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giovedì, 23 Luglio 2026
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Acquedotto di Formigine, al via i lavori di collegamento alla rete idrica di Castelnuovo Rangone

Acquedotto di Formigine, al via i lavori di collegamento alla rete idrica di Castelnuovo Rangone
immagine di repertorio

Garantire l’interscambio di acqua tra i comuni di Formigine e Castelnuovo Rangone, per una rete idrica sempre più efficiente e affidabile a servizio dei cittadini delle due comunità. E’ l’obiettivo dell’importante intervento di rinnovo e potenziamento dell’acquedotto di Formigine che partirà il 3 febbraio, a cura del Gruppo Hera, per un investimento di circa 500mila euro a carico della multiutility che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio.

I lavori, che avranno una durata di circa 6 mesi, consistono nella posa di una condotta in ghisa lunga oltre un chilometro e mezzo che collegherà la rete acquedottistica formiginese con quella del vicino comune di Castelnuovo, permettendo l’interscambio della risorsa idrica in caso di esigenze da parte dei due Comuni. L’intervento si inserisce in un ampio programma di manutenzione straordinaria e rinnovo delle reti acquedottistiche gestite da Hera, condiviso con l’amministrazione comunale, per garantire un servizio sempre più performante attraverso sistemi di interconnessione idrica.

Il cantiere insisterà principalmente su via Sant’Antonio (strada provinciale 16 di Castelnuovo Rangone) a Formigine nel tratto compreso tra via Salviola e via Stradella. I lavori interesseranno anche la stessa via Stradella, nel tratto compreso tra via Sant’Antonio e via Gatti, e un piccolo tratto di quest’ultima, tutte nel territorio comunale di Formigine.

Durante l’esecuzione dei lavori saranno necessarie modifiche alla viabilità, stabilite dall’amministrazione comunale con apposita ordinanza: per tutto il mese di febbraio è prevista la sospensione della circolazione su via Stradella nel tratto compreso tra il civico 4 e l’intersezione con via Fontanile (sempre garantito il passaggio ai residenti e ai mezzi di soccorso). Nella seconda fase del cantiere, saranno istituiti restringimenti di carreggiata con sensi unici alternati e chiusure stradali nelle altre vie interessate dai lavori, che verranno puntualmente comunicati.

Saranno inoltre possibili brevi interruzioni della fornitura del servizio. In caso di interruzioni prolungate, gli utenti saranno preventivamente avvisati.  Hera ricorda che in caso di urgenza è gratuito e attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, il numero di pronto intervento 800.713.900 per i servizi acqua, fognature e depurazione.

 

Studente argentino ospite a Maranello

Studente argentino ospite a MaranelloDall’Argentina a Maranello per approfondire la passione per i motori. E’ arrivato nei giorni scorsi a Maranello Gaspar Capurro, 18 anni, studente a Balcarce, la città che ha dato i natali a Juan Manuel Fangio e con cui Maranello è unita da un Patto di Amicizia: il giovane studente, originario di Santiago del Estero e da poco diplomato alla scuola superiore Escuela de Educación Secundaria Tecnica N. 1 Lucas Kraglievich, inizierà in marzo a frequentare il primo anno in una facoltà di ingegneria meccanica in Argentina, e in questi giorni si trova nella città del Cavallino ospite presso una famiglia maranellese, dove trascorrerà due settimane, nell’ambito delle iniziative di scambio culturale e formativo previste dal Patto.

Gaspar ha incontrato nei giorni scorsi il sindaco Luigi Zironi e la giunta comunale al completo, e durante la sua permanenza a Maranello avrà la possibilità di frequentare alcune lezioni all’Istituto di Istruzione Superiore “A. Ferrari”, scuola di eccellenza nell’ambito della formazione tecnico-motoristica. La visita del giovane studente a Maranello rientra tra le azioni previste dal Patto di Amicizia tra Maranello e Balcarce, da poco rinnovato, un progetto con al centro le opportunità culturali ed economiche offerte dallo scambio bilaterale tra Italia e Argentina, che ha il suo nucleo nel legame che unisce Maranello, città sede della Ferrari, con Balcarce, città natale di Juan Manuel Fangio, tra i più grandi campioni della Formula 1, vincitore del titolo mondiale nel 1956 su una monoposto del Cavallino. Uno scambio che coinvolge più ambiti, da quello turistico e motoristico con il Museo Ferrari di Maranello e il Museo Fangio di Balcarce a quello enogastronomico, dalle opportunità culturali alla formazione delle nuove generazioni, con il coinvolgimento delle scuole superiori delle due città. Un progetto che prevede una serie di azioni per continuare a creare relazioni istituzionali, potenziare gli scambi culturali, linguistici ed economici come fonte di opportunità per i cittadini. Tra gli obiettivi, lo sviluppo di iniziative su formazione e innovazione (con particolare riferimento a progetti di scambio formativo nel settore dell’automotive tra aziende, istituti di istruzione superiore e università), sport e tempo libero (collaborazione sugli sport motoristici e sulla organizzazione di gemellaggi sportivi e competizioni amichevoli), arte, cultura e memoria (valorizzazione di forme artistiche, manifestazioni culturali, ricorrenze storiche legate alla memoria), turismo delle radici e promozione delle eccellenze dei rispettivi territori.

Cgil Emilia-Romagna: “Nel 2024 boom di cassa integrazione in regione (+54,7%)”

Cgil Emilia-Romagna: “Nel 2024 boom di cassa integrazione in regione (+54,7%)”È stato pubblicato ieri l’Osservatorio INPS sulle ore autorizzate di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) nel 2024. I dati confermano e aggravano le preoccupazioni sollevate in questi mesi a livello nazionale e regionale.

Nel 2024 in Emilia-Romagna sono state autorizzate 60,5 milioni di ore di CIG (Cigo – Cigs – Cigd), in aumento del 54,7% rispetto ai 39 milioni di ore autorizzate nel 2023. Si tratta dei dati più elevati dalla fine dell’emergenza pandemica.

Dati che si inseriscono in un trend nazionale che dovrebbe destare allarme nel Governo: in Italia nel 2024 sono state autorizzate 495.518.268 ore di cassa integrazione, in aumento rispetto al 2023 (+21,1%) e al 2022 (+5,8%).

 

Nello specifico, nel 2024 in Emilia-Romagna sono state autorizzate:

  • 44.947.336 ore di Cigo (cassa ordinaria), in aumento rispetto alle 29.494.653 del 2023 (+52,4%);
  • 15.546.346 ore di Cigs (cassa straordinaria), in aumento rispetto alle 9.609.352 del 2023 (+61,8%).

Particolarmente allarmanti sono i dati degli ultimi mesi dell’anno: nell’ultimo quadrimestre (settembre-dicembre) sono state autorizzate 26.505.520 di ore di CIG, contro le 15.760.265 di ore autorizzate nello stesso periodo del 2023 che corrispondono ad una crescita vertiginosa del 68,2%.

A questi dati vanno sommati i dati che riguardano il settore della somministrazione di lavoro: nel 2024 ad oggi in Emilia-Romagna sono stati attivati 393 AIS (ex TIS) che coinvolgono 2.171 lavoratrici e lavoratori.

La crisi sta colpendo con particolare forza il comparto artigiano, ovvero il tessuto di piccole e piccolissime imprese, fondamentale per l’economia della nostra Regione. Da FSBA (fondo bilaterale per l’erogazione degli ammortizzatori nel comparto artigiano) arrivano dati molto preoccupanti: nei primi 11 mesi dell’anno l’utilizzo di FSBA in Emilia-Romagna è aumentato del 90% rispetto allo stesso periodo del 2023. Una crescita trainata dal settore del tessile, abbigliamento e arredamento, dal settore delle pelli/cuoio e calzature e dal settore metalmeccanico. L’utilizzo di FSBA ha riguardato oltre 1.500 imprese artigiane della regione e coinvolto oltre 10mila lavoratrici e lavoratori.

