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mercoledì, 8 Aprile 2026
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Aggiornato il programma delle chiusure notturne previsto in A14 nelle due notti del 10 e 11 febbraio

Aggiornato il programma delle chiusure notturne previsto in A14 nelle due notti del 10 e 11 febbraioSulla A14 Bologna-Taranto, è stato aggiornato il programma delle chiusure notturne previsto nelle due notti di martedì 10 e mercoledì 11 febbraio, come di seguito indicato:

  • dalle 21:00 di martedì 10 alle 5:00 di mercoledì 11 febbraio, sarà chiuso il tratto compreso tra Bologna San Lazzaro e Castel San Pietro, verso Ancona, per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza.

Si precisa che la stazione di Bologna San Lazzaro sarà chiusa in entrata in entrambe le direzioni. Contestualmente sarà chiusa anche l’area di servizio “Sillaro ovest”, situata nel suddetto tratto.

In alternativa si consiglia: per la chiusura del tratto, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Bologna San Lazzaro, percorrere la Complanare sud, la SP48, via Tolara di Sotto, via degli Stradelli Guelfi, SP19 e rientrare in A14 alla stazione di Castel San Pietro; per la chiusura dell’entrata di Bologna San Lazzaro, verso Ancona: Castel San Pietro; per la chiusura dell’entrata di Bologna San Lazzaro, verso Bologna: Bologna Fiera.

  • Dalle 21:00 di mercoledì 11 alle 5:00 di giovedì 12 febbraio, sarà chiuso il tratto compreso tra Castel San Pietro e Imola, verso Ancona, per lavori di pavimentazione.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Castel San Pietro, percorrere la viabilità ordinaria: SP19, via San Carlo, SS9 via Emilia, SP610, via Selice e rientrare in A14 alla stazione di Imola.

 

Il Comune di Sassuolo rinnova sino al 2030 la convenzione con i VOS

Il Comune di Sassuolo rinnova sino al 2030 la convenzione con i VOS“Un lavoro prezioso, fondamentale per l’Amministrazione: li ringraziamo a nome dell’intera città con l’intenzione di proseguire per molti anni ancora la collaborazione”. Il Sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, commenta l’importanza dei servizi quotidiani svolti dai VOS sul nostro territorio, in occasione del rinnovo della convenzione lega l’Amministrazione al Corpo Comunale dei Volontari della Sicurezza, avvenuto questa mattina in Sala Giunta.

Una convenzione, firmata dalla Comandante della Polizia Locale Rossana Prandi, e dal Presidente dei VOS, Gian Paolo Gottardi, che non è un semplice passaggio burocratico: resterà valida fino al 31 dicembre 2030, garantendo un orizzonte di lungo periodo alle attività di presidio del territorio, a fronte di un contributo annuo di 8.000 euro.

Il valore di questa partnership è scritto nei numeri: nel corso del 2025, i volontari hanno portato a termine ben 299 servizi, vedendo l’impiego di 864 operatori su diverse turnazioni. Questi cittadini scelgono di dedicare il proprio tempo gratuitamente per svolgere attività che sono aggiuntive, e mai sostitutive, rispetto a quelle della Polizia Locale.

“La loro presenza sulle nostre strade e nelle nostre piazze – aggiunge il Sindaco – il loro lavoro quotidiano sono fondamentali per supportare non solo la Polizia Locale, ma tutte le Forze dell’Ordine: che sia durante una manifestazione, un evento di festa, o un momento di difficoltà, i loro sono occhi esperti sul territorio, in grado di fornire segnalazioni utili a migliorare la qualità della vita urbana e la sicurezza partecipata e, al tempo stesso, garantire un presidio costante, qualificato e formato, sul territorio”.

Il lavoro dei Vos, inoltre, non si ferma al nostro territorio: nel corso del 2025 hanno effettuato in totale 63 viaggi per consegnare beni di prima necessità a quei territori vittime di alluvioni o terremoti.

La convenzione definisce con chiarezza i campi d’azione dei volontari, che spaziano dalla tutela del decoro urbano alla sicurezza stradale.

Monitoraggio del territorio: vigilanza attiva in parchi, aree pubbliche, impianti sportivi e siti di valore culturale.

Sicurezza scolastica: sorveglianza e assistenza agli alunni durante l’ingresso e l’uscita dalle scuole, nonché vigilanza sugli scuolabus.

Supporto agli eventi: assistenza durante manifestazioni sportive o ricreative patrocinate dal Comune.

Gestione emergenze: supporto in caso di incidenti stradali o calamità naturali, lavorando in sinergia con la Protezione Civile.

Per consentire lo svolgimento di queste attività in piena sicurezza, il Comune si impegna a corrispondere all’Associazione un contributo annuo di 8.000 euro. Questi fondi non sono una retribuzione, ma servono a coprire i costi vivi: dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e per la responsabilità civile (con massimali fino a 1,5 milioni di euro) all’acquisto del vestiario identificativo necessario per essere riconosciuti dai cittadini.

Inoltre, l’Amministrazione continuerà a investire nella preparazione dei volontari attraverso corsi di formazione e aggiornamento normativo, assicurando che ognuno di loro, dai più esperti ai neo entrati, sia preparato a gestire con sensibilità e competenza il contatto quotidiano con la cittadinanza.

“Un lavoro prezioso – conclude il Sindaco – che necessità di passione ed energia oltre che, ovviamente, di nuove leve: nei prossimi mesi realizzeremo una giornata di presentazione proprio per invitare nuovi volontari ad aderire ai Vos, a cui seguirà un corso di formazione e certificazione”.

Intervento straordinario di pulizia sul Rio Cerca

Intervento straordinario di pulizia sul Rio CercaQuesta mattina si è svolto un importante intervento di pulizia lungo il Rio Cerca, nel tratto adiacente al ponte della pista ciclabile che collega Formigine a Casinalbo. L’operazione è stata fatta per rimuovere dei macro-residui plastici (grandi teli di copertura deteriorati con ogni probabilità abbandonati da attività industriali) che, depositatisi sul letto del torrente, creavano una pericolosa barriera al regolare deflusso delle acque.

All’intervento hanno partecipato attivamente un gruppo di volontari, l’Assessora all’Ambiente Giorgia Lombardo, che ha preso parte alle operazioni di recupero, e la responsabile dell’Ufficio Ambiente del Comune, Antonella Sterni.

Il gruppo ha provveduto a estrarre manualmente i pesanti teli dal greto del torrente, trascinandoli fino all’ingresso della pista ciclabile. Qui i materiali sono stati stoccati temporaneamente in attesa del ritiro da parte di Hera, già allertata per lo smaltimento corretto dei rifiuti recuperati.

L’azione odierna anticipa un ulteriore intervento programmato dalla Regione Emilia-Romagna, che nei prossimi mesi si occuperà del secondo stralcio di manutenzione ordinaria del tratto con la rimozione dei rami secchi e della vegetazione infestante che ostacola il corso del fiume.

“Quello di oggi – commenta l’Assessora Lombardo – è un esempio virtuoso di cittadinanza attiva e amore per il proprio territorio. Questi fogli di plastica rappresentavano un vero e proprio tappo per il Rio Cerca; rimuoverli tempestivamente significa prevenire potenziali criticità. Ringrazio di cuore i volontari per la fatica e la dedizione. Colgo l’occasione per ricordare che è ufficialmente ripartito il programma di plogging: il prossimo appuntamento è fissato per sabato 21 febbraio, con una nuova giornata dedicata alla raccolta dei rifiuti e alla distribuzione dei sacchetti per la raccolta differenziata”.

Nuovo Gruppo di Controllo del Vicinato a Fiorano Modenese

Nuovo Gruppo di Controllo del Vicinato a Fiorano ModeneseA Fiorano Modenese parte di terzo Gruppo di Controllo del Vicinato. Dopo quello di Case Nuove e della zona dei fiumi di Spezzano, a poco meno di un anno dall’inizio del progetto, saranno i residenti di via Braida e strade limitrofe a impegnarsi nel controllo informale dell’area, in collaborazione con la Polizia locale.

Giovedì 12 febbraio, alle ore 18.30, presso la sala al primo piano di Palazzo Astoria, in piazza Ciro Menotti, si terrà l’incontro di presentazione del nuovo Gruppo a cui sono invitati tutti i residenti della zona.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Fiorano Modenese, rientra nel progetto di sicurezza partecipata che punta a rafforzare la collaborazione tra cittadini, Amministrazione comunale e forze dell’ordine, favorendo una maggiore attenzione al territorio e alle relazioni di quartiere.

Saranno presenti l’assessore alla Sicurezza Sergio Romagnoli, il consigliere delegato al progetto Francesco Ciccia Romito e gli agenti della polizia locale di Fiorano Modenese che seguono il controllo di vicinato.

Nel corso dell’incontro verranno illustrati obiettivi, modalità di funzionamento del gruppo e le possibilità di adesione per i residenti interessati a partecipare attivamente al progetto.

Il controllo del vicinato è uno strumento di prevenzione basato sulla partecipazione attiva dei cittadini attraverso un controllo informale della zona di residenza e la cooperazione con le forze di polizia, al fine di ridurre il verificarsi di reati e fenomeni di degrado urbano. Prevede, oltre alla sorveglianza di un’area, anche l’individuazione delle vulnerabilità ambientali e comportamentali che possono rappresentano opportunità per gli autori di reato.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito istituzionale.

Sassuolo si candida ad entrare nel network delle Città Creative Unesco per la musica

Sassuolo si candida ad entrare nel network delle Città Creative Unesco per la musicaAi nastri di partenza una sfida ambiziosa ed al tempo stesso prestigiosa: Sassuolo si avvia a presentare la propria candidatura per entrare nel network delle Città Creative UNESCO per la Musica. Un progetto di ampio respiro, promosso dal Comune di Sassuolo in stretta collaborazione con DHMoRe (il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulle Digital Humanities di UniMoRe), che mira a valorizzare la ricca tradizione e il fermento musicale del nostro territorio, proiettandolo su un palcoscenico internazionale.

“Diventare Città Creativa UNESCO – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Federico Ferrari – è un traguardo ambizioso che ha bisogno dell’energia, della passione e della competenza di tutte le realtà musicali del nostro territorio. Vogliamo costruire questo dossier di candidatura insieme a tutti coloro che fanno musica a Sassuolo, partendo dal basso, per raccontare al mondo l’identità di una città che ha dato i natali a Caterina Caselli, Pierangelo Bertoli, Nek, che in Gaber ha un cittadino onorario e che Pavarotti sentiva come casa”.

Per dare avvio ufficiale a questo percorso partecipativo, il primo incontro si terrà giovedì 12 febbraio alle ore 18, presso il secondo piano della nuovissima Biblioteca Cionini (Via Rocca 19, Sassuolo); un appuntamento di presentazione ed in cui dare avvio al piano operativo.

