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martedì, 7 Aprile 2026
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Nuove telecamere a Fiorano Modenese: potenziata la rete di videosorveglianza

Nuove telecamere a Fiorano Modenese: potenziata la rete di videosorveglianzaProsegue a Fiorano Modenese la realizzazione del progetto di videosorveglianza voluto dall’Amministrazione, che mira a rendere più sicuro il territorio fioranese, offrendo alle forze dell’ordine ulteriori strumenti per monitorarlo.

A fine marzo saranno 17 le nuove telecamere nuove installate nel primo trimestre 2026: 7 nel parcheggio del polo scolastico di via Ghiarella, 8 presso il cimitero di Fiorano e 2 che saranno installate a fine mese a Villa Cuoghi.

Questi dispositivi si aggiungono alle quattro telecamere di contesto e ai varchi di lettura targhe installati lo scorso anno e anche alle diverse telecamere che, in collaborazione con Hera, si stanno installando sul territorio per prevenire l’abbandono dei rifiuti.

In particolare, grazie alla convenzione con il gestore dei servizi cimiteriali, è stato possibile installare 8 telecamere ad alta risoluzione, all’interno del cimitero di Fiorano, posizionate in modo da favorire il monitoraggio puntuale di tutti gli accessi e permettere di verificare ogni transito sospetto. La configurazione dei dispositivi garantisce la copertura di ampie zone, dei percorsi pedonali e perimetrali, riducendo le aree d’ombra, per tutelare al meglio l’area e i visitatori.

“Da tempo i cittadini sollecitavano maggiore attenzione sulla sicurezza e i controlli nei nostri cimiteri. Siamo molto soddisfatti di poter annunciare, avendo rispettato i tempi che ci eravamo dati, l’installazione di un impianto di videosorveglianza al cimitero di Fiorano nell’interesse della nostra comunità.”, dichiara il sindaco Marco Biagini.

Ripartita l’offerta formativa di alta specializzazione

Sono partite le nuove edizioni delle Operazioni di alta specializzazione DATALAB e GREENCOMP, giunte rispettivamente alla quinta e alla seconda edizione, promosse dalla Regione Emilia-Romagna e sostenute da un largo partenariato costituito da una rete di enti formativi, da numerose imprese e dagli atenei del territorio (UniMoRe, Alma Mater Studiorum di Bologna, Università degli Studi di Ferrara, Università di Parma, Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore).

Nelle nuove Operazioni i requisiti di accesso si allargano: possono accedere studenti universitari e chi ha conseguito titoli di alta specializzazione da non oltre 36 mesi (laurea, dottorato, diploma AFAM e ITS), residenti o domiciliati in regione, per acquisire competenze specialistiche trasversali e tecniche innovative.

Si conferma una visione strategica, legata alla Legge regionale di attrazione e trattenimento di talenti sul territorio, che prevede un’offerta formativa integrata e complementare ai percorsi universitari curriculari. L’obiettivo principale è ibridare i profili professionali di ogni ambito disciplinare e dare slancio competitivo al sistema economico e sociale iniettando alte competenze digitali e green nelle organizzazioni, come chiave primaria per governare – e non subire – il cambiamento.

L’Operazione DATALAB promuove lo sviluppo di conoscenze e competenze specialistiche in ambito digitale avanzato, applicabili trasversalmente a diversi settori e professioni. I percorsi formativi comprendono temi quali big data, cybersecurity, machine learning e deep learning, business intelligence, data journalism e marketing analytics, con l’obiettivo di formare professionisti in grado di rispondere alle sfide della trasformazione digitale.

L’Operazione GREENCOMP ha come obiettivo lo sviluppo di competenze tecniche o trasversali per attuare una transizione verde e sostenibile che dia vantaggio alle imprese e al tessuto sociale e produttivo in termini di impatto e risparmio energetico. Vengono sviluppate competenze fondamentali per abilitare nuovi modelli di comunità, di business e di mercato e per favorire un’accelerazione positiva, che tenga insieme la qualità del lavoro, il rispetto dell’ambiente, la produttività.

Entrambe le Operazioni offrono corsi formativi modulabili della durata di 60 o 80 ore che i partecipanti possono inserire all’interno di un percorso strutturato e flessibile, nell’arco dei 24 mesi di durata dei progetti e col supporto del personale didattico degli enti coinvolti. In questo modo ognuno potrà scegliere e frequentare i corsi più idonei e compatibili con il proprio percorso universitario, i propri obiettivi di inserimento nel mercato del lavoro e di sviluppo della propria carriera.

I progetti sono realizzati in più edizioni, con modalità e orari tali da rispondere anche ad esigenze di conciliazione con i tempi di studio, lavoro ed eventuali carichi familiari. Approfondimenti e requisiti per la partecipazione sui portali dedicati www.bigdata-lab.it e www.green-comp.it.

A completamento dell’offerta, promosso attraverso lo stesso canale di finanziamento e con gli stessi obiettivi, è attivo fino a dicembre 2026 anche il progetto MANAGERLAB, con corsi da 40 ore che promuovono lo sviluppo delle competenze manageriali (www.managerlab.it).

Al termine dei percorsi è previsto il rilascio di open badge (attestazioni digitali di frequenza) realizzati in collaborazione con Reiss Romoli attraverso la piattaforma MY OPEN BADGE.

«Queste Operazioni rappresentano un tassello fondamentale per la strategia di attrazione e valorizzazione dei talenti: mirano a trattenere competenze sul territorio regionale e creare nuove opportunità professionali ad alto valore aggiunto, in stretta connessione con il sistema universitario e produttivo dell’Emilia-Romagna – sottolinea Emanuela Pezzi, Amministratore Delegato di Formindustria Emilia-Romagna. L’obiettivo comune con la Regione è promuovere un sistema integrato di apprendimento permanente, capace di offrire opportunità flessibili e accessibili di aggiornamento e riqualificazione per tutti, con particolare attenzione alle competenze imprenditoriali e digitali. Anticipando l’evoluzione dei fabbisogni professionali espressi dal mercato del lavoro e investendo in competenze strategiche per rafforzare la transizione digitale ed ecologica del territorio, si rafforza la capacità delle persone di adattarsi ai cambiamenti economici, tecnologici e ambientali. È una scelta che mette al centro talenti, imprese e innovazione, trasformando le grandi sfide globali in opportunità concrete di crescita, occupazione qualificata e competitività per l’Emilia-Romagna».

Le politiche regionali promuovono da anni percorsi di alta specializzazione e ci vedono protagonisti nella diffusione di competenze strategiche per il futuro: con Big DataLab sul fronte dei dati e dell’innovazione digitale, con Greencomp e ManagerLab sui temi della transizione verde e dello sviluppo manageriale” ha commentato Umberto Lonardoni, Direttore generale di Ifoa. “Il successo delle precedenti edizioni ha consolidato un modello di alta formazione capace di connettere università, lavoro e trasformazioni in atto, tanto a livello regionale quanto in uno scenario più ampio, attraversato da normative e iniziative europee come l’AI Act, il Green Deal e l’Agenda 2030. Nelle nostre aule entrano giovani con percorsi universitari in corso o appena conclusi, spesso già inseriti nel mondo del lavoro, che scelgono di rafforzare metodi, strumenti e competenze tecniche e trasversali. L’obiettivo di ogni percorso è costruire insieme nuovi scenari organizzativi, anche quando appaiono incerti, e aprire una riflessione su modelli di sviluppo sostenibili e innovativi.

Maranello Nuoto sfida l’Italia a squadre: 2° posto al debutto del Team Lifesaving Challenge

Maranello Nuoto sfida l’Italia a squadre:  2° posto al debutto del Team Lifesaving ChallengeIl 1° Trofeo Team Lifesaving Challenge è una creatura della SA-FA 2000 di Torino: l’idea semplice e coraggiosa insieme, era radunare le migliori sedici società italiane e farle sfidarsi in un campionato a squadre sul modello della Coppa Brema, due atleti per gara, staffette comprese, tempi trasformati in punti. L’adesione finale si è fermata a otto club, ma la qualità non è mancata e il programma, con batterie al mattino e finali al pomeriggio, non ha lasciato un momento di respiro agli atleti.

Maranello Nuoto ha chiuso seconda con 751 punti, alle spalle dei padroni di casa della SA-FA 2000 (786 punti). Soli 3 punti dividono invece i gialli dal terzo posto dei Vigili del Fuoco Giovanni Salza (748): una classifica cortissima, decisa davvero solamente all’ultima gara.

