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sabato, 4 Aprile 2026
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Lega Sassuolo: “Pd cittadino e provinciale su un altro pianeta, si applica una loro legge”

Presa in considerazione la “modifica al regolamento di Pulizia Urbana” all’opposizione dimenticano di un particolare fondamentale alla comprensione delle loro strumentali polemiche: si applica il “Decreto Minniti”.

Le modifiche al regolamento si poggiano sull’adozione della Legge 48/2017 di conversione, con modificazione del DL 14/2017, cosiddetto “Decreto Minniti” dove sono stati forniti nuovi strumenti normativi a tutela della sicurezza urbana definita come “il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro della città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione anche urbanistica, sociale e culturale e recupero di aree o di siti più degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio, la promozione della cultura del rispetto della legalità e l’affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile […]”.

Veramente inconcepibili, le sterili polemiche protratte dall’opposizione sin da inizio legislatura: anche dimenticando, probabilmente, gli impegni presi dal Sindaco durante la campagna elettorale. Lo strumento permette di disincentivare e scoraggiare un determinato comportamento lesivo del decoro urbano, poggiando anche su una sensibilità nell’applicazione della stessa.

Le ulteriori novità riguardano: l’ampliamento e l’individuazione delle aree di particolare tutela, nell’intenzione di limitare e diminuire i fenomeni molesti nelle zone principali della città, ponendo particolare interesse alle sanzioni di chi si rivela attore dei citati fatti o reitera comportamenti lesivi del decoro e della sicurezza urbana.

(Giovanni Gasparini capogruppo e Stefano Bargi, membro del consiglio e Consigliere Regionale)

 

 

Questua, un cittadino sassolese scrive al Sindaco Menani

Un cittadino sassolese scrive una Lettera aperta al Sindaco di Sassuolo, Menani in merito alle modifiche al Regolamento di Polizia Municipale che prevedono sia vietato a chiunque di offrire denaro, generi alimentari, vestiario e che a chi venga sorpreso a fare ciò sul suolo pubblico, come anche su un sagrato, venga sanzionato con una multa di 56 euro:

***

Al Sinado di Sassuolo F. Menani

e p.c Al comandante dei VV.UU di Sassulo

 

Gent. Sig. Sindaco.

Sono un semplice cittadino di Sassuolo, che Le comunica il suo profondo e radicale dissenso, culturale e etico, con le delibera approvata su Sua proposta dal consiglio comunale  di lunedì 27 Aprile 2020.

Dissenso che mi porta ad anticiparle che io continuerò a fare la elemosina (termine offensivo), meglio dire, a dare una mano a chi mi chiede aiuto.

Vede io vengo da una famiglia, di mezzadri, che aveva il capofamiglia e la rezdora, di vera e radicata fede cristiana, e alla nostra porta poteva bussare chiunque, anche gli zingari, e un piatto di minestra o il ricovero per una notte, non veniva negato a nessuno.

Far passare per problema di ordine pubblico e di sicurezza la questua dei più deboli, perché vi forse vi è anche il rachet dietro ad alcuni, ma essi sono le vittime non i colpevoli, quindi, è culturalmente e eticamente inaccettabile, e per questo a differenza di Garibaldi le rispondo: disobbedisco e violerò la sua ordinanza.

Forse, Lei ha confuso il termine e il significato di distanza sociale, in merito alle misure di prevenzione del covid. 19, che è distanza fisica, ma non sociale. Anzi oggi più di ieri vi è bisogno di vicinanza sociale  e solidarietà.

Non so se Lei è ma i stato a Bologna, nelle vie dove da secoli vi è il mercato della verdura e lo storico mercato coperto. Bene se vi è stato avrà visto la targa che ricorda una figura storica di Bologna, Don Zannella, che per anni e anni tutti giorni, in ogni stagione, qualsiasi fosse il tempo era, lì a chiedere l’elemosina per i più poveri. Secondo la Sua delibera quante multe i vigili avrebbero dovuto comminargli!

Vede forse Lei sa che il 4 ottobre è la giornata dedicata a San Francesco d’Assisi patrono d’Italia. Bene, secondo la sua ordinanza esso sarebbe perseguibile come,  capo di una banda di accattoni, perché vivevano di elemosina e disturbavano i passanti e la quiete  dei benpensanti del tempo.

Ma provo anche pensare cosa capiterebbe a Monaci francescani dell’ordine dei mendicati se fossero presenti a Sassuolo, forse scatterebbe anche il reato di associazione a delinquere.

Come vede, forse non si è reso conto, non solo della gravità della scelta, ma anche perché no, della sua insipienza e starei per direi, anticristianità.

Ecco le ragioni del mio dissenso e della mia disobbedienza, anche se faccio parte di quella categoria, i vecchietti, che Lei dice di voler tutelare. Lasci a me la libertà, di decidere come e in quale modo manifestare le mie convinzioni e le  azioni di aiuto e solidarietà verso i più deboli e comunque gli altri. Vede, io non sono credo molto alla indicazione di amare gli altri come se stessi.

Pensi quindi gestire meglio e con maggiore attenzione i problemi veri dei cittadini di Sassuolo e qualche volta  si confronti con essi.

Un ultima cosa: io come tanti altri ho aderito al progetto sicurezza e faccio parte di un  gruppo di quartiere. Bene le comunico anche, che mai e poi mai segnalerò la presenza di un questuante, sarebbe contrario alla mia coscienza e ai miei valori.

La saluto distintamente.

D.M.(lettera firmata)

 

Appello degli albergatori modenesi ai Sindaci

Gli albergatori modenesi hanno scritto ai Sindaci per rappresentare il quadro drammatico nel quale versano gli hotel del territorio e per chiedere l’adozione di una serie di misure indispensabili a garantire la sopravvivenza di un comparto che sarà l’ultimo a ripartire.

“Oggi – chiarisce Amedeo Faenza, presidente provinciale di Federalberghi-Confcommercio – il ricettivo non è tra le attività oggetto di ordinanze restrittive, ma oltre il 90 % delle stesse è attualmente chiusa per assoluta mancanza di clientela: il turismo business ha registrato un totale azzeramento, il mercato internazionale ha cancellato la destinazione Italia per tutto il 2020, quello italiano attualmente non è accessibile”.

“Il mercato regionale – si legge nella lettera – , una volta che i provvedimenti legislativi consentiranno ai cittadini regionali di muoversi con maggiore libertà, speriamo possa generare qualche flusso turistico verso il nostro Appennino, già toccato duramente da una stagione invernale mai veramente partita e stroncata sul nascere dall’emergenza”.

“Le proiezioni – prosegue la lettera – ipotizzano fatturati sul 2020 drasticamente ridotti, e anche per il 2021 sicuramente non si potranno registrare significativi miglioramenti: la ripresa di un settore che negli ultimi anni nel nostro territorio aveva finalmente registrato un aumento costante degli arrivi e delle presenze le prospettive non potrà che essere di lungo termine”.

“Con la lettera inviata ai Comuni – precisa Faenza – abbiamo evidenziato la necessità di adottare alcuni provvedimenti che si ritengono indispensabile per la sopravvivenza delle imprese: azzeramento della TARI dal momento della chiusura delle attività fino a quello di riapertura e riduzione della TARI medesima proporzionalmente alla perdita di fatturato per le attività che sono rimaste aperte; riduzione della TARI per i mesi del 2020 in cui le nostre imprese saranno attive, in modo commisurato alla certa minore produzione di rifiuti; azzeramento della TOSAP/COSAP dal momento della chiusura delle attività fino a quello di riapertura per tutte le attività in sede fissa e su suolo pubblico; sospensione del versamento dell’acconto IMU e immediata apertura di un tavolo tecnico che per il 2020 rimoduli le aliquote sulle categorie che più di altre stanno subendo gli effetti dell’emergenza, si richiede inoltre l’azzeramento della quota di competenza comunale per il periodo dal 1 marzo 2020 sino al 31 dicembre 2020; sospensione di ogni adempimento burocratico per gli allestimenti esterni per bar, ristoranti, pub, catering ed esenzione dal pagamento della TOSAP/COSAP fino alla fine dell’anno per il suolo pubblico aggiuntivo che i pubblici esercizi chiederanno al momento della ripartenza; azzeramento di ogni aumento di addizionali e di altre imposte eventualmente approvato per il bilanci o 2020; taglio del 50% dell’ammontare che nel 2020 pagherà ogni attività per l’imposta sulla pubblicità; azzeramento della tassa di soggiorno per tutto il 2020 e 2021 per i Comuni di Modena e Maranello”.

