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domenica, 5 Luglio 2026
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Distretti biologici, dalla Regione 200mila euro nel 2026 per sostenere formazione, promozione e crescita del comparto bio in Emilia-Romagna

Distretti biologici, dalla Regione 200mila euro nel 2026 per sostenere formazione, promozione e crescita del comparto bio in Emilia-RomagnaFormazione, informazione e promozione per rafforzare le filiere e accompagnare la crescita delle imprese biologiche.

La Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 200mila euro per il 2026 a favore dei distretti del biologico, con un bando che punta a consolidarne il ruolo come strumenti di organizzazione e sviluppo nei territori, capaci di mettere in relazione imprese, istituzioni locali e comunità attorno a un modello produttivo sempre più strutturato.

L’intervento sostiene attività che incidono direttamente sulla qualità del sistema, a partire dalla crescita delle competenze degli operatori e dalla diffusione delle conoscenze, fino alle azioni di promozione dei prodotti biologici sui mercati. Un investimento che rafforza la capacità delle imprese di lavorare in rete, di costruire filiere più solide e di valorizzare il legame con i territori, accompagnando un comparto che in Emilia-Romagna rappresenta una componente sempre più rilevante dell’agroalimentare regionale.

I progetti, da realizzare entro il 2026, potranno contare su contributi fino al 100% dei costi ammissibili, per un massimo di 50mila euro ciascuno, e riguarderanno in particolare iniziative di formazione, informazione e promozione rivolte alle piccole e medie imprese del biologico, comprese quelle in conversione, attive nella produzione agricola, nella trasformazione e nella commercializzazione.

“Con questo bando continuiamo a investire su un sistema che in Emilia-Romagna è forte e che vogliamo far crescere ancora, perché il biologico è una leva strategica per il futuro del nostro agroalimentare e per il presidio delle aree rurali- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Oggi contiamo oltre 6.500 imprese certificate e circa il 18% della superficie agricola regionale coltivata con questo metodo: numeri che raccontano un settore dinamico, con un peso importante nel nostro agroalimentare”.

“I distretti sono fondamentali perché mettono insieme imprese, territori e competenze e rafforzano le filiere, creando condizioni più solide per crescere- aggiunge l’assessore-. Formazione, conoscenza e promozione aiutano a qualificare l’offerta, a valorizzare le produzioni e a rafforzarne il posizionamento, migliorando la capacità di intercettare domanda e riconoscimento di valore. È in questa direzione che interveniamo, per consolidare il biologico e rafforzarne il ruolo nei territori”.

Il bando

Duecentomila euro per sostenere progetti dei distretti biologici da realizzare nel 2026. È questa la dotazione del bando che dà attuazione al fondo regionale previsto dalla legge sui distretti del biologico. Possono accedere i distretti riconosciuti secondo la normativa regionale o nazionale.

Il bando finanzia interventi che puntano a rafforzare la struttura del comparto, a partire dalla formazione e dalla diffusione delle conoscenze tra gli operatori, attraverso corsi, seminari, attività di coaching e iniziative informative dedicate all’agricoltura biologica. Accanto a queste, trovano spazio le azioni di promozione dei prodotti, dalla partecipazione a fiere ed eventi fino alla realizzazione di materiali informativi e campagne di comunicazione rivolte al pubblico, con l’obiettivo di valorizzare le produzioni e rafforzarne il posizionamento a livello nazionale e internazionale.

Il bando è disponibile a questo link

A R2I – Research to Innovate Italy la nuova programmazione europea e il futuro della ricerca dopo il Pnrr

La Commissione europea ha presentato, nel luglio 2025, la proposta per la programmazione dei fondi per il periodo 2028 -2034  con un budget di circa 409 miliardi di euro complessivamente per Horizon Europe e il nuovo Fondo europeo per la competitività.

L’integrazione tra questi due strumenti, l’ottimizzazione delle sinergie, la semplificazione e il rafforzamento della collaborazione pubblico-privata e il ruolo dei territori sono i temi dibattuti oggi all’ex GAM di Bologna, nella seconda giornata di R2I – Research to Innovate Italy , la kermesse nazionale promossa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, organizzata da Regione Emilia-Romagna insieme ad Art-ER, finanziata con Fondi europei, e con il patrocinio di Maeci, Mimit e Mur.

Le Regioni chiedono di essere coinvolte nella negoziazione della programmazione dei fondi europei e di mantenere aperto il dialogo diretto con Bruxelles. L’obiettivo è quello di rafforzare il posizionamento dell’Italia rispetto a ricerca e innovazione, individuando le priorità sulla base delle esigenze dei territori.

Sul futuro della ricerca nella fase post Pnrr si è parlato, inoltre, all’interno del panel dedicato ai Campioni nazionali ovvero centri nazionali di ricerca e innovazione creati per concentrare competenze scientifiche, tecnologiche e industriali in settori considerati strategici per il Paese come big data e quantum computing, agritech, mobilità sostenibile, biodiversità e terapie geniche. Un modello vincente su cui le Regioni chiedono continuità per risultati e l’impatto che hanno avuto sui territori.

I talenti

Il tema della ricerca è strettamente collegato a quello delle competenze, dello sviluppo e della capacità di attrarre e trattenere talenti. Sono oltre 440mila i giovani talenti che hanno lasciato l’Italia tra il 2011 e il 2024, secondo una ricerca del Cnel discussa oggi a R2I: una fuga di cervelli che ha generato una perdita stimata di circa 160 miliardi di euro. Per le Regioni i talenti sono un pilastro strategico per lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione, a partire dalle persone e dalle reti e strutture costruite.

Durante R2I si è discusso di strategie comuni sia per trattenere sia per attrarre talenti ad elevata specializzazione, attraverso una collaborazione attiva tra sistema universitario, territori e imprese. L’obiettivo è quello di arrivare a proposte concrete in grado di rispondere alla perdita di competenze, a livello nazionale ed europeo, con l’attrazione, la formazione e il ‘trattenimento’ dei talenti, creando connessioni solide tra le filiere strategiche regionali e gli ecosistemi dell’innovazione.

Per le Regioni, ricerca e lavoro stanno insieme: investire in ricerca significa creare occupazione, soprattutto di qualità, e rafforzare il trasferimento tecnologico necessario alla crescita delle imprese e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

La chiusura della prima edizione di R2I avvia di fatto una piattaforma di lavoro strutturata e continuativa tra tutte le Regioni così come si legge nel documento approvato dalla Commissione sviluppo economico della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
L’impegno del sistema regionale proseguirà con un dialogo costante con il Governo e le istituzioni Ue, avviando fin da subito i lavori preparatori per l’edizione di R2I 2027, sempre a Bologna, in vista della prossima presidenza italiana del Consiglio europeo prevista per il primo semestre 2028.

Formigine protagonista delle Giornate Nazionali dei Castelli

Formigine protagonista delle Giornate Nazionali dei Castelli
Alberto Lagomaggiore – interno castello

Il Comune di Formigine partecipa alla XXVII edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli, in programma sabato 16 e domenica 17 maggio. L’iniziativa, curata dall’Istituto Italiano dei Castelli con il patrocinio del Ministero della Cultura, nasce per offrire a cittadini, studiosi e turisti l’opportunità di accedere al patrimonio fortificato italiano, promuovendo la riscoperta di un’eredità architettonica che ha profondamente segnato l’identità del territorio.

Tra i ventiquattro siti selezionati a livello nazionale per questa edizione, il Castello di Formigine si distingue come l’unico rappresentante per l’intera regione Emilia-Romagna, sottolineando il valore storico e conservativo del complesso monumentale.

Si parte sabato 16 maggio alle ore 17 presso la Sala consiliare, dove, dopo i saluti istituzionali, si terrà una conferenza dedicata alla storia, al recupero e al riuso del Castello. L’incontro vedrà gli interventi tecnici di Guido Gozzi e Alberto Monti dell’Istituto Italiano dei Castelli, affiancati dal contributo scientifico dell’archeologo Donato Labate e dell’architetto Vincenzo Vandelli. Durante il pomeriggio verrà inoltre presentato il volume dedicato alle targhe di riconoscimento dell’Emilia-Romagna. A seguire, il pubblico potrà assistere all’inaugurazione della mostra dedicata ai disegni di torri e borghi di Loreno Confortini, prima di concludere la giornata con una visita guidata e un momento di convivialità nel loggiato del Palazzo Marchionale.

