24.2 C
Comune di Sassuolo
martedì, 7 Aprile 2026
Home Blog Pagina 17

Porte aperte all’arte e alla bellezza: tornano sabato 21 e domenica 22 marzo le Giornate Fai di Primavera, in Emilia-Romagna 53 luoghi visitabili

Porte aperte all’arte e alla bellezza: tornano sabato 21 e domenica 22 marzo le Giornate Fai di Primavera, in Emilia-Romagna 53 luoghi visitabiliPorte aperte all’arte e alla bellezza: tornano sabato 21 e domenica 22 marzo le Giornate Fai di Primavera, che in Emilia-Romagna consentiranno di visitare 53 luoghi: chiese, palazzi, ville, monasteri, castelli, biblioteche; ma anche laboratori che tramandano tradizioni artigianali e artistiche uniche. E non solo. Tesori ricchi di storia, con tante storie e personaggi da raccontare, da far conoscere, da scoprire. Luoghi speciali, spesso chiusi al pubblico e poco noti, che si svelano in tutta la loro magnificenza.

Il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia, che dal 1993 – anno del debutto – ha permesso a quasi 13,5 milioni di visitatori di scoprire o riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali in tutto il Paese, anche per la sua 34esima edizione non farà mancare le sorprese.

Oggi in Regione a Bologna l’illustrazione alla stampa dei luoghi che potranno essere visitati in Emilia-Romagna, dove il Fai è rappresentato da 10 delegazioni, 12 gruppi con oltre 22.000 aderenti, 8 gruppi giovani e 4 gruppi ponte tra culture, che permetteranno per alcuni siti visite in lingua inglese, polacca, georgiana, russa, araba e ucraina. Presenti l’assessora regionale alla Cultura e Paesaggio, Gessica Allegni, la presidente Fai Emilia-Romagna, Carla Di Francesco, la referente regionale Fai, Barbara Rossi, e il capo Delegazione Fai Bologna, Pietro Acri.

Un programma ricchissimo di appuntamenti, reso possibile in tutta Italia grazie ai volontari del Fai, oltre 7.500, e a 17.000 apprendisti ciceroni, giovani studenti delle scuole secondarie appositamente formati dai docenti per raccontare le bellezze che li circondano.

“Un appuntamento attesissimo, che ogni anno non delude le aspettative e non smette mai di rivelare scrigni nascosti e tesori poco conosciuti- afferma l’assessora Allegni-. Una formula vincente che intorno al Fai sa unire l’impegno delle istituzioni, che hanno la responsabilità di tutelare e conservare il patrimonio artistico e paesaggistico, l’entusiasmo di migliaia di volontari e volontarie, la voglia di mettersi in gioco degli apprendisti ciceroni, la disponibilità di tanti proprietari che aprono le porte delle proprie residenze. A tutti loro va il nostro grazie. Niente come la cultura è capace di unire, di abbattere le barriere, di sorprendere, di seminare curiosità e bellezza, e questo il Fai lo sa bene, da quando, dal 1975, esercita con passione la sua missione di promuovere la conoscenza, la cura e la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico italiano, perché sia per sempre e di tutti”.

“Le Giornate Fai di Primavera- aggiunge la presidente Di Francesco- sono una formidabile occasione di incontro tra persone che amano conoscere e condividere storia, bellezza, tradizioni: i visitatori curiosi, gli apprendisti ciceroni appassionati, i volontari Fai che, pieni di entusiasmo, propongono ad ogni edizione luoghi speciali, di solito non accessibili o poco noti, da vedere in Emilia-Romagna. Grandi anniversari, palazzi e ville appena restaurati, tradizioni artigianali ed artistiche uniche e tipiche della Romagna, luoghi ed itinerari nei quali risuona lo spirito della storia, personaggi e famiglie, archeologia ed arte moderna, biblioteche storiche sono solo alcuni dei temi che rinnovano l’interesse delle Giornate in questa edizione, ed il legame tra il Fai ed i cittadini. Un ringraziamento per la loro adesione alla missione del Fai va ad Enti ed Istituzioni pubbliche, ai privati proprietari che con grande disponibilità mettono a disposizione i luoghi, alle scuole ed ai loro apprendisti ciceroni, agli instancabili volontari; un grazie davvero sentito ai volontari dei quattro gruppi Fai ponte tra culture dell’Emilia- Romagna: organizzano infatti visite in lingua inglese, polacca, georgiana, russa, araba, ucraina, che ci ricordano, soprattutto in questo momento così difficile per il mondo, come la cultura sia comprensione ed unione di popoli”.

In tutta Italia sono 780 i luoghi in 400 città che saranno visitabili a contributo libero.

I luoghi visitabili in Emilia-Romagna

Provincia di Bologna: ad Argelato Villa Talon; a Bologna Chiesa di Santa Maria Incoronata, Complesso di San Giovanni in Monte, Palazzo Dall’Armi Marescalchi; a Budrio Palazzo Bentivoglio Odorici; a Bagnarola di Budrio Villa Ranuzzi Cospi; a Imola Chiesa e Convento di San Giacomo Maggiore del Carmine, Cidra Centro Imolese Documentazione Resistenza Antifascista, ex Chiesa della Santissima Annunziata, Istituzioni Riunite Di Imola, Palazzo Dal Monte Casoni; a San Giovanni in Persiceto Palazzo Bonfiglioli.

Provincia di Ferrara: ad Argenta una Palazzina Novecentesca, una Casa d’aste; a Bondeno Villa Pepoli-Spisani; a Codigoro Pomposa Chiesa e campanile – Una storia millenaria; a Comacchio Palazzo Bellini -Il racconto di un palazzo e di una famiglia; a Ferrara ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Il Novecento ex Mercato Ortofrutticolo di Ferrara, Palazzo Paradiso, Palazzo Todeschi.

Provincia di Forlì-Cesena: a Cesena Chiesa Di Santa Cristina; a Forlì Monastero del Corpus Domini – La spiritualità della clausura, San Pellegrino e Morgagni – Guarigione tra fede e scienza; a Gambettola Stamperia Pascucci, antica bottega artigiana; a Longiano Fondazione Tito Balestra Castello Malatestiano; a Savignano sul Rubicone Palazzo Vendemini.

Provincia di Modena: a Concordia sulla Secchia Palazzo Corbelli; a Fiorano Modenese Villa Coccapani Pignatti Morano; a Formigine Villa Clementina; a Guiglia il Castello di Guiglia e le sue molteplici vite; a Modena la Biblioteca Estense Universitaria.

Provincia di Parma: a Busseto Biblioteca del Monte di Pietà e Fondo Gesuitico, Palazzo Corbellini e il Carteggio col Maestro, Chiesa di Sant’Ignazio; a Parma Conservatorio Arrigo Boito, Palazzo dei Ministeri – Tra storia e potere, Palazzo Ducale del Giardino.

Provincia di Piacenza: a Piacenza Monastero di S. Sisto Caserma Nicolai 2 Reg. Genio Pontieri; a Pianello Val Tidone Dall’oratorio di Case Gazzoli alla storia della Val Chiarone; a San Giorgio Piacentino Castello di San Giorgio, Chiesa di San Giorgio Martire, Rocca di San Giorgio Piacentino.

Provincia di Ravenna: a Cervia Aeroporto di Cervia-Pisignano; a Faenza Museo Carlo Zauli, Museo Ceramica Gatti, Museo Guerrino Tramonti; a Lugo Storia dell’abitare a Lugo, dal Neolitico all’età Moderna; a Ravenna il Palazzo di Teodorico e i Mosaici dell’area palaziale, Basilica di San Giovanni e Paolo; a Russi Russi Risorgimentale: Museo Civico e Chiesa di S. Francesco.

Provincia di Reggio Emilia: a Gualtieri Palazzo Bentivoglio e Museo Ligabue; a Reggio Emilia ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario, Hotel Posta e Gran Salone Tirelli.

Tutte le informazioni sul sito  www.giornatefai.it

 

 

L’Emilia-Romagna protagonista a Foodex 2026, il Salone internazionale di Tokyo

L’agroalimentare dell’Emilia-Romagna porta a Tokyo le filiere della Food Valley.  Fino al 13 marzo la Regione è protagonista a Foodex Japan 2026, il principale salone internazionale del food & beverage in Asia, che ogni anno riunisce oltre 2.900 espositori provenienti da 74 Paesi e più di 70mila visitatori professionali.

Per la prima volta l’Emilia-Romagna partecipa alla manifestazione con una delegazione tecnica e un proprio stand regionale al Tokyo Big Sight, insieme a 30 imprese, 3 consorzi alimentari e 2 consorzi di tutela, rappresentativi delle principali filiere della Food Valley. Una presenza che porta in Asia la qualità delle produzioni regionali e rafforza la promozione internazionale del sistema agroalimentare emiliano-romagnolo.

La missione si inserisce in un quadro di relazioni economiche già molto solide tra Emilia-Romagna e Giappone. Nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni regionali verso il Paese hanno raggiunto 1,81 miliardi di euro, confermando la Regione prima in Italia per export verso il Giappone. Il comparto agroalimentare riveste infatti un ruolo di primo piano: con 135,8 milioni di euro di esportazioni, l’Emilia-Romagna rappresenta il 17,7% del totale nazionale.

Tradizione, qualità delle materie prime, forte legame con il territorio, cura nel prodotto e capacità di innovare senza perdere autenticità. È questo il filo rosso che unisce l’agroalimentare dell’Emilia-Romagna alla cultura gastronomica giapponese. Nel corso della fiera lo stand ospita 15 appuntamenti tra cooking show, talk tematici, degustazioni e momenti di networking, realizzati in collaborazione con Casa Artusi e con il coinvolgimento di chef italiani e giapponesi, per raccontare la qualità e l’identità delle filiere, i prodotti Dop e Igp della regione, e rafforzarne la presenza sul mercato giapponese e nell’intera area asiatica.

