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sabato, 4 Luglio 2026
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Foto sotto le stelle con il Circolo Blow Up di Maranello

Foto sotto le stelle con il Circolo Blow Up di MaranelloFoto sotto le stelle: a Maranello torna il tradizionale appuntamento estivo con le proiezioni fotografiche a cura del Circolo Fotografico Blow Up. Quest’anno il tema della rassegna, che proporrà immagini e narrazioni dei soci del circolo, è “Arte Viaggi Natura”. Un’occasione per scoprire e ammirare immagini suggestive da reportage da Paesi lontani e da luoghi più vicini.

La rassegna prevede tre serate: prende il via mercoledì 17 giugno e proseguirà mercoledì 24 giugno e mercoledì 1 luglio, tre appuntamenti in programma alle ore 21.15 in Piazzetta Nelson Mandela (esterno Biblioteca Mabic). In caso di maltempo le serate si svolgeranno nella Sala Conferenze della Biblioteca Mabic.

Foto sotto le stelle con il Circolo Blow Up di Maranello

Foto sotto le stelle con il Circolo Blow Up di MaranelloFoto sotto le stelle: a Maranello torna il tradizionale appuntamento estivo con le proiezioni fotografiche a cura del Circolo Fotografico Blow Up. Quest’anno il tema della rassegna, che proporrà immagini e narrazioni dei soci del circolo, è “Arte Viaggi Natura”. Un’occasione per scoprire e ammirare immagini suggestive da reportage da Paesi lontani e da luoghi più vicini.

La rassegna prevede tre serate: prende il via mercoledì 17 giugno e proseguirà mercoledì 24 giugno e mercoledì 1 luglio, tre appuntamenti in programma alle ore 21.15 in Piazzetta Nelson Mandela (esterno Biblioteca Mabic). In caso di maltempo le serate si svolgeranno nella Sala Conferenze della Biblioteca Mabic.

Previsioni meteo Emilia Romagna, martedì 16 giugno 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, martedì 16 giugno 2026Sereno o poco nuvoloso in pianura al mattino, con possibili rovesci temporaleschi estesi sui settori appenninici centro-occidentali dal primo pomeriggio. Fenomeni in esaurimento entro sera.

Temperature senza variazioni di rilievo, con minime comprese tra 19/21 gradi, e massime intorno 27/28 gradi sulla costa e 32/33 gradi nelle pianure. Venti deboli, prevalentemente dai quadranti nord-orientali, con locali rinforzi fino in pianura nella seconda parte della giornata dovuti ai fenomeni temporaleschi in atto. Mare poco mosso.

(Arpae)

Orinatoio a cielo aperto in via Aravecchia a Sassuolo: i cittadini chiedono risposte al Comune

Orinatoio a cielo aperto in via Aravecchia a Sassuolo: i cittadini chiedono risposte al ComuneUn residente ci scrive per segnalare un nuovo episodio di degrado verificatosi ieri mattina, che ha lasciato indignati gli abitanti della via.

“All’ora di pranzo – racconta il cittadino – ho visto un uomo urinare proprio davanti all’ingresso di un locale in via Aravecchia, dopo aver consumato tre birre in appena dieci minuti. Ho cercato di fargli notare quanto fosse inappropriato quel comportamento, ma lui ha reagito male. Ero con i miei figli, che purtroppo hanno assistito a quella scena indecente, quindi sono stato costretto ad andarmene”.

Questi episodi non sono nuovi agli abitanti della zona: “Sono ormai più di 18 mesi che tanto i residenti quanto i commercianti cercano soluzioni insieme all’Amministrazione comunale”, prosegue il cittadino esasperato.

La situazione sembra essere fuori controllo. Secondo quanto riferito dagli stessi commercianti e residenti, alcuni individui, spesso stranieri, acquistano bevande alcoliche nei negozi di vicinato per poi consumarle direttamente lungo la via. Il problema è che il marciapiede e le aree circostanti vengono spesso trasformati in bagni pubblici improvvisati, creando disagi e situazioni igienicamente inaccettabili. Al mattino presto chi si reca al lavoro o apre il proprio negozio si trova a fare i conti con resti di urina, escrementi e vetri rotti disseminati sul marciapiede.

Gli abitanti di via Aravecchia, ormai esausti, denunciano una situazione divenuta quotidiana. Nonostante la raccolta firme effettuata e i due incontri organizzati con l’Amministrazione durante quest’ultimo anno e mezzo, le misure prese non hanno portato i risultati sperati. Tra queste, l’ordinanza che limitava l’orario di apertura dei negozi di vicinato fino alle 21 (valida solo per il mese di agosto), i controlli più frequenti della polizia locale e le pulizie straordinarie svolte da Hera. Tuttavia, nulla di tutto ciò ha avuto un effetto deterrente duraturo.

La paura è ormai palpabile: i residenti temono persino a rientrare nelle proprie case la sera, mentre i commercianti lamentano di rischiare una significativa perdita di clientela. Proposte come un divieto permanente alla vendita di alcolici in quella zona e una presenza fissa delle forze dell’ordine potrebbero essere le strade per riportare ordine in quella che ormai molti definiscono la “zona rossa” di Sassuolo.

“Non è accettabile che una situazione del genere si verifichi a poche centinaia di metri da viale XX Settembre e piazza Garibaldi, fulcro della movida cittadina, al vicino e restaurato Teatro Carani e alla Scuola Primaria Giovanni Pascoli. Non è più soltanto una questione serale: ora il degrado si manifesta anche in pieno giorno”, conclude il cittadino.

Gli abitanti chiedono a gran voce che venga data visibilità a questa situazione sempre più insostenibile e chiedono provvedimenti efficaci e rapidi da parte delle istituzioni comunali.

F1: Hamilton vince il Gp de Barcelona-Catalunya

F1: Hamilton vince il Gp de Barcelona-Catalunya

Al Circuit de Barcelona-Catalunya va in scena l’omonimo Gran Premio, settima prova della stagione: la temperatura dell’aria è di 34 gradi, la pista è a 40. Lewis Hamilton scatta con gomme Soft usate dalla seconda piazzola, Charles Leclerc dalla decima con gomme Medium nuove.

Partenza. Al via Hamilton tiene la seconda posizione, mentre Leclerc sale in settima.

Giro 8. Gran sorpasso di Charles su Oscar Piastri. Il monegasco è sesto.

Giro 11. Lewis cambia le gomme e passa alla mescola Hard. Rientra settimo, Charles quinto.

Giro 12. Si fermano anche George Russell, Max Verstappen e Lando Norris. Leclerc è secondo, Hamilton quinto.

Giro 14. Si ferma anche Kimi Antonelli che lascia la prima posizione a Charles.

Giro 16. Stop anche per il monegasco che passa a gomme Hard. Torna in pista sesto, mentre Lewis è di nuovo secondo.

Giro 27. Hamilton si ferma per un set di gomme Medium. Riparte settimo. Charles è quinto.

Giro 28. Lewis supera Piastri all’esterno di curva 3 e sale sesto.

Giro 29. Si ferma Verstappen per il cambio gomme. Charles quarto, Lewis quinto.

Giro 31. Lewis supera Leclerc.

Giro 36. Pit stop per Lando Norris. Hamilton e Leclerc terzo e quarto.

Giro 37. Russell ai box per cambiare le gomme. Lewis e Charles secondo e terzo.

Giro 38. Antonelli imita il compagno. Ferrari prima e seconda.

Giro 39. Leclerc ai box per un altro set di Hard. Rientra sesto.

Giro 40. Virtual Safety Car per Fernando Alonso fermo in pista.

Giro 41. Lewis entra al box ed esce ancora al comando.

Giro 62. Antonelli ha un problema e si ferma. Ritiro anche per Charles per un problema idraulico.

Giro 66. Lewis Hamilton conquista la vittoria numero 249 della Ferrari, diventa il 41° pilota a riuscire in questo. Per lui è la vittoria numero 106.

In tanti alla Notte Rossa

In tanti alla Notte Rossa
Successo a Maranello per la Notte Rossa, la grande festa dedicata alla passione per i motori organizzata dal Comune di Maranello con la partecipazione di Ferrari, giunta alla tredicesima edizione e andata in scena il 13 giugno con un programma ricchissimo di eventi.
In tantissimi anche quest’anno hanno passeggiato lungo Viale Enzo Ferrari, la strada che attraversa l’area degli stabilimenti dell’azienda, aperta al pubblico in occasione della festa.
In tanti hanno ammirato la sfilata di apertura delle Ferrari, che dall’ingresso storico dell’azienda sono transitate per la rotatoria del Cavallino, per poi posizionarsi in Via Nazionale ed essere ammirate dal pubblico durante la serata in una esposizione curata da Ferrari Club Italia, che dal palco di Piazza Libertà ha proposto il “Caffè con…”, talk con personaggi del mondo dei motori con ospiti speciali come Juan Manuel Fangio, figlio del leggendario pilota di cui quest’anno ricorre il 70° anniversario della vittoria con la Scuderia Ferrari nel 1956.
Sempre Piazza Libertà ha ospitato l’esposizione di due modelli leggendari del Cavallino Rampante dagli anni 50 e 60 del Novecento: una Ferrari 750 Monza e una Ferrari 275 GTB4.
Dopo la tradizionale apertura del grande cuore Ferrari con i tifosi e le autorità, il palco di Piazza Libertà si è animato con una serata di musica e spettacoli culminata nel Rock Live Show di Dario Ballantini, tra performance live ed imitazioni.
La musica ha animato anche le strade della città insieme a tante attrazioni: nella zona del Museo Ferrari le attività per i più piccoli come Go-Kart Kids e le automobiline elettriche; per i bambini anche il luna park in Via Nazionale e il circuito minicar radiocomandate in Piazza Libertà.
Motori protagonisti anche all’Istituto Superiore Ferrari con i prototipi solari spiegati da docenti e studenti, in Piazza Unità d’Italia con il Motor Village, e in Piazza Libertà con le auto del Rally e il Pit Stop, postazione cambio gomme su una vettura di Formula 3 a cura di AWA Automotive Women Association.
Riflettori accesi durante la serata sul motorismo storico con ASI Automotoclub Storico Italiano che ha proposto “Le radici della passione”, suggestiva mostra a cielo aperto di moto e auto d’epoca.
E spazio anche per la solidarietà con la vendita, in collaborazione con il Consorzio Maranello Terra del Mito, dei gadget della Notte Rossa il cui ricavato sarà devoluto all’Associazione Amici per la Vita per il progetto a sostegno della realizzazione dell’Hospice Casa Giuly.