 

(In coda dati suddivisi per territorio e settore)

“I dati rilasciati dall’INPS – commenta il Segretario Generale CGIL Emilia Romagna Massimo Bussandri – sono gravi e preoccupanti. Contesto internazionale, crisi della manifattura tedesca e rallentamento dell’economia italiana stanno mettendo a dura prova la tenuta del sistema manifatturiero a livello nazionale e regionale.  La crisi industriale dovrebbe essere la priorità del Governo, che invece ripropone la ricetta inutile e dannosa dell’austerità, come sempre pagata dai più deboli. Chiediamo da mesi risposte concrete su investimenti, politiche industriali e ammortizzatori sociali ma il Governo appare completamente disinteressato alle condizioni reali dell’economia e del lavoro del Paese.”

“A livello nazionale – aggiunge Paride Amanti della Segreteria CGIL Emilia Romagna – i dati ISTAT parlano chiaro: 22 mesi consecutivi di calo della produzione industriale, in calo a novembre 2024 del 3,2% sullo stesso periodo del 2023 e con veri e propri crolli nei settori della fabbricazione dei mezzi di trasporto (-10,4%) e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-9,9%), mentre si registrano cali diffusi in molti settori che rappresentano filiere fondamentali anche per la manifattura regionale (gomma-plastica, metallurgia, fabbricazioni di macchinari e attrezzature, ecc.). Anche un settore fondamentale come la chimica di base è nel pieno di un progetto che punta sostanzialmente alla dismissione da parte di ENI di un settore strategico per tutta la manifattura e che in Emilia-Romagna occupa migliaia di posti di lavoro nei petrolchimici e in tutto l’indotto.”

È ora – conclude Bussandri – che il Governo metta da parte la propaganda con cui cerca di distogliere l’attenzione dai suoi fallimenti. Servono risposte e servono con urgenza. Servono ammortizzatori in deroga per i settori maggiormente colpiti e servono politiche industriali in grado di accompagnare il sistema produttivo nella transizione ecologica e nella rivoluzione tecnologica. È quanto mai urgente una regia pubblica di questi processi, altrimenti il rischio è un vero e proprio processo di desertificazione industriale che, come Organizzazione Sindacale, contrasteremo in ogni modo. La difesa dell’occupazione e del sistema produttivo regionale sarà per noi una priorità assoluta anche nel confronto con la nuova Giunta regionale e nell’ambito del Patto per il Lavoro e per il Clima. Bene ha fatto prima delle festività il Presidente de Pascale a scrivere al Governo una lettera, condivisa nei contenuti nel Patto, richiedendo al Governo impegni e azioni concrete. L’apertura da parte del Governo alla proroga dell’ammortizzatore in deroga per il comparto della moda non è tuttavia sufficiente. Devono arrivare risposte per tutti i settori in crisi, a partire dal metalmeccanico e dall’automotive.”

 

DATI TERRITORIALI (CIGO-CIGS-CIGD) – Periodo gennaio-dicembre 2024:

  • Bologna: 13.704.300 ore, rispetto alle 7.977.834 ore del 2023 (+71,8%)
  • Ferrara: 4.796.094 ore, rispetto alle 4.916.572 ore del 2023 (-2,5 %)
  • Forlì-Cesena: 3.739.678 ore, rispetto alle 3.497.351 ore del 2023 (+6,9 %)
  • Modena: 13.153.810 ore, rispetto alle 8.626.282 ore del 2023 (+52,5%)
  • Parma: 1.863.811 ore, rispetto alle 1.339.483 ore del 2023 (+39,1%)
  • Piacenza: 1.182.475 ore, rispetto alle 988.126 ore del 2023 (+19,7%)
  • Ravenna: 3.958.897 ore, rispetto alle 2.853.391 ore del 2023 (+38,7%)
  • Reggio Emilia: 11.663.827 ore, rispetto alle 4.936.936 ore del 2023 (+136,3%)
  • Rimini: 6.430.859 ore, rispetto alle 3.971.186 ore del 2023 (61,9%)

 

DATI SETTORIALI (CIGO-CIGS-CIGD) – Periodo gennaio-dicembre 2024:

  • Pelli cuoio e calzature: 1.736.830 ore, rispetto alle 673.899 ore del 2023 (+157%)
  • Attività meccaniche: 39.641.142 ore, rispetto alle 19.208.162 ore del 2023 (+106,4%)
  • Attività metallurgiche: 1.563.334 ore, rispetto alle 918.890 ore del 2023 (+70,1%)
  • Industria alimentare: 1.460.933 ore, rispetto alle 1.149.827 ore del 2023 (+27,1%)
  • Industrie dell’abbigliamento: 2.575.228 ore, rispetto alle 1.586.577 ore del 2023 (+62,3%)
  • Chimica, petrolchimica, gomma e materie plastiche: 3.967.592 ore, rispetto alle 2.727.556 ore del 2023 (+45,5%).

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 31 gennaio 2025

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 31 gennaio 2025Cielo coperto o molto nuvoloso, con precipitazioni deboli-moderate, localmente anche a carattere di rovescio che dal settore centro-occidentale, si estenderanno dal pomeriggio-sera su tutto il territorio. Quota neve intorno ai 1400/1500 metri.

Temperature quasi stazionarie, con minime tra 2 e 5 gradi; massime tra 7/8 gradi della pianura occidentale e 10/11 gradi della costa. Venti inizialmente deboli variabili, tendenti a ruotare da est nel pomeriggio. Mare poco mosso o quasi calmo.

(Arpae)

Maranello: decreto di sequestro per evasione milionaria nel settore del commercio di prodotti petroliferi

Maranello: decreto di sequestro per evasione milionaria nel settore del commercio di prodotti petroliferiNei giorni scorsi, su delega della Procura Europea (EPPO) – Ufficio di Bologna, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Modena hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso il 10 dicembre 2024 dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modena, fino alla concorrenza di circa 14 milioni di euro, nei confronti di una società con sede a Maranello operante nel settore della commercializzazione di prodotti petroliferi, e del proprio rappresentante legale, gravemente indiziato del reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, con riferimento agli anni d’imposta dal 2016 al 2019.

Relativamente a quest’ultima annualità, nei confronti della società si procede anche in relazione alla disciplina prevista in materia di responsabilità amministrativa degli enti, avendo tratto un vantaggio economico dalla commissione del reato tributario.

L’indagine ha avuto origine dalle risultanze di una verifica fiscale condotta nei confronti della società modenese dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena, nell’ambito della quale erano stati approfonditi gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati a un prezzo particolarmente vantaggioso tramite una serie di intermediari. Nel dettaglio, questi ultimi, in molti casi, presentavano tutte le caratteristiche dei soggetti economici che vengono utilizzati come schermi per il compimento di frodi nel settore, quali la mancanza di una sede o di un’adeguata struttura societaria, un’operatività limitata nel tempo e il mancato adempimento agli obblighi dichiarativi e di versamento delle imposte.

