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sabato, 4 Aprile 2026
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#25aprileresiste: dalle dirette social ai documentari, on line le celebrazioni del 75^ anniversario della Liberazione

Più forti dell’emergenza Coronavirus. Anche se in forma diversa, l’Emilia-Romagna si prepara alle celebrazioni per il 75esimo anniversario della Liberazione d’Italia: da Piacenza a Rimini, le amministrazioni comunali, la Regione, gli Istituti Storici, l’Anpi e altre realtà, hanno dato vita ad attività e iniziative dedicata alla giornata che ricorda la fine dell’occupazione nazi-fascista, sabato 25 Aprile.

Anche se le persone non potranno ritrovarsi fisicamente assieme in appuntamenti pubblici a rendere omaggio alle partigiane e ai partigiani nei luoghi della Memoria, grazie al portale MemoriaNovecento potranno partecipare ad un percorso che unisce tutta l’Emilia-Romagna attraverso il web e i social media.

Per tenere insieme e promuovere il calendario di eventi, l’assessorato alla Cultura e al Paesaggio della Regione ha dato vita a una sezione speciale all’interno del sito con la rubrica #25aprileresiste, dove ogni giorno verranno caricati nuovi appuntamenti e approfondimenti.

Sono centinaia gli eventi in programma sul territorio regionale e le opportunità per ritrovarsi virtualmente insieme a ricordare la Liberazione, costruite da Istituti storici, Associazioni e Istituzioni.

 

Gli appuntamenti del 25 aprile

A Marzabotto (ore 9,30) ci sarà la deposizione delle corone al Sacrario dei caduti: insieme a Valter Cardi, presidente del Comitato per le onoranze ai caduti di Marzabotto, sarà presente il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, oltre ai sindaci di Marzabotto, Valentina Cuppi, di Grizzana Morandi, Franco Rubini, e di Monzuno, Bruno Pasquini, i comuni che videro il terribile eccidio di Monte Sole, una serie di stragi compiute dai nazifascisti nei giorni fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre del 1944.

Alle 14, Bonaccini sarà in videocollegamento con il Comune di Castelfranco Emilia per l’iniziativa “Le radici e le ali”, alla quale, con il sindaco Giovanni Gargano, parteciperà anche il viceministro agli Interni, Matteo Mauri.

Alle ore 10, dal profilo Facebook del Comune di Bologna si potrà assistere alla deposizione della corona al Sacrario dei Caduti Partigiani di Piazza Nettuno e si potranno ascoltare gli interventi della vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elly Schlein, del sindaco Virginio Merola e della presidente dell’Anpi Bologna, Anna Cocchi. Al termine della celebrazione, Paolo Fresu intonerà “Bella ciao” con la sua tromba.

Nell’ambito delle celebrazioni bolognesi, anche la presentazione on line ogni giorno alle ore 19 fino al 25 aprile, con autori, storici ed esperti del film The Forgotten Front- La Resistenza a Bologna, di Paolo Soglia e Lorenzo K. Stanzani, prodotto da Orso Rosso Film con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. La visione del film, dalle ore 19.30 di ciascun giorno su www.cinetecadibologna.it.

Alle ore 11 su YouTube, passeggiata virtuale nella città di Cesena, che toccherà i luoghi simbolo della lotta di Liberazione.

Casa Cervi a Gattatico (Re) ha mantenuto il format che ormai migliaia di persone conoscono, organizzando un grande evento digitale che attraverserà tutta la giornata. Alle ore 15, la vicepresidente Schlein parteciperà a “Il 25 aprile con casa Cervi. Comunque”, evento in streaming sul canale YouTube Casa Cervi e su Lepida Tv. Presenti anche il sottosegretario al Ministero della Salute Sandra Zampa, il prefetto di Palermo, impegnata nella lotta antimafia, Antonella De Miro, la presidente dell’Istituto Alcide Cervi, Albertina Soliani, il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, e il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi.

 

Le iniziative dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri e dell’Anpi

All’interno del portale regionale anche un approfondimento sulle due iniziative che abbracceranno virtualmente tutta l’Italia.

In primo luogo, il progetto nazionale #RaccontiamolaResistenza, che raccoglie contributi inediti e testimonianze e che farà da cornice a tutte le celebrazioni locali, organizzato dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri di Milano, insieme a tutti i 65 Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea presenti sul territorio nazionale e alla rete di luoghi “Paesaggi della Memoria”.

Inoltre, il flashmob, lanciato dall’Anpi nazionale, #bellaciaoinognicasa previsto per le ore 15, quando da ogni balcone e finestra d’Italia verrà intonata la canzone simbolo della Resistenza.

E poi spazio ancora a proiezioni di documentari e materiali audiovisivi inediti, come quelle organizzate dall’Istituto Parri di Bologna, dall’Istituto storico di Modena e dall’Istituto Storico di Parma, ad attività per i più piccoli, a letture a cura delle attrici e degli attori di Emilia-Romagna Teatro, al “Dj Resistent” organizzato dal Museo della Resistenza di Bologna.

Il Comitato Etico AVEN destina 1 milione di euro alle Aziende sanitarie per fronteggiare Covid-19

Il Comitato Etico dell’Area Vasta Emilia Nord (AVEN), comprendente le province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, ha deciso all’unanimità di destinare alle Aziende sanitarie di AVEN la cifra di 1 milione di Euro del fondo derivato dalla propria attività istituzionale relativa al periodo 2018 e 2019. Tale fondo è costituito dagli emolumenti versati dalle Case farmaceutiche o dalle Ditte produttrici di dispositivi medici che hanno richiesto al Comitato Etico una valutazione etica relativa a progetti di ricerca riguardanti la sperimentazione sull’uomo di nuovi farmaci o dispositivi medici per il trattamento di svariate malattie. Con questa decisione il Comitato Etico ha inteso dare un contributo finanziario alle Aziende sanitarie che in questo momento devono fronteggiare ingenti spese a causa dell’infezione da COVID-19.

Il principale compito del Comitato Etico è quello di  valutare gli studi clinici per tutti aspetti  etici legati alla sperimentazione sull’uomo, dalla validità scientifica alla fattibilità locale, allo scopo di proteggere il rispetto dei valori della persona umana. Per svolgere il suo compito istituzionale il Comitato Etico si avvale di un nutrito gruppo di esperti nel campo medico, farmaceutico, bioetico e giuridico. Il Comitato Etico concorre inoltre in modo diretto al trattamento dei pazienti con l’autorizzazione delle cure per uso compassionevole e quale garante delle procedure di correttezza scientifica che sono alla base delle scelte terapeutiche che i medici fanno nell’interesse della salute dei pazienti.