La lettera si chiude poi con una richiesta ai Comuni perché svolgano un ruolo proattivo per il sostegno alle imprese turistiche verso: le multiutility, a partire da Hera, di cui le amministrazioni sono azionisti, per l’abbattimento dei costi delle utenze, a partire dalla eliminazione della componente fissa delle stesse; del sistema bancario che purtroppo sta rispondendo con lentezza e burocrazia alle esigenze di liquidità delle imprese; del sistema regionale e nazionale affinché per l’annunciato Bonus Vacanza sia incluso obbligatoriamente il pernottamento tra i servizi da acquisire e perché siano varati crediti d’imposta a sostegno delle proprietà immobiliari a destinazione ricettiva, vincolati dal riversamento in termini di agevolazioni sui canoni di locazione”.

La Regione chiede al Governo lo sblocco di 3,9 miliardi di euro di opere viarie. L’assessore Corsini scrive alla ministra De Micheli

Un pacchetto di una ventina di opere viarie di importanza strategica per la competitività di alcuni dei principali distretti industriali regionali di rilevanza internazionale, in grado di mobilitare investimenti pubblici per un importo complessivo di circa 3,9 miliardi di euro, dando così una spinta decisiva alla ripartenza della “locomotiva Emilia-Romagna” dopo l’uscita dalla fase critica dell’emergenza Coronavirus.

La Regione Emilia-Romagna torna a insistere sul nodo cruciale delle opere pubbliche e lo fa con una lettera che l’assessore alle Infrastrutture e trasporti, Andrea Corsini, ha indirizzato alla ministra competente, Paola De Micheli, con il pressante invito ad accelerare la ripartenza di una serie di interventi infrastrutturali – strade ed autostrade – in agenda da tempo e il cui percorso rischia di subire un ulteriore rallentamento a causa dei contraccolpi della pandemia.

Un intervento, quello di Corsini, in sintonia con la proposta avanzata dal presidente Stefano Bonaccini in sede di Conferenza Stato-Regioni per lo sblocco immediato degli investimenti pubblici già programmati da Anas e società Autostrade sul territorio dell’Emilia-Romagna e che potrebbero essere avviati in tempi rapidi, innescando così un feedback positivo dell’economia regionale.

Si tratta di infrastrutture di importanza strategica per la mobilità e l’economia dell’Emilia-Romagna come il Passante di Bologna, la bretella Campogalliano-Sassuolo e l’autostrada Cispadana, accanto ad altre opere viarie di minore impatto socio-economico ma di grande rilevanza sul piano locale come, tra le altre, la tangenziale di Mirandola o la Complanare nord tra Bologna-San Lazzaro e Ponte Rizzoli.

“Nella difficile situazione che stiamo vivendo- sottolinea Corsini- la realizzazione di alcune delle principali opere viarie programmate sul territorio regionale può rivelarsi un fattore decisivo per favorire la ripartenza dell’economia regionale e la competitività dei più importanti distretti industriali dell’Emilia-Romagna, in primis ceramiche e biomedicale. Per questo ci sentiamo in dovere di rivolgere alla ministra De Micheli un pressante invito ad accelerare il più possibile le procedure per la progettazione degli interventi, l’affidamento dei lavori e l’avvio dei cantieri. Bisogna dare una risposta positiva nei tempi più rapidi possibili alle esigenze espresse dal territorio, anche in vista della ripresa dell’apparato produttivo dopo il blocco delle attività economiche imposto dall’emergenza sanitaria”.

Tra le opere immediatamente cantierabili di competenza Anas citate nella lettera sottoscritta da Corsini figurano il Nodo stradale di Casalecchio di Reno-stralcio nord e la tangenziale di Reggio Emilia. Per entrambe si auspica un’accelerazione delle procedure di gara per l’affidamento dei lavori.

Nello specifico per la tangenziale di Reggio Emilia, un’opera da 190,8 milioni di euro, Anas ha pubblicato nel novembre 2019 il bando di gara, scaduto il 20 gennaio scorso.

Per il nodo di Casalecchio, invece, del costo di circa 155,6 milioni di euro, Anas prevede di ultimare il progetto esecutivo entro il prossimo mese di giugno e di avviare la gara entro l’estate 2020.

Fra le opere di competenza di Autostrade per l’Italia, la lettera segnala l’ampliamento alla quarta corsia dell’autostrada A14 fra Ponte Rizzoli e l’interconnessione con la A14 diramazione Ravenna. Per questo intervento è già pronto il progetto esecutivo predisposto dalla concessionaria e sono state espletate tutte le fasi procedurali e approvative. Manca solo l’approvazione finale del progetto da parte della Direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali del ministero delle Infrastrutture e il conseguente inserimento dell’opera fra gli impegni convenzionali di Autostrade. Un investimento di circa 330 milioni di euro, a cui si aggiungono 29,5 milioni di opere di adduzione a cura degli enti locali.

Tra gli impegni compresi nella concessione di Autostrade figurano alcuni altri interventi in avanzato stato procedurale. Tra questi i lavori di completamento sulla viabilità connessa all’A14 nel tratto Rimini Nord-Cattolica (circa 25 milioni di euro). Autostrade ha indetto la gara e ha già avviato l’esame delle offerte. Vi sono poi gli interventi Prevam della Variante di Valico (circa 80 milioni di euro): per alcuni la gara è in corso, per altri il progetto esecutivo è in attesa di approvazione da parte del ministero.

Per quanto riguarda, poi, la complanare sud di Modena (circa 52 milioni di euro), Autostrade sta completando la verifica del progetto esecutivo, che successivamente sarà trasmesso al ministero per l’approvazione definitiva e dell’avvio della gara.

 

C’è poi un secondo blocco di opere in corso di progettazione o in fase di approvazione per le quali viene auspicata un’accelerazione delle procedure, in vista di un rapido accantieramento dei lavori. Nel dettaglio per quanto riguarda le opere di competenza Anas, che ammontano nel loro complesso a quasi 280 milioni di euro, si fa riferimento alla SS12 tangenziale Mirandola II lotto I stralcio; SS727 bis tangenziale di Forlì III lotto; SS9 Variante di Castel Bolognese; SS3bis (E45) galleria Lago di Quarto; SS16 tangenziale di Ravenna adeguamento piattaforma e opere d’arte; interventi di razionalizzazione ed adeguamento delle intersezioni a raso lungo la SS309 “Romea” – I Stralcio dal Km. 24+300 al Km. 52+800.

Per quanto riguarda le opere di competenza di Autostrade, come noto la priorità per la Regione Emilia-Romagna è il Passante di Bologna (circa 594,75 milioni di euro). Al momento si è ancora in attesa del riavvio della Conferenza di servizi dopo il forzato stop, anche in forma telematica.

Strettamente legati alla risoluzione del nodo bolognese ci sono poi l’ampliamento della terza corsia dell’autostrada A13 (492 milioni) e la realizzazione della complanare nord fra Bologna-S. Lazzaro e Ponte Rizzoli (83 milioni). Per entrambe le opere c’è il progetto definitivo, in attesa di approvazione da parte del ministero e del successivo avvio del procedimento di localizzazione urbanistica.

Sempre in tema di concessioni autostradali, nella lettera si segnala l’estrema urgenza della soluzione del problema legato alla società Autostrada del Brennero, dalla quale discendono la realizzazione della terza corsia nel tratto compreso tra Verona Nord e l’intersezione con la A1 (350 milioni di euro). In stand by, infine, il closing finanziario della bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo, in fase di accantieramento (514 milioni di euro), e la sostenibilità del Piano economico e finanziario dell’autostrada regionale Cispadana, l’opera di maggiore rilevanza economica (circa 1.300 milioni di euro). Opere entrambe di fondamentale importanza per il sistema produttivo dell’Emilia-Romagna.

