia-Romagna: con oltre 87mila test sierologici è finito il primo giro sul personale sociosanitario dei centri residenziali e semiresidenziali (compresi i centri diurni per disabili) e per le categorie a rischio (Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, volontari, Polizia Penitenziaria…), a cui ne seguiranno altri due a 15 giorni di distanza.

In totale 87.216 test sierologici effettuati, di cui 52.249 al personale sociosanitario e 34.967 alle altre categorie a rischio (Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, volontari, Polizia Penitenziaria ecc…).

Sul totale dei test effettuati, il 5,2% è risultato positivo agli IGG, il 2,9% agli IGM e il 2,1% ad entrambi gli anticorpi. Il successivo tampone ha confermato la positività al 45% di chi era risultato positivo agli IGG (2010 persone), al 45% che era risultato positivo agli IGM (1.147 persone) e al 61% di chi era risultato positivo ad entrambi gli anticorpi (1.105 persone).

 

Scendendo nel dettaglio, tra i 52.249 test effettuati sul personale sociosanitario, il 5,5% (2.873 persone) è risultato positivo agli IGG, il 3,2% (1.655 persone) agli IGM e il 2,2% (1.163 persone) ad entrambi gli anticorpi.

Il successivo tampone ha confermato la positività al 44% di chi era risultato positivo agli IGG (1.267 persone), al 43% di chi era risultato positivo agli IGM (704 persone) e al 60% (696 persone) di chi era risultato positivo ad entrambi gli anticorpi.

 

Infine, relativamente alle categorie a rischio, tra i 34.967 test effettuati, 1.627 persone (4,7%) è risultata positiva agli IGG, 895 (2,6%) agli IGM e 637 (1,8%) ad entrambi gli anticorpi. Il successivo tampone ha confermato la positività al 46% (743 persone) di chi era risultato positivo agli IGG, 49% (443 persone) di chi era risultato positivo agli IGM e il 64% (409 persone) di chi era risultato positivo ad entrambi gli anticorpi.

 

Da questa settimana partirà lo screening con test sierologico (circa 100mila test, effettuati solo nei laboratori pubblici) sulle popolazioni delle aree più colpite, a iniziare dalla provincia di Piacenza, e a seguire Rimini e il comune di Medicina.

Complessivamente saranno eseguiti, tra personale sociosanitario, categorie a rischio e popolazione, oltre 250.000 test sierologici.

 

Il ruolo dei medici di medicina generale

Indispensabile dunque, per i privati cittadini, rivolgersi al proprio medico di medina generale, che svolge un ruolo centrale perché deve valutare caso per caso la richiesta dei propri assistiti, rilasciando la ricetta bianca nei casi ritenuti pertinenti. Oltre alla valutazione clinica del paziente, il medico valuterà ad esempio, se ha avuto contatti stretti recenti con un soggetto positivo, se vive in un condominio dove abitano persone positive.

 

Cosa succede in caso di positività agli anticorpi

Tutti i positivi al test sierologico, sia privati cittadini sia dipendenti delle aziende che hanno richiesto lo screening, devono fare il tampone naso-faringeo, che sarà a effettuato dalla sanità pubblica o da laboratori privati. Chi risulta positivo al test sierologico dovrà sottostare all’isolamento precauzionale, in attesa del tampone.

In particolare, in caso di positività, il direttore sanitario del laboratorio deve avvisare il Dipartimento di Sanità Pubblica della necessità di eseguire il tampone da parte del cittadino o dei risultati del tampone stesso, nel caso il cittadino ritenga di eseguirlo a proprio carico presso il medesimo laboratorio. Al tempo stesso, deve comunicare al cittadino con esito positivo la necessità di contattare il numero telefonico di riferimento per fissare il luogo e il momento nel quale recarsi, con le necessarie protezioni, presso le strutture aziendali per eseguire il tampone e di porsi da subito in isolamento precauzionale a domicilio in attesa dell’appuntamento per l’esecuzione e del risultato del tampone.

I risultati dei test sierologici, sia sui privati cittadini che sui dipendenti di aziende, sono trasmessi direttamente dal laboratorio al Servizio di Igiene pubblica e caricati sul sistema Sole e sul Fascicolo sanitario.