La Procura Europea (EPPO), interessata in ragione della rilevanza degli importi delle transazioni che riguardavano operazioni commerciali transnazionali, disponeva l’esecuzione di indagini che consentivano di acquisire ulteriori elementi per qualificare gli intermediari – persone fisiche e imprese dislocate su tutto il territorio nazionale – quali società cartiere (c.d. missing trader) e/o imprese-filtro (buffer) utilizzate come soggetti economici fittiziamente interposti, ovvero come veicoli necessari per la realizzazione della frode fiscale in materia di IVA, per consentire l’acquisto di prodotti petroliferi a prezzi inferiori a quelli di mercato, praticabili solo in ragione dell’evasione delle imposte.

Nel mese di ottobre 2024, sempre su delega della citata Procura Europea, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena eseguiva un decreto di perquisizione presso la sede della società rinvenendo, occultati all’interno dell’autovettura in uso al rappresentante legale della stessa, oltre 120.000 euro in contanti, che venivano sottoposti a sequestro.

Sulla base del decreto emesso dal G.I.P. del Tribunale di Modena, sono stati sequestrati beni mobili e immobili, disponibilità finanziarie e monetarie, oltre all’intero compendio aziendale, per un importo complessivo pari a circa 5 milioni di euro.

Al fine di assicurare l’amministrazione e la continuità dell’azienda in sequestro, su richiesta della Procura Europea – Ufficio di Bologna, il G.I.P. nominava un amministratore giudiziario dell’azienda stessa e delle relative quote sociali.

Le indagini, svolte dalla Guardia di Finanza di Modena sotto il coordinamento della Procura Europea, testimoniano l’impegno profuso a presidio della sicurezza e della legalità economico-finanziaria del Paese e dell’Unione Europea, con particolare riferimento al contrasto delle frodi IVA.

Si evidenzia che la misura cautelare reale è stata emessa nell’ambito della fase delle indagini preliminari, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie, e, in attesa di giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza dell’indagato.

Post alluvione, sopralluogo del presidente della Regione ai cantieri di messa in sicurezza lungo il torrente Idice nel bolognese

Post alluvione, sopralluogo del presidente della Regione ai cantieri di messa in sicurezza lungo il torrente Idice nel bologneseLa prima rottura dell’argine a maggio 2023, con il crollo del Ponte della Motta, e l’avvio di lavori immediati di ripristino in somma urgenza per 32 milioni. Un cantiere danneggiato dalla seconda rottura dopo le piogge di settembre 2024, nel tratto a valle rispetto a quello su cui si era intervenuti. Infine, lo “sfioro” del 20 ottobre scorso, in corrispondenza della finestra di salvaguardia, con cui si sono evitate nuove rotture degli argini nella parte cantierata. Ma nonostante gli effetti devastanti delle piogge e delle piene, non si è mai smesso di lavorare lungo il torrente Idice, neppure nel periodo invernale, nel tratto compreso fra la parte a valle del Ponte della Motta e il Ponte Ferrovia.

E si continua a farlo anche in queste settimane, con una serie di interventi per oltre 30 milioni complessivi. Obiettivo: ricostruire tratti di argine, rinforzarli con diaframmature, intervenire sulle erosioni delle sponde e risagomare il torrente. Cantieri, questi, oggetto di un nuovo sopralluogo, ieri, del presidente della Regione Michele de Pascale, insieme alla sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, nella pianura bolognese. Presenti i sindaci Carlo Gubellini (Castenaso), Debora Badiali (Budrio) e Bruno Bernardi (Molinella).

Prima tappa Castenaso, con sopralluogo all’abitato di Fiesso, dove lo scorso autunno si sono verificati numerosi allagamenti; poi via Marconi, la Bassa Benfenati e il Sentiero Idice. Seconda tappa Budrio, al Ponte di via Rabuina: qui l’Idice è uscito nel tratto non arginato lo scorso ottobre, con l’acqua che è arrivata da un lato a Vigorso, dall’altro a Budrio paese. Poi il cantiere del Ponte della Motta, dove il torrente ha “rotto” la prima volta a maggio 2023 e una seconda volta a settembre 2024 (nel tratto a valle rispetto a quello su cui si era intervenuti), per poi uscire dallo sfioro a ottobre senza compromettere l’integrità degli argini. Terza e ultima tappa Molinella, con la frazione alluvionata di Selva Malvezzi, e la riunione in Municipio.

“L’Idice è una delle priorità di intervento su cui ci si è concentrati da subito e l’attenzione non è mai calata- commentano de Pascale e Rontini-: qui è stato aperto un cantiere di somma urgenza immediatamente, tra estreme difficoltà e, nonostante i danni dovuti alle successive alluvioni, i lavori, complessi e onerosi, si sono conclusi a dicembre 2024. Ricostruire il Ponte della Motta- proseguono presidente e sottosegretaria- è fondamentale per la viabilità e la mobilità delle decine di migliaia di persone che in questo territorio vivono e si spostano per andare a lavorare o portare i figli a scuola. Anche la struttura commissariale condivide questa necessità e stiamo lavorando con la Città metropolitana per snellire procedure e tempi di realizzazione”.

Gli interventi, conclusi e in corso

Sono stati completati i lavori di somma urgenza per il ripristino e la messa in sicurezza lungo l’Idice, tra Molinella e Budrio, nei pressi del Ponte della Motta, crollato a causa dell’alluvione del maggio 2023. Lavori che hanno visto un investimento totale di 32 milioni di euro, per la ricostruzione degli argini e la realizzazione di barriere impermeabili (diaframmature plastiche) all’interno degli stessi.

Attualmente sono in corso altri cantieri, a partire da un intervento di somma urgenza da 6 milioni di euro per il ripristino dell’integrità dei rilevati arginali del torrente a valle della località La Motta, in comune di Budrio, in seguito all’evento alluvionale del 19 settembre 2024. Al momento è stata completata la ricostruzione dell’argine, raggiungendo la quota di sommità; successivamente si procederà con la diaframmatura del tratto ricostruito e la realizzazione di una scogliera di protezione della parte di sponda che è a continuo contatto con l’acqua, con lo scopo di prevenire eventuali erosioni.

Sempre in corso un intervento da 2 milioni di euro per la ripresa di erosioni delle sponde e la risagomatura del torrente Idice nel comune di Budrio, da Vigorso a Ponte Ferrovia; tutto questo per risolvere criticità che si sono verificate dopo gli eventi di maggio 2023.

Si sta lavorando anche (intervento da 2,5 milioni) per realizzare la diaframmatura del tratto in destra idraulica dell’Idice a valle della rotta del 2023; parallelamente, si interviene (con 1 milione) con il taglio della vegetazione all’interno dei corsi d’acqua del bacino dell’Idice. Tra i corsi interessati dai lavori, oltre all’Idice, anche il tratto arginato del torrente Quaderna, che corre all’interno del territorio del comune di Molinella per circa 7 chilometri.

All’interno di un finanziamento complessivo da 700mila euro dedicato ai tratti non arginati dei corsi d’acqua dei bacini dei torrenti Idice e Sillaro, si sta lavorando per diradare il verde ed effettuare tagli e rimozione di piante, a terra o a rischio caduta, nel tratto dell’Idice in comune di Castenaso, a monte dell’abitato.

Infine, l’intervento in corso da 20 milioni di euro, nei comuni di Budrio e Molinella, per completare il ripristino dei corpi degli argini nel tratto del torrente Idice danneggiato dalla rotta di maggio 2023 e nelle parti danneggiati negli eventi alluvionali del 2024.

CCNL Edilizia, intesa sul rinnovo

CCNL Edilizia, intesa sul rinnovoIntesa raggiunta nella notte. I sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e parti datoriali Ance, Legacoop, Confcooperative e Agci, hanno rinnovato la parte salariale del contratto collettivo nazionale di lavoro industria e cooperative dell’edilizia. Il contratto interessa oltre un milione di addetti. L’aumento salariale al secondo livello (operaio qualificato) è pari a 210,60 euro, diviso in tre tranche: 93,60 euro dal 1° febbraio e altre due tranche da 58,50 euro ciascuna dal 1° marzo 2026 e dal 1° marzo 2027, con un recupero inflattivo dell’11% e un aumento sui minimi del 18%.