“La partecipazione di una delegazione tecnica dell’Emilia-Romagna a Foodex Japan- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura e all’Agroalimentare, Alessio Mammi– rappresenta un passaggio importante nella strategia di internazionalizzazione delle nostre filiere agroalimentari. Il Giappone è un mercato di grande valore, particolarmente attento alla qualità, alla sicurezza alimentare, alla tracciabilità e al legame tra prodotto e territorio. La Regione porta a Tokyo un sistema fatto di imprese, consorzi e cooperative che investono ogni giorno in innovazione, sostenibilità e sicurezza delle produzioni, valorizzando un patrimonio unico come quello dei nostri 45 prodotti Dop e Igp”.

“Casa Artusi- dichiara Andrea Segrè, presidente di Casa Artusi- non solo continua a rappresentare una presenza preziosa e riconosciuta nel mercato giapponese ma si sta dimostrando un vero e proprio strumento strategico di diplomazia gastronomica: attraverso la cultura della cucina italiana e l’eredità di Pellegrino Artusi arricchiamo di contenuti culturali la promozione delle eccellenze DOP e IGP della Regione Emilia-Romagna”.

I cooking show proporranno al pubblico della fiera alcune delle ricette più rappresentative della tradizione gastronomica emiliano-romagnola, ispirate all’opera di Pellegrino Artusi: “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, tradotto in oltre 15 lingue, e in giapponese dal 2020. Tra gli ospiti d’onore presso lo stand: lo chef Kenta, impegnato nella promozione della cultura italiana in Giappone, lo chef Fabio, specializzato in sushi e cucina tradizionale giapponese, Mocomichi Hayami, volto televisivo della cucina giapponese e Akiko Inagaki, impegnata nelle attività di import-export, che racconterà attraverso la propria esperienza personale il legame con Bologna e con l’Emilia-Romagna.

Nelle dimostrazioni culinarie e momenti di degustazione verranno valorizzate alcune delle principali produzioni Dop e Igp dell’Emilia-Romagna, tra cui Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp, Mortadella Bologna Igp, Formaggio di Fossa Dop, Scalogno di Romagna Igp e Olio extravergine di oliva di Brisighella Dop, insieme alle eccellenze delle filiere del pomodoro, del vino, dell’ortofrutta trasformata, dei surgelati e del biologico.

Accanto alle attività fieristiche, il programma della missione ha previsto anche un evento istituzionale presso l’Ambasciata d’Italia a Tokyo, organizzata in collaborazione con la stessa Ambasciata e con Ferrari Japan. L’iniziativa ha riunito oltre 150 ospiti tra rappresentanti delle istituzioni giapponesi, operatori del settore agroalimentare e del food & wine, importatori, distributori e stampa specializzata, offrendo un momento di incontro e dialogo tra il sistema produttivo emiliano-romagnolo e il mercato giapponese. Il percorso gastronomico della serata, curato da Casa Artusi, ha proposto alcuni piatti simbolo della tradizione regionale e un racconto delle eccellenze della Food Valley, valorizzando il legame tra qualità delle materie prime, i prodotti a indicazione geografica, il territorio e la cultura gastronomica di Pellegrino Artusi.

La partecipazione regionale si inserisce inoltre nel calendario delle iniziative dedicate ai 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone ed è anche occasione per valorizzare il recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, rafforzando il posizionamento dell’Emilia-Romagna come uno dei territori di riferimento della cultura gastronomica italiana nel mondo. Su questo tema è previsto un approfondimento presso l’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo, alla presenza di Fondazione Casa Artusi, incentrata sulla figura del gastronomo e sul valore della cucina italiana quale patrimonio culturale internazionale.

Per accompagnare la presenza regionale alla manifestazione è stato realizzato anche un sito dedicato bilingue italiano-giapponese, con il programma della missione e aggiornamenti sugli incontri: L’Emilia-Romagna a Foodex Japan 2026 – Agricoltura, caccia e pesca.

Parmigiano Reggiano protagonista ai Miami Open: è l’official cheese del torneo per il secondo anno consecutivo

Parmigiano Reggiano protagonista ai Miami Open: è l’official cheese del torneo per il secondo anno consecutivoIl Parmigiano Reggiano si conferma protagonista sulla scena degli Stati Uniti (principale mercato estero della Dop con una quota export del 22,5%) rinnovando per il secondo anno consecutivo il proprio ruolo di sponsor ufficiale come “official cheese” del Miami Open presented by Itaú, uno dei principali tornei ATP Masters 1000 e WTA 1000 di tennis del circuito internazionale. Dopo il successo del debutto nel 2025, la Dop torna all’Hard Rock Stadium di Miami Gardens dal 15 al 29 marzo per accompagnare le sfide di quasi 200 tra i migliori atleti dei circuiti ATP e WTA. La presenza del Consorzio in questa prestigiosa cornice non si limita alla sponsorship, ma punta ad arricchire l’esperienza degli oltre 405.000 spettatori attesi attraverso un connubio tra sport, cultura e lifestyle.

Presso lo stand dedicato “Parmigiano Reggiano Taste & Play” e nelle aree VIP, gli appassionati avranno l’opportunità di scoprire la versatilità del Parmigiano Reggiano attraverso diverse stagionature e creazioni culinarie inedite. In omaggio alla vibrante cultura della città ospitante, l’offerta gastronomica includerà proposte originali come il sandwich cubano al Parmigiano Reggiano, le croquetas, il pan de queso con miele speziato al lime e noce moscata, e il gelato al Parmigiano Reggiano. Queste ricette dimostrano come il Re dei formaggi possa andare oltre la tradizione, inserendosi perfettamente in un contesto cosmopolita e contemporaneo.

Il calendario degli eventi è fitto di appuntamenti esclusivi pensati per coinvolgere il pubblico e gli opinion leader. Il 19 marzo, il Consorzio terrà un evento presso l’hotel The Moore Miami a cui prenderà parte Bernardo Paladini, chef del Torno Subito, il ristorante patrocinato dallo chef stellato Massimo Bottura a Miami. Il 20 marzo sarà invece la volta dell’Italian Heritage Day, una giornata interamente dedicata all’eredità culturale italiana con performance dal vivo, il rito dell’apertura della forma, programmi con influencer e un atteso meet & greet con uno dei giocatori del torneo. Il 23 marzo farà seguito un’esperienza di mixology presso il bar Viceversa curata da Giorgio Bargiani, assistant director of mixology del The Connaught di Londra.

Per rafforzare l’identità del prodotto e combattere il fenomeno dell’Italian Sounding, dopo il successo dell’anno scorso, tornerà la “Pronunciation Challenge”: durante sei interventi, i fan presenti saranno invitati a cimentarsi nella corretta pronuncia del nome della Dop per ricevere il merchandising ufficiale del Consorzio. La strategia di comunicazione sarà completata da un intenso piano di amplificazione digitale e social, con attività ed eventi dedicati a influencer e creator nello stadio, oltre a promozioni sui maxischermi del campo centrale e dei campi secondari.

«Siamo orgogliosi di tornare come sponsor ufficiale del Miami Open, uno dei tornei di tennis più prestigiosi al mondo», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano. «Attraverso questa collaborazione, puntiamo a rafforzare la nostra presenza negli Stati Uniti, nostro principale mercato estero con una quota export del 22,5%, e sulla scena internazionale, oltre a rinnovare l’impegno del Consorzio nei grandi eventi sportivi dopo la sponsorizzazione dello scorso anno, quella del Rolex Paris Masters e la nostra partnership strategica pluriennale con i New York Jets. Il tennis incarna disciplina, eleganza, precisione e rispetto: tutti valori che riflettono il modo in cui viene prodotto il Parmigiano Reggiano. È uno sport globale con un pubblico di alto livello e sempre più giovane, dove la cultura e il lifestyle incontrano la performance. Ciò lo rende il palcoscenico ideale per un prodotto come il nostro, radicato nella tradizione, eppure ambizioso e contemporaneo».

 

Domani, 12 marzo, la Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari

Domani, 12 marzo, la Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari
Massimo Fabi

Aggressioni, minacce, violenze verbali e fisiche, danneggiamenti alle strutture: un fenomeno, quello che colpisce gli operatori sanitari e socio-sanitari, che non smette mai di stupire. Perché non solo esiste, ma negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più rilevanti, rappresentando una criticità per la sicurezza e il benessere di chi lavora nei servizi sanitari, ma anche per la qualità complessiva dell’assistenza erogata ai cittadini.

Il 12 marzo la Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari, che la Regione “celebra” con il corso/convegno “La prevenzione di aggressioni, violenze e molestie agli operatori sanitari e socio-sanitari in Emilia-Romagna” – organizzato a Bologna domani mattina dalle 9,30 alle 13,30 nell’Aula Magna di viale Aldo Moro 30, che sarà concluso dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi.

I dati 2025 del nuovo Report curato dall’assessorato regionale sono chiari: su tutto il territorio sono state registrate 2.715 segnalazioni, con un lieve incremento (+1,2%) rispetto al 2024, quando erano state 2.682. Di queste, il 90% è avvenuto nel settore pubblico. La verbale è la forma di violenza più diffusa (89,1%), seguita da quella fisica (28,1%) e dai danni alla proprietà (17,7%).

Coinvolti 2.877 operatori, in grande maggioranza (73,8%) donne, anche se considerando la proporzione degli operatori interessati rispetto al personale dipendente non si osserva una sostanziale differenza tra i due generi: i maschi coinvolti sono il 3,8% dei dipendenti, le femmine il 3,7%. Gli infermieri rappresentano la categoria più colpita (59,6% dei casi totali), poi i medici, che hanno registrato l’incremento maggiore di coinvolgimento, passando dal 13,6% al 15,8% degli episodi totali, e gli Oss (11,4%, come nel 2024).

“Parliamo- commenta Fabi- di un fenomeno di enorme gravità, inaccettabile e incomprensibile: professioniste e professionisti che ogni giorno si prendono cura di noi, invece di essere ringraziati vengono aggrediti, verbalmente o addirittura fisicamente. Al punto che è stato necessario istituire una Giornata nazionale per alzare l’attenzione sul tema. In Emilia-Romagna, anche grazie alla piattaforma SegnalER che consente agli operatori di segnalare in modo sicuro e immediato gli episodi di violenza, monitoriamo i dati con precisione e cerchiamo in ogni modo, anche in collaborazione con le altre Istituzioni, di contrastare il fenomeno: attraverso tecnologie di sorveglianza avanzate, interventi il più possibile tempestivi, percorsi formativi e supporto psicologico e giuridico per il personale vittima di aggressioni. A ciò si affianca anche la campagna regionale di comunicazione e sensibilizzazione ‘Più cura per chi cura’”.