All’evento parteciperà anche la Music Commission della Regione Emilia-Romagna, a testimonianza della rilevanza sovracomunale del progetto. Sarà l’occasione per illustrare le linee guida della candidatura, ma soprattutto per raccogliere idee, spunti e suggestioni direttamente dai protagonisti della scena locale.

L’invito è aperto a chiunque viva la musica, per professione o per passione. In particolare, sono chiamati a partecipare: musicisti, band e solisti di ogni genere; associazioni musicali e corali; associazioni di danza; scuole di musica e istituti formativi; organizzatori di eventi, festival e rassegne; istituzioni culturali, musicologi, appassionati e curiosi.

 

Cultura, la Regione al fianco delle case editrici dell’Emilia-Romagna

Cultura, la Regione al fianco delle case editrici dell’Emilia-RomagnaAl via tre differenti avvisi, approvati dalla Giunta, con contributi per oltre 200mila euro per favorire la partecipazione a fiere di settore in Italia e all’estero nel corso del 2026, altre forme di sostegno per condividere gli spazi negli stand istituzionali regionali al Salone del Libro di Torino e alla Fiera dell’editoria di Roma ‘Più libri più liberi’ e aiuti anche per la traduzione delle pubblicazioni in lingua straniera così da diffondere le opere all’estero.

Gli interventi si rivolgono a una filiera del libro vivace e di qualità che in Emilia-Romagna comprende oltre 135 case editrici, in maggioranza piccole e medie, capaci insieme di dare vita a un ampio catalogo di titoli di ogni genere, per un’offerta che ha i suoi tratti distintivi proprio nel pluralismo e nella diversificazione.

“Con questi bandi offriamo alle case editrici dell’Emilia-Romagna strumenti concreti per valorizzare il loro lavoro e aprirsi ai mercati internazionali- commenta l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Parliamo di un settore vitale per la nostra industria culturale e creativa: oltre 135 realtà che rappresentano il pluralismo e la qualità della produzione editoriale regionale. Il nostro impegno è accompagnarle nella crescita, perché investire nell’editoria significa investire nel pensiero critico e nell’identità culturale delle nostre comunità. È un patrimonio che vogliamo continuare a far crescere, dentro e fuori i confini regionali”.

I tre bandi

Il primo bando prevede lo stanziamento di 200mila euro con la finalità di sostenere la partecipazione delle case editrici emiliano-romagnole alle Fiere dell’editoria e alle Fiere specializzate che si svolgono in Italia e in altri Paesi. La scadenza per la presentazione della domanda è fissata per il 6 marzo 2026.

Il secondo avviso non include invece contributi diretti, ma vantaggi economici per partecipare al Salone del Libro di Torino in programma dal 14 al 18 maggio 2026 e alla Fiera dell’editoria “Più libri più liberi” di Roma in calendario a dicembre 2026, utilizzando gli spazi espositivi e di vendita all’interno degli stand istituzionali che la Regione ha in previsione di allestire, con l’obiettivo principale di valorizzare la filiera del libro regionale. Le case editrici in questo caso saranno sollevate dal pagamento delle spese di iscrizione, di allestimento e gestione dello stand, delle quali si farà carico la Regione stessa. La scadenza per la presentazione della domanda è il 27 febbraio 2026.

Infine, con il terzo bando che può contare su 25 mila euro di contributi, la Regione affianca le case editrici che nel corso del 2026 stipuleranno contratti con case editrici di altri Paesi, per la traduzione in altre lingue e conseguente diffusione all’estero delle opere in italiano edite sul territorio dell’Emilia-Romagna. L’avviso scade il 5 maggio 2026.

Le informazioni relative agli avvisi pubblici sono disponibili al link https://patrimonioculturale.regione.emilia-romagna.it/leggi-atti-bandi/avvisi-e-bandi/editoria-traduzioni-2026

NUE 112, a poco più di un anno dalla prima attivazione in Emilia-Romagna oltre 2,5 milioni di telefonate ricevute, 5,9 secondi il tempo medio di risposta

NUE 112, a poco più di un anno dalla prima attivazione in Emilia-Romagna oltre 2,5 milioni di telefonate ricevute, 5,9 secondi il tempo medio di rispostaServono solo 5,9 secondi per ricevere in Emilia-Romagna una risposta in caso di emergenza. Tanto impiega il numero unico europeo 112, che dal 3 dicembre 2024 al 1^ aprile 2025 è stato attivato progressivamente su tutto il territorio regionale. Un solo numero per richiedere l’intervento di Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del fuoco, Soccorso sanitario e Soccorso in mare.

In regione, nei primi 428 giorni di operatività (dal 3 dicembre 2024 al 4 febbraio 2026), con date di attivazione differenti, le Centrali Uniche di Risposta, una a Bologna e una a Parma, hanno ricevuto complessivamente 2.537.304 telefonate, con una media giornaliera di 1.500 per milione di abitanti, di cui il 46% riguardano l’emergenza sanitaria.

É il bilancio dell’attività del NUE 112 in Emilia-Romagna, per la Giornata europea del NUE, istituita nel 2009 per sensibilizzare i cittadini sul numero di emergenza valido in tutta l’Unione europea e che non a caso si celebra domani, l’11 di febbraio (112).

“Oggi il NUE 112- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massino Fabi- è diventato un punto di riferimento che ha permesso di migliorare la gestione delle emergenze nella nostra regione, grazie a un sistema complesso e ben organizzato, alla professionalità degli operatori e alla geolocalizzazione immediata. Un sistema di risposta ancora più veloce, altamente tecnologico e preciso, messo a punto con grande rigore insieme alle altre istituzioni coinvolte. A poco più di un anno dalla sua prima attivazione, i dati confermano che i cittadini, grazie anche alla campagna di comunicazione promossa dalla Regione, hanno imparato a conoscere un sistema che garantisce un punto unico di accesso alle emergenze”.

E proprio per celebrare questa giornata, l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma e l’Ausl di Bologna organizzano per domani un Open Day nelle rispettive Centrali uniche di risposta, le due attive in Emilia-Romagna, collocate in via del Taglio 6 a Parma e in Largo B. Nigrisoli 20 a Bologna.  L’iniziativa, che ha già fatto registrare in entrambi i casi il tutto esaurito, consente di mostrare alle cittadine e ai cittadini, con visite effettuate da accompagnatori, cosa succede quando arriva una richiesta di emergenza e come funziona il sistema di risposta.

I dati del NUE 112 in Emilia-Romagna

Al 4 febbraio 2026, nei distretti telefonici dove è stato attivato con date differenti a partire dal 3 dicembre 2024, sono complessivamente 2.537.304 le telefonate ricevute, con una media giornaliera di 1.500 per milione di abitanti (in linea con il dato nazionale), di cui 1.132.370, pari al 45%, filtrato dalle Centrali uniche di risposta. Una delle funzioni del NUE 112, infatti, è filtrare le telefonate, ovvero smaltire quelle che non riguardano vere e proprie emergenze, liberando così le centrali di secondo livello che possono, invece, dedicarsi alla gestione delle emergenze.

Delle chiamate inoltrate, pari a 1.404.934, le richieste riguardano per il 46% Emergenza sanitaria (652.653 telefonate), 28% Carabinieri (398.718), 19% Polizia di Stato (261.144), 7% Vigili del Fuoco (101.140), 0,02% Capitaneria di Porto (279).

Le Centrali uniche di risposta, una a Bologna e una a Parma, servono 59 centrali di secondo livello (di cui 3 di Emergenza sanitaria, 34 dei Carabinieri, una della Capitaneria di Porto, 10 di Polizia di Stato, 9 dei Vigili del Fuoco e 2 della Polizia Stradale). Nel 6% delle chiamate inoltrate alle centrali di secondo livello vengono allertate più centrali contemporaneamente per garantire tempestività e rapidità di intervento. Per tutti i distretti telefonici il tempo medio di risposta al cittadino è di 5,9 secondi.

Dopo il completamento di questa prima fase di avvio, in base alla dotazione tecnologica e alla attivazione del servizio h24, sarà possibile includere anche le sedi della Polizia locale tra gli enti di soccorso.

Cos’è il NUE 112
Il NUE 112 non sostituisce, ma si affianca e integra gli attuali numeri di emergenza nazionali (112, 113, 115, 118 e 1530), che continuano a restare attivi: i cittadini possono chiamare il 112 per qualsiasi tipo di emergenza, oppure continuare a comporre i diversi numeri abituali.
La sua introduzione recepisce la direttiva dell’Unione europea per armonizzare i servizi di
emergenza e permettere a chiunque si trovi sul suolo europeo di effettuare chiamate di emergenza componendo un unico numero di telefono valido in tutti gli Stati membri. Dopo questa prima fase di avvio, in base alla dotazione tecnologica e all’attivazione del servizio h24, sarà possibile includere anche le sedi della Polizia locale tra gli enti di soccorso.
La centralizzazione delle chiamate assicura, dal punto di vista organizzativo e operativo, una gestione coordinata e integrata tra le diverse forze coinvolte, la tracciabilità della chiamata, la risposta multilingue e l’accesso alle persone con disabilità, anche dell’udito.
La Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il ministero dell’Interno e i vertici delle Forze dell’ordine e dei Servizi di emergenza coinvolti, ha messo a punto un modello organizzativo secondo cui tutte le chiamate effettuate ai tradizionali numeri di emergenza nazionali (112, 113, 115, 118) sono convogliate e prese in carico dalle due Centrali uniche di risposta (Cur), collocate una a Bologna e una a Parma, a seconda della provenienza della chiamata. Per realizzarle, la Regione ha investito oltre 7 milioni di euro: costruite con criteri antisismici, sono dotate di una sala per la gestione delle maxi-emergenze e di spazi idonei ad ospitare tecnologie, uffici e servizi, tra cui videowall informativi per il controllo dell’evoluzione del quadro emergenziale.

Cosa succede quando si chiama il NUE 112
“Emergenza, di cosa ha bisogno”. “C’è una persona sospea”. “Emergenza, l’ho già localizzata”. “Stomale e sono sola in casa”. “In che via si trova?”. “Non abbandoni la chiamata, resti in linea con me”.
Due squilli e dalla Centrale unica di risposta, a Bologna o a Parma, rispondono con voce ferma e rassicurante. Il sistema di gestione delle chiamate permette alle Cur di ricevere in tempo reale l’identificativo e di localizzare in maniera rapida e immediata la posizione geografica dell’utente, riducendo il tempo di intervista di chi chiama. La telefonata viene processata e inoltrata al servizio di emergenza competente: solo quando le forze dell’ordine o il sistema di emergenza sanitaria vengono messi in contatto con la persona che ha chiamato, l’operatore si sgancia.
Ogni Cur, una a Bologna e una a Parma, prevede 24 postazioni di lavoro, più 8 di riserva per maxi emergenze, sulle quali si alternano, in più turni, 90 operatori tecnici (per ciascuna Cur). Gli operatori delle Cur garantiscono una prima risposta a tutte le chiamate di soccorso, che vengono classificate per tipo di emergenza e inoltrate, assieme ad una scheda contenente le informazioni anagrafiche e di localizzazione dell’utente, alle centrali operative competenti per funzione e territorio, che poi intervengono sul posto.
Nelle Cur si lavora su tre turni h24. Nella fascia diurna, dalle 8 alle 22, si registra il maggior numero di chiamate. Per ogni turno, mediamente, un operatore risponde a 150-200 telefonate. Ascolto, studio, training e test sono le fasi della formazione (che dura sei settimane) degli operatori.

