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domenica, 5 Luglio 2026
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Open Day alle scuole dell’infanzia di Maranello

Open Day alle scuole dell’infanzia di MaranelloOpen Day alle scuole dell’infanzia di Maranello: martedì 19 maggio dalle 17 alle 19 le scuole dell’infanzia (Sorelle Agazzi, Cassiani, Bertacchini-Borghi, Jacopo Da Gorzano, Obici) saranno aperte per dare la possibilità alle famiglie di visitare gli spazi esterni. Alle 17 in tutte le scuole è prevista anche una lettura animata.

Una giornata di apertura rivolta a tutti i futuri iscritti, genitori e bambini, che si propone di avviare una prima conoscenza reciproca della scuola dell’infanzia. Le famiglie che provengono dai servizi 0-3 troveranno ad accoglierle anche le educatrici, a sostegno di una passaggio tra due realtà diverse ma in continuità. Questa occasione rappresenta anche un primo momento di conoscenza e di confronto sull’ingresso alla scuola dell’infanzia anche sotto l’aspetto educativo e per avere informazioni sulle modalità di accoglienza dei bambini e sulla vita quotidiana alla scuola dell’infanzia.

Previsioni meteo Emilia Romagna, martedì 19 maggio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, martedì 19 maggio 2026Cielo molto nuvoloso con precipitazioni sparse a carattere di rovescio, in particolare sui rilievi e fascia costiera durante la mattina e il pomeriggio. Dalla sera progressiva attenuazione della nuvolosità, con rasserenamenti nella notte.

Temperature minime in aumento, con valori tra 11 e 13 gradi; massime senza variazioni significative, comprese tra i 20/23 gradi della costa e 22/23 gradi delle zone interne. Venti deboli di direzione variabile.Mare poco mosso.

(Arpae)

Torna a Bologna “HEY Emilia-Romagna”: il 19 maggio il talk sul modello sanitario regionale

Torna a Bologna “HEY Emilia-Romagna”: il 19 maggio il talk sul modello sanitario regionaleCome evolverà nei prossimi anni il modello sanitario emiliano-romagnolo, a lungo considerato uno dei più solidi ed efficienti d’Italia? E come sarà possibile conciliare sostenibilità economica, innovazione tecnologica e qualità delle cure in un contesto profondamente cambiato dopo la pandemia?

Sono queste le domande da cui partirà il secondo appuntamento di HEY Emilia-Romagna, il talk promosso da EY dedicato al confronto sul presente e sul futuro del modello sanitario regionale in programma il prossimo 19 maggio alle 15 al Grand Hotel Majestic già Baglioni di Bologna.

Sarà il secondo appuntamento di una serie di incontri periodici, che fanno parte del Progetto HEY Italia, ideato da Fabio Mazzocca, Senior Advisor di EY, che accompagneranno la trasformazione della regione, diventando un laboratorio permanente di idee, una voce corale che guarda avanti e costruisce, passo dopo passo, l’Emilia-Romagna che verrà.

Da tempo quello emiliano-romagnolo è considerato uno dei modelli più avanzati del sistema sanitario italiano. Un sistema costruito su una forte integrazione tra ospedali, medicina territoriale e servizi pubblici diffusi, capace di garantire qualità delle cure, accesso ai servizi e un rapporto stretto tra sanità e comunità. Un modello che ha fatto della prossimità e del radicamento territoriale uno dei propri principali punti di forza.

L’Emilia-Romagna rappresenta inoltre uno degli ecosistemi più avanzati del Paese nel campo della ricerca sanitaria e delle tecnologie medicali. Università, centri di ricerca e imprese biomedicali costituiscono infatti un sistema che contribuisce allo sviluppo del settore sanitario regionale e nazionale. La sfida sarà trasformare innovazione e ricerca in servizi sempre più efficaci per i cittadini.

Ma oggi anche i sistemi più solidi sono chiamati a cambiare. La pandemia ha rappresentato uno spartiacque per tutti i sistemi sanitari europei. Ha mostrato la forza del servizio pubblico, ma anche i suoi limiti e ha aperto nuove sfide legate alla carenza di personale sanitario, allaumento della domanda di cure e alla sostenibilità economica dei sistemi pubblici.

Per questo il confronto, condotto da Antonio Procacci, Giornalista esperto di scenari contemporanei, metterà al centro temi come l’organizzazione dei servizi sanitari, il rafforzamento della medicina di prossimità, la prevenzione, la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica. Un dialogo che vedrà seduti allo stesso tavolo istituzioni e imprenditori, chiamati a confrontarsi su sfide e prospettive comuni, tra cui Vincenzo Colla, Vicepresidente con delega a Sviluppo economico e green economy, Energia, Formazione professionale, Università e ricerca, Lorenzo Broccoli, Direttore Generale Cura della Persona, Salute e Welfare, Davide Conte, Presidente Lepida S.c.p.A., Guido Beccagutti, Direttore Generale Confindustria Dispositivi Medici, Ella Cocchi, Direttore Sistemi Informativi e Innovazione Grande Ospedale Niguarda, e Gianluca Focaccia, Partner EY. Durante la giornata saranno inoltre registrati dei podcast, moderati dalla giornalista RAI Barbara Politi, che raccoglierà le considerazioni degli ospiti sui temi al centro del confronto.

Il talk andrà in onda in streaming all’indirizzo https://www.youtube.com/live/B5fGdlml1Dg e sarà disponibile on demand su tutte le piattaforme EY.

 

Auto sulla folla a Modena: il presidente De Pascale in merito all’aggressione di una troupe della Rai Tgr Emilia-Romagna all’ospedale Maggiore di Bologna

“La libertà di informazione è un diritto inalienabile, che tutela la nostra democrazia. Per questo voglio esprimere la mia solidarietà alla troupe della Tgr Emilia-Romagna che è stata aggredita oggi all’ospedale Maggiore di Bologna mentre stava svolgendo la necessaria attività di documentazione giornalistica con l’obiettivo di verificare le condizioni dei feriti del grave episodio avvenuto ieri a Modena. L’informazione è un servizio essenziale per le cittadine e i cittadini che dobbiamo sempre difendere e sostenere”.

Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, sull’aggressione della troupe Rai avvenuta all’esterno della struttura ospedaliera bolognese.

“L’aggressione alle giornaliste e ai giornalisti, è un atto che ferisce ancora di più- aggiunge il presidente- perché avviene dopo 24 ore molto delicate e dolorose, nelle quali gli organi di informazione hanno dato un contributo fondamentale a diffondere in maniera corretta le notizie di quanto è accaduto con grande serietà e nel pieno rispetto della deontologia professionale. Ringrazio tutti i professionisti e le professioniste dell’informazione che in questi giorni hanno dato un’informazione rigorosa, seria e puntuale rispetto a quello che stava avvenendo”.

