In questo periodo di emergenza, l’Associazione Volontariato Fioranese (AVF) è in prima linea per supportare la protezione civile e le organizzazioni sanitarie, con i propri volontari. Per offrire un servizio sempre più efficiente è alla ricerca anche di nuovi volontari.
C’è bisogno di persone che vogliono dedicarsi all’aiuto degli altri ed essere gratificate da questo. L’associazione garantisce un percorso di formazione dei nuovi volontari, anche in questo periodo di intensa attività. Non è necessario avere competenze o capacità particolari. Chi non può stare sulle ambulanze, può prestare servizio in sede per rispondere alla chiamate o svolgere altre attività.
AVF si occupa di trasporti alle persone diversamente abili attraverso auto e pulmini debitamente attrezzati, trasporti di persone con patologie che rendono necessaria l’ospedalizzazione programmata (dializzati, oncologici..), servizi di assistenza a gare e manifestazioni private con l’ausilio di personale sanitario, trasporto di emoderivati, servizio di emergenza-urgenza in convenzione con il 118, 24 ore al giorno, tutti i giorni dell’anno. Ha anche un gruppo di protezione civile, con un gruppo di protezione civile, pronto ad intervenire ove necessario assieme colonna mobile regionale negli scenari di calamità.
L’associazione è convenzionata con enti pubblici e privati, fra i quali il Comune di Fiorano Modenese, l’Azienda USL di Modena e la Centrale Operativa 118 Via Emilia Est di Bologna.
Ogni anno organizza corsi di primo soccorso aperti a tutta la cittadinanza e corsi di formazione per i propri volontari, in collaborazione con il personale sanitario del 118 di Modena.
Per chi volesse avere informazioni e dare la propria disponibilità come volontario è possibile contattare il numero telefonico 334 3135146 (Maurizio) o la mail: mauri.bardini@gmail.com
Sabato 2 maggio, gli uffici demografici, URP e Tari-Ica del Comune di Fiorano Modenese saranno chiusi e non risponderanno alle chiamate telefoniche. Sarà garantita la reperibilità per le denunce e dichiarazioni di morte e per l’organizzazione di funerali. In questo periodo di emergenza sanitaria si ricorda che i servizi comunali non ricevono comunque il pubblico (salvo casi urgenti, su appuntamento), ma sono contattabili tramite telefono o mail, ai recapiti presenti sul sito del Comune di Fiorano Modenese. Le mail riceveranno risposta a partire da lunedì 4 maggio.
La prima tornata di “lanci” in ambiente naturale della vespa samurai, alleata dei nostri agricoltori nella lotta contro la cimice asiatica, sarà effettuata a metà giugno, in circa 300 aree accuratamente selezionate per garantire il massimo di diffusione e ripopolamento della stessa vespa nei principali comprensori frutticoli dell’Emilia-Romagna. La seconda serie di immissioni mirate è invece prevista per metà luglio.
La Regione Emilia-Romagna mette dunque in campo la scienza per contrastare la Halyomorpha halys, nome scientifico dell’insetto originario della Cina che negli ultimi anni ha causato ingenti danni nelle campagne, e per provare a neutralizzarlo, o perlomeno a renderlo meno aggressivo, “arruola” il suo nemico naturale, appunto la vespa samurai (Trissolcus japonicus). È un minuscolo imenottero, originario anch’esso dell’Asia, innocuo per l’uomo, che riesce a contrastare in maniera efficace l’avanzata della cimice grazie alla sua capacità di ridurre il potenziale biotico del parassita che minaccia soprattutto le produzioni frutticole.
Obiettivi e cronoprogramma del piano regionale di lotta biologica alla cimice, in contemporanea con analoghi progetti pronti a partire anche in altre regioni italiane, soprattutto al Nord, sono stati illustrati questa mattina in un webinar organizzato dall’assessorato regionale all’Agricoltura, in collaborazione con il settimanale “Terra e Vita”, trasmesso in diretta streaming sul portale di LepidaTv, con 500 persone collegate.
All’incontro, aperto dall’assessore regionale, Alessio Mammi, hanno partecipato il direttore generale dell’assessorato, Valtiero Mazzotti, il responsabile del Servizio fitosanitario regionale, Stefano Boncompagni, oltre a numerosi tecnici ed esperti, tra cui Pio Federico Roversi, direttore del Crea Difesa e Certificazione di Firenze. I relatori hanno poi risposto alle numerose domande del pubblico pervenute via whatsapp.
“Dopo la recente pubblicazione del decreto ministeriale con i criteri per autorizzare l’immissione di insetti esotici come la vespa samurai- ha sottolineato Mammi- siamo ora pronti a dar corso alla realizzazione di un progetto nel quale crediamo fortemente e sul quale abbiamo investito molto. Il Servizio fitosanitario regionale, in collaborazione con una rete di laboratori pubblici e privati, ha lavorato nel periodo autunno-invernale per la raccolta delle ovature di cimice che servono alla riproduzione della vespa samurai. Siamo già nelle condizioni di far decollare il piano; la definitiva autorizzazione ministeriale dovrà arrivare entro metà giugno per garantire i primi lanci su grande scala di Trissolcus japonicus proprio nel momento del picco delle ovature naturali di cimice”.
Cosa prevede il piano regionale
Saranno nel complesso oltre 65 mila, in base al piano messo a punto dalla Regione, gli esemplari di vespa samurai che nel 2020 saranno liberati in circa 300 “corridoi ecologici” sparsi in tutto il territorio regionale, con una maggiore concentrazione nelle zone di pianura e bassa collina dove si trovano le principali aree frutticole che hanno subito i maggiori danni da cimice asiatica.
I siti prescelti per il lancio sono aree verdi adiacenti alle coltivazioni (siepi, argini fluviali, boschetti, ecc.) dove non vengono eseguiti trattamenti chimici e che quindi sono particolarmente adatti all’insediamento e al ripopolamento della vespa samurai. I primi nuclei del Trissolcus japonicus saranno prelevati in questi giorni dal Crea di Firenze, unico laboratorio autorizzato in Italia per la riproduzione dell’insetto-amico, per essere poi affidati a quattro centri di moltiplicazione presenti sul territorio regionale.
Si tratta dell’Università di Bologna e di quella di Modena e Reggio Emilia e di due centri di saggio: il Centro agricoltura e ambiente di Crevalcore (Bo) e Agri 2000 di Bologna. Queste quattro strutture per tutto l’inverno hanno raccolto e immagazzinato migliaia di uova di cimice che saranno “inseminate” con quelle della vespa samurai per far nascere gli adulti del Trissolcus japonicus.
Una produzione massiva di decine di migliaia di esemplari che tra circa un mese e mezzo saranno rilasciati nell’ambiente, con l’obiettivo che la vespa samurai quanto prima faccia il suo dovere, parassitizzando le uova di cimice, in modo da ridurre progressivamente la sua presenza nelle campagne dell’Emilia-Romagna, contribuendo così a ristabilire l’equilibrio ecologico compromesso dalla cimice.
Il coordinamento con Università e associazioni
Il progetto messo a punto dal Servizio fitosanitario regionale, in stretto coordinamento con i tecnici sul territorio, i ricercatori universitari e le associazioni dei produttori, prevede due lanci per sito, con 110 insetti per lancio, di cui 100 femmine e 10 maschi, per un totale appunto di oltre 65 mila esemplari. Sulla carta i periodi più indicati per effettuare i due lanci sono stati individuati a metà giugno e metà luglio. Per decidere il momento più favorevole per i lanci è stato attivato un sistema di monitoraggio per stabilire quando sarà presente il picco di ovature di cimice da parassitizzare.
Nel corso del convegno è stata comunque ribadita l’importanza di non abbandonare gli altri strumenti di difesa contro la cimice, integrando strategie di difesa attiva con l’installazione negli impianti frutticoli delle reti protettive. Le indicazioni del coordinamento regionale per la difesa delle colture sono diramate settimanalmente tramite gli appositi bollettini di produzione integrata e biologica, disponibili anche sul sito del Servizio fitosanitario regionale. Invece per aiutare le aziende a dotarsi di reti anti-insetto la Regione ha già varato tre bandi ad hoc che hanno messo a disposizione degli agricoltori circa 15,4 milioni di euro di contributi nel triennio 2017-2019.
A che punto siamo per l’indennizzo dei danni da cimice
Per quanto riguarda l’indennizzo dei danni alle colture (melo, pero, pesco, nettarina e kiwi) causate della cimice, si è in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del provvedimento che dichiara lo stato di eccezionalità dell’evento, dopodiché scatteranno i 45 giorni per la presentazione delle domande di indennizzo, per le quali la Regione Emilia-Romagna ha già messo a punto una procedura on line con un applicativo specifico per la presentazione delle istanze.
A disposizione ci sono gli 80 milioni di euro stanziati dall’ultima legge di bilancio per tutto il territorio delimitato a livello nazionale.
“Se le disponibilità del Fondo si rivelassero insufficienti a coprire i danni accertati alle aziende agricole emiliano-romagnole- chiude Mammi- è nostra ferma intenzione tornare a sollecitare il governo e il Mipaaf affinché tutte le aziende che rientrano nei criteri per beneficiare degli indennizzi siano adeguatamente ristorate”.