“Molto, molto bravi” chiosa coach Sfondrini “sia i ragazzi che le ragazze”, ma tra i gialli emergono Andrea Dallari che ha vinto i 100 manichino pinne in finale (45.43) e ha chiuso 2° nel 200 superlifesaver (2’09.39). Riccardo Bartolacelli ha portato a casa il 2° posto nei 200 nuoto con ostacoli (1’59.32, a un decimo dal vincitore) e nel 50 trasporto manichino (30.38). In campo femminile Nicole Carzacchi ha raccolto un 2° posto nel 200 superlifesaver (2’29.35) e un 3° nei 200 ostacoli (2’18.85). Arianna Blasi ha dominato la batteria della 100 manichino pinne torpedo (1’02.60) e ha chiuso 2^ in finale (1’01.57).

Il format a squadre ha esaltato anche la profondità del gruppo che ha visto le prove di squadra ad altissimo livello. La 4×50 ostacoli femminile ha conquistato il secondo posto in finale (2’00.23), la 4×50 mista femminile il terzo (1’49.03), la 4×50 ostacoli maschile il terzo (1’48.22) e la 4×25 manichino femminile il secondo (1’25.04). La ciliegina sulla torta è arrivata dalla line throw con Sofia Ingrami e Giorgia Biondi vincenti in finale con un netto 12.96.

A 35 punti dalla vittoria e 3 sopra il terzo posto: Maranello torna a casa con un secondo posto pesante e la consapevolezza di potersela giocare con chiunque. Il Team Lifesaving Challenge è un format che funziona e chissà che la FIN non decida di renderlo una reale caccia allo scudetto.

Aziende sanitarie, medici di medicina generale e specialisti uniti sull’appropriatezza prescrittiva

Aziende sanitarie, medici di medicina generale e specialisti uniti sull’appropriatezza prescrittivaUn percorso di lungo periodo, che ha visto numerosi incontri e un lavoro comune a partire da un assunto condiviso, ormai confermato da diversi studi a livello nazionale: agire solamente su un costante aumento dell’offerta di visite ed esami non migliora i tempi di attesa per i cittadini, né si vive di più e meglio dove si consumano più visite ed esami. È invece possibile aumentare l’accesso alle prestazioni governando in modo più efficace la domanda. Come? Con un’attenta analisi delle prescrizioni da parte di MMG e specialisti, l’impegno a ridurre la variabilità nei comportamenti prescrittivi e a rispettare criteri regionali e linee guida, infine l’utilizzo nell’ambulatorio di strumenti utili ad approfondire la valutazione delle condizioni del paziente. E’ così possibile dare ciò che serve, a chi serve e quando serve.

Mostrano effetti concreti sui tempi di attesa i dati relativi ai primi cinque mesi di applicazione dell’accordo locale con i Medici di medicina generale, frutto del lavoro congiunto tra Aziende sanitarie modenesi, medici di medicina generale e specialisti di tutto il territorio provinciale.

Oggi la prima presentazione del percorso, sviluppato tramite accordi locali ma pienamente coerente con il nuovo Accordo Integrativo Regionale (AIR) che l’Assessore alla sanità della Regione Emilia-Romagna Massimo Fabi ha illustrato ai media provinciali e, in un successivo incontro, al mondo professionale modenese. Presenti insieme a lui il Presidente e Vicepresidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, Massimo Mezzetti e Fabio Braglia, i Direttori generali delle Aziende sanitarie modenesi Mattia Altini, Luca Baldino e Stefano Reggiani e i rappresentanti di Federazione italiana Medici di medicina generale (Fimmg) e Ordine dei medici di Modena, oltre a numerosi professionisti che hanno direttamente lavorato al progetto modenese.

Un progetto che ha visto un miglioramento significativo dell’attività di prescrizione di visite ed esami, il cosiddetto comportamento prescrittivo, con una riduzione della variabilità ingiustificata nelle prescrizioni tra un professionista e l’altro. Questo significa che oggi, a parità di pazienti, i medici prescrivono in modo più omogeneo (sono diminuiti i casi di ipo o iper-prescrizione). Non solo, tra gli effetti più rilevanti vi è anche la riduzione delle richieste di prestazioni con quesiti diagnostici generici o aspecifici, cioè prive di un chiaro obiettivo da indagare. Ciò significa che oggi lo specialista si trova di fronte a richieste di esami sempre più motivate da indicazioni cliniche precise e aderenti a criteri clinici e linee guida. Vale a dire, sempre più appropriate.

L’aumento dell’appropriatezza ha avuto come primo effetto un incremento della percentuale di prescrizioni appropriate prenotate (cioè quelle che rispettano i criteri e le linee guida), con un utilizzo più efficiente delle agende disponibili. Dunque, oggi più persone possono trovare il posto per la visita che è necessaria, e più persone trovano posto nei tempi previsti.

Un impegno che non si esaurisce, ma che si rafforza per arrivare al rispetto dei tempi di attesa: già ad oggi, i giorni mediani di attesa relativi ai cittadini che accettano la prima disponibilità offerta dall’Azienda per la prima visita dermatologica (per la priorità D da erogare entro 30 giorni) si sono ridotti da 51 a 28, quelli per la prima visita oculistica da 47 a 25 e, quanto agli esami strumentali (qui la priorità D prevede l’erogazione entro 60 giorni), vi è stata una riduzione da 70 a 28 giorni sulle colonscopie e da 50 a 26 giorni sulle gastroscopie.

“Prescrivere meglio, non prescrivere meno. A pochi mesi dall’entrata in vigore di questo accordo territoriale, possiamo dire che abbiamo centrato l’obiettivo che avevamo in mente – dichiara l’Assessore alla Sanità Massimo Fabi –: aumentare la tutela della salute delle nostre comunità, limitare le prestazioni e i farmaci non necessari e migliorare i tempi delle liste di attesa. Questi dati sono molto positivi e incoraggianti e dimostrano che quella di Modena è un’esperienza che potrà essere estesa, nel solco del nuovo Accordo integrativo regionale. Un risultato merito della collaborazione proficua tra l’Azienda sanitaria, i professionisti e gli operatori e i Medici di medicina generale, che saranno sempre più al centro della nostra idea di una salute vicina ai bisogni di cittadine e cittadini”.

“Il percorso avviato sul territorio modenese dimostra che lavorare insieme, condividere i dati e mettere al centro le necessità reali dei cittadini produce risultati concreti – osservano i DG di Ausl, Aou, Ospedale Sassuolo Spa -. La riduzione della variabilità prescrittiva e l’aumento dell’appropriatezza sono il frutto di un lavoro comune che valorizza il ruolo dei medici di medicina generale e rafforza la collaborazione tra loro, con le aziende sanitarie e con gli specialisti. Il metodo utilizzato – analisi di dati, confronto tra professionisti e nuove tecnologie diagnostiche – sta migliorando per i modenesi l’accesso alle prestazioni per le priorità clinicamente rilevanti. È questa una delle direttrici più importanti che in CTSS abbiamo condiviso nell’ambito della riorganizzazione della rete provinciale dell’offerta sanitaria, per un sistema pubblico capace di coniugare innovazione tecnologica e competenze professionali, per rispondere in modo più efficace, moderno e sostenibile ai bisogni di salute dei cittadini”.

Come si è lavorato

Il progetto si fonda su un principio chiaro: misurare per migliorare, senza giudicare il singolo atto clinico o il professionista, che opera sempre in piena autonomia e responsabilità.

Nell’ambito dell’accordo locale stipulato lo scorso settembre, sono state individuate 12 prestazioni specialistiche considerate critiche per variabilità prescrittiva e impatto sulle liste di attesa, avviando un confronto strutturato e continuo sul comportamento prescrittivo – cioè su quanto, come e con quali criteri il medico prescrive ciò che ritiene necessario per il paziente – per misurare e migliorare l’appropriatezza. Ovvero quanto una prescrizione è giusta e necessaria per quel paziente, in quel momento e per quel problema, in coerenza con le migliori evidenze scientifiche e le linee guida. Per arrivare a fare ciò che serve, quando serve, a chi serve.

A supporto di questo lavoro sono stati messi a disposizione diversi cruscotti di analisi, costruiti dalla Data Unit interaziendale con il contributo diretto di un gruppo di medici del territorio. Essi consentono a ciascun professionista di monitorare costantemente la propria attività prescrittiva (ad esempio il numero di visite per tipologia), leggere i dati alla luce delle caratteristiche della propria popolazione assistita, confrontare il proprio andamento con quello del proprio gruppo di medici e con valori di riferimento provinciali. Questo approccio ha favorito una maggiore consapevolezza professionale e un confronto costruttivo tra pari.