“Prevenire aggressioni, violenze e molestie- aggiunge Fabi- significa promuovere ambienti di lavoro sicuri, rispettosi e inclusivi, rafforzare la cultura della responsabilità condivisa e sviluppare strumenti organizzativi, formativi e di supporto capaci di ridurre i fattori di rischio e di gestire con più efficacia le situazioni critiche. Si tratta di eventi che incidono profondamente sul clima organizzativo, sulla motivazione professionale e sulla capacità del sistema sanitario di rispondere in modo efficace e umano ai bisogni di cura: l’appuntamento di domani, con istituzioni e professionisti, vuole essere un momento di confronto e approfondimento su quanto è stato fatto e quanto ancora possiamo e dobbiamo fare, insieme”.

Le misure di prevenzione e tutela

Oltre alla piattaforma SegnalER, sono diverse le azioni messe in campo dalle Aziende sanitarie e Ospedaliere per garantire la sicurezza degli operatori della sanità, seguendo le Linee di indirizzo regionali: sono stati potenziati i sistemi di videosorveglianza e illuminazione ed installati pulsanti di allarme e vetri anti-sfondamento, in particolare nelle zone ad alto rischio come i Pronto Soccorso; è stata rafforzata la collaborazione con le Forze dell’ordine, attivando protocolli bilaterali con le Questure per una risposta più rapida ed efficace agli episodi di violenza.  Un altro aspetto fondamentale riguarda il supporto psicologico e di tutela legale offerti agli operatori vittime di aggressioni. Molto si è fatto anche in termini di formazione e sensibilizzazione del personale sanitario, con corsi di formazione e un focus specifico sulla prevenzione, sulla comunicazione efficace e sulla gestione delle situazioni critiche. Inoltre, il tema delle aggressioni è stato inserito nei corsi obbligatori per i neoassunti, con l’obiettivo di sensibilizzare fin da subito il personale su questa problematica.

La campagna regionale di comunicazione ‘Più cura per chi cura’

Una campagna nata per costruire fiducia, promuovere rispetto e diffondere consapevolezza verso chi lavora per la salute di tutte le persone che accedono ai servizi sanitari: questo l’obiettivo della campagna di comunicazione della Regione Più cura per chi cura. Il messaggio veicolato è quello che la sanità è fatta di persone che ogni giorno si prendono cura di pazienti di ogni tipo e che, invece, subiscono aggressioni fisiche e verbali mentre svolgono il proprio lavoro con professionalità.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 12 marzo 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 12 marzo 2026Cielo molto nuvoloso con precipitazioni sparse, più consistenti sul settore occidentale della regione e sui rilievi, dove potranno assumere anche carattere di rovescio o temporale. Dal pomeriggio graduale esaurimento dei fenomeni ad iniziare dal settore occidentale della regione. Dalla notte formazione di foschie anche dense lungo la costa e sulle pianure orientali.

Temperature minime in lieve aumento comprese tra 9 e 11 gradi; massime stazionarie comprese tra 13/15 gradi. Venti deboli da est. Mare poco mosso.

(Arpae)

L’artista sassolese Giuliano Ravazzini ai Musei Diocesani di Reggio Emilia col progetto ‘Mimesi’

L’artista sassolese Giuliano Ravazzini ai Musei Diocesani di Reggio Emilia col progetto ‘Mimesi’Le opere in legno e argilla dell’artista sassolese Giuliano Ravazzini, collocate nei Musei Diocesani di Reggio Emilia e nella cripta della Cattedrale. Il progetto ‘Mimesi’, dialogo contemporaneo sulla croce’, tre sculture contemporanee raffiguranti il simbolo della croce, sarà visibile dal 21 marzo al 30 aprile 2026.

Le croci esposte in questi spazi sospesi tra la devozione e silenzio si mimetizzano integrandosi fra gli antichi oggetti sacri.

La mimesi appunto è l’obiettivo dell’artista che in un’epoca dominata dal culto della visibilità, dove l’esistenza si misura in like e l’identità si costruisce attraverso l’esposizione, sceglie il mimetismo che si configura non come una ritirata, ma come un autentico atto di resistenza filosofica.
La poetica della discrezione,  delineata in queste opere, rappresenta un ribaltamento radicale dei paradigmi estetici e etici che governano il nostro rapporto con il mondo.

Il legno, segnato da venature e dorature consunte, porta in sé la memoria di ciò che non è mai stato. È materia che finge l’antico, ma proprio in questa finzione ritrova una verità più profonda quella della continuità del sacro, che non conosce epoche.

Nel contesto dei musei diocesani, le sculture di Ravazzini si comportano come presenze mimetiche: non interrompono la narrazione del luogo, ma la prolungano. Il loro dialogo con le croci medievali e rinascimentali non è fatto di contrasti, ma di consonanze.
Esse chiedono di essere accolte, non riconosciute; di appartenere piuttosto che di emergere. Così, l’artista si misura con il rischio dell’invisibilità un rischio che è anche un atto di fede nell’opera stessa.
E forse è proprio in questo continuo rinnovarsi della sua immagine che il simbolo del sacro trova la sua verità più autentica: non nell’età delle cose, ma nella capacità di continuare a parlare.
Ogni croce di Ravazzini è un atto di ascolto della materia, della luce, della memoria.
È una mimesi spirituale, una presenza che, pur silenziosa, ridefinisce il nostro modo di vedere il tempo.

Mimesi di Giuliano Ravazzini

Cattedrale-Museo Diocesano di Reggio Emilia dal 21/03 al 30/04/2026

Valorizzazione dei professionisti, medicina di territorio e sostenibilità economica: la Regione e Cgil, Cisl e Uil firmano ‘Agenda Sanità’

Valorizzazione dei professionisti, medicina di territorio e sostenibilità economica: la Regione e Cgil, Cisl e Uil firmano ‘Agenda Sanità’Perché sia in grado di rispondere in modo sempre più efficace ai nuovi bisogni, mettendo al centro le comunità e la persona, grazie a modelli organizzativi e di erogazione dei servizi al passo con i tempi, frutto di un confronto continuo e proficuo.

È lo spirito di ‘Agenda Sanità – In Emilia-Romagna la sanità è responsabilità condivisa’, il documento sottoscritto oggi a Bologna tra la Regione e le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil. A firmarlo, in sala Fanti, il presidente, Michele de Pascale, gli assessori alle Politiche per la salute e al Welfare, Massimo Fabi e Isabella Conti, e i segretari regionali delle tre sigle sindacali, Massimo Bussandri, Filippo Pieri e Marcello Borghetti.

Nell’occasione le parti hanno sottoscritto anche un verbale di confronto in tema di accreditamento dei servizi sociosanitari: tra gli obiettivi l’aggiornamento del sistema di remunerazione, da definire entro luglio 2026, e il via, nel 2027, alla discussione per il nuovo sistema di accreditamento in modo da garantirne l’entrata in vigore al più tardi a inizio dell’anno successivo.

‘Agenda Sanità’ nasce da un confronto partito dalle linee di mandato approvate dall’Assemblea Legislativa, si è arricchito grazie al dialogo tra la Regione e i tre sindacati confederali e oggi rappresenta un punto di partenza di un percorso che impegnerà l’intera legislatura: obiettivo, aggiornare il servizio sanitario pubblico e quello sociosanitario ai nuovi bisogni delle comunità, senza perdere di vista i principi fondanti e costituzionali del Servizio sanitario nazionale. Il percorso condiviso è quello di un confronto continuo, su tutte le scelte strategiche, basato sulla qualità delle relazioni e sulla condivisione degli obiettivi, con lo stesso spirito che ha animato e anima il Patto per il Lavoro e per il Clima.

“La sanità pubblica è il pilastro fondante dell’Emilia-Romagna: noi vogliamo difenderla e rafforzarla e per farlo serve l’aiuto di tutte e tutti- sottolinea de Pascale-. Oggi sigliamo un patto per un equo finanziamento, nel segno della giustizia sociale e dell’appropriatezza. Abbiamo fortemente voluto condividere questo documento con i sindacati, frutto di un anno di confronto e di lavoro insieme, perché senza il loro contributo non possiamo vincere questa battaglia: di fronte alla necessità di scelte importanti e complesse, non più rinviabili, serve un metodo partecipato, basato su un lavoro costante di discussione con i rappresentanti dei professionisti sanitari, così come con gli enti locali, le comunità e il terzo settore. È la cifra di questa Regione- prosegue il presidente-, alla quale non vogliamo rinunciare, convinti che la scelta di lavorare insieme sia uno dei segreti che ha permesso all’Emilia-Romagna di raggiungere i risultati che può vantare”.

“Di fronte al progressivo sottofinanziamento del servizio sanitario pubblico, l’Emilia-Romagna risponde mettendo in campo una strategia di scelte forti sia dal punto di vista organizzativo, sia da quello sanitario- spiega Fabi-: vogliamo investire in una medicina che sia sempre più di territorio e domiciliare, che punti sulla tecnologia per migliorare il rapporto con i pazienti e metta in campo nuove forme e strutture al passo con i tempi. Abbiamo bisogno, però, anche di un maggiore protagonismo delle donne e degli uomini della nostra sanità- aggiunge l’assessore-: in Emilia-Romagna medici, infermieri e operatori sanitari hanno una professionalità che va sempre di più valorizzata e l’intesa nasce proprio dalla consapevolezza di voler puntare su questo patrimonio di competenze che rappresenta la miglior ricchezza che abbiamo a disposizione”.

“L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle forme di malessere sociale ci pongono di fronte a un profondo mutamento delle politiche in ambito sociosanitario- rimarca Conti-. Con la firma di oggi poniamo le basi per un confronto insieme ai sindacati che nei prossimi mesi porterà a un importante aggiornamento delle politiche regionali, a partire dall’aggiornamento del sistema di remunerazione dei servizi sociosanitari e successivamente a nuove modalità di accreditamento. Ne abbiamo bisogno- conclude l’assessora-, perché bisogni nuovi necessitano di misure nuove, più efficaci e al passo con i tempi, che sappiano valorizzare ancora di più l’indispensabile contributo delle realtà del Terzo settore e consolidano il rapporto tra sociale e sanitario in modo sempre più virtuoso”.