Settore benessere: per acconciatori ed estetiste dell’Emilia-Romagna pronte le linee guida sulla sicurezza di lavoratori e clienti in vista della fine del lockdown

Dalle procedure da adottare con i fornitori, alla permanenza dei clienti (con mascherina indossata come gli operatori) all’interno dei locali che dovrà essere limitata al tempo strettamente necessario all’erogazione del trattamento. E poi, nelle imprese più strutturate, orari di apertura flessibili per rendere compatibile lo svolgimento dell’attività e la turnazione dei dipendenti.

Sono solo alcune delle procedure che dovranno essere rispettate in vista della riapertura degli esercizi commerciali che fanno capo al settore benessere, acconciatura ed estetica.

L’accordo sul come ripartire è arrivato questa mattina, quando l’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, ha incontrato, in videoconferenza, i vertici regionali delle due associazioni di categoria per rispondere al grido d’allarme lanciato, negli ultimi giorni, dalle imprese di acconciatura ed estetica, preoccupate per la road map annunciata dal Governo che avrebbe fissato la loro riapertura dal prossimo 1° giugno.

Nel corso dell’incontro, si sono gettate le basi per ripartire nella piena sicurezza dei lavoratori e dei clienti. Un concreto passo avanti, è stato definito, per essere pronti -se le condizioni sanitarie delle prossime settimane lo consentiranno- di anticipare anche la fine del lockdown imposto dall’emergenza sanitaria dettata dal Covid-19. Si tratta di proposte di carattere organizzativo e igienico sanitario che vanno a definire nuove e specifiche modalità di lavoro e di rapporto con gli utenti.

In sintesi, la Regione ha condiviso le “Linee guida al protocollo sicurezza per il settore benessere”, definito da Cna, Confartigianato, Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna, elaborati dai dirigenti imprenditori. Un protocollo di sicurezza per la ripartenza, che viale Aldo Moro sottoporrà al Governo fissando così una via emiliano-romagnola anche per i settori acconciature ed estetica che stabilisce tutte le condizioni per la nuova fase, dopo i blocchi di queste settimane delle attività.

“Abbiamo condiviso- ha spiegato l’assessore Colla- il percorso e l’impianto, già vagliato e approvato dagli enti bilaterali, sulla sicurezza per parrucchieri ed estetiste, che ci sono stati proposti dai vertici regionali di Cna e Confartigianato, con i rispettivi presidenti Dario Costantini e Marco Granelli e i direttori regionali Fabio Bezzi e Amilcare Renzi. È un fatto molto importante, che rappresenta il primo passo indispensabile per rimettere in moto un settore oggi profondamente a disagio e che coinvolge in particolare donne lavoratrici. Queste imprese, che spesso rappresentano l’unica e indispensabile fonte di reddito, si occupano della cura alla persona e forniscono un servizio che riguarda il benessere e la salute dei cittadini. È un tema che tocca anche la dignità dell’individuo e per questo merita una considerazione particolarmente attenta”.

In Emilia-Romagna il comparto acconciatura ed estetica conta 12 mila imprese, di cui quasi il 90% artigiane, che occupano oltre 23 mila addetti.

Inoltre, l’assessore Colla aggiunge che: “una volta assicurate tutte le procedure indispensabili per evitare il contagio, e verificato uno stabile trend della curva epidemica a seguito delle aperture del 4 maggio, si prenderà in considerazione anche un’anticipazione della ripresa di queste attività rispetto alle date previste. Sono convinto che l’ottimo lavoro messo a punto oggi, a conferma delle capacità di concertazione di questa regione, sarà un valido contributo per l’elaborazione di un protocollo nazionale definitivo che permetterà di svolgere un proficuo dialogo con il Governo, finalizzato alla soluzione della richiesta formalizzata dalle associazioni di rappresentanza imprenditoriali”.

I contenuti delle linee guida, in sintesi

Nel documento si definiscono le procedure da adottare con i fornitori, le modalità di permanenza dei clienti all’interno dei locali (che dovrà essere limitata al tempo strettamente necessario all’erogazione del trattamento). E poi, nelle imprese più strutturate, orari di apertura flessibili per rendere compatibile lo svolgimento dell’attività e la turnazione dei dipendenti.

Dovrà essere affissa una chiara cartellonistica nella quale fornire indicazioni sia al personale che alla clientela. Sia i dipendenti che i clienti avranno poi l’obbligo di indossare la mascherina (se necessario il personale potrà indossare la mascherina Ffp 2) in ogni fase del trattamento, comprese le operazioni di cassa. Per i centri estetici sarà previsto l’utilizzo di soprascarpe monouso, di camici monouso o lavaggio giornaliero degli indumenti ad alta temperatura con prodotti igienizzanti nonché l’accurata detersione dei lettini con ipoclorito di sodio-candeggina o alcool denaturato, e arieggiamento della cabina dopo ogni trattamento.

 

Da lunedì lavori in piazza Martiri a Sassuolop

Dal 4 maggio inizieranno i lavori sulla parte sud di piazza Partigiani. Quindi, a partire da lunedì sarà chiuso al transito per due settimane, il tratto che da piazza Martiri porta a piazzale Roverella, mantenendo comunque attivo il passaggio pedonale ed offrendo la possibilità di ingresso ed uscita ai residenti attraverso via Parco e vicolo Mole.

Da lunedì 4 maggio, Heratech Srl interverrà con due squadre per eseguire i lavori:

  • la prima squadra sostituirà la rete gas, gli allacciamenti di utenza di acquedotto e gas lato chiesa, partendo dall’incrocio con la via Cesare Battisti fino all’incrocio con la via Clelia, poi sul lato corto della piazza fino all’incrocio con la via Cavallotti.
  • la seconda squadra sostituirà la rete di fognatura, le reti acquedotto e gas con i relativi allacciamenti di utenza sul lato opposto della chiesa, partendo dall’incrocio con Piazzale Roverella/via Cavallotti fino all’incrocio con la via Rocca.

Ultimati i lavori sulla parte sud della piazza verranno eseguiti quelli previsti sulla parte nord.  Si partirà con la sostituzione delle reti acquedotto e gas con i relativi allacciamenti di utenza, nel tratto compreso tra gli incroci con la via Rocca e con la via Pia.

Nell’ultima fase verrà sostituita la rete gas con gli allacciamenti di utenza acquedotto e gas sul lato corto della piazza e nel tratto compreso tra gli incroci con via Cavedoni e con la via Cesare Battisti.

“Dopo lo stop imposto per ovvi motivi dall’emergenza legata a Covid 19 – commenta l’Assessore al Commercio e Centro Storico del Comune di Sassuolo Massimo Malagoli – i lavori sono ripartiti qualche giorno fa con i sondaggi e, finalmente, siamo pronti ad istallare i nuovi sottoservizi propedeutici alla pavimentazione vera e propria della piazza. Abbiamo chiesto ed ottenuto che fossero due le squadre al lavoro, proprio per velocizzare il più possibile l’intervento. Ci rendiamo conto che i lavori causeranno diversi disagi nei prossimi mesi, ma crediamo che si tratti di un problema momentaneo purtroppo necessario per poter avere, al termine, finalmente una bella piazza martiri nel cuore della nostra città”.

 

Ripresa delle attività sanitarie, aziende modenesi al lavoro sul piano: gradualità e sicurezza al primo posto

Nella giornata del 27 aprile la Giunta della Regione Emilia-Romagna ha stabilito le linee guida di riferimento per la riprogrammazione graduale delle prestazioni programmabili e non urgenti sospese a causa dell’epidemia. Le Aziende sanitarie modenesi (Azienda USL, Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e Ospedale di Sassuolo Spa) stanno lavorando congiuntamente a un piano complessivo di riavvio delle attività, che sarà graduale e avrà tra i suoi obiettivi primari quello di garantire la sicurezza di cittadini e operatori.

Il piano interesserà, come previsto dalla Delibera della giunta regionale (DGR 444/2020), sia l’attività di specialistica ambulatoriale sia l’attività chirurgica; saranno indicate le misure di prevenzione del contagio che saranno da applicare su tutte le strutture che erogano prestazioni sanitarie, siano esse pubbliche, in regime istituzionale e libero professionale intramoenia, private accreditate, private non accreditate, studi medici e studi professionali.

I cittadini che avevano prestazioni o interventi programmati al momento non dovranno fare nulla, in quanto ogni ulteriore cambiamento sarà comunicato dalle Aziende Sanitarie attraverso i propri canali informativi.