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedi 15 giugno 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedi 15 giugno 2026

Sereno o poco nuvoloso in pianura, con addensamenti sulla fascia appenninica e possibili rovesci o isolati temporali nel pomeriggio sulle aree montane centro-occidentali.
Temperature minime stazionarie comprese tra 18/22 gradi, massime in lieve flessione comprese tra 28/31 gradi sulla costa e 33/35 gradi nelle pianure emiliane,
Venti deboli, prevalentemente dai quadranti nord-orientali.
Mare mosso al mattino poco mosso dal pomeriggio.

AVIS ADMO e AIDO, un patto per il dono con provincia e aziende sanitarie

AVIS ADMO e AIDO, un patto per il dono con provincia e aziende sanitarieRafforzare la cultura della solidarietà e del dono biologico coinvolgendo direttamente i lavoratori della pubblica amministrazione e della sanità modenese. È l’obiettivo dei due accordi firmati nella sede Avis di Modena sabato 13 giugno, in prossimità della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue del 14 giugno, da AVIS Provinciale Modena, ADMO Emilia-Romagna e AIDO Provinciale Modena con la Provincia di Modena, l’Azienda USL di Modena, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e l’Ospedale di Sassuolo. Il progetto si inserisce nel percorso che vede Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026 e punta a promuovere tra i dipendenti la conoscenza e l’adesione alle diverse forme di dono – sangue, midollo osseo, organi, tessuti e cellule – come scelta di responsabilità civica, tutela della salute e attenzione verso la comunità. Si tratta del primo esempio in regione di protocollo condiviso tra associazioni del dono, istituzioni pubbliche e sistema sanitario per la promozione coordinata della cultura della donazione all’interno dei rispettivi ambiti di lavoro.

Il primo accordo coinvolge la Provincia di Modena con i suoi 252 dipendenti e collaboratori e, attraverso il coordinamento dell’ente provinciale, anche i Comuni del territorio che verranno ugualmente indirizzati alle azioni di sensibilizzazione verso il loro personale.

Il secondo vede protagoniste le Aziende sanitarie modenesi, che si impegnano a diffondere il messaggio del dono tra il personale sanitario, amministrativo e tecnico. In questo caso si tratta di un totale di quasi 10.500 fra professionisti e collaboratori che lavorano all’interno dell’AUSL di Modena, dell’AOU e dell’Ospedale di Sassuolo Spa.

Entrambi i protocolli prevedono la diffusione, attraverso i canali interni degli enti aderenti, di materiale informativo e dei moduli di adesione, che gli interessati potranno compilare in piena autonomia e trasmettere direttamente alle associazioni. Sono inoltre previsti momenti di informazione e sensibilizzazione con la partecipazione dei volontari, sia in presenza sia online, oltre all’organizzazione di giornate dedicate durante le quali sarà possibile effettuare prelievi di sangue per gli aspiranti donatori, di campioni salivari per l’iscrizione al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo e raccogliere adesioni per la donazione di organi.

Le parti si impegnano inoltre a valorizzare e comunicare le iniziative e i risultati raggiunti attraverso i propri strumenti di comunicazione e social network, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione e la consapevolezza sul tema.

A sottolineare la rilevanza del modello di collaborazione modenese tra associazioni, enti pubblici e sanità è intervenuto all’incontro il presidente di Avis Nazionale Oscar Bianchi, presente a Modena anche in vista dell’evento spettacolo “Volontari per la vita” previsto per la serata del 13 allo Spazio Arena a cura del Ministero della Salute, Avis Nazionale, Croce Rossa ed associazioni per il dono del sangue in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. Anche l’Avis regionale dell’Emilia-Romagna era presente con il suo presidente Roberto Pasini.

La firma degli accordi è avvenuta tra i tre presidenti delle associazioni del dono, Milena Storione per Avis provinciale Modena, Marco Costantini per la sezione modenese di AIDO, Rita Malavolta per la Fondazione ADMO Emilia Romagna e il presidente Fabio Braglia per la Provincia di Modena, il direttore generale Mattia Altini per l’ Azienda USL di Modena, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria (AOU) modenese Luca Baldino, Giorgia Adani medico di Direzione Sanitaria per l’Ospedale di Sassuolo. In rappresentanza del Comune di Modena ha partecipato la vicesindaco Francesca Maletti.

L’accordo con l’Amministrazione Provinciale avrà una durata di 12 mesi, quello con le Aziende Sanitarie di 36 mesi, entrambi con possibilità di rinnovo concordato dalle parti. Nel caso della convenzione con la Provincia è previsto alla scadenza un riconoscimento simbolico alle pubbliche amministrazioni che si siano maggiormente distinte nel raggiungimento degli obiettivi previsti dal protocollo.

PATTO PER IL DONO, LE DICHIARAZIONI DEI FIRMATARI

“Per la prima volta le associazioni del dono, gli enti locali e l’intero sistema sanitario modenese condividono un progetto comune di promozione della donazione nei luoghi di lavoro – dichiarano il presidente di AVIS provinciale Milena Storione, di ADMO Emilia-Romagna Rita Malavolta e di AIDO provinciale Marco Costantinicontribuendo a consolidare una rete di collaborazione capace di generare benefici per l’intera comunità. È un segnale importante di unità e una grande opportunità per raggiungere nuovi cittadini, informarli correttamente e trasformare la solidarietà in un modello sociale fatto di scelte concrete. Ringraziamo la Provincia di Modena e le Aziende sanitarie, da sempre vicini alla nostra missione, per aver intrapreso con noi questo percorso che contribuirà a rafforzare ulteriormente la grande tradizione di volontariato e partecipazione che caratterizza il nostro territorio”.

“Oggi più che mai abbiamo bisogno di diffondere la cultura del dono come esempio di altruismo, impegno ed attenzione alle fragilità – dichiara il presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia – Ringrazio Avis, Aido ed Admo per questo protocollo che ci permette di diffondere nei nostri canali ed all’interno della nostra rete lavorativa l’importanza del dono”.

“Con questo patto rafforziamo un’alleanza di grande valore tra associazioni del dono, istituzioni e sistema sanitario modenese – dichiarano Mattia Altini, Luca Baldino e Stefano Reggiani DG delle Aziende sanitarie modenesi Promuovere la donazione di sangue, organi, tessuti, cellule e midollo osseo significa investire in una comunità più consapevole, solidale e capace di prendersi cura delle persone. Portare questo messaggio nei luoghi di lavoro pubblici e sanitari vuol dire parlare direttamente ai professionisti valorizzando il loro ruolo non solo nella cura, ma anche come presìdi di fiducia, responsabilità condivisa e vicinanza ai cittadini. La scelta del dono è un gesto libero e profondamente umano, che nasce dall’informazione corretta, dal dialogo e dalla consapevolezza. Questo progetto rappresenta un segnale concreto di collaborazione tra realtà diverse ma unite dallo stesso obiettivo: rafforzare la cultura del dono e trasformarla in una scelta sempre più vicina alle persone, alla salute della comunità e al bene comune. Continueremo a sostenere questo impegno con convinzione, perché ogni singola scelta di donare è generatrice di cura, speranza e futuro per molti cittadini”.

 

Ecco la Stagione 2026/27 del Teatro Carani di Sassuolo

Ecco la Stagione 2026/27 del Teatro Carani di SassuoloQuesta mattina, presso il Teatro Carani di Sassuolo, è stata presentata la nuova Stagione Teatrale 2026/27. Il cartellone prevede oltre sessanta serate che si svilupperanno da settembre ad aprile, con un’offerta variegata organizzata in dieci rassegne, spaziando dalla prosa di alta qualità al jazz internazionale, dai musical alla danza, fino agli spettacoli comici e alle rappresentazioni dedicate alle famiglie. Si tratta della quarta stagione dal momento della riapertura del teatro avvenuta nel 2024, dopo un decennio di chiusura.

Tra le novità di questanno figura un nuovo e originale formato per labbonamento: sette titoli fissi a cui ogni spettatore potrà aggiungere altri due appuntamenti a proprio piacimento, scelti tra tutte le proposte del programma. Da segnalare inoltre il ritorno a febbraio del celebre format CaraniCafè, che trasformerà per una settimana la platea in uno spazio unico e dinamico, arricchendola con tavolini, spettacoli di stand-up comedy, concerti e performance di musica elettronica. Debutterà anche la nuova rassegna Extra, che porterà sul palco incontri tematici, lezioni-spettacolo e serate interattive. La stagione teatrale si arricchisce ulteriormente grazie al progetto Carani I Care, promosso dalla Fondazione Teatro Carani con il sostegno della Fondazione di Modena nellambito del bando Mi Metto allOpera 2026. L’iniziativa punta a rendere il teatro inclusivo e accessibile per una varietà di pubblici e a consolidare l’impegno rivolto alle scuole con offerte formative dedicate a studenti di ogni ordine e grado.