La giornata di domenica 17 maggio sarà interamente dedicata alla scoperta delle architetture fortificate attraverso percorsi guidati in programma dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. I visitatori potranno approfondire i dettagli della struttura difensiva grazie all’analisi degli scavi archeologici e percorrere un itinerario che toccherà il cortile della rocchetta, la Torre dell’Orologio e il corpo di Guardia. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 19, è previsto il laboratorio didattico “Sigilli al Castello”, pensato per i più piccoli, che avranno l’occasione di creare un timbro personalizzato ispirato all’araldica castellana. Per tutte le attività l’ingresso è gratuito, con prenotazione consigliata: castello@comune.formigine.mo.it – 059 416145, 059 416277.

Afferma il Vicesindaco con delega alla Cultura Marco Casolari: “È un onore per Formigine essere parte di questo percorso che tocca tutto il Paese e che ci vede unici in Emilia-Romagna. Il nostro Castello è un esempio di come una fortezza medievale possa trasformarsi nel tempo in residenza signorile e, infine, in polo culturale e museale quale è oggi. Investire nella valorizzazione di questo bene anche attraverso eventi di questo tipo significa per noi rafforzare l’attrattività turistica del territorio, convinti che la promozione del nostro patrimonio storico sia una leva fondamentale per far conoscere Formigine anche oltre i confini regionali”.

Enzo Lattuca eletto presidente dell’Unione delle Province italiane, le congratulazioni del presidente de Pascale

“A Enzo Lattuca vanno le congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro per l’elezione alla presidenza dell’Unione delle Province italiane. Un risultato importante, arrivato all’unanimità, che premia competenza, equilibrio istituzionale e capacità di costruire relazioni tra territori e istituzioni. Una nomina che riconosce il lavoro svolto in questi anni alla guida della Provincia di Forlì-Cesena e della città di Cesena”.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, sull’elezione di Enzo Lattuca, presidente della Provincia di Forlì-Cesena e sindaco di Cesena, alla guida dell’Upi, avvenuta oggi a Roma nel corso dell’Assemblea generale dell’Unione delle Province italiane.

“Le Province continuano a svolgere un ruolo importante nell’equilibrio istituzionale dei territori, soprattutto su funzioni strategiche come la viabilità, l’edilizia scolastica e la pianificazione territoriale- prosegue de Pascale-. In questi anni l’Upi ha contribuito a mantenere alta l’attenzione sul tema della capacità amministrativa degli enti locali e sulla necessità di garantire strumenti, risorse e competenze adeguate ad assicurare servizi efficaci e risposte sempre più tempestive ai bisogni delle comunità. In una fase segnata da grandi trasformazioni economiche, sociali e ambientali, rafforzare la collaborazione tra i diversi livelli istituzionali e gli enti territoriali resta una condizione essenziale per rendere più efficaci le politiche pubbliche e la capacità di risposta dei territori”.

“Per questo- aggiunge il presidente– desidero rivolgere un ringraziamento a Pasquale Gandolfi per il lavoro serio e autorevole svolto alla guida dell’Unione in una fase particolarmente complessa per il sistema delle autonomie locali, mantenendo alta l’attenzione sulle esigenze dei territori e sulla qualità dei servizi per le cittadine e i cittadini”.

A Fiorano Modenese torna la Festa del Busilen: bensone da record, gara amatoriale e solidarietà in piazza

A Fiorano Modenese torna la Festa del Busilen: bensone da record, gara amatoriale e solidarietà in piazzaDopo il successo dello scorso anno, domenica 17 maggio, torna in piazza Ciro Menotti a Fiorano Modenese, la Festa del Busilen, il tipico bensone fioranese, per una seconda edizione ancora più ricca e anche un bensone da record da assaggiare ed acquistare.

Dalle 10 del mattino fino al primo pomeriggio, sarà possibile trovare il dolce da record, prodotto e donato dal Panificio Al Funer, in collaborazione Scuola alberghiera di Serramazzoni, presso lo stand dell’associazione Amici per la vita.

L’incasso sarà devoluto per la realizzazione dell’hospice ‘Casa Giuly’ di Spezzano in costruzione.

Nell’ambito della Festa, ci sarà anche la gara gastronomica ‘M’inzuppo’: chi volesse partecipare può consegnare il proprio busilen, di circa 500 g di peso, dalle 10 alle 14 in piazza Ciro Menotti, seguendo le indicazioni previste dalla gara amatoriale.

Nel pomeriggio la giuria, presieduta dallo chef stellato Mattia Trabetti del ristorante Alto di Fiorano individuerà i tre busilen migliori, sulla base di vista, olfatto, gusto e test d’inzuppo.

I vincitori saranno premiati lunedì 1° giugno, nel corso della serata benefica “Una risata per la vita”, organizzata per sensibilizzare all’aiuto per al costruzione dell’hospice di Spezzano.

Ci saranno anche laboratori per i più piccoli: dalle 10 alle 14 i bambini dai 6 ai 12 anni potranno imparare a impastare il loro piccolo bensone con gli allievi della Scuola di Serramazzoni.

Dalle 10.30 anche la diretta TRC con “Ci vediamo in piazza” insieme alla Scuola alberghiera e di ristorazione IAL di Serramazzoni che prepareranno dal vivo il famoso busilen e li cuoceranno nei loro forni.

Il ricco calendario del Maggio Fioranese, proposto dal Comitato Fiorano in festa, i collaborazione con il Comune di Fiorano Modenese, Gp Eventi, associazioni e enti del territorio e grazie all’importante sostegno delle associazioni di categoria e degli sponsor, continua fino al 1° giugno. Sul sito del Comune (www.fiorano.it) e sui social del Maggio fioranese è possibile consultare tutto il programma.

Sassuolo, un cittadino ci scrive in merito al muro pericolante di via Marini

Sassuolo, un cittadino ci scrive in merito al muro pericolante di via MariniUn lettore ci scrive:

“Chiederei scriveste un articolo sullo stato di degrado in cui verte il muro pericolante a costeggiare il lato sinistro di Via Marini, tra Via Sant’Anna fino a Piazzale Porrino, dove da anni pare nessuno se ne curi più.

Ho scattato alcune foto che spererei venissero prese in esame dai nostri amministratori che leggo essersi impegnati per una città più vivibile e in ordine.

Da sassolese provo vergogna…”

(lettera firmata)

 

La due giorni di celebrazioni dedicata a Padre Sebastiano

La due giorni di celebrazioni dedicata a Padre SebastianoLe celebrazioni in onore di Padre Sebastiano, organizzate dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport (U.N.V.S.), si sono concluse con grande successo, attirando l’interesse di numerosi visitatori grazie a una mostra fotografica e multimediale di grande impatto.

L’evento ha posto particolare enfasi sul coinvolgimento delle giovani generazioni nello sport, proponendo tre minitornei di calcio dedicati ai ragazzi: un’iniziativa articolata su due giornate – il 9 e 10 maggio – che ha saputo coniugare la passione per lo sport con la socializzazione, arricchita da momenti di convivialità durante le pause, con merende offerte ai partecipanti.

Dal punto di vista sportivo, pur prevalendo l‘atmosfera festosa e il piacere del gioco, si sono distinti i successi della Sanmichelese, trionfatrice nelle categorie 2017 e 2018, e del Fiorano, vincitore nella categoria dei più piccoli classe 2019.

Un altro momento molto apprezzato è stata la tradizionale partita che ha visto protagoniste le glorie del passato del calcio sassolese: ex giocatori che, per l’occasione, hanno indossato nuovamente gli scarpini per rendere omaggio alla memoria del frate.

La manifestazione ha preso ufficialmente il via con l’intervento del sindaco Matteo Mesini. Il primo cittadino ha rivolto il saluto dellamministrazione comunale e ha espresso parole di grande stima per il religioso, evidenziandone l’importante ruolo nella comunità e omaggiandone la dedizione e il lascito morale.

Delta Atletica inizia la stagione 2026 con il botto

Sempre più in crescita e risalto è in particolare il settore dei lanci, guidato da Emanuele Venturelli e Orlando Barbolini. Nella cornice di Narni, in provincia di Terni, i tre portacolori della realtà sassolese conquistano tutti il podio al “Festival dei lanci”.

Luna Venturelli, seguendo le orme del padre arriva prima nel disco con 32,46 m vicino al suo personale di 33,16 fatto a Modena che la colloca terza nella graduatoria nazionale cadette; Matilde Valente conquista invece il secondo posto nel martello con 46,53 m e questo risultato la fa arrivare quarta a livello nazionale cadette; infine, sempre nel martello ma allievi Giacomo Valente raggiunge il terzo gradino del podio con 46,54 m.

