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sabato, 4 Aprile 2026
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Coronavirus: ispezione dei Nas in una residenza per anziani di Formigine

I Carabinieri del Nas di Parma e del Comando Provinciale di Modena, hanno fatto un’ispezione in una residenza per anziani nel comune di Formigine.
Si è trattato di attività di ispezione igienico-sanitarie, concluse nel pomeriggio che fanno parte dei controlli alle case protetta della provincia, coordinati dalla Procura di Modena.  Dei risultati sarà informata la magistratura.

Le farmacie Dr Bavutti, Brodano e Ferrari scelgono di proporre le mascherine chirurgiche a € 0,50 + Iva

Le farmacie Dr Bavutti di Fiorano, Brodano di Vignola e Ferrari di Sassuolo, hanno deciso di porre in vendita – in ottemperanza alla ordinanza 11/2020 del Commissario Arcuri – le mascherine chirurgiche a € 0,50 + Iva, vale a dire 0,61 centesimi al pubblico, pur avendole acquistate a un prezzo maggiore al fine di non lasciarne sprovvista la popolazione in un momento di grande emergenza. Questo rinunciando a qualsiasi forma di ristoro – recupero cioè della differenza pagata – anche se un accordo con il Governo lo consentirebbe.

“Ci è sembrato doveroso fare questa scelta per non penalizzare le persone che si rivolgono a noi per un ricevere un dispositivo a tutela della propria e altrui salute la cui importanza è centrale in questa fase caratterizzata da una prolungata emergenza sanitaria” spiega Mauro Bavutti, farmacista storico di Fiorano che, anche in questi giorni, è sempre rimasto in prima linea per rispondere alle richieste dei cittadini.

La decisione coinvolge tre farmacie che fanno capo a Mauro Bavutti: una di Vignola, Farmacia Brodano, la seconda a Fiorano Modenese, quella gestita direttamente da Mauro Bavutti e la terza a Sassuolo, Farmacia Ferrari.

Per cercare di soddisfare tutte le richieste, le tre farmacie forniranno non più di due mascherine a persona per evitare che vi sia una inutile corsa all’accaparramento.

“È una vita che, a contatto con la gente, svolgo con passione il mio lavoro di farmacista e ho sempre cercato di tradurre in azioni utili la funzione fondamentale e insostituibile di presidio sanitario di prossimità svolto dalle farmacie territoriali. Siamo stati semplicemente coerenti con questi valori” conclude Mauro Bavutti.

 

 

Caritas Diocesana: “Terribile e ingiusto punire la generosità!”

““Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?”. Così risponde Gesù, nel sinedrio, alla guardia che gli ha appena dato uno schiaffo … “Se ho fatto qualcosa di male, dimostrami dov’è il male, altrimenti perché mi dai la multa?”. Così potrebbe rispondere la “vecchietta” all’agente di Polizia Municipale di Sassuolo dopo aver allungato 2 euro di elemosina ad un questuante ed essersi, per questo, vista comminare una sanzione da 56 euro”. Sono le parole del Direttore della Caritas diocesana Reggio Emilia – Guastalla, Isacco Rinaldi in merito alla modifica del Regolamento comunale di Polizia Urbana di Sassuolo approvato in Consiglio Comunale.

“Davvero sono queste le priorità di un Comune in un momento storico così difficile ed eccezionale? Ci sarà un’altra crisi economica con gravi conseguenze e impoverimento di tante famiglie, i Servizi Sociali sono in affanno e, forse, senza sufficienti risorse per dare risposte all’aumento di richieste … le questioni “di facciata” sono davvero le più urgenti?

In passato le ordinanze per punire l’accattonaggio, con obiettivi simili a quelli della modifica del Regolamento comunale di Polizia Urbana di Sassuolo, ne facevano anche una questione di estetica, di decoro. A Sassuolo si vuole punire chi fa elemosina nei confronti di una persona più povera.

L’accattonaggio da combattere è quello molesto e già i regolamenti di Polizia Municipale lo prevedono e lo strumento è la denuncia, ma perché punire e multare un gesto di generosità e, soprattutto, fatto da una persona nella totale libertà? Ci si vuole liberare dagli accattoni punendo chi fa loro l’elemosina?

Sarebbe necessario distinguere chi è costretto all’accattonaggio, e rientra in giri di vero e proprio sfruttamento, da chi vende o chiede qualcosa per arrangiarsi e mantenersi. Nel primo caso è giusto cercare di limitare il fenomeno, ma sarebbe necessario perseguire gli sfruttatori e non gli sfruttati.

La filosofia principale che muove queste risoluzioni, con la quale non siamo assolutamente in linea, implica la discriminazione di una parte di popolazione: una fascia della nostra società che non vogliamo, ci infastidisce per il semplice fatto che tutti i giorni è davanti ai nostri occhi a ricordarci delle disuguaglianze tra persone e da quanto egoismo è pervasa la nostra società.

La povertà non può essere una colpa! Va contrasta con politiche e non con multe. Il pericolo di queste scelte è di aggravare la diffusione di una cultura negativa e una diffidenza generalizzata verso chi è nel bisogno. Dobbiamo stare attenti a non perdere la capacità di discernimento e di individuazione delle vere cause di povertà e sfruttamento e a non ingenerare paura nella relazione col bisognoso.

