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sabato, 27 Giugno 2026
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Legambiente diffonde i dati del suo nuovo report “CittàClima”

Legambiente diffonde i dati del suo nuovo report “CittàClima”In Italia la crisi climatica corre veloce, mentre le città fanno fatica a controrispondere in maniera rapida ed efficace. Nella Penisola negli ultimi 11 anni – dal 2015 a settembre 2025 – sono ben 811 gli eventi meteo estremi, di cui 97 nel 2025 (gennaio-settembre), registrati in 136 comuni sopra i 50mila abitanti dove vivono in tutto 18,6 milioni di persone, ossia il 31,5% della popolazione nel nostro Paese. Eppure, solo il 39,7% dei comuni in questione ha messo in campo un piano o una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.

A scattare questa fotografia è Legambiente che, a pochi giorni dall’avvio della COP30 sul clima in Brasile e in vista della seconda edizione del “Climate Pride”, la mobilitazione nazionale per il clima del 15 novembre a Roma, diffonde oggi i dati del suo nuovo report “CittàClima. Speciale governance per l’adattamento al clima delle aree urbane” – realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol – focalizzandosi sugli impatti che la crisi climatica sta avendo nei comuni con oltre 50mila abitanti e rilanciando le sue proposte per città più resilienti.

Gli impatti sulle città e le aree urbane più colpite: Allagamenti da piogge intense (371 eventi), raffiche di vento e trombe d’aria (167) ed esondazioni fluviali (60) sono gli eventi meteo estremi che più si sono ripetuti in questi 11 anni. Tra le altre cose preoccupano anche i danni alle infrastrutture, ben 55 quelli causati perlopiù da forti piogge e temperature record con impatti soprattutto sulla rete dei trasporti, e poi i 33 danni da grandinate. A pagarne lo scotto maggiore sono soprattutto le città tra 50 e 150mila abitanti. Qui, in questi anni, si è concentrato il maggior numero degli eventi meteo estremi, ben il 48% del totale (811), e tra le città più colpite c’è anche Forlì con 11 episodi. Nelle prime 10 città tra i 150 e i 500 mila abitanti troviamo Bologna con 18 eventi e poi Modena con 9.

Questi dati non devono stupire, secondo l’ultimo Rapporto Idro-Meteo-Clima di ARPA Emilia Romagna nel solo 2024 nella nostra regione si sono verificati 19 eventi meteo rilevanti con forti nevicate a fine marzo, temporali con carattere di supercella a maggio, precipitazioni intense e persistenti a fine giungo, ondate di calore tra luglio e agosto e di nuovo precipitazioni intense tra settembre e ottobre.

 

FOCUS PIANI DI ADATTAMENTO E STRATEGIE:

Come stanno rispondendo le città a tutto questo? La Regione dal 2018 ha adottato una strategia di adattamento climatico fornendo per ogni città capoluogo e per aree omogenee una proiezione climatica utile per redigere piani locali e mettere in atto azioni puntuali. Bologna ha realizzato il piano di adattamento climatico già nel 2015 e attualmente è una delle 9 città, insieme a Parma che sta seguendo un percorso per diventare carbon neutral al 2030, ma ci sono altri esempi di azioni virtuose in regione.

La città di Ferrara attraverso varie progettazioni sta aumentando il verde e applicando la nature based solution per contrastare le isole di calore e l’accumulo idrico dovuto ad eventi estremi, la città di Forlì ha realizzato uno studio per identificare le aree che saranno maggiormente soggette a temperature elevate e poter quindi lavorare paritariamente su quelle

 

I GRANDI DIMENTICATI, PNACC E LEGGE CONTRO IL CONSUMO di SUOLO:

Alla luce di questa fotografia, per Legambiente l’Italia paga sulla propria pelle i ritardi legati all’attuazione del PNACC e l’assenza di una legge contro il consumo di suolo. Priorità totalmente dimenticate dal Governo Meloni. Per questo l’associazione ambientalista, con il suo report CittàClima, torna a ribadire all’Esecutivo l’urgenza di stanziare le risorse per finanziare e dare piena attuazione al PNACC, che a distanza di due anni dalla sua approvazione, resta ancora un piano solo sulla carta insieme alle 361 misure da adottare su scala nazionale e regionale. Un ritardo, denuncia Legambiente, inaccettabile dato che la mancata attuazione rallenta a cascata la redazione di Piani locali di adattamento al clima. Così come è urgente istituire con decreto l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, composto dai rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali per l’individuazione delle priorità territoriali e settoriali e per il monitoraggio dell’efficacia delle azioni di adattamento. Il decreto doveva essere emanato entro il 21 marzo 2024, ossia a tre mesi dall’approvazione del PNACC, ma ad oggi non ha visto ancora la luce.

Il Paese ha bisogno di città in grado di puntare su mitigazione e adattamento. A tal riguardo, per l’associazione ambientalista è anche importante che venga redatto un Piano specifico per l’adattamento delle aree urbane intrecciando il tema anche con quello dell’adattamento per le coste, come fatto in Spagna nel 2016. L’altra grande priorità su cui deve lavorare il Governo Meloni è quella di approvare una legge nazionale sullo stop al consumo di suolo, il cui iter legislativo iniziato nel 2012 è fermo in Parlamento dal 2016. Occorre, inoltre, prevedere il divieto di edificazione nelle aree a rischio idrogeologico, riaprire i fossi e i fiumi tombati nel passato, recuperare la permeabilità del suolo attraverso la diffusione di Sistemi di drenaggio sostenibile (SUDS) che sostituiscano l’asfalto e il cemento. Avere città resilienti significa anche lavorare su una governance integrata, informare i cittadini, lavorare su innovazione e tecnologia, e al tempo stesso replicare le buone pratiche messe in campo in Italia e all’estero.

“La crisi climatica in atto e i pesanti impatti a livello ambientale, economico, sociale e sanitario – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – ci ricordano l’urgenza di azioni concrete. In Italia al momento l’unica urgenza sembra essere quella legata al Ponte sullo Stretto di Messina, dimenticando la sicurezza delle persone esposte agli effetti del cambiamento climatico. Oggi occorre, invece, investire in interventi che incrementino la capacità di resilienza delle città in termini di mitigazione e adattamento. I dati del nostro report Città Clima confermano quanto le aree urbane siano vulnerabili ai cambiamenti climatici, così come il rapporto globale del Lancet Countdown on Health and Climate Change, e quello dell’IPCC, sottolineano l’urgenza di agire a livello mondiale e nazionale. Per questo chiediamo al Governo Meloni come prima priorità quella di inserire nella legge di Bilancio in lavorazione le risorse economiche necessarie per attuare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e che a livello internazionale l’Italia faccia la sua parte alla COP30 in Brasile per dare concretezza agli impegni presi sia con l’Accordo di Parigi sia nei precedenti summit. In particolare, auspichiamo che il nostro Paese sostenga l’adozione di un Piano d’azione che delinei il percorso dei prossimi anni per accelerare l’azione climatica globale in coerenza con l’obiettivo di 1.5° dell’Accordo di Parigi”.