Nel corso di queste ultime settimane il Comitato Etico è stato coinvolto dalla pandemia da COVID-19, per quanto attiene l’ autorizzazione all‘uso compassionevole di una serie di farmaci innovativi, l’esame di progetti di raccolta dati sull’infezione virale, e l’ analisi di progetti di ricerca prospettica sull’impiego di farmaci contro l’infezione. Nel corso di questa attività è emersa anche l’esigenza di sostenere la ricerca scientifica soprattutto per quanto riguarda la raccolta sistematica e su larga scala di dati clinici dei pazienti che sono stati ricoverati o seguiti ambulatoriamente nelle strutture sanitarie territoriali. Infatti solo la disponibilità di dati affidabili consente di fornire alla popolazione informazioni scientificamente corrette riguardo le problematiche sanitarie connesse alla genesi, evoluzione e trattamento delle malattie, compresa naturalmente l’infezione da COVID-19.  Alle luce di questa esigenza il Comitato Etico AVEN non esclude la possibilità di destinare un ulteriore contributo finanziario per sostenere la ricerca scientifica finalizzata al miglioramento della pratica clinica, al termine dell’esercizio 2020.

***

(foto: Sebastiano Calandra, Professore Emerito di Patologia Generale (Unimore), Presidente del Comitato Etico AVEN)

Coronavirus, strutture per anziani e disabili (Cra): tutti gli interventi per interrompere la catena del contagio

Interrompere al più presto, con interventi radicali, la catena del contagio nelle strutture residenziali – sociosanitarie e socioassistenziali – per anziani e persone con disabilità. Luoghi che, assieme agli ambienti domestici, rappresentano uno dei fronti ancora caldi nella lotta al Coronavirus, a maggior ragione perché interessano le persone più fragili e vulnerabili della comunità.

Con questo obiettivo, la Regione rafforza gli interventi già definiti nelle scorse settimane, e lo fa con un documento che fornisce ulteriori indicazioni operative ai soggetti gestori su quando e come agire con la maggior efficacia e tempestività possibili, per la tutela degli ospiti e del personale.
Il provvedimento è già stato condiviso dall’assessorato alle Politiche per la salute con le direzioni delle Aziende sanitarie e con le parti sociali, a partire dai sindacati, e avrà un passaggio anche in Giunta regionale.

In sintesi, ecco le azioni che dovranno essere ulteriormente potenziate. Diagnosi tempestiva, innanzitutto, con tamponi effettuati all’interno delle strutture nel più breve tempo possibile sui casi sospetti positivi, ma anche ad ampio raggio laddove ci siano casi già attivi, soprattutto se in presenza di focolai o di situazioni con maggiori rischi di trasmissione. E poi sorveglianza costante di tutti gli ospitiper verificare la comparsa di sintomi anche lievi che potrebbero rappresentare la spia di un avvenuto contagio.

Ovviamente, per le persone positive isolamento sicuro in ambienti completamente separati dagli asintomatici e con assistenza di personale dedicato (Zona rossa). Collocazioni alternative, individuate dal gestore in collaborazione con l’Azienda sanitaria, se l’isolamento sicuro all’interno non può essere garantito. Varie le opzioni individuate, a partire dalle strutture lungodegenziali o riabilitative di ospedalità privata accreditata, per cui è già stata raccolta la disponibilità di Aiop; ma anche aree ospedaliere o ospedali di comunità deputati all’accoglienza di pazienti Covid, e ancora ‘Cra Covid’ dedicate in cui l’assistenza sanitaria sia preferibilmente assicurata sulle 24 ore.

Non solo: nel testo messo a punto dall’assessorato alle Politiche per la salute si ribadisce anche il tema della sicurezza a tutela degli ospiti e degli operatori delle strutture, alle quali spetta la responsabilità di attuare tutte le misure di prevenzione del contagio, con il supporto clinico-assistenziale delle Aziende sanitarie; dal canto loro, le Aziende sono chiamate a vigilare, anche con specifici sopralluoghi, sull’effettiva attuazione delle misure di prevenzione, e a segnalare eventuali casi di inerzia alle Conferenze territoriali socio sanitarie.

“Diamo nuove indicazioni operative stringenti ai gestori delle strutture che ospitano persone anziane e con disabilità, che rappresentano l’anello fragile delle nostre comunità e purtroppo sono tra i soggetti più colpiti dal virus, laddove vivono in luoghi di forte aggregazione- spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. È indispensabile agire con ulteriore incisività per interrompere la catena dei contagi, e seguire tutte le misure di sorveglianza, prevenzione e isolamento sicuro, per tutelare il più possibile sia gli ospiti, sia il personale. Naturalmente, i gestori hanno esclusiva responsabilità giuridica rispetto agli aspetti organizzativi delle attività, ma abbiamo voluto dare loro uno strumento operativo per poter agire, anche con l’importante supporto delle Aziende sanitarie”.

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 24 aprile

Cielo sereno o poco nuvoloso con transito di nubi alte e sottili di scarsa consistenza a partire da nord tra il pomeriggio e la sera. Temperature: minime stazionarie o in lieve aumento con valori al primo mattino generalmente compresi tra 6°C e 9°C nei capoluoghi di pianura interna, di qualche grado inferiori nelle adiacenti aree rurali; intorno a 10°C lungo la costa. Massime in lieve aumento, diffusamente intorno a 23/24°C sulle aree di pianura, con locali punte fino a 25°C; valori leggermente inferiori sulla fascia costiera. Venti: deboli occidentali sulla pianura, a regime di brezza lungo la costa; in serata tenderanno a divenire ovunque deboli sudoccidentali, localmente moderati sulle aree di crinale appenninico. Mare: poco mosso, temporaneamente mosso al largo delle coste ferraresi in serata.

(Arpae)

La Delizia a piccole dosi (8): “La Pala di Jean Boulanger nella Collegiata di San Giorgio in Sassuolo”

Nella Collegiata di San Giorgio a Sassuolo è custodito il più grande dipinto del territorio comunale: si tratta della pala raffigurante “La Madonna col Bambino in gloria e i santi patroni di Sassuolo” (Aurelia, Francesco, Giorgio, Ruffino, Domenico e Antonio da Padova), dipinta tra il 1646 e il 1649 dal pittore della corte estense Jean Boulanger (1608-1660).

Il 23 aprile, giorno di san Giorgio, principale protettore della nostra città, questo ottavo episodio de “La Delizia… a piccole dosi: storia e arte di Sassuolo” racconta la storia di questo dipinto seicentesco, svelando qualche interessantissimo dettaglio, come quello del santo aggiunto al gruppo “all’ultimo minuto”, quando ormai la pala era già quasi terminata, e tracciando anche una breve biografia del pittore di origini francesi che lo eseguì e che decorò gran parte degli ambienti del vicino Palazzo Ducale di Sassuolo.

Gruppo Hera al fianco dell’ISS nell’analisi delle acque reflue per il contrasto al Coronavirus

Il Gruppo Hera è al fianco dell’Istituto Superiore di Sanità per fronteggiare l’emergenza sanitaria imposta dal Coronavirus. La multiutility, presente in Emilia-Romagna, Marche e triveneto, è infatti tra le aziende alle quali il principale centro di ricerca, controllo e consulenza tecnico-scientifica in materia di sanità pubblica in Italia ha chiesto di partecipare a uno studio sull’eventuale presenza e concentrazione del virus SARS-CoV-2 – meglio noto come “Coronavirus” – nei reflui urbani.

Lo scorso 7 aprile, inoltre, Hera ha fornito un contributo alla stesura del Rapporto ISS COVID-19 n. 10/2020 “Indicazioni ad interim su acqua e servizi igienici in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2”.

