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martedì, 16 Giugno 2026
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Domenica 31 maggio il 26° Concours d’Elegance Trofeo Salvarola Terme

Domenica 31 maggio il 26° Concours d’Elegance Trofeo Salvarola TermeIl 26° Concours d’Elegance Trofeo Salvarola Terme, in programma domenica 31 maggio, celebra la bellezza senza tempo delle auto d’epoca di alta gamma, autentici capolavori di stile, ingegneria e storia.

Le classi in concorso saranno in totale 12, ben 8 saranno quelle dedicate alla Carrozzeria Touring. Accanto alle classi riservate a Touring, concorreranno anche modelli d’alta gamma di tutti i marchi prodotti fino al 1995, icone che hanno segnato un’epoca, per un totale di 63 auto in concorso.

Per gli equipaggi partecipanti è previsto nella giornata di sabato 30 maggio un pacchetto turistico che li condurrà alla scoperta non solo dei motori, ma anche delle eccellenze enogastronomiche, naturalistiche, artistiche e del benessere termale nel modenese.

Programma di domenica 31 maggio

La giornata a Salvarola Terme inizia con l’esposizione ufficiale delle vetture partecipanti, suddivise per classe sul ‘Green Carpet’, pronte a farsi ammirare dal pubblico ed esaminare dalla prestigiosa Giuria.

A partire dalle ore 10:00 a Salvarola Terme le autovetture sfileranno davanti al Comitato d’Onore nella splendida cornice liberty delle Terme Antiche, regalando agli ospiti uno dei momenti più eleganti e suggestivi della manifestazione. Nel corso dell’evento sarà inoltre realizzato uno speciale annullo filatelico dedicato al Concorso. Al termine si svolgerà il pranzo a Salvarola Terme dove la cucina tradizionale emiliana, con i suoi sapori autentici, accompagnerà questo piacevole momento conviviale.

Nel pomeriggio il Concours raggiungerà il cuore del Motor Valley Fest, in Piazza Roma a Modena, per il gran finale della manifestazione: la cerimonia di premiazione dei vincitori di Categoria e la proclamazione della Best of Show 2026, alla quale verranno consegnati il prestigioso Trofeo Salvarola Terme, realizzato dall’artista modenese Alessandro Rasponi, e la Targa Città di Modena.

Classi in Concorso

  • Carrozzeria Touring – Le eleganti senza tempo
  • Carrozzeria Touring – Le Coupé Alfa del dopoguerra
  • Carrozzeria Touring – Le intramontabili 3500 GT
  • Carrozzeria Touring – Le Aston vestite da noi
  • Carrozzeria Touring – Le Flaminia aperte
  • Carrozzeria Touring – Le Flaminia chiuse
  • Carrozzeria Touring – Le Alfa spider
  • Carrozzeria Touring – Le ultime sportive
  • Le vetture per la famiglia
  • Le Ferrari
  • Capelli al vento
  • Le sportive

Oltre alle 63 auto in concorso sarà possibile ammirare ospiti d’eccezione, Fuori Concorso:

  • Dalla Collezione Righini: Auto Avio Costruzioni 815 del 1940 prima auto costruita da Enzo Ferrari
  • Dal Museo di Arese (Milano): Alfa Romeo Touring Disco Volante modello 1900 c52 del 1952
  • Da Ferrari SpA: un’auto Ferrari …..sarà una sorpresa…….

Tra le tante vetture di altissimo livello in Concorso da ammirare una delle due Aston Martin DBS prototipi costruiti dalla Carrozzeria Touring. Furono costruiti solo due prototipi, uno con guida a destra e uno con guida a sinistra. Questa Aston Martin, la seconda ad essere costruita, fu esposta al Salone di Earls Court del 1966, al Salone di Parigi e successivamente al Salone di New York del 1967, prima di essere venduta a un cliente privato.

Maranello, il successo del progetto ‘Scuola Bottega’: incontri e laboratori formativi per gli alunni delle medie

Maranello, il successo del progetto ‘Scuola Bottega’: incontri e laboratori formativi per gli alunni delle medieUn’esperienza formativa che ha l’obiettivo di stimolare gli alunni a riflettere sulle proprie aspirazioni future, con una maggiore consapevolezza delle loro passioni e dei loro talenti.

È ciò che ha offerto il progetto ‘Scuola Bottega’ agli studenti delle classi seconde e terze delle scuole secondarie di primo grado di Maranello, anche grazie ad una collaborazione che ha visto Ferrari affiancare l’Amministrazione comunale.

“L’iniziativa ci sta molto a cuore e cercheremo di darle continuità – spiega Laura Costi, Assessora maranellese all’Istruzione – proprio perché va a sostenere, insieme ad altre azioni, un percorso di crescita che in questa fascia di età tocca tappe fondamentali per il futuro dei ragazzi. Nel passaggio dalle scuole di primo grado alle superiori, infatti, il rischio di dispersione scolastica aumenta considerevolmente. Per questo portiamo all’interno delle scuole, a diretto contatto con gli alunni, il ‘racconto professionale’ di chi può incoraggiarli a seguire le proprie inclinazioni attraverso lo studio. A volte basta una ‘scintilla’ ad accendere o a risvegliare in un adolescente la voglia di seguire un sogno, un’ambizione. E l’input può anche arrivare da chi ha già percorso quella strada: come in questo progetto, nel quale la disponibilità dei due Istituti comprensivi e la sensibilità di Ferrari sono risultati decisivi”.

Nelle scorse settimane ‘Scuola Bottega’ ha coinvolto gruppi di studenti delle scuole medie durante le ore di lezione. Affiancati da docenti e da alcuni ingegneri e tecnici

Ferrari, gli alunni hanno potuto approfondire la storia produttiva di Maranello e il funzionamento del motore attraverso un laboratorio di meccanica, seguito da un test e da una visita all’Istituto Superiore Ferrari, sotto la guida degli studenti più grandi che, come loro, hanno frequentato le scuole medie maranellesi.

“Investire nella formazione dei giovani resta per noi un tema centrale – aggiunge il Sindaco di Maranello, Luigi Zironi – e in questo cammino verso l’età adulta occorre molta attenzione anche sui suoi risvolti emotivi. Ogni percorso, scolastico o professionale, comporta inevitabilmente dei momenti più delicati di altri, che per i nostri ragazzi possono diventare un’occasione per conoscersi meglio e capire in quale direzione si vuole andare. È un aspetto, questo, sul quale il progetto ‘Scuola Bottega’ pone molta cura, confermando il valore della collaborazione tra istituzioni e realtà industriali d’eccellenza nel sostenere percorsi di orientamento consapevole per le nuove generazioni”.

Demografia delle imprese in Emilia-Romagna nel primo trimestre 2026

Demografia delle imprese in Emilia-Romagna nel primo trimestre 2026Il primo trimestre si conferma storicamente negativo per via della stagionalità, ma il saldo dei primi tre mesi del 2026 (-465 imprese, -0,11%) ha il valore negativo più contenuto degli ultimi 15 anni.

Le nuove aperture sono 8.330, stabili rispetto al 2025. Le cessazioni scendono a 8.795 (rispetto alle 8.965 dello scorso anno).

Prosegue la transizione verso strutture più solide. Volano le società di capitale (+1.000 unità, miglior risultato da 15 anni), mentre continuano a contrarsi le società di persone (-724) e le ditte individuali (-625, ma è il dato migliore da quindici anni).

L’introduzione della nuova codifica Ateco 2025 impedisce confronti storici esatti su molti comparti. Nel trimestre, tengono costruzioni (+9) e servizi diversi dal commercio (+567), mentre registrano flessioni significative l’agricoltura (-671), il commercio (-660) e l’industria (-234).

È quanto emerge dalle elaborazioni di Unioncamere Emilia-Romagna dei dati Movimprese sull’andamento della demografia delle imprese nel primo trimestre 2026 derivanti dal Registro delle imprese delle Camere di commercio. I dati confermano la consueta contrazione d’inizio anno dovuta a fattori stagionali, ma evidenziano un tessuto imprenditoriale resiliente e in progressivo consolidamento strutturale.

 

Iscrizioni e cessazioni: i flussi del primo trimestre

Nei primi tre mesi dell’anno sono state 8.330 le nuove iscrizioni: un dato in linea con lo stesso periodo del 2025, e che è vicino ai minimi del decennio. Sul fronte opposto, le cessazioni dichiarate dalle aziende sono state 8.795, in lieve calo rispetto alle 8.965 dell’inverno precedente.

Ne è derivato un saldo complessivo pari a -465 imprese (-0,11%) che, sebbene negativo, si è il miglior risultato nel primo trimestre degli ultimi quindici anni.

A livello nazionale la dinamica è stata invece marginalmente positiva (+0,01%). Nel centro-nord l’Emilia-Romagna si posiziona vicino alla Lombardia (+0,08%) e meglio rispetto a Veneto (-0,31%) e Piemonte (-0,30%).

 

Forme giuridiche: cresce la robustezza aziendale

Sotto il profilo della natura giuridica, l’analisi evidenzia il progressivo rafforzamento del sistema economico emiliano-romagnolo.

Le società di capitale mettono a segno un saldo attivo record di +1.000 unità (+0,7%), il miglior primo trimestre da 15 anni a questa parte, spinte dall’attrattività delle s.r.l. e s.r.l. semplificate.

Al contrario, diminuiscono le società di persone, che chiudono il trimestre a -724 unità (-0,8%). Le ditte individuali segnano un passivo di 625 unità (-0,3%), che rappresenta però il dato più contenuto degli ultimi quindici anni.

In flessione anche le altre forme, tra cui cooperative e consorzi (-78 unità).