 

Migliorare l’appropriatezza grazie a strumenti diagnostici e formazione

Un tassello strategico fondamentale di questo percorso è rappresentato dalle tecnologie diagnostiche che sono state rese disponibili dall’AUSL di Modena ai Medici di Medicina Generale già formati o in corso di formazione per l’utilizzo nell’attività diagnostica di primo livello che già svolgono nei propri ambulatori.

Il MMG, di fronte a un dubbio clinico, potrà in molti casi approfondirlo direttamente utilizzando ecografo, elettrocardiografo (ECG) o videodermatoscopio. Non si tratta di diventare “specialisti” ma di utilizzare, al pari del più classico fonendoscopio, altri strumenti per migliorare l’accuratezza della diagnosi, e dunque prescrivere in modo più appropriato farmaci, visite ed esami. Ciò si aggiunge allo strumento dello “Specialista on call”, attivo da diversi anni, per un consulto telefonico tra MMG e specialista, sempre con l’obiettivo di evitare invii impropri.

Infatti, se il dubbio clinico può essere chiarito direttamente in ambulatorio, non è necessario prescrivere una visita specialistica. Se invece, dopo valutazione clinica ed accertamenti di primo livello, il medico non è nelle condizioni di risolvere il quesito, l’invio specialistico diventa appropriato e motivato.

Il percorso diventa quindi: valutazione clinica accurata del MMG con eventuale utilizzo di diagnostica di base e invio allo specialista solo se necessario. In questo modo il medico di medicina generale rafforza il proprio ruolo di primo livello di valutazione e filtro clinico qualificato.

I primi risultati  

L’aumento dell’appropriatezza prescrittiva ha prodotto un miglior utilizzo delle agende disponibili e un incremento della quota di prestazioni appropriate prenotate (cioè conformi ai criteri clinici). Di seguito il confronto pre e post accordo e i dati sull’attesa mediana (scelta perché meno sensibile, rispetto al valore medio, ai valori alle estremità)

Visite dermatologiche  

  • La percentuale di visite considerate appropriate passa dal 51% al 70%
  • Prime visite prenotate: dal 55% al 63%
  • Per le visite con priorità D (erogazione entro 30gg): tempo mediano di attesa ridotto da 51 a 28 giorni

Visite oculistiche

  • La percentuale di visite considerate appropriate passa dal 51% al 74%
  • Prime visite prenotate: dal 48% al 63%
  • Per le visite con priorità D (erogazione entro 30gg): tempo mediano di attesa ridotto da 47 a 25 giorni

Colonscopie

  • La percentuale di esami considerati appropriati passa dal 67% al 77%
  • Prime visite prenotate: dal 52% al 65%
  • Per esame con priorità D (erogazione entro 60gg): tempo mediano di attesa ridotto da 70 a 28 giorni

Gastroscopie (EGDS)

  • La percentuale di esami considerati appropriati passa dal 67% al 69%
  • Prestazioni prenotate: dal 53% al 69%
  • Per esame con priorità D (erogazione entro 60gg): tempo mediano di attesa ridotto da 50 a 26 giorni

 

Come è ben visibile, non è ancora possibile offrire tutte le prestazioni entro i tempi stabiliti, ma nel loro insieme, questi risultati dimostrano che migliorare la qualità della domanda, attraverso l’appropriatezza prescrittiva e una corretta attribuzione delle priorità, consente di aumentare la quota di prestazioni effettivamente erogate; ridurre i tempi di attesa per le priorità clinicamente rilevanti; migliorare l’equità di accesso per i cittadini.

Le tecnologie di primo livello, l’analisi del comportamento prescrittivo e l’attenzione all’appropriatezza non sono elementi separati, ma parti di un unico approccio che si conferma più efficace dell’aumento costante dell’offerta, e pienamente coerente con le strategie di riduzione delle liste di attesa definite a livello provinciale e regionale.

Un lavoro ancora in corso

Il lavoro dell’intero sistema provinciale per il pieno raggiungimento dell’obiettivo del rispetto dei tempi d’attesa è ancora in corso e richiede un periodo congruo per poter verificare man mano gli esiti, apportare eventuali correttivi e comunque consentire alle misure intraprese di agire progressivamente sul riequilibrio tra domanda e offerta, ma i primi risultati ottenuti rappresentano un modello replicabile, fondato sulla collaborazione tra professionisti, sulla condivisione dei dati e su una responsabilità comune verso i bisogni reali dei cittadini.

 ***

Glossario

«comportamento prescrittivo»  

È il modo in cui un medico decide e utilizza le prescrizioni (esami diagnostici e visite specialistiche) cioè quanto, come e con quali criteri prescrive ciò che ritiene necessario per il paziente. Riguarda le scelte concrete del medico nella pratica quotidiana, come la frequenza delle prescrizioni, il tipo di farmaci o prestazioni richieste e l’aderenza alle linee guida. NB: non giudica il singolo atto medico, ma descrive un andamento, uno stile nel prescrivere.

  • Due medici possono curare lo stesso problema:

uno prescrive subito molti esami e farmaci,

l’altro procede in modo più graduale

Questa differenza rientra nel loro comportamento prescrittivo

 

«appropriatezza prescrittiva»

Indica quanto una prescrizione è giusta e necessaria per quel paziente, in quel momento e per quel problema. Una prescrizione è appropriata quando è utile, motivata e coerente con le ultime e migliori evidenze, pratiche mediche e linee guida; evita sia gli eccessi (esami o farmaci inutili) sia le carenze (mancate cure necessarie); tiene conto delle condizioni reali della persona, non solo della malattia in astratto. NB misura la qualità delle prescrizioni, non la quantità: fare ciò che serve, quando serve, a chi serve.

  • Prescrivere un esame o una serie di esami (vale per i farmaci, le visite specialistiche e gli esami diagnostici)

è appropriato se serve davvero a curare o chiarire un problema

è inappropriato se non cambia nulla per la salute del paziente o espone a rischi inutili 

Partecipazione, online la nuova sezione del portale regionale con i contributi video delle protagoniste e dei protagonisti della Giornata 2026

Un confronto sulle trasformazioni della democrazia partecipativa e sul ruolo dei territori nelle decisioni collettive a cui hanno partecipato oltre 350 persone, tra cui 100 amministratori e amministratrici provenienti da tutte le province della Regione. È un primo bilancio della giornata della Partecipazione 2026, che si è svolta a Bologna, nella sede della Regione Emilia-Romagna, lo scorso 29 gennaio, e che ha messo al centro della discussione il tema della partecipazione fluida: una modalità di coinvolgimento delle cittadine e dei cittadini che si sviluppa anche al di fuori dei canali istituzionali tradizionali, attivandosi su progetti specifici attraverso strumenti innovativi e piattaforme digitali.

Per valorizzare e rendere fruibili nel tempo i contributi emersi nel corso della giornata, a partire dagli interventi di esperte, esperti e ospiti internazionali, è disponibile online sul sito della Regione una sezione dedicata alla Giornata della Partecipazione 2026, dove sono raccolte le registrazioni video dei momenti principali della giornata.

La sezione raccoglie gli interventi del presidente della Regione, Michele de Pascale, del presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Maurizio Fabbri, dell’assessore al Bilancio con delega alla Comunicazione interna e relazioni con il pubblico, Davide Baruffi, e dell’assessora all’Agenda digitale, Elena Mazzoni, introdotti dal coordinatore dei processi partecipativi della Regione, Michele d’Alena. Presenti, inoltre, i contributi del fondatore di YouTrend, Lorenzo Pregliasco, del responsabile del dipartimento di Partecipazione territoriale del Comune di Barcellona, Gerard Lillo Jové, dell’esperto di design per l’innovazione sociale, Ezio Manzini, e della sociologa Marianella Sclavi, insieme al videocollegamento con la professoressa associata dell’Università di Tsinghua, Zhong Fang. Un patrimonio di riflessioni e pratiche che restituisce la pluralità di voci e competenze coinvolte.