La app “Where are U”
Per contattare il NUE 112 c’è anche l’app “Where are U”, scelta come applicazione di riferimento nazionale e messa a disposizione dal ministero dell’Interno tramite un accordo con l’Azienda regionale per l’emergenza urgenza della Regione Lombardia. La app, gratuita e disponibile per smartphone iOS, Android e Windows Phone, permette di mettersi in contatto con il NUE 112 in tre diversi modi: la chiamata vocale, la chiamata muta (se l’utente non può parlare perché in situazione di pericolo o perché persona con disabilità) e una chat.

112Sordi – 800.800.112: comunicazione di emergenza per le persone sorde
Un servizio pubblico gratuito, attivo da 4 anni in tutta la nazione, pensato per migliorare il supporto ai sordi da parte degli operatori NUE 112. Il servizio permette agli operatori della Cur di Saluzzo (CN), unica centrale in Italia individuata per gestire queste richieste, di sapere che la persona che sta chiedendo aiuti è sorda. Chi risponde può attuare così tutti gli accorgimenti necessari per intervenire in modo utile e appropriato, trasferendo la richiesta alle oltre 750 centrali di secondo livello presenti sul territorio italiano, tra cui le 59 della nostra regione.

Sostegno a persone, imprese e territori: la Regione approva 29 nuovi bandi per 310 milioni di euro

Sostegno a persone, imprese e territori: la Regione approva 29 nuovi bandi per 310 milioni di euro
immagine d’archivio

L’Emilia-Romagna si apre una nuova stagione di sostegno rivolto a cittadine, cittadini e nonché territori e imprese. Tra febbraio e aprile la Regione, attraverso 29 bandi, mette infatti in campo ulteriori 310 milioni di euro di fondi europei destinati agli investimenti nel settore del commercio e dei pubblici esercizi e ai finanziamenti per l’innovazione delle imprese del turismo e culturali e creative.

E poi misure analoghe in favore degli agricoltori per sostenere la competitività delle aziende e per favorire, attirare e sostenere l’insediamento dei giovani che scelgono di lavorare nel settore.

E, ancora, agevolazioni per i servizi per l’infanzia nella fascia 0-3 anni, sostegno alle famiglie per i centri estivi, finanziamenti per l’orientamento formativo e percorsi di reinserimento delle lavoratrici e dei lavoratori nelle crisi aziendali, sostegno alla transizione dalla scuola al mercato del lavoro, interventi a favore dell’occupazione giovanile e finanziamenti per la prevenzione e il ristoro dei danni da dissesto idrogeologico.

“Il calendario unico dei bandi rappresenta un passaggio chiave della nostra strategia: programmare in modo integrato e permettere a tutto il sistema regionale di conoscere per tempo le iniziative e programmare bene la partecipazione di enti, imprese e persone. È, inoltre, un modo per ridurre i tempi e aumentare l’efficacia degli investimenti- sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale al Bilancio, Davide Baruffi-. L’Emilia‑Romagna continua a distinguersi per l’elevata capacità di attuare i programmi europei, trasformando risorse complesse in opportunità concrete per imprese, lavoratrici, lavoratori e comunità locali. È un impegno collettivo che valorizza il ruolo dei territori e delle comunità e conferma la solidità e la coesione dell’Emilia-Romagna”.

Nel dettaglio, grazie al Fse+ – Fondo sociale europeo Plus – sono finanziati 13 bandi, per un totale di 158,35 milioni di euro, diretti alle opportunità orientative post-diploma, azioni di contrasto alla dispersione scolastica, formazione continua per professionisti e competenze manageriali e imprenditorialità, solo per citare alcune delle azioni.

Oltre 15 milioni, poi, sono a supporto dei 5 bandi previsti nell’ambito del Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale. Il bando principale, a cui il Fesr assicura 10 milioni di euro, è destinato al finanziamento degli investimenti nel commercio e pubblici servizi, una misura molto attesa che contribuirà al sostegno e allo sviluppo del settore. Tre milioni di euro, poi, sono destinati alle certificazioni per le imprese. Mezzo milione di euro, inoltre, è riservato al sostegno alle imprese culturali e creative, mentre 750mila euro saranno a copertura dei progetti legati alla produzione e sviluppo delle opere audiovisive.

Sul fronte dell’agricoltura, sono i fondi CoPsr e Feasr ad assicurare oltre 136 milioni per gli 11 bandi previsti tra febbraio e aprile, riservando 28 milioni alla prevenzione e al ristoro dei danni da dissesto. Alle zone montane sono destinati 31,5 milioni di euro, mentre 17,5 milioni andranno a copertura di progetti per altre zone svantaggiate. Agli investimenti per la competitività sono assegnati fondi per quasi 21 milioni, mentre ai giovani agricoltori andranno 12,3 milioni per gli investimenti e 15 milioni per l’insediamento.

L’utilizzo dei fondi europei, che nel calendario unico dei bandi per il trimestre febbraio-aprile 2026 registra un ulteriore passo in avanti, rientra nel programma regionale 2021-2027 e segnala una capacità di spesa efficace da parte della Regione Emilia-Romagna. Al 31 dicembre 2025 la Regione ha già impegnato 730 milioni di euro nel Fse+, pari al 71% del totale a disposizione. Lo stato di avanzamento del Fesr, inoltre, è del 78,6%, con 805 milioni impegnati. Lo stato di avanzamento del Psr, il cui utilizzo è partito nel 2023, ha già superato il 45,1%, destinando circa 460 milioni di euro all’agricoltura a fronte di un totale di 1 miliardo a disposizione, un dato che conferma l’efficacia della capacità di impegnare i fondi.

Proprio per questa consolidata capacità di programmazione, la Commissione europea, in occasione dei Comitati di sorveglianza dei Programmi regionali Fse+ e Fesr 2021-2027, ha indicato l’Emilia-Romagna tra le Regioni più avanzate in Europa nell’utilizzo delle risorse finanziarie provenienti dalla Politica di coesione.

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 11 febbraio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 11 febbraio 2026Cielo molto nuvoloso con deboli precipitazioni sparse, in spostamento da ovest verso est durante la mattina. Dal pomeriggio è attesa una progressiva attenuazione della nuvolosità a partire dal settore occidentale, con schiarite in serata.

Temperature minime senza variazioni significative, comprese tra 6 e 8 gradi. Massime in lieve aumento, con valori attorno a 10/11 gradi sul settore centro-occidentale e 12/13 gradi sulla Romagna. Venti nella prima parte della giornata moderati sud-occidentali sui rilievi, con temporanei rinforzi e raffiche forti sul settore romagnolo; deboli meridionali lungo la costa e settentrionali nelle zone interne di pianura. Dal pomeriggio venti deboli in prevalenza nord-occidentali. Mare poco mosso.

(Arpae)

Chiusure previste sulla A14

Chiusure previste sulla A14Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di pavimentazione, nelle tre notti di lunedì 9, martedì 10 e mercoledì 11 febbraio, con orario 21:00-5:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Castel San Pietro e Imola, verso Ancona.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Castel San Pietro, percorrere la viabilità ordinaria: SP19, via San Carlo, SS9 via Emilia, SP610, via Selice e rientrare in A14 alla stazione di Imola.

Si precisa che, dalle 21:00 di martedì 10 alle 5:00 di mercoledì 11 febbraio, la stazione di Castel San Pietro sarà chiusa in entrata in entrambe le direzioni. In alternativa si consiglia di entrare alle seguenti stazioni: verso Ancona: Imola; verso Bologna: Bologna San Lazzaro.

Sempre sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale, nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 febbraio, saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura: -dalle 20:00 di giovedì 12 alle 5:00 di venerdì 13 febbraio, sarà chiusa l’area di servizio “Sillaro ovest”, situata nel tratto compreso tra Bologna San Lazzaro e Castel San Pietro, verso Ancona; dalle 21:00 di giovedì 12 alle 5:00 di venerdì 13 febbraio, sarà chiusa la stazione di Castel San Pietro in entrata in entrambe le direzioni, Bologna e Ancona e in uscita per chi proviene da Bologna.

In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Imola o di Bologna San Lazzaro.

 

Presentata la nuova Ferrari Luce, visionaria vettura completamente elettrica

Presentata la nuova Ferrari Luce, visionaria vettura completamente elettrica
Ferrari Luce (ph: Media Ferrari)

Ferrari ha svelato oggi il design degli interni e annunciato il nome della sua nuova, visionaria vettura completamente elettrica: Ferrari Luce, l’inizio di un nuovo capitolo nella storia del Cavallino Rampante.

‘Luce’ è molto più di un nome. È una visione. Quando Ferrari parla di Luce non sta definendo una tecnologia, bensì una filosofia: elettrificazione come mezzo, non come fine – una nuova era in cui design, progettazione ingegneristica e immaginazione convergono in qualcosa che prima non esisteva. Semplice, pura e ricca di suggestioni, la Ferrari Luce diventa un simbolo di chiarezza e di ispirazione, espressione dell’approccio all’innovazione che la Casa di Maranello ha sempre avuto: visione senza compromessi, design limpido, energia che si percepisce in ogni fibra, forma scolpita dalla funzione.

La nuova strategia di denominazione inaugurata dalla Ferrari Luce simboleggia il significativo ampliamento della gamma del Cavallino Rampante rappresentato dalla vettura, che incarna la perfetta fusione tra tradizione e innovazione. Con la sua tecnologia all’avanguardia, il design unico e un piacere di guida ineguagliabile, la Ferrari Luce combina l’eredità racing di Ferrari, lo spirito senza tempo delle sue vetture sportive e la realtà in continua evoluzione dei lifestyle contemporanei, testimoniando la continua ambizione di Ferrari a superare le aspettative, immaginare il futuro e osare. Perché essere leader significa illuminare la strada davanti a sé – e la vettura incarna perfettamente questa mentalità.

L’evento di presentazione è stato organizzato a San Francisco da Ferrari in collaborazione con LoveFrom, collettivo di creativi fondato dai designer Sir Jony Ive e Marc Newson che da cinque anni lavora a 360° sul design della nuova vettura. San Francisco, capitale mondiale della tecnologia e del design, ormai da tempo rappresenta la patria dei design più innovativi al mondo nei settori dell’esperienza e dell’interfaccia utente.

La decisione di Ferrari di ideare questa vettura insieme a LoveFrom è una chiara espressione della visione del marchio per il futuro: una vettura che celebra la leggendaria eredità Ferrari, sfidando le convenzioni e reimmaginando ogni dettaglio, dai materiali e l’ergonomia all’interazione tra il pilota e la vettura fino all’esperienza complessiva. A LoveFrom è stato dato lo spazio creativo necessario a definire fin dall’inizio la direzione del design del progetto, per tradurre un nuovo linguaggio stilistico interdisciplinare in un’autentica esperienza Ferrari.

