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venerdì, 19 Giugno 2026
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Nuovo ambulatorio alla farmacia comunale di Spezzano

Nuovo ambulatorio alla farmacia comunale di SpezzanoE’ stata inaugurato questa mattina, venerdì 24 aprile, il nuovo ambulatorio presso la Farmacia comunale in piazza Falcone e Borsellino a Spezzano.

“Il nuovo spazio nasce con l’obiettivo di offrire prestazioni sanitarie accessibili, rapide e di qualità, contribuendo a rafforzare il ruolo della farmacia come presidio territoriale per la salute pubblica e rappresenta un ulteriore passo verso il potenziamento dei servizi di prossimità a favore della cittadinanza”, ha sottolineato il sindaco di Fiorano Modenese, Marco Biagini, al taglio del nastro.

Nell’ambulatorio, con accesso sul retro della farmacia, lato parcheggio, sono disponibili servizi di telemedicina, in convenzione, come elettrocardiogramma, holter pressorio, holter cardiaco e altri, in libera professione come la dermatoscopia per la prevenzione delle patologie cutanee. Inoltre è possibile effettuare prelievi di sangue capillare per analisi come l’emoglobina glicata; test di screening (test Covid-19 e test per Streptococco A); misurazione di peso e altezza; controllo della pressione arteriosa; foratura dei lobi. Con risultati rapidi e affidabili, come ha spiegato la dottoressa Paola Radighieri, direttrice della Farmacia comunale.

L’inaugurazione del nuovo spazio è il primo di una serie di interventi che l’Amministrazione comunale ha messo in programma, accogliendo i suggerimenti dei cittadini nell’ambito del questionario di gradimento somministrato agli utenti lo scorso dicembre.

L’indagine, oltre a mostrare come la Farmacia sia un punto di riferimento importante per la comunità locale e l’apprezzamento per la cortesia e la competenza professionale delle farmaciste, è stata un importante momento di ascolto. Tra le prossime azioni sono previsti accorgimenti per garantire maggiore riservatezza, tra cui l’ampliamento del bancone di vendita per distanziare le postazioni di erogazione, una revisione della segnaletica interna per favorire l’orientamento della clientela e un potenziamento dello staff per ottimizzare la presenza del personale nelle ore di punta.

“Questo nuovo ambulatorio rappresenta un investimento concreto nella salute dei cittadini – ha aggiunto  il Sindaco – e testimonia la volontà di rendere i servizi sanitari sempre più capillari, accessibili e integrati con il territorio”.

 

Divieto di fumo a Formigine nelle aree gioco e nei luoghi sensibili

Divieto di fumo a Formigine nelle aree gioco e nei luoghi sensibiliIl Comune di Formigine compie un passo decisivo verso la tutela della salute pubblica e la valorizzazione degli spazi comuni. È entrata ufficialmente in vigore l’ordinanza che vieta il fumo di sigarette tradizionali e l’utilizzo di ogni prodotto contenente nicotina, incluse le sigarette elettroniche e i nuovi dispositivi a tabacco riscaldato, in specifiche aree all’aperto del territorio comunale.

Il provvedimento nasce da una precisa volontà politica espressa dal Consiglio Comunale, che ha approvato quasi all’unanimità una mozione volta a limitare l’esposizione al fumo passivo nei luoghi frequentati dalle fasce più sensibili della popolazione. L’amministrazione intende così rispondere a un’esigenza di prevenzione sanitaria ampiamente condivisa, allineandosi alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che indicano il tabagismo come uno dei principali fattori di rischio per malattie croniche e respiratorie.

Il divieto si concentra su aree prioritarie per la vita sociale e il benessere della comunità. Nello specifico, la misura si applica a tutte le aree gioco situate all’interno dei parchi cittadini. Il provvedimento interessa inoltre le zone limitrofe agli ingressi delle scuole e le aree in prossimità delle strutture sanitarie e farmacie. Il divieto è esteso, infine, agli spazi destinati alla pratica sportiva e ai sagrati delle chiese.

Per assicurare la massima diffusione delle nuove norme, è già stato avviato il piano di installazione della cartellonistica informativa. I primi pannelli sono stati posizionati nei principali parchi cittadini e l’allestimento sta proseguendo progressivamente verso gli altri luoghi sensibili identificati dall’ordinanza.

Afferma l’Assessora ai parchi e alle aree naturalistiche Giulia Malvolti: “Si tratta di un provvedimento molto importante che prende input da un mandato ricevuto dal Consiglio Comunale. Vogliamo che i nostri parchi e i luoghi della salute siano ambienti accoglienti e sicuri, dove il diritto alla salute dei bambini e dei non fumatori venga sempre prima di ogni altra cosa. Invitiamo tutta la cittadinanza a collaborare con senso di responsabilità per rendere la nostra città sempre più vivibile e attenta alla prevenzione e al rispetto per gli altri”.

