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Lavori per la riqualificazione del centro di Fiorano

Lunedì 20 aprile partiranno i lavori per la realizzazione del progetto di riqualificazione del centro di Fiorano Modenese, che dureranno circa 7 mesi , con diversi stralci.

In questi giorni, non potendo organizzare un incontro, il sindaco, Francesco Tosi, ha fatto pervenire una lettera ai negozi e residenti di via Vittorio Veneto, per comunicare l’avvio del cantiere, le sue caratteristiche e le finalità del progetto. “Sappiamo bene che la realizzazione del progetto comporterà disagi e criticità per i commercianti, ma tutti ci auguriamo che il risultato finale porti soddisfazione anche a loro. – sottolinea il Sindaco nel testo – I miracoli nessuno è in grado di farli, ma certamente il progetto che verrà realizzato presenta elementi di miglioramento oggettivo rispetto alla condizione attuale. Salvo imprevisti,  per Natale la riqualificazione sarà stata completata”. E continua: “Ci tengo a ribadire che questo intervento è indipendente da scelte viabilistiche sulla via (doppio senso, senso unico in una direzione o nell’altra, ecc.): si tratta di due argomenti distinti e autonomi, nel  senso che questo progetto  non pregiudica di per sé nessuna delle eventuali scelte, le quali sul piano tecnico e pratico restano tutte  possibili”.

Il cantiere sarebbe dovuto partire a giugno; l’amministrazione e gli uffici tecnici hanno fatto un grande sforzo per anticipare i lavori di due mesi, in modo da sfruttare al massimo questo periodo di chiusura forzata degli esercizi commerciali e di riduzione del traffico.

Il progetto di riqualificazione del centro di Fiorano Modenese è già stato a suo tempo presentato e discusso con la cittadinanza e con i commercianti della zona. Tiene conto dello studio ‘masterplan’ commissionato dal Comune ai consulenti autori del Piano Generale del Traffico Urbano ed ha ricevuto l’approvazione della Soprintendenza di Bologna.

Il centro della città verrà riqualificato per favorire la mobilità sostenibile (pedoni e biciclette), rispetto al traffico automobilistico di puro attraversamento. Via Vittorio Veneto sarà rifatta con materiali naturali di pregio, verranno eliminate le barriere architettoniche  e collocato arredo urbano adeguato. Gli elementi adottati saranno di alta qualità sia dal punto di vista sia estetico che della sicurezza. Lo scopo del progetto è di rendere più attrattiva la zona centrale di Fiorano, anche per favorire il commercio.

Il primo intervento interesserà il tratto di via Vittorio Veneto compreso tra via Santa Caterina e via Antonio Gramsci, caratterizzato dal maggior numero di esercizi commerciali. Si partirà con il rifacimento dei pedonali in pietra naturale, per poi passare alla riqualificazione dell’asse viario. La chiusura parziale al transito dei veicoli avverrà solo per il tempo strettamente necessario ad effettuare le lavorazioni su strada. A seguire si realizzerà il tratto tra via Gramsci e via Malatesta e per ultimo tra via Malatesta e via Marconi.

Durante tutte le fasi sarà garantito l’accesso alle aree del centro non oggetto di intervento, con l’istituzione di doppi sensi di marcia e saranno individuati ulteriori parcheggi, nell’area di piazza Ciro Menotti (zona fermata bus).

Il Comune di Fiorano Modenese, come già avvenuto per i lavori di rifacimento della condotta idraulica e del gas, assegnerà un contributo agli esercenti, quale riconoscimento delle criticità procurate dalla chiusura della via per il cantiere.

CGIL, CISL e UIL ER scrivono all’Abi in merito all’ostruzionismo di molte banche riguardo all’anticipazione degli ammortizzatori sociali

A seguire la lettera che CGIL, CISL e UIL Emilia-Romagna hanno inviato all’Abi regionale sull’ostruzionismo irresponsabile di molte banche, riguardo all’anticipazione degli ammortizzatori sociali. I sindacati chiedono di sbloccare subito la situazione per garantire il reddito ai lavoratori durante questa durissima emergenza.

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ABI Emilia Romagna Dott M. Bernardi

Assessore allo sviluppo economico, lavoro, formazione Regione Emilia Romagna Vincenzo Colla

Prot. CGIL/20200417/33232

Bologna, 17 Aprile 2020

In questi giorni sono giunte a tutte le strutture delle scriventi OOSS, da Piacenza a Rimini, le preoccupate recriminazioni di moltissimi lavoratori che hanno ricevuto risposte negative da parte degli Istituti di credito alla legittima richiesta di poter avviare la pratica per il riconoscimento dell’anticipazione bancaria del pagamento degli ammortizzatori sociali.

In Emilia-Romagna ci sono migliaia di lavoratori che sono a casa da quasi 2 mesi, anche da ben prima del DPCM che ha sancito il lockdown nazionale, e che alla luce della normativa contenuta nel D.L. “Cura Italia”, hanno visto i propri datori di lavoro scegliere come modalità di erogazione degli ammortizzatori sociali il pagamento diretto da parte dell’INPS senza anticipo da parte dell’azienda.

Per questi motivi, fin da subito abbiamo unitariamente sostenuto e sollecitato la definizione del Protocollo poi sottoscritto in Regione il 30 marzo u.s., che regola le procedure per l’anticipazione bancaria degli ammortizzatori, a supporto dei tanti lavoratori interessati, garantendo, nel contempo, anche la tutela degli addetti presso le filiali degli Istituti di credito attraverso l’ampia prevalenza, da noi fortemente rivendicata, delle procedure telematiche.

Da oltre 15 giorni continuano a pervenirci diffuse proteste da parte di lavoratori ai quali le banche rispondono che non sanno ancora come procedere per rendere operativo il Protocollo sottoscritto, o addirittura, di non avere avuto alcuna comunicazione in merito.

