12 C
Comune di Sassuolo
lunedì, 6 Aprile 2026
Home Blog Pagina 1387

Enel Cuore sostiene la Regione Emilia Romagna nell’emergenza Covid-19

Enel Cuore, la Onlus del Gruppo Enel, è al fianco della Regione Emilia-Romagna per affrontare l’emergenza sanitaria causata dal diffondersi del virus COVID-19. Enel Cuore ha già stanziato la donazione alla Regione guidata dal presidente Stefano Bonaccini destinata alla gestione dell’emergenza sanitaria, aderendo alla campagna “Insieme si può” e contribuendo attraverso il conto corrente regionale intestato all’Agenzia per la sicurezza territoriale. I fondi saranno utilizzati a supporto delle strutture ospedaliere e sanitarie del territorio regionale.

Grazie a questa offerta, verranno infatti allestiti nuovi posti letto di terapia intensiva e realizzate le strutture di pre-triage per le attività di prima accoglienza a favore delle seguenti strutture sanitarie: Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, Ospedale Infermi di Rimini, Ospedale Maggiore di Bologna, Ospedale Sant’Orsola di Bologna e Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.           

Ringrazio il Gruppo Enel a nome mio personale e di tutta la comunità regionale- afferma il presidente Stefano Bonaccini-. I due milioni di euro destinati all’Emilia-Romagna ci permetteranno di potenziare ulteriormente la rete dei posti letto di terapia intensiva, fondamentali per garantire cura e assistenza a ogni paziente. La solidarietà e l’attenzione verso il nostro sistema sanitario rappresenta anche un patrimonio di fiducia verso chi ci lavora, professionisti e operatori straordinari, ai quali saremo sempre grati, che ci fa capire una volta di più come investire nella sistema sanitario pubblico debba essere una priorità assoluta”.

La donazione alla regione Emilia-Romagna rientra tra le misure approvate nei giorni scorsi da Enel Cuore per affrontare l’emergenza epidemiologica a sostegno delle principali realtà impegnate nell’assistenza sanitaria e sociale nel nostro Paese. La Onlus del Gruppo Enel  ha già stanziato oltre 23 milioni di euro sia per progetti  individuati, sia per altri in fase di individuazione che verranno definiti in tempi brevi grazie al dialogo e al continuo coordinamento con Protezione Civile e Autorità nazionali e regionali in prima linea contro la diffusione del virus.

Cinghiali, Coldiretti: critica la situazione sull’Appennino Emiliano Romagnolo

Con l’emergenza coronavirus salgono a oltre due milioni i cinghiali che circolano senza freni per campagne e città senza più freni danneggiando i raccolti e mettendo a rischio la sicurezza delle famiglie anche nelle poche occasioni in cui è permesso uscire di casa. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in riferimento alla moltiplicazione degli avvistamenti di cinghiali e animali selvatici che sempre più spesso si spingono nei centri abitati, con segnalazioni nei paesi e nelle grandi città oltre che nelle coltivate, dalla Lombardia alla Calabria, dalle Marche alla Puglia, dalla Liguria al Lazio, dalla Lombardia all’Abruzzo fino alla Sicilia.

A differenza di quanto accade per le scimmie in Thailandia, i caproni selvatici nel Galles e i cervi in Giappone, in Italia a rischio – sottolinea la Coldiretti – non ci sono solo i raccolti resi più preziosi in questo momento dalla necessità di assicurare adeguate forniture alimentari con l’emergenza Coronavirus, ma anche la sicurezza dei cittadini che in alcuni territori sono assediati dagli animali selvatici sull’uscio di casa. Una situazione aggravata dal fatto che – evidenzia la Coldiretti – con l’emergenza coronavirus spesso sono stati sospesi i servizi di contenimento e i selezionatori, chiusi gli ambiti territoriali di caccia e la polizia provinciale impegnata nei controlli stradali per la quarantena.

In Piemonte con lo stop al contenimento e con meno gente a presidiare i territori, i cinghiali stanno invadendo le campagne: nelle provincie di Asti, Novara e Alessandria si registrano avvistamenti alle porte delle città e danni a vigneti, a campi seminati, ortaggi e vigneti. In Emilia Romagna sull’Appennino i cinghiali sono fuori controllo con una popolazione di parecchie migliaia di esemplari con gravi danni per i campi coltivati che vengono letteralmente distrutti da periodiche incursioni – spiega la Coldiretti – una situazione aggravata dal fatto che con l’emergenza sanitaria la caccia di selezione e i piani di controllo sono fermi. In Lombardia con strade e città vuote i cinghiali si muovono ancora più indisturbati: in provincia di Como, sono stati avvistati sulle principali strade di collegamento interno e con la Svizzera, nel Varesotto si spingono fin nei giardini delle abitazioni, dopo aver devastato prati e campi coltivati, anche in provincia di Lodi, soprattutto nella Bassa a ridosso del fiume Po, e nel Milanese nella fascia ovest del capoluogo. In Veneto ci sono bande di cinghiali a spasso per i centri abitati dei Colli Euganei o nelle campagne tra vigneti doc e nel Bellunese hanno devastato vaste porzioni di terreno, mettendo a serio rischio non solo i pascoli, ma anche la fioritura dei narcisi di Pian Coltura e monte Garda. In Liguria si moltiplicano gli avvistamenti soprattutto nel Levante, ma anche nel resto della regione dove viene minacciata anche la tenuta dei tradizionali muretti a secco e nel capoluogo regionale sono stati segnalati da Castelletto fino al Porto Antico, Ospedale San Martino, e lungo tutto l’alveo dei torrenti Polcevera e Bisagno. In Toscana tra Firenze Pistoia e Prato i cinghiali si sono spinti fino ai confini dei centri abitati.

Nelle Marche si moltiplicano le razzie con incursioni a Jesi, in zona Ripa Bianca, dove una quarantina di cinghiali ha distrutto i germogli di cece di un’azienda agricola, ma anche a Fabriano e a Serra San Quirico. Nell’Ascolano, a Montemonaco – spiega la Coldiretti – a farne le spese sono state le colture di patate, ceci e lenticchia mentre l’intera area interna della provincia di Macerata lamenta danni su cereali e foraggio. I timori maggiori sono legati alle prossime semine di girasole ma, soprattutto, alle coltivazioni per l’alimentazione degli animali negli allevamenti. In Abruzzo nell’area della Majella gli ungulati utilizzano vanno a pranzo nei campi coltivati, mentre un branco di cinghiali è stato avvisato in un vigneto di una frazione di Roseto, in provincia di Teramo, a pochi chilometri dalle abitazioni.  In Campania si registra un incremento soprattutto nelle aree interne con danni a vigneti, uliveti e nei campi, dove scavano alla ricerca di radici e tuberi. In Molise I cinghiali girano incontrastati ovunque fra campi e strade, spesso entrano nei centri abitati e provocano incidenti stradali e per molti agricoltori è diventato impossibile coltivare – evidenzia la Coldiretti – e nemmeno le recinzioni, che molti imprenditori hanno costruito a proprie spese per proteggere i campi, si stanno dimostrando efficaci perché i branchi spesso le travolgono. Non passa giorno che alla Coldiretti non arrivino richieste di aiuto e segnalazioni sulla drammaticità della situazione. Nel Lazio a Roma il Comune ha dato mandato agli uffici di attivare il protocollo anti-cinghiali che in alcune zone periferiche della città si aggirano talvolta tra le case, mentre in Umbria – sottolinea la Coldiretti – non si fermano le segnalazioni sulla loro presenza a ridosso delle città e i danni all’agricoltura con gli ultimi casi nelle campagne di Narni e Acquasparta in provincia di Terni, dove sono stati devastati campi di cereali.