Tris di emozioni al Mapei: il Lecce sopravvive al caos e vince al 96’

Tris di emozioni al Mapei: il Lecce sopravvive al caos e vince al 96’Il Mapei Stadium trattiene il fiato fino all’ultimo respiro. Da una parte un Sassuolo leggero, sereno, già salvo da settimane e comodamente sistemato nella parte sinistra della classifica, attorno a quel decimo posto che certifica una stagione senza affanni. Dall’altra un Lecce divorato dalla tensione: appena un punto di margine sulla Cremonese prima del fischio d’inizio, novanta minuti da giocare con il peso di una possibile retrocessione sulle spalle.

Il risultato è una partita folle, apertissima, nervosa, bellissima. E soprattutto crudele. Per il Sassuolo, beffato all’ultima azione della sua ultima partita stagionale al Mapei Stadium – prima della chiusura del campionato al Tardini contro il Parma. Per il Lecce, invece, è un’esplosione liberatoria: il 3-2 firmato da Stulic al 96’ tiene i salentini davanti alla US Cremonese e rimanda ogni verdetto all’ultima giornata.

Che partenza: occasioni, VAR e il gol dell’ex
Il Sassuolo parte con il freno completamente tolto. Dopo pochi secondi Koné sfiora subito il vantaggio con una conclusione deviata che termina alta. La risposta del Lecce arriva immediatamente con Cheddira, murato da Pedro Felipe.
Al 7’ i salentini capiscono che possono far male: Banda semina il panico e costringe Turati a una grande parata. Sul prosieguo dell’azione Cheddira trova anche un gran gol, cancellato però per fuorigioco.
I neroverdi costruiscono, spingono, arrivano facilmente negli ultimi trenta metri. Koné spreca, Berardi impegna Falcone. Ma al 14’ arriva l’episodio che cambia tutto: errore clamoroso di Garcia in impostazione, Cheddira ringrazia e davanti a Turati non sbaglia. Proteste neroverdi per un precedente contatto su Garcia, ma il VAR conferma: 0-1.

Laurienté risponde, Cheddira colpisce ancora
La reazione emiliana è immediata e racconta perfettamente lo stato mentale del Sassuolo: nessuna ansia, solo voglia di giocare. Berardi accelera sulla destra, Pedro Felipe accompagna l’azione e serve Laurienté, glaciale nel battere Falcone tra le gambe per l’1-1 al 20’.
Sembra il preludio al sorpasso neroverde. Falcone salva ancora su Laurienté tre minuti dopo. Invece il Lecce, sospinto dalla disperazione di chi sa di non avere alternative, torna avanti al 25’: cross di Banda e colpo di testa vincente di un imprendibile Cheddira, lasciato troppo solo in area.
Doppietta personale e urlo rabbioso sotto il settore ospiti.
Il Sassuolo avrebbe anche trovato il 2-2 al 27’, ma il gol di Thorstvedt viene cancellato per fuorigioco. Poco dopo Cheddira sfiora addirittura la tripletta, fermato da un intervento straordinario di Turati.

Il Sassuolo alza il ritmo, il Lecce trema
Nella ripresa cambia il copione. Il Lecce abbassa il baricentro, inevitabilmente schiacciato dalla paura di buttare via una vittoria fondamentale. Il Sassuolo invece gioca con leggerezza e qualità.
Nzola ha due occasioni enormi: prima calcia alto da posizione favorevolissima, poi colpisce il palo al 60’ dopo una ripartenza perfetta.
Il Lecce resta vivo solo grazie a Turati, decisivo anche su Banda. Poi Grosso cambia: dentro Pinamonti, Lipani, più tardi Volpato e Bakola.
La pressione cresce. Il Mapei capisce che il pareggio è nell’aria.

Il finale folle: traversa, pari e pugnalata al 96’
All’82’ Thorstvedt fa tremare la traversa con una conclusione violentissima. Sembra il segnale definitivo.
Passano pochi secondi e infatti arriva il 2-2: Garcia sfonda a sinistra e mette un pallone rasoterra velenoso, Pinamonti inventa una giocata da attaccante puro e di tacco batte Falcone.
Il Sassuolo ci crede addirittura di più. Il Lecce invece è sulle gambe ma resiste con tutto quello che ha.
Al 90’+5 arriva il pallone della vittoria per i neroverdi: Volpato, tutto solo davanti a Falcone, calcia incredibilmente alto.
Errore pesantissimo. Perché un minuto dopo il calcio punisce il Sassuolo.
Ripartenza fulminea del Lecce: Stulic entra in area, salta Pedro Felipe e batte Turati. È il 96’. È il gol che fa esplodere la panchina di Eusebio Di Francesco e zittisce il Mapei Stadium.
Dentro o fuori? Non ancora. Ma il Lecce si regala una notte di speranza.

Tensione salvezza: tutto rinviato agli ultimi 90 minuti
Il Sassuolo esce tra gli applausi: salvezza blindata da tempo, classifica serena e un campionato decisamente da incorniciare. Resta l’amaro per una sconfitta evitabile nell’ultima gara casalinga della stagione, prima della trasferta conclusiva contro il Parma Calcio 1913.
Per il Lecce è invece una vittoria che pesa come un macigno. Con la Cremonese alle spalle distante appena un punto prima del match, i giallorossi avevano un solo risultato in testa: sopravvivere.
Lo hanno fatto nel modo più drammatico possibile. E forse, proprio per questo, più memorabile.

Sassuolo si stringe a Modena: il Sindaco Mesini al presidio in piazza Grande

Sassuolo si stringe a Modena: il Sindaco Mesini al presidio in piazza GrandeLa città di Sassuolo partecipa al profondo dolore per il drammatico evento accaduto ieri a Modena. Anche il sindaco Matteo Mesini ha preso parte personalmente al presidio organizzato in piazza Grande dal Comune di Modena.

La presenza del primo cittadino e della comunità sassolese vuole essere un segno tangibile di solidarietà alle vittime e vicinanza verso la città capoluogo e tutti i suoi abitanti.

Mercoledì notte sulla A1 chiusa, in modalità alternata, la stazione di Reggio Emilia

Mercoledì notte sulla A1 chiusa, in modalità alternata, la stazione di Reggio EmiliaSulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di ordinaria manutenzione, dalle 21:00 di mercoledì 20 alle 5:00 di giovedì 21 maggio, sarà chiusa la stazione di Reggio Emilia, in entrata e in uscita, in modalità alternata.

In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Modena nord o di Terre di Canossa Campegine, sulla stessa A1, o la stazione di Campogalliano sulla A22 Brennero-Modena.

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Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di potenziamento degli impianti, dalle 21:00 di mercoledì 20 alle 5:00 di giovedì 21 maggio, sarà chiuso il tratto compreso tra Altedo e Bologna Interporto, verso Bologna.

