25.3 C
Comune di Sassuolo
domenica, 28 Giugno 2026
Home Blog Pagina 146

“Leontine in scena!” nel ricco programma di Carani Kids

“Leontine in scena!” nel ricco programma di Carani KidsAnche la Biblioteca ragazzi Leontine approda al teatro Carani. Grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e la Fondazione Teatro Carani, infatti, a partire da domenica 26 ottobre, inizierà il ciclo di appuntamenti di “Leontine in scena!” che accompagnerà otto spettacoli del ricco programma di Carani Kids.

“Lo spettacolo inizia già tra le pagine di un buon libro, è il claim del progetto – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Federico Ferrari – accomunando due espressioni artistiche e culturali come la lettura ed il teatro capaci di incuriosire e, al tempo stesso, aiutare il bambino nella sua formazione. La Fondazione Teatro Carani è stata disponibile e collaborativa sin dal primo istante in cui è nata l’idea di un progetto che, ci auguriamo, possa avere un seguito negli anni a venire”.

“Leontine in scena!” sarà un punto prestito, allestito nel foyer del teatro Carani, a cura della Biblioteca dei ragazzi Leontine, con una selezione di libri che tutti gli iscritti alla Leontine potranno prendere in prestito come normalmente fanno in biblioteca.

“Ringraziamo il Comune e la Biblioteca Leontine per la collaborazione, che ci permette di compiere un passo in più nel percorso per rendere il Teatro Carani, in occasione degli spettacoli per famiglie, sempre più a misura di bambino. – commenta Anna Chiara Nicolussi, responsabile del progetto CaraniKids – Insieme al punto prestito, grazie anche all’aiuto di tutto lo staff e i nostri volontari, tornano infatti anche le newsletter introduttive, i laboratori gratuiti pre-spettacolo e la merenda condivisa a cura di MeteAperte e Il Melograno: momenti pensati per rendere ogni appuntamento di CaraniKids un’occasione sempre più ricca di scoperta, gioco e comunità per tutta la famiglia.”

 

Il punto prestito libri accompagnerà Carani Kids per questi otto appuntamenti:

  • Pinocchio, domenica 26 ottobre alle ore 16
  • Sono Solo, domenica 16 novembre  alle ore 16
  • La regina delle nevi, domenica 7 dicembre alle ore 16
  • Il più furbo, martedì 6 gennaio alle ore 16
  • Soqquadro, domenica 25 gennaio alle  ore 16
  • L’omino del pane e l’omino della mela, domenica 15 febbraio alle ore 16
  • Pimpa. Il musical a pois, domenica 15 marzo alle ore 16
  • Il giro del mondo in 80 giorni, domenica 12 aprile alle ore 16

 

La verità del Re: Michel Platini al Teatro Carani

La verità del Re: Michel Platini al Teatro Carani“La verità del Re”: domani, giovedì 23 ottobre a partire dalle ore 21 presso il teatro Carani di Sassuolo Michel Platini, uno dei più forti e apprezzati giocatori della storia del calcio, in dialogo con Alvaro Moretti, vicedirettore de Il Messaggero, racconterà la sua storia giudiziaria culminata con l’assoluzione definitiva il 25 marzo 2025 dalla Camera d’appello straordinaria del Tpf a Muttenz, con passaggio in giudicato il 28 agosto successivo.

“Le verità del Re, il processo politico che mancò il bersaglio” rientra negli appuntamenti organizzati per la quinta edizione del Festival della Giustizia Penale e vedrà l’introduzione di Luca Lupària Donati, Direttore Scientifico del Festival della Giustizia Penale, e Marco Augusto Pellegrini, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Modena.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini e la presentazione di Guido Sola, Presidente del Festival della Giustizia Penale, inizierà l’intervista a Michel Platini a cura di Alvaro Moretti.

In un teatro Carani tutto esaurito, chi non riuscisse a partecipare potrà seguire la diretta streaming sul sito ufficiale del Festival, all’indirizzo www.festivalgiustiziapenale.it

Nel foyer del Teatro Carani, sarà visitabile l’esposizione: “Platini: una leggenda in figurina”, dedicata alla sua straordinaria carriera, organizzata da Mo’ Better Football.

Dieci anni di Maranello Cardioprotetta

Dieci anni di Maranello Cardioprotetta
Un momento delle attività di formazione nelle scuole di Maranello

Dieci anni di Maranello Cardioprotetta: il progetto del Comune di Maranello sulla prevenzione quest’anno raggiunge il traguardo del decimo anno di attività. Un progetto avviato nel 2015 che nel corso degli anni ha permesso di dotare diversi punti del territorio di defibrillatori automatici esterni – oggi sono 34 – e ha visto la formazione di centinaia di persone tra operatori delle società sportive, volontari delle associazioni, personale delle scuole, dipendenti pubblici e della Polizia Locale.

Per l’occasione l’amministrazione comunale organizza una serie di iniziative rivolte a tutta la cittadinanza, proposte nell’ambito della settimana per la rianimazione cardiopolmonare promossa da Italian Resuscitation Council.

Dopo la giornata di dimostrazioni gratuite con AVAP Maranello dello scorso 18 ottobre durante la Corriperloro, nei prossimi giorni sono in programma due eventi pubblici: lunedì 27 ottobre alle ore 20 alla Biblioteca Mabic una serata informativa per i cittadini a cura del cardiologo Dott. Alessandro Biffi, per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione cardiovascolare e trasmettere conoscenze per valutare i fattori di rischio, realizzata in collaborazione con Med-Ex; martedì 28 ottobre alle 17 all’Auditorium Enzo Ferrari un momento di formazione per i cittadini, con istruzioni di rianimazione cardiopolmonare a cura di un istruttore del 118, dimostrazione di tecnica della rianimazione con un gruppo di ragazzi delle scuole secondarie di primo grado Galilei e Ferrari e testimonianze di persone che sono intervenute di fronte ad un arresto cardiaco grazie alla formazione ricevuta, salvando delle vite, in collaborazione con AUSL e AVAP Maranello. Sono inoltre previsti incontri formativi nelle scuole sulla disostruzione e sulla rianimazione.

“Dieci anni fa come amministrazione comunale abbiamo deciso di investire sulla prevenzione con un progetto innovativo che ha permesso di installare su tutto il territorio 34 defibrillatori, installati in luoghi pubblici e accessibili, sia nel capoluogo che nelle frazioni, e di formare diverse centinaia di persone all’utilizzo del dispositivo in caso di emergenza”, spiega il sindaco Luigi Zironi. “Grazie ai corsi gratuiti di formazione, organizzati  regolarmente dalle associazioni di volontariato, oggi sono sempre più numerosi i cittadini in grado di utilizzare i dispositivi salvavita. Ora il progetto continua anche con una serie di momenti formativi rivolti a tutti, e con incontri nelle scuole. Coltivare l’educazione alla solidarietà verso il prossimo e la prevenzione continua ad essere per noi una priorità assoluta”.

 

 

Fotografare e raccontare l’amore, a Maranello prosegue la rassegna ‘L’ignoto e l’evidente’

Fotografare e raccontare l’amore, a Maranello prosegue la rassegna ‘L’ignoto e l’evidente’
foto della rassegna fornite dal Circolo Blow Up

Prosegue all’Auditorium Enzo Ferrari di Maranello “L’ignoto e l’evidente”, rassegna di proiezioni fotografiche giunta alla ventiquattresima edizione, proposta dal Circolo Fotografico Blow Up, con ingresso gratuito e inizio alle ore 21.15.

Giovedì 23 ottobre in programma un incontro su “Amori difficili, amori perduti”, serata d’autore con dieci tra i migliori autori e autrici della FIAF (Federazione italiana associazioni fotografiche) che presenteranno lavori sul tema dell’amore: fugaci contrappunti audiovisivi a cura di Paolo Cambi, vicedirettore del dipartimento audiovisivi della FIAF. La rassegna si chiuderà giovedì 30 ottobre con la serata con il Circolo Blow Up in cui ogni socio esporrà con il proprio stile e sensibilità fotografica e racconterà di viaggi, storie, arte, tradizioni e natura.

foto della rassegna fornite dal Circolo Blow Up

Il Sindaco di Sassuolo, Mesini sui social dopo l’incontro a Braida

Il Sindaco di Sassuolo, Mesini sui social dopo l’incontro a Braida“Voglio ringraziare le oltre 400 persone che ieri sera hanno partecipato all’incontro di Braida, e in particolare tutti coloro che hanno preso parola per condividere il proprio punto di vista.
È stato un incontro vero, sincero, come forse non se ne erano mai visti: un momento di ascolto reciproco e di dialogo autentico.

Abbiamo parlato dei tanti progetti per il futuro del quartiere: la sicurezza stradale e l’illuminazione degli attraversamenti sulla Circonvallazione, la riqualificazione dell’area EX-189 con l’abbattimento del “palazzaccio”, il progetto della nuova piazza di Braida.
Tanti interventi che raccontano una città in movimento, che cresce e si trasforma.

Ma il cuore della serata è stato il tema della moschea.
Un tema che ha acceso un confronto intenso, con più di 30 interventi di cittadini.
C’è chi ha espresso paure e timori, ricordando la Braida di vent’anni fa, una realtà che nessuno vuole rivivere: su questo siamo tutti d’accordo.

La sicurezza resterà sempre una priorità di questa Amministrazione, un bene comune da tutelare. Ma è importante non confondere il tema degli spazi religiosi con quello della sicurezza urbana e del degrado.