Opportunità nate anche sulla base del rapporto di collaborazione e fiducia stabilitosi da tempo con l’SS e consolidatosi nell’ambito dello sviluppo dei primi Piani di Sicurezza dell’Acqua (Water Safety Plans).

 

Il progetto sperimentale con ISS sui reflui fognari urbani

Il Gruppo Hera è dunque stato coinvolto nel progetto sperimentale avviato dall’ISS relativo alla rilevazione della presenza di SARS-CoV-2 nei reflui fognari urbani. Tale progetto intende principalmente sviluppare una metodica analitica specifica per la rilevazione e la quantificazione della presenza del virus SARS-CoV-2 in reflui fognari. L’auspicio è che tale metodica possa consentire di effettuare monitoraggi generali a livello di interi agglomerati urbani in grado di dare indicazioni sull’andamento epidemico (inizio, fase di crescita, fase stazionaria, fase di decrescita, esaurimento).

Secondo diversi studi internazionali, infatti, potrebbe essere possibile tracciare la diffusione del virus nella popolazione in modo aggregato proprio a partire dagli scarichi fognari. L’obiettivo è aggiungere questa informazione ad altri dati di carattere sanitario e demografico per costruire un modello predittivo del trend di sviluppo della malattia nella comunità servita da quella rete.

Con frequenza settimanale, Hera preleverà campioni di reflui nei punti terminali delle reti fognarie di Modena, Bologna e Rimini, prima che questi siano sottoposti al trattamento di depurazione. Per questa attività il Gruppo Hera si è mobilitato già da alcune settimane e nei giorni scorsi ha avviato la raccolta dei primi campioni.

 

L’impegno dei laboratori del Gruppo Hera

E il contributo del Gruppo Hera a questo importante studio non si ferma con la disponibilità a prelevare i campioni: fa parte della multiutility, infatti, anche una consolidata struttura di analisi, il laboratorio Heratech, un centro analisi che rappresenta una delle più avanzate realtà nazionali nei servizi per la sicurezza e il controllo della qualità e dell’ambiente. Questa struttura, che già si è dotata della strumentazione scientifica necessaria, collaborerà con l’Istituto Superiore di Sanità proprio andando a ricercare e misurare le concentrazioni di virus nei campioni raccolti. In questo modo, Hera non solo contribuirà con i propri campioni allo studio dell’ISS – uno studio che potrebbe rivelarsi di primaria importanza nel panorama nazionale per il futuro contrasto al diffondersi della malattia – ma metterà anche a disposizione le attrezzature e le competenze dei propri centri di analisi.

“Ci siamo mossi con anticipo per procurarci le attrezzature e i reagenti necessari ad effettuare le analisi senza sottrarre risorse al sistema sanitario – dichiara Roberto Barilli, Direttore Generale Operations del Gruppo Hera – ed ora siamo pronti ad affiancare l’ISS in questo sforzo, che potrà dare un grosso contributo alla comprensione dei trend di diffusione del virus. L’attività di campionamento verrà avviata già questa settimana, mentre quella di analisi dei campioni prelevati dovrà attendere ancora qualche giorno: è infatti in via di completamento la stesura dei protocolli che tutti i laboratori dovranno seguire, al fine di ottenere dati e misurazioni confrontabili. Siamo fieri di essere stati coinvolti dall’Istituto Superiore di Sanità: in questo caso più che in altri, siamo consapevoli che il nostro contributo riveste un carattere cruciale per la salvaguardia della salute dei cittadini e speriamo di poter essere parte della risoluzione dei gravi problemi sanitari, sociali ed economici che stiamo affrontando”.

Le Camere di Commercio dell’Emilia-Romagna scendono in campo per assicurare liquidità alle imprese dei propri territori

Anche le Camere di Commercio, da Piacenza a Rimini, scendono in campo per sostenere la liquidità delle imprese dell’Emilia-Romagna, per un supporto concreto nell’affrontare la situazione di difficoltà dovute all’emergenza sanitaria. E lo fanno incrementando le risorse, 10 milioni di euro già messi a disposizione dalla Regione nelle scorse settimane, attraverso un apposito bando per la concessione di quote di un fondo da destinare all’abbattimento dei costi per l‘accesso al credito, finalizzato alla ripresa del sistema produttivo.

L’iniziativa prende le mosse da un Protocollo quadro per il “Sostegno alla liquidità delle imprese colpite dagli effetti dell’applicazione delle disposizioni sul contenimento del Covid-19”, sottoscritto da Regione e da Unioncamere regionale.

Le Camere di commercio di ciascuna provincia dell’Emilia-Romagna stanno deliberando, e lo faranno entro il prossimo 30 aprile, l’importo da destinare a un fondo regionale camerale, temporaneamente collocato presso Unioncamere, che fungerà da soggetto collettore. Le risorse raccolte, che andranno poi ad incrementare quelle già messe a disposizione della Regione, verranno ripartite e trasferite da Unioncamere regionale ai Confidi che hanno aderito alla misura regionale, per interventi a favore delle imprese di tutti i settori produttivi.

“Il protocollo firmato con Unioncamere conferma la collaborazione proficua che la Regione Emilia-Romagna ha attivato con le rappresentanze imprenditoriali, per affrontare in modo congiunto questa crisi straordinaria- ha commentato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla-. Ringrazio le Camere di commercio per l’impegno che rafforza le nostre misure, volte a favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese e delle attività libero professionali, e per il supporto di elaborazione statistica che puntualmente ci consegna. La ripresa non può che ripartire dal sostegno a chi in questa regione produce, crea reddito e dà lavoro”.

Il Protocollo prevede anche la disponibilità di Regione e Unioncamere ad allargare la collaborazione ad ulteriori azioni a supporto delle imprese colpite dagli effetti dell’applicazione delle disposizioni sul contenimento del Covid-19. Questo anche in vista della graduale ripresa delle attività economiche e a garanzia della competitività del sistema produttivo emiliano-romagnolo.

“Si tratta di uno sforzo straordinario profuso dalle Camere di commercio– ha dichiarato il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Alberto Zambianchi–, tenendo conto che ancora stiamo soffrendo i pesanti tagli alle risorse camerali provocato dall’attuazione della legge di riordino. Ma era uno sforzo che dovevamo fare per le nostre piccole e medie imprese, spina dorsale delle economie locali e nazionale. Abbiamo dimostrato di essere un sistema unito e coeso, e questo ci consente di fare massa critica delle risorse disponibili e quindi garantire interventi tempestivi ed efficaci, ma con questa iniziativa abbiamo anche rafforzato ulteriormente il rapporto con la Regione con la quale gli ambiti di lavoro comune si stanno moltiplicando”.

Ciascuna Camera di commercio, sulla base della somma destinata al fondo regionale camerale, detiene una percentuale dello stesso sull’ammontare totale del fondo. Queste quote saranno utilizzate esclusivamente a favore delle imprese dei rispettivi territori di competenza in regola con il pagamento del diritto annuale. Inoltre, per un efficace utilizzo delle risorse, Unioncamere regionale si riserva di escludere dalla ripartizione delle proprie risorse i Confidi che, applicando al fondo camerale le percentuali definite dalla Regione, non risultassero dotati delle risorse ritenute necessarie per soddisfare ragionevolmente la richiesta di almeno una impresa per ogni territorio di competenza delle Camere di commercio territoriali.

