22 C
Comune di Sassuolo
sabato, 4 Aprile 2026
Home Blog Pagina 1374

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedì 20 aprile

Cielo molto nuvoloso o coperto con precipitazioni diffuse, di intensità debole-moderata che localmente potranno anche assumere carattere di rovescio. Quota neve sopra i 2000 metri. Temperature: minime quasi stazionarie attorno a 13/13 gradi. Massime in sensibile diminuzione con valori attorno a 15/17 gradi. Venti: deboli, prevalentemente orientali, con locali rinforzi moderati più persistenti sul settore costiero e sul mare. Mare: da mosso a molto mosso.

(Arpae)

Covid-19: buone notizie sul fronte contagi a Sassuolo

Pochi e semplici numeri quelli comunicati oggi dal sindaco Menani che fanno ben sperare sull’andamento del contagio in città:

  • 0 persone infette;
  • 0 persone decedute;
  • 5 nuovi guariti.

“Direi che andiamo benone” ha affermato il primo cittadino.

La Ferrari in aiuto della comunità locale

A fronte della crisi sanitaria causata dalla pandemia del Covid-19, Ferrari ha deciso di finanziare una serie di iniziative nel territorio locale, che si concentrano nelle comunità di Maranello, Fiorano e Formigine.

Il programma di aiuti alle diverse città include le seguenti attività, che sono state coordinate direttamente con le autorità locali:

  •  Acquisto di test e attrezzature per la diagnosi del Covid-19 destinati al Policlinico di Modena, agli ospedali di Baggiovara e di Sassuolo. Tali test, di tipo sierologico e molecolare, forniscono un responso rapido (in 4/8 ore) e sono di grande supporto nel controllo e nella prevenzione del contagio.
  • Auto medica per le comunità locali. La vettura sarà donata all’autorità sanitaria locale, l’Azienda USL di Modena, e sarà collocata presso l’AVAP (Associazioni Volontari Assistenza Pubblica) di Maranello per il Servizio di emergenza territoriale.
  • Acquisto di materiale informatico per le scuole. Notebook, tablet e modem portatili consentiranno agli istituti di istruzione primaria e secondaria di primo grado delle tre città un efficiente programma di lezioni online, che è diventata la modalità di insegnamento primaria durante la crisi. Il materiale informatico resterà  in dotazione delle scuole anche dopo la loro riapertura.
  •  Acquisto e distribuzione di alimenti a Maranello. Un contributo per i buoni spesa e l’acquisto di beni di prima necessità per famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza.

Ulteriori iniziative per il territorio saranno confermate nelle prossime settimane. Il valore complessivo di questi interventi si avvicina ai 2 milioni di Euro, cui contribuiscono il Presidente, l’Amministratore Delegato e i membri del CdA con la rinuncia ai propri compensi per il resto dell’anno, e il Senior Management Team che ha destinato a questa causa il 25% della propria retribuzione per il medesimo periodo.

Anche in questo modo Ferrari desidera esprimere concretamente la propria vicinanza e solidarietà in una fase di difficoltà e incertezza per il territorio e per il Paese.

A Formigine iscrizioni per i servizi prima infanzia

Sono aperte fino al 9 maggio le iscrizioni ai servizi per la prima infanzia relativi all’anno educativo 2020/2021: nido d’infanzia e centro per bambini e famiglie.

Data l’emergenza covid19, le procedure sono esclusivamente online. Il modulo è scaricabile dall’area tematica del sito Internet www.comune.formigine.mo.it “Scuola e nidi”.

Questo va compilato in ogni sua parte ed inviato via e-mail seguendo le istruzioni che si trovano nella  stessa pagina.

Nel giorni successivi all’invio, i genitori riceveranno una telefonata informativa dal Servizio istruzione per una rilettura della scheda: solo quando la domanda sarà completa la famiglia riceverà per mail la ricevuta dell’avvenuta iscrizione con il numero di protocollo che la identifica.

Il Nido d’infanzia è un servizio rivolto ai bambini in età compresa tra i tre mesi e i tre anni. Il centro per bambini e famiglie si rivolge a bambini in età 12-36 mesi che non frequentano il nido d’infanzia, accompagnati da adulti di riferimento, ad esempio i genitori o i nonni.

Importante ricordare che, in base alla normativa vigente, possono frequentare i servizi solo i bambini in regola con le vaccinazioni obbligatorie.

“Soprattutto in questo momento di stop dei servizi educativi è importante lavorare per renderli di nuovo un posto di accoglienza fondamentale sia per le famiglie sia per i piccoli 0-3 anni – afferma l’assessore alle Politiche scolastiche ed educative Simona Sarracino –  La socializzazione in questa fascia d’età, infatti, è fondamentale perché grazie al confronto con gli altri genera capacità e competenze che accompagneranno i bambini nella fase più matura”.

Viola le disposizioni Covid-19, denunciato 41enne trovato in possesso anche di cocaina

Ieri pomeriggio a Sassuolo, i carabinieri della locale stazione hanno controllato e denunciato un quarantunenne del luogo, già noto alle forze di polizia, poiché trovato in possesso di tre involucri contenenti cocaina.

L’uomo, essendo stato fermato a bordo del proprio veicolo, è stata anche sanzionato per la violazione delle norme anticontagio in vigore.

Lavori in via Gramsci a Fiorano

Dal 20 aprile al 6 giugno verranno effettuati sondaggi e lavori alla rete idrica, in via Antonio Gramsci. La viabilità sarà modificata con diverse modalità. Dalle ore 7 di lunedì 20 aprile alle ore 24 di mercoledì 22 aprile verrà istituito un senso unico alternato; dal 23 aprile al 12 maggio sarà chiuso al transito (eccetto per residenti e mezzi di soccorso) il tratto di strada compreso tra via Mazzini e via Manin, dalle ore 7. Dal 12 al 22 maggio chiusura totale del tratto compreso fra via Manin e via Guido Rossa, eccetto residenti e mezzi di soccorso. Infine dal 25 maggio al 6 giugno verrà chiuso al transito il tratto di via Gramsci compreso fra via guido rossa e via del cimitero, tranne che per i residenti e i mezzi di soccorso.

Sempre per lavori alla rete idrica, il 21 aprile sarà istituito un restringimento della sede stradale, con l’istituzione di un senso unico alternato regolato da movieri, in via Cameazzo n. 21.

#iorestoacasa con fido e micio

Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Il Servizio veterinario dell’Azienda USL di Modena ribadisce le indicazioni già diramate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Ministero della Salute sulla gestione degli animali domestici in questo momento di emergenza sanitaria. Rafforzare le misure di igiene e prevenzione, sia personale sia dell’animale, è l’indicazione rilanciata dai veterinari AUSL per una corretta convivenza domestica. Con un appello ai proprietari di cani e gatti: non abbandonateli per la preoccupazione di un’eventuale trasmissione del virus all’uomo da parte dei nostri amici a 4 zampe o viceversa. Esistono inoltre anche precise indicazioni per la gestione degli animali di proprietà di persone positive al coronavirus da parte di conoscenti e volontari (elenco sotto).