Matteo Mesini, Sindaco di Sassuolo, ha espresso il suo entusiasmo per il ruolo crescente del Teatro Carani: Il teatro è tornato a essere un punto di riferimento fondamentale per la comunità sassolese. La straordinaria partecipazione agli eventi dimostra quanto sia amato dai cittadini. Ogni nuova stagione è una scoperta emozionante, capace di suscitare la curiosità e lattesa simili a quelle dei bambini davanti a una sorpresa. Con il Carani non celebriamo solo eccellenze artistiche nazionali e internazionali; celebriamo anche un luogo che sa aprirsi alla città, coinvolgendola con progetti che mettono al centro inclusione e accessibili. Il Carani è ormai radicato nella vita sociale e culturale della nostra comunità, e questa quarta stagione dimostra come continui a crescere e rinnovarsi nel tempo. La partecipazione dei cittadini è il riconoscimento più bello per un teatro vivo e condiviso.

Claudia Borelli, presidente della Fondazione Teatro Carani, ha ribadito l’importanza di offrire un luogo di cultura per tutti: Questa stagione conferma la nostra volon di andare incontro alla città, proponendo spettacoli di alto livello capaci di rispondere alle esigenze di ogni spettatore. Vogliamo che tutti, dalle famiglie ai giovani, si sentano accolti al Carani e possano trovare eventi adatti a loro. Il dialogo positivo con l’amministrazione comunale resta fondamentale; insieme stiamo costruendo un teatro sempre più forte, radicato nella città e in continua crescita.

L’assessore alla cultura, Federico Ferrari, ha sottolineato il valore della sinergia tra il Comune e la Fondazione Teatro Carani: Questa stagione è il risultato di una collaborazione profonda tra le due realtà. Il progetto ‘La Città in Scena’, nato da una call aperta con il Comune, ne rappresenta un perfetto esempio, mettendo in risalto i talenti locali. Questo lavoro congiunto permette di proporre un’offerta culturale accessibile, capace di parlare alle scuole e di soddisfare le diverse esigenze creative della comunità sassolese.

FLC Cgil ER: “Basta attacchi alla scuola, difendiamo autonomia. Organi collegiali e libertà di insegnamento”

FLC Cgil ER: “Basta attacchi alla scuola, difendiamo autonomia. Organi collegiali e libertà di insegnamento”“Non siamo di fronte a episodi isolati – dichiara Monica Ottaviani segretaria generale della FLC CGIL Emilia Romagna – Da Bologna a San Lazzaro, da Modena fino a Cesena, la scuola pubblica dell’Emilia Romagna è sottoposta a un clima sempre più pesante: campagne mediatiche, pressioni politiche, richieste di chiarimenti, ispezioni, tentativi di delegittimare dirigenti scolastici, collegi dei docenti e comunità educanti. Scelte educative e didattiche, decisioni assunte dagli organi collegiali, percorsi che costruiscono consapevolezza, pensiero critico, responsabilità e cittadinanza democratica troppo spesso vengono trasformati in un caso politico”.

“La scuola – continua Ottaviani – viene messa sotto accusa non perché sbaglia, ma perché prova a fare il proprio lavoro: educare, discutere, formare cittadine e cittadini liberi. È questo l’attacco continuo del Ministro Valditara, e non solo, alla scuola della Costituzione.
La libertà di insegnamento non è una concessione del ministro di turno. È un principio costituzionale. La scuola pubblica non può essere ridotta a luogo di obbedienza, a terreno di propaganda o a spazio controllato da chi pretende di decidere dall’esterno cosa si possa discutere, leggere, approfondire.

In questo quadro, la solerzia con cui vengono attivate ispezioni e richieste di chiarimenti alle scuole da parte dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, certamente anche sotto pressione ministeriale, è grave. L’Amministrazione sembra muoversi con una rapidità selettiva: più lenta quando si tratta di affrontare i problemi strutturali della scuola, rapidissima quando una polemica politica spesso strumentale, costruita sui social, indica una scuola, un dirigente, un docente da mettere sotto osservazione.
Vorremmo vedere lo stesso attivismo quando il sindacato e le scuole denunciano organici insufficienti, tagli al personale ATA, classi sovraffollate, precarietà, reggenze, carichi di lavoro insostenibili, edilizia scolastica inadeguata, segreterie al collasso”.

“Quando invece una scuola finisce nel mirino della destra politica e mediatica, la macchina amministrativa si mette immediatamente in moto, rischiando di diventarne il braccio operativo. Non è accettabile alimentare un clima nel quale dirigenti e docenti, che già sono chiamati a fronteggiare le complessità e le fragilità del tempo, prima di assumere una decisione educativa, debbano chiedersi se finiranno nel mirino di un ministro, di un parlamentare o di un post sui social.
Si arriva persino a chiedere conto delle motivazioni di un sei in condotta attribuito a chi ha esposto, dentro una scuola, slogan dichiaratamente razzisti. La scuola non può diventare terreno di scorribande politiche né il pretesto per esaltare misure repressive e securitarie, trasformando la paura in odio e l’accoglienza in assistenza.
Gli interventi del Ministro Valditara e dell’intera costellazione politica del centrodestra, che sembrano prestare grande attenzione all’Emilia Romagna, non perdono l’occasione per mettere in discussione l’autonomia delle istituzioni scolastiche: sui temi della pace, dell’accoglienza, della memoria, dell’antifascismo, dell’educazione alla cittadinanza e alla affettività. Lo fanno ogni volta che una scuola prova ad adempiere alla propria funzione: formare persone libere e consapevoli.
L’obiettivo di ispezioni e punizioni esemplari è zittire le scuole, mortificare il personale e gli organismi collegiali, sottoporli a pressione continua, impedirne il ruolo sociale e culturale.
“La scuola pubblica sta vivendo una delle fasi più pesanti e reazionarie degli ultimi anni – sottolinea la Ottaviani – serve costruire un cordone democratico attorno al sistema pubblico statale. Lo facciano anche la Regione Emilia Romagna, i Comuni, le amministrazioni locali, tutte le forze sociali e politiche che credono in una scuola libera, democratica, pluralista e antifascista” prosegue la sindacalista.
Alle comunità scolastiche finite nel mirino, ai collegi dei docenti, ai consigli di classe, alle dirigenti e ai dirigenti scolastici, al personale docente e ATA, va la nostra piena solidarietà e il nostro sostegno”.

Basta attacchi. Basta campagne di intimidazione. Basta ispezioni usate come strumenti di pressione politica. Basta minacce verso chi lavora ogni giorno nella scuola pubblica.
La scuola non si piega – conclude Monica Ottaviani Segretaria Generale e Segreteria FLC CGIL Emilia Romagna – La scuola educa. La scuola è la Costituzione”.

 

Europa. Sostegno a persone, imprese e territori dell’Emilia-Romagna: la Regione approva 29 nuovi bandi per 150 milioni di euro

Europa. Sostegno a persone, imprese e territori dell’Emilia-Romagna: la Regione approva 29 nuovi bandi per 150 milioni di euroIn Emilia-Romagna prosegue il sostegno a cittadine, cittadini, territori e imprese. Tra giugno e settembre la Regione, attraverso 29 bandi, mette in campo ulteriori 150 milioni di euro di fondi europei destinati ad ambiti strategici per lo sviluppo regionale: formazione e occupazione, welfare, innovazione e ricerca, competitività delle imprese, transizione energetica, sviluppo rurale, tutela ambientale, pesca e acquacoltura. Una programmazione che punta a dare continuità agli investimenti e a rafforzare la capacità dei territori di cogliere pienamente le opportunità offerte dai fondi europei.

L’obiettivo del provvedimento, approvato dalla Giunta regionale, è rendere più chiara e accessibile la programmazione delle opportunità di finanziamento europee, favorendo una maggiore capacità di pianificazione da parte di imprese, enti locali, enti di formazione e soggetti del territorio. La delibera si inserisce inoltre nel quadro della strategia regionale per l’utilizzo integrato dei fondi europei e richiama il contributo di questi strumenti agli obiettivi del Patto per il lavoro e per il clima.

“Il calendario unico dei bandi conferma la strategia di programmazione integrata dell’Emilia-Romagna e il nostro impegno a rendere accessibili le risorse europee 2021-2027, in tempi certi, per tutta la comunità regionale – dice l’assessore Baruffi – Sapere per tempo quali iniziative sono previste significa permettere a enti, imprese e persone di partecipare davvero, in modo diffuso ed efficace. L’obiettivo è ridurre i tempi, aumentare l’impatto degli investimenti e trasformare risorse complesse in opportunità reali per le imprese, le lavoratrici, i lavoratori e le comunità locali. L’Emilia-Romagna continua a distinguersi per la sua capacità di attuare i programmi europei: un impegno collettivo che valorizza i territori, rafforza la coesione regionale e conferma la solidità del nostro sistema”.

Al 31 dicembre 2025, l’Emilia-Romagna mostra una capacità di spesa tra le più elevate d’Europa nell’utilizzo dei fondi di coesione 2021-2027. Sul Pr Fesr sono stati impegnati 805 milioni di euro, pari al 78,6% delle risorse disponibili; sul Pr Fse+ gli impegni raggiungono i 730 milioni, pari al 71% del totale. A questi si aggiunge il Psr/Feasr, il cui utilizzo è partito nel 2023: con circa 460 milioni di euro impegnati su un miliardo disponibile, ha già superato il 45% di avanzamento, confermando la stessa efficacia anche sul versante agricolo.
Un ritmo complessivo che ha permesso alla Regione di superare tutti i target intermedi fissati dalla Commissione europea, posizionando l’Emilia-Romagna tra le regioni più avanzate del continente nella gestione dei fondi strutturali.

Il calendario unico dei bandi per il trimestre giugno-settembre 2026 si inserisce in questa strategia: uno strumento che consente a enti, imprese e cittadini di pianificare per tempo la propria partecipazione, riducendo i tempi di accesso e aumentando l’efficacia complessiva degli investimenti.

