13.7 C
Comune di Sassuolo
lunedì, 6 Aprile 2026
Home Blog Pagina 1386

Coldiretti, piano Marshall per l’agricoltura italiana

 “L’agricoltura italiana ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità. L’emergenza Covid 19, che pure sta confermando il valore strategico del settore agroalimentare, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità. Un evento di dimensioni epiche come quello che sta vivendo il mondo intero non può essere affrontato con interventi normali.” E’ quanto scrive il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’intervento pubblicato sul Sole 24 Ore del 3 aprile, con richiamo in prima pagina.

Nel testo si legge che “Una conferma arriva dagli Stati Uniti che hanno varato un consistente pacchetto di misure da 2000 miliardi di dollari per dare ossigeno all’economia e all’agricoltura, in particolare, sono stati destinati sostegni per 48 miliardi di dollari tra aiuti diretti (24 miliardi), programmi alimentari (15,5 miliardi) e per la nutrizione (8,8 miliardi). L’Unione europea non può restare indietro. E per questo riteniamo indispensabile attivare un fondo crisi al di fuori del bilancio agricolo. Se è vero che agricoltura, industria di trasformazione e distribuzione stanno tenendo duro, non si può negare che molte filiere siano in profonda crisi. Come Coldiretti abbiamo lanciato l’allarme sui rischi che si corrono dal settore vitivinicolo al florovivaismo, dall’olivicola fino alla pesca. Penso a tutte quelle attività e quei servizi forniti al settore dell’Horeca che oggi con la chiusura in tutto il mondo di bar e ristoranti rischiano la debacle. Ma è Sos anche per molte attività che rientrano tra quelle che integrano la produzione, meglio note come “attività connesse”. L’agriturismo in primis, ma non solo. Le nostre imprese non possono essere lasciate sole, devono essere sostenute. Sono fondamentali sul piano economico e sociale. Si tratta di una filiera allargata che dai campi agli scaffali vale oltre 538 miliardi e d’altra parte proprio l’allarme globale provocato dal Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza. Le nostre filiere si stanno dimostrando all’altezza confermando quella che è la caratteristica dell’agroalimentare Made in Italy e cioè qualità, distintività, sicurezza e sostenibilità. Non si dovrà più dunque sottovalutare il potenziale agricolo nazionale e soprattutto si dovrà invertire la tendenza. Ci sono le condizioni per rispondere alle domanda dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Investire è dunque un imperativo categorico in un’ottica di sviluppo sostenibile che spinga l’innovazione e valorizzi le potenzialità del settore anche nella promozione di energie rinnovabili. Ma in attesa che anche Bruxelles apra il cantiere per definire misure forti occorre agire e con tempestività a livello nazionale. Rastrellare risorse è possibile. Ci sono, per esempio circa 12 miliardi di risorse dello Sviluppo Rurale, il secondo pilastro della Politica agricola comune che si affianca agli aiuti diretti.  Si tratta di fondi non spesi per una quota dei quali si rischia addirittura il disimpegno. Nei mesi scorsi come Coldiretti abbiamo denunciato i ritardi di molte regioni che rischiavano di rispedire a Bruxelles fondi preziosi per sostenere gli investimenti e il ricambio generazionale. Ora quelle risorse potrebbero essere impegnate nell’annualità 2020. Per questo chiediamo un atto di coraggio. L’eccesso di burocrazia è una delle cause della difficoltà di utilizzare i contributi europei. Se veramente vogliamo cambiare registro questa è l’occasione giusta per sostenere l’agricoltura, ma anche tutti i cittadini e il sistema Paese nel suo complesso che mai come in questo momento sta dimostrando di aver bisogno di un’agricoltura in salute ed efficiente. E allora quello che chiediamo è di andare oltre le regole, superare i mille vincoli burocratici e spendere subito. L’articolato progetto elaborato dalla Coldiretti che parte dalla costituzione di un Fondo straordinario Covid 19 per l’agricoltura ha individuato una gamma di misure dove è possibile reperire risorse residuali per alcuni interventi prioritari. Si parte da un pagamento diretto aggiuntivo ed eccezionale fino a 1000 euro ad ettaro per le imprese con un tetto di 50.000 euro detratto il costo del lavoro e che comporterebbe un costo di 5,5 miliardi. Un’altra misura di carattere assicurativo per il ristori dei danni causati dagli eventi climatici avversi che hanno penalizzato le aziende nelle annate 2019- 2020. Il costo stimato dell’operazione è di circa un miliardo. Priorità poi ai giovani già insediati negli ultimi tre anni che rischiano di perdere gli aiuti. Per gli under 41 si propone l’abbassamento della quota di cofinanziamento sugli investimenti del 20/30%.  E poi, ancora interventi supplementari per il benessere animale per promuovere le migliori condizioni con un impegno finanziario indicativo di 500 milioni e voucher per gli agriturismi rimasti vuoti”.

 

Ordinanza di proroga delle restrizioni fino al 13 aprile

Prorogate fino al 13 aprile compreso le misure già in vigore sino ad oggi per il territorio di Sassuolo, che come noto sono ulteriormente restrittive rispetto al Dpcm in vigore su tutto il territorio nazionale.

“Si tratta di misure che limitano l’accesso a parchi, cimiteri, ciclabili – sottolinea il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – ma che disciplinano anche la gestione quotidiana degli animali domestici o l’attività motoria per motivi di salute, oggetto anche del decreto della Regione Emilia Romagna e che, sono certo, verranno a breve prorogate fino al 13 aprile. Per evitare che possano sorgere dubbi in attesa della proroga regionale, però, ho deciso di emanare l’ordinanza in continuità con quanto fatto sino ad ora. Se è vero, infatti, che i numeri dicono che la situazione sta migliorando, è altrettanto vero che è proprio questo il momento per stringere i denti ed insistere con quei sacrifici che tutti noi stiamo facendo da tempo, per non rischiare di vanificare tutto proprio ora. Mi rendo conto che alcuni sacrifici, come il divieto d’accesso ai cimiteri, siano difficilissimi da sopportare; capisco la necessità che ognuno di noi ha di ritrovare la normalità, ma solamente continuando a fare ciò che stiamo facendo da settimane riusciremo ad accorciare questo periodo di isolamento sociale ed a ritrovare nel più breve tempo possibile quella quotidianità che manca ad ognuno di noi”.