L’area di servizio “Castel Bentivoglio ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa con orario 20:00-5:00.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Altedo, percorrere la viabilità ordinaria: via Chiavicone, SS64, SP3 via Marconi e rientrare in A13 alla stazione di Bologna Interporto.

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedì 18 maggio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedì 18 maggio 2026Nuvolosità variabile, con ampie zone di sereno al mattino sul settore centro-orientale. Dal pomeriggio nuvolosità localmente più compatta associata a possibili rovesci sparsi, anche a carattere temporalesco, più probabili sui rilievi e zone di pianura settentrionali.

Temperature minime senza variazioni di rilievo sul settore centro-occidentale, prossime a 9 gradi e in aumento lungo la costa, con valori attorno a 11/12 gradi. Massime in lieve aumento, con valori compresi tra i 19/20 gradi della costa e 23/24 gradi delle zone interne. Venti deboli di direzione variabile in pianura, meridionali lungo la costa e in prevalenza sud-occidentali sui rilievi, con rinforzi lungo le zone di crinale. Possibili raffiche associate ai fenomeni temporaleschi. Mare poco mosso.

(Arpae)

Formigine e Magreta piangono la scomparsa di Celso Frigieri

Formigine e Magreta piangono la scomparsa di Celso FrigieriApprendiamo, con profondo dolore, della scomparsa di Celso Frigieri, storico presidente dell’Associazione Magreta.
Fino allo scorso anno, Celso ha ricoperto anche il ruolo di Presidente della Consulta dello Sport del Comune di Formigine, coordinando le richieste provenienti da tutto l’associazionismo sportivo del territorio e portandole all’attenzione dell’Amministrazione Comunale.

Accanto al suo instancabile impegno per la comunità, lo ricordiamo anche nel suo percorso professionale, stimato fin dal 1976 come tecnico specialista presso CNH.
Davanti a notizie come questa, resta la profonda gratitudine per una vita spesa a favore della collettività, dello sport e dei nostri giovani.

Alla famiglia, ai tanti amici e a tutta la società va il più sentito cordoglio. Magreta e tutta Formigine perdono un grande punto di riferimento che merita di essere valorizzato; per questo, troveremo presto insieme il modo migliore per onorare e custodire la sua memoria.

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 17 maggio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 17 maggio 2026Sereno o poco nuvoloso, con addensamenti pomeridiani sui rilievi che potranno dar luogo a locali e brevi rovesci. Temperature minime in diminuzione con valori tra 8 e 10 gradi, massime in lieve aumento tra 20 e 23 gradi. Venti deboli di direzione variabile. Mare poco mosso.

(Arpae)

Formigine: soggiorno estivo per over 70 a Cervia

Formigine: soggiorno estivo per over 70 a CerviaL’Amministrazione comunale di Formigine rinnova il proprio impegno a favore del benessere e della socialità dei cittadini più anziani, promuovendo un’esperienza di soggiorno estivo dedicata alla terza età. Questa iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di attenzione alla relazione tra generazioni, che vede il Comune già protagonista con il progetto Formigine Città Longeva.

Il soggiorno, previsto da sabato 5 a sabato 19 settembre 2026, si svolgerà a Pinarella di Cervia. La scelta della località è dettata dal Patto di Amicizia con la Città di Cervia, del quale quest’anno ricorre il decimo anniversario.

Il soggiorno è rivolto prioritariamente ai residenti nel Comune di Formigine di età compresa tra i 70 e gli 85 anni che vivono soli. Questa corsia preferenziale per i nuclei monocomponenti è pensata specificamente per permettere a chi è più esposto al rischio di solitudine di riscoprire il piacere della compagnia in un contesto sicuro e accogliente. Requisito per l’adesione è il possesso dell’autosufficienza psico-motoria e la residenza a Formigine.

Il Comune di Formigine si farà interamente carico delle spese di viaggio andata e ritorno in pullman. I partecipanti potranno beneficiare di un trattamento “Comfort Plus” che include la pensione completa con acqua ai pasti, la pulizia quotidiana delle camere e il cambio periodico della biancheria. La quota di partecipazione, pari a 812 euro per la camera singola, 756 euro per la doppia e 700 euro per la tripla,  comprende inoltre l’uso delle sale per le attività comuni, l’animazione diurna e serale e il servizio spiaggia comprensivo di un ombrellone e due lettini ogni due persone.

Le iscrizioni rimarranno aperte fino al 12 giugno 2026 e dovranno essere effettuate direttamente contattando l’agenzia “Cervia In per il turismo”, ente incaricato della gestione organizzativa e della raccolta delle adesioni (tel. 0544 916280). Le quote di partecipazione variano in base alla tipologia di sistemazione prescelta. Il pacchetto sarà attivato al raggiungimento di un numero minimo di 35 partecipanti, con una capienza massima prevista di 100 persone.

Dichiara la Sindaca di Formigine Elisa Parenti: “Abbiamo lavorato in collaborazione con la Città di Cervia per organizzare questo soggiorno estivo perché crediamo fermamente che la qualità della vita dei nostri cittadini passi attraverso la cura delle relazioni e il benessere psicofisico. In un momento storico in cui la solitudine colpisce duramente le generazioni più avanti con l’età, offrire un’occasione di svago a Cervia, città a noi amica, significa molto più di una semplice vacanza. È un segnale concreto di vicinanza e un modo per ribadire che i nostri anziani sono una risorsa preziosa per l’intera comunità di Formigine. Vogliamo che nessuno si senta dimenticato e che questo viaggio possa rappresentare per molti l’inizio di nuove e durature amicizie”.

Alluvione tre anni dopo, prosegue la ricostruzione in Emilia-Romagna

Alluvione tre anni dopo, prosegue la ricostruzione in Emilia-RomagnaLa fase dell’emergenza si è chiusa, ma il lavoro sulla ricostruzione e sulla messa in sicurezza del territorio continua senza sosta.

A tre anni dalle drammatiche alluvioni che nel mese di maggio 2023 colpirono l’Emilia-Romagna in due ondate consecutive – la prima il 2 e il 3, la seconda il 16 e 17 –, sono 6.011 gli interventi per la ricostruzione pubblica in regione, per un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro: le opere di somma urgenza risultano quasi interamente concluse, i cantieri più complessi sono in parte terminati, in parte in corso e in parte in fase di progettazione. Per quanto riguarda questi ultimi, circa un terzo dovrebbe iniziare, secondo quanto indicato dai soggetti attuatori, entro il 2026.

Parallelamente, continua anche il lavoro sulla ricostruzione privata, con procedure semplificate per i contributi destinati a famiglie e imprese, e le prime delocalizzazioni già avviate: una ventina quelle attualmente in corso.

E si apre una nuova fase: l’utilizzo del miliardo previsto dal decreto-legge 65 del 2025 per Emilia-Romagna, Toscana e Marche, di cui 919 milioni per la sola Emilia-Romagna. Risorse, queste, che serviranno a realizzare infrastrutture a protezione dei territori e delle comunità, in stretta collaborazione con la struttura commissariale.