Le misure in dettaglio
Grazie al Fse+- Fondo sociale europeo Plus – sono stati finanziati 9 avvisi per un totale di 46,6 milioni di euro. Di questi, 24 milioni erano già stati inseriti nel calendario febbraio-aprile 2026, mentre 22,6 milioni riguardano i 7 nuovi avvisi del periodo giugno-settembre 2026. Per il Fondo sociale europeo Plus sono previsti bandi diretti alle opportunità orientative post-diploma, azioni di contrasto alla dispersione scolastica, formazione continua per professionisti e competenze manageriali e imprenditorialità, solo per citare alcune azioni.

Nell’ambito del Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale Pr- Fesr sono in programma 9 iniziative, per oltre 71,4 milioni di euro complessivi. Il calendario giugno-settembre 2026 contiene 6 bandi da 35,2 milioni, a cui si aggiungono un bando già previsto e uno in overbooking da 5 milioni. Rientrano in questa tranche di risorse anche i 30 milioni di euro funzionali alla misura straordinaria per la casa, messa in campo dalla Regione con la Banca europea degli investimenti, per un volume complessivo di 300 milioni di euro, attraverso cui sarà possibile recuperare fino a 3.000 alloggi per l’Edilizia residenziale sociale, ed efficientare energicamente il patrimonio delle Acer.

Sul fronte dell’agricoltura, per i fondi CoPsr e Feasr per il Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale sono previsti 4 avvisi, 2 riprogrammati e 2 di nuova programmazione, per oltre 23,4 milioni di euro. Le misure sostengono le aziende agricole e lo sviluppo delle aree rurali.

Per il Fondo europeo affari marittimi, pesca e acquacoltura – Feampa sono previsti 7 avvisi per quasi 8,8 milioni di euro, destinati al settore della pesca, acquacoltura, nonché per la tutela della biodiversità e trasformazione dei prodotti ittici.

Europa. Sostegno a persone, imprese e territori dell’Emilia-Romagna: la Regione approva 29 nuovi bandi per 150 milioni di euro

Europa. Sostegno a persone, imprese e territori dell’Emilia-Romagna: la Regione approva 29 nuovi bandi per 150 milioni di euroIn Emilia-Romagna prosegue il sostegno a cittadine, cittadini, territori e imprese. Tra giugno e settembre la Regione, attraverso 29 bandi, mette in campo ulteriori 150 milioni di euro di fondi europei destinati ad ambiti strategici per lo sviluppo regionale: formazione e occupazione, welfare, innovazione e ricerca, competitività delle imprese, transizione energetica, sviluppo rurale, tutela ambientale, pesca e acquacoltura. Una programmazione che punta a dare continuità agli investimenti e a rafforzare la capacità dei territori di cogliere pienamente le opportunità offerte dai fondi europei.

L’obiettivo del provvedimento, approvato dalla Giunta regionale, è rendere più chiara e accessibile la programmazione delle opportunità di finanziamento europee, favorendo una maggiore capacità di pianificazione da parte di imprese, enti locali, enti di formazione e soggetti del territorio. La delibera si inserisce inoltre nel quadro della strategia regionale per l’utilizzo integrato dei fondi europei e richiama il contributo di questi strumenti agli obiettivi del Patto per il lavoro e per il clima.

“Il calendario unico dei bandi conferma la strategia di programmazione integrata dell’Emilia-Romagna e il nostro impegno a rendere accessibili le risorse europee 2021-2027, in tempi certi, per tutta la comunità regionale – dice l’assessore Baruffi – Sapere per tempo quali iniziative sono previste significa permettere a enti, imprese e persone di partecipare davvero, in modo diffuso ed efficace. L’obiettivo è ridurre i tempi, aumentare l’impatto degli investimenti e trasformare risorse complesse in opportunità reali per le imprese, le lavoratrici, i lavoratori e le comunità locali. L’Emilia-Romagna continua a distinguersi per la sua capacità di attuare i programmi europei: un impegno collettivo che valorizza i territori, rafforza la coesione regionale e conferma la solidità del nostro sistema”.

Al 31 dicembre 2025, l’Emilia-Romagna mostra una capacità di spesa tra le più elevate d’Europa nell’utilizzo dei fondi di coesione 2021-2027. Sul Pr Fesr sono stati impegnati 805 milioni di euro, pari al 78,6% delle risorse disponibili; sul Pr Fse+ gli impegni raggiungono i 730 milioni, pari al 71% del totale. A questi si aggiunge il Psr/Feasr, il cui utilizzo è partito nel 2023: con circa 460 milioni di euro impegnati su un miliardo disponibile, ha già superato il 45% di avanzamento, confermando la stessa efficacia anche sul versante agricolo.
Un ritmo complessivo che ha permesso alla Regione di superare tutti i target intermedi fissati dalla Commissione europea, posizionando l’Emilia-Romagna tra le regioni più avanzate del continente nella gestione dei fondi strutturali.

Il calendario unico dei bandi per il trimestre giugno-settembre 2026 si inserisce in questa strategia: uno strumento che consente a enti, imprese e cittadini di pianificare per tempo la propria partecipazione, riducendo i tempi di accesso e aumentando l’efficacia complessiva degli investimenti.

Le misure in dettaglio
Grazie al Fse+- Fondo sociale europeo Plus – sono stati finanziati 9 avvisi per un totale di 46,6 milioni di euro. Di questi, 24 milioni erano già stati inseriti nel calendario febbraio-aprile 2026, mentre 22,6 milioni riguardano i 7 nuovi avvisi del periodo giugno-settembre 2026. Per il Fondo sociale europeo Plus sono previsti bandi diretti alle opportunità orientative post-diploma, azioni di contrasto alla dispersione scolastica, formazione continua per professionisti e competenze manageriali e imprenditorialità, solo per citare alcune azioni.

Nell’ambito del Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale Pr- Fesr sono in programma 9 iniziative, per oltre 71,4 milioni di euro complessivi. Il calendario giugno-settembre 2026 contiene 6 bandi da 35,2 milioni, a cui si aggiungono un bando già previsto e uno in overbooking da 5 milioni. Rientrano in questa tranche di risorse anche i 30 milioni di euro funzionali alla misura straordinaria per la casa, messa in campo dalla Regione con la Banca europea degli investimenti, per un volume complessivo di 300 milioni di euro, attraverso cui sarà possibile recuperare fino a 3.000 alloggi per l’Edilizia residenziale sociale, ed efficientare energicamente il patrimonio delle Acer.

Sul fronte dell’agricoltura, per i fondi CoPsr e Feasr per il Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale sono previsti 4 avvisi, 2 riprogrammati e 2 di nuova programmazione, per oltre 23,4 milioni di euro. Le misure sostengono le aziende agricole e lo sviluppo delle aree rurali.

Per il Fondo europeo affari marittimi, pesca e acquacoltura – Feampa sono previsti 7 avvisi per quasi 8,8 milioni di euro, destinati al settore della pesca, acquacoltura, nonché per la tutela della biodiversità e trasformazione dei prodotti ittici.

Da domenica 14 giugno entrano in vigore i nuovi orari sulla linea ferroviaria Porretta-Pistoia

Da domenica 14 giugno entrano in vigore i nuovi orari sulla linea ferroviaria Porretta-PistoiaCoincidenze più numerose e tempi di viaggio complessivamente ridotti grazie a interscambi più efficienti. Entreranno in vigore a partire da domenica 14 giugno i nuovi orari sulla linea ferroviaria Porretta-Pistoia, frutto del lavoro condiviso tra Regione Emilia-Romagna, Regione Toscana, Trenitalia e Rete ferroviaria italiana per rispondere alle esigenze espresse dai territori attraversati dalla linea e migliorare i collegamenti tra i due versanti dell’Appennino.

Le modifiche intervengono sui principali punti di interscambio della linea, rendendo più agevole il passaggio tra i treni provenienti da Emilia-Romagna e Toscana e riducendo i tempi di attesa nella stazione di Porretta. L’obiettivo è offrire un servizio più rispondente alle esigenze di chi utilizza il treno ogni giorno per studio, lavoro o altre necessità, ma anche rafforzare l’attrattività della linea per chi sceglie di raggiungere le aree montane in treno per turismo e tempo libero.

Questo attraverso una serie di adeguamenti mirati agli orari di alcuni collegamenti, pensati per migliorare le coincidenze nella stazione di Porretta, snodo strategico per i collegamenti ferroviari tra Toscana ed Emilia-Romagna.

Nei giorni feriali il servizio verrà ottimizzato con la realizzazione di due nuove coincidenze per Pistoia, portando il totale delle coincidenze nelle due direttrici da 7 a 9. A queste si aggiungono due coincidenze migliorate per i collegamenti verso Bologna. Anche nei giorni festivi il servizio si rafforza, con una nuova coincidenza per Pistoia, che porta il totale nei due sensi da 7 a 8, e con il miglioramento di una coincidenza per Bologna, grazie alla rimodulazione di alcuni servizi pomeridiani tra Porretta e Pistoia.

“Le modifiche all’orario ferroviario della linea Porretta-Pistoia rappresentano un ulteriore passo avanti per migliorare la mobilità tra Emilia-Romagna e Toscana, rendendo gli spostamenti più semplici, rapidi ed efficienti per pendolari, studentesse, studenti, lavoratrici, lavoratori e turisti- afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale-. L’aumento delle coincidenze e la riduzione dei tempi di attesa a Porretta consentiranno infatti collegamenti più agevoli tra i due versanti dell’Appennino, favorendo una maggiore integrazione tra territori che condividono relazioni economiche, sociali e culturali molto strette. Questi interventi vanno nella direzione che, come Regione, abbiamo scelto da tempo, incentivando il ricorso al trasporto pubblico e alla mobilità sostenibile e offrendo servizi sempre più affidabili e rispondenti alle esigenze concrete delle comunità locali – prosegue il presidente-. Collegamenti sicuri, veloci e ben coordinati sono fondamentali per sostenere la vitalità, lo sviluppo e la coesione territoriale dell’Appennino, per questo continuiamo a lavorare insieme alle Regioni coinvolte, a Trenitalia e a Rete ferroviaria italiana per rafforzare l’accessibilità dell’area e garantire alle cittadine e ai cittadini servizi di trasporto sempre più efficienti”.

