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lunedì, 6 Aprile 2026
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Razzie nei garages di Rometta Alta a Sassuolo

Razzie nei garages di Rometta Alta. L’allarme arriva via social da via Pergolesi e via Frescobaldi, dove i ‘soliti ignoti’ hanno preso di mira i garages di alcune abitazioni. Sparite biciclette da adulto e bambino, una minimoto, una bici elettrica, un seggiolino auto per bambini, un compressore e attrezzatura di altro genere.

Segnalati movimenti sospetti, in zona, di un furgone bianco. Indagano i carabinieri della stazione cittadina, presso la quale le vittime delle razzie hanno sporto denuncia.

Coronavirus. Arrivati in Emilia-Romagna altri 20 infermieri volontari

Sono atterrati nel pomeriggio di oggi all’aeroporto Marconi di Bologna  20 infermieri volontari, destinati alle strutture ospedaliere e sanitarie dell’Emilia-Romagna per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Partiti dall’Aeroporto militare di Pratica di Mare, Roma, con un volo organizzato dalla Guardia di Finanza, fanno parte di un gruppo di 51 operatori che andranno in altre regioni colpite. I 20 infermieri si aggiungono ai 16 medici arrivati nei giorni scorsi in Emilia-Romagna e già operativi.

Medici e infermieri rientrano nella task force permanente attivata dalla Protezione civile nazionale in supporto al personale sanitario delle regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige, Piemonte e Valle D’Aosta, nelle quali la pandemia è particolarmente estesa.

Con loro, allo scalo bolognese erano presenti anche il Ministro per gli affari regionali, Francesco Boccia, il commissario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere, Domenico Arcuri, e Fabio Ciciliano, del dipartimento di Protezione civile nazionale.

Ad accogliere gli operatori sanitari e a ringraziarli, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, e il prefetto di Bologna, Patrizia Impresa.

“Ringraziamo di cuore questi professionisti che mettono il loro lavoro e la loro competenza a disposizione di malati e colleghi- hanno affermato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. E’ un aiuto prezioso che servirà ad alleggerire il lavoro dei tanti operatori del nostro servizio sanitario regionale, che stanno dando grande prova di sé e ai quali saremo sempre grati, e a rafforzare la lotta contro questa epidemia in una fase ancora molto delicata. Al primo posto, infatti, viene la salute delle persone e la cura dei pazienti, spesso in condizioni gravi. Un ringraziamento va anche al Governo e alla Protezione civile nazionale che stanno gestendo questo intervento rivolto ai territori più colpiti, a dimostrazione di come la collaborazione istituzionale sia ciò che serva: fatti concreti, ciò che si aspettano i cittadini e le comunità locali”

Nel dettaglio, gli infermieri, che andranno tutti a rafforzare la rete di assistenza Covid, sono destinati in 6 all’ospedale di Piacenza, 6 a quello di Parma e 6 all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna. Numeri che permetteranno di coprire un turno h24. Altri due saranno attivi nel modenese, probabilmente nelle Unità operative nel territorio per l’assistenza domiciliare. A tutto il personale sanitario volontario sarà garantito vitto e alloggio, grazie alla collaborazione di Protezione civile e Aziende sanitarie regionali.

Covid-19: continuano gli appelli del sindaco Menani a rimanere a casa

Nelle ultime ore a Sassuolo si sono registrati  5 nuovi infetti da Coronavirus di cui 4 in isolamento domiciliare. Fortunatamente nessun decesso, quindi situazione pressoché stabile.

“Serve ancora l’impegno di ciascuno di noi per tornare presto alla normalità” – dice il sindaco di Sassuolo – “cerchiamo di uscire il meno possibile, la spesa si può anche fare una volta la settimana, il pane si può comprare ogni due giorni e le sigarette una stecca per volta. Solo limitando al minimo le uscite c’è la faremo. DAI, DAI, CREDIAMOCI!!!”

Covid-19: incessanti i controlli dei carabinieri e ancora numerose le denunce per inosservanza dei divieti

Continuano i controlli sul territorio fatti in tema di prevenzione e contrasto della diffusione del virus. Nel pomeriggio di ieri e nella serata sono state sanzionate, in provincia di Modena, dai vari reparti dei carabinieri dislocati sul territorio, complessivamente 35 persone.

Di queste, nella bassa modenese 9 sono state trovate, senza giustificato motivo, in giro per il proprio comune di dimora e quattro provenienti da comuni diversi a quello di residenza o dimora.

A Pavullo nel Frignano e altri comuni montani sono state sanzionate 7 persone controllate in giro con le proprie autovetture. E di queste: quattro a Pavullo, una a Pievepelago una a Monttese e una a Fanano, per le quali hanno proceduto i rispettivi comandi stazione carabinieri di zona.

A Sassuolo, Formigine, Maranello, Savignano, Prignano e Castelvetro, nel corso degli specifici servizi, sono state trovate e sanzionate 15 persone risultate irregolari. E di queste e quattro sono state sanzionate a Sassuolo poiché  trovate in giro tranquillamente a piedi  all’interno del parco Le querce di via del Tricolore. Le rimanenti persone sono state trovate in giro a bordo delle proprie autovetture oppure a piedi e mentre percorrevano i sentieri nei parchi naturalistici e della zona, tutte in violazione del divieto di mobilità.

Nel corso dei  controlli un italiano un trentenne della zona è stato fermato a bordo della propria autovettura alla guida con un tasso alcolemico di 2,94 g/litro. Per lui è scattata anche la guida in stato di ebrezza e il ritiro immediato della patente di guida.