Fra le varie misure che saranno adottate, in relazione all’incertezza rispetto agli sviluppi della fase due e dell’epidemia, sarà previsto il mantenimento di almeno il 30% dei letti che sono stati aggiunti nei reparti di Terapia intensiva da inizio emergenza, che dovranno essere liberi e disponibili.

 

Chirurgia

L’emergenza covid-19 ha richiesto la rivalutazione di tutta la pianificazione dell’attività chirurgica, a fronte delle necessità di liberare risorse da dedicare alla gestione della pandemia. Il contesto ospedaliero è tuttora molto impegnato in questo orizzonte, ma rispetto alla chirurgia, che non si è mai del tutto interrotta, si è lavorato molto e si continuerà a lavorare sulla collaborazione pubblico-privato, ricordando che si è continuato a operare, in particolare sull’Oncologia che ha proseguito gli interventi.

Nel piano complessivo sarà previsto il riavvio delle attività chirurgica generale e specialistica programmata erogata negli stabilimenti delle 3 aziende sanitarie provinciali – partendo da quelle in priorità A e B, vale a dire a trenta e sessanta giorni. Ripartiranno anche gli interventi di cataratta, al fine di curare il grave disagio che tale patologia arreca, con impossibilità a svolgere le normali attività quotidiane per l’autonomia personale. Già oggi stanno effettuando inoltre già alcuni interventi in diagnostica radiologica sui quali è possibile assicurare il necessario livello di sicurezza.

Il tutto nel rispetto dei principi di programmazione dell’attività chirurgica previsti in questa fase dell’epidemia e delle indicazioni volte a ridurre i rischi legati all’infezione da SARS-COV-2 nel percorso dei pazienti sottoposti ad interventi chirurgici. Per quanto riguarda i ricoveri programmati, nell’ambito delle liste di attesa, nel piano verrà data applicazione alle Linee guida regionali che prevedono che per ogni singola disciplina siano identificati gli interventi “non procrastinabili” in relazione a: classe di priorità, patologia, condizione clinica. Anche le attività libero professionali intramoenia potranno poi riprendere avendo cura che esse si rivolgano alle stesse tipologie di pazienti così individuate.

 

Specialistica ambulatoriale

La prima fase di riavvio delle attività prevede che siano richiamate le persone che avevano prestazioni prenotate e poi sospese a causa dell’emergenza, con l’obiettivo di verificare e confermare la necessità della prestazione.

L’offerta sarà inizialmente limitata e caratterizzata dal rispetto dei criteri di sicurezza, a partire dal distanziamento sociale. Anche alla luce di ciò, si punta a mantenere e sviluppare le numerose e positive esperienze di telemedicina e teleconsulto che si sono sviluppate su tutto il territorio regionale.

Le prestazioni ambulatoriali saranno rivolte ai soli cittadini emiliano-romagnoli fino a quando, a livello nazionale, non saranno rimosse le limitazioni alla circolazione.

 

Centri prelievo

È in corso di revisione l’intera organizzazione dei centri prelievo – molti dei quali in precedenza garantivano l’accesso diretto, che al momento non è possibile ripristinare – al fine di consentire la graduale ripresa di attività anche non urgenti, dunque delle prenotazioni, in modo tale da poter sempre assicurare il rispetto del distanziamento.

 

Vaccinazioni per bambini e adulti

Per quanto riguarda le vaccinazioni per l’infanzia, dopo l’iniziale fase di limitazione delle vaccinazioni alle prime due dosi di esavalente (difterite, tetano, pertosse, polio, epatite B, emofilo a tre e cinque mesi) pneumococco, menigococco B, rotavirus e alla prima dose di MPRV a 15 mesi, la ripresa procederà secondo il calendario vaccinale regionale, in maniera graduale al fine di mantenere il distanziamento nelle sale d’attesa.

Rispetto agli adulti, l’offerta vaccinale alle donne in gravidanza è stata garantita anche nella prima fase emergenziale insieme ad altre vaccinazioni indifferibili; ora si stabilisce la graduale ripresa dell’attività vaccinale per i portatori di malattie croniche e altre vaccinazioni indifferibili.  È stato predisposto un protocollo interno riguardante le misure di distanziamento nelle sale d’attesa e stringenti requisiti di accesso.

 

Per il momento restano infine sospese le visite di medicina dello sport per l’idoneità sportiva agonistica, di cui si valuterà la ripresa sulla base delle future disposizioni nazionali riguardanti le attività sportive. Il documento fornito alle Aziende riporta dettagliatamente anche le modalità per la ripresa dei servizi dei Consultori – il percorso nascita è sempre stato attivo – e dei Dipartimenti di salute mentale e dipendenze patologiche, che comunque hanno continuato a garantire il contatto con i pazienti in carico attraverso telefonate e videochiamate e la gestione delle urgenze.

Tutte le urgenze, infatti, sia a livello di prestazioni ambulatoriali che chirurgiche sono sempre state garantite durante il periodo di emergenza.

Le Aziende comunicheranno ai cittadini, tramite diversi canali informativi, ogni nuova attivazione e le iniziative di riprogrammazione dei servizi.

 

Nidi e servizi per l’infanzia, a Maranello iscrizioni aperte dal 7 al 22 maggio

Al via le iscrizioni ai nidi d’infanzia e agli altri servizi educativi del Comune di Maranello (Cestino dei tesori, Spazio bambini, Centro per bambini e famiglie, Servizio primi passi) per il 2020-2021. Le domande si raccolgono dal 7 al 22 maggio. Il nido d’infanzia è un servizio educativo aperto ai bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni (nati nel 2018, 2019 ed entro il 30 giugno 2020). Le modalità di frequenza sono tempo pieno e part time con possibilità di prolungamento orario.

I nidi a Maranello sono l’Aquilone, Le Coccinelle e il Virgilia. Il costo del nido è direttamente proporzionale alla situazione economica del nucleo familiare, la tariffa del prolungamento orario è fissa. Il Cestino dei Tesori è un servizio educativo con affido che ha l’intento di far vivere ai bambini, da 1 a 3 anni, un’esperienza di socializzazione all’interno di un contesto di gruppo; è attivo presso uno o più nidi d’infanzia, con frequenze differenziate e pacchetti di ingressi. Lo Spazio Bambini è un servizio educativo integrativo rivolto a bambini dai 18 ai 36 mesi che non frequentano il nido d’infanzia (potrà essere esteso anche ai bambini a partire dai 12 mesi di età attivo presso il Nido Aquilone. Il Centro per Bambini e Famiglie “Biribicchio” accoglie bambini da 1 a 6 anni, accompagnati da adulti, presso il Centro per le Famiglie di Via Magellano. Il servizio Primi Passi è gratuito ed è un luogo di sostegno alla genitorialità rivolto ai bambini 0/12 mesi accompagnati dalla madre, arrivati sempre presso il Centro Famiglie. Iscrizioni online sul sito del Comune e tramite posta elettronica, con servizio di assistenza alla compilazione delle istanze tramite numero dedicato (0536 240012 o 0536 240015).

In A14 interventi di manutenzione del piano viabile nel tratto compreso tra Bologna Borgo Panigale e Bologna Fiera

A partire da sabato 2 e fino a giovedì 14 maggio, sono stati pianificati interventi di manutenzione del piano viabile sul viadotto del fiume Reno, in entrambe le carreggiate, dal km 9+800 al km 10+200 della A14 Bologna-Taranto, nel tratto compreso tra Bologna Borgo Panigale e Bologna Fiera.

L’intervento si articolerà in due fasi consecutive:

  • La prima fase si svolgerà dal 2 al 7 maggio e riguarderà la carreggiata in direzione Ancona.
    In tale periodo il traffico diretto verso San Lazzaro/Ancona transiterà su due corsie, di cui una in deviazione sulla carreggiata opposta.
    Il traffico diretto verso la A1 transiterà su due corsie.
  • La seconda fase si svolgerà tra l’8 e il 14 maggio sulla carreggiata che da San Lazzaro conduce verso la A1 Milano-Napoli, su cui il traffico transiterà su due corsie, di cui una in deviazione sulla carreggiata opposta.
    In direzione di San Lazzaro/Ancona saranno due le corsie disponibili al traffico.