“Il rafforzamento dei collegamenti tra i due versanti dell’Appennino- dichiara il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani- è di fondamentale importanza per avvicinare le nostre regioni, che già sono contigue per aspetti che riguardano l’economia, la cultura e la storia. Queste modifiche introdotte sulla linea ferroviaria Porretta–Pistoia rispondono in modo puntuale alle richieste dei territori e delle amministrazioni locali. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna, Trenitalia e Rete ferroviaria italiana per la sinergia che ci consente di migliorare concretamente la vita quotidiana di tante lavoratrici e lavoratori, di tanti studenti e di tutti coloro che utilizzano il treno per spostarsi. Come amministrazioni siamo fortemente impegnate a sviluppare un trasporto su ferro sostenibile ed efficace, per favorire la coesione territoriale e lo sviluppo locale nelle zone del nostro meraviglioso Appennino, che vogliamo valorizzare e rendere sempre più attrattivo”.

“I nuovi orari che entreranno in vigore dal 14 giugno rappresentano un miglioramento concreto del servizio ferroviario tra Emilia-Romagna e Toscana – affermano l’assessora alla Mobilità e Trasporti della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, e l’assessore alle Infrastrutture per la mobilità, logistica, viabilità e trasporti della Regione Toscana, Filippo Boni-. L’aumento delle coincidenze e la riduzione dei tempi di attesa sono il risultato frutto di un lavoro tecnico complesso e del confronto con le sindache e i sindaci dei Comuni interessati dalla tratta, che si sono fatti interpreti delle esigenze espresse dai territori, reso ancora più delicato dalle caratteristiche di una linea a binario unico. Le modifiche individuate consentono di migliorare l’efficienza complessiva del servizio, valorizzando un’infrastruttura importante per la mobilità tra le due Regioni”.

Le variazioni nel dettaglio

Nel dettaglio, il treno regionale Pistoia-Porretta R18150 anticipa la partenza di un minuto (Pistoia 5.59 – Porretta 6.53) per garantire la coincidenza delle 6.58 verso Bologna.

Per quanto riguarda gli spostamenti nei giorni feriali, i treni regionali Porretta-Pistoia R18155 (Porretta 9.35 – Pistoia 10.29) e R18163 (Porretta 18.33 – Pistoia 19.26) posticipano la partenza di 9 minuti per attendere i passeggeri dei treni in arrivo da Bologna. Sempre nei feriali, anche il treno regionale Pistoia-Porretta R18162 viene posticipato di 9 minuti (Pistoia 19.35 – Porretta 20.25) per ridurre al minimo l’attesa del proseguimento verso Bologna delle 20.32.

Solo nei giorni festivi, infine, sarà posticipata di 11 minuti la partenza del treno regionale Porretta-Pistoia R18161 (Porretta 15.35 – Pistoia 16.25) per raccogliere chi arriva da Bologna con il treno delle 15.30. I sistemi di acquisto sono in corso di aggiornamento.

Da domenica 14 giugno entrano in vigore i nuovi orari sulla linea ferroviaria Porretta-Pistoia

Da domenica 14 giugno entrano in vigore i nuovi orari sulla linea ferroviaria Porretta-PistoiaCoincidenze più numerose e tempi di viaggio complessivamente ridotti grazie a interscambi più efficienti. Entreranno in vigore a partire da domenica 14 giugno i nuovi orari sulla linea ferroviaria Porretta-Pistoia, frutto del lavoro condiviso tra Regione Emilia-Romagna, Regione Toscana, Trenitalia e Rete ferroviaria italiana per rispondere alle esigenze espresse dai territori attraversati dalla linea e migliorare i collegamenti tra i due versanti dell’Appennino.

Le modifiche intervengono sui principali punti di interscambio della linea, rendendo più agevole il passaggio tra i treni provenienti da Emilia-Romagna e Toscana e riducendo i tempi di attesa nella stazione di Porretta. L’obiettivo è offrire un servizio più rispondente alle esigenze di chi utilizza il treno ogni giorno per studio, lavoro o altre necessità, ma anche rafforzare l’attrattività della linea per chi sceglie di raggiungere le aree montane in treno per turismo e tempo libero.

Questo attraverso una serie di adeguamenti mirati agli orari di alcuni collegamenti, pensati per migliorare le coincidenze nella stazione di Porretta, snodo strategico per i collegamenti ferroviari tra Toscana ed Emilia-Romagna.

Nei giorni feriali il servizio verrà ottimizzato con la realizzazione di due nuove coincidenze per Pistoia, portando il totale delle coincidenze nelle due direttrici da 7 a 9. A queste si aggiungono due coincidenze migliorate per i collegamenti verso Bologna. Anche nei giorni festivi il servizio si rafforza, con una nuova coincidenza per Pistoia, che porta il totale nei due sensi da 7 a 8, e con il miglioramento di una coincidenza per Bologna, grazie alla rimodulazione di alcuni servizi pomeridiani tra Porretta e Pistoia.

“Le modifiche all’orario ferroviario della linea Porretta-Pistoia rappresentano un ulteriore passo avanti per migliorare la mobilità tra Emilia-Romagna e Toscana, rendendo gli spostamenti più semplici, rapidi ed efficienti per pendolari, studentesse, studenti, lavoratrici, lavoratori e turisti- afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale-. L’aumento delle coincidenze e la riduzione dei tempi di attesa a Porretta consentiranno infatti collegamenti più agevoli tra i due versanti dell’Appennino, favorendo una maggiore integrazione tra territori che condividono relazioni economiche, sociali e culturali molto strette. Questi interventi vanno nella direzione che, come Regione, abbiamo scelto da tempo, incentivando il ricorso al trasporto pubblico e alla mobilità sostenibile e offrendo servizi sempre più affidabili e rispondenti alle esigenze concrete delle comunità locali – prosegue il presidente-. Collegamenti sicuri, veloci e ben coordinati sono fondamentali per sostenere la vitalità, lo sviluppo e la coesione territoriale dell’Appennino, per questo continuiamo a lavorare insieme alle Regioni coinvolte, a Trenitalia e a Rete ferroviaria italiana per rafforzare l’accessibilità dell’area e garantire alle cittadine e ai cittadini servizi di trasporto sempre più efficienti”.

“Il rafforzamento dei collegamenti tra i due versanti dell’Appennino- dichiara il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani- è di fondamentale importanza per avvicinare le nostre regioni, che già sono contigue per aspetti che riguardano l’economia, la cultura e la storia. Queste modifiche introdotte sulla linea ferroviaria Porretta–Pistoia rispondono in modo puntuale alle richieste dei territori e delle amministrazioni locali. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna, Trenitalia e Rete ferroviaria italiana per la sinergia che ci consente di migliorare concretamente la vita quotidiana di tante lavoratrici e lavoratori, di tanti studenti e di tutti coloro che utilizzano il treno per spostarsi. Come amministrazioni siamo fortemente impegnate a sviluppare un trasporto su ferro sostenibile ed efficace, per favorire la coesione territoriale e lo sviluppo locale nelle zone del nostro meraviglioso Appennino, che vogliamo valorizzare e rendere sempre più attrattivo”.

“I nuovi orari che entreranno in vigore dal 14 giugno rappresentano un miglioramento concreto del servizio ferroviario tra Emilia-Romagna e Toscana – affermano l’assessora alla Mobilità e Trasporti della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, e l’assessore alle Infrastrutture per la mobilità, logistica, viabilità e trasporti della Regione Toscana, Filippo Boni-. L’aumento delle coincidenze e la riduzione dei tempi di attesa sono il risultato frutto di un lavoro tecnico complesso e del confronto con le sindache e i sindaci dei Comuni interessati dalla tratta, che si sono fatti interpreti delle esigenze espresse dai territori, reso ancora più delicato dalle caratteristiche di una linea a binario unico. Le modifiche individuate consentono di migliorare l’efficienza complessiva del servizio, valorizzando un’infrastruttura importante per la mobilità tra le due Regioni”.

Le variazioni nel dettaglio

Nel dettaglio, il treno regionale Pistoia-Porretta R18150 anticipa la partenza di un minuto (Pistoia 5.59 – Porretta 6.53) per garantire la coincidenza delle 6.58 verso Bologna.

Per quanto riguarda gli spostamenti nei giorni feriali, i treni regionali Porretta-Pistoia R18155 (Porretta 9.35 – Pistoia 10.29) e R18163 (Porretta 18.33 – Pistoia 19.26) posticipano la partenza di 9 minuti per attendere i passeggeri dei treni in arrivo da Bologna. Sempre nei feriali, anche il treno regionale Pistoia-Porretta R18162 viene posticipato di 9 minuti (Pistoia 19.35 – Porretta 20.25) per ridurre al minimo l’attesa del proseguimento verso Bologna delle 20.32.

Solo nei giorni festivi, infine, sarà posticipata di 11 minuti la partenza del treno regionale Porretta-Pistoia R18161 (Porretta 15.35 – Pistoia 16.25) per raccogliere chi arriva da Bologna con il treno delle 15.30. I sistemi di acquisto sono in corso di aggiornamento.

Dall’Ucraina alla Striscia di Gaza:

C’è una pizzeria mobile che attraversa l’Ucraina per raggiungere villaggi, centri di accoglienza e comunità colpite dal conflitto. C’è un centro che accoglie 130 bambine, bambini e adolescenti con disabilità a Khmelnytskyi, dove una struttura educativa continua a organizzare attività, percorsi di autonomia e occasioni di socializzazione nonostante la guerra. Ci sono cinque spazi temporanei di apprendimento allestiti tra Gaza City, Khan Younis e la Middle Area, dove insegnanti, educatrici, educatori e volontari lavorano perché migliaia di minori possano continuare a studiare anche dopo aver perso la propria casa. E c’è un ospedale a Yasinia, sui Carpazi ucraini, dove i generatori installati per fronteggiare le interruzioni di corrente consentono di mantenere attivi ambulatori e servizi sanitari anche quando la guerra interrompe l’energia elettrica.