Nel Decreto cura Italia nessun bonus per studenti

Sta girando in queste ore sui social una fake news che, utilizzando impropriamente il logo dell’Inps, invita gli studenti di età compresa fra i 15 e 20 anni a fare domanda entro il 3 aprile per avere un indennizzo di 600 euro mensili per ogni mese del periodo di quarantena.

In proposito si precisa che nel Decreto Cura Italia non è previsto alcun bonus in favore di studenti.
Si ricorda che le uniche informazioni ufficiali si trovano sul sito istituzionale dell’Istituto, www.inps.it.

L’emergenza Covid-19 cancella il ‘Maggio Fioranese’: appuntamento al 2021

Salta l’edizione 2020 del ‘Maggio Fioranese’, che da’ appuntamento al 2021 ma ‘cassa’ l’edizione in programma tra poco meno di un mese. L’annuncio sulla pagina facebook della rassegna, che slitta stante l’impossibilità di capire a maggio che tipo di limitazioni condizioneranno lo svolgimento di iniziative di questo tipo.

Il Maggio Fioranese 2020 non si farà… the show must go on… nel 2021’, il messaggio apparso sui social, che da’ spessore a quanto aveva già fatto sapere il Sindaco Francesco Tosi nei giorni scorsi, spiegando a ‘Il Resto del carlino’ che «le incognite di questo periodo non ci permettono di programmare la kermesse. Sarebbe stato troppo rischioso prenotare e impegnare artisti e associazioni».

A Fiorano chiusura di un tratto di via Gramsci

Dal 6 aprile fino al 17 aprile per lavori di rifacimento della rete idrica è prevista la chiusura del tratto di via Gramsci, tra via Mazzini e via Manin con l’istituzione del doppio senso di marcia nei tratti di strada interessati alla chiusura.

Verranno segnalati i percorsi alternativi

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 5 aprile

Cielo sereno o poco nuvoloso ovunque per l’intera giornata. Temperature: minime in sensibile aumento lungo la costa dove sono previsti valori attorno a 9/10°C, stazionarie o in lieve aumento altrove e generalmente comprese tra 3°C e 5°C. Massime stabili e per lo più attorno a 18/19°C sulle aree pianeggianti, in lieve diminuzione e prossime a 14/16°C sul settore costiero e zone limitrofe. Venti: nordorientali, moderati in progressiva attenuazione sul mare, deboli altrove. Mare: mosso, con moto ondoso in calo a poco mosso sotto costa dalla sera.

(Arpae)

L’ Ordinanza firmata dal ministro Speranza d’intesa col presidente Bonaccini permette la vendita delle scorte di magazzino

“…in tutto il territorio regionale è autorizzata la vendita nel territorio nazionale ed estero esclusivamente delle scorte di magazzino di attività di impresa già sospese, con impiego di personale in lavoro agile, o, se necessaria la presenza, con modalità organizzative che garantiscano le misure anti-contagio previste nei protocolli per la sicurezza indicati dalle normative in vigore”.

Una boccata di ossigeno per molte aziende del territorio in particolare per il comparto ceramico e una disposizione che mette fine ai dubbi che in questi giorni hanno attanagliato associazioni di categoria e aziende.

L’inserimento di una norma specifica che permetta  al comparto ceramico e alle altre aziende la spedizione di tutte le produzioni già completate ma, al momento ferme nei piazzali e nei magazzini, permetterà di non ingolfare una macchina ben rodata che altrimenti alla riapertura totale si troverebbe in grande difficoltà. Sarà possibile provvedere a completare gli ordini già effettuati e prodotti e anche svuotare i magazzini vendendo i prodotti già pronti. Una grande possibilità, fino a che non avremo la riapertura totale delle attività.

SCARICA L’ORDINANZA 

“Sapevi che? Se ti muovi e mangi bene, studi meglio!”

Grazie al contributo di LSH Sbrl, una società benefit sassolese inserita all’interno del prestigioso tecnopolo di  Mirandola che formula e produce innovativi integratori alimentari con il marchio LS  Nutraceutici, è stata attivata la Rubrica online dal titolo “Sapevi che? Se ti muovi e mangi bene, studi meglio!”.

All’interno di un piano di intervento aziendale, che  già’ prevede azioni di supporto ad  un giovane talento della danza del 2003 che studia nella prestigiosa Accademia di  danza Vaganova di San Pietroburgo ,all’associazione  Porta Aperta con aiuti a chi  vive in situazione di disagio  sociale ed economico e  all’associazione di Sassuolo  l’Ora del Noi , è nata la  collaborazione con il nostro Istituto.

Ritengo che l’alleanza con i soggetti economico-sociali, le imprese e le comunità professionali presenti sul territorio dov’è ubicata l’istituzione scolastica, renda piu’ efficace la formazione dei nostri studenti ed è una strada essenziale per preparare le nuove generazioni ad affrontare la società che è sempre più’ fluida e dinamica”-  afferma la dirigente D’Onofrio

Quando la dirigente scolastica D’Onofrio mi ha prospettato la possibilità di sostenere questo progetto non ci ho pensato due volte e ho accettato con grande entusiasmo. Il ruolo dell’Imprenditore è quello di essere utile alla comunità nella quale è inserita la propria impresa, soprattutto in momenti come quelli che stiamo vivendo. Credo che sempre più si debba rafforzare la collaborazione  tra il mondo della scuola e quello dell’impresa e ben vengano progetti come questo rimarca Lapo Secciani Amministratore Unico e socio fondatore

L’obiettivo del progetto è quello di offrire  ai nostri studenti uno spazio online dove si tratterà di alimentazione e sport, un binomio imprescindibile per condurre un corretto stile di vita nel periodo di emergenza sanitaria Covid-19  e per concentrarsi al meglio durante le attività di didattica a distanza”- afferma la dirigente D’onofrio, L’Istituto Comprensivo Sassuolo 2 Nord  è sempre convinta  che il ruolo della scuola non sia solo trasmettere contenuti  disciplinari, abilità e capacità cognitive ma anche distribuire benessere.