Il contratto avrà decorrenza dal 1° febbraio 2025 e scadrà il 30 giugno 2028. “Archiviata la parte economica – come scritto nell’accordo – c’è l’impegno di concludere entro il 28 febbraio 2025 sui temi rimasti ancora aperti: accordi su catalogo formativo nazionale, sorveglianza sanitaria, istanze del settore, premialità; denuncia unica edile ed F24 con lavori della Commissione entro sei mesi; trasferta nazionale; lavoro straordinario; non sovrapponibilità dei cicli contrattuali; prevedi; commissione classificazione. Di notevole interesse sarà la definizione della denuncia unica, trasferta ed FF24: elementi dirimenti sia in termini di semplificazione, che di ulteriore contrasto al lavoro irregolare”. “Questo accordo conferma il valore importante delle relazioni industriali del settore. Ancora una volta le parti sociali scelgono la strada della regolarità e legalità attraverso lo strumento delle casse edili – dichiarano le segreterie nazionali di Feneal, Filca, Fillea. Quindi, “con questa firma – spiegano Feneal, Filca e Fillea – siamo riusciti ad assicurare un aumento salariale davvero significativo agli addetti del settore, che consenta loro di tutelare e rafforzare il potere di acquisto”.

Operaio ferito in un infortunio sul lavoro stamane a Sassuolo

Operaio ferito in un infortunio sul lavoro stamane a Sassuolo
immagine d’archivio

Un operaio edile 62enne è rimasto gravemente ferito in un infortunio sul lavoro avvenuto in un cantiere di via Regina Pacis a Sassuolo. E’ successo questa mattina intorno alle 10:30. L’uomo, inciampando, sarebbe cauto a terra sbattendo la testa e riportando un forte trauma cranico. I sanitari, arrivati sul posto con automedica ed ambulanza, hanno provveduto al trasporto dell’operaio all’ospedale di Baggiovara: ricoverato in prognosi riservata non sarebbe in pericolo di vita. Intervenuti la Medicina del lavoro e i carabinieri di Sassuolo.

Confcooperative Emilia Romagna a Bruxelles

Confcooperative Emilia Romagna a BruxellesTransizione ecologica, inclusione e sostenibilità ma anche agroalimentare, credito, welfare, casa e appalti. Sono stati tanti i temi trattati durante la visita istituzionale, tenutasi ieri e oggi, del Consiglio di presidenza di Confcooperative a Bruxelles in occasione dell’Anno Internazionale delle Cooperative proclamato dall’ONU per il 2025. Presente nella delegazione anche il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza, insieme ai cooperatori emiliano-romagnoli membri del Consiglio di presidenza nazionale.

Per l’occasione i rappresentanti di Confcooperative hanno incontrato Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione Europea; Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, per il Sud, le Politiche di coesione e per il PNRR; Sandra Gallina, nuovo capo della Direzione Generale per la salute e la sicurezza alimentare; Francesco Corti, membro del Gabinetto della Commissaria Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea e commissario europeo per le competenze, l’istruzione, la cultura, il lavoro e i diritti sociali; l’ex presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta, che ha parlato del suo rapporto “Molto più di un mercato”. Altri incontri sono avvenuti con alcuni europarlamentari italiani dei vari schieramenti.

“Sono stati due giorni intensi e molto proficui – commenta Francesco Milza -, durante i quali abbiamo potuto toccare con mano la dimensione europea del modello di impresa cooperativa in un contesto storico mondiale reso sempre più complesso dagli attuali sviluppi geopolitici, che comportano scelte di indirizzo forti e significative da parte dell’Unione Europea. Abbiamo apprezzato molto l’assegnazione di una delega specifica per l’Economia Sociale al Commissario europeo Roxana Mînzatu, a sottolineare l’importanza di un ambito in cui ci riconosciamo pienamente: non a caso la Regione Emilia-Romagna è stata la prima e unica istituzione nel panorama nazionale ad assegnare, su nostro impulso, una delega all’Economia Sociale all’interno della sua Giunta, in particolare al vicepresidente Vincenzo Colla”.

I numeri dell’Economia Sociale, evidenziati dal presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini durante la visita a Bruxelles, confermano l’importante peso che il mondo cooperativo italiano riveste all’interno di questo sistema. Da quanto emerso, infatti, l’Economia Sociale rappresenta una componente fondamentale dell’economia europea con 4,3 milioni di imprese e oltre 11,5 milioni di occupati, e le cooperative ne sono parte integrante con 4,5 milioni di occupati. Di questi 1,3 milioni sono occupati dalla cooperazione italiana e circa la metà di loro lavora nelle 16.500 imprese associate a Confcooperative, che rappresentano il 4% del PIL. “Le cooperative sono un grande strumento di coesione sociale – conclude Milza – e possono giocare un ruolo chiave nel presidio e nella valorizzazione del territorio. Ma non solo. A Bruxelles abbiamo ribadito la necessità di perseguire policy di sviluppo legate alla sostenibilità oltre che alla competitività, tenendo conto dei livelli di specificità che il mondo della cooperazione esprime nei diversi settori che tocca, dall’agricolo al sociale passando per la casa e gli appalti, contribuendo a dare valore aggiunto a tutte le nostre comunità”.

Turismo: la crescita non si ferma: oltre 40,5 milioni le presenze nel 2024 in Emilia-Romagna (+3,6%), 11,8 milioni gli arrivi (+2,7%)

Turismo: la crescita non si ferma: oltre 40,5 milioni le presenze nel 2024 in Emilia-Romagna (+3,6%), 11,8 milioni gli arrivi (+2,7%)Non si arresta la crescita del turismo in Emilia-Romagna. Lo confermano i dati relativi al 2024 con oltre 40,5milioni di presenze, in aumento del +3,6% rispetto al 2023, mentre gli arrivi sfiorano gli 11,8 milioni, pari al +2,7%, sempre sull’anno scorso.

Una crescita trainata in particolare dall’aumento dei turisti stranieri che fanno segnare un +9,2% degli arrivi (3.537.387) e un +9,8% dei pernottamenti (12.171.605). Aumenti più contenuti per quelli italiani, che rappresentano comunque il 70% del movimento turistico complessivo: +0,2% gli arrivi, +1,1% le presenze.

Dati complessivamente positivi anche rispetto al periodo pre-pandemico. Il confronto con il 2019, l’anno boom del turismo emiliano-romagnolo, evidenzia infatti un +1,6% per gli arrivi e un +0,5% per le presenze, considerando sia il turismo interno che quello dall’estero.

È quanto risulta dai primi dati provvisori Istat raccolti ed elaborati dall’Ufficio statistica della Regione Emilia-Romagna relativi al periodo gennaio-dicembre 2024.