A due mesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria Covid-19 e a un mese dall’avvio di diverse attività di coinvolgimento dei cittadini sul tema degli aiuti alimentari, l’Emporio della solidarietà Il Melograno traccia un primo bilancio ricco di gratitudine e riconoscenza per le tante manifestazioni di affetto e sostegno ricevute da tante persone e aziende del territorio.
Dal momento dell’introduzione delle misure più restrittive causa emergenza, è stato possibile sostenere più di 200 nuclei familiari nei propri fabbisogni alimentari, a cui si sono aggiunti 26 nuovi nuclei, segnalati da servizi sociali del Comune di Sassuolo e Caritas del vicariato in seguito a situazioni di emergenza. Sono stati confezionati e distribuiti circa 450 pacchi di generi alimentari misti (alimenti a lunga conservazione e prodotti freschi), di cui 100 con consegna a domicilio, grazie alla preziosa collaborazione con i volontari di Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo; i restanti sono stati ritirati dagli utenti direttamente presso l’emporio della solidarietà previo appuntamento.
L’appello alla cittadinanza per un aiuto nel reperimento generi alimentari e fondi per le attività dell’emporio, ha avuto una risposta di generosità ben oltre le aspettative: più di 240 le donazioni in denaro ricevute nell’arco di 30 giorni tramite crowdfunding ed erogazioni liberali, più di 10.500 i kg di generi alimentari raccolti tramite donazioni di singoli cittadini e i “carrelli sospesi” organizzati presso i supermercati cittadini Coop Mezzavia, Panorama ed Esselunga Superstore.
Attualmente in vigore l’iniziativa “Dona la spesa” presso tutti i supermercati Coop Allenza 3.0 di Sassuolo, che consente di donare una “spesa sospesa” del valore di 1 o 5 euro al momento del pagamento in cassa. L’intero ricavato della raccolta verrà destinato all’emporio Il Melograno.
Generose le donazioni di generi alimentari anche da parte del Banco Alimentare Emilia-Romagna e da soggetti della piccola e grande ristorazione che hanno scelto di donare generi alimentari inutilizzati a causa della chiusura imposta dai decreti ministeriali. Non sono mancate le donazioni di tipo tecnico preziosissime in questo momento, in particolare scatole di cartone per il confezionamento dei pacchi alimentari.
Più che mai attiva e viva la rete del volontariato, che ha supportato Il Melograno nella trasformazione delle proprie attività vista l’emergenza: è stato possibile coinvolgere nuovi volontari (soprattutto giovani in età universitaria) e si è rivelata preziosa la collaborazione con altre associazioni del territorio, tra cui citiamo Associazione Rock’s, L’ora del noi e Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo.
Nel mese di maggio Il Melograno riprenderà le proprie attività all’interno del market, grazie alla disponibilità di volontari per la riapertura, pur nel rispetto delle normative vigenti, che prevedono il distanziamento sociale e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuali. Al momento è previsto l’aiuto dei nuclei famigliari già in carico, a cui si aggiungeranno segnalazioni particolari da parte dei servizi, vista l’emergenza. A partire da sabato 2 maggio, gli utenti verranno quindi invitati al market per effettuare la spesa previo appuntamento: sarà possibile l’accesso a una sola persona per nucleo famigliare e sarà possibile rimanere nel market per un massimo di 15 minuti.
Per nuove segnalazioni di richieste alimentari, vi invitiamo a rivolgervi al numero dello sportello Servizi Sociali 0536/880707.
Per donazioni di alimenti o altro tipo di donazioni, vi invitiamo a scrivere una mail a progetto@emporiomelograno.it oppure chiamare il numero 0536/1750990.
Maggiori informazioni sulle attività dell’emporio Il Melograno su www.emporiomelograno.it
All’indomani della netta presa di posizione di CNA Modena a seguito dell’ultimo DPCM annunciato domenica 26 marzo dal Presidente Giuseppe Conte anche la CNA Territoriale prende posizione, facendo il punto della situazione su come le imprese che insistono sul territorio di Sassuolo stanno vivendo questa situazione di emergenza a causa del Coronavirus.
“Abbiamo cercato, in un contesto normativo estremamente confuso, di stare vicino ai nostri associati, imprenditori artigiani e commercianti, che oltre al fardello della chiusura si sono trovati di fronte ad una previsione della cosiddetta fase due appesantita anche a livello di applicazioni delle regole burocratiche – afferma Saverio Marmo Direttore di CNA Sassuolo -. E’ necessaria una cabina di regia che uniformi la ripartenze con regole chiare e uniche a livello dell’unione dei comuni del distretto ceramico.” Sottolineando l’importanza di fare lavoro di squadra in quello che rappresenta uno dei distretti imprenditoriali più importanti, tanto nella Regione, quanto nel Paese.
“Noi imprenditori siamo stati obbligati a interrompere l’attività, non per mancanza di lavoro o per incapacità imprenditoriale, ma per scelta del Governo, come misura di contenimento dell’epidemia causata dal Covid-19. Non critichiamo la necessità di salvaguardare la salute delle Persone, che viene prima di tutto, ma non si può pensare che le misure messe in campo dalla politica, per far fronte alle difficoltà dovute a questa chiusura forzata, possano essere esclusivamente quelle di farci fare del debito, per altro senza sapere come ripartire e in che modo andremo a ripagare quel debito – aggiunge il presidente territoriale di CNA Lapo Secciani -. Ad oggi un’impresa su due deve comunque far ricorso al merito creditizio per accedere al finanziamento fino a 25.000 euro garantito al 100% dallo Stato e tanti, troppi professionisti ancora non si sono visti accreditati i 600 euro del mese di aprile; a due mesi dall’inizio del lockdown questo è inaccettabile, soprattutto se pensiamo che attività come quelle operanti nel settore del benessere, della ristorazione o dei servizi alla persona si sono visti prolungare le chiusure di altre 3 settimane”. Parole dure che fanno emergere la forte preoccupazione delle imprese sassolesi.
“Come detto dal nostro segretario provinciale, in questo momento chiediamo che vengano anticipate le riaperture delle attività di acconciatura estetica , degli esercizi di somministrazione di alimenti, così come i cantieri edili privati – fa eco al presidente il direttore Marmo -. Auspichiamo anche forme di contributo a fondo perduto per le aziende, poiché l’indebitamento imposto dallo Stato in questo momento, non può essere una soluzione che garantisca il mantenimento delle nostre tante attività di piccola e media impresa.”
Un’emergenza che se non affrontata con maggiore coraggio appesantirà ancora di più la situazione economica delle tante imprese del territorio, abituate a lavorare di cassetto, pagando fornitori, oneri e altre adempienze con ciò che quotidianamente incassano, costrette oggi a inseguire senza avere certezze su quello che sarà il proprio futuro.
“In questo momento di incertezza come imprenditore non posso che ringraziare le tante donne e i tanti uomini della CNA che lavorano incessantemente per non farci sentire meno soli. Un’attività preziosa per chi come noi, piccoli imprenditori, che vivono grazie al proprio lavoro – conclude Secciani con un auspicio – Dobbiamo tornare quanto prima a lavorare, a fare quello che sappiamo fare meglio: una cosa ben fatta. Sarà anche importante lavorare con le amministrazioni locali per supportare le attività Made in Sassuolo e sostenere i consumi a km0, un modo per fare comunità e aiutare questo importante tessuto economico e sociale nel tornare, quanto prima alla normalità”.
Al mattino cielo generalmente poco nuvoloso o velato per nubi alte e stratificate sulle aree pianeggianti, copertura nuvolosa più consistente sui rilievi, specie quelli centro-occidentali, dove non è esclusa la possibilità di qualche precipitazione sulle aree del crinale appenninico. Nel corso del pomeriggio generale aumento della nuvolosità, anche di tipo cumuliforme, ma con rischio di precipitazioni limitato alle aree montuose e alle zone pianeggianti prossime al Po. In serata generale attenuazione della copertura nuvolosa, con ampie zone di sereno. Temperature: minime in lieve calo con valori attorno a 12/13°C sulla pianura e lungo la costa; massime in lieve aumento, generalmente comprese tra 22°C e 24°C sulle aree pianeggianti, 20/22°C sul litorale. Venti: nel corso della giornata progressivo rinforzo della ventilazione sudoccidentale dapprima sui rilievi e successivamente anche sulla pianura. Lungo il crinale appenninico, specie su quello centro-occidentale, sono attese raffiche di forte intensità, mentre sulla pianura la ventilazione tenderà a divenire localmente moderata.
Cinquantasei euro di ammenda a chi fa l’elemosina. Alla sanzione pecuniaria già prevista per chi l’elemosina la fa, esercitando l’accattonaggio più o meno molesto (oltre 100 euro) il nuovo regolamento di polizia urbana, votato a maggioranza dal consiglio comunale tenutosi in videoconferenza ieri sera, aggiunge quella a chi “cede” alle richieste dei questuanti. Ovvero a chi l’elemosina la fa.