Sono queste alcune delle realtà che la Regione Emilia-Romagna ha scelto di sostenere attraverso il bando emergenza 2026 per la cooperazione internazionale, mettendo a disposizione quasi 450mila euro per sei progetti umanitari: quattro in Ucraina, per oltre 258mila euro, e due nei Territori palestinesi e nella Striscia di Gaza, per oltre 190mila euro.

Dietro questi interventi ci sono Comuni, associazioni, cooperative sociali e organizzazioni del Terzo settore dell’Emilia-Romagna che lavorano insieme a partner locali per garantire cure, istruzione, protezione e sostegno alle comunità più vulnerabili.

“Quando parliamo di cooperazione internazionale rischiamo spesso di pensare a qualcosa di lontano e astratto- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-. In realtà parliamo di persone, di comunità e di servizi che continuano a esistere anche nei luoghi attraversati dalla guerra. Parliamo di un ospedale che resta aperto durante i blackout, di bambine e bambini che possono continuare a studiare, di famiglie che ricevono assistenza e sostegno, di persone con disabilità che trovano spazi di inclusione e autonomia. Con questo bando scegliamo di sostenere il lavoro di tante realtà dell’Emilia-Romagna che, insieme ai partner locali, trasformano la solidarietà in interventi concreti e aiutano a mantenere viva una prospettiva di futuro anche nei contesti più difficili. È un impegno che nasce dai valori della nostra comunità regionale e dalla convinzione che non si possa restare indifferenti di fronte alle conseguenze della guerra. Dietro ciascuno di questi progetti ci sono amministratrici e amministratori locali, operatori sociali, volontarie e volontari, educatrici ed educatori, personale sanitario e organizzazioni che ogni giorno lavorano per garantire diritti fondamentali come la salute, l’istruzione e la protezione delle persone più fragili. Sostenere questo lavoro significa contribuire a mantenere aperti spazi di vita, di cura e di speranza là dove il conflitto rischia di cancellarli. Ed è anche un modo per affermare che la cooperazione internazionale non è qualcosa che riguarda altri luoghi e altre persone: è il tipo di società che vogliamo essere e il ruolo che vogliamo svolgere nel mondo”.

I progetti

In Ucraina sono quattro i progetti sostenuti dalla Regione, per un valore complessivo di oltre 258mila euro. “Una Pizza per Sperare 2” del Comune di Forlì (49.506 euro) nasce dall’idea di utilizzare il cibo come strumento di inclusione sociale e sostegno alle comunità colpite dalla guerra. Tra Ivano-Frankivsk e Kharkiv il progetto prevede la realizzazione di una cucina accessibile e l’impiego di due Pizza Truck mobili che distribuiranno 12mila pasti e 25 tonnellate di aiuti umanitari, coinvolgendo 37 beneficiari tra giovani con disabilità cognitive e veterani in percorsi di formazione e inserimento lavorativo. Un intervento che punta non soltanto a rispondere all’emergenza, ma anche a costruire opportunità di autonomia e integrazione sociale. Il progetto prevede inoltre la creazione di un tavolo di lavoro istituzionale dedicato alla disabilità e la definizione di un piano per la nascita di una cooperativa sociale inclusiva, capace di proseguire l’attività anche oltre la fase emergenziale.

“Relief – Azione di supporto coordinato alle popolazioni vulnerabili colpite dal conflitto negli oblast di Mykolaiv, Kherson e Zaporizhzhia” di Condivisione fra i Popoli (72.784 euro) è rivolto soprattutto ad anziani, persone con disabilità, donne, minori e sfollati che vivono nelle aree maggiormente esposte alle conseguenze della guerra. Il progetto raggiungerà circa 870 persone intervenendo su fronti diversi: dal miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie in tre strutture residenziali per anziani e persone con disabilità nell’oblast di Mykolaiv alla distribuzione di beni essenziali e materiali per affrontare l’inverno alle famiglie più vulnerabili di Kherson, fino al sostegno energetico e ai servizi di supporto psicologico per gli sfollati ospitati nei centri di accoglienza di Zaporizhzhia.

“Asc – Agape Supporting Communication for Every Child” della cooperativa sociale San Gaetano (89.532 euro) prosegue la collaborazione tra Casa Betania, il Comune di Albinea e la ong Agape a favore dei minori con disabilità nella regione di Khmelnytskyi. Il progetto coinvolgerà 130 bambine, bambini e adolescenti attraverso attività educative e riabilitative, percorsi per l’autonomia e l’inclusione sociale, un summer camp dedicato alle famiglie e la realizzazione di strumenti innovativi come una Sensory room per la stimolazione sensoriale e kit multimediali per la comunicazione personalizzata. È inoltre prevista l’installazione di pannelli solari per garantire continuità alle attività educative e assistenziali anche in caso di interruzioni dell’energia elettrica e per assicurare un punto di riferimento alle famiglie che utilizzano la struttura come rifugio durante gli allarmi aerei.

“S.A.L.V.A. – Sostegno all’assistenza locale e valorizzazione dell’ambulatorio di Yasinia” della Fondazione Aiutiamoli a Vivere Emilia-Romagna (46.766 euro) rafforzerà invece il sistema sanitario della cittadina della Transcarpazia, dove trovano assistenza sia i residenti sia gli sfollati interni provenienti dalle aree di guerra. L’intervento prevede l’invio di aiuti umanitari e sanitari, il potenziamento del “Cubo della Salute”, l’ambulatorio medico mobile collegato in telemedicina, per renderlo pienamente accessibile e operativo, e il rafforzamento degli spazi riabilitativi dell’ospedale destinati a veterani e persone mutilate o rese invalide dal conflitto. I beneficiari diretti stimati sono circa 4mila, mentre il bacino territoriale servito dall’ospedale supera le 40mila persone.

Nei Territori palestinesi e nella Striscia di Gaza saranno invece sostenuti due progetti per oltre 190mila euro complessivi. “Ta’ayush – Supporto psicosociale e spazi educativi sicuri per l’integrazione delle comunità sfollate in Cisgiordania” della Fondazione Avsi (93.076 euro) opererà nei governatorati di Jenin e Tulkarem, dove le operazioni militari hanno costretto oltre 38mila persone a lasciare le proprie case. Il progetto rafforzerà tre Safe spaces destinati a bambini, giovani e famiglie, offrirà supporto psicosociale a oltre 270 beneficiari, promuoverà la formazione degli insegnanti, la nascita di Parlamenti studenteschi e percorsi di assistenza e riabilitazione per persone con disabilità, coinvolgendo complessivamente circa 440 persone.

“Safe – Educazione in emergenza e supporto psicosociale per minori sfollati e le loro famiglie nella Striscia di Gaza” di EducAid (98.076 euro) interverrà invece in uno dei contesti umanitari più drammatici al mondo. Il progetto garantirà attività educative inclusive e supporto psicologico all’interno di cinque Temporary learning spaces, spazi temporanei di apprendimento destinati ai minori sfollati. Accanto alla distribuzione di materiali didattici e alle attività ludico-educative, sono previsti laboratori teatrali e narrativi per l’elaborazione del trauma, percorsi di sostegno per i genitori, attività di sensibilizzazione sui rischi legati agli ordigni inesplosi e interventi personalizzati per 100 bambine e bambini con disabilità, con l’obiettivo di garantire continuità educativa, protezione e inclusione anche in condizioni di emergenza.

Dall’Ucraina alla Striscia di Gaza:

C’è una pizzeria mobile che attraversa l’Ucraina per raggiungere villaggi, centri di accoglienza e comunità colpite dal conflitto. C’è un centro che accoglie 130 bambine, bambini e adolescenti con disabilità a Khmelnytskyi, dove una struttura educativa continua a organizzare attività, percorsi di autonomia e occasioni di socializzazione nonostante la guerra. Ci sono cinque spazi temporanei di apprendimento allestiti tra Gaza City, Khan Younis e la Middle Area, dove insegnanti, educatrici, educatori e volontari lavorano perché migliaia di minori possano continuare a studiare anche dopo aver perso la propria casa. E c’è un ospedale a Yasinia, sui Carpazi ucraini, dove i generatori installati per fronteggiare le interruzioni di corrente consentono di mantenere attivi ambulatori e servizi sanitari anche quando la guerra interrompe l’energia elettrica.

Sono queste alcune delle realtà che la Regione Emilia-Romagna ha scelto di sostenere attraverso il bando emergenza 2026 per la cooperazione internazionale, mettendo a disposizione quasi 450mila euro per sei progetti umanitari: quattro in Ucraina, per oltre 258mila euro, e due nei Territori palestinesi e nella Striscia di Gaza, per oltre 190mila euro.

Dietro questi interventi ci sono Comuni, associazioni, cooperative sociali e organizzazioni del Terzo settore dell’Emilia-Romagna che lavorano insieme a partner locali per garantire cure, istruzione, protezione e sostegno alle comunità più vulnerabili.

“Quando parliamo di cooperazione internazionale rischiamo spesso di pensare a qualcosa di lontano e astratto- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-. In realtà parliamo di persone, di comunità e di servizi che continuano a esistere anche nei luoghi attraversati dalla guerra. Parliamo di un ospedale che resta aperto durante i blackout, di bambine e bambini che possono continuare a studiare, di famiglie che ricevono assistenza e sostegno, di persone con disabilità che trovano spazi di inclusione e autonomia. Con questo bando scegliamo di sostenere il lavoro di tante realtà dell’Emilia-Romagna che, insieme ai partner locali, trasformano la solidarietà in interventi concreti e aiutano a mantenere viva una prospettiva di futuro anche nei contesti più difficili. È un impegno che nasce dai valori della nostra comunità regionale e dalla convinzione che non si possa restare indifferenti di fronte alle conseguenze della guerra. Dietro ciascuno di questi progetti ci sono amministratrici e amministratori locali, operatori sociali, volontarie e volontari, educatrici ed educatori, personale sanitario e organizzazioni che ogni giorno lavorano per garantire diritti fondamentali come la salute, l’istruzione e la protezione delle persone più fragili. Sostenere questo lavoro significa contribuire a mantenere aperti spazi di vita, di cura e di speranza là dove il conflitto rischia di cancellarli. Ed è anche un modo per affermare che la cooperazione internazionale non è qualcosa che riguarda altri luoghi e altre persone: è il tipo di società che vogliamo essere e il ruolo che vogliamo svolgere nel mondo”.