In luce anche l’ottimo risultato di Fabio Ovi, allenato dal tecnico Franco Maffei, questa volta nel mezzofondo che sfiora il minimo per i campionati italiani allievi (6’23″00) correndo al debutto i 2000 siepi in 6’25″67.

Buoni risultati anche per il settore velocità dei ragazzi allenati da Lorenzo Braglia e Davide Cavani, durante i meeting del 25 e 26 aprile soprattutto per Silingardi Edoardo che nei 100 metri ha corso i 100 metri in 11,18 s.

Inoltre ricordiamo anche il buon risultato ottenuto da Emanuele Venturelli che lo scorso 28 marzo a Torun (Polonia) si è laureato campione europeo di lancio del disco M50 con la misura di 54,65 m dopo che poco meno di un mese prima aveva ottenuto nella stessa categoria il record italiano con la misura di 56,91 m.

Ora Delta Atletica si concentrerà sui Campionati Regionali di Società dove, dopo il debutto dell’anno scorso, punterà a migliorare il risultato di squadra, forte di giovani eccellenze sempre più in crescita

 

Relazioni internazionali: si rafforza l’asse Emilia-Romagna–Nouvelle-Aquitaine

Relazioni internazionali: si rafforza l’asse Emilia-Romagna–Nouvelle-AquitaineDalla salute alla ricerca, dall’agroalimentare all’innovazione tecnologica, fino alle politiche europee per il clima, la coesione e lo sviluppo dei territori. Si rafforza l’asse tra Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine con la missione istituzionale del presidente della Regione, Michele de Pascale, a Bordeaux per la firma del nuovo protocollo di collaborazione tra le due Regioni, che rinnova e amplia una cooperazione avviata ormai da quasi vent’anni.

L’intesa, sottoscritta insieme al presidente della Nouvelle-Aquitaine, Alain Rousset, definisce un quadro strutturato di cooperazione tra territori in settori strategici per il futuro europeo: sviluppo economico, ricerca e innovazione, transizione digitale ed ecologica, agricoltura e agroalimentare, aerospazio, salute, istruzione superiore, giovani, cultura e affari europei.

Al centro dell’accordo il rafforzamento della collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese e cluster tecnologici nei campi dell’innovazione, del trasferimento tecnologico e dell’intelligenza artificiale applicata ai sistemi produttivi e alla pubblica amministrazione, insieme al confronto sulle future politiche europee per la coesione, la competitività e il nuovo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea 2028-2034.

L’intesa richiama inoltre il percorso di cooperazione tra Italia e Francia avviato con il Trattato del Quirinale ed estende la collaborazione a temi come energie rinnovabili, decarbonizzazione, conservazione delle risorse idriche, economia sociale e solidale e sostegno alle produzioni Dop, Igp e biologiche.

“Le grandi sfide europee, dalla competitività industriale alla transizione climatica, dalla sicurezza alimentare alla capacità di attrarre ricerca e innovazione, si affrontano anche costruendo alleanze concrete tra territori che condividono vocazioni produttive, sistemi della conoscenza e obiettivi di sviluppo- afferma il presidente de Pascale-. La collaborazione tra Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine nasce proprio da qui: dal ruolo che le Regioni possono svolgere nel rendere più forte, più vicina e più concreta l’Europa attraverso politiche capaci di produrre investimenti, innovazione, occupazione qualificata e qualità della vita. Con questa nuova intesa consolidiamo una relazione costruita negli anni e allarghiamo ulteriormente gli ambiti di collaborazione, coinvolgendo università, centri di ricerca, imprese, cluster e istituzioni culturali in settori strategici come salute, agroalimentare, aerospazio, transizione digitale ed energetica. Parliamo di due regioni che concentrano filiere industriali avanzate, grandi sistemi universitari, ricerca applicata e alcune delle principali produzioni agroalimentari europee, che condividono la volontà di accompagnare le trasformazioni in corso, rafforzando al tempo stesso competitività, sostenibilità e coesione sociale. In una fase in cui si sta aprendo il confronto sul futuro delle politiche europee e del nuovo bilancio Ue, è fondamentale che le Regioni continuino ad avere un ruolo forte nella costruzione delle strategie europee, perché è nei territori che le politiche europee diventano sviluppo, servizi, innovazione e opportunità concrete per cittadine, cittadini e imprese”.

Il protocollo

Dalla viticoltura sostenibile all’intelligenza artificiale applicata alle imprese, dalle neuroscienze all’aerospazio, fino alle future politiche europee per la coesione e la transizione climatica. Il nuovo protocollo tra Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine amplia e rende più strutturata una collaborazione avviata oltre quindici anni fa tra due tra i territori europei più avanzati sul piano industriale, agroalimentare e della ricerca. L’intesa, che rinnova il precedente accordo siglato nel 2022, definisce infatti un quadro stabile di cooperazione in 12 ambiti strategici: sviluppo economico, ricerca e innovazione, agricoltura e agroalimentare, salute, aerospazio, transizione digitale ed energetica, cultura, giovani e affari europei. Un asse che punta a rafforzare le relazioni tra università, centri di ricerca, imprese, cluster tecnologici e istituzioni territoriali, anche attraverso la partecipazione congiunta a programmi e reti europee.

Una parte centrale della collaborazione tra Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine riguarda innovazione, trasferimento tecnologico e trasformazione dei sistemi produttivi, con particolare attenzione alla transizione digitale ed energetica, alla decarbonizzazione e alle nuove applicazioni tecnologiche per l’agroalimentare.

L’intesa dedica inoltre una particolare attenzione al tema dell’adattamento climatico in agricoltura, prevedendo azioni comuni su riduzione delle emissioni, conservazione delle risorse idriche, agricoltura di precisione e nuove tecnologie applicate alle filiere agroalimentari, oltre alla valorizzazione delle produzioni biologiche e a denominazione di origine.

La missione istituzionale

Presente a Bordeaux, assieme al presidente de Pascale, una delegazione del sistema regionale della ricerca e dell’innovazione composta dal Clust-ER Health Emilia-Romagna, dal Tecnopolo di Bologna-Ozzano “Rita Levi-Montalcini” e dal Dipartimento scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna. La missione farà tappa al laboratorio NutriNeuro dell’Inrae – Istituto nazionale di Ricerca francese per l’Agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente, e dell’Università di Bordeaux, centro internazionale di ricerca impegnato nello studio delle relazioni tra nutrizione, salute cerebrale e malattie neurodegenerative, e all’Isvv, l’Istituto delle Scienze della Vigna e del Vino, polo multidisciplinare dedicato alla ricerca, alla formazione superiore e al trasferimento tecnologico per la filiera vitivinicola che ospita anche il cluster regionale Inno’vin.

26°Emilia Romagna Festival: 57 concerti, oltre 600 artisti e una visione musicale senza confini

26°Emilia Romagna Festival: 57 concerti, oltre 600 artisti e una visione musicale senza confini56 concerti e un’anteprima speciale —, oltre 600 artisti e un itinerario musicale che per tutta l’estate attraverserà rocche, abbazie, chiostri e giardini storici dell’Emilia-Romagna: dal 1° luglio al 12 settembre 2026 Emilia Romagna Festival celebra la sua 26° edizione con un cartellone che viaggia tra generi, epoche e geografie diverse. Dalla musica barocca al jazz contemporaneo, dal tango argentino alla tradizione celtica, dalle grandi colonne sonore alle prime esecuzioni assolute, il festival costruisce un racconto musicale plurale e senza confini, capace di tenere insieme grandi interpreti internazionali e giovani talenti emergenti in una visione artistica riconoscibile e profondamente radicata nel territorio.

A tenere insieme questo percorso è l’idea che da anni definisce l’identità di Emilia Romagna Festival: classico è contemporaneo. “Non uno slogan, ma il principio che guida ogni scelta artistica e costruisce connessioni tra repertori, epoche e linguaggi apparentemente lontani” afferma il direttore artistico Massimo Mercelli:  “In questa prospettiva Bach non è materia da museo, ma un linguaggio ancora vivo, aperto alla reinterpretazione; Piazzolla entra nel programma non come citazione folklorica, ma come una delle grandi scritture musicali del Novecento; le colonne sonore di Morricone dialogano naturalmente con la grande musica del Novecento europeo, così come la tradizione convive con la sperimentazione e con le nuove commissioni. È dentro questa visione che Emilia Romagna Festival continua anche a investire sui giovani interpreti, considerandoli parte integrante del presente musicale più che promessa futura: artisti già capaci di abitare i grandi repertori e di portarli verso nuovi pubblici e nuovi contesti.”