Terminati i lavori in via e rio Chianca a Spezzano

A Spezzano sono terminati i lavori per il ripristino dei danni lungo via e rio Chianca. Lavori necessari in seguito ai danni causati dagli eventi atmosferici di maggio 2019. Fin da subito la zona interessata era stata messa in sicurezza, ma necessitava di un ulteriore intervento. Il Comune di Fiorano Modenese ha svolto lavori non strutturali di ‘ingegneria naturalistica’, indispensabili per il controllo, la salvaguardia e la gestione del territorio, nell’area in prossimità dei tre attraversamenti carrabili del Rio Chianca.

E’ stata eseguita una pulizia dell’alveo del fiume, in corrispondenza dei ponti, sia a monte che a valle. La ditta incaricata ha costruito, e in alcuni punti integrato, la difesa delle sponde del Rio, con pali in legno oppure con massi, a seconda delle situazioni. Sono stati posizionati, sui tre attraversamenti, parapetti in legno. In prossimità degli attraversamenti è stato stesa della ghiaia, per facilitare il percorso carrabile.

L’importo dei lavori, escluso gli oneri della sicurezza e l’Iva, è stato pari ad euro 39.907,90.

Il lavoro è stato finanziato con fondi del “Piano dei primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei territori colpiti della Regione Emilia Romagna nel mese di maggio 2019”.

Movimento Ristoratori Emilia-Romagna: primo bilancio dell’iniziativa di sensibilizzazione tenutasi giovedì scorso 7 maggio

ristoraPreoccupazione, ansia, desiderio di ripartire, richiesta di regole certe, applicabili, compatibili con lo svolgimento dell’attività di ristorazione e sostenibili anche dal punto di vista economico. Ma soprattutto tanta determinazione e caparbietà, pur nella consapevolezza che sarà durissimo riaprire, che solo facendo gruppo non ci si sentirà soli e che, comunque, non basterà la buona volontà per risollevarsi e tornare ad accogliere i clienti con l’entusiasmo di sempre. Sono questi i sentimenti, spesso contrastanti, emersi in occasione della giornata promossa dal neonato movimento Ristoratori Emilia-Romagna per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle criticità che riguardano il settore e avanzare proposte per agevolare e sostenere la ripresa.

Una giornata scandita da sette tappe che si sono snodate da Piacenza a Rimini, passando per Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. In ognuno dei capoluoghi si è tenuta, circa ogni due ore, una conferenza stampa. I giornalisti hanno incontrato ogni volta un rappresentante locale del movimento: a Piacenza lo chef Emiliano Arcelloni, a Parma Andrea Nizzi, chef, presidente del Consorzio Parma Quality Restaurants, a Reggio Emilia il ristoratore Paolo Croci, rappresentante dei Ristoratori REsponsabili Reggio Emilia, insieme a Federico Riccò, portavoce regionale del Gruppo, a Modena Stefano Corghi, Presidente di Modena a Tavola, a Bologna Carlo Alberto Borsarini, presidente dell’Associazione Tour-Tlen, a Ferrara Silvia Tonioli, presidente Unione Ristoratori Ferrara e, infine, a Rimini, Diego Nanni in rappresentanza dei ristoratori locali.

Ristoratori Emilia-Romagna  è un gruppo nato in modo spontaneo poche settimane; oggi può contare sull’adesione e il sostegno di circa ottocento realtà, singoli ristoratori e gruppi già organizzati a livello provinciale, come Parma Quality, OstiNati di Parma, Consorzio Modena a Tavola, Ristoratori Responsabili di Reggio-Emilia, Tour-Tlen di Bologna, Rinascita Pubblici Esercizi e Ristoratori Romagna e Unione Ristoratori Ferrara.

“Nessuna protesta chiassosa o urlata, quanto piuttosto la volontà di far sentire e ascoltare la nostra voce. L’obiettivo è semplice, mettere in rete passione e competenze e farne sintesi, per dare il proprio contributo ai soggetti decisori, nazionali, regionali e locali, affinché possano attingere suggerimenti e valutazioni da chi vedrà ricadere sulla propria pelle le decisioni assunte a livello politico e amministrativo. Questo dialogo è indispensabile per individuare le leve più adatte su cui agire a livello normativo: contributi a fondo perduto, eliminazione di alcune tasse, alleggerimento della burocrazia” spiega Federico Riccò, portavoce del Gruppo Ristoratori Emilia-Romagna.

“Il nostro è un movimento spontaneo, trasversale, totalmente sganciato da correnti di tipo politico. Stiamo agendo su due fronti: da un lato stiamo operando per allargare il numero di consensi e di adesioni al manifesto, dall’altro ci stiamo proponendo agli interlocutori politici per costruire insieme, nel rispetto dei ruoli e della sicurezza sanitaria, percorsi sostenibili per la ripresa dell’attività” prosegue Riccò.