La nuova sezione è stata riprogettata per rendere l’esperienza di cittadine, cittadini, enti e organizzazioni più semplice, immediata e concreta. La grafica rinnovata permette una navigazione più intuitiva e una maggiore facilità di consultazione dei contenuti.  Cuore pulsante del portale è la sezione ‘Partecipa’: uno spazio che raccoglie tutte le call to action, da dove è possibile scoprire i percorsi partecipativi attivi e finanziati dal bando partecipazione, consultare rapidamente i corsi di formazione in programma e iscriversi online. Inoltre, favorisce il contatto con le comunità di buone pratiche, per fare rete con chi opera negli stessi ambiti o condivide obiettivi e competenze simili.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla sintesi delle informazioni, per raccontare in modo chiaro un ecosistema complesso. L’utilizzo di strumenti visivi come la mappa dei processi partecipativi attivi e l’utilizzo di immagini, infatti, mette in luce tutte le opportunità disponibili sul territorio.

Una nuova vita per l’ex Macello (Tecton) e l’area ex Gold di Reggio Emilia

Una nuova vita per l’ex Macello (Tecton) e l’area ex Gold di Reggio EmiliaDue aree contaminate, rimaste ai margini dei processi di trasformazione urbana, oggi al centro di un intervento di bonifica che consentirà di restituirle, risanate, alla comunità. Sono l’ex Macello comunale (Tecton) e l’area ex Gold di Reggio Emilia, due dei 17 “siti orfani” dell’Emilia-Romagna al centro di un piano di risanamento finanziato con oltre 27 milioni di euro di risorse Pnrr, assegnate alla Regione per interventi di recupero di aree a lungo compromesse.

All’ex Macello comunale (Tecton), a poca distanza dal centro cittadino, il percorso di bonifica è ormai in fase avanzata e ha già aperto la strada alla realizzazione di un nuovo edificio ecosostenibile destinato a funzioni sociali e culturali. L’area, che nel tempo ha ospitato strutture a servizio delle attività comunali e una palestra, era rimasta inutilizzata dopo la dismissione, a causa della presenza nel sottosuolo di materiali di riempimento non conformi. Anche l’area ex Gold, utilizzata in passato per attività di allevamento e successivamente interessata da interventi edilizi, è oggi al centro di un intervento di risanamento ambientale. Qui la presenza di materiali non idonei nel terreno aveva impedito il pieno utilizzo del sito, mentre il percorso di bonifica in corso consentirà il recupero complessivo dell’area e la sua restituzione alla città.

Oggi l’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo, ha effettuato un sopralluogo a Reggio Emilia nelle due aree interessate, nell’ambito di un percorso di monitoraggio e verifica degli interventi in tutta l’Emilia-Romagna. Presente anche l’assessore alla Rigenerazione urbana e Sviluppo sostenibile del Comune, Carlo Pasini.

“La Regione Emilia-Romagna è la prima in Italia ad aver superato il target Pnrr, ovvero la riqualificazione di almeno il 70% della superficie di siti orfani entro marzo 2026. Di questo, siamo soddisfatti e orgogliosi- ha sottolineato Priolo-. Stiamo recuperando luoghi rimasti per troppo tempo inutilizzati, che presentavano condizioni di potenziale rischio ambientale e per la salute delle persone. Il nostro obiettivo è restituire alle comunità spazi finalmente sicuri e fruibili. Nel caso dell’ex Macello la bonifica ambientale, ormai in fase conclusiva, non solo ha consentito di risanare il sito ma ha reso possibile avviare una nuova fase di riqualificazione, con la realizzazione di un edificio destinato a funzioni sociali e culturali. Si tratta di interventi che permettono di trasformare aree compromesse in nuove opportunità per le città, senza consumo di nuovo suolo, restituendo valore a spazi già esistenti e rafforzando la qualità dell’ambiente urbano. È un impegno che portiamo avanti insieme ai Comuni- conclude l’assessora- per superare situazioni di criticità ambientale e accompagnare percorsi concreti di rigenerazione e restituzione di questi luoghi alla piena disponibilità delle comunità”.

Siti orfani in Emilia-Romagna

Ex officine, fonderie, fabbriche di vernici e di prodotti chimici, ceramiche, depositi di ordigni bellici: attività produttive che, una volta dismesse, hanno lasciato sul territorio aree contaminate a causa dei residui e degli scarti delle lavorazioni. In Emilia-Romagna, per 17 di queste realtà – i cosiddetti ‘siti orfani’, così definiti perché il responsabile dell’inquinamento non è individuabile, non è più presente o non adempie agli obblighi previsti dalla normativa – sono in corso, o già conclusi, interventi di bonifica che consentono di risanare i terreni, ridurre l’impatto ambientale e favorire il recupero e il riuso delle aree.

Sono 15 le amministrazioni comunali coinvolte: Piacenza, Reggio Emilia, Casalgrande e Albinea (Re), Modena, Sassuolo, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Campogalliano e Spilamberto (Mo), Budrio (Bo), Ferrara, Bondeno e Terre del Reno (Fe), San Giovanni in Marignano (Rn).

A Formigine contributi per la sicurezza delle imprese

A Formigine contributi per la sicurezza delle imprese
l’assessore Corrado Bizzini

Più tecnologia e protezione per i negozi e le piccole imprese del territorio. La Giunta comunale di Formigine ha confermato anche per l’anno 2026 l’adesione al Fondo per la Sicurezza della Camera di Commercio, confermando uno stanziamento che permetterà alle attività locali di ricevere contributi a fondo perduto per l’installazione di sistemi di sicurezza.

Anche quest’anno, il raggio d’azione dei contributi è vasto e punta a premiare l’innovazione tecnologica applicata alla sicurezza urbana integrata. Il fondo copre le spese per l’installazione di sistemi video-allarme antirapina di ultima generazione, progettati per interagire in tempo reale con le sale operative della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. Oltre alla videosorveglianza classica, il Comune sostiene l’acquisto di dispositivi di difesa attiva come i sistemi nebbiogeni e il potenziamento delle barriere fisiche, tra cui vetri antisfondamento, casseforti, serrande blindate e nuovi impianti di illuminazione notturna esterna, fondamentali per scoraggiare le intrusioni e aumentare la visibilità dei punti vendita.

“Come facciamo ormai dal 2001, – dichiara l’Assessore al Commercio Corrado Bizzini – anche quest’anno non possiamo che confermare l’adesione a questo fondo della Camera del Commercio, confermando una scelta che ci vede al fianco di chi ogni giorno investe nel nostro territorio. Negli anni questa misura ha permesso a decine di nostri commercianti di dotarsi di strumenti all’avanguardia, migliorando non solo la sicurezza della propria attività, ma la vivibilità e il decoro di intere aree della città grazie a una maggiore sorveglianza e illuminazione”.

Il sostegno economico riguarda le spese sostenute durante l’intero anno solare 2026, con soglie di contributo che possono raggiungere i 3.000 euro (pari al 50% della spesa complessiva), grazie al cofinanziamento tra Comune e Camera di Commercio. La misura non si limita all’acquisto di nuovi impianti, ma include anche il rimborso parziale dei canoni per i servizi di vigilanza privata, garantendo così un supporto a 360 gradi per la tutela del tessuto commerciale locale.

Cittadini e Comune di Maranello insieme per il bene pubblico

Cittadini e Comune di Maranello insieme per il bene pubblicoPatti di collaborazione tra cittadini e Comune per la cura del bene pubblico: il consiglio comunale di Maranello ha approvato nella seduta del 24 febbraio il regolamento sulla collaborazione tra i cittadini e l’Amministrazione Comunale per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Uno strumento operativo che nasce dal desiderio dell’amministrazione comunale di sostenere le iniziative dei cittadini e dei gruppi che intendono mettersi a disposizione per la comunità, giunto alla redazione definitiva dopo un confronto con gli uffici comunali, le associazioni, i gruppi di coordinamento di quartiere, il mondo del volontariato, i comitati genitori delle scuole.

Il regolamento disciplina le forme di collaborazione tra i cittadini e l’Amministrazione Comunale per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani, sia su iniziativa dei cittadini che su sollecitazione del Comune. Attraverso la promozione dell’impegno civico e della cittadinanza attiva, i patti di collaborazione hanno l’obiettivo di favorire la partecipazione della comunità in progetti di sostegno sociale e di tutela del patrimonio pubblico: uno strumento concreto di partecipazione per tutto il territorio.

“Destinatari del regolamento sono tutti i cittadini, sia in forma organizzata che come singole persone”, spiega Chiara Ferrari, assessora con delega all’associazionismo, “che potranno effettuare interventi di cura e manutenzione su beni pubblici e spazi urbani, sia con proposte dirette che su segnalazione del Comune. Non chiediamo ai cittadini di sostituirsi all’amministrazione ma intendiamo promuovere un’idea di impegno civico in cui il cittadino non è solo fruitore dei servizi ma protagonista attivo del bene comune. Alla base del regolamento ci sono i principi di sussidiarietà, cioè di una attività complementare e non sostitutiva del Comune, e della tutela del cittadino attivo nell’ambito di un quadro normativo trasparente ed efficace: le attività in cui i cittadini saranno coinvolti avranno luogo nella massima sicurezza, con opportuna formazione sui rischi e una apposita copertura assicurativa per chi vi partecipa”.