Sassuolo celebra l’81° anniversario della Liberazione

Sassuolo celebra l’81° anniversario della Liberazione
immagine d’archivio

Dopo l’avvio nei giorni scorsi delle iniziative per celebrare l’81° Anniversario della Liberazione domani, sabato 25 aprile, Sassuolo celebrerà la Festa Nazionale con le celebrazioni ufficiali attraverso un momento condiviso di memoria e partecipazione.

A partire dalle ore 9:30, presso la Chiesa di San Giorgio, sarà celebrata la Santa Messa e, a seguire, partirà il corteo commemorativo che attraverserà la città, per concludersi in piazza Garibaldi con la cerimonia ufficiale.

Al termine, l’esibizione della Banda cittadina La Beneficenza accompagnerà questo momento solenne, nel segno dell’unità e del ricordo.

Un’occasione per ritrovarsi insieme e rendere omaggio ai valori di libertà, democrazia e pace su cui si fonda la nostra comunità.

Più tardi, alle ore 12,30 presso il Circolo Alete Pagliani, si terrà il tradizionale Pranzo della Resistenza: un momento conviviale che unisce la comunità nel ricordo e nella condivisione, nel segno dei valori della Liberazione. Sedersi insieme a tavola diventa così un gesto semplice ma significativo, per continuare a trasmettere memoria, storie e impegno civile tra generazioni. L’iniziativa è promossa dal Circolo A. Pagliani, in collaborazione con ANPI – sezione di Sassuolo, CGIL e SPI.

Terminato il pranzo, alle ore 15 presso l’adiacente parco Norma Barbolini, la giornata proseguirà con la Festa Danzante: un momento di musica, incontro e condivisione aperto a tutta la cittadinanza, per celebrare insieme la Liberazione anche attraverso la socialità e la gioia dello stare insieme. L’iniziativa è promossa dal Circolo A. Pagliani, in collaborazione con ANPI – sezione di Sassuolo, CGIL e SPI.

Per tutta la giornata di domani, i negozi del centro storico saranno aperti.

Automotive, la Regione chiede al Governo di valutare misure straordinarie per il comparto

Automotive, la Regione chiede al Governo di valutare misure straordinarie per il comparto
Colla e Paglia con ministro Urso al Tavolo Automotive presso il Mimit

“Le guerre stanno creando una situazione inedita di grande difficoltà per tutto il sistema industriale, compreso il settore automotive. Raccogliamo a questo proposito le preoccupazioni espresse ieri dal ministro Giorgetti sul rischio di stagflazione. Un Paese manifatturiero senza materie prime come il nostro non può reggere con costi dell’energia, delle materie prime e della logistica che schizzano alle stelle. Per questo è fondamentale agire subito per dare una risposta di tenuta nel breve periodo e pianificare gli interventi a lungo termine per mantenere la produzione automotive in Italia”.

Così il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, al tavolo nazionale dell’automotive, settore strategico per l’economia dell’Emilia-Romagna, convocato questa mattina a Roma dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, su richiesta della Commissione per lo Sviluppo economico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Per Colla e Paglia, serve dunque per prima cosa “un’operazione straordinaria, simile a quella attuata durante la pandemia: una moratoria sui prestiti alle imprese e l’attivazione di ammortizzatori sociali in deroga. In caso contrario, lo scenario rischia di diventare molto delicato, soprattutto per le pmi della filiera, con il rischio concreto di un blackout bancario. Si tratta quindi di un’operazione di tenuta industriale e sociale per evitare il precipizio, altrimenti si rischia concretamente di dover attivare la Naspi”.

Sul lungo periodo, per Colla e Paglia “è necessario considerare non solo il settore automotive, ma l’intero comparto della mobilità. L’incertezza ha un impatto significativo sul mercato, rendendo urgente l’approvazione del decreto sul superammortamento. Stiamo bloccando anche chi è pronto a investire, rischiamo di innescare un circolo vizioso. Serve, a monte, una politica industriale chiara che promuova il reshoring delle filiere, puntando su politiche attive per la riconversione delle competenze, e su autoproduzione e autoconsumo energetico. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, sono necessari investimenti significativi sulle reti”.

“Discutere dell’automotive in Italia significa necessariamente confrontarsi con Stellantis- concludono vicepresidente e assessore-. La società presenterà il suo nuovo piano industriale tra un mese, ma è chiaro che dopo le ingenti perdite registrate, la preoccupazione è palpabile. In seguito alla presentazione di quel piano, sarebbe quindi opportuno riconvocare il tavolo automotive per definire una strategia sia a breve termine, per evitare il crollo, che a lungo termine, per garantire la competitività del settore, con l’auspicio che l’Unione Europea vari l’Industrial Accelerator Act nel più breve tempo possibile”.

‘In Cima’, l’Appennino emiliano-romagnolo al centro delle politiche della Regione. Ciclo itinerante di appuntamenti nei territori

‘In Cima’, l’Appennino emiliano-romagnolo al centro delle politiche della Regione. Ciclo itinerante di appuntamenti nei territori
Baruffi a Pavullo

Prima tappa Pavullo nel Frignano, nel modenese, per parlare di sanità in montagna e illustrare il progetto per migliorare il benessere e l’assistenza sociosanitaria nelle aree interne della provincia. Al centro, il potenziamento del servizio di emergenza-urgenza 118 con sistemi di collegamento video tra operatori sul campo e specialisti ospedalieri, la possibilità di intervento dell’elisoccorso anche in situazioni di maltempo e una diffusione capillare dei defibrillatori.

