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martedì, 7 Aprile 2026
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Ampliato l’orario del numero di telefono della Sanità Pubblica

È attivo con orario ampliato dalle 8 alle 20 tutti i giorni, a partire da oggi, il numero telefonico modenese 059 3963663 a disposizione dei cittadini ESCLUSIVAMENTE per informazioni sanitarie su Coronavirus. Il numero non risponde a chiarimenti sulle implicazioni del nuovo decreto del presidente del Consiglio: si chiede a questo proposito la massima collaborazione dei cittadini nel lasciare le linee libere per chi necessita di informazioni e comunicazioni riguardo il proprio stato di salute.

Invitando tutti ad attenersi rigidamente a quanto previsto dal nuovo DPCM, il cui non rispetto è punibile, l’Azienda USL di Modena in particolare ricorda:

  • Di non accedere per nessun motivo ai Pronto soccorso, Punti di Primo Intervento, Ospedali, Ambulatori e qualsiasi altra struttura sanitaria in presenza di febbre o sintomi respiratori (raffreddore, tosse, mal di gola, ecc)

Il DPCM sottolinea che alle persone con sintomi da infezione respiratoriafebbre superiore ai 37,5 gradi è fortemente raccomandato di rimanere nel proprio domicilio, limitare i contatti sociali e contattare il proprio medico curante, mentre per chi è sottoposto a quarantena o positivo al virus vi è divieto assoluto di spostarsi dalla propria abitazione.

Dunque, in presenza di sintomi quali febbre e sintomi respiratori:

  • Stare in casa e mettere in atto tutte le misure a protezione dei propri contatti stretti, attraverso i comportamenti preventivi sotto riportati e adottando misure di isolamento volontario
  • Contattare il proprio Medico di Medicina Generale o il Pediatra di Libera Scelta (o la Continuità Assistenziale negli altri orari) che raccoglierà tutte le informazioni necessarie e fornirà le corrette indicazioni di comportamento
  • Chiamare il 118 solo per gravi e comprovate situazioni di emergenza così da consentire agli operatori dell’Emergenza-Urgenza la corretta assistenza a chi ne ha più bisogno
  • È in vigore il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena o risultati positivi al virus

Rimane valido che chiunque, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del decreto, abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’OMS, deve comunicare tale circostanza al Dipartimento di Sanità pubblica nonché al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta.

In caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l’operatore di Sanità Pubblica; indossare la mascherina chirurgica e continuare a mantenersi lontano dagli altri conviventi; rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione naturale.

Se si è contatti stretti di un caso confermato di Coronavirus, o si proviene da zone a rischio dunque bisogna:

  • Mettersi immediatamente in isolamento volontario e avvisare il proprio Medico di Medicina Generale e la Sanità Pubblica al n. 059 3963663.

La provincia di Modena rientra tra le aree del territorio nazionale soggette a limitazioni e restrizioni fino al 3 aprile 2020, a seguito della pubblicazione del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri datato 8 marzo 2020. Considerata l’evoluzione della situazione epidemiologica e il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia, l’Azienda USL sottolinea in particolare le seguenti misure contenute nel DPCM:

  • Evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori identificati come zona rossa, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;
  • In tutto il territorio nazionale è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione fuori dai casi di stretta necessità.

Tutti i chiarimenti relativi al DPCM saranno pubblicati, appena disponibili, sui siti istituzionali (Governo, Ministero della Salute, Regione Emilia-Romagna e Azienda USL di Modena per le misure di carattere sanitario).

Si ricordano infine le misure igienico-sanitarie previste dal DPCM

  • Lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  • Evitare abbracci e strette di mano;
  • Mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;
  • Igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
  • Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;
  • Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  • Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
  • Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
  • Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
  • Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, martedì 10 marzo

Cielo generalmente poco nuvoloso, a tratti velato, per transito di nubi alte e stratificate di scarsa consistenza nel corso della giornata. Temperature: minime stazionarie o in lieve aumento, comprese tra 3 e 6 gradi; massime in aumento, più sensibile sui rilievi e pianura occidentale, con valori tra 12 e 15 gradi nei capoluoghi. Venti: deboli; in prevalenza occidentali, in temporanea rotazione da est nel pomeriggio sul settore orientale. Mare: inizialmente mosso, con tendenza ad attenuazione del moto ondoso dalla tarda mattinata.

