Proseguono a Maranello – nella zona compresa tra Via Garibaldi, Piazza Unità d’Italia e Via Dino Ferrari – i controlli della Polizia locale, supportata dai colleghi di Sassuolo a da Hector, unità cinofila specializzata nella ricerca di sostanze stupefacenti.
Questa mattina gli agenti hanno infatti effettuato un ulteriore sopralluogo nell’area adiacente all’Istituto d’Istruzione Superiore ‘A. Ferrari’, nella fascia oraria che anticipa l’inizio delle lezioni e che in precedenza aveva visto verificarsi in zona episodi di vandalismo, comportamenti incivili e piccoli furti compiuti da un gruppo di ragazzi ai danni di alcune attività commerciali.
Dallo scorso mese di ottobre ad oggi – a volte anche con servizi in borghese – nell’area in oggetto sono state controllate oltre un centinaio di persone, molte delle quali studenti: tra queste, otto sono state identificate per effettuare verifiche più approfondite e in due casi il fiuto di Hector ha portato al sequestro di sostanze stupefacenti e ai successivi provvedimenti.
Durante i controlli, gli agenti hanno potuto contare anche sul supporto della tecnologia, grazie alle videocamere installate in Via Dino Ferrari lo scorso anno nell’ambito del progetto ‘Scuole sicure’.
“I controlli della Polizia locale proseguiranno, in particolare nell’area che è stata oggetto delle segnalazioni – spiega Elisabetta Marsigliante, Assessore alla Sicurezza -. L’obiettivo è quello di affrontare il problema da diversi punti vista, affiancando quindi repressione, prevenzione ed educazione. Questi sopralluoghi per gli agenti sono occasioni preziose per instaurare un dialogo con i ragazzi e non rappresentano iniziative isolate. Sono infatti inserite in una serie più ampia di azioni, che vedono la Polizia locale impegnata stimolare nei nostri giovani il senso civico e il rispetto delle regole, anche attraverso progetti e incontri che si sviluppano nelle scuole e che toccano temi fondamentali come il bullismo, la legalità e la sicurezza stradale”.
Domani mattina, sempre presso l’IIS ‘A. Ferrari’, si terrà infatti il secondo incontro rivolto agli studenti sul tema dell’educazione stradale, ideato e sviluppato dall’Amministrazione maranellese in collaborazione con la scuola.
L’appuntamento fa parte di un progetto più ampio fortemente voluto dall’Assessorato alla Sicurezza e ha coinvolto ad oggi circa duecento alunni delle classi seconde, grazie alla presenza presso l’IIS Ferrari di un ispettore e di un’agente della Polizia locale che hanno dialogato con i ragazzi ed illustrato loro, in modo accessibile ed intuitivo, le regole da rispettare e i corretti comportamenti da tenere lungo le strade.
Sulla A1 Milano-Napoli, è stata annullata la chiusura del tratto compreso tra Sasso Marconi e l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio, verso Bologna/Milano, che era prevista dalle 22:00 di questa sera, giovedì 20, alle 6:00 di venerdì 21 marzo.
E’ stato aggiornato il programma di chiusura del tratto compreso tra l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio (km 195+300) e Sasso Marconi nord (km 209+800), verso Firenze, per consentire lavori di pavimentazione.
Il suddetto tratto sarà chiuso nelle due notti di giovedì 20 e venerdì 21 marzo, con orario 22:00-6:00.
In considerazione delle suddette chiusure, saranno adottati i seguenti provvedimenti, sulla stessa A1 e sul Raccordo di Casalecchio:
Sulla A1 Milano-Napoli:
-chi percorre la A1, da Milano verso Firenze, verrà obbligatoriamente deviato sul Raccordo di Casalecchio.
In alternativa, chi proviene da Milano ed è diretto verso Firenze, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Casalecchio, potrà immettersi sulla Tangenziale di Bologna e uscire allo svincolo 1 Nuova Bazzanese, percorrere l’Asse Attrezzato, la SS64 Porrettana verso Sasso Marconi, il Raccordo di Sasso Marconi (R43), per rientrare sulla A1 alla stazione di Sasso Marconi;
-la stazione di Sasso Marconi nord non sarà raggiungibile in uscita, per chi proviene da Milano/Bologna.
In alternativa, uscire alla stazione di Bologna Casalecchio, sul Raccordo di Casalecchio;
-sarà chiusa, nelle suddette notti, ma con un’ora di anticipo, l’area di servizio “Cantagallo ovest”, situata nel suddetto tratto.
Sul Raccordo di Casalecchio:
-sarà chiusa la stazione di Bologna Casalecchio, in entrata in entrambe le direzioni, verso la A1 Milano-Napoli e in direzione della A14 Bologna-Taranto.
Ciò comporterà, sulla Tangenziale di Bologna, l’uscita obbligatoria allo svincolo 1 Nuova Bazzanese per chi proviene da San Lazzaro di Savena/A14 e la chiusura dei due rami di svincolo che dalla Nuova Bazzanese, con provenienza da Vignola e da Bologna città, immettono all’entrata della stazione di Bologna Casalecchio.
In alternativa si consiglia di utilizzare le seguenti stazioni:
per chi è diretto verso Milano: Bologna Borgo Panigale sulla A14;
per chi è diretto verso Firenze: Sasso Marconi sulla A1;
per chi è diretto verso Ancona: Bologna San Lazzaro sulla A14;
per chi è diretto verso Padova: Bologna Arcoveggio sulla A13;
-uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Casalecchio, per chi proviene da Ancona/Padova.
Di conseguenza, chi da Ancona/Padova è diretto verso Firenze, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna Casalecchio, potrà immettersi sulla Tangenziale di Bologna e uscire allo svincolo 1 Nuova Bazzanese, percorrere l’Asse Attrezzato, la SS64 Porrettana verso Sasso Marconi, il Raccordo di Sasso Marconi (R43) e rientrare in A1 alla stazione di Sasso Marconi.
Sulla A14 Bologna-Taranto, è stata annullata la chiusura, che era prevista dalle 22:00 di questa sera, giovedì 20, alle 6:00 di venerdì 21 marzo, del tratto compreso tra l’allacciamento A13 Bologna-Padova e Bologna Borgo Panigale, verso la A1 Milano-Napoli e di conseguenza, tutte le chiusure ad essa correlate.
Sul Ramo Verde della Tangenziale di Bologna (Raccordo stazione Borgo Panigale-Tangenziale Bologna), è stata annullata la chiusura del tratto compreso tra l’allacciamento con la Tangenziale e San Giovanni in Persiceto, verso Bologna Boro Panigale, che era prevista dalle 22:00 di questa sera, giovedì 20 alle 6:00 di venerdì 21 marzo.
Di conseguenza, sarà regolarmente aperto lo svincolo 3 Ramo Verde, in uscita per chi proviene da San Lazzaro di Savena e da Casalecchio di Reno.
Il restauro dell’ala est del Castello di Spezzano è stato selezionato, tra i progetti che hanno chiuso con successo la raccolta fondi Art Bonus, per partecipare alla IX edizione del concorso Art Bonus, indetta dal Ministero della Cultura, ALES Spa e Promo PA Fondazione – LuBeC.
L’importante intervento al Castello, in fase di ultimazione, è stato già finanziato, in parte con fondi PNRR e Fondazione di Modena e per il resto grazie a Ceramiche Atlas Concorde Spa e Ceramiche Caesar Spa, mecenati che hanno aderito all’Art Bonus (legge n. 106/2014), la misura introdotta per incentivare le donazioni a favore della cultura, attraverso un beneficio fiscale del 65%.
Il concorso ha l’obiettivo di mostrare i risultati degli interventi finanziati e incentivare la proficua collaborazione pubblico e privato nella valorizzazione di beni e istituti culturali, coinvolgendo le comunità locali che possono votare il progetto preferito. Sono 18 gli interventi che, in Emilia Romagna, concorrono per la sezione del concorso “Beni e luoghi della cultura”, su oltre 300 progetti in totale.
Il recupero dell’ala est del Castello di Spezzano ha già raccolto oltre 300 voti dalle comunità locali. Tutti possono votare online, basta collegarsi alla pagina del portale artbonus.gov.it/concorso/2025/progetti e scegliere il progetto fioranese. C’è tempo fino alle ore 12 del 14 aprile. I 30 progetti più votati (15 per ogni sezione del concorso) saranno poi sottoposti, nella giornata del 15 aprile, ad un ulteriore voto popolare sui canali social di Art Bonus, che decreterà i vincitori.
Il progetto del Castello è stato anche selezionato per concorrere al Premio Speciale, che gli organizzatori si riservano di assegnare a quel beneficiario la cui raccolta fondi si è distinta per il risultato economico raggiunto e perché è stata effettuata con attività di comunicazione e coinvolgimento dei donatori significative ed originali.