È partito oggi ‘In cima’, il ciclo di appuntamenti curato dalla Regione che punta a promuovere e valorizzare l’Appennino come laboratorio di innovazione, dove mettere in pratica e diffondere nuove forme di sostenibilità economica e sociale. Con l’obiettivo di accendere i riflettori sulle politiche per la crescita e il futuro della montagna dell’Emilia-Romagna.

Un calendario itinerante di incontri tematici che andrà a toccare tutte le province da Piacenza a Rimini, portando di volta in volta l’attenzione su temi diversi, ma tutti centrali per il futuro chi vive e lavora in Appennino.

“La montagna e le aree interne dell’Emilia-Romagna sono al centro del programma di mandato del presidente de Pascale- spiegano gli assessori regionali alla Montagna, Davide Baruffi, e alla Salute, Massimo Fabi-. Insieme ai territori vogliamo creare le condizioni per aumentare l’attrattività e la vivibilità di luoghi fondamentali per lo sviluppo sostenibile e il benessere dell’intera regione. L’iniziativa di oggi è quindi una scelta non solo strategica ma necessaria alla luce della recente riforma nazionale che ha ridisegnato la mappa della montagna italiana, portando nove comuni della nostra regione a perdere la classificazione di ‘montanità’. ‘In cima’ si propone come un laboratorio per far crescere e diffondere politiche in grado di rispondere alle sfide aperte, a partire dallo spopolamento, nell’intento di ridurre o colmare i divari e le disuguaglianze territoriali, garantendo a tutte e tutti gli stessi diritti e le stesse opportunità. Rafforzare i servizi sociosanitari è il primo pilastro del vivere ‘In cima’. Più tutela e più cura, sfruttando anche l’innovazione tecnologica per avvicinare sempre più i professionisti alle persone, vuole dire garantire concretamente il diritto alla salute, la prima condizione per creare comunità più coese e inclusive”.

“Oggi confermiamo la volontà di investire sempre di più nei territori in cui i fattori demografici, sociali e geografici rendono più difficile l’accesso ai servizi, partendo dalle esigenze reali delle persone e tenendo insieme equità, sostenibilità e qualità delle cure- dichiara il Direttore generale dell’Ausl di Modena, Mattia Altini-. Non è un progetto calato dall’alto. È il frutto di un lavoro condiviso tra Aziende sanitarie, professionisti, sindaci e amministratori locali, che conoscono profondamente i loro territori, e cittadini che li vivono ogni giorno. Abbiamo scelto- prosegue Altini- di intervenire sull’insieme del sistema delle cure, puntando su continuità assistenziale, prevenzione e prossimità, perché garantire salute in montagna significa anche rafforzare la coesione delle comunità, la fiducia nelle istituzioni e la capacità dei territori di affrontare i cambiamenti. È una sfida impegnativa, ma anche una grande opportunità per costruire una sanità pubblica più equa, più vicina alle persone e più solida nel tempo.

La salute in cima

La ‘Salute della montagna modenese’ è il primo progetto presentato oggi a Pavullo. È nato nell’ambito della Stami dell’Appennino per migliorare il benessere e l’assistenza sociosanitaria nelle aree interne della provincia, territori che presentano caratteristiche particolari: popolazione anziana con elevata diffusione di malattie croniche, bassa densità abitativa, difficoltà negli spostamenti e carenza di professionisti sanitari. A ciò si aggiunge il rischio di spopolamento e la presenza in alcune zone di un forte turismo stagionale che rappresenta un aumento dei bisogni assistenziali.

Il progetto punta a rafforzare la rete dei servizi territoriali e dei percorsi clinico-assistenziali, oltre promuovere l’integrazione tra settore sanitario e sociale.

Integrando assistenza, prevenzione e partecipazione delle comunità, ambisce quindi a ridurre le disuguaglianze e a garantire una migliore qualità della vita per chi vive nella montagna modenese.

Centrale, nella strategia progettuale, è il potenziamento dei servizi sul territorio con lo sviluppo di ambulatori per gestire le urgenze a bassa complessità e la creazione di team di medici e infermieri che operano direttamente nelle comunità, a supporto di persone fragili e anziani.

L’assistenza domiciliare viene rafforzata e affiancata da soluzioni innovative come il “camper della salute”, pensato per raggiungere le zone più isolate. In generale, si punta a evitare ricoveri inutili e accessi impropri al pronto soccorso.

Un altro pilastro del progetto è la telemedicina, che consente di collegare i pazienti con gli specialisti senza dover affrontare lunghi spostamenti. Attraverso strumenti digitali, monitoraggi a distanza e televisite, si vuole garantire continuità assistenziale anche nei territori più lontani, migliorando l’accesso alle cure e rendendo il sistema più efficiente.