Le lavorazioni sono state programmate in questo particolare periodo in cui, per effetto delle limitazioni in atto a causa dell’emergenza “Covid”, i volumi di traffico risultano contenuti, mantenendo comunque due corsie disponibili per ciascun senso di marcia, per tutta la durata dell’intervento.

Al fine di ridurre al minimo il periodo di interferenza è stato previsto l’impiego di più squadre a lavoro.
Il servizio di viabilità verrà potenziato con presidi integrativi lungo la tratta oggetto di lavori.

Maggio mariano in epoca di Coronavirus

La comunità cattolica fioranese e quella diocesana modenese nel mese di Maggio volgono uno sguardo speciale alla basilica della Beata Vergine del Castello, santuario diocesano, ma per la prima volta senza pellegrinaggi, processioni e cerimonie pubbliche.

Ogni giorno verrà recitato il Rosario alle ore 20 e alle ore 20.30 sarà celebrata la Messa (senza popolo), in diretta sulla pagina Facebook della Parrocchia di Fiorano. Nei giorni festivi la Messa in diretta sarà alle ore 11.

Contemporaneamente, ogni sera in una strada diversa, il parroco Don Antonio Lumare reciterà da solo il Rosario, amplificato con le trombe processionali. Chi lo desidera può pregare restando in casa, affacciandosi alla finestra o al balcone, magari mettendo un segno: un lenzuolo bianco o un drappo o una candela. Don Antonio si raccomanda: “È importante che nessuno scenda per recitare il rosario, ma che stiate in casa. Alla fine ci saluteremo a distanza”.

Il 2 maggio l’appuntamento è in Via Grazia Deledda, il 3 nel parcheggio dei Parioli, dove c’è la Farmacia Bavutti, il 4 in Via Bucciardi, il 5 in Via Manzoni incrocio con Via Leopardi, il 6 nell’incrocio di Via Malmusi con Via Magellano, il 7 in Piazza Cappelli, l’8 all’incrocio di Via Parini con Via Boccaccio, il 9 alla Maestà di Via Poliziano, il 10 in Via Statale Est presso il civico n. 46.

 

Coronavirus: da Fratelli d’Italia la richiesta di riaprire i cimiteri

“Tra i provvedimenti di “riapertura” preannunciati ieri sera dal Presidente del Consiglio nel corso della presentazione della cosiddetta Fase 2 dell’emergenza Covid-19, vi è anche la riapertura dal 4 maggio p.v. dei parchi e dei giardini pubblici, nonché delle chiese e dei luoghi di culto, per permettere anche la celebrazione dei funerali, il tutto nel rispetto delle indicate misure di sicurezza e di distanziamento sociale. In tal senso chiediamo di riaprire il prima possibile anche i cimiteri cittadini, ovviamente nel rispetto della normativa di igiene, sicurezza e distanziamento sociale, disponendo se ritenuto anche misure di contingentamento volte ad evitare assembramenti di persone” – commentano il consigliere regionale Michele Barcaiuolo e il consigliere comunale Messori Marina.

“Ricevo numerose richieste da parte di famiglie e conoscenti straziate dal dolore di non poter far visita ai propri cari. Personalmente ritengo che la riapertura di questi luoghi sia doverosa nei confronti di quei genitori che hanno perso la loro unica ragione di vita vedendosi strappare un figlio troppo giovane e che sia l’unica fonte di sollievo dalle “costrizioni” odierne per le persone sole, abituate ad andare a “dialogare” davanti alla lapide del proprio coniuge (o affetto)” – incalza Messori.

“Ora serve che i cimiteri siano resi il prima possibile fruibili ai parenti dei defunti, non potendo dimenticare anche chi ha di recente perso i propri cari e che, per le prescrizioni dell’attuale stato emergenziale, non hanno potuto neanche dare loro l’ultimo saluto durante il funerale” – chiosa Barcaiuolo.

Sassuolo, Fava (PD): “Grave multare chi aiuta in momenti così difficili”

Il segretario provinciale del Pd Davide Fava esprime sconcerto e preoccupazione per la decisione del sindaco leghista di Sassuolo Menani di multare chi fa la carità a un questuante in un momento di grave crisi economica come quello attuale:

“Il sindaco Menani non è nuovo a proporre soluzioni che aggravano, al posto di tentare di alleviare, il peso dei problemi dei suoi concittadini: si pensi solo all’idea di far trasmigrare in Russia gli operai in cassa integrazione di un’azienda sassolese in difficoltà. Che in un momento di crisi sanitaria ed economica come l’attuale il sindaco, nel più puro spirito leghista, potesse pensare di multare chi, mosso da pietas umana, passa un obolo o un vestito usato a un questuante dimostra come Menani sia in grado di superare perfino se stesso. Non certo la migliore delle presentazioni per il primo cittadino di una città importante che, come tutti i sindaci d’Italia, si troverà a dover gestire, nei prossimi mesi, gravi difficoltà della propria comunità così come non se ne vedevano dalla fine della Seconda guerra mondiale. Gestione che richiederà lungimiranza e risorse, ma anche capacità di intercettare i bisogni dei propri concittadini. Diciamo che la misura adottata ci fa perlomeno dubitare delle doti empatiche del sindaco!”.

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 1 maggio

Cielo inizialmente sereno o poco nuvoloso ma con transito di nubi medio-alte nel corso della giornata; nuvoloso o molto nuvoloso lungo il crinale appenninico, specie centro-occidentale, con possibili precipitazioni, localmente a carattere di rovescio, più probabili nel pomeriggio. Temperature: stazionarie o in lieve aumento. Minime comprese tra 11°C e 14°C, di qualche grado inferiori nelle aree di aperta campagna; massime intorno a 24/25°C sull’Emilia, attorno 22/23°C su costa e Romagna. Venti: in prevalenza sudoccidentali: moderati-forti sui rilievi e a tratti anche sulla pianura romagnola nella seconda parte della giornata con raffiche di forte intensità; da deboli a moderati altrove. Mare: poco mosso sotto costa; mosso, in serata anche molto mosso, al largo.

(Arpae)

PD Sassuolo: “Assurda e disumana la multa a chi fa l’elemosina”

 Siamo ad esprimere nuovamente e pubblicamente la nostra contrarietà ad una misura assurda che disprezza i valori di solidarietà e della carità. La modifica dell’articolo 61 del Regolamento di Polizia Municipale del Comune di Sassuolo prevede che sia vietato ” a chiunque di offrire denaro, generi alimentari, vestiario”, e chi viene sorpreso a fare ciò  sul suolo pubblico, come anche su un sagrato,  verrà  sanzionato con una multa di 56 euro. La cosa grave é  che con questa decisione non si combatte l’accattonaggio molesto, per il quale erano già  previste azioni; ma si vuole colpire la mentalità  e la cultura della solidarietà , che viene indicata come colpevole.

L’ amministrazione sembra avere perso il senso della realtà, sia per la totale mancanza di buon senso e dei valori della solidarietà, sia per il contesto storico in cui viene presa questa assurda misura.

Siamo da mesi in lotta contro un’emergenza sanitaria dove lo spirito di comunità e solidarietà ha mostrato la faccia migliore del nostro paese, ma il Sindaco e la Lega decidono invece di andare in senso opposto. Così per l’ennesima volta ci troviamo sulle cronache nazionale e ancora una volta viene infangata l’immagine di una città che merita sicuramente di meglio.

Gruppo consiliare Partito Democratico Sassuolo

Emergenza Covid-19, l’Ospedale ringrazia tutte le associazioni che hanno offerto il loro contributo

ospedale sassuoloL’Ospedale di Sassuolo, a nome dei suoi professionisti, della Direzione e del Consiglio di Amministrazione, desidera ringraziare tutte le associazioni locali e nazionali per l’impegno che hanno affrontato, attraverso le donazioni, offrendo il loro concreto supporto in questa fase di emergenza.

Il nostro ospedale è stato individuato, dalla Regione, come una delle strutture sanitarie a livello provinciale capace di assistere e curare chi si ammala di Covid-19, la nuova patologia che sta colpendo il mondo intero. In questo contesto di veloci cambiamenti, anche organizzativi, sentire la vicinanza del tessuto imprenditoriale, dei cittadini e del mondo associativo, che si stanno prodigando per dare il loro prezioso contributo, è davvero importante.