La cosa grave che ci sentiamo di rispedire al mittente è che nel dibattito del Consiglio Comunale di Sassuolo del 27 aprile da più consiglieri è uscita la tesi che “queste persone devono andare alla Caritas”. La carità non è una delega in capo a una organizzazione ecclesiale e alle poche persone che vi lavorano. E le persone povere, comprese tante di quelle che fanno elemosina in giro, ci vanno già alla Caritas! E alla Caritas trovano ascolto, e, laddove possibile, progettualità e accompagnamento per uscire dalla situazione di difficoltà e precarietà.

Condannare il gesto del fare elemosina e renderlo “sbagliato” e punibile, è proprio il contrario della ricerca del bene comune. A nostro parere è cosa gravissima, soprattutto se giustificata anche con la motivazione di combattere il degrado.

Non c’è bisogno di essere cristiani, cattolici e praticanti per capire quanto sia grave introdurre la punibilità della solidarietà, di un gesto fatto in piena libertà. Altresì, a maggior ragione, i cristiani dovrebbero essere i primi a fare un sobbalzo di fronte a queste scelte e a questa cultura che risulta essere vessatoria nei confronti dei più poveri, degli emarginati, degli sfruttati, di coloro che ogni giorno ci chiedono, a livello personale e comunitario, di convertirci.

Le soluzioni a questo tipo di problemi si devono trovare insieme. I percorsi non sono certamente facili ma, sicuramente, non bastano le ordinanze e i regolamenti comunali. Tutti possiamo fare un cammino di condivisione e di conversione, vivendo maggiormente la sobrietà, la solidarietà e la vicinanza a coloro che fanno più fatica, a coloro che sono comunque nostri fratelli da amare e non da respingere, cacciare o multare!” – conclude Isacco Rinaldi, Direttore Caritas diocesana Reggio Emilia – Guastalla.

Ventisettenne arrestato dai carabinieri a Sassuolo per spaccio di droga

Due giorni fa, i carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Sassuolo, nel corso di uno specifico servizio, hanno tratto in arresto un italiano di 27 anni, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’uomo è stato fermato e controllato dai militari che, nel corso della successiva perquisizione personale e veicolare, lo hanno trovato in possesso di 16 g di hashish, già ripartiti in dosi, bilancino di precisione ed altri oggetti per il confezionamento delle dosi, tutto posto sotto sequestro.

Ventiduenne arrestato per spaccio ieri a Formigine

Ieri intorno a mezzogiorno a Formigine i militari della locale stazione hanno controllato e arrestato un 22enne del luogo, noto alle forze di polizia, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il ragazzo, notato dai militari durante il servizio con atteggiamento alquanto sospetto, è stato sottoposto a controllo e perquisito.

Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria, sono stati recuperati 200 gr. di marijuana già ripartiti tosi, materiale per il confezionamento e la somma di 700 euro, sequestrata poiché ritenuta provento dell’attività di spaccio. Il giovane è stato associato presso la casa Circondariale di Reggio Emilia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La Delizia… a piccole dosi (9a puntata). Teresa Pellati: diva sassolese del cinema degli anni cinquanta e sessanta

Lasciate momentaneamente le consuete tematiche storico-artistiche, in questo nono episodio de “La Delizia… a piccole dosi: storia e arte di Sassuolo” si è pensato di raccontare la storia di Teresa Pellati (Sassuolo, 1929-2010), diva sassolese del cinema degli anni cinquanta e sessanta.

Forse poco nota alla maggior parte dei suoi concittadini, specialmente a quelli più giovani, Teresa Pellati ebbe modo di lavorare nello sfavillante mondo del cinema romano della metà del Novecento e di frequentarne il “bel mondo” che vi gravitava attorno, divenendo una vera e propria “Diva”, che appariva spesso sulle copertine o nei servizi fotografici dei rotocalchi dell’epoca. Amica strettissima di Silvana Mangano e del produttore cinematografico Dino De Laurentis, la Pellati si trasferì prima a Roma, poi a Madrid, facendo ritorno a Sassuolo nel 1991. Un’affascinate storia da non perdere, dunque, iniziata nel 1950 con la sua elezione a Miss Romagna…

Formazione e test sierologici alla Ferrari prima di un riavvio progressivo della produzione dal 4 maggio

Ferrari ha avviato la fase “Installation Lap”, un’attività di formazione sulla sicurezza rivolta innanzitutto ai dipendenti che da lunedì 4 maggio contribuiranno al riavvio della produzione.

È una fase fondamentale a cui la Società ha voluto dedicare diverse giornate, decidendo di anteporre all’avvio della produzione delle sessioni formative che consentano ai lavoratori di assimilare  le più corrette misure precauzionali contro ogni rischio sanitario, in linea con il programma “Back on Track”.

Dalle modalità di ingresso in azienda alle postazioni di lavoro, dai dispositivi di protezione individuali alle regole di condivisione degli spazi comuni, la Società ha riorganizzato gli ambienti aziendali e ha messo a disposizione i migliori strumenti per un rientro sereno e il più possibile protetto di tutte le sue persone.

In linea con le recenti indicazioni del Governo, dal prossimo 4 maggio Ferrari riavvierà progressivamente gli stabilimenti di Maranello e Modena, che potranno tornare a produrre a pieno regime dalla giornata di venerdì 8 maggio.

Nelle prossime settimane tutte le attività aziendali che possono essere svolte attraverso il lavoro agile continueranno regolarmente con questa modalità.