“Il protocollo di relazioni sindacali e l’Agenda sanità, letti insieme, declinano un metodo partecipativo e democratico di governo della sanità regionale che vede i sindacati confederali coinvolti in tutte le scelte più importanti dentro un’idea di sanità pubblica e universalistica, che parte dalla soddisfazione dei bisogni di cura e in base a quelli calibra gli investimenti- sottolinea Bussandri-. Al centro c’è la persona e la valorizzazione dei lavoratori del sistema in termini di formazione, carriera e salario. Questo metodo e questi contenuti vanno in netta controtendenza rispetto alle politiche del governo nazionale su salute e sanità e mirano al rafforzamento del sistema pubblico. In questa Regione, con queste tre intese- conclude il segretario della Cgil-, abbiamo messo le basi per difendere e rilanciare il modello emiliano-romagnolo nella sua essenza più profonda di garanzia dei diritti universali alla cura, alla salute e all’assistenza”.

“Firmiamo oggi delle intese che recuperano un metodo, che avevamo chiesto già in occasione della manovra fiscale dell’anno scorso- spiega Pieri-. Un confronto incentrato sui temi della sanità e del sociosanitario e della loro necessaria integrazione per dare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini.

Programmare e organizzare la sanità ospedaliera e territoriale, garantendo accesso alle cure in modo adeguato e uniforme in tutta la regione, gestendo anche l’annoso problema delle liste d’attesa, deve essere un obiettivo da realizzare senza rinvii. Perché non è solo un tema di risorse- aggiunge il segretario regionale Cisl-, ma di garantire servizi di qualità. Una qualità che deve tradursi anche in qualità dell’organizzazione e qualità del lavoro, dove aumentare i parametri di personale in servizio nelle Cra, ad esempio, significa dare una prima risposta nella giusta direzione. E’ quindi fondamentale per la tenuta dell’intero sistema sanitario e socio sanitario puntare inoltre sulla valorizzazione del personale, che ha bisogno di risposte concrete e segnali tangibili immediati”.

“Questi accordi sono un passo importante, perché dopo tanto tempo si cerca di costruire una visione unica per la sanità regionale da Piacenza a Rimini- rimarca Borghetti-, affrontando le sfide dell’innovazione e nel contempo di una gestione delle risorse che sappia tenere insieme le esigenze degli utenti, valorizzando il ruolo fondamentale del personale dipendente sanitario e integrando la sanità ospedaliera con la sanità di territorio. Sottolineiamo come elemento positivo il metodo della partecipazione alla riorganizzazione, che riconosce il valore di un vero confronto con Cgil, Cisl e Uil in tutto il territorio regionale. Nel quadro Nazionale molto critico sulla sanità- aggiunge il segretario regionale della Uil- e di fronte ad un sottofinanziamento nazionale che rimane un tema aperto sul quale la Uil è impegnata, è bene che la Regione provi a tenere la barra al centro ribadendo il ruolo del pubblico e cercando di mettere al centro i bisogni di Cittadini e Personale rispetto a modelli organizzativi astratti”.

‘AGENDA SANITA’’, I PUNTI PRINCIPALI

Sostenibilità economica come pilastro e nasce il board dei Direttori generali

Aumentare l’efficacia delle politiche sanitarie e migliorare l’efficienza delle risorse investite: è il doppio obiettivo strategico dell’approccio condiviso nel documento. Viene prevista, dunque, una valutazione sistematica di ‘costo-efficacia’ e ‘costo-beneficio’ di tutte le scelte organizzative, tecnologiche e cliniche in modo da orientare gli investimenti verso interventi che producano un reale valore pubblico. In questa ottica, la sostenibilità economica sarà un pilastro fondamentale della programmazione sanitaria, non solo per l’equilibrio finanziario, ma anche per assicurare continuità, qualità e universalità dei servizi.

Inoltre, è prevista l’introduzione di un Board dei direttori generali delle Aziende sanitarie, che avrà la funzione di accompagnare e rafforzare il rapporto tra l’assessorato, la struttura tecnica e le direzioni generali stesse, che avranno la possibilità di contribuire alla definizione delle priorità attivando – quando necessario e senza costi aggiuntivi – delle strutture operative agili e temporanee su specifici temi.

La valorizzazione delle risorse umane e delle competenze

Di fronte alla crisi occupazionale delle professioni sanitarie, comune a tutto il Paese, le parti concordano su un approccio a più soluzioni: piani di assunzione mirati ai nuovi bisogni di salute, un miglioramento delle condizioni contrattuali e di lavoro, formazione continua e percorsi di carriera strutturati e un maggior protagonismo delle professioni sanitarie nei processi decisionali. Inoltre, la Regione porterà il tema anche in ambito della Conferenza delle Regioni in vista di un confronto con il Governo.

L’Accordo integrativo regionale con i Medici di medicina generale

La sua piena attuazione assume valore strategico e diventa lo strumento centrale per l’organizzazione e l’erogazione dei servizi di assistenza primaria, garantendo prossimità, continuità assistenziale e integrazione professionale. L’introduzione delle Aft (Aggregazione funzionali territoriali) rappresenta un cambiamento epocale, garantendo un’estensione dell’offerta ambulatoriale in forma organizzata fino a 12 ore al giorno e prevedendo misure di tutela e sostegno al lavoro dei medici di medicina generale con una particolare attenzione alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

L’appropriatezza prescrittiva

È un tema prioritario: con la sua introduzione, unita a protocolli che ne definiscano i perimetri, si intende governare l’accesso alle prestazioni in modo efficiente, prevenendo il ricorso appropriato alle prestazioni specialistiche. Inoltre, il medesimo principio deve governare anche l’accesso alla specialistica ambulatoriale tramite una revisione e l’ottimizzazione dei percorsi clinico-organizzativi. Un approccio che ha l’obiettivo di migliorare i tempi di attesa e una gestione più efficace degli accessi.

Il rafforzamento della medicina di territorio: Case della Comunità, Pua e Aft

Per affrontare le sfide legate alla crescita delle cronicità e ai nuovi bisogni di salute, il modello di riferimento sarà una sempre più strutturata integrazione tra ospedale e territorio. E pilastro fondamentale di questa strategia sono le Case della Comunità, alle quali è attribuito un ruolo centrale nella pianificazione della sanità territoriale, ancora di più dopo la firma dell’Accordo integrativo regionale e l’introduzione delle Aft. Nelle Case della Comunità, inoltre, saranno collocati prioritariamente i Punti unici di accesso (Pua), vere e proprie porte di ingresso ai servizi sanitari, sociosanitari e sociali, con l’obiettivo di garantire un accesso semplice, equo e uniforme su tutto il territorio regionale, superando frammentazione e percorsi disomogenei.

Il riordino della rete ospedaliera

È condivisa la necessità di una revisione che si fondi su un’analisi del fabbisogno sanitario e sociosanitario della popolazione a livello distrettuale attraverso i profili di popolazione, i determinanti di salute e la stratificazione per profili di rischio. Un’analisi basata su due assi di intervento: ‘orizzontale’, che prevede un’assistenza specialistica per problematiche complesse, e ‘verticale’, che vuole garantire l’accesso in ospedale solo quando necessario, assicurando l’attività dei professionisti sul territorio e a domicilio dalla presa in carico fino al post dimissione.

Le politiche di prevenzione

Sono più efficaci se rese strutturali e con il necessario supporto economico: ecco perché saranno sostenute con un’alleanza tra il mondo sanitario, il sociale, il terzo settore e le istituzioni territoriali a partire dai comuni. Tra le azioni prioritarie figurano iniziative dedicate all’infanzia e ai primi mille giorni di vita, lo sviluppo della promozione della salute nelle case della comunità il rafforzamento dei programmi di screening.

L’impegno per il benessere e la salute mentale

La salute mentale viene riconosciuta come una priorità di intervento per il Sistema sanitario regionale: di fronte a dati che mostrano un netto aumento dei casi e della varietà dei disturbi, con una particolare attenzione alle fasce adolescenziali e giovanili, andranno definiti interventi strutturali e culturali che promuovano modelli di assistenza a forte impronta comunitaria e di integrazione sociosanitaria. Dopo lo stanziamento di 40 milioni di euro definito nel 2025, si vogliono potenziare i Dipartimenti di Salute mentale e Dipendenze patologiche attraverso il rafforzamento dei servizi ambulatoriali, residenziali e ospedalieri, la valorizzazione dello psicologo di comunità e il consolidamento delle reti tra Ausl e servizi sociali.

L’accreditamento dei servizi sociosanitari

Sviluppo e rafforzamento delle cure a domicilio, sostegno alla telemedicina e aggiornamento del sistema di remunerazione dei servizi accreditati da definire entro luglio 2026. Sono i punti principali emersi condivisi da Regione e Cgil, Cisl e Uil in ambito sociosanitario.

Le parti hanno, infatti, condiviso la necessità di superare la situazione di stallo che si era creata l’anno scorso, scegliendo la strada di una governance regionale mirata ad aggiornare e qualificare il sistema in maniera rispondente alle esigenze in tema di non autosufficienza e disabilità. Di fronte a numeri in netto aumento, dunque, si aprirà un tavolo di confronto con l’obiettivo di promuovere all’interno del sistema di accreditamento da un lato le migliori condizioni di lavoro possibile per gli operatori, dall’altro di incrementare la qualità dell’offerta, garantendo un’assistenza infermieristica 24 ore su 24. Previsti investimenti in formazione e un tavolo dedicato esclusivamente a individuare strategie per sostenere l’accesso e la permanenza nei servizi del personale formato, anche attraverso lo sviluppo della contrattazione di secondo livello.

Il confronto sul nuovo sistema di accreditamento partirà entro il primo semestre 2027, in modo che entri in vigore non oltre l’inizio dell’anno successivo.