L’ordinanza n°55 del 3/04/2020 avente ad oggetto “Ulteriori e specifiche prescrizioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza Covid – 19” stabilisce:

1.  Le seguenti ulteriori e specifiche prescrizioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 nel territorio del Comune di Sassuolo, valide fino al 13 Aprile 2020, fermo restano il Divieto di assembramento e l’obbligo di distanza interpersonale ( almeno 1 metro):

a) chiusura al pubblico di parchi e giardini pubblici: è fatto divieto di accedere transitare e stazionare all’interno dei parchi e dei giardini pubblici dalle ore 00,00 alle ore 24.00 di tutti i giorni

b) chiusura al pubblico dei cimiteri comunali; previo intese con il Servizio di Polizia mortuaria sono garantiti i servizi di trasporto, inumazione, tumulazione, ed è consentito l’estremo saluto da parte dei familiari, in forma strettamente privata;

c) divieto di utilizzo delle panchine, ovunque collocate sul territorio comunale, nell’ arco dell’intera giornata

d) divieto di utilizzo delle piste ciclabili ubicate all’interno del Parco fluviale Secchia o ad esso adducenti, nell’ arco dell’intera giornata

e) divieto di utilizzo delle piste ciclabili, durante l’intero arco della giornata salvo che lo spostamento sia motivato da situazioni di necessità o di salute

f) sospensione delle attività ludiche, ricreative e sportive svolte all’aperto o in luoghi aperti al pubblico;

g) puntuale disciplina delle “comprovate esigenze primarie” previste dall’ art. 1, comma 2, lett. a) del Decreto legge nr. 19 del 25/03/2020 come segue:

  • gestione quotidiana degli animali domestici: passeggiata ed espletamento dei bisogni fisiologici potranno avvenire a condizione che dette attività si svolgano nelle immediate vicinanze dall’abitazione del proprietario dell’animale ovvero nel raggio di 200 metri, avendo cura di avere al seguito il materiale per la raccolta delle deiezioni
  • attività motorie: potranno avvenire a condizione che dette attività si svolgano nelle immediate vicinanze dall’abitazione ovvero nel raggio di 200 metri
  • uscita con figli minori: consentita a un solo genitore, in prossimità della propria abitazione, a condizione che lo spostamento sia motivato da situazioni di necessità o di salute

Di confermare la piena collaborazione del dipendente Corpo della Polizia Locale con la Prefettura di Modena e con le Forze di Polizia dello Stato in tema di controlli e sanzionamento delle violazioni, ammnistrative e penali previste, rispettivamente, dalla normativa di emergenza in vigore oltre che dall’impianto delle norme penali.

 

 

Come richiedere i buoni spesa: semplice procedura per tutti i Comuni dell’Unione del Distretto ceramico

Tutto pronto nell’Unione del Distretto Ceramico per dare avvio al progetto di emergenza alimentare, in applicazione dell’ordinanza della Protezione civile. Tutti i Sindaci sono stati concordi nel dare avvio a una procedura molto semplice per i cittadini in difficoltà economica che possono richiedere l’erogazione di buoni spesa, per un importo complessivo di 600.000 euro, al quale ogni comune potrà aggiungere quanto raccolto attraverso il proprio fondo di solidarietà.

Si punta in particolare sulla compilazione e sulla trasmissione online, pertanto su tutti i siti Internet degli otto comuni e su quello dell’Unione, si potrà accedere al modulo per la domanda attraverso la home page. Per coloro i quali non avessero accesso a Internet, il modulo sarà disponibile in formato cartaceo presso un contenitore posto all’esterno dello sportello sociale del proprio Comune.

Agli aventi diritto, sarà riconosciuta una cifra mensile da erogarsi in una o due volte a seconda dell’organizzazione dei singoli presidi territoriali. Le modalità di fruizione potranno essere l’erogazione di un buono spesa cartaceo, carte di acquisto o accredito sul conto corrente bancario o postale della somma corrispondente. Il beneficiario si impegna a consegnare allo sportello sociale gli scontrini della spesa relativa alla prima erogazione, in occasione del ritiro della seconda. La quota mensile riconosciuta ai beneficiari sarà la seguente: 1 componente 150 euro, 2 componenti 250 euro, 3 componenti 300 euro, 4 componenti 350 euro, 5 componenti o più 400 euro. Nel caso in cui il nucleo richiedente usufruisca di altri aiuti, l’entità del buono spesa sarà riparametrato. I buoni saranno ritirabili presso lo sportello sociale del proprio comune previo appuntamento. Ci saranno controlli a campione sulle autocertificazioni (ai sensi del d.p.r. n. 445/2000) e in caso di dichiarazioni mendaci verranno fatte segnalazioni alle autorità competenti.

Contestualmente, è partito l’avviso pubblico per gli esercenti che danno disponibilità affinché i buoni vengano spesi nei loro negozi. L’elenco delle attività sarà poi presente su tutti i siti Internet dei comuni e su quello dell’Unione.

Afferma il Presidente dell’Unione dei Comuni del Distretto ceramico, con delega ai Servizi sociali Francesco Tosi: “Si tratta di una misura urgente per aiutare chi si trova davvero in difficoltà. Per questo abbiamo cercato di ridurre al minimo la burocrazia e di usare il buonsenso. Confidiamo nella lealtà delle persone che ne usufruiranno. Chi dovesse godere ingiustamente di questo aiuto danneggia chi ne ha davvero bisogno e, comunque, incontrerà le dovute sanzioni”.

 

Tornano gli incentivi per le auto ibride. Dalla Regione un contributo fino a 191 euro per tre anni a chi acquista nel 2020

Tornano gli incentivi per sostenere chi decide di acquistare auto ad alimentazione ibrida, a basso impatto ambientale e a ridotto consumo energetico.
Anche nel 2020 la Regione concede, per tre anni, un contributo fino a un massimo di 191 euro (pari al costo del bollo medio), ai cittadini residenti in Emilia-Romagna che acquisteranno un’auto ibrida di prima immatricolazione ad uso privato con alimentazione benzina-elettrico, gasolio-elettrico, gpl-elettrico, metano-elettrico o benzina-idrogeno.

Il contributo che sarà accreditato direttamente, a seguito della registrazione su una piattaforma web dell’Ente, viene erogato in tre tranche – una all’anno dal 2020 al 2022 – e potrà arrivare fino ad un massimo di 573 euro per auto.

Rinnovando l’impegno già preso negli anni passati la Regione, con l’ultima legge di bilancio, ha messo a disposizione 3 milioni di euro, uno per ogni anno, per continuare a promuovere un intervento in favore della mobilità sostenibile che, in regione, ha visto quasi raddoppiare in pochi anni la diffusione di veicoli più ecologici passando dai 4.369 del 2016 agli 8.080 del 2019.