“Ciò che sappiamo al momento – spiega Giovanni Zecchini, Direttore del Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Modena – è che la diffusione del virus Sars-Cov-2 è legata alla trasmissione da uomo a uomo e quei pochi animali che sono risultati positivi non hanno a loro volta trasmesso l’infezione”. Sono diversi gli studi scientifici in corso che, una volta validati e pubblicati, aiuteranno a capire meglio la eventuale trasmissione del Sars-Cov-2 ad altre specie e la sua capacità di replicazione negli animali. Poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili al virus, è comunque importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione: “Vale sempre, soprattutto di fronte a malattie ancora poco conosciute, il principio di precauzione: cerchiamo di utilizzare le stesse attenzioni messe in atto dalle persone che condividono lo stesso ambiente con la persona malata, a partire dalla limitazione del contatto (in particolare non facciamoci leccare e non condividiamo con loro il nostro pasto) e dalle norme igieniche.

Sempre per chi, malato appunto di coronavirus, non può portare fuori il proprio animale, esistono precise indicazioni che sono state previste per aiutare parenti o volontari ad assicurare la passeggiata quotidiana”.

Per tutti valgono poi le norme igieniche messe in campo per contrastare la pandemia: si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo.

Durante la passeggiata, da fare sempre in prossimità della propria abitazione, è importante mantenere le distanze con le altre persone e gli altri cani. Una volta rientrati a casa è consigliabile pulire il pelo e le zampe con salviette monouso specifiche per animali, evitando di usare prodotti aggressivi o a base alcolica che possono indurre fenomeni irritativi o altre gravi conseguenze. In questo periodo in cui siamo costretti a stare in casa e anche le passeggiate durano meno tempo, per distrarre il nostro amico possiamo fargli fare esercizi di concentrazione ad esempio nascondere croccantini, biscottini e i suoi giochi preferiti.

“Gli animali domestici non sono coinvolti in maniera attiva nella diffusione dell’epidemia e non c’è nessuna ragione di abbandonarli – è l’appello dei veterinari AUSL ai proprietari di cani e gatti –, non solo perché è un reato, ma anche perché fanno parte della nostra famiglia: non incriniamo, per paura, il rapporto di fiducia che abbiamo instaurato con loro, finendo per gravare ulteriormente su istituzioni e volontari già fortemente impegnati ad aiutare i proprietari coinvolti in questa emergenza”.

9 piccole regole per volontari e parenti

È sempre opportuno che il volontario o anche il parente si informi preventivamente sulle caratteristiche del cane es dimensioni, indole, aggressività nei confronti di altri cani ecc.

  1. Indossare sempre la mascherina ed i guanti prima di prelevare l’animale ed iniziare la passeggiata.
  2. Evitare contatti ravvicinati con i proprietari, mantenendo le misure di distanziamento sociale consigliate; è opportuno prelevare l’animale all’esterno dell’abitazione.
  3. Munirsi del modello di autocertificazione vigente, nel quale, nel caso di attività svolta dal volontariato organizzato, si possa comprovare l’effettivo raccordo con il COC o l’ufficio competente del comune di riferimento.
  4. Per la passeggiata, rimanere in prossimità dell’abitazione dell’animale.
  5. Evitare di far accarezzare l’animale ad estranei e comunque al suo rientro suggerire di pulire il manto e le zampe con salvietta monouso specifica per animali.
  6. Se l’animale necessita di una visita veterinaria, prendere anticipatamente appuntamento con il veterinario di fiducia indicato dal proprietario oppure con l’ambulatorio/clinica più vicino. Non recarsi mai dal veterinario senza appuntamento.
  7. Durante la passeggiata evitare di toccarsi il naso, gli occhi e la bocca e, dopo avere riconsegnato l’animale, gettare i guanti e la mascherina nella raccolta indifferenziata poi lavarsi immediatamente le mani.
  8. L’animale deve essere gestito presso l’abitazione del proprietario o, se necessario, essere accolto temporaneamente da parenti o amici; nel caso che tale gestione non fosse possibile, deve essere contattato il comune di riferimento al fine di potere collocare l’animale in modo idoneo, previa valutazione.
  9. E’ opportuno che ogni volontario o parente effettui servizi a supporto di una sola famiglia.

ANPI: “Già il 23 aprile, giorno di San Giorgio, la Città di Sassuolo esponga il tricolore e il 25 aprile alle 15 canti Bella Ciao, c’è bisogno di speranza e unità”

Il Comitato comunale di A.N.P.I- Sassuolo invita i cittadini sassolesi a partecipare attivamente, se pur dalle loro case, alle celebrazioni del Settantacinquesimo della Resistenza e della Liberazione  dal nazismo e fascismo a partire già dal 23 aprile 2020 giorno di San Giorgio. Invita a ricordare la fine della seconda guerra mondiale che  si celebra in maggio e che ancora il 17 aprile Sassuolo era stata bombardata.

La mattina del 22 aprile il Comando partigiano che era a Prignano impartì l’ordine di scendere su Sassuolo e avvennero gli ultimi combattimenti di Villa Segrè e del Parco; il 23 aprile, il giorno del patrono della Città San Giorgio, essa era sotto il controllo dei partigiani  e degli alleati sopraggiunti dalla pianura. Alle 10,30 i pompieri suonarono il Campanone e quel giorno il Comitato di Liberazione Nazionale assunse il governo della Sassuolo democratica e libera. ANPI-SASSUOLO invita perciò i cittadini ad esporre già il 23 aprile alle finestre il tricolore.

ANPI Provinciale di Modena ha messo a disposizione presso le edicole che hanno data la disponibilità (a Sassuolo Edicola di Via Braida 301 ed edicola di Viale XX Settembre che qui ringraziamo) e presso il CONAD di Via Bologna di Sassuolo un certo numero di bandierine di carta da distribuire gratuitamente.

A.N.P.I –Sassuolo posterà sulla sua pagina face book note storiche e informative delle celebrazioni ufficiali promosse dall’Amministrazione comunale per il Settantacinquesimo.

ANPI Nazionale ha invitato inoltre a condividere l’evento  #bellaciaoinognicasa, ovvero a cantare bella ciao alle ore 15 del 25 aprile, al quale aderiscono ARCI, CGIL, CISL, Le Sardine, PD, Confederazione italiana tra le Associazioni combattentistiche e partigiane, Unione degli Universitari, Rete degli studenti medi, Rete della Conoscenza, Istituto nazionale Ferruccio Parri, Comune di Firenze, ANPPIA, Articolo UNO, ANED, FIAP, Articolo 21, Rete #NOBAVAGLIO, Libertà e Giustizia

L’Italia ha bisogno, oggi più che mai, di speranza, di unità, di radici che sappiano offrire la forza e la tenacia per poter scorgere un orizzonte di liberazione. Il 25 aprile arriva con una preziosa puntualità. Arrivano le partigiane e i partigiani, il valore altissimo della loro memoria. L’ANPI chiama il Paese intero a celebrarlo come una risorsa di rinascita. Di sana e robusta rinascita. Quest’ anno non potremo scendere in piazza ma non ci fermeremo. Il 25 aprile alle ore 15, l’ora in cui ogni anno parte a Milano il grande corteo nazionale, invitiamo tutti caldamente ad esporre dalle finestre, dai balconi il tricolore e ad intonare Bella ciao. In un momento intenso saremo insieme, con la Liberazione nel cuore. Con la sua bella e unitaria energia.