In Calabria colpiti ortaggi e frutteti cereali, vigneti e impianti di kiwi fino ai centri abitati con addirittura tranquille passeggiate sul lungomare, fra abitazioni e negozi. In Puglia i cinghiali imperversano con attacchi agli animali nei pascoli e raid nelle campagne con una recrudescenza del fenomeno proprio nel periodo di emergenza coronavirus con branchi in provincia di Bari soprattutto sull’Alta Murgia e sul Gargano in provincia di Foggia. In Sardegna avvistato un branco che girava tranquillamente la notte a Sassari, mentre in Sicilia la situazione sulle Madonie, nel Palermitano, è tragica con i cinghiali che usano il fieno delle aziende per dormire dopo aver devastato i campi seminati con stesso problema sui Nebrodi nel Messinese mettendo a rischio anche l’incolumità degli agricoltori che ogni giorno rischiano di essere attaccati.

In Italia ci sono diecimila incidenti stradali all’anno causati da animali selvatici e oltre otto italiani su 10 (81%) – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero.  Il 69% degli italiani ritiene che siano troppo numerosi mentre c’è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati che si sono formati un’opinione. Il risultato è che oltre sei italiani su 10 (62%) ne hanno una reale paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali. La proliferazione senza freni dei cinghiali – conclude la Coldiretti – sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali anche in aree di elevato pregio naturalistico.

E’ sempre attivo il Portale nazionale dell’etichettatura

La rete degli Sportelli Etichettatura e Sicurezza Alimentare promossa da Unioncamere e dalle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna offre alle imprese della regione un servizio di primo orientamento in materia di etichettatura e sicurezza dei prodotti alimentari destinati al commercio nazionale e comunitario e in materia di vendita in UE ed esportazione extra UE in collaborazione con il Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino.

Il servizio è pienamente operativo, anche in questo difficile periodo per il Paese.

Lo strumento digitale è a disposizione delle imprese quale supporto per la creazione e l’aggiornamento dell’etichetta alimentare, in una fase in cui la legislazione nazionale ed europea sulla sicurezza dei prodotti è stata arricchita da contributi di difficile comprensione per i non addetti ai lavori che devono però adeguarsi.

Il portale nasce dall’esperienza maturata attraverso lo Sportello Etichettatura e Sicurezza Alimentare, un servizio di primo orientamento nato nel 2009. Nel portale ci sono esempi di etichette di prodotti italiani del territorio, normativa in materia di sicurezza ed etichettatura alimentare e numerose FAQ con le risposte finora elaborate in base all’esperienza.

Nuove norme, europee e nazionali, in materia hanno creato un quadro giuridico che comporta adeguamenti delle imprese che devono garantire la correttezza delle informazioni contenute in etichetta, per evitare possibili ripercussioni in tema di responsabilità e di sanzioni amministrative.

Da qui si comprende l’utilità del portale, accessibile a tutti, compresi i consumatori che vogliono essere informati nell’acquisto e consultare il materiale disponibile e le FAQ.

Il servizio si rivolge alle imprese di tutta la filiera del settore agroalimentare (produzione, trasformazione e commercializzazione) per rispondere a quesiti in materia di: sicurezza alimentare, etichettatura (studio contenuti inseriti in etichetta e nutrizionale), etichettatura ambientale (informazioni sull’imballaggio), vendita in UE ed esportazione extra UE prodotti alimentari.

Per usufruire del servizio è necessario registrarsi e compilare il modulo di richiesta accedendo al portale: www.portale-etichettatura.lab-to.camcom.it/ dove sono a disposizione delle imprese contenuti personalizzati come schede di prodotti tipici o rappresentativi.

Il progetto è realizzato da Camera di commercio di Torino e Laboratorio Chimico, con la collaborazione di Unioncamere Nazionale e 30 enti camerali tra cui Unioncamere Emilia-Romagna.

Per maggiori informazioni, scrivere all’indirizzo e-mail: etichettatura@rer.camcom.it

In giro senza comprovati motivi: ancora sanzioni dei carabinieri

Ci sono alcune persone che ancora girano, da un Comune all’altro, senza un comprovato motivo, in violazione delle norme in vigore. I Carabinieri del comando provinciale di Modena, nelle varie articolazioni dislocate sul territorio provinciale, nel pomeriggio di ieri hanno sanzionato amministrativamente 23 persone.

Nei comuni montani sono state sanzionate tre persone; a Sassuolo e comuni limitrofi sette, perlopiù in giro con le proprie autovetture; nella Bassa, cinque persone sono state contravvenzionate poiché in giro all’interno del proprio comune in assenza di comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità; quattro per essersi spostati senza particolari motivi al di fuori del proprio comune di residenza e due ventenni di Mirandola, per aver costituito un assembramento in luogo pubblico.

Coronavirus, gli scout di AGESCI Emilia-Romagna impegnati in servizi alla popolazione

Sono 401 gli scout di AGESCI Emilia-Romagna a oggi impegnati in servizi alla popolazione legati all’emergenza coronavirus: il 52,3% di loro sono under 25, l’81,7% under 40.
Della compagine attualmente in servizio 301 sono capi, mentre 100 sono rover e scolte, cioè ragazzi e ragazze dai 18 ai 21 anni.
Guardando la suddivisione territoriale a livello regionale, sono 96 gli scout attivi nel territorio di Parma e 86 in quello di Reggio Emilia. Nei territori di Bologna-Imola sono 41, Ferrara 39, Forlì-Cesena 18, Modena 31, Piacenza 57, Ravenna 30, Rimini 13.

La maggior parte degli scout attualmente in servizio sono impegnati in consegne a domicilio di spesa alimentare, prodotti di prima necessità e farmaci. Ma i volontari sono impegnati anche in servizi specifici come la consegna di libri scolastici a domicilio, distribuzione DPI, confezionamento e distribuzione pacchi viveri, servizi di contatto telefonico per anziani fragili.