“L’assenza di una diffusione capillare di strumenti di pianificazione per l’adattamento climatico nei Comuni – dichiara Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – è frutto dei mancati sviluppi attuativi del PNACC, della mancanza di risorse adeguate e di competenze specifiche nei comuni sugli eventi meteo estremi e sugli impatti che generano sui territori. Sulla questione delle risorse, si dovrebbe seguire l’esempio dei PUMS, i piani urbani di mobilità sostenibile, con il Governo che definisce i requisiti e i punti chiave minimi necessari per elaborare i Piani urbani di adattamento, vincolando e garantendo le risorse per la loro approvazione a chi soddisfa tali requisiti. In questo modo diventa possibile superare una programmazione fatta spesso a macchia di leopardo, rendendo omogenei le strutture dei piani delle diverse città e dando ai Sindaci strumenti di programmazione certi e di qualità”.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 8 novembre 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 8 novembre 2025Al mattino cielo nuvoloso con deboli precipitazioni sparse sulla Romagna, localmente sotto forma di rovescio. Dalla tarda mattinata progressivo diradamento della nuvolosità.

Temperature valori minimi compresi tra 7 gradi sulla pianura occidentale e 11 gradi sulla costa. Massime con valori attorno ai 14/15 gradi. Venti deboli, in prevalenza dai quadranti settentrionali. Mare inizialmente mosso con moto ondoso in attenuazione dal pomeriggio.

(Arpae)

Presentato il volume d’arte “Antiche Acquasantiere Domestiche e Devozionali in maiolica dal XVI al XIX secolo – Collezione Piccinini”

Presentato il volume d’arte “Antiche Acquasantiere Domestiche e Devozionali in maiolica dal XVI al XIX secolo – Collezione Piccinini”

Ieri sera, giovedì 6 novembre 2025, presso la sala conferenze di Confindustria Ceramica in Viale Monte Santo 40, si è tenuta la presentazione del volume d’arte intitolato “Antiche Acquasantiere Domestiche e Devozionali in maiolica dal XVI al XIX secolo – Collezione Piccinini.

L’evento, voluto e promosso dal Dott. Ivano Piccinini, presidente di Smaltochimica, ha offerto ai presenti l’opportunità di immergersi in una straordinaria raccolta di acquasantiere domestiche e devozionali risalenti al periodo compreso tra il Cinquecento e l’Ottocento. Questa collezione rappresenta un significativo patrimonio della tradizione ceramica italiana e della sua cultura religiosa.

L’incontro ha visto la partecipazione dei curatori del volume: l’ingegner Giuseppe Matricardi, il dottor Ivano Piccinini, la professoressa Carola Fiocco, Chiara Piccinini e la professoressa Gabriella Gherardi. A condurre e moderare l’evento è stato Claudio Casolari.

Organizzato da Smaltochimica, l’appuntamento è stato impreziosito dall’esposizione di alcuni pezzi originali della Collezione Piccinini. I visitatori hanno co avuto l’occasione unica di ammirare da vicino queste vere e proprie opere d’arte, testimonianze della maestria artigianale e dell’intensa spiritualità del passato.

Cinema, 5 documentari e 2 corti finanziati dalla Regione con ulteriori 260mila euro

Cinema, 5 documentari e 2 corti finanziati dalla Regione con ulteriori 260mila euroCinque documentari e due cortometraggi – tra cui i biopic dedicati all’attore bolognese Gianni Cavina e al lughese, principe del vintage, Angelo Caroli – sono i nuovi progetti che saranno finanziati dalla Regione grazie a un ulteriore contributo di oltre 260mila euro del Fondo audiovisivo regionale.

I sette nuovi progetti si aggiungono così all’elenco dei titoli sostenuti quest’anno dai bandi produzione della Regione.  In particolare, le nuove risorse, a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale, hanno permesso a sei nuovi progetti – giudicati ammissibili ma non finanziabili per esaurimento dei fondi -, di rientrare tra i titoli sostenuti, grazie ad un contributo complessivo di 223.518,20 euro su una spesa ammissibile totale di 836.403,76.  Lo stesso anche per la seconda finestra del bando nazionale e internazionale, con un progetto a cui andrà un contributo di 40mila euro su una spesa ammissibile totale di 74.700.

Salgono così a 48 i progetti sostenuti nel 2025 attraverso i bandi destinati alle produzioni regionali, nazionali e internazionali: 30 titoli sono stati finanziati con il bando nazionale e internazionale per un totale di circa 2milioni e 335mila euro; 18 titoli sono stati sostenuti con il bando destinato alle produzioni con sede o unità locale in Emilia-Romagna, circa 1 milione di euro di fondi europei Fesr. Complessivamente sono state sostenute 5 opere televisive (di cui 1 in animazione), 15 opere cinematografiche (di cui 1 in animazione), 21 documentari e 7 cortometraggi.

Si aggiungono poi 187mila euro destinati a 16 progetti del Bando per lo sviluppo di opere cinematografiche e audiovisive destinato a imprese con sede sul territorio: 7 opere cinematografiche, 6 documentari (di cui 1 in animazione) e 3 corti di animazione.

I nuovi sette progetti

Biopic, cultura, crime e fantascienza le tematiche affrontate nelle nuove storie sostenute dal bando per le imprese dell’Emilia-Romagna. Nel cortometraggio Un uomo fedele, prodotto da BLQREW, Daniele Balboni si interroga sul significato della parola “colpevole” attraverso un’indagine per omicidio, mentre sfocia nel science fiction Un cane, il secondo corto finanziato,  diretto da Giacomo Manghi e prodotto da Rawsight Srl, in cui una ricercatrice rende immortale il cane del padre.
Fabio Mollo e Together S.r.l. esplorano i luoghi verdiani dell’Emilia in Verdi reloaded, mentre Abbas Kiarostami è il protagonista di Ustad, doc di Costanza Quatriglio, su cui ha puntato Verdiana srl.
Stradedellest presenta L’irregolare Gianni Cavina: Il mistero dell’attore scomparso, di Andrea Maioli, che ci fa scoprire l’amico e attore feticcio di Pupi Avati e Kamera Film propone Angelo – Il principe del vintage di Francesca Zerbetto, in cui si entra nel mondo della moda, di Angelo Caroli e della sua inestimabile collezione.

Infine, dal Bando produzione nazionale e internazionale, troviamo Yagi Media che ha creduto in Terrific Sergio, storia del grande fotografo di scena Sergio Strizzi diretta dalle figlie Melissa e Vanessa Strizzi.

Al Santa Maria Bianca di Mirandola inaugurato il nuovo reparto di Terapia semintensiva multidisciplinare

Al Santa Maria Bianca di Mirandola inaugurato il nuovo reparto di Terapia semintensiva multidisciplinareUn deciso, ulteriore passo avanti per la sanità dell’Area Nord modenese, all’insegna della qualità del percorso di cura e assistenza del paziente, dell’ampliamento dei servizi e di una sempre più stretta collaborazione ospedale-territorio.

All’ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola nascono, infatti, la Terapia semintensiva multidisciplinare dedicata alla gestione dei pazienti complessi e l’area di degenza di medicina a indirizzo cardiovascolare, con complessivamente otto nuovi posti letto. Avviata anche, nello stesso nosocomio, una nuova area diurna internistica, pensata per i pazienti che, dopo la dimissione, necessitano ancora di una rivalutazione clinica, perché pluripatologici e considerati ad alto rischio di re-ospedalizzazione.