Ieri abbiamo fatto un passo avanti importante: per la prima volta c’è stato un dialogo diretto tra la comunità sassolese e la comunità islamica. Abbiamo ascoltato le voci di ragazzi e ragazze che vivono, studiano e lavorano qui, che sono cittadini di Sassuolo e che, come gli altri sassolesi, desiderano spazi adeguati per le proprie attività, di preghiera e non solo.

Questo è il valore più grande della serata: aver trasformato la paura in ascolto, la distanza in dialogo, la diffidenza in conoscenza reciproca. Senza alzare le barriere tra un “noi” e un “loro”, perché siamo tutti sassolesi e vogliamo il bene del luogo che abitiamo.

Ci tengo però a fare chiarezza anche qui sul tema Moschea, per coloro che non sono riusciti a partecipare all’incontro.

A Sassuolo una moschea esiste già, in via Cavour 68. È gestita dall’Associazione Al Medina, presente in città dal 1991 e regolarmente iscritta al Registro Unico del Terzo Settore. Quel luogo di culto è autorizzato dal 2009 e ha sempre operato nel rispetto delle regole, in dialogo con il Comune.

L’associazione – precisa il Sindaco – ha acquisito, con un normale atto tra privati, alcuni locali al primo piano del complesso I Quadrati, gli stessi spazi dove in passato il Comune era in affitto con gli uffici tecnici. Il Comune non è parte della compravendita, né ha fornito contributi o agevolazioni.

In quegli spazi l’associazione intende svolgere attività culturali ed educative:
– corsi di italiano per donne straniere,
– corsi di arabo aperti a tutti,
– momenti di dialogo e formazione.
Attività perfettamente compatibili con la destinazione d’uso dello stabile.

Ad oggi non è stata presentata alcuna richiesta di cambio di destinazione d’uso.
E se in futuro questa richiesta dovesse arrivare, la decisione spetterà al Consiglio Comunale, in modo pubblico e trasparente, valutando con attenzione ogni aspetto: sicurezza, parcheggi, viabilità, convivenza.

Nessuna “nuova” moschea, nessuna scorciatoia. Sarà eventualmente valutato solo un trasferimento dell’attuale luogo di culto di via Cavour, mantenendo le stesse dimensioni e funzioni.

Lo chiarisco qui, perché parlare di questo tema è importante.
Dare spazi chiari, visibili e regolamentati alle comunità religiose non significa favorire qualcuno, significa rendere la città più trasparente, più coesa, più sicura. E la sicurezza cresce quando i luoghi sono aperti e riconosciuti, non quando vengono spinti nell’ombra.

Ieri sera Braida ha dato una grande lezione di partecipazione. Abbiamo dimostrato che Sassuolo è una comunità viva, capace di affrontare anche i temi più difficili con rispetto, coraggio e volontà di confrontarsi”.

Conclude Mesini: “Grazie a tutti per la presenza, l’ascolto e il dialogo.
Grazie alla parrocchia di Braida e a Don Jacek per l’accoglienza nella palestra parrocchiale.
Vogliamo continuare a camminare insieme su questa strada”.

Sassuolo, Severi (FI): No a una nuova moschea senza intesa tra Stato e comunità islamiche

Sassuolo, Severi (FI): No a una nuova moschea senza intesa tra Stato e comunità islamiche“Dopo l’incontro di ieri sera a Braida sono ancora più convinta del mio ‘no’ alla costruzione di una nuova moschea a Sassuolo finché non sarà firmata un’intesa ufficiale tra lo Stato italiano e le rappresentanze dell’Islam,” dichiara Claudia Severi, coordinatrice di Forza Italia Sassuolo.

“Non è una posizione contro la libertà religiosa, che la Costituzione tutela pienamente, ma una richiesta di rispetto delle regole e di doverosa trasparenza”.

Durante la serata nel quartiere Braida, spiega Severi, “è emerso platealmente, dai vari interventi, che la comunità islamica intende utilizzare il centro acquistato in via dei Quadrati come una moschea. L’etichetta di centro culturale islamico – da anni utilizzata in molte città italiane come veicolo per aprire luoghi di culto in zone dove non sarebbero consentiti – ieri sera si è sbriciolata.

“Forza Italia – prosegue Severi – si oppone e  non solo per ragioni urbanistiche e varianti ad hoc, che l’amministrazione  del PD già apparirebbe   pronta a concedere in sfregio alla par condicio . La questione è ben più profonda e riguarda l’assenza “dell’Intesa”.  Cioè dell’accordo nazionale tra lo Stato e la comunità islamica, condizione indispensabile per garantire trasparenza nei luoghi di culto, formazione adeguata degli imam e pieno rispetto delle leggi italiane”.

“La mancata firma dell’intesa – continua la coordinatrice azzurra – è emblematica del problema di fondo: la frammentazione interna delle comunità islamiche , le difficoltà di controllo sui luoghi di culto,e in alcuni casi, la presenza di visioni che richiamano regole e principi non compatibili con lo Stato di diritto e con i valori della Repubblica. A ciò si aggiunge una criticità spesso dimenticata ma estremamente significativa: in alcuni casi le moschee sono state usate anche come sede di arbitrati o decisioni interne, sostituendosi alla funzione giudiziaria. Questo  è inaccettabile in uno stato di diritto e rischia di creare spazi di autonomia che lo Stato non può accettare”.

“Prima di costruire moschee – conclude Severi – servono chiarezza, legalità e un accordo nazionale che garantisca sicurezza, integrazione e rispetto della Costituzione. Solo così si potrà parlare di convivenza vera, basata su diritti e doveri uguali per tutti, quelli che la cultura occidentale ha costruito e sui quali non accettiamo lezioni”.

Sassuolo, Severi (FI): “No a una nuova moschea senza intesa tra Stato e comunità islamiche. Il paravento del centro culturale cade nella serata di Braida”

Sassuolo, Severi (FI): No a una nuova moschea senza intesa tra Stato e comunità islamiche“Dopo l’incontro di ieri sera a Braida sono ancora più convinta del mio ‘no’ alla costruzione di una nuova moschea a Sassuolo finché non sarà firmata un’intesa ufficiale tra lo Stato italiano e le rappresentanze dell’Islam,” dichiara Claudia Severi, coordinatrice di Forza Italia Sassuolo.

“Non è una posizione contro la libertà religiosa, che la Costituzione tutela pienamente, ma una richiesta di rispetto delle regole e di doverosa trasparenza”.

Durante la serata nel quartiere Braida, spiega Severi, “è emerso platealmente, dai vari interventi, che la comunità islamica intende utilizzare il centro acquistato in via dei Quadrati come una moschea. L’etichetta di centro culturale islamico – da anni utilizzata in molte città italiane come veicolo per aprire luoghi di culto in zone dove non sarebbero consentiti – ieri sera si è sbriciolata.

“Forza Italia – prosegue Severi – si oppone e  non solo per ragioni urbanistiche e varianti ad hoc, che l’amministrazione  del PD già apparirebbe   pronta a concedere in sfregio alla par condicio . La questione è ben più profonda e riguarda l’assenza “dell’Intesa”.  Cioè dell’accordo nazionale tra lo Stato e la comunità islamica, condizione indispensabile per garantire trasparenza nei luoghi di culto, formazione adeguata degli imam e pieno rispetto delle leggi italiane”.

“La mancata firma dell’intesa – continua la coordinatrice azzurra – è emblematica del problema di fondo: la frammentazione interna delle comunità islamiche , le difficoltà di controllo sui luoghi di culto,e in alcuni casi, la presenza di visioni che richiamano regole e principi non compatibili con lo Stato di diritto e con i valori della Repubblica. A ciò si aggiunge una criticità spesso dimenticata ma estremamente significativa: in alcuni casi le moschee sono state usate anche come sede di arbitrati o decisioni interne, sostituendosi alla funzione giudiziaria. Questo  è inaccettabile in uno stato di diritto e rischia di creare spazi di autonomia che lo Stato non può accettare”.

“Prima di costruire moschee – conclude Severi – servono chiarezza, legalità e un accordo nazionale che garantisca sicurezza, integrazione e rispetto della Costituzione. Solo così si potrà parlare di convivenza vera, basata su diritti e doveri uguali per tutti, quelli che la cultura occidentale ha costruito e sui quali non accettiamo lezioni”.

Agricoltura, tavolo castanicolo: terminata la stesura del Piano regionale

Agricoltura, tavolo castanicolo: terminata la stesura del Piano regionaleLa Regione è impegnata a sostenere il settore castanicolo anche attraverso una semplificazione delle normative attuali.

Il Tavolo tecnico per lo sviluppo, la qualificazione e la sostenibilità del settore, ha terminato la redazione della proposta di Piano castanicolo, strumento chiave per il rilancio, la qualificazione e la sostenibilità di quest’ambito, mettendo a fuoco lo stato dell’arte e gli obiettivi per il recupero e lo sviluppo della castanicoltura. Tra questi, anche la necessità di semplificare la normativa per il recupero dei castagneti abbandonati.

Per dare risposte concrete ai castanicoltori, la Giunta regionale ha quindi approvato una proposta che ha dato via all’iter per la semplificazione delle norme, volta a rendere più efficaci e percorribili gli interventi di recupero e cura del patrimonio castanicolo. Un percorso che dovrebbe concludersi nel primo semestre del 2026. Due i passaggi individuati: il primo prevede una modifica del Piano paesaggistico, mentre il secondo include una serie di modifiche al Regolamento forestale regionale.

Storicamente, la castanicoltura ha svolto un ruolo importante per l’economia delle popolazioni dei territori interni e montani. Il castagno ha grandi potenzialità e, grazie alle sue molteplici attitudini permette di contrastare fenomeni di dissesto idrogeologico, evitando l’abbandono dei terreni.