I progetti

In Ucraina sono quattro i progetti sostenuti dalla Regione, per un valore complessivo di oltre 258mila euro. “Una Pizza per Sperare 2” del Comune di Forlì (49.506 euro) nasce dall’idea di utilizzare il cibo come strumento di inclusione sociale e sostegno alle comunità colpite dalla guerra. Tra Ivano-Frankivsk e Kharkiv il progetto prevede la realizzazione di una cucina accessibile e l’impiego di due Pizza Truck mobili che distribuiranno 12mila pasti e 25 tonnellate di aiuti umanitari, coinvolgendo 37 beneficiari tra giovani con disabilità cognitive e veterani in percorsi di formazione e inserimento lavorativo. Un intervento che punta non soltanto a rispondere all’emergenza, ma anche a costruire opportunità di autonomia e integrazione sociale. Il progetto prevede inoltre la creazione di un tavolo di lavoro istituzionale dedicato alla disabilità e la definizione di un piano per la nascita di una cooperativa sociale inclusiva, capace di proseguire l’attività anche oltre la fase emergenziale.

“Relief – Azione di supporto coordinato alle popolazioni vulnerabili colpite dal conflitto negli oblast di Mykolaiv, Kherson e Zaporizhzhia” di Condivisione fra i Popoli (72.784 euro) è rivolto soprattutto ad anziani, persone con disabilità, donne, minori e sfollati che vivono nelle aree maggiormente esposte alle conseguenze della guerra. Il progetto raggiungerà circa 870 persone intervenendo su fronti diversi: dal miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie in tre strutture residenziali per anziani e persone con disabilità nell’oblast di Mykolaiv alla distribuzione di beni essenziali e materiali per affrontare l’inverno alle famiglie più vulnerabili di Kherson, fino al sostegno energetico e ai servizi di supporto psicologico per gli sfollati ospitati nei centri di accoglienza di Zaporizhzhia.

“Asc – Agape Supporting Communication for Every Child” della cooperativa sociale San Gaetano (89.532 euro) prosegue la collaborazione tra Casa Betania, il Comune di Albinea e la ong Agape a favore dei minori con disabilità nella regione di Khmelnytskyi. Il progetto coinvolgerà 130 bambine, bambini e adolescenti attraverso attività educative e riabilitative, percorsi per l’autonomia e l’inclusione sociale, un summer camp dedicato alle famiglie e la realizzazione di strumenti innovativi come una Sensory room per la stimolazione sensoriale e kit multimediali per la comunicazione personalizzata. È inoltre prevista l’installazione di pannelli solari per garantire continuità alle attività educative e assistenziali anche in caso di interruzioni dell’energia elettrica e per assicurare un punto di riferimento alle famiglie che utilizzano la struttura come rifugio durante gli allarmi aerei.

“S.A.L.V.A. – Sostegno all’assistenza locale e valorizzazione dell’ambulatorio di Yasinia” della Fondazione Aiutiamoli a Vivere Emilia-Romagna (46.766 euro) rafforzerà invece il sistema sanitario della cittadina della Transcarpazia, dove trovano assistenza sia i residenti sia gli sfollati interni provenienti dalle aree di guerra. L’intervento prevede l’invio di aiuti umanitari e sanitari, il potenziamento del “Cubo della Salute”, l’ambulatorio medico mobile collegato in telemedicina, per renderlo pienamente accessibile e operativo, e il rafforzamento degli spazi riabilitativi dell’ospedale destinati a veterani e persone mutilate o rese invalide dal conflitto. I beneficiari diretti stimati sono circa 4mila, mentre il bacino territoriale servito dall’ospedale supera le 40mila persone.

Nei Territori palestinesi e nella Striscia di Gaza saranno invece sostenuti due progetti per oltre 190mila euro complessivi. “Ta’ayush – Supporto psicosociale e spazi educativi sicuri per l’integrazione delle comunità sfollate in Cisgiordania” della Fondazione Avsi (93.076 euro) opererà nei governatorati di Jenin e Tulkarem, dove le operazioni militari hanno costretto oltre 38mila persone a lasciare le proprie case. Il progetto rafforzerà tre Safe spaces destinati a bambini, giovani e famiglie, offrirà supporto psicosociale a oltre 270 beneficiari, promuoverà la formazione degli insegnanti, la nascita di Parlamenti studenteschi e percorsi di assistenza e riabilitazione per persone con disabilità, coinvolgendo complessivamente circa 440 persone.

“Safe – Educazione in emergenza e supporto psicosociale per minori sfollati e le loro famiglie nella Striscia di Gaza” di EducAid (98.076 euro) interverrà invece in uno dei contesti umanitari più drammatici al mondo. Il progetto garantirà attività educative inclusive e supporto psicologico all’interno di cinque Temporary learning spaces, spazi temporanei di apprendimento destinati ai minori sfollati. Accanto alla distribuzione di materiali didattici e alle attività ludico-educative, sono previsti laboratori teatrali e narrativi per l’elaborazione del trauma, percorsi di sostegno per i genitori, attività di sensibilizzazione sui rischi legati agli ordigni inesplosi e interventi personalizzati per 100 bambine e bambini con disabilità, con l’obiettivo di garantire continuità educativa, protezione e inclusione anche in condizioni di emergenza.

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 14 giugno 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 14 giugno 2026Sereno o poco nuvoloso per il transito di nubi alte e stratiformi. Temperature minime senza variazioni di rilievo, comprese tra 17/18 gradi, massime in aumento anche su fascia costiera, con valori compresi tra 34/35 gradi e punte localmente superiori nelle pianure più interne.

Venti dai quadranti sud-occidentali, con rinforzi moderati fino alle pianure e le coste romagnole. Mare poco mosso.

(Arpae)

“E’ Fiorano il poetico sito”: domenica a Villa Cuoghi presentazione delle poesie di Gianpaolo Anderlini

“E’ Fiorano il poetico sito”: domenica a Villa Cuoghi presentazione delle poesie di Gianpaolo AnderliniDomenica 14 giugno 2026, alle ore 18:30, Villa Cuoghi a Fiorano Modenese ospita un nuovo appuntamento del Tè delle 5.  Gianpaolo Anderlini presenterà il suo libro di poesie “E’ Fiorano il poetico sito”. Musiche a cura della violoncellista Chiara Vecchi,

Al termine un aperitivo offerto dalla associazione InArte che promuove l’iniziativa con il patrocinio del Comune di Fiorano Modenese, in collaborazione con l’associazione di fotografia Framestorming, il Circolo Culturale Nuraghe “Pinuccio Sciola” e l’associazione Amici della Musica “Nino Rota”.

Ingresso libero e gratuito

Iniziata la stagione delle sagre: questo fine settimana festa a Magreta, Sant’Antonio e Colombaro

Iniziata la stagione delle sagre: questo fine settimana festa a Magreta, Sant’Antonio e ColombaroÈ ufficialmente iniziata la stagione delle sagre sul territorio di Formigine. Dopo il debutto dello scorso weekend, prosegue fino a domenica in via Fossa 54 “Magreta in festa”, l’appuntamento con stand gastronomici e musica dal vivo curato dall’Associazione Magreta APS.

Fino a questa sera, in via Stradella, è inoltre in corso la Sagra di Sant’Antonio, organizzata dall’omonima Associazione culturale, che culminerà come da tradizione con la sfida di tiro alla fune e lo spettacolo pirotecnico. Fino a domenica, infine, spazio alla “Pieve di Colombaro in festa”, a cura della parrocchia locale, con ristorazione, intrattenimento musicale, pesca di beneficenza, giochi per bambini e un torneo di green volley.

Il calendario degli appuntamenti proseguirà da venerdì 19 a domenica 21 giugno a Casinalbo con la Sagra di San Luigi (via Montello, nei pressi della scuola dell’infanzia), che proporrà cucina tipica, musica dal vivo, volley splash, padel e attività per i più piccoli. Giovedì 16 luglio sarà la volta della Festa della Madonna del Carmine a Formigine, incentrata sulla solenne processione per le vie del paese, mentre la stagione si concluderà da sabato 1 a mercoledì 5 agosto con la Sagra della Madonna della Neve a Corlo e venerdì 7 agosto con San Gaetano.

Tutti gli appuntamenti in programma condividono la stessa formula, capace di unire le celebrazioni religiose ai momenti ricreativi tra buona cucina, musica e socialità. Il successo di queste iniziative, nate per valorizzare il senso di comunità e la voglia di stare insieme, è reso possibile solo grazie al fondamentale impegno dei tantissimi volontari del territorio.