Le pensioni di maggio in pagamento negli Uffici postali dal 27 aprile

Poste Italiane rende noto che le pensioni del mese di maggio verranno accreditate il 27 aprile per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 ATM Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello.

Coloro che invece non possono evitare di ritirare la pensione in contanti, nell’Ufficio Postale, dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista dal calendario seguente a seconda dei cognomi:

  • dalla A alla B lunedì 27 aprile;
  • dalla C alla D martedì 28 aprile;
  • dalla E alla K mercoledì 29 aprile;
  • dalla L alla P giovedì 30 aprile;
  • dalla Q alla Z sabato mattina 2 maggio.

Poste Italiane ricorda inoltre che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.

Nell’attuale fase di emergenza sanitaria, le nuove modalità di pagamento delle pensioni hanno carattere precauzionale e sono state introdotte con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane. In questa fase, ciascuno è pertanto invitato ad entrare negli uffici postali esclusivamente per il compimento di operazioni essenziali e indifferibili, in ogni caso avendo cura, ove possibile, di indossare dispositivi di protezione personale; di entrare in ufficio solo all’uscita dei clienti precedenti; tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici che nelle sale aperte al pubblico.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito www.poste.it o contattare il numero verde 800 00 33 22.

Coronavirus, a Piacenza chiude l’ospedale da campo militare

Dopo un mese, chiude a Piacenza l’ospedale da campo allestito dall’Esercito a ridosso dell’ospedale cittadino in tempi record quattro settimane fa. 40 posti letto, 80 fra medici, infermieri e personale, sempre militare, della logistica al lavoro, la struttura si è rilevata preziosissima nel gestire l’emergenza sanitaria nella provincia maggiormente colpita dal coronavirus in Emilia-Romagna, alleviando la pressione sulle strutture sanitarie. L’ospedale da campo verrà ora smontato, i materiali e le attrezzature risposti nei container, che però intanto rimarranno qui, a disposizione di Piacenza e dell’Emilia-Romagna per qualsiasi nuove evenienza dovesse presentarsi.

“Eravamo qui nel giorno dell’apertura, e siamo qui oggi nel giorno della chiusura- afferma Davide Baruffi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta, presente questa mattina a Piacenza insieme alle autorità civili e militari-. In primo luogo, per dire grazie agli uomini e alle donne dell’Esercito per il lavoro svolto, di grande aiuto per le nostre strutture sanitarie e la comunità locale. E grazie anche per aver deciso di lasciare comunque l’ospedale da campo nella disponibilità di questo territorio e della nostra regione, un altro bel segnale di quella collaborazione istituzionale e gioco di squadra che si stanno rivelando estremamente importanti nel rallentare e provare a fermare il contagio. Infine- chiude Baruffi- voglio sottolineare come la chiusura del campo sia un altro passo avanti che in Emilia-Romagna stiamo facendo verso il superamento dell’emergenza, che pur richiede ancora tanto lavoro e impegno da parte di tutti noi”.

Lettera aperta indirizzata all’ospedale di Sassuolo e al personale sanitario della struttura cittadina

Una lettera aperta indirizzata all’ospedale di Sassuolo e al personale sanitario della struttura cittadina. La scrive il padre di Nadia Penzo, la 49enne sassolese deceduta lo scorso 27 marzo, e ci è parso doveroso pubblicarla:

“Sono Giancarlo Penzo e qualche settimana fa ho perso mia figlia Nadia, morta di Coronavirus. Era ricoverata all’ospedale di Sassuolo insieme a me e a mia moglie Lina. Se scrivo queste righe, però, non è per piangere una figlia, ma per dire grazie. Volevo dire grazie a tutto lo staff dell’ospedale di Sassuolo. Mi perdoneranno se non ricordo i loro nomi. Ricordo però perfettamente le persone che sono state con noi e con Nadia. Grazie ai loro sorrisi nascosti dietro quelle grandi mascherine. Grazie alle loro mani: i guanti non riuscivano a trattenere il calore umano che quelle mani erano capaci di trasmettere. Grazie ai loro occhi, che non hanno saputo trattenere lacrime vere e profonde di fronte alla nostra paura. Grazie al loro coraggio, chiuso dentro un camice che mostrava ogni giorno l’umanità delle loro fatiche. Grazie, perché proprio in uno dei momenti più brutti della nostra vita, ci avete arricchito di calore umano.
Abbiamo perso nostra figlia, ma non abbiamo perso la speranza per la vita che verrà”.

(Giancarlo e Lina)

 

L’industria italiana delle macchine rischia un -27%

“Se andiamo avanti così il 2020 sarà davvero, anche in termini economici, l’annus horribilis” – ha dichiarato Giuseppe Lesce, presidente FEDERMACCHINE, la federazione che rappresenta i costruttori italiani di beni strumentali – commentando i dati appena elaborati dal Gruppo Statistiche della federazione per comprendere l’impatto attuale della crisi sulle imprese del comparto.

Secondo la rilevazione effettuata dal Gruppo Statistiche FEDERMACCHINE, nel 2020, l’industria italiana del machinery rischia di veder scendere il suo fatturato del 27% rispetto al dato del 2019. Ma da un’analisi più approfondita del dato, emerge che i settori che costituiscono il variegato comparto del bene strumentale sono stati toccati dalla crisi in modo a volte profondamente differente.

L’impatto più pesante, al momento, è quello rilevato dai costruttori di macchine utensili, robot e automazione che prevedono di chiudere l’anno con un calo del 36%. Di contro, chi ha sofferto meno sono i costruttori di macchine per il packaging, il confezionamento e l’imballaggio che stimano un calo di “appena” il 15% rispetto al fatturato dell’anno precedente.

La ragione di questo divario è presto detta: i costruttori di macchine per impacchettamento, direttamente inseriti nella filiera essenziale dell’alimentare, non si sono mai fermati.

“Quelle fabbriche – ha affermato Giuseppe Lesce – nel pieno rispetto della regolamentazione per la sicurezza, hanno lavorato; certo la domanda è stata evidentemente rallentata ma il lockdown del manifatturiero, come evidenzia il dato delle macchine utensili, pesa più del doppio sulla riduzione del fatturato. Per questo è necessario correre ai ripari e autorizzare la ripartenza del manifatturiero a salvaguardia non solo del singolo settore ma delle filiere”.

“Davvero le autorità di governo pensano che, tenendo chiuse le aziende per due mesi e soltanto con qualche garanzia finanziaria in più, potremo reggere e rimanere competitivi sul mercato internazionale dove competiamo con sistemi produttivi che non si sono mai fermati, come quello tedesco?”.

Dopo tre settimane di richieste attraverso i media, questo è l’accorato appello rivolto oggi a Confindustria e alle autorità di Governo dal presidente di Federmacchine che rappresenta un fatturato di 50 miliardi di euro (70% export) e un’occupazione di quasi 200.000 addetti e oltre 5.100 aziende sul territorio nazionale.