«Una misura deprimente», secondo i consiglieri del Pd che hanno votato contro. “Nessuna tassa sulla carità, ma un messaggio: gli accattoni non li vogliamo”, secondo quelli di maggioranza che hanno dato il via libera ad un provvedimento che ha incendiato il dibattito.
Non l’unica novità, peraltro, inserita nel nuovo regolamento: vengono infatti estese alle zone periferiche della città le zone rosse all’interno delle quali si può essere sanzionati con il daspo urbano (prima limitato al centro storico) e viene vietato il consumo di bevande alcoliche, che era già vietato all’interno dei parchi, sulle aree pubbliche.
Con un paese in piena emergenza sanitaria ed economica, le priorità del Sindaco sono i cani, i gatti e gli accattoni. Lo testimonia l’ordine del giorno del Consiglio Comunale in cui , dopo la ratifica di una delibera di Giunta e dei Bonus spesa ricevuti dal Governo siamo stati chiamati a discutere misure come il regolamento del benessere animale e modifiche al regolamento di polizia municipale per poter sanzionare l’elemosina: sia chi la fa, sia chi la riceve.
Siamo fuori dalla realtà! Il tema dell’emergenza corona virus è stato affrontato solo su forte richiesta delle minoranze, lasciando appena 10 minuti di parola per gruppo, senza che tutti i consiglieri potessero intervenire.
Avremmo voluto parlare molto di più dell’emergenza di questi giorni, pensare insieme a come aiutare e sostenere i cittadini in difficoltà. Non sono queste le priorità del Sindaco Menani.
In Consiglio e in commissione abbiamo portato diverse proposte da valutare: pensiamo si possa sostenere una riduzione degli affitti privati attraverso un riduzione dell’IMU, pensiamo si possa ridurre la TARI nella sua parte variabile per tutti gli esercizi e imprese che non stanno usufruendo dei servizi. Pensiamo ad esempio alla riduzione o eliminazione delle tariffe per l’occupazione del suolo pubblico, per aiutare le attività commerciali.
Dall’altra parte vogliamo immaginare nuove azioni di sostegno alle fasce più deboli, che si possono manifestare in tante e nuove forme. Grazie ai fondi del Governo è stato possibile aiutare 653 famiglie, molte delle quali non si erano mai rivolte ai servizi sociali prima di questa crisi.
Avevamo suggerito un’azione di ascolto e conforto delle persone sole e degli anziani, come sta avvenendo in tanti comuni (Formigine, Fiorano , Maranello), a Sassuolo ci è stato detto che non è possibile, non si conoscono le ragioni. L’attuale Amministrazione sembra vivere di decisioni prese dall’esterno, o dai suoi dirigenti, dimostrando di avere una visione della città molto limitata.
Siamo molto preoccupati per la nostra città, sarà in grado questa Amministrazione di dare delle risposte? Al momento ci pare concentrata su altro.
Il sindaco di Fiorano Modenese Francesco Tosi ha risposto alla lettera inviata da mons. Erio Castellucci ai sindaci della diocesi
“Ho letto la lettera che ha inviato a noi, Sindaci delle Sue diocesi. La ringrazio per l’attestazione di stima e per il riconoscimento della grave responsabilità che soprattutto in questo momento portiamo. Ancor di più, però, La ringrazio per l’equilibrio che già Le riconoscevo e che permea dalla prima all’ultima riga il Suo discorrere; La ringrazio per l’intelligenza a cui tutta la lettera si ispira e per la capacità di fondere, in modo garbato e fermo insieme, pur nella dovuta legittima distinzione, la laicità della politica con la genuina essenzialità della fede, la razionalità con il credere. Ancora, voglio indicare il carattere educato delle Sue parole insieme al nitido livello culturale che, pur nella semplicità delle espressioni, è ciò che le sostiene”.
“Lo dico in tutta chiarezza: non è facile leggere oggi lettere di simili tenore ed equilibrio e – mi perdoni la violenza al Suo senso di umiltà – è per me un piacere ed un dovere riconoscere, specialmente oggi, la sopravvivenza di queste capacità e doti sicuramente non comuni”.
“Ho riletto la lettera e la seconda volta ho colto in modo più chiaro la profondità del Suo pensiero e delle Sue parole. Mi lasci sottolineare infine la qualità del senso pratico che permea il Suo discorso, da persona esperta di umanità, che sa coniugare la realtà pratica con il pensiero, addirittura quando questo si apre ad elementi di trascendenza”.
“Condivido in tutto le Sue parole, don Erio, e devo dire che questa totalità di condivisione mi capita di rado”.
“Il punto fondante dei comportamenti e delle scelte in questo terribile periodo di pandemia è certamente “il dovere di custodire la salute soprattutto dei più deboli” e ciò “richiede un’attenzione primaria rispetto a qualsiasi diritto”. Questo principio ovviamente non perde la propria assoluta validità con l’avvento della cosiddetta fase due e nemmeno fase tre. Nell’ultimo mese ho partecipato alle sepolturE svoltesi senza il rito funebre e alla esclusiva presenza di tre famigliari e a volte neppure questi, in quanto si trovavano in quarantena. Io ero lì a rappresentare l’intera comunità con la fascia tricolore della mia funzione istituzionale. In quei momenti ho avvertito e avverto tutto il peso di un dolore di comunità che interrogava la mia responsabilità di autorità pubblica; toccavo con mano il dolore profondo di una condizione contro natura, tanto imprevista quanto inesorabilmente subita con la rassegnazione di chi sperimentava, come forse mai nella vita, l’impotenza dei mezzi umani che prima pur facevano la differenza tra le persone. Mai come in quei momenti vedevo l’inadeguatezza della frase “ho fatto quel potevo”. Si imponeva anzi l’impossibilità di pronunciarla in quanto prendeva il sopravvento la ricerca, mai conclusa, di ciò che di diverso avrei potuto o dovuto fare”.
“Dico questo in quanto assisto in alcuni al rischio di dimenticare troppo facilmente quello che è stato e che in ogni istante può ritornare. Comprendo dunque, umanamente, la forse eccessiva prudenza di chi ha sulle spalle il peso della responsabilità di determinare i comportamenti degli altri. Per questo rifuggo da semplicistiche valutazioni e irresponsabili polemiche che anche da alti pulpiti politici, purtroppo, vengono troppo spesso diffuse. Come Lei ben dice: “è per tutti il tempo dell’ascolto e della prossimità”.
“Proprio ieri, ad esempio, ho comunicato direttamente al presidente della Regione la voce di cittadini che chiedono di poter fare una breve visita al cimitero, supportata dalla mia convinzione che ora esistono le condizioni per farlo in sicurezza e, forse, più in sicurezza che in altri campi già autorizzati. Per motivi legati alla mia condizione privata, da quasi due anni frequentavo il cimitero alcune volte alla settimana: eppure, come sindaco, sono stato tra coloro che hanno anticipato il governo nell’ordinare la chiusura oltre che dei parchi anche dei cimiteri, in quanto questo era allora, lo credo ancora, una esigenza per il bene comune”.
“Ora tuttavia le condizioni sono cambiate e ritengo che rispetto all’analisi delle diverse situazioni (che pur deve essere rigorosa) oggi è prioritaria l’assunzione da parte di tutti e di ciascuno della ferrea responsabilità di comportamenti dettati dalla salute pubblica: cose, di per sé, semplici ma di non facile applicazione: il rispetto della distanza interpersonale e il non portarsi le mani al volto prima di averle rigorosamente lavate. Col rispetto di queste norme comportamentali molte delle cose ancora interdette diventano possibili”.
“Sono d’accordo anche quando afferma che “non era impossibile attivare gli insegnanti di sostegno e permettere con maggiore fluidità l’incontro dei familiari lontani con i loro congiunti”. Quanto al primo punto io e i miei collaboratori abbiamo fatto di tutto all’inizio per consentire agli educatori dei nostri ragazzi certificati delle scuole di svolgere una appropriata attività a domicilio, ma abbiamo trovato un muro invalicabile eretto da chi antepone la burocrazia alla sostanza; tra costoro ho trovato, con delusione, anche chi auspicavo di avere come alleato. Non ci siamo tuttavia ancora dati per vinti”.
“Nel mio Comune, come credo in tutti, la collaborazione con la comunità cristiana, soprattutto attraverso le Caritas, è importante ed efficace, con un lavoro coordinato e condiviso e di questo ringrazio anche a nome dei diretti beneficiari di questa azione. La collaborazione poi non deve fermarsi e non si ferma sul piano, sia pure fondamentale e insostituibile, degli aiuti materiali e della sensibilità sociale, ma va anche rivolta ad un attento lavoro di costruzione della comunità civile e di crescita della civica personale responsabilità: ciò è possibile e doveroso da entrambi le parti proprio perché, come Ella scrive, “i principi di precauzione, di responsabilità e di solidarietà” sono “conformi al Vangelo e all’ordinamento costituzionale”.