“L’Amministrazione comunale precedente ha potuto procedere con importanti lavori di ristrutturazione al Castello di Spezzano attraendo risorse PNRR, anche grazie alla proficua e generosa attenzione di Ceramiche Atlas Concorde e di Ceramiche Caesar. L’ottimo lavoro di collaborazione tra le parti e le finalità dei lavori ci hanno fatto accedere al concorso ministeriale che premierà i progetti ritenuti più meritevoli e pertanto chiediamo alla cittadinanza di supportare la nostra candidatura che è un fiore all’occhiello per la nostra comunità e per uno dei suoi più importanti e apprezzati monumenti. In futuro ovviamente siamo disponibili e ben lieti di ricevere eventuali altri sostegni di generosità che – lo ricordiamo – danno luogo ad un credito fiscale interessante”, sottolinea il sindaco del Comune di Fiorano Modenese, Marco Biagini.
Altri progetti, di allestimento dei nuovi spazi restaurati e di restauro conservativo dell’altra ala del Castello, sono in fase di progettazione per migliorare conservazione e fruibilità del bene storico, quindi ci sarà possibilità, per altri mecenati disponibili, di sostenere la cultura a Fiorano Modenese, tramite Art bonus.
Le Gallerie Estensi di Modena hanno presentato oggi a Sassuolo un progetto di ampio respiro finalizzato al restauro e alla valorizzazione del Palazzo Ducale. L’occasione è stata la conclusione del ripristino delle superfici del fronte meridionale dell’edificio a partire dal quale si svilupperanno ulteriori lavori dedicati al recupero del Parterre – il giardino barocco contiguo alla facciata ripristinata – fino al grande progetto che riguarda la Peschiera.
L’obiettivo che si intende raggiungere, dopo uno studio analitico riguardante la Peschiera su statica, materiali costitutivi e conservazione, è arrivare all’ampliamento degli spazi aperti alla visita permettendo l’accesso e la fruizione dei giardini storici e delle scenografiche strutture esterne di collegamento, per restituire al visitatore una unitarietà di lettura dell’intera dimora estense.
Il fronte meridionale del Palazzo e i suoi annessi possono essere considerati, dal punto di vista architettonico e paesaggistico, il cuore della sua immagine barocca, esito delle trasformazioni volute da Francesco III d’Este (duca di Modena e Reggio dal 1737 al 1780) e condotte dall’architetto e scenografo veneto Pietro Bezzi.
Il progetto settecentesco del fronte sud era infatti intervenuto sulle stratificazioni delle preesistenze castellane aggiungendo nuovi corpi di fabbrica, come il porticato della vasara (spazio destinato al ricovero invernale delle piante in vaso), realizzando un impianto scenografico costituito da terrazze, scalinate e fontane. Il fondale scenico traguardava visivamente le prime pendici collinari attraverso un lungo viale di pioppi cipressini, in parte ancora riconoscibile, che lo connetteva prospetticamente al casino di caccia posto sul poggio del Belvedere.
Il complesso di opere in programma arriverà a interessare l’intero sistema monumentale e paesaggistico settecentesco sotto molteplici ambiti di intervento: il restauro delle superfici, il consolidamento strutturale dei percorsi e dei sistemi di collegamento, la messa in sicurezza della vasara, la riapertura del loggiato d’accesso alla vasara e al parterre, il restauro dei giardini storici, la revisione della rete idrica e fognaria necessaria per il recupero del Canale di Modena.
L’attività di progettazione è stata sostenuta da una corposa campagna conoscitiva e diagnostica, risultata indispensabile per impostare un intervento di restauro e valorizzazione compatibile con le istanze storiche e materiche proprie del luogo. In particolare sono state eseguite indagini di laboratorio per la caratterizzazione mineralogica e petrografica delle superfici storiche come intonaci, sagramature, cornici ed elementi in cocciopesto o pietra. In corrispondenza della vasara sono state condotte indagini strumentali volte alla restituzione delle caratteristiche costruttive e meccaniche delle murature e delle strutture voltate. Il giardino del parterre è stato anch’esso indagato attraverso una campagna di scavi archeologici, condotta sotto la supervisione scientifica della Soprintendenza competente, che ha portato alla luce interessanti preesistenze correlabili al sistema di canali storici e delle reti di adduzione delle acque del Palazzo.
Prospetto sud prima e dopo restauri
In relazione alle superfici del fronte sud, l’analisi del degrado ha restituito la presenza di diffusi fenomeni causati dall’azione degli agenti atmosferici quali pioggia, gelo o esposizione ai raggi solari. Gli elementi architettonici e decorativi presentavano un impoverimento generale delle superfici, la perdita di finitura cromatica e degli strati preparatori, distacchi, rigonfiamenti, fessurazioni e lacune.
L’intervento sulla facciata ha previsto una fase di operazioni preliminari tra cui il pre-consolidamento degli elementi maggiormente ammalorati, la pulitura delle superfici e la rimozione di elementi incongrui; una fase successiva di consolidamento e reintegrazione della materia esistente, ed infine una fase di revisione cromatica. L’esito di tale fase è stato definito sulla base dell’analisi stratigrafica delle pitture sovrammesse e delle cromie, che ha fornito indicazioni utili per ristabilire la corretta relazione tra gli elementi costituenti la facciata (intonaci, elementi lapidei e modellati in stucco), consentendo di individuare l’originario ruolo cromatico e gerarchico all’interno del partito architettonico.
“Oggi assistiamo con grande entusiasmo alla conclusione del restauro delle superfici del fronte meridionale che viene restituito alla città di Sassuolo in tutta la sua grandiosità e magnificenza – dichiara Alessandra Necci, direttrice delle Gallerie Estensi – Un traguardo raggiunto grazie agli sforzi di tutti i soggetti e gli enti coinvolti e che costituisce un passo importante verso la completa tutela e valorizzazione del complesso del Palazzo Ducale, già avviata con la conclusione dei lavori nel Giardino degli Obelischi”.
“Il restauro del Palazzo Ducale valorizza il nostro patrimonio e la nostra storia, restituendo alla città un simbolo della sua identità – afferma Matteo Mesini, sindaco di Sassuolo -. Non è solo un recupero estetico, ma un’occasione per riscoprirlo e renderlo vivo per cittadini e turisti. Questo risultato ci dà ancora più energia per proseguire il lavoro insieme alle Gallerie Estensi per rafforzare il legame con la città, promuovere eventi e nuovi progetti. Il prossimo passo sarà completare la riqualificazione dei giardini e della Peschiera, per completare un percorso che unisce passato e futuro”.
Un Palazzo Ducale che vedrà prossimamente importanti novità anche al suo interno con il riallestimento, attualmente in corso, di otto sale del piano nobile come depositi visitabili di opere d’arte della Galleria Estense di Modena. Circa duecentocinquanta dipinti e cinquanta sculture saranno fruibili in un nuovo ordinamento che ne metterà in risalto i caratteri stilistici, le invenzioni e le derivazioni, in un nuovo suggestivo percorso cronologico e tematico.
“Dobbiamo essere una comunità capace di farsi carico l’uno dell’altro. Il caso di Gioia (la piccola bambina emiliana affetta da MLD – leucodistrofia metacromatica – ndr), così come quelli di altre bambine e bambini affetti da malattie rare, è un tema che riguarda tutti, oltre alle nostre famiglie e ai genitori. Sappiamo che l’unica strada per la cura della leucodistrofia metacromatica è la terapia genica che deve essere somministrata precocemente e l’obiettivo resta quello dell’introduzione di un progetto pilota all’interno dello screening neonatale”.
Così l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, che ha incontrato nella sede della Regione il presidente dell’associazione Voa Voa! Amici di Sofia APS, Guido De Barros, accompagnato da Giulia, la mamma di Gioia e dal testimonial e socio fondatore Nek, alla presenza di Annalisa Lonetti, Policlinico Sant’Orsola, e di Elisa Rozzi, referente del Centro di Coordinamento malattie rare dell’Emilia-Romagna.
Nel corso dell’incontro è stata condivisa la volontà dell’Emilia-Romagna di iniziare il percorso per introdurre nell’attuale programma regionale di screening neonatale, che comprende lo screening di patologie endocrine, metaboliche e neurologiche e che è già in fase di ampliamento, anche un progetto pilota per la leucodistrofia metacromatica.
Accordo anche sulla proposta dell’assessore Fabi di lavorare e presentare entro l’estate una bozza di programmazione con un planning dettagliato relativo alle tempistiche per l’implementazione del progetto su tutto il territorio regionale, sull’impatto economico e la stima dei costi, che sarà presentato contestualmente ai Comitati etici.