Il problema è stato a più riprese evidenziato anche alla Regione, garante del Protocollo, il cui impegno e sollecito per sbloccare la situazione è rimasto ad oggi inascoltato dal sistema bancario.

Vogliamo dirlo chiaramente: “l’ostruzionismo” da parte di alcuni Istituti di credito non è ammissibile.

E’ necessario che ABI richiami le banche alla propria responsabilità, nel rispetto di quanto sottoscritto. I lavoratori devono avere risposte certe e celeri.

Nessuno in Emilia-Romagna può essere lasciato mesi senza stipendio a lottare per sostenersi e sostenere i propri cari in un’emergenza come quella che stiamo vivendo.

Se, infatti, grazie alla contrattazione in molte aziende, soprattutto di media e grande dimensione e buona capitalizzazione, abbiamo ottenuto l’anticipo da parte dell’azienda, in molte altre ciò non è stato possibile per effetto della norma che in alcuni casi prevede il pagamento diretto da parte dell’INPS. E non è possibile proprio per tutte quelle imprese più fragili, sotto i 5 dipendenti, che fin da subito si sono scontrate con una fortissima crisi di liquidità.

Chi lavora nei settori dove è più alto il rischio di povertà lavorativa e precarietà oggi rischia di stare a casa senza stipendio fino all’intervento dell’INPS che sconta ritardi burocratici inevitabili. Questo non è accettabile.

L’Emilia-Romagna dimostri anche in questo caso di essere una Regione in cui nessuno viene lasciato solo e in cui ci si confronta e si condividono scelte dalla quali nessuno poi può pensare di tirarsi indietro per mero calcolo ed interesse.

Ci attediamo, pertanto, che ognuno per le proprie responsabilità, dettate non solo dal ruolo ricoperto, ma anche, auspicabilmente, dal senso solidaristico che dovrebbe sottendervi, una sollecita attivazione per la piena esigibilità di quanto convenuto con il Protocollo sottoscritto.

In attesa di riscontro, inviamo cordiali saluti.

I Segretari Generali CGIL – CISL – UIL Emilia Romagna, L.Giove – F.Pieri – G.Zignani

 

Avis, ecco dove donare sangue in provincia domenica 19 aprile

Prosegue regolarmente la raccolta di sangue e plasma in provincia di Modena. Domenica 19 si potrà donare nelle seguenti sezioni comunali “aperte per dono”:

Bastiglia, Bomporto, Camposanto, Carpi, Castelfranco Emilia, Mirandola, Modena, Pavullo, Pievepelago, Ravarino, San Cesario, San Felice, Sassuolo, Savignano, Serramazzoni, Spilamberto, Vignola. A Concordia, Maranello e Medolla le donazioni si effettuano sabato 18, a Soliera lunedi 20, a Cavezzo martedi 21, mentre le sedi di Formigine e Piumazzo saranno aperte ai donatori venerdi 24.

Si ricorda che per chi dona sangue e plasma sono consentiti gli spostamenti verso le sedi Avis anche fuori dal comune di residenza, con la motivazione “assoluta urgenza”. Per evitare situazioni di affollamento ed attese eccessive è consigliabile prenotare la donazione contattando la propria sede.

Si raccomanda ai donatori di portare con sé l’autocertificazione, e nel caso della donazione di plasma anche l’sms di prenotazione ricevuto da Avis, di limitare il tragitto al solo percorso di andata e ritorno dalla sede di donazione, di ritirare al termine del prelievo la dichiarazione di avvenuta donazione rilasciata da Avis.

 

L’assessore Mammi scrive al ministro Bellanova: “Attuare subito le misure del Fondo europeo per la pesca”

Attuare subito le misure del Fondo europeo per la pesca, in particolare sbloccando il pagamento di arretrati e contributi, con iniezione di liquidità e una generale semplificazione delle procedure. Sono i primi passi per dare un aiuto al settore della pesca, duramente colpito dall’emergenza coronavirus, che ha visto un calo generalizzato dei prezzi e della domanda di mercato e la difficoltà a mantenere le condizioni di sicurezza per i lavoratori. Sono le richieste dell’assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Alessio Mammi,contenute nella lettera inviata alla ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova.

“Il comparto della pesca e dell’acquacoltura, già di per sé fragile – afferma Mammi -,  si trova adesso in una situazione di gravissima difficoltà, per gli effetti economici prodotti dal contraccolpo della pandemia da Covid-19 sulle attività economiche. Le aziende, prevalentemente piccole, medie o microimprese, si trovano a dover fronteggiare la riduzione del fatturato, il forte calo dei prezzi di prima vendita e una diminuzione nelle vendite di oltre il 50%. Inoltre, per l’acquacoltura il calo delle vendite a medio termine potrebbe comportare la perdita di buona parte della produzione, con danni ingentissimi, e il rischio elevato di compromettere l’intera stagione se, com’è sfortunatamente prevedibile, non si tornerà entro breve tempo alla normalità”.

Un importante passo, secondo la Regione, è la modifica del Regolamento generale sui fondi europei (il 1303 del 2013) per dar modo di erogare un anticipo alle imprese almeno fino al 70% a fronte di garanzia fideiussoria e di consentire l’inserimento degli anticipi nelle domande di pagamento, cosa che al momento non è possibile. Questo permetterebbe di non perdere le risorse comunitarie, dare liquidità alle aziende, certificare la spesa e semplificare le attività di istruttoria della rendicontazione.
La Regione chiede poi al Ministero, in accordo con le rappresentanze regionali della categoria, di accelerare il pagamento degli arretrati previsti per il  fermo pesca dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp)  relativi a parte del  2017 e alle  annualità 2018 e 2019; facilitare l’erogazione dei contributi anche attraverso una semplificazione della rendicontazione e infine snellire i controlli, anche rinviando il sopralluogo a una fase successiva.
Tra le misure richieste anche la semplificazione dei metodi di calcolo dei contributi per le imprese di acquacoltura che hanno subito danni, e una rimodulazione delle somme disponibili per interventi più utili e attraenti per le imprese./