I servizi degli scout AGESCI sul territorio sono svolti all’interno dell’Attivazione regionale di Protezione Civile, in stretto collegamento con le amministrazioni locali o con altri soggetti come ad esempio Caritas, Croce Rossa, Pubblica Assistenza. AGESCI Emilia-Romagna ha riservato la possibilità di svolgere servizio esclusivamente ai soci maggiorenni fino a 60 anni di età, che non presentino patologie, specialmente respiratorie.

Il servizio viene svolto in sicurezza e nel rispetto delle disposizioni normative vigenti. Ogni volontario agisce secondo le indicazioni operative di uno specifico vademecum prodotto dal Settore Protezione Civile AGESCI Emilia-Romagna. Il vademecum contiene informazioni su come prestare servizio alle persone, sui soggetti in campo nell’emergenza e sulle modalità di azione concreta sul campo. E ancora, nel vademecum vengono date indicazioni sulla formazione dei volontari, sul comportamento da tenere in servizio e sui DPI da utilizzare. Sul corretto utilizzo dei DPI è stato prodotto e diffuso tra gli associati anche un video tutorial.

Sebbene l’attuale Attivazione di Protezione Civile regionale consenta ai volontari di prestare servizio anche senza avere frequentato in precedenza il Corso Base di Protezione Civile che periodicamente l’associazione organizza, AGESCI Emilia-Romagna ha accolto l’invito dell’Agenzia regionale di Protezione Civile pianificando un Corso online volto alla formazione e informazione in materia di “sicurezza”, in programma per sabato 4 aprile. Nel Corso online verranno trattate in particolare le tematiche derivanti dal D. Lgs. 81/08, con riferimento al corretto utilizzo dei DPI e seguendo i contenuti formativi del relativo Modulo del Corso Base.

“Lo spirito di servizio con cui l’associazione da sempre si pone verso le situazioni di bisogno è emerso spontaneamente dai Gruppi sul territorio anche in questa particolare situazione e questo ci riempie di orgoglio. E siamo ancora più grati a tutti i volontari in campo per lo stile con cui stanno svolgendo il loro servizio: i nostri scout si sono attenuti da subito alle modalità necessarie in questa emergenza per preservare se stessi e le persone che ricevono il servizio, dimostrando grande senso di responsabilità – spiegano Responsabili, Incaricato alla Protezione Civile e Assistente Ecclesiastico di AGESCI Emilia-Romagna – In questo momento di difficoltà per le nostre comunità, vogliamo essere più che mai vicini alla popolazione e alle istituzioni, continuando a fare la nostra parte finché ce ne sarà bisogno”.

Aldo Gennari: “Sono un miracolato. Vi prego di ringraziare tutti i miei Angeli”

Nelle parole che leggerete di seguito la toccante testimonianza,  di un paziente Covid positivo, ora in quarantena domiciliare dopo la dimissione dall’ospedale:

Stimat. mi direttori,

mi chiamo Aldo Gennari e abito a Canossa. Sono da pochi giorni rientrato a casa dopo essere stato ricoverato al S. Maria Nuova per  “grave insufficienza respiratoria acuta ipossemica in polmonite interstiziale bilaterale da SARS- COV -2“ .

Se Vi fosse possibile vorrei, Vostro tramite, inviare questo mio sincero ringraziamento e pensiero a tutto il personale sanitario che mi ha soccorso: a partire dal medico di famiglia dott.ssa Simoni Isabella,  ai volontari della CRI di Canossa, al personale del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Montecchio Emilia; poi tutto il personale sanitario del S.Maria Nuova dei reparti di “terapia intensiva” e “infettivi”  e, a fine percorso, al reparto  “bassa terapia”.

Sono stato ricoverato il 9 e dimesso il 25 marzo. Grazie a tutti loro ora sono in quarantena ma sto bene. Vorrei dire a tutti che io li ho visti lavorare da vicino questi eroi.

Tutto il personale ospedaliero per garantire la nostra salute, per ridarci la vita ormai perduta, mette a rischio la propria salute e quella dei loro cari. Compreso il personale delle pulizie:  anche loro  lo fanno per un tozzo di pane!  Io se potessi li abbraccerei e li bacerei uno ad uno, ma non posso.

Loro che – nascosti dietro un camice  di plastica, ad un cappellino pure di plastica, celando gli occhi dietro una mascherina di carta e ancora sopra un’altra maschera trasparente – sono lì, giorno e notte,  sempre pronti ai bisogni dei malati con garbo e grande umanità. 

Un medico diceva che non vede la moglie e la figlia da due mesi.

Questi sono i veri eroi di cui dobbiamo essere orgogliosi e che meritano tutto il nostro rispetto e la nostra gratitudine.

Io personalmente mi sento un miracolato, nel senso che il Signore lassù  mi ha messo in mano a questi professionisti  che sanno fare il loro  lavoro e che, alla fine,  mi hanno permesso di riabbracciare i miei cari. Non dimentichero’  mai quei dolci occhi celati dietro quelle  barriere di plastica. Quando potrò uscire da casa di nuovo incontrerò tante persone, forse anche qualcuno di coloro che mi hanno salvato la vita, ma queste persone io non le saprò mai riconoscere purtroppo, non saprò chi erano,  ma a loro andrà per sempre il mio pensiero.

A loro io dovrò il bene più prezioso: la vita.  E a tutti loro dico GRAZIE.

Aldo Gennari

Coronavirus, cento chiamate in tre giorni per l’Help Line dedicata alle malattie rare scheletriche

Cento telefonate in tre giorni, con un picco di 45 chiamate nell’arco della prima giornata di attivazione, il 24 marzo. È il primo bilancio della Help Line, funzionante 24 ore su 24 e creata da ERN BOND, la rete europea per le malattie ossee rare di cui ha il coordinamento una realtà d’eccellenza della sanità dell’Emilia-Romagna: l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.

Una linea di assistenza voluta e realizzata con un obiettivo preciso: mettere a disposizione uno strumento di contatto tra pazienti affetti da malattie rare scheletriche che hanno contratto, o sospettano di aver contratto, il Covid-19 e gli esperti della rete ERN BOND; uno strumento importante, tanto più perché questi pazienti presentano purtroppo in molti casi altre patologie, come l’insufficienza respiratoria per deformità della cassa toracica e problematiche cardiologiche.

Non solo pazienti, però: anche i professionisti sanitari di altre realtà, che non hanno mai incontrato nel loro percorso patologie rare, attraverso la Help Line possono chiedere informazioni per procedere correttamente nella cura del paziente.