Sul sito web d’Istituto , all’interno della sezione PROGETTI -RUBRICA

“SAPEVI CHE? SE TI MUOVI E MANGI BENE, STUDI MEGLIO!” verranno  caricati i video realizzati dai tre esperti Alexander Serra (laurea in scienze motorie,  personal trainer , allenatore di atletica leggera ed ex atleta ventottenne ) Giulia  Vettor (atleta di livello nazionale per la società Cus Parma, istruttrice della  polisportiva Castelfranco Emilia e docente di scuola primaria) Sara Creola  (laurea triennale in Scienze Biologiche e una magistrale in Biologia presso l’università di  Modena- biologa nutrizionista).

La rubrica sarà in continuo aggiornamento e nel corso delle settimane verranno cosi’ messi a disposizione per i nostri studenti consigli alimentari , proposte di attività  motorie  e moltissime risorse utili in questo periodo di maggiore sedentarietà legata all’emergenza Covid-19.

 

Partito lo screening del personale sociosanitario: già 30mila test sierologici consegnati a tutte le aziende sanitarie

Coronavirus, è partito lo screening di massa a tutto il personale sociosanitario dell’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini.

Sono circa 30 mila i primi test sierologici consegnati e oggi è iniziata l’attività di screening, con la prima batteria di prelievi, effettuata al personale della sanità pubblica e privata convenzionata e a quello dei servizi socioassistenziali dell’intero territorio regionale.

Complessivamente, si parla di circa 100mila persone, di cui oltre 60mila solo nel sistema sanitario regionale pubblico.

I test distribuiti oggi alle Aziende sanitarie e agli ospedali sono così ripartiti: a Bologna sono andati 6.860 kit di cui 4.360 all’Azienda sanitaria di Bologna, 2.000 all’ospedale Sant’Orsola e 500 all’Istituto ortopedico Rizzoli. Ulteriori 840 kitsono stati distribuitiall’Azienda sanitaria di Imola, per un totale di 7.700 test.

All’Azienda sanitaria di Piacenza ne sono arrivati 1.760;all’Azienda sanitaria di Parma 1.520 e all’ospedale di Fidenza Vaio ulteriori 1.760; all’Azienda sanitaria di Reggio Emilia 3.280, all’Azienda sanitaria di Modena ne sono arrivati 3.010, più 1.260 perl’Azienda ospedaliera;a Ferrara 1.400 destinati all’Azienda sanitariae 1.000 all’ospedale di Cona. Infine, all’azienda sanitaria Romagna sono arrivati 7.000 kit così ripartiti: a Cesena 1.300, a Forlì 1.000, a Ravenna 2.000, a Rimini 2.700.

“La sicurezza e la tutela di operatori sanitari e pazienti devono avere la priorità – spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Soprattutto il personale in prima linea in questa emergenza deve poter lavorare nelle condizioni di massima tutela per sé e per i pazienti, senza rischiare di essere una fonte di contagio, e questi test costituiscono uno strumento importante, validato dalla comunità scientifica, che abbiamo nella lotta contro il Coronavirus. Siamo dunque partiti con un piano col quale testeremo a tappeto tutto il personale sociosanitario della nostra regione, sintomatico e asintomatico, in tempi rapidi. E per garantire questi numeri, abbiamo già ordinato tutta la quantità di test necessari, e anche di più”.

Proprio per garantire la copertura di massa, sono già stati ordinati ulteriori 100mila test, con l’obiettivo di arrivare a 200mila complessivi. Saranno effettuati attraverso un piano e un calendario programmato dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute.  I test sierologici permettono di verificare attraverso un prelievo del sangue, in tempi molto rapidi, la presenza e il tipo di anticorpi nell’organismo, e quindi di ottenere informazioni molto importanti, a maggior ragione se relative a personale del comparto sociosanitario: se il paziente è venuto in contatto con il virus, se è o è diventato immune. Chi risulta negativo verrà testato dopo 15 giorni, i positivi saranno sottoposti a un tampone tradizionale per averne conferma.

Dai territori

A Piacenza sono stati consegnati i primi 1.760 test rapidi. Già questa mattina sono stati effettuati i primi prelievi di sangue e i kit verranno utilizzati da lunedì per rendere pienamente operativo il sistema di refertazione. Il programma prevede di sottoporre a test tutti i dipendenti potenzialmente esposti a Covid-19 in due settimane.

A Reggio Emilia sono arrivati 3.280 kit. Anche in questo caso verranno utilizzati da lunedì per portare a regime il sistema di refertazione. L’azienda continua con i test sierologici di laboratorio fino a domenica compresa. Tra ieri e oggi sono stati effettuati 250 test sierologici di laboratorio (non test rapidi), di cui 110 già refertati.

A Modena sono stati eseguiti oggi 250 prelievi tra Azienda sanitaria e ospedale.

A Ferrara sono arrivati 1.400 test e ne sono attesi per domani altri 3.500. Più di 500 operatori sanitari erano già stati testati con la precedente modalità.

All’ospedale di Cona sono arrivati 1.000 kit per test rapidi. Stamattina sono stati controllati 80 operatori sanitari, smontati dal turno di notte, delle due terapie intensive Covid e della radiologia di Pronto soccorso. Domani mattina, saranno fatti test rapidi sempre per gli operatori smontati dal turno di notte dei reparti Covid (70 operatori), per un totale di 150 operatori.