Per imprese e laboratori di ricerca made in Emilia-Romagna 5 milioni di euro per progettare soluzioni innovative di sicurezza

Soluzioni tecnologiche e organizzative in grado di ridurre il rischio di contaminazione e garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, sia in ambito produttivo che nel settore dei servizi. Innovazioni per il distanziamento delle persone, per gestire sistemi di monitoraggio della sicurezza in ambienti aperti al pubblico, in particolare dove vi sia una significativa aggregazione di persone. Inoltre, per la sanificazione degli ambienti, la disponibilità di materiali già esistenti, o sperimentarne di nuovi, per realizzare dispositivi di protezione individuale o di riduzione del rischio di contaminazione attraverso il contatto con le superfici. Ma anche favorire la riconversione, anche parziale, di imprese verso la produzione di dispositivi di protezione individuale o comunque di prodotti e servizi volti alla gestione dell’emergenza, limitatamente alle attività di ricerca, sperimentazione ed eventuale certificazione dei prodotti.

Sono questi gli obiettivi che la Regione vuole raggiungere per supportare, assieme a imprese e ai laboratori di ricerca emiliano-romagnoli, la ripartenza in sicurezza del sistema economico e sociale dell’Emilia-Romagna dopo il lockdown causato dall’emergenza sanitaria. E per questo la Giunta regionale, nell’ultima seduta, ha varato un provvedimento ad hoc. Un tassello nel più complessivo progetto di governo della ripartenza, un bando finanziato con 5 milioni di euro che, come annunciato al tavolo del “Patto per il lavoro” dal presidente della Regione Stefano Bonaccini e dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Colla, possa garantire in un arco di tempo limitato a 6 mesi progetti di ricerca e sviluppo per la sperimentazione di soluzioni (prodotti e servizi) innovative per contrastare l’epidemia. Soluzioni in grado di essere, quindi, rapidamente industrializzate e adottate su scala almeno regionale.

“Si tratta di un investimento importante che rappresenta un passaggio fondamentale nella strategia di dell’Emilia-Romagna per la ripresa dopo l’emergenza sanitaria- ha dichiarato l’assessore Vincenzo Colla–. Sappiamo che i tempi per uscire dall’emergenza non saranno brevi e per questo vogliamo attrezzarci sostenendo le migliori soluzioni e ricerche in questo campo, che possano essere di supporto alle proposte del Patto per il Lavoro e dei Tavoli provinciali per la sicurezza sul lavoro. Consideriamo questa una filiera in crescita, su cui la Regione vuole puntare anche come volano di sviluppo per il futuro”.

La domanda di contributo ai progetti potrà essere presentata tra il 27 aprile e il 30 giugno prossimo. Il bando sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna ed è già pubblicato sul sito http://fesr.regione.emilia-romagna.it/.”

Il bando in sintesi

La Regione intende sostenere lo sviluppo e sperimentazione di soluzioni concrete e di tempestiva applicazione, con una duplice finalità.
Da un lato contrastare la diffusione del contagio, prevenire focolai epidemici, migliorare la cura e l’assistenza ai pazienti, sia ospedalizzati che domiciliarizzati, potenziare laboratori di ricerca per analisi, test e certificazione di dispositivi medici e di protezione.

Dall’altro, nella progressiva riapertura delle attività produttive, prevenire, ridurre e annullare il rischio di contaminazione nei luoghi di lavoro (anche lungo la catena di attività coinvolte, per esempio nella logistica delle filiere produttive), negli esercizi commerciali di dimensioni grandi e piccole, nei luoghi di fruizioni di servizi quali banche, Caf; nei luoghi di socializzazione e ricreazione quali alberghi teatri, musei, ristoranti, cinema e località turistiche, nelle attività sportive e ricreative, nelle attività scolastiche, delle Università, del sistema formativo ed educativo; nel sistema di trasporto per la mobilità pubblica e privata.

Il bando prevede in sintesi due filoni di azioni: il “supporto alla realizzazione di progetti complessi di attività di ricerca e sviluppo su poche aree tematiche di rilievo e all’applicazione di soluzioni tecnologiche funzionali alla realizzazione della strategia di S3” rivolto a piccole, medie e grandi imprese con sede legale o unità locale produttiva all’interno del territorio emiliano-romagnolo (escluse le società strumentali, controllate direttamente o indirettamente da Pubbliche amministrazioni o altri soggetti pubblici); il “sostegno alle attività collaborative di ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi” rivolto ai Laboratori di ricerca dell’Emilia-Romagna accreditati dalla Regione.

I progetti dovranno prevedere un costo totale ammissibile non superiore a 150 mila euro e non inferiori ai 10 mila euro. Il contributo regionale massimo erogabile è pari all’ l’80% del valore dell’investimento approvato per un massimo di 120 mila euro.

La presentazione dei progetti nel periodo compreso tra le ore 10 del 27 aprile 2020 e le ore 13 del 30 giugno prossimo. Al raggiungimento della soglia dei 5 milioni di euro di richiesta del contributo lo sportello verrà temporaneamente chiuso e potrà successivamente riaprire in seguito alla valutazione delle domande, coerentemente con le risorse non ancora concesse e impegnate o per risorse aggiuntive messe a disposizione.

Da lunedì riprendono i “sondaggi archeologici” in piazza Martiri Partigiani

Riprenderanno lunedì prossimo, 20 aprile, i sondaggi da parte della ditta CPL Concordia, per conto di Hera, nella porzione di piazza Martiri Partigiani che, dal cannocchiale, guarda via Pia.

Si tratta di “sondaggi archeologici”, i cui risultati saranno inviati alla Soprintendenza per ottenere il nulla osta alla posa dei sottoservizi, che avranno una durata di una decina di giorni. Terminata questa fase, inizierà l’opera di scavi e posa di nuove condotte nella porzione di piazza Martiri Partigiani situata di fronte a San Giorgio.

