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sabato, 4 Aprile 2026
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Anziani e disabili, Confcooperative: l’Emilia-Romagna conferma e rilancia il sistema integrato dei servizi

“La Regione Emilia-Romagna ha confermato la validità del sistema integrato di welfare, riconoscendo alla cooperazione sociale un ruolo fondamentale nella co-progettazione e nella gestione di servizi alla persona, a partire da quelli per anziani e disabili”.

Lo segnalano le centrali cooperative riunite nell’Alleanza Cooperative Sociali Emilia-Romagna dopo l’incontro di ieri con la vicepresidente della Regione Elly Schlein e l’assessore alla Sanità Raffaele Donini.

“Le cooperative sociali gestiscono attualmente quasi il 70% dei posti accreditati in Regione dalla direttiva 514/2009” dichiarano i presidenti delle federazioni regionali di Confcooperative Federsolidarietà, Legacoopsociali e Agci Solidarietà”. “Parliamo – precisano Luca Dal Pozzo, Alberto Alberani ed Emanuele Monaci – di circa 500 servizi accreditati frequentati da 23.000 persone nelle residenze e 4.500 nei centri diurni, con altri 18.200 utenti fragili che vengono seguiti con assistenza domiciliare”.

Dal confronto di ieri è emersa la condivisione delle azioni da adottare nei prossimi giorni per proseguire nella collaborazione tra Regione e cooperazione sociale.

–        Elaborazione di linee guida chiare e condivise per le procedure di accoglienza e di diagnostica all’interno delle strutture per anziani.

–        La possibilità per le cooperative sociali di procedere con l’autofornitura e gli acquisti in autonomia di mascherine e dispositivi di protezione individuale, evitando così incomprensioni con la Protezione Civile.

–        Una modalità chiara e condivisa per la fatturazione dei servizi sospesi durante l’emergenza, come i centri diurni per anziani e disabili.

–        La possibilità di impiegare a supporto delle operatrici e degli operatori socio-sanitari (e per svolgere solo compiti ausiliari e non professionali verso i pazienti no Covid) anche personale con esperienza nella cura di persone anziane e caregiver, prevedendo formazioni specifiche.

–        La previsione di una nuova co-progettazione dei servizi in accreditamento rivolti alle persone con disabilità e anziane, alla luce dell’esperienza maturata con l’emergenza sanitaria Covid-19.

 

 

 

Didattica on line. 5 milioni di euro dalla Regione per contrastare il divario digitale in tutti gli ordini di scuole e nella formazione professionale

Rendere disponibili a tutti gli studenti computer, tablet e la connettività necessaria per dialogare ‘a distanza’ con la scuola, i compagni e i docenti, soprattutto – ma non solo – in questo periodo in cui le attività di istruzione e formazione professionale in presenza sono sospese a causa dell’emergenza Coronavirus.
Con un atto della Giunta, la Regione ha deliberato un contributo di 5 milioni di euro per garantire a tutti i ragazzi delle scuole e della formazione professionale dell’Emilia-Romagna strumenti tecnologici e connettività per dialogare con gli insegnanti. A beneficiarne saranno oltre 17.000 studentiche riceveranno dotazioni tecnologiche e strumenti di connettività che rimarranno di proprietà degli alunni e delle loro famiglie.

Nella delibera, approvata lo scorso lunedì, viene definito un progetto per affrontare il problema del “digital divide” al quale i privati possono contribuire attraverso donazioni.
A questo appello ha risposto immediatamente la Casa editrice Zanichelli di Bologna, donando un milione di euro, che si aggiunge ai 5 già messi a disposizione dalla Regione e che sarà dedicato ai bambini delle scuole elementari. Grazie a queste risorse, almeno altri 3mila piccoli alunni, con le loro famiglie, potranno ricevere strumenti informatici e connettività per esercitare il diritto allo studio anche nella modalità della didattica a distanza.

“Quella di Zanichelli è davvero una risposta importante a un bisogno degli studenti e delle famiglie, che contribuisce in modo significativo a sostenere la continuità dei percorsi educativi dei bambini – commenta l’assessore regionale alla Scuola, Paola Salomoni – Nel ringraziarli, spero che questo esempio stimoli ulteriori donazioni da parte del tessuto produttivo regionale, da sempre pronto a investire sui nostri giovani”.

“I libri e i contenuti digitali della Zanichelli sono nelle case di milioni di studenti dalle scuole medie all’università, in tutta Italia. Siamo dunque ovviamente sensibili ai problemi di esclusione dall’attività didattica che l’emergenza Covid-19 ha comportato- aggiunge Irene Enriques, direttore generale della Casa editrice bolognese-. Ci ha fatto pertanto piacere poter aderire al progetto che la nostra Regione mette in atto per ridurre il divario digitale. Abbiamo mirato il nostro contributo alla scuola primaria, dove gli effetti dell’esclusione ci sembrano più gravi e dove non abbiamo conflitto di interessi”.

L’atto, approvato su proposta degli assessori Paola Salomoni (Scuola) e Vincenzo Colla (Formazione), ha l’obiettivo di rispondere, sul fronte della dotazione informatica, alle necessità di tutti i ragazzi che frequentano il sistema regionale integrato scuola e formazione. L’investimento complessivo di 5 milioni di euro prevede infatti che 1,5 siano destinati aglistudenti dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).

“L’accesso alla formazione basato sulla disponibilità delle tecnologie rischia di acuire le disuguaglianze e di costituire un ulteriore elemento di difficoltà per le scuole nel raggiungere gli obiettivi formativi- spiega l’assessore Vincenzo Colla – ma più in generale quelli per la costruzione di una comunità coesa e inclusiva, previsti come fondamentali anche dal Patto per il lavoro. Questo progetto vuole oltrepassare la fase emergenziale e diventare un’opportunità per qualificare il sistema di formazione in regione, contrastare il divario digitale delle famiglie e offrire un’occasione di apprendimento per i bambini e i ragazzi”.

Come saranno assegnati i contributi
Per garantire una tempestiva ed efficace attuazione delle misure, saranno i Comuni, nell’ambito del distretto socio-sanitario, ad individuare i ragazzi che ne hanno bisogno in collaborazione con le scuole e le famiglie che beneficeranno degli interventi. Per i ragazzi dell’IeFp saranno gli stessi enti del sistema regionale dell’Istruzione e Formazione professionale a garantire le misure di accompagnamento.