SI chiede a tutti  coloro che si riconoscono nei valori e principi della Resistenza, dunque della democrazia e della Costituzione, di aderire al flash mob inviando un messaggio a ufficiostampa@anpi.it.

A.N.P.I-Sassuolo

Covid-19: a Sassuolo 1.615 domande per i “buoni spesa”

Ecco un primo aggiornamento dell’attività complessiva svolta relativamente ai “Buoni spesa” legati all’emergenza Covid-19  sino alle ore 12 di Venerdì 17 aprile:

Le domande per i buoni spesa Covid-19 presentate e pervenute entro la chiusura dei termini per la presentazione ovvero fino alle ore 13 del 16 aprile 2020, sono state 1.615.

Le domande processate sino ad oggi sono n. 874 di cui:

  • POSITIVE n. 375
  • NEGATIVE N. 263 (la valutazione negativa è legata a situazioni economiche che non hanno avuto una significativa modificazione in seguito all’emergenza Covid, a domande per cui risultano attivi altri sostegni economici (reddito di cittadinanza, ecc.) o a eventuali problematiche economiche non dipendenti dall’emergenza Covid)
  • IN APPROFONDIMENTO n. 199
  • MANCATA RISPOSTA n. 37 ((mancata risposta a seguito di più contatti telefonici)

Sono stati consegnati Buoni Spesa Covid a n. 313 richiedenti per un totale di € 88.850, con le seguenti modalità:

  • Buoni Spesa n. 78 per € 22.800
  • Tessere prepagate n. 219 per € 61.000
  • Versamenti in conto corrente n. 16 per € 5.050

“Sono state numerose le richieste di aiuto tramite utilizzo dei buoni spesa, questo denota il forte disagio economico che la nostra comunità, come l’intera Nazione, si trova a dover fronteggiare – afferma l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Sassuolo Sharon Ruggeri – è stato un lavoro incessante sin dall’inizio dell’apertura delle domande ed è per questo che ringrazio tutti i collaboratori e le assistenti sociali per l’impegno e per il lavoro svolto e che continuano a svolgere”.

 

Sassuolo: sospensione servizi educativi 0-3 anni – rette scontate

La Giunta Comunale di Sassuolo, con propria deliberazione n. 41/2020, ha stabilito la riduzione delle rette dei nidi d’infanzia a titolarità comunale o convenzionati e dello spazio bambini, centro per bambini e famiglie in misura  direttamente proporzionale al periodo di sospensione dei servizi disposta dal Consiglio dei Ministri a far tempo dal 24 Febbraio 2020 per contrastare l’epidemia del Covid-19.

La riduzione delle rette sarà applicata per tutto il periodo di sospensione dei servizi.

La  rette del mese di Febbraio  saranno ridotte del 25% (corrispondente ad una settimana di mancata fruizione del servizio).

Nei mesi di marzo ed aprile le famiglie non dovranno pagare nulla  in quanto i servizi sono rimasti chiusi per l’intero mese.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 19 aprile

Cielo poco nuvoloso, a tratti velato in mattinata, per transito di nubi alte e stratificate.Tendenza ad aumento della nuvolosità dal pomeriggio-sera con possibili deboli precipitazioni sparse, dapprima sui rilievi, poi tenderanno ad estendersi ache alla pianura in nottata. Localmente i fenomeni potranno assumere anche carattere di rovescio. Temperature: stazionarie o in lieve aumento, specie nei valori minimi. Minime comprese tra 12°C e 15°C, massime comprese tra 25/26°C nei capoluoghi emiliani. 20/24° sulla costa. Venti: deboli di direzione variabile, a regime di brezza lungo la costa. Mare: quasi calmo o poco mosso.

(Arpae)

Coronavirus, quarantena sicura: la Regione in campo per contenere i contagi domestici e nelle residenze per anziani

Quarantena sicura, la Regione in campo per contenere i contagi domestici e nelle residenze per anziani, i due fronti più caldi nella lotta al Coronavirus.

L’assessorato alle Politiche per la salute mette nero su biancocon una nota inviata dalla Direzione generale ad Aziende sanitarie, Dipartimenti di sanità pubblica e Conferenze territoriali sociosanitarie di tutta l’Emilia-Romagna – i provvedimenti da adottareper consentire l’isolamento di persone che non hanno un domicilio adeguato o che vivono in strutture dove tale isolamento non può essere garantito in totale sicurezza.

Sono già oltre 1.000 i posti disponibili, da Piacenza a Rimini, per offrire a queste persone una collocazione alternativa in cui trascorrere la quarantena o il periodo necessario alla completa guarigione, con doppio tampone negativo.

Alberghi, soprattutto, ma anche posti disponibili in strutture private e case protette dedicate esclusivamente a pazienti covid-positivi, Ospedali di comunità: una disponibilità di posti (esattamente 1.006) a cui si è arrivati dopo un confronto che la Regione – con la vicepresidente e assessore al Welfare, Elly Schlein,e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – ha portato avanti con Comuni, sindacati, gestori di strutture. Due gli ambiti su cui è emersa la necessità di intervenire con più incisività: quello delle persone che abitano con conviventi in quarantena a domicilio perché positivi al Coronavirus, e quello delle strutture residenziali sociosanitarie per anziani e disabili, dove in alcuni casi si è riscontrata la difficoltà a garantire un isolamento adeguato.

“Le norme e le ordinanze che riguardano la sospensione delle attività e il distanziamento sociale fin qui adottate si sono mostrate indubbiamente efficaci nel ridurre i contagi a livello regionale- sottolinea l’assessore Donini-. Restano questi due ambiti in cui dobbiamo rafforzare le disposizioni già stabilite, in modo da consentire un’ulteriore flessione negativa all’andamento dei contagi. I posti ci sono, con la collaborazione di tanti, e speriamo di poterli incrementare ulteriormente: ringrazio per la disponibilità dimostrata Aiop e grazie anche a chi ha aperto le porte e dato la disponibilità, lavorando con noi a garanzia della salute di tutti”.

“Grande preoccupazione, per noi, rappresentano le fasce della popolazione più deboli, fragili e indifese, come gli anziani e le persone con disabilità, perché chi ha un genitore o un parente ospitato in queste strutture ha il diritto di sapere che viene accudito nelle condizioni di massima sicurezza e tutela della salute- commenta la vicepresidente con delega al Contrasto alle disuguaglianze, Schlein-. É necessario dunque agire con maggiore incisività per interrompere la catena dei contagi tra queste persone e preservarle da nuove, possibili infezioni, e gli alloggi alternativi disponibili sono uno strumento che è giusto ed importante utilizzare, ma importante anche trovare personale per sopperire alle gravi mancanze nelle strutture, ed agevolare i contatti telefonici e telematici con l’esterno per ridurre il senso di isolamento”.