“Accolgo volentieri il garbato invito rivolto a noi sindaci, che mi piace qui richiamare: “ Non chiediamo quindi a Voi Sindaci null’altro che di appoggiare questa graduale ripresa nella fase due, custodendo- come già fate e ve ne sono grato- la particolare natura della comunità cristiana, perché possa continuare ad essere uno dei soggetti che concorrono all’edificazione del bene comune, un soggetto sociale che vive di una dinamica interiore propria e specifica”, che – aggiungo io – va alimentata”.
Dal 6 maggio partirà il nuovo piano di rinegoziazione dei mutui lanciato da Cassa Depositi e Prestiti per supportare Comuni, Province, Città metropolitane, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Regioni e Province Autonome ad affrontare l’emergenza Coronavirus. Si tratta della più estesa operazione di rinegoziazione dei mutui realizzata negli ultimi anni da CDP, che coinvolgerà circa 7.200 enti territoriali per complessivi 135.000 mutui rinegoziabili e potrà liberare risorse fino a 1,4 miliardi di euro.
Nello specifico, in Emilia-Romagna sono oltre 290 gli enti territoriali coinvolti, per un totale di oltre 8.000 mutui rinegoziabili e un debito residuo complessivo di più di 1 miliardo di euro.
Nello specifico, nel territorio di Modena e provincia i mutui rinegoziabili dagli enti territoriali coinvolti sono oltre 770 con un debito complessivo residuo di circa 70 milioni.
Con la pubblicazione odierna sul sito internet www.cdp.it della Circolare n.1.300, sono rese pubbliche le modalità operative per procedere alla rinegoziazione da parte degli enti locali.
CDP metterà a disposizione di ciascun ente locale – nel periodo di adesione che va dal 6 al 27 maggio 2020 – l’elenco dei prestiti originari, rendendo note le relative condizioni economiche di rinegoziazione in una sezione del Portale Enti Locali e PA del proprio sito internet, nella quale potrà essere interamente finalizzato l’iter istruttorio e contrattuale.
L’operazione consentirà agli enti di liberare risorse immediatamente utilizzabili sul territorio, che potranno essere destinate anche agli interventi necessari a far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19.
L’ultimo decreto governativo è uscito da un paio di giorni ma la progettazione operativa della fase due a Formigine procede speditamente. Nel rispetto delle disposizioni emanate con decreto del 26 aprile, giunta e uffici comunali sono al lavoro per produrre progetti e soluzioni adeguate alle nuove condizioni.
Fra i temi principali oggetto del tavolo di lavoro ovviamente priorità ai servizi educativi: si attendono le ulteriori decisioni del governo e della regione ma gli uffici stanno lavorando per farsi trovare pronti non appena saranno allentate le limitazioni principali alla cittadinanza.
In tema di commercio e orari si sta lavorando fra le altre cose all’ampliamento degli spazi disponibili per le attività commerciali e gli ambulanti, con nuove aree dedicate per l’installazione di dehors per i pubblici esercizi, nonché all’allargamento degli orari di apertura per diluire le presenze di clienti ed evitare assembramenti a cui si accompagneranno misure di promozione e sviluppo di nuove piattaforme e-commerce.
Per la fruizione dei parchi, il Comune di Formigine sta coinvolgendo l’associazionismo (in particolare ambientale e sportivo) per la custodia degli stessi affinché le famiglie possano frequentarli in sicurezza. Le associazioni sportive saranno in questo modo anche il primo riferimento per la ripresa dell’attività motoria consentita nelle aree verdi. A loro saranno quindi assegnati spazi per poter riprendere il contatto e l’attività con i loro praticanti secondo i dettami della ripresa graduale dell’attività sportiva all’aperto in sicurezza.
Per quanto riguarda il sistema di trasporti, l’amministrazione proporrà di accelerare le misure previste dal Biciplan (progetto distrettuale di cui è prevista l’adozione in giunta nelle prossime settimane), con l’implementazione delle ciclabili e incentivi per chi utilizzerà la bicicletta come mezzo principale di spostamento personale (in particolare per i tragitti casa-lavoro).
Anche il percorso di riprogettazione urbanistica avviato con l’Università di Parma “Verso un piano strategico per Formigine”, premessa al nuovo PUG, verrà riorientato in base alle nuove necessità sociali ed economiche di fruizione meno intensiva degli spazi pubblici e privati.
Sugli spazi culturali si proporranno soluzioni innovative, con la conferma del prestito bibliotecario a domicilio, alfabetizzazione digitale per fruire dei contenuti online e l’allestimento all’aperto, nei pressi della Biblioteca Bertolani Marchetti, di spazi attrezzati per la fruizione nel grande e accogliente parco di Villa Gandini, che accoglierà pure in nuove modalità “open air” anche i servizi per giovani co-worker di Hub in Villa .
Si sta lavorando anche a modalità nuove di organizzazione di eventi culturali e presentazioni, con iniziative idonee alle regole del distanziamento sociale, quindi con meno presenze contemporaneamente e prenotazione obbligatoria. Anche il calendario del Settembre Formiginese è in corso di rivisitazione in questa direzione.
Per quanto riguarda orari e tempi della città, in Comune verrà confermato l’uso degli strumenti messi a disposizione recentemente dalla normativa: a partire dalla maggiore flessibilità oraria per i dipendenti, l’uso dello smart working, nonché il ricorso a sistemi di videoconferenza per incontri a tutti i livelli: sedute di giunta, commissioni consiliari, riunioni con esterni, associazioni, enti pubblici. Saranno sviluppati i servizi online, mentre gli sportelli fisici garantiranno il servizio secondo le nuove norme indicate, con appuntamenti su prenotazione e adozione di dispositivi di protezione, distanziamento, contingentamento delle presenze.
Una volta conclusa la riprogettazione organica e strategica dei servizi principali per la città nella nuova fase delle prossime settimane, verrà prodotto e presentato un documento complessivo dal titolo “Formigine2020” che verrà sottoposto alla città nelle varie articolazioni della sua rappresentanza.
Afferma il Sindaco Maria Costi: “Consiglio comunale, associazioni economiche e di categoria, sindacati, sistema scolastico, associazionismo sociale, ambientale, culturale e sportivo, Consigli di Frazione verranno coinvolti per condividere un percorso e ascolteremo da loro proposte utili a tenere unita la comunità grazie alla definizione di una road map comune per i prossimi mesi; con provvedimenti chiari e ampiamente divulgati a partire dai social network. Alla base rimane sempre e comunque la tutela della salute dei cittadini, chiediamo quindi una responsabilità condivisa nel momento in cui si potrà ripartire”.
Investimenti per quasi 14 miliardi di euro da qui al 2022, in larga parte fondi pubblici ai quali si aggiungono cofinanziamenti privati. Con opere e interventi cantierabili subito o entro quest’anno per quasi 6 miliardi. L’Emilia-Romagna è pronta e guarda alla ripartenza sapendo di poter contare su una massiccia iniezione di risorse attraverso la leva pubblica, fondamentale per la politica industriale anticiclica che sarà necessaria dopo il lockdown causato dalla pandemia. Adesso e quando le attività economiche e i servizi, in ogni comparto, potranno riprendere a pieno.
“La nostra regione ha solide fondamenta su cui basare la ricostruzione, risorse mobilitate per quasi 14 miliardi di euro, una mole di investimenti pari al 10% del Pil regionale, opere in gran parte progettate, finanziate e già appaltate- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. Questo grazie a conti in ordine, al lavoro svolto in questi anni per completare progetti fermi da troppo tempo, ad un’attività di programmazione legata all’utilizzo di tutti i fondi disponibili, statali ed europei, insieme a quelli regionali, e alla condivisione delle scelte con territori e parti sociali. Questa drammatica emergenza ci ha già costretto a ridisegnare la nostra vita quotidiana, ma vogliamo ripartire puntando su crescita sostenibile, sanità e welfare, investendo ancora di più sulla rete territoriale dei servizi integrata a poli ospedalieri d’eccellenza, innovazione tecnologica e digitale e nuove modalità e tempi di lavoro”.
Per quanto riguarda il 2020, sono cinque i filoni dove si concentra in particolare l’azione regionale: salute, scuola,mobilità, imprese, ambiente e territorio, con il capitolo ricostruzione post sisma (oltre 2 miliardi nel triennio per completarla definitivamente, che tocca trasversalmente un po’ tutti i settori). Oltre a turismo, cultura, casa, sport, digitale e big data.
Per rafforzare il sistema sanitario regionale pubblico, che si è dimostrato determinante nel garantire la salute dei cittadini e la tenuta dei territori, già quest’anno vengono stanziati complessivamente oltre 748 milioni di euro. Serviranno per la realizzazione dell’Hub Covid Hospital nazionale, la nuova costruzione, il completamento, l’adeguamento e la rifunzionalizzazione di numerose strutture ospedaliere, la realizzazione di Case della salute, oltre che per l’acquisto di ulteriori immobili, tecnologie e strumentazioni all’avanguardia.
Al capitolo istruzione, sono dedicati oltre 493 milioni di euro per l’edilizia scolastica, di cui più di 447 per realizzare nuove scuole e istituti o per la ristrutturazione degli edifici esistenti con criteri antisismici e a basso impatto ambientale, mentre 46,3 milioni andranno all’edilizia universitaria.