“La castanicoltura è una risorsa fondamentale per l’economia e la stabilità ambientale delle aree montane- affermano gli assessori regionali alla Forestazione, Gessica Allegni, e all’Agricoltura, Alessio Mammi-. La Regione ne è consapevole da tempo e per questo ha messo a disposizione nell’ultimo periodo oltre quattro milioni di euro fra i diversi bandi, che, nella maggior parte dei casi, hanno dato risposta a tutte le domande pervenute. Il tavolo castanicolo ha poi permesso di confrontarsi direttamente con i produttori, per realizzare una fotografia dello stato attuale e definire gli obiettivi su cui lavorare per lo sviluppo del settore. Oggi la nostra priorità è rendere più incisiva l’azione di recupero di un patrimonio importante che negli anni per diverse ragioni ha sofferto, attraverso la semplificazione delle norme, così da permettere interventi più rapidi ed efficaci di recupero e valorizzazione del patrimonio castanicolo, contrastando l’abbandono dei terreni e rafforzando la cura del territorio. L’iter è stato avviato partendo dagli obiettivi evidenziati dal tavolo, che concretizzeremo nel 2026”.

Tumore al seno, in Emilia-Romagna adesione allo screening al 73%

Tumore al seno, in Emilia-Romagna adesione allo screening al 73%La prevenzione come miglior strumento di cura. In Emilia-Romagna lo screening gratuito per il tumore della mammella continua a registrare risultati importanti, con un’adesione al 30 giugno 2025 del 73% (in ulteriore crescita rispetto al 71% del 2023) e, per le donne tra i 45 e i 74 anni che aderiscono, un calo della mortalità del 56% e del 26% per le forme avanzate di carcinoma mammario.

Dati che sono frutto dell’impegno di tutti, come è stato ribadito oggi pomeriggio in Regione a Bologna dal presidente, Michele de Pascale, e dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, durante l’incontro con la delegazione regionale di Europa Donna Italia, dal 1994 impegnata nella tutela dei diritti delle donne su prevenzione e cura del cancro al seno.

Un’ occasione per presentare anche il valore e l’impatto sociale generato dalle associazioni di pazienti con tumore al seno in Emilia-Romagna e rinnovare il dialogo con le Istituzioni regionali.

“La Regione Emilia-Romagna- ha sottolineato de Pascale- ha fatto della prevenzione gratuita un punto di forza della sanità pubblica. I dati confermano che la strada che stiamo portando avanti è quella giusta, che dobbiamo continuare a investire e a rendere ancora più capillare la rete. Dobbiamo permettere alle donne di poter accedere sempre più facilmente agli screening. Il nostro impegno, anche grazie alla preziosa collaborazione con Europa Donna, è di migliorare i servizi e l’assistenza alle donne, per accompagnarle in modo sempre più efficace lungo tutto il percorso di prevenzione, cura e follow up”.

“La prevenzione – ha aggiunto Fabi- è un gesto semplice che può cambiare la nostra vita. Nella nostra regione grazie allo screening mammografico la mortalità è drasticamente ridotta, ma la prevenzione permette anche percorsi di cura meno invasivi. Insieme ad associazioni come Europa Donna siamo chiamati a promuovere la cultura della prevenzione per una migliore qualità della vita delle nostre comunità”.

“Europa Donna è nata trent’anni fa da un’idea del professor Umberto Veronesi, con l’obiettivo di tutelare i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore al seno. Oggi- le parole di Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia- siamo presenti in 47 Paesi dell’Europa allargata, e il nostro impegno parte dal territorio, attraverso il dialogo costante con le associazioni di pazienti, le società scientifiche e le istituzioni. Siamo lieti di essere qui oggi per rafforzare l’alleanza tra chi governa la sanità a livello regionale e la società civile, nell’interesse della salute delle donne”.

Dal 2019 Europa Donna svolge annualmente, con il supporto metodologico di PwC Italia, una ’Analisi del valore sociale generato dalle associazioni di volontariato del tumore al seno’ a livello nazionale e regionale per fornire una panoramica dell’operato delle associazioni e quantificare il loro impatto sulla comunità. L’ultima edizione dell’Analisi presentata oggi in Regione evidenzia come le associazioni dell’Emilia-Romagna abbiano inciso concretamente sulla vita delle donne e dei loro familiari. Nel corso dell’anno sono stati raccolti oltre 5 milioni di euro, risorse che hanno permesso anche l’acquisto di strumentazioni diagnostiche e di supporto alla cura. Nel 2024 le associazioni dell’Emilia-Romagna hanno inoltre potuto contare su 1.094 volontari attivi, un numero in crescita rispetto all’anno precedente, segno di una rete solida e sempre più riconosciuta sul territorio.

Tra le proposte presentate, la partecipazione alla commissione di monitoraggio delle Breast Unit regionali, con l’obiettivo di rendere più strutturato il supporto psico oncologico e riabilitativo per le pazienti; la partecipazione al gruppo di lavoro per l’aggiornamento del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) del tumore della mammella e, infine, la riduzione dei ritardi nel percorso di ricostruzione al seguito di mastectomia.

In Emilia-Romagna sono tre gli screening gratuiti a disposizione per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, del collo dell’utero e del colon retto. La mammografia, annuale nelle donne fra i 45 ed i 49 anni e con mammografia biennale fra i 50 e i 74 anni, riguarda oltre 900.000 donne residenti e domiciliate in Emilia-Romagna. Sono circa 350.000 le donne che si sottopongono alla mammografia, con una cadenza annuale per la fascia d’età 45-49 anni e biennale tra i 50 e i 74 anni; di queste, circa 20.000 eseguono approfondimenti diagnostici che permettono di identificare un tumore al seno in oltre 1.800 donne.

Il presidente Michele de Pascale ha ricevuto il nuovo comandante regionale dei carabinieri forestali, il colonnello Aldo Terzi

Il presidente Michele de Pascale ha ricevuto il nuovo comandante regionale dei carabinieri forestali, il colonnello Aldo TerziIl presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha ricevuto oggi nella sede di viale Aldo Moro, a Bologna, il colonnello Aldo Terzi, nuovo comandante regionale dei carabinieri forestali.

Un incontro cordiale, che ha rappresentato un momento di confronto e rinnovata collaborazione tra l’Amministrazione regionale e l’Arma dei carabinieri forestali sul lavoro quotidiano del Corpo nella tutela dell’ambiente, del territorio e delle risorse naturali dell’Emilia-Romagna.

Nel corso del colloquio si è fatto il punto sui principali ambiti di cooperazione tra la Regione e i carabinieri forestali.

Il presidente de Pascale ha espresso apprezzamento per l’impegno e la professionalità delle donne e degli uomini dell’Arma, sottolineando il valore del lavoro svolto in sinergia con le strutture regionali.

Cinema, bando per le produzioni delle imprese regionali: 12 nuove opere sostenute dalla Regione con un contributo di 750mila euro

Cinema, bando per le produzioni delle imprese regionali: 12 nuove opere sostenute dalla Regione con un contributo di 750mila euroSono 12 i nuovi progetti selezionati con il Bando 2025 per il sostegno alla produzione cinematografica e audiovisiva destinato ad imprese con sede o unità locale in Emilia-Romagna, cofinanziate dai Fondi europei del Programma regionale Fesr 2021-2027.

La Giunta regionale ha approvato l’elenco dei titoli, scelti tra i 43 progetti presentati a Emilia-Romagna Film Commission.

Sostenuti complessivamente con 750mila euro di risorse pubbliche, i progetti genereranno una spesa sul territorio stimata in quasi 2,5 milioni di euro.

Diverse le tipologie finanziate: quattro opere cinematografiche (di cui una totalmente in animazione), un’opera televisiva in animazione, cinque cortometraggi e due documentari.

“Il bando regionale va a sostenere un settore che oggi si trova ad affrontare una situazione drammatica a causa dei pesantissimi tagli previsti dalla manovra del Governo: 190 milioni in meno nel 2026 e una riduzione ancora maggiore prevista nel 2027 al Fondo unico per il cinema e l’audiovisivo- spiega l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Si tratta di una riduzione che colpisce duramente l’intera filiera, dalla produzione ai festival, dalla distribuzione alle sale cinematografiche. Questi tagli, che colpiscono un contesto già duramente provato dall’assenza di norme e tempi certi sul tax credit, scaricano inevitabilmente sulle Regioni e sui loro fondi la responsabilità di supportare un comparto strategico per l’economia e la cultura del Paese”.

“Come Regione Emilia-Romagna continueremo a fare la nostra parte per tutelare i lavoratori e le lavoratrici del settore, ma è inaccettabile che il Governo abdichi alle proprie responsabilità verso un comparto che rappresenta un’eccellenza italiana nel mondo- continua l’assessora Allegni-. L’ampia partecipazione al bando regionale, con ben 43 progetti presentati, conferma quanto questo strumento sia strategico e atteso dal settore audiovisivo regionale, che finora era in costante crescita. Le opere selezionate vantano una grande ricchezza tematica, che spazia dall’animazione dedicata ai più giovani ai grandi temi del nostro presente: dal disagio mentale alle condizioni del lavoro agricolo, dalla memoria storica alle dinamiche criminali contemporanee. Un ringraziamento particolare va a Emilia-Romagna Film Commission per il prezioso lavoro che rende possibili questi risultati, ancora più prezioso in un momento così difficile per tutto il settore”.