 

Codacons su Rsa Emilia Romagna divieto cremazioni

Il Codacons rivolge un appello alle Procure della Repubblica dell’Emilia Romagna che stanno indagando sui decessi registrati nella case di riposo della regione, affinché vengano adottate misure urgenti in grado di garantire indagini precise sulle responsabilità della strage di anziani sul territorio.

“Chiediamo agli inquirenti di sequestrare le salme dei pazienti deceduti presso le Rsa della regione, e disporre autopsie su tutti i corpi onde accertare le cause dei decessi – afferma il presidente Carlo Rienzi – Tale misura si rende necessaria per evitare che le case di riposo procedano ad eseguire cremazioni che, di fatto, farebbero scomparire le prove utili ad accertare le responsabilità dei reati commessi a danno dei pazienti delle strutture”.

In tal senso le autorità competenti devono temporaneamente vietare le cremazioni in tutta l’Emilia Romagna, perché documenti e cartelle cliniche redatti dalle Rsa non sono sufficienti a ricostruire le cause dei decessi e le relative responsabilità, che possono essere accertate solo tramite autopsia – conclude il Codacons.

Ancora sanzioni durante i controlli per scongiurare la diffusione del virus

I controlli effettuati nella giornata di ieri per il contrasto alla diffusione del virus, hanno riguardato principalmente la zona cittadina di Modena, Sassuolo e Pavullo. A Modena sono state elevate 7 violazioni amministrative. Nei comuni di Castelvetro, Savignano, Marano e Formigine, sono state elevate 14 sanzioni amministrative a persone controllate a piedi o a bordo di autovetture. Nella zona appenninica della provincia, invece, le persone in difetto sono state sanzionate a Pavullo, Frassinoro, Montefiorino e Fanano.

Caldo, Coldiretti: allarme siccità. Il Po come a ferragosto

fiume Po (foto Paolo Panni)

E’ allarme siccità in Italia con il livello del Po come a Ferragosto per effetto delle precipitazioni praticamente dimezzate in un 2020 che si classifica fino ad ora come il piu’ caldo dal 1800 con temperature superiori di 1,52 gradi rispetto alla media. E’ quanto emerge da una monitoraggio della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi al primo trimestre dell’anno con fiumi in magra al nord ed invasi svuotati nel mezzogiorno che mettono a rischio i raccolti e la stabilità dei prezzi in un mercato alimentare segnato dall’emergenza coronavirus.

Con il fermo delle attività industriali per evitare i contagi da Covid-19, il Po non è mai stato così limpido con un livello idrometrico sceso a -2,7 metri al Ponte della Becca basso come a metà agosto secondo il monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenziano anomalie anche nei grandi laghi del nord che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 24% di quello di Como al 27% dell’Iseo fino al 54% del Maggiore. La situazione – continua la Coldiretti – è grave anche nel mezzogiorno e negli invasi di Puglia e Basilicata ci sono rispettivamente circa 122 e 102 milioni di metri cubo in meno rispetto allo scorso anno e analoga e la situazione della Sicilia, dove mancano all’appello circa 62 milioni di metri cubi d’acqua ma rilevante è il deficit idrico anche in Calabria secondo l’Anbi.

Per cercare di salvare le coltivazioni gli agricoltori – precisa la Coldiretti – sono stati addirittura costretti ad intervenire in molti casi con le irrigazioni di soccorso per i campi di mais e barbabietola affinché riescano a germogliare, mentre frumento, pomodoro da industria, ortaggi ed erba medica sono già in stress idrico. Ma se non ci sarà un profondo cambiamento a breve, con adeguate precipitazioni, mancherà in molte aziende – sottolinea la Coldiretti – l’acqua necessaria per la crescita delle colture con un rischio per le forniture alimentare del Paese in un momento di riduzione degli scambi commerciali per effetto dell’emergenza coronavirus.

L’andamento anomalo delle precipitazioni – continua la Coldiretti – conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali ed impattano sul calendario di raccolta e sulle disponibilità dei prodotti che i consumatori mettono nel carrello della spesa. La siccità – precisa la Coldiretti – è diventata l’evento avverso più rilevante per l’agricoltura con i fenomeni estremi che hanno provocato in Italia danni alla produzione agricola nazionale, alle strutture e alle infrastrutture per un totale pari a più di 14 miliardi di euro nel corso di un decennio.

“In un Paese comunque piovoso come l’Italia che per carenze infrastrutturali trattiene solo l’11% dell’acqua, occorre un cambio di passo nell’attività di prevenzione”, dichiara il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “bisogna evitare di dover costantemente rincorrere l’emergenza con interventi strutturali”. Il primo passo è “la realizzazione di piccole opere di contrasto al rischio idrogeologico, dalla sistemazione e pulizia straordinaria degli argini dei fiumi ai progetti di ingegneria naturalistica”, ma allo stesso tempo – continua Prandini – “serve un piano infrastrutturale per la creazione di piccoli invasi che raccolgano tutta l’acqua piovana che va perduta e la distribuiscano quando ce n’è poca ai fini di regimazione della acque, irrigui, ambientali e dell’accumulo/produzione di energia idroelettrica. Servono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico”.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 18 aprile

Cielo generalmente poco nuvoloso, a tratti velato, per nubi alte e stratificate. Dalla sera-notte nuvolosità in ulteriore intensificazione con addensamenti cumuliformi sulle aree di crinale appenninico. Temperature: in ulteriore lieve aumento. Minime generalmente comprese tra 11°C e 12°C; massime fino a 25/26°C nei capoluoghi di pianura interna, di qualche grado inferiori sulla costa. Venti: deboli; in prevalenza dai quadranti meridionali sulle aree appenniniche, di direzione variabile sulla pianura, a regime di brezza lungo la costa. Mare: quasi calmo o poco mosso.

