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lunedì, 6 Aprile 2026
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Sulla A1 chiusa per cinque ore notturne l’uscita della stazione di Sasso Marconi nord

Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire attività di ispezione e manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 00:00 alle 5:00 di sabato 2 agosto, sarà chiusa la stazione di Sasso Marconi nord, in uscita per chi proviene da Bologna.

In alternativa, si consiglia di uscire alla stazione di Bologna Casalecchio, al km 0+800 del Raccordo di Casalecchio o alla stazione di Sasso Marconi, al km 209+800 della stessa A1.

 

Rifugi da incubo in Appenino, Federconsumatori ER: “Indispensabile fare i nomi per non colpevolizzare l’intero settore e il territorio montano”

Rifugi da incubo in Appenino, Federconsumatori ER: “Indispensabile fare i nomi per non colpevolizzare l’intero settore e il territorio montano”“I Carabinieri dei NAS di Bologna hanno ispezionato 16 rifugi, punti di ristoro e locande nell’Appennino emiliano romagnolo, scoprendo in 12 di loro una condizione oltre ogni possibile immaginazione che ci spinge a parlare di rifugi da incubo.

Ci complimentiamo con i Carabinieri, ma è per noi del tutto incomprensibile la mancata comunicazione ai cittadini dei nomi dei soggetti coinvolti che servirebbe a  evitare di colpevolizzare tutto un settore, quello dell’ospitalità in Appennino perché non si distingue tra chi rispetta le regole e chi non lo fa. Senza questa distinzione tra chi si sforza di proporre e produrre alimenti sani, del territorio, nel rispetto delle norme di trattamento, in locali salubri, e chi propone alimenti scaduti da più di vent’anni, conservati in ambienti che sarebbero stati discutibili già nel Medioevo, tra animali vivi, gatti, cani e topi, e animali morti, cibi mal conservati, di età incerta e di provenienza ignota. La grande quantità di alimenti scaduti, privi di tracciabilità, conservati scorrettamente e trattati in ambienti meno che idonei, come garage o antibagni, cozzano terribilmente con l’attesa delle persone che in Appennino cercano natura e genuinità, e non intossicazioni alimentari e il rischio botulino. Non si può scherzare con la salute dei cittadini, i fatti riportati sono gravissimi. Per questo siamo colpiti negativamente dalla decisione di non rendere pubblici i nomi degli esercizi coinvolti, corredati dalle specifiche responsabilità. Ne viene fuori un calderone dove anche i quattro rifugi nei quali è stata riscontrata una piena regolarità sono assimilati ai quattro chiusi d’autorità e agli otto ai quali sono state comminate sanzioni. Una situazione che tocca ovviamente anche le migliaia di ristoranti e trattorie del nostro Appennino, nei confronti dei quali potrebbe ridursi la fiducia dei clienti. Il carissimo tartufo spolverato su di un piatto viene per davvero dalle Valli del Dolo e del Dragone? O è albanese? Oppure è cinese, aromatizzato chimicamente? E vogliamo parlare dei porcini, che ogni anno l’Italia importa essiccati per 2.000 tonnellate da paesi come la Croazia e la Cina?

Federconsumatori Emilia Romagna avanza tre proposte.

La prima, che ripetiamo, è quella di fare i nomi dei sanzionati, riportando alla responsabilità individuale, per quanto diffusa, i fatti rilevati dai NAS. Quando è in gioco la Salute pubblica non sono accettabili le interpretazioni restrittive in materia di privacy, che spesso non valgono, curiosamente, per fatti infinitamente meno importanti. Per questo, a sostegno della nostra richiesta, e per gli effetti di questa mancata informazione, chiederemo l’intervento del Garante Concorrenza e Mercato.

La seconda è affrontare questo tema nella sua generalità, fuori dall’emergenza, a partire dal sistema delle regole e delle garanzie per i consumatori. Una sede, che a nostro parere deve essere quella della Regione Emilia Romagna, dove possano essere affrontati temi come i controlli, i requisiti, la formazione dei gestori e degli addetti. Nessuno tra coloro che entrano in un rifugio o una locanda in Appennino pensa di essere in un ristorante stellato; ma non sono negoziabili elementi come la salubrità degli alimenti e dunque la salute dei consumatori.

La terza proposta che avanziamo è quella di premiare i quattro rifugi che sono risultati pienamente in regola durante i controlli dei NAS. Siamo certi che non ci saranno difficoltà a fare il loro nome, evitando di assimilarli a chi serviva a tavola della mortadella, prodotta quando in Italia circolavano ancora le lire”.

 

(Federconsumatori Emilia Romagna)

Appennino Bike Tour Festival chiude la sua prima edizione

Panorami mozzafiato, borghi dimenticati ma che cercano una nuova vita, incontri con persone speciali che dimostrano ancora il calore di una volta quando ti rechi a visitarli.

Più di 300 i chilometri percorsi in bicicletta, il Festival nazionale promosso insieme a Poste Italiane, RAI e Decathlon Italia con il patrocinio di Regioni, Ministeri e delle principali Associazioni, ha attraversato 42 tra borghi, castelli e luoghi simbolici visitati e raccontati, sui social e in tv, alla scoperta dei territori dell’Appennino e di tutte le loro eccellenze, promuovendo un turismo sostenibile e una crescita economica. Quattordici i comuni visitati in altrettante regioni, più di 2.000 partecipanti agli eventi tra cicloturisti, cittadini, istituzioni e appassionati; oltre 150 i relatori coinvolti nei Forum Regionali tra istituzioni, associazioni e imprenditori, che vedranno una sintesi nazionale a Roma, con incontri alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica il prossimo 21 e 28 novembre, in occasione del Congresso Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile dell’Appennino.

ABT Festival, nato in seguito alla realizzazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti della segnaletica di Appennino Bike Tour, la ciclovia dell’Appennino – la più grande direttrice di mobilità sostenibile del Paese, 3.100 chilometri dalla Liguria alla Sicilia, suddivisi in 43 tappe che uniscono la Dorsale appenninica – fa il bilancio della sua prima edizione, partita lo scorso 20 giugno da Ronco Scrivia in Liguria, per approdare il 20 luglio a San Marco d’Alunzio, in Sicilia, dove i monti Nebrodi vedono all’orizzonte le isole Eolie.

“Chiudiamo questa prima edizione di ABT Festival con un grande entusiasmo e con la consapevolezza che l’Appennino ha voglia di futuro – dichiara Enrico Della Torre, Direttore Generale Vivi Appennino e ideatore del Festival – i numeri confermano un interesse crescente, ma quello che più ci colpisce è l’energia dei territori, dei sindaci, delle associazioni e delle persone incontrate lungo l’Appennino. Questo Festival è un percorso condiviso che unisce comunità e istituzioni, facendo emergere idee concrete per lo sviluppo sostenibile, il turismo esperienziale e la rigenerazione dei borghi. Ora guardiamo al Congresso Nazionale di Novembre a Roma per presentare il lavoro portato avanti nel corso del Festival ed avviare un percorso concreto di investimento e programmazione condivisa, in modo che l’Appennino possa diventare un vero laboratorio di sviluppo sostenibile per il Paese”.