“Il regolamento”, aggiunge il sindaco Luigi Zironi, “recepisce la volontà di tanti maranellesi di mettersi a disposizione della propria città: come amministratori pubblici abbiamo la responsabilità di mettere questa disponibilità al servizio di attività concrete che possono arricchire il territorio. E’ un bel segnale di civiltà che offre la nostra comunità”. Hanno votato a favore i consiglieri di Partito Democratico, Maranello in Testa, Italia del Futuro, Movimento 5 Stelle, astenuti Fratelli d’Italia e Lega Maranello.

“Hackaton Paggerie”: sabato un’intera giornata per disegnare il futuro della struttura sassolese

“Hackaton Paggerie”: sabato un’intera giornata per disegnare il futuro della struttura sassoleseUn evento innovativo che si sviluppa nell’ambito di una giornata, in cui i partecipanti lavoreranno in gruppi per sviluppare una proposta di idee e gestione per le Paggerie, con il supporto di mentor esperti.

Si svolgerà sabato prossimo, 7 marzo, per tutto il giorno “Hackaton Paggerie”, l’appuntamento organizzato dall’Amministrazione comunale nell’ambito del progetto PA.GE. – Paggerie Generazione Comune con il sostegno di Fondazione di Modena, per raccogliere idee e progetti sul futuro delle Paggerie di Sassuolo.

Il programma della giornata prevede

  • alle ore 9  – accoglienza e registrazioni;
  • ore 09,30 – Inspirational Speech con Dario Diggi (DumBO, Bologna)
  • ore 10,15 – Presentazione degli Spazi Giovanili del Distretto Ceramico
  • ore 11,30 – Sopralluogo alle Paggerie
  • dalle ore 12 alle ore 18 – Non-Stop Ideas Generation: Le idee non restano parole. Si prendono, si smontano, si ricompongono! In squadra si sperimenta, si prova, si immagina senza paura di sbagliare. Non è teoria. È il primo passo per dare forma a ciò che potrebbe davvero accadere nelle Paggerie.
  • Dalle ore 18 alle ore 19,30  si terrà la presentazione dei concept e premiazione
  • Alle ore 19,30 il Closing Party: aperitivo e Dj Set con Moninga

Possono partecipare gruppi di amici, associazioni, collettivi, singoli… chiunque abbia voglia di mettersi in gioco (a prevalenza under35)!

Per iscriversi c’è ancora tempo, compilano il form presente a questo link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfrS_WhieRUYIMBAR99jM8j4HULL4UJTgwKUQFReYptzijRQg/viewform

 

A Fiorano Modenese “Camminata in Giallo” per l’8 marzo

A Fiorano Modenese “Camminata in Giallo” per l’8 marzoUn’indagine senza crimini da risolvere, ma con qualcosa di prezioso da ritrovare: una parte di sé. È questo lo spirito della “Camminata in Giallo – La Detective di te stessa”, l’iniziativa promossa dal Comune di Fiorano Modenese e ideata da Viceversa APS in programma domenica 8 marzo 2026 alle ore 10.00, in occasione della Giornata internazionale della donna.

L’evento si svolgerà alla Riserva naturale delle Salse di Nirano e propone una formula originale che unisce camminata, narrazione e introspezione. Non una semplice escursione, ma un percorso simbolico strutturato come un “giallo” leggero e coinvolgente, in cui ogni partecipante diventa protagonista della propria storia. Al centro della narrazione c’è Anna, una donna che non è scomparsa, ma si è ‘persa’ nei ritmi quotidiani, nelle aspettative e nelle responsabilità. Ha smarrito qualcosa di importante: il coraggio, la fiducia, la creatività, la gentilezza, la forza o la pace interiore. Le partecipanti, nei panni di detective, saranno chiamate a raccogliere indizi non per risolvere un crimine, ma per ritrovare consapevolezza. Come nei grandi romanzi investigativi, osservazione, intuizione e capacità di ascolto diventano strumenti fondamentali. Il paesaggio naturale delle Salse di Nirano, con le sue suggestive formazioni geologiche che affiorano lentamente dal terreno, diventa metafora di ciò che dentro ciascuna può riemergere se osservato con attenzione.

Il ritrovo è fissato alle ore 9.45 presso il parcheggio del Pioppo alla Riserva.  La camminata durerà circa un’ora e mezza e sarà articolata in 3-4 soste tematiche ispirate ai maestri della letteratura gialla.

Ogni partecipante riceverà un “kit da detective” composto da una mappa del percorso, un quaderno degli indizi per annotare riflessioni personali, una matita gialla – simbolo della mimosa e filo conduttore dell’esperienza e un primo indizio sigillato.  Le tappe si ispirano allo stile e all’immaginario di grandi autori e autrici del genere investigativo, tra cui Agatha Christie, Arthur Conan Doyle, Donna Leon, Andrea Camilleri, Fred Vargas ed Edgar Allan Poe. Sei chiavi di lettura simboliche che accompagneranno le partecipanti in un percorso tra logica, osservazione, gentilezza, identità, intuizione e ombre interiori.

L’iniziativa è gratuita, ma è richiesta la prenotazione alla mail viceversa.italia@gmail.com entro venerdì 6 marzo.

Il percorso richiede un minimo di abitudine al cammino. È obbligatorio indossare scarpe adeguate (preferibilmente da trekking) e abbigliamento sportivo adatto alle condizioni meteo.

Nuova mensa alle “Caduti per la Libertà”, struttura che cresce assieme ai bambini

Nuova mensa alle “Caduti per la Libertà”, struttura che cresce assieme ai bambiniUna struttura che cresce assieme a coloro che ne saranno i primi e principali fruitori. In questi giorni gli alunni della scuola “Caduti per la Libertà”, assieme ai loro insegnanti, stanno visitando il cantiere in costruzione della nuova mensa: un fabbricato di circa 285 mq, collegato direttamente all’atrio della scuola attuale ma con accessi indipendenti per i servizi, migliorando sensibilmente l’organizzazione del tempo pieno.

L’opera, che ha un costo di circa 850.000 euro interamente finanziati dai fondi del PNRR, sarà ad alta efficienza energetica, dotato di un impianto fotovoltaico in copertura e costruito secondo le più recenti norme antisismiche.

“Il nuovo spazio – afferma l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Sassuolo Maria Raffaella Pennacchia – sarà si una mensa, ma anche uno spazio poliedrico: un grande spazio-servizio che potrà essere utilizzato per la scuola come un ambiente aperto al quartiere. Potrà trovare davvero la sua massima vita nell’ospitare anche esposizioni, nell’orario extrascolastico. Occupa sì una parte del giardino esterno, ma ne mantiene l’utilizzo, quindi lascia il percorso intorno alla scuola del giardino esistente. Dotare anche questa scuola di uno spazio bello, poliedrico, aperto e il più possibile versatile è sempre stato uno degli obiettivi del progetto che abbiamo in mente di realizzare”.

“Grazie alla collaborazione con l’architetto Andrea Oliva – ha aggiunta l’Assessore alla Pubblica Istruzione Maria Savigni – e grazie anche alla collaborazione con la ditta costruttrice, abbiamo portato i bambini della terza, della quarta e della quinta della scuola ‘Caduti per la Libertà’ a visitare il cantiere della loro nuova mensa. Un’esperienza, secondo me, molto interessante anche per permettere ai ragazzi di vedere come nasce, come cresce la loro scuola e quali sono anche le tecniche costruttive che permettono a un edificio di essere confortevole e rispondente a tutte le norme antisismiche. È un’esperienza molto interessante per i ragazzi, non capita tanto spesso e siamo molto lieti di aver potuto offrire questa possibilità di conoscenza sul luogo ai nostri ragazzi”.

8 marzo, Dussmann e Ospedale di Sassuolo insieme per le donne

8 marzo, Ospedale di Sassuolo: Dussmann Service rafforza il proprio impegno per la tutela e la sicurezza delle donneIn occasione dell’8 marzo – Giornata Internazionale della DonnaDussmann Service rinnova e rafforza il proprio impegno concreto a tutela della sicurezza e del valore del lavoro femminile attraverso due iniziative tangibili e complementari: un’azione strutturale di protezione e un progetto partecipativo dedicato al riconoscimento.