Riapertura in sicurezza dopo il lockdown: dalla Regione un altro milione di mascherine per i lavoratori delle imprese emiliano-romagnole

Un altro milione di mascherine, dopo quello già consegnato la settimana scorsa, per supportare concretamente la riapertura in sicurezza delle imprese emiliano-romagnole. In attesa del via libera del Governo alla cosiddetta “Fase 2”, dalla Regione è partita, questa mattina, la consegna del secondo milione di mascherine gratuite destinate ai lavoratori attraverso le associazioni imprenditoriali firmatarie del Patto per il Lavoro.

Dopo il primo milione di mascherine già distribuito la scorsa settimana, si completa dunque la dotazione annunciata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, per consentire alle imprese emiliano-romagnole di ripartire in sicurezza appena verrà reso noto dall’esecutivo il calendario delle riaperture dopo il lockdown imposta dall’emergenza sanitaria Covid-19 .

“Come annunciato– dichiarano gli assessori regionali Vincenzo Colla, Sviluppo economico e Lavoro, e Irene Priolo, Protezione civile- oggi abbiamo spedito la seconda tranche di mascherine alle associazioni imprenditoriali. È un passo fondamentale per prepararci alla ripresa in sicurezza. Vogliamo ripartire appena possibile, ma solo garantendo una adeguata sicurezza affinché i lavoratori non si trovino in condizioni di pericolo di contagio, contribuendo così a garantire un supporto ai tantissimi sforzi che oggi la sanità sta facendo per il contenimento dell’epidemia. In Emilia-Romagna siamo pronti a farlo grazie a un governo di responsabilità condivisa tanto a livello locale quanto nazionale”.

Le mascherine rappresentano solo uno dei dispositivi di sicurezza individuale per i lavoratori tra quelli previsti dai protocolli che sono in via di elaborazione ai tavoli provinciali attivati in tutta l’Emilia-Romagna, a cui siedono, oltre alle associazioni imprenditoriali, gli enti locali, i sindacati, le aziende sanitarie locali, le Prefetture, l’Inail e l’Ispettorato del lavoro. Per ogni filiera produttiva saranno individuati i dispositivi necessari (oltre alle mascherine e ai guanti, tute, calzari, occhiali o altri presìdi), le regole per il distanziamento, eventuali sistemi di controllo sanitario (misurazione della febbre o test sierologici), i materiali per la disinfezione, la gestione dei magazzini, le regole per entrata e uscita del personale e qualsiasi ulteriore disposizione si renda necessaria per impedire la diffusione del coronavirus.

Carceri, da Regione e Ufficio interdistrettuale per l’esecuzione penale esterna un bando da 472 mila euro per accogliere in strutture alternative 90 detenuti

Contrastare e prevenire la diffusione del Coronavirus negli istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna, alleggerendo il sovraffollamento,e dare la possibilità ai detenuti con particolari requisiti e prossimi al termine della pena da scontare, ma privi di risorse economiche, una casa e un lavoro, di accedere a misure alternative alla detenzione per un periodo di sei mesi e, comunque, non oltre i diciotto mesi.

Sono gli obiettivi che la Regione Emilia-Romagna e l’Ufficio interdistrettuale per l’esecuzione penale esterna vogliono raggiungerecon il bando da 472 mila euro – in scadenza il prossimo 4 maggio – destinato a Enti e Associazioni del Terzo settore per accogliere nelle proprie strutture o in quelle messe a disposizione dalle amministrazioni comunali circa 90 detenuti. Nella decisione del trasferimento verrà data priorità alle donne con figli. 

Le risorse messe a disposizione provengono in parte da Cassa delle Ammende, ente del ministero della Giustizia che ha destinato all’Emilia-Romagna 410mila euro per realizzare il progetto “Territori per il reinserimento – emergenza Covid-19” finalizzato al contenimento del rischio di contagio da Coronavirus nelle carceri; cifra a cui si aggiungono 62mila euro resi disponibili dall’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna (Uiepe) per il progetto “Inclusione sociale per le persone in misura alternativa senza fissa dimora in Emilia-Romagna”.

“Uno sforzo corale quello che vedrà la collaborazione tra Regione, sia per la componente sociale che sanitaria, e tutte le realtà, istituzionali e non, che si occupano di carceri- sottolinea la vicepresidente con delega al Contrasto alle disuguaglianze, Elly Schlein-.  L’idea di fondo delle misure messe in campo, in attuazione delle indicazioni del decreto Cura Italia, è che sia prioritaria l’esigenza di tutelare la salute pubblica, contrastando la diffusione del contagio nelle carceri sovraffollate, attraverso le diverse opzioni messe a disposizione dalla legislazione per ridurre la popolazione penitenziaria. Ma il nostro impegno una volta terminata la fase emergenziale- aggiunge la vicepresidente- sarà quello di garantire la continuità delle azioni che stiamo per realizzare per rendere il carcere l’ultima ratio e perseguire, attraverso le misure alternative alla detenzione, l’attuazione piena dell’articolo 27 della Costituzione, ovvero il reinserimento nella società”.

I due progetti, grazie ad un Accordo sottoscritto nei giorni scorsi da Regione e Uiepe, si integreranno tra loro come previsto dal bando, che oltre al trasferimento dei detenuti che ne hanno i requisiti in strutture alternative alla detenzione in carcere, prevede l’attuazione di percorsi individualizzati di reinserimento sociale e lavorativo per le persone che non hanno commesso reati gravi e sono a non più di 18 mesi dal fine pena.

Per rispondere al bando

Gli Enti e le associazioni interessate a risponde al bando in scadenza il 4 maggio, potranno trovare tutte le informazioni necessarie al seguente link .

25 aprile a Maranello, cerimonia con le sole autorità

Sabato 25 aprile Maranello celebra il 75° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Lo farà con una cerimonia alla quale, a causa dell’emergenza sanitaria in atto, non sarà consentita la partecipazione del pubblico: a rendere omaggio ai caduti della Resistenza saranno il vicesindaco Mariaelena Mililli, Antonello Biondi (ANPI) e Alfonso Mosca (Alpini).