“In entrambi i casi i riscontri sono positivi. Le adesioni sono in costante crescita e stanno arrivando, oltre che da ristoratori, anche da aziende e Consorzi della filiera in cui noi siamo inseriti. Non mancano i sostegni a livello nazionale, a partire dalla prestigiosa associazione “Gli Ambasciatori del Gusto”. Abbiamo inoltre già in calendario una seconda video conferenza con l’Assessore regionale al Turismo e al Commercio Andrea Corsini. Siamo molto contenti dell’attenzione riservataci, ora vediamo cosa emerge” conclude Federico Riccò.

 

UN MANIFESTO

Uno dei primi risultati è un vero e proprio manifesto che riassume una serie di richieste e proposte, volte a evitare che molti, troppi ristoratori possano essere schiantati dal peso conseguente al prolungato blocco delle attività, oltre ad introdurre e indicare alcune azioni da adottare per rendere operativa e sicura la riapertura. Ventiquattro punti, suddivisi in tre blocchi, che affrontano le diverse problematiche che l’emergenza COVID-19 ha creato nell’intero settore. Si apre con le misure ritenute vitali ed urgenti come la sospensione di leasing e mutui fino al 31.12.2020 e recupero delle mensilità congelate in coda al periodo previsto dalla relativa misura, la proroga della cassa integrazione straordinaria fino al 31.12.2020 per il personale in forza al 23.02.2020 e la richiesta di ottenere un credito d’imposta al 60% dei canoni di locazione riconosciuto al proprietario degli immobili commerciali fino al 31.12.2020 con il rimanente 40% a carico del locatore e misura semplificata (cedolare secca).

Il documento prosegue con indicazioni che riguardano interventi che possono essere adottati dalle amministrazioni locali: in questo caso l’attenzione si concentra, tra l’altro, sulla cancellazione, per l’anno 2020, delle imposte locali (ad esempio TARI, IMU, tasse d’affissione, occupazione suolo pubblico) e tariffario ridotto del 50% per i primi sei mesi del  2021, detrazioni d’imposta per chi fa turismo in Emilia-Romagna, allungamento degli orari di apertura delle attività almeno nel week end.

 

SOLUZIONI PRATICABILI

Richieste, stimoli, ma anche proposte operative, con simulazioni, messe nero su bianco, per comprendere se sul campo alcune misure sono davvero applicabili, funzionali e sostenibili sul piano economico. Il tutto presentato in un ulteriore documento tecnico di quattro pagine che, ad esempio, fissa alcuni punti sulle modalità di accesso in sicurezza nei locali così come le varie possibili opzioni per i menù: digitali, usa e getta, plastificati, lavagne, tablet…. Un documento che sottolinea lo spirito che anima il gruppo Ristoratori Emilia-Romagna e che punta a porsi come soggetto che mette a disposizione l’esperienza di centinaia di professionisti della ristorazione.

 

 

 

 

 

 

A Formigine riparte lo sport. Modalità condivise con le società sportive

I rappresentanti di 22 società sportive formiginesi hanno concordato con l’assessorato allo Sport del Comune di Formigine le modalità della ripartenza delle attività.

Il Comune mette a disposizione i parchi, le aree verdi cittadine (seppur non in modalità esclusiva) e le aree all’aperto nelle pertinenze degli impianti sportivi per permettere alle associazioni di garantire il distanziamento fisico di almeno 2 metri, come da indicazioni governative e regionali.

L’appello del Sindaco Maria Costi è quello di condividere con singoli e famiglie le responsabilità in materia di sicurezza, consapevoli che il rischio di contrarre il virus non può essere eliminato in maniera assoluta.

Il Vicesindaco Paolo Zarzana sottolinea che per coloro i quali intendano avviare l’attività, è necessaria una comunicazione ufficiale all’ufficio sport, in modo da avvisare le Forze dell’Ordine al fine dei necessari controlli per evitare assembramenti.

Tra i primi ad attivarsi, questa settimana, ci sono gli Highlanders Formigine Rugby, con due allenamenti alla settimana che non prevedono la presenza dei più piccini e il rilevamento della temperatura per ogni atleta.