In un’ottica di massima trasparenza, e per riuscire a ringraziare tutti i soggetti che donano un contributo volontario per il sostegno dell’ospedale, pubblichiamo l’elenco completo delle associazioni dalle quali è pervenuta una donazione.

La risposta generosa e solidale che il mondo associativo sta dispiegando per sostenere il Servizio Sanitario, mette in luce – ancora una volta – il valore del suo operato all’interno della società. A tutti i volontari, e a chi si impegna nelle diverse realtà associative, l’ospedale manda il più sentito e caloroso ringraziamento.

FI Sassuolo: “La maggioranza lavora, l’opposizione sbeffeggia”

“La crisi del coronavirus ha spazzato via molti aspetti della nostra quotidianità; quest’esperienza lascerà un segno indelebile sicuramente in tutti noi. La gestione dell’emergenza COVID -19 a Sassuolo è stata affrontata con attenzione ed impegno, fino a questo momento.

Si è cercato, fin fa subito, di seguire fedelmente le direttive arrivate dalla regione e dal governo, adattando le misure prese al contesto Sassolese.

Ricordiamoci che le scelte prese dallo Stato, ricadono sempre sulle amministrazioni comunali, le quali si devono confrontare, a volte sentendosi impotenti, direttamente e quotidianamente con le esigenze e le richieste dei cittadini, ma allo stesso tempo hanno un margine di operatività limitato.

Come è emerso da un indagine fatta dall’Istituto Superiore di Santità il 20 % dei contagi avviene in ambito familiare; Forza Italia, fa e ha fatto in consiglio comunale un invito al sindaco, quale garante della sanità cittadina, affinché solleciti nell’ambito delle sue competenze le autorità sanitarie locali e la regione ad iniziare una campagna di test sierologici anche sui familiari di pazienti COVID che sono stati messi in isolamento domiciliare nella stessa abitazione; avvicinandoci alla riaperture delle attività produttive del 4 maggio il rischio di una ripresa della curva dei contagi è reale e, sottolineiamo; che la prevenzione deve essere alta.

Dal punto di vista economico la Giunta ha adottato misure di differimento del carico fiscale, come lo spostamento dei tributi (ES. Tari), e ha previsto la cancellazione delle rate delle rette per gli asili nido per questi mesi di inattività; inoltre sta studiando, anche col nostro contributo, ulteriori misure per far si che sia le tasche dei cittadini, ma anche le casse comunali non risentano troppo dei danni causati dalla pandemia; resta però ferma l’intenzione di non aumentare le aliquote comunali, come fatto dall’ultima amministrazione.

Forza Italia sollecita ed invita l’amministrazione a studiare ulteriori forme di sostegno, da aggiungersi a quelle del governo, dirette a contribuire al sostegno delle attività produttive, del commercio e della ristorazione, una per tutte consentire maggior uso di suolo pubblico a titolo gratuito nonché andare incontro a tutti i cittadini attraverso la mitigazione delle imposte locali (es. l’imu).

Sappiamo bene che il settore dei servizi sociali sarà quello più interessato nei prossimi mesi, lo abbiamo visto con le forti richieste di buoni spesa che sono pervenute, molte famiglie per la prima volta si trovano in uno stato di indigenza è noi abbiamo il dovere di alleviare il più possibile queste sofferenze.

Di fronte a questa situazione l’opposizione , invece di incentivare uno spirito collaborativo, ci attacca sbeffeggiando il lavoro che si sta portando avanti e rendendo ostile il clima all’interno del consiglio comunale.

La macchina amministrativa, nonostante l’emergenza  Coronavirus deve andare avanti su tutti i settori, ma  leggere articoli dove si scrivere, testualmente, che :“La priorità della giunta non è l’emergenza sanitaria” è una falsa rappresentazione della realtà indirizzata a dare un’ immagine distorta ed infima di ciò che si sta attuando; è facile essere in minoranza ed attaccare, più difficile e governare, il gruppo PD come abbiamo visto sa fare solo la prima.

Nonostante questo l’invito alla collaborazione è e sarà valido, a patto che la minoranza non faccia becere strumentalizzazioni”.

(Davide Capezzera, Capogruppo Forza Italia – Claudia Severi, Consigliere Forza Italia, già assessore all’urbanisitica)

Smart Working, l’Unione Distretto Ceramico al primo posto in Regione: finanziamento di 105.000 euro

Potenziamento di virtualizzazione e sistemi Cloud, aumento delle competenze digitali dei dipendenti, acquisto di licenze e attrezzature per permettere il telelavoro, implementare le piattaforme di condivisione di informazione e gestione progetti per migliorare l’efficienza amministrativa. Tutto questo con lo scopo di dare servizi sempre migliori ai cittadini anche nella fase post emergenza.

Sono questi gli obiettivi principali del progetto “Smart Working per aumentare la conoscenza e la condivisione” presentato dall’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico che si è classificato in prima posizione nella graduatoria stilata dalla Regione Emilia-Romagna a seguito di un bando dedicato. Il bando della regione era indirizzato a supportare gli enti locali nell’adozione dello smart working durante l’emergenza COVID-19, accelerando il cambiamento verso una modalità di lavoro agile.

“Malgrado l’emergenza COVID-19 – afferma Luigi Zironi, sindaco di Maranello e assessore dell’Unione con delega ai sistemi informativi – nei nostri comuni c’è stata da subito una forte mobilitazione per mantenere alti gli standard di servizio alla cittadinanza con tutti i mezzi consentiti, a partire dal digitale. Dopo i forti investimenti degli scorsi anni sulle reti in fibra, dopo la realizzazione dei nuovi siti web mobile friendly, dopo la messa a disposizione dei cittadini di certificati anagrafici, di pagamenti online, di iscrizione ai servizi, di profili e pagine social sempre aggiornate e in contatto quotidiano con l’utenza, grazie a questo contributo regionale possiamo spingere ancora di più sull’acceleratore dell’innovazione tecnologica nei nostri territori. E i risultati di questi investimenti resteranno a disposizione di tutti anche esaurita la fase dell’emergenza”.

Nello specifico, il bando intendeva sostenere l’adozione di piani di avvio e consolidamento dello Smart Working, azioni formative per dipendenti e dirigenti, adozione di tecnologie in grado di supportare questo processo di trasformazione digitale e organizzativa. All’Unione è quindi stato riconosciuto un contributo di 105mila euro per realizzare le azioni proposte, corrispondente al 70% del costo complessivo del progetto, pari a 150mila euro. Lo smart working – già messo in pratica dai comuni dell’Unione fin dai primi giorni dell’emergenza COVID-19 – ha permesso di non interrompere l’operatività degli uffici pubblici e assicurare l’erogazione di tanti servizi comunali, e con questo progetto potrà essere incrementato e migliorato. Ci si attende infatti un incremento generale della produttività dei dipendenti e una  migliore gestione degli orari di lavoro nel senso di una ricalibratura e maggiore flessibilità, utile anche a ottimizzare il ricorso ad istituti come la Legge 104 per l’assistenza familiare. Fra le azioni concrete previste la definizione di un piano di Change Management, la selezione di partner e fornitori professionali dal mercato, la formazione di almeno 700 utenti. In tema di adeguamento tecnologico si lavorerà al potenziamento dei servizi Data Center (Lepida), a virtualizzazione dei desktop e suite di lavoro, con aumento dell’uso di archiviazione sul cloud dei documenti e applicazioni.

 

 

Consiglio Comunale: il Sindaco risponde al PD

“A quanto mi risulta, nel corso della commissione capigruppo, – commissione che, ricordo per i non addetti ai lavori approva gli argomenti da trattare in Consiglio Comunale, –  il problema dei due punti all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, e precisamente il regolamento per la tutela degli animali ed i regolamento di polizia municipale, non è mai stato sollevato dal Capogruppo del Partito Democratico Maria Savigni”. In questo modo il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani risponde al Gruppo Consigliare Pd in merito all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di lunedì 27 aprile.

 

“In merito all’informativa che ho dato in Consiglio sull’argomento Covid91, il Pd lamenta il fatto di aver avuto solamente dieci minuti di tempo a gruppo per parlare dell’emergenza – prosegue il Sindaco – ed allora è bene fare un po’ di chiarezza.