L’ambiente e il territorio con oltre 1 miliardo e 100 milioni di euro, di cui circa 350 milioni destinati all’apertura di cantieri contro il dissesto idrogeologico e la difesa del suolo, 571 milioni per il sistema delle bonifiche in agricoltura, le strutture irrigue e gli interventi per sostenere le aziende agricole nell’emergenza Covid, cui si aggiungono oltre 134 milioni per l’efficientamento energetico, piste ciclabili, sistemi di mobilità intelligente collegati al trasporto pubblico locale e più di 120 milioni per la rigenerazione urbana (93 milioni) contro il consumo di suolo e le aree interne (27 milioni).
E poi la mobilità delle persone e delle merci, dove si prevedono oltre 1,4 miliardi di euro di investimenti, 925 milioni per realizzare infrastrutture fondamentali da Piacenza a Rimini, indispensabili per snellire e diminuire i volumi di traffico, con un conseguente abbattimento dello smog, e 544 milioni per il trasporto ferroviario e quello pubblico locale (sicurezza treni e linee; rinnovo del parco mezzi, convogli e bus).
Supera il miliardo e mezzo (1.535,9 milioni) di euro l’investimento regionale per sostenere le imprese.
Con oltre 2 miliardi e 200 milioni di euro di investimenti la Regione conta inoltre di mettere la parola fine al capitolo ricostruzione post sisma. Un intervento massiccio che toccherà le opere pubbliche con più di mille cantieri aperti per un valore complessivo di 950 milioni di euro. Risorse anche per i due comparti nei quali la gran parte dei lavori è stata eseguita: altri 900 milioni di euro saranno destinati alla ricostruzione privata (case e piccole attività), mentre con 350 milioni di euro si chiuderà la ricostruzione delle attività produttive.
Ossigeno, poi, sempre quest’anno, per alcuni settori tra i più colpiti dall’emergenza Coronavirus. A partire dagli impianti turistici (141 milioni), la cultura (34 milioni), lo sport (95 milioni), la casa (39 milioni) e, ancora, i fondi per l’agenda digitale (18,9 milioni).
Tassello altrettanto importante quello della ricerca, dei Big Data e delle nuove tecnologie con i 122 milioni previsti per il Tecnopolo di Bologna destinato a far decollare la Data Valley dell’Emilia-Romagna.
A questo pacchetto di risorse si aggiungono, nel biennio 2021-22, altri 147 milioni per la sanità dell’Emilia-Romagna che serviranno a completare il rinnovamento di alcuni ospedali a Parma, Modena, Bologna, Ravenna e Ferrara e per il miglioramento sismico dei nosocomi romagnoli.
Oltre 4 miliardi e 400 milioni di euro saranno invece destinati alle infrastrutture, tra cui il Passante di Bologna e i nodi di Rastignano e Casalecchio sempre nel bolognese, la Cispadana, le tangenziali di Mirandola (Mo) e Forlì, l’hub portuale di Ravenna e 584 milioni per le ferrovie. Altri 212 milioni di euro saranno impiegati per l’ambiente e la messa in sicurezza del territorio e 41 milioni per lo sviluppo sostenibile delle aree interne. Infine, altri 75 milioni saranno destinati alle esigenze abitative dei cittadini.
“L’Emilia-Romagna è pronta, come sempre, a rimboccarsi le maniche e a mettere in campo tutto l’ingegno, la creatività e le grandi professionalità e i saperi che possiede – sottolinea il presidente Bonaccini-. Una ricostruzione che sarà aperta e partecipata dall’intero sistema socioeconomico regionale, dalle Università e dalla rete della ricerca, dalle associazioni del Terzo settore, dal mondo della scienza e dell’innovazione digitale. Sapendo di poter contare su investimenti pubblici e privati per quasi 14 miliardi di euro a partire da oggi e fino al 2022: risorse per tanti cantieri già pronti a partire nei settori che più hanno bisogno di essere rafforzati e dare così una risposta immediata di ripresa e garantire la tenuta del nostro sostenere il tessuto sociale”.
“Fondi- aggiunge l’assessore regionale al Bilancio, Paolo Calvano– che contiamo, e ci auguriamo, potranno avere un effetto moltiplicatore anche con il sostegno e l’appoggio del Governo. In una situazione inedita e difficile come quella che stiamo attraversando, la locomotiva del Paese, la nostra regione, non può e non deve fermarsi. Facciamo ognuno la nostra parte per far sì che da questa esperienza possa partire una nuova rinascita per tutta la comunità emiliano-romagnola, nessuno escluso”.
Sono aperte le iscrizioni ai centri estivi comunali a Fiorano Modenese. Le domande saranno raccolte online dal 4 al 29 maggio 2020.
I centri saranno attivati nei mesi estivi, dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 18.30, se consentito dalle disposizioni nazionali e locali, nel rispetto delle limitazioni imposte per il contenimento del rischio di contagio da Covid-19.
Il Centro estivo per l’infanzia sarà aperto dal 1 luglio al 7 agosto e dal 24 al 28 agosto, presso la scuola “Il Castello” in via Loira,
Il Centro estivo per la scuola primaria e per le prime due classi della scuola secondaria di primo grado è attivo dal 15 giugno al 7 agosto e dal 24 al 28 agosto presso la scuola Enzo Ferrari, in via Niccolò Machiavelli.
Eventuali aggiornamenti, legati all’emergenza sanitaria, saranno trasmessi alle famiglie che avranno presentato domanda. E’ attivo anche un canale Telegram del Servizio Istruzione del Comune di Fiorano Modenese.
Per l’iscrizione ai centri estivi occorre essere in possesso di credenziali Federa o Spid. Si accede al portale EntraNext tramite il sito del Comune di Fiorano Modenese (www.fiorano.it), seguendo il percorso: Trova servizi/Servizi on line/Iscrizione ai centri estivi
Chi non ha le credenziali può ottenerle direttamente a casa accedendo ai siti degli enti accreditati per il rilascio.
Per i centri estivi comunali è richiesta una quota di contribuzione di 42 euro a settimana per i residenti e di 50 euro a settimana per i non residenti, pasti esclusi.
Anche per l’estate 2020 il Comune di Fiorano Modenese ha aderito al “Bando per la conciliazione vita-lavoro” della regione Emilia Romagna che prevede un sostegno economico alle famiglie di bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 13 anni, per la frequenza dei centri estivi attivati sul territorio e accreditati.
La domanda di contributo potrà essere presentata dal 25 maggio al 19 giugno, online, sempre tramite il portale Entranext. Per maggiori informazioni consultare il sito del Comune di Fiorano Modenese alla sezione ‘Scuola e nidi/centri estivi scuole’ oppure il volantino della regione Emilia-Romagna.
Per informazioni e assistenza alla compilazione delle domande è possibile rivolgersi al Servizio Istruzione: tel. 0536 833420, scuola@fiorano.it.
Ammontano a 1615 le domande di “Buoni Spesa” legate all’emergenza Covid-19 presentate al Comune di Sassuolo: 653 sono state accolte, 734 non sono state accolte (perché richieste non legate ad emergenza Covid o perché domande da cui non risulta una sostanziale riduzione delle entrate), 6 sono state annullate e per 222 sono ancora in corso le valutazioni (comprese 57 persone contattate e che non hanno risposto, si sta procedendo ad invio mail per avere riscontro).
Sono questi i numeri resi noti, nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera, dall’Assessore alle Politiche Sociali Sharon Ruggeri.
Per quanto riguarda le 653 risposte positive, che corrispondono ad un ammontare di spesa pari ad € 183.300, ad oggi sono stati consegnati buoni a n. 474 richiedenti per un valore totale di € 134.850.
L’ammontare complessivo fino ad ora erogato è così suddiviso: € 35.350 in buoni spesa da utilizzare negli esercizi commerciali convenzionati; € 7.000 in versamenti su Conto Corrente; € 92.500 in tessere prepagate rese disponibili dai supermercati cittadini.
“Tutto questo è stato reso possibile – ha dichiarato l’Assessore Ruggeri – grazie ad una grande macchina amministrativa ed operativa a cui voglio inviare, come più volte fatto nelle scorse settimane, i miei più sinceri e dovuti ringraziamenti. Hanno ancora una volta dimostrato di essere all’altezza di un compito sicuramente non semplice, trovandosi a gestire una situazione mai affrontata prima: sempre disponibili alla collaborazione e al confronto, con un elevato senso di responsabilità e competenza; qualità essenziali ma di certo non sempre scontate.
E’ visionabile on line la seduta del Consiglio Comunale svoltasi ieri sera, lunedì 27 aprile: una seduta in videoconferenza, tramite l’applicazione Meet di Google, come deciso durante la Commissione Capigruppo del 9 Aprile 2020.
Sono 7 i punti trattati dal Consiglio presieduto da Luca Caselli. Si è iniziato con l’informativa del Sindaco in merito all’emergenza Covid – 19 nel Comune di Sassuolo.
Al punto due l’approvazione delle “Disposizioni in merito al rinvio dei termini di scadenza del pagamento delle entrate comunali”, a cui è seguita la “Ratifica deliberazione n. 36 adottata dalla giunta comunale in via d’urgenza nella seduta del 30/03/2020”.