L’evento ha riscosso un grande interesse tra le istituzioni locali e nazionali, ma anche tra gli amanti della bicicletta: si sono registrate, infatti, più di 300 iscrizioni alle pedalate ecologiche cicloturistiche, durante le quali i partecipanti hanno potuto ammirare le bellezze del territorio, conoscerne le storie e degustare ottimi prodotti della tradizione.

“Sono più che soddisfatto delle pedalate di Appennino Bike Tour Festival – commenta Maurizio Angella, guida cicloturistica della Federazione Ciclistica Italiana – lungo la dorsale appenninica abbiamo conosciuto luoghi e persone speciali, abbiamo attraversato boschi di conifere, lungo fiumi, laghi e altopiani, visitato aziende agricole che si impegnano nel promuovere il loro territorio, chiese, santuari, borghi, grotte, castelli e tanto altro ancora. Un viaggio da favola in un paese da favola: questa è l’Italia appenninica”.

L’edizione 2025, presentata a Roma al CONI in Conferenza Stampa Nazionale lo scorso 19 giugno, ha visto l’organizzazione del Festival nei Comuni di Ronco Scrivia (GE), Sessame (AT), Fortunago (PV), Viano (RE), Chiusi della Verna (AR), Spoleto (PG), Colle di Tora (RI), Monte Cavallo (MC), Rocca di Mezzo (AQ), Sesto Campano (IS), Mercogliano (AV), Castelluccio Inferiore (PZ), Casali del Manco (CS) e San Marco d’Alunzio (ME), annunciati pubblicamente alla Fiera del Cicloturismo a Bologna nel mese di aprile.

Più di 15 gli sponsor e i partner tecnici a sostegno del Festival lungo tutto il percorso: decine di incontri, eventi culturali e performance per raccontare l’identità dei territori. Decine le degustazioni di prodotti tipici per scoprire i sapori autentici dell’Appennino.

Il Festival organizzato in collaborazione con Legambiente, Confcommercio Imprese per l’Italia e Federazione Ciclistica Italiana in media partnership con TGR RAI, è stato patrocinato da RAI, dai Ministeri dell’Agricoltura, della Cultura, dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, delle Infrastrutture e dei Trasporti, da Sport e Salute, dalle Regioni e dalle principali Associazioni nazionali (ANCI, UNCEM, FIAB, Borghi più Belli d’Italia, AMODO, Federparchi, UNPLI, Touring Club Italiano, CSEN, AICS e Lions Club).

West Nile, scattate in Avis le misure antivirus

West Nile, scattate in Avis le misure antivirusTornano come ogni estate, insieme alle zanzare, gli arbovirus di origine tropicale che fanno scattare il piano di sorveglianza previsto dal Centro Nazionale Sangue sulle donazioni di sangue ed emocomponenti, con l’obiettivo di individuare le infezioni in fase precoce, evitare le sospensioni dal dono di solito applicate per chi si espone a questi virus, e continuare a garantire così la sicurezza trasfusionale e la disponibilità di scorte per gli ospedali.

Per quanto riguarda il West Nile Virus, dopo le prime rilevazioni di gruppi di zanzare positivi in provincia e di un primo caso autoctono a Modena, dal 4 luglio è stato attivato “a tappeto” lo specifico test WNV – NAT su tutte le donazioni di sangue, plasma, piastrine e multicomponent effettuate in provincia. Per permettere il test, ad ogni donazione viene prelevata una provetta aggiuntiva, contrassegnata dal tappo arancione.

“I campioni raccolti da Avis – spiega il dr. Giovanni Ceccherelli responsabile del Servizio Trasfusionale del Policlinico di Modena – vengono inviati quotidianamente a Bologna per la ricerca del virus. La risposta arriva in genere entro le 24 ore: se è negativa la sacca potrà essere validata, resa disponibile per l’utilizzo e il donatore potrà continuare a donare regolarmente. In caso invece di positività rilevata, richiamiamo immediatamente il donatore per avviare l’ulteriore percorso di controlli previsto dalla normativa. Nel frattempo il donatore positivo dovrà osservare un periodo precauzionale di sospensione dalle donazioni che per legge è di 4 mesi, salvo altre misure precauzionali volte alla tutela del ricevente. Ad oggi, comunque, i test NAT non hanno rilevato nessun caso positivo sulle donazioni di sangue ed emocomponenti effettuate in provincia”.

L’allerta estiva in Avis si è attivata anche sulle altre forme virali trasmesse dalle zanzare, i virus della Chikungunya e della Dengue, il primo riscontrato in Italia a Bentivoglio e a Castel San Giovanni in provincia di Piacenza, il secondo a Budrio, ed entrambi in circolazione in diversi dipartimenti della Francia. Anche in questi casi viene effettuato uno specifico test NAT, ma solo sui donatori che abbiano soggiornato in una delle zone interessate al focolaio nei 28 giorni precedenti il prelievo. Come per il West Nile, se l’esito del test sarà negativo si potrà continuare a donare senza alcuna sospensione.

Come ogni estate la situazione epidemiologica può variare di giorno in giorno. I donatori interessati a conoscere la diffusione dei virus “tropicali” possono consultare la mappa aggiornata sul sito del Centro Nazionale Sangue.

Stato di crisi per il maltempo di giugno, il Sindaco Mesini: “Siamo pronti a fare la nostra parte per la tutela del territorio”

Stato di crisi per il maltempo di giugno, il Sindaco Mesini: “Siamo pronti a fare la nostra parte per la tutela del territorio”

“La decisione della Regione Emilia-Romagna di dichiarare lo stato di crisi regionale a seguito degli eventi meteo estremi del 16 e 17 giugno rappresenta un atto necessario e concreto, a sostegno delle comunità duramente colpite da un fenomeno tanto violento quanto imprevedibile”. Così il Sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, commenta il decreto firmato oggi dal Presidente della Regione, Michele De Pascale.

Il provvedimento, valido per 180 giorni a partire dal 16 giugno, riguarda 28 Comuni tra cui Sassuolo, interessati da allagamenti, frane e danni diffusi. Permetterà di attivare misure straordinarie per interventi urgenti e di messa in sicurezza.

“Anche il Comune di Sassuolo – prosegue Mesini – si è attivato fin da subito per trasmettere alla Regione la richiesta formale, oggi accolta. Ringrazio il Presidente De Pascale, la Sottosegretaria Rontini e la Giunta regionale per l’attenzione riservata ai territori e per la tempestività dimostrata nel rispondere a un’emergenza che ha avuto conseguenze importanti anche nella nostra città.

La violenza delle precipitazioni ha messo in crisi i sistemi di drenaggio urbano, causando allagamenti, smottamenti, danni a infrastrutture e proprietà private. Ora sarà possibile attivare le prime misure per il ripristino e la messa in sicurezza”.

“Come amministrazione comunale – conclude il Sindaco – siamo pronti a fare la nostra parte, collaborando con Regione, Protezione civile e tutti i soggetti coinvolti, per intercettare ogni risorsa utile alla tutela del territorio e alla gestione delle conseguenze di questa emergenza”.