Ad aprire il festival, il 1° luglio, sarà un concerto pensato per uno dei luoghi più simbolici della storia musicale europea: l’Abbazia di Pomposa, che nel 2026 celebra i mille anni dalla consacrazione. Proprio qui il monaco benedettino Guido d’Arezzo pose le basi del moderno sistema di notazione musicale occidentale, e proprio qui Emilia Romagna Festival inaugurerà la nuova edizione con i Carmina Burana di Carl Orff, eseguiti nella versione originale per due pianoforti, percussioni e voci dalle pianiste Natasha Sidorenko e Alexandra Pavlova insieme ai percussionisti dell’Orchestra Lorenzo da Ponte e al coro della Venice Monteverdi Academy diretti da Ernest Hoetzl. La chiusura, il 12 settembre al Teatro Stignani di Imola, sarà invece affidata a Bach Dance Concert – Indoor, una nuova produzione pensata da Emilia Romagna Festival e proposta a Roberto Zappalà: un incontro tra la musica di Johann Sebastian Bach, interpretata da Ramin Bahrami, e la ricerca coreografica della Compagnia Zappalà Danza, in un dialogo tra suono e movimento che restituisce Bach come materia viva, contemporanea e attraversabile da linguaggi diversi.

Tra gli ospiti più attesi del cartellone 2026, figurano il soprano polacco Angelika Rzewuska insieme all’organista Mateusz Rzewuski e al flautista Giorgio Matteoli; i Cameristi della Scala con Massimo Mercelli flauto solista; il violinista Riccardo Zamuner con il Quintetto de I Virtuosi della Cappella di San Severo con un omaggio alle Quattro Stagioni di Vivaldi in occasione dell’inaugurazione della mostra di Wolfango dedicata proprio al tema delle stagioni; i giovani professionisti della Toscanini Academy; la compagine cinese della Wuxi Symphony Orchestra diretta da Daye Lin con il tenore Xue Haoyin e il virtuoso della suona Zhang Qianyuan, con una prima esecuzione italiana; e il Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique, tra le formazioni cameristiche di ottoni più apprezzate della scena europea.

Accanto alla musica classica, il festival dedica anche quest’anno ampio spazio al jazz e ai linguaggi di confine. Spiccano il progetto Under 29 But Me di Rita Marcotulli con i nuovi talenti della scena italiana e gli omaggi ai grandi maestri, dai Saxofollia che dedicano tutto un appuntamento a Miles Davis e John Coltrane al tributo a Eddy Louiss con Carlo De Wijs, Barend Middelhoff e Alessandro Minetto. Il cartellone si apre alla canzone d’autore e alla world music con protagonisti come Simona Molinari, Raphael Gualazzi, Sergio Cammariere, fino ai grandi ritorni di Elio e Noa, artisti storicamente legati a ERF. Completano il quadro le esplorazioni nella musica per il cinema e le suggestioni della musica tradizionale irlandese e celtica con più appuntamenti che ne esplorano le declinazioni diverse, tra cui quello con i Birkin Tree, riconosciuti come la più importante formazione di musica irlandese in Italia.

Una particolare attenzione continua, infine, a essere riservata alle nuove generazioni di interpreti, da sempre parte integrante della visione artistica del festival. In questo contesto si inserisce il Premio alla Carriera ERF 2026 assegnato a Ettore Pagano,violoncellista romano classe 2003, vincitore del Premio Abbiati 2025 come miglior solista dell’anno e dell’ICMA Classeek Award, protagonista a ERF insieme alla Münchner Kammerphilharmonie Dacapo. Una scelta che incarna esattamente ciò che il festival cerca di raccontare, che la musica classica non appartiene al passato, ma è materia viva, capace di parlare a chiunque, oggi. Accanto a lui, il cartellone 2026 dà spazio ad altri giovani protagonisti tra cui quelli che si sono distinti nei più autorevoli concorsi internazionali di musica da camera, dalla pianista Karina Tseng, vincitrice del Primo Premio Assoluto del XIII Concorso Internazionale Pianistico “Andrea Baldi” 2025, al Katarina String Quartet, quartetto in residence del festival e vincitore del Fischoff National Chamber Music Competition 2025, con cui Emilia Romagna Festival rinnova una collaborazione ormai quasi trentennale nella valorizzazione dei nuovi talenti, fino al Trio Chimera, vincitore del Concorso Nazionale “Alberto Burri” 2025.

Anche quest’anno i luoghi saranno parte integrante del progetto artistico di Emilia Romagna Festival, non semplici cornici ma spazi capaci di dialogare con la musica e con l’identità del territorio. Il cartellone attraverserà abbazie millenarie, rocche, musei, chiostri, parchi e luoghi inconsueti, offrendo al pubblico l’occasione di scoprire prospettive e paesaggi spesso poco accessibili. Dalla millenaria Abbazia di Pomposa a Codigoro all’Abbazia di San Mercuriale di Forlì, dal Museo Carlo Zauli di Faenza — che nel 2026 celebra il centenario della nascita dell’omonimo artista faentino — al Museo Internazionale delle Ceramiche sempre a Faenza, dalla Rocca di Riolo alla Chiesa di San Lorenzo in Varignana, fino alla Piazzetta Trepponti a Comacchio, al Parco delle Terme di Castel San Pietro e alla Business Lounge dell’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna: un itinerario che conferma il legame profondo del festival con il patrimonio storico, artistico e paesaggistico dell’Emilia-Romagna.

L’immagine del manifesto del 26°Emilia Romagna Festival, quest’anno, è l’esito della prima edizione del Concorso di Illustrazione organizzato da ERF con l’obiettivo di affiancare alla musica un linguaggio visivo capace di parlare alle nuove generazioni, valorizzando il talento dei giovani artisti e portando uno sguardo fresco sull’identità del festival. Tra le 36 proposte pervenute, la giuria ha scelto come vincitrice Costanza Lettieri: le sue illustrazioni sono le immagini ufficiali di ERF Summer 2026 e delle stagioni concertistiche ERF Winter 2026/27.

 

ANTEPRIMA – Ad anticipare l’inizio di Emilia Romagna Festival sarà, il 29 giugno (ore 21.00), un concerto nel Giardino Storico del Palazzo Vescovile di Imola, spazio di raccoglimento tra alberi secolari e architetture cariche di memoria, che inaugura la mini rassegna Giovani talenti – Serate di musica nel verde, dedicata alle nuove generazioni di interpreti. Protagonista della serata sarà la giovane arpista e compositrice reggiana Agatha Bocedi, classe 2000, già premiata nei principali concorsi internazionali dedicati allo strumento, con un programma che esplora le possibilità espressive dell’arpa tra repertorio storico e scrittura contemporanea, con tre composizioni originali della stessa Bocedi.

 

Concluso il bando “Idea Sassuolo, Quartieri al Centro”

Concluso il bando “Idea Sassuolo, Quartieri al Centro”Nove associazioni, presentatesi in rete con 11 operatori economici: è questo il numero delle realtà sassolesi che sono risultate aggiudicatrici del bando “Idea Sassuolo 2026, Quartieri al centro”, il progetto di sviluppo di comunità che, iniziato lo scorso anno, punta a trasformare parchi, piazze e aree verdi in presidi di cittadinanza attiva.

Ammonta a 30.000 euro l’investimento complessivo che ha l’obiettivo di sostenere progetti che migliorino la qualità della vita nei quartieri attraverso l’animazione territoriale e il volontariato, favorendo la riappropriazione degli spazi pubblici da parte dei cittadini per promuovere lo sviluppo della città grazie al coinvolgimento del terzo settore.

“Il terzo settore e l’associazionismo sono la spina dorsale del nostro territorio come presidi di comunità e veicolo indispensabile di formazione, socialità e aggregazione e per il secondo anno consecutivo siamo riusciti a dedicare un budget importante per sostenere queste progettualità  – commenta l’Assessore Federico Ferrari – il contributo vuole accompagnare questi percorsi di iniziative ed eventi stimolando la nascita di nuovi partenariati che includano le associazioni attive nei quartieri ed operatori economici del territorio. La grande partecipazione al bando, ma soprattutto la qualità dei progetti presentati e la capacità di attrarre anche i privati, sono la testimonianza di come la strada intrapresa sia quella giusta”.

“Vedere i nostri parchi e le aree verdi – aggiunge la Vicesindaco Serena Lenzotti –  animati da realtà che promuovono sani stili di vita e inclusione sociale è la prova di quanto il movimento sia un linguaggio universale capace di unire i quartieri e rafforzare il senso di appartenenza alla nostra comunità”.