Al punto 4 del Consiglio Comunale è stato approvato l’accorpamento al demanio stradale di aree site in via Emilia Romagna e via Campo Marzio ai sensi dell’art. 1158 codice civile, a cui è seguita l’approvazione del “Regolamento comunale per il benessere e la tutela degli animali e per una migliore convivenza con le persone”
Al punto 6 è stato approvato il “Regolamento comunale di polizia urbana. Modifiche ed integrazioni scaturenti da norme di legge in tema di sicurezza e Daspo urbano” a cui ha fatto seguito l’approvazione del “Piano delle alienazioni 2020-2022. Aggiornamento e integrazioni alla consistenza del piano”.
L’intera seduta del Consiglio Comunale è visionabile nel canale Youtube del Comune di Sassuolo
Il Comune e i cittadini abbandonati dal Governo, bisogna pensare alla ripartenza nell’interesse dei lavoratori, dei diritti della persona e della salute.
La nostra prima preoccupazione è rivolta al mondo dei piccoli imprenditori, professionisti e commercianti, ma anche ristoratori ed estetisti, lasciati soli in tutti questi giorni e ancora vittime della poca chiarezza informativa. Prevedere un altro mese di chiusura risulterebbe fatale per tantissime attività, come riportato da diverse associazioni di categoria, sia dal punto di vista occupazionale che da quello prettamente economico.
Se lo scenario dovesse prolungarsi fino alle porte dell’estate, queste le opzioni che potrebbero essere messe in campo dalle imprese che hanno partecipato al sondaggio di Confcommercio: chiusura dell’attività (49,1%), ridimensionamento del personale (33,6%), cessione dell’impresa (14%), affitto di parte o dell’intera azienda (3,3%).
Giusto, che l’amministrazione nell’incertezza vada incontro alle piccole attività, magari andando ad intervenire sulla piccola fiscalità locale come già attuato in parte in questi giorni prevalentemente per il settore scolastico. Nell’attesa di misure fondamentali da parte della Regione e dallo Stato il gruppo Lega Sassuolo è al lavoro su alcune proposte che potrebbero essere d’aiuto in questa circostanza, soprattuto dal punto di vista logistico e informativo.
Ammirevole l’attenzione dell’amministrazione e dei cittadini stessi alla risposta all’emergenza. Inspiegabile invece, l’ostruzionismo messo in campo dal PD anche nell’ultimo consiglio comunale: la macchina amministrativa non può essere fermata dall’emergenza, anzi deve ricercare la giusta sintesi tra il dibattito attuale e la necessità di portare avanti impegni e iniziative. Il nostro gruppo è parte attiva in questa fase e pronto ad affrontare le tematiche pragmatiche, anche mettendosi a disposizione per ampi confronti, piuttosto che arenarsi davanti a dibattiti sterili e poco costruttivi.
Un ultimo pensiero ai giovani e ai meno giovani, costretti anche loro a “navigare a vista” in un momento in cui la mancanza dell’istituzione centrale non è mai stata così sentita.
La rete oncologica della provincia di Modena ha retto l’urto dell’emergenza coronavirus. Sin dall’inizio dell’epidemia, infatti, l’attività oncologica e onco-ematologica svolta nelle strutture ospedaliere modenesi (cinque gestite da AUSL: Carpi, Mirandola, Sassuolo, Vignola, Pavullo; e due da AOU: Policlinico e Baggiovara) è stata riorganizzata secondo le linee guida regionali, per poter continuare a effettuare un servizio che, pur modificato nelle modalità, riuscisse a garantire continuità assistenziale ai pazienti. E così è stato, con un leggero incremento delle prime visite effettuate in tutti e cinque i Day Hospital Oncologici Ausl dal primo gennaio al 21 aprile 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Fondamentale, per tenere lontano il virus dai pazienti più fragili, è stata l’attività di triage interno adottato da tutti i Day Hospital Oncologici della provincia, sin dal 26 febbraio scorso. All’ingresso dei reparti sono stati installate postazioni, presidiate da medici e infermieri, con misurazione della temperatura (termometri al laser), somministrazione di un breve test per indagare sulla presenza di eventuali sintomi sospetti per Covid, promozione delle misure di prevenzione (lavaggio delle mani con soluzione alcolica e uso di mascherine chirurgiche per i pazienti sottoposti a terapia) e rispetto delle distanze. Per ridurre il numero di persone nelle aree di attesa, è stato vietato l’ingresso ai famigliari, salvo eccezioni in caso di necessità.
Rimandate le attività ambulatoriali programmate, è stato organizzato un importante sistema di monitoraggio da remoto, con telefonate ai pazienti per conoscere le loro condizioni di salute e controllare gli ultimi esami eseguiti, con la possibilità di visita in ospedale solo in caso di necessità. Garantite, invece, le prestazioni chirurgiche urgenti per le principali patologie e le visite oncologiche urgenti (codici U e B), con la preziosa collaborazione tra i Medici di medicina generale e le strutture sul territorio. Ai pazienti sono stati forniti numeri di telefono dedicati, a cui rispondeva personale del Day Hospital Oncologico; in alcuni casi, è stato reso disponibile anche un numero di cellulare per le urgenze durante il fine settimana.
Per quanto riguarda la somministrazione di terapie, inoltre, non sono mancate le prestazioni per i trattamenti per iniezione, mentre si sono ridotti gli accessi per le terapie orali, che per maggiore sicurezza dei pazienti, sono state organizzate consegnando i farmaci a delegati autorizzati dai pazienti stessi.
“È doveroso ringraziare tutto il personale sanitario – sottolineano il dottor Fabrizio Artioli e la dottoressa Lucia Longo, direttori delle Unità operative di Medicina Oncologica dell’Azienda USL di Modena, il primo per l’Area Nord e la seconda per l’Area Sud – per la dedizione con cui stanno affrontando questa emergenza, impegnandosi in modo instancabile nel contatto quotidiano con i pazienti sia all’interno dei Day Hospital sia per telefono. Grazie a questo è stato possibile garantire la presa in carico dei pazienti che necessitavano di esami urgenti o di iniziare terapie in tempi rapidi, prendendo accordo con i vari servizi ospedalieri. La collaborazione tra i vari servizi è un altro elemento positivo che sta permettendo di fare fronte all’emergenza: tutti si sono messi a disposizione, integrando le diverse competenze a vantaggio dell’assistenza ai cittadini. Otto medici oncologi, ad esempio, hanno prestato la loro attività a sostegno dei reparti internistici impegnati nell’assistenza e cura dei pazienti Covid. Infine un ringraziamento va anche al volontariato, che ci ha continuato a sostenere, se non tramite la presenza di cui purtroppo si è dovuto fare a meno, ma attraverso le donazioni di beni e strumenti importanti per la nostra attività e la sicurezza di tutti”.
“Le attività del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’AOU di Modena – ha spiegato il direttore del Dipartimento, dottor Giuseppe Longo – sono globalmente proseguite continuando a soddisfare i bisogni assistenziali urgenti e non, nelle diverse fasi della malattia oncoematologica nei diversi setting di diagnosi e cura: in oncologia, ematologia con annesso programma di trapianto di midollo osseo, radioterapia, medicina nucleare, medicina trasfusionale, medicina oncologica ed Hospice. Le attività multidisciplinari compreso il Punto senologico e i Percorsi diagnostici terapeutici dei principali tumori si sono svolti regolarmente. Sin dal 24 febbraio sono state messe in atto strategie di pre-triage telefonico e triage all’ingresso, oltre ad un percorso dedicato per i pazienti che durante il triage presentavano sintomi sospetti per COVID-19. L’accesso è stato garantito solo ai pazienti e a non più di un visitatore/accompagnatore, nei casi indispensabili. Sin da febbraio si è disposto l’utilizzo della mascherina chirurgica sia per gli operatori che per pazienti ed eventuali accompagnatori oltre all’igienizzazione delle mani. Sono state altresì ridotte le visite ambulatoriali in tutte quelle situazioni in cui il colloquio telefonico poteva sostituire la visita. Gli incontri multidisciplinari sono proseguiti secondo il loro programma, con netta riduzione dei partecipanti (un medico per ciascuna disciplina) in ambienti adeguati per dimensioni, in modo da poter rispettare ampiamente il mantenimento delle distanze raccomandate. In questo modo tutto il percorso oncologico diagnostico – terapeutico con tutte le attività di supporto: preparazione e distribuzione dei farmaci a domicilio, psicologico, cure palliative, attività amministrativa ecc. non ha subito alcuna interruzione, proseguendo in regime di massima sicurezza per pazienti, accompagnatori ed operatori sanitari, come il bassissimo numero di infezione di operatori e pazienti può confermare. Un sentito ringraziamento va alla direzione sanitaria, al servizio di Igiene ospedaliera per il costante supporto all’organizzazione assistenziale del dipartimento oltre che a tutti gli operatori sanitari che con entusiasmo e devozione hanno prestato la loro attività con il massimo impegno possibile. La nostra prossima imminente sfida sarà concentrata su come innovare tecnologicamente l’assistenza in modo da poter erogare sempre più attività assistenziali in regime di sicurezza per pazienti e operatori, riducendo al minimo gli spostamenti delle persone e migliorandone la qualità delle cure e della vita globalmente intesa”.