In Romagna sono arrivati 7.000 kit rapidi che sono in distribuzione presso i quattro ambiti territoriali di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini: entro sabato il via agli esami.

A Bologna oggi sono stati fatti i primi 150 prelievi (30 al Sant’Orsola e 120 all’azienda sanitaria) e si attendono le risposte domani. A regime verranno eseguiti 650 test al giorno al personale della Ausl, 350 a quello del Sant’Orsola, e 100 all’Istituto Rizzoli. Imola ha ricevuto 840 kit sierologici e oggi inizierà coi primi 30 prelievi.

 

Sergio Venturi resta Commissario ad acta all’emergenza Coronavirus. Prorogati fino al 30 giugno gli incarichi dei Commissari straordinari delle Aziende sanitarie e Ospedaliere

Sergio Venturi è stato confermato Commissario ad acta per la gestione dell’emergenza Coronavirus in Emilia-Romagna, con proroga dell’incarico, in scadenza domani, fino al 31 luglio 2020, data in cui termina lo stato d’emergenza nazionale decretato dal Governo.

Per garantire la massima operatività ed efficienza delle strutture sanitarie in questa fase di emergenza, la Giunta regionale ha poi prorogato fino al prossimo 30 giugno gli incarichi dei Commissari straordinari delle Aziende sanitarie e Ospedaliere dell’Emilia-Romagna.

Al contempo, sono stati designati e nominati due nuovi Commissari straordinari per l’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena e l’Azienda Usl di Parma, in sostituzione di quelli precedentemente in carica che avevano rassegnato le proprie dimissioni, d’accordo con la Regione, per aver maturato i requisiti della pensione: si tratta di Antonio Brambilla, attuale Direttore generale dell’Azienda Usl di Modena e che ora prende anche il posto di Ivan Trenti come Commissario straordinario dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena, e di Massimo Fabi, attuale Commissario straordinario dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma che ora subentra ad Elena Saccenti anche come Commissario straordinario dell’Azienda Usl di Parma.

La designazione dei Commissari straordinari, ora prorogata sino al 30 giugno, era stata decisa dalla Giunta regionale lo scorso novembre, prevedendone la permanenza in carica fino a un massimo di 3 mesi dalla data di insediamento del nuovo esecutivo regionale, poi avvenuta lo scorso 28 febbraio. E questo per garantire il funzionamento delle strutture sanitarie nella fase di passaggio tra vecchia e nuova legislatura, dando allo stesso tempo alla nuova Giunta la possibilità di decidere le nomine dei nuovi direttori generali.

La situazione che si è creata in questi mesi, con l’emergenza Coronavirus che richiede la massima efficienza organizzativa possibile, ha spinto la Giunta a prorogare gli incarichi esistenti e a definire immediatamente le due nuove designazioni (Brambilla e Fabi) per assicurare la continuità amministrativa, gestionale e organizzativa delle Aziende sanitarie, chiamate a garantire la tutela della salute e i servizi in questa fase emergenziale.

L’elenco

Questi i Commissari straordinari nominati con decreti del presidente della Giunta, che resteranno in carica fino al 30 giugno 2020:

  • Azienda Usl di Piacenza: Luca Baldino
  • Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma: Massimo Fabi
  • Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara: Tiziano Carradori
  • Azienda Usl di Ferrara: Claudio Vagnini
  • Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena: Antonio Brambilla
  • Azienda Usl di Bologna: Chiara Gibertoni
  • Irccs- Istituto Ortopedico Rizzoli: Mario Cavalli
  • Azienda Usl di Imola: Andrea Rossi
  • Azienda Usl della Romagna: Marcello Tonini

Restano invece in carica fino alla loro naturale scadenza i Direttori generali dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, Chiara Gibertoni, dell’Azienda Usl di Modena, Antonio Brambilla, e dell’Azienda Usl di Reggio, Fausto Nicolini. Erano stati nominati in precedenza e non erano quindi arrivati a scadenza in prossimità della fine della scorsa legislatura.

Arrivati in regione 16 medici volontari per supportare, da Piacenza a Rimini, i sanitari dell’Emilia-Romagna

Sono 16 i medici volontari arrivati ieri in regione, con un trasporto del Gruppo esplorazione aeromarittima di Pratica di Mare della Guardia di Finanza, per dar man forte ai colleghi degli ospedali e delle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini. Si aggiungono ad altri 6 già arrivati a Piacenza una settimana fa.

Si tratta di una quota del personale attivato dalla Protezione civile nazionale (64 medici volontari, internisti, rianimatori, cardiologi, igienisti e esperti di pronto soccorso), in supporto al personale sanitario delle regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige, Piemonte e Valle D’Aosta, particolarmente impegnate nella lotta all’emergenza epidemiologica attualmente in corso.

Nello specifico sono destinati a Piacenza un internista, un medico di pronto soccorso e un cardiologo, un igienista e un rianimatore a Parma, un medico di pronto soccorso e un cardiologo a Reggio Emilia, un cardiologo e un rianimatore a Modena, a Bologna un cardiologo e un medico di medicina generale, un cardiologo a Imola e uno a Ferrara, in Romagna un medico di pronto soccorso, uno di rianimazione e un cardiologo.

Ad accompagnare la delegazione sono intervenuti ieri il ministro per gli affari regionali, Francesco Boccia, il sottosegretario del Ministero della Salute, Sandra Zampa, il commissario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere, Domenico Arcuri, il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli e Agostino Miozzo del Dipartimento della Protezione civile-promozione e integrazione del Servizio nazionale.