Le novità sono state presentate questa mattina, in occasione dell’inaugurazione del nuovo reparto di Terapia semintensiva multidisciplinare, realizzato grazie a un investimento di 300mila euro finanziato con risorse regionali.

Al taglio del nastro erano presenti la sindaca di Mirandola, Letizia Budri, i sindaci dei Comuni dell’Area Nord e il Presidente dell’Unione Claudio Poletti, il direttore generale dell’Azienda Usl di Modena, Mattia Altini, la direttrice sanitaria, Romana Bacchi, il direttore amministrativo, Luca Petraglia, e la direttrice del Distretto di Mirandola, Annamaria Ferraresi. Insieme a loro, la direttrice del Presidio Ospedaliero, Giulia Ciancia, Giuseppe Licitra e Anna Manduchi della Direzione sanitaria del Santa Maria Bianca, i direttori delle unità operative che operano nei nuovi servizi, Fabio Gilioli (Medicina Interna), Alessandro Pignatti (Rianimazione), Carlo Ratti (Cardiologia) e Alessandro Andreani (Pneumologia).

La Terapia semintensiva multidisciplinare è una nuova area a più elevata intensità di cura con quattro posti letto monitorati, destinata a pazienti con quadri clinici complessi: internistici (ad esempio scompenso cardiaco severo, insufficienza respiratoria con ventilazione non invasiva) e post-chirurgici fragili, che necessitano di un monitoraggio multiparametrico e di una gestione integrata tra internisti, pneumologi e anestesisti. L’unità dispone, tra l’altro, di impianti per la gestione di flussi d’aria a pressione negativa, con l’obiettivo di contenere il rischio infettivo. Il decorso medio sarà breve (indicativamente 3-5 giorni), contribuendo a migliorare i flussi di pazienti nell’ospedale.

L’area di degenza di medicina a indirizzo cardiovascolare è in continuità con la degenza pneumologica. Sono stati attivati altri quattro posti letto destinati a pazienti con prevalente sintomatologia cardiovascolare, spesso con comorbidità e necessità di telemetria Ecg. Il percorso diagnostico-terapeutico sarà deciso quotidianamente dall’equipe di cardiologi e internisti.

La nuova area diurna internistica per il post-dimissione ad alto rischio clinico rappresenta un innovativo servizio di raccordo tra ospedale e territorio. Il progetto, realizzato in collaborazione tra l’Azienda Usl e l’Azienda servizi alla persona di Mirandola, intende dare continuità assistenziale ai pazienti dimessi dall’ospedale ma valutati ‘ad alto rischio’ di riacutizzazione o ri-ospedalizzazione. Grazie a un protocollo integrato, la presa in carico coinvolge la Centrale operativa territoriale, l’assistenza domiciliare, l’infermiera di Comunità, i professionisti del reparto di Medicina Interna e il medico di medicina generale. Il percorso prevede: attivazione della Centrale operativa territoriale, invio al domicilio entro 7 giorni di un professionista sanitario per valutazione iniziale, monitoraggio telefonico da parte dell’équipe infermieristica, visita ambulatoriale entro 15-20 giorni, valutazione del medico di medicina generale e, a circa un mese dalla dimissione, un raccordo finale tra tutti i professionisti coinvolti per definire percorsi di cura specifici.

Le dichiarazioni

“Quello di oggi è un traguardo importante, frutto di un percorso atteso e condiviso- afferma l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi-. L’attivazione delle nuove aree rappresenta un investimento strategico per rafforzare ulteriormente l’ospedale di Mirandola come presidio capace di rispondere in modo sempre più efficace, tempestivo e completo ai bisogni di salute della comunità. Con il potenziamento dell’offerta assistenziale puntiamo a consolidare una rete ospedaliera fondata sulla valorizzazione delle specificità di ogni presidio e sull’eccellenza professionale degli operatori. Un sistema di integrazione ospedale-territorio, quello che stiamo realizzando nell’Area Nord, che guarda al futuro della sanità pubblica emiliano-romagnola: un sistema capace di innovare e di crescere restando saldamente radicato nella comunità e nei suoi bisogni di salute”.

“Con questi nuovi servizi- sottolinea il direttore Altini- facciamo un passo importante nel percorso di evoluzione dell’Ospedale di Mirandola, in coerenza con il progetto di integrazione della sanità dell’Area Nord. Stiamo costruendo una rete ospedaliera sempre più complementare, nella quale Mirandola e Carpi rafforzano le proprie specifiche vocazioni e si integrano in un sistema capace di garantire ai cittadini una risposta efficace e di qualità, vicina ai bisogni di salute del territorio. La nuova terapia semintensiva, l’area di medicina a indirizzo cardiovascolare e il progetto di continuità assistenziale post-dimissione rappresentano un modello di sanità moderna, che unisce innovazione clinica, competenze multidisciplinari e collaborazione tra ospedale e territorio. È questa la direzione verso cui stiamo andando: una sanità integrata, che valorizza le professionalità e mette al centro la persona e il suo percorso di cura”.

“L’apertura della nuova Terapia semintensiva multidisciplinare- dichiara la sindaca di Mirandola Budri- e dei nuovi servizi clinici rappresenta un passo significativo nel percorso di consolidamento del ruolo centrale dell’Ospedale Santa Maria Bianca, presidio di riferimento per tutti i cittadini dell’Area Nord della provincia di Modena. Mirandola si conferma snodo strategico e affidabile della rete sanitaria provinciale, capace di coniugare innovazione, qualità delle cure e integrazione con il territorio. Come Amministrazione continueremo a vigilare con determinazione affinché il rafforzamento del nostro ospedale prosegua in modo concreto e costante, nell’interesse dell’intera comunità. Il Santa Maria Bianca è, e deve rimanere, un punto fermo della sanità pubblica modenese: un presidio strategico che mette al centro la persona, la prossimità e la cura come valori fondanti del nostro territorio”.

“Oggi abbiamo una volta di più la conferma di come l’integrazione dei servizi sanitari dell’Area Nord sia un fatto concreto- spiega il presidente dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord e sindaco di Finale Emilia, Poletti-. Si tratta di un secondo importante passo, dopo il potenziamento del Pronto Soccorso, nell’ambito del progetto sanitario per il sistema nord modenese, di cui si è tanto parlato in questi giorni, che attiverà una gestione territoriale della salute pubblica sempre più integrata, condivisa e partecipata, grazie anche al lavoro del Comitato interdistrettuale che si andrà a costituire. L’obiettivo sarà quello di offrire alle comunità locali una sanità con standard di qualità elevati e sempre più vicina alle persone”.

Lavoro, Coldiretti: aumentano i giovani al lavoro nei campi, +18% nel 2025

Lavoro, Coldiretti: aumentano i giovani al lavoro nei campi, +18% nel 2025Aumentano i giovani al lavoro nei campi, con un incremento del 18% nel secondo trimestre del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando un ritorno degli under 35 in agricoltura dove le tradizionali mansioni si integrano sempre più spesso con nuove forme legate alla diffusione della digitalizzazione e della multifunzionalità. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat diffusa in occasione della consegna dei premi Oscar Green regionali che ha inaugurato il grande Villaggio contadino di Bologna, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo. L’aumento degli occupati dipendenti under 35 in agricoltura, saliti a 122mila unità, va in controtendenza rispetto al dato generale che vede un calo del 2% dei giovani in tutti i settori, dall’industria ai servizi.