 

Analisi settoriale: l’impatto della nuova classificazione Ateco 2025

Questi, in sintesi, gli andamenti per settore:

  • Agricoltura, silvicoltura e pesca: accusa la flessione più pesante con un saldo negativo di 671 imprese (-1,4%), trainato quasi interamente dal comparto agricolo in senso stretto (-644 unità).
  • Industria: prosegue il processo di concentrazione strutturale. Il saldo del trimestre è negativo (-234 imprese; -0,5%). Nella manifattura, soffre la moda (-74 aziende), la metallurgia (-61) e la fabbricazione di macchinari (-37); in controtendenza positiva solo la riparazione e manutenzione di macchine (+60 unità).
  • Costruzioni: il settore resiste e chiude in scarno attivo (+9 imprese). Al suo interno si nota un andamento dicotomico: crescono i lavori di costruzione specializzati (+88), trainati da ristrutturazioni e piccoli interventi, mentre flette la costruzione di edifici (-72).
  • Commercio e Servizi: il commercio all’ingrosso e al dettaglio mostra una chiara contrazione (-660 unità, -0,8%). Al contrario, volano gli altri servizi diversi dal commercio (+567 unità, +0,3%). A spingere la crescita sono soprattutto le attività finanziarie e assicurative (+202 unità, grazie ai servizi finanziari ex assicurazioni), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+163 unità, con forte domanda di consulenza gestionale e direzione aziendale) e le attività immobiliari (+73). Bene anche i servizi di supporto alle imprese (pulizie e giardinaggio, +83) e la sanità/assistenza sociale (+48).

 

 

Dalla Regione Emilia-Romagna oltre 2,6 milioni di euro per progetti di educazione musicale

Quando la musica entra nelle scuole crescono opportunità educative, creatività, competenze culturali e si moltiplicano gli strumenti di socializzazione e inclusione.

Lo dimostrano i progetti di avviamento musicale finanziati dalla Regione Emilia-Romagna – attraverso i fondi europei del Programma regionale Fse+ 2021/2027 – che negli ultimi tre anni hanno coinvolto oltre 22mila bambine, bambini e adolescenti. Forte del successo ottenuto, la Regione conferma una scelta chiara: sostenere progetti diffusi nei territori, aperti alle comunità e capaci di creare alleanze educative tra scuole ed enti di Istruzione e Formazione professionale, scuole di musica, associazioni e realtà culturali locali.

Approvato dalla Giunta, il nuovo avviso pubblico da 2 milioni e 650mila euro, sempre finanziato con fondi europei Fse+, vuole sostenere nell’anno scolastico 2026/2027 progetti gratuiti di alfabetizzazione ed educazione musicale rivolti a studentesse e studenti delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale.

I progetti potranno essere presentati entro il 30 giugno da scuole di musica e organismi specializzati nell’organizzazione e gestione di attività di didattica e pratica musicale riconosciuti dalla Regione Emilia-Romagna per il prossimo anno scolastico. I percorsi dovranno essere realizzati in partenariato con almeno due istituzioni scolastiche oppure enti di formazione professionale del sistema regionale di formazione professionale.“

I risultati raggiunti in questi anni dimostrano che investire nell’educazione musicale significa investire nella qualità della crescita delle nuove generazioni e nella coesione delle nostre comunità- dichiarano il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla (Formazione professionale), e le assessore regionali Gessica Allegni (Cultura) e Isabella Conti (Scuola)-. La musica è un pilastro del nostro sistema educativo e formativo e una potente leva di socializzazione e inclusione. È un linguaggio universale capace di abbattere barriere, rafforzare l’autostima e creare nuove occasioni di partecipazione, per questo l’attenzione agli studenti e studentesse con bisogni specifici qualificherà ulteriormente il progetto. Una regione – chiudono vicepresidente e assessore – si dimostra capace di crescere anche se è in grado di offrire ai più giovani spazi di creatività, confronto e formazione di qualità, promuovendo benessere, inclusione sociale e partecipazione attiva”.

Il progetto prevede il finanziamento di progetti aggiuntivi rispetto all’offerta curricolare ordinaria, da svolgersi anche nei mesi estivi, in una logica di scuole aperte al territorio e alle comunità oltre il tempo scuola. Le attività potranno articolarsi in moduli di canto corale, musica strumentale d’insieme e propedeutica musicale. L’accesso ai percorsi sarà completamente gratuito e particolare attenzione sarà riservata alla partecipazione di allieve e allievi con bisogni specifici, tra cui studenti con disabilità, disturbi specifici dell’apprendimento e bisogni educativi speciali, prevedendo anche figure professionali dedicate al supporto educativo.

L’intervento dà attuazione all’articolo 3 della legge regionale n. 2 del 2018 “Norme in materia di sviluppo del settore musicale” e si inserisce nel Programma regionale per lo sviluppo del settore musicale 2024-2026, che individua nella qualificazione dell’educazione musicale una leva strategica per favorire inclusione, socializzazione e contrasto alla povertà educativa.

Gioco d’azzardo nell’Unione del Distretto ceramico: numeri in controtendenza

Gioco d’azzardo nell’Unione del Distretto ceramico: numeri in controtendenzaIl Distretto ceramico registra una stabilizzazione dei numeri dell’azzardo complessivo nel biennio 2023-2024, un dato in controtendenza con i numeri provinciali, regionali e nazionali.

Una stabilizzazione media, con alcune importanti riduzioni, come a Sassuolo, dove il gioco fisico e l’online in un anno calano ognuno di circa due milioni di euro. Un calo che a Formigine raggiunge i 2,7 milioni nel fisico e 1 milione nell’online, mentre a Fiorano Modenese il gioco fisico cala di 437mila euro, ma con l’online in crescita dell’8,4 per cento.

Maranello è stabile, con l’azzardo da remoto in lieve calo. Decisamente diversi i dati di due Comuni montani, con Palagano dove in un anno l’online cresce del 39 per cento e Prignano, caratterizzata negli anni da impressionanti saliscendi, dove la crescita è stata del 123 per cento.

«Un rallentamento nei numeri – commentano i Sindaci del Distretto – che testimonia la bontà del lavoro fatto in questi mesi ma che non può certo lasciarci completamente soddisfatti. Le ordinanze restrittive sugli orari, il controllo capillare del territorio, il contrasto alla proliferazione di punti fisici e i progetti di sensibilizzazione portati avanti in sinergia con l’Azienda USL e il terzo settore stanno finalmente dando i primi frutti tangibili. Dietro, però, ai 1,61 miliardi complessivi ci sono storie di fragilità, famiglie in difficoltà e patologie che colpiscono da vicino la nostra comunità. Per questo, la stabilizzazione attuale deve essere solo un punto di partenza: la battaglia contro la ludopatia, partendo dai risultati incoraggianti dello sportello sul sovraindebitamento, resta una priorità assoluta per la salute pubblica e la tenuta sociale del Distretto Ceramico».

Dal mese di  febbraio dello scorso anni, infatti, l’Unione ha  investito negli sportelli gratuiti sul sovraindebitamento, gestiti da Federconsumatori Modena, con sede a Sassuolo e Montefiorino, avviando anche percorsi di alfabetizzazione finanziaria per i giovani.

Il servizio ha già assistito 50 persone (47 famiglie, età media 57 anni, 22 donne e 27 uomini). Gli utenti sono arrivati tramite passaparola (30) o inviati dai servizi sociali e SerDP (20). L’alto livello di bisogno è confermato dal fatto che il 90 per cento dei cittadini ha richiesto più colloqui di consulenza.

1,61 miliardi di euro: ecco la cifra raccolta nell’azzardo fisico e online negli otto Comuni del Distretto Ceramico, nell’arco temporale di sei anni; di questi 312 milioni nel solo 2024.

Il Distretto è primo per raccolta pro capite in provincia con 3.093 euro giocati mediamente da ogni residente maggiorenne; un dato superiore del 18 per cento rispetto alla media regionale.  Se analizziamo i dati comunali, spiccano nel 2024 i 4.004 euro di Sassuolo, tra i pochi comuni in Regione oltre la linea dei 4.000 euro di giocato complessivo per maggiorenne, con Formigine più lontana, a 3.114 euro. Sassuolo registra un +45 per cento rispetto alla media provinciale, che è di 2.770 euro.

Attualmente i giocatori effettivi nel solo canale online, residenti nell’area dell’Unione sono stimabili in 4.700 unità, con una quota giocata media mensile che supera i 2.500 euro (più di 30mila euro all’anno). Viste le dimensioni dell’azzardo nel suo complesso, che in questo Distretto ha superato ormai la spesa alimentare, resta da capire chi siano i giocatori ad alta intensità.

A livello distrettuale prevale l’azzardo tramite canale fisico anche a causa di una rete di vendita ipertrofica (complessivamente sono 109 i luoghi dell’azzardo nel Distretto ceramico, in particolare nel Comune di Sassuolo).

Pur rimanendo quello on site la modalità di accesso prevalente si evidenzia che nel 2019 l’online rappresentava il 23,5 per cento del totale, oggi ha raggiunto il 45,3 per cento. Nel 2024 sono stati giocati online 1.637 euro pro-capite nel Distretto, nella fascia 18-74 anni. Dentro questo numero è vistosa la condizione di Sassuolo, con 2.012 euro, seppure in calo del 3 per cento sul biennio precedente.

Solo Fiorano Modenese supera, di poco, la media unionale, mentre Frassinoro registra appena 293 euro pro-capite.

“Una splendida giornata”: al Volta di Sassuolo sabato 23 maggio il progetto “Cantieri Giovani” del Csv

“Una splendida giornata”: al Volta di Sassuolo sabato 23 maggio il progetto “Cantieri Giovani” del CsvPiù di 250 studenti delle classi terze dell’Istituto Volta di Sassuolo hanno vissuto un’esperienza concreta di cittadinanza attiva grazie al progetto “Cantiere Giovani” del Centro Servizi Volontariato, che li ha portati a svolgere una settimana di stage all’interno di realtà del terzo settore del territorio.

Il percorso si è sviluppato tra dicembre 2025 e marzo 2026 e ha visto il coinvolgimento di oltre 30 associazioni di volontariato distribuite in tutto il Distretto ceramico, oltre che nei comuni di Scandiano, Casalgrande e Castellarano. Un’iniziativa che ha messo in rete scuola e comunità, offrendo agli studenti l’opportunità di conoscere da vicino il mondo del sociale.