(Arpae)

La Delizia… a piccole dosi (7a puntata): “L’Albero della Libertà, un monumento perduto di Sassuolo”

Eretto per celebrare gli ideali rivoluzionari importati dalla Francia sullo scorcio del Settecento, l’Albero della Libertà di Sassuolo, progettato dal valente pittore e architetto Giuseppe Maria Soli, ebbe vita brevissima: dal 1798 al 1799. Distrutto, non ne restano che alcuni lacerti: le quattro statue delle “Età Rigenerate”, ora alla sommità della Torre dell’Orologio, e alcune lapidi conservate nella Sala Conferenze “Gian Paolo Biasin” di via Rocca. Questa settima puntata de “La Delizia… a piccole dosi: storia e arte di Sassuolo” vuole raccontare la storia di questo sfortunato monumento, aggiungendo un altro tassello alla conoscenza delle vicende storiche e artistiche della nostra città.

Coronavirus. No ai test fai da te: quelli sierologici rapidi svolti solo nell’ambito del percorso di screening definito dalla sanità regionale

No ai test fai-da-te, per scongiurare il rischio di risultati non idonei, dando false certezze e innescando potenziali comportamenti a rischio se effettuati su privati cittadini al di fuori del percorso di screening regionale. Sì, invece, a campagne di screening da parte delle imprese e alla somministrazione di test ai propri dipendenti purché nel pieno rispetto dei criteri e delle modalità indicate dalla Giunta regionale. In questo caso, si potrà ricorrere alla collaborazione con laboratori privati, che dovranno però essere autorizzati dalla Regione, anche in previsione della possibile estensione della campagna di screening ad altre categorie, dalle forze dell’ordine alle Polizia locali, e fasce di popolazione, a partire da quelle nelle aree maggiormente colpite come Piacenza, Rimini e Medicina, dopo quella già avviata e in corso sugli operatori sociosanitari.

Con la delibera approvata oggi, la Regione implementa il percorso di screening avviato, per ampliare e garantire la tracciabilità dei test eseguiti, a partire da quelli sierologici rapidi. Saranno le stesse Aziende ed Enti del Servizio sanitario regionale a definire come somministrare e distribuire il test sierologico rapido.

Altro punto messo in chiaro: i test sierologici rapidi non potranno essere effettuati su privati cittadini, né commercializzati per autodiagnosi, al di fuori del percorso di screening regionale. E’ infatti ben noto come sul mercato sia presente una molteplicità di questi test, non tutti affidabili e compatibili con il percorso tracciato. La Regione mette così un chiaro stop al fai da te, per non vanificare la campagna regionale e per non rischiare che una non idonea validazione dei test, l’incompletezza dei percorsi diagnostici realizzati o la mancata informazione sul significato dei risultati contribuiscano a creare nei cittadini false aspettative e comportamenti potenzialmente a rischio.

“La sicurezza sanitaria dei cittadini è al primo posto e viene prima di tutto- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Il nostro obiettivo è ampliare la platea dei test, che costituiscono uno strumento importante nella lotta contro il Coronavirus, anche ad altre categorie. Ma proprio per questo sarà il nostro Servizio sanitario ad effettuarli, nel pieno rispetto dei criteri e delle modalità stabiliti, per garantire, appunto, sicurezza, efficacia e informazioni tecniche adeguate. Chiederemo una mano anche ai laboratori privati e ben vengano accordi tra questi e le imprese che hanno ripreso la propria attività o, eventualmente, potranno farlo in una fase successiva. E’ anche ragionevole discutere del fatto che proprio la partecipazione al percorso di screening regionale possa essere parte delle condizioni di sicurezza per la riapertura sicura. Ma il percorso su cui tutti siamo impegnati per gestire e uscire da quest’emergenza dev’essere effettuato nel rigore assoluto. A partire proprio dai test, uno strumento che abbiamo fortemente voluto proprio per garantire la sicurezza dei cittadini, a partire da chi è più a rischio, come il personale sociosanitario, perché impegnato in prima linea nella lotta al virus”.

Il programma regionale di screening potrà allargarsi alle popolazioni delle aree dove si sono registrate le più elevate incidenze di contagio, a partire da Piacenza, Rimini e Medicina (Bo). Questo sulla base delle valutazioni emerse dal monitoraggio dei risultati dello screening stesso.

Possibili test sierologici dai datori di lavoro, ma serve l’autorizzazione regionale

Il percorso indicato dalla Giunta apre ad altre strade. E’ esplicitamente previsto che anche le imprese possano partecipare alla campagna di screening con test ai propri dipendenti laddove gli esami abbiano caratteristiche analoghe a quelle del programma regionale a livello di completezza, ripetitività per i soggetti risultati negativi all’esame sierologico rapido, affidabilità dei test utilizzati sia per l’esame sierologico rapido, che per quello standard e tampone orofaringeo; inoltre i datori di lavoro dovranno garantire la completa informazione ai dipendenti sul significato dei risultati dei test tramite medici competenti. Queste proposte da parte dei datori di lavoro dovranno essere autorizzate dalla Direzione generale Cura della Persona Salute e Welfare della Regione.

Anche per questo, la delibera prevede una deroga al divieto di somministrazione di test su privati cittadini al di fuori del percorso regionale: i laboratori potranno infatti presentare un’istanza per essere autorizzati a svolgere test sierologici nell’ambito di percorsi attivati da datori di lavoro. La richiesta andrà indirizzata sempre alla Direzione generale Cura della persona Salute e Welfare, e dovrà essere completa degli elementi necessari per consentire di valutare caratteristiche dei test eseguiti e rispetto dei principi delle modalità di somministrazione, in condizioni tali da non costituire occasione o rischio di contagio.

Con la delibera si chiarisce che il percorso di screening regionale potrà subire aggiornamenti in base alla valutazione dei risultati ottenuti, di nuove evidenze scientifiche – anche relative alle diverse tecnologie –, di nuovi orientamenti nazionali e modifiche normative.