Competitività e coesione sociale: a Bruxelles il contributo della cooperazione sulle priorità politiche e finanziarie dell’Europa

Competitività e coesione sociale: a Bruxelles il contributo della cooperazione sulle priorità politiche e finanziarie dell’EuropaSi è svolto il 10 e giugno a Bruxelles l’evento promosso da Legacoop in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, dedicato alle prospettive del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione europea 2028-2034: oltre 30 europarlamentari, più di 15 rappresentanti della Commissione europea, esponenti del governo italiano, delle Regioni, delle organizzazioni cooperative europee e dei principali network settoriali, tra cui il ministro per gli Affari europei e il PNRR Tommaso Foti, e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto. Al centro del confronto, il negoziato sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, destinato a definire le priorità politiche e finanziarie dell’Europa per il prossimo decennio

“L’Europa ha bisogno di essere più competitiva, ma non può farlo indebolendo il proprio modello sociale”, ha dichiarato Simone Gamberini, Presidente di Legacoop Nazionale. “Le cooperative dimostrano ogni giorno che innovazione, produttività, sostenibilità e inclusione possono crescere insieme. Per questo chiediamo che il prossimo bilancio europeo continui a investire nelle persone, nei territori e nell’economia reale, accompagnando le grandi transizioni industriali senza lasciare indietro nessuno. Competitività e coesione sociale non sono alternative: sono le due condizioni per costruire un’Europa più forte, più resiliente e più vicina ai cittadini”.

All’evento è intervenuta anche una rappresentanza cooperativa delle province di Modena e Ferrara, composta dalle responsabili di settore di Legacoop Estense, Ilaria Franchini per l’agroalimentare, Arianna Silvestri per la pesca e Chiara Pederzini per la produzione e servizi, insieme alle cooperative CPL, CMB, GranTerre e Cantine Riunite Civ&Civ. “La nostra delegazione ha portato le istanze del territorio con rigore, competenza e visione, dando prova tangibile della forza del nostro modello e di come la cooperazione sappia lavorare in sinergia per essere incisiva e compatta e orientare le scelte dell’Europa sul futuro dei nostri territori” affermano le tre responsabili di settore.

“Siamo convinti che il modello cooperativo possa essere protagonista della transizione industriale ed economica europea, con particolare attenzione alle politiche energetiche”, precisa Chiara Pederzini del settore produzione e servizi, che evidenzia la centralità degli strumenti del Public Procurement e del Project Financing. “Di primaria importanza è l’introduzione di meccanismi premiali per l’accesso, da parte delle imprese dell’economia sociale, al Fondo Europeo per la Competitività. Tra le nostre proposte, anche il potenziamento di InvestEU e la revisione dei criteri di aggiudicazione negli appalti pubblici, superando il solo criterio del prezzo più basso”.

Sul fronte agroalimentare e pesca, le istanze portate a Bruxelles hanno un filo conduttore chiaro: chiedere che le risorse non confluiscano in un fondo unico indistinto ma che vengano preservate linee di finanziamento autonome.

Per la pesca abbiamo chiesto con forza – afferma Arianna Silvestri, responsabile pesca – il ripristino di una dotazione minima pari almeno a quella attualmente prevista (6,1 miliardi di euro destinati al FEAMPA nel ciclo 2021-2027), l’introduzione di garanzie di finanziamento vincolanti e il mantenimento di una linea di bilancio specifica per la pesca e l’acquacoltura, a tutela di un comparto strategico per la sicurezza alimentare europea e per l’economia delle aree costiere dell’Alto Adriatico e del Delta del Po”.

“Bisogna difendere una PAC realmente europea – aggiunge Ilaria Franchini, responsabile agroalimentare – capace di sostenere il modello cooperativo e garantire equità tra Stati membri. L’ipotesi di un fondo unico rischia di generare distorsioni competitive e frammentazione del mercato interno, per questo abbiamo sostenuto la necessità di un ring-fencing forte delle risorse e ribadito il ruolo imprescindibile delle Regioni, non solo nella programmazione ma anche nell’assegnazione diretta delle risorse”. Un altro punto centrale è il rafforzamento degli strumenti di mercato, a partire dall’OCM, “che rimane il pilastro più efficace e che va estesa anche al settore lattiero-caseario. Abbiamo posto attenzione agli accordi commerciali (Mercosur, India) che devono garantire reciprocità ma che sono una straordinaria opportunità per valorizzare le produzioni di qualità delle nostre filiere agroalimentari”.

Fondamentale, per le filiere agroalimentari e pesca, rimane il rafforzamento degli strumenti finanziari a supporto di innovazione tecnologica e digitalizzazione delle filiere, adattamento ai cambiamenti climatici e gestione sostenibile delle risorse, competitività delle imprese europee rispetto ai prodotti provenienti da Paesi terzi, che operano secondo standard ambientali, sociali e produttivi differenti, ammodernamento delle flotte e degli impianti di acquacoltura.

Infanzia e adolescenza. Dagli Stati generali di Rimini una spinta alla nuova legge regionale sulla natalità

Infanzia e adolescenza. Dagli Stati generali di Rimini una spinta alla nuova legge regionale sulla natalitàGenerare non significa soltanto far nascere un figlio, ma creare le condizioni perché una nuova vita possa trovare intorno a sé una comunità capace di accoglierla, sostenerla e accompagnarla nel tempo.

È da questa consapevolezza, emersa con forza durante la seconda edizione degli Stati generali dell’Infanzia e dell’adolescenza – che si sono conclusi oggi a Rimini – che arriva una nuova spinta alla legge sulla natalità che la Giunta della Regione Emilia-Romagna sta costruendo insieme all’intergruppo assembleare.

Per tre giorni a Rimini istituzioni, studiosi, operatori sociali, educatori e professionisti si sono confrontati sul tema “Generare: nascere figli, crescere genitori” mettendo al centro una domanda che riguarda il futuro dell’intera società: come restituire ai giovani la possibilità concreta di scegliere di costruire una famiglia?

La risposta emersa durante gli Stati generali, che si sono aperti mercoledì 10 giugno con l’intervento del presidente Michele de Pascale, è chiara: contrastare la denatalità significa prima di tutto ricostruire comunità.

“Non è il desiderio di avere figli a mancare. A mancare, troppo spesso, sono le condizioni per poterli accogliere e crescere senza sentirsi soli” ha più volte sottolineato l’assessora a Scuola, Welfare e Politiche per l’Infanzia, Isabella Conti, nel ringraziare tutti i relatori e le relatrici con cui c’è stata grande condivisione e approfondimento. “Ridurre quella distanza- ha affermato- è una responsabilità politica. Servizi educativi accessibili, sostegno alla genitorialità, conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, politiche abitative e comunità inclusive: è da qui che passa la libertà di scegliere. Il compito delle istituzioni è rendere possibile ciò che le persone desiderano davvero”.

L’assessora ha quindi rilanciato il percorso della nuova legge regionale sulla natalità, sull’infanzia e sulla genitorialità.

“Non sarà una legge simbolica- ha ribadito Conti- ma uno strumento concreto capace di mettere in relazione welfare, servizi educativi, salute, scuola, conciliazione vita-lavoro e sostegno alle famiglie. Abbiamo il dovere urgente di ricostruire la comunità. Nessun nucleo familiare può o deve essere un’isola. È da qui che passa la possibilità di contrastare la denatalità e costruire un futuro più forte per l’Emilia-Romagna. Ora è il tempo di agire, insieme a tante e tanti che stanno contribuendo”.

Gli Stati generali di Rimini: alcuni degli interventi

Le giornate riminesi di incontri, dialoghi, lectio magistralis e dibattiti hanno coinvolto alcune delle voci più autorevoli del panorama italiano, insieme a professionisti che ogni giorno lavorano accanto alle famiglie per contrastare l’isolamento e promuovere benessere psicologico e sociale.

Centrale è stato l’intervento di Alessandro Rosina che ha richiamato l’attenzione sul divario tra desiderio e realtà: oltre l’80% dei giovani – ha sottolineato il demografo – immagina di avere figli, ma molti incontrano ostacoli che impediscono di trasformare questo progetto in una scelta concreta.

Da questa considerazione si sono generate quasi tutte le riflessioni, tra cui quelle di autorevoli ospiti internazionali come Anna Rotkirch, professoressa di ricerca in Finlandia, che ha ribadito come “il futuro non si ‘decide’, ma si rende possibile: creando le condizioni sociali, economiche e relazionali perché il desiderio di generare possa trovare spazio”.

“L’essere umano è cresciuto come specie cooperativa, in cui la sopravvivenza e lo sviluppo dei bambini dipendono da reti di cura più ampie del solo legame madre-figlio” ha ribadito, in un collegamento dall’America, Sarah Blaffer Hrdy, professoressa emerita di Antropologia alla University of California, Davis.

Nella sua lectio magistralis, lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini ha sottolineato come “serva una comunità di adulti responsabili che sappia guardare al mondo dei bambini e dei ragazzi con occhi nuovi, capace di generare benessere psicologico e relazionale”.

“Tutto ciò che genera relazioni, ascolto e sostegno reciproco rafforza il tessuto della società”, il monito della sociologa Chiara Saraceno.

Si è affrontato poi il tema delle famiglie plurali con la scrittrice Espérance Hakuzwimana e con lo psicoterapeuta e psicanalista Gian Marco Ciavolino: “Le famiglie contemporanee non sono più riconducibili a un unico modello: si moltiplicano le esperienze, si intrecciano culture, lingue, storie migratorie e percorsi affettivi che ridefiniscono continuamente cosa significhi essere famiglia”.

L’attesa lectio dello psicoterapeuta Alberto Pellai ha evidenziato ancora una volta come dietro al disagio adolescenziale spesso si nasconda una domanda profonda: “chi c’è per me?”. Le nuove sfide educative tra fragilità crescenti e il bisogno di presenza autentica.

La sociologa Sara Nanetti ha messo in luce come le diverse forme di genitorialità non si sviluppano mai in isolamento, ma siano sempre inserite in contesti sociali, economici e culturali che possono sostenerle oppure renderle più fragili. Famiglia, scuola, servizi e comunità costruiscono insieme lo spazio entro cui diventare ed essere genitori oggi.

Sferzante e incisiva la riflessione della giornalista e scrittrice Concita De Gregorio: “Il tema non è dare figli alla patria. Il tema è dare una patria ai figli”.

I video di tutti gli interventi integrali dei relatori saranno disponibili a breve all’indirizzo https://www.regione.emilia-romagna.it/eventi/generare

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