“Molte nostre aziende – spiega Lesce – sono in difficoltà, i competitor internazionali ci stanno sottraendo, ora dopo ora, quote di mercato e l’occupazione è a rischio. La politica non ci infligga il colpo di grazia continuando con questo atteggiamento attendista senza prendere decisioni. Le parti sociali hanno sottoscritto già da metà marzo un protocollo sui sistemi che mettono in sicurezza i luoghi di lavoro. Bene, applichiamoli a tutte le imprese, non si perda altro tempo”.

“A complicare le cose è poi il fatto che molti Paesi, in primis la Germania, principale concorrente dei settori che rappresento, stanno continuando o hanno già ripreso l’attività produttiva. Questo significa per noi una oggettiva erosione di quote di mercato faticosamente costruite nel tempo”.

“E in un sistema come il nostro, fatto da una miriade di piccole e medie imprese profondamente connesse tra loro, è un terribile pericolo la chiusura di aziende del bene strumentale poiché esse hanno un ruolo centrale e strategico per tutto il sistema industriale del paese, detenendo il know-how tecnologico di gran parte dei settori industriali del made in Italy, know how che poi viene distribuito a tutta la filiera”.

“Chi produce macchine ed impianti condensa nei propri prodotti una lunga catena di competenze: progettazione meccanica ed automazione, materiali, componentistica, processi… E fa da stimolo a molti altri settori che poi operano, essi pure con successo, nei mercati internazionali. Stiamo mettendo a rischio tutto questo: un enorme patrimonio di uomini e aziende”.

Il Presidente di Federmacchine auspica quindi un ripensamento del governo e l’immediata riapertura di tutti i settori manifatturieri.

“Siamo pronti ad assicurare la completa sicurezza dei lavoratori – aggiunge Lesce – nel pieno rispetto delle norme sanitarie e dei protocolli di prevenzione ormai universalmente riconosciuti. Chi è in grado di assicurare gli standard di sicurezza richiesti, deve essere autorizzato a ripartire subito”.

Il BLA diventa digitale

Continua la programmazione giornaliera del ‘BLA digitale’, il progetto elaborato da Macchine Celibi, gestore dei servizi bibliotecari, della ludoteca e dell’archivio storico del Comune, con l’amministrazione comunale, per continuare ad erogare servizi alla comunità, nonostante a chiusura dovuta all’emergenza sanitaria, ma anche per lavorare alla realizzazione di prodotti culturali che avranno una ricaduta significativa nel futuro.

Il BLA, nelle sue tre anime di Biblioteca, Ludoteca e Archivio storico, è aperto virtualmente attraverso la pagina facebook, il canale you tube, messenger e la posta elettronica. Inoltre sono stati attivati una newsletter e uno spazio tramite Zoom, attraverso cui i fioranesi possono connettersi in video con il bibliotecario, per consigli e ricerche.

Gli operatori del BLA pubblicheranno idee, foto, documenti, video, consigli di lettura, bibliografie tematiche, link utili, laboratori creativi, letture di libri e anche corsi di yoga, con il coinvolgimento di realtà che abitualmente collaborano con l’istituzione (associazioni, esperti).

Il BLA digitale offre contenuti culturali e di svago attraverso un vero e proprio palinsesto settimanale ricco di attività, fruibile da chiunque, oltre che comodamente da casa propria.

Ogni lunedì viene proposto un nuovo film o opera in tv tratta dal catalogo EmiLib e una  ‘pillola di memoria’ dell’archivio storico, commentata dall’archivista.

Al martedì tocca al ‘video smart’ EmiLib e alle 16.30 al laboratorio della ludoteca in diretta con Simonetta, per i bambini dai 3 ai 5 anni.

Mercoledì la giornata parte con la ‘Cucina d’autore’; alle 17 è  on line il video de ‘Il Tè delle 5 – 10 minuti’, proposto dall’associazione Inarte e per concludere, alle 20, #casadellestorie e gli amici di #teatrodellorsa ci invitano a riunirci nell’ascolto di ‘fiabe senza corona’.

Al giovedì il palinsesto prevede alle 9 ‘A Ciascuno il suo’, alle 13 gli spunti di riflessione di #CHIAVIdiLETTURA e alle 16.30 il laboratorio creativo con Simonetta, per i bambini dai 6 ai 9 anni. Il venerdì la video lettura per i bambini 0-6 anni e alle 18 corso yoga.
Sabato e domenica ancora spazio ai punti di vista di #CHIAVIdiLETTURA.

“E’ un progetto in cui credo tantissimo, – dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Fiorano Modenese, Morena Silingardi – rispecchia totalmente le idee e la direzione che avremmo voluto prendere, come amministrazione, già prima di questa emergenza; più volte abbiamo rimandato per mancanza di tempo e soprattutto risorse umane che occorrono per seguire un progetto strutturato di questo tipo. Ritengo che l’investimento sulla cultura, specie in questo periodo, vada rafforzato, perché la fragilità, soprattutto interiore, non può che trovarne immenso beneficio. Da questo progetto non potrà che uscire nutrimento intellettuale per tutti, mai così tanto efficace e salvifico come in questo momento di difficoltà imprevista e totalmente imprevedibile”.

CRI Sassuolo: raccolta Dispositivi di Protezione Individuali

“Giungeremo a breve nella Fase 2 dell’emergenza Covid-19 ma – spiega in una nota la C.R.I. di Sassuolo – nonostante il numero dei contagi sia fortunatamente in calo, non terminerà la nostra azione di garantire l’assistenza sanitaria necessaria, grazie all’operato dei nostri volontari e dipendenti, sempre in prima linea sul territorio”.

“Per poter permettere a tutto il personale di agire in estrema sicurezza, lanciamo nuovamente un appello di aiuto per raccogliere Dispositivi di Protezione Individuali (DPI).
Questa emergenza purtroppo non terminerà presto, tutti i presidi sono monouso e cestinati dopo ogni intervento, di conseguenza le scorte scarseggiano velocemente.

Chiunque avesse la possibilità e la volontà di donare a CRI Sassuolo i dispositivi richiesti, potrà chiamare la nostra segreteria al numero e negli orari indicati sul volantino.
Sarà nostra cura organizzare l’eventuale ritiro, ove ci verrà indicato”.

“Tanti sono stati i donatori in queste settimane dall’inizio dell’emergenza e li ringraziamo infinitamente, ma abbiamo ancora bisogno dell’aiuto concreto di tutti, per poter proseguire.
La salute e la sicurezza nostra e di tutti i cittadini rimarrà sempre una nostra priorità.
Ricordiamo inoltre – conclude C.R.I. Sassuolo – che è sempre attiva anche la raccolta fondi su Gofundme, che ci permetterà di far fronte agli eventuali acquisti dei materiali mancanti necessari”.

http://tiny.cc/AiutaCroceRossaSassuolo
Per chi volesse sostenerci tramite bonifico bancario, lo può fare su questo conto: IBAN: IT30Y 05387 67010 000002179788

Festa della Liberazione in streaming a Fiorano Modenese

Fiorano Modenese si appresta a festeggiare il 25 aprile con modalità inedite, nel rispetto delle misure di contenimento previste per l’emergenza sanitaria in corso.

Il 75° anniversario della Liberazione verrà celebrato in diretta Facebook sulla pagina istituzionale. Sabato 25 aprile infatti non sarà ammesso il pubblico alla cerimonia ufficiale, ma sarà possibile per tutti seguirla in streaming sul canale social del Comune di Fiorano Modenese. Sarà così assicurata la partecipazione dei cittadini, sebbene in forma virtuale.