Altre realtà, come ad esempio la Polisportiva formiginese, intendono partire dopo il 18 maggio, eventualmente chiedendo agli utenti di utilizzare attrezzi personali (come racchette e bocce). Per ora, infatti, attrezzatura e materiali non possono essere scambiati. Altri ancora rimanderanno l’attività sportiva a settembre, intanto però in molti terranno unite le squadre con incontri a piccoli gruppi.

Conclude Zarzana: “Attendiamo un decreto da parte del Ministro Spadafora; crediamo infatti che lo sport vada equiparato alle altre realtà della vita sociale, in quanto elemento fondamentale per il benessere e la salute dei cittadini. Accogliamo con favore le iniziative delle singole società sportive perché segnale di un – seppur lento e attento – ritorno alla normalità. Soprattutto gli adolescenti sentono la necessità di rivedere i loro coetanei; nel contesto sportivo possono farlo in sicurezza”.

 

 

Accordo alla Sichenia di Sassuolo, licenziamenti solo su base volontaria

Licenziamenti solo volontari –  per la precisione, il lavoratore sottoscrive un accordo di “non opposizione” – alla Sichenia Gruppo Ceramiche di Sassuolo.

Lo prevede l’intesa raggiunta con l’azienda dalla rsu e dai sindacati Femca Cisl e Filctem Cgil.

Come si ricorderà, a inizio febbraio la Sichenia aveva aperto una procedura di licenziamento collettivo per 53 persone (quasi un terzo della forza lavoro).

In risposta a questa decisione, i ceramisti Cisl e Cgil avevano proclamato lo stato di agitazione con il blocco di ogni prestazione straordinaria e/o aggiuntiva al normale orario di lavoro, oltre a un pacchetto di sedici ore di sciopero.

I licenziamenti avrebbero potuto scattare da oggi – lunedì 11 maggio.

«Dopo un lungo iter siamo riusciti, durante l’incontro in videoconferenza con l’Agenzia regionale del lavoro, a trovare un accordo per evitare i licenziamenti unilaterali già da oggi – dichiarano i sindacalisti Massimo Muratori (Femca Cisl Emilia Centrale) e Fabio Digiuseppe (Filctem Cgil Modena) – L’accordo prevede che, a partire da oggi e fino al 30 dicembre, i licenziamenti avvengano solo ed esclusivamente su base volontaria. In pratica può essere licenziato solo il lavoratore che dichiara di non opporsi firmando un accordo che prevede la non impugnazione del licenziamento e un incentivo all’esodo. Questo significa che fino a fine 2020 l’azienda non può licenziare lavoratori che non siano  volontari.

Nel frattempo vengono attivati gli ammortizzatori sociali necessari all’equilibrio aziendale in termini di ordinativi, costi e programmi di riorganizzazione».

Un successivo accordo, che sarà definito nei prossimi giorni, riguarderà importo e modalità di pagamento dell’incentivo all’esodo, oltre all’eventuale accompagnamento del lavoratore licenziato attraverso percorsi di tutoraggio, formazione e riqualificazione.

Entro novembre sindacati e Sichenia si vedranno di nuovo per valutare la situazione, gli eventuali esuberi ancora ritenuti necessari dall’azienda e le possibili soluzioni.

«Crediamo che questo accordo, faticosamente raggiunto, tuteli al meglio i lavoratori della Sichenia – affermano Muratori e Digiuseppe – Siamo tuttavia consapevoli che l’azienda deve intervenire il prima possibile sul rapporto fatturato-costo del lavoro. Per questo ci aspettiamo un’accorta politica aziendale di investimenti, sia sugli aspetti commerciali che produttivi, oltre che una robusta ricapitalizzazione, indispensabile per garantire liquidità. Senza interventi di questo tipo, la Sichenia rischia di perdere la sua sfida nel mercato.

Per questo – concludono Massimo Muratori (Femca Cisl Emilia Centrale) e Fabio Digiuseppe (Filctem Cgil Modena) – resta forte la preoccupazione dei lavoratori e nostra per le sorti di un’impresa che in passato ha commesso troppi errori».

33enne distrugge vetrate del commissariato di Sassuolo

Attimi tesi in commissariato a Sassuolo dove un 33enne sassolese si è presentato chiedendo un passaporto per gli Stati Uniti.

Non avendo ottenuto quanto voleva, l’uomo, che aveva già avuto in passato problemi di salute mentale, è uscito e ha divelto un palo della segnaletica stradale e distrutto le vetrine del commissariato prima di venire bloccato dagli agenti ed essere affidato alle cure dei sanitari dell’ospedale di Sassuolo. Per lui una denuncia per danneggiamento aggravato.

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