Proroga congedo parentale COVID-19

A seguito del D.P.C.M. del 10 aprile 2020, che ha previsto l’ulteriore proroga del periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, sono prorogati fino al 3 maggio 2020 anche i termini per la fruizione dei quindici giorni di congedo per emergenza COVID-19 per la cura dei figli.

Si ricorda che il congedo può essere fruito da uno solo dei genitori oppure da entrambi, ma non negli stessi giorni e sempre nel limite complessivo, individuale e di coppia, di quindici giorni per nucleo familiare.

La fruizione, inoltre, è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

In Commissione Bilancio il piano straordinario della Regione: nuovi interventi per pagamenti e trasferimenti, per editoria e edicole

La Regione Emilia-Romagna vara un piano straordinario per affrontare l’emergenza causata dal coronavirus e pensare già ora alla fase di ripartenza. L’assessore regionale al Bilancio, Paolo Calvano, ha illustrato il pacchetto di interventi ai consiglieri regionali in Commissione Bilancio, riunitasi oggi in via telematica.

Il Piano regionale

Il piano, annunciato nei giorni scorsi dal presidente Stefano Bonaccini, prevede 320 milioni di nuovi interventi e quasi 100 milioni di accelerazione di pagamenti e trasferimenti agli Enti locali.

Gli assi portanti sono cinque: sanità, lavoro e imprese, casa-welfare-sport-cultura, superamento del divario telematico e investimenti. A ciò si aggiunge la decisione di stanziare 1 milione di euro a sostegno dell’editoria (carta stampata, tv e radio, portali web di informazione) e 500mila euro per fare lo stesso con le edicole.

“Abbiamo compiuto un primo sforzo importante per stare vicini a cittadini, famiglie, lavoratori e imprese – afferma l’assessore Calvano -, sia per far fronte all’emergenza sia per iniziare a preparare la cosiddetta fase 2, per quando si potrà ripartire. Non ci fermeremo qui, perché entrambi questi fronti richiedono il massimo impegno di tutte le istituzioni”.

Sulla sanità, sono stati previsti 65 milioni per il riconoscimento economico straordinario destinato agli operatori sanitari regionali e 26 milioni per la realizzazione dell’hub nazionale di terapia intensiva.

Il capitolo imprese e lavoro prevede 18 milioni per accesso al credito del sistema impresa, piccole e medie e cooperative comprese; 11 milioni per il sostegno ai tirocinanti; 6,5 per la sicurezza sul lavoro; 2 milioni per la sanificazione delle aziende alberghiere; 12 milioni per l’abbattimento Irap nei comuni montani e del basso ferrarese. Inoltre, 92 milioni sul versante agricoltura, tra nuovi interventi e accelerazione di pagamenti alle imprese.

All’asse welfare-casa-sport-cultura vanno: 27 milioni per la casa, tra cui sostegno all’housing sociale e al pagamento dell’affitto per le famiglie in difficoltà; 5 milioni per gli strumenti necessari alle famiglie per far partecipare i figli alle lezioni a distanza (schede prepagate per la connessione internet, Pc, tablet); 1,3 milioni in più alle scuole materne paritarie; erogazione anticipata di 18 milioni ai Comuni sempre per i nidi. Infine, 3,5 milioni per lo sport e un milione in più per la cultura.

Sul piano degli investimenti, 120 milioni per il potenziamento del sistema ferroviario regionale, tra cui 65 milioni per l’interramento della Ferrara-Codigoro e 10 milioni per la tratta Reggio Emilia-Ciano.

 

Ferrari produce a Maranello valvole per respiratori polmonari e raccordi per maschere di protezione

Ferrari, fra le sue iniziative a sostegno dell’assistenza sanitaria per il coronavirus, ha avviato all’interno dello stabilimento di Maranello la produzione di valvole per respiratori polmonari e raccordi per maschere di protezione.

La produzione di questi componenti termoplastici si avvale della tecnologia di manifattura additiva all’interno del reparto dove abitualmente si costruiscono i prototipi delle vetture.

Alcune valvole sono state sviluppate dalla Mares, azienda produttrice di attrezzatura subacquea, su misura delle loro maschere per creare così dispositivi d’emergenza utili per i pazienti affetti da crisi respiratorie.

La logistica del progetto è stata curata da Nuovamacut Gruppo TeamSystem, che ha facilitato inoltre la ricerca delle diverse aziende che hanno contribuito al successo del progetto.

Altri raccordi sono destinati a Solid Energy, che li impiega per trasformare le maschere da snorkeling Decathlon in ausili a protezione del personale sanitario esposto al contagio.

Nei prossimi giorni Ferrari conta di realizzare diverse centinaia di dispositivi che hanno già iniziato e continueranno a essere distribuiti da alcune aziende coinvolte, con il coordinamento della Protezione Civile, a diversi ospedali italiani fra cui quelli di Bergamo, Genova, Modena e Sassuolo, oltre che agli operatori sanitari della città di Medicina.

Cgil ER: “Nel ddl di conversione del ‘Cura Italia’ al Senato i sindacati sono esclusi dai tavoli. Una scelta inaccettabile che condanniamo”

“Le organizzazioni sindacali sono un soggetto a cui viene chiesto di fare la propria parte per la ripartenza. Quindi viene spontaneo chiedersi: perché dobbiamo essere esclusi dai tavoli dove si deciderà il come ripartire?  Questo infatti c’è scritto nel disegno di legge di conversione del “Cura Italia” approvato al Senato, che stravolge la norma per la concessione degli ammortizzatori sociali legati all’emergenza COVID 19″. Afferma con una nota la CGIL Emilia-Romagna.

“Viene cancellato, di fatto, il confronto sindacale, sottraendo tutela ai lavoratori coinvolti, legittimando lo svuotamento della funzione sindacale e procedendo unilateralmente nelle richieste delle prestazioni di integrazione salariale.

Innanzitutto, condanniamo in un momento così drammatico per il Paese, questa volontà di cambiare i rapporti di forza minando il ruolo che la stessa Costituzione assegna alle organizzazioni sindacali.