I principali componenti degli interni offrono una prima, tangibile dimostrazione della filosofia stilistica alla base della Ferrari Luce, in cui l’innovazione incontra l’artigianalità e il design all’avanguardia. Il team si è concentrato sul perfezionamento e sull’affinamento di ogni soluzione nella sua forma più pura – non per reinventare quello che già funziona, ma per creare un’espressione di Ferrari nuova frutto di un attento studio, per un mondo in cui l’interazione assume un ruolo sempre più importante.

Successivamente, nella fase di sviluppo LoveFrom ha lavorato con il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, elaborando il concept nel rispetto del suo intento originale e garantendo che ogni soluzione fosse in linea con i target funzionali Ferrari, i vincoli architetturali e i requisiti omologativi di un’auto sportiva stradale prodotta in serie.

L’abitacolo è un volume unico e pulito, con forme semplificate e razionalizzate al servizio della guida per creare un ambiente tranquillo, funzionale e spazioso. Hardware e software sono stati sviluppati all’unisono, ottenendo così un comportamento armonioso di architettura fisica e interfaccia tra pilota e vettura. Gli elementi essenziali, come il Binnacle, il pannello di controllo e il tunnel centrale sono autonomi e organizzati in modo chiaro attorno al concetto di input (comandi) e output (display).

Questo approccio olistico è guidato da una cura dei dettagli straordinaria e plasmato all’insegna della massima efficienza dal lavoro di alcuni dei talenti più influenti nel mondo del design tecnologico. Ogni componente è stato studiato e progettato con la stessa attenzione e precisione, per offrire una funzionalità sobria ed efficiente. Tutto si integra perfettamente, formando un insieme estetico e funzionale unificato, che conserva intatta e anzi intensifica l’emozione unica di guidare una Ferrari.

Anche i processi produttivi sono stati valutati con attenzione, applicando tecnologie produttive all’avanguardia per garantire che ogni materiale si presenti nella sua forma più nobile. Il risultato ottenuto è moderno e senza tempo, con materiali che non sono solo lussuosi, bensì squisitamente autentici, a dimostrazione dell’impegno Ferrari per la qualità, l’innovazione e l’intramontabile valore della cura artigianale.

I materiali sono stati scelti per la loro resistenza e durata nel tempo. I designer hanno optato per l’alluminio a causa della sua idoneità alla lavorazione di precisione, realizzando componenti ingegnerizzati che ne esaltano qualità e bellezza. La lega di alluminio, riciclata al 100%, è fresata con cura dal pieno utilizzando una tecnologia CNC a 3 o 5 assi e successivamente sottoposta ad un processo di anodizzazione all’avanguardia. Il trattamento crea una microstruttura a celle esagonali ultrasottile sulla superficie, garantendo resistenza e durezza eccezionali e una raffinata micro-texture. Il risultato è una finitura dal colore intenso e resistente, che rimane vibrante nel tempo. Il vetro utilizzato è Corning® Gorilla® altoresistenziale, antigraffio e ad alta visibilità grazie a una levigatura di assoluta precisione.

Gli interni della Ferrari Luce sono quindi una sintesi di sapiente artigianalità, rispetto per la tradizione e innovazione intelligente. Offre una nuova scelta per i Ferraristi di oggi e domani che celebra il passato, abbraccia il futuro ed esprime il costante impegno della Casa di Maranello a garantire qualità, performance e rilevanza culturale.

Ferrari Luce (ph: Media Ferrari)

LOVEFROM 

LoveFrom è un collettivo di creativi formato da architetti, artisti, ingegneri, registi, grafici, designer industriali, interaction designer, motion designer, musicisti, sound designer, designer tipografici e scrittori. È stato fondato da Sir Jony Ive nel 2019 e ha sedi a San Francisco e Londra. LoveFrom collabora strettamente con OpenAI nonché con un numero ristretto di progetti accuratamente selezionati, tra cui Ferrari.

 

PRESS KIT 

INTERAZIONE TRA PILOTA E VETTURA 

Servendosi dell’esperienza di LoveFrom – che ha plasmato l’estetica di prodotto a livello mondiale – l’interazione tra il pilota e la Ferrari Luce pone un forte accento su tattilità, chiarezza e intuitività. Il team ha dato priorità ai comandi fisici, che invitano al tocco e all’interazione, creando una connessione ricca di fascino tra guidatore e vettura. Sfidando la convenzione secondo cui le vetture elettriche devono essere dominate da touchscreen di grandi dimensioni, molti dei comandi della Ferrari Luce sono meccanici e progettati con precisione per essere funzionali e di facile utilizzo, rendendo ogni interazione semplice e diretta. L’interfaccia, ispirata alle auto sportive classiche e alle monoposto di Formula 1, è organizzata in modo chiaro e ridotta alle funzioni essenziali.

VOLANTE 

Il volante della Ferrari Luce rende omaggio alla leggenda della Casa di Maranello pur abbracciandone le più moderne innovazioni. Il team ha optato per una forma semplificata a tre razze, reinterpretando l’iconico volante Nardi in legno a tre razze degli anni 50 e 60. La struttura in alluminio delle razze è intenzionalmente priva di rivestimento per mettere in evidenza solidità e finitura del materiale. La lega, realizzata in alluminio riciclato al 100%, è stata appositamente sviluppata per la Ferrari Luce al fine di garantirne resistenza meccanica e un’eccezionale qualità della superficie causata dal processo di anodizzazione. Il volante è formato da 19 componenti lavorati con tecnologia CNC e pesa 400 grammi in meno rispetto al volante di gamma Ferrari.

I controlli sul volante sono organizzati in due moduli di comando analogici che garantiscono funzionalità e chiarezza. Questa disposizione intuitiva richiama il layout delle monoposto di Formula 1. Ogni pulsante è stato sviluppato per offrire la combinazione più armoniosa possibile di feedback meccanico e acustico, sulla base di oltre 20 test di valutazione condotti insieme ai collaudatori di sviluppo Ferrari.

CHIAVE E ALLOGGIAMENTO CHIAVE 

La Ferrari Luce è progettata per essere spettacolare e memorabile sin dalla messa in moto, richiamando così la consuetudine del Cavallino Rampante di creare esperienze di guida emozionanti per le sue vetture. La cerimonia di avviamento ha inizio con l’inserimento della chiave, oggetto dal design esclusivo in Corning® Gorilla®, il primo vetro automotive ingegnerizzato per garantire eccezionale durata e resistenza ai graffi a fronte di prestazioni visive eccellenti. La chiave è dotata di uno speciale display “E Ink” che usa energia esclusivamente quando cambia colore, grazie alle sue proprietà bistabili. L’implementazione di un display E-Ink è una novità assoluta nel mondo dell’automotive.

Inserendo la chiave nell’apposito vano del tunnel centrale ha inizio una sequenza coreografica attentamente studiata: il colore della chiave passa dal giallo al nero, integrandosi con la superficie vetrata del tunnel. Il pannello di controllo e il Binnacle si illuminano simultaneamente, facendo crescere la trepidazione e segnalando la messa in moto della Ferrari Luce.

DISPLAY 

I tre display a bordo della Ferrari Luce – il Binnacle del guidatore e i pannelli di controllo anteriore e posteriore – sono stati progettati con la massima cura per garantire chiarezza e funzionalità. Il team ha dedicato molto tempo alla decisione relativa all’organizzazione di input (comandi) e output (display), rendendo l’esperienza utente intuitiva e la navigazione più fluida. Un carattere sobrio e personalizzato conferisce all’interazione una voce tipografica coerente, ispirata ai font dei primi anni Ferrari e al lettering ingegneristico italiano.

BINNACLE

Il Binnacle si muove insieme al volante ottimizzando la visibilità della strumentazione da parte del pilota e facilitando così la guida. Il quadro strumenti montato sul piantone dello sterzo rappresenta una novità assoluta per una Ferrari di gamma. È dotato di due display OLED sovrapposti che offrono una grafica nitida, colori vibranti e contrasto modificabile all’infinito, per un’esperienza di visualizzazione senza precedenti in un’automobile. Fonde elementi digitali e analogici in un’unità autonoma che segue sincronicamente il movimento del volante, per un’interazione perfetta. La meticolosa attenzione ai dettagli da parte dei designer ha richiesto la collaborazione degli ingegneri di Samsung Display per creare un pannello OLED ultraleggero e ultrasottile, che costituisce una novità mondiale in cui tre grandi aperture rivelano ponderatamente le informazioni generate da un secondo display dietro il pannello superiore, creando un affascinante effetto di profondità visiva che cattura lo sguardo. Ogni apertura è protetta da una lente in vetro chiaro che aumenta ulteriormente il senso di tridimensionalità ed è incorniciata da anelli in alluminio anodizzato, i quali – richiamando lo stile strutturale del telaio del Binnacle – forniscono una sensazione di perfetto bilanciamento.

PANNELLO DI CONTROLLO

Il pannello di controllo è montato su un giunto sferico che consente di orientare lo schermo verso il guidatore o il passeggero: un elemento esclusivo, che valorizza e condivide l’esperienza Ferrari. L’attenzione ai dettagli ergonomici, incluso un poggiamani che ne consente l’azionamento, migliora l’esperienza dell’utente. Questo accorgimento consente agli utenti di interagire con i comandi senza sforzo e in modo intuitivo, senza bisogno di guardarli, dimostrando l’impegno del team a risolvere problemi complessi con soluzioni semplici e naturali.

Anche il Multigraph integrato nel display è un capolavoro di microingegneria: questo simbolo di precisione e innovazione è infatti dotato di un movimento proprietario con tre motori indipendenti che spostano autonomamente le lancette. Tre lancette in alluminio anodizzato scorrono su un quadrante minimalista protetto da vetro Corning® Gorilla®. Un avanzato sistema di controllo elettronico permette di scegliere tra quattro modalità di visualizzazione – orologio, cronometro, bussola e modalità Launch Control – con transizioni animate che ricordano i cronografi più raffinati. Il Multigraph rende omaggio alla tradizione Ferrari e ridefinisce l’esperienza di bordo, fondendo arte orologiera e tecnologia in un elemento che esprime appieno la passione e l’eccellenza che contraddistinguono la Casa di Maranello.

QUADRO STRUMENTI 

La principale fonte di ispirazione per il quadro strumenti è da ricercarsi negli indicatori automobilistici storici e nella grafica chiara e funzionale tipica dell’aviazione, e in particolare di elicotteri e aerei. I display sono progettati ispirandosi agli indicatori analogici per trasmettere un senso di familiarità e interazione tattile, eppure dietro la superficie sono digitali. Il risultato è un abitacolo moderno e classico al tempo stesso, in cui ogni display comunica informazioni in modo pulito e graficamente leggibile.