“Questi dati descrivono il potenziale e l’attrattività dell’Emilia-Romagna, frutto di una strategia integrata pubblico-privato- affermano il presidente, Michele de Pascale, e l’assessora regionale al Turismo, commercio e sport, Roberta Frisoni-. Un risultato positivo che va ricondotto alla qualità dell’offerta complessiva, alla professionalità degli operatori, alla capacità di investire per innovare e qualificare, alla collaborazione con i territori. È chiaro però che questi dati non riflettono le difficoltà di un settore alle prese con inflazione, aumento dei costi delle materie prime ed energetiche, la redditività stesse delle imprese. Temi che abbiamo ben presente e che vogliamo affrontare insieme, lavorando al fianco degli operatori, delle Destinazioni turistiche, di Apt e di tutti gli enti pubblici e privati. Così come vogliamo continuare a promuovere la destagionalizzazione e implementare l’accessibilità del nostro territorio dai mercati internazionali, sia quelli consolidati, sia quelli che stanno dimostrando di avere sempre più interesse nella nostra destinazione. Da qui la necessità, più volte richiamata, di ragionare anche su una strategia integrata del nostro sistema aeroportuale regionale e sul potenziamento dei collegamenti ferroviari”.

Le destinazioni

Bene il turismo nelle località costiere, con la Riviera emiliano-romagnola che si conferma di gran lunga la meta più gettonata con quasi 6 milioni di arrivi (+2,3% sul 2023) e 27,4 milioni di presenze (+2,8 sempre sul 2023). Significativi i numeri anche delle città d’arte con 3,7 milioni di arrivi (+2,9%) e 8 milioni di presenze (+6,8%). Il 2024 conferma l’attrattività delle località collinari (+7,8% gli arrivi e + 5,5 % le presenze sul 2023) e appenniniche (+4,3%, + 2,3%). In ripresa sullo scorso anno le località termali con +2,1% gli arrivi e +5,2% le presenze. In buona salute il turismo nelle altre località: +2,8% e +1,3%.

I dati sul turismo dall’estero

Sempre più turisti stranieri scelgono l’Emilia-Romagna. Il bilancio del 2024 sul 2023 lo evidenzia per tutte le destinazioni, a partire dalle località collinari e appenniniche (+12,7% e +2,2% gli arrivi; +12,8% e +10% le presenze). Molto bene anche le città d’arte (+8,6% gli arrivi, +13,3% le presenze), la Riviera (+8,3% e +7,8%) e le località termali (+8,7% e +11,1%). Non fanno eccezioni le altre località: +13,4% gli arrivi e +10% le presenze.

Il confronto con il 2019

Un bilancio positivo, come si è detto, anche rispetto al periodo precedente la pandemia (+1,6% gli arrivi e +0,5% le presenze). Rispetto al 2019, anno record del turismo emiliano-romagnolo, da sottolineare la fortissima crescita del turismo dall’estero: +13,3% e +14,7% arrivi e presenze. Così come il successo delle città d’arte (+5,6% gli arrivi e +16,9% le presenze) e delle località collinari (+19,5% e + 14,1%). Mentre resta negativo il bilancio pre-pandemico (-5,5% gli arrivi, -2,2% le presenze) per l’Appennino e le località termali (-13,5% gli arrivi, -13,8% le presenze).

I dati provvisori Istat saranno disponibili da domani sul Portale statistica

A Fiorano il “Tè delle cinque” con l’attrice Giorgia Trasselli

A Fiorano il “Tè delle cinque” con l’attrice Giorgia TrasselliSabato 1° febbraio riprendono gli appuntamenti con il “Tè delle cinque” a Villa Cuoghi, in via Gramsci, 32  a Fiorano Modenese.

Alle ore 16.30 l’attrice teatrale e regista Giorgia Trasselli, indimenticabile tata di Casa Vianello presenterà il suo libro “Scusi, lei fa teatro? La tata più famosa d’Italia tra palcoscenico e tv”. Converserà con l’attrice Tina De Falco.

Sarà presente anche Massimiliano Beneggi, laureato in Filosofia Estetica, giornalista, biografo ed esperto di teatro e di musica.

Accompagnerà la conversazione la musica eseguita Elena Montorsi. Al termine dell’incontro il consueto momento del tè.

L’evento è organizzato dall’associazione artistica INarte, in collaborazione con l’associazione fotografica Framestorming, il Circolo culturale Nuraghe Pinuccio Sciola e con il patrocinio del Comune di Fiorano Modenese.

Ingresso libero e gratuito.

Sostegno al reddito degli agricoltori di montagna e alle imprese in aree svantaggiate

Sostegno al reddito degli agricoltori di montagna e alle imprese in aree svantaggiateContributi unitari ad ettaro più alti alle imprese agricole di montagna e delle altre zone della regione con svantaggi naturali, e poi ancora un incremento della dotazione per i bandi dedicati alla produzione integrata e dell’aliquota di sostegno per gli agricoltori che investono nel miglioramento del benessere degli animali in allevamento.

Sono alcune delle proposte di modifica al Complemento di programmazione per Sviluppo Rurale dell’Emilia-Romagna 2023- 27 a cui la Regione ha dato il via libera nell’ultima seduta di Giunta, con la finalità di riallocare le risorse a disposizione per meglio soddisfare le esigenze emerse durante l’attuazione del Piano.

Complessivamente le risorse riallocate ammontano a quasi 10 milioni di euro, sul totale della dotazione complessiva del Complemento di programmazione per Sviluppo Rurale dell’Emilia-Romagna 2023- 2027, che verranno utilizzati per potenziare le linee di intervento che necessitano di un maggiore fabbisogno.

“Le proposte di modifica approvate rappresentano un passaggio fondamentale per sostenere il reddito e la competitività delle aziende agricole che operano in montagna e nelle altre zone svantaggiate della regione- afferma l’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi-. Con queste misure rafforziamo il supporto agli agricoltori che operano in questi contesti difficili, compensando i costi più elevati e le difficoltà produttive che caratterizzano queste zone e il divario economico rispetto alle zone ordinarie”.

“Gli interventi puntano non solo ad offrire stabilità economica a famiglie ed imprese che lavorano in questo contesto- prosegue l’assessore- ma mirano anche a preservare l’integrità sociale e ambientale di queste aree, promuovendo la tutela del paesaggio, delle tradizioni e della biodiversità e contrastando il rischio spopolamento, con l’obiettivo di costruire un agricoltura sostenibile, anche dal punto di vista economico, e capace di valorizzare ogni angolo del nostro territorio”

Zone svantaggiate

Di particolare rilievo la misura che prevede l’aumento del sostegno agli agricoltori che operano in montagna e nelle zone con svantaggi naturali, in considerazione del divario di reddito rispetto a quelli operanti in zone ordinarie e della tendenza allo spopolamento delle aree caratterizzate da svantaggi naturali, anche a seguito degli eventi franosi che hanno colpito il territorio montano e collinare emiliano-romagnolo nell’ultimo periodo.

Il supporto alle aziende che hanno sede in queste zone avverrà lungo due direzioni.

In primo luogo, è previsto l’aumento delle indennità compensative ad ettaro nelle aree svantaggiate montane e non montane per sostenere il reddito degli agricoltori. Per le aziende in zone montane l’importo massimo riconoscibile ogni anno per ettaro di superficie passa da 200 a 300 euro per le imprese agricole zootecniche e da 125 a 200 per le altre imprese. Per quanto riguarda le aziende collocate in altre zone naturalmente svantaggiate. L’importo massimo riconoscibile per ettaro di superficie agricola per anno passa da 60 a 150 euro.

L’altro fronte di intervento riguarda il ricambio generazione e gli aiuti ai giovani agricoltori che decidono di stabilirsi in queste aree. Il contributo per l’insediamento passa da 60mila a 70 mila euro.

Produzione integrata

Per quanto riguarda il bando destinato al sostegno della produzione integrata, vista l’alta mole di domande attese, si intende aumentare la dotazione prevista. Che passerà da una cifra superiore ai 17 milioni di euro a circa 23 milioni, in modo da poter sostenere impegni annuali per 7.7 milioni. A tale scopo le risorse necessarie all’intervento ammontano a circa 6 milioni.