Al contempo, ci rivolgiamo ai parlamentari eletti in Emilia-Romagna affinché si facciano protagonisti e richiedano, nella discussione che avverrà alla Camera dei Deputati, il ripristino della funzione essenziale delle organizzazioni sindacali nelle procedure per attivare gli ammortizzatori sociali”.

“Perché, a scanso di equivoci, deve essere chiaro a tutti che la cassa integrazione non servirà solo per il “lockdown”. Sarà uno strumento fondamentale per la “fase 2”, quando la ripresa produttiva dovrà camminare di pari passo con il distanziamento tra le persone e un’importante rivisitazione dei modelli produttivi e organizzativi.

Oggi più che mai, le organizzazioni sindacali sono in prima linea nella tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso il confronto negoziale con aziende, istituzioni e soggetti preposti. Proprio per questo motivo è inaccettabile che si possa per legge escluderle dalla discussione con il pretesto dello snellimento di “procedure burocratiche”.

I lavoratori devono essere rappresentati sempre, è un loro diritto. A maggior ragione quando si discute del loro reddito e della loro salute.

Al Senato invece si è sancito che le imprese possono agire unilateralmente.

“Non eravamo tutti sulla stessa barca”, come si è detto in più occasioni? È ancora così?

Se non potremo rappresentare le lavoratrici e i lavoratori nelle procedure di attivazione e utilizzo degli ammortizzatori sociali, a quel punto ci resta una sola opzione: rappresentarli attraverso il conflitto laddove si dovessero verificare scelte unilaterali.

La CGIL non intende per nessun ragione lasciare soli i lavoratori. Nel caso, continueremo a farlo contrastando scelte sbagliate”.

Caporalato in Romagna. La vicepresidente Schlein e l’assessore Colla: “Fatto gravissimo e inaccettabile, ancor più in un momento come questo”

Un episodio gravissimo e inaccettabile, ancor più in un momento di emergenza come questo, che conferma la necessità di tenere alta la guardia, anche in Emilia-Romagna, contro il lavoro nero, lo sfruttamento di manodopera e in difesa delle persone più fragili.

Così la Regione, per voce della vicepresidente con delega al Contrasto alle disuguaglianze, Elly Schlein e dell’assessore al Lavoro, Vincenzo Colla, sul caso di sfruttamento portato alla luce ieri dalla Squadra Mobile di Forlì: 45 richiedenti asilo impiegati nelle campagne romagnole in condizioni di simil schiavitù.

“Quello che è successo lascia sconcertati e senza parole- sottolineano Schlein e Colla-. Anche nella nostra regione, dove da sempre esiste una cultura di tutela del lavoro, persone prive di scrupoli non si fermano neppure in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo e continuano a praticare il caporalato e lo sfruttamento dei più deboli. Da tempo l’Emilia-Romagna è in campo per contrastare gli episodi di grave sfruttamento lavorativo, spesso messo in atto nei confronti dei migranti. Sono, questi, gli invisibili che rappresentano l’anello ultimo e più debole della catena. Per questo è necessario intercettarli e seguirli attraverso la rete dei servizi sociali con l’aiuto delle rappresentanze imprenditoriali e delle organizzazioni sindacali. Al tempo stesso si dimostrano fondamentali i controlli sul territorio contro caporalato e lavoro nero da parte di Magistratura, Forze dell’Ordine ed enti ispettivi, a cui va il nostro ringraziamento”.

“In questa situazione di emergenza- aggiungono Colla e Schlein- molti sono rimasti senza lavoro e senza possibilità di accesso ai sussidi, con il pericolo che il Covid-19 si abbatta su quella parte di popolazione che per condizione economica e sociale è più a rischio dal punto di vista delle diseguaglianze e dello sfruttamento. Oltre a perseguire penalmente chi si macchia di questo ignobile reato, dobbiamo quindi continuare a promuovere la cultura della legalità e dei diritti per tutte le lavoratrici e i lavoratori, unico vero argine alla diffusione di queste pratiche criminali. E proprio per premiare la buona occupazione e aiutare le imprese agricole a reclutare i lavoratori stagionali, quantomai necessari in questo momento di emergenza sanitaria, la Regione ha attivato i Centri per l’impiego, in modo che possano incrociare domanda e offerta di lavoro in tempi rapidi”.

“La diffusione dell’epidemia ha peggiorato la situazione nelle campagne- aggiunge la vicepresidente Schlein-. Molti braccianti vivono in condizioni igieniche precarie, senza acqua corrente, cibo scarso e spesso con difficoltà di lingua, rischiando di ammalarsi e di contribuire al rischio di contagi nei luoghi, spesso ghetti, in cui sono costretti tuttora a vivere. Per questo, nei giorni scorsi ho aderito alla campagna di raccolta fondi promossa da Aboubakar Soumahoro, per acquistare cibo, beni di prima necessità e presidi medici e sanitari per la sicurezza dei lavoratori della terra. Occorre intensificare i controlli a livello nazionale e mettere in piedi una task force che coinvolga istituzioni, forze dell’ordine e organi ispettivi in grado di individuare situazioni di questo tipo, non degne di un Paese civile”.

 

A Fiorano telefonate e visite agli anziani soli

Circa 400 gli anziani con più di 80 anni che vivono soli o in nuclei con altri anziani verranno contattati nei prossimi giorni dal Comune di Fiorano Modenese. Sono le persone in questo momento più fragili della comunità, costrette a rimanere in casa per l’emergenza covid 19. L’amministrazione comunale ha deciso di chiamarli telefonicamente uno a uno, dove è possibile, oppure di fare loro una breve visita a distanza di sicurezza, per capire i loro bisogni, dare informazioni o anche solo scambiare due chiacchere.