“Abbiamo confermato anche per i prossimi tre anni il contributo, a chi acquista auto ecologiche, con uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro, perché vogliamo continuare a promuovere un’iniziativa che punta a migliorare la qualità dell’aria e a ridurre in modo stabile l’inquinamento- ha sottolineato l’assessore regionale alla Mobilità, Andrea Corsini-. E’ un incentivo apprezzato che ha dimostrato di andare incontro alle esigenze dei cittadini – ha aggiunto-. Come ci dicono i numeri, in un paio di anni le domande  sono più che raddoppiate passando dalle 2.046 del 2017 alle oltre 4.300 dello scorso anno, un’adesione che aiuta il rinnovo del parco auto dell’Emilia-Romagna e la mobilità sostenibile”.

Come ottenere il contributo
I cittadini proprietari di una autovettura immatricolata nel 2020 – che dovranno comunque pagare il bollo auto – per accedere al contributo regionale devono inserire esclusivamente online i dati anagrafici, quelli dell’auto e le coordinate bancarie o postali sulle quali si desidera ricevere l’importo dovuto, accreditandosi tramite FedeRa o Spid.

Sarà sufficiente comunicare i dati una sola volta e, per i tre anni successivi, la Regione provvederà automaticamente all’accredito del contributo.
Sarà possibile registrarsi online a partire dalle ore 14.00 del 4 maggio prossimo e fino alle ore 12.00 del 31 dicembre 2020 sulla piattaforma sul portale regionale all’indirizzo  http://mobilita.regione.emilia-romagna.it/leggi-atti-bandi.

Coronavirus, negli ospedali dell’Emilia-Romagna 1.000 smartphone e 750 schede Sim contro l’isolamento dei pazienti

Contro la solitudine e l’isolamento da Coronavirus, corre in aiuto la tecnologia. Nei reparti ospedalieri dell’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, stanno arrivando infatti 1.000 smartphone e 750 schede Sim: consentiranno ai pazienti ricoverati di dialogare con i propri cari, con i caregiver, o anche con gli psicologi, superando così la barriera fisica, ma anche emotiva, cui sono sottoposti per poter essere curati. Un’idea nata dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute e resa possibile grazie alla collaborazione di Unieuro Spa e Lepida, società in house della Regione.

“Tutto è partito da una riflessione sul profondo senso di solitudine che nasce, inevitabilmente, dall’isolamento dei pazienti in ospedale- spiega l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Si tratta, forse, di uno degli aspetti più drammatici dell’emergenza sanitaria in atto, perché rende ancora più difficile e pesante il percorso di cura di chi è malato e fragile. Grazie all’intervento di Unieuro e Lepida- prosegue l’assessore- è nato questo progetto; un progetto di umanità, che esprime la volontà e la capacità da parte del nostro sistema sanitario di occuparsi anche della parte emotiva dei pazienti Covid, riducendo il carico di sofferenza causato dalla distanza, dall’impossibilità di toccare i propri cari, di parlare con loro, di vederli. Pubblico e privato si sono uniti e hanno lavorato insieme- conclude Donini- con un obiettivo comune: restituire calore e vicinanza a relazioni che la malattia ha forzatamente interrotto. La sanità pubblica, per noi, è anche questo”.

Il progetto

Unieuro Spa si è attivata per donare 1.000 smartphone Motorola E6 play e per effettuare le consegne presso le Aziende ospedaliero-universitarie e le Aziende sanitarie locali dell’Emilia-Romagna; le prime sono avvenute proprio in questi giorni. Saranno poi le singole strutture a distribuire i dispositivi nei reparti.

Per ovviare al problema di un’eventuale scarsa copertura di campo (dove, in sostanza, il wifi funziona poco), Lepida ha acquistato 750 Sim di tipologia M2M, che potranno essere utilizzate qualora non siano disponibili collegamenti adeguati (segnale basso). Per quest’attività le Aziende possono fare riferimento a Lepida, che negli anni scorsi ha supportato, ad esempio, l’estensione della rete EmiliaRomagnaWiFi.

Dove sono state effettuate le consegne dei primi 498 apparecchi

Ad oggi sono stati consegnati i primi 498 apparecchi, così distribuiti: 62 all’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena; 46 all’Ausl di Modena; 150 all’Ausl di Piacenza; 165 all’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma; 75 all’Ausl di Parma. A breve verranno consegnati gli altri 502 smartphone, così suddivisi: 143 all’Ausl della Romagna, 54 all’Ausl di Bologna, 67 all’Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna, 149 all’Ausl di Reggio Emilia, 30 all’Ausl di Imola, 32 all’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara, 23 all’Ausl di Ferrara, 4 all’Istituto Ortopedico Rizzoli (IOR).

Consegna di pc e tablet a studenti sassolesi che ne sono sprovvisti

Computer e tablet per gli studenti che a casa ne sono sprovvisti.

È iniziata nella giornata di ieri, giovedì 2 aprile, la distribuzione da parte degli agenti della Polizia Locale di Sassuolo di un cospicuo numero di tablet e pc portatili per conto dei quattro Istituti Comprensivi di Sassuolo agli studenti sprovvisti dei mezzi indispensabili a seguire le lezioni da casa.

Si tratta di strumentazioni di proprietà dei 4 Istituti Comprensivi che, grazie alla disponibilità degli agenti della Polizia Locale, vengono consegnati in comodato d’uso gratuito ai ragazzi i cui nominativi sono stati forniti dagli stessi insegnanti.

Nella giornata di ieri sono stati consegnati in tutto 15 strumenti (tra pc portatili e tablet), 20 saranno consegnati nella giornata odierna e 40 in quella di lunedì 6 aprile.

Nel video la testimonianza della consegna ad uno di loro, nello specifico Santa Fresta, mamma dello studente Napoli Carmelo del Plesso scolastico Caduti per la Libertà.

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 4 aprile

Cielo sereno o poco nuvoloso, con qualche annuvolamento temporaneamente più consistente in movimento da est verso ovest nel corso della giornata. Temperature: in leggero aumento in entrambi i valori termici. Minime attorno a 4/5°C sulle località costiere, tra 2°C e 4°C sui centri abitati delle aree di pianura, ancora prossime a 0°C sulle zone di aperta campagna dove saranno possibili locali e deboli gelate. Massime attorno a 15/16°C lungo il litorale, tra 17°C e 19°C sulle aree pianeggianti della regione. Venti: deboli in prevalenza nord-orientali, tendenti a divenire moderati dalla tarda serata sul mare. Mare: in genere poco mosso, ma con moto ondoso in aumento dal pomeriggio fino a divenire mosso.