I nuclei di valutazione, coordinati da Fabio Abagnato, responsabile di Emilia-Romagna Film Commission, sono composti da Marco Cucco, ricercatore senior e direttore del Master in Management del Cinema e dell’Audiovisivo dell’Università di Bologna, e Sandra Campanini, Presidente Fice Emilia-Romagna.

Le opere selezionate

Come avvenuto nelle precedenti edizioni anche la sessione 2025 presenta tematiche eterogenee e originali. I ravennati Panebarco propongono The Forest Five, serie televisiva firmata da Matteo Panebarco, che ci conduce nella fantastica e avventurosa terra di Mysteria.

Giorgio Diritti, con Arancia Film, continua a indagare l’infanzia e l’adolescenza con L’ascolto, (appena presentato a Roma ad Alice nelle città) cortometraggio ambientato nello studio di Emma, psicoterapeuta infantile, mentre una voragine in un campo e il tormento di un contadino sono al centro di Endless hole, suggestivo corto di Thomas Kunstler che ha proposto la bolognese Studio Croma Animation.

Andrea Adriatico torna alla regia cinematografica con il lungometraggio Esseri, storia d’amore e ‘ndrangheta firmata da L’Altra Soc. Coop. Onlus, e ritorno alla regia anche per Nadia Ranocchi e David Zamagni di Zapruder Film che ne La felicità di tutti, raccontano l’ossessione di un produttore: quanti spettatori può fare un film sulla biografia di Gesù Cristo?

La casa riminese Meclimone ha creduto in Laura Plebani che, nel cortometraggio Carne, narra il viaggio emotivo e viscerale di una madre alle prese con lo svezzamento del proprio bimbo; Caucaso ed Enrico Masi proseguono invece il loro percorso nella Memoria del ‘900 con La fenice, opera cinematografica sull’arte della propaganda.

Cosa è rimasto oggi del pensiero e dell’esperienza di Franco Basaglia e dei suoi collaboratori? Prova a dare una risposta Andrea Segre attraverso Le cose minime, documentario di Ruvido produzioni, che indaga il disagio mentale e il rapporto fra le strutture pubbliche, le istituzioni e il territorio.
Tematica di grande attualità quella affrontata da Stefano Croci nel cortometraggio Buio, una produzione Ila Palma, che racconta il dramma di Abisson, bracciante agricolo cacciato di casa e vittima di un incidente sul lavoro.

Tobia De Angelis approda alla regia con Dieci, cortometraggio prodotto da Perros Hermanos che mostra la discesa nell’incubo del giovane Mattia, che vive isolato nella sua casa di campagna, mentre Elena Kairyte in Dolce Far niente ci fa conoscere, tra passato e presente, Lora Guerra, vedova dello sceneggiatore Tonino Guerra; un documentario biopic firmato da Kiné Società Cooperativa.
POPCult e Vojtech Dudek ci conducono infine nello spazio di Kosmix: La missione segreta, opera di animazione con protagonista Kit il Robot, alla ricerca di una sonda persa nel cosmo.

Lunedì 27 ottobre a Sassuolo nuova seduta del Consiglio comunale

Lunedì 27 ottobre a Sassuolo nuova seduta del Consiglio comunaleNuova seduta del Consiglio Comunale di Sassuolo, convocato in modalità mista dal Presidente Filippo Simeone per le ore 20 di lunedì 27 ottobre presso la Sala Conferenze della Polizia Locale Via San Pietro, 6.

Saranno 9 i punti in discussione durante la seduta, di cui 5 interrogazioni.

Si inizierà con l’interrogazione a firma  del Consigliere Bettuzzi (Pd), avente ad oggetto: utilizzo delle palestre scolastiche comunali e nuove opportunità derivanti dal provvedimento “palestre aperte” approvato dal parlamento; a cui seguirà quella a firma del Consigliere Bove ed altri (Pd), avente ad oggetto “interventi per la sicurezza stradale e la tutela dei pedoni nel territorio comunale di Sassuolo”.

Terza interrogazione in discussione sarà quella presentata dal Consigliere Menani ed altri (Lega), avente ad oggetto “Bocciodromo”; a cui seguirà quella presentata dal Consigliere  Lucenti ed altri (Fdi), avente ad oggetto: “Isola Ecologica”. Chiuderà il ciclo di interrogazioni quella presentata dal Consigliere Vandelli ed altri (Lega), avente ad oggetto “Volantino sulla nuova moschea ai Quadrati”.

Al sesto punto del Consiglio Comunale sarà in discussione l’adesione del sistema bibliotecario territoriale di Sassuolo al Polo Bibliotecario provinciale modenese nel servizio bibliotecario nazionale sbn; a cui seguirà l’accorpamento ed acquisizione a titolo gratuito al demanio stradale di aree adibite ad uso pubblico.

All’ottavo punto della serata sarà in esame un ordine del giorno presentato dal Consigliere Bettuzzi ed altri (Pd) e dal consigliere Bonettini (M5s) avente ad oggetto “valorizzazione e riqualificazione dell’area del percorso natura secchia – proposte per una fruizione ecologica, culturale e ricreativa dell’area fluviale”.

Chiuderà la seduta del Consiglio Comunale l’esame di un ordine del giorno presentato dal consigliere Montanari ed altri (Pd) avente ad oggetto “Realizzazione di una sala musicale comunale a Sassuolo”.

 

 

Aggiornato il programma delle chiusure previste su A1 e A14

Sulla A1 Milano-Napoli, è stata annullata la chiusura del tratto Modena sud-Valsamoggia, verso Bologna, che era prevista dalle 21:00 di questa sera, martedì 21, alle 5:00 di mercoledì 22 ottobre; di conseguente, sarà regolarmente accessibile l’area di parcheggio “Castelfranco ovest”.

Rimangono confermate, come da programma, le seguenti chiusura notturne, per consentire attività di ispezione e manutenzione cavalcavia: dalle 21:00 di mercoledì 22 alle 5:00 di giovedì 23 ottobre, sarà chiuso il tratto Valsamoggia-Modena sud, verso Milano.

Si precisa che l’area di parcheggio “Castelfranco est”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa dalle 19:00 di lunedì 20 e di mercoledì 22, fino alla riapertura del tratto.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Valsamoggia, percorrere la viabilità ordinaria: SP569 Nuova Bazzanese, SP Nuova Pedemontana, SP623 via Vignolese, SP 623 via Modenese e rientrare in A1 a Modena sud; dalle 21:00 di giovedì 23 alle 5:00 di venerdì 24 ottobre, sarà chiuso il tratto Modena sud-Valsamoggia, verso Bologna.

Si precisa che l’area di parcheggio “Castelfranco ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa dalle 19:00 di martedì 21 e di giovedì 23 ottobre, fino alla riapertura del tratto.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Modena sud, percorrere la viabilità ordinaria: SP623 via Modenese, SP623 via Vignolese, SP Nuova Pedemontana, SP569 Nuova Bazzanese e rientrare in A1 a Valsamoggia.

***

Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire attività relative al potenziamento e ammodernamento del “ponte sul torrente Idice”, dalle 21:00 di questa sera, martedì 21, alle 5:00 di mercoledì 22 ottobre, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna San Lazzaro e Castel San Pietro, verso Ancona.

Si precisa che la stazione di Bologna San Lazzaro sarà chiusa in entrata in entrambe le direzioni, Ancona e A1 Milano-Napoli.

L’area di servizio “Sillaro ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa nella stessa notte, ma con un’ora di anticipo.

In alternativa si consiglia: per la chiusura del tratto, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna San Lazzaro, percorrere la Complanare sud “Croce dell’Idice”, la SP48, via Tolara di Sotto, via degli Stradelli Guelfi, SP19 e rientrare in A14 alla stazione di Castel San Pietro; per la chiusura dell’entrata di Bologna San Lazzaro, verso Ancona: Castel San Pietro; per la chiusura dell’entrata di Bologna San Lazzaro, verso A1 Milano-Napoli: Bologna Fiera.

Sempre sulla A14 Bologna-Taranto, la chiusura del tratto compreso tra Castel San Pietro e Bologna San Lazzaro, verso Bologna, inizialmente prevista dalle 21:00 di martedì 21 alle 5:00 di mercoledì 22 ottobre, sarà effettuata dalle 22:00 di venerdì 24 alle 6:00 di sabato 25 ottobre, per consentire attività relative al potenziamento e ammodernamento del ponte “sul torrente Idice”.

Di conseguenza, nella notte tra martedì 21 e mercoledì 22 ottobre, l’area di servizio “Sillaro est” sarà regolarmente aperta mentre sarà chiusa dalle 21:00 di venerdì 24 alle 6:00 di sabato 25 ottobre.

In alternativa alla chiusura del tratto, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Castel San Pietro, percorrere la viabilità ordinaria: SP19, SP31, via Stradelli Guelfi, via Caselle e rientrare in A14 alla stazione di Bologna San Lazzaro.

Fiorano, contributi per l’attività sportiva di bambini e ragazzi

Fiorano, contributi per l’attività sportiva di bambini e ragazziIl Comune di Fiorano Modenese promuove la pratica sportiva come strumento di crescita, inclusione e benessere, per questo, anche nel 2025, ha stanziato € 14.345 da assegnare alle famiglie, per sostenere i costi di iscrizione dei figli a corsi o attività sportive.

“Garantire a tutti i nostri bambini e ragazzi il diritto allo sport è importantissimo, perché significa garantire loro salute, educazione, benessere psico-fisico e, soprattutto, inclusione. Proprio per questo il nuovo bando presenta una novità: saranno ammesse al contributo le persone con disabilità fino a 26 anni, per assicurare anche ai giovani certificati la possibilità di praticare una attività sportiva che li fa star bene e permette di socializzare. In questo modo continuiamo a costruire una comunità, che ci auguriamo sia sempre più coesa, inclusiva e resiliente, partendo dalla prevenzione del disagio giovanile e dalla promozione di sani stili di vita.”, sottolinea l’assessore allo Sport, Luca Busani.