Alle tradizionali attività di gestione delle attività, di raccolta e di allevamento si stanno affiancando nuove figure professionali che vanno da quelle “multifunzionali” a quelle ad alta specializzazione tecnologica, capaci di supportare le imprese nella digitalizzazione della propria azienda, sfruttando le nuove opportunità offerte dall’Agricoltura 4.0.

Tra le prime si registra una domanda per profili che vanno dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’interno dell’impresa agricola come l’addetto alla vendita diretta di prodotti tipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi.Tra le seconde, alcuni esempi sono il data analyst agricolo che analizza i dati provenienti da sensori e macchine per ottimizzare operazioni e rese. Lo specialista in agricoltura di precisione utilizza Gps, satelliti e sensori per gestire le colture riducendo gli sprechi. Il prompt manager agronomico professionista supporta le imprese nell’uso dell’intelligenza artificiale per prevedere condizioni, ottimizzare risorse e migliorare la produttività.

Sono rilevanti anche lo specialista in sistemi IoT, che coordina dispositivi connessi, e l’esperto in blockchain per l’agricoltura, garante di trasparenza e sicurezza nelle filiere. Il consulente per l’innovazione agricola promuove l’adozione di tecnologie e pratiche sostenibili, mentre il consulente per la sostenibilità agricola aiuta a ridurre l’impatto ambientale. Il dronista svolge un ruolo essenziale nelle mappature e nella concimazione aerea. Il consulente per le energie rinnovabili sviluppa soluzioni come l’agrivoltaico e il biogas. Infine, il project manager filiere progetta sistemi di tracciabilità e sostenibilità lungo tutta la catena produttiva. A completare il quadro emergono gli specialisti in biotecnologie agricole, cruciali per lo sviluppo di varietà vegetali più resistenti attraverso le tecnologie di evoluzione assistita (Tea).

Non è un caso se per il 73% l’agricoltura è oggi capace di creare tante opportunità per i giovani, secondo il rapporto 2025 Coldiretti/Censis, una convinzione spinta dalla consapevolezza che il modello delle tipicità locali e lo sviluppo di filiere del cibo nei territori sono in grado di generare sviluppo e occupazione di qualità e, anche, di promuovere sostenibilità e rispetto di ambiente e qualità del vivere sociale.

La punta più avanzata dalla digitalizzazione dei campi è rappresentata peraltro proprio dalle giovani imprese. Non a caso – sottolinea Coldiretti – secondo l’ultimo rapporto della Rete Rurale nazionale la produttività media per superficie delle imprese giovanili italiane è pari a 4500 euro per ettaro, doppia rispetto a quella europea e francese, ma è superiore anche a quella della Germania e soprattutto della Spagna, grazie alla maggiore specializzazione in coltivazioni ad elevato valore aggiunto.

Secondo un’analisi Coldiretti su dati Centro Studi Divulga, sono circa 50mila le aziende under 35 al lavoro nelle campagne italiane. In valore assoluto le regioni con il maggior numero di imprese agricole giovanili sono la Sicilia (6.100 aziende), la Puglia (5.000 aziende) e la Campania (4.800 aziende). Una presenza importante che viene però messa a dura prova dai troppi ostacoli che impediscono o rallentano l’ingresso e la continuità nella gestione delle imprese agricole: la mancanza di accesso al credito, la burocrazia, la carenza di infrastrutture e il limitato accesso alla terra.

“I segnali positivi e la tenacia mostrata dai giovani agricoltori devono spingere l’Europa ad allentare ulteriormente la morsa di una burocrazia che frena gli insediamenti agricoli, specie per le nuove aziende, e che ha un ‘costo’ in termini di investimenti psicologici e di risorse umane tale da limitare e condizionare il desiderio di fare impresa. Non è più accettabile che le nostre aziende siano vessate da una normativa esasperata e spesso incomprensibile” ha sottolineato il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo.

“I giovani agricoltori italiani stanno dimostrando come l’innovazione e la passione possano fare la differenza in un settore spesso considerato tradizionale. Sono sempre più impegnati in coltivazioni innovative e applicano tecniche avanzate come l’agricoltura di precisione. Dobbiamo sostenere queste nuove generazioni, offrendo loro prospettive di reddito e condizioni eque nelle filiere” ha rilevato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

“Nonostante le numerose difficoltà, i giovani agricoltori italiani si confermano come i più resistenti all’interno del complesso scenario dell’imprenditoria giovanile e ciò rappresenta una base di partenza fondamentale per affrontare e vincere la sfida del ricambio generazionale” ha ricordato il delegato nazionale dei Giovani Coldiretti Enrico Parisi.

Zuppa inglese, a Maranello una disfida per uno dei dolci più amati

Zuppa inglese, a Maranello una disfida per uno dei dolci più amatiTorna la disfida della zuppa inglese, ottava edizione del concorso dedicato a uno dei dolci più amati della tradizione, proposto dal Comitato Maranello Tipico e dall’Associazione Il Matraccio. Per chi vuole partecipare, come assaggiatore o concorrente, l’appuntamento è giovedì 13 novembre alle ore 19 alla Sala Bergonzoni in Via Cappella 115 a Gorzano di Maranello; i dolci che partecipano devono essere consegnati entro le ore 18.

La ricetta della zuppa inglese compare già alla fine dell’Ottocento nella “bibbia” della cucina italiana scritta da Pellegrino Artusi nel 1891, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene.  La diffusione è attestata fin dall’Ottocento almeno in tre regioni italiane: Emilia-Romagna, Marche e Toscana. Dolce al cucchiaio italiano, a base di crema pasticcera e pan di Spagna imbevuto in liquori quali alchermes, rosolio, amaretto o rum, la zuppa inglese  è diffusa in Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo e Campania: in ogni regione sono presenti alcune piccole variazioni alla ricetta. Il dolce si prepara sovrapponendo strati di pan di Spagna o savoiardi, inzuppati in diversi liquori, a strati di crema pasticcera. Il liquore usato di solito è l’alchermes, che oltre al sapore dona al dolce il colore rosso. A volte si prepara in una teglia trasparente, in modo da rendere visibile la colorazione a strati variamente colorati. Il dolce viene poi conservato in frigo perché assuma compattezza e si serve, solitamente, freddo. È un dolce che presenta alcune varianti. Oltre alla crema pasticcera, a volte si usa anche quella al cioccolato, contribuendo così non solo al gusto, ma anche ad una presentazione più colorata. In alcune ricette compare la confettura di albicocche, molto amata dai pasticceri ottocenteschi, e in altre le composte di frutta. Altre ricette ancora integrano la preparazione con il caffè, avvicinandola al tiramisù. Alcuni, infine, aggiungono una nota di cannella. In Romagna e a Ferrara, al posto del pan di Spagna spesso si usano fette sottili della locale ciambella o brazadèla, il tipico e semplice dolce tradizionale con impasto simile alla ciambella ma con la forma di un panetto schiacciato. Una variante della zona tra Modena e Ferrara, forse diffusasi negli anni ’60, vede l’uso di sciroppo di menta aggiungersi alla tradizionale miscela alcolica.