(Arpae)

La Delizia… a piccole dosi: “La Monaca di Monza, La Guglia e Marco Pio di Savoia”

Cosa lega tra loro la manzoniana monaca di Monza, la Guglia di piazza Martiri Partigiani e l’ultimo signore di Sassuolo, Marco Pio di Savoia? Lo scoprirete in questo quarto appuntamento della serie “La Delizia… a piccole dosi: storia e arte di Sassuolo”. Parleremo, infatti, di Marianna de Leyva, il personaggio storico che ispirò Alessandro Manzoni per la sua letteraria Gertrude, la monaca di Monza, e che altri non era che la sorellastra – per parte di madre, la nobildonna Virginia Marino – di Marco Pio di Savoia, ultimo signore di Sassuolo sullo scorcio del Cinquecento. Nel 1591, quando Marianna entrava in convento a Monza col nome di suor Virginia, a Sassuolo il fratellastro Marco Pio concludeva l’erezione della Guglia di piazza del Mercato, ora piazza Martiri Partigiani, legando ancora una volta – seppure solo cronologicamemte – gli accadimenti della “sventurata” con quelli della nostra città.

Anche l’Emilia-Romagna proroga le sue misure al 13 aprile

“Bene la decisione del Governo di prorogare al prossimo 13 aprile le misure restrittive valide in tutto il territorio nazionale contro il coronavirus. La prima emergenza resta quella sanitarie e dobbiamo tutelare la salute delle persone prima di ogni altra cosa. Per le stesse ragioni, in Emilia-Romagna, la seconda regione più colpita nel Paese, intendiamo confermare le misure ancor più restrittive contenute nelle ordinanze regionali che ho firmato nelle settimane scorse, a partire dalla chiusura nelle prossime due domeniche di tutti gli esercizi commerciali compresi i punti vendita di alimentari, nei fine settimana degli esercizi che possono creare qualsiasi tipo di aggregazione dentro ai centri commerciali, e di tutti i mercati in ogni giorno della settimana”. Lo annuncia il presidente Stefano Bonaccini, plaudendo quanto deciso ieri dal Governo.

“Così come confermiamo le misure adottate nelle province di Rimini e Piacenza- prosegue Bonaccini – dove la gran parte delle attività economiche sono sospese e più rigorosi i controlli sul distanziamento sociale. Standard, quelli in vigore nel riminese e nel piacentino, al quale porteremo il Comune di Medicina, nel bolognese, che esce così dall’isolamento pressoché totale. Nelle prossime ore manderemo al Governo l’atto col quale intendiamo prorogare le misure regionali fino al 13 aprile, che andrà adottato entro la giornata di domani, quando scadranno le ordinanze attualmente in vigenti”.

“Negli ultimi giorni – conclude il presidente Bonaccini – abbiamo registrato un calo dei contagi e, soprattutto, un minor accesso ai pronto soccorso, ma resta alta la pressione sulle nostre strutture ospedaliere. E’ il momento di non abbassare la guardia, anche per non rischiare di vanificare quanto fatto finora”.

Esenzione del pedaggio autostradale per il personale sanitario in servizio per l’emergenza Covid19

Autostrade per l’Italia, d’intesa con il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e in coordinamento con Aiscat, ha disposto l’esenzione del pagamento del pedaggio per tutti gli operatori sanitari che hanno necessità di muoversi (anche nel percorso casa-lavoro) per motivi di servizio legati all’emergenza Covid19. L’esenzione, valida su tutta la rete autostradale gestita da ASPI, entra in vigore oggi e avrà validità fino al termine del periodo di emergenza.

E’ sufficiente che il personale sanitario interessato a usufruire dell’esenzione invii un modulo di autocertificazione all’indirizzo mail agevolazionecovid19@aiscat.it. Ai possessori di Telepass non saranno addebitati, o verranno successivamente stornati, i transiti oggetto di esenzione. Gli operatori sanitari senza Telepass potranno invece dichiarare al casello di essere in viaggio per prestare servizio relativamente all’emergenza, ricevendo così un rapporto di mancato pagamento che andrà inviato allo stesso indirizzo email, unitamente al modulo di autocertificazione.

Sempre da oggi, e fino al termine dell’emergenza, vengono ampliate le esenzioni già in essere per le ambulanze: aderendo alla richiesta di alcune realtà del settore, Autostrade per l’Italia ha deciso che ogni tipologia di transito di ambulanze collegato all’emergenza Coronavirus sarà esente da pedaggio. Le medesime agevolazioni saranno applicate anche a tutti i mezzi delle associazioni di volontariato di ambito sanitario che prestano servizio per il Coronavirus. Anche in questo caso, le associazioni interessate dovranno inviare ad Aiscat un’autocertificazione comprovante il fatto che il viaggio è legato a motivi relativi all’emergenza Covid19.

Le informazioni e i moduli per l’attivazione delle esenzioni sono disponibili sul portale di Autostrade per l’Italia (www.autostrade.it).

Coronavirus, la situazione dell’AOU di Modena: si appiattisce la curva dei ricoveri

Consueto Bollettino con le principali notizie rispetto alle attività organizzative dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena in riferimento all’infezione COVID-19, attuate in stretta e costante sinergia con l’Azienda USL di Modena.
Situazione ricoveri casi sospetti e accertati
Come si può vedere dal grafico, da 2-3 giorni si nota un tendenziale appiattimento della curva relativa ai ricoveri in degenza ordinaria (colore blu) e in Terapia Intensiva (colore rosso), che ci fa essere moderatamente ottimisti, confermando l’efficacia delle misure di isolamento sociale finora attuate.

La situazione di stamattina vede nel complesso ricoverati in Azienda Ospedaliero Universitaria 282 pazienti COVID positivi: 116 all’Ospedale Civile e 166 al Policlinico. Di questi, sono in terapia intensiva 59 pazienti, dei quali 27 nella terapia intensiva del Policlinico di Modena e 32 presso l’Ospedale Civile, e 16 in sub intensiva, distribuiti tra i due ospedali. In degenza ordinaria sono seguiti 207 pazienti, 75 pazienti all’Ospedale Civile di Baggiovara e 132 al Policlinico.

Attivata la presa in carico dei dipendenti risultati positivi al tampone e attualmente a domicilio, sia sintomatici che asintomatici. Il percorso comprende un assiduo contatto effettuato da personale specificamente formato, al fine di monitorare l’evoluzione delle condizioni cliniche e gestire eventualmente le modalità di rientro in servizio.
Supporto ai Pazienti e ai loro Famigliari

Dottoressa Paola Dondi, Responsabile Servizio di Psicologia Ospedaliera:

L’emergenza sanitaria Covid-19 è anche un’emergenza psicologica: l’urgenza con la quale l’Ospedale sta affrontando la situazione impone altrettanta rapidità a poter prendere in cura quei bisogni di natura emotiva, affettiva e relazionale che stanno aumentando sempre di più a fronte dell’isolamento. La separazione fisica dei pazienti dai loro familiari aumenta l’impatto traumatico della malattia.