La grafica del Binnacle si ispira alla chiarezza e all’eleganza dei quadranti della strumentazione degli anni 50 e 60, in particolare dei quadri Veglia e Jaeger. Attingendo a decenni di esperienza nel design orologiero, il team ha cercato di ottenere la stessa chiarezza del quadrante di un orologio, creando un layout moderno e pulito che mette in risalto la leggibilità degli strumenti. Le informazioni vengono presentate in formato immediato e intuitivo.

L’approccio è basato sulla volontà di ridurre al minimo il carico cognitivo per il pilota: ispirandosi infatti alla semplicità dei quadranti degli orologi analogici sui quali è possibile leggere l’ora a colpo d’occhio, il team ha inteso concepire comandi e display della vettura in modo altrettanto intuitivo. La grafica è intenzionalmente minimalista e chiara, per consentire al pilota di cogliere rapidamente e senza sforzo le informazioni essenziali mantenendo sempre l’attenzione sulla strada.

SELETTORE DEL CAMBIO 

Il selettore del cambio è un’opera d’arte tecnologica in vetro Corning® Gorilla®. Funzionale, resistente ed elegante, è realizzato utilizzando processi di produzione del vetro assolutamente innovativi e mai integrati prima nel design degli interni di una vettura. Al fine di ottenere il livello di precisione tipico di ogni Ferrari sono stati utilizzati laser per praticare nel vetro migliaia di minuscoli fori, larghi la metà di un capello umano, in modo da depositarvi l’inchiostro per la grafica con un livello di uniformità perfetto. Tale vetro è progettato per offrire una resistenza agli urti e ai graffi di livello superiore rispetto a un vetro convenzionale ed è utilizzato anche sul pannello di controllo, sul Binnacle e sulla superficie del tunnel centrale.

Tempo permettendo, a Sassuolo proseguono i lavori di potatura

Tempo permettendo, a Sassuolo proseguono i lavori di potatura
immagine d’archivio

Proseguono i lavori di manutenzione delle alberature della città che maggiormente necessitano di interventi di potatura.

Questa settimana, salvo avverse condizioni meteo o impedimenti tecnici, la prima delle due squadre sarà impegnata nella conclusione dei lavori in viale Siena ed al  completamento di 2/3 alberature in viale Taormina; in seguito avvierà i lavori in viale Monteverdi.

La seconda squadra, invece, darà avvio ai lavori in viale Torino.

Per garantire la sicurezza del cantiere in viale Torino, vista l’altezza delle alberature, si procederà con la chiusura totale di alcuni tratti stradali. Le chiusure seguiranno queste fasi:

  1. Tratto da via Rometta a viale Bari.
  2. Tratto da viale Bari a via Palermo.
  3. Tratto da via Palermo a via Genova.

Sarà comunque garantito il transito del bus scolastico. Le chiusure saranno attive indicativamente dalle ore 08 alle ore 17/17,30.

 

 

Sassuolo: il cronoprogramma dei lavori nell’area “Palazzaccio”, l’ex 189 di via Circonvallazione

Sassuolo: il cronoprogramma dei lavori nell’area “Palazzaccio”, l’ex 189 di via Circonvallazione“Diamo continuità a un impegno chiaro che questa Amministrazione aveva assunto: trasformare una delle aree più delicate della città in un nuovo polo di servizi, verde e socialità. Un progetto che unisce rigenerazione urbana, sicurezza, qualità dello spazio pubblico e attenzione alle persone, restituendo valore a Braida e a tutta Sassuolo. L’obiettivo è arrivare alla demolizione alla fine di quest’anno o l’inizio del prossimo, per avviare a ruota la nuova fase di ricostruzione”. Con queste parole il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini descrive un ulteriore passo concreto da parte dell’Amministrazione comunale nel percorso di rigenerazione urbana del quartiere Braida.

Nei giorni scorsi la Giunta ha approvato la delibera di indirizzo che dà continuità all’iter per la demolizione dell’edificio ex 189, conosciuto dai cittadini come il “Palazzaccio”, e all’attuazione del progetto “Sassuolo la città prossima”.

L’intervento complessivo di oltre 5 milioni di euro di investimento, di cui 1.250.000 euro finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, è articolato in tre grandi macro-progetti integrati che interesseranno l’area ex 189, il Parco Amico e gli immobili comunali del Diamante.

Il progetto, complesso e articolato, è stato sviluppato dal Comune di Sassuolo con un team multidisciplinare coordinato da MC2 Architetti, che ha integrato progettazione urbanistica, sociale e architettonica, con una forte attenzione al paesaggio e alla sostenibilità ambientale, sia nella sistemazione degli spazi verdi sia nelle prestazioni ambientali dei nuovi edifici.

Un percorso che ha già visto sopralluoghi e incontri e che  continuerà a prevedere  fasi di co-progettazione con chi utilizzerà i nuovi spazi sociali, oltre a momenti di confronto con i referenti e gli utilizzatori del Parco Amico.

“Questo atto di indirizzo – sottolinea l’Assessore alla Rigenerazione Urbana David Zilioli – non è un passaggio dovuto dalla legge, ma una scelta politica precisa di questa Giunta. Abbiamo voluto anticipare e rendere pubblici fin da subito gli schemi progettuali, come segno di trasparenza e di condivisione con la città. Era un impegno che ci eravamo presi: dare evidenza del percorso, delle fasi e degli obiettivi, coinvolgendo chi vive e lavora in quest’area”.

Nel dettaglio, il progetto conferma e sviluppa l’assetto che è stato apprezzato e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna:

  • Il primo macro-intervento prevede la completa demolizione dell’ex 189 e la realizzazione, nella parte nord dell’area, del nuovo polo dei servizi sociali e della Casa delle Associazioni, che ospiterà anche il Centro Antiviolenza. Un mix volutamente aperto alla città, con spazi pubblici, sale per attività sociali e ricreative e una caffetteria sul fronte strada, per trasformare questa testata urbana affacciata sulla circonvallazione in un luogo vivo, riconoscibile e frequentato durante tutta la giornata: un vero “faro civico” per Braida e per l’intero distretto.
  • Il secondo macro-progetto riguarda il trasferimento e la rifunzionalizzazione del Centro per le Famiglie (ora in uno spazio in affitto) presso gli immobili comunali del Diamante, dove oggi hanno già sede gli uffici tecnici e soprattutto i servizi sociali del Comune di Sassuolo. In questo modo si rafforzano le sinergie quotidiane tra i servizi comunali e il Centro per le Famiglie, che diventa uno spazio “ponte” tra le funzioni pubbliche, il Parco Amico e la città. Il nuovo grande ingresso, concepito come una sorta di apertura teatrale verso il parco, è pensato per aumentare l’utilizzo degli spazi, migliorare la sicurezza del lato sud del Parco Amico e offrire nuovi servizi a chi lo frequenta in tutte le stagioni, trasformando il rapporto tra edificio e spazio verde in una vera infrastruttura sociale di prossimità.
  • Il terzo macro-intervento interessa la riqualificazione paesaggistica del Parco Amico, che sarà occasione anche per importanti manutenzioni straordinarie. Sono previste nuove dotazioni verdi con funzione ambientale e di laminazione delle acque piovane a tutela dell’intero quartiere, oltre a una migliore ridistribuzione degli spazi per il gioco, il tempo libero e le manifestazioni, che rappresentano da sempre il cuore delle attività del parco.

Per quanto riguarda le tempistiche, il percorso si svilupperà necessariamente su più anni: il 2026 sarà dedicato alle progettazioni nelle varie fasi previste; il 2027 vedrà l’avvio degli appalti dei lavori; i cantieri si svilupperanno progressivamente fino al 2029.

Una tempistica lunga ma necessaria per un progetto complesso, articolato su più interventi e cantieri, che deve confrontarsi con le procedure del Codice degli Appalti e con la gestione coordinata di diverse fonti di finanziamento.

In parallelo, e già a partire dai prossimi mesi grazie all’evidenza pubblica di questa delibera di indirizzo, potranno attivarsi – come previsto dalla legge urbanistica regionale – proposte di rigenerazione anche delle aree circostanti. L’Amministrazione intende favorire l’interessamento non solo di soggetti privati, ma anche istituzionali – come ad esempio per la possibile nuova sede della Guardia di Finanza – affinché l’intero comparto possa avviare un processo coordinato di riqualificazione diffusa. Un processo che sarà poi ricompreso e parte integrante dello schema strategico del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), rafforzando una visione complessiva di rigenerazione urbana.

Fiorano, orti comunali: completati i lavori di impermeabilizzazione delle strutture

Fiorano, orti comunali: completati i lavori di impermeabilizzazione delle struttureNei giorni scorsi sono stati completati di sistemazione delle coperture e impermeabilizzazione delle strutture presso gli appezzamenti degli orti comunali in via Cameazzo a Fiorano Modenese.  L’intervento, costato oltre 14.000 euro di risorse comunali, consentirà a chi frequenta e coltiva l’area di utilizzare le strutture tutto l’anno per trovarsi e vivere momenti conviviali.

Da oltre 30 anni il Comune di Fiorano Modenese mette a disposizione di cittadini fioranesi dai 60 anni in su, la possibilità di richiedere un appezzamento di terreno da destinare a coltivazione di verdura e frutta. Lo scopo del progetto è da un lato dare la possibilità di uscire di casa per svolgere un’attività all’aria aperta che permetta anche di socializzare e dall’altra consentire di produrre modiche quantità di ortaggi e legumi per uso personale.

Gli appezzamenti destinati ad orti dal Comune sono 74, distribuiti tra via Cameazzo a Fiorano (52) e via Volga a Spezzano (23). La grandezza dei terreni varia dai 25-30 ai 70-80 metri quadri.

Attualmente sono disponibili per l’assegnazione diversi orti, soprattutto nell’area di Fiorano. La richiesta di assegnazione può essere presentata da residenti a Fiorano Modenese, che abbiano compiuto 60 anni. Per ottenere l’assegnazione occorre essere soci dell’Associazione Orti Aps che gestisce gli spazi, per conto del Comune. La richiesta va fatta all’Associazione stessa.

Una piccola quota dei terreni disponibili è riservata a persone, anche privi dei requisiti precedenti, indicate dai Servizi Sociali Territoriali e/o a progetti specifici delle scuole fioranesi o altre progettualità dell’Amministrazione comunale d’intesa con l’Associazione.

Chi ottiene in assegnazione un pezzo di terreno deve attenersi ad un regolamento comunale che disciplina l’uso degli spazi adibiti ad orti e degli spazi comuni.

“A space for architectural design”. Il Manifesto di Cersaie 2026 interpreta l’architettura come spazio di relazione

“A space for architectural design”. Il Manifesto di Cersaie 2026 interpreta l’architettura come spazio di relazioneCersaie presenta il Manifesto della 43ª edizione del Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, in programma a Bologna dal 21 al 25 settembre 2026. Il visual dell’edizione 2026 rinnova e amplia il concetto di spazio architettonico, ponendo al centro una visione progettuale aperta, inclusiva e in costante trasformazione.