Prezzi, Ance Emilia Romagna: impennata dei materiali da Costruzione. Subito intervento

Prezzi, Ance Emilia Romagna: impennata dei materiali da Costruzione. Subito intervento
Maurizio Croci

Numerose segnalazioni da parte delle Imprese di rincari ingiustificati sui materiali da costruzione nel territorio dell’Emilia-Romagna. Serve arginare gli effetti speculativi che le tensioni geopolitiche stanno creando sui prezzi. Ma intervenire solo su carburanti e bollette non basta: serve misura ad hoc anche per i materiali non soggetti alle accise.

“Già dalla scorsa settimana, e in aumento nelle ultime ore, stiamo ricevendo
segnalazioni da parte delle nostre Imprese di rincari dei materiali da costruzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri come l’acciaio e con aumenti dei costi di trasporto”, spiega la il presidente di ANCE Emilia Romagna, Maurizio Croci.

“Purtroppo gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime sono già pesanti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia che, nel territorio dell’Emilia-Romagna, è impegnata in uno sforzo importante per portare a termine i lavori del Pnrr nei tempi previsti”, continua il presidente.
Per questo ANCE Emilia Romagna segnala che, senza un intervento urgente, le Imprese saranno costrette a sopportare da sole gli effetti della guerra con pesanti conseguenze sulla tenuta del sistema.
Conclude il presidente di Ance Emilia Romagna, Maurizio Croci: “Ecco perché auspichiamo che il Governo adotti uno strumento per ridurre l’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto”.

Il FablLab Junior di Casa Corsini compie 7 anni

Il FablLab Junior di Casa Corsini compie 7 anniSabato 14 marzo a Casa Corsini si celebrano i sette anni del FabLab Junior, lo spazio educativo e dell’innovazione del Comune di Fiorano Modenese dedicato ai più giovani. Per festeggiare con la cittadinanza e con le scuole del territorio, è in programma una giornata di laboratori gratuiti e gare di robotica a partire dalle ore 11.

Il FabLab Junior è stato inaugurato il 9 marzo 2019 e si è sviluppato a Casa Corsini come “spazio del fare”, dedicato alla STEAM Education, rivolto alla fascia 6-14 anni, con una vocazione pubblica, territoriale e aperta alle famiglie, alle scuole e ai servizi educativi. La struttura è nata con il sostegno di Fondazione di Modena e si è affermata come primo FabLab del territorio regionale progettato in modo specifico per questa fascia d’età.

In questi sette anni di vita ha proposto in modo continuativo laboratori pomeridiani gratuiti di STEAM Education, grazie al sostegno di Fondazione di Modena e del Comune di Fiorano Modenese, con attività settimanali di coding, robotica, tinkering, stop motion e artigianato tecnologico, insieme ai Family Lab che coinvolgono bambini e adulti in esperienze di apprendimento condiviso.

Il FabLab Junior ha sviluppato in modo stabile anche la dimensione scolastica e formativa: sono stati infatti proposti laboratori per classi, percorsi formativi per insegnanti ed educatori, attività personalizzate e il format “FabLab con la valigia”, che porta metodologie e strumenti direttamente nelle scuole e negli spazi dedicati a bambini e ragazzi del territorio.

Negli anni, le centinaia di laboratori gratuiti proposti hanno fatto registrare la partecipazione di bambine e bambini, ragazze e ragazzi e persone con fragilità fisica o psicologica. Il FabLab Junior, con l’associazione Lumen che gestisce le attività, è stato sede di diverse progettualità a livello europeo: progetti Erasmus+ come “EcoSTEAM” dedicato alla formazione dei docenti e ai workshop per studenti con attenzione all’ecologia; “Climax” centrato sul cambiamento climatico e sulla costruzione di toolkit STEAM per insegnanti e ragazzi; “Simul” rivolto al sostegno di insegnanti e alunni delle pluriclassi per rafforzare le competenze STEM; “Jugaad” incentrato sulle STEM e sviluppato con il coinvolgimento delle scuole del territorio.

La giornata di compleanno di sabato 14 marzo si svolgerà a Casa Corsini dalle ore 11 alle ore 18, con attività STEAM gratuite.

Il programma prevede al mattino il Family Lab “Cubetto Raccontastorie”, dalle ore 11 alle ore 12, con attività di coding unplugged per bambine e bambini di 5 anni insieme a un genitore, e, nel pomeriggio, il laboratorio “Lego We-Fly 2.0”, dalle ore 15 alle ore 16, dedicato alla robotica educativa e al coding per la fascia 6-10 anni.

Dalle ore 15.30 la sala civica Giorgio Ambrosoli ospiterà la prima edizione delle Olimpiadi della robotica, con sei squadre, organizzate in collaborazione con le scuole medie “F. Bursi” e “G. Leopardi”, impegnate in una gara a tempo con robot personalizzati.

La partecipazione ai laboratori è gratuita con iscrizione obbligatoria via mail a info@casacorsini.mo.it fino a esaurimento posti, mentre l’accesso del pubblico alla gara pomeridiana è libero.

Festeggiare i sette anni di attività del FabLab Junior significa riconoscere il valore di un progetto educativo che è diventato un punto di riferimento per tante bambine, bambini, ragazze e ragazzi del nostro territorio. A Casa Corsini abbiamo costruito uno spazio in cui la curiosità, la creatività e la tecnologia si incontrano, permettendo ai più giovani di sperimentare, imparare e collaborare.

Dedicare uno spazio a linguaggi STEAM, coding, robotica, e artigianato tecnologico significa offrire strumenti per apprendere in modo innovativo e inclusivo, e la scelta di garantire questi laboratori gratuitamente, rende questa esperienza  accessibile a tutte e tutti, affinché nessuno resti escluso dalle opportunità educative legate ai nuovi linguaggi della tecnologia e della creatività digitale e favorisce l’integrazione e la partecipazione di bambini e ragazzi con esperienze, capacità e provenienze diverse. 

Ringrazio tutte le realtà che hanno reso possibile questo percorso: la Fondazione di Modena, l’associazione Lumen, le scuole del territorio, le associazioni che negli anni hanno collaborato attivamente, gli educatori e tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a far vivere questo spazio, investendo in luoghi e opportunità che mettano al centro i giovani, la loro creatività e le loro risorse.”, sostiene l’assessora alle Politiche Giovanili, Marilisa Ruini.

 

A Formigine la prima edizione del premio Ginkgo d’oro

A Formigine la prima edizione del premio Ginkgo d’oroAl via il percorso per  conferire a chi ha contribuito alla crescita umana e sociale della comunità formiginese (nei campi delle scienze, delle arti, dell’industria, del volontariato o dello sport) il Premio “Ginkgo d’Oro”. Istituito lo scorso ottobre dal Consiglio comunale, il riconoscimento è aperto anche a non residenti che abbiano dato particolare lustro alla città.

Le proposte di attribuzione possono essere formulate dai singoli cittadini, oltre che naturalmente da associazioni, membri della Giunta, del Consiglio Comunale e dei Consigli di Frazione. Le indicazioni, corredate dai necessari elementi informativi e biografici, dovranno essere trasmesse al Comune entro e non oltre il 31 maggio 2026.

Il modulo per le candidature è disponibile sul sito istituzionale del Comune di Formigine, nella sezione Avvisi. La documentazione può essere inviata tramite e-mail all’indirizzo cerimoniale@comune.formigine.mo.it oppure consegnata in formato cartaceo presso lo Sportello del Cittadino in via Unità d’Italia 26.

“Con l’istituzione del premio Ginkgo d’Oro – dichiara la Sindaca Elisa Parenti – vogliamo dare un segno tangibile di gratitudine a chi, con il proprio impegno quotidiano o con gesti straordinari, rende Formigine una comunità più coesa e forte. I ginkgo di Villa Gandini sono testimoni silenziosi della nostra storia e, proprio come loro, vogliamo che questo premio metta radici profonde nel nostro tessuto sociale, celebrando quella capacità di rinascita e quella solidarietà che ci rendono orgogliosi della nostra identità. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare segnalando quelle storie di valore che meritano di essere condivise e onorate”.

Il premio, che ha carattere esclusivamente onorifico e consiste in un riconoscimento simbolico, verrà assegnato entro la fine di luglio per essere poi consegnato ufficialmente durante una cerimonia pubblica nel corso del Settembre formiginese, favorendo così la più ampia partecipazione della cittadinanza.

Post alluvione, Bando paratie: a breve via ai contributi per oltre 1.600 pratiche già ammesse che necessitavano di ulteriore documentazione

Le 475 domande fino a oggi liquidate per il ‘Bando paratie’ promosso dalla Regione erano le uniche “complete”, ovvero con tutta la documentazione necessaria per ricevere il contributo. Per le altre 1.616 già considerate ammissibili, è stata scelta la strada del soccorso istruttorio, venendo in aiuto a chi le ha presentate: questo ha comportato un allungamento dei tempi, ma ha evitato di rigettarne le istanze e a breve comincerà l’erogazione delle risorse. Non solo: i 13,8 milioni di euro in dotazione al bando saranno sufficienti a coprire tutte le richieste di rimborso pervenute in questi mesi, comprese quelle dai territori considerati non prioritari.

Ad annunciarlo, rispondendo a una domanda nella seduta di oggi del question time in Assemblea Legislativa, la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini.

In aula, Rontini ha ricordato che l’erogazione dei fondi è stata possibile fino a oggi solo alle 475 domande “con giustificativi di spesa e pagamento e documentazione fotografica conformi alle indicazioni contenute nel manuale di rendicontazione e alle regole del bando e che non hanno necessitato di integrazioni o richieste di chiarimento in fase di istruttoria”.

Le altre 1.616 pratiche pervenute e considerate ammissibili al pagamento del contributo, ha spiegato Rontini, “non erano complete e molte sono già state oggetto di richieste di integrazione, attraverso lo strumento del ricorso istruttorio”. Ovvero gli uffici della Regione hanno ricontattato chi le aveva presentate, accompagnando le persone passo passo in una corretta rendicontazione: “Si è scelto l’approccio di un confronto diretto con le cittadine e i cittadini, anziché la bocciatura immediata delle istanze. Andando a recuperare in tutti i casi possibili la documentazione mancante, necessaria all’erogazione del contributo, per non lasciare indietro nessuno”.