 

Nella foto: l’edizione della disfida del 2024

Addestramento SAF dei Vigili del fuoco ieri a Pian del Falco

Addestramento SAF dei Vigili del fuoco ieri a Pian del FalcoIeri, nel magnifico scenario del monte Cimone, presso gli impianti di risalita di Pian del Falco a Sestola a 1350 m.s.m., i vigili del fuoco con abilitazione avanzata e modulo neve e ghiaccio, hanno svolto l’addestramento SAF (speleo alpino fluviale) in previsione dell’apertura dell’anno sciistico, grazie alla collaborazione e disponibilità dei gestori degli impianti di risalita.

È stata simulata un’evacuazione degli occupanti della seggiovia, durante la quale si sono provate le varie tecniche operative, sia discendendo dal cavo portante, che risalendo da terra. Impegnati in totale 30 operatori dei Vigili del fuoco provenienti dalle varie provincie della regione. Sfruttando l’intera giornata addestrativa, si è testato l’utilizzo del mezzo speciale “SHERP” in dotazione al distaccamento di Sassuolo, capace di affrontare ogni tipologia di terreno e in grado di galleggiare e navigare persino in acqua.

«Situazione al limite»: l’incontro di quartiere tra la Giunta e i residenti del centro

«Situazione al limite»: l’incontro di quartiere tra la Giunta e i residenti del centro

Sicurezza, decoro urbano, viabilità, parcheggi e sosta selvaggia, crisi del commercio, con i piccoli negozi che ‘spariscono’. Questi, in sintesi, i macrotemi al centro dell’incontro di quartiere andato in scena ieri sera presso l’auditorium Bertoli tra la Giunta e i residenti del centro.

Assemblea partecipata e vivace, a tratti anche tesa, che ha visto i residenti manifestare il proprio malcontento in ordine ad una situazione «che – si è detto dalla platea – va facendosi insostenibile. Abitare in centro sta diventando un’impresa, e il problema è che ai nostri disagi non abbiamo risposte».

In platea anche gli esponenti dei diversi comitati che si sono costituiti di recente (a quelli di via Aravecchia e di viale San Giorgio se ne è aggiunto un terzo, che incontrerà la Giunta il prossimo 19 novembre) e che non hanno mancato di sottoporre all’Amministrazione le proprie rimostranze, cui la Giunta ha risposto di essere al lavoro per ovviare.

Potenziando ulteriormente i servizi di pulizia e di raccolta dei rifiuti e la sorveglianza ad opera della Polizia Locale, anche con pattuglie ‘dedicate’, implementando il controllo di vicinato e, per quanto riguarda il commercio, mappando i tanti negozi sfitti e incontrando i proprietari per capire i motivi della ‘desertificazione’ in atto.

Quanto alla viabilità, tutto ruota attorno al piano della sosta, attualmente in elaborazione, e al maxiparcheggio di via Pia, che dovrebbe essere ultimato entro l’autunno del 2026.

 

E’ morto Ermanno Pancani, storico presidente della Sanmichelese

E’ morto Ermanno Pancani, storico presidente della SanmicheleseCordoglio in città per la scomparsa di Ermanno Pancani, storico presidente della Sanmichelese, spentosi nel pomeriggio al Policlinico di Modena all’età di 70 anni.

«Giornata triste per la nostra società, che piange la scomparsa di Ermanno Pancani, per anni Presidente e storico dirigente, una figura di riferimento e un amico fraterno che mai dimenticheremo», ha scritto la società sulla sua pagina Facebook.

Numerosi i messaggi di cordoglio, tra cui quelli del sindaco di Sassuolo Matteo Mesini: “Per anni è stata la figura di riferimento della Sanmichelese, di quel calcio in cui, più che l’agonismo e la competizione, è importante la passione e l’educazione dei più giovani. Lascia tantissimi amici che lo hanno seguito ed ammirato”.

“Alla famiglia – prosegue il Sindaco – ai tanti amici che lascia ed alla Sanmichelese tutta, vanno le più sentite condoglianze a nome mio, della Giunta e dell’Amministrazione comunale oltre che dell’intera città di Sassuolo”.

 

 

 

Banchi frigoriferi nella GDO: un refrigerante su due è naturale

Banchi frigoriferi nella GDO: un refrigerante su due è naturaleIn Italia, nei banchi frigoriferi della grande distribuzione organizzata il 50% dei refrigeranti sono naturali, il 48% sintetici e il 2% di altro tipo. È quanto emerge dalla prima indagine su refrigeranti e GDO nel nostro Paese presentata oggi da Legambiente a Refrigera 2025, la fiera internazionale della refrigerazione industriale, commerciale, logistica, della surgelazione e della criogenia, che si svolge fino a domani a BolognaFiere.

La percentuale italiana sull’uso dei refrigeranti naturali è particolarmente significativa, se si considera che la media europea è del 30%. L’indagine ha preso in considerazione 3.899 banchi frigoriferi in 98 negozi di sei città e altrettante regioni.

“L’adozione di refrigeranti naturali è in rapida crescita, spinta da emergenze climatiche e regolamentari – ha commentato Marco Mancini dell’Ufficio Scientifico di Legambiente – Oggi i Pfas (le sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate) sono il ‘nuovo amianto’ perché contaminano l’acqua e la catena alimentare. Bisogna quindi essere tutti parte attiva di un cambiamento basato su un principio di precauzione. In quest’ottica,  il mondo dell’industria e dell’innovazione sta facendo importanti passi avanti”.

Biagio Lamanna, Head of Knowledge Center di Carel Industries, ha detto che i refrigeranti naturali sono più presenti in ipermercati e discount, mentre i sintetici prevalgono ancora nei supermercati. Per area geografica esiste un sostanziale equilibrio.

“Un altro aspetto evidenziato dallo studio è relativo alle conseguenze dell’apertura o chiusura dei mobili frigoriferi – ha detto Enrico Zambotto, Refrigeration Engineering Manager di Arneg – La chiusura permette un risparmio energetico del 58% e meno energia significa anche minore CO₂: si stima che dieci metri di mobili frigoriferi con porte permettano di salvare 10/12 alberi l’anno. Ogni punto vendita diventa così un piccolo bosco urbano”.

La chiusura dei mobili frigoriferi migliora anche la qualità con prodotti più freschi e duraturi, riduzione degli scarti e  maggiore visibilità, perché il cliente si ferma più tempo.

A Refrigera 2025 oggi si è svolta anche la cerimonia dei PR Planet Refrigeration Awards, nati per valorizzare l’eccellenza e l’innovazione lungo tutta la filiera del freddo. Sono state premiate aziende e progetti che si sono distinti per tecnologia, sostenibilità, design e impegno sociale.

Nell’ambito di Applitech 2025, la fiera dedicata all’industria produttiva e alla filiera di elettrodomestici ed elettronica di consumo organizzata da A151 srl in collaborazione con Senaf srl, è intervenuto Mauro Barchiesi, presidente di Confapi Industria Ancona, che ha sottolineato come l’innovazione del prodotto finito nasca dalla subfornitura.