Alle 11.30 in Piazza Amendola è in programma l’alzabandiera, cui seguirà la deposizione della corona al monumento della Resistenza, presso il Cippo di San Venanzio e al Monumento ai Caduti di Torre Maina. Sulla pagina Facebook e sul sito del Comune saranno pubblicate le immagini della cerimonia e documenti sul tema della Resistenza partigiana.

 

Gruppi Educativi Territoriali, a Formigine il servizio per gli studenti delle secondarie si sposta online

I Gruppi Educativi Territoriali (GET) sono un servizio pomeridiano rivolto a ragazzi frequentanti la scuola secondaria di primo grado, promosso dai Comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Sassuolo in convenzione con parrocchie o associazioni del territorio e con il coordinamento pedagogico dell’Unione dei Comuni.

In questo momento di emergenza, i progetti per gli iscritti nell’anno scolastico 2019/2020 sono stati declinati attraverso modalità a distanza, ma sempre in stretto raccordo tra i ragazzi, le loro famiglie e la scuola.

A Fiorano Modenese sono stati organizzati spazi online di sostegno scolastico a piccolo gruppo o individuali, proposte educative e di socializzazione. Inoltre, è stato attivato un gruppo WhatsApp per i genitori: un canale per tenerli informati su novità e attività per i loro figli (info@gruppobabele.it, 340 3952077).

Sportello didattico online anche a Maranello e Pozza, con video tutorial per sostenere l’apprendimento del metodo di studio. I tutorial sono dedicati anche ad attività di svago, come la preparazione di ricette, proposte laboratoriali, beauty routine. Proposte anche le “challenge”: divertenti sfide per tutto il gruppo. Una volta al mese, sarà organizzato un cineforum in video-chiamata su un film indicato dagli educatori (feddyalle@yahoo.it, 329 9418126).

A Formigine, è attivo lo Sportello di sostegno online per lo svolgimento dei compiti, la preparazione di interrogazioni e compiti in classe. Il supporto alle famiglie, in rete con la scuola e le associazioni del territorio, è particolarmente dedicato all’utilizzo dei programmi e dei mezzi necessari per la didattica a distanza (info@donboscocoop.it, 339 1492972).

Gli orari dello Sportello d’aiuto del GET di Casinalbo sono lunedì, martedì e mercoledì dalle 15.00 alle 18.00 (333 6822340). Proposte anche attività socializzanti a distanza come laboratori di cucina, atelier di creatività, giochi di società.

Spazi online di sostegno scolastico individuali per ragazzi e supporto per i genitori anche a Magreta (servizieducativimagreta@gmail.com, 331 4088603) e Sassuolo (lospinoprogettogiovani@gmail.com), in quest’ultimo GET è attivo anche uno Sportello Scuola per sostenere il raccordo tra scuole e famiglie.

Coronavirus: le strategie per far ripartire spiagge, alberghi, commercio e pubblici esercizi

Come far ripartire il turismo e a quali condizioni potranno riaprire hotel, campeggi, locali, negozi e stabilimenti balneari. In attesa delle date certe relative alla fase 2 dell’emergenza coronavirus, la Regione sta mettendo a punto le linee guida e i protocolli su tutte le misure indispensabili per consentire agli operatori turistici e al commercio di riaprire in sicurezza.

Tre gli incontri convocati dall’assessorato regionale al Turismo, commercio e infrastrutture, in collaborazione con l’assessorato alle Politiche per la salute. Il primo sulle strutture balneari che si è tenuto ieri pomeriggio; oggi quello su alberghi e campeggi mentre lunedì 27 aprile si incontreranno i rappresentanti del settore commercio, bar, ristoranti, esercizi pubblici e per cibi da asporto.  Partecipano ai tavoli di lavoro rappresentanti degli enti pubblici, delle imprese e delle organizzazioni sindacali.

“Lo sforzo comune sarà quello di garantire una ripartenza sicura con soluzioni adeguate per gli stabilimenti balneari, i servizi alberghieri e turistico-ricettivi, la ristorazione e i pubblici esercizi– spiega l’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini-. Stabiliamo regole precise, frutto di una concertazione con tutti i soggetti interessati, dai quali abbiamo avuto grande disponibilità a trovare un accordo e volontà di far ripartire le attività che danno lavoro e identità al nostro territorio. In tempi brevi dobbiamo arrivare alla definizione di protocolli per affrontare la situazione assolutamente inedita che coinvolge tutti i settori dell’economia e della vita quotidiana e per far ripartire turismo e commercio. Le tempistiche saranno decise dal Governo, ma noi lavoriamo per farci trovare pronti. Va garantita- conclude Corsini– la sicurezza della salute di clienti e personale, e l’impresa, se rispetta i protocolli, deve poter lavorare ed essere sgravata da responsabilità che non gli sono proprie”.

Controlli contro la diffusione del virus, c’è anche chi si inventa un lavoro o falsi acquisti

In tema di controlli effettuati dai militari dell’Arma della provincia, e volti al rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica, i vari servizi effettuati ieri e l’altro ieri hanno fatto rilevare ancora molte persone in difetto.

In particolare: nei comuni della Bassa, l’altro ieri sono state contestate 9 sanzioni amministrative rilevate dai carabinieri di Carpi, Campogalliano, Soliera e Concordia. Ieri sempre nella stessa zona, sono state sanzionate 8 persone nei comuni di Campogalliano, San Felice sul Panaro, San Prospero e Soliera.

Nelle zone montane, i carabinieri delle locali stazioni hanno elevato sette sanzioni amministrative nei comuni di Pavullo nel Frignano, Zocca, Serramazzoni, Montese.

Sempre nel corso dei controlli sul contenimento del virus, due persone sono state denunciate alla procura della Repubblica per false attestazioni a pubblico ufficiale. Si tratta di un cittadino marocchino che ha falsamente dichiarato di essersi recato a Finale Emilia per comprare della carne e un 47enne italiano che a Sassuolo ha falsamente dichiarato di andare a lavoro presso una officina meccanica.

Maranello: 5 clienti al tavolo, nonostante i divieti. Sanzionato il titolare di un ristorante

I carabinieri della stazione di Maranello hanno sanzionato il titolare di un ristorante della zona poiché, durante un pattugliamento, transitando intorno all’ora di pranzo davanti al ristorante, i militari hanno rilevato la presenza di cinque persone all’interno. L’accertamento ha consentito di rilevare che le persone, clienti del ristorante, stavano consumando il cibo, in violazione delle norme in vigore.