Tale sconvolgente cambiamento, sebbene sia legato ad un provvedimento necessario per impedire la diffusione del virus, rappresenta un elemento di grave alterazione dell’equilibrio psicoaffettivo individuale e familiare e che pone anche i sanitari in una reale difficoltà a trovare risposte.

Dal 20 Marzo abbiamo pertanto messo a disposizione diverse tipologie di intervento psicologico / psicoterapeutico a distanza sostenute da supporti informatici che consentono colloqui in video chiamata, chiamata telefonica e via mail.

Ci rivolgiamo ai Pazienti ricoverati sui letti di Medicina Covid-dedicati e Malattie Infettive in grado di parlare e ai loro familiari / caregiver a domicilio che hanno necessità di essere sostenuti in maniera continuativa.

O direttamente ai familiari di pazienti ricoverati in Terapia Intensiva in condizioni cliniche severe (intubati, sedati, ecc.) che ci vengono segnalati dai Team curanti come in condizioni di grave distress.

O, per ultimo, ai familiari di pazienti in condizioni non critiche che stanno vivendo una condizione di quarantena a causa di altri familiari COVID positivi e che si trovano in condizioni di iper-attivazione emotiva.

Il Servizio di Psicologia ad oggi ha preso in cura circa 20 casi con interventi complessi garantendo il supporto multidisciplinare ai team curanti.

La complessità riguarda spesso la necessità di presa in carico ai famigliari che a casa debbono gestire altri famigliari positivi e lutti recenti.

Il Servizio è contattabile tramite mail aiutopsicologico@aou.mo.it e al numero 3397535432 per Baggiovara e 3397535738 per Policlinico

I Pronto Soccorso al tempo del COVID19
Dott. Antonio Luciani, Direttore Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza del Policlinico di Modena:

Abbiamo cambiato l’organizzazione al fine di garantire la protezione degli operatori e la sicurezza dei pazienti. Per questo motivo abbiamo realizzato il triage avanzato, nella Camera Calda e due percorsi differenziati, uno per i pazienti sospetti o accertati con COVID19 e l’altro per i pazienti non sospetti.

Il Triage avanzato è un primo punto nella camera calda (dove arrivano le ambulanze) in cui poter effettuare lo screening dei pazienti per differenziare i percorsi.

In seguito, siamo arrivati a dedicare tutto il Pronto Soccorso generale ai pazienti sospetti o positivi, utilizzando gli spazi della Medicina d’Urgenza e Osservazione Breve Intensiva agli altri pazienti. Questo “stravolgimento” ci ha consentito di garantire la tutela di operatori e pazienti.

Il nostro lavoro, quindi, è decisamente cambiato perché i pazienti COVID19 hanno bisogno di un’assistenza particolare sia che giungano in condizioni respiratorie precarie sia che non presentino sintomi respiratori significativi.

Sin dal primo momento, la riduzione dei codici verdi e bianchi ci ha consentito di affrontare l’emergenza in modo soddisfacente.

Un plauso va a tutto il personale, medico, infermieristico e ausiliario che è stato encomiabile in queste settimane. Desidero ringraziare anche i medici e infermieri che sono venuti a darci una mano dagli altri reparti che hanno ridotto l’attività. Questi colleghi si sono fatti avanti numerosi e volontariamente e il loro sostegno ci ha permesso di reggere l’urto di queste settimane.

Ora la curva dei ricoveri sembra in fase di appiattimento e possiamo cominciare a vedere la luce in fondo al tunnel anche se il tunnel è ancora lungo.

 

Dott. Geminiano Bandiera, Direttore Proto Soccorso, Osservazione Breve Intensiva e Medicina d’Urgenza, Ospedale Civile di Baggiovara:

Il Pronto Soccorso si è organizzato da subito cercando di distinguere i percorsi in base al triage avanzato tra pazienti sospetti o positivi al COVID19 e gli altri.

La Medicina d’Urgenza in un primo momento ha garantito una funzione di filtro dei pazienti con sintomatologia in attesa dell’esito del tampone.

Con l’aumento dei pazienti coinvolti, la Medicina d’Urgenza è assurta di fatto al ruolo di semi-intensiva garantendo il supporto ventilatorio ad un notevole numero di pazienti, ruolo che sta tuttora svolgendo.

Sia i pazienti dimessi direttamente da Pronto Soccorso che quelli dimessi successivamente dalla Medicina d’Urgenza sono monitorati al domicilio dopo la dimissione.

Questo percorso di dimissione protetta è condiviso con tutti gli specialisti che stanno seguendo questa patologia. I pazienti dimessi vengono contattati dai nostri medici giornalmente per intercettare quelli che necessitano una rivalutazione. Meno del 10% dei pazienti dimessi con questa modalità dal Pronto Soccorso sono ad oggi rientrati, un dato incoraggiante soprattutto se lo integriamo con quello della Medicina d’Urgenza che vede una percentuale di rientro al PS dei dimessi pari a 0.

Desidero ringraziare anche io tutti i medici e il personale infermieristico. Inoltre, un grazie particolare meritano i nostri medici in formazione, che stanno lavorando moltissimo in condizioni difficili.

 

In A13 regolarmente aperta l’entrata della stazione di Altedo

utostradaSulla A13 Bologna-Padova è terminata la prima fase delle manutenzioni del cavalcavia di svincolo di Altedo che prevedeva la chiusura dell’entrata verso Bologna.
Le lavorazioni della seconda fase non richiedono la chiusura dello svincolo, che pertanto, alle 16:00 di oggi giovedì 2 aprile, è stato regolarmente riaperto.

Nove associazioni chiedono a Bonaccini di convocare comitato regionale per discutere applicazione pacchetto di interventi per cittadini

Nove associazioni dei consumatori (Federconsumatori, Lega Consumatori, ADICONSUM, ADOC, ACU, Cittadinanzattiva, Assoutenti, UNC, U.Di.Con.) si rivolgono al presidente della Regione Stefano Bonaccini per chiedergli di convocare il Comitato regionale dei consumatori e utenti per discutere i provvedimenti necessari riguardo la grave situazione che ha colpito così duramente il nostro Paese e la nostra regione.

L’emergenza che stiamo vivendo a causa della epidemia Covid-19, ha fatto emergere nuove e vecchie fragilità sociali e nuovi bisogni che coinvolgono in particolar modo le fasce più deboli della società, gli anziani e gli studenti.

Necessario e prioritario, oggi, è anche prepararsi al ritorno alla normalità scongiurando, da un lato la possibilità del riacutizzarsi del contagio e dall’altro adottando misure che consentano ai cittadini di affrontare il futuro con un minimo di serenità.