“Le alluvioni del maggio 2023 hanno lasciato un segno profondo nelle comunità e nei territori colpiti dell’Emilia-Romagna, dove resta sempre vivo il dolore di tutte e tutti noi per le 17 vittime di quei giorni terribili- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-. La consapevolezza di quanto il cambiamento climatico e il moltiplicarsi di eventi meteo estremi, sempre più frequenti e diffusi anche su aree molto estese, in Italia e all’estero, ci impongano investimenti sempre più strutturali sulla sicurezza, sulla prevenzione e sulla manutenzione dei territori, al di fuori e oltre una logica emergenziale. Fin dall’insediamento della nuova Giunta abbiamo voluto imprimere un cambio di passo, partendo proprio dai territori colpiti, attraverso il confronto costante con i sindaci e le sindache e l’ascolto attento delle comunità- prosegue il presidente-. Parallelamente, abbiamo raddoppiato le risorse regionali destinate alla manutenzione del territorio. Da quanto accaduto in Emilia-Romagna emergono oggi due priorità molto chiare: continuare a investire sulla prevenzione – e il nuovo stanziamento previsto dal Governo rappresenta un contributo in questa direzione – e rafforzare il supporto agli enti locali, perché emergenze di questa portata non possono continuare a gravare in misura così forte sui singoli Comuni, soprattutto quelli più piccoli. È questa la strada che dobbiamo e vogliamo continuare a seguire, e che può diventare un riferimento per tutto il Paese”.

“Insieme alla struttura commissariale abbiamo costruito un sistema di monitoraggio costante e puntuale per seguire le migliaia di interventi conclusi, avviati, in corso e in fase di progettazione nei territori colpiti- sottolinea la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini-. Molto è stato fatto, ma c’è ancora molto da fare. La ricostruzione non si è mai fermata ed è andata avanti senza sosta anche attraverso un lavoro continuo di confronto con gli enti locali e i territori colpiti, e sempre in un’ottica di collaborazione con il Governo e la struttura commissariale; abbiamo chiesto e ottenuto modalità operative più snelle. Continuiamo a lavorare ogni giorno per rafforzare la sicurezza delle nostre comunità”.

“I risultati confermano che la strada intrapresa per la ricostruzione insieme ai territori è quella giusta- commenta il commissario straordinario del Governo per la Ricostruzione, Fabrizio Curcio-: il 71% degli interventi pubblici sono già conclusi o in esecuzione, quasi 300 milioni di contributi concessi a famiglie e imprese, decreti di erogazione quasi raddoppiati nell’ultimo anno e mezzo grazie alla semplificazione delle procedure. Si apre ora- prosegue il commissario- una fase fondamentale. Da un lato, la struttura commissariale ha definito gli indirizzi per nuovi interventi di ricostruzione pubblica: i presidenti di Regione, in qualità di sub-commissari, hanno ora il compito di individuare le priorità su cui concentrare i 500 milioni resi disponibili dal Governo. In questo percorso, la collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e il confronto costante con gli enti territoriali hanno rappresentato un elemento fondamentale per condividere priorità e accelerare gli interventi. Dall’altro, il Programma straordinario pluriennale e il miliardo stanziato dall’Esecutivo a luglio 2025 per il periodo 2027-2038 affidano agli enti territoriali un ruolo da protagonisti nelle scelte future per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico”.

Il nuovo portale

È online da oggi il nuovo portale ‘Territorio sicuro’ (https://territoriosicuro.regione.emilia-romagna.it/), evoluzione del sito precedente e nuovo spazio informativo dedicato agli interventi successivi alle alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna nel 2023 e nel 2024. La piattaforma – che verrà ulteriormente implementata nei prossimi mesi con contenuti multimediali innovativi –  rivolta a cittadini, imprese, professionisti ed enti locali, nasce nell’ambito delle attività previste dal Piano di comunicazione sulla ricostruzione post alluvione approvato dal commissario di Governo e raccoglierà informazioni su contributi e rimborsi, bandi, modulistica e documentazione tecnica, oltre agli aggiornamenti sull’andamento dei cantieri e delle opere di messa in sicurezza del territorio e ai sopralluoghi nelle province. Il portale ospiterà inoltre contenuti di divulgazione e formazione rivolti a operatori e cittadini sui temi della prevenzione del rischio idrogeologico, con l’obiettivo di rafforzare consapevolezza e partecipazione delle comunità coinvolte. Uno spazio digitale pensato per garantire trasparenza, semplificazione e accessibilità delle informazioni, accompagnando passo dopo passo il percorso di ricostruzione e valorizzando il lavoro delle istituzioni, dei tecnici e di tutte le realtà impegnate nella sicurezza e nella ripartenza dei territori colpiti.

La ricostruzione pubblica: i macro-dati

Da maggio 2023, in Emilia-Romagna si continua a lavorare senza sosta: complessivamente, sono stati programmati interventi per 2,5 miliardi di euro solo per la ricostruzione pubblica. Si tratta di 6.011 interventi circa – tra somme urgenze e urgenze – per oltre la metà conclusi (3726). I cantieri, tra somme urgenze e urgenze, in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile che interessano le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia sono 253. Di questi, 166 sono già stati completati, 41 quelli in corso, 16 in affidamento, 30 in progettazione. Il tutto per un investimento totale di oltre 305 milioni di euro. Inoltre, sui propri fiumi, ha 23 interventi in capo a Sogesid per 83,4 milioni di euro.  Sul nuovo portale ‘Territorio sicuro’, si possono consultare le schede aggiornate provincia per provincia, a cura degli Uffici territoriali: comprendono, oltre alle somme urgenze e alle urgenze, anche gli interventi di difesa del territorio realizzati con risorse Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), del Fondo sviluppo e coesione (Fsc), del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) e con fondi regionali.

Oltre agli interventi in capo all’Agenzia regionale, le ordinanze del commissario finanziano altri 435 interventi complessivi affidati ai Consorzi di bonifica, per 368 milioni (49 sono in Toscana). Per quanto riguarda lo stato di avanzamento, 295 sono ultimati; a questi si aggiungono 74 interventi ancora in corso di esecuzione per un totale di 369 tra avviati e conclusi. I rimanenti non sono ancora stati assegnati. Complessivamente, l’85% dei lavori è in corso o già concluso. A queste opere si aggiungono ulteriori 73 interventi gestiti da AiPo (Agenzia interregionale per il fiume Po), per 39,27 milioni di euro complessivi, di cui 30 già conclusi.