“Il significato del 25 aprile va ricordato e attualizzato. – dichiara il sindaco, Francesco Tosi – Per questo faremo comunque la cerimonia commemorativa anche se, per espressa indicazione del Governo, non dovrà essere presente nessuno oltre al Sindaco.

Parlerò ad una piazza vuota ma chi vuole potrà assistere in diretta o dopo dal sito del Comune. I valori e la riflessione per fortuna non hanno bisogno della vicinanza fisica; viaggiano anche in altro modo. L’importante è che raggiungano la mente e il cuore. Comunque non sarò solo, in quanto la fascia tricolore indossata da un sindaco indica due cose: la totalità della cittadinanza rappresentata e i valori della Costituzione su cui  si fonda la comunità”.

La cerimonia ufficiale inizia alle ore 10, alla sola presenza del sindaco Francesco Tosi che poserà una corona di alloro davanti al monumento dei caduti in piazza Ciro Menotti, accompagnata da sottofondo musicale. A seguire un suo breve discorso, con messa in onda di un filmato con canzone dei bambini delle scuole.

Nell’attesa della Festa, il 23 aprile e il 24 aprile, sulla pagina Facebook del Comune di Fiorano Modenese, saranno pubblicati una serie di video dal titolo “Aspettando il 25 aprile”, documentari sulla resistenza e ricordi delle celebrazioni del 25 aprile a Fiorano Modenese.

 

Celebrazione del 25 aprile a Formigine: diretta Facebook e video online

A Formigine si potrà partecipare alla celebrazione del 25 aprile, nel 75° anniversario della Liberazione d’Italia, attraverso la pagina Facebook del Comune, vista la comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri di prevedere la presenza di una sola Autorità nella deposizione di corone presso i monumenti ai caduti, escludendo qualsiasi forma di assembramento della popolazione.

Per avvicinarsi all’importante festività nazionale, l’assessore alla Cultura Mario Agati ha ideato un percorso “virtuale”, visibile dalla medesima pagina Facebook tutti i giorni alle 16.

Afferma il Sindaco Maria Costi: “Come amministrazione, in collaborazione con ANPI, ALPI e altre associazioni della nostra comunità avevamo programmato una serie di eventi particolari per onorare al meglio questa ricorrenza. Purtroppo, la terribile emergenza legata al Covid-19, ci costringe a rimandare tali iniziative, ma non rinunciamo a far sentire partecipi i cittadini, seppure a distanza”.

Nei progetti dell’amministrazione formiginese, c’è anche quello d’intitolare a Nilde Iotti il parco ricavato nel nuovo comparto urbanistico nei pressi di via San Giacomo. La Iotti partecipò alla Resistenza dirigendo i Gruppi di difesa della donna; fu deputato alla Costituente e alla Camera nel 1948 e in tutte le legislature successive. Nel giugno 1979 venne eletta presidente della Camera dei deputati, carica che mantenne fino all’aprile 1992. Nell’anno successivo fu presidente della bicamerale sulle riforme istituzionali e nel 1997 venne eletta vicepresidente del Consiglio d’Europa.

La diretta della deposizione della corona d’alloro ai piedi del Monumento ai Caduti del centro storico sarà visibile sabato alle 10.30.

“Coinvolgeremo anche un rappresentante della sanità pubblica – conclude Costi – perché, come i nostri nonni hanno vissuto la Resistenza dalla minaccia nazifascista guidando il nostro paese alla Liberazione, così i nostri medici, i nostri infermieri, i nostri volontari stanno combattendo una importante battaglia per il nostro paese. L’esperienza che stiamo vivendo ci fa toccare con mano quello che molti intellettuali intravvedono nella contemporaneità, ovvero il rischio di vedersi negata la libertà da nemici meno palesi di quelli conosciuti dal passato. Ecco allora che la libertà acquista connotazioni nuove e che non dobbiamo più dimenticare; penso alla possibilità per tutti di essere curati, il rispetto per gli altri anche nei gesti più quotidiani, un impegno comune affinché tutte le generazioni possano vivere con dignità e sicurezza questi nostri tempi”.

Il filmato della cerimonia, arricchito da immagini di repertorio, sarà poi anche diffuso in rete.

Le Biblioteche Comunali di Sassuolo attivano a partire da lunedì il servizio gratuito di prestito a domicilio

In questo periodo di necessaria chiusura al pubblico, Le Biblioteche Comunali di Sassuolo “Natale Cionini” e Biblioteca dei Ragazzi “Leontine” attivano a partire da lunedì 27 aprile un servizio gratuito di prestito libri per adulti e bambini a domicilio, su tutto il territorio comunale, frazioni comprese, per aiutare a trascorrere il tempo a casa in modo piacevole e stimolante, in attesa di riaprire ed accogliere nuovamente gli utenti.

Il servizio di prestito a domicilio rimarrà attivo per il periodo di permanenza dello stato di emergenza sanitaria, ma l’Amministrazione valuterà la possibilità di proseguire tale servizio anche successivamente al concludersi dell’emergenza, in particolare per le fasce più fragili di utenza,

Richiedere un prestito a domicilio è facile. Gli utenti iscritti alla Biblioteca possono fare richiesta telefonando il lunedì e il mercoledì mattina dalle ore 8 alle ore 13 al numero 0536-880813, oppure inviando una e-mail all’indirizzo biblioteca@comune.sassuolo.mo.it, indicando nome e cognome, data di nascita del richiedente, titolo e autore del libro richiesto.

Per coloro che sono interessati ma non iscritti, basterà contattare la Biblioteca per iscriversi in modo semplice e da remoto.

Le modalità di consegna, che avverrà due volte alla settimana, saranno comunicate dalla Biblioteca al momento dell’attivazione del prestito, così come tutte le condizioni e i dettagli del servizio.

Per chi ha prestiti scaduti, sarà possibile restituire i libri in questa occasione. La consegna è curata dai volontari di Protezione Civile di Sassuolo, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid19.

“In questo periodo di emergenza sanitaria – spiega l’assessore alla Cultura Angela Ruini – la diffusione della cultura ha necessariamente subito una battuta d’arresto. Per questo abbiamo deciso di portare la cultura a casa dei cittadini,  consegnando a domicilio i libri richiesti, tramite i volontari di Protezione Civile coordinati dall’Assessore Massimo Malagoli, che molto generosamente si sono messi a disposizione. In questo modo offriamo la possibilità a chi deve restare a casa di impegnare il proprio tempo leggendo, riflettendo e liberando la fantasia: un libro è sempre il migliore amico nei momenti di solitudine e di noia e aiuta a pensare a nuove alternative per quando si potrà di nuovo vivere liberamente”

 

Sassuolo: al via da domani alcuni cantieri

Riprenderà domani, giovedì 23 aprile, il cantiere per le asfaltature dei tratti più ammalorati in via Circonvallazione Sud dall’incrocio con via Tasso a quello con via Torino.

Sempre domani inizieranno anche i due interventi di posa delle griglie di raccolta acqua lungo via Montanara, all’altezza degli incroci per Salvarola e per Montegibbio.