“Per creare quest’assistenza telefonica sono state ‘riunite’ le competenze di oltre trenta professionisti disseminati in vari istituti italiani- spiega l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini-. È un’iniziativa importante, per i pazienti ma anche per i professionisti, che sta riscuotendo interesse anche a livello europeo. Ed è tanto più preziosa perché rappresenta un aiuto concreto per un gruppo specifico di pazienti, già portatori di patologie spesso difficili da diagnosticare e trattare, e ancora più a rischio in questa situazione epidemica. Questa emergenza- conclude l’assessore- nelle molteplici e complesse problematiche che devono essere affrontate, conferma ancora una volta il livello di competenze e professionalità della nostra sanità, regionale e nazionale”.

L’Istituto Ortopedico Rizzoli effettua circa 800 visite l’anno a pazienti affetti da malattie rare scheletriche; di questi, una minima parte (circa novanta) vengono dall’Emilia-Romagna, gli altri da tutta Italia. Ed è proprio dal resto del Paese che è arrivata la maggior parte di chiamate all’Help Line. Direttore della struttura complessa di Malattie rare scheletriche del Rizzoli è Luca Sangiorgi, medico genetista che coordina la rete ERN BOND e segue l’Help Line.

Realizzata in accordo con la Federazione delle Associazioni di Persone con Malattie Rare d’Italia (UNIAMO FIRM) e con l’Associazione dei Pazienti affetti da Osteogenesis Imperfecta (ASITOI), l’Help Line è contattabile a ogni ora al numero  (+39) 331 1728796 (è possibile anche inviare un messaggio su whatsapp). La linea telefonica al momento è attiva solo in Italia, Paese in cui l’emergenza da Coronavirus è più forte, ma ERN BOND è all’opera per attivarne di analoghe in tutti gli Stati europei che fanno parte della rete.

Malattie rare scheletriche, cosa sono
Si tratta di un gruppo eterogeneo di malattie ereditarie del tessuto connettivo, derivanti da anomalie della cartilagine, che causano problemi della crescita e dello sviluppo. Le oltre 200 patologie che ne fanno parte si differenziano in base a caratteristiche cliniche, radiologiche e genetiche. La loro rarità – l’incidenza varia da 1/25.000 a 1/100.000 nei nati vivi – costituisce una sfida per il sistema sanitario perché rende più difficili la diagnosi, l’approntamento di farmaci efficaci e l’individuazione di trattamenti appropriati.

Le scuse del Sindaco a don Paolo Orlandi

Il sindaco del Comune di Fiorano Modenese, Francesco Tosi, ha voluto inviare le scuse, come rappresentante dei cittadini fioranesi, a don paolo Orlandi, parroco di Spezzano, e alla comunità cristiana spezzanese per le parolacce, offese ed espressioni blasfeme, scritte da ignoti durante il momento di preghiera online dedicato ai bambini, di martedì scorso. Agli autori del grave gesto chiede di manifestarsi, di non essere vigliacchi.

Scrive il Sindaco: “Ho provato sdegno quando ho appreso dai giornali la notizia degli interventi osceni e blasfemi durante la preghiera online della comunità cristiana spezzanese. Il fatto, già condannabile di per sé, assume connotazioni più gravi un questo periodo di difficoltà e dolore per tante famiglie. È strano che da qualcuno non venga compreso.

Come rappresentante di tutti i cittadini, tocca a me, visto che non lo fanno per codardia gli autori del fatto, porgere le scuse a nome loro a don Paolo e con lui alla comunità cristiana spezzanese e all’intera cittadinanza. Sì, perché qui non è questione di fede religiosa o meno; non c’entra proprio nulla. È semplicemente una questione di rispetto, di civiltà o di vigliaccheria.

Si tratterà senz’altro di giovani convinti di fare una bravata, ma mi auguro che acquisiscano presto la capacità di distinguere la portata e l’opportunità delle loro azioni, altrimenti nella vita,  oltre ad incontrare seri problemi, non raggiungeranno mai quella dignità personale che è la base del rispetto di se stessi e che vorranno esigere dagli altri.

Se non comprendono altre motivazioni, dico a costoro di riscattarsi con un atto di coraggio e cioè di manifestarsi: un uomo non è un uomo se non ha il coraggio delle proprie idee e azioni. Sapere di convivere con la vigliaccheria non vi fa onore. Aspetto da Voi un segnale positivo.”

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 3 aprile

Cielo sereno o poco nuvoloso per tutta la giornata con qualche nube più consistente al pomeriggio sulle aree di crinale appenninico.Temperature: in lieve aumento. Minime inferiori alla media del periodo, comprese tra 1 e 3 gradi nei capoluoghi interni, fino a -2 gradi nelle aree di aperta campagna con possibilità di gelate; qualche grado in più lungo la fascia costiera. Massime comprese tra 12 e 15 gradi. Venti: deboli di direzione variabile. Mare: quasi calmo o poco mosso.

(Arpae)

Coronavirus: il Presidente Conte ha firmato il Dpcm di proroga delle misure sino al 13 aprile

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato in conferenza stampa di aver firmato il Dpcm che proroga fino al 13 aprile 2020 le misure fin qui adottate per il contenimento del contagio epidemiologico da Covid-19.

“Il nostro Paese sta attraversando la fase acuta dell’ emergenza.- ha detto il Presidente Conte – Oggi abbiamo superato 13155 decessi. Questa è una ferita che ci addolora particolarmente, una ferita che mai potremo sanare. Ecco, non siamo nella condizione, lo voglio chiarire, di poter allentare le misure restrittive che abbiamo disposto. Non siamo nella condizione di poter alleviare i disagi e di risparmiare i sacrifici a cui si è sottoposti.” ha dichiarato il Presidente.

“Siamo sempre in stretto contatto con gli esperti del Comitato tecnico-scientifico, – ha proseguito Conte – i quali ci rappresentano che si iniziano a vedere gli effetti positivi delle misure restrittive sin qui adottate. Ma, ripeto, non siamo ancora nella condizione di potere iniziare ad abbracciare una prospettiva diversa.”

Infrastrutture, al via in estate i lavori per l’interramento a Ferrara della linea ferroviaria Ravenna-Codigoro

La Regione sblocca un’altra opera infrastrutturale. Grazie a 5 milioni di risorse regionali, in estate potrà partire il progetto di interramento, nel tratto urbano di Ferrara, della ferrovia Ferrara-Ravenna/Ferrara-Codigoro.

Si tratta di un intervento del valore complessivo di oltre 61 milioni, della durata di 3 anni, che vede la partecipazione finanziaria, oltre che della Regione Emilia-Romagna, del Ministero delle Infrastrutture, del Comune di Ferrara e di Rfi.