Benessere animale

Vista l’importanza della causa e la crescente sensibilità rispetto al tema, aumenterà anche l’aliquota di sostegno per incoraggiare maggiormente gli allevatori ad intraprendere investimenti volti al miglioramento del benessere degli animali negli allevamenti, che passerà dal 65% al 70%.

Comitato di Indirizzo AIPo, ingresso di Michele De Pascale, Presidente Regione Emilia-Romagna

Comitato di Indirizzo AIPo, ingresso di Michele De Pascale, Presidente Regione Emilia-Romagna
Il presidente della Regione, Michele de Pascale

Nel corso della  seduta odierna del Comitato di Indirizzo di AIPo, formato dai rappresentanti delle quattro Regioni istitutive dell’Agenzia (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto) è stato deliberato l’ingresso nell’organo di Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna, in rappresentanza della stessa.

Il Comitato risulta quindi così formato:  Gianpaolo Bottacin, Regione Veneto,  Assessore all’Ambiente, Clima, Protezione civile, Dissesto idrogeologico, Presidente del Comitato di Indirizzo AIPo; Gianluca Comazzi, Regione Lombardia, Assessore al Territorio e Sistemi verdi; Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna; Marco Gabusi, Regione Piemonte, Assessore ai Trasporti e infrastrutture, Opere pubbliche e difesa del suolo, Protezione civile.

Il Presidente del Comitato di Indirizzo AIPo, Gianpaolo Bottacin ha rivolto, anche  a nome dei colleghi, un saluto di benvenuto al nuovo componente: “Nel ringraziare Irene Priolo per l’apporto dato nel periodo trascorso, do il benvenuto al Presidente De Pascale e sono certo che il Comitato di Indirizzo, col suo contributo e quello dei colleghi di Lombardia e Piemonte già in carica,  continuerà a lavorare con spirito unitario e positivo affinché AIPo sia sempre più in grado di  garantire ai territori un livello adeguato di sicurezza rispetto ai fenomeni avversi e di valorizzazione degli àmbiti fluviali”.

Maltempo, i danni causati dal forte vento di ieri a Sassuolo

Maltempo, i danni causati dal forte vento di ieri a SassuoloAlcuni alberi abbattuti dislocati sull’intero territorio cittadino e problemi alle coperture di alcuni edifici: sono questi i principali problemi causati dal forte vento di ieri a Sassuolo e che hanno portato all’ordinanza n°19 che impone la chiusura dei parchi pubblici, del Cimitero Monumentale, della Biblioteca Leontine e degli accessi al Percorso Natura Secchia fino a venerdì 31 gennaio.

Per quanto riguarda gli edifici sono numerosi, ma tutto sommato lievi e senza alcun danno alle persone, i problemi causati dal vento.

Le segnalazioni pervenute riguardano il distacco di una guaina alla copertura delle Ruini, alcuni tratti di scossalina staccati alle Don Milani, per cui è stato avvisato il lattoniere; alcuni tratti di scossalina staccati alla mensa in costruzione alle Sant’Agostino, dove interverrà l’impresa esecutrice; alcuni pezzi di copertura caduti alle San Carlo; alcuni distacchi di intonaco alla facciata delle vecchie Vittorino Da Feltre; infine alcune parti di scossalina si sono staccate anche al direzionale il Diamante, insieme all’insegna posta sopra l’ingresso principale, con l’intervento di messa in scurezza da parte della squadra operai di Sgp.

Quanto avvenuto nel pomeriggio di ieri – afferma l’Assessore ai Lavori Pubblici Maria Raffaella Pennacchia – e che purtroppo negli ultimi anni si sta verificando con sempre maggiore frequenza, pone l’accento sulla necessità e sull’importanza delle manutenzioni, a maggior ragione in edifici non più nuovi ed sui quali per tanti anni non si è intervenuto.

Manutenzioni che non si possono limitare alla messa in sicurezza ex post, ma devono mettere in atto un’indispensabile prevenzione a fenomeni metereologici che anno dopo anno diventano sempre più estremi e sempre più frequenti: questo è l’obiettivo che ci prefiggiamo di realizzare nei prossimi mesi e nei prossimi anni.

La nota positiva – conclude l’Assessore – rispetto a quanto avvenuto ieri è data dall’intervento, pressoché in tempo reale, di tecnici ed opera di Sgp che, attraverso interventi in prima persona o indicazioni alle ditte di riferimento, hanno immediatamente messo in sicurezza gli edifici coinvolti e che ringrazio a nome dell’intera Amministrazione comunale”.

 

Intossicazioni da monossido di carbonio, ecco come prevenirle e cosa fare in caso di sintomi

Intossicazioni da monossido di carbonio, ecco come prevenirle e cosa fare in caso di sintomiAttenzione e prevenzione. Sono queste le parole d’ordine per evitare gli incidenti legati al monossido di carbonio. Con l’arrivo dell’inverno e delle temperature rigide, sono infatti frequenti i casi di intossicazione, di cui gli ultimi registrati tra dicembre e gennaio in provincia di Modena, a San Felice e Finale Emilia, hanno visto coinvolte intere famiglie. Per questo alcuni accorgimenti possono fare la differenza per evitare incidenti ed episodi altamente pericolosi.

Come ogni anno la Regione Emilia-Romagna ricorda quali sono le azioni più importanti per evitare il rischio intossicazione e anche l’Azienda USL di Modena, in particolare il Servizio di Emergenza territoriale 118, lancia un appello ai cittadini perché rispettino alcune indicazioni fondamentali. Nel corso del 2024 sono stati complessivamente 31 i casi di intossicazione da monossido trattati nelle strutture sanitarie della provincia, di cui 26 in Pronto Soccorso e 5 nei Cau.

In particolare, gli incidenti di questo tipo si verificano molto spesso a causa del malfunzionamento di impianti di riscaldamento, in seguito alla combustione di sostanze (legna, pellets o idrocarburi) in ambienti poveri di ossigeno e con scarso ricambio di aria. La fiamma, una volta consumato tutto l’ossigeno presente nell’ambiente domestico, inizia a produrre questa pericolosa sostanza, un gas altamente tossico, incolore, inodore ed insapore: respirarlo può causare gravi intossicazioni e persino la morte.

Tra i consigli c’è quello di non usare in ambienti chiusi o semichiusi stufe o stufette a gas o a fiamma libera, bracieri, barbecue per scaldarsi o cucinare; fare verificare l’impianto – caldaie, caminetti, stufe, canne fumarie – da un tecnico qualificato e far pulire almeno una volta l’anno le canne fumarie; non lasciare veicoli a motore accesi in garage o in locali chiusi

Se, in presenza di un’apparecchiatura a combustione in ambiente chiuso, si avvertono sintomi come mal di testa, vertigini, nausea o vomito, confusione mentale, stanchezza, dolore toracico o perdita di coscienza, spesso diffusi tra tutti i componenti familiari, è necessario contattare subito il 118, per un soccorso sanitario immediato.

E’ inoltre prioritario allontanare tutte le persone presenti dall’ambiente contaminato, aprendo porte e finestre per far entrare aria pulita, oltre a spegnere l’apparecchio (o l’impianto) che produce monossido.