M5S Sassuolo circa il nuovo regolamento dei vigili urbani che multa chi fa l’elemosina

Il M5S di Sassuolo “apprende con stupore e con sdegno la notizia dell’approvazione del nuovo regolamento dei Vigili Urbani, votato nell’ultimo Consiglio comunale dalla giunta Leghista, che prevede di punire con una multa di 56 euro i cittadini che decidono, in piena autonomia di fare l’elemosina a persone che chiedono la Carità”.

“Ricordiamo al Sindaco, che rappresenta la Giunta – afferma una nota M5S Sassuolo – che l’accattonaggio molesto e già sanzionabile per legge, e che comunque non punisce chi decide in piena libertà di avere una sensibilità caritatevole. Crediamo quindi che questo sia un’atto di una gravità inaudita, che va aldilà del provvedimento tecnico perché, oltre a limitare la libertà personale dei cittadini, vuole dare un’indirizzo politico a questa amministrazione che va nella direzione dell’intolleranza verso i più deboli e gli ultimi, che in questo momento di emergenza Covid 19 stanno aumentando in modo esponenziale. Questo atto politico non lede solo l’immagine di una Sassuolo solidale agli occhi dell’Italia intera, ma rischia di mettere in cattiva luce il grande lavoro delle tante associazioni presenti sul territorio, che in rete con i servizi sociali, si stanno impegnando senza sosta nel prestare aiuti a chi vive un momento di difficoltà o di indigenza”.

“Condanniamo per tanto questo provvedimento – conclude M5S – e chiediamo al Sindaco, sia come capo dell’amministrazione comunale che come ufficiale di governo, di far rispettare la Costituzione Italiana e di non dare attuazione a questo odioso regolamento, e lo invitiamo ad avere più attenzione e sensibilità verso le tante associazioni impegnate sul territorio in questa emergenza sanitaria e sociale che nostro malgrado stiamo vivendo”.

Manutenzione del verde e della segnaletica su tutto il territorio di Fiorano Modenese

Sono terminati i lavori di manutenzione e integrazione della segnaletica stradale verticale su tutto il territorio del Comune di Fiorano Modenese. Termineranno invece la prima settimana di maggio gli sfalci e riguarderanno tutte le aree verdi del Comune, le aiuole e i cigli stradali.

Lista Macchioni: “Lo spirito di comunità e carità cristiana non lo giudichi il PD”

“Ancora una volta – dichiara Francesco Macchioni – il gruppo consigliare del Pd colma, con accuse e menzogne finalizzate al discredito dell’avversario politico, il vuoto di argomenti e l’incapacità di difendere il fallimento della sua politica nella precedente amministrazione. Per bocca di alcuni suoi consiglieri comunali, più soldati degli altri, perseverano nella campagna di arroganza contro la nuova giunta, e le sue scelte”.

“Lo fa soprattutto la consigliera e capogruppo del Pd – afferma Macchioni – convinta che l’efficacia dell’opposizione debba essere condotta in questo modo: dapprima cercando di divulgare notizie false ed infondate sui trattamenti riservati a loro nelle commissioni e consigli comunali. Finendo poi per far leva sullo spirito di comunità e carità cristiana, sfruttando la sensibilità della gente per fini politici.

L’ultima modifica all’articolo 61 del regolamento di polizia municipale votata dal consiglio comunale, che prevede di sanzionare chi pratica l’accattonaggio, non fa altro che dar voce agli innumerevoli cittadini Sassolesi, stanchi di vedere una costante presenza di persone straniere ed illegali nei parcheggi, nelle stazioni, nel mercato locale e al di fuori di alcuni supermercati della città che chiedono l’elemosina dandosi il cambio, spesso tenendo in mano smartphone con cuffiette alle orecchie, che lasciano travisare segnali ben distanti da quelli della povertà.

Va da sé che la gente dona spesso per non essere infastidita e non per “buon cuore”.

L’elemosina oggi – ribadisce Macchioni – può essere praticata purché faccia leva sul sentimento di umana solidarietà tramite associazioni ed enti appositi, senza intaccare l’ordine pubblico né la pubblica tranquillità; o che si accompagni a simulazione, sfruttamento e truffa.

La figura retorica del mendicante di una volta non esiste più; quelli di oggi sono persone dentro ad organizzazioni illegali, che grazie alla vecchia amministrazione, la nostra città ha tollerato per anni. Il falso perbenismo del Pd non aiuta, perché non si tratta di una semplice percezione: “è una realtà”.

Dispiace – conclude Macchioni – che i consiglieri del partito democratico non dimostrino ancora di aver sentito “suonare la sveglia”: ricordo loro, che la “cabina di regia” i cittadini di Sassuolo hanno deciso di cambiarla a maggio dell’anno scorso a favore di una amministrazione più vicina alle loro esigenze”.

Ecco i numeri della cassa integrazione in deroga in Emilia-Romagna

Il quadro regionale sulle domande istruite dall’Agenzia regionale per il Lavoro, della Cassa integrazione in deroga in Emilia-Romagna dice che sono 21.758 e coinvolgono oltre 66 mila lavoratori. I dati mettono a fuoco la difficile situazione creatasi con il conseguente impatto sulle attività produttive, a causa dell’emergenza coronavirus.