La carenza di personale nelle Case di Residenza Anziani (Cra) e le soluzioni individuate

Altro fronte sul quale la Regione è al lavoro da settimane è la ricerca di soluzioni al problema della carenza di personale nelle Cra: oltre ad aver sbloccato i corsi di formazione professionale per operatore sociosanitario e permesso di svolgere online l’esame finale, una circolare del 20 marzo aveva stabilito alcune specifiche disposizioni di sicurezza per i centri residenziali per anziani e disabili.

Tra queste, la possibilità, per sopperire alla grave mancanza di personale, di inviare alle Aziende  Servizi alla Persona (ASP) parte delle nuove assunzioni fatte dalla Sanità regionale e alcune deroghe alle qualifiche professionali necessarie per ampliare la platea dei lavoratori all’interno delle strutture di ricovero per anziani e disabili a personale con la qualifica di Addetto all’assistenza di base (ADB) o di Operatore tecnico dell’assistenza (OTA) o ancora  in fase conclusiva del percorso di formazione OSS, previa valutazione specifica sulle competenze del singolo operatore e garantendo l’affiancamento degli operatori sociosanitari.

Il proficuo confronto con i sindacati e tutti i soggetti coinvolti ha portato a un ulteriore risultato: la possibilità di estendere la deroga anche a lavoratrici e lavoratori domestici (assistenti familiari) e caregiver per attività di supporto agli operatori OSS, nelle strutture dove si registra una preoccupante mancanza di personale disponibile per l’assistenza alle persone anziane e per evitare che questa mancanza agevoli rischi di contagio. La circolare del 20 marzo chiedeva alle strutture anche di promuovere e incentivare contatti degli ospiti con i propri famigliari per via telematica e con video chiamate per attenuare il senso di isolamento degli anziani.

Nel frattempo, si rafforza il supporto sanitario alle residenze per anziani e disabili grazie all’intervento delle unità mobili (USCA) direttamente nelle strutture e continuano gli sforzi di screening di tutto il personale sociosanitario e dei casi sintomatici all’interno di queste strutture.

 

La situazione dei contagi in casa e in strutture socioassistenziali

Dall’analisi dei dati regionali da inizio epidemia è emerso che, per quanto riguarda le persone positive a Covid-19 che abitano con conviventi in quarantena a domicilio, i contagi rappresentano in media l’11,4% di quelli totali. Una percentuale che si alza al 18% considerando invece i dati dal primo aprile ad oggi; dato che dimostra come, nonostante una riduzione del numero dei contagi, la componente relativa a questa tipologia risulti sempre più rilevante.

Nel caso delle strutture residenziali sociosanitarie, la componente di contagi rilevata rappresenta il 7% di quelli avvenuti dall’inizio dell’epidemia. Anche in questo caso, nel periodo compreso fra il primo di aprile e oggi l’incidenza sul totale è aumentata, raggiungendo il 15%.

 

Le indicazioni della Regione per affrontare il tema della quarantena

Nella lettera indirizzata ai direttori generali delle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna, ai presidenti delle Conferenze Territoriali socio-sanitarie e ai direttori dei Dipartimenti di sanità pubblica, la Direzione generale Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione, ha ribadito, e specificato ulteriormente, le indicazioni perchi non può trascorrere la quarantena a domicilio, o per chi occorre trovare una collocazione in strutture diverse, fino alla guarigione con la doppia negativizzazione del tampone.

Il problema della quarantena si pone se il domicilio è inadeguato a causa, ad esempio, dell’assenza di un bagno e/o camera separata da riservare a ciascuna persona posta in isolamento, oppure della presenza di numerose persone che ci vivono (più di 3, salvo abitazioni molto spaziose e confortevoli), oppure anche in presenza di condizioni igienico-sanitarie precarie.

Altra situazione per cui occorre scegliere una situazione alternativa, è quella in cui la persona non offre garanzie di affidabilità rispetto alla capacità – o volontà – di mettere in atto e rispettare le indicazioni per la corretta realizzazione dell’isolamento. Oppure, ancora, se si è in presenza di un nucleo familiare all’interno del quale ci sono uno o più soggetti, anche se negativi, non in grado di garantire il rispetto delle misure di quarantena.

Per affrontare in modo adeguato questi problemi, ai pazienti positivi che non necessitano di ricovero sarà proposto di trascorrere la quarantena in alberghi riservati. Chi non vorrà accettare questa indicazione, dovrà firmare una dichiarazione in cui formalizza il rifiuto.

Per quanto riguarda l’altra realtà su cui si concentra l’attenzione della Regione, le strutture residenziali sociosanitarie, sono previste diverse opzioni.

Nei casi in cui l’isolamento interno non possa essere garantito, in collaborazione con i gestori, le Aziende sanitarie dovranno individuare collocazioni alternative da definire sulla base del numero dei soggetti da trasferire e della loro tipologia (negativi, positivi, paucisintomatici). In particolare, per i pazienti positivi attualmente degenti nelle Cra si profilano tre percorsi: il trasferimento presso Cra esclusivamente dedicate a pazienti affetti da Covid 19; ricovero presso strutture sanitarie private convenzionate con il Servizio sanitario regionale della rete Aiop, come già avvenuto in casi critici; la permanenza nella stessa Cra, purché al suo interno vi sia la possibilità di garantire l’assoluto isolamento dei pazienti Covid rispetto agli altri degenti e l’impiego di personale dedicato solo al reparto isolato.

 

Il turismo dopo il coronavirus: le soluzioni possibili

Il turismo dopo il coronavirus: le soluzioni possibiliSappiamo bene come il virus ha modificato le nostre vite. C’è chi dice per sempre, c’è chi è più speranzoso e prevede un ritorno alla normalità in tempi relativamente brevi. Naturalmente in questo momento la salute delle persone è al primo posto, ma con l’economia in crisi e una stagione turistica in bilico, molti si preoccupano anche per il post coronavirus. Sarà infatti difficile la ripresa e alla riapertura, soprattutto in un settore, quello turistico-culturale che si fonda sulla partecipazione e la condivisione di spazi e momenti.