“Il progetto esecutivo è in fase di verifica- spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture, Andrea Corsini-. L’obiettivo è potenziare l’itinerario Ravenna-Poggio Rusco e, quindi, i collegamenti tra il porto di Ravenna e il Brennero, valorizzando il ruolo dell’hub romagnolo nell’ambito dei traffici merci con la Germania e con tutta l’Europa. Altra finalità dell’intervento, non meno importante, è l’eliminazione dell’’effetto barriera’ creato oggi dai binari in città. Attraverso l’interramento della ferrovia oggi in superficie, si realizza un’importante operazione di ricucitura urbana in una zona della città densamente popolata e vengono eliminati anche 2 passaggi a livello”.

“Grazie a questo ultimo consistente tassello, frutto del lavoro congiunto degli assessorati al Bilancio e alle Infrastrutture e di Fer- sottolinea l’assessore al Bilancio, Paolo Calvano- riparte la realizzazione di un’opera fondamentale per le ferrovie regionali e che risolverà importanti problemi di viabilità nella città di Ferrara. Inoltre, l’avvio di un cantiere da oltre 60 milioni di euro, in un periodo così difficile, potrà essere certamente di impulso anche per l’economia locale e regionale”.

L’intervento, nel dettaglio, costituisce il 2° stralcio di un progetto che prevede di collegare la linea RFI Ravenna-Ferrara con la Ferrara-Suzzara, la quale a Poggio Rusco si connette a sua volta con la direttrice Bologna Brennero. I lavori saranno realizzati da Fer, società della Regione Emilia-Romagna che gestisce le infrastrutture regionali e il contratto di servizio ferroviari per conto della Regione.

Il progetto prevede la creazione di una galleria dall’innesto della bretella di collegamento con la linea per Suzzara, fino al quartiere Rivana, da cui partiranno le rampe di congiunzione con le linee per Ravenna e Codigoro.

Nidi d’infanzia comunali di Formigine: per il mese di marzo non si pagherà nulla

La Giunta comunale di Formigine ha deliberato di applicare sulle rette dei nidi d’infanzia comunali a gestione diretta, in concessione e per i posti convenzionati nei nidi privati uno sconto del 25% per il mese di febbraio. Tale sconto è proporzionale ai giorni di chiusura o sospensione del servizio per effetto della emergenza epidemiologica da Covid-19; lo scorso mese, infatti, i giorni di chiusura sono stati 5 su 20 teorici.

Nel mese di marzo, invece, la sospensione del servizio è stata totale, pertanto le famiglie non dovranno pagare nulla.

Per quanto riguarda invece i servizi di pre-scuola, post-scuola, trasporto e centri per bambini e famiglie, la scoutistica verrà definita non appena si saprà dell’effettivo periodo di sospensione delle attività didattiche.

Turismo. Emergenza sanitaria ed economia: le proposte delle Regioni al ministro Franceschini

Anche le vacanze serviranno a far ripartire, una volta passata la fase acuta dell’emergenza sanitaria, le abitudini delle famiglie e l’attività delle tante aziende legate al turismo: una delle principali voci dell’economia italiana e dell’Emilia-Romagna. E uno dei settori che più di altri avrà bisogno di tempo e di un grande sostegno pubblico per riprendere la corsa.

A questo proposito, l’assessore regionale al Turismo e commercio Andrea Corsini ha scritto al ministro per i Beni culturali e turismo Dario Franceschini sollecitando, anche a nome delle altre Regioni, un  pacchetto di misure a sostegno dell’industria turistica e di tutto il comparto, gravemente colpito dall’allarme coronavirus e dalla crisi economica che ne consegue. Tra gli interventi: un “bonus vacanze” per ampliare la domanda interna e aiutare grandi e piccole attività a rimettersi in moto, aiuti ai lavoratori  stagionali, che rappresentano la maggior parte degli occupati del settore, provvedimenti per immettere liquidità attraverso proroghe fino a dicembre dei pagamenti di varia natura.

“Servirà tempo, lungimiranza, visione strategica e un grande patto fra Istituzioni, cittadini, sindacati e associazioni di categoria per affrontare la fase della ricostruzione sociale ed economica- afferma Corsini -.  L’industria turistica è il comparto che più di ogni altro ha subito e subirà un contraccolpo negativo, in alcuni casi devastante, in seguito al diffondersi del Covid-19. Le giuste misure prese per arginare la diffusione del virus impediscono il movimento delle persone e va da sé che il turismo, essendo legato agli spostamenti, ora è in ginocchio e domani risulterà fortemente penalizzato. Come Commissione Turismo delle Regioni italiane abbiamo avanzato una serie di proposte emendative al decreto ‘Cura Italia’ che partono dall’inspiegabile mancanza di un articolo dedicato alle misure di sostegno al settore che, ancorché insufficienti, sono presenti in diverse parti del decreto”.

Sempre con l’obiettivo di un’azione coordinata, Corsini chiede l’istituzione di una cabina di regia sul turismo per affrontare i prossimi mesi guidata dal Ministero con la partecipazione di Regioni e associazioni di categoria.

Agricoltura: deroghe e agevolazioni per sostenere le produzioni in emergenza Covid-19

A seguito delle numerose difficoltà conseguenti all’emergenza sanitaria provocata dal COVID-19, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha predisposto un decreto contenente una serie di proroghe e deroghe su cui si è raggiunta l’intesa nella Conferenza Stato-Regioni tenutasi martedì 31 marzo. Oltre a garantire la necessaria flessibilità al mondo produttivo, l’atto ministeriale si pone l’obiettivo di assicurare la corretta attuazione dei diversi Programmi di intervento nei settori vitivinicolo, ortofrutticolo, olivicolo e zootecnico.

“In questo particolare momento che stiamo vivendo nel nostro Paese – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – è importante, laddove possibile, allentare le maglie della burocrazia per permettere alle imprese che stoicamente ed eroicamente continuano ad operare di non pregiudicare il proprio lavoro. Il comparto primario, dai campi, i pescherecci e le stalle sin alla tavola degli italiani, sta svolgendo un ruolo fondamentale per garantire i doverosi approvvigionamenti alimentari. Dobbiamo rendergli onore agevolandoli laddove possibile ma, soprattutto – conclude L’Abbate – sostenendo i prodotti freschi e locali, oggi che sono preclusi importanti canali di vendita come ristoranti, bar e mense”.

Per il comparto vitivinicolo, il termine ultimo per la presentazione delle domande di aiuto per la misura della ristrutturazione e riconversione dei vigneti è fissato al 15 luglio mentre la graduatoria di ammissibilità delle domande è prevista al 15 gennaio 2021. Non verranno applicate sanzioni per chi non abbia realizzato sinora l’intera superfice oggetto di domanda di aiuto negli scorsi anni. Inoltre, sarà possibile dilazionare i tempi di realizzazione e richiedere il pagamento in forma anticipata.