L’iniziativa si concluderà sabato 23 maggio 2026 con una giornata finale tematica ospitata all’Istituto Volta di Sassuolo e intitolata “Una splendida giornata”. L’evento vedrà la partecipazione del Csv e delle associazioni che hanno accolto gli studenti durante gli stage e rappresenterà un momento di restituzione e condivisione dell’esperienza vissuta.

Sarà l’occasione per raccontare le attività svolte, confrontarsi sui risultati del progetto e valorizzare l’impegno dei ragazzi che hanno scelto di mettersi al servizio della propria comunità. Un segnale positivo di partecipazione e attenzione al bene comune che guarda al futuro del territorio.

Durante lo stage gli studenti hanno affiancato volontari e operatori nelle attività quotidiane delle associazioni: dal supporto alle iniziative sociali e culturali all’assistenza alle persone fragili, fino all’organizzazione di eventi e servizi per la comunità. Un’esperienza che ha permesso ai giovani di sperimentare sul campo i valori della solidarietà, della collaborazione e della responsabilità civica.

L’esperienza si è rivelata anche un’importante occasione di crescita personale per gli studenti, che hanno potuto mettersi alla prova in contesti nuovi, sviluppando capacità relazionali, spirito di iniziativa e maggiore consapevolezza del valore del lavoro di squadra. Il contatto diretto con volontari, operatori e persone beneficiarie dei servizi ha contribuito a migliorare le loro competenze nel rapporto con gli altri, rafforzando empatia, ascolto e senso di responsabilità.

Determinante per la realizzazione del progetto è stato il supporto del Centro Servizi per il Volontariato, che ha accompagnato e sostenuto il percorso favorendo il collegamento tra la scuola e le numerose realtà associative, contribuendo al coordinamento delle attività e alla buona riuscita dell’iniziativa.

 

Nicola Benassi eletto all’unanimità nuovo segretario del Partito Democratico di Formigine

Nicola Benassi eletto all’unanimità nuovo segretario del Partito Democratico di Formigine
_Elisa Parenti_Massimo Paradisi_Nicola Benassi_Luigi Tosiani

Nicola Benassi è il nuovo segretario del Partito Democratico di Formigine. Classe 1991 (34 anni), sposato, nato e cresciuto nella frazione di Magreta e residente a Formigine, Benassi vanta già una consolidata esperienza istituzionale, avendo ricoperto i ruoli di capogruppo e di consigliere comunale per PD, consigliere dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico e presidente delle commissioni bilancio di entrambi gli enti nel decennio tra il 2014 e il 2024. Nella vita professionale, opera come direttore commerciale e finanziario nel settore IT.

Eletto all’unanimità nel corso di un congresso molto partecipato, prende le consegne da Luca Malagoli, che nella sua relazione di bilancio, molto apprezzata, ha ricordato le significative affermazioni elettorali come le ultime amministrative e regionali.

A presiedere i lavori assembleari è stato Franco Richeldi, già sindaco di Formigine, che ha introdotto gli interventi dei vertici del partito ospiti della serata: il segretario regionale PD dell’Emilia-Romagna Luigi Tosiani, il segretario della federazione provinciale di Modena Massimo Paradisi e il vicesegretario Diego Lenzini.

Nei loro interventi, i dirigenti hanno delineato profonde riflessioni sullo scenario geopolitico internazionale e sui nodi cruciali della gestione della cosa pubblica, dalla sanità universalistica alla sicurezza urbana. Hanno inoltre stimolato il circolo formiginese a proseguire sulla strada dell’ascolto attivo e della prossimità con la cittadinanza, sottolineando la responsabilità di ripartire da un programma politico chiaro, concreto e focalizzato su pochi e strategici perni di sviluppo economico e sociale.

La mozione presentata da Benassi si è focalizzata sul potenziamento dell’attività del circolo tramite un fitto calendario di eventi, feste e momenti di ritrovo volti a consolidare la partecipazione dei militanti e ad aprire le porte ai cittadini. Il neosegretario ha illustrato i punti cardinali del suo mandato: prossimità e ascolto, incremento dei momenti di incontro diretto e la presenza fisica in piazza e tra le persone.

Centralità delle frazioni: valorizzare l’identità e i bisogni specifici di tutto il territorio comunale, da Magreta a Casinalbo, passando per Corlo, Formigine, Colombaro e Ubersetto.

Sinergia di Distretto: lavorare in stretto coordinamento strutturale con le realtà del Distretto Ceramico (Sassuolo, Maranello, Fiorano, Formigine e area montana).

Nuova segreteria tematica: costituzione di un gruppo dirigente eterogeneo, spiccatamente operativo e con deleghe chiare e ben definite.

Comunicazione integrata: unire la capillarità dei tradizionali banchetti di piazza alla modernità dei canali digitali e dei social network.

Partito come “Casa del Confronto”: alimentare un dialogo costante, costruttivo e sinergico tra gli eletti in Consiglio comunale, la Giunta e la base politica.

Cultura di coalizione: cura e sviluppo strategico dei rapporti con tutte le liste alleate del centrosinistra formiginese.

Il dibattito che è seguito ha visto un ampio e costruttivo confronto, arricchito dai contributi di numerosi iscritti, tra cui l’attuale sindaca di Formigine, Elisa Parenti, e la consigliera regionale Maria Costi.

Al nuovo segretario e a tutta la comunità del Partito Democratico di Formigine vanno i più sinceri auguri di buon lavoro per le sfide future.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 22 maggio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 22 maggio 2026Cielo sereno o poco nuvoloso. Temperature con valori minimi compresi tra 12 e 16 gradi e valori massimi tra 23/26 gradi sulle aree costiere e 27/29 gradi sulle pianure interne. Venti in prevalenza deboli dai quadranti orientali. Mare poco mosso.

(Arpae)

Intervento d’urgenza su via San Michele, lavori Hera fino al 27 maggio

Intervento d’urgenza su via San Michele, lavori Hera fino al 27 maggioProseguiranno, indicativamente, fino a mercoledì 27 maggio i lavori da parte di Hera sulla strada provinciale Via San Michele, all’altezza dell’intersezione con via Vallurbana.

L’intervento si è reso necessario in via d’urgenza a causa della rottura di una tubatura che impone lo scavo in banchina sulla strada provinciale per circa 70 metri.

L’intervento comporta la riduzione della carreggiata: fino a termine dei lavori lungo il cantiere la circolazione sarà a senso unico alternato regolato da un impianto semaforico.

 

A Sassuolo un nuovo polo culturale permanente dedicato all’arte contemporanea, che inaugura con l’esposizione “Avida Dollars” su Dalí

A Sassuolo un nuovo polo culturale permanente dedicato all’arte contemporanea, che inaugura con l’esposizione “Avida Dollars” su Dalí
San Giorgio e il Drago – scultura museale donata nel 1995 a Papa Giovanni Paolo II

Il territorio modenese si prepara ad accogliere un nuovo spazio dedicato all’arte e alla cultura contemporanea: venerdì 22 maggio, proprio nel fine settimana della Notte europea dei musei, verrà inaugurato a Sassuolo (via Felice Cavallotti 132) un nuovo polo culturale permanente promosso da Dalí Universe e Lart Universe, realtà attive nel panorama delle esposizioni artistiche internazionali e nella valorizzazione dell’arte moderna e contemporanea.

La scelta della città di Sassuolo per inaugurare un nuovo polo della cultura, dopo destinazioni internazionali come Parigi, Lussemburgo, Mougins (Francia), Bruges (Belgio) e italiane come Roma, Montepulciano, Matera, Cortona, si inserisce all’interno di un percorso di sviluppo culturale che vede il territorio modenese sempre più coinvolto in iniziative artistiche di respiro nazionale e internazionale. La nuova galleria di Sassuolo nasce dall’eredità della storica galleria “Anima&Colors”.

In occasione dell’apertura del nuovo spazio verrà presentata anche “Avida Dollars”, la prima esposizione, che sarà dedicata a Salvador Dalí e patrocinata dal Comune di Sassuolo, a cura di Beniamino Levi, il maggior esperto a livello mondiale dell’arte di Salvador Dalì, con il quale intratteneva un rapporto professionale e personale e già curatore della mostra “Nella mente del maestro”, dedicata sempre a Salvador Dalí e ospitata nel 2024-2025 presso Palazzo dei Musei di Modena.

Questa nuova mostra proporrà un percorso narrativo e culturale dedicato a una delle fasi più significative della vita dell’artista spagnolo: il progressivo distacco dal movimento surrealista e l’evoluzione della sua ricerca verso scienza, spiritualità e sperimentazione interdisciplinare.

L’esposizione sarà articolata in quattro sezioni tematiche dedicate: al rapporto tra Dalí e gli Stati Uniti; al dialogo tra arte e scienza; al periodo atomico-mistico; alla dimensione poliedrica dell’artista tra moda, design e cultura popolare.

La mostra sarà visitabile gratuitamente, fino a fine agosto 2026. I visitatori potranno fare una donazione, su base volontaria, a sostegno di Lega del Filo d’Oro, ANT Fondazione o Franco Pannuti ETS, attraverso postazioni che verranno appositamente allestite per la raccolta fondi  all’interno dello spazio espositivo.

“La scelta di rendere la mostra gratuita si mette volutamente in contrapposizione con il significato stesso del titolo “Avida Dollars”, termine coniato da André Breton attraverso l’anagramma del nome Salvador Dalí e utilizzato in senso provocatorio per criticare il successo economico e mediatico raggiunto da Dalí. La mostra ribalta simbolicamente quel concetto: l’idea del denaro, evocata nel titolo, viene trasformata in un gesto solidale e benefico, lasciato interamente alla sensibilità e al buon cuore dei visitatori” – commenta Eleonora Fietta, responsabile attività didattiche e di beneficienza di Dalí Universe e Lart Universe.