Due giovani volontarie del Servizio Civile hanno già cominciato a chiamare gli over 80 di cui è stato possibile recuperare il recapito telefonico. Mentre per le persone non contattabili telefonicamente, dalla prossima settimana, faranno visite a domicilio, ma senza entrare nelle abitazioni, restando all’esterno.

Le ragazze chiederanno agli anziani come stanno, se hanno bisogno di qualche aiuto per la spesa o del recapito dei farmaci a domicilio e forniranno il numero telefonico di Sportello Sociale e Urp. Per le visite domiciliari Hajar El Kholti e Siham Kherrebi, questi i nomi delle volontarie, saranno dotate di cartellino con logo del Comune di Fiorano Modenese, per essere riconoscibili.

“E’ un momento difficile per tutti – dice l’assessore alle Politiche sociali, Luca Busani – ma proprio per questo è essenziale affrontarlo tutti quanti insieme, senza lasciare indietro nessuno. In particolare, i più anziani della nostra comunità, che si ritrovano isolati nelle loro case e non sempre hanno parenti o amici a disposizione per aiutarli, è importante che siano informati di tutti i servizi che sono stati attivati straordinariamente per sostenerli. Ci è sembrato quindi opportuno contattare telefonicamente a uno a uno tutti i residenti del Comune di Fiorano Modenese che hanno superato gli 80 anni di età, per informarli, raccogliere le loro richieste e, al tempo stesso, scambiare qualche parola, perché anche la solitudine, pur nel rispetto dell’isolamento sociale, deve essere contrastata con ogni mezzo. Proprio il senso di appartenenza alla comunità e la volontà di mettersi tutti al servizio gli uni degli altri saranno i semi da coltivare nei prossimi mesi per ripartire e risollevarci, riscoprendoci ancora più umani”.

Cinghiali in aumento: la Coldiretti chiede controlli e prevenzione

cinghia“Pervengono dai nostri associati diverse e reiterate segnalazioni di danni di notevole entità alle colture agricole da parte di ungulati, in particolar modo cinghiali. L’approssimarsi della stagione dei raccolti rende queste numerose segnalazioni particolarmente preoccupanti”. È quanto si legge nella lettera che la Presidente di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi, ha inviato alla Città Metropolitana di Bologna, Alla Polizia Provinciale e ai Presidenti degli ATC”.

“Nella circolare del 20 marzo scorso la direzione generale caccia e pesca della Regione – fa sapere Coldiretti Bologna – lasciava intravedere la possibilità, da parte della Polizia Provinciale, di proseguire con i piani di controllo, in quanto configurabile come attività di servizio pubblico.

Siamo consapevoli della delicatezza del momento che stiamo vivendo, ma, nel pieno rispetto di tutte le condizioni di sicurezza, auspichiamo che l’attività di controllo e contenimento di questa specie così impattante per le nostre aziende agricole venga messa in atto quanto prima. Se ciò non dovesse avvenire i raccolti dell’attuale annata verranno irrimediabilmente compromessi. Allo stesso modo si auspica una ripresa della caccia di selezione.”

“Le zone che stanno subendo più danni – ha detto la Borghi – sono quelle di Gaggio Montano e Lizzano in Belvedere. Già prima dell’emergenza sanitari questi selvatici rappresentavano una minaccia concreta per la cittadinanza, con oltre 1000 incidenti stradali causati ogni anno. Inoltre i danni dei cinghiali in campagna superano i 150.000 euro all’anno.

A questo proposito chiediamo anche che non si interrompano le verifiche in loco da parte dei periti delle segnalazioni pervenute assieme all’attività imprescindibile di prevenzione, ovviamente e anche in questo caso nel massimo rispetto di tutte le precauzioni per la tutela della salute degli operatori”.

Daspo per due tifosi campani sprovvisti di biglietto in occasione di Sassuolo-Inter dello scorso ottobre

Il Questore di Reggio Emilia Dott. Ferrari ha emesso nei giorni scorsi due provvedimenti di DASPO. Il primo per anni 7, il secondo per 1 anno a carico di due cittadini che il 20 ottobre 2019 durante la partita di calcio Sassuolo – Inter, sono stati rintracciati all’interno dell’area riservata del Mapei Stadium, sprovvisti di biglietto. Si tratta di due campani di 42 e 56 anni, che durante la loro identificazione hanno anche posto in essere delle situazioni ritenute pericolose sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza Pubblica.

A carico del 42enne sono emersi diversi precedenti specifici di turbative dell’ordine pubblico nell’ambito di manifestazioni sportive, e per tali motivi risulta già essere destinatario di due pregressi provvedimenti DASPO, entrambi emessi dal Questore di Roma. È per questa ragione che il Questore di Reggio Emilia ha comminato il DASPO per la durata di anni 7.

Riprendono a Formigine i lavori di asfaltatura: s’inizia da via Stradella a Casinalbo

Con la bella stagione e approfittando dello scarso traffico dovuto alle misure di contenimento del covi19, riprendono a Formigine i lavori di rifacimento del manto stradale, previsti dal Piano asfalti. L’appalto triennale di manutenzione straordinaria e ordinaria delle strade ammonta a 980.000 euro.

I lavori sono iniziati in via Montale, proseguiranno in via Stradella sempre a Casinalbo, nel tratto tra via Montale e via Bassa Paolucci. Dureranno fino a domani (17 aprile). Le deviazioni del traffico sono segnalate in loco; in alternativa si può percorrere via Sant’Onofrio.

Da lunedì e per tre giorni (condizioni meteo permettendo) sarà effettuata l’asfaltatura dell’anello della rotatoria di via Giardini, via Quattro Passi e via Gatti. Anche in questo caso, sarà posizionata apposita segnaletica; il traffico verrà deviato su via dell’Artigianato, via Gatti, via Svevo e via Pirandello.

“Mano a mano che proseguiranno i lavori di asfaltatura – afferma l’assessore ai Lavori pubblici Armando Pagliani – terremo i cittadini costantemente informati sulle strade del capoluogo e delle frazioni che saranno interessate dagli interventi”.

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