Maranello: conto corrente per donazioni alle famiglie in difficoltà

denaroUn conto corrente per effettuare donazioni a supporto delle famiglie di Maranello colpite dalla crisi economica legata all’attuale emergenza sanitaria. Lo ha istituito il Comune di Maranello ed è già operativo: sullo stesso conto confluiranno le somme stanziate dal Governo per i buoni spesa da distribuire ai cittadini.

“Molte persone, tra cui diversi imprenditori e associazioni, si stanno offrendo con grande generosità per aiutare i propri concittadini più in difficoltà”, afferma il sindaco Luigi Zironi. “Per questo abbiamo messo a disposizione un conto corrente in cui, oltre a confluire i contributi del Governo, è possibile fare donazioni, che godranno delle relative agevolazioni fiscali. La crisi economica causata dall’epidemia sta mettendo alle strette sempre più famiglie e per dar loro un sostegno immediato serve ora uno sforzo ulteriore da parte di chi, potendo farlo, voglia contribuire ad alleviare i problemi di chi ha meno”.

Una iniziativa che si unisce alle tante azioni di generosità che hanno visto protagonisti cittadini e associazioni di Maranello in queste ultime settimane, a partire dal servizio effettuato dai volontari per la consegna della spesa e dei farmaci a domicilio, rivolto in particolare agli anziani (per richiederlo si può contattare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune al numero 0536 240000 lunedì, martedì, mercoledì, venerdì 8.30-13.00, giovedì 8.30-17.30). Ecco i dati relativi al conto corrente per le donazioni, intestato al Comune di Maranello presso l’Istituto di credito BPM (filiale di Maranello): IBAN: IT61 P 05034 66820 000000012982, CODICE SWIFT: BAPPIT21434, CAUSALE: “DONAZIONE PER BUONI SPESA EMERGENZA CORONAVIRUS”.

 

IKEA in prima linea per contrastare l’emergenza e sostenere le comunità dell’Emilia Romagna

IKEA nasce dalla volontà di creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone. Una missione che da sempre ne ispira le scelte, anche e soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo.  Per questo, come azienda che ha il privilegio di entrare in milioni di case, sentiamo il dovere di fare tutto il possibile per dare il nostro supporto.

“Le persone, a partire dai nostri co-worker, sono il cuore pulsante di IKEA. Oggi più che mai sentiamo il dovere di essere al loro fianco, ripartendo da casa e da tutto quello che essa rappresenta nelle nostre vite”  dichiara Asunta Enrile, Country Retail Manager & CSO IKEA Italia ”Sentiamo il dovere di impegnarci attivamente per la maggioranza delle persone, soprattutto per quelle che in questo momento versano in una situazione di difficoltà. Vogliamo essere accanto a tutti, perché siamo tutti parte della stessa comunità. Crediamo che solo lavorando insieme usciremo da questa emergenza più forti di prima, non lasciando indietro nessuno” .

In Italia l’emergenza ha stravolto le nostre vite, costringendo in casa un intero Paese. In questa nuova quotidianità, tanti hanno riscoperto una dimensione della casa come rifugio in cui custodire affetti e sentirsi al sicuro. Un conforto, questo, precluso però alle categorie più vulnerabili della società e a coloro che ininterrottamente e con grande coraggio stanno lottando in prima linea.

In Emilia Romagna, per consentire a tutti coloro che si stanno sacrificando per salvare vite di poter svolgere al meglio il loro prezioso lavoro, abbiamo messo a disposizione i nostri mezzi e la nostra competenza: le nostre tensostrutture Better Shelter sono state messe a disposizione della SEIRS Soccorso Sanitario Protezione Civile nella Regione.

I 31 moduli donati potranno essere utilizzati per le aree di triage, per terapia intensiva, per centrale sterilizzazione, per ricovero pazienti in dimissione, per deposito di beni di prima necessità e materiale sanitario, e per le aree ristoro e riposo dove offrire ai volontari uno spazio in cui ritrovare energie in mezzo a giornate infinite e sfidanti.

Con la speranza di sovrastare i silenzi dei reparti di degenza Covid e regalare un po’ di conforto ai pazienti,  gli speaker SYMFONISK risuoneranno in alcuni ospedali dell’Emilia Romagna.

Sempre vicini ai propri co-worker

Per sostenere concretamente i propri co-worker, IKEA Italia sta fornendo accesso su base volontaria a strumenti digitali di sviluppo delle proprie competenze, offrendo un sostegno psicologico dedicato e assicurando una copertura sanitaria per le eventuali spese legate al COVID-19.

La Regione scrive ai Comuni: garantire la massima attenzione alle persone più fragili e rafforzare il supporto alle famiglie

In piena emergenza Coronavirus le persone con disabilità sono costrette ad affrontare routine stravolte e una quotidianità da reinventare, affrontando grandi difficoltà legate alle limitazioni della mobilità e alla sospensione dei servizi educativi e nei centri diurni. E con essi, le famiglie.

Per questo la Regione Emilia-Romagna nei giorni scorsi è già intervenuta a chiarire, facendo riferimento alle indicazioni del Governo, che la persona con disabilità nei casi strettamente necessari può uscire dal proprio domicilio per attività correlate alla propria condizione di salute (ad esempio per evitare rischi di crisi comportamentali),  – a piedi o in macchina, eventualmente accompagnata da un familiare o da chi la assiste – autocertificando negli appositi moduli l’indispensabilità dell’uscita e sempre osservando le regole di distanziamento sociale. Accanto all’autocertificazione la Regione consiglia di dotarsi di certificazione medica, che le AUSL di tutta la regione stanno già rilasciando su richiesta.