“Un primo passaggio necessario – ha aggiunto l’assessore – per arrivare alla costruzione, in tempi brevi, di una rete regionale che includa il progetto pilota relativo allo screening per la leucodistrofia metacromatica in Emilia-Romagna. Vogliamo lavorare insieme a voi, alle persone che contribuiscono attivamente all’associazione Voa Voa Amici di Sofia APS, per dare una risposta seria e positiva. E per dare un futuro di speranza a tutte le Gioia che nasceranno qui”.
“Siamo felici che l’Emilia-Romagna abbia previsto l’introduzione dello screening neonatale per la MLD – ha commentato De Barros –, accogliendo così il nostro appello. Siamo pronti a lavorare con la vostra Regione, così come facciamo in Toscana. Sappiamo che ci vorrà tempo per rendere operativo questo importante strumento, ma ci auguriamo che l’attesa sia la più breve possibile per evitare nuove diagnosi tardive. Ringraziamo i tantissimi cittadini che hanno sostenuto la campagna nata intorno al caso della piccola Gioia, trasformando il dolore in speranza. Fedeli alla promessa fatta alla nostra Sofia e a tanti altri bambini, continueremo a lavorare per eradicare questa terribile malattia”.
Le malattie rare
Interessano meno di una persona su duemila e proprio per questo motivo rappresentano un problema molto rilevante per i pazienti, i familiari e i caregiver. Sono le cosiddette malattie rare – identificate nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2017 di aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) – per le quali è prevista l’individuazione di specifici Centri di riferimento.
In Emilia-Romagna, al 31 dicembre 2024, risultano in carico al servizio sanitario regionale oltre 59mila pazienti, esattamente 59.546, di cui circa il 17,5% giunti da fuori regione per farsi curare nei nostri Centri di riferimento – molti dei quali inseriti nella Rete europea per le malattie rare (ERN) – a dimostrazione della forte attrattività del territorio regionale. Numeri in aumento, rispetto ai 51.495 pazienti in carico nel 2023, anche grazie alle nuove diagnosi effettuate.
Una superficie boscata di 640mila ettari, pari al 28% del territorio regionale; 1.082 imprese forestali impegnate nella gestione dei boschi; 3mila aziende attive nella lavorazione del legno (dai pannelli e semilavorati fino ai prodotti di arredamento) per un fatturato complessivo di 3,4 miliardi di euro.
Sono i numeri della filiera foresta-legno in Emilia-Romagna. Un comparto che la Regione vuole sostenere e valorizzare– a partire dall’edilizia-, visto che attualmente l’80% del legname utilizzato in Italia (e la quasi totalità di quello emiliano-romagnolo) proviene dall’estero.
I vantaggi sono molteplici. Ambientali, considerando i tanti servizi ecosistemici forniti da boschi gestiti in modo sostenibile: dal contrasto al dissesto del suolo all’assorbimento e stoccaggio di C02. Ma anche sociali ed economici, grazie alla possibilità di dare vita a nuove opportunità di lavoro, in particolare nelle aree appenniniche.
Il tema è stato al centro oggi a Bologna del convegno ‘Sostenibilità e competitività nella filiera del legno in Emilia-Romagna’, organizzato dalla Regione e da Art-Er, nell’ambito del progetto europeo ‘Life Be-Wooden’.
“Il ‘capitale naturale’ generato dei boschi rappresenta una risorsa preziosa per tutta la comunità emiliano-romagnola, capace di generare anche nuove forme di redditività, in particolare in territori a rischio di abbandono come quelli montani– sottolinea l’assessora ai Parchi e forestazione, Gessica Allegni-. Per questo vogliamo sostenere e promuovere una filiera del legno locale, che possa saldare sostenibilità e competitività. Tra le misure allo studio anche una proposta per favorire l’utilizzo del legno certificato di provenienza nazionale o comunque europea negli interventi di realizzazione e ristrutturazione di edifici pubblici in Emilia-Romagna”.
Tra le azioni su cui la Regione è al lavoro c’è la promozione dell’utilizzo in edilizia del legno al posto dell’acciaio e del cemento. E ancora il sostegno all’aggregazione fondiaria dei proprietari di boschi e alla certificazione delle superfici forestali che attestino la tracciabilità e la corretta gestione del legno.
Il progetto Be-Wooden
Nel corso del convegno è stato fatto il punto su ‘Life Be-Wooden’, un progetto che ha l’obiettivo di mettere a sistema competenze differenti, interdisciplinari e tra loro integrate per la promozione dell’uso del legno in edilizia, secondo i criteri del New European Bauhaus: bellezza, sostenibilità e inclusione.
Presentato anche uno nuovo strumento di orientamento per supportare la valorizzazione delle prestazioni ambientali legate all’uso del legno, tramite le certificazioni ambientali, messo a punto da esperti e da rappresentanti della filiera legno coordinati da Art-Er nell’ambito del progetto Be-Wooden e che sarà disponibile da aprile sul sito del progetto.
Il 2024 ha visto un calo della produzione dell’artigianato manifatturiero regionale del 5,1%, maggiore rispetto a quello del complesso dell’industria regionale assestato a -3,2%. Il fatturato è diminuito del -4,8%, quello dall’estero del -2,6%. Negli ordini si è registrata una flessione del -5,4%, più contenuta nella componente estera (-3,1%).
Il numero delle imprese artigiane industriali
A fine 2024 le imprese artigiane attive nel settore industriale ammontavano a 24.508, 654 in meno rispetto al 2023 (-2,6%). Si è così trattato di una riduzione più rapida di quella del complesso delle imprese dell’industria in senso stretto regionale (-834, -2%).
La perdita delle imprese artigiane attive nell’industria in senso stretto emiliano-romagnola è risultata decisamente più contenuta di quella rilevata a livello nazionale (-5,2%).
A soffrire soprattutto il settore della moda (-223, -5,5%). Al saldo negativo hanno dato un contributo minore, ma rilevante, le imprese dell’“altra manifattura” (-105, -3,1%) e quelle della metallurgia e lavorazioni metalliche (-96, -1,5%), cioè quelle della subfornitura regionale. In diminuzione anche le imprese del legno e del mobile (-82, -3,5%) e dell’industria alimentare e delle bevande (-64, -2,2%).
La forma giuridica delle imprese artigiane industriali
Stabile il numero delle società di capitale (+0,2%, +9), che giunte a quota 4.451, rappresentano il18,2% delle imprese attive artigiane dell’industria in senso stretto. La crescita è stata sostenuta dall’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata che ha avuto un effetto negativo sulle società di persone (-363, -5,8%), che ammontano a 5.854. Le ditte individuali hanno contenuto sensibilmente la tendenza negativa (-295, -2%). Sono 14.178 e rappresentano poco meno di 6 imprese industriali artigiane in regione su 10.
L’artigianato nelle costruzioni:
Dopo il forte rimbalzo registrato nel 2021 (+7,8%) e nel 2022 (+6,3%), con la limitazione della portata dei “super bonus”, l’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse, il 2023, aveva chiuso con un primo lieve calo dell’attività (-0,3%). Nel 2024 la tendenza è divenuta negativa con un arretramento del volume d’affari a prezzi correnti dell’artigianato delle costruzioni del -3,3%.
L’artigianato nelle costruzioni: aperture e chiusure di imprese
Alla fine del 2024 si registravano 49.039 imprese artigiane attive nelle costruzioni, 624 in meno rispetto al 2023.
Una flessione del -1,3% della base imprenditoriale maggiore rispetto al complesso delle imprese dell’industria delle costruzioni regionale (-317, -0,5%), ma solo lievemente più pesante di quella dell’artigianato delle costruzioni dell’intero territorio nazionale (-1%).
A diminuire sono state soprattutto le imprese di lavori di costruzione specializzati (-517, -1,2%), settore che era stato favorito dalle misure di sostegno e costituito da 42.471 imprese, per lo più da imprese di piccola dimensione, che operano in gran parte in sub appalto. Ancor più rapida, in percentuale, la contrazione delle imprese artigiane attive nella costruzione di edifici (-101, -1,6%), scese a 6.354 unità.
La forma giuridica delle imprese artigiane delle costruzioni
Grazie all’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata, le società di capitali hanno continuato a crescere molto rapidamente (+350, +7,3%), per un totale di 5.112 unità, e sono il 10,4% delle imprese artigiane attive nelle costruzioni.
Iniziali condizioni di cielo poco nuvoloso con possibili formazioni nebbiose nelle ore notturne e fino al primo mattino più probabili sulle pianure nord-orientali della regione in rapido dissolvimento. Tendenza a rapido aumento della della nuvolosità su tutto il territorio già nel corso della mattinata. Dalla tarda serata prime deboli precipitazioni inizieranno ad interessare le aree appenniniche occidentali con fenomeni in intensificazione nella notte ed estensione a tutto il settore occidentale.