Per celebrare la ricorrenza in modo concreto e non simbolico, Dussmann Service ha deciso di appoggiare l’iniziativa e donare a tutte le proprie operatrici impiegate nei servizi di pulizia e trasporto pazienti presso l’Ospedale di Sassuolo la dotazione del dispositivo anti-violenza WinLet, smartwatch brevettato da Security Watch Srl e progettato come strumento di tutela immediata – nell’ambito dell’iniziativa che coinvolgerà oltre 700 lavoratrici tra medici, infermiere, OSS, impiegate e collaboratrici delle aziende di servizi attive all’interno dell’ospedale – rafforzando così un presidio di sicurezza diffuso, concreto e condiviso.

Con tre semplici pressioni del “panic button”, il dispositivo attiva un allarme sonoro superiore ai 110 decibel, invia notifiche geolocalizzate ai contatti selezionati e attiva una centrale operativa attiva 24 ore su 24, garantendo presidio costante e risposta tempestiva in situazioni di emergenza. Facile da indossare e intuitivo nell’utilizzo, WinLet rappresenta una soluzione tecnologica efficace e accessibile, pensata per rafforzare la sicurezza delle operatrici nello svolgimento delle loro attività quotidiane.  Per l’attivazione delle funzioni di geolocalizzazione e contatto con la centrale è prevista l’installazione dell’App dedicata e la sottoscrizione di un abbonamento mensile.

All’evento di presentazione del 19 febbraio hanno partecipato, per Dussmann, la Dott.ssa Elisa Nicolini, Direttrice della Filiale Adriatica e Datore di Lavoro, Manuela De Simei, Marilena Ieni – voce delle operatrici storiche – e il Direttore Regionale Giuseppe Rocchio, a testimonianza di un impegno condiviso e trasversale all’intera organizzazione.

Un percorso strutturale per salute, sicurezza e parità

Iniziative come questa si inseriscono in un percorso più ampio e continuativo che vede Dussmann Service attivamente impegnata nella tutela della salute, della sicurezza e dell’uguaglianza di genere. Dal 2024 l’Azienda ha, infatti, attivato percorsi formativi specifici dedicati alla sicurezza, con particolare attenzione alle lavoratrici impiegate in contesti operativi quali la ristorazione collettiva e i servizi di pulizia, ambiti nei quali è fondamentale adottare protocolli di prevenzione mirati e strumenti adeguati.

Dussmann Service ha inoltre ottenuto la certificazione UNI PdR 125/2022, che attesta l’adozione di un sistema di gestione orientato alla parità di genere, consolidando il percorso volto a ridurre il gender gap, a promuovere l’inclusione femminile e a garantire pari opportunità di crescita professionale.

L’impegno si estende anche al contrasto della violenza di genere attraverso attività di sensibilizzazione interna, diffusione di materiali informativi e un Codice di Condotta che vieta espressamente ogni forma di discriminazione basata su genere, età o origine, sancendo il principio di equità e valorizzazione delle competenze.

Attraverso formazione dedicata, certificazioni riconosciute, strumenti tecnologici di protezione e iniziative di riconoscimento interno, Dussmann Service conferma la propria volontà di essere non solo un partner affidabile per le strutture sanitarie, ma un datore di lavoro responsabile e proattivo nella tutela concreta delle persone che ogni giorno assicurano servizi fondamentali alla collettività.

Al Mabic la meraviglia dell’amore inscatolato

Al Mabic la meraviglia dell’amore inscatolato
Mabic (foto Oscar Ferrari)

Sabato 7 marzo alle 14.30 alla Biblioteca Mabic di Maranello prende il via “Mi ami ora?”, installazione di Francesco Fantoni, architetto e illustratore, proposta nell’ambito della rassegna Ready to Read dedicata ai libri e alla lettura.

La mostra, visibile fino al 14 marzo negli orari di apertura della biblioteca, racconta una piccola storia d’amore narrata con voci sussurrate, carta e cartone, merli sui rami, case tra gli alberi, fiori rossi. Una mostra-installazione che parla d’amore nel mondo in guerra e lo fa con la grazia immaginifica delle wunderkammer. L’ispirazione nasce dagli spettacoli viaggianti che sono progressivamente svaniti con l’avvento del cinema: tecnologia e manualità si incontrano in piccole scatole all’interno delle quali si cerca un mondo diverso, nelle quali Fantoni fonde artigianato e intelligenza artificiale, per raccontare amori fragili, fatti di intagli delicati, custoditi come poesie dentro nidi di cartone. “Quando ho iniziato a pensare a ‘Mi ami ora?’”, spiega l’artista, “mi sono subito venute in mente immagini da fiera, da baraccone. È questo che voglio fare, mi sono detto: una piccola rappresentazione che ricordasse quelle che per secoli hanno costituito una delle forme più popolari e diffuse di spettacolo viaggiante. Mi piaceva l’idea di costruire, o ricostruire, un peep show, o un rarity show: una raccolta, cioè, di scatole ottiche come quelle che stupivano i visitatori nelle fiere di paese di tutto il mondo, principalmente dal XVII al XIX secolo, ma che si potevano trovare fino all’alba del 900 e oltre, e all’interno delle quali, spesso con grande ingenuità, si metteva in scena l’insolito o l’esotico, magari accompagnato dal racconto dal vivo dell’imbonitore e da effetti di luce o di movimento. Mi è sempre piaciuta l’idea di mettere il mondo in scatola, ho provato spesso a farlo, e questa volta, partendo dall’idea per un libricino pop-up che avevo fatto qualche tempo fa, ho cercato di inscatolare una storia d’amore”.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 6 marzo 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 6 marzo 2026Coperto o molto nuvoloso per nubi basse o nebbie con temporanee schiarite nelle ore centrali della giornata. Temperature minime in lieve diminuzione con valori tra 3 e 7 gradi, massime in locale aumento tra 12 e 16 gradi. Venti deboli di direzione variabile. Mare calmo o poco mosso.

(Arpae)

Questionario online sul servizio di raccolta rifiuti nei comuni della provincia di Modena dove opera Hera

Questionario online sul servizio di raccolta rifiuti nei comuni della provincia di Modena dove opera HeraAdiconsum Emilia Romagna, Federconsumatori Modena ed Udicon Emilia Romagna, nell’ambito del monitoraggio del comma 461 previsto dalla legge 244/2007, che garantisce la partecipazione dei consumatori e la verifica periodica dei parametri contrattuali, nel corso dell’anno 2026 sono coinvolte nel monitoraggio del servizio di raccolta dei rifiuti nei 32 comuni  della provincia di Modena dove opera Hera.

Lo scopo del monitoraggio, in particolare, è quello di tutelare i diritti dei consumatori e garantire la qualità dei servizi pubblici erogati. Le Associazioni dei Consumatori coinvolte, per meglio adempiere all’onere assunto, nei prossimi giorni procederanno con la somministrazione a cittadini e cittadine dei 32 Comuni coinvolti di un questionario online, che si caratterizza per la sua semplicità.

I dati raccolti saranno utilizzati dalle Associazioni dei Consumatori nell’ambito del monitoraggio che si svilupperà, tramite Atersir, nel corso del 2026.

La rilevazione delle associazioni dei consumatori ha la finalità di analizzare il grado di soddisfazione dei consumatori relativamente al livello di pulizia del territorio comunale di residenza, del modello di raccolta e del servizio fornito, nonché del sistema tariffario applicato, per meglio comprendere il grado di conoscenza del singolo consumatore.

Una volta raggiunto un numero di risposte adeguato, verrà elaborato un quadro generale che consentirà alla Associazioni dei Consumatori di dialogare con Hera ed Atersir sia rispetto ai punti di forza che ai punti di debolezza che risulteranno maggiormente evidenziati dagli abitanti dei Comuni della provincia di Modena. Proprio in un’ottica di miglioramento dei servizi, e di partecipazione dei cittadini, è molto importante rispondere al questionario, disponibile anche sui siti e i social di Adiconsum Emilia Romagna, Federconsumatori Modena ed Udicon Emilia Romagna.

Formula 1, in Auditorium a Maranello le dirette dei Gran Premi

Formula 1, in Auditorium a Maranello le dirette dei Gran Premi
immagine di repertorio

L’Auditorium Enzo Ferrari di Maranello ospita anche quest’anno le proiezioni dei Gran Premi di Formula 1. Un’occasione per vivere insieme le emozioni delle gare in diretta del Campionato Mondiale 2026, ventiquattro sfide internazionali in programma tra marzo e dicembre. Primo appuntamento domenica 8 marzo alle ore 5 del mattino con il Gran Premio d’Australia sul Circuito Albert Park di Melbourne. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti, l’Auditorium apre al pubblico trenta minuti prima dell’inizio della gara.