Grande attenzione è dedicata anche alla rete dell’emergenza, con l’obiettivo di garantire interventi rapidi e sicuri in tutto il territorio montano. Questo include il potenziamento della rete dei defibrillatori, del servizio di emergenza-urgenza 118 con sistemi di collegamento video tra operatori sul campo e specialisti ospedalieri, e dell’elisoccorso con possibilità di intervento anche in situazioni di maltempo. Il progetto si fonda su un approccio ‘one health’, che considera la salute come il risultato dell’interazione tra ambiente, persone e animali. In questo senso vengono promosse iniziative legate alla sostenibilità ambientale, alla prevenzione e alla collaborazione con scuole, enti locali e parchi naturali.

Un ruolo centrale è attribuito alla comunità, vista come parte attiva del sistema di cura. Si punta a valorizzare il volontariato, le reti sociali e figure come gli “agenti di prossimità”, capaci di intercettare i bisogni delle persone e contrastare fenomeni come la solitudine e l’isolamento. Anche le imprese locali sono coinvolte nel sostenere progetti di comunità.

Infine, il progetto contempla la creazione di una Scuola della salute della montagna, realizzata in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia: uno spazio dedicato alla formazione, alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni innovative per rispondere ai bisogni delle aree montane.
Di seguito il link per scaricare il video proiettato stamattina sul Progetto salute della montagna modenese.

L’Emilia Romagna è la regione meno indebitata d’Italia

L’Emilia Romagna è la regione meno indebitata d’ItaliaGestione finanziaria e di bilancio positiva, con un saldo pari a +270,5 milioni di euro, che certifica solidità e rispetto degli obiettivi di finanza pubblica. Prosegue la riduzione del debito complessivo dell’Ente e l’Emilia-Romagna-Romagna che si conferma la Regione d’Italia con il minor indebitamento (0.20 il rapporto debito/Pil). Ancora: elevata capacità di realizzazione delle entrate e delle spese programmate. Ma, soprattutto, una tenuta dei conti e del flusso di cassa che consente tempi di pagamento dei fornitori inferiori di oltre il 50% di quelli previsti per legge: 14 giorni in media contro i 30 previsti.

Sono questi alcuni dei principali risultati del Rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l’esercizio 2025.

Il documento, approvato dalla Giunta guidata dal presidente Michele de Pascale nell’ultima seduta, approderà, previa parifica da parte della Corte dei Conti, in Assemblea legislativa per l’iter nelle Commissioni: la discussione e l’approvazione in Aula sono previsti entro il prossimo 31 luglio.

“I dati a consuntivo confermano una situazione di solidità dei conti pubblici regionali e di consolidamento nel tempo degli equilibri strutturali dell’Ente- afferma l’assessore regionale al Bilancio, Davide Baruffi-. Questo benché anche nel 2025 la nostra azione si sia collocata all’interno di un quadro complesso condizionato da guerra, tensioni commerciali a livello mondiale e vulnerabilità finanziaria, nonché da una cornice di finanza pubblica decisamente critica. Un contesto che non ci ha impedito di mettere in sicurezza i conti della sanità pubblica regionale: rispetto ad un anno fa, lo squilibrio finanziario si è ridotto drasticamente, con l’obiettivo del pareggio proprio nel 2026”.

Dal documento emerge anche un’elevata capacità di accantonamento dell’avanzo destinabile agli investimenti, fino al 2030, pari a 336 milioni di euro.

Il Rendiconto evidenzia che le entrate regionali ordinarie hanno registrato una sostanziale stabilità nei confronti degli esercizi finanziari precedenti e, in continuità con il passato, registra l’importante entità dei proventi derivanti dall’attività di recupero dell’evasione fiscale (principalmente Irap, Tassa automobilistica e Addizionale regionale Irpef). Il risultato di amministrazione 2025, determinato dalla gestione di competenza, dei residui e dell’avanzo, pari a 1.521,5 milioni di euro, è positivo ed in crescita (+260,6milioni) rispetto al 2024.

La capacità di investimento è assicurata grazie alla significativa disponibilità di liquidità, pari a 1,.5 miliardi di euro, consentendo per l’ennesimo anno di ridurre sia l’indebitamento (pari a 320 milioni, rispetto a 351 milioni di euro del 2024), sia il livello di indebitamento autorizzato, ma non contratto (pari a 172 milioni   euro rispetto a 327 milioni di euro del 2024).

Scuola, CISL (ER): con queste misure di contenimento si rischia chiusura scuole in periferia

Scuola, CISL (ER): con queste misure di contenimento si rischia chiusura scuole in periferiaIl calo delle iscrizioni, in Emilia-Romagna, non può giustificare misure di contenimento che potrebbero avere come effetto l’aumento del numero di alunni per classe, la riduzione della qualità dell’insegnamento e il rischio di chiusura delle scuole nelle aree meno centrali. Al contrario, sarebbe questo invece il momento per investire sul sistema con potenziamento delle compresenze, riduzione del rapporto alunni/docente e rafforzamento degli organici per garantire ambienti di apprendimento più sicuri, funzionali e inclusivi.