(Arpae)

Donazione dell’Associazione Pandora all’Ospedale di Sassuolo

L’Associazione Giovanile Pandora, grazie ad una raccolta fondi tra i soci nella scorsa settimana, dona 500€ in materiale protettivo all’Ospedale di Sassuolo. Nello spirito che contraddistingue da sempre l’Associazione, c’è la voglia di mettersi a disposizione per la collettività, in particolare modo in momenti di grande emergenza come quello che stiamo attraversando in questi giorni.

I Sindacati Sappe e Sinappe dopo quanto avvenuto in carcere a Modena

“E’ un detenuto straniero, extracomunitario, ad avere perso la vita nel carcere di Modena, durante la rivolta posta in essere da una frangia violenta di ristretti”. Lo conferma Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “Sono in corso accertamenti per ricostruire le esatte modalità dell’accaduto”. Il SAPPE evidenzia che circa 20mila dei 61mila detenuti oggi in Italia sono stranieri.

***

“Tutto questo era ampiamente prevedibile. Le carceri sono in fermento da mesi e nessuno ha fatto nulla per affrontare una situazione che era palesemente incandescente e pronta ad esplodere al minimo pretesto.

La vigilanza dinamica, così come attuata in Italia, si è rivelata un fallimento senza precedenti, avendo comportato unicamente un drastico abbattimento dei livelli di sicurezza e non avendo neppure favorito l’incentivazione di adeguati percorsi rieducativi.

Il SiNAPPe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) chiede, da mesi, una netta inversione di rotta, consistente nell’adeguamento dell’organico di Polizia Penitenziaria che consenta di ripristinare tutti i posti di servizio accorpati per la grave carenza di uomini patita da tutti gli Istituti di Pena del Distretto Emiliano Romagnolo, nella necessità di fornire il personale di adeguati strumenti per contenere le crescenti intemperanze dei detenuti (ad esempio il taser), di ripristinare un circuito alternativo per la detenzione di detenuti psichiatrici che sostituisca i vecchi OPG, chiusi in maniera frettolosa e inopportuna, di investire sulla formazione del personale, ecc..

Il Governo deve prendere coscienza che le pur apprezzabili riforme della prescrizione, del processo civile e presto, si spera, anche di quello penale, lo “spazzacorrotti”, la legge sul whistleblowing, ecc., rischiano di essere vanificate se non si mette mano al problema dell’ingestibilità delle carceri, esploso in maniera fragorosa in questo fine settimana, come ampiamente previsto e denunciato, più e più volte, da questa Segreteria Regionale.

Il Carcere non può restare il tappeto sotto al quale la politica nasconde i propri fallimenti essendo, viceversa e da sempre, la cartina di tornasole dell’efficienza dell’azione governativa. Ed il personale che vi opera, a cui va il nostro plauso e la nostra vicinanza in un momento di tale e tanta difficolta, non può continuare ad essere la vittima sacrificale della disastrosa politica carceraria messa in atto da tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

Il SiNAPPe continuerà a denunciare l’inefficienza del Governo e dell’Amministrazione, in maniera sempre più forte, affinché le ataviche problematiche sofferte dal sistema penitenziario siano, senza più alcun indugio, affrontate e avviate a soluzione”.

 

Covid 19, per i lavoratori non è necessaria alcuna dichiarazione del datore di lavoro

La cabina di regia di crisi sul Covid-19 della Regione, riunita in serata in videoconferenza, alla quale hanno partecipato i rappresentanti di Anci, Prefettura e dell’Upi regionale con il presidente Gian Domenico Tomei e della Regione stessa, ha chiarito alcuni aspetti che nel decreto che non erano stati ancora esplicitati finora.