10 grammi di droga tra cocaina, eroina e hashish: tunisino arrestato a Fiorano

Ieri sera a Fiorano, i carabinieri dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Sassuolo hanno individuato e tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti un cittadino tunisino quarantaquattrenne, con precedenti di polizia. L’uomo, fermato e perquisito, è stato trovato in possesso di 5 g di cocaina, 3 g di hashish e 2 g di eroina.

La perquisizione estesa al domicilio ha permesso di recuperare anche bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga, oltre a 835 €, somma sequestrata  poiché ritenuta provento dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

Cocaina e denaro (provento dello spaccio), marocchino in manette a Sassuolo

Ieri alle 14:30, a Sassuolo, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia, nel corso di uno specifico servizio antidroga, hanno bloccato e tratto in arresto un cittadino marocchino 27enne, già conosciuto alle forze di polizia, fermato in via Peschiera in atteggiamento alquanto sospetto.

La perquisizione effettuata sulla persona e al domicilio, ha permesso ai carabinieri di recuperare 43 grammi di cocaina divisa in dosi, oltre a materiale per il confezionamento e bilancini di precisione. I militari hanno recuperato anche la somma di 1730 € in contanti, ritenuta provento dell’attività delittuosa.

L’uomo è stato associato alla casa circondariale di Reggio Emilia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Borse studio a 1.531 studenti modenesi del biennio superiore, fino a 227 euro in base a reddito e merito

Sono quasi 1.531 le borse di studio assegnate, nei giorni scorsi, dalla Provincia di Modena ad altrettanti studenti modenesi di prima e seconda superiore e agli iscritti al triennio dell’istruzione e formazione professionale dell’anno scolastico 2019-2020.

L’importo base, stabilito in base alle risorse disponibili, tenendo conto del reddito Isee, è di 181 euro (queste borse sono state assegnate a 895 studenti) che arriva a 227 euro per i più meritevoli e per gli studenti disabili (636 assegnate).

La Provincia ha definito le modalità di liquidazione tenendo conto delle misure di sicurezza sanitaria.

Come sottolinea Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena, «queste borse di studio, assegnate tramite bando pubblico annuale, rappresentano un strumento di contrasto contro l’abbandono scolastico e di sostegno al diritto allo studio che in questa fase di emergenza assume un valore ancora maggiore».

Anche se il merito non rappresenta una condizione per partecipare, viene riconosciuto un premio agli studenti più meritevoli: per chi ha conseguito nell’anno scolastico precedente una media dei voti pari o superiore al sette ha diritto a una borsa di studio con un importo maggiorato del 25 per cento.

Le risorse sono messe a disposizione dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito delle iniziative sul diritto allo studio rivolte agli studenti residenti nel territorio regionale.

La competenza in questa materia, infatti, è della Regione che ha delegato alle Province la programmazione e la gestione degli interventi relativi al diritto allo studio, come le borse di studio e le risorse da destinare ai Comuni per il trasporto scolastico, impiegando personale regionale assegnato alle Province.

Sono state assegnate, inoltre, dal ministero dell’Istruzione, le borse di studio destinate agli studenti  dalla terza alla quinta classe, sempre delle superiori; sono in tutto 1.321, per un importo di quasi 300 euro ciascuna che sarà liquidato direttamente dal ministero, con modalità definite con apposito decreto ministeriale, tramite una procedura concordata con l’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori (Er.go).

 

Modalità di pagamento in sicurezza. Liquidazioni in banca scaglionate, avvisi in arrivo

Per garantire il rispetto delle norme di sicurezza a seguito dell’emergenza sanitaria Covid 19, la Provincia di Modena ha definito particolari modalità di pagamento al fine di evitare una eccessiva presenza agli sportelli bancari Unicredit che liquideranno le 1531 borse di studio regionali.

La procedura prevede la liquidazione in via prioritaria delle 636 borse di studio maggiorate pari a 227 euro mediante emissione di mandati di pagamento, dilazionati e secondo l’ordine alfabetico del beneficiario.

Al termine della prima fase la Provincia procederà al pagamento delle 895 borse di studio base da 181 euro, con la stessa metodologia.

Gli avvisi di pagamento saranno inviati ai beneficiari all’indirizzo mail indicato in domanda o acquisito dagli uffici,  oppure agli istituti scolastici.

All’atto del ricevimento dell’avviso, il beneficiario dovrà concordare con una filiale Unicredit l’appuntamento per la riscossione del beneficio.

Per informazioni è possibile contattare, esclusivamente telefonicamente o tramite mail, l’Urp della Provincia di Modena: 059 209199, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 14 e nel pomeriggio del giovedì dalle 14.30 alle 17.30), mail:  info@provincia.modena.it; oppure l’ufficio Diritto allo studio: 059 209211 (dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13).

Le informazioni sono disponibili sul sito dedicato all’istruzione della Provincia: www.istruzione.provincia.modena.it, dove sarà possibile consultare anche l’elenco degli ammessi e relativo importo.

 

 

Didattica on line: 5 milioni di euro dalla Regione per contrastare il divario digitale in tutti gli ordini di scuole e nella formazione professionale

Rendere disponibili a tutti gli studenti computer, tablet e la connettività necessaria per dialogare ‘a distanza’ con la scuola, i compagni e i docenti, soprattutto – ma non solo – in questo periodo in cui le attività di istruzione e formazione professionale in presenza sono sospese a causa dell’emergenza Coronavirus.
Con un atto della Giunta, la Regione ha deliberato un contributo di 5 milioni di euro per garantire a tutti i ragazzi delle scuole e della formazione professionale dell’Emilia-Romagna strumenti tecnologici e connettività per dialogare con gli insegnanti. A beneficiarne saranno oltre 17.000 studentiche riceveranno dotazioni tecnologiche e strumenti di connettività che rimarranno di proprietà degli alunni e delle loro famiglie.

Nella delibera, approvata lo scorso lunedì, viene definito un progetto per affrontare il problema del “digital divide” al quale i privati possono contribuire attraverso donazioni.
A questo appello ha risposto immediatamente la Casa editrice Zanichelli di Bologna, donando un milione di euro, che si aggiunge ai 5 già messi a disposizione dalla Regione e che sarà dedicato ai bambini delle scuole elementari. Grazie a queste risorse, almeno altri 3mila piccoli alunni, con le loro famiglie, potranno ricevere strumenti informatici e connettività per esercitare il diritto allo studio anche nella modalità della didattica a distanza.