Sono stati 9 i progetti presentati, 8 dei quali hanno ottenuto l’ammissione al contributo dopo la valutazione della commissione giudicatrice.

Le realtà che animeranno i quartieri nel corso del 2026 sono:

  • Circolo Arci Alete Pagliani APS;
  • La Comune del Parco di Braida APS;
  • Associazione Orti e Bonsai Albero d’Oro APS;
  • Il Giardino di Karl;
  • L’Ora del Noi;
  • Auser Volontariato di Modena;
  • ANFFAS APS Sassuolo;
  • Comitato Parchetto Ducale il Trifoglio APS.

L’investimento complessivo messo in campo dal Comune ammonta a 30.000,00 euro. È interessante notare come il modello di “Idea Sassuolo” non si basi esclusivamente sulla spesa pubblica.

Per quanto riguarda il coinvolgimento di partner privati, il regolamento prevedeva esplicitamente che le entrate messe a disposizione da altri soggetti privati o pubblici debbano essere obbligatoriamente indicate nelle rendicontazioni economiche dei singoli progetti. Questo approccio stimola la creazione di reti e collaborazioni tra il mondo del volontariato e le realtà imprenditoriali o i singoli sostenitori del territorio, garantendo che ogni euro investito dall’ente pubblico possa generare un impatto moltiplicato grazie al co-finanziamento o al supporto logistico di soggetti terzi.

Per garantire l’avvio tempestivo delle attività, il Comune ha già autorizzato l’anticipazione del contributo (fino al 50%) per cinque delle associazioni richiedenti. Tutti i progetti dovranno essere realizzati entro il 28 febbraio 2027, con l’obbligo di rendicontazione finale entro 60 giorni dalla conclusione delle attività per l’erogazione del saldo.

Gestione di boschi e foreste per favorire stoccaggio di carbonio, biodiversità e paesaggio: al via un bando regionale

Gestione di boschi e foreste per favorire stoccaggio di carbonio, biodiversità e paesaggio: al via un bando regionalePromuovere la pianificazione forestale come strumento per la gestione sostenibile dei boschi. Favorire l’adozione di soluzioni innovative orientate allo stoccaggio di carbonio (carbon stock), all’aggregazione fondiaria, alla conservazione della biodiversità, alla tutela del paesaggio e ai percorsi di certificazione ambientale delle foreste. Attuare le indicazioni della Strategia forestale nazionale, così da aumentare il valore del capitale naturale presente in Emilia-Romagna.

Con questi obiettivi, la Giunta regionale ha approvato un bando da 300mila euro destinato a proprietari e gestori di boschi privati, anche in forma associata o consortile, e alle associazioni forestali, al fine di potenziare la competitività, la multifunzionalità e la sostenibilità del patrimonio forestale regionale. Gli incentivi copriranno fino all’80% della spesa ammissibile degli interventi e saranno assegnati sulla base di una graduatoria che premierà i progetti maggiormente orientati alla sostenibilità, alla tutela della biodiversità, all’aggregazione fondiaria e alla valorizzazione dei servizi ecosistemici.

“Con questo bando rafforziamo il nostro impegno per una gestione forestale più innovativa, sostenibile e capace di coniugare tutela ambientale, presidio del territorio e valorizzazione delle risorse boschive- afferma l’assessora regionale a Parchi e Forestazione, Gessica Allegni-. Le foreste svolgono un ruolo sempre più strategico per la sicurezza del territorio, la tutela della biodiversità e la qualità della vita delle comunità che vivono in Emilia-Romagna, sia dal punto di vista ambientale che produttivo. Una funzione resa ancora più importante dagli effetti del cambiamento climatico e dalla crescente pressione sugli ecosistemi naturali. Per questo- prosegue Allegni- vogliamo sostenere strumenti di pianificazione in grado di accompagnare una gestione più consapevole e responsabile dei boschi, rafforzandone la capacità di generare valore ambientale, sociale ed economico per i territori. Investire sul patrimonio forestale- conclude l’assessora- significa anche investire nella capacità dell’Emilia-Romagna e delle sue comunità di affrontare le sfide climatiche, ambientali ed economiche dei prossimi anni”.

Interventi ammessi a contributo

Il bando contribuisce alle spese necessarie per la redazione dei piani di gestione forestale innovativi orientati allo stoccaggio di carbonio, alla tutela della biodiversità, alla valorizzazione del paesaggio e allo sviluppo sostenibile delle produzioni forestali. Tra gli obiettivi anche quello di favorire la produzione di legni appartenenti a differenti specie botaniche, in grado di aumentare lo stoccaggio di carbonio grazie a un loro utilizzo in processi produttivi (ad esempio, in edilizia) con un ciclo di vita medio-lungo. Altro obiettivo, il potenziamento dei servizi ecosistemici garantiti dai boschi (assorbimento del carbonio, mitigazione dei processi erosivi, e così via) e il loro possibile riconoscimento economico, anche attraverso il mercato dei crediti di questi stessi servizi, oltre ai percorsi di certificazione per la gestione forestale sostenibile.

I contributi possono essere richiesti per le attività necessarie alla redazione dei piani di gestione forestale, tra cui rilievi di campagna e dendrometrici, descrizioni particellari, informatizzazione dei dati, realizzazione di aree campione ed elaborazione della documentazione tecnica prevista dal bando. I piani dovranno essere conformi sia alla normativa forestale regionale, sia ai criteri minimi nazionali di pianificazione.

Possono presentare domanda proprietari e gestori di superfici forestali private, anche in forma consortile, e associazioni forestali in possesso della titolarità o disponibilità delle aree interessate dagli interventi. Le richieste dovranno essere trasmesse agli Enti forestali competenti per territorio (Comuni, Unioni di Comuni, Città metropolitana, come previsto dalla legge regionale n. 13 del 2015) entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando. Le attività finanziate dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2027.

Il bando per la concessione dei contributi verrà pubblicato il 15 maggio sul Burert (Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna) e contestualmente sarà disponibile a questo link

Gestione di boschi e foreste per favorire stoccaggio di carbonio, biodiversità e paesaggio: al via un bando regionale

Gestione di boschi e foreste per favorire stoccaggio di carbonio, biodiversità e paesaggio: al via un bando regionalePromuovere la pianificazione forestale come strumento per la gestione sostenibile dei boschi. Favorire l’adozione di soluzioni innovative orientate allo stoccaggio di carbonio (carbon stock), all’aggregazione fondiaria, alla conservazione della biodiversità, alla tutela del paesaggio e ai percorsi di certificazione ambientale delle foreste. Attuare le indicazioni della Strategia forestale nazionale, così da aumentare il valore del capitale naturale presente in Emilia-Romagna.

Con questi obiettivi, la Giunta regionale ha approvato un bando da 300mila euro destinato a proprietari e gestori di boschi privati, anche in forma associata o consortile, e alle associazioni forestali, al fine di potenziare la competitività, la multifunzionalità e la sostenibilità del patrimonio forestale regionale. Gli incentivi copriranno fino all’80% della spesa ammissibile degli interventi e saranno assegnati sulla base di una graduatoria che premierà i progetti maggiormente orientati alla sostenibilità, alla tutela della biodiversità, all’aggregazione fondiaria e alla valorizzazione dei servizi ecosistemici.

“Con questo bando rafforziamo il nostro impegno per una gestione forestale più innovativa, sostenibile e capace di coniugare tutela ambientale, presidio del territorio e valorizzazione delle risorse boschive- afferma l’assessora regionale a Parchi e Forestazione, Gessica Allegni-. Le foreste svolgono un ruolo sempre più strategico per la sicurezza del territorio, la tutela della biodiversità e la qualità della vita delle comunità che vivono in Emilia-Romagna, sia dal punto di vista ambientale che produttivo. Una funzione resa ancora più importante dagli effetti del cambiamento climatico e dalla crescente pressione sugli ecosistemi naturali. Per questo- prosegue Allegni- vogliamo sostenere strumenti di pianificazione in grado di accompagnare una gestione più consapevole e responsabile dei boschi, rafforzandone la capacità di generare valore ambientale, sociale ed economico per i territori. Investire sul patrimonio forestale- conclude l’assessora- significa anche investire nella capacità dell’Emilia-Romagna e delle sue comunità di affrontare le sfide climatiche, ambientali ed economiche dei prossimi anni”.