Temperature in sensibile aumento le minime comprese fra 2 e 4 gradi; massime in lieve diminuzione sul settore centro-occidentale comprese fra 10 e 16 gradi della pianure interne e 13/14 gradi della costa. Venti deboli, prevalentemente dai quadranti orientali, con rinforzi da sud-ovest lungo il crinale appenninico dalla serata. Mare poco mosso o quasi calmo con aumento del moto ondoso dalla serata-nottata fino a mosso.
Un pomeriggio all’insegna della passione e dell’amore per i colori neroverdi. Si è svolto il quarto appuntamento con gli “Abbonati Days”, l’iniziativa dedicata ai tifosi più fedeli del Sassuolo Calcio, che hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza esclusiva a stretto contatto con la loro squadra del cuore.
Sono stati cinquanta i fortunati tifosi, regolarmente iscritti all’evento, che hanno potuto accedere al Mapei Football Center per seguire da vicino l’allenamento della Prima Squadra. Un’occasione speciale per osservare da pochi metri i movimenti e il lavoro quotidiano dei ragazzi di mister Grosso, respirando l’atmosfera unica del quartier generale neroverde.
Al termine della seduta, il momento più atteso: i tifosi hanno potuto incontrare i calciatori per scattare foto, firmare autografi e scambiare qualche parola con i loro beniamini. Un clima di festa e grande entusiasmo che ha trasformato il Mapei Stadium in una vera e propria casa aperta per gli abbonati.
Presente all’appuntamento anche l’Amministratore Delegato Giovanni Carnevali, che si è intrattenuto con i partecipanti, dimostrando ancora una volta la volontà del club di mantenere un legame autentico e diretto con la propria tifoseria.
A rendere ancora più divertente e coinvolgente la giornata ci hanno pensato anche quiz e giochi a tema neroverde, organizzati per intrattenere e far divertire grandi e piccoli. L’evento è stato arricchito dalla presenza di alcuni volti noti del panorama social, come ItalianJerseyCollector e i ragazzi di SkillsCrew, che hanno aggiunto un tocco di creatività e spettacolo all’iniziativa.
L’“Abbonati Days” è ormai diventato un appuntamento fisso e molto atteso, che rafforza il legame tra il Sassuolo Calcio e i suoi sostenitori più affezionati. La società ha già annunciato che nei prossimi mesi non mancheranno nuove occasioni per vivere esperienze simili, con ulteriori giornate dedicate agli abbonati che potranno ancora una volta varcare le porte del Mapei Football Center per condividere momenti speciali con la squadra.
L’evento è a numero chiuso e, per partecipare alle prossime edizioni, sarà necessario registrarsi seguendo le indicazioni che verranno pubblicate sul sito ufficiale del Sassuolo Calcio.
Il Sassuolo continua così a distinguersi non solo sul campo ma anche fuori, costruendo e consolidando quel rapporto diretto e sincero con i suoi tifosi che rende speciale l’identità neroverde.
Nonostante la Serie A e la Serie B abbiano lasciato spazio alle sfide delle nazionali in questa settimana di sosta, il Sassuolo Calcio resta protagonista con diversi suoi giocatori impegnati in giro per l’Europa (e non solo) con le rispettive selezioni. Sono infatti ben 4 i calciatori della Prima Squadra chiamati a rappresentare i propri Paesi, ai quali si aggiungono 8 giovani talenti del settore giovanile neroverde convocati dalle selezioni giovanili nazionali.
A difendere i colori del Sassuolo tra i “grandi” ci saranno:
Luca Lipani, impegnato con l’Italia Under 20, che affronterà la Turchia giovedì 20 marzo alle ore 16:00.
Horatiu Moldovan, convocato dalla Romania, scenderà in campo venerdì 21 marzo alle 20:45 contro la Bosnia ed Erzegovina, e lunedì 24 marzo alla stessa ora contro San Marino.
Tarik Muharemovic, difensore della Bosnia ed Erzegovina, sarà invece avversario proprio di Moldovan nel match del 21 marzo contro la Romania e poi tornerà in campo lunedì 24 marzo contro Cipro.
Cristian Volpato, con l’Italia Under 21, affronterà venerdì 21 marzo l’Olanda alle 18:15 e successivamente sfiderà la Danimarca lunedì 24 marzo sempre alle 18:15.
Non mancano soddisfazioni anche per il vivaio neroverde, con otto giovani del settore giovanile pronti a mettersi in mostra a livello internazionale:
I gemelli Giacomo e Tommaso Benvenuti (classe 2006) vestiranno la maglia della Nazionale di San Marino in doppia sfida contro Cipro (venerdì 21 marzo alle 19:00) e Romania (lunedì 24 marzo alle 20:45).
Borna Knezovic (classe 2005) sarà protagonista con la Croazia Under 21 in tre gare: contro l’Australia (mercoledì 19 marzo alle 18:30), contro l’Egitto (sabato 22 marzo alle 21:00) e contro la Thailandia (martedì 25 marzo alle 18:30).
Denis-Mario Sandro (classe 2006) farà parte della Romania Under 19, che affronterà due volte la Svizzera: venerdì 21 marzo alle 14:00 e lunedì 24 marzo alle 12:00.
Sonosi Daldum (classe 2007) è stato convocato dalla Finlandia Under 19, già vincente contro l’Irlanda (3-0) mercoledì 19 marzo, e prossima avversaria della Germania (sabato 22 marzo alle 15:00) e della Slovenia (martedì 25 marzo alle 11:00).
Troy Leo Tomsa (classe 2007) scenderà in campo con la Romania Under 18 contro Croazia (19 marzo), Turchia (22 marzo) e Svizzera (25 marzo).
Gabriel Kulla (classe 2008) difenderà i colori dell’Albania Under 17 contro Azerbaijan (mercoledì 19 marzo) e Galles (martedì 25 marzo).
Infine, Rares Gabriel Valentino Coman (classe 2008) sarà tra i protagonisti con la Romania Under 17, che ha già battuto Liechtenstein 10-0 e sfiderà Scozia (sabato 22 marzo) e Macedonia del Nord (martedì 25 marzo).
La sosta per le nazionali si conferma dunque una vetrina importante per il Sassuolo e il suo settore giovanile, che continua a coltivare talenti capaci di attirare le attenzioni dei selezionatori internazionali. Un segnale positivo per il futuro, che certifica la qualità del lavoro portato avanti sia dalla Prima Squadra sia dall’intero vivaio neroverde.
Sabato 22 marzo alle 21:00, all’Astoria di Fiorano, KATAKLÒ Athletic Dance Theatre porta in scena “Back to Dance”.
“Se basta un profumo per tornare a respirare, a noi basta un respiro per tornare a ballare”. Back to Dance celebra il desiderio di danzare come inno alla vita e alla socialità. Giulia Staccioli, insieme all’attivo contributo artistico dei sei danzatori in scena, firma uno spettacolo che accosta frammenti inediti e di repertorio, portabandiera di un messaggio di speranza: balliamo!
L’idea del ritorno diventa fil rouge per tutte le scelte artistiche e così i costumi, riadattati e rinnovati da vecchie produzioni, perseguono lo stesso ideale di recupero. Back to dance si svolge in un tempo unico che affronta quattro tappe differenti: l’umanità, la mitologia, l’eroismo e la leggerezza. Racconta quella umana voglia condivisa di ricominciare, di continuare a vivere nonostante le esperienze oscure e soffocanti; anche quando crollano tutte le certezze, l’uomo sa ricostruirsi e rialzarsi. La conquista è una rinnovata leggerezza.
Ideazione e direzione artistica: Giulia Staccioli. Assistente alle coreografie: Irene Saltarelli. Con: Matteo Battista, Giulio Crocetta, Carolina Cruciani, Eleonora Guerrieri, Sara Palumbo, Samuel Puggioni.
Il Comune di Fiorano Modenese aderisce alla 30° Giornata della memoria e dell’impegno, in ricordo delle vittime delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico, con alcune iniziative nell’ambito del progetto GAL (GenerAzione Legale), finanziato dalla Regione.
Venerdì 21 marzo 2025, il consigliere Gabriele Arcuri rappresenterà il Comune a Trapani, al corteo nazionale che si snoderà lungo le strade della città fino a piazza Vittorio Emanuele, dove, alle ore 11, saranno letti tutti i 1.100 nomi delle vittime di mafia e, a seguire, numerosi interventi fino al discorso conclusivo di Luigi Ciotti. Si prevede la partecipazione 30.000 persone provenienti da tutta Italia. Alle 11.30 ci sarà il collegamento istituzionale da Fiorano Modenese con Trapani.
Nel pomeriggio, alle ore 15.30, in piazza Falcone e Borsellino, presso il porticato di Casa Corsini, verrà inaugurato il pannello ceramico dedicato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, realizzato dagli studenti del corso Ceramico Made in Italy dell’Istituto Volta di Sassuolo, guidati dalla professoressa Bosi.