Dunque, non vi è alcun ritardo nella liquidazione delle richieste: “Con gli atti approvati fino al 31/12/2025 sono state liquidate tutte le istanze effettivamente complete verificate in istruttoria, ovvero 475. Per tutte le altre- ha aggiunto Rontini- si è dato avvio agli step di confronto e verifica con i cittadini”. Così come “nelle prossime settimane saranno liquidate le istanze che, ad esito del confronto e delle verifica, sono state perfezionate dai richiedenti, nonché quelle ulteriori pervenute nei periodi successivi che risultano complete”.

Un’ulteriore novità riguarda la platea di domande che saranno rimborsate, che si amplia e sarà coperta dai 13,8 milioni di euro a disposizione della misura e da risorse proprie della Regione, laddove servano. Dunque, i contributi saranno erogati “anche oltre le 4.986 domande ammesse, comprese quelle presentate negli ultimi giorni di gennaio 2025, fino ad ora prive di copertura finanziaria o che provengono da territori considerati non prioritari. Lo faremo scorrendo le graduatorie, utilizzando le risorse delle donazioni e, qualora sia necessario, mettendo a disposizione ulteriori risorse con l’assestamento di bilancio”, ha assicurato Rontini.

Con il bando paratie sono stati messi a disposizione contributi frutto delle donazioni di famiglie e imprese per l’acquisto e installazione di sistemi o dispositivi di protezione nelle abitazioni, per prevenire o mitigare gli effetti di eventi alluvionali.

Nel dettaglio, sulle 6.902 domande presentate, 4.986 risultano già ammesse e finanziate, di cui 2.895 sono ancora in attesa dei giustificativi di spesa. Per agevolarne la presentazione, recentemente è stato deciso di prorogare da dieci a sedici mesi i termini per la presentazione delle rendicontazioni.

Premiati ieri mattina 30 studenti fioranesi meritevoli

Premiati ieri mattina 30 studenti fioranesi meritevoliSono state consegnate, lunedì sera 9 marzo, a Casa Corsini, le 30 borse di studio che il Comune di Fiorano Modenese mette ogni anno a disposizione degli studenti della scuola secondaria di secondo grado e universitari che si sono distinti per i loro meriti scolastici.

Il sindaco Marco Biagini, gli assessori e i consiglieri comunali presenti hanno consegnato ai ragazzi e le ragazze selezionati un contributo di 500 euro (per gli studenti delle scuole superiori) e di 1000 euro (per gli universitari).

Sono stati premiati per le scuole superiori: Trovato Gabriele, Opoku Lois Asuama, Essoufi Firdaous, Pisani Giada, Salvati Valeria, Bosco Immacolata, Karif Youssef, Ritiro Alessia, Di Spirito Miriam, Bertacchini Mattia, Bombini Siria, De Rosa Rebecca Pia, Santochirico Chiara, Perkeqi Serena, Asti Gloria, Galliano Francesca Pia, Favaroni Giada, Rosato Beatrice, Del Mondo Leonida, Leonardi Chiara.

Mentre gli studenti universitari premiati sono: Pellati Chiara, Ghezal Amira, Montanaro Mirella. Rivi Federico, Bonadonna Giovanni, Bergaminelli Denise, Luca’ Giulia, Capocefalo Lorenzo, Di Benedetto Letizia, Leonardi Viola.

La consegna delle borse di studio rappresenta un momento importante per la nostra comunità, perché ci permette di riconoscere l’impegno, la serietà e la determinazione con cui tanti ragazzi affrontano il loro percorso scolastico. Come Amministrazione crediamo fortemente nel valore della scuola e riteniamo fondamentale sostenere concretamente i giovani che si distinguono nello studio, per questo abbiamo confermato l’impegno economico di 20.000 euro come premio per i nostri ragazzi. Questo risultato non è mai solo individuale: desidero quindi rivolgere un sincero ringraziamento alle famiglie e agli insegnanti che, con dedizione e attenzione, accompagnano ogni giorno i ragazzi nel loro percorso di crescita, incoraggiandoli e sostenendoli anche nelle difficoltà. Agli studenti premiati va il mio più grande complimento e l’augurio di proseguire nel loro percorso con la stessa serietà, passione e determinazione che li ha portati a raggiungere questo importante traguardo“, ha affermato l’assessora alla Scuola, Monica Lusetti.

Mafia e Generazione Z, una mostra in quattro biblioteche del Distretto ceramico

Mafia e Generazione Z, una mostra in quattro biblioteche del Distretto ceramicoAll’interno del progetto GenerAzione Legale, i Comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Sassuolo presentano la mostra fotografica “Gli Invisibili: ammazzati dalla mafia e dall’indifferenza”, a cura di Lavinia Caminiti, integrata con la sezione “Il Magistrato e l’uomo”, visitabile dal 20 al 31 marzo nelle biblioteche dei quattro comuni.

Una serie di scatti che ritraggono i luoghi della Sicilia dove furono barbaramente ammazzati giudici quali Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Gaetano Costa o innocenti come Claudio Domino. In tale contesto, si inserisce il lavoro di Néa Quotidiano, la cui redazione si è posta una domanda giornalisticamente rilevante: se questi magistrati fossero morti oggi, come sarebbe cambiato il racconto dei loro assassinii?

Quattro le inaugurazioni previste (20 marzo alle 18.30 al BLA di Fiorano Modenese, 21 marzo alle 10 al Mabic di Maranello, alle 16 alla Cionini di Sassuolo, alle 18 alla Bertolani Marchetti di Formigine), che si svolgeranno alla presenza dell’autrice e curatrice Lavinia Caminiti e di Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso da Cosa Nostra nel 1992. In programma anche incontri con alcune classi degli Istituti Comprensivi dei rispettivi territori, che visiteranno in anteprima la mostra: il 20 marzo è previsto un incontro a Formigine con Lucia Borsellino.
Per la cittadinanza, l’esposizione sarà visitabile nei giorni e negli orari di apertura delle biblioteche.
Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è dal 1996 la ricorrenza annuale riconosciuta dallo Stato di sensibilizzazione e mobilitazione in ricordo delle vittime delle mafie in Italia, organizzata dalla rete di associazioni anti-mafia Libera.
L’iniziativa congiunta nei comuni del distretto è patrocinata da Avviso Pubblico.

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 11 marzo 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 11 marzo 2026Cielo caratterizzato da nuvolosità diffusa, associata a precipitazioni sparse sugli Appennini e sul settore orientale della regione, dove localmente sui rilievi potranno assumere anche carattere di rovescio o temporale. Dalla notte formazione di foschie anche dense lungo la costa e sulle pianure orientali.

Temperature minime senza variazioni di rilievo, attorno 7/9 gradi e massime in lieve diminuzione, comprese tra 14/16 gradi. Venti deboli di direzione variabile, con rinforzi da sud sui rilievi. Mare poco mosso.

(Arpae)

Verso il sold out per Dianne Reeves al Teatro Carani di Sassuolo

Verso il sold out per Dianne Reeves al Teatro Carani di Sassuolo
Dianne Reeves – immagine fornita dall’Ufficio Stampa del Teatro Carani

Il Teatro Carani di Sassuolo si appresta a vivere una delle serate più attese della sua stagione con il concerto di Dianne Reeves, previsto per venerdì 13 marzo 2026 alle ore 20:45. A pochi giorni dall’evento, restano disponibili solo gli ultimi biglietti per assistere al ritorno in Italia di una delle figure più autorevoli della scena musicale globale. Accompagnata dalla chitarra di Romero Lubambo, Reeves sarà sul palco sassolese per un concerto che accosta il jazz alle sonorità brasiliane e all’R&B, unendo precisione tecnica e intensità espressiva.

La caratura di Dianne Reeves è segnata da un percorso artistico unico, che l’ha vista premiata con cinque Grammy Awards e insignita del titolo di Jazz Master dal National Endowment for the Arts. Prima cantante ad essersi esibita alla Walt Disney Concert Hall e prima Creative Chair for Jazz della Los Angeles Philharmonic, Reeves porta a Sassuolo l’esperienza maturata sui palchi più prestigiosi del mondo, dalle collaborazioni con Wynton Marsalis alla Chicago Symphony Orchestra diretta da Daniel Barenboim. La sua capacità di unire il rigore interpretativo alla libertà dell’improvvisazione, riconosciuta anche dalle lauree ad honorem della Juilliard School e dal Berklee College of Music, trova in questo tour una dimensione raccolta, capace di restituire l’essenza di un talento vocale che non conosce confini.

Per gli ultimi posti ancora disponibili, i biglietti mantengono un costo di 45,00 euro per la platea e 40,00 euro per la prima galleria, mentre la seconda galleria risulta già esaurita. Si ricorda che per questo appuntamento non sono previste riduzioni di prezzo.

I biglietti sono disponibili presso la biglietteria del Teatro Carani in Via Mazzini 28 a Sassuolo oppure online tramite il circuito Vivaticket sul sito web www.teatrocarani.it. La biglietteria è aperta il martedì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30, il mercoledì dalle 15.30 alle 19.30, il venerdì e il sabato dalle 9.00 alle 13.00. Nei giorni di spettacolo la biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dell’evento, mentre per le proiezioni cinematografiche l’apertura è prevista 30 minuti prima della proiezione. Per informazioni è possibile scrivere a biglietteria@teatrocarani.it o chiamare il numero 05361878833.

Beffa nel finale per il Sassuolo: la Lazio passa 2-1 all’Olimpico

Beffa nel finale per il Sassuolo: la Lazio passa 2-1 all’Olimpico
foto sassuolocalcio.it

Una sconfitta amara, maturata proprio quando il Sassuolo sembrava poter portare a casa almeno un punto. Allo stadio Olimpico, insolitamente semivuoto con appena 5.000 spettatori presenti per la protesta della tifoseria biancoceleste, la Lazio supera i neroverdi 2-1 nel posticipo che chiude la 28ª giornata di Serie A. Decisivo il gol di Marusic al 92’, nato da un’incertezza difensiva difficile da spiegare per la squadra di Fabio Grosso.