Breast Unit: attività mantenuta, anche grazie alla collaborazione con Hesperia Hospital per la parte chirurgica
Non si è fermata neppure l’attività oncologica delle Breast Unit modenesi, quella dell’Azienda USL di Modena con sede all’Ospedale Ramazzini di Carpi, e quella dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria con sede al Policlinico.
Dal 23 marzo scorso l’équipe chirurgica diretta dal prof. Giovanni Tazzioli opera all’Hesperia Hospital di Modena, che fornisce il supporto anestesiologico, infermieristico e di ricovero. In queste settimane sono più di 70 gli interventi al seno effettuati dall’équipe del Policlinico, in linea con l’attività svolta precedentemente alla crisi.
“Le nostre pazienti – rassicura il prof. Giovanni Tazzioli di UNIMORE, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Oncologica Senologica – accedono normalmente alla nostra struttura, effettuano da noi gli esami pre-operatori le medicazioni post-operatorie e il follow up. All’Hesperia effettuiamo esclusivamente l’intervento chirurgico e la degenza post-operatoria, in modo da non impegnare i nostri anestesisti che sono dedicati alla gestione dell’emergenza Covid-19. È importante ricordare anche che la nostra equipe opera insieme a quella dei chirurghi plastici diretta dal prof. Giorgio de Santis. Di conseguenza, il servizio che viene assicurato alle nostre pazienti è di fatto equivalente a quello che assicuravamo prima dell’emergenza”.
“Hesperia Hospital ha prontamente risposto alle richieste dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e dell’Azienda USL – afferma Stefano Reggiani, Direttore Sanitario di Hesperia Hospital Modena –. Gli accordi rappresentano un virtuoso, ed in questo periodo doveroso, esempio di come la sanità pubblica e quella privata accreditata possono creare preziose collaborazioni in modo rapido ed efficace, anche in una situazione emergenziale come quella che stiamo vivendo”.
Nonostante l’emergenza Covid-19 viene garantito tutto il percorso del Punto Senologico dalla diagnosi alla cura della patologia mammaria, assicurando alla paziente la presa in carico come Team multidisciplinare.
“La Breast Unit dell’Ausl ha continuato a lavorare – spiega il dottor Artioli – anche grazie al ricorso alla tecnologia, assicurando le riunioni dei gruppi multidisciplinari a distanza. Non solo per la Breast Unit, ma anche per i Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) per le principali patologie. Si continuano a discutere i casi tutte le settimane e ci auguriamo che si possa tornare presto alla normalità; io vorrei fare un augurio ulteriore, ovvero che si possa ripartire prima possibile con gli screening, uno dei punti di forza che abbiamo sempre avuto contro i tumori, perché permettono di fare diagnosi precoce e salvare vite”.
“Pur nella doverosa preoccupazione per la tutela della salute dei cittadini, il governo ha ecceduto non tenendo abbastanza conto della libertà di culto e dell’autonomia tra Chiesa e Stato”. Lo afferma con la consueta franchezza e chiarezza il cardinale Camillo Ruini in un’intervista uscita oggi, 28 aprile, sul quotidiano “La Verità”.
Il porporato – già vescovo ausiliare di Reggo Emilia-Guastalla, poi segretario e presidente della CEI e vicario del Papa per la diocesi di Roma – prosegue: “Infatti, una volta assicurato il rispetto delle prescrizioni sanitarie, il governo non può decidere sulla vita interna della comunità cristiana”.
Piena adesione manifesta “don Camillo” al severo comunicato emesso dalla CEI la sera di domenica 26 aprile, pochissimo dopo la conferenza stampa di Conte.
Afferma il cardinale che era giusto protestare pubblicamente. Non va dimenticato che particolarmente attese e lette con attenzione estrema anche dal mondo politico erano le sue prolusioni alle riunioni della Conferenza Episcopale Italiana.
La Messa ha ribadito il porporato è l’apice e la fonte della vita ecclesiale.
Sin dal 2011 il 30 aprile è sinonimo di Giornata internazionale del jazz. Istituita dall’UNESCO per rinnovare annualmente l’omaggio alla creatività della musica improvvisata, la ricorrenza assume quest’anno un valore del tutto particolare. In un momento in cui tutti gli aspetti della vita umana sono stati alterati dall’emergenza sanitaria, il jazz, come le altre forme artistiche, si trova ad affrontare un momento di grande difficoltà che colpisce indistintamente gli artisti, gli organizzatori e tutti i professionisti che ruotano attorno alle attività della musica dal vivo.
Il grande festival multidisciplinare #laculturanonsiferma, lanciato dalla Regione Emilia-Romagna in risposta alla chiusura dei luoghi di spettacolo, dedicherà una speciale programmazione musicale per questa importante occasione: tredici musicisti dall’ambito regionale a quello internazionale coinvolti in una diretta ininterrotta di ben cinque ore, dalle 18 alle 23, che sarà trasmessa su Lepida TV (canale 118 del digitale terrestre e 5118 di Sky), sui canali regionali (Fb e YouTube) de #laculturanonsiferma e sui canali social di tutte le organizzazioni musicali coinvolte.
A coordinare l’iniziativa è stato invitato il Bologna Jazz Festival, attivo già dal 20 marzo sul fronte dei concerti trasmessi in diretta streaming dalle abitazioni dei musicisti grazie al suo format Jazz a Domicilio / La Maratona del Jazz. La kermesse del 30 aprile si espande su scala regionale coinvolgendo i principali operatori attivi nel campo della musica jazz dal vivo: Jazz Network di Ravenna (festival Crossroads e Ravenna Jazz), Jazz Club Ferrara, Amici del Jazz di Modena, Cantina Bentivoglio di Bologna. Una collaborazione ecumenica del jazz regionale, mirata anche a sostenere la campagna regionale di raccolta fondi destinati alla lotta al coronavirus, invitando gli spettatori a fare donazioni sul conto corrente IT69G0200802435000104428964 intestato ad Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna.
I festival, i club e i promoter regionali coinvolti in questa celebrazione fanno della musica jazz una lampante manifestazione della voglia di continuità e ripresa delle attività sociali, sia lavorative che ricreative.
Alle ore 18, l’onore di inaugurare la diretta streaming della Giornata internazionale del jazz in chiave emiliano-romagnola spetterà a Crossroads on Air, il format di concerti ‘live from home’ lanciato da Crossroads, il festival regionale itinerante organizzato da Jazz Network in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e di numerose altre istituzioni.
Con questa iniziativa on air, Crossroads riesce a dare spazio ad artisti che sarebbero apparsi nel suo cartellone concertistico, il cui svolgimento è impedito dalla chiusura per legge dei teatri. Sulla pagina Facebook https://it-it.facebook.com/CrossroadsRavennaJazz/ e su Lepida TV si assisterà a due set di mezzora l’uno: il primo coinvolgerà Laura Avanzolini e Michele Francesconi (voce e pianoforte), mentre dalle 18:30 si esibiranno (da Roma) due dei più rinomati jazzisti del panorama italiano, Fabrizio Bosso e Lorenzo Tucci (tromba e batteria).
La Avanzolini e Francesconi proporranno per l’occasione alcuni brani tratti dai progetti musicali realizzati negli ultimi dieci anni e confluiti in dischi come Skylark (Zone di Musica, 2013) e Songs (Alfa Music, 2016), oltre a composizioni appartenenti al loro più recente repertorio.
Bosso e Tucci sono amici che hanno condiviso e condividono moltissimo, nella vita e sul palco. Vent’anni di musica insieme, attraverso progetti diversi, compreso un disco in duo, Drumpet, nato con l’idea di unire i tamburi, considerati la prima forma musicale, alla tromba, lo strumento che più si avvicina alla voce umana.
Alle ore 19 il collegamento sarà con Casa Bentivoglio, ovvero la versione streaming della Cantina Bentivoglio, con il suo #teniamovivoiljazzdalvivo, iniziativa promossa in collaborazione con il Dipartimento Cultura e Promozione della Città di Bologna, nell’ambito di Bologna città della musica Unesco. Su Lepida TV e sulle pagine social dello storico jazz club bolognese (https://it-it.facebook.com/cantina.bentivoglio/) si assisterà a due performance in solo di fisarmonica. Prima con Domenico Saccente, poi dalle 19:30 con Simone Zanchini in collegamento da San Leo.
Nel solo di Saccente si creano connessioni tra musiche del Mediterraneo, jazz afroamericano e composizioni originali, percorsi trasversali tra l’antico e il contemporaneo.
Zanchini crea una musica ricca di contrasti, che può essere inondata di pathos come virare verso la più totale ed estemporanea improvvisazione. Nel suo stile eclettico le sonorità ricercate convivono con un senso della forma musicale dal quale si intuiscono gli studi di fisarmonica classica. La varietà degli approcci musicali di Zanchini emerge chiaramente dalle sue collaborazioni (Gianluigi Trovesi, Javier Girotto, Marco Tamburini, Paolo Fresu, Antonello Salis, Mauro Ottolini, Han Bennink).