La ricostruzione privata: semplificazione

Per quanto concerne la ricostruzione privata nei territori colpiti dell’Emilia-Romagna, sono stati emessi 6.018 decreti di concessione per quasi 300 milioni di euro, mentre i decreti di erogazione hanno già raggiunto quota 7.782, per un importo liquidato di circa 171,7 milioni di euro (dati della struttura commissariale aggiornati ad aprile 2026). Il numero delle erogazioni è superiore a quello delle concessioni perché i rimborsi vengono liquidati in più tranche. Nei primi 15 mesi della gestione del commissario Curcio, i decreti di erogazione sono stati quasi 4mila, a fronte dei circa 2mila decreti del periodo precedente.

Nel dettaglio, cittadine, cittadini e famiglie hanno beneficiato di 4.626 decreti di concessione per 164 milioni di euro e di 6.230 erogazioni per circa 99 milioni di euro, mentre alle imprese sono stati destinati 1.392 decreti di concessione per 133,2 milionidi euro e 1.552 erogazioni per oltre 72,6 milionidi euro.

La struttura commissariale ha avviato, attraverso la piattaforma Indica, una ricognizione finalizzata a definire il quadro complessivo della domanda legata alla ricostruzione privata. Da questa attività è emerso che i fondi destinati eccedevano il fabbisogno: si è quindi deciso di destinare queste risorse, per un ammontare di 400 milioni di euro, alla ricostruzione pubblica.

Sono state, inoltre, approvate nuove regole per semplificare e accelerare le procedure, e sono state estese le misure previste agli eventi alluvionali del 2024. Dal 1^ aprile 2026 è attiva sulla piattaforma Sfinge la procedura aggiornata per le domande delle aziende agricole, in conformità con l’ordinanza commissariale 55/2025. Per la gestione delle criticità territoriali più difficili sono state istituite Commissioni tecniche straordinarie; in Emilia-Romagna quella per Traversara (Ra).

Bando paratie

Un importo di 10 milioni, successivamente portato a 13,9 milioni, è stato riservato tramite bando alle cittadine, ai cittadini e alle famiglie come rimborso delle spese per la realizzazione di sistemi di protezione, come paratie e barriere. A dicembre 2025 risultavano istruite tutte le 6.902 domande pervenute; ad oggi, delle 4.986 domande ammesse e finanziabili, meno del 50% ha completato la rendicontazione delle spese sostenute. Per questo si è resa necessaria una proroga dei termini previsti, passati da 10 a 16 mesi, per andare incontro alle esigenze espresse dai cittadini. Al 4 maggio scorso risultano pervenute sulla piattaforma 2.415 rendicontazioni; di queste, sono state liquidate 1.062 domande, pari al 44% di quelle presentate, per un totale di quasi 2,5 milioni. Sono, inoltre, in corso di elaborazione e approvazione ulteriori atti di impegno e liquidazione, che verranno approvati entro la fine di maggio.

Agricoltura: le risorse a disposizione dall’alluvione 2023 

Le alluvioni del 2023 hanno coinvolto 11.300 imprese agricole, di cui 8.300 colpite dall’alluvione e 3.000 dai fenomeni franosi, con danni su oltre 160mila ettari di terreni produttivi. A queste si aggiungono le aziende che hanno subito danni in seguito alle alluvioni di settembre e ottobre 2024, alcune delle quali già colpite l’anno precedente.

La Regione ha destinato al comparto agricolo circa 300 milioni di euro, tra risorse europee, nazionali e regionali. Nel dettaglio, a oggi sono stati stanziati 100 milioni di euro dal Fondo di Crisi della Commissione europea (già interamente liquidati).

Inoltre, grazie alla legge 100/2023 sono stati erogati 25,94 milioni di euro a 371 imprese per il ripristino delle strutture agricole danneggiate e la mancata produzione nel settore zootecnico e apistico. Con la medesima legge sono stati disposti altri 50 milioni di euro per indennizzi per le perdite di produzioni agricole la cui erogazione fa capo direttamente al sistema nazionale di indennizzo del Fondo Agricat.

Per quanto riguarda, invece, le denunce di danno presentate dalle imprese emiliano romagnole sulla piattaforma Agricat relative a frane o prive dei requisiti soggettivi per accedere al Fondo nazionale, attualmente sono stati assegnati all’Emilia-Romagna 2,17 milioni di euro che saranno utilizzati per far fronte alle domande di indennizzo che saranno presentate, stimate in circa 1.300.

Inoltre, l’amministrazione regionale ha provveduto a erogare, tramite i bandi dello Sviluppo Rurale 2023-2027, i 106 milioni di euro assegnati alla Regione Emilia-Romagna grazie al fondo di solidarietà delle Regioni italiane.

Rimborsi alle imprese colpite dagli eventi alluvionali del 2024

Le alluvioni di settembre e ottobre 2024 hanno nuovamente colpito alcune delle aree già danneggiate nel 2023, aggravando la situazione per molte aziende agricole. In alcuni casi, i terreni e le colture erano già stati ripristinati e sono stati nuovamente compromessi; in altri, la situazione aziendale è peggiorata per la mancata possibilità di recupero. Per questi territori la Regione, in raccordo con il ministero dell’Agricoltura, ha attivato le specifiche procedure per includere anche i danni provocati da questi eventi negli interventi di indennizzo, la cui valutazione da parte della Commissione europea è attualmente in corso.

Per fronteggiare tale criticità, è stata attivata dalla Regione, inoltre, la Misura 23 del Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2022, stanziando risorse pari a 6,3 milioni di euro. Un intervento finalizzato al sostegno delle imprese agricole che hanno subito danni al potenziale produttivo dei terreni, a seguito degli eventi alluvionali verificatisi nei mesi di settembre/ottobre del 2024, come risposta straordinaria a tutela della capacità produttiva del comparto primario regionale.

In relazione a questo intervento, formalizzato con deliberazione della Giunta regionale n. 384 del 17 marzo 2025, sono arrivate complessivamente 71 domande di aiuto per un importo concesso complessivo di 1.545.297,87 euro.

Entro fine dicembre 2025 sono state liquidate tutte le 71 domande di pagamento, per un totale di 1.544.164,13 euro. Sono stati finanziati progetti sull’intero territorio regionale, con una concentrazione maggiore nella provincia di Reggio Emilia, che conta 35 istanze, seguita dalla Città Metropolitana di Bologna con 18.

Lega Sassuolo in merito all’ultima vicenda che ha coinvolto l’assessore Zilioli

Lega Sassuolo in merito all’ultima vicenda che ha coinvolto l’assessore Zilioli“In queste ore stiamo assistendo a una vera e propria “gara di solidarietà” nei confronti dell’assessore Zilioli a seguito delle scritte comparse in città che lo riguardano.

Condannando ogni forma di esasperazione del dibattito pubblico, crediamo però sia doveroso interrogarsi sulle ragioni che portano una parte della cittadinanza ad esprimere un disagio così evidente. Se alcuni cittadini credono che questo sia il modo per farsi ascoltare, forse è perché si sentono esasperati, ignorati e impauriti.