La Regione e i Comuni che oggi affrontano in modo encomiabile l’emergenza possono essere aiutate anche dalle associazioni del consumatori a predisporre le misure necessarie per affrontare presente e futuro tenendo in considerazione i bisogni che queste rappresentano.

Riteniamo perciò necessario che la Regione Emilia-Romagna e le altre istituzioni locali, mentre affrontano la priorità dell’emergenza sotto il profilo sanitario, stabiliscano fin da ora norme e agevolazioni per regolare le varie attività della vita delle persone:

  • possibilità di rinviare il pagamento della tassa/tariffa dei rifiuti, con la possibilità di       rateizzazione successiva;
  • particolare attenzione a scongiurare aumenti della tassazione fiscale locale e delle tariffe per il prossimo futuro;
  • accelerazione delle pratiche per la sospensione del mutuo prima casa;
  • moratoria per la corresponsione delle rate dei finanziamenti del credito al consumo;
  • azzeramento del “digital devide” e trasformazione dell’accesso alla rete internet a banda larga in “servizio universale”;
  • garantire la fornitura dei mezzi di protezione individuali agli operatori sociosanitari ed ai medici di famiglia;
  • potenziare l’attività di prevenzione al contagio incrementando l’attività di diagnosi mediante tampone;
  • incrementare ed omogeneizzare l’attività di cura domiciliare;
  • prevedere la distribuzione capillare e a prezzi calmierati delle mascherine durante la prossima fase di ripresa delle attività sociali;
  • necessità di tenere alta la guardia nella vigilanza in materia di prezzi al consumo, con particolare attenzione ai presidi sanitari individuali.

Si tratta di capitoli di grande concretezza e impatto per i bilanci familiari, la cui regolazione potrà sicuramente consentire un maggiore serenità, oggi e per il futuro.

 

(Federconsumatori, Lega Consumatori, ADICONSUM, ADOC, ACU, Cittadinanzattiva, Assoutenti, UNC, U.Di.Con.)

Coldiretti, con bocciatura voucher rischio scaffali vuoti

La bocciatura dell’emendamento sulla semplificazione dei voucher necessari per garantire il lavoro di raccolta nelle campagne mette in pericolo la fornitura alimentare del Paese e rischia di lasciare presto vuoti gli scaffali dei supermercati. E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini in riferimento alla decisione della Commissione Bilancio del Senato di dichiarare improcedibile l’emendamento per la reintroduzione dei voucher nell’ambito dei lavori per la conversione del dl Cura Italia.

Stiamo vivendo una situazione eccezionale con l’intera filiera alimentare impegnata in prima linea a garantire quel cibo necessario alle famiglie italiane e che – sottolinea Prandini – rischia di mancare se non verranno assunti provvedimenti straordinari per assicurare la presenza di manodopera nelle campagne. Soprattutto dopo che – evidenzia il presidente della Coldiretti –  il blocco delle frontiere ha fatto venire meno la presenza di gran parte dei 370mila lavoratori stranieri dai quali dipende ¼ della produzione di Made in Italy alimentare.

In una situazione di emergenza nazionale – ha affermato Prandini – serve una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne.

Chi si oppone ai voucher per il lavoro agricoltura – precisa Prandini – si assume la responsabilità di situazioni di tensione sociale generata da una parte dalla mancanza di lavoro e di fonti di reddito per sé e per la propria famiglia e dall’altra dal rischio di carenza di prodotti alimentari in negozi e supermercati. In questo momento – continua Prandini – l’Italia non ha bisogno di posizioni ideologiche, ma di scelte pragmatiche per il bene del Paese, come quelle che riguardano l’agricoltura e la produzione alimentare. Chiediamo quindi – conclude Prandini – al Governo di riammettere l’emendamento nell’ambito della discussione Parlamentare in un clima di collaborazione delle forze politiche nell’interesse generale.

 

 

Ricostruito il ponte di via Imperatora a Formigine

A causa di fenomeni meteorologici eccezionali, il ponte di via Imperatora fu lesionato nelle spalle di protezione in muratura. L’azione dilavante delle piogge invernali aveva poi causato il cedimento di parte del rilevato e dei muri laterali, pertanto nel 2018 ne fu ordinata la chiusura.

Nel corso di quell’anno, tuttavia, previa autorizzazione del Servizio Coordinamento programmi speciali della Regione Emilia-Romagna, è stata realizzata una sistemazione provvisoria per la riapertura del transito veicolare della strada, fondamentale per aiutare i residenti e le attività commerciali limitrofe.

Grazie a un finanziamento statale pari a 120.000 euro, nel 2019 il Comune di Formigine ha potuto procedere con la ricostruzione del ponte, che da qualche giorno è stato definitivamente riaperto.

Nello specifico, gli interventi hanno riguardato la demolizione e ricostruzione del ponte sul

torrente Taglio e alcune opere di protezione della sponda fluviale ormai fatiscenti, nonché la sistemazione vegetazionale dell’alveo e delle sponde stesse.

Bargi (Lega): “Bonus 600 euro, pasticcio Inps”

“Un vero pasticcio a danno di milioni di lavoratori autonomi, che comunque partecipano in modo significativo alla produzione del Pil del nostro Paese, oltre a conferire nelle casse dell’erario dei bei soldoni: l’avvio delle richieste delle indennità da 600 euro spettanti ai lavoratori autonomi come bonus di marzo per i mancati guadagni dovuti all’epidemia Covid-19, ha mandato in tilt, come era preventivabile, il portale dell’Inps. E la colpa è solo dell’Istituto di previdenza, visto e considerato come la comunicazione “dell’ordine cronologico” prima apparsa e poi scomparsa sul sito dell’Inps ha generato una naturale corsa alle domande che ha paralizzato la pagina web. Ma il punto è un altro: non era possibile, come invece avvenuto in sede di accordi per l’erogazione della cassa integrazione, prevedere che i soldi previsti dal bonus venissero anticipati dalle banche? Né più e né meno, rispetto a quanto avviene nelle imprese private”.

Così il consigliere regionali della Lega, Stefano Bargi, in relazione ai problemi connessi alla piattaforma Inps dove gli autonomi, da ieri, potevano fare richiesta per il Bonus da 600 euro.

“Tra l’altro – rincara l’esponente del Carroccio – l’Inps già dispone dell’elenco degli aventi diritto quindi le sarebbe bastato fare il contrario di quanto invece avvenuto, ovvero: cancellare coloro che teoricamente non ne hanno diritto (redditi superiori a un tot e codici ateco con attività non sospesa) ed eventualmente dare a questi ultimi la possibilità di richiedere i 600 euro in deroga. Inoltre esistono gli intermediari finanziari (banche e posta) che avrebbero potuto accreditare la somma, anticipando l’erogazione Inps, oppure gestendo l’anticipo come un credito da scalare in tasse, piuttosto che previdenza, ecc”.