L’impegno per sensibilizzare le giovani generazioni alla legalità e al contrasto alle mafie e della corruzione prosegue, nell’ambito del GAL, venerdì 28 marzo a Casa Corsini con un’iniziativa dal titolo “Vedo, Sento, Parlo”, organizzata dall’associazione studentesca Renovatio Crew e associazione culturale Rock’s, con il patrocino del Comune di Fiorano Modenese.
Una serata inedita di divulgazione dei valori di solidarietà, legalità e bellezza attraverso la performance artistica vista come strumento di trasmissione di principi e valori indispensabili ad una società equa e collaborativa. Saranno coinvolti gli studenti del liceo A.F. Formiggini e dell’Istituto Volta di Sassuolo.
Dalle ore 20 alle 24 negli spazi di Casa Corsini saranno organizzati live painting, installazioni video e installazioni 2d e 3d (Vedo) per mostrare il lavoro in progress del recupero urbano del cortiletto intitolato ad Angelo Vassallo a Fiorano, a cui l’associazione collabora da anni. Ci sarà musica dal vivo e dj set (Sento) e, alle ore 21.30, l’associazione studentesca condividerà il lavoro svolto in questi anni a Fiorano Modenese e ad Acciaroli (Parlo). Seguirà la proiezione del video blog “21 marzo a Trapani” di Gabriele Arcuri e il video messaggio di Domenico Berardi, attaccante del Sassuolo e conterraneo di Dodò (Domenico Gabriele), vittima innocente della mafia.
I partecipanti all’evento potranno liberamente spostarsi nei locali fino al momento della presentazione in sala civica e della discussione con i protagonisti del lavoro a Fiorano Modenese.
Sempre nell’ambito del GAL, prosegue fino al 29 marzo la mostra fotografica “Macelleria Palermo” di Franco Lannino e Michele Naccari, visitabile a Villa Cuoghi, in via Gramsci 32, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.30, il sabato e la domenica dalle 15 alle 17.30. Altre foto sono esposte a Formigine, Maranello e Sassuolo.
Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di pavimentazione, dalle 22:00 di giovedì 20 alle 6:00 di venerdì 21 marzo, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento A13 Bologna-Padova e Bologna Borgo Panigale, verso la A1 Milano-Napoli.
Di conseguenza, per chi percorre la A13 Bologna-Padova e proviene da Padova, sarà chiuso anche lo svincolo di immissione sulla A14 Bologna-Taranto, in direzione della A1.
Inoltre, le stazioni di Bologna Casalecchio, sul Raccordo di Casalecchio e di Bologna Borgo Panigale, sulla A14 Bologna-Taranto, non saranno raggiungibili in uscita dai veicoli provenienti dalla A14 (da Ancona) o dalla A13 Bologna-Padova (da Padova).
In alternativa si consigliano i seguenti itinerari:
per la chiusura del tratto allacciamento A13-Bologna Borgo Panigale:
da Ancona verso Milano, uscire sulla alla stazione di Bologna Arcoveggio, al km 0+600 della A13, percorrere la Tangenziale verso Casalecchio di Reno/A1 Milano-Napoli fino allo svincolo 3 Ramo Verde, immettersi sul Ramo Verde verso Milano e rientrare in A14 a Bologna Borgo Panigale;
da Ancona verso Firenze, uscire alla stazione di Bologna Arcoveggio, al km 0+600 della A13, percorrere la Tangenziale verso Casalecchio di Reno/A1 Milano-Napoli ed entrare alla stazione di Bologna Casalecchio, sul Raccordo di Casalecchio;
per la chiusura del ramo di immissione dalla A13 Bologna-Padova sulla A14 Bologna-Taranto:
da Padova verso Milano, uscire alla stazione di Bologna Arcoveggio, al km 0+600 della A13, percorrere la Tangenziale verso Casalecchio di Reno/A1 Milano-Napoli fino allo svincolo 3 Ramo Verde, immettersi sul Ramo Verde verso Milano ed entrare alla stazione di Bologna Borgo Panigale, sulla A14;
da Padova verso Firenze, uscire alla stazione di Bologna Arcoveggio, al km 0+600 della A13, percorrere la Tangenziale verso Casalecchio di Reno/A1 Milano-Napoli ed entrare alla stazione di Bologna Casalecchio, sul Raccordo di Casalecchio.
In alternativa alle chiusure delle uscite di Bologna Casalecchio e di Bologna Borgo Panigale: Bologna San Lazzaro, sulla A14 o Bologna Arcoveggio, sulla A13.
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Per consentire lavori connessi all’ampliamento a quattro corsie, nelle due notti di giovedì 20 e venerdì 21 marzo, con orario 22:00-6:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna San Lazzaro e Castel San Pietro, verso Ancona.
Di conseguenza, l’area di servizio “Sillaro ovest”, situata nel suddetto tratto, non sarà raggiungile.
Si precisa che la stazione di Bologna San Lazzaro sarà chiusa in entrata in entrambe le direzioni, Ancona e Bologna.
In alternativa si consiglia:
per la chiusura del tratto, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna San Lazzaro, percorrere la Complanare sud, la SP48, via Tolara di sotto, via degli Stradelli Guelfi, la SP19 e rientrare in A14 alla stazione di Castel San Pietro;
per la chiusura dell’entrata della stazione di Bologna San Lazzaro, verso Ancona: Castel San Pietro;
per la chiusura dell’entrata della stazione di Bologna San Lazzaro, verso Bologna: Bologna Fiera.
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Per consentire lavori di manutenzione del margine della piattaforma autostradale, nelle due notti di giovedì 20 e venerdì 21 marzo, con orario 22:00-6:00, sarà chiusa la stazione di Rimini nord, in entrata in entrambe le direzioni, Bologna e Ancona e in uscita per chi proviene da Ancona. In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Rimini sud o di Valle del Rubicone.
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Sul Ramo Verde della Tangenziale di Bologna (Raccordo stazione Borgo Panigale-Tangenziale Bologna), è stata annullata la chiusura del tratto compreso tra l’allacciamento con la Tangenziale e San Giovanni in Persiceto, verso Bologna Borgo Panigale, che era prevista dalle 22:00 di questa sera, mercoledì 19, alle 6:00 di giovedì 20 marzo.
Rimane confermata, come da programma, la chiusura del suddetto tratto, dalle 22:00 di giovedì 20 alle 6:00 di venerdì 21 marzo, per consentire lavori di manutenzione dei pali luce.
Di conseguenza, lo svincolo 3 Ramo Verde sarà chiuso in uscita per chi proviene da San Lazzaro e da Casalecchio di Reno.
In alternativa, si potrà utilizzare lo svincolo 2 Borgo Panigale della Tangenziale.
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Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di manutenzione degli impianti elettrici nella galleria “Monte Mario”, dalle 22:00 di giovedì 20 alle 6:00 di venerdì 21 marzo, sarà chiuso il tratto compreso tra Sasso Marconi e l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio, verso Bologna/Milano.
Si precisa che sarà regolarmente aperta l’entrata della stazione di Sasso Marconi nord, verso Bologna/Milano e aperta anche l’area di servizio “Cantagallo est”, situata nel suddetto tratto.
In alternativa alla chiusura del tratto, si consigliano i seguenti itinerari:
per chi è diretto sulla A1 verso Milano, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Sasso Marconi, percorrere il Raccordo di Sasso Marconi (R43), la SS64 Nuova Porrettana, la SS64 Porrettana, l’Asse Attrezzato ed entrare sul Raccordo Casalecchio alla stazione di Bologna Casalecchio;
per chi è diretto sulla A14 Bologna-Taranto verso Ancona e sulla A13 Bologna-Padova verso Padova, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Sasso Marconi, percorrere il Raccordo di Sasso Marconi (R43), la SS64 Nuova Porrettana, la SS64 Porrettana, l’Asse Attrezzato e la Tangenziale di Bologna verso Casalecchio/A1, per poi entrare in A13 alla stazione di Bologna Arcoveggio o in A14 Bologna San Lazzaro.
Proseguono gli incontri del Centro di Aiuto alla Vita di Sassuolo (CAV), in collaborazione con il Vicariato Valle del Secchia, dedicati alla bellezza e dignità della vita umana fin dal concepimento, sull’onda della riflessione sul tema “Trasmettere la vita, speranza per il mondo”, proposto dalla CEI in occasione della 47° Giornata nazionale per la Vita.
Il secondo incontro del ciclo sarà sabato 22 marzo, alle ore 17, all’Oratorio don Bosco di Sassuolo, con il dottor Stefano Coccolini dell’associazione AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani). Parlerà del progetto “Culle per la vita”, raccontando l’esperienza della culla installata nella parrocchia di Santa Maria del Torrione a Ravenna.