 

L’assessore Mammi: I dazi danneggiano prima di tutto l’Emilia-Romagna, la regione che esporta di più negli Stati Uniti

L’assessore Mammi: I dazi danneggiano prima di tutto l’Emilia-Romagna, la regione che esporta di più negli Stati Uniti

“L’Emilia-Romagna è la regione che esporta di più negli USA: se venissero confermate le anticipazioni sui contenuti dell’accordo, sarebbe necessario mettere in campo misure compensative per i comparti colpiti. Siamo preoccupati per tutte le nostre Dop e Igp e per il vino: auspico fortemente che ci saranno esenzioni a questi nuovi dazi. Adesso serve un contrattacco deciso che punti a potenziare l’export e a tutelare le filiere colpite e i redditi dei lavoratori”.

Così l’assessore regionale all’Agricoltura e ai Rapporti con l’Unione Europea, Alessio Mammi, commenta l’annuncio sull’accordo sui dazi tra Usa ed Europa.

“Al momento non sappiamo se le tariffe del 15% saranno comprensive dei dazi precedenti o andranno ad aggiungersi a questi andando a comporre un quadro che sarebbe molto preoccupante – prosegue l’assessore-. Ma anche nel caso fossero onnicomprensivi, danneggerebbero comunque l’economia, italiana e mondiale, perché essendo tasse aumenteranno l’inflazione e faranno calare il potere d’acquisto, e fanno prevedere a Confindustria un calo dell’export pari a 22 miliardi di euro. A questa situazione vanno sommati anche gli aumenti che imprese e famiglie stanno affrontando a causa della situazione geopolitica e la svalutazione del dollaro, senza considerare quello che resta l’aspetto più grave: la mancanza di chiarezza sulla reciprocità dei dazi e l’indecisione nell’introduzione della cosiddetta web tax che andrebbe a colpire le Big Tech, che continuano a beneficiare di condizioni fiscali incomprensibili se paragonate a quelle delle aziende manifatturiere che creano posti di lavoro e ricchezza in Europa”.

“Sul piano più strettamente politico- sottolinea ancora Mammi- è venuta a mancare un’azione davvero unitaria, forte e condivisa da Parte dell’Unione Europea, che avrebbe permesso di ottenere condizioni migliori, ad esempio facendo rientrare nell’accordo i comparti dei servizi, della finanza, dell’energia, della difesa avrebbe riequilibrato lo squilibrio sulla bilancia commerciale e reso il negoziato più agevole”

“Adesso è necessario pensare a soluzioni – conclude l’assessore- e prevedere interventi compensativi a favore delle filiere colpite dai dazi che possiamo mettere in campo come Paese e come Unione Europea. Servirebbe possibilmente un nuovo NEXT Generation EU, finanziato con debito comune europeo per sostenere le manifatture ad essere competitive. Nel solco indicato dai rapporti Draghi e Letta per la creazione di un vero mercato comune. Agire sulla riduzione del costo del lavoro, la semplificazione e la competitività delle imprese investendo su logistica, energia, tecnologie, dati, ricerca e favorire il rientro di ricercatori, medici, professionisti della conoscenza. Bisogna, inoltre, continuare ad investire negli Stati Uniti, mercato fondamentale e irrinunciabile e che ama i nostri prodotti, e dove l’Emilia-Romagna ha record assoluto di export pro capite, ma contemporaneamente esplorare nuovi mercati, come l’Asia del Giappone e della Corea del Sud e il Sud America. Ma per aiutare le nostre imprese ad affrontare il duro colpo dei dazi dobbiamo far ripartire la domanda interna, soprattutto in Italia. Perché il 70% dell’economia del Paese è legato alla domanda interna, quindi è fondamentale attuare una politica di sostegno dei redditi di chi lavora”.

I numeri delle esportazioni dell’Emilia-Romagna verso gli Stati Uniti

Nel 2024, l’Emilia-Romagna ha esportato negli Stati Uniti beni per un valore di quasi 10,5 miliardi di euro, pari al 16,2% del totale delle esportazioni italiane nel mercato americano (64,8 miliardi di euro), la seconda regione per valore assoluto dopo la Lombardia (con il 21,2% dell’export nazionale negli Usa), prima di Toscana (15,8%) e Veneto (11,2%) e prima in Italia per valore pro capite. Gli Stati Uniti rappresentano il 12,5% dell’export complessivo dell’Emilia-Romagna (83,6 miliardi di euro). Oltre 6mila le imprese interessate.

I principali settori per valore di esportazioni sono: i mezzi di trasporto/automotive (quasi 3,3 miliardi di euro esportati, pari al 31% dell’export regionale verso gli Usa), i macchinari e gli apparecchi industriali (3,1 miliardi di euro, pari al 29%), l’industria alimentare e delle bevande (986 milioni di euro, pari al 9,4%), e il settore della farmaceutica (circa 650 milioni di euro, pari al 6,2%).

L’Emilia-Romagna dichiara lo stato di crisi regionale dopo i violenti fenomeni meteo del 16 e 17 giugno

L’Emilia-Romagna dichiara lo stato di crisi regionale dopo i violenti fenomeni meteo del 16 e 17 giugno
SP16 Fiorano-Formigine

Allagamenti, interruzioni stradali, danni a edifici pubblici e privati, frane: la Regione Emilia-Romagna ha dichiarato lo stato di crisi regionale per i territori colpiti dall’ondata di maltempo del 16 e del 17 giugno 2025, che ha interessato in particolare le aree collinari e pedecollinari delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Forlì-Cesena.

Il decreto, firmato oggi dal presidente Michele de Pascale, ha validità di 180 giorni a partire dal 16 giugno scorso. Con la dichiarazione dello stato di crisi, la Regione potrà intervenire con urgenza per rispondere all’emergenza: dai fondi straordinari per il ripristino delle infrastrutture e per la messa in sicurezza del territorio, alla possibilità di attivare rapidamente interventi anche in deroga alle procedure ordinarie.

“Lo stato di crisi regionale– sottolinea la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini– ci consente di attivare risorse e procedure straordinarie per affrontare con efficacia le conseguenze del maltempo e sostenere i territori colpiti. È uno strumento concreto che ci permette di intervenire rapidamente a fianco dei Comuni e delle comunità, per avviare i cantieri necessari, ripristinare infrastrutture danneggiate e garantire assistenza alla popolazione. In queste settimane i nostri tecnici, insieme alla Protezione civile e alle amministrazioni locali, hanno lavorato per garantire gli interventi urgenti, ma adesso è necessario accelerare: messa in sicurezza, stima dei danni, prime opere di ripristino. Servono risposte rapide e coordinate”.

“E poi dobbiamo guardare avanti- prosegue Rontini- perché fenomeni di questo tipo non sono più eccezionali e di fronte a eventi meteo sempre più estremi è nostro dovere rispondere con prontezza, ma anche con visione. Il nostro impegno non si ferma alla gestione dell’emergenza: vogliamo rafforzare la prevenzione, investire nella manutenzione del territorio e nelle opere strutturali. Perché ciò che un tempo era fuori dall’ordinario, oggi sta diventando la norma. L’Emilia-Romagna deve essere sempre più preparata e la Regione farà la sua parte, come ha sempre fatto”.