Tra questi il dubbio relativo agli spostamenti lavorativi per i quali è emerso che non è necessaria alcuna dichiarazione del datore di lavoro.

«Gli uffici pubblici – sottolinea Tomei – continueranno la propria attività favorendo forme di smartworking e sono sospesi i servizi dei centri diurni, provando a potenziare la domiciliaritá».

Resta aperto, aggiunge Tomei, il tema degli esercizi commerciali da asporto, come le pizzerie, che è stato posto in queste ore al Governo ed è stato chiarito, invece, che i mercati cittadini saranno sospesi solo nei fine settimana.

 

Incendio in un appartamento a Rioveggio di Monzuno

Poco dopo le 16.30 la sala operativa dei Vigili del fuoco è stata allertata per un incendio di appartamento nella frazione di Rioveggio in comune di Monzuno. Sul posto una squadra dal Distaccamento di Monzuno, seguita da un’altra del Distaccamento di Casalecchio e da un’autoscala dalla Centrale di Bologna.

Le squadre sono entrate nell’appartamento saturo di fumo al secondo piano portando al sicuro l’inquilino che nel frattempo aveva trovato rifugio sul balcone, oltre ad un padre e alla figlia bloccati al terzo piano. Sul posto anche i sanitari del 118 e i carabinieri. Nessuna persona coinvolta risulta ricoverata.

Rivolta in carcere a Modena, aggiornamento sui feriti

In riferimento alla rivolta di oggi al carcere di Sant’Anna a Modena, la situazione è in evoluzione e quindi rispetto al primo bollettino occorre fornire un aggiornamento.

Al pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Baggiovara sono giunte 1 guardia lievemente ferita e sette sanitari con ferite lievi; uno di questi è lievemente intossicato.  Si precisa che i sanitari coinvolti fanno parte del contingente di 2 medici, 2 coordinatori infermieristici 7 infermieri impegnati nell’assistenza ai detenuti.

Al Pronto Soccorso del Policlinico di Modena è giunto un codice rosso, un uomo con un’intossicazione da farmaci che ora sta meglio ma rimarrà in osservazione.

Sono coinvolti nella gestione della situazione 8 mezzi del Servizio Emergenza Territoriale 118 Modena Soccorso; è stato anche allestito un PMA, Posto medico avanzato, una struttura medicalizzata sul luogo dell’evento che permette di classificare la gravità delle condizioni dei feriti secondo i criteri del triage e indirizzarli poi verso i luoghi di assistenza più appropriati. Sono presenti sul posto anche due coordinatori del 118 e un medico.

Decreto Covid-19, il commento del presidente della Provincia Tomei

«I chiarimenti del Governo, sollecitati dagli enti locali, hanno scongiurato il pericolo di fermare il nostro sistema produttivo, pur stabilendo regole stringenti che vanno nella direzione del contenimento del contagio. Siamo soddisfatti e certi che questo sia il segnale che la direzione intrapresa sia quella giusta». Lo afferma Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena, a proposito del decreto che ha stabilito le limitazioni per il contenimento della diffusione del coronavirus.

«A chi mi chiede come comportarsi – aggiunge Tomei – suggerisco di farsi formalizzare dal proprio datore di lavoro la necessità di spostamento, in modo tale da potersi muovere senza rischi», restano comunque altri nodi ancora da sciogliere «relativi ai ristoratori che dovrebbero chiudere alle 18; resta da capire come si configurano i tanti esercizi che somministrano servizi con consegna a domicilio, i delivery e i piccoli ristoratori che fanno asporto. Per questo e tutto il resto attendiamo che la Regione, nell’interlocuzione che sta avendo col Governo in questi minuti, possa darci risposte certe».

Tomei conclude ritornando sulla difficile situazione più generale, «in cui ciascuno è chiamato ad un sacrificio personale per un bene collettivo. Sono certo che sapremo essere comunità come lo siamo stati in passato quando abbiamo superato prove altrettanto dure» e ribadisce ai cittadini di «essere attenti alle norme igieniche che ci vengono raccomandate, alle prescrizioni per evitare il contagio e più in generale a far prevalere, nella nostra routine quotidiana, quella cura particolare verso chi ci sta intorno».