Nuovi sondaggi per il ponte sul fiume Secchia a Veggia

Sarà completamente chiuso al transito, nell’ultima settimana del mese di aprile, il ponte sul fiume Secchia che collega Sassuolo al territorio di Casalgrande, in località La Veggia, lungo via Radici in Monte. La chiusura al transito consentirà di eseguire approfonditi sondaggi programmati sul viadotto, che comunque non desta particolari preoccupazioni.

I lavori avranno inizio venerdì 24 aprile, con la posa del cantiere e l’istallazione dell’impianto semaforico che, dalle ore 8 alle ore 18, permetterà il passaggio a senso unico alternato. Da lunedì 27 aprile a sabato 2 maggio compreso, poi, il transito sul ponte sarà totalmente interdetto.

A partire da domenica 3 maggio e fino all’esito finale dei sondaggi e dell’analisi statica, indicativamente fino alla fine del mese, per non sovraccaricare il ponte in attesa dei riscontri, la viabilità sarà consentita solamente a senso unico alternato regolata da un impianto semaforico.

“E’ stata una decisione sofferta – commenta il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – perché ci rendiamo conto che creerà disagi a chi è solito transitare sul ponte, ma indispensabile per poter dare garanzie: Appena terminate le verifiche decideremo, assieme a Casalgrande, come eseguire i lavori e saremo ben felici di riaprire al transito non appena ci saranno le condizioni: la sicurezza viene sempre prima di tutto”.

 

Coronavirus, arriva dall’Emilia-Romagna la svolta per le prognosi dei pazienti Covid

È possibile capire se un paziente positivo al Covid-19, in fase iniziale della malattia, debba restare in ospedale perché rischia di peggiorare velocemente, o se invece sia possibile e sicuro curarlo a casa? Un interrogativo che si sono posti clinici di tutto il mondo, cercando elementi utili per arrivare a una possibile risposta.

Un primo, determinante contributo a livello internazionale arriva dall’Emilia-Romagna, in particolare dall’Ospedale di Piacenza: la rivista americana Radiology, riferimento globale del settore, ha pubblicato infatti, proprio in questi giorni, lo studio realizzato da un team di specialisti della struttura.

Nello specifico, l’équipe di Radiologia diretta dal dottor Emanuele Michieletti ha lavorato su una casistica significativa di pazienti (finora la più ampia in Italia pubblicata in letteratura scientifica) riuscendo a fornire alcune indicazioni concrete per individuare le persone più a rischio. Lo studio piacentino ha riscosso immediatamente un grandissimo interesse, soprattutto nei Paesi che stanno affrontando oggi le fasi più critiche dell’emergenza Coronavirus.

“Mentre veniva gestita un’emergenza senza precedenti- commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini– la nostra sanità pubblica si è mostrata in grado di sviluppare un prezioso lavoro di ricerca, che ha suscitato un grande interesse a livello internazionale. Non possiamo che essere orgogliosi di questo successo, che offre nuove, concrete speranze nella lotta al virus; e lo siamo ancor più perché viene da Piacenza, la provincia più colpita dell’Emilia-Romagna dal Coronavirus, dove le strutture e il personale sanitario sono stati sottoposti, e ancora lo sono, a un’enorme pressione. La professionalità e il valore dei nostri professionisti e operatori, che costituiscono la vera ricchezza della nostra sanità pubblica- conclude Donini- dimostrano ancora una volta come investire in sanità debba essere una priorità: noi continueremo a farlo, con impegno sempre maggiore. Guardando a chi ogni giorno, sul campo, mette a disposizione competenze, ingegno, passione, a servizio del bene comune”.

Lo studio: rischio reale del paziente e percorso più idoneo
Quando in ospedale arriva un paziente affetto da Covid-19, è difficile stabilire a priori come potrà evolvere il suo stato. Potrebbe avere una sintomatologia lieve, simile a un’influenza, o arrivare invece a sviluppare una polmonite grave con insufficienza respiratoria. In questo secondo caso, la permanenza in ospedale è fondamentale, perché la persona potrebbe aver bisogno di essere intubata e ricoverata in terapia intensiva. Ma come distinguere una possibile prognosi dall’altra? “In tutto il mondo- spiega il primario di Radiologia, dottor Michieletti– e soprattutto, oggi, nel continente americano, il numero delle persone che accedono all’ospedale è troppo alto rispetto alle opportunità di ricovero. È quindi fondamentale scegliere: ci siamo chiesti quali indicazioni fossero utili per selezionare coloro che possono essere curati in sicurezza al domicilio dai pazienti che, invece, è meglio tenere in ospedale. Abbiamo cercato di mettere subito a disposizione la nostra difficilissima esperienza in prima linea delle scorse settimane perché potesse essere utile a quanti stanno affrontando le stesse criticità solo in questa fase”.

L’analisi rigorosa dei casi locali
“Abbiamo passato in rassegna il quadro radiologico e clinico di 236 nostri pazienti- racconta il radiologo Davide Colombi-. Piacenza, così duramente colpita della diffusione della malattia da SARS-CoV-2, purtroppo ha potuto fornire una casistica scientificamente rilevante. Abbiamo lavorato con il maggior rigore possibile, per far emergere elementi utili al confronto”. L’équipe del dottor Michieletti ha preso in esame, per ogni caso, la porzione di polmone sana, risparmiata dalla polmonite, e ha “incrociato” la valutazione fatta con la Tac con altre caratteristiche del paziente: età, presenza di altre patologie e valori riscontrati con gli esami del sangue. Questo ha consentito di mettere a fuoco indicazioni cliniche pratiche per prevedere la prognosi più probabile della persona positiva.

Le conclusioni dello studio
L’integrazione tra queste informazioni permette di migliorare la gestione e la presa in cura del malato: può infatti contribuire a individuare quei pazienti che, nonostante abbiano una discreta percentuale di volume polmonare sano, dovrebbero essere monitorati perché sono da considerare a rischio proprio in considerazione degli elementi raccolti. “Queste indicazioni- conclude Michieletti- consentiranno di evitare di dimettere persone con sintomi lievi che invece, con tutta probabilità, andranno incontro a un peggioramento grave e rapido delle proprie condizioni”.

La pubblicazione americana
“Lo studio, accettato per la pubblicazione sulla rivista americana Radiology dopo una dettagliata revisione- sottolinea il direttore generale dell’Ausl di Piacenza, Luca Baldino– apre nuovi scenari per la gestione dei pazienti Covid-19 che accedono in ospedale. La portata del lavoro della nostra équipe e la ricaduta pratica, soprattutto negli Stati Uniti, è facilmente intuibile. Basti pensare che nella sola New York si registrano 4.500 nuovi casi positivi ogni giorno; gli ospedali non possono accoglierli tutti. Ecco perché la rivista Radiology ha pubblicato celermente lo studio e lo ha valorizzato attraverso tutti i propri canali di comunicazione. Non possiamo che essere orgogliosi dell’intuizione dei nostri radiologi e della loro capacità di mettere subito a disposizione del mondo scientifico mondiale i dati di quello che per noi è stato un momento altamente drammatico, con la speranza che altrove possano trarre profitto dalla nostra esperienza”.

foto equipe piacentina: Colombi (a sx) e Michieletti (a dx)

 

Settimana mondiale dedicata alle immunodeficienze primitive: da Fondazione Telethon oltre 51 milioni di euro per i progetti di ricerca

Non si ferma la ricerca scientifica, che ogni giorno consente di fare passi avanti sia in termini di conoscenze sia di terapie. Da oggi al via la settimana che in tutto il mondo viene dedicata alla sensibilizzazione sulle immunodeficienze primitive, una famiglia molto ampia di malattie genetiche che colpiscono il sistema immunitario e che possono portare a un’aumentata suscettibilità alle infezioni.