Interventi ammessi a contributo

Il bando contribuisce alle spese necessarie per la redazione dei piani di gestione forestale innovativi orientati allo stoccaggio di carbonio, alla tutela della biodiversità, alla valorizzazione del paesaggio e allo sviluppo sostenibile delle produzioni forestali. Tra gli obiettivi anche quello di favorire la produzione di legni appartenenti a differenti specie botaniche, in grado di aumentare lo stoccaggio di carbonio grazie a un loro utilizzo in processi produttivi (ad esempio, in edilizia) con un ciclo di vita medio-lungo. Altro obiettivo, il potenziamento dei servizi ecosistemici garantiti dai boschi (assorbimento del carbonio, mitigazione dei processi erosivi, e così via) e il loro possibile riconoscimento economico, anche attraverso il mercato dei crediti di questi stessi servizi, oltre ai percorsi di certificazione per la gestione forestale sostenibile.

I contributi possono essere richiesti per le attività necessarie alla redazione dei piani di gestione forestale, tra cui rilievi di campagna e dendrometrici, descrizioni particellari, informatizzazione dei dati, realizzazione di aree campione ed elaborazione della documentazione tecnica prevista dal bando. I piani dovranno essere conformi sia alla normativa forestale regionale, sia ai criteri minimi nazionali di pianificazione.

Possono presentare domanda proprietari e gestori di superfici forestali private, anche in forma consortile, e associazioni forestali in possesso della titolarità o disponibilità delle aree interessate dagli interventi. Le richieste dovranno essere trasmesse agli Enti forestali competenti per territorio (Comuni, Unioni di Comuni, Città metropolitana, come previsto dalla legge regionale n. 13 del 2015) entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando. Le attività finanziate dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2027.

Il bando per la concessione dei contributi verrà pubblicato il 15 maggio sul Burert (Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna) e contestualmente sarà disponibile a questo link

I benefici scientifici del camminare e delle pause attive In Florim il 52esimo incontro della salute

I benefici scientifici del camminare e delle pause attive In Florim il 52esimo incontro della saluteMartedì 12 maggio alle ore 19.00 in Florim Gallery si è svolto, con il patrocinio di Ospedale di Sassuolo e AUSL Modena, il secondo appuntamento del calendario 2026 degli “Incontri della salute” – gli eventi gratuiti promossi da Florim con l’obiettivo di accrescere nelle persone del territorio la cultura della prevenzione e dei sani stili di vita.

Il movimento quotidiano rappresenta uno degli strumenti più efficaci e accessibili per la tutela della salute. Numerose evidenze scientifiche dimostrano come integrare il movimento nella routine quotidiana non richieda performance sportive, ma costanza e consapevolezza: piccoli gesti, ripetuti nel tempo, possono generare benefici concreti e duraturi sulla qualità della vita.

A parlare di questo argomento durante la serata si sono avvicendati medici specializzati nello studio del movimento umano che sono stati moderati dalla Dott.ssa Marcella Camellini – Coordinatore scientifico delle attività formative presso il Centro Salute e Formazione, Medico dell’U.O. di Cardiologia Ospedale di Sassuolo S.p.A. La Dott.ssa ha evidenziato: “La scienza è chiara: camminare regolarmente aiuta il cuore, migliora la circolazione, contribuisce a mantenere sotto controllo peso e glicemia e riduce il rischio di molte malattie croniche. Bastano circa 7.000 passi al giorno per ottenere benefici significativi, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno 150 minuti di attività fisica moderata a settimana”.

Il Dott. Gustavo Savino – Direttore U.O.C. Medicina dello sport, AUSL Modena – tra i relatori della serata ha affermato:”L’attività motoria deve diventare parte di uno stile di vita, previene e cura patologie, è gratuita, non ha effetti collaterali se praticata nel modo giusto, possiamo considerarla quindi un farmaco perfetto”. Il messaggio che ha guidato l’evento si esprime in un invito chiaro e universale: incrementare il movimento può generare un impatto significativo e duraturo sulla salute e sul benessere.

Anche le Dott.sse Laura Bernaroli e Cecilia Zurlo Chinesiologhe AMPA dell’U.O.C. Medicina dello sport, AUSL Modena – hanno posto l’attenzione su salute fisica e mentale:” I vantaggi del movimento non sono solo fisici, anche brevi pause attive durante la giornata aiutano a ridurre stress e affaticamento mentale, migliorano concentrazione e produttività favorendo un clima di lavoro più positivo”.

Durante l’evento sono state presentate strategie pratiche e accessibili per integrare il movimento nella routine quotidiana, con particolare attenzione all’esercizio adattato, cioè calibrato sulle esigenze e capacità di ciascuno. L’Incontro si è concluso con dimostrazioni pratiche e momenti di approfondimento, per offrire strumenti concreti da applicare subito, sia nella vita privata sia in ambito lavorativo.

 

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 14 maggio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 14 maggio 2026Nuvolosità irregolare sulle pianure con addensamenti più consistenti lungo le aree appenniniche. Rovesci o temporali saranno possibili dalla tarda mattinata fino alla tarda serata sul settore occidentale e localmente anche sui rilievi.

Temperature minime comprese tra 10 e 14 gradi; massime in lieve aumento con valori intorno a 20/23 gradi. Venti sud-occidentali in mattinata, deboli moderati sulle pianure, forti con ulteriori raffiche lungo i rilievi. Dalla tarda mattinata intensificazione dell’intensità anche in pianura fino a divenire forti con rinforzi e raffiche. Attenuazione dalla sera solo in pianura. Mare mosso fino a molto mosso al largo.

(Arpae)

Cersaie e Casabella presentano l’evento “Singolarità Italiane”

Cersaie e Casabella presentano l’evento “Singolarità Italiane”Il 14 maggio 2026 la città di Trento ospita la seconda tappa di “Road to Cersaie”, il ciclo di
appuntamenti che accompagna il percorso verso il Salone Internazionale della Ceramica per
l’Architettura e dell’Arredobagno – in programma dal 21 al 25 settembre a Bologna –
promuovendo il dialogo tra architettura, design e cultura del progetto. Un’occasione di incontro e confronto che coinvolge professionisti, studiosi e operatori del settore sui temi più attuali del costruire contemporaneo, tra ricerca, innovazione e qualità dell’abitare.

L’appuntamento, realizzato in collaborazione con la rivista Casabella, si terrà presso la BUM – Biblioteca Universitaria Mesiano dell’Università di Trento, luogo simbolico di formazione e
scambio culturale. L’incontro si propone come momento di riflessione condivisa sulle
trasformazioni in atto nel progetto architettonico, con particolare attenzione al contesto italiano e alle sue specificità.
Nel corso dell’evento sarà presentato il numero della rivista Casabella “Singolarità italiane II”, che raccoglie esperienze e progettualità capaci di interpretare in modo originale e consapevole le condizioni del territorio e della contemporaneità. A discuterne saranno Alberto Winterle, Campomarzio, Michel Carlana e Fabio Campolongo, protagonisti del dibattito e portatori di visioni e pratiche progettuali significative, in grado di offrire prospettive diverse ma complementari sul fare architettura oggi.
La partecipazione all’incontro consentirà agli architetti di ottenere 2 CFP, confermando il valore formativo dell’iniziativa oltre che il suo ruolo di piattaforma di aggiornamento professionale.
L’evento si inserisce nel più ampio programma di avvicinamento a Cersaie, rafforzandone il
posizionamento non solo come manifestazione fieristica di riferimento internazionale, ma anche come luogo privilegiato di elaborazione culturale, confronto e diffusione della qualità nel progetto architettonico.

Festival letterari, mostre d’arte e fotografiche, manifestazioni musicali: dalla Regione oltre 695mila euro per sostenere progetti nei Comuni con più di 50mila abitanti

Festival letterari, mostre d’arte e fotografiche, manifestazioni musicali: dalla Regione oltre 695mila euro per sostenere progetti nei Comuni con più di 50mila abitanti
Carpi, pubblico Festa del Racconto

Mostre d’arte e di fotografia, festival letterari, rassegne musicali, appuntamenti di riflessione e confronto sul pensiero contemporaneo, approfondimenti sul Rinascimento e sull’arte al femminile, da Piacenza a Rimini. Progetti di elevata qualità culturale ed artistica, capaci di valorizzare la vocazione e la storia regionale, coinvolgendo ampio pubblico, in un intreccio arricchente di collaborazioni con realtà locali, nazionali e internazionali, senza trascurare l’adozione di buone pratiche nell’offerta degli eventi, per la più vasta inclusione e migliore sostenibilità ambientale.