 

Ipotesi e soluzioni

Naturalmente non ci sono ancora tempi definiti, così come non sono state definite tutte le strategie da adottare anche se l’estate, il periodo più fruttuoso all’anno per il turismo si avvicina. Tra chi è indeciso se aprire o meno, tra chi prevede un calo significativo degli incassi, si delinea anche una possibile strategia e una linea da seguire:

 

  • L’emergenza sanitaria prima di tutto: ovviamente questa rimane una priorità, dunque riapriranno nei modi e nei tempi adeguati, solo quelle località e are che possono garantire la sicurezza dei cittadini e dei visitatori.
  • Prenderà vita una nuova forma di turismo, chiamato staycation, dall’unione di stay e vacation. Si preferiranno dunque vacanze a breve e medio raggio, nei dintorni di casa, riscoprendo così anche luoghi poco conosciuti e meno affollati.
  • Allo stesso tempo saranno favoriti i luoghi meno ‘famosi’ e frequentati e le attività all’aria aperta.
  • I turisti saranno più attenti alla pulizia e all’igiene. I comportamenti adottati in questi mesi infatti si rifletteranno anche sul turismo e molto probabilmente nella vita quotidiana, con mascherine e alle buone norme che diventeranno la normalità.
  • Naturalmente non c’è da aspettarsi ammassi di gente e grossi eventi. Molto probabilmente turismo e cultura favoriranno prima i viaggi di coppia o in famiglia poco numerose, per evitare così assembramenti di persone.
  • Sempre più tecnologia anche per le nostre vacanze. Oltre all’app per monitorare la salute infatti, sarà molto probabile che i primi turisti useranno ancor di più app come Booking e AirBnB per le prenotazioni, ma anche app per prenotare biglietti del treno o altri mezzi di trasporto. via del distanziamento sociale, tutto questo subirà un aumento e sempre più persone usufruiranno di questi sistemi per organizzare le proprie vacanze. Naturalmente è sempre bene prestare attenzione alle truffe e alla protezione dei dati personali utilizzando strumenti adatti, come le VPN.

Certo il turismo come lo conoscevamo non tornerà molto presto, e anche i viaggi low cost a cui eravamo ormai abituati, a spasso per l’Europa, non torneranno molto presto. Ma l’’Italia ha la sua resilienza, così come i suoi luoghi e la sua gente, resistono e hanno resistito ad eventi peggiori. Sarà dunque questo il momento di riscoprire il nostro paese, con l’aiuto di tutti.

 

Il progetto Fuoriclasse continua: Cecilia Camellini incontra i ragazzi della scuola media Parco Ducale

Nonostante le restrizioni dovute al Coronavirus, il progetto “Fuoriclasse una risposta innovativa al fenomeno del Drop out scolastico” ideato e promosso dall’associazione Fuori Campo 11, nel pomeriggio di oggi, venerdì 17 aprile 2020, non si è fermato ed ha proseguito seppur virtualmente presso la scuola secondaria di primo grado Parco Ducale, appartenente all’Istituto Comprensivo Sassuolo 2 Nord. Gli studenti delle classi seconde hanno potuto dialogare con la campionessa paralimpica Cecilia Camellini, la quale ha parlato ai ragazzi della sua vita sportiva e dei valori che a partire dallo sport l’hanno guidata e continuano a guidarla nella sua quotidianità.

«Le scelte non vanno prese per fuggire, ma per andare verso qualcosa» queste sono state le prime parole di Cecilia Camellini mentre si accingeva a rispondere ai tanti quesiti degli studenti, che domanda dopo domanda con grande interesse ed attenzione hanno saputo vincere la timidezza, calandosi all’interno di uno stretto botta e risposta con la campionessa paralimpica di nuoto. Tanti sono stati i temi toccati in termini di educazione e di crescita, ma sicuramente quelli dell’organizzazione e delle scelte personali sono stati un leitmotiv durante la complessità delle due ore in cui ben quattro classi hanno potuto partecipare all’incontro. Cecilia ha quindi proseguito raccontando la sua esperienza scolastica, non facendo segreto anche delle sue difficoltà nel conciliare studio ed attività agonistica, ma proponendo sempre ai ragazzi una chiave di lettura utile a risolvere i piccoli grandi “intoppi” settimanali in cui chiunque pratichi o abbia praticato attività extracurricolari possa essere incappato. Di qui ha continuato ad affrontare gli argomenti più spinosi: dal saper affrontare ed accettare una pesante sconfitta alla gestione dell’ansia, passando per la rivalutazione degli errori e dei fallimenti, anche e soprattutto scolastici, ridefinendo il profondo rapporto che si deve tenere in queste situazioni con sé stessi. Con grande maturità gli studenti hanno dato prova di aver fatto propria la lezione impartitagli dalla storia di Cecilia, in cui il coraggio e la presa delle proprie responsabilità hanno dato luogo ai suoi grandi successi. Insomma un’esperienza davvero esemplare e coinvolgente per tutti che sotto l’attenta guida dei professori, della preside, Maria Luisa D’Onofrio e della psicologa Valentina Marchesi, unitamente ai responsabili di Fuori Campo 11, ha potuto svolgersi regolarmente presso l’istituto sassolese.

L’ORGANIZZAZIONE – “Fuoriclasse” è ideato e promosso dall’associazione sportiva dilettantistica Fuori Campo 11, già impegnata in iniziative di carattere sportivo quali il Festival SportivaMente e la kermesse itinerante “Fuori Campo: una risposta innovativa al fenomeno del drop out sportivo” oltre alle Yellow Run, un progetto di corse-camminate inclusive articolato in un tour nazionale che partirà alla fine dell’estate toccando le città di Sassuolo, Salsomaggiore Terme, Matera e Potenza.

Misure Covid-19, l’incontro del Tavolo di lavoro modenese sulla graduale ripartenza produttiva

«Le filiere industriali modenesi, con una valenza internazionale, devono essere messe nelle condizioni di riavviare le produzioni, garantendo tutta la sicurezza che rimane una priorità da cui non si può prescindere». Lo ha affermato Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena e dell’Upi regionale, concludendo, venerdì 17 aprile, l’incontro del Tavolo sul lavoro, promosso in ogni provincia dalla Regione, per raccogliere indicazioni da sottoporre al Governo, in vista dell’avvio di una eventuale “fase 2” dell’emergenza Covid-19.

Hanno partecipato all’incontro, coordinato in teleconferenza dalla Provincia, i rappresentanti delle associazioni di categoria, ordini professionali, sindacati e sindaci.

«Indicheremo alla Regione le filiere dell’automotive, ceramica e moda – ha aggiunto Tomei, riassumendo la discussione – come quelle che possono essere sono in grado di garantire la ripresa delle attività in sicurezza anche grazie ad appositi protocolli approvati con il consenso dei sindacati. Queste filiere – ha aggiunto Tomei – si confrontano con mercati internazionali e imprese che operano in paesi che hanno già riaperto, oppure hanno chiuso per periodi molto inferiori a quello dell’Italia. Grazie ad adeguati protocolli di settore, una riorganizzazione del ciclo produttivo, la disponibilità di tutti i dispositivi di sicurezza necessari, è possibile coniugare le precauzioni anticontagio con una graduale ripresa. Va inoltre considerato – ha concluso Tomei – che le filiere produttive sono fortemente interconnesse tra loro e che una ripartenza favorirebbe anche quei settori che stanno continuando ad operare, come ad esempio quello agroalimentare, che soffre notevolmente la mancanza di ricambi meccanici».

Tomei ha posto anche il tema della ripartenza dei cantieri pubblici, «anche questo un elemento decisivo per ridare ossigeno all’economia», come hanno confermato diversi sindaci intervenuti, a partire da Gian Carlo Muzzarelli, sindaco di Modena, che ha ribadito come «il punto di riferimento restano le decisioni del Governo e gli accordi nazionali approvati anche dai sindacati, evitando disomogeneità tra le regioni, come indicato dal presidente Bonaccini».