In questo contesto emergono criticità legate a un organico che, anche nella nostra regione, non appare adeguato a rispondere ai bisogni reali delle scuole. Per quanto riguarda i docenti, pesa in particolare il taglio al contingente complessivo, che si traduce in una sottrazione netta di 53 posti di potenziamento tra scuola primaria e secondaria: un ulteriore impoverimento dell’offerta formativa, che priva queste risorse della loro funzione originaria, trasformandole sempre più in strumenti utilizzati per far quadrare i conti”.

È quanto dichiara Luca Battistelli, segretario generale CISL Scuola ER dopo il quadro emerso dall’incontro che si è tenuto ieri all’Ufficio Scolastico Regionale, nel corso del quale sono stati affrontati i principali temi legati a organici, classi e riforma degli istituti tecnici. In sostanza, i posti comuni restano stabili, con una riduzione di 53 unità sul potenziamento e un lieve incremento sul sostegno (+10). Ed anche se il sistema nel complesso sembra reggere, il calo demografico sta già producendo effetti concreti, con possibili squilibri tra aree urbane e territori periferici.

Tra le principali novità organizzative, il Ministero ha introdotto un tetto massimo regionale di 9042 classi nella scuola secondaria di secondo grado, misura che potrebbe incidere negativamente sulla gestione degli organici nei territori. Restano criticità sul sostegno, dove “l’aumento dei bisogni non trova un’adeguata copertura: l’incremento dei posti è minimo e il sistema continua a reggersi su un ampio ricorso alle deroghe”.

Al centro del confronto anche la riforma degli istituti tecnici, che sta generando tensioni nella fase applicativa. Su questo punto la CISL Scuola Emilia-Romagna rivendica un risultato politico e sindacale preciso. “A livello nazionale, abbiamo contrastato fin da subito questa riforma nel merito – ha proseguito il sindacalista -, proclamando lo stato di agitazione – insieme a UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF – per le criticità legate all’avvio dei nuovi percorsi dell’istruzione tecnica, ma abbiamo scelto una linea concreta. Il risultato della conciliazione dell’8 aprile 2026 è chiaro: nessun esubero a causa della riforma, tutela della titolarità dei docenti e avvio immediato di un tavolo di confronto per le modifiche normative. È un esito ottenuto al tavolo nazionale grazie a un’azione sindacale determinata e responsabile”. L’accordo prevede anche la possibilità di costituire cattedre interne con orario inferiore alle 18 ore, così da evitare perdite di posti e garantire la continuità didattica.

“Non ci siamo limitati quindi alla protesta – conclude– ma abbiamo ottenuto impegni precisi. Ora la priorità è vigilare sulla loro attuazione e intervenire sugli aspetti ancora critici della riforma”.

Intanto, sul piano nazionale resta aperta la questione del riordino complessivo degli istituti tecnici, mentre il sistema scolastico regionale si confronta con le conseguenze del calo demografico e con una crescente pressione organizzativa.

Chiusure programmate in A1, A14, R13

Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di ordinaria manutenzione, dalle 21:00 di lunedì 27 alle 5:00 di martedì 28 aprile, sarà chiuso il tratto compreso tra Valsamoggia e Modena sud, verso Milano. Si precisa che l’area di parcheggio “Castelfranco est”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa dalle ore 19:00 di lunedì 27 alle 5:00 di martedì 28 aprile.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Valsamoggia, percorrere la viabilità ordinaria: SP569 Nuova Bazzanese, SP Nuova Pedemontana, SP623 via Vignolese, SP623 via Modenese e rientrare in A1 alla stazione di Modena sud.

Per consentire lavori di pavimentazione, sarà chiuso il tratto compreso tra Sasso Marconi nord e Sasso Marconi, verso Firenze, nei seguenti giorni e orari: dalle 21:00 di lunedì 27 alle 5:00 di martedì 28 aprile; dalle 21:00 di mercoledì 29 alle 5:00 di giovedì 30 aprile. L’area di servizio “Cantagallo ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa con orario 20:00-5:00.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Sasso Marconi nord, percorrere la SS64 Var Nuova Porrettana e il Raccordo di Sasso Marconi (R43) e rientrare in A1 alla stazione di Sasso Marconi.

Si precisa che sarà contestualmente chiuso il Raccordo autostradale di Sasso Marconi (R43), in direzione del centro abitato di Sasso Marconi.

In alternativa, percorrere la SP325 val di Setta.

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Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di pavimentazione, dalle 21:00 di lunedì 27 alle 5:00 di martedì 28 aprile, sarà chiuso il tratto compreso tra Castel San Pietro e Imola, verso Ancona.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Castel San Pietro, percorrere la viabilità ordinaria: SP19, via San Carlo, SS9 via Emilia, SP610, via Selice e rientrare in A14 alla stazione di Imola.

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Sul Raccordo A13 Bologna-Padova/Tangenziale di Bologna (R13), per consentire attività di ispezione e manutenzione cavalcavia, dalle 21:00 di lunedì 27 alle 5:00 di martedì 28 aprile, sarà chiuso, per chi proviene dall’uscita della stazione di Bologna Arcoveggio (A13 Bologna-Padova), il Ramo di immissione sulla Tangenziale, verso San Lazzaro di Savena/A14 Bologna-Taranto.