Tra le opere esposte saranno presenti sculture, litografie e opere museali provenienti dal circuito Dalí Universe. Nella stanza dedicata al periodo americano di Salvador Dalí sarà presente “La donna del tempo”, opera dell’artista, insieme alle dodici “Dali D’or”, opere in oro 24 carati realizzate da Dalí, con monete da lui stesso fatte coniare e decorate con le effigi sue e della moglie Gala. Nella stanza dedicata alla scienza sarà esposto Il “Profilo del Tempo”, opera scultorea di grande forza simbolica, accompagnata da una bellissima litografia dedicata ad Albert Einstein, dalla litografia dedicata a Sigmund Freud e, tra le altre opere, da una scultura dedicata a Newton.

Tra le opere principali esposte nella parte dedicata al periodo mistico sarà presente la scultura museale originale “San Giorgio e il Drago”, dedicata proprio al patrono della città di Sassuolo. La presenza di quest’opera all’interno dell’esibizione crea un forte legame simbolico con il territorio che ospita la mostra. La scultura appartiene alla celebre serie bronzea realizzata da Salvador Dalí: una delle sette fusioni autorizzate da Dalí dell’opera è stata donata nel 1995 a Papa Giovanni Paolo II. Oggi una versione dell’opera è conservata presso i musei della Città del Vaticano.

Nella stanza dedicata alla religione sono inoltre presenti tutte le cento litografie realizzate da Salvador Dalí per la Divina Commedia, commissionate nel 1950 dallo Stato italiano. L’intero ciclo, composto da cento opere, è firmato a mano da Salvador Dalí.

La mostra sarà sempre aperta gratuitamente, fino a fine agosto, nelle giornate di giovedì (16-19), venerdì e sabato (10-17). Sono previste anche diverse aperture domenicali (9–13): 24 maggio, 7 giugno, 21 giugno, 5 luglio, 19 luglio, 2 agosto.

Con l’ultimo progetto di Dalí Universe e Lart Universe, la città di Sassuolo prova a ritagliarsi un nuovo ruolo: non più soltanto città industriale e ceramica, ma anche nuova destinazione culturale capace di dialogare con il panorama artistico europeo.

Per maggiori informazioni www.daliuniverse.com o www.lartuniverse.com

Consiglio comunale formiginese del 21 maggio: all’ordine del giorno una surroga consiliare e modifiche al Nuovo Regolamento di Polizia Urbana

Consiglio comunale formiginese del 21 maggio: all’ordine del giorno una surroga consiliare e modifiche al Nuovo Regolamento di Polizia Urbana
Anna Cuoghi

Si riunirà domani, giovedì 21 maggio alle ore 20.30 presso le sale del Castello, il Consiglio comunale di Formigine presieduto da Antonietta Vastola.

L’ordine del giorno si aprirà con la surroga del Consigliere Alessandro Neviani e la conseguente convalida della Consigliera subentrante Anna Cuoghi, atto a cui seguiranno le comunicazioni e le modifiche alla composizione delle Commissioni Consiliari e della Commissione Comunale per la formazione degli elenchi dei giudici popolari. Lo spazio dedicato a interrogazioni e interpellanze vedrà al centro dell’attenzione l’ordinanza sul divieto di scoppio di petardi e artifizi pirotecnici legato al Regolamento di Polizia Urbana, la gestione della comunicazione degli eventi all’Auditorium Spira mirabilis e la tutela delle falde acquifere nell’abitato di Magreta.

A seguire, la parte deliberativa prenderà in esame la variazione al bilancio di previsione finanziario 2026/2028 con il relativo aggiornamento del piano degli investimenti, oltre ad alcune modifiche al Nuovo Regolamento di Polizia Urbana. La parte finale della seduta sarà invece occupata dalla discussione e risoluzione di sette mozioni. I temi trattati riguarderanno l’ampliamento della platea dei dipendenti comunali ammessi al lavoro agile per fronteggiare il caro carburanti, due distinte proposte incentrate sulla revisione e l’evoluzione della linea ferroviaria Modena-Sassuolo, e l’intitolazione di un luogo pubblico alle 21 donne elette all’Assemblea Costituente in occasione dell’ottantesimo anniversario della Repubblica. Infine, verranno discusse le mozioni relative al Servizio Civile Universale e Regionale sul territorio formiginese, al disegno di legge sul consenso e al rafforzamento della tutela delle vittime di violenza a sostegno della riforma Bongiorno.

Come di consueto, sarà disponibile la trasmissione della seduta in diretta streaming grazie al sistema audio-video in alta definizione sul canale YouTube del Comune di Formigine alla sezione “Live”.

Maggio Fioranese accende il weekend: Enzo Avitabile, Madonnari e Kpop nel cuore della città

Maggio Fioranese accende il weekend: Enzo Avitabile, Madonnari e Kpop nel cuore della città
Maggio Fioranese – RIO 16 maggio

Continuano gli appuntamenti gratuiti del Maggio Fioranese in centro a Fiorano, con musica, spettacoli, arte, mercatini e buon cibo. Ospiti attesi del prossimo fine settimana: Enzo Avitabile con il suo Acoustic World, le guardiane del Kpop con esibizioni ispirate ad una celebre serie Tv e i maestri Madonnari che coloreranno le vie di opere d’arte ispirate alla figura materna. Ma anche mercatini, prelibatezze enogastronomiche, balli latino americani e mostre.

Sabato 23 maggio, al teatro Astoria gli alunni della primaria dell’Istituto comprensivo Francesca Bursi, metteranno in scena “Join the world”, spettacolo musicale che coinvolgerà oltre 400 bambini e ragazzi, a cura di Sonus Academy.

Sabato e domenica, per tutto il giorno, lungo via Vittorio Veneto, torna il mercatino “Tipico” con tante gustose specialità del territorio e il punto di ristoro di Associazione Volontari Fiorano con i borlenghi, mentre in piazza Martiri Partigiani fioranesi ci saranno gnocco e tigelle de La Sfoglia.

Per chi ama il ritmo latino, sabato sera dalle 21, a Villa Cuoghi ritorna “Quartiere Latino”, con l’animazione delle ballo del territorio, mentre in piazza Ciro Menotti concerto live di Enzo Avitabile che ripercorre in chiave acustica (formazione in trio) gli ultimi 12 anni della sua produzione discografica, ingresso libero e gratuito.

Domenica 24 maggio, il centro di Fiorano diventa una galleria d’arte a cielo aperto. Dalle 8.30 fino al tardo pomeriggio, con l’evento “La Via dell’Arte … dal Centro al Colle“, realizzato in collaborazione con la parrocchia di Fiorano, le associazioni InArte e Arte e Cultura. Quindici maestri Madonnari del CCAM (Centro Culturale Artisti Madonnari di Mantova) e artisti del territorio decoreranno le strade, da piazza Ciro Menotti al Santuario, passando per il sagrato della Parrocchia, con opere a terra e su pannelli o cavalletti, ispirate alla figura materna nell’arte. Sono previsti anche laboratori per bambini. Dalle 10 alle 21, in via Vittorio Veneto ci sarà anche Vinyl market, mercatino dischi in vinile cd e musicassette, con selezione musicale by Fattoapposta Collective & Music Nerd Radio.

Termina domenica la mostra collettiva “Dove nasce il colore”, presso la Casa delle Arti Vittorio Guastalla, in via Santa Caterina. L’esposizione a cura dell’associazione Arte e Cultura sarà visitabile ancora dalle 17 alle 19. Sabato 23 maggio sarà possibile anche partecipare al laboratorio d’arte su prenotazione (334 1805567).

Domenica alle ore 21, in piazza Ciro Menotti, spettacolo per i più giovani con “Le guardiane del Kpop”, liberamente tratto dalla serie televisiva Netflix “KPop Demon Hunters”. Ci sarà anche il concorso per la maschera Huntrix più bella, tra il pubblico vestito in costume. Ingresso libero.

Tutti gli eventi gratuiti sono organizzati dal Comitato Fiorano in festa, in collaborazione con il Comune di Fiorano Modenese, Gp Eventi e grazie al sostegno delle associazioni di categoria e degli sponsor.

In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al teatro Astoria.

Per consentire lo svolgimento delle diverse iniziative sono previste modifiche alla viabilità in centro a Fiorano: chiusura al traffico e divieto di sosta su via Vittorio Veneto da via Santa Caterina a via Marconi dalle 8 alle 24 del 23 e 24 maggio, con istituzione di doppio senso di marcia in via Gramsci, tra via A. Doria e via Vittorio Veneto e obbligo di direzione diritto da via del Santuario; chiusura di piazza Martiri Partigiani fioranesi, e piazza Salvo d’Acquisto dalle 7 alle 24 di sabato e domenica per la manifestazione ASI, 4° Volante di legno, con prove.

Il modello sanitario regionale al centro del dibattito: il 19 maggio a Bologna il talk “HEY Emilia-Romagna”

Il modello sanitario regionale al centro del dibattito: il 19 maggio a Bologna il talk “HEY Emilia-Romagna”
Da sx a dx, dall’alto al basso: Ella Cocchi, Lorenzo Broccoli, Davide Conte, Vincenzo Colla, Guido Beccagutti e Gianluca Focaccia

Accreditato come uno dei modelli più avanzati della sanità italiana, il sistema dell’Emilia-Romagna poggia sulla profonda integrazione tra presidi ospedalieri, medicina territoriale e servizi pubblici diffusi. Questa architettura non solo garantisce standard elevati nella qualità delle cure e un accesso equo alle prestazioni, ma consolida un legame indissolubile con la comunità, facendo della prossimità e del radicamento territoriale il vero punto di forza della regione.

Ma oggi anche i sistemi più solidi sono chiamati a evolvere. La pandemia ha rappresentato uno spartiacque per tutti i sistemi sanitari europei. Ha mostrato la forza del servizio pubblico, ma anche i suoi limiti e ha aperto nuove sfide legate alla carenza di personale sanitario, all’aumento della domanda di cure e alla sostenibilità economica dei sistemi pubblici.