Per il settore ortofrutticolo e olivicolo, non si applicano le sanzioni relative alle condizioni di equilibrio stabilite dalla Strategia Nazionale e alla spesa minima del fondo di esercizio, si soprassiede sul mancato aggiornamento del fascicolo aziendale, viene prorogato al 30 maggio il termine per il rimborso da parte delle OP (Organizzazioni dei Produttori) ai soci delle spese rendicontate per l’annualità 2019 mentre viene prorogato al 1° giugno il termine per la presentazione delle relazioni sull’attuazione del programma di attività per il biennio 2019-2020. Si evitano i controlli in loco viste le circostanze eccezionali di pandemia in corso.

Diverse, infine, le misure che interessano i comparti zootecnico e dell’apicoltura. Sono sospesi i controlli relativi alla verifica della sussistenza dei requisiti necessari per il mantenimento delle autorizzazioni per i centri di imballaggio delle uova e il periodo di emergenza non viene conteggiato. Sono sospesi fino al 31 dicembre, poi, i controlli e le verifiche in loco sulle comunicazioni della filiera lattiero-casearia mentre sono validi fino a fine anno i tesserini per l’abilitazione alla classificazione delle carcasse bovine e suine. I controlli in loco per il comparto apistico vengono svolti, nel periodo interessato dalle restrizioni anti-diffusione Coronavirus, nella percentuale minima stabilita dalla normativa unionale in materia.

 

Cimice asiatica: l’Ue accoglie le richieste dell’Emilia-Romagna; varato un regolamento ad hoc per le regioni colpite che aumenta il sostegno finanziario

Dopo il via libera di ieri dalla Conferenza Stato-Regioni ai due decreti ministeriali per i primi indennizzi statali e l’avvio della lotta biologica contro la cimice asiatica, l’insetto killer che da qualche anno sta imperversando in vaste aree del nord Italia, in primis l’Emilia-Romagna, arriva anche l’auspicato sostegno finanziario dell’Europa per la prevenzione e il risarcimento dei danni alle colture, soprattutto pere, mele, pesche e kiwi.

Lo ha deciso la Commissione Ue che, accogliendo le pressanti sollecitazioni sia del nostro Governo, sia della Regione Emilia-Romagna, anche attraverso l’associazione  Areflh, la rete europea delle regioni e dei produttori di ortofrutta,  ha varato un atto esecutivo, valido solo per le Regioni italiane colpite dalla cimice (tutto il nord, ad esclusione della Valle d’Aosta), che, grazie all’attivazione  dell’articolo 221 del regolamento per le organizzazioni comuni di mercato (Ocm), permette di introdurre misure straordinarie.

Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Ue il 31 marzo, consente di incrementare, nell’ambito dei programmi operativi delle Organizzazioni dei produttori (Op), le risorse finanziarie per la gestione dell’emergenza dovuta alla cimice asiatica.

“Si tratta di un grande risultato- sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi– ottenuto grazie al lavoro condotto sin da subito dalla Regione attraverso il Ministero dell’agricoltura e la rete Areflh, che ci ha consentito di avere una interlocuzione diretta con la Commissione. Un altro importante tassello che si va ad aggiungere agli altri due provvedimenti in corso di approvazione a livello nazionale per il lancio della vespa samurai, il nemico naturale della cimice asiatica, e per l’avvio della procedura per la presentazione delle domande di risarcimento dei danni”. “Siamo e saremo a fianco dei produttori- prosegue Mammi- che soprattutto nel 2019 hanno subito perdite davvero ingenti e in questi giorni stanno pure soffrendo per i danni delle gelate tardive. Se dopo l’istruttoria delle domande, l’entità del risarcimento richiesto sarà superiore alle risorse stanziate in Finanziaria, ci impegneremo con il governo perché tutti siano adeguatamente compensati. Per quanto ci riguarda continueremo a investire importanti risorse per aiutarli a dotarsi di sistemi di protezione delle colture più efficienti e per sostenere gli studi e le ricerche scientifiche per individuare armi più efficaci nella lotta contro la cimice”.

Le novità del provvedimento  

Sono due le principali novità introdotte dal provvedimento comunitario, adottato secondo una particolare procedura utilizzata pochissime volte in passato, a testimonianza dell’importanza dell’intervento. La prima novità consiste nello stanziamento di un fondo aggiuntivo dello 0,4% del valore della produzione commercializzata (VPC),  specificatamente dedicato a sostenere le iniziative di contrasto alla cimice. Un fondo che si aggiunge a quello già disponibile nei programmi operativi delle Op per le misure di prevenzione e gestione delle crisi.

Per la prima volta è inoltre prevista la possibilità di utilizzare queste risorse aggiuntive per costituire il capitale iniziale dei fondi di mutualizzazione delle Op e per l’indennizzo dei danni.

L’altra importante novità del regolamento varato dalla Commissione Ue riguarda l’aumento dal 50% al 60% della percentuale di aiuto per gli interventi di prevenzione dei danni da cimice inseriti nei Programmi operativi delle Op. Interventi quali ad esempio l’installazione nei frutteti di reti antinsetto per proteggere la frutta.

Il sindaco Menani: “Nutro un cauto ottimismo sull’andamento dei contagi”

Due persone positive di cui una ricoverata e una in isolamento domiciliare, nessun decesso: questo il bilancio di oggi a Sassuolo sul versante coronavirus.
Nutro un cauto ottimismo sull’andamento dei contagi, dice il sindaco di Sassuolo, continuiamo a fare i bravi rimanendo il più possibile in casa e usando gli opportuni accorgimenti quando andiamo a fare la spesa.
Vi chiedo anche di limitare al minimo le uscite con i figli, potreste essere ancora contagiati o contagiare. Ancora un po’di pazienza e saremo liberi di riprenderci la nostra vita“.

Aggiornato il programma di chiusura della stazione di Altedo sull’A13

La chiusura della stazione di Altedo è stata prorogata fino alle 22:00 di venerdì 10 aprile, in considerazione dell’emergenza sanitaria e dei conseguenti provvedimenti per contenere la diffusione del virus.

Si ricorda che, in alternativa, si potrà entrare alla stazione autostradale di Bologna Interporto raggiungibile percorrendo la Tangenziale ovest di Altedo (Viale 11 Settembre), la SS64 Porrettana e la SP3 Trasversale di Pianura.

Lungo tutto il percorso è posizionata apposita segnaletica per rafforzare le indicazioni lungo l’itinerario individuato.

‘Spesa sospesa’ a Fiorano Modenese per donare generi alimentari a chi ha bisogno

Il Comune di Fiorano Modenese in collaborazione con le Caritas parrocchiali di Fiorano, Nirano, Spezzano e Ubersetto, ha organizzato una raccolta di beni di prima necessità, una ‘spesa sospesa, in favore  delle famiglie del territorio che necessitano di aiuto, in questo periodo di emergenza.