I Comuni interessati

Sono 28 i Comuni interessati dall’ondata di maltempo del 16 e del 17 giugno. Si tratta dei Comuni di Calestano, Neviano negli Arduini, Fornovo di Taro, Traversetolo e Tizzano Val Parma nel parmense; Casalgrande, Scandiano e Castellarano nel reggiano; Castelfranco Emilia, Fiorano Modenese, Formigine, Maranello, Marano sul Panaro, Sassuolo, Savignano sul Panaro, Soliera e Vignola in provincia di Modena. Poi Sasso Marconi, Molinella, Valsamoggia e San Giovanni in Persiceto nel bolognese; Cesena, Sarsina, Mercato Saraceno, Civitella di Romagna, Galeata, Montiano e Roncofreddo nel forlivese.

Il maltempo del 16 e del 17 giugno

L’Emilia-Romagna è stata colpita da un’intensa fase di instabilità atmosferica tra il 16 e il 17 giugno, con temporali localizzati, ma estremamente violenti, che hanno interessato in particolare le aree collinari del Parmense, Reggiano, Modenese, Bolognese e Forlivese. Le precipitazioni, a tratti torrenziali, sono state accompagnate da forti raffiche di vento e numerose fulminazioni, causando condizioni critiche in diverse zone.

I dati meteo, forniti da Arpae, riportano cumulate orarie superiori ai 40 mm, con picchi notevoli su intervalli molto brevi: 29,8 mm in 15 minuti a Carpineta (FC) e 28,8 mm a Vignola (MO). In alcuni settori del Forlivese, nella giornata del 17 giugno, si sono superati i 150 mm in 24 ore.

La violenza e la rapidità dei fenomeni hanno messo in crisi i sistemi di drenaggio urbano, provocando allagamenti, esondazioni di rii e corsi d’acqua minori, smottamenti, interruzioni della viabilità e danni diffusi al patrimonio pubblico e privato, con particolare impatto nelle aree collinari e pedecollinari.

Nel 2023 investiti quasi 46 milioni di euro in provincia di Modena per il Servizio Idrico Integrato

Nel 2023 investiti quasi 46 milioni di euro in provincia di Modena per il Servizio Idrico IntegratoQuasi 46 milioni di euro di investimenti in acquedotti, fognature e depurazione realizzati nel 2023 in provincia di Modena per il Servizio Idrico Integrato (SII), con un incremento di oltre 7,6 milioni di euro rispetto al 2022.

 

I dati e le informazioni che la struttura di ATERSIR ha presentato ai Sindaci – riuniti nel Consiglio Locale coordinato dall’Assessora all’ambiente, edilizia privata e urbanistica del Comune di Maranello, Elisabetta Marsigliante -, che sono oramai definitivi e consolidati fino all’anno 2023, dimostrano il forte impegno di tutti i soggetti in questo settore. A partire dai Sindaci e dall’Agenzia regionale di cui sono titolari che hanno predisposto i Piani, allocato le risorse economiche nella tariffa e monitorato e controllato lo sviluppo degli interventi, fino naturalmente ai gestori HERA S.p.a., AIMAG S.p.a. e Sorgeaqua che hanno impiegato in maniera ottimale le loro capacità tecniche e finanziarie per realizzare questo piano di investimenti.

Si tratta di 124 interventi per un valore complessivo di quasi 31 milioni di euro, investiti dal gestore Hera S.p.A. (che opera nel capoluogo e in tutta l’area di pianura e montagna).

Nel dettaglio gli investimenti sono stati così ripartiti:

  • 19,3 milioni di euro per interventi sugli acquedotti,
  • 5,3 milioni di euro per impianti di depurazione,
  • 6 milioni di euro per reti fognarie,
  • 200 mila euro per la gestione delle acque bianche.

Nello stesso anno, AIMAG S.p.a. (affidatario del servizio per l’area della Bassa Modenese attorno ai comuni di Carpi e Mirandola), ha investito per un totale di 72 interventi 13 milioni di euro così ripartiti:

  • 10,5 milioni di euro per interventi sugli acquedotti,
  • 1 milione di euro per impianti di depurazione,
  • 1,3 milioni di euro per reti fognarie,
  • 11,5 mila euro per la gestione delle acque bianche,
  • 88 mila euro ripartiti su tutte le categorie.

Infine Sorgeaqua (che opera in provincia di Modena nei comuni di Finale Emilia, Nonantola e Ravarino, e in quelli di Crevalcore e Sant’Agata Bolognese in provincia di Bologna) per un totale di 34 interventi ha investito quasi due milioni di euro di cui quasi 1 milione per interventi sugli acquedotti, quasi 900mila euro per impianti di depurazione, circa 80mila per reti fognarie.

In totale per ogni cittadino modenese nel 2023 in media sono stati investiti 65 euro nel servizio idrico integrato, 11 euro in più rispetto allo scorso anno.

A livello regionale, nel 2023, in Emilia-Romagna sono stati investiti oltre 321 milioni di euro in impianti e infrastrutture del Servizio Idrico Integrato (acquedotti, fognature e depurazione), con un incremento di quasi 16 milioni rispetto al 2022 per un totale di 1.491 interventi. Sul totale degli investimenti, oltre 197 milioni sono stati destinati agli acquedotti, oltre 53 milioni alla depurazione, quasi 66 milioni alla fognatura, oltre 1,7 milioni alla raccolta e allontanamento di acque bianche e acque meteoriche e oltre 2 milioni sono stati ripartiti tra i vari progetti.

Questi numeri confermano l’impegno dell’Agenzia nell’ammodernare e rendere più efficienti le infrastrutture idriche, con l’obiettivo di ridurre le perdite d’acqua, in linea con i principi della Legge Regionale 23/2011, che riconosce l’acqua come bene naturale e diritto umano universale.

Giovani, ‘Scuole aperte’ anche di pomeriggio per renderle luoghi di comunità e aggregazione

Giovani, ‘Scuole aperte’ anche di pomeriggio per renderle luoghi di comunità e aggregazioneCon l’avvio della sperimentazione delle ‘scuole aperte’ negli istituti superiori di primo grado, in Emilia-Romagna prende forma un nuovo modello educativo. Un’iniziativa della Regione che punta a trasformare le aule scolastiche in presìdi permanenti di inclusione, partecipazione e orientamento, e che prevede anche l’apertura di sportelli di orientamento nei territori, per gli studenti dagli 11 ai 19 anni.

Attraverso l’avviso pubblico per la promozione del successo formativo e il contrasto alle povertà educative, approvato dalla Giunta, la Regione lancia un piano articolato per sostenere studenti e famiglie nelle scelte formative, prevenire la dispersione scolastica e rafforzare la rete educativa locale mettendo a disposizione complessivamente 4,5 milioni di fondi europei (misura FSE+ 2021-2027).

L’intervento prevede due grandi direttrici di azione. La prima direttrice, finanziata con 2 milioni di euro, avvia la sperimentazione delle ‘scuole aperte’ all’interno delle scuole secondarie di primo grado promuovendo la realizzazione di attività educative, sportive e culturali in orario extracurriculare. L’obiettivo è trasformare gli edifici scolastici in veri spazi di comunità, dove si promuovono la socializzazione, la partecipazione e l’inclusione e coinvolgere le istituzioni scolastiche secondarie di primo grado, statali o paritarie, anche in forma associata con altri soggetti del territorio (associazioni culturali, sportive, enti locali, cooperative sociali).