Possono presentare domanda per i contributi, le famiglie residenti nel territorio comunale, con figli di età compresa tra 6 e 16 anni (compiuti entro il 31/12/2025), o fino a 26 anni, se disabili certificati, iscritti ad un corso per la pratica di attività sportiva nell’anno solare 2025 e con attestazione ISEE, in corso di validità, non superiore a € 15.000,

Le richieste devono essere compilate esclusivamente online, dal 22 ottobre al 5 dicembre 2025 (ore 13.00), sul sito del Comune (www.comune.fiorano-modenese.mo.it/servizi/cultura-e-tempo-libero/contributi-per-svolgere-attivita-sportive). L’accesso è possibile tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Alla domanda è obbligatorio allegare copia di attestazione ISEE 2025, copia delle ricevute di pagamento relative a corsi di attività sportiva, con indicazione della società sportiva, del nome del ragazzo/a iscritto/a, del tipo di attività svolta e dell’anno 2025.

Il contributo massimo è pari a € 150 per ogni ragazzo iscritto (valido solo per una disciplina), fino a un massimo di € 450 per nucleo familiare (tre o più figli praticanti sport).

Le domande ammesse saranno inserite in graduatoria secondo i criteri indicati nel bando. I contributi verranno assegnati fino ad esaurimento dei fondi e liquidati direttamente alle famiglie. Ai richiedenti collocati utilmente in graduatoria, verrà data comunicazione all’indirizzo e-mail dichiarato nella domanda.

Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare l’Ufficio Sport del Comune di Fiorano Modenese, telefonando al numero 0536 833415 (dal lunedì al venerdì, ore 9.00–13.00; lunedì e giovedì anche 14.30–17.30), oppure inviando una e-mail all’indirizzo sport@fiorano.it.  Chi necessita di assistenza per la compilazione della domanda può prendere appuntamento telefonando al numero 0536 833415.

 

Presentato stamattina in Cgil il 17° Osservatorio Economia e Lavoro in provincia di Modena

Presentato stamattina in Cgil il 17° Osservatorio Economia e Lavoro in provincia di ModenaNonostante la crescita del PIL mondiale del 2024, i conflitti armati e le tensioni geopolitiche si riverberano nell’economia mondiale generando un futuro di profonda instabilità. Va poi sottolineata la dimensione ambientale, scenario di eventi calamitosi straordinari: il cambiamento climatico, frutto di interventi antropologici distruttivi, non può essere ignorato.

In questo quadro, la crescita del valore aggiunto in provincia di Modena (+0.7%) dovrebbe essere nell’anno in corso sostanzialmente allineata a quella media regionale (+0,6%), così come già avvenuto nel 2024 (rispettivamente +0.3% e +0.2%). I settori che hanno contribuito a questo risultato sono quello dell’agricoltura (andamento altalenante, +17% nel 2024) e quello delle costruzioni (+1.9%). I rimanenti macrosettori manifestano evidenti difficoltà: -0,2% Industria in senso stretto, +0,1% per i servizi. Perdura, per il settore dell’industria in senso stretto, una crisi che coinvolge ordini, fatturato e produzione dal primo trimestre 2023 e che secondo l’indagine congiunturale di fonte Unioncamere insisterà anche nei primi trimestri del 2025. Segno negativo anche per le vendite nel 3° trimestre 2024 dopo un biennio in crescita.

Le esportazioni modenesi nel 2024 registrano un calo (-1,7%), che potrebbe aggravarsi per effetto dei dazi imposti dal governo statunitense; gli USA rappresentano il 17,1% del totale delle esportazioni e oltre la metà di queste sono autoveicoli (53%), seguita dalle piastrelle (10,8%). Cala (-70) il numero di imprese nell’ultimo biennio: la serie storica restituisce un quadro di calo costante dal 2011. La decrescita interessa soprattutto le imprese artigiane, le ditte individuali e le società di persone. Al contrario, crescono le società di capitali (+2,5% nel 2024). Dal punto di vista settoriale gli andamenti più negativi sono quelli del commercio all’ingrosso e al dettaglio (-278 imprese) e dell’industria manifatturiera (-190, dopo la perdita di 314 dell’anno prima), crescono invece le imprese nel campo delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+ 136 imprese).

I flussi turistici superano ampiamente i livelli 2019 e 2023. Cresce la quota di turisti stranieri, soprattutto nel capoluogo; seguono, come mete, Formigine e Maranello. I dati, tuttavia, differiscono da comune a comune. Uno dei cambiamenti più significativi riguarda l’aumento dell’offerta di posti letto in “alloggi gestiti in forma imprenditoriale” (+43,4% solo nel 2024).

Subisce una contrazione l’occupazione (dati Istat) in provincia: -4.000 occupati (pari al -1,2%); cala, tuttavia anche il numero dei disoccupati, poco più di 4.000 unità (-22,3%). Lo spostamento più rilevante riguarda l’aumento degli inattivi: +11.500 (+4,4%, soprattutto donne). La riduzione dei disoccupati non è dovuta dunque ad un loro passaggio nella schiera degli occupati, ma piuttosto ad un loro abbandono del mercato del lavoro. I tassi del mercato del lavoro confermano gli andamenti sopra evidenziati. Vale la pena sottolineare la dissonanza dei tassi maschili e di quelli femminili: se gli uni calano, gli altri crescono, e viceversa.

Risulta, anche in questa edizione, in crescita il lavoro dipendente; mentre i dati Siler confermano come tipologia di assunzione più diffusa quella del contratto a tempo determinato. I saldi tra attivazioni e cessazioni a fine anno danno però sempre un esito positivo per i contratti a tempo indeterminato e negativo per le altre tipologie contrattuali, in particolare grazie alle trasformazioni che avvengono durante o al termine dei contratti a tempo determinato o di apprendistato. Crescono gli occupati in agricoltura (47,5%), nel commercio (+13,3%), mentre calano gli occupati nelle costruzioni (-19,3%), negli altri servizi (-7,6%) e nell’industria in senso stretto (-0,8%). Risulta in aumento il ricorso alla Cassa Integrazione negli ultimi mesi del 2024 e nei primi mesi del 2025, ed è soprattutto il settore meccanico a registrare l’impennata maggiore.

La media provinciale retributiva giornaliera nei settori privati non agricoli è stata nel 2023 di 106,9€ (dati Inps). La retribuzione operaia resta, benché in crescita del 2,5%, pari a circa un sesto rispetto a quella del dirigente. Continua inoltre ad allargarsi la forbice tra la retribuzione degli operai e quella degli impiegati. La retribuzione media giornaliera va dai 49,9€ del personale domestico convivente ai 172,4€ delle attività finanziarie e assicurative.

La retribuzione annua dei dipendenti privati è stata in media di 28.834€, con un aumento del 3,0% rispetto all’anno precedente; i dipendenti pubblici hanno avuto una retribuzione media più alta (32.800 euro), ma con una crescita molto inferiore rispetto al 2022 (+0,9%). Lavoratori domestici e operai agricoli hanno avuto aumenti retributivi maggiori, ma partendo da valori molto più bassi. In base ai dati delle dichiarazioni dei redditi del 2024, il reddito imponibile medio della provincia di Modena è pari a 25.618€, con una crescita del 4,4%. Giova ricordare che nel 2022 e 2023 l’inflazione, misurata attraverso l’indice NIC (prezzi al consumo per l’intera collettività) della provincia di Modena, è stata rispettivamente pari a 8,3% e 5,7%. Si tratta comunque del terzo valore più alto tra le province emiliano-romagnole, dopo quelli di Bologna (26.780€) e Parma (26.354€).

La popolazione cresce di 2.625 unità, per un totale nel 2025 di 711.214 abitanti modenesi. Sono i distretti di Carpi, Castelfranco Emilia e Vignola a trainare la crescita. Da un punto di vista anagrafico cresce la popolazione nelle fasce di età 15-29 (+2.050) e over 60 (+3.996), mentre calano tutte le altre. Continuano tendenze di invecchiamento della popolazione: i grandi anziani rappresentano il 12,7% della popolazione, e risulta in crescita l’indice di vecchiaia, soprattutto nei distretti montani della provincia. In crescita il numero dei nuovi nati, in calo il numero dei decessi: tuttavia, il saldo naturale è negativo anche quest’anno. Saldi migratori positivi sia interni che esterni (seppure in calo).

La popolazione straniera ammonta a 99.062 (+2.001 unità) ed è pari al 13,9% del totale dei residenti, con picchi di incidenze nei comuni di Spilamberto, Camposanto e Vignola. Sono gli stessi comuni che afferiscono a distretti i cui dati sull’invecchiamento sono più contenuti, per via di una composizione anagrafica della popolazione straniera più giovane. I paesi di cittadinanza principali sono di estrazione europea (quasi il 40%).

Nel corso del 2024 è proseguito l’innalzamento delle temperature già osservato da diversi anni. Il comune di Finale Emilia registra la temperatura media annua più elevata (15,3°), seguito da Modena (15,2°). Sul versante opposto è Pievepelago a confermarsi come il comune con la temperatura media più bassa (9,8°). Sono i comuni dell’Appennino a registrare gli scostamenti più alti rispetto alle temperature medie del trentennio 1991-2020: Fanano, Lama Mocogno, Montecreto, Polinago e Riolunato hanno avuto temperature medie più alte di 1,8°.