Fabio Franceschini, sindaco di Castelvetro, ha evidenziato il tema delle difficoltà dei bilanci comunali, un problema ripreso da tutti i sindaci, come Maurizia Rebecchi, sindaca di Ravarino, Simone Pelloni, sindaco di Vignola, che ha chiesto anche, in vista di eventuali riaperture, di potenziare i test per individuare gli asintomatici; Francesco Menani, sindaco di Sassuolo,  dopo aver ribadito che la sicurezza dei lavoratori rappresenta una priorità, ha  affermato che il settore ceramico è in grado di garantire questa sicurezza con protocolli già individuati e approvati anche dai sindacati.

L’importanza dei protocolli di settore sulla sicurezza è stato ribadito anche da Maria Costi, sindaca di Formigine, Luciano Biolchini, sindaco di Pavullo,  che ha ripreso il problema delle difficoltà dei piccoli artigiani e del commercio e da Antonella Canossa, assessore ai lavori pubblici di Mirandola che ha chiesto una accelerazione sulla ripresa dei cantieri pubblici a partire dalle manutenzioni stradali.

 

GLI INTERVENTI DELLE ASSOCIAZIONI E DEI SINDACATI

Come coniugare la sicurezza dei lavoratori con la necessità di ripartire gradualmente nei settori a valenza internazionale. E’ stato questo il filo conduttore degli interventi al Tavolo provinciale sul lavoro dei rappresentanti delle associazioni di categoria e dei sindacati.

Alessandro Rossi di Confindustria Emilia ha indicato le filiere automotive, la ceramica, impianti compresi, e moda con il lusso tra quelle più legate all’export che «sono in grado di garantire una riapertura graduale in sicurezza, attraverso una riorganizzazione dei turni, lo smartworking, il potenziamento di tutti i dispositivi necessari», concetti ripresi da Armando Cafiero, direttore di Confindustria Ceramica, il quale ricordando il protocollo nazionale di settore approvato con i sindacati che «garantisce sicurezza e può permetterci di ripartire prima del 3 maggio» ha evidenziato il problema della concorrenza sui mercati delle imprese spagnole che «hanno riaperto dopo aver chiuso solo nove giorni senza fermare gli impianti».

Sulle filiere internazionali, Cesare Pizzolla della Cgil, ribadendo che la sicurezza dei lavoratori viene al primo posto, ha espresso perplessità sulla possibilità di riaprire questi settori perché «a Modena, tenendo conto delle connessioni produttive tra le aziende, dalle piccole alle grandi, significherebbe praticamente riaprire tutto, serve quindi una maggiore gradualità», mentre William Ballotta della Cisl ha sollecitato «criteri omogenei e protocolli territoriali su trasporti e servizi alle famiglie oltre  protocolli anticontagio nelle aziende, per ripartire in sicurezza e cominciare a convivere con una nuova normalità».

Sandro Grisendi dell’Ance,  ha sottolineato il protocollo sicurezza di settore in accordo con i sindacati per consentire un ripartenza graduale alle imprese che si stanno organizzando; «serve però – ha aggiunto – un taglio alla burocrazia, appalti più snelli, una maggiore liquidità e più investimenti pubblici», temi ripresi da Cristiano Golinelli di Confcooperative, Alberto Papotti di Cna («per accelerare gli investimenti si dovrebbe sospendere il codice degli appalti per due anni»), Marco Poggi di Confesercenti che ha chiesto norme snelle e di facile interpretazione, indicando, tra l’altro «il fenomeno dei parrucchieri abusivi che opera a domicilio», Alberto Belluzzi di Lapam («bene ripartire con gradualità e sicurezza con le filiere internazionali») e da Gabriele Giacobazzi, presidente dell’Ordine degli ingegneri, anche a nome del Comitato provinciale delle professioni che ha chiesto «la semplificazione delle procedure burocratiche e l’accelerazione delle progettazioni degli enti pubblici per attivare le opere».

Sui temi legati all’agricoltura, Alberto Notari della Cia, dopo aver ricordato che «il settore non ha mai smesso di produrre, garantendo le forniture alimentari», ha evidenziato l’importanza della ripartenza delle filiere internazionali che «sarà utile anche per le imprese agricole in termini di rifornimenti di ricambi e parti meccaniche, fondamentali per il nostro settore», mentre Giovanni Duò di Coldiretti ha illustrato quanto si sta facendo per risolvere il problema della manodopera stagionale, e Stefano Gasperi di Confagricoltura ha evidenziato la necessità di riprendere i piani di controllo delle specie dannose per l’agricoltura.

Covid-19/fase 2: Bonaccini, “Sì alle aziende, a partire da automotive, ceramiche e moda”

Sì alle aziende, a partire da automotive, ceramiche e moda, i settori a più alto tasso di export. No per ora a bar e ristoranti. Così il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini durante una intervista a Tagada’, su La7.

Il presidente della regione poi cita il modello è la Granarolo: “Una grande impresa che ha 2.000 dipendenti sparsi in tutta Italia, non ha mai chiuso e ha avuto casi” di infezioni da Covid-19 “che si contano sulle dita di una mano”.

Quanto al turismo, ha detto ancora il governatore, “è il settore più complicato da far ripartire” per lo stop ai collegamenti e le necessità di distanziamento sociale. Rispetto a questo “noi abbiamo un piccolo vantaggio per quando si ripartirà, avere il 70% di turismo nazionale”.

Per questo si conta molto sul bonus vacanze che il Governo dovrebbe introdurre, perché la somma andrebbe spesa interamente in località italiane.

Inizio 2020 con forte calo delle imprese in Emilia Romagna

Un saldo negativo di oltre tremila imprese nei primi tre mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Forse si comincia a far sentire anche l’effetto delle restrizioni seguite all’emergenza Covid-19 sul bilancio della nati-mortalità delle imprese tra gennaio e marzo, periodo già di solito appesantito dalle chiusure comunicate sul finire dell’anno precedente.

E’ la fotografia scattata da Unioncamere Emilia-Romagna che ha elaborato i dati del Registro imprese delle Camere di commercio.

Le imprese attive a fine marzo 2020 erano 396.581, mai così poche, con una diminuzione pari a 3.450 unità, -0,9 per cento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. La perdita subita dalla base imprenditoriale regionale è risultata molto più ampia rispetto a quella riferita allo stesso trimestre del 2019 (-2.437 unità, -0,6 per cento) ed è la più ampia degli ultimi cinque anni. La tendenza alla riduzione delle imprese attive peraltro prosegue sostanzialmente ininterrotta dal 2009. A livello nazionale le imprese attive hanno subito una flessione più contenuta (-0,5 per cento).