“Quella di Zanichelli è davvero una risposta importante a un bisogno degli studenti e delle famiglie, che contribuisce in modo significativo a sostenere la continuità dei percorsi educativi dei bambini – commenta l’assessore regionale alla Scuola, Paola Salomoni – Nel ringraziarli, spero che questo esempio stimoli ulteriori donazioni da parte del tessuto produttivo regionale, da sempre pronto a investire sui nostri giovani”.

“I libri e i contenuti digitali della Zanichelli sono nelle case di milioni di studenti dalle scuole medie all’università, in tutta Italia. Siamo dunque ovviamente sensibili ai problemi di esclusione dall’attività didattica che l’emergenza Covid-19 ha comportato- aggiunge Irene Enriques, direttore generale della Casa editrice bolognese-. Ci ha fatto pertanto piacere poter aderire al progetto che la nostra Regione mette in atto per ridurre il divario digitale. Abbiamo mirato il nostro contributo alla scuola primaria, dove gli effetti dell’esclusione ci sembrano più gravi e dove non abbiamo conflitto di interessi”.

L’atto, approvato su proposta degli assessori Paola Salomoni (Scuola) e Vincenzo Colla (Formazione), ha l’obiettivo di rispondere, sul fronte della dotazione informatica, alle necessità di tutti i ragazzi che frequentano il sistema regionale integrato scuola e formazione. L’investimento complessivo di 5 milioni di euro prevede infatti che 1,5 siano destinati aglistudenti dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).

“L’accesso alla formazione basato sulla disponibilità delle tecnologie rischia di acuire le disuguaglianze e di costituire un ulteriore elemento di difficoltà per le scuole nel raggiungere gli obiettivi formativi- spiega l’assessore Vincenzo Colla – ma più in generale quelli per la costruzione di una comunità coesa e inclusiva, previsti come fondamentali anche dal Patto per il lavoro. Questo progetto vuole oltrepassare la fase emergenziale e diventare un’opportunità per qualificare il sistema di formazione in regione, contrastare il divario digitale delle famiglie e offrire un’occasione di apprendimento per i bambini e i ragazzi”.

Come saranno assegnati i contributi
Per garantire una tempestiva ed efficace attuazione delle misure, saranno i Comuni, nell’ambito del distretto socio-sanitario, ad individuare i ragazzi che ne hanno bisogno in collaborazione con le scuole e le famiglie che beneficeranno degli interventi. Per i ragazzi dell’IeFp saranno gli stessi enti del sistema regionale dell’Istruzione e Formazione professionale a garantire le misure di accompagnamento.

Gambuli (ACIMAC – UCIMA): “Immorale caricare di debiti le generazioni future”

“Immorale caricare di debito pubblico le generazioni future. L’Europa fa comprensibilmente fatica a garantire il debito pubblico italiano. Il Governo è inadeguato: faccia ripartire subito le aziende che creano valore, perché ora dopo ora perdiamo competitività e quote nei mercati internazionali”.

Paolo Gambuli, direttore delle associazioni confindustriali ACIMAC (macchine per ceramica) e UCIMA (macchine per packaging) – settori che fatturano oltre 10 miliardi di euro, con una quota export vicina all’80% – attacca il Governo che sta gestendo male l’emergenza Covid-19 in quanto “politicamente debolissimo, privo di idee, imbevuto di cultura anti-industriale, non in grado di offrire alcun supporto reale al sistema industriale. I miliardi tanto decantati sono solo una garanzia offerta alle banche, non un sostegno di liquidità per le aziende”.

Gambuli sottolinea come le misure prese faranno lievitare ulteriormente il debito pubblico “con drammatiche conseguenze per le generazioni future: un’operazione politicamente immorale. In più, in un Paese che passerà da un deficit del 135% al 155% del Pil, non mi sorprende che altri Paesi europei non vogliano sottoscrivere il nostro debito, a maggior ragione senza alcuna certezza di un’inversione di tendenza sui conti pubblici”.

L’ultimo attacco all’informazione: “Trovo inaccettabile la modalità con la quale i principali mass media hanno gestito l’emergenza Covid-19, proponendola come mono-notizia ininterrottamente da ormai due mesi come un lavaggio del cervello e soprattutto confondendo i numeri e le informazioni”.

 

Nidi e servizi educativi a distanza: a Maranello le educatrici in contatto con bambini e genitori per continuare le attività

E’ partito nei giorni scorsi il progetto “Il nido a casa mia” e “Il centro per bambini e famiglie a casa mia”, rivolto alle famiglie di Maranello con bambini iscritti ai servizi educativi per la prima infanzia. Si tratta di un progetto che mira a riallacciare il legame tra le famiglie, i bambini e  le loro educatrici. Il personale educativo sta contattando tutte le famiglie interessate dai servizi, la cui frequenza è temporaneamente sospesa a causa dell’emergenza sanitaria: un modo per riprendere i contatti interrotti e per poter richiedere nuove consulenze o ricevere un supporto pedagogico per consigli, dubbi, chiarimenti in merito alle problematiche che possono sorgere nella gestione di una quotidianità così eccezionale. Il tutto attraverso  strumenti come telefonate, mail, videoconferenze.