Da oltre 30 anni la Cantina Bentivoglio ospita concerti dei più importanti protagonisti del jazz. E in questo momento difficile per tutti ha ritenuto essenziale aiutare chi resta in casa, arricchendo la permanenza tra le mura domestiche con contenuti musicali originali. Ha quindi chiesto a tanti noti jazzisti che si sono esibiti più e più volte sul palco di via Mascarella di esibirsi ancora dal vivo per la Cantina, ma questa volta direttamente da casa.
Dalle ore 20 alle 21 la linea passerà agli Amici del Jazz di Modena. L’associazione modenese sta affrontando la cancellazione dei suoi concerti con il format di musica in streaming #JazzInQuarantine, reso possibile grazie al sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, BPER Banca, Abate Road 66 e tutti gli altri partner degli Amici del Jazz di Modena. L’organizzazione modenese non viene quindi meno alla passione per la sua attività musicale e il 30 aprile programmerà ben quattro set musicali, tutti in diretta dalle case degli artisti, visibili su Lepida TV e sui canali social (https://www.facebook.com/ModenaJazzFestival/). Questa puntata speciale di #JazzInQuarantine sarà divisa in due parti. La prima vedrà gli interventi di tre musicisti modenesi DOC: Lorena Fontana (cantante e docente dei conservatori di Monopoli e Mantova, che si esibirà su musiche appositamente eseguite e registrate per questa occasione da Carlo Morena), Ivan Valentini (sassofonista, compositore e docente presso il liceo musicale di Modena), Giulio Stermieri (giovane pianista e compositore emergente). La seconda parte sarà dedicata alla produzione discografica degli Amici del Jazz di Modena, con il duo formato dal pianista Andrea Pozza e il sassofonista Bobby Watson, autori di una registrazione dal vivo allo Smallet Jazz Club nel luglio scorso (rimasta momentaneamente inedita a causa dell’emergenza sanitaria). Watson (in collegamento da Kansas City) e Pozza (da Genova) eseguiranno un paio di brani tratti dal repertorio del Cd registrato.
Il Jazz Club Ferrara ha risposto alla chiusura forzata lanciando una pregevole iniziativa discografica dal titolo The Tower Tapes, anche con finalità benefiche, pubblicando su Bandcamp una serie di registrazioni live inedite realizzate nelle sue recenti stagioni. Con il live del trio Não Sonamu del cantante e chitarrista Danilo Lico (con Claudio Francica a voce e chitarra ed Enrico Dolcetto a voce e contrabbasso), che andrà in onda dalle ore 21 alle 22 su Lepida TV e sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/jazzclub.ferrara/, il jazz club ferrarese esordisce anche nella realizzazione di concerti in diretta streaming. Musica popolare brasiliana, jazz e sound mediterraneo: con i Não Sonamu i classici del repertorio di Caetano Veloso, Chico Buarque e João Gilberto incontrano quelli di Rino Gaetano e i grandi standard statunitensi, in una trascinante e raffinata commistione di ritmi e culture differenti.
“Siamo felici di partecipare a questa kermesse che mette in rete molti dei più attivi soggetti del panorama regionale, tutti stimati colleghi con i quali a più riprese il Jazz Club Ferrara ha collaborato nel corso degli ultimi anni” dichiara Francesco Bettini, direttore artistico del Jazz Club Ferrara. “Anche se la diretta streaming non può restituire le emozioni determinate dal luogo fisico condiviso e dal contatto tra i musicisti e il pubblico, tuttavia iniziative come questa aiutano a tenere unita la comunità degli appassionati, siano essi organizzatori, fruitori o artisti, traghettandoci verso il ritorno alla normalità, quando finalmente torneremo a godere dell’alchimia unica che generano i concerti dal vivo”.
Al Bologna Jazz Festival è affidata la conclusione di questa maratona concertistico-televisiva regionale. Dalle ore 22 alle 23 il BJF curerà la diretta streaming che vedrà coinvolta la giovane cantante e chitarrista Simona Severini (su Lepida TV e sulla pagina Facebook https://it-it.facebook.com/BolognaJazzFestival/), che rientra nell’ambito della programmazione di Jazz a Domicilio – La Maratona del Jazz realizzata in collaborazione con il Camera Jazz & Music Club e con il patrocinio del Comune di Bologna.
Simona Severini è una cantautrice dalla formazione poliedrica. Il suo stile, influenzato da pop, folk e jazz, è un crossover originale, applicato sia a canzoni di sua composizione che a rivisitazioni di brani della più varia provenienza (da Monteverdi a Brian Eno). La sua carriera jazzistica si è sviluppata attraverso collaborazioni con Giorgio Gaslini, Enrico Pieranunzi, Gabriele Mirabassi, Enrico Intra, Tiziana Ghiglioni.
Questa la scaletta dettagliata dei concerti emiliano-romagnoli per la Giornata internazionale del jazz UNESCO 2020:
GIOVEDI’ 30 APRILE
Crossroads on Air / Jazz Network
ore 18:00, Laura Avanzolini & Michele Francesconi (voce e pianoforte)
ore 18:30, Fabrizio Bosso & Lorenzo Tucci (tromba e batteria)
Casa Bentivoglio / Cantina Bentivoglio
ore 19:00, Domenico Saccente (fisarmonica)
ore 19:30, Simone Zanchini (fisarmonica)
#JazzInQuarantine / Amici del Jazz di Modena
ore 20:00, Lorena Fontana (voce; su musiche eseguite da Carlo Morena)
ore 20:10, Ivan Valentini (sax)
ore 20:20, Giulio Stermieri (pianoforte)
ore 20:30, Andrea Pozza & Bobby Watson (pianoforte & sax)
Jazz Club Ferrara
ore 21:00, Não Sonamu (Danilo Lico – voce e chitarra; Claudio Francica – voce e chitarra; Enrico Dolcetto – voce e contrabbasso)
Jazz a Domicilio – La Maratona del Jazz / Bologna Jazz Festival
Al via il finanziamento dei primi 9 progetti, con un contributo della Regione di oltre 791 mila euro, per sviluppare e consolidare lo smart working negli enti locali dell’Emilia-Romagna. Intanto prosegue celermente anche l’istruttoria di altre iniziative progettuali per rendere disponibili le risorse già stanziate e garantire un immediato rafforzamento delle azioni in corso.
Il bando regionale (per Comuni, Unioni di Comuni, Province e Città Metropolitana di Bologna) rimarrà aperto fino al prossimo 31 luglio, e comunque fino a esaurimento delle risorse, 2 milioni di euro, messe a disposizione da viale Aldo Moro. La misura prevede un contributo del 70% alle progettualità presentate, relative a tre misure di progettazione del percorso di avvio o consolidamento dello smart working, formazione e adeguamento tecnologico.
“Abbiamo scelto di finanziare lo sviluppo e il consolidamento dello smart working perché è un modello organizzativo in cui crediamo molto. Una modalità di lavoro– dichiara l’assessore al Bilancio e personale, Paolo Calvano- che abbiamo adottato da mesi per il personale della Regione e che ha avuto un’ottima risposta. I contributi messi a disposizione puntano a valorizzare le specificità di ciascuna amministrazione e la capacità di progettare un nuovo modo di gestire il lavoro. In Emilia-Romagna vogliamo farci trovare pronti per le sfide che questa emergenza e soprattutto il futuro ci riserveranno, non lasciando nulla al caso”.
I primi 9 progetti ammessi a finanziamento (disponibili su http://autonomie.regione.emilia-romagna.it/) sono stati presentatati da: Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, Nuovo Circondario Imolese, Comune di Ferrara, Comune di Sissa Tre Casali, Unione della Romagna Faentina, Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Comune di Alta Val Tidone, Città Metropolitana di Bologna, Unione dei Comuni Valle del Savio.
“Tante idee di innovazione dei processi e del modo di lavorare nelle progettualità emerse, tutte tese a capitalizzare l’esperienza che gli enti pubblici hanno realizzato in queste settimane di emergenza, dove lo smart working ha rappresentato una scelta obbligata. Ciò– aggiunge l’assessore regionale all’Agenda digitale, Paola Salomoni- ha permesso di garantire la continuità dei servizi della Pa e ha mostrato una strada deve essere rafforzata e percorsa per la reale trasformazione digitale della nostra amministrazione pubblica”.
Il bando
Il bando è finalizzato a raggiungere sostanzialmente due obiettivi. In primo luogo punta ad accelerare il processo di adozione dello smart working come misura organizzativa, per contribuire in questa fase emergenziale a garantire la continuità dei servizi e al tempo stesso ridurre la mobilità dei dipendenti, abbassando il rischio contagio. Inoltre, si vogliono consolidare processi di attivazione dello smart working affinché, terminata la fase emergenziale, questa misura e le lezioni apprese grazie alla sua massiva applicazione possano costituire un patrimonio importante per le organizzazioni, per affrontare le successive sfide di rilancio del paese, dell’economia e della socialità.