A questo punto viene davvero da pensare che “per l’Agenzia delle entrate non siano tanto le partite Iva da sostenere, quanto coloro che lavorano in nero” conclude Bargi.

Danni gelate: il presidente Bonaccini alla riunione straordinaria della Consulta regionale convocata per la prossima settimana

La Regione sempre più mobilitata per l’aggravarsi dei danni delle gelate in agricoltura, dopo l’ondata di freddo siberiano dei giorni scorsi che si abbattuta sul territorio regionale e che rischia di dare il colpo finale ad un comparto già pesantemente colpito dal primo evento calamitoso di una decina di giorni fa.

Mentre prosegue a ritmo serrato la raccolta delle segnalazioni, con procedura on line semplificata, delle perdite subite in campo dagli imprenditori agricoli, che interessano soprattutto i frutteti, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ha convocato per la metà della prossima settimana una riunione straordinaria della Consulta agricola per fare il punto sui danni alle colture e definire, in collaborazione con le organizzazioni agricole, gli interventi urgenti da mettere in cantiere e la richiesta di adeguate misure di sostegno da sottoporre al più presto al governo. Un vertice al quale parteciperà anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che sta seguendo da vicino l’evolversi della vicenda.

“Siamo al fianco degli agricoltori – dichiara Mammi – che in questi giorni stanno vivendo un momento davvero difficile, che va ad aggiungersi alle difficoltà causate dalle misure restrittive per l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus. Un’emergenza che rischia di avere pesanti ripercussioni in campo agricolo anche per la carenza di manodopera che si sta profilando a causa del blocco delle frontiere”. “Non abbandoneremo gli imprenditori agricoli-prosegue l’assessore- e non appena sarà completata la mappatura dei danni, che si annunciano davvero ingenti, la trasmetteremo a Roma a supporto della richiesta di deroga alla legge nazionale 102 sulle calamità e avversità atmosferiche in agricoltura. Ciò in considerazione del fatto che molti agricoltori non hanno fatto in tempo ad assicurarsi contro il rischio gelate, proprio per le difficoltà causate dall’emergenza Coronavirus”.

In vista della riunione della Consulta gli esperti di Arpae stanno lavorando alla preparazione di un rapporto finalizzato a supportare, dati alla mano, il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento calamitoso, peraltro non ancora del tutto concluso. Il rapporto sarà inserto nel dossier che sarà trasmesso al ministero delle politiche agricole con la richiesta di attivazione delle misure di sostegno agli imprenditori agricoli previste dal fondo di solidarietà nazionale.

Per segnalare i danni subiti gli agricoltori possono andare sul sito della Regione e collegarsi alle paginehttp://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/aiuti-imprese e http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/aiuti-imprese/avvisi/2019/segnalazione-danni-avversita e compilare l’apposito modulo, indicando la superfice e il tipo di coltivazioni danneggiate. Saranno poi i servizi territoriali della Regione, compatibilmente con le restrizioni agli spostamenti dettate appunto dell’emergenza Coronavirus, a procedere con le verifiche necessarie per stabilire l’entità dei danni.

Fiorano, trattamenti e prevenzione contro le zanzare

Per contrastare il diffondersi di eventuali malattie trasmesse da insetti, in particolare dalla zanzara tigre, il sindaco del comune di Fiorano Modenese, Francesco Tosi, ha emesso un’ordinanza che da aprile al 31 ottobre impegna i cittadini, i soggetti pubblici e privati, proprietari, affittuari o che comunque abbiano l’effettiva disponibilità di aree all’aperto dove esistano o si possano creare raccolte d’acqua, a seguire alcune semplici norme di comportamento.

In particolare ad evitare ogni possibile ristagno di acqua in contenitori di qualsiasi tipo; ad eliminare l’acqua stagnante da ogni recipiente come sottovasi, secchi, annaffiatoi; a coprire con reti da zanzariera o coperchio a tenuta eventuali contenitori o bidoni; a controllare giornalmente il deflusso dell’acqua, con divieto di immissione in tombini in aree pubbliche; ad effettuare trattamenti larvicidi in tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta dell’acqua piovana e in qualunque contenitore di acqua piovana non eliminabile (es. fontane, piscine in disuso), con la periodicità prescritta dal prodotto utilizzato. Il trattamento larvicida deve essere ripetuto in caso di pioggia. Devono essere trattati anche i tombini che non sono all’aperto, ma sono comunque raggiunti da acque, ad esempio quelli presenti negli scantinati e i parcheggi sotterranei, ispezionando anche i punti di raccolta delle acque provenienti dai “grigliati”.

Per i materiali stoccati all’aperto, per i quali non siano possibili i provvedimenti descritti, occorre prevedere trattamenti di disinfestazione entro 5 giorni da ogni precipitazione atmosferica .

Occorre inoltre tenere sgombri i cortili e le aree aperte da erbacce, da sterpi, e rifiuti di ogni genere, e sistemarli in modo da evitare il ristagno delle acque.

Nei cimiteri i vasi portafiori devono essere riempiti con sabbia umida; in alternativa l’acqua del vaso deve essere trattata con larvicida ad ogni ricambio. In caso di fiori finti il vaso dovrà essere comunque riempito di sabbia, se collocato all’aperto, per evitare ristagni.

I trattamenti adulticidi possono essere eseguiti negli spazi privati solo in via straordinaria e solo dal 15 luglio – 15 settembre (periodo che potrà essere modificato, sentita l’AUSL di Modena, sulla base dei risultati del monitoraggio regionale dell’infestazione),  nel rispetto delle prescrizioni e modalità previste dalla legge e delle “Linee Guida Regionali per il corretto utilizzo dei trattamenti adulticidi contro le zanzare 2016”;

Gli eventuali trattamenti adulticidi devono in ogni caso essere comunicati preventivamente al Comune di Fiorano Modenese (Servizio Ambiente) e al Servizio Igiene Sanità Pubblica dell’AUSL di Modena, tramite l’invio del modulo, scaricabile dalla sezione ‘Ambiente’ del sito istituzionale, con le modalità previste dall’ordinanza.

La ditta specializzata incaricata di effettuare il trattamento o il proprietario/conduttore che lo esegua personalmente, dovrà sottoscrivere la sezione ‘dichiarazione di trattamento adulticida’ della comunicazione e disporre, almeno 48 ore prima dell’esecuzione del trattamento, l’affissione di apposti avvisi, per garantire la massima trasparenza e informazione alla popolazione interessata.

Per la violazione delle norme previste è stabilita una sanzione amministrativa da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 euro.