L’immagine rappresenta un paesaggio architettonico astratto, una città ideale costruita attraverso volumi verticali, arcate e superfici cromatiche che dialogano con elementi naturali. Le strutture evocano spazi fluidi e multifunzionali, capaci di adattarsi ai diversi modi di abitare contemporanei, mentre la presenza degli alberi tra le architetture sottolinea il ruolo sempre più centrale della natura, portatrice di benessere e qualità della vita, come parte integrante dell’ambiente costruito.

Una narrazione visiva che riflette il ruolo della manifestazione come punto di riferimento internazionale per il mondo della progettazione: un appuntamento centrale per architetti, interior designer, progettisti, contractor e operatori della distribuzione, che a Cersaie trovano un contesto privilegiato di confronto, aggiornamento professionale e sviluppo di nuove opportunità di lavoro. Un ecosistema in cui materiali, superfici e soluzioni per l’architettura e l’interior design diventano strumenti concreti per interpretare le esigenze del presente e anticipare le trasformazioni future del settore.

Le tonalità naturali del Manifesto, che spaziano da sfumature calde a toni più freddi, diventano metafora della pluralità di identità, culture e sensibilità che convivono e si intrecciano dando forma a un linguaggio estetico condiviso, inclusivo e attuale. L’immagine di Cersaie 2026, ideata da Interpromex Comunicazione, racconta così un luogo aperto al dialogo, in cui architettura e natura si rigenerano reciprocamente.

 

Rottamazione quinquies: Federconsumatori Modena attiva sette sportelli di assistenza in provincia

Rottamazione quinquies: Federconsumatori Modena  attiva sette sportelli di assistenza in provinciaCon l’entrata in vigore della legge di bilancio è attiva la nuova definizione agevolata delle cartelle (la cosiddetta Rottamazione  quinquies). La misura riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 2000 ed il 2023, eventualmente anche decaduti rispetto a precedenti “rottamazioni”, relativi a:

  • Imposte, a seguito di controlli automatici e formali effettuati dall’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni annuali*;
  • contributi previdenziali dovuti all’INPS (con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento);
  • sanzioni amministrative irrogate, per violazioni al Codice della strada**, dalle competenti amministrazioni dello Stato (Prefetture), limitatamente agli interessi di mora e aggio.

I contribuenti, che sceglieranno di aderire alla nuova misura agevolativa, avranno la possibilità di estinguere il proprio debito senza corrispondere interessi e sanzioni, interessi di mora e aggio.  Le domande andranno presentate entro e non oltre il 30/04/2026.

Si potrà pagare in un’unica soluzione entro il 31/07/2026 oppure a rate bimestrali, nel numero massimo di 54, con interessi pari al 3% annuo. Il pagamento una tantum dev’essere necessariamente completo, pena la decadenza dal beneficio; se si optasse per la rateizzazione, medesima conseguenza si avrebbe in caso di insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive, o di mancato tempestivo versamento dell’ultima rata del piano.

Federconsumatori Modena APS ha attivato sette sportelli di assistenza, rivolti ai propri associati, a Modena, Carpi, Sassuolo, Castelfranco, Pavullo, Mirandola e Finale Emilia.

Per informazioni e appuntamenti è attivo il numero 059 260384.

 

Giorno del Ricordo: il 10 febbraio la commemorazione delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

Giorno del Ricordo: il 10 febbraio la commemorazione delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata“La tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata rappresenta una pagina dolorosa della nostra storia, nazionale ed europea, che ha segnato in modo drammatico la vita di migliaia di persone e che deve continuare a interrogarci, come istituzioni democratiche e come cittadine e cittadini”.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora alla Cultura con delega alla Pace, Gessica Allegni, in occasione del Giorno del Ricordo, che ogni anno, il 10 febbraio, commemora le vittime delle foibe e l’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani costretti a fuggire dalle loro terre durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra.

“In questa giornata- sottolineano il presidente e l’assessora- riaffermiamo la necessità di fare Memoria, non solo per ricordare le vittime e le loro famiglie, ma per contrastare ogni forma di negazionismo e rafforzare una coscienza europea fondata sulla pace, sulla convivenza e sul dialogo tra i popoli. Il confine orientale italiano è stato per lungo tempo luogo di terribili conflitti e divisioni che hanno trovato, grazie all’integrazione europea e alla collaborazione tra comunità e nazioni, nuove forme di dialogo. Un riferimento importante di fronte ai drammatici conflitti e alle forti tensioni a livello internazionale di cui oggi siamo purtroppo testimoni. Un monito per tutte e tutti noi sull’importanza di custodire e diffondere la Memoria come strumento fondamentale per la costruzione di un futuro di pace”.

Il Giorno del Ricordo

La Regione partecipa alle celebrazioni del Giorno del Ricordo con iniziative istituzionali e momenti di approfondimento rivolti in particolare alle giovani generazioni, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle vicende del confine orientale e il loro significato nella storia europea contemporanea.
In rappresentanza della Giunta regionale, l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, sarà presente alla deposizione di una corona al monumento in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, al Giardino Martiri dell’Istria Venezia Giulia e Dalmazia, in via Don Sturzo, 42 a Bologna, alle ore 10,30.
Il programma dell’Assemblea legislativa regionale prevede oggi, lunedì 9 febbraio, in Sala Fanti (viale Aldo Moro, 50), una mattinata dedicata alle studentesse e agli studenti, con momenti istituzionali e di approfondimento storico. In programma anche la presentazione del video “Viaggi della Memoria” a cura di Chiara Sirk, presidente del comitato di Bologna dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd), seguita dalla lectio magistralis di Marino Micich, figlio di esuli giuliano-dalmati e direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume, sulle vicende del confine orientale, e da un dialogo con le scuole, insieme alla testimonianza dell’associazione Venezia Giulia e Dalmazia.
Negli stessi giorni sarà inoltre allestita negli spazi dell’Assemblea la mostra fotografica “Ricordando Fiume, Istria e Dalmazia”, proposta da Anvgd e dedicata alla storia e alle tragedie legate alle foibe e all’esodo giuliano-dalmata. La mostra sarà aperta al pubblico fino a mercoledì 11 febbraio, dalle 9 alle 18.

La Repubblica Romana cuore della nostra storia: in Emilia-Romagna saranno sostenuti e valorizzati progetti sulla memoria del Risorgimento

La Repubblica Romana cuore della nostra storia: in Emilia-Romagna saranno sostenuti e valorizzati progetti sulla memoria del RisorgimentoUna delle tappe che ha portato all’Unità d’Italia e che ha avuto in Romagna il suo fulcro operativo e ideale. La Repubblica Romana del 1849 è stata la vicenda più memorabile del Risorgimento, nata sulla spinta dei moti del 1848 in Europa. Uomini e donne che, dal 9 febbraio al 4 luglio 1849, sono stati protagonisti di una stagione che ha tracciato il percorso verso l’unificazione.

Con la sua visione democratica, ispirata dai principi di libertà, uguaglianza e fraternità, la Repubblica Romana è parte della nostra storia. Per questo la Regione Emilia-Romagna ha deciso di valorizzare e sostenere progetti sul Risorgimento attraverso la legge regionale sulla memoria.

Ad annunciarlo oggi a Forlì il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, nel corso dell’iniziativa “La Repubblica Romana dal Risorgimento al cuore dell’Europa del XXI secolo. In Romagna le radici della nostra Costituzione”, in occasione del 177esimo anniversario della proclamazione della Repubblica Romana. Un appuntamento che ha visto la partecipazione di un centinaio di studentesse e studenti del Liceo scientifico Fulceri Paulucci di Calboli, Itt Marconi, Ist tecnico Saffi-Alberti e Itc Matteucci.

Dopo la deposizione della corona al monumento di Aurelio Saffi in piazza Saffi, l’iniziativa – organizzata dalla Regione con la collaborazione della Provincia di Forlì-Cesena e i Comuni di Forlì, Cesena e Ravenna – è proseguita nella Sala del Consiglio provinciale, dove hanno portato i saluti i rappresentanti delle istituzioni: il presidente della Regione, Michele de Pascale, l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni, il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, il presidente della Provincia di Forlì-Cesena Enzo Lattuca, e il vicesindaco del Comune di Ravenna, Eugenio Fusignani.

Michele Finelli, docente dell’Università di Roma 3 e presidente nazionale Associazione Mazziniana Italiana, ha tenuto la lectio magistralis “La Repubblica Romana oggi”.

“La Repubblica Romana del 1849- sottolinea il presidente de Pascale- è una delle pagine più significative del nostro Risorgimento. Nella sua breve stagione è stata interprete dei principi di libertà, uguaglianza e giustizia sociale che hanno ispirato anche la nostra Carta costituzionale. Per la nostra regione oggi è una giornata importante. L’Emilia-Romagna ha vissuto da protagonista il Risorgimento, prima con la Repubblica Cispadana, poi con la Repubblica Romana. Uno spirito repubblicano forte e sincero si è profondamente radicato nel nostro territorio e ancora oggi, prova ne è questa giornata, vive. Desidero ringraziare le istituzioni e le associazioni Mazziniane e del Risorgimento che tengono accesa la memoria di quell’esperienza, che seppure di pochi mesi, ha gettato il seme del pensiero e dell’azione che ha portato alla nostra Repubblica”.

“La memoria storica rappresenta una responsabilità collettiva che le istituzioni devono assumere con impegno- aggiunge l’assessora Allegni-. La Regione ha sempre sostenuto iniziative volte a preservare e tramandare la conoscenza del nostro passato. Ora vogliamo allargare il nostro sguardo e finanziare anche i progetti sul Risorgimento, perché è il momento storico che ha gettato le basi per l’unificazione e la nascita del nostro Paese. Come ricordava il presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 2001 in occasione dei 140 anni dell’Unità d’Italia, fu allora che ‘una generazione soprattutto di giovani seppe trasformare un popolo, il nostro popolo, in una Nazione. Questo è stato il Risorgimento’. Fare memoria è un gesto di responsabilità nei confronti dei nostri giovani, ai quali dobbiamo offrire tutti gli strumenti per comprendere il passato e vivere con consapevolezza il presente. Deve essere un impegno quotidiano per tutti e per tutte”.

Referendum giustizia: un incontro di approfondimento a cura dell’Università Popolare di Formigine

Referendum giustizia: un incontro di approfondimento a cura dell’Università Popolare di Formigine
foto: Ottani

Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 i cittadini saranno chiamati a votare per il referendum popolare sulla giustizia.

In vista dell’appuntamento elettorale, l’Università Popolare di Formigine promuove un incontro pubblico di approfondimento. L’iniziativa, dal titolo “Referendum giustizia. Le ragioni del sì e del no”, si terrà mercoledì 11 febbraio alle ore 11 in Sala Loggia.

Dopo l’introduzione del professor Salvatore Aloisio, docente di diritto pubblico dell’Università di Modena e Reggio Emilia, interverranno Marco Imperato, sostituto procuratore della Repubblica di Bologna e membro del Comitato per il No – Emilia-Romagna, e Guido Sola, avvocato penalista e portavoce del Comitato Sì Riforma.