La seconda, sostenuta da 2,5 milioni di euro, mira a rafforzare su base territoriale una rete coordinata di presìdi dedicati all’orientamento scolastico e formativo per i ragazzi dagli 11 ai 19 anni. Si tratta di spazi stabili, uno per provincia su tutto il territorio regionale, gestiti dagli Enti locali, accessibili e integrati con scuole, enti di formazione, università e servizi per l’impiego, in grado di offrire ascolto, consulenza e accompagnamento personalizzato a studenti, famiglie e insegnanti. Il finanziamento, destinato agli Enti Locali – anche in forma associata –  è così ripartito: 503.398 euro per la Città metropolitana di Bologna 391.480,00 per Modena, 315.614 per Reggio Emilia, 260.020 Parma, 175.290 per Piacenza, 187.120  euro per Ferrara, 225.000 per Ravenna, 232.940 per Forlì-Cesena, 209.138 per Rimini.

“L’educazione non si esaurisce tra i banchi: deve diventare una vera e propria infrastruttura sociale- spiega Isabella Conti, assessora a Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia e Scuola -. Con questo bando vogliamo offrire ai nostri territori un’opportunità nuova. Rendere gli spazi scolastici accessibili anche oltre l’orario canonico significa dare, a ragazze e ragazzi, gli strumenti e i luoghi per esprimersi, coltivare passioni e talenti, costruire legami significativi. È una risposta culturale e sociale, non solo organizzativa: aprire le scuole significa aprire possibilità, diritti, orizzonti in linea con la migliore tradizione della nostra terra.”

“In questo tempo di grandi cambiamenti- aggiunge Conti- serve una presenza capillare, riconoscibile e stabile che sappia intercettare i bisogni e accompagnare i percorsi formativi anche nei momenti di difficoltà. Per questo prevediamo anche presìdi stabili e accessibili sul territorio, dedicati all’orientamento, dove studenti, famiglie e insegnanti possano trovare ascolto, consulenza e accompagnamento personalizzato. Si tratta di un grande lavoro di rete tra istituzioni scolastiche, enti di formazione, università famiglie, enti locali e Terzo settore con l‘obiettivo di garantire a tutti l’accesso a servizi qualificati e personalizzati, che aiutino a fare scelte informate, solide, coerenti. Con questo avviso rafforziamo la capacità dei territori di costruire risposte concrete e di accompagnare i nostri giovani in un percorso di autonomia e dignità”.

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per le ore 12 dell’8 ottobre 2025. I progetti selezionati partiranno nei mesi successivi, con il coinvolgimento attivo di scuole, enti di formazione, amministrazioni locali e realtà del terzo settore.

Il provvedimento, che si inserisce nel più ampio impegno della Regione Emilia-Romagna per il diritto allo studio, tracciato dal programma di mandato della nuova legislatura, è coerente con le priorità 3 (inclusione) e priorità 4 (occupazione giovanile) del Programma FSE+ 2021-2027 e contribuisce all’attuazione concreta del Pilastro europeo dei diritti sociali.

Transizione digitale, l’ultimo bando della Regione stanzia 58 milioni di euro per oltre mille piccole e medie imprese

Transizione digitale, l’ultimo bando della Regione stanzia 58 milioni di euro per oltre mille piccole e medie impreseCinquantotto milioni di euro di finanziamento regionale a oltre mille piccole e medie imprese del territorio emiliano-romagnolo per favorire la transizione digitale. In particolare, con l’obiettivo di aumentare la flessibilità e adattabilità, la sicurezza, l’efficienza dei processi organizzativi, produttivi e di servizio, oltre che favorire l’innovazione dei prodotti e l’adozione di modelli di business che garantiscano attenzione agli impatti ambientali e sociali delle attività svolte.

È questo l’esito del Bando regionale per il sostegno della transizione digitale delle imprese con risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale Pr-Fesr 2021-27, che ha visto la partecipazione di 1.196 realtà imprenditoriali, di cui 1.053 hanno ricevuto una valutazione positiva. A queste sarà quindi erogato un contributo a fondo perduto del 40% della spesa ritenuta ammissibile, con la possibilità di aumentarla del 7% nel caso in cui ricorrano alcuni elementi particolari previsti dal bando, per un importo massimo di contributo di 90mila euro per ogni progetto.

L’intenzione è quella di favorire interventi non inferiori a 20mila euro, anche se dall’analisi delle domande è emerso che la dimensione media dei progetti ha superato i 140 mila euro, coinvolgendo così sia le imprese che devono compiere un primo passo verso la digitalizzazione delle funzioni aziendali, sia le imprese con una maturità digitale più avanzata, che introducono, implementano o adattano soluzioni tecnologiche avanzate, quali ad esempio le tecnologie abilitanti previste nel piano nazionale impresa 4.0 (Internet delle cose, Big data analytics, Integrazione orizzontale e verticale dei sistemi, Simulazioni virtuali, Robotica, Cloud computing, Realtà aumentata, Stampanti 3d, Cybersecurity) e le più recenti tecnologie.

“Questo secondo bando a sostegno della digitalizzazione delle nostre pmi ha dimensioni senza precedenti per numero di imprese coinvolte ed entità del sostegno erogato. Un impegno che consolida il ruolo dell’Emilia-Romagna fra le Regioni più innovative in Europa– dichiarano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e il vicepresidente, Vincenzo Colla-.  L’obiettivo del bando è qualificare sempre più le nostre filiere. La transizione digitale e i processi di trasformazione tecnologica, infatti, rappresentano oggi un elemento strategico per l’evoluzione del sistema economico e produttivo dell’Emilia-Romagna, strumenti imprescindibili per favorire l’innovazione, la crescita e la creazione di occupazione di qualità. Questa misura– aggiungono- non è solo un’opportunità per rafforzare la competitività delle imprese, ma contribuisce concretamente anche alla transizione sostenibile delle attività economiche. Particolare attenzione, infatti, è stata data alla riduzione degli sprechi e degli scarti, in un’ottica di economia circolare, oltre al miglioramento del benessere lavorativo attraverso soluzioni di automazione intelligente”.

I progetti ammessi riguardano 231 Pmi della provincia di Bologna, 57 di Ferrara, 98 di Forlì-Cesena, 92 di Ravenna, 72 di Rimini, 212 di Modena, 149 di Reggio Emilia, 96 di Parma e 46 di Piacenza. Scendendo nei dettagli, dal bando emerge il grande interesse da parte delle imprese culturali e creative, di cui sono stati ammessi 193 progetti dei 224 presentati. Significativa, inoltre, la partecipazione delle imprese del commercio e di quelle artigiane, le più coinvolte nell’intraprendere i primi passi nella digitalizzazione di base. Molto alto l’interesse delle imprese della filiera meccanica-metallurgica, le più coinvolte nell’acquisto di macchinari e tecnologie previste nel piano nazionale impresa 4.0, forti anche degli investimenti già realizzati nell’ambito di precedenti bandi dalla Regione. Tra le proposte più interessanti, con punteggi prossimi alla soglia massima, si segnalano infine anche quelli presentati da imprese nel settore meccanico, della consulenza aziendale, del turismo e della logistica.