In alternativa, immettersi sulla Tangenziale di Bologna, verso Casalecchio di Reno/A1 Milano-Napoli, uscire allo svincolo 6 Castelmaggiore e rientrare dallo stesso svincolo in direzione San Lazzaro/A14.

 

 

Nuova area giochi alla Walt Disney di Sassuolo

Nuova area giochi alla Walt Disney di Sassuolo“La scuola deve essere, per natura e vocazione, un luogo di apprendimento non solo tra i banchi, ma anche all’aria aperta, dove la socialità si costruisce attraverso il gioco, il movimento e la scoperta”.

Così  l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Sassuolo Maria Savigni saluta il completamento dell’ intervento di riqualificazione del giardino della scuola dell’infanzia “W. Disney” di via Pisano.

Grazie alla collaborazione con Marazzi Group il cortile delle Walt Disney si arricchisce di quattro nuovi giochi,  pensati per stimolare le abilità motorie e la fantasia dei bambini: un percorso a ponte con travi, un percorso con rete, una trave di equilibrio e il classico, intramontabile percorso giapponese.

Un progetto che non sarebbe stato possibile senza la generosità e la sensibilità di Marazzi group s.r.l., azienda leader e pilastro del nostro distretto, che ha scelto di finanziare l’intervento attraverso una sponsorizzazione.

“Il mio ringraziamento più sincero va a Marazzi Group per la costante collaborazione dimostrata nel migliorare la nostra città – prosegue l’Assessore – non è la prima volta che questa realtà eccellente dimostra un legame profondo con la nostra comunità, ma vedere questo impegno declinato a favore dei più piccoli ha un valore speciale. Investire negli spazi destinati all’infanzia significa investire sul futuro di Sassuolo, offrendo ai nostri bambini luoghi più sicuri, moderni e stimolanti dove poter crescere insieme”.

La riqualificazione della “W. Disney” rappresenta un tassello di un mosaico più ampio, che vede il Comune di Sassuolo impegnato nel rafforzare il dialogo tra pubblico e privato. Quando le eccellenze industriali scelgono di “restituire” valore al territorio in cui operano, ne beneficiano non solo i bambini, ma l’intera collettività.

“La sinergia tra istituzioni e aziende virtuose come Marazzi – conclude l’Assessore Savigni- è il motore che permette di realizzare piccoli e grandi miglioramenti che cambiano, in meglio, la quotidianità delle nostre famiglie. Continueremo a lavorare affinché le nostre scuole siano sempre più accoglienti, verdi e a misura di bambino”.

Presto, dunque, gli alunni della “W. Disney” potranno tornare a correre, saltare e mettersi alla prova sui nuovi percorsi, in uno spazio che oggi è più bello, più sicuro e più ricco grazie alla cura per il bene comune.

Domenica 26 aprile a Villa Cuoghi Fiorano appuntamento con “Il tè delle 5”

Domenica 26 aprile a Villa Cuoghi Fiorano appuntamento con “Il tè delle 5”Domenica 26 aprile alle ore 17:00, presso Villa Cuoghi di Fiorano Modenese, torna l’appuntamento con Il tè delle 5, che ospiterà la scrittrice Nicoletta Di Noia per la presentazione del suo nuovo romanzo Nel nome della famiglia.

Il libro, ispirato a una storia vera, racconta le scelte — e talvolta le mancate scelte — di Elda, una donna che sacrifica ogni cosa in nome della famiglia. Un racconto intenso che ci riporta a un’Italia del passato, ricca di valori, affetto e senso di appartenenza.

Ancora una volta Nicoletta Di Noia dimostra le sue capacità di narratrice: coinvolge il lettore, appassiona alla vicenda e rende profondamente umani e memorabili i suoi personaggi. La storia prende avvio nel 1929, in pieno regime fascista, periodo in cui la famiglia protagonista affronta soprusi e difficoltà, riuscendo però a mantenere dignità e forza d’animo.

Musiche a cura di Giovanni Pietri, letture di Aurelio Pittalis, conversa con l’autrice Tina de Falco.

Al termine dell’incontro, l’associazione In Arte saluterà gli ospiti con un aperitivo, offrendo un momento conviviale per continuare a conversare e condividere impressioni.

Ingresso libero.

Certificazioni di imprese, piccole e grandi, e liberi professionisti, boom di richieste: già raggiunta quota 400 domande

Certificazioni di imprese, piccole e grandi, e liberi professionisti, boom di richieste: già raggiunta quota 400 domandeSi è chiuso in anticipo, con il raggiungimento delle 400 domande previste, il bando 2026 promosso dalla Regione Emilia-Romagna per accompagnare le micro, piccole e medie imprese e i liberi professionisti ad attivare dei progetti finalizzati a pianificare ed ottenere una o più certificazioni di processo, servizio, sistemi di gestione aziendale. Iniziativa che ha dimostrato di intercettare una domanda reale, la prima di questo tipo in Emilia-Romagna, che si inserisce nel quadro del Programma regionale Fesr 2021-2027, in coerenza con la priorità ‘Ricerca, innovazione e competitività’, pensata per accompagnare i percorsi di innovazione e consolidamento delle attività economiche del territorio.