I settori di attività economica. La base imprenditoriale regionale si è ridotta in tutti macrosettori, più rapidamente in agricoltura, in misura più contenuta nell’industria, solo leggermente nelle costruzioni e nell’aggregato dei servizi. In dettaglio, l’insieme del commercio all’ingrosso e al dettaglio e della riparazione di autoveicoli e motocicli subisce una notevole flessione delle imprese del settore (-2.044 unità, -2,3 per cento). La base imprenditoriale dell’agricoltura, silvicoltura e pesca si riduce di 1.270 unità (-2,3 per cento). L’industria perde 704 imprese, con una nuova accelerazione della tendenza negativa che giunge a -1,6 per cento. Un ulteriore segno rosso è dato dalla perdita di 336 imprese del settore del trasporto e magazzinaggio (-2,5 per cento). Infine, le imprese delle costruzioni contengono la perdita a 172 unità (-0,3 per cento) e la tendenza negativa si riduce di nuovo e decisamente.

Segnali positivi vengono solo dagli altri settori dei servizi. I principali giungono dalle imprese dell’immobiliare (271 unità, +1,0 per cento), quindi dall’aggregato del noleggio, delle agenzie di viaggio e dei servizi di supporto alle imprese (+265 unità, +2,1 per cento) e infine dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+153 unità, +0,9 per cento).

Si confermano gli andamenti nettamente divergenti anche per le tipologie di forma giuridica delle imprese. La riduzione della base imprenditoriale è stata determinata dall’andamento negativo delle ditte individuali, scese di 3.545 unità (-1,6 per cento) e dalla riduzione più rapida delle società di persone (2.154 unità, -2,9 per cento), risultata la più ampia degli ultimi cinque anni. Queste ultime risentono in negativo dell’attrattività della normativa sulle società a responsabilità limitata, che sostiene invece l’aumento tendenziale delle società di capitale (+2.416 unità, +2,7 per cento), comunque è più contenuto dello scorso anno.

Le imprese registrate. In Emilia-Romagna sono risultate 448.521 a fine marzo, 3.455 unità (-0,8 per cento) in meno rispetto al termine del primo trimestre del 2019. La più ampia riduzione degli ultimi sei anni. A livello nazionale la tendenza ha condotto a un analogo decremento dello 0,7 per cento delle imprese registrate.

Iscrizioni e Cessazioni. Nel trimestre, le iscrizioni (7.192) si sono sensibilmente ridotte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche le cessazioni (10.687) sono diminuite ampiamente, ma in misura inferiore, rispetto allo stesso trimestre del 2019.

Legambiente: la ripartenza non proponga gli stessi errori del passato

In vista dei piani per la ripartenza e delle ingenti risorse in arrivo, Legambiente scrive alla Regione chiedendo di pensare con lungimiranza anche al dopo, per disinnescare i tanti rischi che incombono sulla nostra società.  Lotta al cambiamento climatico e centralità delle politiche pubbliche sono i cardini della proposta.

La crisi del Coronavirus che ci troviamo ad affrontare in questo momento richiede un impegno di tutti, le morti, la disoccupazione, la crisi economica, i lavoratori in prima linea chiedono una fortissima dedizione collettiva al superare l’emergenza dell’oggi.  Tuttavia, come società dobbiamo essere in grado di pensare con lungimiranza anche al dopo, decidendo come sarà la “ricostruzione” ed il nostro domani.

Oltre al virus altri gravi pericoli ci minacciano: il principale è quello climatico accompagnato dal consumo delle risorse del Pianeta, amplificati dalle disuguaglianze sociali. L’inquinamento cronico della Pianura Padana, di per sé drammatico dal punto sanitario, sembra poter essere un aggravante alla mortalità del virus.

Per evitare gli errori del passato crediamo che serva un patto sociale pubblico-privato incardinato su una transizione ecologica e di maggiore inclusione sociale.

Non possiamo lasciare passare invano questo momento di riflessione sui nostri modelli ed è necessario che la politica e i corpi elettivi riprendano la discussione sul futuro. Anche alla luce delle risorse pubbliche che presto saranno messe in circolazione.

Per tale motivo Legambiente propone un confronto con la politica, i Consiglieri Regionali e la parte di società che si riconosce in questa prospettiva. Un confronto sul futuro in cui devono essere necessariamente presenti anche i giovani.

Molte risposte ai problemi di oggi stanno arrivando dalla solidarietà sociale, dall’impegno dei singoli e del volontariato.  Così come nel pieno della crisi, l’intelligenza collettiva e la solidarietà stanno aiutando a dare risposte concrete: occorre mettere in circolo le idee e le proposte per il domani.

Le proposte di discussione avanzate da Legambiente riguardano prima di tutto le politiche e gli investimenti utili per combattere il cambiamento climatico, i cui effetti stanno colpendo l’agricoltura regionale anche in questo momento.

Sempre più urgente diventa, secondo l’Associazione, la necessità un forte piano per il risparmio energetico in tutti i settori con risorse e provvedimenti utili tanto al settore industriale quanto a quello edile e dei piccoli artigiani. Spazio alle energie da fonti rinnovabili e agli investimenti sui trasporti sostenibili: dalle piste ciclabili al trasporto merci su ferro. Fondamentale è poi un Piano straordinario di contrasto del dissesto idrogeologico, per mettere in sicurezza beni e persone e per garantire funzionalità alle infrastrutture oggi trascurate, come ponti, viadotti e viabilità minore.
Occorre premere l’acceleratore sull’economia circolare (settore ad alta potenzialità di occupati) e su nuove filiere del recupero. Bisogna rinunciare invece ad investimenti che non abbiano chiaro valore di utilità collettiva e che si sono già dimostrate di difficile attuazione per gli impatti e il rischio economico (è il caso delle autostrade o alcune proposte aeroportuali).

Centrale è anche la riflessione sull’agricoltura, che nella crisi si sta rivelando per la sua vera natura, cioè settore primario e fondamentale. Servono quindi gli strumenti necessari per dare dignità a questo ruolo, con politiche dei giusti prezzi per i produttori, accompagnati in modo indissolubile con tutele adeguate ai lavoratori (compresa l’ampia fetta di manodopera straniera di cui oggi si avverte tutta la necessità) e alla sostenibilità ambientale. Serve mettere al riparo il settore da rischi intrinsechi: la fragilità di filiere e sistemi fortemente dipendenti da territori esteri (come per i mangimi funzionali alla zootecnia intensiva) e i rischi di antibiotico-resistenza. Serve che si rifletta seriamente su quali modalità e colture saranno compatibili alla luce del cambio di clima.

Infine l’Associazione propone una riflessione sul ruolo dei servizi pubblici e dei beni comuni. La crisi del Cornonavirus ha messo in evidenza la centralità del sistema pubblico nei momenti di difficoltà, risulta quindi fondamentale garantire adeguate risorse sui beni comuni e avere efficaci presidi territoriali dei servizi. In generale si sottolinea la necessità di strutture pubbliche di eccellenza al riparo da logiche distorte, tanto economiche, quanto di appartenenza politica a discapito del merito.

Diventa imprescindibile l’attenzione al settore sanitario: con il rafforzamento del personale, dei servizi e dei dispositivi territoriali.  Occorre riconoscere, inoltre, il ruolo sociale imprescindibile della scuola, che ha mostrato una capacità di resilienza elevatissima e che sta fungendo da collante sociale nonostante le difficoltà.