“Le Pmi hanno garantito la continuità del sistema italiano trovando soluzioni sempre migliori – ha detto Barchiesi – Oggi molte grandi aziende si limitano ad assemblare, ma la vera innovazione nasce dove si produce. Dobbiamo difendere la nostra industria manifatturiera e per farlo non basta progettare: il futuro del Made in Italy passa dalle aziende che producono”.

Regione e BolognaFiere insieme per valorizzare tra i visitatori italiani e internazionali i prodotti Dop e Igp e i vini Doc e Igt dell’Emilia-Romagna

Regione e BolognaFiere insieme per valorizzare tra i visitatori italiani e internazionali i prodotti Dop e Igp e i vini Doc e Igt dell’Emilia-RomagnaI prodotti e i vini di qualità dell’Emilia-Romagna sempre più protagonisti, anche sul nostro territorio. Regione e BolognaFiere hanno firmato un Protocollo d’intesa per promuovere e valorizzare il patrimonio enogastronomico e agroalimentare regionale di qualità nelle principali fiere in Italia e all’estero.

L’accordo, sottoscritto durante la riunione della Consulta agricola regionale dall’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, e dal presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari, rafforza la collaborazione tra istituzioni e sistema fieristico per aumentare la conoscenza delle eccellenze agroalimentari emiliano-romagnole, dai prodotti Dop e Igp ai vini Doc e Igt, sui mercati internazionali.

In base al Protocollo, BolognaFiere si impegna a favorire la presenza, all’interno delle proprie manifestazioni, di fornitori autorizzati e operatori accreditati che utilizzino prioritariamente produzioni Dop, Igp, Doc e Igt dell’Emilia-Romagna. In questo modo, anche attraverso la somministrazione e i punti ristoro, i visitatori potranno conoscere e apprezzare direttamente la qualità e la tipicità dei prodotti regionali.

“Vogliamo continuare a rafforzare l’immagine dei prodotti regionali e valorizzarne le caratteristiche uniche, frutto di tradizioni, saperi e qualità riconosciute a livello internazionale- afferma l’assessore Mammi-. L’accordo siglato rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di valorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari. Grazie alla collaborazione con BolognaFiere, una realtà che da sempre promuove l’agroalimentare di qualità nei contesti internazionali, potremo far conoscere sempre di più le nostre eccellenze agli operatori e ai visitatori di tutto il mondo. È un modo concreto per sostenere i nostri produttori, rafforzare l’identità del territorio e diffondere la cultura della qualità che ci contraddistingue”.

Con oltre cento eventi fieristici l’anno, organizzati in Italia e in Paesi come Stati Uniti, Cina, India e Tailandia, BolognaFiere rappresenta una vetrina strategica per portare le eccellenze emiliano-romagnole nel mondo, promuovendo la sostenibilità e la filiera agroalimentare di qualità.

“Il protocollo sottoscritto con la Regione Emilia-Romagna- dichiara Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere-, rafforza una collaborazione di lungo periodo e conferma l’impegno condiviso per valorizzare le eccellenze agroalimentari della nostra regione. Attraverso manifestazioni di riferimento come Marca, SANA Food, Slow Wine Fair e il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, BolognaFiere continuerà a promuovere i prodotti Dop, Igp, Doc e Igt dell’Emilia-Romagna, mettendone in luce la qualità, la sostenibilità e il legame con il territorio. In un quartiere fieristico che accoglie ogni anno oltre due milioni di visitatori, vogliamo che i sapori e i saperi della nostra terra siano ambasciatori del Made in Emilia-Romagna in Italia e nel mondo”.

Il Protocollo resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027.

L’eccellenza della ceramica italiana a BDNY 2025

L’eccellenza della ceramica italiana a BDNY 2025Dal 9 al 10 novembre prossimi, Ceramics of Italy partecipa con 16 marchi italiani alla fiera Boutique Design New York, che si tiene presso il Jacob K. Javits Convention Center di New York. Nel Padiglione Ceramics of Italy, organizzato da ICE Agenzia e Confindustria Ceramica, le aziende italiane presentano le più recenti novità di prodotti ceramici pensati per il settore dell’ospitalità.

I marchi partecipanti includono: Artistica 3, Casalgrande Padana, Ceramiche Marca Corona, Ceramiche Refin, Cooperativa Ceramica D’Imola, Decoratori Bassanesi, Emilgroup, Fap Ceramiche, Fincibec Group, Italgraniti, Keradom, Mirage, Novabell Ceramiche, Ragno, S.I.M.A.S. e Settecento Manifattura Ceramica.

BDNY si conferma l’evento di riferimento negli Stati Uniti per il mondo dell’hôtellerie e del design. Per due giorni, i protagonisti del settore – designer, architetti, albergatori, distributori e progettisti – si incontrano per scoprire le più recenti tendenze e le soluzioni più innovative dedicate agli spazi dell’ospitalità.

All’interno della collettiva Ceramics of Italy, i visitatori hanno l’opportunità di esplorare una selezione esclusiva di superfici ceramiche e sanitari, espressione dell’inconfondibile stile e della qualità del Made in Italy. Le aziende presenti offrono consulenza tecnica ed informazioni approfondite sulle caratteristiche dei propri prodotti, con particolare attenzione alle esigenze del mercato nordamericano.

Ceramics of Italy, insieme a ICE Agenzia, è presente per raccontare l’evoluzione del design italiano e promuovere l’eccellenza, l’innovazione e la sostenibilità che contraddistinguono l’industria ceramica nazionale.

Formigine Dolce Europa: nel weekend nuovo record per il dolce mattone più lungo d’Italia

Formigine Dolce Europa: nel weekend nuovo record per il dolce mattone più lungo d’ItaliaLa ricetta del dolce mattone è un classico della tradizione emiliana, tramandato di generazione in generazione e protagonista delle domeniche in famiglia. A mantenerne viva la memoria è, ogni anno, la Pro Loco di Formigine, che ne propone una versione da record: il dolce mattone più lungo d’Italia.

L’appuntamento si inserisce all’interno della 17esima edizione di “Formigine Dolce Europa”, che animerà il centro storico per tutto il fine settimana con bancarelle, intrattenimento e stand gastronomici. Si parte sabato con l’apertura degli stand alle 8.30. Alle 14.30 è in programma la tradizionale gara di sfogline, che vedrà sfidarsi rezdore e rezdor nella preparazione della sfoglia più tonda, omogenea e della tagliatella perfetta. La giornata si concluderà con i balli a cura della Pro Loco.

Domenica 9 novembre si terrà il momento più atteso: alle 9.45, alla presenza della sindaca di Formigine Elisa Parenti, verrà tagliato il dolce mattone più lungo d’Italia. L’obiettivo è superare il record dello scorso anno, pari a 52 metri di dolcezza. Nel pomeriggio, alle 14.30, spazio ai più piccoli con “Kitchen Kids”, laboratorio di biscotti dedicato ai bambini dai 4 ai 12 anni, seguito da esibizioni di danza aerea con cerchio e nastro a cura di Nuova Aerial Arts ASD.