Oltre alle donazioni in denaro sul conto corrente dedicato, predisposto dal Comune (Iban IT33E0503466760000000021805),  i cittadini fioranesi possono donare generi alimentari per le persone bisognose. In particolare sono richiesti: latte parzialmente scremato a lunga conservazione, fagioli, tonno, olio di oliva, sale, zucchero, farina, fette biscottate, marmellata, formaggio, passata di pomodoro, pastina per brodo.

“La solidarietà è il miglior collante sociale e, al tempo stesso, il miglior ‘fertilizzante’ per quel delicato seme che è il senso di comunità – sottolinea l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Fiorano Modenese, Luca Busani – In questi giorni abbiamo avuto la fortuna di assistere a tantissimi gesti di solidarietà, tanto dal mondo dell’associazionismo quanto da quello produttivo e, soprattutto, da quello civile. In momenti come questi, in cui ci sono intere famiglie che sono costrette a fare grandi sacrifici per sopravvivere, anche il più piccolo dei gesti assume ben altro valore in una prospettiva di welfare mutualistico. I centri Caritas delle Parrocchie del nostro territorio comunale ne sono un fulgido esempio: i loro volontari, seppure con tutte le limitazioni e gli accorgimenti del caso, non si sono mai fermati e continuano a raccogliere e distribuire beni di prima necessità per le persone più in difficoltà. A loro e a tutti i cittadini che negli ultimi giorni si sono offerti di portare la cosiddetta ‘spesa sospese” va il nostro più sentito ringraziamento.”

La consegna dei generi alimentari, per le Caritas di Fiorano, Spezzano e Nirano, può essere fatta presso le suore salesiane, nel centro parrocchiale di Fiorano, in via Vittorio Veneto n. 14 a Fiorano. Suonare il campanello ‘Suore’ nel cancello, a destra della chiesa parrocchiale di Fiorano, portone verde. Per informazioni o accordi per la consegna è possibile contattare le suore al numero 348 6085634.

Per la Caritas di Ubersetto la consegna dei generi alimentari va fatta in canonica, via Monte Ave, 2 – tel. 0536844126.

Si raccomanda a chi volesse consegnare i prodotti di adottare tutte le precauzioni richieste, il distanziamento sociale ed evitare assembramenti.

 

Via libera dallo Stato/Regioni ed Enti locali al finanziamento per il prolungamento del Metromare di Rimini fino alla Fiera

Ci sono le risorse, 49 milioni di euro, che consentiranno il prolungamento del Metromare – il trasporto rapido di costa già operativo tra la stazione di Riccione e la stazione di Rimini – fino ai padiglioni dell’expo riminese.

Il via libera formale al finanziamento dell’opera è arrivato ieri dalla Conferenza unificata Stato Regioni ed Enti Locali, che ha sancito l’intesa sul decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che destina l’importante finanziamento alla realizzazione del secondo stralcio del Metromare.

Con l’intesa firmata ieri, si è ufficializzato il finanziamento ottenuto sulla base del bando ministeriale per i sistemi di trasporto rapido di massa. L’opera consentirà di potenziare un’infrastruttura strategica per l’intero territorio della provincia di Rimini, andando a collegare il centro città con il polo fieristico, rispondendo quindi all’obiettivo di sviluppare una mobilità pubblica intermodale capace non solo di intercettare le esigenze delle centinaia di migliaia di operatori e visitatori che raggiungono Rimini in occasioni delle grandi manifestazioni fieristiche, ma offrendo un servizio anche dei city users che quotidianamente si spostano dal nord a sud del territorio provinciale.

“In questo momento così difficile e delicato- spiega Andrea Corsini, assessore alla mobilità trasporti infrastrutture, turismo e commercio della Regione Emilia-Romagna- è particolarmente importante rilanciare gli investimenti pubblici, che saranno il motore fondamentale per la ripartenza economica del nostro Paese”.

“Nel caso del Metromare- aggiunge l’assessore regionale- si tratta di un impegno mantenuto. Dopo la realizzazione del primo stralcio, il finanziamento del secondo consente di dare continuità ad un’opera strategica per tutto il territorio regionale. Un’opera che rafforza le infrastrutture turistiche della costa, valorizzando la mobilità sostenibile. Questo finanziamento è un segno di speranza che infonde fiducia e apre la strada al futuro”.

“L’intesa ufficializzata dalla Conferenza Stato Regioni è un’iniezione di fiducia per continuare a progettare il futuro e lo sviluppo del territorio – è il commento dell’assessore alla mobilità del Comune di Rimini Roberta Frisoni – Dopo l’annuncio a gennaio del ministro Paola De Micheli, oggi arriva il passaggio in conferenza unificata che sancisce gli importanti finanziamenti pubblici da destinare ad un’opera fondamentale per potenziare e migliorare la mobilità riminese e in generale promuovere uno sviluppo sostenibile e attrattivo degli spazi urbani. Ora si apre la fase di definizione della progettazione, che non trascurerà alcun aspetto, aperto ad integrazioni e modifiche scaturite dal confronto territoriale e dall’evoluzione dei sistemi di trasporto pubblico, per arrivare a mettere a punto un’infrastruttura capace davvero di dare nuove prospettive al territorio”.

 

Il Metromare 
Con l’ufficializzazione del finanziamento, entra nel vivo la fase di progettazione di un’infrastruttura che si svilupperà lungo 4,2 chilometri esclusivamente su corsia dedicata e che attraverso filobus a trazione interamente elettrica (e quindi ad emissione zero) consentirà di collegare la stazione ferroviaria alla Fiera in circa 16 minuti, con una stima di oltre due milioni e mezzo di utenti l’anno. Il secondo stralcio rappresenta quindi la naturale continuazione della prima tratta Rimini FS – Riccione FS, consentendo di connettere con un servizio di trasporto pubblico rapido, veloce e affidabile gran parte della città.

Milleproroghe per il turismo, il commercio e i risparmiatori

Milleproroghe per il turismo. La Regione mette in campo per uno dei settori maggiormente colpito dai provvedimenti restrittivi necessari a combattere la diffusione del Coronavirus in Emilia-Romagna, un provvedimento approvato dalla Giunta che sposta in avanti scadenze e adempimenti. A partire dalle attività di promozione turistica alle rievocazioni storiche, alle strutture ricettive, ai contributi per impianti e stazioni sciistiche, al commercio su aree pubbliche e l’assegnazione dei posteggi liberi nei mercati e nelle fiere, al sostegno agli azionisti danneggiati dalle crisi bancarie.