È bene ricordare che tutta questa vicenda nasce da una dichiarazione avventata fatta proprio dall’assessore Zilioli durante un Consiglio comunale, una dichiarazione che sembrava confermare esattamente ciò che molti cittadini temevano. Da lì è nato un clima di forte preoccupazione che non può essere liquidato con superficialità.

Dopo una raccolta firme senza precedenti, ci saremmo aspettati almeno un’apertura al confronto da parte della maggioranza. Invece, fino ad oggi, abbiamo assistito soltanto a giustificazioni e alla continua ripetizione del fatto che “non è stata ancora recepita nessuna richiesta”.

Forse i cittadini vorrebbero semplicemente conoscere la posizione della Giunta e soprattutto quella del Sindaco, che continua a nascondersi dietro la maggioranza senza mai esprimere chiaramente il proprio pensiero sulla vicenda. A volte basterebbe dire con chiarezza: “sono favorevole” oppure “non sarei favorevole”. Il silenzio e l’ambiguità non aiutano certo a rasserenare il clima.

Più che assistere alla gara di solidarietà in atto, crediamo servirebbero maggiore umiltà nel riconoscere quanto questo tema sia divisivo e soprattutto maggiore disponibilità al confronto con cittadini che possono legittimamente pensarla diversamente”.

(Lega Sassuolo, Sharon Ruggeri – Segretario)

Il ‘Rotary International’ visita l’Ospedale di Sassuolo

Il ‘Rotary International’ visita l’Ospedale di SassuoloL’Ospedale di Sassuolo ha avviato un percorso per ridurre lo stress e migliorare l’esperienza di ricovero delle persone con demenza, col sostegno delle associazioni del territorio e la partnership della Federazione Alzheimer Italia, diventando parte del circuito nazionale di strutture sanitarie riconosciute come ‘dementia friendly’.

Il progetto è stato promosso, nei mesi scorsi, grazie ad un importante e ‘inedito’ Global Grant del Rotary Club Sassuolo a cui ha partecipato anche il Club gemello di Mandelieu Val de Siagne in Francia, raccogliendo complessivamente 32 mila dollari. “La salute è il tema centrale dell’annata rotariana e la dignità delle persone fragili e dei familiari diviene il cuore della nostra azione – spiegano Beatrice Gattoni e Didier Laumond, presidenti dei due Club. Questo progetto, realizzato con il contributo della Rotary Foundation, è anche frutto della storica amicizia tra i due Club”.

Oggi, in ospedale a Sassuolo, una delegazione del Rotary francese ha visitato i reparti di Medicina dove è partito il progetto, accompagnata dalla Direzione dell’Azienda sanitaria, da alcuni membri del Club sassolese, del Gruppo Ghirlandina e del Distretto 2072.

Per l’occasione è stata anche inaugurata la ‘stanza del sollievo’ all’interno dell’Area rossa, ad alta intensità di cura, specificatamente pensata per i malati terminali e le vittime di violenza. Dieci studenti dall’Accademia di Belle Arti di Bologna e dal Liceo Artistico Venturi di Modena hanno realizzato un grande murales all’interno della stanza, ideato appositamente per accogliere al meglio i pazienti affetti da demenza, i pazienti terminali e anche le vittime di violenza.

L’opera è una rappresentazione artistica della natura che si espande liberamente nella stanza. Sia il soggetto che i colori sono stati scelti per trasmettere calma ed essere guardati a lungo, senza stancare gli occhi e offrendo spunti di interazione con l’immagine. Grazie a Nick Ferrari, Annalisa Rubino, Alessandro Rosi, Icaro Rimondi, Claudia Gaio e Nicolle Barros Rossi; Nicolò Zanchetta, Valeria Botti e Miria Mazzitelli; Rebecca Camilleri.

La Lampada della Pace a Fiorano Modenese

La Lampada della Pace a Fiorano ModeneseQuesta mattina, 15 maggio, Fiorano Modenese ha accolto la ‘Lampada della Pace’, con il coinvolgimento delle scuole del territorio, nell’ambito del Giro d’Italia per la Pace, iniziativa promossa dalla Fondazione PerugiAssisi per la cultura della pace, un percorso nazionale, che attraversa città e territori per promuovere i valori della pace, della solidarietà e della cittadinanza attiva.

Il passaggio della Lampada nelle mani del sindaco, Marco Biagini è avvenuto simbolicamente con il comune di Asti, 42° tappa del percorso, e si è svolto al teatro Astoria, dopo la foto di gruppo in piazza Ciro Menotti. Presenti i bambini e gli insegnanti delle scuole dell’infanzia Aquilone e Coccapani e delle scuole primarie Guidotti e Ferrari che hanno partecipato attivamente all’evento con riflessioni, letture, canti e disegni sul tema della pace. Al termine, sul palco, è stato srotolato un grande striscione colorato composto da pezzi di stoffa portati da ciascun bambino, con la scritta Pace.

“Educare alla pace i più piccoli significa innanzitutto dare spazio alle loro parole, ai loro pensieri e alla loro sensibilità. Anche quando guerre e conflitti sembrano lontani dalla nostra quotidianità, riguardano tutti noi, perché chiamano in causa la nostra coscienza collettiva e il senso di responsabilità verso gli altri. La scuola ha un ruolo fondamentale nel costruire comunità consapevoli, capaci di dialogo, rispetto e solidarietà.”, ha sottolineato l’assessora alla Scuola, Monica Lusetti.

 

Apre oggi a Bologna il primo Ospedale di comunità della città: investimento da oltre 2,3 milioni di euro

Apre oggi a Bologna il primo Ospedale di comunità della città: investimento da oltre 2,3 milioni di euroUn servizio che fino a oggi non esisteva entra nella rete sanitaria del capoluogo: questa mattina è stato inaugurato in via Pelagio Palagi il primo Ospedale di comunità (OsCo) di Bologna. Ospiterà pazienti per degenze brevi, con l’obiettivo di curare bisogni clinici non acuti ma connotati da forti esigenze socio-assistenziali.

Una struttura innovativa, prevista dalla nuova normativa nazionale, che offre 18 posti letto, suddivisi in 8 camere doppie e 2 singole dotate di tutti i servizi e comfort; ad operarvi saranno medici di ruolo unico di assistenza primaria, 7 infermieri, 9 operatori socio-sanitari e 2 fisioterapisti. La presenza clinica è garantita fra le 4,5 e le 6 ore diurne dal lunedì al sabato (superiore agli standard minimi previsti dalla normativa nazionale) e nelle restanti fasce orarie saranno sempre attive reperibilità medica, integrazione con la continuità assistenziale e presenza costante del personale assistenziale, h24, 7 giorni su 7.

La ristrutturazione dell’edificio, che ha interessato 800 metri quadrati e si è conclusa nei tempi previsti, ha richiesto un investimento complessivo di oltre 2,3 milioni di euro di cui 2,05 milioni da fondi Pnrr, 206.000 euro di fondi ministeriali (Mef) e circa 35.000 euro di fondi aziendali.