Proprio l’innovazione tecnologica degli ultimi anni ha impresso una forte accelerazione a questo modello, portando all’elaborazione dei dati in un’ottica di ottimizzazione dei percorsi per i pazienti. Sul tema, il Direttore Generale Confindustria Dispositivi Medici Guido Beccagutti ha dichiarato: “I dispositivi sono ormai complementari delle componentistiche software o addirittura sono software come medical devices perché incorporano questa capacità di accompagnare la diagnosi, la cura e il trattamento per i pazienti con sistemi capaci di allertare, monitorare e trasmettere parametri vitali sia per la prevenzione che per la cura dei pazienti e dei cittadini. È chiaro come un’industria con elevata componentistica tecnologica si ponga come un naturale interlocutore di efficientamento dei sistemi sanitari perché la nostra capacità di fornire questa tecnologia va di pari passo con la necessità del sistema di fare una programmazione più attenta di quelli che sono i fabbisogni, per erogare in maniera sempre più appropriata cure e percorsi di prevenzione per i pazienti. È un passaggio fondamentale, è bene che tutte le istituzioni coinvolte ne parlino e Confindustria naturalmente è qui per fare la propria parte”.

Riflettendo sulla questione dell’utilizzo dei dati si è espresso anche Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, ponendo l’accento sull’etica e sul duplice potenziale delle nuove scoperte: “Con questa intelligenza artificiale posso fare un drone per trasportare i medicinali da un ospedale all’altro, oppure rischio di utilizzare la stessa tecnologia per fare dei bombardamenti in Libano. E quindi il modo in cui utilizziamo la tecnologia è fondamentale nella sanità: se dico robotica, dico un’evoluzione splendida; se nella sanità dico utilizzo dei dati, ossia avere le informazioni dei soggetti in qualsiasi luogo si trovino, dico una cosa eccezionale”. Colla ha poi ricordato il valore del sistema pubblico: “La sanità per noi non è solo un fatto di economia industriale, pur essendoci delle filiere eccezionali, ma rappresenta la tenuta democratica delle nostre città”.

Per tradurre queste innovazioni in risposte concrete serve però un’efficienza gestionale che superi la frammentazione dei presidi e uniformi le procedure dell’intera rete assistenziale. Questa armonizzazione è fondamentale per garantire la sostenibilità economica delle strutture e la tempestività dei trattamenti. Guardando a tali sfide, Gianluca Focaccia, Partner EY, ha puntualizzato: “Organizzazione significa avere la possibilità di razionalizzare il dato, analizzare il dato e renderlo fruibile; fruibile dagli utenti che possono essere i medici, ma che possono essere anche tutti quelli che come me si occupano di economia e quindi si occupano dell’ottimizzazione dei processi e del rendere la sanità più efficace ed efficiente. Possiamo aiutare e supportare il sistema regionale nel cercare di razionalizzare e pulire il dato, attraverso anche una razionalizzazione delle naming convention e delle varie situazioni che ci possono essere in giro, non solo in un ospedale rispetto a un altro ma anche rispetto ai medesimi reparti dello stesso ospedale. E quindi andare a razionalizzare il dato significa poi poterlo utilizzare”.

Un tassello fondamentale per la concretezza di questa architettura organizzativa è rappresentato da Lepida, la società in house della Regione Emilia-Romagna che da anni progetta le infrastrutture digitali e le reti di telecomunicazione pubbliche sul territorio. Tra le sue realizzazioni più importanti spicca l’implementazione e lo sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico, lo strumento digitale che raccoglie in modo sicuro e accessibile l’intera storia clinica di ogni cittadino. Su questa evoluzione incentrata sui servizi assistenziali e sulla digitalizzazione inclusiva, Davide Conte, Presidente di Lepida, ha riflettuto: “La tecnologia non ci deve portare a essere più performativi, più veloci, più voraci, ci deve in verità aiutare ad accedere meglio ai nostri diritti. Ed è quello che cerca di fare Lepida anche oggi portando avanti l’experience nata con il CUP a Bologna in Emilia-Romagna, con il CUP 2000 in Emilia-Romagna, e con la nascita appunto del fascicolo sanitario. La tecnologia non ti cura, ma ti permette però di essere informato meglio, di accedere meglio alle tue informazioni, e questo è il nostro schema: al centro il cittadino che quindi, come fine, permette di avere la salute migliore possibile; il mezzo è il fascicolo, ma non dobbiamo mai dimenticare l’importanza degli operatori, quindi il personale che lavora negli ospedali e nella medicina di base”.

Proprio per supportare concretamente il lavoro di questi professionisti e valorizzare lo strumento del fascicolo, l’architettura tecnologica deve sapersi tradurre in uno strumento operativo immediato. Su questo aspetto, Ella Cocchi, Direttore Sistemi Informativi e Innovazione Grande Ospedale Niguarda, ha evidenziato la necessità di una perfetta tempestività nell’accesso alle informazioni: “I dati, a questo punto, dovranno essere forniti al personale clinico nel momento in cui effettivamente c’è la necessità. Quindi in maniera contestualizzata, in maniera rapida, incrociando quelle che sono fonti di dati che derivano da ecosistemi differenti e che possono portare valore aggiunto per capire quella che è una storia clinica del paziente e per intervenire in maniera immediata sul paziente”.

Tradurre questa complessità tecnologica in risposte assistenziali immediate per la comunità rappresenta la vera sfida per la leadership del sistema pubblico. Esaminando questa traiettoria, Lorenzo Broccoli, Direttore Generale Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna, ha puntualizzato: “La gestione del dato in sanità è un elemento fondamentale, tanto più adesso che la postura del sistema si sta rivolgendo alla parte territoriale. La stratificazione della popolazione – prevista come uno degli obiettivi del DM77 –  deve essere fatta disponendo di dati organizzati e nella nostra regione, da questo punto di vista, avendo una fortissima adesione al fascicolo sanitario, ci portiamo in una zona molto avanzata nella possibilità di utilizzare questi dati. La Regione Emilia-Romagna probabilmente elaborerà anche una legge sull’intelligenza artificiale in cui il pezzo dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in sanità sarà particolarmente importante e avanzato in un’ottica di contribuire a quello che poi è il nocciolo del cambiamento della nostra politica in sanità, andare verso una logica di One Health, la salute come elemento di benessere complessivo delle persone. Per fare questo bisogna conoscere e per conoscere servono i dati”.

Sabato, a Fiorano, Rita Costi presenta il suo libro “Il giardino della Metamorfosi”

Sabato, a Fiorano, Rita Costi presenta il suo libro “Il giardino della Metamorfosi”Il Giardino delle Metamorfosi, edito da Gangemi Editore, è il libro d’esordio della giornalista Rita Costi, che nasce dalla narrazione di un viaggio all’interno nel giardino di Calcata (nella Tuscia viterbese) progettato e vissuto dagli architetti Paolo e Giovanna Portoghesi.

Dopo un tour di presentazione in giro per l’Italia che ha toccato Roma e Milano, Parma e Modena, Ferrara, il volume verrà presentato sabato 23 maggio, alle ore 17.30 a Villa Cuoghi a Fiorano, nell’ambito del ‘salotto” “Il Tè delle 5”. A conversare con l’autrice sarà Tina de Falco con letture a cura di Aurelio Pittalis e sonorità di Giovanni Pietri. Seguirà un aperitivo offerto dall’associazione INarte.

Il volume, che ha la prefazione di Giovanna Massobrio Portoghesi, racconta di un luogo reale e insieme simbolico. “Non c’è una trama ma un’esperienza da attraversare– ha dichiarato l’autrice nel corso della presentazione- in cui corpo e terra, anima e luce, memoria e trasformazione si intrecciano. Il giardino diventa spazio iniziatico, esperienza di soglia, metafora di una metamorfosi interiore che coinvolge chi lo attraversa, tra visibile e invisibile”.

 

 

Milano celebra la vera inclusione: il Sassuolo Scherma protagonista alla seconda tappa di Fencing 4 All

Milano celebra la vera inclusione: il Sassuolo Scherma protagonista alla seconda tappa di Fencing 4 AllUn’atmosfera difficile da raccontare con semplici parole.
Perché a Milano, nella seconda tappa del circuito Fencing 4 All, l’inclusione non è stata uno slogan da esibire o un cartellone appeso alle pareti di un palazzetto. È stata vissuta, respirata, condivisa in ogni assalto, in ogni stretta di mano, in ogni incoraggiamento arrivato dalle pedane.

Una giornata intensa e autentica, capace di mostrare il volto più bello della scherma e dello sport italiano.

Per la squadra del Sassuolo Scherma (Pentamodena) è stata una giornata di grande crescita sportiva ed umana. I tre atleti Nadia Marastoni, Federico Federzoni e Samuele Panzani hanno affrontato la gara con coraggio, determinazione e grande spirito di squadra, entrando sempre più nella mentalità della spada e combattendo senza mai arrendersi fino alla conquista di uno splendido ottavo posto su venti squadre partecipanti.

Un risultato importante, che assume un valore ancora più profondo per il percorso costruito giorno dopo giorno in palestra.

“È un risultato che ci inorgoglisce molto – commenta il tecnico Luciana Galano – perché ci siamo messi in gioco in una nuova esperienza preparandoci con serietà, impegno e dedizione.
I ragazzi hanno lottato senza mai arrendersi ed è proprio questo ciò che mi piacerebbe portassero sempre con sé, in ogni gara e nella vita.
La scherma, come lo sport, insegna che si può cadere, andare sotto nel punteggio, avere paura o sentirsi in difficoltà, ma non bisogna mai smettere di combattere.
Più delle vittorie, ciò che conta davvero è imparare ad affrontare le difficoltà con coraggio, rialzarsi e continuare a crederci. È questa la più grande lezione che lo sport può lasciare ai ragazzi: una vera palestra di vita”.

Ma al di là della classifica, ciò che resterà davvero impresso sarà l’umanità respirata in pedana.
Atleti neurotipici e schermidori autistici o con disabilità intellettiva hanno gareggiato insieme ad armi pari, condividendo emozioni, tensioni, sorrisi e fatica sportiva in un clima di rispetto autentico e partecipazione sincera.

La seconda tappa milanese ha confermato il grande successo di un progetto unico nel panorama sportivo internazionale: un evento capace di unire alto valore educativo e vera competizione agonistica.