Ed è alle persone con disabilità e alle loro famiglie che guarda la lettera che la Regione ha inviato ieri a tutti i Comuni, da Piacenza a Rimini, in occasione della “Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo”, istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’Onu, per richiamare l’attenzione di tutti sui diritti delle persone nello spettro autistico. L’obiettivo della missiva è quello di fare il punto sulle iniziative messe in campo nell’emergenza e chiedere attenzione particolare su tutto il territorio regionale per garantire supporto e vicinanza alle persone con disabilità e alle loro famiglie, a maggior ragione dopo la sospensione, a causa delle misture restrittive di contenimento del Coronavirus, dei servizi educativi e dei centri diurni, che ha portato, per molti, all’interruzione dei percorsi educativi e scolastici e delle relazioni con i propri contesti di cura sociosanitari. Una condizione – quella della prolungata permanenza in casa – che, soprattutto per chi presenta elevate fragilità psichiche e quadri spesso associati a disturbi del comportamento, rischia di causare situazioni particolarmente complesse e difficilmente sostenibili.

“Proprio ieri in cui si è celebrata  la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, che quest’anno cade in piena emergenza sanitaria da Coronavirus-sottolinea la vicepresidente con delega alle disuguaglianze, Elly Schlein – abbiamo voluto invitare tutti i Comuni a riflettere insieme a noi sulla condizione di difficoltà e a volte di isolamento in cui stanno vivendo le persone con disabilità e le loro famiglie, a causa delle restrizioni imposte per contenere il diffondersi del contagio e a condividere le buone pratiche messe in campo per il supporto. In molti casi si stanno svolgendo prestazioni educative o assistenziali a distanza. In alcuni territori, come previsto dal decreto “Cura Italia”, per situazioni particolarmente gravose, le sedi dei centri diurni, ancora sospesi, sono state aperte per interventi individuali. Interventi che si svolgono chiaramente nel rispetto delle norme di prevenzione del contagio, senza creare aggregazione e con l’adozione di tutte le misure necessarie per garantire la massima tutela della sicurezza e della salute, sia degli operatori che degli utenti. In altri contesti questo tipo di prestazioni è stato garantito, nei casi più difficili, anche grazie alla collaborazione degli educatori. Tutti insieme- prosegue la vicepresidente- possiamo collaborare al meglio per riuscire a rendere questa emergenza meno gravosa per le persone più fragili e vulnerabili. Per parte nostra, garantiamo non solo ogni sforzo per dare risposte di supporto concreto già in questa fase, ma metteremo il massimo impegno, lavorando fin da ora, per una ripartenza quanto più possibile rapida dell’intera rete dei servizi per la disabilità al termine dell’attuale emergenza. Sarà per tutti- chiude la vicepresidente- una grande sfida, affrontabile solo con grande spirito di collaborazione”.

Chi e come può uscire dal proprio domicilio

La Regione, sulla base delle segnalazioni pervenute dalle associazioni che si occupano di disabilità, è già intervenuta con alcuni chiarimenti, facendo riferimento alle risposte ad analoghe richieste da parte dell’Ufficio per le persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In particolare, è stato chiarito che, per evitare il rischio di crisi comportamentali legate alle limitazioni alla mobilità, la persona con disabilità può uscire dal proprio domicilio, a piedi o in macchina, per attività correlate alla propria condizione di salute solo se strettamente necessario e osservando le regole di distanziamento sociale, eventualmente accompagnata da un familiare o da chi la assiste. Come per tutte le uscite da casa per motivi di salute, è indispensabile l’autocertificazione.

La Regione ha suggerito che, a supporto dell’autocertificazione, ci si doti di certificazione medica. Le Aziende sanitarie, su richiesta dell’interessato o del familiare che lo rappresenta, rilasceranno una certificazione attestante la condizione o lo stato di disabilità e le eventuali ulteriori informazioni ritenute necessarie. Ad oggi sono già state prodotte da tutte le Ausl le certificazioni richieste.

Assistenza alle persone con disabilità

Dal monitoraggio dei servizi offerti a livello locale alle persone adulte e minorenni con disabilità, sia fisica che intellettiva, con disturbi psichici e  dello spettro autistico,  emerge che le Aziende Usl, pur in una situazione di oggettiva difficoltà (oggi vengono garantite solo le prestazioni urgenti e indifferibili) si sono attrezzate per contattare i casi gravi (tra cui le persone con disturbi dello spettro autistico), con colloqui telefonici o videochiamate; sono stati predisposti materiali informativi per le famiglie, spunti per giochi e attività, letture online.

In alcuni casi, come previsto dal decreto “Cura Italia”, per situazioni particolarmente gravose, le sedi dei centri diurni, ancora sospesi, sono state aperte per interventi individuali. Interventi che si svolgono chiaramente nel rispetto delle norme di prevenzione del contagio, senza creare aggregazione e con l’adozione di tutte le misure necessarie per garantire la massima tutela della sicurezza e della salute, sia degli operatori che degli utenti. In altri contesti questo tipo di prestazioni è stato garantito, nei casi più difficili, anche grazie alla collaborazione degli educatori.

Prosegue inoltre la collaborazione tra Regione, Associazione dei Comuni (Anci) e delle Province (Upi), Enti gestori e sindacati per individuare protocolli condivisi per rimodulare parte dei servizi attualmente sospesi in altra forma, proprio per dare risposte concrete alle difficoltà delle persone con disabilità e delle loro famiglie in questa fase di emergenza.