“Tutte le domande arrivate alla Regione fino al 14 aprile sono già state consegnate all’Inps per il pagamento e agli istituti bancari per l’anticipo- ha commentato Vincenzo Colla, assessore regionale a Sviluppo economico e Lavoro-. Sappiamo che nei giorni scorsi ci sono state alcune sofferenze, ma a oggi ci risultano superate. Se tuttavia dovessero sussistere ancora difficoltà con l’anticipo della liquidità da parte di qualche istituto di credito, invito le rappresentanze associative e sindacali, nonché lavoratrici e lavoratori, a segnalarlo all’Agenzia regionale per il lavoro (ARLavoro@Regione.Emilia-Romagna.it) per le opportune verifiche ed eventuale segnalazione all’istituto interessato. Riconfermiamo che con l’ultimo riparto effettuato dal Governo sarà totale sia la copertura economica che quella previdenziale sia sul Decreto legge 9 che sul 18”.

I numeri sono riferiti alle domande previste dall’art. 7 del Decreto 9 del 2 marzo 2020 (“Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”) e dall’art. 22 del Decreto 18 del 17 marzo 2020 (“Misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”) arrivate dal 6 al 14 aprile compreso.

I dati per provincia

  • Bologna 5.646 richieste istruite (DL 9: 2.869, DL 18: 2.777)
  • Modena 3.367 richieste istruite (DL 9: 1.585, DL 18: 1.782)
  • Rimini 2.471 richieste istruite (DL 9: 863, DL 18: 1.598)
  • Reggio Emilia 2.023 richieste istruite (DL 9: 881, DL 18: 1.142)
  • Forlì-Cesena 1.638 richieste istruite (DL 9: 776, DL 18: 862)
  • Ravenna 1.881 richieste istruite (DL 9: 684, DL 18: 1.197)
  • Parma 1.758 richieste istruite (DL 9: 617, DL 18: 1.141)
  • Piacenza 1.510 richieste istruite (DL 9: 655, DL 18: 855)
  • Ferrara 1.464 richieste istruite (DL 9: 407, DL 18: 1.057)

Rifiuti abbandonati un costo per la comunità

Abbandonare i rifiuti su suolo pubblico, anche accanto ai cassonetti, è un illecito sanzionabile con multa, contribuisce al degrado del decoro urbano, ma soprattutto costa ai contribuenti fioranesi circa 65.000 euro l’anno per interventi eccezionali e non programmati di raccolta e pulizia.

A questo costo si aggiunge quello che il Comune di Fiorano Modenese paga per il “Servizio Daily”, che garantisce, in via ordinaria, la raccolta di una parte dei rifiuti abbandonati, nell’ambito del servizio di pulizia isole di base stradali, quindi il costo dell’inciviltà di alcuni risulta ancora più alto per il cittadino fioranese. Il servizio ripartisce il territorio comunale in settori che vengono visitati con frequenza predefinita ponendo particolare attenzione alle isole ecologiche più critiche. Vengono effettuati 6 interventi a settimana.

“Come dimostrano i dati, i soldi spesi da parte del Comune a causa di comportamenti scorretti da parte di alcuni, rappresentano una somma significativa, che acquista ancora più rilevanza nella situazione attuale. – sottolinea l’assessore all’Ambiente, Davide Branduzzi – Per questo invito tutti noi ad una maggiore responsabilità individuale nel conferimento dei propri rifiuti. Come abbiamo imparato a tenere le distanze di sicurezza e a rispettare le regole igieniche per tutelare la nostra salute e quella degli altri, così possiamo a imparare a conferire correttamente i nostri rifiuti e contribuire a mantenere più pulito il nostro territorio.”

I rifiuti che per tipologia, dimensioni o peso non possono essere conferiti nei cassonetti stradali possono essere portati dai cittadini a tutte le stazioni ecologiche del territorio dell’Unione dei Comuni del Distretto ceramico, dove il ritiro è gratuito. A Fiorano Modenese le isole ecologiche sono due, una in via Canaletto, 37 (Riciclandia) e una in via Ghiarola Vecchia, 51 (Ecoisola), con orari differenziati, consultabili sul sito del Comune di Fiorano Modenese o su quello di Hera. Anche le utenze non domestiche (aziende o esercizi commerciali) possono conferire i rifiuti non pericolosi assimilabili agli urbani e trasportati in conto proprio.

Ogni stazione ecologica è presidiata da uno o più operatori incaricati dell’accettazione, della gestione e dell’assistenza. Il conferimento dei rifiuti alle stazioni ecologiche consente anche di caricare punti sul badge per ottenere sconti in bolletta.

Per i rifiuti ingombranti domestici (non per le aziende) e che non possono essere facilmente trasportati alle isole ecologiche, esiste la possibilità di usufruire del servizio gratuito di ritiro a domicilio. Basta telefonare al servizio clienti di Hera (numero verde 800.999.500) e fissare un appuntamento, seguendo indicazioni dell’operatore. Il servizio viene fatto con automezzi muniti di gru con benna mordente.

Per la corretta gestione e differenziazione dei rifiuti è disponibile la app “Il Rifiutologo”, che consente anche di inviare ad Hera segnalazioni puntuali e geolocalizzate.

 

Richetti (Azione): multe a Sassuolo sono colpo al cuore dell’Emilia

“Invece che colpire racket e sfruttamento si colpiscono le vittime e chi le aiuta. Chi amministra Sassuolo non ha capito nulla del cuore della nostra Emilia”. Lo scrive su Twitter il Senatore di Azione Matteo Richetti in riferimento alle multe per i ‘samaritani’ di Sassuolo.