Ondata di forte vento in tutta l’Emilia-Romagna, un migliaio di interventi dei Vigili del Fuoco

Ondata di forte vento in tutta l’Emilia-Romagna, un migliaio di interventi dei Vigili del FuocoSono stati circa un migliaio gli interventi dei Vigili del Fuoco ieri in Emilia-Romagna, colpita da fortissime raffiche di vento. Di questi, quasi la metà per rimuovere alberi pericolanti che sono caduti o si sono spezzati. Bologna, Modena e Reggio Emilia le province con più segnalazioni: quasi 300. Inoltre, a Cesenatico (FC), la Guardia Costiera e la Capitaneria di porto di Rimini hanno soccorso i quattro membri dell’equipaggio di un peschereccio, naufragato sugli scogli di fronte alla spiaggia: soccorsi sul posto dal personale del 118, sono stati trasportati in ambulanza all’ospedale Bufalini di Cesena in via precauzionale.

“Ringrazio i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine e il personale sanitario di tutta la Regione che sono al lavoro ininterrottamente da ieri pomeriggio e hanno proseguito nei loro interventi tutta la notte e questa mattina per mettere in sicurezza persone, strade e terreni- sottolinea il presidente della Regione, Michele de Pascale-. Come loro, desidero ringraziare anche i volontari di Protezione civile, che come in ogni emergenza non hanno fatto mancare il proprio apporto prezioso: da ieri, è aperto 24 ore su 24 il Cor, il Centro operativo regionale, con i tecnici a disposizione, oltre a diversi Centri di coordinamento dei soccorsi e Centri operativi comunali. Per fortuna la situazione è sotto controllo e non si segnalano criticità”, ha concluso de Pascale.

La provincia con più interventi per maltempo è stata quella di Bologna, con 188. Seguono Modena con 114 e Reggio Emilia con 86. In Romagna, 34 quelli a Ravenna, 30 a Forlì-Cesena, 25 a Rimini. Quindi 22 a Ferrara, 7 a Parma e 7 a Piacenza. I dati sono aggiornati alle 8 di stamattina. Le persone soccorse in tutta l’Emilia-Romagna sono state 23.

L’assessore Mammi guida a Bruxelles la delegazione di EURegions4Cohesion

L’assessore Mammi guida a Bruxelles la delegazione di EURegions4CohesionIl futuro delle politiche di coesione e la necessità di un ruolo centrale delle Regioni nella definizione dei fondi europei sono al centro della prima missione a Bruxelles di Alessio Mammi, in veste di assessore ai Rapporti con la Ue. Una due giorni fitta di impegni che ha visto ieri l’incontro con il commissario europeo al Bilancio, Piotr Serafin, e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea con deleghe a coesione e riforme, Raffaele Fitto. E che oggi si concluderà con un confronto al Comitato europeo delle Regioni, la visita alla delegazione della Regione Emilia-Romagna e la partecipazione alla reception annuale organizzata dalla Nouvelle Aquitaine.

Proprio insieme ad Alain Rousset, presidente della regione francese Nouvelle Aquitaine, gemellata dal 1999 con l’Emilia-Romagna – e con la quale divide anche la sede a Bruxelles -, Mammi ha guidato una delegazione di presidenti e ministri regionali della rete EURegions4Cohesion. Ne hanno fatto parte anche i governatori Francesco Rocca (Lazio) e Vito Bardi (Basilicata). Nata alla vigilia delle elezioni europee, la rete EURegions4Cohesion ha l’obiettivo di tutelare la gestione della politica di coesione europea dai rischi di una ricentralizzazione a livello nazionale. A oggi vi hanno aderito in tutto 144 Regioni europee, per chiedere alla Commissione Europea di mantenere l’attuale modello di gestione condivisa con le regioni della politica di coesione anche dopo il 2027.

“A Serafin e Fitto abbiamo ribadito l’importanza di conservare un forte ruolo delle Regioni nel processo di programmazione e attuazione della politica di coesione del futuro- commenta Mammi-.  Nel riconoscere la necessità di riformare la politica di coesione, chiediamo che questa mantenga un orientamento territoriale, basato sul dialogo con l’Unione Europea e sulla gestione condivisa. Un approccio capace di riconoscere le peculiarità, i punti di forza e le necessità regionali, essenziali affinché la politica di coesione continui a dare risultati, primo fra tutti la riduzione del divario di sviluppo fra le diverse aree e zone dell’Unione”.

“La Regione Emilia-Romagna in questi anni- prosegue l’assessore- ha garantito una programmazione strategica unitaria delle politiche europee di sviluppo, definendo un sistema di governance e di monitoraggio che ha coinvolto tutti i principali attori territoriali anche attraverso l’individuazione di due tavoli di confronto: il Patto per il Lavoro e per il Clima e la cabina di regia regionale con gli Enti Locali”.

 

La rete Euregions4Cohesion

Promossa dalla Nouvelle Aquitaine e dall’Emilia-Romagna, conta a oggi 144 regioni provenienti da Germania, Austria, Belgio, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia. Questa iniziativa è inoltre sostenuta da due reti, la Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM) e il Network Europeo per la Ricerca e l’Innovazione delle Regioni (ERRIN).

A maggio 2024 è stata inviata una lettera alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, con la richiesta di avere un vicepresidente esecutivo alla Coesione e di mantenere centrale il ruolo delle Regioni nelle future politiche. Un’azione che ha contributo all’inclusione nelle linee guida di Von der Leyen di un paragrafo dedicato alle “necessità di una politica di coesione e di sviluppo rafforzata con le Regioni al centro”. Inoltre, a ottobre scorso è stato organizzato un evento sul tema con regioni provenienti da 16 Stati membri e oltre 40 europarlamentari di diversi gruppi politici.

 

La programmazione regionale per la politica di coesione 

La politica di coesione si articola in Europa con il Fondo di Sviluppo regionale (FESR) e il Fondo sociale europeo (FSE+) dedicati a raggiungere 5 obiettivi di policy prioritari per la competitività dell’UE: un Europa più smart, un’Europa più verde, un’Europa più connessa, un’Europa che tutela i diritti sociali, un’Europa vicina ai cittadini. L’Emilia-Romagna ha promosso una governance condivisa delle politiche europee di sviluppo basata sul confronto e la sinergia con gli enti locali e i principali attori economici e sociali che operano in regione per arrivare insieme all’approvazione dei programmi regionali del Fondo di Sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo (FSE+), che definiscono gli obiettivi prioritari e le risorse assegnate. Un approccio che ha permesso di utilizzare a pieno le risorse assegnate all’Emilia-Romagna, che ammontano per il settennato 2021-2027, a oltre 1 miliardo e 24 milioni di euro per ciascun programma.

Per quanto riguarda il Programma Regionale FESR, oltre il 53% delle risorse sono destinate a Ricerca e Innovazione e alla Transizione Digitale e il 30,9% sono indirizzate alla lotta al cambiamento climatico. Molta attenzione è stata messa sullo sviluppo territoriale attraverso l’azione di due strumenti: le Agende Trasformative Urbane Sviluppo Sostenibile (ATUSS) che hanno portato all’approvazione di 14 strategie e 109 progetti territoriali e le Strategie Territoriali per le Aree Montane e Interne (STAMI) che hanno visto approvare 9 strategie che interessano 7 aree, per un totale di 109 progetti territoriali.

Il Programma Regionale dei fondi FSE+ concentra oltre il 50% delle risorse a sostegno dell’occupazione giovanile e degli adulti (502 milioni), il 20% a supporto del sistema di istruzione, formazione e di qualifica delle competenze, circa il 30% per azioni di inclusione sociale, tra cui una misura specifica a sostegno delle famiglie per l’accesso ai nidi (0-3 anni). Infine, in ottica di politiche di coesione territoriale, il 10% delle risorse dei Programmi è dedicato ad interventi a favore dello sviluppo territoriale e locale delle aree interne e montane.