“Welcome to Fiorano”, sabato il centro si anima

“Welcome to Fiorano”, sabato il centro si animaSabato 2 agosto 2025 il centro si anima con “Welcome to Fiorano”: dalle ore 19.00 alle 24.00, in piazza Ciro Menotti e via Vittorio Veneto saranno esposte auto sportive e sarà possibile mangiare e bere ai tavolini all’aperto degli esercizi commerciali della zona, ascoltando buona musica.

L’iniziativa organizzata dal Comitato Fiorano in Festa, in collaborazione con le attività del centro e il patrocinio del Comune di Fiorano Modenese

Una serata d’estate per stare insieme e divertirsi con una chicca unica e interessante: “Un banchetto da non perdere” dedicato al collezionismo, proposto da “Non solo stickers”, negozio di prossima apertura in via Vittorio Veneto, 70.

Per consentire lo svolgimento della manifestazione via Vittorio Veneto, nel tratto interessato dall’evento, sarà chiusa dalle ore 16 di sabato 2 agosto fino alle ore 24.

Apertura serale straordinaria per il castello di Montegibbio

Apertura serale straordinaria per il castello di MontegibbioNuova apertura straordinaria domani, mercoledì 30 luglio, per il Castello di Montegibbio che apre straordinariamente le proprie porte per suggestive visite guidate serali agli interni del Palazzo Marchionale, organizzate in collaborazione con il Circolo Boschetti Alberti. I tour guidati avranno luogo dalle 19:30 alle 22:00 con ultimo ingresso alle 21:30 senza prenotazione.

Sassuolo-Napoli: il 10 agosto parte la prevendita dei biglietti

Sassuolo-Napoli: il 10 agosto parte la prevendita dei biglietti
immagine d’archivio

In merito alla gara Sassuolo-Napoli, prima giornata di Serie A Enilive, in programma sabato 23 agosto alle ore 18.30 presso il Mapei Stadium, il Sassuolo Calcio comunica che la prevendita dei biglietti partirà martedì 12 Agosto dalle ore 10.

L’acquisto di biglietti in Tribuna Sud sarà esclusivamente riservato ai possessori di Sassuolo Card (sottoscritte entro il 30 giugno 2025).

Sul sito del Sassuolo Calcio tutte le informazioni relative alla prevendita.

Viabilità distretto ceramico, CNA: “Bene l’apertura anticipata del ponte di Veggia, ora risolvere altre criticità”

Viabilità distretto ceramico, CNA: “Bene l’apertura anticipata del ponte di Veggia, ora risolvere altre criticità”“L’apertura anticipata del ponte di Veggia rappresenta un fatto sicuramente positivo, rispetto al quale ci piace pensare che abbia avuto una parte importante anche la concertazione con le parti sociali, che ha permesso di individuare soluzioni in grado di ridurre i disagi sul traffico, sia di natura privata che economica”.

Così il responsabile Saverio Marmo, presente alla cerimonia di riapertura del Ponte Veggia, assieme ai presidenti CNA dell’Area, ha commentato l’apertura dell’importante infrastruttura.

“Non ci si può, però, limitare a gestire le emergenze e gestire criticità certo non adeguate al tessuto economico-sociale del distretto – continua Marmo – Occorre lavorare subito alla progettazione di altri interventi determinanti per lo sviluppo del territorio. Tutte le presidenze delle CNA dell’Area di Sassuolo hanno condiviso l’urgenza di sollecitare in questo senso le istituzioni”.  

Due, secondo CNA, sono questi interventi. Innanzitutto, il raddoppio della Pedemontana, poi la realizzazione del terzo ponte sul Secchia, fondamentale anche per il collegamento con i nostri Comuni della montagna. “Se tutti siamo d’accordo – e credo che lo siamo – sulla assoluta necessità di questi due interventi, occorre subito lavorare affinché questi siano realizzati, ma non con i tempi biblici con cui è stata conclusa l’attuale pedemontana o, peggio, con quelli della Bretella Campogalliano-Sassuolo, che attende ancora di essere iniziata. Si tratta di infrastrutture di cui c’è bisogno subito e per questo speriamo che gli enti locali si attivino subito per costruire tavoli di lavoro che, nel giro di qualche mese, portino alle prime concrete idee per la loro progettazione”.    

 

Anche Ismaël Koné al Sassuolo Calcio

Anche Ismaël Koné al Sassuolo Calcio
Ismaël Koné (ph Sassuolo calcio)

Dall’Olympique Marsiglia, con la formula del prestito con diritto di acquisto che diventa obbligo al verificarsi di determinate condizioni, l’U.S. Sassuolo Calcio ha acquisito le prestazioni sportive del calciatore Ismaël Koné (centrocampista, 2002).

Nato ad Abidjan in Costa d’Avorio, a 7 anni Ismaël si trasferisce a Montreal e inizia subito a giocare per i Notre-Dame-de-Grâce Panthers, fin quando viene notato dal CS Saint-Laurent, dove vince la medaglia di bronzo nel campionato Under 17. Dopo alcuni provini con due club belgi, a causa del Covid torna in Canada ad allenarsi con la squadra Under 23 del CF Montreal, guadagnandosi la chiamata in prima squadra nel 2021.

Segna nel giorno del suo debutto con il Montreal in CONCACAF Champions League a febbraio 2022, e nel corso dell’anno richiama le attenzioni di alcuni club inglesi. Dopo 32 presenze, 4 gol e 5 assist, a dicembre viene acquistato dal Watford: debutta a gennaio 2023 nella FA Cup e trova la prima rete nella vittoria 3-2 contro il Norwich. A giugno 2024, collezionate 63 presenze, 4 reti e 4 assist con la maglia giallonera, si fa avanti il Marsiglia: Koné approda in Francia, veste la maglia biancazzurra 9 volte e nel mercato di gennaio passa in prestito al Rennes, dove trova più continuità (13 presenze), oltre a due marcature e un assist.

Convocabile sia dalla Costa d’Avorio che dal Canada, sono i nordamericani a chiamare Ismaël per le qualificazioni ai mondiali del 2022, in cui fa il suo debutto. Due giorni dopo aver trovato il primo gol in un’amichevole contro il Barhain, Koné viene inserito nella squadra per Qatar 2022, dove prende parte in tutte e tre le sfide del girone. A giugno 2023 partecipa alle CONCACAF Nations League Finals, trovando la rete contro la Jamaica, e l’anno successivo alla Copa America e poi di nuovo alle Final e alla Gold Cup, con un totale di 31 presenze con la nazionale nordamericana con anche 3 reti.

Al sabato, in agosto, uffici comunali chiusi a Sassuolo

Al sabato, in agosto, uffici comunali chiusi a SassuoloCome ogni anno, con l’inizio del mese di agosto, anche gli uffici del Comune di Sassuolo iniziano turni ad orario ridotto che porteranno alla chiusura di tutti i sabati del mese.

Fatti salvi i Servizi di Vigilanza Urbana, che sarà in funzione normalmente, e le Funzioni di Stato Civile, attive per le funzioni non derogabili, sabato 2,9,16, 23 e 30 agosto i restanti uffici del Comune di Sassuolo saranno chiusi al pubblico.