Al taglio del nastro erano presenti l’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi, la direttrice generale dell’Azienda Usl di Bologna Anna Maria Petrini, il sindaco di Bologna e presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria metropolitana di Bologna Matteo Lepore, la vicepresidente della Ctssm Marilena Pillati e Chiara Gibertoni, direttrice generale del Policlinico Sant’Orsola Irccs, spazio all’interno del quale sorge l’Ospedale di Comunità.

“Questo nuovo servizio rappresenta un presidio strategico nel percorso di qualificazione e rafforzamento della sanità pubblica regionale- dichiarano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore Massimo Fabi-. Non solo rafforza la presa in carico della fragilità e della cronicità, ma rappresenta il segno concreto di una visione chiara della sanità pubblica, fondata sulla prossimità, sull’integrazione tra servizi e sulla centralità della persona. Grazie alla collaborazione tra professionisti sanitari, istituzioni e comunità, l’OsCo promuove equità di accesso alle cure e vicinanza ai bisogni delle cittadine e dei cittadini, dimostrando al tempo stesso la capacità del sistema pubblico di lavorare in modo condiviso, nel rispetto di tempi e obiettivi”.

“L’Ospedale di comunità di via Palagi- aggiungono de Pascale e Fabi- si inserisce nel nuovo modello organizzativo definito dall’accordo integrativo regionale con la medicina generale, che punta alla costruzione di una rete territoriale capillare composta da Case della Comunità, ambulatori Aft, cure intermedie e servizi specialistici integrati. Oggi la sanità pubblica è chiamata ad affrontare nuove sfide e a costruire risposte sempre più adeguate ai cambiamenti demografici e ai bisogni di salute della popolazione. Per questo è fondamentale sviluppare servizi capaci di mettere realmente al centro la persona, rafforzando la prossimità, la continuità assistenziale e la qualità della cura, a partire dai più fragili, come valori fondanti del sistema sanitario pubblico”.

L’Ospedale di comunità sarà dotato di percorsi per approfondimenti diagnostici di base, tecnologie di telemedicina e strumenti digitali integrati nella gestione delle cure. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla dimensione sociale della cura: all’interno della struttura opererà un’assistente sociale dell’Azienda Usl per accompagnare pazienti e famiglie nei percorsi di dimissione e nell’accesso ai servizi territoriali, sostenendo anche i caregiver. Per il personale è stato predisposto uno specifico percorso formativo con attività a distanza, formazione residenziale e training sul campo.

L’accesso alla struttura avverrà tramite invio del medico di medicina generale, di specialisti ospedalieri o territoriali, geriatri e rete delle Cure palliative. La gestione delle liste sarà unica e metropolitana, privilegiando, quando possibile, la sede più vicina al domicilio del paziente.

Accanto agli spazi di degenza e agli ambulatori medici sono stati realizzati anche una sala per attività motorie e un’area relax e socializzazione, pensate per ricreare un ambiente il più possibile vicino alla dimensione domestica.

Un servizio, dunque, che supera la tradizionale divisione tra ospedale e medicina territoriale per garantire cure più vicine, continue e integrate.

Lunedì 18 maggio due cantieri stradali alle porte del centro storico sassolese

Lunedì 18 maggio due cantieri stradali alle porte del centro storico sassoleseLunedì prossimo, 18 maggio, due cantieri causeranno modifiche a viabilità e sosta alle porte del centro storico.

Per consentire l’intervento di messa in sicurezza dell’intersezione tra via Gorizia e via Fanti, l’incrocio sarà chiuso al transito per l’intera giornata di lunedì 18 maggio, a partire dalle ore 8,30 ed indicativamente fino alle ore 18.

Sempre lunedì, per permettere ad Hera l’intervento di sostituzione delle caditoie, via Monzambano sarà chiusa al transito dalle ore 9 alle ore 14.

 

 

Nuovamente percorribile il tratto ciclabile sotto il ponte di Veggia

Nuovamente percorribile il tratto ciclabile sotto il ponte di Veggia“Il tratto della pista ciclabile del Percorso Natura, in corrispondenza del ponte di Veggia, è ufficialmente riaperto e nuovamente percorribile dai cittadini”. Con queste parole il Sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, ha confermato il ripristino della piena funzionalità di uno dei collegamenti più frequentati dai ciclisti e dai pedoni dell’area distrettuale.

L’interruzione, durata circa un anno, si era resa necessaria per consentire lo svolgimento dei complessi lavori di messa in sicurezza e consolidamento dell’infrastruttura stradale sovrastante. Il cantiere ha interessato le pile e le arcate del ponte, richiedendo la chiusura del passaggio sottostante per garantire l’incolumità pubblica durante le operazioni più delicate.

Attualmente, la pista è completamente fruibile sul lato Sassuolo, per quanto riguarda il versante opposto del fiume, gli interventi di rifinitura sono in fase di ultimazione: la riapertura totale e definitiva, comprensiva del lato reggiano, è prevista entro i prossimi giorni.

Il ripristino del sottopasso di Veggia chiude una frattura nel sistema della mobilità dolce locale. Il Percorso Natura del Secchia rappresenta non solo un’importante risorsa per il tempo libero e l’attività sportiva, ma anche un’alternativa per gli spostamenti casa-lavoro tra i comuni del distretto ceramico.

Con il termine dei lavori, l’area torna alla sua normale configurazione, permettendo nuovamente il transito continuo lungo l’asta fluviale senza dover ricorrere a deviazioni sulla viabilità ordinaria.

“Voglio ringraziare i tecnici del Comune, della Provincia e di Sgp, oltre che naturalmente la ditta che ha eseguito i lavori – conclude il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – ma soprattutto i cittadini per la pazienza dimostrata durante i mesi di chiusura, l’intera città ha capito l’importanza dell’intervento in atto e, sia durante i circa 40 giorni di chiusura del ponte che nel periodo più lungo d’interruzione della ciclabile, hanno dimostrato attenzione, pazienza e disponibilità per un’operazione fondamentale per tutta la città”.

M a z i n g a, l’incredibile fatica di costruire legami: sabato al teatro Carani di Sassuolo

M a z i n g a, l’incredibile fatica di costruire legami: sabato al teatro Carani di SassuoloFamiglie, giovani, associazioni e operatori dei servizi pubblici, sapientemente guidati da Reverie Teatro sono i protagonisti di questo evento.

Da un’azione corale, che ha saputo raccogliere lo sguardo plurimo che la comunità rivolge all’accoglienza familiare è fiorita una esperienza trasgressiva e feconda che ha coinvolto più di un centinaio di persone.

Assistenti sociali, psicologi, educatori, genitori affidatari, genitori adottivi, figli affidatari, adottivi e naturali, ma prima di tutto persone, esseri umani alla ricerca di senso, protezione e vita piena.