L’incontro è a ingresso libero e gratuito e terminerà con un aperitivo per stare insieme e confrontarsi.
Gli “Incontri per la Vita” del CAV proseguiranno nei mesi prossimi mesi con altre interessanti tematiche e importanti relatori.
Dal 25 marzo all’11 aprile è possibile effettuare le domande al nido d’infanzia (per l’anno educativo 2025/2026, per i nati negli anni 2023, 2024, 2025 e nascituri entro il 30 giugno 2025) e al servizio Centro per bambini e famiglie 12/36 mesi. Le domande d’iscrizione vengono presentate online, collegandosi al sito Internet del Comune di Formigine, attraverso credenziali SPID o CIE.
È possibile richiedere supporto nella compilazione della domanda presso lo Sportello del Cittadino, negli orari di apertura al pubblico, esclusivamente previo appuntamento da fissare telefonicamente al numero 059/416167. La graduatoria per i nidi d’infanzia viene pubblicata dopo la fine della raccolta delle domande.
Continuano in questi giorni gli open day presso le diverse strutture presenti a Formigine e frazioni, il cui calendario è presente nella sezione “nidi” del sito Internet comunale.
Afferma il Sindaco Elisa Parenti: “Dall’inizio di questa legislatura, abbiamo investito subito su 29 nuovi posti al nido, portato la copertura delle domande all’84%, affiancato gli investimenti privati, rinnovato un nido pubblico (Alice, a Corlo) e prosegue l’iter per le nuove Prampolini a Casinalbo, un polo 0/6 anni da 4,5 milioni di investimento. A settembre è stato inaugurato il nuovo nido privato Maria Ausiliatrice, per il quale sono in atto le procedure di convenzionamento, al fine di aumentare ulteriormente il numero di posti nido per le famiglie formiginesi”.
Ieri pomeriggio, presso l’Auditorium di via Darwin di Magreta, frazione di Formigine, il Comandante della locale Stazione Carabinieri, Maresciallo Capo Giuseppe CACCAVO, ha incontrato circa cento anziani formiginesi, per fornire alcuni consigli pratici ed utili per prevenire truffe, raggiri e furti in abitazione.
L’incontro, che ha scandito i casi più comuni e noti di truffe, si è concentrato sul tema sempre più attuale dei raggiri che colpiscono le persone anziane, che spesso rappresentano un target vulnerabile ed appetibile per malviventi senza scrupoli. È stata sottolineata l’importanza di sensibilizzare gli anziani e le loro famiglie, queste ultime fondamentali per la creazione di una rete sociale di tutela e protezione integrata.
Sono state quindi illustrate truffe ancora molto in voga, come quella del finto Maresciallo dei Carabinieri, che al telefono inscena un incidente o un qualsiasi problema giudiziario a scapito di un figlio o di un nipote: così poco dopo giunge presso l’abitazione un complice, che ritira soldi e gioielli in cambio della liberazione del giovane parente. Ma ancora più frequente è diventata la truffa del finto tecnico del gas, che utilizza bombolette spray che simulano perdite, convincendo gli ignari anziani ad aprire le loro case e consentendo così ad altri complici di agire indisturbati, rovistando nei cassetti di ogni stanza, questo quando i truffatori non riescono addirittura a farsi consegnare banconote e preziosi, assicurando la custodia dei valori in caso di improvviso scoppio.
Durante l’incontro è stata anche illustrata la funzionalità dello sportello “servizi di digitalizzazione” situato all’interno del Comune di Formigine – Ufficio Anagrafe, sensibilizzando le persone anziane a rivolgersi per dirimere problematiche connesse alla cd. “identità digitale”, quali la creazione dello SPID e la consultazione dell’App “IO”.
ED ECCO COSA FARE PER DIFENDERSI:
non lasciare gli anziani soli ed avvisarli dei rischi in cui possono incorrere se aprono la porta a persone sconosciute;
le forze dell’ordine non prelevano soldi dai privati ed evitano accuratamente di effettuare controlli/visite in borghese nelle abitazioni, se non in situazioni di estrema necessità;
in caso di dubbi, prima di aprire la porta a chicchessia, avvisare il 112 (da lunedì 17 marzo diventato Numero Unico di Emergenza) con il proprio telefono, meglio se cellulare, avendo cura di accertarsi che la linea non risulti già occupata da una precedente comunicazione;
se si nota un’auto sospetta e non conosciuta nel quartiere, annotare il numero di targa, modello e colore dell’auto, giorno e ora: questi dati potrebbero rivelarsi molto utili per le forze dell’ordine;
prima di fornire informazioni personali o finanziarie, è fondamentale verificare l’identità della persona o dell’organizzazione con cui si sta interagendo;
essere diffidenti dalle offerte troppo vantaggiose, dalle richieste urgenti di denaro o dalle comunicazioni non richieste (es. la banca che informa telefonicamente di servizi o altre necessità).
Prima missione istituzionale al Parlamento Europeo in rappresentanza dell’Emilia-Romagna per il presidente della Regione, Michele de Pascale, che oggi a Bruxelles ha incontrato alcuni dei massimi esponenti delle istituzioni comunitarie.
La fitta agenda di appuntamenti ha preso il via con un incontro bilaterale con la presidente del Parlamento, Roberta Metsola. Al centro della discussione gli attuali scenari internazionali e la presentazione delle priorità del programma di governo regionale, di cui le politiche europee di coesione sono un perno imprescindibile. De Pascale ha anche invitato Metsola a visitare DAMA, il Tecnopolo Manifattura di Bologna. A seguire l’incontro con la presidente del Comitato europeo delle regioni, Kata Tüttő, e la partecipazione all’iniziativa “Driving Force for Europe’s Competitiveness and Social Cohesion”, organizzata da Legacoop nella sede della delegazione della Regione presso l’Unione Europea.
Il futuro della Politica di Coesione e la programmazione dei fondi condivisa con le Regioni hanno caratterizzato il colloquio bilaterale con il vicepresidente esecutivo con delega alla Coesione e alle riforme, Raffaele Fitto. Nel corso dell’incontro de Pascale ha sottolineato come l’attenta programmazione e il cofinanziamento dei progetti finanziati attraverso i fondi europei abbia permesso all’Emilia-Romagna di essere la prima regione in Italia per avanzamento delle opere finanziate attraverso il PNRR, con il 92,7% dei progetti già in fase esecutiva e il 35% già conclusi. Infine, de Pascale ha incontrato l’Ambasciatore Vincenzo Celeste, Rappresentante permanente d’Italia presso la Ue.
“Una giornata importante- spiega de Pascale-, incentrata su alcuni dossier molto rilevanti per l’Emilia-Romagna: i fondi di coesione a tutela del welfare, della formazione, dell’educazione, della salute pubblica; i temi della competitività, dei costi energetici, dell’export per la nostra manifattura; una nuova alleanza delle regioni europee per attrarre fondi e per costruire soluzioni comuni, rispetto all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla sicurezza del territorio, e quindi anche ai pesanti eventi alluvionali che hanno colpito l’Emilia-Romagna. Il lavoro da fare– conclude de Pascale- è ancora tanto, ma la nostra idea di Europa resta quella dei valori del Manifesto di Ventotene, ovvero libertà e solidarietà sociale, e anche quella che deve essere in grado di saper dare risposte più concrete e più forti alle cittadine e ai cittadini dell’Unione”.
Oltre 4 milioni di euro già messi a bando nella nuova programmazione dello Sviluppo rurale, in grado di generare investimenti potenziali sul territorio per circa 6 milioni. Ai quali si aggiunge un recente ulteriore bando da 1,4 milioni.
Sono i fondi messi in campo dalla Regione Emilia-Romagna a favore degli agricoltori e delle imprese agricole per contrastare le gelate, come quelle improvvise di queste notti in Emilia-Romagna. Un impegno che arriva da lontano: nel Programma di Sviluppo rurale precedente le risorse impegnate in questo senso avevano superato i 24 milioni di euro, divisi in 3 bandi (nel 2020, 2021 e 2023), che hanno generato investimenti sul territorio in impianti antibrina per quasi 35 milioni di euro.
“I cambiamenti climatici in atto e l’imprevedibilità di questa stagione, che alterna giornate di sole a temperature notturne molto basse, mettono a rischio la tenuta di molti impianti frutticoli- spiega l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Ma grazie ai sistemi antibrina, finanziati con i fondi dello Sviluppo Rurale, le imprese possono difendere i propri impianti dalle gelate e attivare forme di protezione necessarie a salvare la frutta in campo nei mesi a venire. Abbiamo già investito nel complesso più di 30 milioni di euro- ricorda Mammi- e continueremo a farlo se ci sarà richiesto. Oltre alla ricerca, operata in collaborazione con università, imprese e centri specializzati per individuare specie varietali sempre più resilienti, e all’attivazione delle tutele assicurative, la difesa meccanica rimane una buona soluzione per proteggere le produzioni”, conclude l’assessore.