Nei prossimi giorni gli sportelli del gruppo Iren dell’area rossa saranno chiusi

IREN è impegnata in prima linea per seguire con serietà ed impegno tutte le precauzioni contenute nel recente DPCM sul COVID-19. Gli sportelli IREN dell’area rossa (in Emilia Parma, Piacenza e Reggio Emilia e Provincia di Modena) resteranno chiusi temporaneamente per ulteriori misure di precauzione atte a garantire la massima sicurezza per Clienti e dipendenti.

Per mettersi in contatto con IREN sono disponibili numerosi canali di contatto: restano attivi i NUMERI VERDI indicati in bolletta, il canale Facebook e l’APP CLICKIREN.

Iren ringrazia i Clienti per la collaborazione.

Covid 19: il sindaco di Modena dopo il decreto che prevede misure più rigorose

Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, dopo l’incontro del Comitato operativo comunale (Coc), è intervenuto commentando il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri che prevede misure più rigorose per evitare la diffusione del virus anche per il territorio della provincia.

“L’ho detto ieri lo ribadisco con ancora più forza oggi. Serve una forte responsabilità personale e collettiva per garantire il rispetto delle indicazioni che ci arrivano dal governo con questo ulteriore provvedimento.
La situazione è seria.
Dobbiamo rispettare queste indicazioni per il bene nostro, delle persone che amiamo, per il bene di tutta la comunità.
Limitiamo gli spostamenti non necessari, andiamo al lavoro ma applicando le misure previste, la pulizia delle mani, il rispetto delle distanze.
È un appello per tutti i cittadini. Evitiamo di affollare i luoghi pubblici e privati, evitiamo di rivolgerci in questi giorni ai Servizi pubblici per cose che non sono urgenti e che possiamo rimandare.
Il Comune, grazie all’impegno dei propri dipendenti, continuerà a garantire tutti i servizi che possono rimanere aperti. Ma alcune riduzioni di attività sono inevitabili. Le comunicheremo con puntualità.
Ai nostri giovani chiediamo di cambiare per qualche settimana le proprie abitudini di vita. E lo stesso devono fare gli anziani: rimanete in casa, evitate di frequentare luoghi affollati…
Sappiamo quanto la socialità sia importante per noi tutti e per la nostra terra, ma ora dobbiamo ancora una volta reinventarci un modo per restare solidali, dobbiamo trovare insieme nuovi modi di fare comunità.
Al mondo dell’associazionismo, della cultura, dello sport, del volontariato, a tutto il mondo della scuola chiediamo un rinnovato impegno per continuare a garantire coesione sociale, a evitare che le persone si sentano sole. Le forme e i modi li dobbiamo trovare insieme e dobbiamo sperimentarli.
Ci saranno problemi, non dobbiamo nascondercelo, ma li affronteremo. Li stiamo già affrontando.
Alle imprese si chiede uno sforzo enorme: resistere alle difficoltà di questo momento e, nello stesso tempo, fare tutto il possibile per contenere la diffusione del virus e aiutare i lavoratori nella difficile organizzazione familiare.
Abbiamo chiesto aiuti e forme concrete di sostegno per le imprese e l’occupazione. Insieme dovremo fare in modo di non lasciare indietro nessuno.
Ma prima di tutto dobbiamo bloccare la diffusione del virus. Questa oggi è la priorità.
Dobbiamo metterci “in pausa”, rallentare un po’ tutti e così consentire ai medici e a tutti i sanitari di poter svolgere il proprio lavoro nelle migliori condizioni possibili, un lavoro fondamentale per tutta la comunità.
Grazie a tutto il personale della sanità, grazie a tutti coloro che stanno garantendo l’apertura dei servizi pubblici e delle attività di pubblica utilità della nostra città, grazie a tutti coloro che stanno affrontando questo momento difficile con la necessaria responsabilità”.