In provincia di Modena nel 2024 l’inquinamento da polveri sottili ha segnato un relativo peggioramento: la concentrazione media annua è rimasta nei limiti di legge; tuttavia, un paio di stazioni di rilevamento (stazione di Carpi e Via Giardini a Modena) hanno registrato un numero di sforamenti annui del limite di 50 μg/m3 ben superiore alla soglia di 35 prevista dalla legge.

Presentato stamattina dalla Cgil il 17° Osservatorio Economia e Lavoro in provincia di Modena

Presentato stamattina in Cgil il 17° Osservatorio Economia e Lavoro in provincia di ModenaNonostante la crescita del PIL mondiale del 2024, i conflitti armati e le tensioni geopolitiche si riverberano nell’economia mondiale generando un futuro di profonda instabilità. Va poi sottolineata la dimensione ambientale, scenario di eventi calamitosi straordinari: il cambiamento climatico, frutto di interventi antropologici distruttivi, non può essere ignorato.

In questo quadro, la crescita del valore aggiunto in provincia di Modena (+0.7%) dovrebbe essere nell’anno in corso sostanzialmente allineata a quella media regionale (+0,6%), così come già avvenuto nel 2024 (rispettivamente +0.3% e +0.2%). I settori che hanno contribuito a questo risultato sono quello dell’agricoltura (andamento altalenante, +17% nel 2024) e quello delle costruzioni (+1.9%). I rimanenti macrosettori manifestano evidenti difficoltà: -0,2% Industria in senso stretto, +0,1% per i servizi. Perdura, per il settore dell’industria in senso stretto, una crisi che coinvolge ordini, fatturato e produzione dal primo trimestre 2023 e che secondo l’indagine congiunturale di fonte Unioncamere insisterà anche nei primi trimestri del 2025. Segno negativo anche per le vendite nel 3° trimestre 2024 dopo un biennio in crescita.

Le esportazioni modenesi nel 2024 registrano un calo (-1,7%), che potrebbe aggravarsi per effetto dei dazi imposti dal governo statunitense; gli USA rappresentano il 17,1% del totale delle esportazioni e oltre la metà di queste sono autoveicoli (53%), seguita dalle piastrelle (10,8%). Cala (-70) il numero di imprese nell’ultimo biennio: la serie storica restituisce un quadro di calo costante dal 2011. La decrescita interessa soprattutto le imprese artigiane, le ditte individuali e le società di persone. Al contrario, crescono le società di capitali (+2,5% nel 2024). Dal punto di vista settoriale gli andamenti più negativi sono quelli del commercio all’ingrosso e al dettaglio (-278 imprese) e dell’industria manifatturiera (-190, dopo la perdita di 314 dell’anno prima), crescono invece le imprese nel campo delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+ 136 imprese).

I flussi turistici superano ampiamente i livelli 2019 e 2023. Cresce la quota di turisti stranieri, soprattutto nel capoluogo; seguono, come mete, Formigine e Maranello. I dati, tuttavia, differiscono da comune a comune. Uno dei cambiamenti più significativi riguarda l’aumento dell’offerta di posti letto in “alloggi gestiti in forma imprenditoriale” (+43,4% solo nel 2024).

Subisce una contrazione l’occupazione (dati Istat) in provincia: -4.000 occupati (pari al -1,2%); cala, tuttavia anche il numero dei disoccupati, poco più di 4.000 unità (-22,3%). Lo spostamento più rilevante riguarda l’aumento degli inattivi: +11.500 (+4,4%, soprattutto donne). La riduzione dei disoccupati non è dovuta dunque ad un loro passaggio nella schiera degli occupati, ma piuttosto ad un loro abbandono del mercato del lavoro. I tassi del mercato del lavoro confermano gli andamenti sopra evidenziati. Vale la pena sottolineare la dissonanza dei tassi maschili e di quelli femminili: se gli uni calano, gli altri crescono, e viceversa.

Risulta, anche in questa edizione, in crescita il lavoro dipendente; mentre i dati Siler confermano come tipologia di assunzione più diffusa quella del contratto a tempo determinato. I saldi tra attivazioni e cessazioni a fine anno danno però sempre un esito positivo per i contratti a tempo indeterminato e negativo per le altre tipologie contrattuali, in particolare grazie alle trasformazioni che avvengono durante o al termine dei contratti a tempo determinato o di apprendistato. Crescono gli occupati in agricoltura (47,5%), nel commercio (+13,3%), mentre calano gli occupati nelle costruzioni (-19,3%), negli altri servizi (-7,6%) e nell’industria in senso stretto (-0,8%). Risulta in aumento il ricorso alla Cassa Integrazione negli ultimi mesi del 2024 e nei primi mesi del 2025, ed è soprattutto il settore meccanico a registrare l’impennata maggiore.

La media provinciale retributiva giornaliera nei settori privati non agricoli è stata nel 2023 di 106,9€ (dati Inps). La retribuzione operaia resta, benché in crescita del 2,5%, pari a circa un sesto rispetto a quella del dirigente. Continua inoltre ad allargarsi la forbice tra la retribuzione degli operai e quella degli impiegati. La retribuzione media giornaliera va dai 49,9€ del personale domestico convivente ai 172,4€ delle attività finanziarie e assicurative.

La retribuzione annua dei dipendenti privati è stata in media di 28.834€, con un aumento del 3,0% rispetto all’anno precedente; i dipendenti pubblici hanno avuto una retribuzione media più alta (32.800 euro), ma con una crescita molto inferiore rispetto al 2022 (+0,9%). Lavoratori domestici e operai agricoli hanno avuto aumenti retributivi maggiori, ma partendo da valori molto più bassi. In base ai dati delle dichiarazioni dei redditi del 2024, il reddito imponibile medio della provincia di Modena è pari a 25.618€, con una crescita del 4,4%. Giova ricordare che nel 2022 e 2023 l’inflazione, misurata attraverso l’indice NIC (prezzi al consumo per l’intera collettività) della provincia di Modena, è stata rispettivamente pari a 8,3% e 5,7%. Si tratta comunque del terzo valore più alto tra le province emiliano-romagnole, dopo quelli di Bologna (26.780€) e Parma (26.354€).

La popolazione cresce di 2.625 unità, per un totale nel 2025 di 711.214 abitanti modenesi. Sono i distretti di Carpi, Castelfranco Emilia e Vignola a trainare la crescita. Da un punto di vista anagrafico cresce la popolazione nelle fasce di età 15-29 (+2.050) e over 60 (+3.996), mentre calano tutte le altre. Continuano tendenze di invecchiamento della popolazione: i grandi anziani rappresentano il 12,7% della popolazione, e risulta in crescita l’indice di vecchiaia, soprattutto nei distretti montani della provincia. In crescita il numero dei nuovi nati, in calo il numero dei decessi: tuttavia, il saldo naturale è negativo anche quest’anno. Saldi migratori positivi sia interni che esterni (seppure in calo).

La popolazione straniera ammonta a 99.062 (+2.001 unità) ed è pari al 13,9% del totale dei residenti, con picchi di incidenze nei comuni di Spilamberto, Camposanto e Vignola. Sono gli stessi comuni che afferiscono a distretti i cui dati sull’invecchiamento sono più contenuti, per via di una composizione anagrafica della popolazione straniera più giovane. I paesi di cittadinanza principali sono di estrazione europea (quasi il 40%).

Nel corso del 2024 è proseguito l’innalzamento delle temperature già osservato da diversi anni. Il comune di Finale Emilia registra la temperatura media annua più elevata (15,3°), seguito da Modena (15,2°). Sul versante opposto è Pievepelago a confermarsi come il comune con la temperatura media più bassa (9,8°). Sono i comuni dell’Appennino a registrare gli scostamenti più alti rispetto alle temperature medie del trentennio 1991-2020: Fanano, Lama Mocogno, Montecreto, Polinago e Riolunato hanno avuto temperature medie più alte di 1,8°.

In provincia di Modena nel 2024 l’inquinamento da polveri sottili ha segnato un relativo peggioramento: la concentrazione media annua è rimasta nei limiti di legge; tuttavia, un paio di stazioni di rilevamento (stazione di Carpi e Via Giardini a Modena) hanno registrato un numero di sforamenti annui del limite di 50 μg/m3 ben superiore alla soglia di 35 prevista dalla legge.

Incentivi auto elettriche, si parte il 22 ottobre

Incentivi auto elettriche, si parte il 22 ottobreIl Ministero dell’Ambiente (MASE) ha annunciato la nuova data del “click day” ora previsto alle ore 12 del 22 ottobre 2025, quando verrà attivata da Sogei la piattaforma informatica per poter richiedere i nuovi incentivi all’acquisto di auto elettriche. Le persone fisiche potranno ora entrare nell’area riservata (www.bonusveicolielettrici.mase.gov.it), mentre agli esercenti delle concessionarie viene consentito dallo scorso 23 settembre.

Il decreto del Mase mette a disposizione 597 milioni di euro, fondi originariamente destinati dal Pnrr alla diffusione di colonnine elettriche. La norma prevede fino a 11mila euro a fondo perduto per l’acquisto di una vettura elettrica per i cittadini e fino a 20mila euro per le microimprese. Attraverso gli incentivi destinato ai singoli cittadini e alle microimprese si intende raggiungere l’obiettivo di mettere sulle strade italiane 39mila veicoli a emissioni zero. Gli incentivi avranno misure diverse a seconda del reddito certificato: fino a 30mila euro di Isee si ottiene un contributo di 11mila euro mentre dai 30 ai 40mila euro di Isee scende a 9mila.