La capogruppo Savigni ha protocollato in un primo tempo, la richiesta di convocazione congiunta delle commissioni 1 e 3, senza però specificare quale fosse l’ordine del giorno. Solamente in un secondo momento l’ordine del giorno è stato presentato e, nel frattempo, è stata convocata la Commissione Capigruppo per confermare la data del Consiglio peraltro già calendarizzata ad inizio anno.

Le commissioni si sono svolte e solamente a seguito di mia esplicita richiesta è stata inserita la comunicazione riguardo all’emergenza anche nell’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale; per il Pd sarebbe stato sufficiente discuterne in commissione. Avrebbero potuto chiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario monotematico, e noi a differenza di quanto fece la Presidente Lenzotti sul Carani, lo avremmo concesso; non lo hanno fatto e solamente perché io, in qualità di Sindaco ho deciso di inserire l’informativa a tutto il Consiglio nell’Odg, si è potuto parlare di Covid-19. Ho sempre aggiornato la città, sia attraverso la stampa che attraverso video registrati o telefonate sfruttando lo strumento dell’Alert System, ma ritenevo necessario dare una comunicazione su quanto fatto anche nel corso del consiglio comunale in quanto organo istituzionale per eccellenza.

Ricordo ai consiglieri del Pd, alcuni dei quali anche hanno amministrato nel recente passato e dovrebbero saperlo, che da regolamento, è previsto un intervento di 5 minuti per gruppo ad una comunicazione del Sindaco e ricordo inoltre che quando Presidente era Serena Lenzotti ha sempre interpretato restrittivamente il regolamento negando, ad esempio, il dibattito sul tema Carani e su altre comunicazioni del Sindaco); ma vista l’eccezionalità dell’argomento abbiamo condiviso l’opportunità di dare  non 5 ma 10 minuti di tempo ad ogni gruppo per replicare e proporre idee e possibili nuove iniziative da portare avanti in maniera condivisa. Questo non è avvenuto – commenta il Sindaco – perché le repliche sono state semplici critiche ad un operato che credo di aver portato avanti con diligenza tenendo conto della pericolosità, dell’eccezionalità e dell’assoluta novità dell’emergenza Covid-19”.

Il Sindaco poi chiarisce l’argomento dei due punti del consiglio comunale criticati dal Partito Democratico: il “Regolamento comunale per il benessere e la tutela degli animali e per una migliore convivenza con le persone” ed il “Regolamento comunale di polizia urbana”.

“Si tratta di argomenti che la Giunta voleva portare avanti: è stato deciso di lasciarli all’ordine del giorno non solo per non rischiare di sovraccaricare i prossimi consigli comunali già calendarizzati fino alla fine di luglio, ma soprattutto perché “la macchina comunale” e l’amministrazione devono andare avanti nonostante il Covid19. Ricordo infatti al pd che gli argomenti all’ordine del giorno del consiglio erano 8 in totale, a testimonianza proprio del fatto che il nostro dovere è anche quello di dare seguito ad azioni ed atti che diano continuità all’attività amministrativa, nonostante il covid19.

Quando si prendono decisioni in merito a regolamentazioni che vanno ad incidere sulla quotidianità dei cittadini si può non essere d’accordo e il consiglio comunale è il luogo del dibattito; trasformare il civico consesso in bagarre, però, non rientra affatto tra i principi alla base della discussione democratica. Sono state dette tante cose, anche piuttosto gravi, che vogliamo giustificare, per ora, con il difficile momento che ognuno di noi sta attraversando. Ricordo, però, ai politici – conclude il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – che perdere la testa è controproducente e che da tutti noi ci si aspetta una collaborazione serena per trovare soluzioni utili e condivise per il bene della nostra città”.

 

La Regione Emilia-Romagna chiede al Governo una moratoria Plastic e Sugar tax

Una moratoria per Plastic tax e Sugar tax fino alla fine del 2020, da inserire nel prossimo decreto di aprile. È quanto chiede la Regione l’Emilia-Romagna al Governo, per non gravare ulteriormente sull’economia regionale già fortemente provata dall’emergenza coronavirus. La richiesta è stata inviata dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e Green economy, Vincenzo Colla al ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri.

“Visto il difficile momento causato dall’emergenza legata alla diffusione del Covid-19- afferma Colla- ora è sicuramente necessario pensare ad uno slittamento al 2021 della misura contenuta nella legge di Bilancio 2020. La crisi che stiamo vivendo richiede un intervento del Governo per alleggerire la pressione fiscale sulle imprese, già in forte difficoltà. La moratoria naturalmente non arresterà la ricerca verso soluzioni innovative e la progettazione per la riconversione della produzione già avviate. È stato anche chiesto in merito di destinare una parte delle entrate alla riconversione delle produzioni”.

Già dalla fine dello scorso anno la Regione si era impegnata affinché il Governo avviasse un confronto con l’industria delle materie plastiche e del packaging, particolarmente importante per l’Emilia-Romagna, nonché con i settori che maggiormente utilizzano materie plastiche, per approfondire una strategia nazionale orientata sia alla ricerca e sviluppo di nuovi materiali e prodotti eco-compatibili, sia all’approntamento di soluzioni in grado di applicare i principi dell’economia circolare, riducendo per quanto possibile l’impatto economico del provvedimento previsto dal Governo.

“Per l’Emilia-Romagna- conclude l’assessore- la piena sostenibilità sociale e ambientale resta l’obiettivo primario del nuovo Patto per il Lavoro”.

Le Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia chiedono al Governo l’istituzione di un fondo di 800 milioni di euro per il sostegno al sistema fieristico

Serve istituire, presso il ministero dello Sviluppo economico, un fondo nazionale per sostenere il sistema fieristico quale piattaforma di internazionalizzazione del sistema produttivo italiano.

È questa la richiesta inviata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dai colleghi presidenti della Lombardia, Attilio Fontana, e del Veneto Luca Zaia. Missiva che l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, ha inviato anche ai sindaci di Bologna, Parma, Ferrara, Modena, Piacenza, Forlì, e Rimini tutte città dove hanno sede gli expo emiliano romagnoli, oltre che ai presidenti delle stesse Fiere.

La richiesta al Governo prende le mosse dal perdurare della crisi sanitaria determinato dal Covid-19, che ha colpito soprattutto le tre regioni italiane leader nel settore fieristico. Realtà queste che rappresentano da sole il 65% dell’attività fieristica in Italia e oltre il 75% delle manifestazioni internazionali e che a partire dal febbraio scorso hanno visto la totale cancellazione degli eventi programmati nel 2020, con un danno stimato per le solo tre realtà regionali di oltre 700 milioni di euro e di oltre un miliardo sesi considera anche l’indotto.

“Il fondo, che per stendere la sua efficacia dovrebbe avere almeno una dotazione di 800 milioni di euro– spiega il presidente Bonaccini-, punta al salvataggio dell’intera filiera fieristica-congressuale nazionale che ha fortissime implicazioni di immagine e di leadership internazionale delle nostre realtà produttive sui mercati mondiali. Le fiere, comparti con il più alto moltiplicatore d’indotto diretto e indiretto nell’economia, sono una vera e propria piattaforma di internazionalizzazione del nostro sistema produttivo e giocano un ruolo non sostituibile dalle tecnologie digitali. Inoltre, in termini di fattibilità, occorre ricordare che interventi analoghi a quelli da noi avanzato al Governo sono già stati assunti fin dalle prime fasi della crisi sanitaria in Danimarca Francia e Germania”.

Nel mercato fieristico italiano l’Emilia-Romagna si posiziona al secondo posto, preceduta dalla Lombardia, due regioni ove si concentra il 60% delle manifestazioni internazionali (in Lombardia 35% e 25% in Emilia-Romagna). Nel corso del 2018 l’attività fieristica in Emilia-Romagna ha raggiunto 1.222.630 mq di superficie espositiva affittata, distribuiti su 89 manifestazioni che hanno raccolto oltre 35 mila espositori diretti e quasi 2,6 milioni di visitatori.