Solo feriti lievi nella rivolta in carcere a Modena

In riferimento alla rivolta di oggi al carcere di Sant’Anna a Modena, precisiamo che i feriti che si sono rivolti agli ospedali cittadini sono tutti lievi e verranno dimessi. Al pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Baggiovara sono giunte 1 guardia lievemente ferita e sette sanitari con ferite lievi; uno di questi è lievemente intossicato. I sanitari coinvolti fanno parte del contingente di 2 medici, 2 coord inf., 7 infermieri impegnati nell’assistenza ai detenuti.

 

Coronavirus: treni e bus regolari in Emilia-Romagna

Nessuna limitazione di circolazione dei treni in Emilia-Romagna, gli autobus potranno girare nelle province di Ferrara, Bologna, Ravenna e Forlì-Cesena come da orario vigente, mentre, limitatamente alle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Rimini entrerà in vigore la programmazione prevista nei periodi di vacanza scolastica.

Lo prevede la circolare inviata dall’assessore regionale alla Mobilità, Andrea Corsini, a tutte le società di trasporto pubblico regionali dopo la pubblicazione del Dpcm, il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri adottato oggi, 8 marzo 2020, sulle misure anti-Coronavirus.

La decisione è stata presa per garantire ai cittadini dell’Emilia-Romagna “adeguate condizioni di accessibilità ai luoghi e servizi”, dal momento che il trasporto pubblico è considerato un servizio essenziale per la mobilità delle persone anche in situazioni di emergenza sanitaria.

“Pur in presenza di una emergenza sanitaria- afferma Corsini-, nel pieno rispetto delle prescrizioni imposte, garantiamo un servizio pubblico essenziale ai cittadini per consentirgli di spostarsi per ragioni di lavoro o per necessità urgenti”.

Al momento, non ci saranno quindi cambiamenti per quanto riguarda il servizio ferroviario, che sarà regolare, e non ci saranno restrizioni per gli autobus dei territori di Ferrara, Bologna, Ravenna e Forlì-Cesena che potranno circolare come da orario ora in vigore.

Solo per le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Rimini, il servizio bus sarà ridotto alla programmazione prevista nei periodi di vacanza scolastica.

Sono previsti inoltre interventi straordinari di sanificazione dei mezzi da parte delle aziende di trasporto come da articolo 3 del Dpcm.

L’Ospedale di Guastalla diventa temporaneamente Ospedale COVID

La Direzione dell’Azienda USL IRCCS informa che, vista la progressiva evoluzione epidemiologica dell’infezione da Coronavirus, con un significativo incremento di casi che richiedono ospedalizzazione e seguendo le indicazioni regionali, l’Ospedale di Guastalla viene da oggi identificato come Ospedale COVID, con una iniziale disponibilità di 80 posti letto dedicati a pazienti positivi al virus in condizioni non critiche. I posti letto saranno gradualmente collocati in un’area, al momento non utilizzata, in un’ala ospedaliera su 4 piani.

La scelta di Guastalla è motivata dal fatto che l’Ospedale dispone di una terapia intensiva e di servizi di supporto adeguati, quali laboratorio, radiologia e cardiologia; l’attivazione di Guastalla come Ospedale COVID consentirà inoltre di detendere la richiesta di posti letto sull’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, consentendo all’ospedale reggiano di trattare i pazienti più gravi. A Guastalla è previsto anche l’incremento di posti letto di terapia intensiva da 6 a 12.

La temporanea rimodulazione dell’Ospedale richiede, per evidenti motivi di sicurezza, il trasferimento  del  Punto Nascita di Guastalla all’Ospedale di Montecchio, che non accetta pazienti COVID positivi e dove opera un’Unità Operativa Complessa con personale esperto. Il trasferimento del Punto Nascita si rende infatti necessario per non creare interferenze di percorso delle pazienti e dei neonati con pazienti COVID positivi.