Le buone pratiche già avviate

Alcune esperienze locali e buone pratiche si stanno diffondendo sul territorio regionale e tra queste quella di Rimini, dove la collaborazione tra Comune e Ausl ha portato all’identificazione di uno spazio all’aperto – un parco a gestione privata – dove, con accesso contingentato e senza creare aggregazione, le persone con disabilità in situazione di necessità hanno potuto trovare sollievo trascorrendo un po’ di tempo fuori casa in sicurezza e nel rispetto delle misure restrittive e di distanziamento. Esperienza poi ripresa anche in altri territori.

Allo stesso modo alcune Aziende sanitarie stanno predisponendo soluzioni utili a fronteggiare emergenze legate all’eventuale ricovero del familiare caregiver di disabile, individuando la reperibilità di operatori sociosanitari attivata direttamente dal 118.  Anche per quanto riguarda gli eventuali ricoveri di persone autistiche le Aziende sanitarie si stanno organizzando in modo da garantire, compatibilmente con la situazione emergenziale, la presenza di personale con competenze adeguate.

Imprese, assegnati 5 milioni di euro dalla Regione per sostenere 154 progetti innovativi di Pmi emiliano-romagnole

Cinque milioni di euro per finanziare 154 progetti di innovazione tecnologica e diversificazione di prodotti e servizi di micro, piccole e medie imprese dell’Emilia-Romagna. Le risorse andranno a sostenere la realizzazione di progetti relativi al bando “Progetti di innovazione e diversificazione di prodotto o servizio per le Pmi – 2019” stanziati dalla Regione con fondi europei del Por Fesr 2014-2020.

“Tutte le imprese ammesse- ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla- dimostrano una forte propensione a collaborare con le Università, i centri di ricerca o spin-off e piccole imprese innovative, quindi una disponibilità a fare rete, elemento che sarà fondamentale per la ripresa delle attività dopo l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus”.

Nei due bandi Por Fesr precedenti del 2016 e 2017 sono stati ammessi a finanziamento 212 progetti di piccole e medie imprese, per un totale di 7,7 milioni di euro di risorse impegnate.

Le imprese finanziate
Il bando, rivolto alle piccole e medie imprese impegnate in percorsi di innovazione tecnologica e diversificazione dei propri prodotti e/o servizi, ha premiato per oltre il 60% le micro e piccole imprese. I progetti presentati dalla quasi totalità delle medie imprese e dalla stragrande maggioranza (68%) delle micro e piccole, hanno ricadute sull’evoluzione digitale e/o sulla sostenibilità ambientale ed energetica e sull’inclusione sociale e qualità della vita.
Per quanto riguarda gli ambiti tematici, 87 progetti riguardano la meccatronica e motoristica, 17 l’agroalimentare, 16 edilizia e costruzioni, 15 l’innovazione nei servizi, 13 le industrie della salute e del benessere e 6 le industrie culturali e creative.

Coronavirus, dalla Banca d’Italia stanziamento straordinario di 5 milioni di euro per l’Emilia-Romagna

Venticinque posti letto di terapia intensiva all’Ospedale Infermi di Rimini e fondi per l’avvio di una ricerca epidemiologica sulle popolazioni a maggior rischio Covid-19, che verrà realizzata a Modena.
Sono i due interventi finanziati in Emilia-Romagna grazie a uno stanziamento straordinario della Banca d’Italia pari a 5 milioni di euro, deciso insieme alle Autorità sanitarie regionali per contribuire al contrasto dell’emergenza Coronavirus.

In particolare, all’Infermi di Rimini saranno rafforzati posti letto per pazienti Covid19 col completamento del quarto piano dell’ospedale cittadino che erano stati destinati a inizio anno ai reparti di ginecologia e chirurgia pediatrica. Inoltre, saranno acquistati 25 ventilatori polmonari e altrettanti monitor per aumentare appunto i posti in terapia intensiva.
Per quanto riguarda la ricerca, sarà finanziato il progetto modenese coordinato dalla professoressa Erica Villa (Dipartimento medicine specialistiche) e dal dottor Tommaso Trenti (Università di Modena) sull’analisi sierologica degli anticorpi per determinare l’infezione o l’effettiva  guarigione dei pazienti e l’individuazione di eventuali marcatori associati a un decorso più aggressivo del Covid19, in modo da determinare un approccio terapeutico mirato alla pericolosità potenziale della malattia.
“Ringrazio la Banca d’Italia per questa donazione- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- che servirà a rafforzare la terapia intensiva di Rimini, provincia fra le più colpite dalla pandemia, oltre a permettere ai nostri ricercatori di studiare l’epidemia e la sua trasmissione nelle popolazioni più a rischio contagio. Un ulteriore riconoscimento per la nostra regione e un grande aiuto per il nostro servizio sanitario in momento così difficile e delicato come quello che stiamo vivendo”.
L’intervento della Banca d’Italia ha visto lo stanziamento complessivo di 55 milioni di euro, che serviranno, in particolar modo, a potenziare i reparti di terapia intensiva in tutto il Paese.

Sicurezza in fabbrica, Colla: “Dagli imprenditori una dimostrazione di grande senso di responsabilità”

 “Leggo con soddisfazione, ma anche con senso di gratitudine, le dichiarazioni di tanti imprenditori e associazioni imprenditoriali che in questi giorni hanno annunciato di volersi fare carico della fornitura di presidi di protezione individuale per i propri dipendenti. Questi segnali, pur nella drammaticità della crisi che stiamo vivendo, mi inducono a guardare con fiducia al futuro perché proprio su queste basi sarà possibile ripartire una volta superata l’emergenza sanitaria”.