Poste Italiane informa che da sabato 1° febbraio saranno in pagamento le pensioni del mese

Poste Italiane informa che da sabato 1° febbraio saranno in pagamento le pensioni del mesePoste Italiane comunica che in tutti gli uffici postali della regione Emilia-Romagna le pensioni del mese di febbraio saranno in pagamento a partire da sabato 1.

Sempre a partire da sabato 1 le pensioni di febbraio saranno disponibili anche per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution che abbiano scelto l’accredito. I possessori di Carta di Debito associate a conti/libretti o di Postepay Evolution, quindi, potranno prelevare in contanti dagli ATM Postamat del territorio emiliano romagnolo, senza recarsi allo sportello.

Inoltre, i possessori di Carta di Debito associate a conti/libretti potranno usufruire gratuitamente di una polizza assicurativa che consente un risarcimento fino a 700 euro all’anno sui furti di contante subiti nelle due ore successive al prelievo effettuato sia dagli sportelli postali sia dagli ATM Postamat.

Per evitare tempi di attesa superiori alla media, Poste Italiane consiglia a tutti i pensionati, ove possibile, di recarsi a ritirare la pensione in tarda mattinata o durante le ore pomeridiane privilegiando i giorni successivi ai primi.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.poste.it o contattare 06 45263322.

 

Teatro in Fabula: continua il laboratorio di teatro per ragazzi all’Astoria di Fiorano

Teatro in Fabula: continua il laboratorio di teatro per ragazzi all’Astoria di FioranoDomenica 2 febbraio, all’Astoria di Fiorano Modenese, è in programma il secondo appuntamento di “Teatro in Fabula”, laboratorio di teatro dedicato a bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni.

L’appuntamento di domenica sarà dedicato ad approfondire le proprie emozioni e il proprio lato fantasioso, dando ai partecipanti la possibilità di scoprire nuovi modi per esprimersi. Il laboratorio sarà suddiviso su due orari: dalle 15 alle 16.30 per la fascia d’età 6-10 anni e dalle 17 alle 18.30 per la fascia 11-13 anni.

Teatro in Fabula è proposto dall’associazione “Quelli del ’29”, in collaborazione con il Comune di Fiorano Modenese, per sperimentare l’arte della recitazione e dell’improvvisazione in un ambiente divertente e accogliente.

Il prossimo appuntamento sarà domenica 16 febbraio con la scoperta dell’arte del racconto, creando storie e personaggi di ogni tipo, mentre sabato 8 marzo 2025, alle ore 21.00 sarà possibile partecipare a “Storie in pigiama”, un momento speciale per stare insieme prima di dormire, ritrovando l’antica tradizione di narrare storie della buona notte. Verranno raccontate favole conosciute ma anche scritte e interpretate dai partecipanti del laboratorio Teatro in Fabula. Obbligatorio il pigiama! Dopo lo spettacolo tisana e biscotti per tutti prima di andare a dormire. Lo spettacolo è aperto a tutti, il biglietto costa 12 euro.

Ogni incontro prevede un approfondimento diverso per rendere l’esperienza il più multidisciplinare possibile. Si può partecipare a tutti gli incontri o anche a un singolo incontro, al costo di 15 euro l’uno.

Per info e prenotazioni chiamare il numero 366 3206544 dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30, il sabato e la domenica solo messaggi WhatsApp, oppure scrivere alla email quellidel29@gmail.com

Consiglio comunale del 30 gennaio al castello di Formigine

Consiglio comunale del 30 gennaio al castello di Formigine
Antonietta Vastola

Si riunirà giovedì 30 gennaio alle 20.30 presso le sale del Castello il Consiglio comunale, presieduto da Antonietta Vastola. All’ordine del giorno dei lavori sono iscritte tre interpellanze (su giorno del ricordo, medici di medicina generale, notiziario comunale), una delibera (convenzione con il comune di Quattro Castella per il servizio di segreteria) e dieci mozioni proposte dai gruppi consiliari.  Come di consueto sarà disponibile la trasmissione della seduta in diretta streaming grazie al sistema audio-video in alta definizione sul canale YouTube del Comune di Formigine alla sezione “Live”.

 

Nasce Federazione Confindustria Macchine

Nasce Federazione Confindustria MacchineSi è svolta il 28 gennaio, presso l’NH Milan Congress Centre di Milanofiori la prima Assemblea dei Soci di Federazione Confindustria Macchine. Il nuovo soggetto di Confindustria nasce per l’iniziativa di quattro soci fondatori, ovvero i presidenti di quattro importanti associazioni confindustriali di produttori di beni strumentali: Paolo Lamberti, presidente di ACIMAC (Associazione Costruttori Italiani di Macchine e Attrezzature per la Ceramica), Enrico Aureli, presidente di ACIMALL (Associazione Costruttori Italiani Macchine per la Lavorazione del Legno), Massimo Margaglione, presidente di AMAPLAST (Associazione Nazionale Costruttori di Macchine e Stampi per Materie Plastiche e Gomma) e Riccardo Cavanna, presidente di UCIMA (Unione dei Costruttori Italiani di Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio). In virtù dei soggetti proponenti, la dicitura completa della nuova associazione è Federazione Confindustria Macchine per Ceramica, Legno, Plastica e Gomma, Imballaggio e Confezionamento.

Ognuno dei settori federati rappresenta un’eccellenza del made in Italy, un riferimento nel mondo per i rispettivi settori clienti, con forti percentuali di export. Il fatturato cumulato totale della nuova federazione è di oltre 18 miliardi di euro (sulla base dei preconsuntivi 2024 pubblicati dalle quattro Associazioni), generati da circa 1.300 aziende che occupano quasi 70.000 addetti.

L’Assemblea ha nominato alla Presidenza per il biennio 2025-2027 Riccardo Cavanna, già Presidente di Ucima dal 2022.

“Oggi diamo il via al futuro – ha dichiarato Cavanna -. Un futuro per il quale abbiamo lavorato tanto nel corso degli ultimi anni. La costituzione di Federazione Confindustria Macchine rappresenta un approdo in un nuovo mondo. Qui potremo moltiplicare i nostri talenti e le nostre ambizioni, per rendere ognuno dei comparti che rappresentiamo più forti: servizi, comunicazione e promozione dei settori, attività di lobbying, sinergie per affrontare le grandi sfide del futuro della manifattura industriale, come la transizione ecologica e l’intelligenza artificiale. In un mondo che cambia velocemente sentivamo la necessità di una rappresentanza politica più forte e specifica per i nostri quattro settori specializzati nella produzione e fornitura di beni strumentali. Desidero anche ringraziare tutti i colleghi Presidenti delle altre Associazioni che mi hanno onorato della loro fiducia e indicato come unico candidato. Ovviamente grazie anche a tutti gli imprenditori che mi hanno votato in assemblea. Infine, vorrei rivolgere un invito – ha concluso il neopresidente -, alle Associazioni di beni strumentali che stanno osservando il nostro progetto, chi con diffidenza e scetticismo e chi con curiosità: costruiamo questo nuovo progetto insieme! Abbiamo come imprenditori, Presidenti e direttori non solo il piacere, ma anche il dovere di sognare in grande perché le nostre aziende hanno bisogno di sognare in grande insieme a noi”.

A suggello della prima Assemblea dei Soci della neonata organizzazione si è svolta una tavola rotonda sul futuro della meccanica strumentale italiana: sono intervenuti Maurizio Marchesini, Vice Presidente di Confindustria per il lavoro e le relazioni industriali, Lara Ponti, Vice Presidente di Confindustria per la Transizione Ambientale e gli Obiettivi ESG e Marco Nocivelli, Vice Presidente di Confindustria per le Politiche Industriali e per il Made in Italy.

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