Le risorse a disposizione, 3 milioni di euro, serviranno ad accompagnare crescita e qualificazione in ambiti sempre più strategici: organizzazione, innovazione, sostenibilità, cybersecurity e posizionamento competitivo. Il bando era rivolto a imprese e soggetti economici iscritti al Rea (Repertorio economico amministrativo) e a liberi professionisti. Per accedere alla misura, i richiedenti dovevano risultare attivi, regolarmente costituiti e disporre di una sede o unità locale in Emilia-Romagna.

“Si tratta di un importante strumento di politica industriale con cui la Regione investe nella competitività del sistema produttivo- spiega il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Grazie alla certificazione si rafforza anche il rapporto col credito finanziario ma soprattutto le imprese di filiera possono qualificarsi in rete con i grandi driver internazionali. Da una prima analisi si nota che i progetti si inseriscono nelle traiettorie prioritarie previste dalla ‘Strategia regionale di specializzazione intelligente’, tra cui il digitale, lo sviluppo della manifattura avanzata, la transizione ecologica e l’efficientamento energetico. Anche la sostenibilità ambientale- aggiunge- è un tratto presente nelle progettualità proposte, che emerge come elemento qualificante, integrata nella strategia industriale e leva per la competitività. E ci attendiamo interventi che riguardino sia benefici operativi che miglioramenti strutturali e duraturi, in termini di capacità organizzativa e di posizionamento competitivo, anche a livello internazionale”.

Il maggiore interesse arriva dalle imprese, mentre l’adesione dei liberi professionisti risulta minore e riferita a realtà organizzative complesse come gli studi associati o società di servizi e con esigenze assimilabili a quelle delle aziende. Per quanto riguarda i settori, gli interventi proposti si concentrano nei comparti ad alta intensità tecnologica e organizzativa, quali l’Ict ed il digitale avanzato (software, cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale), la manifattura avanzata e la meccatronica, l’automotive e l’aerospace, le costruzioni e l’impiantistica specializzata, il biomedicale e le life sciences, i servizi specializzati alle imprese. E in misura selettiva, l’agroalimentare ed il food processing.

L’investimento complessivo delle domande presentate ammonta a 9.491.147 euro. L’analisi mostra un quadro composto soprattutto da progetti strutturati e di sistema, spesso di importo elevato. Accanto a questi, è presente una quota leggermente più ampia di progetti finalizzati alla prima strutturazione organizzativa dei processi produttivi, con importi medi più contenuti.

Sempre dalle domande presentate risulta che le PMI manifatturiere concentrano gli investimenti su schemi legati alla gestione della qualità, alla qualificazione ambientale dei processi, alla sicurezza dei luoghi di lavoro, alla gestione dell’energia, mentre le imprese Ict privilegiano le certificazioni per la sicurezza delle informazioni e la governance digitale, anche integrate con sistemi di gestione della qualità. Le imprese dei servizi e del terziario avanzato adottano combinazioni che includono qualità, responsabilità sociale e le dimensioni sottostanti i criteri Esg.

La metà circa delle 400 domande risulta presentata da soggetti economici quasi equamente localizzati nell’area metropolitana di Bologna e nella provincia di Modena. La restante parte fa riferimento a realtà imprenditoriali situate, nell’ordine, nelle province di Reggio Emilia, Forlì-Cesena, Parma, Piacenza, Ferrara e Rimini.

Per quanto riguarda la forma giuridica, prevalgono nettamente le società di capitali (358), seguite da società cooperative (23) e società di persone (13). Sono presenti anche fondazioni (2), imprenditori individuali non agricoli (1), liberi professionisti (1), privati (1) e società consortili (1).

Dalle linee di progetto emerge che la maggior parte degli interventi unisce consulenza professionale specialistica e percorso di certificazione. L’approccio punta a una trasformazione strutturale dell’organizzazione: la certificazione non è più vista come un adempimento una tantum, ma come una componente stabile dei sistemi e dell’assetto organizzativo. In questo passaggio la consulenza specialistica è centrale, perché supporta la riorganizzazione dei processi e l’introduzione di sistemi di gestione più strutturati.

Con la conclusione della fase di presentazione delle domande, si avvia ora l’iter istruttorio dei progetti che porterà alla concessione della quota di contributo secondo le modalità previste dal bando.

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 25 aprile 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 25 aprile 2026Cielo sereno o poco nuvoloso, salvo deboli addensamenti pomeridiani lungo i rilievi. Temperature minime comprese tra 7 e 11 gradi; massime tra 19 gradi (sul riminese) e 25 gradi nelle pianure interne. Venti deboli variabili. Mare quasi calmo o poco mosso.