Attorno a questi principi, ruota l’offerta culturale di tutti i progetti annuali che la Giunta regionale ha deciso di sostenere nel 2026: dieci progetti di rilevanza nazionale ed internazionale, che si sono aggiudicati il bando per la promozione culturale a favore delle proposte presentate dai Comuni con popolazione superiore ai 50mila abitanti, con un finanziamento complessivo di 539.200 euro. A questi si aggiungono due manifestazioni che godono di contributi triennali per un ammontare di 156mila euro, così da raggiungere complessivamente l’impegno economico di 695.200 euro.

Tutti i dieci candidati in possesso dei requisiti richiesti (i Comuni promotori direttamente o soggetti costituiti o partecipati) sono risultati ammissibili dall’Avviso regionale, pertanto accolti e sostenuti. Si tratta, per la maggioranza dei casi, di realtà note e molto consolidate sul territorio, ma sono presenti anche alcune proposte inedite.

“Confermiamo un impegno concreto a sostegno della promozione culturale nelle città di maggiori dimensioni, attraverso un investimento che nel 2026 supera i 695mila euro e che coinvolge l’intero territorio regionale, da Piacenza a Rimini- sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Iniziative ed eventi di grande valore culturale, capaci allo stesso tempo di farsi popolari, rivolgendosi a pubblici e generazioni diverse. È bello vedere gli spazi, dalle piazze ai musei, riempirsi di persone, che sia per un concerto, una mostra di fotografia o per ascoltare una riflessione filosofica: momenti che rendono le nostre città più vive, aperte e partecipate. Accanto a manifestazioni consolidate e molto apprezzate dal pubblico, sosteniamo anche esperienze più recenti e progettualità innovative, nella convinzione che sia proprio questo equilibrio a garantire vitalità e sviluppo al sistema culturale regionale”.

“È questa la cultura che vogliamo promuovere, accessibile, capace di favorire la riflessione e lo spirito critico, di parlare alle persone e coinvolgerle- conclude Allegni-. Una vera e propria infrastruttura democratica, che contribuisce concretamente al benessere delle comunità e alla qualità della vita nei nostri territori”.

I progetti ammessi al contributo

Si spazia da iniziative già note e attese dal grande pubblico, come le attività espositive della Fondazione Ferrara Arte, con la grande mostra 2026 dedicata a Andy Wharhol – Ladies and gentlemen a Palazzo Diamanti, alla XXI edizione di Fotografia Europea in corso in queste settimane a Reggio Emilia. E ancora, le proposte del Mar-Museo d’Arte della città di Ravenna che ospiterà una mostra personale di Nicola Samorì in dialogo con le collezioni permanenti. Conferme anche per gli appuntamenti musicali con “Cara Forlì. La grande Festa del Liscio” e “Imola in musica 2026”, così come prosegue il sostegno alla Festa del Racconto di Carpi, che accoglie autori nazionali ed internazionali legati a questo genere letterario. Si segnalano anche il Festival del pensare contemporaneo che anima Piacenza a settembre e la seconda edizione di Agorà festival che si tiene nell’autunno a Cesena. Non mancano proposte innovative per la ricerca di contenuti artistici o per la pluralità di linguaggi utilizzati, come il ricco programma di attività culturali che Rimini dedica al Rinascimento e la mostra di capolavori al femminile provenienti dalla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma in trasferta a Parma il prossimo autunno. A questo elenco di dieci manifestazioni che possono godere di contributo annuale, si aggiungono due progetti promossi dalle città che beneficiano di un sostegno triennale: Portici Festival 2026 a Bologna e il Festival della filosofia di Modena, per ulteriori 156.000 euro.

Con 695.200 euro complessivi, si conferma dunque l’impegno regionale per l’anno in corso sulle manifestazioni culturali promosse dalle città di maggiori dimensioni, che si svilupperanno sull’intero territorio regionale, lungo tutto l’anno. Proposte di alto respiro in grado di attrarre l’interesse e la curiosità di centinaia di migliaia di persone.

Il provvedimento,  in attuazione della legge regionale n. 21/2023 “Norme in materia di promozione culturale” e in linea con gli obiettivi strategici del Programma triennale 2024 – 2026 (approvato con delibera assembleare n. 153/2024), si inserisce nell’ambito degli interventi regionali a sostegno di iniziative culturali di rilevanza nazionale e/o internazionale, quali festival, iniziative espositive, celebrazioni e manifestazioni culturali ricolte al pubblico, in grado di coinvolgere ampi target di pubblico incrementando l’attrattività dei territori coinvolti. Come previsto dall’Avviso, il contributo regionale è calcolato, entro un massimo del 30% del costo complessivo del progetto, sulla base del numero di abitanti, secondo la seguente articolazione: fino a 80.000 euro per i territori comunali con oltre 150.001 abitanti; fino a 60.000 euro per i territori comunali da 100.001 a 150.000 abitanti; fino a 40.000 euro per i territori comunali da 50.000 a 100.000 abitanti.

Via Francigena, via libera dell’Assemblea legislativa all’ingresso della Regione nella rete europea

Via Francigena, via libera dell’Assemblea legislativa all’ingresso della Regione nella rete europeaRafforzare la presenza dell’Emilia-Romagna nei progetti europei dedicati alla Via Francigena, consolidare la collaborazione con gli altri territori attraversati dal cammino e sviluppare strategie condivise per la promozione e la valorizzazione del percorso, creando nuove opportunità di crescita sostenibile per comunità locali, borghi e aree interne.

La Regione Emilia-Romagna aderisce ufficialmente all’Associazione Europea delle Vie Francigene (Aevf), l’organismo riconosciuto dal Consiglio d’Europa che coordina, tutela e promuove la Via Francigena quale grande itinerario culturale europeo.

L’Assemblea legislativa ha approvato oggi all’unanimità il progetto di legge che disciplina l’adesione della Regione, recependo lo statuto dell’Associazione e le modalità di partecipazione, passaggio a cui seguirà la formalizzazione definitiva da parte dell’Aevf.

“Da oggi anche la Regione Emilia-Romagna si unisce all’Associazione Europea delle Vie Francigene affiancando i Comuni del territorio che già ne fanno parte- afferma l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni-. È un passaggio importante, che conclude un percorso istituzionale condiviso trasversalmente da tutte le forze politiche dell’Assemblea legislativa e che consentirà di rafforzare la collaborazione istituzionale a livello europeo e internazionale, contribuendo alla definizione di strategie comuni di valorizzazione del percorso e alla promozione coordinata dei territori attraversati dalla Via Francigena. Un risultato che assume un valore ancora più significativo in un anno speciale, quello del venticinquesimo anniversario dell’Associazione, che ha la sua sede storica a Fidenza”.

“L’adesione arriva inoltre in una fase cruciale per il riconoscimento internazionale della Via Francigena, con un riscontro da parte del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti (Icomos), nell’ambito della candidatura a Patrimonio dell’Umanità Unesco- prosegue l’assessora-. Un percorso che contribuiremo a finalizzare e che consentirà di valorizzare ulteriormente il tratto emiliano-romagnolo della Via Francigena, dalla Cattedrale di Fidenza fino all’insieme del patrimonio culturale, storico e paesaggistico presente lungo tutto l’itinerario. Con la partecipazione della Regione si rafforza inoltre una visione condivisa di sviluppo sostenibile, capace di mettere in relazione cultura, territori, turismo e nuove opportunità di crescita per comunità locali, borghi e aree interne”.

L’adesione all’Aevf si inserisce nell’ambito dell’impegno della Regione per la valorizzazione dei 22 cammini e itinerari di pellegrinaggio dell’Emilia-Romagna, con interventi mirati alla promozione dei territori e un ampio calendario di iniziative ed eventi. Obiettivo, qualificare l’offerta, rafforzare l’accoglienza e generare nuove opportunità per aree interne, borghi e comunità locali.

Innovazione: a Bologna i presidenti de Pascale e Fedriga aprono R2I – Research to Innovate Italy

Innovazione: a Bologna i presidenti de Pascale e Fedriga aprono R2I – Research to Innovate ItalyPosizionare il sistema italiano delle Regioni come interlocutore strutturato e propositivo nei processi decisionali nazionali ed europei per ricerca e innovazione.
È questo l’obiettivo del documento approvato dalla Commissione Sviluppo economico della Conferenza delle Regioni, riunita durante R2I – Research to Innovate Italy, in corso oggi e domani a Bologna.

Manifestazione che è stata aperta dal presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, insieme alla Commissaria europea per Startup, Ricerca e Innovazione, Ekaterina Zaharieva, al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme della Commissione europea, Raffaele Fitto, e alla presidente Art-ER, membro del Board dello European Innovation Council, Francesca Bria.