Ingresso libero.

 

Trend di riduzione del PM10 troppo lenti: 33 città rischiano di non centrare gli obiettivi al 2030 anche mantenendo l’attuale ritmo di diminuzione

Trend di riduzione del PM10 troppo lenti: 33 città rischiano di non centrare gli obiettivi al 2030 anche mantenendo l’attuale ritmo di diminuzioneLo smog nelle città italiane diminuisce, ma non abbastanza da cambiare davvero rotta. Nel 2025 scendono a 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato i limiti giornalieri di PM10 (50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni all’anno), contro i 25 del 2024, i 18 del 2023 e i 29 del 2022. Si tratta di uno dei dati più positivi degli ultimi anni, ma che non deve far abbassare la guardia.

Se si guarda al 2030, anno in cui entreranno in vigore dei nuovi e più stringenti limiti europei sulla qualità dell’aria (20 µg/m³ per il PM10, 20 µg/m³ per l’NO2, 10 µg/m³ per il PM2.5), l’Italia resta ancora lontana dai parametri richiesti: applicandoli ad oggi, sarebbe fuorilegge il 53% delle città per il PM10, il 73% per il PM2.5 e il 38% per l’NO2. Un allert preoccupante a cui si aggiunge anche la nuova procedura di infrazione avviata a gennaio 2026 dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico previsto dalla direttiva NEC 2016. La quarta che si aggiunge alle tre già aperte negli anni precedenti per il superamento dei valori limite degli inquinanti atmosferici stabiliti dalla Direttiva Quadro Aria (AQD).

A scattare questa fotografia è il nuovo rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, diffuso oggi, e che fa il punto sullo stato della qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia italiani. Al Governo l’associazione ambientalista torna a chiedere di rafforzare – e non indebolire – le politiche per la qualità dell’aria, intervenendo su tutte le principali fonti emissive – trasporti, riscaldamento domestico, industrie, agricoltura e allevamenti intensivi – e garantendo risorse adeguate, soprattutto nei territori più esposti come il bacino padano, dove i recenti tagli ai fondi rischiano di compromettere i risultati raggiunti e di allontanare ulteriormente l’obiettivo 2030.

I dati 2025: Nel 2025 sono 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite giornaliero di PM10, fissato dalla normativa europea a 50 microgrammi per metro cubo e consentito per un massimo di 35 giorni all’anno. La maglia nera quest’anno va a Palermo, con la centralina di Belgio che ha registrato 89 giorni oltre il limite, seguita da Milano (centralina Marche) con 66 sforamenti, Napoli (Ospedale Pellegrini) con 64 e Ragusa (Campo di Atletica) con 61. Sotto le sessanta giornate si collocano Frosinone con 55 sforamenti, Lodi e Monza con 48, Cremona e Verona con 44, Modena con 40, Torino con 39, Rovigo con 37 e Venezia con 36 giorni di superamento. Nel resto dei capoluoghi monitorati non si registrano sforamenti oltre i limiti di legge e, come già avvenuto negli ultimi anni, nessuna città supera i valori annuali previsti dalla normativa vigente per PM10, PM2.5 e biossido di azoto.

Lo scenario al 2030: la fotografia cambia radicalmente quando si guarda ai nuovi limiti che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2030 con la revisione della Direttiva europea sulla qualità dell’aria: il 53% dei capoluoghi italiani (55 città su 103) non rispetta già ora il limite previsto per il PM10 di 20 microgrammi per metro cubo al 2030. Le situazioni più distanti dall’obiettivo si registrano a Cremona, dove serve una riduzione del 35%, seguita da Lodi con il 32%, Cagliari e Verona con il 31%, Torino e Napoli con il 30%. La situazione è ancora più critica per il PM2.5, dove 68 città su 93, pari al 73%, hanno una media annuale superiore a 10 microgrammi per metro cubo. I casi più problematici sono Monza, che ha una media annuale attuale di 25 microgrammi per metro cubo e dovrebbe ridurre le concentrazioni del 60%, Cremona con il 55%, Rovigo con il 53%, Milano e Pavia con il 50%, Vicenza sempre con il 50%. Per quanto riguarda il biossido di azoto, 40 città su 105, pari al 38%, non rispettano il nuovo valore di 20 microgrammi per metro cubo, con le situazioni più distanti dall’obiettivo registrate a Napoli dove serve una riduzione del 47%, Torino e Palermo con il 39%, Milano con il 38%, Como e Catania con il 33%.

“I miglioramenti registrati nel 2025 sono tra i più positivi degli ultimi anni, ma restano fragili e non sostenuti da scelte coerenti”, dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. “È irragionevole che, proprio mentre iniziano a emergere segnali concreti, il Governo scelga di tagliare le risorse invece di consolidare questi progressi. La scelta di ridurre drasticamente già dal 2026 – e per tutto il prossimo triennio – le risorse destinate al Fondo per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano non va nella giusta direzione. Lasciare soli i territori più complicati del Paese è una scelta miope, che espone l’Italia a nuove procedure d’infrazione e sanzioni, come dimostra l’ultima procedura avviata dalla Commissione europea nel febbraio 2026 per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico previsto dalla direttiva NEC. Serve invece un cambio di passo: investire con continuità nel trasporto pubblico e nella mobilità sostenibile, accelerare la riqualificazione energetica degli edifici e il superamento delle fonti più inquinanti nel riscaldamento domestico e dal comparto industriale, intervenire in modo strutturale su agricoltura e allevamenti intensivi”.

I trend di diminuzione: Il dato più preoccupante è la lentezza con cui molte città stanno riducendo le concentrazioni di inquinanti anno dopo anno. Questa edizione di Mal’Aria ha analizzato i dati di PM10 degli ultimi quindici anni (2011-2025), calcolando attraverso una media mobile quinquennale la tendenza in ogni città e stimando i valori che potrebbero essere raggiunti entro il 2030. Delle 89 città analizzate, 49 nel 2025 registrano valori di PM10 superiori al nuovo limite europeo di 20 microgrammi per metro cubo. Di queste, 33 rischiano concretamente di non raggiungere l’obiettivo mantenendo l’attuale ritmo di riduzione: Cremona potrebbe scendere solo a 27 µg/mc, Lodi a 25, Verona a 27, Cagliari a 26. Situazione critica anche per Napoli, Modena, Milano, Pavia, Torino, Vicenza, Palermo e Ragusa (oggi a 28 µg/mc) che potrebbero rimanere tra i 23 e i 27 µg/mc. Potrebbero invece centrare l’obiettivo città come Bari, Benevento, Bergamo, Bologna, Caserta, Como, Firenze, Foggia, Latina, Lucca, Ravenna, Roma, Salerno, Sondrio, Trento e Vercelli, oggi sopra la soglia dei 20 µg/mc ma sulla traiettoria giusta per centrare l’obiettivo al 2030.

“I risultati del 2025, tra i più positivi degli ultimi anni, vanno letti alla luce di condizioni meteorologiche favorevoli e della progressiva riduzione delle emissioni dovute al miglioramento tecnologico, non come frutto di politiche strutturali pienamente efficaci. L’analisi dei trend degli ultimi quindici anni è chiara: molte città riducono le concentrazioni di PM10 troppo lentamente per rispettare i limiti europei del 2030 e tutelare la salute delle persone. Raggiungere i nuovi parametri, più stringenti rispetto ai precedenti e più vicini ai livelli indicati dalle linee guida dell’OMS, è fondamentale per ridurre morti premature e impatti sanitari”, dichiara Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente. “Non possiamo rallentare: nel 2023 le vittime del PM2,5 in Europa sono state circa 238.000, di cui 43.000 italiane, concentrate in pianura padana. Una conta drammatica che ci condanna a restare maglia nera europea. Serve dunque ulteriori sforzi da parte di tutte le forze in gioco per continuare a ridurre l’inquinamento nel nostro Paese”.

Focus Emilia-Romagna: Il bacino padano resta una delle aree più critiche a livello europeo per la qualità dell’aria. Il report dedica un focus a quest’area da cui emerge come la geografia dell’inquinamento sia cambiata: mentre un tempo le massime criticità si concentravano nelle grandi città, oggi piccoli e medi centri urbani e rurali risultano sempre più inquinati, anche a causa degli eccessi dell’allevamento intensivo. Un fenomeno che richiede politiche mirate e risorse adeguate, proprio quelle che i recenti tagli del Governo mettono a rischio.

Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, nel confronto tra il 2025 e i dati dell’ultimo report quinquennale di ARPAE, relativi al periodo 2018-2022, si denota un quadro di miglioramento sostanziale: -13% per la concentrazione giornaliera mediata sull’intero anno del particolato PM10, -15% per quella del PM2,5, -19% per quella del biossido di azoto (NO2).

Anche nel rispetto del limite giornaliero vigente per la concentrazione del PM10 la situazione è decisamente positiva: sono diminuiti del 60% i superamenti della soglia di legge.

È invece critica la situazione se si guarda ai limiti che verranno introdotti dalla nuova direttiva europea.

Ad oggi, 31 stazioni di rilevamento su 43 presenti sul territorio dell’Emilia-Romagna superano il limite di concentrazione media del PM10 (20 µg/mc) che entrerà in vigore nel 2030; 24 stazioni su 43 oltrepassano anche la soglia dei 18 giorni di superamento del limite di concentrazione giornaliera (45 µg/mc).

Solo 2 stazioni su 24 rispettano poi il limite di concentrazione media del PM2,5 (10 µg/mc): si tratta delle stesse stazioni che si mantengono al di sotto del numero di superamenti della soglia di concentrazione giornaliera di 25 µg/mc, parametro introdotto dalla nuova direttiva.

Per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2), il nuovo limite di 25 µg/mc per la concentrazione media oggi non appare superato in 10 stazioni di rilevamento su 47. In questo caso si tratta di stazioni della categoria “traffico urbano”.

Quest’ultimo dato è la prova della necessità di intervenire sull’eccessivo livello di congestione da traffico presente nelle città dell’Emilia-Romagna”, dichiara Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia-Romagna. “In generale, a fronte di un miglioramento significativo misurato negli ultimi 5 anni, la nuova direttiva richiede un livello di ambizione decisamente maggiore rispetto a quanto fatto fino a questo momento, a partire dalle politiche per il miglioramento della qualità dell’aria nei centri urbani necessarie per portare la concentrazione del biossido di azoto entro i nuovi limiti. Al contempo, devono essere rafforzate le politiche di sostegno all’elettrificazione degli impianti di riscaldamento domestici e di sensibilizzazione dei cittadini per l’utilizzo degli incentivi attualmente in vigore. Da ultimo, non va dimenticato il contributo del settore agrozootecnico: da questo deriva il 30% di tutto il particolato sottile PM10 presente nell’aria che respiriamo.