Il Piano prevede inoltre l’integrazione delle due équipe ostetrico-ginecologiche, garantendo al meglio il rispetto dei percorsi clinico-assistenziali in termini di appropriatezza e sicurezza delle cure. E’ prevista  l’accettazione diretta in reparto per le donne in stato di gravidanza. Le donne a termine di gravidanza in carico ai servizi ospedalieri e consultoriali del Distretto di Guastalla verranno contattate da un’ostetrica per concordare le modalità di presa in carico e di accompagnamento. Anche la pediatria dell’Ospedale di Guastalla sospende al momento la sua attività ed i pediatri andranno a supporto della guardia h24 di Montecchio e della pediatria di Reggio Emilia.

Contestualmente l’attività di Pronto Soccorso pediatrico verrà trasferita all’ospedale reggiano.

All’Ospedale di Guastalla saranno temporaneamente sospesi i ricoveri programmati (garantendo i ricoveri urgenti, quelli per pazienti oncologici, con codice di priorità A e quelli ritenuti indifferibili) e le attività ambulatoriali programmate (ad eccezione delle prestazioni ambulatoriali U e B e di quelle rivolte a pazienti oncologici, a pazienti che presentino sintomatologie o fortemente riconducibili ad un sospetto oncologico e quelle ritenute indifferibili).

Si ipotizza che dopo una iniziale disponibilità di 80 posti letto, su spazi attualmente liberi, si possa procedere ad un eventuale incremento di ulteriori posti letto sulla base dell’evolversi del quadro epidemiologico provinciale.

La riorganizzazione è stata concertata con il Commissario ad Acta Regionale per l’emergenza coronavirus, nonché approvata dalla Conferenza Territoriale Socio Sanitaria. In relazione alla stretta integrazione e collaborazione inter-istituzionale in corso in questa emergenza sono stati informati il Centro Coordinamento Soccorsi della Prefettura e la Direzione della Protezione Civile.

La Direzione informa inoltre che, in ragione della carenza dell’organico medico della Struttura di Medicina Interna dell’Ospedale di Montecchio Emilia, da lunedì 9 marzo 2020, il Pronto Soccorso dell’ospedale effettuerà servizio dalle 07.30 alle 20.30. Nella fascia oraria 20.30-07.30 il Pronto Soccorso sarà  chiuso e i cittadini per i casi urgenti potranno fare riferimento agli Ospedali di Reggio Emilia e di Guastalla. L’urgenza e l’emergenza territoriale continueranno ad essere garantite sulle 24 ore dal Servizio di Automedica, a seguito della chiamata alla Centrale Operativa 118.

Rivolta la carcere Sant’Anna, Fp Cgil Modena: ancora una volta si pone il problema della sicurezza nelle case di reclusione

“La governance del sistema penitenziario del nostro paese oggi presenta tutti i suoi  limiti.
Ogni giorno si registrano aggressioni nei confronti dei poliziotti penitenziari e con l’arrivo del covid 19 sono iniziate anche le rivolte  dei detenuti”.

“Ieri una rivolta al carcere di Salerno, oggi sono i detenuti della casa circondariale di Modena che hanno messo a ferro e fuoco la struttura.
Da tempo il sindacato Fp Cgil denuncia lo stato di abbandono e la lontananza del dipartimento dell’ amministrazione penitenziaria dagli istituti penitenziari e tutte le figure professionali che ci lavorano. Siamo molto preoccupati della deriva in cui sta andando a finire il sistema penitenziario italiano. La fp Cgil esprime piena solidarietà a tutti i poliziotti e alle altre forze dell’ordine che stanno lavorando all’ interno del carcere S’Anna di Modena. Chiediamo al governo e alle forze politiche di prendersi carico dell’ attuale difficile situazione in cui versano le carceri italiane affinché s intervenga per una riforma del sistema penitenziario ormai non più rinviabile”.