Il Sassuolo esce comunque dall’Olimpico con la sensazione di aver giocato una partita aperta e combattuta, in cui avrebbe potuto anche trovare il colpo grosso.

Avvio shock, Lazio subito avanti.

La gara si mette subito in salita per i neroverdi. Dopo appena due minuti la Lazio passa in vantaggio sfruttando una disattenzione difensiva del Sassuolo su una rimessa laterale battuta nella metà campo laziale. Isaksen parte indisturbato, percorre metà campo e conclude verso la porta: Idzes devia ma finisce per spiazzare Muric. Sulla palla si avventa Maldini che, dopo aver saltato Garcia con una finta, deposita in rete da pochi passi.

Un inizio complicato per la squadra di Grosso, sorpresa dall’intensità dei padroni di casa. La Lazio sfiora anche il raddoppio poco dopo con Isaksen di testa su calcio d’angolo.

Laurienté rimette tutto in equilibrio.

Con il passare dei minuti il Sassuolo prende coraggio e prova a riorganizzarsi. Nzola al 27’ sfiora il pareggio con un diagonale deviato da Romagnoli che termina in angolo.

Il gol dell’1-1 arriva al 35’ ed è il risultato di una splendida azione corale. Nzola dialoga con Thorstvedt, Laurienté si inserisce con un velo intelligente e riceve di nuovo il pallone: controllo e tiro potente che si infila tra palo e portiere. Un gol di qualità che ristabilisce la parità e premia la crescita dei neroverdi.

Si va al riposo sull’1-1 dopo un primo tempo vivace, con qualche episodio discusso – come la caduta di Maldini in area su Lipani – valutato regolare dall’arbitro Alberto Ruben Arena.

Ripresa più bloccata, ma occasioni per entrambe.

Nella ripresa i ritmi calano sensibilmente, ma le occasioni non mancano. Il Sassuolo sfiora il vantaggio al 60’: il cross di Garcia viene deviato da Gila e la palla prende una traiettoria imprevedibile che colpisce la traversa. Sull’azione successiva Koné calcia alto da buona posizione.

La Lazio risponde con alcune conclusioni dalla distanza e con una chance importante per Isaksen, che però spreca tentando uno scavetto davanti a Muric.

All’80’ altra grande opportunità per i neroverdi: Laurienté e Doig trovano sulla loro strada un attento Motta che salva i biancocelesti con due interventi decisivi.

Il finale beffardo

Quando la partita sembra ormai destinata al pareggio, arriva l’episodio che decide il match. Al 92’ Cancellieri crossa dalla destra, Muric sbaglia il tempo dell’uscita e Marusic lo anticipa di testa firmando il 2-1 che fa esplodere i pochi tifosi presenti all’Olimpico.

Un errore pesante che condanna il Sassuolo proprio nel momento in cui il punto sembrava ormai in tasca.

Sassuolo, occasione sfumata

Il triplice fischio sancisce la vittoria della Lazio e lascia al Sassuolo più di un rimpianto. I neroverdi hanno giocato una partita coraggiosa, creando occasioni importanti e sfiorando più volte il vantaggio nella ripresa.

A fare la differenza è stato un episodio nel recupero. Una disattenzione che costa cara e che trasforma una serata che poteva essere positiva in una sconfitta difficile da digerire.

Nuova edizione BookTribu del romanzo storico di Elisa Guidelli dedicato a Matilde di Canossa

Nuova edizione BookTribu del romanzo storico di Elisa Guidelli dedicato a Matilde di CanossaE’ uscita l’8 marzo 2026 la nuova edizione de Il romanzo di Matilda, il romanzo storico di Elisa Guidelli (Eliselle) dedicato alla figura di Matilde di Canossa, una delle protagoniste più affascinanti e influenti della storia medievale italiana.

Ambientato nell’XI secolo, il libro racconta la vita della potente contessa che segnò profondamente gli equilibri politici e religiosi del suo tempo. Tra intrighi imperiali, guerre, diplomazia e grandi scelte di fede, la storia segue Matilde nel momento cruciale dello scontro tra papato e impero, quando decide di sostenere papa Gregorio VII contro l’imperatore Enrico IV durante la lotta per le investiture.

Attraverso una narrazione avvincente e ricca di dettagli storici, Elisa Guidelli riporta in vita il Medioevo italiano e la figura di una donna che seppe esercitare un potere straordinario in un’epoca dominata dagli uomini. Il romanzo intreccia storia e narrazione, offrendo al lettore un affresco intenso fatto di battaglie, strategie politiche e profonde tensioni spirituali.

Negli anni il libro ha conquistato numerosi lettori, in particolare nelle terre matildiche, dove la memoria della contessa è ancora oggi molto viva. Per questo motivo BookTribu ha deciso di riproporre il titolo in una nuova edizione, nella collana dedicata I Ritrovabili, rendendolo nuovamente disponibile per librerie e lettori appassionati di romanzi storici e storia medievale.

Scheda del libro
Titolo: Il romanzo di Matilda
Autrice: Elisa Guidelli (Eliselle)
Editore: BookTribu
Pagine: 360
Formato: 14,8 × 21 cm
Prezzo: 24 €
ISBN: 979-12-5661-182-9
Uscita: 8 marzo 2026

L’autrice
Elisa Guidelli, conosciuta anche con lo pseudonimo Eliselle, è autrice di romanzi e saggi storici. Da anni si occupa di divulgazione e narrativa legata al Medioevo italiano, con particolare attenzione alle figure femminili che hanno segnato la storia.

 

Limite di velocità 30km/h su tre strade provinciali

Limite di velocità 30km/h su tre strade provincialiNei territori di Marano sul Panaro, Castelvetro, Maranello e Serramazzoni, sono istituiti limitazioni alla velocità massima a 30 chilometri orari per tutti i veicoli, sia a due ruote che a quattro ruote, a causa del fondo stradale che non consente di assicurare la percorribilità in condizioni ottimali.

In particolare i limiti sono attivi lungo la strada provinciale 18 da Levizzano Rangone (all’altezza di via Braglia) a Riccò di Serramazzoni, lungo la strada provinciale 21 da Marano sul Panaro al “bivio del Malandrone con la ss12) e da Ospitaletto a San Dalmazio e infine lungo la strada provinciale 41 Via Vandelli lungo tutto l’asse viario dalla ss12 al bivio di Puianello.

La carreggiata dei seguenti tratti stradali presenta avvallamenti e in alcuni casi la pavimentazione risulta essere tassellata, per cui la Provincia di Modena sta predisponendo la progettazione necessaria per eseguire, una volta reperite le risorse finanziarie, tutti gli interventi di sistemazione necessari.

Pesca, controllo e gestione della popolazione dei cormorani, l’assessore Alessio Mammi scrive al Governo

Pesca, controllo e gestione della popolazione dei cormorani, l’assessore Alessio Mammi scrive al GovernoEstendere le azioni di contenimento dei cormorani anche alle acque libere e ai laghi di pesca sportiva, oggi escluse dagli interventi già consentiti nell’acquacoltura. Promuovere un coordinamento nazionale nella gestione della specie e istituire un tavolo tecnico finalizzato all’elaborazione di un Piano nazionale di vigilanza sul cormorano, con l’obiettivo di conciliare la tutela dell’avifauna con la salvaguardia della biodiversità ittica autoctona e delle attività economiche e sociali legate alla pesca.

Sono le richieste avanzata dall’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, in una lettera indirizzata ai ministri Francesco Lollobrigida (Agricoltura, sovranità alimentare e foreste) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e sicurezza energetica). Tra le priorità anche il nuovo piano, che la Regione sottoporrà a Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, per il parere di competenza, con lo scopo di estendere le azioni già in essere anche al di fuori delle attività di allevamento ittico, includendo anche i laghi di pesca sportiva, che rappresentano un importante presidio sociale ed economico per molte aree interne della regione.

Il cormorano è una specie protetta ai sensi della legge 157 del 1992 e della Direttiva europea 2009/147/CE. La normativa prevede tuttavia la possibilità di deroghe in situazioni eccezionali, ad esempio in presenza di danni gravi alle produzioni. Per questo la Regione Emilia-Romagna, nel pieno rispetto del quadro normativo nazionale ed europeo, ha già attivato un articolato sistema di prevenzione, indennizzo e gestione. Dal 2021 è in vigore, infatti, un Piano quinquennale di controllo del cormorano che ha finalità prevalentemente dissuasiva ma che in casi specifici, attuati da personale formato, consente interventi di prelievo, limitatamente alla tutela delle attività di allevamento ittico.

“Nonostante l’impegno già profuso dalla nostra Regione, la pressione esercitata dalla specie continua a pesare su ecosistemi acquatici già messi alla prova dai cambiamenti climatici e dalla presenza di specie invasive- afferma l’assessore Mammi-. In questo difficile contesto, chiediamo di poter intervenire in modo più efficace anche al di fuori delle attività di allevamento ittico, includendo  fra gli altri anche i laghi di pesca sportiva, che rappresentano un importante presidio sociale ed economico per molte aree interne della regione. Questo è quanto avevamo chiesto nel 2025 ad Ispra e riproporremo a breve, ma crediamo serva anche una riflessione più generale sulla problematica, perché il tema interessa trasversalmente diverse Regioni italiane”.

“L’obiettivo è equilibrare la tutela dell’avifauna con la salvaguardia della biodiversità ittica autoctona e delle attività economiche e sociali connesse che oggi registrano una pressione eccessiva- prosegue Mammi-. Come Regione confermiamo la piena disponibilità a un confronto tecnico e politico con i ministeri competenti e con Ispra, per individuare soluzioni di lungo periodo condivise, fondate su evidenze scientifiche e coerenti con il quadro normativo europeo. Non possiamo disperdere un valore sociale ed economico e di biodiversità, che negli anni è stato costruito attraverso il contributo della Regione e di tante persone”.