Il progetto ‘Frutteti protetti’
Prevede bandi straordinari per la realizzazione di impianti per la protezione della frutticoltura, realizzati con il ricorso a materiale vegetale certificato e dotati di almeno due tipologie di dotazioni e impiantistiche volte all’adattamento ai cambiamenti climatici (sistemi antibrina, reti antigrandine, sistemi di irrigazione e raffrescamento). Nel complesso il progetto vale 70 milioni di euro, e per quanto riguarda gli impianti antibrina prevede l’installazione di ventoloni e pale per scaldare l’aria vicino ai frutteti, oltre ad attrezzature antigelo. I contributi coprono fino al 70% della spesa.
“Abbiamo avuto un confronto aperto e costruttivo con i vertici dell’Efsa. Abbiamo apprezzato la grande disponibilità ad ascoltare le nostre istanze e a chiarire le procedure di valutazione che l’Autorità applica per garantire la sicurezza alimentare dei cittadini europei. E’ un importante successo per i 20mila agricoltori che sono arrivati qui a Parma. Un momento di grande rappresentanza democratica, che rafforza il patto tra agricoltori e cittadini consumatori che avranno maggiori garanzie di tutela. La nostra iniziativa fin dal primo momento aveva l’obiettivo di rafforzare la ricerca medica e il ruolo di Efsa, ora continueremo il nostro impegno a Bruxelles per ulteriori potenziamenti delle regole e della trasparenza sui cibi fatti in laboratorio e sui prodotti ultraformulati”.
Così il presidente e il segretario di Coldiretti Ettore Prandini e Vincenzo Gesmundo dopo essere stati ricevuti dai vertici dell’Efsa al termine della manifestazione indetta dall’organizzazione che ha portato a Parma 20mila agricoltori provenienti da tutta Italia. Soddisfazione, dunque, da parte di Coldiretti, per l’impegno dell’Efsa nel condurre ogni analisi necessaria su ogni singolo prodotto notificato, includendo test pre-clinici e clinici sui cibi derivati da colture cellulari e da fermentazione di precisione. Questo conferma l’importanza della massima prudenza e trasparenza nell’introduzione di cibi che potrebbero avere impatti ancora sconosciuti sulla salute umana.
Abbiamo apprezzato la disponibilità dell’Efsa, sottolinea Coldiretti, anche ad accogliere con favore la conferma che le richieste di autorizzazione presentate prima del 1° febbraio 2025 saranno valutate secondo i più alti standard scientifici, utilizzando criteri aggiornati contenuti nelle ultime linee guida. Questo rappresenta una garanzia fondamentale per assicurare che ogni nuovo alimento venga sottoposto agli stessi rigorosi parametri di sicurezza, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda.
Positiva anche la volontà dell’Efsa di operare con totale trasparenza, garantendo l’accessibilità pubblica delle informazioni relative ai prodotti notificati, agli studi richiesti e al processo di valutazione scientifica. Questo aspetto è cruciale per garantire la fiducia dei cittadini e degli operatori del settore agroalimentare.
“Riteniamo fondamentale proseguire il dialogo con l’Efsa e le istituzioni europee – concludono Prandini e Gesmundo – per garantire che ogni innovazione alimentare venga valutata con il massimo rigore scientifico e nel rispetto del principio di precauzione. Non siamo assolutamente contro la scienza e non vogliamo frenare il progresso, ma la salute dei cittadini e la tutela del nostro modello agroalimentare devono rimanere le priorità assolute”.
Infine, sottolinea Coldiretti, c’è una particolare soddisfazione nel rilevare che quando cittadini e istituzioni europee dialogano, tutta l’Europa ne esce rafforzata.
Sabato 22 e domenica 23 marzo 2025 torna l’appuntamento con le “Giornate FAI di Primavera”, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico italiano.
Anche quest’anno, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS offrirà l’opportunità di scoprire e riscoprire, insieme ai volontari della Fondazione, tesori di storia, arte e natura in tutta Italia, con visite a contributo libero in oltre 750 luoghi di 400 città, grazie all’impegno e all’entusiasmo di migliaia di volontari attivi in tutte le regioni.
«Le Giornate FAI rappresentano da sempre un’occasione unica per riscoprire luoghi solitamente non accessibili o meno noti del nostro territorio», ha sottolineato Vittorio Cavani, Capo Delegazione FAI Modena, durante la conferenza stampa di presentazione delle giornate che si è tenuta nella sede della Provincia di Modena mercoledì 19 marzo. «Un appuntamento importante che quest’anno coincide con la ricorrenza del cinquantenario della nascita del FAI. Un impegno costante che si rinnova per rendere sempre più accessibile il patrimonio culturale e naturalistico locale anche grazie al supporto dei mediatori artistico-culturali del Gruppo FAI Ponte che offriranno visite in lingua straniera in alcune aperture».
A Modena e dintorni diverse saranno le aperture straordinarie. A Sassuolo si andrà alla scoperta dei passaggi segreti di Palazzo Ducale, un’inedita passeggiata, un’eccezionale anteprima prima dell’effettiva apertura al pubblico, possibile grazie ad una straordinaria collaborazione con i funzionari e il personale delle Soprintendenze.
A Modena saranno organizzate visite straordinarie alla sede storica dell’Istituto “Venturi” non soltanto permetterà di visitare locali normalmente chiusi al grande pubblico perchè destinati a attività didattiche, ma, grazie alla contemporanea apertura della Chiesa di San Domenico e della sua Sagrestia, offrirà l’occasione per conoscere la storia di un intero isolato che tanta importanza ha rivestito nelle trasformazioni ducali Seicentesche della città. Aprirà le porte al pubblico anche Villa Tosi Bellucci di Vignola, sede del Comune dal 1913 ed importante esempio di architettura neoclassica, simbolo della storia e della cultura della Città.
Le Giornate FAI saranno un occasione unica per visitare l’Aeroporto di Pavullo nel Frignano, perfetta fusione tra il contesto paesaggistico dell’Appennino modenese e il valore storico dell’aeroporto, attivo dal 1923.
Infine a Vallalta di Concordia sulla Secchia, a cura del Gruppo FAI Bassa Modenese, eccezionale apertura del Palazzo Viani-Tagliavacca, costruito alla fine del Settecento per volontà della nobile famiglia Viani, una delle dimore storiche più significative di tutta la pianura modenese.
Sabato 22 e domenica 23 marzo 2025, la Delegazione FAI di Modena, il Gruppo FAI Giovani, il Gruppo FAI dell’Appennino Modenese, il Gruppo FAI della Bassa Modenese, e il Gruppo FAI Ponte tra Culture propongono un ricco programma di aperture speciali.
Per tutte le informazioni sulle modalità delle visite, si consiglia di consultare il sito www.giornatefai.it
conferenza di presentazione
Passaggi segreti del Palazzo Ducale di Sassuolo
Reggia dei duchi di Modena, il Palazzo Ducale si trova in Piazzale delle Rosa, nel cuore del centro storico di Sassuolo. Sotto Francesco I° d’Este (1610-1658) conobbe un’imponente trasformazione voluta per soddisfare le ambizioni e le aspirazioni del duca che da castello, già residenza di Borso e Nicolò d’Este e poi dell’antica famiglia Pio di Savoia, lo volle sua prestigiosa sede di diporto. I lavori di trasformazione, al contrario di quanto si creda, non annullarono l’assetto più antico che fu invece inglobato, mascherato, celato all’interno della nuova residenza che oggi noi ammiriamo.
Il senso del risparmio e della necessità di mantenere, adattare e trasformare in poco tempo e con “poca spesa”, determinò così una sorta di scatola nella scatola (nuovo palazzo e vecchio castello) con la realizzazione anche di spazi non monumentali ma funzionali e soprattutto, perché visibili al solo personale, che conservarono parte dei propri caratteri castellani che cercheremo, laddove ancora esistenti, di mostrare, sorprendendo. Grazie ai lavori di recupero promossi dalle Soprintendenze nell’ultimo decennio, dietro a fastosamente decorati appartamenti ducali, sono stati ritrovati e restaurati spazi e corridoi già utilizzati dalla corte per agevolare le sue stesse funzioni quotidiane ed ottenuti all’interno di interstizi formati tra l’antica struttura castellana e quella settecentesca.
Le Giornate FAI offrono una lunga, inedita passeggiata attraverso una spazio affascinante, curioso, vastissimo. Un’eccezionale anteprima prima dell’effettiva apertura al pubblico, possibile grazie ad una straordinaria collaborazione con i funzionari e il personale delle Soprintendenze.