Referendum Giustizia, Fratelli d’Italia: separare le carriere è modernizzare il sistema e riavvicinare la giustizia ai cittadini

Referendum Giustizia, Fratelli d’Italia: separare le carriere è modernizzare il sistema e riavvicinare la giustizia ai cittadini“In riferimento all’iniziativa pubblica promossa dal circolo locale del Partito Democratico di Maranello, riteniamo doveroso riportare il dibattito sul referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 entro i suoi contenuti reali e tecnici, evitando letture ideologiche e semplificazioni strumentali.

Il referendum confermativo riguarda una riforma costituzionale, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, che introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti (pubblici ministeri), istituisce due Consigli Superiori della Magistratura distinti e una nuova Alta Corte Disciplinare. Inoltre, una parte significativa dei membri dei nuovi CSM sarà selezionata tramite sorteggio, con l’obiettivo di limitare l’influenza delle correnti interne e favorire maggiore equilibrio e terzietà nell’autogoverno della magistratura stessa.

È utile ricordare, anche da un punto di vista storico, che l’impianto originario di magistrati di carriera unitaria fu consolidato durante il periodo fascista con ordinamenti firmati da Vittorio Emanuele III e dal capo del Governo dell’epoca: un modello in cui giudici e pubblici ministeri appartenevano alla stessa carriera e formazione giuridica, coerente con una visione autoritaria del processo. La riforma oggi sottoposta a referendum supera quello schema tradizionale per riconoscere una distinzione netta tra chi accusa e chi giudica, in linea con i principi moderni del processo accusatorio.

In questa prospettiva, la riforma non compromette l’autonomia della magistratura, non pone giudici e Ministero pubblico sotto la soggezione del potere esecutivo, e non indebolisce le garanzie costituzionali: al contrario, ne rafforza la trasparenza, l’equilibrio dei poteri e la credibilità del sistema giudiziario stesso.

La riforma si inscrive, inoltre, nel percorso avviato decenni fa con la riforma del processo penale del 1988-89, promossa da Giuliano Vassalli, partigiano insignito di medaglia d’argento al valor militare e figura di riferimento nel rinnovamento della giustizia italiana. Quella riforma segnò l’affermazione di un modello accusatorio; completarla con la separazione delle carriere costituisce un passaggio coerente per dare piena attuazione ai principi di imparzialità e distinzione delle funzioni. Forse il PD a Maranello non é poi così antifascista come vorrebbe fare credere?

Anche all’interno della sfera politica e culturale della sinistra e del centrosinistra si registra infatti un confronto articolato sulla riforma. Pur se la linea ufficiale del PD è orientata al No, esistono esponenti e associazioni collegabili al mondo dem e alla sinistra riformista che hanno pubblicamente dichiarato la propria scelta a favore del SÌ, riflettendo una lettura alternativa delle ragioni della riforma. Tra questi si segnalano figure come Augusto Barbera, presidente emerito della Corte costituzionale, il costituzionalista Stefano Ceccanti, l’ex parlamentare Cesare Salvi, e la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno, che hanno sottolineato l’opportunità di un SÌ tecnico, non schierato contro il governo ma a favore di una giustizia più coerente e moderna.

Il contrasto tra la posizione ufficiale del PD e quella di molti suoi esponenti storici o culturali evidenzia come il tema non sia affatto “di parte” ma tecnico e trasversale, riguardando l’organizzazione stessa della magistratura nel nostro ordinamento.

Fratelli d’Italia sostiene con convinzione il SÌ al referendum, perché riteniamo che la riforma costituisca un progresso verso una magistratura più trasparente, più coerente con i principi costituzionali di terzietà e autonomia, e più vicina alle esigenze di chiarezza dei cittadini.

Invitiamo tutti i cittadini all’incontro pubblico che si terrà presso il MABIC – Biblioteca di Maranello, in Via Vittorio Veneto n. 5, alle ore 20.30 di martedì 17 marzo 2026, per approfondire insieme i contenuti e gli obiettivi della riforma e discutere perché votare SÌ è una scelta consapevole per la qualità della giustizia in Italia”.

Fratelli d’Italia – Maranello

Hub in Villa a Formigine: via al palinsesto 2026 di corsi gratuiti

Hub in Villa a Formigine: via al palinsesto 2026 di corsi gratuitiHub in Villa riapre le sue porte alla formazione e al futuro con un nuovo, ricco calendario di appuntamenti gratuiti che animeranno lo spazio di Via S. Antonio 4 tra marzo e maggio 2026. Situato nella suggestiva cornice di Villa Gandini, l’hub non è solo un coworking dedicato a freelance e creativi che cercano un luogo dove trasformare le idee in progetti, ma un vero ecosistema di innovazione capace di generare reti professionali e competenze condivise..

Il percorso prenderà il via giovedì 5 e martedì 10 marzo, sempre alle ore 19, con un focus verticale sul mondo del lavoro denominato “Orientati al lavoro”. Gli incontri, curati dal co-worker Gennaro Schettino in collaborazione con gli esperti di IFOA, offriranno a giovani e disoccupati una bussola preziosa tra tirocini, apprendistato e programma GOL. Parallelamente, lo spazio darà ampio risalto ai nuovi media: martedì 17 e giovedì 19 marzo alle ore 19 si terrà il corso base di fotografia con il cellulare curato da Francesca Pradella, per imparare a narrare storie attraverso lo smartphone. Il mese proseguirà martedì 24 marzo alle ore 19 con una riflessione profonda sui social network proposta dalla consulente di comunicazione digitale e coach Francesca Gonzales, che guiderà i partecipanti a riscoprire questi canali come spazi umani, per poi concludere il mese martedì 31 marzo alle ore 19 con una lezione dedicata alla presenza online professionale per i nuovi liberi professionisti.

Proseguendo nel mese di aprile, l’offerta formativa toccherà temi come la sostenibilità energetica e la consapevolezza digitale. Giovedì 9 aprile alle 19, Marcello Tafuto condurrà una serata divulgativa per decifrare i segreti delle bollette e del fotovoltaico domestico, mentre il Professor Gianluca Diegoli terrà due sessioni magistrali, il 14 e il 21 aprile alle 19, per aiutare i cittadini a sfuggire alle trappole del marketing e a utilizzare gli strumenti digitali in modo strategico. Infine, l’8 e il 23 aprile alle 19, Hub in Villa si trasformerà in un laboratorio musicale sotto la guida di Dario Mannino, dove i partecipanti collaboreranno alla promozione del concerto del fisarmonicista Samuele Telari.

Tutti gli appuntamenti si concluderanno con un momento di networking e un rinfresco offerto dal Bar Pulp. La prenotazione è fortemente consigliata al numero 059 416 355 o alla mail giovani@comune.formigine.mo.it.

“Hub in Villa – dichiara l’Assessora alle Politiche giovanili Giulia Bosi – continua a consolidarsi come uno spazio di crescita e sperimentazione unico. Con questa nuova offerta formativa, vogliamo fornire strumenti per navigare la complessità del presente, dal risparmio energetico alla reputazione digitale, offrendo gratuitamente il supporto di professionisti e coworker di alto profilo. Il nostro obiettivo è che il polo integrato di Villa Gandini non sia percepito solo come un luogo di studio, ma come un ecosistema vivo: uno spazio di coworking e formazione d’eccellenza grazie all’Hub, ma anche un punto di riferimento per il divertimento, lo svago e la creatività attraverso la Casa del Custode, inaugurata da poco, e la sala prove musicali. Una vera e propria officina di futuro dove ogni idea e ogni forma di aggregazione possono trovare il terreno fertile per germogliare e diventare progetto”.

Sabato a Fiorano “On no! Ho il ciclo!” talk illustrato contro i tabù

Sabato a Fiorano “On no! Ho il ciclo!” talk illustrato contro i tabùE’ vero che con il ciclo non puoi fare il bagno o che le mestruazioni causano cattivo umore? Di questi e altri stereotipi sul ciclo mestruale se ne parla sabato 7 marzo alle 17 a Casa Corsini (via Statale 83) a Fiorano Modenese nel talk illustrato “On no! Ho il ciclo!” a cura di Arci Modena in collaborazione con il Comune di Fiorano Modenese.