Agricoltura: proroga della Pac al 2022 senza tagli al budget

“La proroga di due anni, cioè a fine 2022, della  Politica agricola comune in vigore, insieme al mantenimento dell’attuale budget finanziario, in modo da evitare i pesanti tagli per l’Italia previsti dalla proposta approvata dalla Commissione Ue, sono due punti fermi dai quali potrà ora ripartire il confronto con l’esecutivo di Bruxelles e il Consiglio europeo, con l’obiettivo di giungere ad un accordo finale entro il prossimo mese di giugno”.

L’assessore regionale l’Agricoltura, Alessio Mammi, esprime soddisfazione per il voto della Comagri (Commissione politiche agricole) del Parlamento europeo che ha approvato una proposta di regolamento transitorio che estende di due anni l’attuale programmazione della Pac, anziché uno solo (il 2021) come propone la Commissione, senza che siano toccate le risorse a disposizione del mondo rurale. Su questo fondamentale punto il testo licenziato nel novembre scorso dalla Commissione Ue prevede invece per l’Italia un taglio di 144 milioni di euro sui pagamenti diretti (-4%) e di 230 milioni di euro sullo sviluppo rurale (-15%) rispetto alle dotazioni annue del periodo 2014-2020.

“Il voto in Comagri è un passaggio importante, ma non ancora definitivo- prosegue Mammi-. Affinché possa diventare tale, questa posizione ora deve essere confermata dal Consiglio dei ministri agricoli europei. Sarebbe davvero inaccettabile che dopo l’emergenza Coronavirus, che ha colpito così pesantemente anche il settore agricolo, si procedesse a tagliare le risorse della Pac nel momento di massimo bisogno per le aziende agricole”.

“L’estensione di due anni dell’attuale Pac- conclude l’assessore- inoltre darebbe più tempo per ripensare in maniera approfondita e strutturale una proposta di riforma, quella attualmente sul tavolo della discussione, che presenta molti aspetti controversi che non vanno, a partire dalla rinazionalizzazione dell’intera politica agricola, che relega le Regioni in un ruolo marginale. Anche e soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria, invece, abbiamo visto come sia importante potere adattare rapidamente gli interventi ai differenti bisogni espressi dai territori. Mi appello pertanto alla ministra Bellanova perché faccia sua, in sede di Consiglio Ue, la proposta votata dal Parlamento europeo e che come Regione Emilia-Romagna appoggiano fermamente”.

Sassuolo: da lunedì riaprono parchi e ciclabile sul Secchia

Anche a Sassuolo, da lunedì 4 maggio, saranno riaperti al pubblico i parchi cittadini e la pista ciclabile sul fiume Secchia.

Ad annunciarlo il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani in un videomessaggio alla città: se verranno individuati assembramenti o mancanza di rispetto delle regole sancite dal Dpcm dello scorso 26 aprile con un’ordinanza restrittiva il Sindaco ripristinerà la chiusura.

 

Riapertura dei parchi: a Formigine i volontari formati per regolare gli accessi e fornire informazioni

Parte oggi, 30 aprile, la formazione dei volontari che avranno il compito di regolare gli accessi alle aree verdi di Formigine e fornire utili informazioni ai cittadini. Alla luce del Dpcm del 26 aprile che consente la riapertura dei parchi dal 4 maggio, la Giunta comunale ha deciso di coinvolgere le associazioni ambientali e sportive, oltre ai Volontari di protezione civile, perché si possano occupare dell’area verde più vicina alla propria sede, anche nell’ottica di privilegiare spostamenti a piedi o in bicicletta.

Alla formazione (rigorosamente in videocall) parteciperanno, in un primo step, i rappresentati di15 associazioni, l’assessore all’ambiente Giulia Bosi, la responsabile del verde pubblico Alessandra Costantini e Patrizia Montanari, responsabile del coordinamento pedagogico dell’Unione dei Comuni del distretto ceramico, a sottolineare che i volontari dovranno avere un atteggiamento e una comunicazione particolarmente empatica, nei confronti delle persone e soprattutto dei bambini che immaginiamo particolarmente provati dopo tanto tempo in casa.

Le regole previste dal Decreto ministeriale, infatti, sono rigide affinché le aree all’aperto non si trasformino in zone di contagio: infatti, non sono consentite le attività ludiche, non è concesso l’accesso alle aree attrezzate per i giochi (che saranno recintate), l’attività motoria è consentita rispettando una distanza interpersonale di 1 metro, mentre per l’attività sportiva la distanza interpersonale aumenta a 2 metri. In ogni caso, sono vietate le soste e gli assembramenti. Queste norme sono indicate anche in apposita segnaletica; i volontari sono dotati di mascherine e guanti.

“Il servizio dei volontari – afferma l’assessore Bosi – sarà preziosissimo: a loro infatti ci si potrà rivolgere per chiedere informazioni utili sui servizi messi in campo dal Comune in questo periodo di emergenza. Sappiamo che non potranno controllare 24 ore su 24 tutte le 96 aree verdi comunali e i 40 chilometri di ciclabili. Per questo, è sempre indispensabile il lavoro della nostra Polizia Locale, anche attraverso le telecamere che sono state installate su tutto il territorio. Rimane però di vitale importanza il comportamento responsabile di ogni cittadino: la cosiddetta “fase 2” comporta il rischio di un contagio di ritorno, pertanto bisogna attenersi pedissequamente alle indicazioni previste dal Decreto del 26 aprile”.