Assemblee rappresentative, valorizzazione delle zone montane, rigenerazione di spazi verdi e urbani, protagonismo giovanile

Assemblee rappresentative, valorizzazione delle zone montane, rigenerazione di spazi verdi e urbani, protagonismo giovanileVivere la comunità e nella comunità, valorizzando gli spazi di aggregazione e il verde pubblico, investendo sulle giovani generazioni. Con l’obiettivo di creare una palestra di attivismo per una Regione che guarda con forte interesse alla partecipazione, in ogni area del territorio. Questo, in sintesi, quanto emerge dalle graduatorie del bando partecipazione 2025 nell’ambito del quale è stato approvato il finanziamento di 43 progetti dedicati ad assemblee rappresentative, valorizzazione delle zone montane, rigenerazione di spazi verdi e urbani, protagonismo giovanile per un investimento di oltre 800mila euro.

“Le 91 domande presentate sono un chiaro indicatore dell’interesse attivo delle nostre comunità verso il territorio in cui vivono e lavorano- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-. Un interesse che coinvolge anche le realtà più piccole, le aree montane, quelle colpite dalle alluvioni. Con questi progetti apriamo una nuova fase che ci impegna a rafforzare ogni strumento e processo partecipativo anche in vista della Giornata della Partecipazione, che sarà occasione per fare il punto”.

Subito dopo la pausa estiva saranno programmati incontri diffusi sul territorio per ascoltare sindaci, assessori, tecnici e società civile, raccogliendo proposte e bisogni.

Bando 2025: i dati

Due le linee di finanziamento.

La prima – Linea A – riguarda i percorsi partecipativi a livello locale, che ha registrato 79 domande arrivate, per 72 progetti ammessi in graduatoria e 36 finanziati, con un investimento da parte della Regione di oltre mezzo milione di euro (538.425.000).

I progetti ammessi a finanziamento sono stati presentati da 23 soggetti pubblici (21 Comuni, una Unione di Comuni e una Acer) e da 13 soggetti privati, tra cui 4 Onlus. Ogni territorio provinciale ha avuto almeno un progetto approvato: uno a Piacenza, cinque a Parma, tre a Reggio-Emilia, tre a Modena, nove a Bologna, uno a Ferrara, cinque a Ravenna, due a Forlì-Cesena, sette a Rimini.

Tutti i progetti ammessi al contributo hanno seguito le linee strategiche prioritarie indicate dalla Regione, suddividendosi in coesione sociale (25 progetti), coinvolgimento giovani generazioni (7 progetti), transizione ecologica (3 progetti), emersione interessi sottorappresentati (1 progetto).

Per quanto riguarda la Linea B sui percorsi rappresentativi deliberativi, sono state presentate 12 domande e ammessi in graduatoria 12 progetti, di cui 7 finanziati con 270.425.000 euro di investimento regionale.

La linea, dedicata esclusivamente a soggetti pubblici, ha visto tra i soggetti ammessi a finanziamento: Città Metropolitana, quattro Comuni, di cui due capoluoghi, una Unione di Comune e un Ente Parchi.

I progetti provengono dalle province di Piacenza, Parma, Reggio-Emilia, Modena, Bologna.

Anche in questo caso tutti i progetti ammessi a contributo riguardano le priorità strategiche regionali: coesione sociale (3 progetti), coinvolgimento giovani generazioni (2), transizione ecologica (2).

Il consorzio del Parmigiano Reggiano investe nei giovani e nella formazione

Il consorzio del Parmigiano Reggiano investe nei giovani e nella formazioneIl Consorzio del Parmigiano Reggiano conferma il proprio impegno a favore della crescita professionale e delle competenze nella filiera approvando il bando per l’assegnazione di quattro borse di studio, finanziate direttamente dal Consorzio, a sostegno di giovani che intendano intraprendere percorsi formativi legati al settore agroalimentare e lattiero-caseario. Si tratta di un investimento complessivo di 54.000 euro per i prossimi tre anni, con l’obiettivo di favorire la formazione di nuove figure professionali nel territorio di origine della Dop e garantire così un futuro solido e qualificato alle imprese che ogni giorno contribuiscono alla produzione del Parmigiano Reggiano.

Il bando prevede una borsa di studio per ciascuno dei due percorsi biennali negli Istituti tecnici superiori (ITS): il corso Food Tech presso la Fondazione ITS Tech&Food di Parma e il corso Digital & Green Transition nei processi di produzione e trasformazione agro-alimentare presso la Fondazione ITS Academy Mantova Agroalimentare Sostenibile, entrambe realtà di cui il Consorzio è socio fondatore e membro del Comitato tecnico. Ogni borsa di studio ha un valore di 3.000 euro per ciascuno dei due anni di corso. A queste si aggiungono due borse di studio destinate al corso di laurea ad orientamento professionale in Tecnologie e gestione dell’impresa casearia (TeGIC) dell’Università di Parma, sostenuto dal Consorzio fin dalla sua attivazione nel 2023, del valore di 7.000 euro per ciascuno dei tre anni di corso.

Il bando è rivolto a giovani diplomati under 30. Per rafforzare il legame tra l’investimento del Consorzio e il territorio d’origine della Dop, la candidatura dovrà essere promossa da un soggetto della filiera (caseificio, allevamento, operatore), che potrà anche rendersi disponibile ad accogliere il candidato per il tirocinio previsto dai corsi. La selezione avverrà attraverso la valutazione delle candidature e la redazione di una graduatoria di merito. Il saldo annuale della borsa sarà subordinato al raggiungimento dei requisiti formativi previsti al termine di ciascun anno di corso. Il bando e i moduli per la candidatura sono disponibili sul sito del Consorzio al seguente link: https://www.parmigianoreggiano.com/it/consorzio-bandi-gare . Le domande dovranno essere presentate entro il 29 agosto 2025. Con questa iniziativa, il Consorzio rafforza il proprio ruolo di promotore dello sviluppo professionale, con un’attenzione particolare alla sostenibilità sociale e al radicamento territoriale della filiera.

«A nome di tutta la filiera rappresentata dal Consorzio, siamo orgogliosi di lanciare questo bando per l’assegnazione di quattro borse di studio», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. «Investire nei giovani e nella loro formazione significa investire nel futuro del nostro territorio e nella qualità della nostra filiera. Con questo progetto offriamo un’opportunità concreta a chi desidera costruire un percorso professionale nel settore agroalimentare e lattiero-caseario, valorizzando le competenze e rafforzando il legame con le imprese che ogni giorno contribuiscono a rendere unico il Parmigiano Reggiano. È un impegno che guarda lontano, con l’obiettivo di garantire continuità, innovazione e sostenibilità sociale alla nostra Dop formando oggi i nostri ambasciatori di domani».

Elenco di chiusure programmate su A1 e 14

Elenco di chiusure programmate su A1 e 14Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di manutenzione della segnaletica orizzontale, dalle 21:00 di mercoledì 30 alle 5:00 di giovedì 31 luglio, sarà chiusa la stazione di Valsamoggia, in entrata e in uscita. In alternativa, si consiglia di utilizzare la stazione di Bologna Casalecchio sul Raccordo di Casalecchio, di Bologna Borgo Panigale sulla A14 Bologna-Taranto o di Modena sud sulla stessa A1.