“Un passaggio necessario e doveroso- spiega l’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini– che tiene conto delle difficoltà del comparto in un momento così delicato e difficile. Ognuno deve fare la sua parte e la Regione sta assumendo, dall’inizio dell’emergenza Covid-19, tutte le misure possibili per sostenere il tessuto produttivo dell’Emilia-Romagna, di cui il turismo è un tassello fondamentale. Già pochi giorni fa, insieme all’assessore Colla, siamo intervenuti con una iniezione di liquidità di 10 milioni di euro per favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese e dei liberi professionisti concordando con il sistema creditizio le modalità per la concessione di prestiti rimborsabili a tasso zero. Ora, con questo atto della Giunta, proroghiamo le scadenze di molti provvedimenti, riservandoci di valutare ulteriori proroghe se dovesse prolungarsi l’emergenza.”

“E oltre a mettere in campo tutti gli strumenti possibili a livello regionale- prosegue l’assessore-, stiamo avanzando con determinazione, in tutte le sedi istituzionali, a partire dalla Conferenza Stato-Regioni, proposte di emendamenti ai recenti provvedimenti governativi, il ‘Cura Italia’, per rafforzare il sostegno alle imprese della filiera turistica e per ulteriori provvedimenti statali per ridare slancio e rilancio ai settori turistici e commerciali al termine dell’emergenza. Come sempre- chiude Corsini– siamo al fianco di lavoratrici e lavoratori che contribuiscono a mantenere la nostra regione ai vertici nel Paese per produttività e occupazione”.

 

Il provvedimento
Sono prorogati al 30 giugno 2020 i termini per la realizzazione o la rendicontazione dei progetti e dei programmi, annualità 2019, relativi ai programmi di promo-commercializzazione e piani turistici di promozione locale delle Destinazioni Turistiche; ai contributi per la manutenzione del sistema informativo turistico regionale (Situr); al progetto Motor Valley Fest e quello “Cinema e Turismo” gestiti da Apt; al progetto per lo sviluppo e l’implementazione del sistema informativo integrato per la promozione del turismo balneare; alle attività prorogabili relative ai contributi regionali per le rievocazioni storiche.

Prorogato al 30 giugno 2020 anche il termine per la rendicontazione delle spese di gestione degli impianti e stazioni sciistiche del programma 2019 e il termine previsto per adeguare i contratti di gestione nelle residenze turistico alberghiere già frazionate.

Ed è prorogato al 31 luglio 2020 il termine per la presentazione delle domande di contributo da parte degli azionisti emiliano-romagnoli danneggiati dalle crisi bancarie attraverso le associazioni di consumatori e utenti iscritte al registro regionale.

Vengono spostati da giugno a settembre 2020 le verifiche, da parte dei Comuni, sul documento unico di regolarità contributiva (Durc) dei commercianti su aree pubbliche.

Sono infine sospesi fino al 15 aprile 2020, in relazione alla più generale disposizione di sospensione dei termini procedimentali disposte con il ‘Cura Italia’, e salvo ulteriori proroghei termini per la presentazione delle domande di assegnazione dei posteggi liberi nei mercati, nelle fiere e isolati.

Cooperative sociali, appello alla Regione: “gli enti pubblici paghino le prestazioni, Altrimenti sistema di welfare in forte difficoltà”

tenza“Le cooperative sociali dell’Emilia-Romagna devono poter fatturare le prestazioni già previste a bilancio dalle Amministrazioni pubbliche, anche quelle che non si sono potute svolgere a marzo e che non si potranno svolgere nelle prossime settimane per le chiusure dei servizi imposte dalle disposizioni nazionali e regionali per l’emergenza sanitaria. Non chiediamo privilegi, ma il rispetto delle norme di recente approvate dal Governo”.

Lo dichiarano i presidenti delle federazioni regionali di Confcooperative Federsolidarietà, Legacoopsociali e Agci Solidarietà – Luca Dal Pozzo, Alberto Alberani ed Emanuele Monaci – ricordando come l’art. 48.2 del DL 18 del 17 marzo 2020 autorizzi le Pubbliche amministrazioni a pagare i gestori privati dei servizi sospesi a causa dell’emergenza sanitaria, “sulla base di quanto iscritto nel bilancio preventivo”.

La richiesta delle centrali riunite nell’Alleanza Cooperative dell’Emilia-Romagna (che rappresenta oltre 900 cooperative sociali e 44.000 operatori che ogni giorno prestano servizi socio-assistenziali, socio-sanitari ed educativi a circa 65.000 persone tra anziani, disabili, svantaggiati e minori) è contenuta in una lettera spedita nei giorni scorsi al presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

“Sono circa 10.000 in regione i lavoratori delle nostre cooperative sociali interessati dalla chiusura dei servizi dovuta all’emergenza Coronavirus, alcuni di loro sono stati impiegati in altre mansioni ma la maggior parte si trova a casa – aggiungono i tre presidenti -. Registriamo ogni settimana danni per diversi milioni di euro a causa della mancata erogazione dei servizi, ma dato che le risorse per pagare le prestazioni interrotte sono già state previste nei bilanci dei Comuni e delle altre Amministrazioni pubbliche con cui lavoriamo, chiediamo che le fatture delle prestazioni vengano pagate altrimenti non sapremo come fare fronte agli stipendi dei nostri operatori e delle nostre educatrici, con gravissime ricadute sulla tenuta delle imprese sociali e sul sistema di welfare emiliano-romagnolo”.

A tal proposito, nella lettera spedita al presidente Bonaccini e che sarà indirizzata anche all’Anci, le centrali cooperative invocano un accordo nazionale tra Regioni, Comuni, Organizzazioni sindacali e Alleanza Cooperative “che possa indirizzare le Pubbliche amministrazioni e le cooperative verso un comportamento omogeneo per evitare l’insorgere di interpretazioni e controversie giudiziarie”. Insomma, niente decisioni a macchia di leopardo e maggiore chiarezza così da mettere al riparo gli amministratori pubblici da eventuali richieste di danno erariale da parte della Corte dei conti.

“Il riconoscimento da parte dei Comuni e delle Pubbliche amministrazioni delle prestazioni del mese di marzo e dei periodi in cui i servizi continueranno ad essere chiusi per l’emergenza Coronavirus – continuano Dal Pozzo, Alberani e Monaci – evita il ricorso a permessi, ferie e Fondo di integrazione salariale (Fis), consentendo alle lavoratrici e ai lavoratori delle cooperative sociali di godere degli stessi diritti dei dipendenti pubblici che svolgono il loro medesimo lavoro”.

“Questo significa – continua la lettera spedita a Bonaccini – che ai funzionari della Pubblica amministrazione è permesso di liquidare le fatture, a maggior ragione a fronte di risorse economiche che già erano state impegnate nei bilanci e che, pertanto, non costituiscono un aggravio della spesa pubblica”.

Infine, concludono le centrali cooperative, “la fatturazione regolare dei servizi permetterebbe di non ricorrere al Fondo integrativo salariale e alla cassa integrazione in deroga, così quelle risorse resterebbero a disposizione di altri lavoratori”.

# ora in onda #
...............