Intanto, su tutte le aree verdi del Comune e nelle ciclabili si stanno svolgendo i lavori di sfalcio e manutenzione.

 

 

 

Coronavirus, è boom delle biblioteche on line

Nella situazione di lockdown causata dal Covid-19, le biblioteche fanno boom. Nel mese di aprile triplicano le consultazioni e i prestiti rispetto allo stesso mese del 2019 (+291,27 % Emilb e + 246% Biblioteche Romagna) ma anche tra marzo e aprile 2020 si registra una netta crescita, in qualche caso un raddoppio sempre rispetto allo stesso periodo del 2019.

Nel dettaglio, nel bimestre marzo-aprile 2020, rispetto al 2019 gli accessi via internet sono passati da 138.500 a 484 mila, gli utenti unici da 13 mila a 35.710, le consultazioni e i prestiti dal 153.963 a 689.308. Quindi, il dato dei due mesi presi congiuntamente lievita rispetto allo stesso periodo del 2019: gli accessi decollano (+193% per la piattaforma Emilb, +182% per le biblioteche della Romagna) e così gli utenti unici (+175% per Emilb e + 135% Biblioteche Romagna), con un ottimo risultato per consultazioni e prestiti (+222 Emilb e + 186% Biblioteche Romagna).

La chiusura di biblioteche e librerie, nonché le misure di contenimento della mobilità dovute all’epidemia, stanno quindi esaltando l’utilità dell’accesso gratuito alle risorse culturali disponibili in rete, un servizio già attivo da alcuni anni ma che solo ora sembra aver ottenuto un vistoso successo.
I dati in crescita da marzo ad aprile fanno inoltre prevedere che l’utilizzo dei servizi e della lettura in digitale diventi una modalità ordinaria di consultare il patrimonio librario, in un trend in crescita a prescindere dalla pandemia.

Emilib e la biblioteca digitale di Romagna sono basate su MLOL (Media Library On Line): un servizio gratuito per tutti i cittadini dell’Emilia-Romagna e permette di accedere da casa, via Internet, a un grande catalogo di risorse digitali: decine di migliaia di ebook di tutti i principali editori italiani, oltre 7.000 abbonamenti a quotidiani e periodici digitali da 90 paesi in 40 lingue diverse, decine di migliaia di audiolibri e risorse musicali in streaming, 1,5 milioni di risorse ad accesso aperto indicizzate e raccolte dalla più importanti istituzioni culturali del mondo (libri, video, audio, spartiti musicali, immagini, risorse per l’e-learning, periodici storici, periodici scientifici, videogiochi, ecc.).

Il servizio è attivo in Emilia-Romagna attraverso due portali: Emilib (per le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara): http://emilib.medialibrary.it e Rete Bibliotecaria della Romagna e San Marino (per le altre province romagnole e San Marino): http://bibliotecheromagna.medialibrary.it.

Per accedere a questi portali bisogna essere iscritti a una qualsiasi delle biblioteche civiche e pubbliche della regione. Se non si è già iscritti lo si può fare da casa via email scrivendo agli indirizzi indicati:

Come iscriversi a distanza al portale Emilib:
https://emilib.medialibrary.it/pagine/pagina.aspx?id=437

Come iscriversi a distanza nelle biblioteche della Romagna e San Marino:
https://bibliotecheromagna.medialibrary.it/pagine/pagina.aspx?id=573

Fase2: Cgil, Cisl e Uil ER chiedono un incontro urgente a Bonaccini

Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna ribadiscono ancora una volta che la bozza ‘Proposta al Governo per l’avvio della FASE 2’, presentata dalla Regione Emilia-Romagna lo scorso 18 aprile all’interno del Patto per il lavoro, di cui abbiamo preso atto ma che non abbiamo condiviso, rappresenta una base di discussione che dovrà essere necessariamente meglio articolata. Le proposte di modifica e d’integrazione presentate nei giorni scorsi vanno proprio in questa direzione.

In vista, quindi, dell’imminente “fase 2”, chiediamo un incontro con il presidente Bonaccini per discutere delle proposte di modifica e d’integrazione alla bozza ‘Proposta al Governo per l’avvio della FASE 2’, che come Cgil-Cisl e Uil abbiamo inviato nei giorni scorsi e su cui, finora, non abbiamo avuto alcun riscontro.

In questa fase di emergenza diventa necessaria una linea di comando chiara e semplificata  per organizzare e mettere a sistema tutti i protocolli e gli accordi siglati tra imprese e parti sociali che riguardano la sicurezza e la gestione e il contrasto alla diffusione del Covid-19.

Un incontro tra sindacati e Amministrazione regionale è diventato quanto mai urgente, visto che i protocolli nazionali vanno tradotti in un quadro territoriale. Inoltre, mancando di fatto una regìa regionale, i diversi tavoli provinciali che si stanno costituendo per la gestione della ‘fase2’ rischiano di nascere in un contesto di grande disomogeneità.

Ma non solo. Sul tavolo ci sono molte questioni aperte e quanto mai urgenti su cui occorre che la Regione Emilia Romagna dia risposte in tempi celeri. In primis, la situazione dei lavoratori in cassa integrazione che, a tutt’oggi, almeno nell’80% dei casi non hanno ancora ricevuto nessun pagamento e sui cui chiediamo che la Regione solleciti il Governo. Secondo, le infrastrutture: la fase due autorizza l’avvio dei cantieri, ma a tutt’oggi la Regione Emilia Romagna non ha fornito alcuna indicazione su tempi e modi. Infine, il turismo, voce pesante della nostra economia, che ancora non ha visto nessun protocollo o linee guida condivisi con le parti sociali.