Una piattaforma comune delle Regioni

Il documento dettaglia impegni comuni, obiettivi e richieste aprendo la strada a una e vera e propria nascente piattaforma delle regioni italiane che punta a essere un luogo permanente di dialogo strategico e confronto operativo per sviluppare l’integrazione su questi temi tra Istituzioni a livello regionale, nazionale, europeo e internazionale e con il mondo dell’innovazione, della ricerca, del business e della finanza. E con lo sguardo, in particolare, rivolto proprio alla futura programmazione europea, a Horizon Europe 2028-2034, allo European Innovation Act e al rafforzamento delle Regional Innovation Valleys.

Dalle Regioni e Province Autonome tre le richieste al Governo, al Parlamento nonché alla Commissione Europea: in primo luogo l’istituzione di un Tavolo permanente Governo-Regioni per co-programmare le politiche nazionali per la R&I, raccordando i programmi regionali con il Piano nazionale della Ricerca e Horizon 2028-2034. E poi un fondo pluriennale nella legge di bilancio 2027 per il cofinanziamento nazionale delle grandi infrastrutture di ricerca, con una quota espressamente dedicata allo sviluppo territoriale delle regioni ospitanti. Infine, un mandato forte alla delegazione italiana in Europa affinché sostenga attivamente la dimensione regionale e place-based nei negoziati sui futuri fondi europei per la R&I.

L’impegno del sistema regionale proseguirà con un dialogo costante con il Governo e le istituzioni Ue, avviando fin da subito i lavori preparatori per l’edizione “R2I 2027”, in vista della prossima presidenza italiana del Consiglio europeo prevista per il primo semestre 2028.

“Investire in innovazione e ricerca significa investire nella crescita del Paese – dichiara il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga -. Ora noi ci troviamo a un punto di svolta: da un lato siamo alla fine del Pnrr e dobbiamo preoccuparci di come garantire continuità agli investimenti messi in campo, dall’altro lato stiamo negoziando il prossimo quadro finanziario pluriennale europeo. Siamo nel momento di passaggio tra due cicli fondamentali. Qui le Regioni, insieme ai loro ecosistemi, devono giocare un ruolo protagonista nella programmazione e nella collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. Non possiamo permetterci né centralizzazioni eccessive delle politiche, né distrazioni dei fondi verso altre priorità. Innovazione e Ricerca restano il seme dello sviluppo futuro”, conclude Fedriga.

“La nuova fase europea ci pone di fronte a scelte strategiche fondamentali per il nostro futuro. La ricerca pubblica, le nuove tecnologie, la competitività industriale e la capacità di attrarre competenze e talenti sono le chiavi per garantire lo sviluppo e la crescita delle regioni italiani e quindi dell’intero Paese- sottolinea il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale-. Insieme, le Regioni si presentano con una struttura solida e integrata, che unisce università, centri di ricerca, tecnopoli, imprese innovative, infrastrutture pubbliche e reti territoriali. L’innovazione non è un tema neutro, ma ha implicazioni dirette sui modelli di sviluppo che vogliamo promuovere e sulla qualità delle istituzioni nel saperla governare. Per questo, è fondamentale mettere a sistema politiche regionali, nazionali ed europee, investendo su ricerca, formazione, attrattività e partenariati solidi”.

Gli obiettivi del documento

“La ricerca e l’innovazione non sono politiche settoriali, sono la grammatica del futuro”, si legge nel documento approvato oggi, in cui i territori e gli ecosistemi regionali assumono un impegno ambizioso e condiviso per il sistema Italia in nove obiettivi. Il primo è rafforzare la collaborazione tecnica tra le Regioni e la rappresentatività dei territori nei principali dossier europei su ricerca e innovazione, il secondo rafforzare la collaborazione orizzontale attraverso il coinvolgimento di reti come Science and Technology Parks le aree di innovazione come attori chiave degli ecosistemi. E poi, valorizzare le competenze e le infrastrutture di ricerca per ottimizzare l’impatto sui sistemi produttivi; favorire il trasferimento tecnologico sull’intera filiera dell’innovazione attraverso la connessione tra università, centri di ricerca e sistema produttivo; favorire l’attrazione di capitali e strumenti finanziari per la crescita e la scalabilità delle startup. E ancora, creare partenariati pubblico privati per massimizzare il tasso di successo nei programmi a gestione diretta a partire da Horizon; integrare gli strumenti a gestione diretta con i fondi della politica di coesione per massimizzare l’impatto degli investimenti sui territori; aumentare l’attrazione, la formazione e il trattenere i talenti; favorire la collaborazione per competere con i grandi hub di innovazione europei.

 

District Sound torna a Spezzano: musica, fotografia e street art per raccontare il presente

District Sound torna a Spezzano: musica, fotografia e street art per raccontare il presenteMusica dal vivo, fotografia e street art si incontrano con la seconda edizione di District Sound, in programma a Spezzano di Fiorano Modenese domenica 17 maggio a partire dalle 18.

L’iniziativa, sostenuta da Fondazione di Modena nell’ambito del bando “Attivatori di Comunità” e con il patrocinio del Comune di Fiorano Modenese, nasce dall’idea di utilizzare l’arte come forma di espressione e comunicazione, in particolare attraverso linguaggi – come la musica e la street art – che parlano direttamente alle persone.

Sul palco allestito in piazza Falcone e Borsellino, si alterneranno sei progetti musicali emergenti, selezionati tramite open call tra numerose candidature arrivate da giovani del territorio e non solo, con una varietà di generi. Accanto alla musica sarà presente un punto ristoro a cura del Circolo Oasi di Fiorano Modenese e sarà visitabile una mostra con le fotografie selezionate dal contest “Foto spezzata, foto impegnata”, che ha invitato i partecipanti a raccontare, attraverso uno scatto, una frattura o un elemento critico del presente. Le dieci immagini selezionate saranno esposte durante l’evento e offriranno uno sguardo plurale su ciò che oggi viene percepito come “spezzato”.

Il progetto, a cura del gruppo informale Gli Spezzati, lavora sui linguaggi contemporanei e su pratiche artistiche accessibili, capaci di esprimere contenuti e visioni ma anche di attivare processi nel territorio.

Nei mesi scorsi è stato avviato un intervento di riqualificazione urbana in collaborazione con il Comune di Fiorano Modenese: alcuni muri delle scuole Ciro Menotti di Spezzano, precedentemente imbrattati, sono stati ridisegnati attraverso la street art insieme a un gruppo di ragazzi, coinvolti tramite l’Educativa di strada.

Nell’ambito di District Sound sarà attivo anche uno spazio aperto dedicato ai graffiti, con pannelli in legno e materiali derivati dal progetto di riqualificazione. Un’occasione per sperimentare direttamente questa pratica in un contesto accessibile e riconoscerla come linguaggio artistico.

District Sound, che tiene insieme produzione culturale e intervento sul territorio, è ideato e realizzato dal gruppo informale di giovani Gli Spezzati, impegnato nella creazione di occasioni di partecipazione pubblica attraverso pratiche artistiche e culturali.

A Sassuolo arriva la Street Workout, camminata con Tappe Fitness nel centro

A Sassuolo arriva la Street Workout, camminata con Tappe Fitness nel centroArriva sabato prossimo 16 maggio a Sassuolo la “Street Workout”, camminata con attività ginniche che ha avuto già grande successo in molte città d’Italia e recentemente a Modena.

Si tratta di una camminata per la città della durata di due ore con alcune tappe fitness sul il percorso, durante le quali verranno proposte sequenze di ginnastica funzionale, Thai Fit, Dance e Pilates, a cura di diversi allenatori, trainer e insegnanti del territorio e non.

Organizzata da Elisa Amadei, con la partecipazione del top trainer Maximilian Arcidiaco, la Street Workout partirà sabato 16 maggio da piazza Garibaldi, con ritrovo dalle 17 presso il Bar Broletto e inizio della manifestazione alle 18. I partecipanti si sposteranno in diversi luoghi del centro sassolese, con un passaggio anche lungo il percorso che costeggia la Peschiera Ducale.

Per tutti gli iscritti ci sarà in omaggio la maglia della manifestazione e in dotazione ci saranno le cuffie necessarie per ascoltare la musica che verrà proposta lungo tutto il tragitto e specificamente nelle tappe fitness.

La Street Workout si concluderà quindi verso le 20 con il ritorno al Bar Broletto e aperitivo finale. E’ un’occasione speciale per fare una camminata nei luoghi più suggestivi di Sassuolo e abbinare una serie di esercizi e pratiche di attività da provare.

Per informazioni e iscrizioni il numero da chiamare è il 3319923360.

 

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