Da settembre a dicembre 2025, accolti al Centro per le Famiglie dell’Unione del distretto ceramico, sono state realizzate 40 interviste ai diversi protagonisti dell’accoglienza (genitori affidatari, adottivi e biologici, giovani in affido, adozione, famiglie al completo, assistenti sociali, educatori, psicologi ed amministratori).

A seguire, per chi ha accolto la proposta sono stati realizzati laboratori teatrali differenziati per età.

Sotto la direzione artistica di Alessandra Crotti e Matteo Carnevali questo ricco tesoro di vita vissuta, espressione del prendersi cura reciproco nell’accoglienza, ha preso forma.

L’iniziativa nasce per dare voce alla realtà ricca e generosa che sul nostro territorio si occupa di accoglienza familiare. Il tutto in occasione di un momento di confronto e verifica realizzato dal tavolo di coordinamento provinciale il 9 maggio .

Affido, Adozione, vicinanza: è ancora possibile accogliere in famiglia?

Una giornata di approfondimento su presente e futuro dell’accoglienza familiare nelle sue diverse forme.

IL PROGETTO E IL TEMA

Il progetto nasce all’interno degli spazi del Centro delle Famiglie di Sassuolo grazie ad un finanziamento del Unione dei Comuni Del distretto ceramico, Servizio Tutela Minori. Si configura come l’approdo di un percorso di riflessione e ricerca dedicato ai temi dell’accoglienza e dell’affido. Attraverso il linguaggio scenico, abbiamo voluto esplorare la complessità, la bellezza e la delicatezza del “farsi casa” per l’altro, trasformando testimonianze e vissuti in un’esperienza narrativa su più linguaggi artistici condivisa con la cittadinanza.

UN’ESPERIENZA INCLUSIVA

Lo spettacolo non è interpretato da una compagnia tradizionale, ma da un collettivo inclusivo composto da attori con diversi gradi di esperienza: accanto a professionisti o amatori esperti, calcheranno il palco ragazzi, genitori e volontari che hanno scelto di testimoniare il tema dellaccoglienza con la propria presenza fisica e la propria voce. Si tratta di un teatro dove l’autenticità dei corpi e delle storie sono già segni e simboli che comunicano, prevalendo sulla mera finzione scenica, rendendo l’evento un momento di alta partecipazione democratica e sociale.

LA POETICA

Lopera esplora i temi dellaccoglienza e dellaffido e dell’adozione rifuggendo la narrazione didascalica o puramente informativa. Il nostro approccio si rifà ai canoni del teatro contemporaneo e sperimentale, dove il linguaggio verbale si intreccia a una partitura fisica e visiva complessa. Lo spettacolo si articola infatti attraverso:

  • Parti parlate e di testimonianza, in cui la parola si fa veicolo di vissuti autentici;
  • Sequenze di movimento scenico, dove il corpo diventa lo strumento principale per esprimere concetti astratti come il distacco, l’attesa, la fatica;
  • Momenti interattivi con il pubblico, per trasformare lo spettatore da osservatore passivo a parte integrante dell’esperienza comunitaria.

Per noi, la ricerca di un linguaggio sperimentale è fondamentale: crediamo che l’estetica e la cura dell’immagine non siano semplici ornamenti, ma esse stesse testimonianza. L’immagine scenica accurata diventa il riflesso del valore e della dignità che attribuiamo alle storie raccontate.

In questo senso, la luce, il suono, lo spazio e il gesto comunicano l’essenza dell’accoglienza più di quanto possano fare le sole parole.

 

LA PARTNERSHIP

L’associazione Ci vuole un villaggio, promotrice dell’azione è stata sostenuta dall’Unione dei comuni del distretto ceramico e da Gulliver cooperativa sociale. A loro fianco il comune di Sassuolo che ha sostenuto l’iniziativa con il patrocinio , come anche il Distretto Sanitario ASL e l’Ospedale di Sassuolo.

Un sentito grazie anche a Apple promotion&gadget che ha creduto nell’iniziativa e alla Fondazione teatro Carani per il sostegno.

Lo spettacolo è gratuito con iscrizione obbligatoria attraverso questo link :
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-mazinga-lincredibile-fatica-di-costruire-legami-1985989484008

 

 

 

SuperEnalotto, sfiorato il “6” a Sassuolo

SuperEnalotto, sfiorato il “6” a Sassuolo

Emilia-Romagna protagonista con il SuperEnalotto. Come riporta Agipronews, nelle estrazioni di giovedì 14 maggio 2026, nella regione sono stati centrati due “5” da 19.281,24 euro ciascuno, per un valore complessivo di oltre 38mila euro.

Una di queste vincite è stata realizzata a Sassuolo, presso il punto vendita di via San Paolo, 34.

L’ultimo “6” da 35,4 milioni di euro è stato centrato il 22 maggio 2025 a Desenzano del Garda (BS). Il jackpot per la prossima estrazione, in programma venerdì 15 maggio, sale a 164,5 milioni di euro.

Nel weekend, in piazza a Maranello, le mitiche A112

Nel weekend, in piazza a Maranello, le mitiche A112
foto del Circolo Blow Up Maranello

Sabato 16 e domenica 17 maggio in Piazza Libertà a Maranello l’ottavo raduno internazionale delle Autobianchi A112, evento organizzato dal Club Motori Scuderia Modena Corse per celebrare una delle auto più amate e di successo della storia dell’automobilismo italiano. Prevista la partecipazione di alcune decine di auto da diversi Paesi, che si potranno ammirare in Piazza Libertà dalle 19 di sabato alle 9 di mattina di domenica.

L’Autobianchi A112 è un’autovettura utilitaria prodotta dalla casa automobilistica italiana Autobianchi dal 1969 al 1987. L’Autobianchi A112 venne presentata nel 1969 al Salone di Torino, ottenendo entusiastici consensi, in particolare tra le categorie d’utenza verso le quali era indirizzata. Il successo di vendite fu immediato e talmente consistente che, nonostante i continui ampliamenti delle linee di montaggio, per alcuni anni la produzione non riuscì a soddisfare una domanda corposa ed in costante crescita, costringendo gli aspiranti proprietari del nuovo modello a snervanti attese che in molti casi superavano i dodici mesi.

Oltre all’aspetto gradevole ed alla brillantezza delle prestazioni, anche i contenuti costi di acquisto e d’esercizio contribuirono a farne una delle automobili più diffuse e apprezzate da utenti di ogni fascia d’età. Inoltre, nel 1970, la “A112” si aggiudicò il secondo posto per il titolo di Auto dell’anno, venendo superata dalla Fiat 128. Nella sua lunga carriera la “A112” subì molti restyling e miglioramenti, che diedero vita a otto serie successive, durante i 17 anni del periodo di produzione.

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