Una forte regìa regionale è diventata, specie in questo critico momento, un elemento strategico e imprescindibile per funzione di coordinamento e per dettare linee guida omogenee per tutti i livelli territoriali, per i tavoli di confronto e per l’attribuzione di ogni singola competenza.

Diagnosi, Distanza, Digitalizzazione e Dispositivi sono i pilastri portanti del piano Florim Care

La salute e la sicurezza dei dipendenti sono al centro del progetto FLORIM CARE, il programma funzionale alla ripresa delle attività lavorative appositamente creato per la tutela di tutto il personale Florim. Un protocollo rigoroso, operativo dal 27 aprile e costruito sulla base di 4 pilastri portanti: Diagnosi, Distanza, Digitalizzazione e Dispositivi.

“Dopo la fermata produttiva – spiega il Presidente Claudio Lucchese – l’azienda sta gradualmente riprendendo le proprie attività prestando una scrupolosissima attenzione a tutte le procedure necessarie per garantire un progressivo ritorno “in sicurezza” alla normalità.”

FLORIM CARE – raggiungibile attraverso una landing page dedicata https://www.florim.com/it/florimcare/ – è accessibile a tutti i dipendenti e raccoglie l’insieme delle procedure ufficiali promosse dall’azienda e i comportamenti da seguire per evitare la diffusione del contagio.

Il protocollo individua la diagnosi come base della prevenzione. A tutela di tutti i lavoratori, in particolare quelli più fragili, si prevede la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso – per il momento su base volontaria – e si rammenta l’importanza delle misure di prevenzione e dell’auto diagnosi.

Secondo punto chiave è il rispetto della distanza. Al fine di evitare assembramenti e ridurre al minimo i contatti tra i dipendenti all’interno delle zone comuni, Florim ha organizzato orari di ingresso e uscita scaglionati e varchi di accesso diversificati. “Da sempre attenti alla ricerca e all’innovazione tecnologica – prosegue Lucchese – abbiamo individuato un dispositivo di rilevazione di prossimità dotato di led, che allerta i lavoratori in caso si trovassero a distanza ravvicinata da un collega”.

Il progetto include anche una maggiore digitalizzazione; le riunioni continueranno ad essere tenute a distanza e si continuerà ad incentivare lo smartworking.

Ultimo pilastro del piano sono i dispositivi; per coniugare tutela della sicurezza ed efficienza operativa, insieme ad una sanificazione periodica degli ambienti, Florim mette a disposizione dei dipendenti visiere, mascherine, guanti usa e getta, prodotti sanificanti per le superfici e gel igienizzanti per le mani. La squadra di primo soccorso è dotata di kit integrativo comprensivo di tute e termometro.

“Stiamo studiando altre importanti misure aggiuntive nella consapevolezza che la prevenzione sia il pilastro per la salvaguardia della salute. Vogliamo  creare, anche in queste drammatiche circostanze, un ambiente di lavoro che trasmetta serenità ai nostri dipendenti e fiducia nel loro futuro”, conclude Lucchese.

 

 

 

Imprese rosa verso il rosso

Al 31 marzo scorso le imprese attive femminili erano 83.891, pari al 21,2 per cento del totale delle imprese regionali, con una flessione rispetto alla stessa data del 2019 che va accentuandosi (-485 unità, pari a un -0,6 per cento). È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.

Ancora una volta è andata peggio per le imprese non femminili che sono diminuite di 2.965 unità (-0,9 per cento). Da tempo la demografia delle imprese mostra un andamento migliore a livello nazionale (-0,3 per cento), anche se le imprese femminili sono aumentate solo in quattro delle regioni italiane. L’incremento è stato più rapido in Trentino-Alto Adige (+2,1 per cento). Nelle regioni con le quali l’Emilia-Romagna più spesso si confronta, le imprese femminili risultano sostanzialmente invariate in Lombardia e flettono dello 0,2 per cento in Veneto, dello 0,6 per cento in Toscana e dello 0,7 per cento in Piemonte.

I settori di attività economica. La flessione della consistenza delle imprese femminili deriva dalla composizione di tendenze ampiamente divergenti. Da un alto, quella positiva dell’insieme degli altri servizi (+559 unità, +1,4 per cento) escluso il commercio e dall’altro, quella negativa derivante dalla riduzione della base imprenditoriale nel commercio (-633 unità, -2,9 per cento), determinata dal solo dettaglio (si tratta della caduta più ampia mai rilevata fino a ora), e nell’agricoltura (-309 unità, -2,6 per cento), mentre la consistenza delle imprese flette in misura minore nell’industria (-1,4 per cento). La base imprenditoriale delle costruzioni riesce a espandersi lievemente (+0,2 per cento).

La forma giuridica. La leggera flessione delle imprese femminili ha solo contenuto la crescita delle società di capitale, la cui rapida corsa prosegue nonostante un rallentamento (+418 unità, pari a un +2,8 per cento), anche per effetto dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata, che contribuisce alla sensibile riduzione delle società di persone (-368 unità, -3,0 per cento), alla quale si affianca una più lenta, ma più ampia flessione delle ditte individuali (-1,0 per cento, -536 unità). Le cooperative e i consorzi sono rimaste sostanzialmente invariate.