I fondi saranno destinati a chi vuole acquistare un veicolo elettrico che abbia un prezzo massimo di 35mila euro, Iva e optional esclusi. Per avere il contributo si deve avere la residenza in un’area urbana funzionale: una città con più di 50mila abitanti e le zone di pendolarismo collegate. Può fare domanda solo chi ha un Isee fino a 40mila euro e se rottama un veicolo a motore termico fino a Euro 5. Il veicolo da rottamare deve essere intestato da sei mesi a chi prende il contributo, oppure a un familiare appartenente allo stesso nucleo Isee.

Per Federconsumatori era ed è necessario incentivare l’acquisto di vetture elettriche per favorire il ricambio dell’attuale parco auto circolante, ancora troppo caratterizzato da veicoli a motori termici con carburanti fossili, fonte accertata dell’attuale disastro climatico.  A giudizio di  Federconsumatori l’atteso provvedimento del Ministero dell’Ambiente italiano mentre dichiara di voler attuare un programma di rinnovo del parco veicoli privati e commerciali leggeri con veicoli elettrici, finanzia il contributo con parte dei fondi PNRR previsti per l’installazione di colonnine di ricarica. Una soluzione che contraddice e depotenzia la stessa finalità del finanziamento a tutto discapito della reale disponibilità della rete di ricarica delle vetture elettriche,   rendendo  impossibile un abbassamento  dei  rilevanti costi  di  ricarica.

Per i  consumatori  interessati maggiori dettagli sull’erogazione del contributo sono contenuti nel decreto del MASE dell’8 agosto 2025 e su ulteriori informazioni, tutorial e aggiornamenti che saranno diffusi attraverso i canali ufficiali del Ministero dell’Ambiente.

Giovedì gastronomici: torna, con la 19esima edizione, la rassegna culinaria di Confesercenti Modena

Giovedì gastronomici: torna, con la 19esima edizione, la rassegna culinaria di Confesercenti ModenaL’iniziativa, promossa da Confesercenti Modena e FIEPET (Federazione Italiana
Esercenti Pubblici e Turistici), si propone come un’occasione concreta per valorizzare la
cucina tradizionale e sostenere le attività di ristorazione del territorio. Un percorso tra sapori autentici e atmosfere conviviali, pensato per avvicinare il pubblico alle eccellenze locali e rafforzare il legame con le realtà gastronomiche del territorio.

I Giovedì Gastronomici propongono un viaggio alla scoperta dei sapori locali in 20 ristoranti
selezionati a Modena e provincia: a Campogalliano Ristorante Civico 38;
a Carpi Ristorante L’Incontro; a Castelnuovo Rangone Ristorante Lo Stallino;
a Formigine Ristorante Nero Balsamico; a Mirandola Acetone Bottega & Cucina;
a Modena Accademia by Italo, Fa a Mod, Maxelâ Passione in Carne, Osteria Modenese in
Bocciofila, Osteria di Modena Rossi, Ristorante Come una Volta, Ristretto Vicolo
Coccapani, Vecchia Pirri; a Montale Trattoria MODENA; a Nonantola La Nunziadeina, La
Piazzetta del Gusto; a San Prospero Foresteria Cavicchioli; a Savignano sul Panaro
Ristorante Gallo d’Oro; a Spilamberto Antica Trattoria Ponte Guerro, Osteria degli Obici.
I menù della rassegna: tra creatività, autenticità dei sapori e tanta modenesità
Quando i prodotti tipici del territorio incontrano l’estro e la creatività, nascono piatti che
raccontano la tradizione modenese con un tocco di innovazione e originalità.

Così, nei menù dei ristoranti aderenti sarà possibile gustare antipasti che coniugano gusto e identità locale: dalla terrina di Parmigiano Reggiano DOP con pere caramellate e gocce di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, al mini buns artigianale con medaglione di cotechino, fonduta di Parmigiano Reggiano DOP 24 mesi e salsa verde. La creatività continua nei primi piatti, dove la tradizione si rinnova con gusto: dai tortellini in crema di Parmigiano Reggiano DOP o con il classico brodo di Cappone ai più audaci tortellini in sfoglia di cacao e serviti con tartufo nero e crema al Parmigiano Reggiano DOP, ai passatelli asciutti serviti con zucca, guanciale croccante e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP oppure con burrata, olive nere, datterini e origano fresco fino ai tortelloni di ricotta, proposti in chiave più originale con mandorle salate e scorza di limone candito. Tra i secondi piatti, la scelta è ampia e variegata: dal classico cotechino di Modena IGP con purè di patate, immancabile sulle tavole dei modenesi ad un altro “evergreen” ovvero gnocco fritto e tigelle con Prosciutto Crudo di Modena Terra del Mito e salumi, formaggi e marmellate fino a piatti più ricercati come gli Uccelletti di maialino ripieni di Prosciutto Crudo di Modena DOP, besciamella e fontina su ristretto di datterino rosso. A completare i menù un’ampia scelta di dolci, tra proposte della tradizione e alcune più contemporanee: dal salame di cioccolato con mascarpone, al semifreddo all’amaretto e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, dal Gelato al fiori di ricotta del caseificio Rosola con amarene all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP a quello artigianale alla tenerina con mascarpone e crostata alle amarene brusche di Vignola. I piatti sono realizzati con i prodotti tipici del territorio DOC, DOP e IGP in particolare l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, il Parmigiano Reggiano DOP, il Prosciutto di Modena DOP.

“La 19ª edizione dei Giovedì Gastronomici conferma la solidità di un format ormai
collaudato, capace di unire tradizione, qualità e valorizzazione del territorio – dichiara Mauro Rossi, Presidente FIEPET Confesercenti Modena. L’iniziativa, nata dalla collaborazione
tra ristoratori, ristoratrici e consorzi locali, continua a promuovere le eccellenze
enogastronomiche modenesi, offrendo al pubblico un’esperienza autentica e coinvolgente.
I menù proposti dai ristoranti aderenti propongono piatti creati con materie prime di alta
qualità e che esprimono l’identità culinaria del nostro territorio”.
I ristoranti proporranno un menù degustazione completo, dall’antipasto al dolce, in
alcuni casi anche con bevande comprese, a un prezzo speciale per questa rassegna:
da 30,00 a 40,00 euro. Per consolidare poi il rapporto con la clientela confermata anche
quest’anno la fidelity card (da richiedere direttamente ai ristoratori aderenti) per premiare i
clienti “affezionati” della rassegna. Ad ogni ristorante visitato si potrà richiedere un timbro e partecipare al concorso, valido per la tutta la durata della rassegna e accedere ai premi
(regolamento del concorso e lista dei premi consultabili su www.giovedigastronomici.it).

Come nelle edizioni precedenti, anche quest’anno è stato realizzato un pratico libretto
tascabile con tutti i riferimenti dei ristoranti, la descrizione dei menù proposti e i relativi
prezzi. Un utile vademecum in distribuzione gratuita presso tutte le sedi di Confesercenti
Modena, i ristoranti e i punti informativi dei maggiori comuni della provincia. La guida è
consultabile anche in formato digitale, sul sito www.giovedigastronomici.it.

“Valorizzare la ristorazione modenese e le sue eccellenze enogastronomiche è una priorità
per l’Associazione – afferma Daniele Cavazza, Coordinatore Area Turismo e Pubblici
Esercizi di Confesercenti Modena. Attraverso iniziative come i Giovedì Gastronomici, che
quest’anno spengono ben 19 candeline, vogliamo offrire l’opportunità di riscoprire sapori
genuini e radicati nella tradizione locale grazie a menù, proposti dai ristoranti aderenti, che
parlano a tutte le generazioni e che raccontano la ricchezza culinaria del nostro territorio e
le eccellenti materie prime locali”.

“Negli ultimi anni abbiamo costruito una strategia di comunicazione vivace e trasversale –
spiega Alessio Bardelli, responsabile della comunicazione della rassegna. “L’obiettivo
è stato, ed è ancora tutt’oggi, quello di coinvolgere ogni fascia di pubblico che ama la buona cucina: dai giovani, che seguono i nostri canali social per scoprire volti, menù e piatti, agli adulti, che trovano tutte le informazioni sui media tradizionali e sul nostro libretto, sempre molto richiesto. I Giovedì Gastronomici sono un viaggio nella tradizione raccontato con un linguaggio moderno, grazie a uno staff giovane e dinamico e alle immagini condivise dai ristoranti, che valorizzano al meglio l’iniziativa e i protagonisti della rassegna”.

“FIEPET Confesercenti Modena rinnova con convinzione il proprio impegno a sostegno
della professionalità del settore e della diffusione della cultura gastronomica locale. Un
ringraziamento speciale va ai consorzi, ai partner e agli sponsor che, con il loro contributo,
rendono possibile il successo e la crescita continua dell’iniziativa”, conclude Rossi.
I Giovedì Gastronomici sono promossi da Confesercenti Modena e FIEPET Confesercenti
Modena, con il contributo della CCIAA di Modena, e dei principali Consorzi di tutela dei
prodotti tipici del territorio modenese: Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico Tradizionale
di Modena DOP.

L’iniziativa ha inoltre ricevuto il patrocinio, della Provincia di Modena, del
Comune di Modena e di Piacere Modena. Un ringraziamento speciale agli sponsor: Bper
Banca, Caffè Cagliari, Chiarli Vini, Special Formaggi, Gavioli Antica Cantina, La
Lambruscheria.