Sede storica dell’Istituto Venturi, ex Accademia Ducale Atestina di Belle Arti
Fino al 1785 il fabbricato, oggi sede storica dell’Istituto di istruzione superiore “A. Venturi”, faceva parte del convento domenicano e ospitava il Tribunale dell’Inquisizione. In quell’anno il duca Ercole III d’Este decise di abolire il Santo Uffizio e assegnare all’ architetto Giuseppe Maria Soli (Vignola, 1747-Modena,1822) la trasformazione dell’edificio in una scuola d’arte, divenuta nel 1790 Accademia Atestina di Belle Arti. Soli, formatosi tra Bologna e Roma, fu il principale esponente del Neoclassicismo modenese. Il progetto ebbe i suoi punti di forza nella realizzazione della facciata, nel Cortile dell’Esedra e nella Sala delle Adunanze al secondo piano. L’edificio é rimasto intatto rispetto alle trasformazioni settecentesche.
L’apertura dell’Istituto “Venturi” non soltanto permetterà di visitare locali normalmente chiusi al grande pubblico perchè destinati a attività didattiche, ma, grazie alla combinazione di apertura di San Domenico e della sua Sagrestia, offrirà l’occasione per conoscere la storia di un intero isolato che tanta importanza ha rivestito nelle trasformazioni ducali Seicentesche della città.
Chiesa di San Domenico e Sagrestia
Durante le Giornate di Primavera conosceremo parte di uno degli isolati più antichi della città occupato dai Padri Domenicani fin dal secolo XIII. Un tempo spazio unitario, oggi racchiude quattro diversi siti: la sede storica dell’Istituto Venturi, la chiesa San Domenico, l’Archivio di Stato e i licei. L’isolato si trova nella parte settentrionale del centro cittadino, a fianco di quello che era l’ingresso del canale Naviglio, importante collegamento d’acqua verso il Po, una posizione che assunse grande rilievo nel Seicento durante le trasformazioni di Modena in nuova capitale del ducato.
La monumentale Chiesa di San Domenico occupa il lato est dell’isolato omonimo un tempo convento dei Padri Domenicani attiguo ad una delle 4 porte urbiche esistenti prima dell’Addizione Erculea. Sulla destra di chi guarda la porta d’accesso alla chiesa sta la via III Febbraio un tempo orto conventuale poi inglobato nell’area di rispetto del complesso ducale voluto dai duchi Estensi all’indomani del loro trasferimento da Ferrara.
Villa Tosi Bellucci
Villa Tosi-Bellucci, sede del Comune di Vignola dal 1913, è un raffinato edificio ottocentesco progettato da Giuseppe Maria Soli. Situata a 125 metri sul livello del mare, la villa si trova appena fuori dalle antiche mura della città, circondata da un ampio giardino. Gli affreschi di Pietro Minghelli arricchiscono l’interno, rendendo la villa un importante esempio di architettura storica nel cuore di Vignola.
Villa Tosi-Bellucci fu progettata da Giuseppe Maria Soli, uno dei più importanti architetti del suo tempo, su commissione di Giuseppe Bellucci, un esponente della borghesia agraria locale, negli anni ’80 del 1700. Il progetto neoclassico, avviato nel 1815, fu completato nei primi anni ’20, prima della morte del committente. Dopo la sua morte, la villa divenne residenza della famiglia Bellucci. Nel 1914, il Comune di Vignola acquistò l’edificio e lo trasformò nella sua sede. L’edificio fu ristrutturato dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, mentre il giardino ospita oggi il monumento ai caduti della Grande Guerra.
La visita alla Villa Tosi-Bellucci durante le Giornate FAI rappresenta un’opportunità unica di immergersi in un importante esempio di architettura neoclassica, simbolo della storia e della cultura di Vignola.
Aeroporto G. Paolucci
L’Aeroporto G. Paolucci di Pavullo nel Frignano si trova nell’Appennino Modenese, a circa 700 m s.l.m., immerso in un paesaggio collinare di rara bellezza. Circondato da boschi e prati, gode di una vista panoramica sulle valli del Frignano. La struttura si estende su un’ampia area pianeggiante, incastonata tra dolci rilievi. Il contesto è rurale, caratterizzato da biodiversità e tranquillità, con il vicino centro urbano di Pavullo che completa l’equilibrio tra natura e servizi.
L’Aeroporto di Pavullo nel Frignano, inaugurato nel 1923, nasce come infrastruttura strategica per il volo a vela e per l’addestramento militare. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu utilizzato come base aeronautica per poi essere completamente distrutto il 5 agosto del 1944. Dal 1985 l’aeroporto ha assunto un ruolo civile, diventando un punto di riferimento per l’aviazione sportiva internazionale grazie ai prestigiosi campionati Europei e Mondiali ospitati e alla formazione di piloti. La struttura si distingue per la sua lunga tradizione aeronautica, che si intreccia con il patrimonio culturale del territorio modenese.
L’Aeroporto di Pavullo nel Frignano si svela in tutta la sua straordinarietà, offrendo un viaggio tra storia, aviazione e paesaggio. I visitatori potranno accedere alle strutture, scoprendo la lunga tradizione aeronautica del luogo attraverso visite guidate e racconti.
Palazzo Viani Tagliavacca
A Vallalta, frazione di Concordia sulla Secchia, sorge l’imponente complesso architettonico, noto anche come il “Palazzone” o il “Casino” che, pur essendo attualmente di proprietà della Ditta Menù di Medolla, è ancora conosciuto come “Palazzo Viani Tagliavacca”.
Della famiglia Viani, di origine mantovana e “oriunda” mirandolese, si ha notizia già nel 1533, quando Viano de Viani aveva ottenuto un “diploma” di carattere nobiliare da Galeotto II° Pico, poi confermato anche da Federico II° Pico, nel 1599. I Viani furono riconosciuti ufficialmente nobili nel 1783, grazie alla benevolenza del Duca di Modena su istanze del Governatore della Mirandola in cui si documentava l’antica storia della famiglia e che “non aveva mai dovuto lavorare per mantenere il proprio decoro, ma che i mezzi economici derivavano direttamente dalle loro proprietà”. L’aver raggiunto questa elevata posizione sociale spinse Pietro, per sé e per i tre figli, verso la costruzione di una grande villa a Vallalta, come simbolo della loro posizione nobiliare e rilevanza economico-sociale. I lavori iniziarono nel 1778, come testimonia una lapide posta nella “controloggia” al piano terra e si conclusero nel 1785.
La grandiosa mole di questo palazzo, che si innalza massiccia sulla pianura circostante, conserva nella purezza delle linee settecentesche e nella grandiosità delle sale, dello scalone e delle stanze, un’impronta raffinata più tipica di una dimora cittadina. Il “Casino Viani” era costituito da un complesso di edifici organizzati intorno ad una corte aperta ed articolato in un nucleo centrale di grande imponenza, adibito all’abitazione padronale, collegato a due ali laterali di minore rilevanza, adibite, l’una ad abitazione colonica e l’altra a servizi. Nella ristrutturazione del 1922 purtroppo venne demolita una delle ali e riedificata, come corpo staccato adibito al custode.
Durante l’incontro del 12 febbraio, convocato dall’Amministrazione e al quale hanno partecipato numerosi esercenti, erano già emerse sia l’urgente esigenza di aumentare i posti auto in Piazza Martiri Partigiani che alcune proposte di recupero spazi a tal fine.
“La riqualificazione della piazza – afferma Emanuele Costetti, Direttore di Confesercenti Area del Distretto Ceramico – ha comportato una significativa riduzione dei posti auto disponibili, aggravando una situazione già critica, soprattutto ora che, a causa del cantiere del parcheggio privato in fase di costruzione, si sono persi ulteriori parcheggi nelle strade limitrofe. Il problema è evidente nella sua urgenza. Per questo invitiamo l’Amministrazione a considerare seriamente le richieste dei commercianti e ci rendiamo disponibili per un confronto costruttivo, con l’obiettivo di individuare soluzioni al problema. Tuttavia, sottolineiamo che una riorganizzazione efficace del piano sosta e della viabilità del centro storico non potrà avvenire prima del completamento del parcheggio privato.”
“Inoltre, riguardo allo spostamento di alcuni eventi da Piazza Martiri Partigiani a Piazzale della Rosa, tema già emerso durante l’incontro del 12 febbraio, riteniamo necessario chiarire che non è mai stata espressa la volontà di trasferire le Fiere di Ottobre o i mercati settimanali, che hanno una tradizione secolare e sono parte integrante dell’identità commerciale della nostra città. Siamo convinti dell’importanza di mantenere questi eventi nelle loro sedi attuali, consapevoli delle esperienze negative vissute in occasione della riqualificazione di Piazza Martiri e di quanto accaduto in altri comuni, dove simili cambiamenti hanno portato a un forte calo di presenze nel centro storico” conclude Costetti.