Le educatrici durante la settimana invieranno anche brevi filmati dove leggono libri, raccontano storie, cantano canzoncine, danno suggerimenti per semplici attività di gioco da realizzare in casa o semplicemente salutando i bimbi. L’adesione all’iniziativa da parte dei genitori è libera. “Questo momento di difficoltà per tante famiglie”, afferma l’assessore all’istruzione Alessio Costetti, “si riflette anche sui bambini, e la mancanza di un contatto diretto con le educatrici e con gli altri bambini si fa sentire. Con questa iniziativa vogliamo provare a ristabilire quell’alleanza fondamentale tra famiglie e servizi: un servizio che di certo non può sostituire il valore educativo e sociale della frequenza quotidiana, ma può fare sentire le famiglie più vicine e meno isolate, e magari supportate nella gestione dei figli durante la permanenza forzata tra le mura domestiche”. A questo servizio si affiancano poi altri interventi, come quello offerto dal Coordinamento Pedagogico dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico alle famiglie dei bambini iscritti ai servizi educativi del territorio: la possibilità di ascolto, confronto e supporto anche a distanza attraverso colloqui telefonici, tramite Skype o Google Hangouts. Una possibilità per condividere e affrontare le proprie preoccupazioni, le fatiche e le difficoltà connesse allo svolgimento dei ritmi quotidiani, all’isolamento all’interno del nucleo famigliare, alle necessità di gestire nuove modalità di lavoro con i figli a casa, di sostenere a accompagnare i bambini in questa nuova quotidianità. E’ inoltre disponibile un servizio di consulenza pedagogica a cura della società che gestisce i nidi Coccinelle, Virgilia e una sezione del nido “L’Aquilone”. La consulenza andrà richiesta alle proprie educatrici di sezione che forniranno tutti i riferimenti per il contatto con il professionista incaricato. Infine, la ditta che gestisce il servizio di refezione scolastica per il Comune di Maranello ha realizzato un progetto di educazione alimentare dal titolo “Io mangio a casa”, appositamente pensato per i bambini e le famiglie in questo particolare momento di emergenza sanitaria. Sul sito del Comune di Maranello è disponibile il link alla pagina del gestore del servizio mensa nella quale sono presenti menù giornalieri, ricette e consigli dietetici e alimentari per rendere il momento del pasto a casa sia piacevole che salutare.

Buoni spesa: a Fiorano Modenese presentate 516 domande, già erogati 195 benefici

Sono state 516 le domande di buoni spesa presentate da cittadini fioranesi al Servizio Sociale territoriale, dal 3 al 16 aprile 2020.

Di queste, ad oggi ne sono state valutate 374 e sono stati consegnati (o verranno consegnati nei prossimi giorni) 195 buoni e tessere prepagate ad altrettante famiglie in difficoltà, le cui richieste sono state valutate come prioritarie e rientranti nei parametri previsti per il beneficio. I buoni sono da utilizzare negli esercizi commerciali fioranesi che hanno aderito all’iniziativa di solidarietà alimentare, i cui riferimenti sono disponibili sul sito del Comune di Fiorano Modenese o dell’Unione.

“Il lavoro svolto dai nostri servizi sociali negli ultimi giorni è stato intensissimo e davvero prezioso, perché si è reso necessario aprire nuovi canali di comunicazione per raccogliere le richieste pervenute dai cittadini in difficoltà, anche attraverso il web e whatsapp. I numeri parlano chiaro: centinaia di persone sono state duramente colpite da questa emergenza ed è essenziale dare loro una risposta giusta, concreta e in tempi rapidi. A fronte di queste drammatiche situazioni, bisogna però sottolineare l’importanza del contributo dato dai nostri concittadini, che ci ha permesso di garantire a tutti questa efficace risposta. Ci auguriamo che questo senso di appartenenza alla comunità contraddistingua proprio il superamento di questo difficile momento storico.”

Per quanto riguarda le altre richieste pervenute: 50 domande sono in corso di ulteriore valutazione, mentre gli altri 142 richiedenti verranno contattati dalle assistenti sociali nei prossimi giorni per colloqui di approfondimento; infine 127 domande sono state respinte perché presentate da famiglie che non hanno avuto una significativa modificazione del reddito a seguito all’emergenza Covid, oppure da persone per cui risultano già attivi altri sostegni economici (reddito di cittadinanza, ecc.) o in difficoltà per eventuali problematiche indipendenti dall’emergenza Covid.

Lo stanziamento del Governo, pari a 90.466 euro per il Comune di Fiorano Modenese, integrato con i soldi raccolti grazie alla generosità di cittadini e imprese, tramite il conto corrente dedicato, intestato al Comune (Iban IT33E0503466760000000021805), è infatti vincolato all’aiuto di quelle famiglie che a causa dell’emergenza sanitaria in corso hanno subito significative diminuzioni del reddito, non per chi era già in difficoltà in precedenza, per cui rimane comunque valida la possibilità di chiedere un supporto al Servizio Sociale.

Si ricorda che gli orari del Servizio Sociale, che in questo periodo risponde esclusivamente tramite telefono, sono dal lunedì al venerdì mattina dalle ore 8,30 alle ore 13,30 ed il giovedì pomeriggio dalle 14,30 alle 18,00.

Fondazione Iris Ceramica Group e SOS – School of Sustainability siglano la nuova partnership Building Green Future

Fondazione Iris Ceramica Group firma una partnership con SOS – School of Sustainability di Mario Cucinella per definire un modello di sviluppo sostenibile ispirato ai principi dell’economia circolare e per attivare processi di ri-generazione economica, sociale ed ambientale per le comunità e i territori. L’associazione Building Green Futures farà da regista della partnership tra SOS e Iris Ceramica Group con l’obiettivo di indagare nuove soluzioni di servizi integrati sulle quali le aziende del Gruppo possono puntare per adottare l’economia circolare come modello di business.

L’economia circolare rappresenta oggi una delle principali sfide che la società nel suo complesso deve affrontare: è infatti la strategia fondamentale per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile. Una sfida che Fondazione Iris Ceramica Group ha deciso di affrontare insieme alle imprese del Gruppo che rappresenta, con l’obiettivo di disegnare un modello di business avvalendosi della propria forza innovativa. Per farlo è necessario partire dal design del prodotto, dall’innovazione del servizio e dalla riorganizzazione del sistema in un’ottica circolare per generare valore nel tempo e nel rispetto della sostenibilità.

I tre scenari di trasformazione sono stati messi a sistema in un’ottica circolare grazie a una roadmap co-creata da SOS – School of Sustainability e il Gruppo, al fine di pianificare le azioni previste e indirizzare il lavoro di ricerca: identificazione degli stakeholder coinvolti nel processo, ridisegno della mappa dei servizi individuando i bisogni alla base della domanda, confronto con la produzione per capire come ottimizzare i processi della filiera del prodotto ceramico e infine analisi dei criteri che influenzano il design del prodotto.