Formazione, percorsi per i minori e i giovani sottoposti a procedimento penale finanziati dalla Regione con oltre 450 mila euro

Opportunità di formazione per tutti i giovani dell’Istituto Penale Minorenni di Bologna e per altri 50 ragazzi in area penale esterna. Le ha approvate la Giunta regionale, finanziandole con oltre 450 mila euro di risorse del Fondo sociale europeo.

“Misure concrete per dare ai ragazzi sottoposti a procedimento penale un’occasione di formazione e una prospettiva di futuro- dichiara l’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Vincenzo Colla-. I percorsi formativi individuati riguardano ambiti professionali molto richiesti dal mercato del lavoro”.

Per i giovani ristretti nell’Istituto Penale Minorenni di Bologna, minori e giovani adulti dai 14 ai 25 anni, i percorsi formativi attengono alle aree professionali della ristorazione e orticoltura, del giardinaggio e della manutenzione del verde, dell’edilizia, manutenzione, falegnameria, tinteggiatura, decorazione e scenotecnica.
Da settembre 2019 è stata avviata l’Osteria Formativa Brigata del Pratello, che offrirà ai giovani che frequentano il percorso ristorativo l’occasione di sperimentarsi in un vero contesto lavorativo, dove mettere in pratica gli apprendimenti.
I giovani frequentanti il percorso edile/scenotecnico realizzeranno invece scenografie funzionali alla messa in scena degli spettacoli del Teatro del Pratello, proseguendo con una collaborazione pluriennale.
Per i 50 giovani in area penale esterna, che cioè stanno scontando la loro pena fuori dal carcere, con diverse misure (misure cautelari, alternative e di messa alla prova domiciliari o in comunità) si realizzeranno percorsi formativi brevi e propedeutici all’attivazione di tirocini.

Smart working, arrivano dalla Regione 2 milioni di euro per consolidare e sviluppare questa modalità di lavoro

Accelerare il processo di adozione dello smart working durante l’emergenza Covid 19, per contribuire a garantire la continuità dei servizi e ridurre la mobilità dei dipendenti.  Ma ugualmente importante è consolidare questo strumento organizzativo, fondamentale per un cambiamento duraturo e in grado di sostenere il rilancio del territorio.

Queste le finalità del bando approvato dalla Giunta regionale che mette a disposizione 2 milioni di euro per gli Enti locali in Emilia-Romagna (Comuni, Unioni, Province e Città Metropolitana).

“Nell’immediato, questo bando vuole dare alle amministrazioni locali uno strumento che consenta di operare al servizio dei cittadini in tempi di distanziamento sociale- ha detto Paola Salomoni, assessore all’Agenda Digitale-. In realtà si tratta di un significativo investimento per consentire agli enti di utilizzare il lavoro agile anche in futuro, nella loro normale operatività”.
Per l’assessore al Bilancio Paolo Calvano “il Covid ha obbligato le Pubbliche amministrazioni a cambiare le proprie modalità di lavoro. Questo cambiamento avvenuto in emergenza, modificherà anche il futuro della Pa e perciò la Regione ha deciso, con questa importante  misura, di accompagnare gli Enti locali in questa transizione. Un’iniziativa che guarda al futuro, nell’interesse di lavoratori e cittadini”.

La procedura telematica
L’apertura del bando è fissata per domani venerdì 3 aprile, alle ore 9.30. La possibilità di presentare domande di contributo sarà possibile fino a esaurimento risorse (e comunque non oltre il 31/7/2020).

Al link http://autonomie.regione.emilia-romagna.it da domattina il bando e la piattaforma per l’invio telematico della domanda.

Le risorse previste nel bando supporteranno gli Enti nell’adottare un efficace piano di avvio e consolidamento dello smart working, realizzarndo iniziative di carattere formativo per dipendenti e dirigenti. La misura consentirà inoltre di reperire tecnologie evolute per supportare questo processo di trasformazione digitale e organizzativa della Pubblica amministrazione.

La Regione e lo smart working
La Regione Emilia-Romagna già dal 2018 ha aderito a questa nuova modalità di lavoro che concorre in maniera sostanziale a trasformare la Pa, aiutandola a compiere un passo avanti nel processo di trasformazione digitale, ridurre i costi di funzionamento ed essere sempre più vicina alle esigenze dei cittadini.
L’amministrazione regionale ha inoltre incoraggiato lo sviluppo di questo processo a livello locale sviluppando, a fine 2019, uno specifico progetto (Emilia-Romagna Smart Working) destinato a creare una comunità tra le Amministrazioni aderenti per lo scambio di buone pratiche, il riuso di soluzioni e l’apprendimento reciproco, sempre con continuo scambio fra pubblico e privato sia nell’esperienza di trasformazione digitale, sia nelle partnership per realizzare nuovi progetti.

Coronavirus, all’aeroporto Marconi di Bologna arrivano tre voli cargo dalla Cina con materiale sanitario destinato all’Emilia-Romagna

È atterrato oggi pomeriggio all’Aeroporto Marconi di Bologna il primo di tre voli cargo in arrivo dalla Cina, con materiale sanitario acquistato dalla Regione Emilia-Romagna. 185 mila tute, 1 milione di mascherine chirurgiche e 15 mila occhiali protettivi, destinati alla Protezione civile e alle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna per fare fronte all’emergenza Covid-19, saranno immediatamente trasferiti alle strutture sanitarie della regione.

“Una delle nostre priorità- sottolinea l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo- resta quella di garantire condizioni di sicurezza a chi combatte contro il virus. Questo risultato è frutto dell’impegno comune della task force regionale con il supporto tecnico dell’aeroporto Marconi di Bologna e del terminal Fast Freight Marconi e con la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane dell’Emilia-Romagna. Abbiamo dovuto mettere in campo contemporaneamente relazioni diplomatiche, commercio internazionale, conoscenze tecniche di prodotto per le certificazioni all’estero, controlli qualità. Tutto questo in una scala globale di competitività di un mercato reso complesso dal medesimo problema. Lo sforzo non è concluso e la collaborazione con il dipartimento nazionale resta fondamentale per il fabbisogno giornaliero, ma possiamo dire che siamo usciti da una logica giornaliera dell’approvvigionamento per entrare in una di programmazione”.

In particolare, l’aeromobile Antonov 124 della compagnia aerea Volga Dnepr, partito da Shanghai, ha scaricato 100 metri cubi di materiale sanitario. Per domani è previsto l’arrivo di un secondo volo cargo, un Tupolev, proveniente dalla città cinese di Zhengzhou con altre 70.000 tute. Il terzo volo, infine, arriverà nei prossimi giorni con altri 140 metri cubi di materiale sempre proveniente dalla Cina.

# ora in onda #
...............