In Emilia-Romagna nasce la prima rete italiana per la gestione dei depositi museali
C’è un patrimonio silenzioso che abita i musei, custodito oltre le sale espositive, nei depositi dove si conserva la parte più ampia e spesso meno conosciuta delle collezioni pubbliche.
È da qui, da questi spazi di studio, cura e responsabilità, che prende forma “Depositi e Patrimoni in Rete”, la prima rete nata in Italia, di cui fanno parte dodici musei dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di strutturare in modo stabile la collaborazione tra musei sul tema della gestione dei depositi e della conservazione preventiva.
Da questa esperienza, costituitasi nel giugno 2023, nasce “Depositi Aperti” il programma di aperture straordinarie che, tra marzo e maggio, porterà il pubblico dentro questi spazi normalmente non accessibili, trasformandoli in luoghi di conoscenza, partecipazione e consapevolezza.
Il progetto e il calendario di aperture sono stati presentati oggi in conferenza stampa, in Regione a Bologna, da Gessica Allegni, assessora regionale alla Cultura; Andrea Bortolamasi, assessore alla Cultura del Comune di Modena, capofila di rete, intervenuto in collegamento; Cristina Ambrosini, dirigente del Settore Patrimonio culturale della Regione; Valentina Galloni, dirigente del Servizio iniziative culturali e di promozione turistica ed economica del Comune di Modena e direttrice del Museo Civico cittadino.
“Depositi e Patrimoni in Rete rappresenta una delle esperienze più innovative e significative nate in questi anni nel nostro sistema museale regionale- sottolinea Allegni-. Oggi vediamo i frutti della prima applicazione strutturata in Italia del programma Re-Org: una comunità professionale coesa, capace di condividere competenze, di affrontare insieme le criticità, di reagire alle emergenze e di costruire strumenti operativi concreti. Mettere in rete i depositi significa investire nel futuro dei musei e nel diritto delle cittadine e dei cittadini a un patrimonio curato, accessibile e riconosciuto come bene comune. Con “Depositi Aperti” compiamo un passo ulteriore: apriamo simbolicamente e fisicamente luoghi spesso inaccessibili, restituendo al pubblico la consapevolezza del lavoro della grande cura che rendono possibile ogni esperienza museale. L’Emilia-Romagna- chiude l’assessora- si conferma laboratorio nazionale di innovazione culturale, capace di trasformare un’esperienza formativa in un modello stabile di cooperazione tra istituti e di restituire visibilità a un patrimonio spesso invisibile ma centrale per la vita culturale delle comunità”.
“Con ‘Depositi e Patrimoni in Rete’, Modena ha l’opportunità di guidare un progetto unico a livello nazionale, che mette in rete dodici musei dell’Emilia-Romagna per valorizzare e rendere accessibili spazi normalmente invisibili al pubblico- aggiunge Bortolamasi-. Con ‘Depositi Aperti’ trasformiamo i depositi in luoghi di conoscenza, partecipazione e consapevolezza, mostrando quanto lavoro, competenza e passione siano alla base di ogni esperienza museale. Essere capofila di questa iniziativa ci rende orgogliosi di contribuire a un modello stabile di cooperazione tra musei, in grado di tutelare il patrimonio e di avvicinarlo alle comunità”.
Il calendario delle aperture
Il programma “Depositi aperti” coinvolgerà le istituzioni di “Depositi e Patrimoni in Rete”. Il calendario si aprirà il 7 marzo al Museo della Civiltà Contadina – Istituzione Villa Smeraldi di Bentivoglio (Bo), con una visita dedicata al patrimonio tessile e al tema della dote contadina. Il 27 marzo il Museo Casa Cervi (Rr) aprirà i depositi in occasione dell’anniversario della scomparsa di Alcide “Papà” Cervi, mentre il 29 marzo e il 9 maggio il Museo Civico di Modena proporrà due appuntamenti dedicati al riallestimento e al lavoro di conservazione. Il 16 maggio si concentreranno numerose iniziative: il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo (Ra), la Civica Pinacoteca “Il Guercino” di Cento (Fe), il Museo Civico Archeologico di Bologna e il Museo Archeologico di Cesena, quest’ultimo in occasione della Notte Europea dei Musei, apriranno i propri depositi o presenteranno restauri e casi studio legati alla conservazione. Il programma proseguirà il 23 maggio al Museo del Duomo e Diocesano di Fidenza, il 24 maggio alla Sinagoga e Museo Ebraico “Fausto Levi” di Soragna (Pr) e si concluderà il 31 maggio ai Musei Civici di Reggio Emilia con una visita-laboratorio dedicata agli oggetti etnografici in deposito. Tutte le iniziative sono a prenotazione obbligatoria.