Torna a Fiorano “Fonoteca in Marmellata”

Torna a Fiorano “Fonoteca in Marmellata”Da lunedì 10 novembre, riparte “Fonoteca in Marmellata”, la rassegna che trasforma gli spazi musicali di Casa Corsini, il polo dell’innovazione del Comune di Fiorano Modenese, luogo di incontro e di creatività.

Nelle sale prova e nella fonoteca Soneek Room, dedicata a Max Teneggi, musicisti e appassionati potranno portare i propri strumenti e unirsi in improvvisazioni collettive, dando vita a connessioni sonore.

Le serate, tutte a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, prenderanno il via lunedì 10 novembre alle ore 21, per proseguire nei mesi successivi con appuntamenti fissati al 15 dicembre, il 12 gennaio e il 9 febbraio, sempre di lunedì e sempre alle 21.

Fonoteca in Marmellata è un progetto dell’associazione Lumen, in collaborazione con l’Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Fiorano Modenese.

Ideata da Bianca Giugni Leoni, Guido Fontana e Riccardo Serri, la rassegna si muove nello spirito autentico delle jam session: nessuna scaletta, solo il piacere di suonare insieme, di sperimentare e di ascoltarsi.

A Casa Corsini la musica torna così a essere un linguaggio comune, capace di tenere insieme generazioni e stili, aprendo le porte a un dialogo spontaneo tra chi suona e chi semplicemente desidera lasciarsi attraversare dal ritmo.

Occhio ai falsi sms, nuove segnalazioni anche dall’Ausl di Modena

Occhio ai falsi sms, nuove segnalazioni anche dall’Ausl di ModenaL’Ausl di Modena segnala che, come avvenuto nei mesi scorsi, continuano a verificarsi tentativi di truffe ai danni dei cittadini attraverso sms.

In particolare, il nuovo SMS in circolazione negli ultimi giorni, invita a contattare un numero di telefono “CUP centro unico primario” (che non è un servizio dell’Ausl) a tariffa elevata con scatto fisso alla risposta.

L’Ausl di Modena ricorda che non si tratta in alcun modo di un servizio dell’azienda sanitaria, ma di un tentativo di truffa e invita i cittadini a segnalare questi sms ricevuti sul cellulare alle forze dell’ordine.

Le nuove generazioni progettano il proprio futuro: parte da Bologna la nuova edizione di Youz 5

Le nuove generazioni progettano il proprio futuro: parte da Bologna la nuova edizione di Youz 5

Con una presenza sempre più capillare sul territorio emiliano-romagnolo, riparte Youz – Forum Giovani Emilia-Romagna, spazio di confronto, dialogo e co-progettazione dedicato alle nuove generazioni.

La quinta edizione del percorso, ‘Youz 5 – Generazioni protagoniste del cambiamento’, prenderà ufficialmente il via venerdì 7 novembre a Bologna, presso la Casa di Quartiere Rosa Marchi, per poi attraversare tutto il territorio regionale con oltre 20 tappe fino alla primavera 2026.

“Questo percorso vuole mettere davvero i giovani al centro delle decisioni pubbliche, un luogo dove ragazze e ragazzi sono protagonisti e partecipano alle scelte che riguardano il proprio futuro- dichiara Giovanni Paglia, assessore regionale alle Politiche giovanili-. Vogliamo ascoltare con attenzione le loro voci, raccogliere proposte e aiutarli a costruire un futuro più giusto, solidale e partecipato”.

Sono già 20 le tappe in programma in città e località dell’Emilia-Romagna. “Vogliamo rendere Youz più capillare, farlo arrivare sui territori e raggiungere, anche attraverso le scuole, i giovani che più difficilmente entrano in contatto con le istituzioni o riescono a esprimere le proprie opinioni”, aggiunge Paglia.

L’iniziativa, promossa dalla Regione in applicazione della legge regionale 14/2008 (‘Norme in materia di politiche per le giovani generazioni’), è uno spazio aperto, inclusivo, colorato e intersezionale, nato per favorire il confronto diretto con i giovani e riscrivere insieme le politiche regionali che li riguardano.
Al termine del percorso, gli esiti dei laboratori confluiranno in un Report finale che sarà allegato alle Linee triennali per le politiche giovanili 2025-2027, quindi presentato alla Giunta regionale.

Le prossime tappe

Questi i prossimi appuntamenti: il 16 novembre a Santa Sofia (Fc), il  22 novembre a Rimini, il 28 novembre a Modena, il 29 novembre a Sogliano e Mercato Saraceno (Fc), il 12 dicembre a Ferrara, il 13 dicembre a Borgovalditaro (Pr), il 23 gennaio 2026 a Bentivoglio (Bo), il 30 gennaio 2026 a Copparo (Fe), il 27 febbraio 2026 a Ravenna, il 14 marzo 2026 a Santarcangelo di Romagna (Rn).
Tutti gli aggiornamenti e il calendario completo delle tappe saranno pubblicati sul sito ufficiale www.youz.emr.it .

La nuova edizione

La domanda chiave che guiderà i laboratori Youz 2025-2026 è: “Immaginati nel futuro. Nella tua comunità c’è più ascolto, più spazio, più possibilità. Cosa ha permesso tutto questo?”. I giovani under 25 potranno raccontare esperienze, bisogni e desideri e trasformarli in proposte concrete per un futuro più equo, sostenibile e inclusivo.

Una novità di questa edizione è il ruolo degli AmbassadorZ, giovani under 25 provenienti da tutta la regione che hanno contribuito alla co-progettazione del percorso, garantendo un approccio realmente “dal basso”: non solo un’iniziativa per i giovani, ma con i giovani.
A supporto dell’intero processo partecipativo operano le cabine di regia provinciali, tavoli di coordinamento locali che riuniscono enti pubblici, associazioni, realtà del terzo settore e i giovani AmbassadorZ, assicurando che ogni territorio porti il proprio contributo autentico alla costruzione delle politiche regionali.

Emilia-Romagna, operatori del sociale e della Pa assieme a ‘lezione’

Emilia-Romagna, operatori del sociale e della Pa assieme a ‘lezione’

BOLOGNA – Operatori del sociale e amministratori a ‘lezione’ fianco a fianco. Succede in Emilia-Romagna e la ‘materia di studio’ è l’amministrazione condivisa, un modello innovativo che promuove responsabilizzazione e partecipazione attiva dei cittadini nella gestione dei beni comuni. Un approccio non più verticale, ma basato sul senso di comunità e la responsabilità collettiva. L’amministrazione condivisa è dunque una leva per lo sviluppo di nuovi progetti di comunità e prossimità. E per diffonderla parte un percorso di formazione e confronto per operatori degli enti del terzo settore, associazioni di volontariato e pubblica amministrazione. Più precisamente: funzionari, assessori, consiglieri che vogliono approfondire le dinamiche dell’amministrazione condivisa e portare nuove competenze nei propri enti; imprenditori sociali, responsabili di associazioni e organizzazioni di volontariato interessati a contribuire a progetti di innovazione sociale; cittadini che vogliono partecipare attivamente alla gestione dei beni comuni. E’ il il progetto “Abc-Amministrazione bene comune” e si articola in webinar, corsi di formazione, laboratori pratici arricchiti da testimonianze e buone pratiche: tutto per diffondere questo modello di collaborazione tra pubblico e privato.