 

Lotta alle zanzare: torna la campagna di comunicazione della Regione con una novità, l’app “ZanzaRER”

Conosci, previeni, proteggi: con questo messaggio la Regione Emilia-Romagna invita i cittadini a difendersi dalle zanzare, che alle soglie dell’estate puntualmente si presentano e possono trasmettere malattie virali anche pericolose.

Parte infatti sabato 2 maggio la campagna di comunicazione messa a punto dal Servizio sanitario regionale “Zanzare e altri insetti, impara a difenderti”, che quest’anno si presenta con una novità: una app, “ZanzaRER”, che fornisce consigli e informazioni utili per facilitare la collaborazione dei cittadini nella lotta alle zanzare. Con la app infatti è possibile leggere le news in tempo reale e collegarsi direttamente al sito dedicato  https://zanzaratigreonline.it/ , ma soprattutto segnalare in forma anonima gli interventi con larvicidi effettuati dai cittadini per poter poi costruire una mappa dei trattamenti sul territorio.

Anche quest’anno è previsto il materiale cartaceo e multimediale: tre pieghevoli (“Proteggi”, “Previeni”, “Consigli per chi viaggia”), una locandina, un opuscolo multilingue – tradotto in inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo e cinese – e un video informativo (tutto scaricabile dal sito). Inoltre, è disponibile il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale: 800 033 033. A completare gli strumenti di comunicazione e coinvolgimento, una campagna social che viaggerà anche sulla pagina Facebook della Regione @RegioneEmiliaRomagna.

“L’attenzione e l’impegno di tutti noi possono fare la differenza- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Perché le istituzioni lavorano con interventi di disinfestazione sulle aree pubbliche, ma è fondamentale adottare anche nelle proprie case comportamenti corretti, a partire dai trattamenti larvicidi, sia per evitare il diffondersi degli insetti sia per proteggersi. Noi- aggiunge Donini-, assieme a Comuni e Aziende sanitarie, abbiamo sempre operato attraverso il Piano regionale arbovirosi, a cui da quest’anno si affianca anche un Piano nazionale, adottato con intesa Stato-Regioni. Il documento-chiude l’assessore – è completamente coerente con il modus operandi della Regione Emilia-Romagna che, peraltro, ha coordinato il gruppo di lavoro nazionale che ha redatto il Piano”.

Obiettivo della campagna regionale è proprio quello di sensibilizzare e informare i cittadini, a partire dai rischi: non solo la famigerata zanzara tigre, infatti, può trasmettere virus quali Chiukungunya, Dengue o Zika, ma anche quella comune (del genere Culex) può diffondere malattie come West Nile, mentre i pappataci sono vettori del parassita della Leishmaniosi.

Per quanto riguarda il Coronavirus, l’Istituto Superiore di Sanità ha chiarito che – come si legge sul sito – “ad oggi non c’è alcuna evidenza scientifica di una trasmissione attraverso artropodi vettori, quali zecche, zanzare o altri insetti che succhiano il sangue, che invece possono veicolare altri tipi di virus (detti arbovirus), responsabili di malattie completamente diverse dalla Covid-19, come ad esempio la dengue e la febbre gialla”.

Dati sulla circolazione dei virus in Emilia-Romagna, anno 2019

Nel 2019, in Emilia-Romagna, i casi confermati di Dengue, tutti importati, sono stati 39; i casi importati e confermati di Chikungunya sono stati 4. I casi di infezione da West Nile virus,tutti autoctoni, sono stati 4 (3 forme neuroinvasive, e 1 infezione asintomatica). Non è stato segnalato alcun caso confermato di Zika virus.

Il Piano regionale arbovirosi

In Emilia-Romagna il sistema previsto dal “Piano regionale di sorveglianza e controllo delle arbovirosi” – che è stato rinnovato lo scorso anno – coinvolge Regione, Aziende sanitarie, Istituto Zooprofilattico e Comuni: una rete consolidata, fin dall’esperienza acquisita con l’epidemia di Chikungunya, avvenuta in Romagna nel 2007. Per il 2020 sono confermate le misure adottate nel 2019, tra cui la sorveglianza entomologica anticipata a maggio, invece che a giugno.

Le ovitrappole monitorate durante la stagione estiva per la zanzara tigre sono 755, distribuite sul territorio delle 10 città capoluogo della regione; mentre le trappole per la zanzara comune sono 95, collocate in modo regolare su tutto il territorio di pianura e pedecollinare.

Inoltre, dallo scorso anno, è stato ampliato il periodo di monitoraggio dei casi sospetti di malattie trasmesse da vettore. In precedenza, il rafforzamento della sorveglianza sanitaria delle persone che potrebbero essere state vittime della trasmissione dei virus era dal 1° giugno al 31 ottobre; ora questo sistema parte il 1° maggio ed è operativo fino al 30 novembre. É stato anche rafforzato il controllo da parte dei Comuni, sia per la prevenzione che in caso di epidemia.

App e informazioni

L’app “ZanzaRER ” è disponibile nella versione Android (versione 5.1 o superiore) e iOS (versione 11 o superiore, quest’ultima dalla prossima settimana).
Per ulteriori approfondimenti, si può consultare il sito della Regione http://salute.regione.emilia-romagna.it/campagne/zanzare 

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