L’incontro vedrà la partecipazione della ginecologa Cristina Salerno del Consultorio di Sassuolo e delle fumettiste Eliana Abertini e Martina Sarritzu, che illustreranno live, con un po’ di ironia, le riflessioni che emergeranno dal dibattito. Interverranno Giulia Muia, consigliera comunale con delega alle Politiche di genere e Lucrezia Iurlaro dell’associazione ToccAnoi che consegnerà sette tampon box che verranno installate nelle scuole medie e luoghi di aggregazioni del territorio. Coordina Anna Ferri di Arci Modena.

“Nell’incontro verranno affrontati gli stereotipi e i pregiudizi ancora fortemente radicati nella società italiana, analizzando le cause che portano molte donne e altre soggettività che attraversano il periodo di fertilità a provare vergogna nel parlare apertamente di mestruazioni” spiegano le organizzatrici. “Una parte del confronto sarà dedicata al tema della “tampon box” e, più in generale, all’importanza dell’accesso garantito, gratuito o a basso costo, ai prodotti mestruali. Crediamo che le lotte per i diritti delle donne e delle altre soggettività con utero passino anche dal costruire una nuova narrazione su questi temi”. L’iniziativa è all’interno del calendario per l’8 marzo 2026 dei comuni dell’Unione del Distretto Ceramico.

Sabato a Fiorano “On no! Ho il ciclo!” talk illustrato contro i tabù

Sabato a Fiorano “On no! Ho il ciclo!” talk illustrato contro i tabùE’ vero che con il ciclo non puoi fare il bagno o che le mestruazioni causano cattivo umore? Di questi e altri stereotipi sul ciclo mestruale se ne parla sabato 7 marzo alle 17 a Casa Corsini (via Statale 83) a Fiorano Modenese nel talk illustrato “On no! Ho il ciclo!” a cura di Arci Modena in collaborazione con il Comune di Fiorano Modenese.

L’incontro vedrà la partecipazione della ginecologa Cristina Salerno del Consultorio di Sassuolo e delle fumettiste Eliana Abertini e Martina Sarritzu, che illustreranno live, con un po’ di ironia, le riflessioni che emergeranno dal dibattito. Interverranno Giulia Muia, consigliera comunale con delega alle Politiche di genere e Lucrezia Iurlaro dell’associazione ToccAnoi che consegnerà sette tampon box che verranno installate nelle scuole medie e luoghi di aggregazioni del territorio. Coordina Anna Ferri di Arci Modena.

“Nell’incontro verranno affrontati gli stereotipi e i pregiudizi ancora fortemente radicati nella società italiana, analizzando le cause che portano molte donne e altre soggettività che attraversano il periodo di fertilità a provare vergogna nel parlare apertamente di mestruazioni” spiegano le organizzatrici. “Una parte del confronto sarà dedicata al tema della “tampon box” e, più in generale, all’importanza dell’accesso garantito, gratuito o a basso costo, ai prodotti mestruali. Crediamo che le lotte per i diritti delle donne e delle altre soggettività con utero passino anche dal costruire una nuova narrazione su questi temi”. L’iniziativa è all’interno del calendario per l’8 marzo 2026 dei comuni dell’Unione del Distretto Ceramico.

A Bruxelles nasce l’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici

A Bruxelles nasce l’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climaticiLe Regioni europee rafforzano la cooperazione per costruire strumenti comuni di prevenzione e adattamento, con l’obiettivo di far fronte all’aumento degli eventi climatici estremi e alla crescente pressione sulle risorse idriche. Nasce con questo obiettivo l’Alleanza europea delle Regioni per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici, una piattaforma promossa dalla Regione Emilia-Romagna insieme a 18 territori di 9 paesi Ue per rafforzare il contributo delle istituzioni regionali allo sviluppo delle politiche europee sulla gestione sostenibile dell’acqua, sulla prevenzione dei rischi ambientali e sulla sicurezza delle comunità.

L’Alleanza è stata presentata oggi a Bruxelles alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e, nel corso di altri due incontri istituzionali, al vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, e poi alla Commissaria europea all’Ambiente, Jessika Roswall, e alla presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tüttő. Intervenuto, nella sede della Delegazione della Regione Emilia-Romagna all’Unione europea e al Parlamento europeo, il presidente Michele de Pascale.

La nascita dell’Alleanza si inserisce in una fase in cui l’Unione europea è impegnata a rafforzare le proprie politiche sulla gestione dell’acqua e sulla prevenzione dei rischi climatici, attraverso la definizione della nuova Strategia Ue per la sicurezza idrica e per la preparazione e la gestione delle crisi. Un percorso che si inserisce in un contesto caratterizzato da eventi meteo estremi sempre più frequenti che mettono sotto pressione territori e sistemi economici in tutta Europa, rendendo sempre più centrale il tema della prevenzione e della sicurezza ambientale. Promotrice dell’iniziativa, l’Emilia-Romagna ha proposto la creazione di una piattaforma stabile di cooperazione tra Regioni europee per condividere esperienze amministrative e operative e rafforzare il contributo dei territori al dialogo con le istituzioni dell’Unione sulle politiche per l’adattamento climatico e la gestione sostenibile delle risorse idriche.

Questo anche alla luce dell’esperienza maturata da diversi Paesi europei colpiti negli ultimi anni da eventi estremi, tra cui l’Emilia-Romagna, interessata da alluvioni nel 2023 e nel 2024, che hanno posto con forza il tema della programmazione preventiva e della cooperazione istituzionale.

“La sicurezza dell’acqua e la capacità di prevenire i rischi ambientali rappresentano già oggi una questione centrale per la tutela, la competitività e la qualità della vita delle comunità europee- afferma il presidente de Pascale-. Le Regioni rappresentano il livello istituzionale che affronta direttamente le conseguenze degli eventi estremi e che traduce le politiche pubbliche in interventi concreti sui territori. È per questo che, come Regione Emilia-Romagna, abbiamo promosso un’Alleanza, con l’obiettivo di portare dentro le decisioni europee l’esperienza di chi gestisce ogni giorno emergenze, ricostruzione e pianificazione, contribuendo a rafforzare un approccio sempre più orientato alla prevenzione. Un’iniziativa alla quale hanno già aderito 18 Regioni europee e Veneto e Toscana hanno manifestato il proprio interesse a partecipare al percorso avviato, a conferma dell’attenzione crescente verso forme strutturate di cooperazione tra Regioni sui temi della sicurezza idrica e della prevenzione dei rischi climatici”.

“Abbiamo vissuto in prima persona quanto il cambiamento climatico possa incidere sulla sicurezza delle comunità e sulla stabilità economica dei territori- prosegue il presidente-. Rafforzare la cooperazione tra Regioni significa contribuire a costruire una risposta europea più efficace, capace di investire sulla prevenzione, sull’innovazione e sulla gestione sostenibile dell’acqua, riconoscendo il ruolo dei territori come partner strategici dell’Unione nell’attuazione delle politiche europee e nella costruzione di risposte efficaci a livello locale, affinché siano sempre più vicine ai bisogni delle persone e in grado di garantire maggiore tutela a cittadine, cittadini e imprese, anche attraverso il coinvolgimento della comunità scientifica e della società civile. È su questa collaborazione e responsabilità condivisa che si gioca la capacità dell’Europa di affrontare in maniera concreta le sfide ambientali dei prossimi anni”.

L’Alleanza europea

L’Alleanza riunisce attualmente 18 Regioni appartenenti a 9 Paesi europei – tra cui Emilia-Romagna per l’Italia, Andalusia, Catalogna, Comunitat Valenciana, Murcia, Paesi Baschi e Baleari per la Spagna, Occitanie e Nouvelle-Aquitaine per la Francia, Assia per la Germania, Carinzia, Alta Austria, Bassa Austria e Stiria per l’Austria, Fiandre per il Belgio, Wielkopolska per la Polonia, Regione della Macedonia Orientale e Tracia per la Grecia e South Moravian Region per la Repubblica Ceca – con l’obiettivo di rafforzare il dialogo interregionale, promuovere investimenti sulla gestione sostenibile dell’acqua e migliorare la capacità dei territori europei di prevenire e affrontare i rischi legati ai cambiamenti climatici.

L’iniziativa si configura come uno spazio permanente di cooperazione tra Regioni e istituzioni dell’Unione europea, aperta all’adesione di ulteriori territori, con l’obiettivo di accompagnare il confronto sulle future politiche dell’Unione in materia di gestione dell’acqua e prevenzione dei rischi ambientali.

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