ALBERANI: INDISPENSABILE IL CONFRONTO FRA DUE GENERAZIONI

“E’ in atto un ricambio generazionale sia nel Terzo settore sia nella Pubblica amministrazione ed è indispensabile il confronto fra due generazioni in particolare per condividere le ragioni e le motivazioni che producono l’incontro. Per questo, come Forum del Terzo settore dell’Emilia-Romagna, con i forum provinciali investiremo molte energie per realizzare il progetto formativo ‘Abc’”, ha detto Alberto Alberani, portavoce del Forum del Terzo settore dell’Emilia-Romagna oggi al lancio della novità nella sede di Demetra Formazione, ente gestore del progetto. Il progetto ‘Abc’ è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il Fondo sociale europeo ed è gestito appunto da Demetra Formazione, ente accreditato, in qualità di capofila di un ampio composto dall’associazione emiliano-eomagnola di centri autonomi di formazione professionale (Aeca, Rete Enaip, Irecoop, Cna formazione, Forum del Terzo settore, Csv, Anci, con il sostegno di Legacoop e Confcooperative nazionali e di Upi dell’Emilia-Romagna). Da novembre diventa dunque disponibile un’ampia offerta formativa gratuita rivolta agli enti del Terzo settore, alla Pubblica amministrazione e a tutte le persone interessate ad approfondire il tema dell’amministrazione condivisa e delle nuove forme di collaborazione.

(Agenzia Dire)

Sassuolo: “Porte aperte sul tuo domani: l’offerta formativa della Casa dell’apprendimento”

Sassuolo: “Porte aperte sul tuo domani: l’offerta formativa della Casa dell’apprendimento”“Porte aperte sul tuo domani: l’offerta formativa della Casa dell’apprendimento”, è questo il titolo del pomeriggio organizzato dagli istituti superiori per mercoledì prossimo 12 novembre, al teatro Carani.

Le scuole secondarie di secondo grado si presenteranno agli studenti ed alle studentesse delle scuole secondarie di primo grado ed alle loro famiglie.

Baggi, Ferrari, Elsa Morante, Formiggini, Volta, dalle 18 alle 21 di mercoledì 12 novembre, saranno a disposizione dei ragazzi e delle famiglie per una giornata di orientamento scolastico particolare al teatro Carani.

 

Iren e Nord Engineering avviano una partnership tecnologica per una raccolta dei rifiuti innovativa e smart

Iren e Nord Engineering  avviano una partnership tecnologica  per una raccolta dei rifiuti innovativa e smartÈ stato presentato ieri a Ecomondo 2025 il nuovo accordo fra Iren e Nord Engineering, finalizzato a sviluppare una gestione innovativa dei servizi di raccolta rifiuti nelle città servite dal Gruppo.

La partnership tecnologica ha come obiettivo sviluppare nuove elettroniche per l’accesso controllato dei contenitori forniti da Nord Engeneering, che attraverso l’uso di sistemi intelligenti, sono integrate con i sistemi gestionali Iren e con le Eco Card digitali utilizzate dai cittadini per il conferimento dei rifiuti.

Il progetto nasce dalla volontà di Iren di evolvere ulteriormente le proprie tecnologie e garantire una maggiore integrazione dei processi, offrendo servizi sempre più vicini alle esigenze del territorio e degli utenti.

Grazie al supporto di AvMap, azienda italiana leader nel settore della elettronica intelligente, i contenitori Nord Engineering sono stati oggetto di un upgrade tecnologico che ha portato, ove già introdotto, un ulteriore efficientamento del servizio. I nuovi contenitori dispongono di evoluti sensori per certificarne stato e vuotature, mentre un moderno sistema di controllo da remoto, con connettività 4G, consente la gestione del sistema di apertura a distanza. I contenitori sono dotati di un display con interfaccia elettronica e-paper che permette all’utente, attraverso card elettronica o app da smartphone, di interagire con l’attrezzatura e ricevere informazioni sulla disponibilità di spazi nel contenitore e altre informazioni relative al servizio.

Grazie al sistema GPS, è possibile localizzare il contenitore con una precisione inferiore al metro, distinguendo anche il lato della strada in cui si trova e migliorando la gestione delle utenze autorizzate al conferimento.

 

Il nuovo sistema introduce quindi un importante salto tecnologico: sensoristica avanzata, connettività 4G, GPS di precisione, apertura tramite card dematerializzate o Bluetooth, contenitori controllabili da remoto e display e-paper interattivi per fornire informazioni all’utente in tempo reale.

Le elettroniche evolute consentono inoltre di certificare le vuotature, monitorare il livello dei rifiuti, raccogliere dati di utilizzo e ottimizzare la gestione e la manutenzione dei contenitori, migliorando l’efficienza dei servizi ambientali e la qualità urbana.

Le nuove tecnologie sono già state implementate in alcuni territori sui quali il Gruppo Iren fornisce il servizio. Sei Toscana, società del Gruppo e gestore del servizio integrato dei rifiuti urbani nel bacino dell’Ato Toscana Sud, è stata la prima a utilizzare i nuovi contenitori in tutte le loro funzionalità, seguita da Iren Ambiente Parma dove sono state portate a termine le prime installazioni con sensori volumetrici.

“L’accordo con Nord Engineering e la collaborazione tecnica con AvMap – dichiara l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren Gianluca Bufo – permettono a Iren di compiere un ulteriore passo verso forme di servizio evolute ed innovative, in un’ottica di massima attenzione alla qualità erogata e in linea con gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità ambientale che da sempre guidano le attività del Gruppo. Fare innovazione in Iren significa migliorare la qualità della vita dei cittadini nei territori serviti, coinvolgendoli in modo partecipativo allo sviluppo tecnologico delle attività a loro dedicate”.

 

Protezione civile: nuovi 4×4, pick up, dispositivi di protezione e divise

Protezione civile: nuovi 4×4, pick up, dispositivi di protezione e diviseAutocarri 4×4 e pick up allestiti con i moduli antincendio boschivo, furgoni per il trasporto delle attrezzature a supporto delle squadre di intervento e nuovi dispositivi di protezione personale e divise per i volontari.

La Regione Emilia-Romagna investe oltre 1,3 milioni di euro e rafforza l’azione di prevenzione e lotta agli incendi boschivi: obiettivo è rendere il sistema più moderno, rapido ed efficace, mettendo a disposizione risorse per l’acquisto di materiali e nuovi mezzi di intervento, da Piacenza a Rimini.

Il finanziamento, approvato e sostenuto dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, fa parte del Piano regionale di potenziamento AIB (Antincendio boschivo). Per quest’anno le risorse assegnate ai Coordinamenti provinciali delle associazioni volontariato di Protezione civile, e distribuite in tutte le nove province in base alle esigenze operative dei singoli territori, sono concentrate prevalentemente sul potenziamento dei mezzi destinati alle operazioni di spegnimento e prevenzione.

L’attuazione del Piano è affidata all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile: con quest’investimento, si conferma ancora una volta l’importanza dell’impegno nella tutela del territorio e nella sicurezza dei cittadini, puntando su azioni di prevenzione concrete e su un sistema di protezione sempre più all’avanguardia.

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