Così l’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro Vincenzo Colla ha commentato l’iniziativa di molte imprese del territorio nell’ottica di riprendere le attività, nel pieno rispetto delle linee guida inserite nel protocollo per il contrasto e il contenimento del Coronavirus dello scorso 14 marzo.

Per Colla si tratta di “una dimostrazione di grande attenzione e consapevolezza che le esigenze produttive prima di tutto tengano conto della tutela della salute delle lavoratrici, dei lavoratori e degli stessi imprenditori. Sono convinto che questo senso di responsabilità sia la base migliore su cui ricostruire il tessuto economico del nostro Paese tenendo insieme sviluppo e lavoro, produttività e sicurezza sociale”.

“La competitività dell’Emilia-Romagna del futuro, così come quella dell’intero Paese– ha infine aggiunto l’assessore Colla- andrà scritta assieme alle parti sociali nel segno della sostenibilità e della sensibilità ai temi sociali e ambientali. Per questo guardo con fiducia al Tavolo metropolitano per la sicurezza sul lavoro convocato lunedì, auspicando che la stessa iniziativa venga adottata anche negli altri territori”.

Edilizia scolastica: in provincia di Modena investimenti per oltre 14 milioni di euro

Per gli interventi di adeguamento sismico, messa in sicurezza ma anche nuove costruzioni degli edifici scolastici, dalle scuole d’infanzia alle superiori, Comuni e Provincia potranno contare su un finanziamento statale di oltre nove milioni di euro; tenendo conto della quota di cofinanziamento degli enti locali, questi fondi consentono investimenti per oltre 14 milioni di euro.

Una prima parte delle risorse è stata approvata di recente dal Governo per quasi cinque milioni di euro, mentre i restanti contributi saranno liberati nelle prossime settimane.

Si tratta delle risorse, previste per il 2019, legate sia ai mutui della Banca europea degli investimenti (Bei), con ammortamenti a carico dello Stato, che a fondi dello Stato: il 70 per cento destinate ai Comuni e 30 per cento alla Provincia per gli interventi sulle scuole superiori.

Come sottolinea Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia «abbiamo coordinato con i Comuni e la Regione la ripartizione delle risorse e l’elenco delle priorità; questi interventi, oltre a da migliorare la qualità e la sicurezza degli edifici,  contribuiranno ad alimentare la ripresa del sistema economico una volta superata l’emergenza  sanitaria».

Nell’elenco dei progetti già approvati figurano il primo stralcio dell’adeguamento sismico del Formiggini di Sassuolo che sarà realizzato dalla Provincia, la ristrutturazione da parte del Comune della sede di Pievepelago dell’istituto Cavazzi, l’adeguamento sismico di diverse scuole comunali tra la scuola media Guidotti di Modena con un contributo di un milione 700 mila euro a fronte di lavori pari a quasi due milioni e mezzo di euro; poi quelli sulla scuola d’infanzia Aquilone di Fiorano, la scuola d’infanzia Rodari, la primaria Trenti di Spilamberto e  la primaria di S.Prospero.

I progetti in attesa che il Governo liberi definitivamente le risorse, peraltro  già programmate, sono quelli di adeguamento sismico della scuola media Focherini di Carpi, con un finanziamento di oltre un milione di euro, la primaria Buonarroti di Ravarino (oltre un milione e 100 mila euro), la media Ferrari-Galilei di Maranello, la primaria Montecuccoli di Sestola, la scuola d’infanzia Andersen di Montefiorino e la nuova scuola primaria De Amicis di Pavullo con un contributo richiesto di 840 mila euro a fronte di un investimento di quasi tre milioni e mezzo di euro.

Coronavirus, Codacons: “Stop a test sierologici venduti a prezzi stellari”

Nuova speculazione sull’emergenza coronavirus: è quella dei test diagnostici per l’individuazione del Covid-19, venduti da laboratori privati ai cittadini a prezzi stellari. A denunciarla il Codacons, che chiede oggi alla Regione Emilia Romagna di intervenire per bloccare tale forma di lucro sulla pelle degli utenti.

Si stanno moltiplicano in tutta Italia centri e laboratori che offrono esami diagnostici sul coronavirus a domicilio, applicando tariffe del tutto fuori mercato – spiega l’associazione – A fronte di un costo delle analisi che per i laboratori non supera i pochi euro, al cittadino che vuole sottoporsi all’esame vengono richiesti prezzi tra i 130 e i 150 euro, ma si arriva anche a 600 euro se ci si rivolge a cliniche private.

Si lascia così campo libero agli speculatori che realizzano esami che sicuramente sono utili per una indagine epidemiologica che lo Stato deve fare per essere pronto in caso di ritorno futuro del virus, ma potrebbero rivelarsi del tutto inutili per i privati cittadini:  come hanno spiegato gli esperti, infatti, i risultati di tali test sierologici non danno certezze assolute circa l’assenza della malattia, perché anche senza sintomi e con gli anticorpi sviluppati la persona resta infetta e quindi può contagiare per un certo periodo altre persone. Anche in caso di guarigione clinica, inoltre, per un certo periodo rimane il rischio di diffusione del contagio.

Per tale motivo il Codacons presenta oggi una diffida alla Regione Emilia Romagna e un esposto alla Procura di Bologna in cui si chiede di vietare sul territorio tutti gli esami del sangue relativi al Covid-19 venduti da centri e laboratori privati della regione, e realizzare indagini epidemiologiche sui residenti a costo zero per i cittadini, per bloccare ignobili speculazione sulle paure dei cittadini.

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