Lo ha sottolineato anche il Presidente della Federazione Italiana Scherma Luigi Mazzone:

“La prima tappa a Roma è stata una scommessa vinta, questo secondo appuntamento di Milano ha rappresentato la conferma, la certezza del lavoro fatto. Siamo entusiasti della partecipazione, della grande adesione di società storiche ed emergenti del nostro mondo in un evento che è un punto d’orgoglio per il movimento schermistico e, aggiungo, un unicum per tutto lo sport italiano”.

Parole che raccontano perfettamente il significato di un circuito che sta dimostrando quanto lo sport possa davvero abbattere barriere e creare appartenenza.

La manifestazione, trasmessa su “Assalto – La TV della scherma” attraverso Sportface, ha regalato emozioni autentiche e immagini che resteranno nel cuore di tutti i presenti.

Nella classifica finale della seconda tappa di Milano, il Sassuolo Scherma conquista dunque un prestigioso ottavo posto, chiudendo la classifica generale delle due tappe al settimo posto assoluto su venti squadre partecipanti.

Un risultato che premia non soltanto il lavoro tecnico, ma soprattutto il coraggio, la costanza e la capacità di mettersi in gioco.

Un plauso speciale ai tre atleti del Sassuolo Scherma, che hanno saputo affrontare ogni assalto con carattere, cuore e spirito di sacrificio, dimostrando che la vera vittoria, nello sport come nella vita, è avere il coraggio di salire in pedana e continuare a combattere fino all’ultima stoccata.

 

Quattordici anni dopo le due scosse del maggio 2012 la ricostruzione privata è ormai completata

Quattordici anni dopo le due scosse del maggio 2012 la ricostruzione privata è ormai completataQuattordici anni dopo le due scosse che ferirono l’Emilia, nel 2025 è terminato lo Stato di emergenza per i territori colpiti dal terremoto del 2012.

Un passaggio importante che sottolinea ulteriormente come la ricostruzione privata sia ormai completata: circa 20mila le abitazioni ripristinate, 28mila le persone rientrate nelle proprie case, 6.800 le attività produttive e 3.300 le imprese industriali e agricole tornate operative grazie a un investimento di circa 8 miliardi di euro, con oltre 7 già liquidati. Mentre il completamento di quella pubblica e del ripristino del patrimonio culturale resta ancora al centro delle politiche regionali, insieme alla piena valorizzazione degli interventi realizzati e all’accompagnamento dei territori verso uno sviluppo duraturo.

Risultati che hanno reso la ricostruzione successiva al sisma un modello a livello nazionale, tanto che la nuova legge 40 del 2025 voluta dal Governo per gestire le situazioni post calamità si è ispirata anche al lavoro di collaborazione istituzionale che ha dato ottimi frutti in Emilia-Romagna.

Il punto della situazione è stato fatto a Cento, il comune del ferrarese tra i più colpiti nel 2012, e che ha ospitato il Comitato istituzionale presieduto dal presidente della Regione, Michele de Pascale, in qualità anche di Commissario straordinario alla Ricostruzione, e dall’assessore con delega alla Ricostruzione delle aree colpite dal sisma, Davide Baruffi. Presenti gli amministratori delle città coinvolte, a partire dal sindaco di Cento, Edoardo Accorsi: il cratere a oggi coinvolge ancora 15 comuni, divisi tra le province di Reggio Emilia (Reggiolo), Modena (Carpi, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Novi di Modena, San Felice sul Panaro e San Possidonio), Bologna (Crevalcore) e Ferrara (Cento, Bondeno, Ferrara e Terre del Reno). A ospitare il Comitato la Pinacoteca civica ‘Il Guercino’, danneggiata pesantemente dalle scosse e riaperta nel 2024. Al termine, invece, un sopralluogo per verificare l’avanzamento dei lavori di ripristino del teatro Borgatti, altro simbolo della città colpito dal sisma.

“La conclusione dello Stato di emergenza ha un significato simbolico molto importante che certifica lo straordinario lavoro fatto in questi anni, che ci è stato riconosciuto anche dal presidente Mattarella come un modello a livello nazionale- ha sottolineato de Pascale-, ma il ritorno a una normalità amministrativa e istituzionale non rappresenta la fine dell’impegno pubblico. Anzi- ha assicurato il presidente– proseguiremo con la medesima determinazione finché l’ultimo cantiere della ricostruzione pubblica e del patrimonio culturale non si sarà concluso. Questi 14 anni ci hanno insegnato tanto: primi fra tutti i valori della coesione, della collaborazione istituzionale e della partecipazione attiva delle comunità. Una lezione che si è rivelata fondamentale anche nell’affrontare le più recenti emergenze, come gli eventi alluvionali e che continuerà a guidare le nostre politiche in materia di sicurezza e prevenzione”.

“Dopo 14 anni la spinta a mantenere la promessa fatta all’epoca, ovvero che non ci fermeremo finché non sarà tutto ricostruito, è rimasta intatta- ha aggiunto Baruffi-. Esaurita la ricostruzione privata, ci siamo concentrati su quella pubblica, superando criticità pesantissime come la pandemia, le crisi energetiche, l’aumento dei costi nel mercato dell’edilizia e oggi l’incerto e preoccupante contesto internazionale. Ma il nostro sguardo è proiettato al futuro- ha aggiunto l’assessore– per promuovere una valorizzazione complessiva del territorio e delle sue potenzialità oltre la ricostruzione. Da qui l’impiego delle risorse che ci sono state riconosciute per lo sviluppo del territorio e la stessa riorganizzazione della macchina amministrativa regionale, per non disperdere l’esperienza e il patrimonio di competenze maturate nella ricostruzione”.

“Grazie al presidente de Pascale e all’assessore Baruffi per aver scelto Cento come sede del Comitato istituzionale- le parole di Accorsi-. La ricostruzione non si misura solo dalle singole opere, ma dalla capacità delle istituzioni di camminare insieme ed è questo metodo ad aver reso il modello emiliano-romagnolo un riferimento riconosciuto a livello nazionale e che oggi ispira un quadro normativo nuovo. A Cento in questi anni abbiamo sempre lavorato per velocizzare la ricostruzione pubblica, pur nella complessità dei tempi tecnici e procedurali che un percorso di questa portata comporta. Abbiamo presentato- ha proseguito il primo cittadino– alla struttura commissariale tutti i progetti relativi al nostro patrimonio pubblico ed entro fine anno, iter autorizzatori permettendo, uscirà una nuova gara sulla ricostruzione. Il comitato istituzionale di oggi è la conferma di un impegno che resta intatto, un impegno che continuiamo a sentire vivo, nei confronti della nostra comunità e di tutte le comunità del cratere del sisma 2012″.

Tra le novità condivise durante il Comitato, lo stanziamento da parte del Governo di ulteriori 113,4 milioni di euro per la ricostruzione pubblica, venendo incontro a una richiesta avanzata da tempo dalla Regione, ai quali si aggiunge uno stanziamento aggiuntivo di quasi 39 milioni relativo al cosiddetto sisma bonus.

La fine dello Stato di emergenza

La novità del 2026 è il passaggio dalla fase emergenziale allo stato di ricostruzione di rilievo nazionale, sperimentando la nuova disciplina nazionale della legge 40/2025. Si tratta di una scelta che garantisce continuità operativa e strumenti adeguati a portare a compimento un lavoro ancora rilevante, soprattutto sulla ricostruzione pubblica, e che permette di mantenere la governance solida fondata sulla figura del Commissario, e di disporre delle risorse necessarie al completamento dell’intero processo ricostruttivo.

La legge 40/2025, infatti, consolida e mette a sistema, soluzioni organizzative già sperimentate in Emilia-Romagna, trasformando un modello nato in emergenza di un modello nazionale. L’esperienza maturata in questa regione ha contribuito a evidenziare, nel tempo, la necessità di un quadro normativo stabile per la ricostruzione post-calamità. Elemento centrale del nuovo assetto è sicuramente la figura del Commissario straordinario alla ricostruzione, che rappresenta l’evoluzione del Commissario delegato, che avrà il compito di predisporre un piano generale pluriennale degli interventi, di gestire le risorse attraverso una contabilità speciale e operare attraverso le ordinanze, in accordo con la cabina di coordinamento istituzionale. Così viene salvaguardato anche il principio di continuità amministrativa: le funzioni e le risorse della fase emergenziale vengono trasferite alla gestione commissariale della ricostruzione, evitando fratture del processo decisionale e garantendo coerenza con gli interventi avviati.

Tartufo bianco pregiato, l’Emilia-Romagna presenta la ‘Carta delle aree potenzialmente produttive di Tuber magnatum’

Tartufo bianco pregiato, l’Emilia-Romagna presenta la ‘Carta delle aree potenzialmente produttive di Tuber magnatum’Una mappa scientifica che individua le aree dell’Emilia-Romagna potenzialmente vocate alla crescita spontanea del tartufo bianco pregiato, rafforzando le attività di tutela, gestione sostenibile e valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale. È questo l’obiettivo della ‘Carta delle aree potenzialmente produttive’ (Capp) di Tuber magnatum, realizzata dalla Regione in collaborazione con il Distal – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e Arpae.

La Carta è stata presentata a Bologna, nella sede della Regione, nell’ambito di uno dei due appuntamenti annuali dedicati alla condivisione dei risultati delle attività di ricerca fra Università e associazioni di tartufai, tartuficoltori e altri operatori del settore. Pubblicata nella pagina tematica dedicata al tartufo del sito istituzionale regionale, individua le aree del territorio regionale che presentano le condizioni ecologiche più favorevoli alla crescita del tartufo bianco pregiato, specie che, a differenza di altre varietà, cresce esclusivamente allo stato spontaneo.

All’incontro hanno partecipato Alessandra Zambonelli, micologa dell’Università di Bologna e responsabile scientifica della convenzione con la Regione finalizzata all’aggiornamento delle modalità di conduzione delle tartufaie naturali e il micologo dell’Ateneo bolognese, Mirko Iotti. Nel corso della giornata sono stati illustrati la metodologia adottata per la realizzazione della Carta, le ricerche biologiche e le sperimentazioni condotte nelle aree tartufigene regionali, oltre agli studi e i dati climatologici e territoriali che ne costituiscono la base scientifica.