(FP Cgil Modena)

Coronavirus, Coldiretti: 1/3 del Made in Italy a tavola in aree Decreto

I territori delimitati dal nuovo Decreto interessano la food valley italiana che garantisce l’approvvigionamento sui mercati nazionali ed esteri con la produzione di circa 1/3 del Made in Italy agroalimentare, dal latte alla carne, dai formaggi ai salumi, dal riso alla pasta, dalla frutta alla verdura fino al vino e alle conserve di pomodoro. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al provvedimento varato dal Governo per contenere l’emergenza Coronavirus che introduce misure speciali per la regione Lombardia e 14 provincie di Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, dove si concentra il maggior valore della produzione nazionale alimentare di qualità (Dop/Igp).

“Per assicurare le necessarie forniture alimentari al Paese è importante che siano stati recepite nel decreto le nostre sollecitazioni al Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova per dare continuità alle attività produttive nelle campagne dove vanno seguiti i cicli stagionali, dalla semina alla raccolta e garantita la cura delle piante e l’assistenza e l’alimentazione degli animali allevati nelle stalle, ma anche i mercati di vendita diretta, la trasformazione industriale e le consegne per la distribuzione commerciale” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare la “piena disponibilità a collaborare con le autorità regionali e di governo per non compromettere la mobilità di merci e persone necessarie all’attività produttiva, nel rispetto delle norme di sicurezza”.

DPCM 8 Marzo, spazi espositivi MAST chiusi

La Fondazione MAST informa che in ottemperanza alle disposizioni contenute nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) sulle misure per il contrasto e il contenimento del diffondersi del COVID-19 dell‘8 Marzo 2020, l’apertura degli spazi espositivi del MAST è sospesa fino al 3 Aprile. Sono inoltre sospese le visite guidate e sono sospesi tutti gli eventi.

 

Rivolta in carcere a Modena

Una rivolta è scoppiata nel primo pomeriggio di oggi in carcere a Modena. I detenuti avrebbero appiccato il fuoco tentando la fuga. Danni alla struttura e molti i detenuti coinvolti, secondo le prime informazioni. Alla base della rivolta ci sarebbe la protesta per questioni relative alla protezione per il Coronavirus. Grande mobilitazione delle forze dell’ordine. Per sedare la rivolta sono stati chiamati anche agenti liberi dal servizio.

Volley, sospesi i campionati di Serie A femminile

La Società Volley Academy Sassuolo comunica che la partita in programma questo pomeriggio alle 17 tra Acqua & Sapone Roma Volley Club e Green Warriors Sassuolo è sospesa e rinviata a data da destinarsi, così come tutte le altre partite dei campionati femminili di Serie A1 ed A2.  La formazione neroverde, che aveva raggiunto la Capitale nel tardo pomeriggio di ieri, è rientrata a Sassuolo.

 

Coronavirus. Nuovo Dpcm, Bonaccini: “Alcune ambiguità. A breve daremo risposte a cittadini, lavoratori e imprese”

“Ribadisco la necessità di unità nel Paese per affrontare tutti insieme l’attuale emergenza. Per questo serve piena collaborazione tra tutte le istituzioni e noi, come sempre, siamo qui per questo.

Il testo del Dpcm emanato nella notte dal Governo contiene alcune ambiguità che hanno creato incertezze fra cittadini, imprese e lavoratori e il nostro compito è dare risposte.

Detto che la salute viene prima di ogni cosa, è necessario e urgente fare chiarezza, a partire dal tema del lavoro e della conseguente mobilità delle persone e delle merci. Il Governo ha già assunto i provvedimenti utili e necessari per favorire lo smart working ed il lavoro a distanza ove questo sia possibile, così come ci sono certamente limitazioni di giorni e orari per talune attività. Ma non c’è nel decreto, a nostro avviso, né una previsione del fermo produttivo, né un blocco dell’attività commerciale e dei servizi che impediscano la possibilità di andare a lavorare e di movimentare merci.

Per fare chiarezza su questi aspetti, già da questa notte siamo in contatto con i rappresentanti del Governo e i vertici della Protezione civile nazionale per dirimere le questioni più urgenti e dare certezze e risposte nelle prossime ore. Augurandoci che stavolta il confronto possa essere reale ed efficace, noi siamo impegnati a fare la nostra parte fino in fondo.”