“Le fiere- spiega l’assessore Colla- sono un elemento cardine della filiera economica internazionale per lo sviluppo del sistema-impresa dell’Emilia-Romagna e del Paese intero. L’annullamento o lo spostamento al 2021 delle principali esposizioni è causa di gravi perdite non soltanto finanziarie, ma anche di immagine e di competitività del nostro territorio, con un forte rischio di impatto occupazionale. Anche la filiera delle relazioni internazionali, costruite negli anni dalle nostre Fiere, è un valore che non possiamo dissipare e necessita di un impegno straordinario da parte di tutti per riattivare contatti e rapporti che inevitabilmente andranno ricostruiti o rinsaldati una volta superata questa fase emergenziale”.

Il fondo punta a sostenere tutta la filiera degli operatori del settore fieristico, ovvero i soggetti organizzatori presso quartieri fieristici di proprietà o di terzi gli eventi di carattere almeno nazionale, i soggetti aventi la proprietà e la gestione dei quartieri fieristici presso i quali si svolgono eventi di carattere almeno nazionale.
L’aiuto, che dovrà essere notificato alla Commissione europea, dovrà essere connesso alle perdite registrate e vincolato alla calendarizzazione degli eventi cancellati, anche eventualmente nel biennio 2021/2022. Aiuti anche subordinati all’impegno a realizzare tutti quegli investimenti sui quartieri necessari per garantire la sicurezza sanitaria degli eventi e la predisposizione di aree attrezzate da adibire ad eventuali situazioni di emergenza sanitaria.

Coronavirus, vicina anche se da lontano: la sanità si riorganizza e va on line

Vicina anche se da lontano, grazie alle opportunità offerte dal web, la telemedicina, i consulti telefonici o via Skipe, i tutorial su Youtube. Nei giorni più difficili dell’emergenza coronavirus la sanità emiliano-romagnola, nonostante il forte impegno per curare i malati e fronteggiare l’epidemia, non si è fermata e si è organizzata per cercare di offrire continuità assistenziale e di cura a tutti i cittadini.

Da Piacenza alla Romagna grazie al lavoro di medici, infermieri e operatori sanitari sono numerosi i servizi erogati “a distanza”, nel rispetto delle prescrizioni di  distanziamento sociale per frenare il contagio: corsi  di preparazione al parto, supporto ai pazienti con problemi cardiaci, sostegno psicologico e neuropsichiatrico per adulti, bambini e adolescenti. Passando per le attività di riabilitazione motoria e fisioterapica.

“In queste difficili settimane la nostra priorità sono stati i malati di coronavirus ai quali i nostri operatori sanitari hanno dedicato un impegno e un’energia ineguagliabili. Tuttavia abbiamo anche cercato di non lasciare soli gli altri cittadini. Pazienti con malattie croniche o reduci da interventi. Ma anche famiglie alle  prese con una quotidianità inedita e difficile – spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute Raffaele Donini –. Di fronte alla necessità di sospendere molti servizi sanitari erogati in ambulatorio, abbiamo pertanto messo in campo iniziative che ci permettessero, ove possibile, di portare la sanità direttamente nelle case, utilizzando le moderne tecnologie. Anche ora che con le recenti Linee guida abbiamo consentito alle Aziende l’erogazione di alcune prestazioni programmabili e non urgenti, per un progressivo ritorno alla normalità. Alcune delle esperienze avviate sono di particolare interesse e sono certo che potranno diventare occasione di riflessione per rendere la nostra sanità ancora più flessibile, personalizzata, a misura di paziente”.

La riabilitazione a distanza di Montecatone, quella cardiologica per i pazienti del Bellaria di Bologna e dell’Ausl di Piacenza

Tra le tante iniziative a distanza nel campo della riabilitazione, nel Bolognese l’ospedale di Montecatone ha dato il via al progetto #nonlasciaresolonessuno. Obiettivo: dare a pazienti, familiari e operatori sanitari, la possibilità di restare in contatto  – attraverso Skipe, Google Hangouts o una semplice telefonata –  garantendo la continuità assistenziale,  anche in queste settimane di chiusura temporanea delle attività di day hospital e ambulatoriali. L ’Ospedale Bellaria di Bologna propone la ”home rehabilitation”, per i pazienti cardiologici reduci da un intervento. In collegamento on line gli operatori sanitari possono verificare la corretta esecuzione del programma riabilitativo e il previsto automonitoraggio.  Anche a Piacenza i pazienti con pacemaker e defibrillatore cardiaco possono essere controllati direttamente da casa, attraverso un sistema di trasmissione dati che viene fornito dopo il primo controllo ambulatoriale. In caso di rilevazione di anomalie il paziente viene contattato e invitato in ospedale per il controllo.

Gli “esercizi utili” dell’Ausl di Modena, la consulenza a distanza degli ortopedici di Parma, le iniziative a Ferrara e Reggio

I fisioterapisti dell’Azienda Usl di Modena propongono ai pazienti operati che non possono  accedere alla consueta attività in palestra, una serie di  “esercici utili” a fare nella propria abitazione. Anche l’Ausl di Pama offre a domicilio indicazioni sanitarie per la riabilitazione ortopedica, video di esercizi riabilitativi, counselling telefonico fisiatrico e fisioterapico.

E’ stato avviato dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara un progetto per una presa in carico a distanza dei pazienti. Grazie ad una webcam il personale della riabilitazione può collegarsi per un consulto, monitorare le condizioni e proporre esercizi di mantenimento da eseguire a domicilio. E’ on line anche il  ” programma di autocura” dell’’Ausl di Reggio Emilia, rivolto sia alle persone sane alle prese con dolori muscolari e articolari dovuti alla mancanza di movimento in questi giorni di permanenza forzata entro le mura domestiche, quanto ai pazienti con patologie, compresi quelli usciti dai reparti Covid.

Sostegno psicologico, “Parla con noi” a Bologna. A Ferrara un aiuto contro lo stress da Covid. Le video favole e i giochi da stampare delle logopediste di Imola

In prima fila anche il sostegno psicologico on line. “Parla con noi” è  il servizio dell’Ausl di Bologna  per offrire un supporto alle  persone con problemi psichici e ai loro familiari. “#nondasoli. Insieme a distanza” è il progetto avviato dall’Azienda USL di Ferrara, per il sostegno e la presa in carico dei pazienti, soprattutto quelli in condizioni di fragilità. A  Imola le logopediste della Neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza offrono consigli utili, oltre a tanto materiale come le videofavole e i giochi da stampare.

Accompagnamento al parto: tanti i corsi on line. Un aiuto anche dalla app “Non da sola” offerta dalla Regione

Per non lasciare sole le future mamme, sono partiti i  corsi pre e post parto dell’Ausl di  Reggio Emilia con la partecipazione di psicologi, neonatologi e pediatri di libera scelta. Corsi online anche da parte dell’Azienda ospedaliera universitaria di Modena, dell’Ausl di Parma, di Piacenza, della Romagna.  Solo alcune delle tante iniziative avviate sul territorio,  che si affiancano alle informazioni fornite dalla nuova app “Non da sola”, realizzata dalla Regione per accompagnare la donna e la coppia dalla gestazione ai mesi successivi alla nascita del bimbo.

Lo sportello telefonico dell’Ausl modenese contro le violenze domestiche. Le iniziative contro l’isolamento di giovani e gli anziani

Tra i problemi che si sono aggravati in seguito all’emergenza Coronavirus quello delle violenze domestiche. Per questo l’Ausl modenese ha ampliato l’attività dello sportello telefonico a disposizione delle donne maltrattate, mentreil centro “Liberiamoci dalla violenza” dedicato agli uomini maltrattanti ha messo on line materiali dedicati.  Per non lasciare soli giovani e  anziani, alcune iniziative adottate dall’Ausl Romagna. Quella dello Spazio Giovani di Cesena e Savignano con la possibilità di effettuare un colloquio telefonico o via Skype. Oppure il Consultorio Giovani di Forlì  che fa regolarmente video colloqui personali con i giovani adolescenti, tramite Whatsapp o Skype. Sono invece rivolti ai più anziani alle prese con isolamento sociale e solitudine i Centri d’incontro e Cafè Alzheimer  che nel Riminese operano a distanza con brevi video, tutorial e videochiamate proponendo  attività cognitive, occupazionali e di movimento da svolgere a domicilio.

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