Per consentire lavori di pavimentazione, nelle due notti di mercoledì 30 e giovedì 31 luglio, con orario 21:00-5:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Reggio Emilia e Terre di Canossa Campegine, verso Milano. Si precisa che l’area di parcheggio “Crostolo est”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa dalle 19:00 di mercoledì 30 alle 5:00 di giovedì 31 luglio e dalle 19:00 di giovedì 31 luglio alle 5:00 di venerdì 1 agosto. In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Reggio Emilia, percorrere la viabilità ordinaria: viale dei Trattati di Roma, SS722, viale Martiri Piazza Tienanmen, SS9 via Emilia Via Bertona, SP111 e rientrare in A1 alla stazione di Terre di Canossa Campegine.

Per consentire lavori di pavimentazione, sarà chiusa la stazione di Modena nord, secondo il seguente programma:

  • DALLE 21:00 DI MERCOLEDI’ 30 ALLE 5:00 DI GIOVEDI’ 31 LUGLIO

in uscita per chi proviene da Milano. In alternativa, si consiglia di uscire alla stazione di Reggio Emilia o di Modena sud.

  • DALLE 22:00 DI VENERDI’ 1 ALLE 6:00 DI SABATO 2 AGOSTO

in entrata in entrambe le direzioni – Bologna e Milano. In alternativa, si consiglia di entrare alle seguenti stazioni: verso Bologna: Modena sud; verso Milano: Reggio Emilia.

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Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di pavimentazione, nelle due notti di mercoledì 30 e giovedì 31 luglio, con orario 21:00-5:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Imola e Castel San Pietro, verso Bologna. In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Imola, percorrere la viabilità ordinaria: via Selice, SP610, SP19, SS9 via Emilia, via Cova, via San Carlo e rientrare in A14 alla stazione di Castel San Pietro.

Per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 00:00 alle 5:00 di giovedì 31 luglio, sarà chiusa la stazione di Bologna Fiera, in uscita per chi proviene dalla A1 Milano-Napoli. In alternativa, si consiglia di uscire alla stazione di Bologna Borgo Panigale al km 4+800 della stessa A14, di Bologna Casalecchio al km 0+800 del Raccordo di Casalecchio o alla stazione di Bologna Interporto al km 7+900 della A13 Bologna-Padova. Si ricorda che la stazione di Bologna Arcoveggio, sulla A13 Bologna-Padova, è chiusa, da entrambe le provenienze, per consentire lavori di ammodernamento delle barriere antirumore.

Per consentire lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale, dalle 22:00 di venerdì 1 alle 6:00 di sabato 2 agosto, sarà chiusa la stazione di Bologna San Lazzaro, in entrata verso la A1 Milano-Napoli e in uscita per chi proviene dalla A1 e da Ancona. In alternativa, si consiglia di utilizzare la stazione di Castel San Pietro o di Bologna Fiera, situate rispettivamente al km 38+200 e al km 15+500 della A14.

Differenziata di carta e cartone, Emilia-Romagna da record: è la regione con la raccolta pro-capite più alta d’Italia, quasi 100 kg

Differenziata di carta e cartone, Emilia-Romagna da record: è la regione con la raccolta pro-capite più alta d’Italia, quasi 100 kgLa raccolta differenziata di carta e cartone in Emilia-Romagna non arresta la sua crescita e nel 2024 ha superato le 444.000 tonnellate, segnando un aumento del 7,6% rispetto al 2023, una quantità che sarebbe sufficiente a riempire quasi 2 volte lo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna[1]. Si riconferma, inoltre, la regione con la raccolta pro-capite più alta d’Italia. Il dato emerge dal 30° Rapporto Annuale sulla raccolta e riciclo di carta e cartone in Italia, pubblicato da Comieco, il Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi Cellulosici.

L’Emilia-Romagna anche nel 2024 registra dati positivi nella raccolta differenziata di carta e cartone, con un balzo di circa 30mila tonnellate rispetto all’anno precedente. Un risultato frutto dell’impegno dei cittadini, ma anche del contributo degli operatori commerciali sul territorio che concorrono al totale con le raccolte “simili” contabilizzate nelle raccolte comunali”. – dichiara Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco – “Nel complesso l’andamento regionale rimane più che buono: il livello di intercettazione dei rifiuti cellulosici sul totale dei rifiuti urbani si attesta intorno al 14,5%, secondo miglior risultato a livello nazionale”.

Comieco ha gestito nel 2024 l’avvio a riciclo di oltre 221.000 tonnellate di materiali cellulosici in Emilia-Romagna, circa il 50% della raccolta differenziata di carta e cartone complessiva della regione. Ai comuni convenzionati (326) sono stati riconosciuti corrispettivi economici per un valore complessivo superiore ai 21 milioni di euro.

I DATI PER PROVINCIA

Analizzando la resa delle province, tutte mostrano un andamento positivo con una media pro-capite di gran lunga superiore a quella nazionale (pari a 65,4 kg):

Bologna: raccolte più di 98.500 tonnellate di carta e cartone, con un pro-capite di 97 kg.

Forlì-Cesena: più di 35.500 tonnellate raccolte con un pro-capite di 90,7 kg.

Ferrara: oltre 28.000 tonnellate totali di carta e cartone e un pro-capite medio di 83,8 kg.

Modena: differenziate più di 73.500 tonnellate e raccolti in media più di 104,1 kg da ciascun cittadino.

Piacenza: oltre 31.500 tonnellate di carta e cartone raccolte, pro-capite di 110,6 kg/ab.

Parma: raccolte più di 42.500 tonnellate di carta e cartone, con un pro-capite di 93,5 kg/ab.

Ravenna: quasi 39.000 tonnellate di carta e cartone, e un pro-capite di 100,4 kg/ab.

Reggio nell’Emilia: circa 63.000 tonnellate raccolte con un pro-capite di 118,9 kg/ab.

Rimini: oltre 31.500 tonnellate di carta e cartone, e un pro-capite di 93,2 kg/ab.

Il quadro nazionale: verso il traguardo dei 4 milioni di tonnellate

Nel 2024, in Italia sono state differenziate oltre 3,8 milioni di tonnellate di carta e cartone. Un risultato straordinario se si pensa che nel 1995 la raccolta nazionale si fermava a poco più di 500.000 tonnellate.

In trent’anni, l’Italia ha aumentato la sua capacità di raccolta di quasi sette volte, arrivando nel 2024 a una media pro-capite di 65,5 kg per abitante e a un tasso di riciclo per gli imballaggi cellulosici pari al 92,5%, ben oltre gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2030. Una crescita imponente – segno di un cambiamento strutturale nelle abitudini e nelle politiche ambientali del Paese – che punta, nel medio termine, al traguardo dei 4 milioni di tonnellate annue: un obiettivo ambizioso ma raggiungibile.

 

 

[1] Stima Comieco su calcolo con intelligenza artificiale: equivalenze calcolate sulla base della densità media della carta/cartone pressato – circa 700 kg/m³ (dato standard per carta compressa da raccolta differenziata).

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 30 luglio 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 30 luglio 2025In prevalenza cielo sereno con formazione di addensamenti cumuliformi sul settore emiliano e sui rilievi nel corso della giornata a cui potranno essere associati rovesci anche a carattere temporalesco.

Temperature senza variazioni di rilievo, con valori minimi attorno a 16/17 gradi e massime comprese tra i 25/26 gradi della costa e 28 gradi delle pianure emiliane. Venti deboli variabili a regime di brezza. Mare poco mosso.

(Arpae)

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