Il progetto
“Depositi e Patrimoni in Rete” riunisce dodici musei dell’Emilia-Romagna, insieme a un’associazione culturale cui è affidata la gestione di un deposito statale, con il sostegno della Regione – Settore Patrimonio Culturale – e il supporto di Icom Italia, Iccrom e delle Soprintendenze competenti.
La rete nasce dall’esperienza avviata nel 2021 con la prima edizione italiana del programma Re-Org, metodo sviluppato da Iccrom per il riordino dei depositi e la conservazione preventiva. Da quel percorso formativo è cresciuta una comunità professionale coesa, che nel giugno 2023 si è formalmente costituita e che è stata selezionata tra i beneficiari del contributo regionale previsto dalla legge regionale 18/2000 per il biennio 2024-2025.
La rete opera su quattro direttrici strategiche: formazione e mentoring continuo tra professionisti, conservazione preventiva come fondamento della tutela a lungo termine, sviluppo di standard condivisi per la gestione dei depositi e valorizzazione del patrimonio conservato, con l’obiettivo di renderlo più accessibile e riconosciuto anche dal pubblico.
Nel biennio 2024-2025 sono stati organizzati workshop, gruppi di lavoro tematici, attività di analisi dei rischi e pianificazione delle emergenze, oltre alla redazione di un modello di regolamento per i depositi museali, oggi in fase di sperimentazione presso il Museo Civico di Modena, il Museo Archeologico di Bologna e il Museo Cervi di Gattatico (Re). La collaborazione tra istituti si è rivelata decisiva anche in occasione dell’alluvione del 2023 in Romagna, quando la comunità Re-Org ha garantito supporto concreto alle strutture colpite.
Tra i risultati più significativi vi è l’elaborazione di un regolamento di rete, sottoscritto il 17 luglio 2024 dai rappresentanti legali degli istituti aderenti, con validità fino al 2029, accompagnato da un piano strategico biennale. È in corso di pubblicazione un documento dedicato ai casi studio di conservazione in deposito, cui seguirà una guida sintetica per l’utilizzo dei materiali conservativi.





Sabato 7 marzo alle 21:00, al Cinema-Teatro Astoria di Fiorano Modenese, la prorompente comicità dell’attrice napoletana Barbara Foria, la woman in red d.o.p. – pura denominazione di origine partenopea.
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Il Comune di Fiorano Modenese aderisce al nuovo bando per il Servizio Civile Universale, con il progetto “Aiutare per crescere nelle comunità del Distretto ceramico 2”.
Un filo diretto per ricevere aiuto durante una visita dal medico, in un ufficio pubblico o in molti altri ambiti e altre necessità personali. Si chiama “Intesi” ed è la app che permette un’assistenza digitale gratuita di interpretariato in LIS, di trascrizione testuale e nelle altre modalità di comunicazione, 7 giorni su 7, dalle ore 8 alle 20.

Coperto in pianura al mattino per nubi basse e banchi di nebbia, sereno o poco nuvoloso sulla dorsale appenninica, con tendenza a schiarite ovunque nel corso del pomeriggio. Dalla sera, aumento della copertura nuvolosa sulle zone di pianura, associata anche a possibili banchi di nebbia in estensione dalle province orientali verso quelle occidentali.
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“Un episodio che dimostra quanto sia fondamentale la rete del Controllo di Vicinato. La collaborazione attiva tra residenti e forze dell’ordine è il cuore pulsante della sicurezza urbana: essere sentinelle attente del proprio quartiere significa prendersi cura gli uni degli altri”.
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Il Consiglio comunale di Fiorano Modenese, nell’ultima seduta di febbraio, ha approvato a maggioranza, con tre astenuti, la proposta di ampliamento di fabbricato industriale con annessa palazzina uffici in via Viazza II Tronco 53-55, avanzata dalle società Btp Holding S.r.l. e siti B&T Group S.p.a., ai sensi dell’art.53 della L.R. 24/2017 in variante alla strumentazione urbanistica vigente.