Già da alcune settimane i giovani professionisti di SOS sono al lavoro con il reparto R&D del Gruppo, gli esperti del team Granitech e la business unit di progettazione interna per promuovere soluzioni innovative per la catena operativa del prodotto ceramico non più visto come semplice materiale di finitura, ma come componente attivo del processo edilizio che, grazie a nuove modalità di posa, all’integrazione con sensoristica avanzata e all’utilizzo di IOT permetterà di accompagnarne l’intero ciclo di vita, fino al recupero della materia prima da reimpiegare in nuovi prodotti. Il progetto prevede momenti di scambio tra i partecipanti che includono visite, workshop, focus group e presentazioni dedicate alla condivisione dell’avanzamento del lavoro.

fondazione.irisceramicagroup.it

Coronavirus, la Regione renderà disponibili 350 mila euro per aiutare le donne vittime di violenza.

Si rafforza l’impegno della Regione a sostegno delle donne vittime di violenza in un momento reso ancora più difficile dall’emergenza Coronavirus.

Dopo la campagna di comunicazione promossa nelle scorse settimane per invitare le donne che subiscono abusi a contattare i numeri d’emergenza e a rivolgersi ai Centri antiviolenza presenti in ogni provincia, la Regione metterà a disposizione,con risorse del proprio bilancio, i fondi necessari per garantire un’accoglienza in sicurezza alle donne costrette a lasciare la propria abitazione e per garantire la sicurezza di ospiti e operatrici dei Centri e delle Case rifugio.

Lo ha annunciato ieri pomeriggio l’assessore regionale alle Pari opportunità, Barbara Lori, nel corso di una videoconferenza con le rappresentanti dei Centri antiviolenza, delle Case rifugio e dei Comuni in cui hanno sede.

Si tratterà di uno stanziamento straordinario di circa 350 mila euro che si aggiunge, con tempi di erogazione molto più celeri, all’arrivo dei fondi assegnati all’Emilia-Romagna – ma non ancora nelle disponibilità della Regione – per finanziare gli interventi urgenti a favore delle donne vittime di violenza. Saranno in tutto, infatti, circa 700 mila euro le risorse assegnate alla nostra regione come quota parte dei 10 milioni di euro sbloccati dalla ministra per le Pari opportunità e la famiglia nell’ambito del Piano strategico del Dipartimento pari opportunità.

Le risorse che metterà a disposizione la Regione saranno ripartite tra i Comuni e le Unioni di Comuni che ospitano sul proprio territorio centri antiviolenza e case rifugio, a sostegno dell’attività straordinaria da queste assicurata sull’intero territorio regionale.

“Siamo e continueremo a essere al fianco delle donne che subiscono violenza- afferma Lori- anche in un periodo così delicato e difficile per il nostro territorio.  Ci stiamo muovendo su due linee di azione: da un lato abbiamo promosso una capillare campagna informativa, in collaborazione con le farmacie, i comuni, le prefetture, le questure e anche attraverso il sito e le pagine facebook della Regione, per informare le donne vittime di violenza che i Centri continuano la loro opera anche durante l’emergenza ed è sempre possibile contattarli telefonicamente. Dall’altro lato, vogliamo dare un segnale concreto che la Regione c’è ed è pronta ad aiutare le donne anche quando devono abbandonare la propria abitazione e a garantire loro condizioni di sicurezza sanitaria in periodo Covid-19”.

I fondi saranno messi a disposizione dei Centri Antiviolenza tramite i Comuni e le loro Unioni e saranno utilizzati per sostenere i costi per gli alloggi in cui le donne uscite di casa potranno trascorrere il periodo di isolamento, per la sanificazione dei locali e l’acquisto di dispositivi di protezione individuali e di attrezzature e materiali necessari alle ospiti, ai loro bambini e alle operatrici.

Gruppo Hera e Caritas Italiana insieme per donare l’equivalente di 25 mila pasti

Una donazione alla Caritas Italiana per ogni cliente che richiede l’invio elettronico della bolletta, per fornire l’equivalente di 25 mila pasti a chi ne ha bisogno. È questa la nuova iniziativa di solidarietà messa in campo dal Gruppo Hera che si aggiunge alle numerose altre già realizzate, anche in questo periodo di emergenza Coronavirus, a sostegno di famiglie e aziende del territorio che si trovano in difficoltà a gestire i pagamenti delle bollette relative ai servizi forniti dalla multiutility.

 

Un supporto a Caritas Italiana nel sostegno alimentare alla popolazione

Fino al 31 maggio, per ciascun cliente – domestico o business – che attiva l’invio elettronico della bolletta, il Gruppo Hera donerà 2 euro a favore della Caritas Italiana. La multiutility in questo modo stima di raccogliere fondi per coprire l’erogazione di circa 25 mila pasti da destinare alle persone in difficoltà in Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche.

È possibile richiedere l’invio della bolletta per e-mail, in sostituzione di quella cartacea, per le bollette di energia elettrica, gas, acqua, teleriscaldamento e tariffa a corrispettivo puntuale per la gestione dei rifiuti.

Per dare visibilità all’iniziativa di solidarietà è stata avviata una capillare campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti i clienti, tramite sms ed e-mail.

 

Come attivare l’invio elettronico della bolletta

Richiedere l’invio elettronico della bolletta è semplice: basta accedere ai servizi digitali del Gruppo Hera (Servizi Online e app My Hera) o contattare il Servizio Clienti.

 

Un vantaggio anche per l’ambiente e i clienti

Scegliere l’invio elettronico della bolletta è un piccolo gesto con il quale, però, ora si può contribuire a dare un aiuto concreto a chi ha più bisogno, aiutandolo a superare questa emergenza. Allo stesso tempo rappresenta un vantaggio per i clienti, poiché l’invio della bolletta per e-mail assicura puntualità di consegna, e per l’ambiente, in termini di risparmio di carta ed emissioni in atmosfera per produrla e trasportarla.

Inoltre, ogni volta che un cliente domestico attiva uno o più servizi digitali, messi a disposizione gratuitamente dalla multiutility, come in questo caso per l’invio elettronico della bolletta, dona punti alle scuole del suo Comune nell’ambito del progetto Digi e Lode del Gruppo, punti che potranno essere convertiti in premi in denaro da spendere in progetti di digitalizzazione scolastica.