Sono inoltre intervenuti Stefano Poma, dirigente del settore Attività faunistico-venatorie, pesca e acquacoltura della Regione, e Nicola Laruccia, referente della cartografia tematica del settore agricolo regionale, che ha illustrato le modalità di consultazione della Carta. Presenti anche le associazioni di tartufai del territorio, i componenti della Consulta regionale, Federica Govoni, referente regionale dell’Associazione nazionale Città del tartufo e vicesindaca di Valsamoggia (Bo), e Gabriele Antolini di Arpae.

La Carta si inserisce in un più ampio programma promosso dalla Regione per sostenere ricerca, formazione, divulgazione e tutela del comparto tartufigeno e delle comunità locali coinvolte. Nel corso del 2026 sono stati inoltre attivati due bandi da 30mila euro ciascuno, rivolti alle associazioni di tartufai e agli enti pubblici, per iniziative di promozione, divulgazione e valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale, con particolare attenzione anche alle attività didattiche. È stato inoltre avviato un progetto triennale di comunicazione dedicato alla promozione dei territori, degli eventi e della cultura legata al tartufo in Emilia-Romagna.

“La vocazione tartufigena dell’Emilia-Romagna è straordinaria grazie alle caratteristiche ambientali del territorio, che consentono la presenza di tutte le nove specie di tartufo riconosciute dalla normativa nazionale e garantiscono la disponibilità di tartufo fresco locale durante tutto l’anno- commenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. La realizzazione e pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente produttive di Tuber magnatum conferma l’impegno della Regione nel sostenere ricerca, formazione e promozione di questa ricchezza naturale e tradizionale. Si tratta di uno strumento strategico che consente di individuare gli ambienti più idonei alla crescita spontanea del tartufo bianco pregiato, pianificare interventi di tutela, orientare le politiche regionali di gestione sostenibile e rafforzare la conservazione di un patrimonio naturale, economico e culturale che vogliamo valorizzare con strumenti concreti, innovativi e scientificamente avanzati. Il tartufo rappresenta inoltre una risorsa importante per molte aree collinari e montane dell’Emilia-Romagna, grazie al legame con le filiere agroalimentari, la promozione territoriale, gli eventi enogastronomici e le forme di turismo sempre più attente alla qualità ambientale e alle identità locali”.

“La convenzione con l’Università di Bologna- prosegue Mammi- ci permette inoltre di aggiornare le modalità di conduzione delle tartufaie naturali e migliorare gli strumenti formativi destinati ai raccoglitori, favorendo una gestione corretta dei territori e della raccolta. Parallelamente abbiamo attivato bandi dedicati alle associazioni dei tartufai e agli enti pubblici, oltre a un progetto triennale di comunicazione e valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale, con l’obiettivo di far conoscere sempre di più la straordinaria ricchezza tartufigena dell’Emilia-Romagna e sostenere le comunità locali, gli eventi e le opportunità di sviluppo economico e territoriale collegate a questo settore”.

Nel weekend a Fiorano raduno organizzato dal Camper Club per promuovere il territorio

Nel weekend a Fiorano raduno organizzato dal Camper Club per promuovere il territorioUn raduno di camper organizzato da due importanti canali Youtube con punto di ritrovo a Fiorano Modenese porterà dal 22 al 24 maggio autocaravan da tutta Italia per una visita a impatto zero alla scoperta dei territori di Fiorano, Maranello e Sassuolo.

L’iniziativa nata dai canali Youtube Giorgio Camporese ed “Evado col Camper” trova il sostegno dell’Associazione Camper Club Fiorano Modenese che gestisce l’area di sosta comunale e che si occuperà non solo dell’accoglienza della trentina di autocaravan provenienti principalmente dalle regioni centro-settentrionali (ma con qualche presenza anche dalla Campania), ma farà da guida per tutto il fine settimana con un programma ben strutturato che prevede – rigorosamente in bicicletta – la visita all’ingresso storico della fabbrica della Ferrari, l’accesso all’atrio del palazzo comunale di Maranello che ospita i cimeli legati al mondo dell’automobilismo, la tappa tradizionale sul cavalcavia per ammirare il circuito di Fiorano, la visita gratuita alle Salse di Nirano, la biciclettata nel centro di Sassuolo.

Diverse tappe per una cinquantina di turisti non per caso, ma frutto di un coordinamento tra il Camper Club di Fiorano e le istituzioni locali che negli ultimi anni ha permesso di incrementare il turismo legato al mondo dei camper: “Si è compreso che i camperisti non arrivano nei luoghi con il frigo pieno e le tasche vuote, ma bensì il contrario – scherza Gianluca Muzzarelli, presidente del club di FioranoQuesto per dire che chi visita in camper i territori lo fa per scoprire i sapori del luogo, i siti storici, l’artigianato locale, ed è dunque una fetta di turismo florido fuori dai tradizionali percorsi standard”. Ed è qui che si inserisce l’intuizione dei camperisti di Fiorano che una quindicina di anni fa fondano il club (iscritto nel circuito della Federcampeggio) e propongono al Comune di creare un’area di sosta: “Notavamo spesso dei camper che restavano un paio d’ore davanti alla fabbrica della Ferrari e poi ripartivano in assenza di ciò che definiamo ‘un porto per naviganti’ – racconta Muzzarelli – Eravamo da subito convinti che un’area di sosta avrebbe consentito di valorizzare queste toccate e fuga per  la Ferrari trasformandole in un weekend alla scoperta dei nostri territori”.

E così a Fiorano il camper club gestisce l’area di sosta comunale (“una delle poche gratuite in Italia”) e suggerisce agli ospiti, in larga parte stranieri, di visitare i siti storici della Ferrari, il centro di Modena e Sassuolo, le Salse di Nirano, il Castello di Spezzano, il Santuario della Beata Vergine del Castello fino ai borghi più distanti, oltre naturalmente a provare le eccellenze enogastronomiche a partire dai locali più vicini all’area di sosta: “E in tanti restano stupiti perché consideravano soltanto l’aspetto industriale di questi territori”. E invece oltre ai sempre più numerosi visitatori occasionali (“anche in questo periodo una decina di camper provenienti dal Nordeuropa hanno sostato da noi”), ecco anche il raduno che dal 22 al 24 maggio vedrà l’area di sosta praticamente invasa dai camper e almeno una trentina di famiglie esplorare per un intero weekend – rigorosamente in bicicletta – le attrazioni del posto. Per poi essere raccontate sui canali Youtube.

In corso a Sassuolo il piano di manutenzione stradale e messa in sicurezza della rete fognaria

In corso a Sassuolo il piano di manutenzione stradale e messa in sicurezza della rete fognaria
via Mozambano

“Stiamo intervenendo in modo diffuso sul territorio comunale per rispondere sia alle criticità della rete viaria sia, in collaborazione con Hera alla messa in sicurezza delle infrastrutture idriche e fognarie, pianificando i lavori per ridurre i disagi e prevenire i rischi di sesto idraulico”. Con queste parole il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini illustra una serie di cantieri attivati in questi giorni, alcuni dei quali avranno una durata di diverse settimane.

Gli interventi coordinati dalla squadra operai e dalle ditte incaricate stanno interessando diverse zone del comparto urbano, con un’alternanza tra manutenzioni superficiali e rifacimenti strutturali nel sottosuolo.

Sul fronte della viabilità e della sicurezza stradale, si sono conclusi due interventi prioritari. In via Monzambano è terminata la sostituzione completa delle caditoie.

“L’operazione – chiarisce l’Assessore ai Lavori Pubblici Maria Raffaella Pennacchia –  si è resa necessaria per garantire il corretto deflusso delle acque, tutelando l’incolumità di pedoni e automobilisti e prevenendo potenziali allagamenti delle abitazioni limitrofe in caso di forti piogge”.

Sempre per garantire una maggiore sicurezza nel caso di piogge abbondanti, sono in corso di realizzazione due “bocche di lupo” per la raccolta acque in viale XX Settembre intersezione via Mazzini senza, però, interrompere il normale transito dei veicoli.

via Gorizia

Parallelamente, è stata ultimata la realizzazione di un piano rialzato all’intersezione tra via Gorizia e via Fanti. L’opera punta a moderare la velocità dei veicoli in un punto snodo, agevolando l’accesso in sicurezza al parco Tassi.

I cantieri più complessi riguardano il rifacimento dei sottoservizi, condizionati da alcuni crolli strutturali delle vecchie condotte:

Via Pista: I lavori sono iniziati in prossimità del civico 42 in direzione via Ancora.

Data l’entità dello scavo, si sta procedendo in parallelo con l’interramento della nuova rete idrica. La stima temporale prevede 4 settimane per il completamento della fognatura, fissato indicativamente per il 12 giugno, e ulteriori 3 settimane per la conclusione dell’acquedotto, che richiederà interventi localizzati per lo spostamento degli allacci. Il termine complessivo è stimato per il 3 luglio.

Via Rometta: Partito dall’incrocio con via Paganini, il cantiere ha raggiunto via Vivaldi e sta avanzando verso via Cimarosa. Il completamento di questa tratta è previsto tra il 22 e il 25 maggio. In seguito, le operazioni si sposteranno verso valle per sanare altri crolli della rete. La conclusione definitiva del cantiere di via Rometta è stimata per il 5 giugno.

Proseguono inoltre i lavori ordinari di ripristino del manto stradale: la squadra operai è attiva nel nucleo urbano per la chiusura delle buche localizzate, utilizzando un nuovo formulato di asfalto a freddo.

“Stiamo gradatamente dando risposta alle segnalazioni – commenta ancora il Sindaco – investendo su un nuovo tipo di asfalto a freddo che garantisce una tenuta maggiore. Un prodotto studiato e realizzato appositamente per gli interventi rapidi di manutenzione delle pavimentazioni stradali, lavorabile a temperatura ambiente, pronto all’uso per riempimento di buche anche nelle più severe condizioni meteo sfavorevoli e che garantisce la rapida presa sul fondo evitando l’adesione alle gomme dei veicoli in transito”.