Ribadiamo inoltre”, conclude, “la necessità di ripristinare immediatamente i fondi previsti dal decreto direttoriale MASE del luglio 2024 destinati al ‘Fondo per il finanziamento di specifiche strategie di intervento volte al miglioramento della qualità dell’aria nell’area della pianura padana’, ridotti del 75% nell’ultima legge di bilancio. Il contrasto all’inquinamento atmosferico richiede un impegno economico certo da parte dello Stato.

 

Le proposte di Legambiente: Per invertire la rotta e raggiungere gli obiettivi europei del 2030, Legambiente chiede interventi strutturali su sei ambiti prioritari:

  • Mobilità sostenibile: Accelerare gli investimenti nel trasporto pubblico locale e regionale, estendere le zone a traffico limitato e a basse emissioni, espandere le reti ciclo-pedonali e diffondere la “Città 30” per aumentare la sicurezza stradale e ridurre le emissioni.
  • Riscaldamento ed edifici: Istituire Low Emission Zone specifiche per il riscaldamento, superare progressivamente l’uso della biomassa nei territori più critici, vietare caldaie inquinanti nelle aree più esposte e avviare programmi di riqualificazione energetica degli edifici.
  • Riduzione Emissioni Industriali: Servono dei piani di bonifica per i siti inquinati e restrizioni severe per gli impianti industriali in aree urbane, con diniego di autorizzazioni per l’upgrading di impianti obsoleti.
  • Agricoltura e allevamenti: Ridurre l’intensità di allevamento nelle aree in cui il numero di capi è eccessivo, come la Pianura Padana, rafforzare le buone pratiche agricole sullo spandimento dei liquami, incentivare gli investimenti per l’abbattimento delle emissioni di ammoniaca e vietare le combustioni agricole all’aperto.
  • Risorse e coordinamento: Ripristinare immediatamente i fondi previsti dal decreto MASE del luglio 2024, garantire risorse certe e continuative, considerare la qualità dell’aria come una priorità nazionale non più rinviabile e assicurare un coordinamento efficace tra Stato, Regioni e Comuni.
  • Monitoraggio: Aggiornare la rete territoriale delle centraline di monitoraggio per coprire anche aree oggi sguarnite e attivare un sistema sensoristico per inquinanti come metano e ammoniaca, che esalano dagli allevamenti e fungono da precursori nella formazione di polveri sottili e ozono.

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*Note metodologiche: l’unità di misura con la quale vengono espresse le concentrazioni di NO2, PM2.5 e PM10 è microgrammi per metro cubo di aria (µg/mc). Per quanto riguarda il biossido d’azoto (NO2), le città capoluogo di provincia di cui è stata ricavata la media annuale sono 105; per il PM2,5 sono 93; per il PM10 (sia per le medie annuali che per gli sforamenti giornalieri) sono 103. La media annuale è stata calcolata come media delle medie annuali delle singole centraline di monitoraggio ufficiale delle Arpa classificate come urbane (fondo o traffico).

Premio Marca Corona: vince la quarta edizione Alessio Barchitta con Digitale

Premio Marca Corona: vince la quarta edizione Alessio Barchitta con Digitale
Premio Marca Corona 2026 – Ph BlowUp Image Factory

È l’artista Alessio Barchitta (1991) il vincitore della IV edizione del Premio Marca Corona, dedicato ad artisti e designer under 35, e consegnato il 6 febbraio al Teatro San Leonardo, nell’ambito di Marca Corona per l’Arte, in occasione di ART CITY Bologna 2026.

Alessio Barchitta – Digitale (dettaglio)

Secondo la giuria, Digitale ha interpretato al meglio il tema del concorso di quest’anno intitolato Mani-mente-Mani. Allegorie della materia e della relazione, rappresentando il valore del fare manuale e collettivo, in stretto rapporto con la materia. «In un tempo dominato dalla smaterializzazione dei linguaggi digitali – ha dichiarato la commissione – il lavoro partecipativo di Barchitta sottolinea proprio il valore del fare, riportando al centro la dimensione tattile e relazionale dell’arte». L’opera sarà costituita da un insieme di impronte digitali lasciate dai dipendenti di Marca Corona, a rappresentare la cooperazione necessaria al raggiungimento di un obiettivo comune. Il risultato sarà un tappeto visivo simile, per ritmo e proporzioni, a un pavimento tradizionale. Il blu, colore storico di Marca Corona, sottolinea la continuità del valore della collaborazione nel tempo. Spiega l’artista: «Digitale (dal latino digitus, dito) rimanda non solo all’innovazione tecnologica, ma anche al gesto manuale. Ricorda che il vero valore risiede nella singolarità delle persone: nel contatto, nell’autenticità e nella ricchezza generata da molteplici elementi unici e indispensabili».

 

Seconda classificata, Gina Tamborra (1998), artista visiva e performer, con Ri Suona il Sasso. Progetto che mette in dialogo due territori lontani, ma legati da una storia familiare e collettiva: Sassuolo, storico polo ceramico, e Irsina (MT), città gemellata dal 1991, da dove proviene la famiglia materna dell’artista e da cui, a partire dagli anni ’50, numerose persone emigrarono per lavorare nel distretto modenese, contribuendo alla crescita dell’industria ceramica e allo sviluppo del territorio. I nomi delle due città, anagrammati, generano il titolo Ri Suona il Sasso, che richiama l’eco della terra, il gesto che risveglia la materia, la memoria che torna a vibrare attraverso le mani. Il progetto è strutturato in 40 moduli ceramici di 25 cm ciascuno, disposti in formato verticale per una superficie di 100×250 cm. La parte superiore del pannello è libera: è il vuoto prima dell’incontro. Quattro moduli successivi riportano le parole del titolo. Segue poi il disegno di due mani che custodiscono la topografia di Irsina e di Sassuolo. Le linee diventano tracce epidermiche, dove il confondersi dei confini racconta la relazione, la modularità ricorda la serialità industriale e la scrittura riporta la materia verso il corpo, il tocco, la voce e la relazione umana. Ri Suona il Sasso diventa così una meditazione visiva sul gesto come ponte tra luoghi, radici e persone. Un invito a riscoprire la materia come voce e la mano come strumento di racconto, trasformazione e memoria condivisa.

Al terzo posto, Superficie orale dell’artista visivo Francesco Bendini (1996): lavoro basato sull’uso della bocca come strumento di modellazione della materia, in una dimensione intima e primaria del fare artistico. L’opera invita a riscoprire la natura corporea, tattile e relazionale dell’arte. In questo processo, l’argilla non è soltanto lavorata con le mani, ma direttamente masticata, coinvolgendo il corpo in modo radicale. L’opera consiste in una composizione ceramica a parete di 90×50 cm, orientata verticalmente e formata da una serie di piastrelle assemblate, ognuna delle quali realizzata attraverso un processo esclusivamente corporeo: l’argilla, inizialmente modellata all’interno della bocca dell’artista, viene ulteriormente lavorata in una seconda fase, utilizzando bocca, lingua, denti, labbra e naso per ridefinirne la forma. L’agire si trasferisce dalle mani a uno spazio interno e primario, legato al nutrimento e al linguaggio, distante da codificazioni digitali. Utilizzando il corpo come strumento, l’artista accetta il limite, l’imprecisione e l’errore come condizioni strutturali del processo. Il corpo non è una macchina ottimizzata: sbaglia, lascia tracce, devia. In questo senso l’errore diventa segno di presenza e di differenza rispetto ai sistemi automatizzati e alle logiche di perfezione della contemporaneità tecnologica.

A valutare i progetti è stata la giuria composta da: Pino Deodato, artista protagonista della IV edizione di Marca Corona per l’Arte; Antonio D’Amico, direttore del Museo Bagatti Valsecchi di Milano; Paola Rivetta, giornalista culturale e scientifica; Susanna Orlando, Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta; Davide Sarchioni, curatore e storico dell’arte contemporanea; Beatrice Audrito, curatrice; Marco Bassan, curatore e fondatore di Spazio Taverna; Luca Fiandri, responsabile R&D Ceramiche Marca Corona; Mariachiara Russo, responsabile sviluppo prodotto Ceramiche Marca Corona.

Alessio Barchitta riceverà un riconoscimento in denaro di 1.500 euro e potrà realizzare il proprio progetto nell’ambito di una residenza artistica in azienda. L’opera sarà presentata al pubblico nell’autunno 2026, durante l’inaugurazione della V edizione di Marca Corona per l’Arte. Entrerà poi a far parte delle collezioni artistiche aziendali, custodite nello stabilimento di Sassuolo e in Galleria Marca Corona, l’unico museo d’impresa italiano dedicato alla storia della ceramica dell’intero distretto sassolese.

 

Artisti

Alessio Barchitta, ritratto

Alessio Barchitta Nasce a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nel 1991, vive e lavora tra la Sicilia e Milano. Nel 2017 si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, indirizzo Pittura. Nella sua ricerca, che si presenta sempre eterogenea e complessa, la scelta dei materiali costituisce una parte fondamentale. Dove la materia manca di peculiarità, subentra l’estetica a connotare il soggetto. Partendo da uno stadio ideale e dogmatico di neutralità, Barchitta indaga i binomi, tra gli altri, di ob-iectum e sub-iectum, significato e significante, pubblico e privato, confortevole e desolante, indocile e asservito, ironico e tragico, persistente e transitorio (instagram.com/alessiobarchitta).

 

Gina Tamborra Classe 1998, è un’artista visiva e performer radicale, con base ad Altamura (BA). La sua formazione in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Bari si intreccia con un percorso personale segnato da disturbi alimentari, che diventano motore e materia della sua ricerca artistica.

Attraverso performance, installazioni, illustrazioni e scrittura, esplora i temi della salute mentale, della corporeità e della condizione femminile con sguardo lucido e duro. Il suo lavoro è intimo e politico, vulnerabile e tagliente: un invito al confronto, non alla consolazione. Ha esposto in mostre nazionali e condotto laboratori artistici in scuole, biblioteche e strutture per la cura dei disturbi alimentari (instagram.com/_jeenah_).

 

Francesco Bendini Originario di Sansepolcro (AR), dove nasce nel 1996, è artista visivo che vive e lavora a Torino. Nel 2023 si laurea in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Basa la sua ricerca su un approccio scultoreo, processuale e comportamentale che rimodella i ricordi emotivi in forme che dialogano con il presente. Con ironia, smantella le convenzioni dell’unicità e della monumentalità. Le sue opere creano una tensione concettuale in cui materiali e oggetti sollevano interrogativi, oscillando tra solennità e bizzarria. Ha esposto il suo lavoro in diverse mostre personali e collettive: InPresenza, a cura di Davide Ferri, durante il festival Ipercorpo a Forlì, 2023; WORK WORK WORK, alla Rotonda Medievale di Città di Castello, 2021; La sostanza agitata, a cura di Saverio Verini, a Palazzo Collicola a Spoleto, 2023; Inside show, a cura di Pier Luigi Tazzi, alla Corte del Terribilia di Bologna, 2021 (francescobendini.com).

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