A Formigine nasce il “Bosco della Vita”

A Formigine nasce il “Bosco della Vita”Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori in via Giusti a Formigine per la creazione del ‘Bosco della Vita ANT’. L’intervento è partito con la preliminare sistemazione dei vialetti e vedrà la nascita, al suo interno, anche di un ‘Giardino degli insetti impollinatori’. Il progetto è stato reso possibile da un accordo sottoscritto tra il Comune di Formigine e Fondazione ANT, finalizzato alla creazione di un’oasi di biodiversità dedicata alla memoria delle attività svolte dalla stessa Fondazione. Con questo intervento, ANT rinnova il proprio impegno solidale e sostenibile, in cui la cura ed il benessere della persona si accompagnano alla tutela dell’ambiente.

Il progetto prevede la piantumazione di alberi e arbusti, che contribuiranno alla riduzione della CO2 e al miglioramento della qualità ambientale dell’area. In particolare, saranno messe a dimora 45 piante arbustive per il Bosco della Vita, tra cui ciliegio, melo, pero e nocciolo. Accanto alla componente arborea, sarà realizzato un giardino dedicato agli insetti impollinatori, con erbe aromatiche, rosa canina e Buddleia, oltre al Bug Hotel, ossia un insieme di strutture ecologiche in legno, canne e materiali naturali usati come nidi o aree di svernamento per insetti utili (api solitarie, coccinelle). I lavori comprendono inoltre la creazione di vialetti pedonali in ghiaino, aree di sosta e un impianto di irrigazione a goccia, necessario a garantire la cura e lo sviluppo delle nuove piantumazioni.

ANT Modena si farà carico della realizzazione del Bosco con la messa a dimora delle piante e la relativa urbanistica, mentre il Comune di Formigine ha messo a disposizione l’area di 6.900 metri quadrati e, al termine dei lavori, si occuperà della manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurando continuità e valorizzazione nel tempo.

Il Bosco della Vita è un progetto aperto alla partecipazione di tutta la comunità. Cittadini e aziende possono contribuire alla sua realizzazione adottando un albero attraverso una donazione, sostenendo così un’iniziativa che unisce valore ambientale e impegno sociale. Per ricevere informazioni o prenotare il proprio albero è possibile contattare la Fondazione ANT Franco Pannuti ETS – Delegazione di Modena: Telefono: 059 239181 – Email: delegazione.modena@ant.it

“Fondazione ANT Franco Pannuti ETS, – dichiara la Delegata ANT Modena, Maria Concetta Pezzuoli, – rafforza così il proprio impegno per l’ambiente e per il territorio, con la realizzazione del terzo Bosco della Vita ANT in provincia di Modena, dopo le esperienze già avviate nel capoluogo e a Mirandola. Il nuovo intervento, nel Comune di Formigine, contribuirà inoltre alla crescita e alla valorizzazione del patrimonio verde locale. L’iniziativa rientra nel progetto “Boschi della Vita”, che traduce in un gesto concreto i valori di cura e speranza che guidano l’attività di assistenza oncologica svolta dalla Fondazione”.

Dichiara l’Assessora al verde pubblico Giulia Malvolti: “Grazie di cuore a Fondazione ANT per aver scelto il territorio di Formigine per un progetto di così alto valore sociale e ambientale. Questa iniziativa contribuisce agli obiettivi di forestazione urbana dell’Amministrazione e offre alla comunità uno spazio di memoria e bellezza, aperto e condiviso”.

Il progetto è realizzato grazie al contributo di Fondazione di Modena e il supporto del Gruppo Modenese Scienze Naturali.

 

Al via il primo Forum sull’Economia urbana: hub urbani e di prossimità la ricetta dell’Emilia-Romagna per valorizzare le città e i borghi, sostenendo enti locali e imprese

Al via il primo Forum sull’Economia urbana: hub urbani e di prossimità la ricetta dell’Emilia-Romagna per valorizzare le città e i borghi, sostenendo enti locali e impreseRendere più attrattivi i centri storici, i borghi e le aree commerciali di vicinato, sostenendo enti locali e imprese per garantire alle comunità locali più servizi e benessere. A due anni dall’approvazione della legge regionale sul Commercio, la Regione ha fatto il punto oggi nel primo Forum sull’Economia urbana organizzato a Bologna, nell’Aula magna “Irma Bandiera”, con il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora al Commercio, Turismo e Sport, Roberta Frisoni. Presente la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini, insieme a esperti, due Clust-ER Economia urbana e Turismo, associazioni di categoria, sindache, sindaci e amministratori locali.

Un momento di confronto anche sul percorso dei Comuni già qualificati come hub urbani o di prossimità e che potranno partecipare al primo bando, aperto a febbraio e in chiusura a metà aprile, finanziato da viale Aldo Moro con 14 milioni di euro. Obiettivo, sostenere gli enti locali nello sviluppo delle progettualità condivise con le associazioni di categoria e il mondo delle imprese locali, una delle misure più innovative previste dalla legge regionale, nel biennio 2026-2027.

E con un annuncio importante che il presidente de Pascale e l’assessora Frisoni hanno condiviso con la platea del Forum. A questo primo bando ne seguirà a breve un altro, in via di definizione, che porterà alla rete commerciale dell’Emilia-Romagna altri 10 milioni di euro.

“Il nostro impegno a sostegno del commercio non arretra di un millimetro- ha commentato il presidente de Pascale-. Anzi, oggi rilanciamo con un nuovo bando da 10 milioni di euro che sarà approvato a breve dalla Giunta, un patto che qui, nel primo Forum sull’Economia urbana, prendiamo con i rappresentanti di uno degli asset strategici dell’economia dell’Emilia-Romagna. Vogliamo restare al fianco delle nostre imprenditrici e dei nostri imprenditori che, con il loro lavoro, contribuiscono alla vitalità dei centri cittadini, soprattutto in un momento come questo dove alla concorrenza delle grandi piattaforme tecnologiche si affianca uno scenario geopolitico complicato da guerre, aumento delle materie prime e crisi energetica, con serie ripercussioni sulla capacità di spesa delle famiglie. Anche per questo abbiamo deciso di sostenere un modello di sviluppo locale che punta al rilancio dei centri cittadini e al commercio di prossimità, costruendo ecosistemi urbani e turistici integrati, in grado di generare sviluppo sostenibile, nuova occupazione, coesione e una maggiore attrattività. Misure fondamentali ma non sufficienti, che ci impegniamo infatti a portare all’attenzione nazionale ed europea. Ogni nuova insegna che nasce e illumina le nostre città e i nostri paesi è indice di vita, presidio e benessere per le comunità, un patrimonio che dobbiamo rafforzare e sostenere”.

“Abbiamo voluto un momento di riflessione collettiva su una delle politiche strategiche dell’Emilia-Romagna per confrontarci sul percorso attuato fino ad ora-  ha sottolineato l’assessora Frisoni- e per gli step successivi che in questi anni dovremo portare avanti con tutti gli attori del sistema per accompagnare in modo strutturale il rilancio delle nostre città e il sostegno alle imprese e al commercio di vicinato, che sempre di più sono visti anche come un presidio sociale nelle nostre comunità.  Il bando da 14 milioni di euro a cui possono accedere i Comuni che hanno già ottenuto il riconoscimento di hub è il primo in attuazione della legge regionale sull’Economia urbana ed è stato frutto di un confronto trasversale. Confronto che ci accompagnerà costantemente per monitorare gli sviluppi e raccogliere suggerimenti che consentano di leggere in tempo reale quelle che sono le esigenze dei territori e delle imprese in momenti di grandi e veloci cambiamenti del contesto globale”.

Sono 44 i Comuni dell’Emilia-Romagna che hanno già ottenuto il riconoscimento di hub urbani o di prossimità, e che possono quindi candidare i propri progetti al bando, in corso. Contemporaneamente, altri Comuni si preparano a candidarsi, entro il 31 marzo, per accedere al riconoscimento.

“Oggi abbiamo annunciato anche un’ulteriore, importante azione a sostegno delle imprese del commercio- ha aggiunto l’assessora-: un bando da 10 milioni di euro con risorse europee, per sostenerne investimenti e innovazione. Siamo al lavoro per trovare procedure che agevolino la partecipazione snellendo il più possibile gli aspetti prettamente burocratici. Perché sappiamo bene che anche la burocrazia è un costo per le imprese ed è un elemento su cui a gran voce, in tutti i settori, è richiesta una forte attenzione da parte delle amministrazioni pubbliche, a tutti i livelli”.

Hub urbani e di prossimità, il bando in corso

Quattordici milioni di euro. A tanto ammontano le risorse regionali destinate, tramite il bando pubblicato a febbraio, a sostegno dello sviluppo degli hub urbani e di prossimità, strumenti strategici per rafforzare il commercio locale, migliorare la qualità degli spazi pubblici e rendere più attrattivi e vivi i centri urbani e le aree di prossimità. Il bando è valido per il biennio 2026-2027.

La misura, rivolta ai Comuni con hub già riconosciuti dalla Regione, finanzia dunque progetti integrati che comprendono tre tipologie di intervento: riqualificazione e rigenerazione urbana di spazi pubblici e aree di mercato, con interventi su arredo e decoro, illuminazione, accessibilità, mobilità sostenibile; promozione e animazione degli hub con attività di comunicazione, eventi, marketing territoriale, servizi comuni e hub management; sostegno alle imprese con contributi per apertura, ristrutturazione e ammodernamento dei locali, innovazione digitale, nuove attrezzature e arredi, con priorità a giovani e donne.

La legge regionale sull’economia urbana

La legge regionale 12 del 2023 (“Sviluppo dell’Economia urbana e qualificazione e innovazione della rete commerciale e dei servizi”) ha aggiornato le politiche rivolte alla qualificazione della rete commerciale e distributiva dei centri urbani in un’ottica più vasta, che guarda all’Economia urbana come motore dello sviluppo delle aree cittadine e delle comunità locali, innovando gli strumenti per la qualificazione e innovazione delle strutture e delle imprese e le azioni di marketing delle aree commerciali.   Gli hub urbani e di prossimità – riconosciuti dalla Regione e previsti all’articolo 2 della legge – sono attualmente 63: coprono tutto il territorio dalle grandi città ai piccoli comuni delle aree interne e appenniniche. Gli hub possono accedere all’assegnazione delle risorse stanziate tramite il bando (da 14 milioni) per realizzare interventi di qualificazione, sviluppo e promozione.

# ora in onda #
...............