 

Ulteriori agevolazioni per i clienti

Il progetto di solidarietà che vede coinvolta la Caritas Italiana si affianca alle numerose iniziative di dilazioni di pagamento e rateizzazioni delle bollette per

tutti i servizi che la multiutility ha introdotto in questo periodo per i propri clienti, famiglie e imprese, in difficoltà economica. Tali agevolazioni speciali – in essere fino alle scadenze di fine giugno – consentono diluizioni dei pagamenti anche fino a dicembre 2020 e riguardano le bollette di tutti i servizi erogati dal Gruppo Hera (acqua, teleriscaldamento, rifiuti urbani in regime di tariffazione corrispettivo puntuale e forniture di energia elettrica e gas naturale, purché non in regime di salvaguardia e di ultima istanza) per importi fino a 4.500 euro. Per importi superiori saranno definiti piani di rateizzazione specifici. Hera non applicherà su queste agevolazioni alcun interesse passivo e possono essere richieste da tutti i clienti attivi che prima dell’emergenza erano in regola con i pagamenti, telefonando al Servizio Clienti al numero indicato in bolletta.

Per svolgere la maggior parte delle pratiche comodamente da casa, i clienti hanno a loro disposizione molteplici canali gratuiti, dal Servizio Clienti telefonico ai Servizi Online fino alla app My Hera, attraverso i quali è possibile anche comunicare l’autolettura delle proprie utenze e ricevere così bollette basate sui consumi reali.

 

Cristian Fabbri: “Aiuti concreti a chi è in difficoltà”

“In questa emergenza, che non è più solo sanitaria ma anche sociale ed economica, sta aumentando il numero di persone che non riescono a soddisfare neppure i bisogni primari come la garanzia di un pasto” – commenta Cristian Fabbri, Direttore Centrale Mercato del Gruppo Hera. “Con le agevolazioni già attivate per il pagamento delle bollette e questa ulteriore iniziativa in collaborazione con Caritas Italiana vogliamo dare un contributo concreto a chi si trova in maggiore difficoltà”.

 

Don Francesco Soddu “Questa emergenza ci deve far sentire tutti uniti e solidali” 

“Questa emergenza ci deve far sentire tutti uniti e solidali – ricorda il Direttore di Caritas Italiana don Francesco Soddu, che aggiunge – ancora una volta le più esposte sono le persone più fragili e per questo auspichiamo che siano sempre di più le iniziative, come questa del Gruppo Hera, di solidarietà concreta in favore delle persone in difficoltà e in condizioni sempre più precarie”.

Al via le celebrazioni per il 25 aprile

La mattina del 22 aprile 1945 il Comando partigiano che era a Prignano impartì l’ordine di scendere su Sassuolo e avvennero gli ultimi combattimenti di Villa Segrè e del Parco; il 23 aprile, il giorno Santo Patrono, la nostra città era sotto il controllo delle truppe brasiliane, facenti parte del contingente alleato, e dei partigiani. Alle 10,30 i pompieri suonarono il Campanone e quel giorno il Comitato di Liberazione Nazionale assunse il governo della Sassuolo democratica e libera.

Questa mattina, a ricordo di quanto avvenne 75 anni fa, il Campanone ha suonato nuovamente: una serie di rintocchi di campana a martello per dare l’avvio alle celebrazioni, naturalmente nel rispetto dei Decreti emanati per contenere il contagio da Covid -19, per il giorno della Liberazione alla presenza del Sindaco Gian Francesco Menani.

Coronavirus, Prometeia: una recessione assai più grave che nel 2009

voroPrometeia ipotizza un’evoluzione progressivamente positiva della situazione. Ciò nonostante, per l’Emilia-Romagna si prevede una forte contrazione del PIL pari -7 per cento, più profonda di quella del 2009 (-6,6 per cento). In sensibile calo gli investimenti, le esportazioni perderanno il 10 per cento e solo la rigidità dei consumi ne conterrà la flessione. Saranno l’industria e le costruzioni ad accusare il colpo decisamente più duro, ma anche per i servizi la recessione sarà pesante. Si ridurranno fortemente gli occupati e aumenterà il tasso di disoccupazione che raggiungerà il massimo degli ultimi quattro anni (6,7 per cento). Una parziale ripresa dell’export e dei consumi sosterrà il rilancio nel 2021 di PIL e occupazione.

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L’edizione di aprile degli Scenari per le economie locali di Prometeia, analizzati dall’ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna, si fonda su un‘ipotesi relativamente positiva, di un periodo di blocco delle attività di circa due mesi, ritardati nel tempo tra i vari Paesi del mondo, e di una successiva parziale ripresa.

L’attesa per il 2020 è di una caduta del prodotto interno lordo regionale del 7,0 per cento, leggermente superiore a quella del 2009. La ripresa sarà solo parziale nel 2021 (+3,8 per cento), per tornare ai livelli del 2019 occorrerà aspettare il 2024. La caduta del prodotto interno lordo italiano dovrebbe risultare del 6,5 per cento nel 2020, con una ripresa del 3,3 per cento nel 2021.

Secondo le ipotesi di Prometeia nel 2020 il prodotto mondiale dovrebbe ridursi dell’1,6 per cento. In particolare, la flessione dovrebbe risultare del 2,5 negli Stati Uniti, del 5,1 nell’area dell’euro e del 5,3 in Germania, mentre la crescita dovrebbe ridursi al 3,2 in Cina.

Nel 2020 la recessione dell’Emilia-Romagna sarà determinata dal crollo degli investimenti (-13,1 per cento) e dalla caduta delle esportazioni (-9,9 per cento), nonostante una migliore tenuta dei consumi (-5,2 per cento).

Saranno l’industria (-12,8 per cento) e le costruzioni (-11,1 per cento) ad accusare il colpo più duro, ma anche nei servizi la recessione sarà pesante (-4,5 per cento).

Secondo uno studio di Unioncamere Emilia-Romagna, la recessione colpirà più duramente le aree dell’Italia settentrionale e centrale a maggior vocazione turistica, quelle a forte densità artigiana manifatturiera ma anche le economie territoriali con elevata propensione all’export.

Gli effetti dell’epidemia da coronavirus condurranno a una netta inversione della tendenza positiva sul mercato del lavoro con una lieve flessione delle forze di lavoro, una netta riduzione degli occupati (-1,4 per cento) e un deciso aumento del tasso di disoccupazione, che raggiunge il massimo degli ultimi quattro anni (6,7 per cento).

Per il 2021 è attesa una ripresa dell’occupazione e un ritorno del tasso di disoccupazione sotto il 6 per cento.

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