Coronavirus, da oggi a Bologna biblioteche e musei chiusi al pubblico fino al 3 aprile. Stop alle visite alla Torre degli Asinelli

Nel rispetto del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dpcm) 8 marzo 2020, da oggi domenica 8 marzo a venerdì 3 aprile è sospesa l’apertura dei musei e biblioteche e di tutti gli altri luoghi della cultura (archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali).

Le sedi museali dell’Istituzione Bologna Musei solitamente aperte la domenica rimarranno chiuse al pubblico da oggi.
Ugualmente per le biblioteche dell’Istituzione Biblioteche, l’attività è sospesa da oggi: annullata dunque l’apertura straordinaria della Biblioteca Salaborsa, chiuso al pubblico anche il Teatro Anatomico (che si trova all’interno della Biblioteca dell’Archiginnasio).
Stop alle visite da oggi domenica 8 marzo anche alla Torre degli Asinelli.

 

Stroncano a San Polo d’Enza giro di droga tra teenager: 4 denunce e 40 assuntori segnalati

I serrati controlli operati dai carabinieri della stazione di San Polo d’Enza avuti riguardo ai giovani in età scolare, ha portato i militari a individuare un maxi giro di compravendita di marijuana tra giovani studenti, gestito principalmente da due minori reggiani che si avvalevano dell’applicativo Telegram per ricevere e soddisfare le richieste dei loro clienti con cui si interfacciavano attraverso la creazione di “chat segrete” e  “messaggi a tempo” che si autodistruggevamo dopo pochi secondi dalla ricezione. Escamotage quelli utilizzati dai giovani pusher per non lasciare prove.

Con l’accusa di spaccio continuato di sostanze stupefacenti i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bologna un 17enne e un 16enne a cui i carabinieri hanno sequestrato i rispettivi smartphone contenenti sull’applicativo Telegram messaggistica non criptata ricondotta all’illecita attività di spaccio. Tra i vari messaggi quello di un giovanissimo cliente che si lamentava della qualità dell’erba che aveva acquistato e consumato in quanto a suo dire non aveva sballato nessuno.

Un attività quindi, quella condotta dai carabinieri della stazione di San Polo d’Enza, che parte dal monitoraggio dei giovani in età scolare e che nasce dal controllo di uno studente 18enne  trovato in possesso di mezzo grammo di marijuana e uno spinello già confezionato e per questo segnalato quale assuntore di sostanze stupefacenti. La segnalazione del giovane alla Prefettura reggiana è stato un primo step della certosina attività condotta dai carabinieri sampolesi che attraverso l’analisi speditivo del suo smartphone hanno rinvenuto messaggi sull’applicativo Telegram il cui contenuto in maniera abbastanza evidente rimandava all’acquisto di stupefacenti. Le attenzioni dei carabinieri di San Polo d’Enza si catalizzavano quindi sui due minori a carico dei quali sono stati acquisti incontrovertibili elementi di responsabilità che li vedevano aver effettuato plurime cessioni di marijuana sia a favore del 18enne che di altri numerosi giovani in prevalenza minori.

Complessivamente i militari sono risaliti a una quarantina di clienti, tutti segnalati quali assuntori, attraverso i quali i militari hanno ricostruito l’illecita attività di spaccio che andava avanti dall’estate scorsa e che ha permesso di costruire oltre 150 cessioni di stupefacenti. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno accertato responsabilità a carico di un 18enne reggiano responsabile di alcune cessioni di roga circostanza per cui è stato denunciato alla Procura reggiana per spaccio. Un altro minore invece è stato denunciato alla Procura presso il Tribunale per i minorenni in ordine al reato di calunnia: sentito dai carabinieri, essendo emerso quale assuntore di stupefacenti, per coprire il suo vero pusher (in corso di identificazione) ha accusato i due minori indagati sostenendo di aver ricevuto da loro stupefacenti in un’ottantina di occasioni. Circostanze poi risultate infondate a seguito degli accertamenti condotti dai carabinieri.

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