Fondazione Telethon ha storicamente fornito un contributo significativo per lo studio di questo gruppo di malattie: ad oggi sono complessivamente 51,6 i milioni di euro investiti per finanziare 109 progetti di ricerca sulle immunodeficienze primitive. Patologie rare sì, ma molto numerose: si stima infatti che siano oltre 380 le diverse forme di immunodeficienze primitive ad oggi conosciute, per un totale di 6 milioni di persone colpite nel mondo, nella maggior parte dei casi, purtroppo, senza una diagnosi tempestiva. I livelli di gravità, età di insorgenza e manifestazioni possono variare molto da una forma all’altra.

 

Oggi però molte di queste forme possono essere tenute sotto controllo grazie per esempio alla somministrazione periodica di immunoglobuline, o in certi casi addirittura risolte grazie al trapianto di cellule staminali ematopoietiche, da midollo o da cordone ombelicale.

 

Una ricorrenza che quest’anno assume ancor di più un significato particolare, come ricordato anche dall’Associazione immunodeficienze primitive (Aip), in quanto i bambini e gli adulti affetti da tali patologie sono tra i soggetti più fragili e quindi maggiormente esposti, in questo periodo emergenziale e a fronte di una elevata contagiosità del COVID-19, ai possibili effetti della pandemia. L’associazione ha ricordato quanto sia necessaria la solidarietà di tutti per tutelare questi pazienti, rafforzando le pratiche di igiene e prevenzione (mascherine, guanti, dispositivi di protezione e igienizzazione) ma anche donando plasma o sangue, essenziali per ricavare prodotti plasmaderivati come immunoglobuline

 

Alcune forme gravi di immunodeficienze primitive sono state di importanza fondamentale per studiare la fattibilità della terapia genica: in mancanza di un donatore compatibile, le cellule staminali ematopoietiche del paziente stesso infatti sono state corrette tramite un virus reso innocuo e sfruttato come veicolo di una versione corretta del gene difettoso.

 

E proprio la prima terapia genica per una rara immunodeficienza primitiva, l’ADA-SCID, che è diventata una soluzione terapeutica a tutti gli effetti nel 2016, porta la firma della Fondazione Telethon, grazie al lavoro dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica di Milano (SR-Tiget). Una strategia terapeutica che si è dimostrata molto promettente anche per un’altra immunodeficienza primitiva, la sindrome di Wiskott-Aldrich, per la quale è in corso da diversi anni una sperimentazione clinica i cui risultati sono molto promettenti.

 

Tablet, saturimetro e connessione bluetooth: così la telemedicina entra nelle Case Residenza Anziani

Anche in tempi di emergenza sanitaria la tecnologia corre in aiuto dell’assistenza, in particolare quella dedicata ai più fragili, con la telemedicina, ovvero la possibilità di monitorare parametri vitali da remoto. Grazie a fondi donati da Ferrari, l’Azienda USL di Modena ha avviato un progetto di aggiornamento della propria piattaforma – già in uso con successo per alcuni pazienti con patologie neurologiche – per sfruttare le potenzialità della telemedicina a vantaggio dei pazienti positivi al coronavirus che vivono all’interno delle Case Residenza Anziani (CRA) della provincia e, in futuro, per il monitoraggio di tutti i pazienti anziani complessi.

Attualmente già attivo presso più della metà delle strutture con pazienti covid positivi – 4 sul Distretto di Carpi dove è stato avviato per primo, 3 su quello di Modena e 3 su Sassuolo – il monitoraggio in telemedicina sarà progressivamente esteso a tutte le CRA (al via domani anche sul Distretto di Mirandola).

Il progetto vede la regia della Direzione Socio-Sanitaria AUSL che si avvale della collaborazione di molte articolazioni aziendali, tra cui Dipartimento di emergenza-urgenza, Cure Primarie, Ingegneria clinica, ICT e Distretti sanitari. Consente, alla luce dei dati raccolti, di attivare tempestivamente il contesto assistenziale più appropriato in base alle condizioni del paziente, costantemente monitorate e a disposizione per la valutazione diagnostica da parte dei medici di struttura e dei Medici di Medicina Generale delle CRA.

Il progetto Telemedicina fa parte di un progetto più ampio che l’Azienda Sanitaria ha dedicato alle Case residenza anziani e che vede l’attivazione di una task force specialistica a sostegno dei medici delle CRA  (composta da geriatri, infettivologi, igienisti, palliativisti e medici di emergenza-urgenza) con diversi obiettivi: supportare i Medici delle CRA nella gestione degli anziani positivi al covid-19 con i trattamenti disponibili e nel monitoraggio dell’evoluzione della malattia; ridurre gli accessi impropri in ospedale garantendo una qualità delle cure adeguata in contesti assistenziali più simili alla “casa”; offrire un supporto adeguato al personale della struttura non solo in termini di protezione dai rischi ma anche nella comunicazione e nella collaborazione con le famiglie degli anziani.

Si prevede anche la possibilità di offrire un supporto psicologico sia all’equipe assistenziale delle CRA che ai familiari da parte del Servizio di Psicologia Clinica aziendale in questa fase di difficoltà.

Come funziona – Le CRA che ospitano anziani positivi al coronavirus saranno dotate di un kit che comprende saturimetro con connessione bluetooth e un tablet sul quale è installata l’applicazione di telemedicina. Gli operatori sanitari, attraverso un quaderno di lavoro digitale, utilizzando il saturimetro misurano i livelli di saturazione dell’ossigeno agli ospiti delle CRA e possono descrivere lo stato di salute del paziente introducendo altri dati quali pressione e temperatura. I dati vengono trasmessi alla piattaforma web di telemedicina e sono immediatamente disponibili al medico di riferimento della CRA, che così può monitorare l’andamento giornaliero e anche l’evoluzione nel breve e medio periodo, ricavando dati utili all’approfondimento diagnostico. La piattaforma è collegabile anche con i medici di Pronto Soccorso, che possono essere contattati per la condivisione dei dati e l’analisi delle criticità e delle azioni diagnostico-terapeutiche da mettere in atto.

Per dare gambe al progetto, grazie alle donazioni di Ferrari auto, sono state acquisite le varie strumentazioni che serviranno sia ai pazienti sia ai professionisti sanitari, offrendo così un importante sostegno al personale sanitario impegnato nella gestione dell’emergenza. Con la graduale estensione del progetto a tutta la provincia saranno acquisite man mano le tecnologie necessarie (ulteriori pulsossimetri bluetooth, tablet, smartphone) e potenziato il software.

Il progetto potrà essere esteso anche direttamente al domicilio dei pazienti sfruttando la medesima piattaforma e collegando il paziente con lo smartphone.

 

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