Contrasto alle povertà: pronto il nuovo Piano triennale della Regione con una dotazione di 124 milioni di euro

Contrasto alle povertà: pronto il nuovo Piano triennale della Regione con una dotazione di 124 milioni di euro
immagine di repertorio

Centoventiquattro milioni di euro per combattere la povertà, l’esclusione sociale e il disagio abitativo in Emilia-Romagna, mettendo in campo risorse regionali, nazionali e comunitarie, con l’obiettivo di coordinare tutti gli interventi che possono contribuire alla prevenzione e al contrasto delle diverse forme e condizioni di povertà in tutto il territorio.

Questo l’obiettivo del “Piano regionale per il contrasto alle povertà 2025–2027”, un documento che fa seguito a quello del precedente triennio e recepisce le indicazioni del Piano nazionale povertà 2024-2026, integrando le misure nazionali con le specificità regionali, e che è stato illustrato oggi in Commissione assembleare dall’assessora regionale al Contrasto alle povertà, Elena Mazzoni.

Le misure principali previste dal Piano, che tra qualche settimana inizierà l’iter di approvazione in Assemblea legislativa regionale, prevedono, in attuazione delle disposizioni nazionali, interventi quali il rafforzamento dei servizi sociali, della presa in carico delle persone in povertà e l’accompagnamento all’iscrizione anagrafica per le persone senza dimora. Di particolare rilievo, inoltre, l’Housing First, cioè l’inserimento diretto in appartamenti di persone senza dimora con problemi di salute mentale o in situazione di disagio socio-abitativo cronico. Inoltre, anche il cosiddetto Pronto intervento sociale, cioè la garanzia che i Leps (Livelli essenziali delle prestazioni sociali) siano assicurati su tutto il territorio, riservando risorse vincolate a questo obiettivo. Tutto questo anche attraverso il lavoro di équipe con professionisti del mondo sanitario, sociale e del mondo del lavoro. Il piano regionale, infatti, intende promuovere un approccio alla povertà che consideri tutte le sue dimensioni, oltre a quella economica anche quella sociale, sanitaria, abitativa, lavorativa, educativa e relazionale.

La Regione assicura poi, con proprie risorse, il sostegno alle azioni di recupero alimentare e di prevenzione dello spreco, la prevenzione e gestione delle crisi da sovraindebitamento, la garanzia di microcredito sociale regionale, il sostegno alla mobilità per le persone fragili e la promozione delle Comunità energetiche rinnovabili (Cers) a forte valenza sociale.

“Il valore di questo Piano- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale- sta nella capacità di affrontare la povertà in tutte le sue dimensioni: economica, abitativa, educativa, sanitaria e relazionale. Non basta intervenire sui sintomi, serve una visione che metta in rete politiche diverse e competenze complementari. L’approccio multidisciplinare che adottiamo tiene insieme il lavoro di più assessorati e territori, con l’obiettivo di restituire dignità, autonomia e opportunità concrete a chi oggi vive una condizione di fragilità. È così che vogliamo costruire un modello di integrazione reale, che non si limiti all’assistenza ma apra strade di inclusione duratura”.

“Con questo Piano confermiamo le azioni per contrastare le diverse forme di povertà, utilizzando al meglio le risorse finanziarie di ogni livello, comunitario nazionale regionale, assicurando una costante collaborazione tra diversi assessorati della Regione- dichiara l’assessora Mazzoni -. Nessuno deve essere escluso o rimanere ai margini della società e, proprio per questo, è essenziale creare le condizioni che aiutino le famiglie a uscire da condizioni di fragilità. Riteniamo fondamentale l’integrazione tra servizi pubblici e la collaborazione con il Terzo Settore, oltre alla scelta di assicurare interventi su fronti che spesso rischiano di rimanere sottotraccia, quali il sovraindebitamento e la povertà alimentare”.

Le risorse

Dal punto di vista dei finanziamenti, il Piano si basa su una programmazione con risorse dedicate dal Fondo nazionale povertà (Fnp), che assicura 62,5 milioni di euro per i servizi territoriali, oltre a una quota di 5,2 milioni riservati espressamente alla povertà estrema. A questi si aggiungono 36,5 milioni di euro dal Pnrr e 7,9 milioni dal Fondo sociale europeo (Fse) per interventi di integrazione in favore di persone in condizione di svantaggio, a cui si aggiungono 12,3 milioni per il rafforzamento del Servizio sociale professionale, dedicati all’assunzione di assistenti sociali. In questo caso l’obiettivo nazionale è di almeno un assistente sociale ogni 5mila abitanti, livello che la Regione Emilia-Romagna ha raggiunto da tempo, assicurando già oggi un rapporto di 1 assistente sociale ogni 3.362 abitanti, un livello virtuoso sul quale intende continuare a investire con ulteriori assunzioni.

Il Piano si inserisce in un contesto regionale in cui, attraverso la misura nazionale dell’assegno di inclusione, vengono raggiunte quasi 17mila famiglie, un dato in calo rispetto ai 39.176 nuclei familiari che percepivano il Redito di cittadinanza, misura poi appunto sostituita dall’Assegno di inclusione.

Il piano sarà costantemente monitorato, principalmente attraverso due modalità: da un lato il Tavolo regionale permanente sulla povertà per il confronto e la programmazione strategica; dall’altro, grazie al progetto Amartya, uno studio sui profili di fragilità e povertà in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia.

Il contesto regionale

Le forme di povertà su cui si concentra il Piano riguardano tipologie di famiglie con caratteristiche diverse. Sulla base dei dati 2023, 139mila famiglie che vivono sul territorio regionale, pari al 6,8% del totale, sono in condizioni di povertà relativa, una condizione che viene valutata sulla base delle risorse disponibili mensilmente da parte delle famiglie in raffronto a una soglia convenzionale di spesa per i consumi.

La povertà assoluta, che viene calcolata sulla base di una soglia per la quale le famiglie non sono in grado di acquistare un paniere di beni e servizi essenziali, colpisce soprattutto famiglie numerose, con minori e di cittadinanza straniera.

La povertà alimentare, invece, fa riferimento ai nuclei familiari in cui si concentra una crescente richiesta di aiuti alimentari e che, per l’Emilia-Romagna, riguarda soprattutto le periferie urbane e i piccoli comuni.

La povertà estrema, infine, riguarda oltre 8mila persone in Emilia-Romagna che vivono in condizione di grave marginalità, spesso senza dimora, in strutture di accoglienza o a rischio di perdita dell’alloggio.

Serie A1 maschile di tennis: lo Sporting fermato a Santa Margherita

Serie A1 maschile di tennis: lo Sporting fermato a Santa MargheritaLa trasferta a Santa Margherita Ligure non ha portato bene ai ragazzi dello Sporting Club Sassuolo: un vero peccato per loro che, in testa al girone 2 del Campionato Nazionale di Serie A1 maschile di tennis, a pari punti ma con un incontro vinto in più, sono stati fermati sull’erba sintetica del circolo ligure.

In formazione per Sassuolo, capitanati dai maestri Giulio Mazzoli e Federico Buffagni, c’erano il francese Matteo Martineau che, come singolo n°1, ha lasciato solo un game allo spagnolo Pedro Martinez, best ranking 36 al mondo ATP; a seguire, come secondo singolare, il beniamino di casa Enrico Dalla Valle che ha ceduto 6/3 6/3 all’altro italiano Francesco Maestrelli. E poi in campo i vivai di ciascun team: Mattia Ricci, opposto all’amico e coetaneo Filippo Romano, ha giocato un match strepitoso e si è arreso solo per 7/6 7/5, mentre per ultimo Gabriele Chiletti, all’esordio in Serie A1, ha perso 6/2 6/4 contro Luca Castagnola. In vantaggio per 3 a 1, al Tennis Santa Margherita è bastato solo un doppio per aggiudicarsi la giornata e tre punti importanti che lo riportano in vetta.

Per lo Sporting Club Sassuolo adesso diventa importantissima l’ultima trasferta a Messina e poi le due partite casalinghe del girone di ritorno per provare a riconquistare il primo posto e accedere al tabellone play off tra i migliori 4 team in Italia. Quindi prossimo appuntamento domenica 26 ottobre fuori casa sull’ostica terra rossa del Circolo Tennis La Vela per la prima giornata di ritorno e poi domenica 2 e domenica 9 novembre alle ore 10 in casa contro Junior Tennis Perugia e Santa Margherita.

 

3° giornata – Girone 2 – Serie A1 maschile

Tennis Santa Margherita Ligure vs Sporting Club Sassuolo 4-2

Pedro Martinez Portero vs Matteo Martineau 0/6 1/6

Francesco Maestrelli vs Enrico Dalla Valle 6/3 6/3

Filippo Romano vs Mattia Ricci 7/6 7/5

Luca Castagnola vs Gabriele Chiletti 6/2 6/4

Maestrelli – Romano vs Martineau – Ricci 6/4 6/1

Castagnola – Pellegrino vs Dalla Valle – Paci 4/6 6/7

 

Lo stand di Hera alle Fiere d’Ottobre sassolesi

Lo stand di Hera alle Fiere d’Ottobre sassolesiSi conclude domenica prossima, 26 ottobre, l’appuntamento in fiera con lo stand di Hera che per tutte le Fiere d’Ottobre è stato presente la mattina in via Battisti, all’altezza dell’intersezione con piazza Martiri Partigiani.

Nello stand di Hera non sarà solo possibile ricevere informazioni e consigli su una corretta differenziazione dei rifiuti, ma anche ritirare i sacchetti per la raccolta di carta e plastica senza la necessità di recarsi all’isola ecologica.

Dopo l’esperienza in centro durante le Fiere d’Ottobre, nei prossimi mesi Hera sarà presente con un proprio banco informativo e con la distribuzione dei sacchetti, nei quartieri della città.

 

# ora in onda #
...............