 

 

Biomedicale in E-R, CDM presenta i dati a Mirandola: oltre 14.500 occupati e 131 milioni investiti in ricerca

Sono 512 le imprese del settore dei dispositivi medici con sede in Emilia-Romagna, per un totale di oltre 14.500 occupati e oltre 131 milioni di euro investiti in ricerca e innovazione. Un ecosistema industriale ad alta intensità tecnologica, dove oltre la metà degli addetti possiede un titolo universitario o post-universitario e il 9% degli occupati è impiegato in attività di ricerca e innovazione.

Numeri che confermano il ruolo strategico dell’Emilia-Romagna e del distretto biomedicale di Mirandola come il principale polo europeo del settore, capace di coniugare manifattura avanzata, innovazione, competenze e integrazione tra imprese, ricerca e territorio. I dati, elaborati dal Centro Studi di Confindustria Dispositivi Medici, sono stati illustrati oggi nel corso dell’evento “Emilia-Romagna motore d’innovazione. Futuro e competitività del distretto biomedicale”, promosso da Confindustria Dispositivi Medici, in collaborazione con Confindustria Emilia-Romagna e Confindustria Emilia Area Centro presso l’Auditorium Rita Levi Montalcini di Mirandola.

L’incontro si è svolto nel giorno dell’anniversario del sisma del 2012, una ricorrenza dal forte valore simbolico per il territorio e per un distretto che negli anni ha saputo trasformare la resilienza in capacità di rilancio e sviluppo. Al centro del confronto le grandi trasformazioni che stanno attraversando la sanità e l’industria dei dispositivi medici in Italia e nello specifico sul territorio: digitalizzazione, intelligenza artificiale, nuove tecnologie, sostenibilità delle filiere, attrazione dei talenti e infrastrutture per la competitività.

Nel corso dell’iniziativa è stato ribadito il valore strategico del distretto biomedicale di Mirandola come ecosistema integrato capace di coniugare innovazione, manifattura avanzata e competenze altamente qualificate, rafforzando il posizionamento dell’Emilia-Romagna nel panorama europeo della salute e delle tecnologie medicali.

“Il distretto biomedicale di Mirandola – hanno affermato il Presidente della Regione Michele de Pascale e il Vicepresidente Vincenzo Colla rappresenta una delle eccellenze industriali e tecnologiche più importanti del nostro Paese, capace di coniugare innovazione, competenze e qualità produttiva. Il 20 maggio è una data che richiama una ferita profonda per questo territorio, ma anche la straordinaria capacità di reagire e ripartire dimostrata da imprese, lavoratori e comunità locali dopo il sisma. Per questo, aver scelto proprio questa giornata per riflettere sul futuro del distretto vuol dire riconoscere la forza di un ecosistema unico che, grazie alla capacità di tenere in relazione imprese, università, tecnopolo, laboratori, si è imposto come punto di riferimento a livello internazionale. Guardare in prospettiva significa parlare di ricerca, attrazione di talenti, investimenti sulla sostenibilità, di filiere strategiche per la salute dei cittadini. Un patrimonio economico, scientifico e sociale per tutta l’Emilia-Romagna e per l’Italia, che incarna il modello con cui vogliamo continuare a distinguerci nel mondo e che vogliamo continuare a sostenere”.

“Il distretto biomedicale di Mirandola rappresenta una delle espressioni più avanzate della capacità industriale italiana: un territorio che ha saputo costruire nel tempo una filiera altamente specializzata, competitiva sui mercati internazionali e capace di generare innovazione, occupazione qualificata e valore per il sistema salute. Oggi, in uno scenario globale segnato da profonde trasformazioni tecnologiche e geopolitiche, il biomedicale è chiamato ad affrontare sfide decisive legate alla competitività industriale, all’autonomia strategica europea, alla resilienza delle filiere e alla capacità di attrarre competenze e investimenti. Per questo Mirandola non è soltanto un’eccellenza territoriale, ma un asset strategico nazionale ed europeo da valorizzare e rafforzare attraverso politiche industriali, innovazione e collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca”, ha dichiarato Fabio Faltoni, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici.

“Il distretto di Mirandola è un hub tecnologico globale, terzo polo biomedicale al mondo e vero “cuore manifatturiero d’Europa”. Con un tasso di innovazione del 41,7%, quasi triplo rispetto alla media nazionale, le nostre imprese non si limitano a produrre, ma generano valore reale e soluzioni d’avanguardia per la salute. La nostra forza risiede nella capacità di fare rete e in una proiezione internazionale che vede oltre la metà delle nostre associate esportare con successo. Per restare il motore d’innovazione del Paese, dobbiamo ora puntare tutto sul capitale umano e sulla sostenibilità, trasformando le sfide globali in nuove opportunità di crescita, per questo bisogna investire nell’alta formazione e colmare i gap strutturali su mobilità ed energia. È necessario quindi che le istituzioni a livello nazionale credano in questo distretto quanto ci credono gli investitori esteri, collaborando con noi per snellire la burocrazia e potenziare i servizi. Solo così il “motore” emiliano potrà continuare a guidare la competitività del Paese”, ha dichiarato Marco Fantoni, Presidente della Filiera Salute di Confindustria Emilia area Centro.

“Essere qui, a quattordici anni di distanza dal terremoto del 2012, ha un valore simbolico ulteriore, perché il distretto biomedicale di Mirandola continua a dimostrare la propria capacità di produrre, innovare e guardare al futuro con determinazione. Questo appuntamento rappresenta un’occasione importante per valorizzare e riportare la giusta attenzione su una realtà di eccellenza, riconosciuta a livello mondiale. Realtà che garantisce al Paese una produzione strategica e che deve poter contare sulla piena collaborazione tra imprese, istituzioni, università e centri di ricerca per continuare a generare valore, occupazione qualificata e sviluppo”, ha affermato Letizia Budri, Sindaco di Mirandola.

“Negli ultimi quattro anni, durante il mio mandato alla guida di Confindustria Emilia-Romagna – ha dichiarato la Presidente di Confindustria regionale Annalisa Sassi concludendo l’incontro – le nostre imprese hanno dimostrato una capacità straordinaria. Hanno gestito la crisi energetica, ricostruito dopo l’alluvione, navigato l’inflazione, iniziato a integrare l’intelligenza artificiale, ripensato le supply chain.  Oggi l’unica variabile certa è l’instabilità: per questo è fondamentale garantire condizioni che favoriscano davvero gli investimenti e la crescita, liberare energie, valorizzare il potenziale delle nostre aziende e dei nostri lavoratori. Occorrono politiche più incisive a tutti i livelli per l’attrattività, lo sviluppo e la competitività del territorio”.

“L’intelligenza artificiale è già una realtà diffusa: il 77% dei lavoratori ha avuto un’esperienza diretta con queste tecnologie. Oggi però il tema non è più adottarla, ma trasformarla in valore concreto su ricavi, costi e qualità. In Emilia-Romagna, e nel distretto biomedicale, la sfida è passare dalla sperimentazione all’integrazione nei processi produttivi, per rafforzare un vantaggio competitivo già distintivo. La vera differenza la faranno quelle imprese capaci di tradurre l’AI in applicazioni industriali concrete, dentro la filiera e nei processi core”, ha affermato Gianluca Focaccia, Partner EY, Responsabile ufficio di Bologna e dell’Emilia-Romagna.

L’incontro ha visto la partecipazione, tra gli altri, della Vice Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy Elena Lorenzini, il cui intervento ha concluso i lavori.

Nel corso delle tre tavole rotonde sono stati approfonditi i temi dell’innovazione e dell’ecosistema tecnologico, del capitale umano e delle competenze, oltre al nodo strategico delle infrastrutture e della connettività tra i distretti produttivi, elementi considerati centrali per rafforzare la leadership del biomedicale emiliano-romagnolo nel panorama europeo.

Sabato a Maranello inaugura la nuova sede della Polizia locale

Sabato a Maranello inaugura la nuova sede della Polizia localeSabato 23 maggio alle ore 10 è in programma l’inaugurazione della nuova sede della Polizia Locale di Maranello, collocata in Via Vittorio Veneto 7 al piano terra della sede degli uffici tecnici comunali (ingresso da Piazzetta Nelson Mandela).

Dopo il trasloco dai vecchi locali del Municipio, il Corpo della Polizia Locale maranellese è operativo da alcuni giorni nella nuova sede, che verrà inaugurata ufficialmente sabato 23. Previsti, prima del taglio del nastro, gli interventi del Sindaco Luigi Zironi, dell’Assessora alla Sicurezza Elisabetta Marsigliante e della Responsabile della Polizia Locale Elisa Ceresola. A seguire, la benedizione dei locali e un rinfresco per i partecipanti. Nella nuova sede trova ora una collocazione più funzionale il personale del corpo maranellese della PL, composto da nove agenti, due ispettori e due istruttori amministrativi. Nei locali, completamente riqualificati, sono presenti, oltre agli uffici per il personale e per il comandante, un front office collegato con gli uffici degli ispettori e una sala di controllo del sistema di videocamere di sorveglianza, spazio operativo che consente agli agenti di monitorare quanto avviene sul territorio cittadino, grazie alla rete di “occhi elettronici” la cui dotazione è stata recentemente ampliata e che potrà continuare ad essere integrata.

Completamente rinnovata anche l’infrastruttura digitale a supporto del lavoro del personale, con una nuova sala dedicata per il centro elaborazione dati. Complessivamente, i lavori di riqualificazione hanno restituito ambienti più confortevoli, spaziosi e luminosi sia per il lavoro degli operatori che per i cittadini. Anche la posizione della nuova sede è strategica: collocata nel centro cittadino, e con un parcheggio dedicato per i mezzi, permette agli agenti di intervenire in modo pronto ed efficace sul territorio cittadino.

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