Ma il ragionamento deve riguardare tutti i servizi, anche quelli delle utilities, perché siano strumenti centrali per le politiche dei beni comuni e nella costruzione di soluzioni nuove, ad esempio sui versanti delle energie rinnovabili e dei nuovi sistemi di trasporto.

Infine, conclude l’Associazione, oltre al tema della riapertura delle imprese, c’è anche un problema dell’immediato su cui puntare i riflettori: le fasce di debolezza sociale e di fragilità che il lockdown ha amplificato ma al tempo stesso tiene nascosti. Pensiamo alla dispersione scolastica delle famiglie deboli, i senza dimora, le fragilità psicologiche e tanti altri.  In definitiva occorre andare a recuperare chi in questa crisi è rimasto indietro o abbandonato sul piano economico, dell’educazione o del disagio sociale.

 

Servizi scolastici, anche a Maranello sconti e rimborsi sulle rette

I pagamenti delle rette dei servizi scolastici comunali saranno riparametrati in considerazione della sospensione delle attività educative a seguito dell’emergenza sanitaria in atto. Lo ha deciso la giunta comunale nei giorni scorsi, con l’approvazione di una delibera che rimodula l’importo e i pagamenti delle rette dei servizi per la prima infanzia gestiti dal Comune: nido, spazio bambino e Cestino dei Tesori, mensa e trasporto, pre e post scuola. Già a inizio marzo l’amministrazione comunale aveva deciso di applicare alle famiglie con bambini che frequentano i nidi d’infanzia uno sconto commisurato ai giorni di chiusura. Ora quella misura viene ampliata, come ulteriore risposta concreta verso le famiglie del territorio in difficoltà economica.

Nel dettaglio, ecco le misure adottate.

Per i servizi nido d’infanzia, prolungamento nido e spazio bambino la retta del mese di febbraio sarà riparametrata rispetto alle settimane di apertura effettiva del servizio e il termine di pagamento, previsto per il 30 marzo, è stato posticipato al 31 maggio; è stato stabilito l’esonero dal pagamento della retta per il periodo di chiusura del servizio; per i mesi successivi, in caso di ripresa dell’attività educativa,  le scadenze mensili saranno fissate con decorrenza dal 30 giugno.

Per il “Cestino dei Tesori” è stato stabilito il rimborso di pacchetti di ingresso già pagati e non fruiti e la rimodulazione dei pacchetti fruiti parzialmente e non ancora pagati.

Per la refezione scolastica, per la retta del bimestre gennaio/febbraio è stato stabilito il posticipo del termine di pagamento (previsto per il 30 aprile) al 31 maggio.

Per il post scuola (primaria e infanzia) la giunta ha deciso di annullare l’emissione della seconda rata del servizio per il periodo febbraio-giugno 2020.

Per il trasporto scolastico e per il pre scuola (primaria e infanzia) sarà rimborsato il 50% della retta annuale già versata dalle famiglie mediante conguaglio sulla retta del prossimo anno scolastico 2020/2021 per gli utenti ancora iscritti al servizio o tramite rimborso diretto alle famiglie.

SUNIA Emilia-Romagna sull’emergenza abitativa in corso

Foto di Jens Neumann da Pixabay

Difficile fare una previsione sugli effetti del Covid 19 sul disagio abitativo, ma già in queste settimane gli uffici del SUNIA ricevono telefonate di inquilini che chiedono come comportarsi perché non sono in grado di pagare regolarmente il canone di affitto e le spese condominiali.

In Emilia-Romagna nel biennio 2009-2010 furono dichiarati più di 14 mila sfratti, il 93% di questi erano per morosità, cioè per l’incapacità degli inquilini di fare fronte agli impegni contrattuali.

Se guardiamo alle previsioni del Pil per il 2020 e i 2021 dobbiamo preparaci ad affrontare una emergenza abitativa forse di dimensioni maggiori, se non altro perché alle abitazioni private dobbiamo aggiungere il fenomeno degli immobili affittati per attività commerciali e professionali.

Il Governo con il decreto legge “Cura Italia” ha proposto il blocco degli sfratti al 30 giugno, e in fase di conversione in Parlamento il maxi emendamento della maggioranza ha spostato questa data al 1 settembre. È una misura che però non affronta il problema alla radice: servono infatti contributi da erogare in tempi rapidi per le migliaia di inquilini in difficoltà economica per un periodo ancora non definibile.

Siamo anche preoccupati per quanto riguarda le risorse messe a disposizione dalla Regione per il bando “bonus affitto” 2019. Non abbiamo ancora tutti i dati per distretti, ma da una prima analisi si può già dire che queste risorse non saranno sufficienti a coprire il 50% delle richieste (precedenti tra l’altro alla fase di emergenza COVID-19).  Citiamo alcuni dati: più di 1.600 domande per città come Bologna e Modena, più di 2.000 per Reggio Emilia, più di 1.000 per i distretti di Ferrara e quello che ha Vignola come capofila.

Mentre siamo in attesa che i tavoli di confronto nazionali, regionali e territoriali diano risposte adeguate, gli uffici territoriali del SUNIA, non avendo altri strumenti a disposizione, stanno già gestendo molte decine di casi “urgenti” favorendo un processo di rinegoziazione temporanea dei contratti di affitto. È evidente che questo strumento, pur rappresentando la via maestra, deve essere aiutato da contributi economici per inquilini che hanno visto ridotto significativamente il loro reddito e proprietari che rinunciano ad una quota di canone annuo precedentemente pattuita.

 

 

 

Grazie al Centro del riuso distrettuale, donati dispositivi informatici ed elettrodomestici a famiglie in difficoltà

Mai come in questo momento di emergenza ci si accorge di quanto sia importante “fare con quello che si ha”, dare nuova vita alle cose vecchie e dimenticate, recuperare e riutilizzare.

L’Unione dei Comuni del Distretto ceramico un anno fa ha avviato un Centro del riuso, collocato a Casinalbo, in via delle Radici 331. Nei mesi scorsi, l’associazione che lo gestisce dopo aver partecipato a un avviso pubblico, “Tutto si Muove” ha realizzato numerosi laboratori socio-occupazionali per ragazzi con difficoltà psico-fisiche, come quello di falegnameria, minuteria, restauro di mobili, aggiustaggio, riciclo creativo. Inoltre, è stato possibile per tutti i cittadini dell’Unione portare oggetti usati, ancora utilizzabili o riparabili con gli obiettivi fondamentali della riduzione dei rifiuti e dell’economia circolare.

In questo momento particolare, l’associazione che da più di 15 anni opera nel campo del disagio sociale, è stata subito disponibile per la consegna delle spese a domicilio per le persone segnalate dai Servizi sociali. In questo modo, volontari ed educatori si sono resi conto che i bisogni delle persone sono molteplici. Ecco allora che, in collaborazione con i Servizi sociali e le Caritas territoriali è stato possibile donare giocattoli, elettrodomestici, pc e tablet per la didattica a distanza provenienti dal Centro del riuso alle famiglie in difficoltà economica.

Per informazioni, è possibile contattare “Tutto si Muove” al numero 339/3073443.

 

# ora in onda #
...............