(Arpae)

Protezione civile: approvato il programma 2026 per la gestione delle reti di monitoraggio idraulico e idrogeologico

Oltre 2,1 milioni di euro per garantire il funzionamento e la manutenzione delle reti di monitoraggio strategiche per la sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio e per la produzione dei bollettini di allerta.

A stanziarli è la Regione Emilia-Romagna, che ha approvato il Programma 2026 per la gestione e la manutenzione delle reti di monitoraggio idro-meteo-pluviometrico e agro-meteorologico regionali (Rirer), strumenti fondamentali per la sicurezza del territorio e il supporto alle attività agricole. La gestione operativa del programma sarà affidata ad Arpae, attraverso il Servizio idro-meteo-clima (Simc), struttura tecnica di riferimento per il monitoraggio ambientale e climatico.

Il provvedimento prevede uno stanziamento complessivo di oltre 2,1 milioni di euro: 1,78 milioni per la rete idro-meteo-pluviometrica e urbana, 70mila euro per la rete agro-meteorologica e 300mila euro per le spese di funzionamento.

“Investire in tecnologie aggiornate è una scelta strategica per la sicurezza del territorio- sottolinea la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini-. Queste reti ci permettono di disporre di modelli previsionali sempre più accurati e di intervenire in anticipo rispetto alle emergenze legate al maltempo, attivando tempestivamente tutte le azioni necessarie per ridurre i rischi e i danni. Allo stesso tempo, garantiscono dati fondamentali anche per il settore agricolo, supportando decisioni sempre più precise e sostenibili”.

Le reti Rirer rappresentano un’infrastruttura essenziale per la previsione e la gestione delle allerte meteo, idrologiche e costiere, il supporto alle decisioni della Protezione civile e l’elaborazione di modelli previsionali a sostegno dell’agricoltura, dall’irrigazione ai trattamenti fitosanitari fino alla gestione sostenibile delle colture.

Ness1 Escluso oltre lo sport: un calendario tra inclusione e crescita

Ness1 Escluso oltre lo sport: un calendario tra inclusione e crescitaL’attività di Ness1 Escluso non si svolge solo in palestra, su un campo o in un prato, ma va oltre questi confini. Ci sono tante attività collaterali che servono ai ragazzi per socializzare ancora di più di quanto non facciano già in ambito sportivo.

Il calendario è fitto di appuntamenti, il pomeriggio del 28 aprile la visita al Luna Park; il giorno successivo inizia il corso di affettività e sessualità.
Il 3 maggio i ragazzi di Ness1 Escluso saranno al Mapei Stadium per assistere alla sfida del campionato di serie A Sassuolo-Milan.
A maggio, il 18, si prosegue con la gara di biliardino. Il 21 la partecipazione all’evento del Csi in Piazza Roma, con i nostri ragazzi che si diplomano al corso leaders in training.
Mentre dal 25 al 30 maggio ci saranno le lezioni aperte con i genitori; il 30 invece la partecipazione all’evento Io sono togo ospiti della manifestazione moto terapia. Il 3 maggio la festa finale.

 

Gina Risi (FNP CISL Emilia-Romagna): “La libertà si difende con responsabilità e partecipazione”

Gina Risi (FNP CISL Emilia-Romagna): “La libertà si difende con responsabilità e partecipazione”«Il 25 aprile è una delle radici più profonde della nostra democrazia» afferma Gina Risi, Segretaria Generale FNP CISL Emilia-Romagna.«È il giorno in cui l’Italia ha scelto la libertà contro la dittatura e ha ritrovato la propria dignità grazie al coraggio di donne e uomini che hanno lottato per restituirci diritti, pace e futuro».

Risi sottolinea come questa ricorrenza non appartenga solo al passato, ma continui a parlare al presente: «I valori della Resistenza –giustizia, solidarietà, uguaglianza, rispetto della persona – sono ancora oggi un riferimento indispensabile. In un tempo segnato da conflitti, fragilità sociali e nuove forme di discriminazione, il 25aprile ci ricorda che la libertà non è mai scontata: va custodita,praticata e difesa ogni giorno».

La Segretaria Generale richiama anche il ruolo delle comunità e dei corpi intermedi: «La democrazia vive quando le persone partecipano,quando le generazioni dialogano, quando le differenze diventano una risorsa. Onorare la Liberazione significa impegnarsi per un Paese più giusto, più inclusivo e più umano».

La FNP CISL Emilia-Romagna rinnova così il proprio impegno a promuovere memoria, coesione sociale e responsabilità civica,affinché il 25 aprile continui a illuminare il cammino delle nuove generazioni.

Presentato il 43° Rally Città di Modena

Presentato il 43° Rally Città di Modena

È stato presentato ufficialmente, alla presenza delle autorità e degli addetti ai lavori, il 43° Rally Città di Modena, appuntamento che si conferma tra i più attesi e partecipati del panorama rallistico nazionale.

Organizzato da New Turbomark Rally Team con il patrocinio di Automobile Club Modena, l’evento vedrà 102 equipaggi al via, un dato che testimonia in modo concreto il forte richiamo della gara emiliana. Un numero importante, capace di abbracciare sia il confronto moderno, valido per la Coppa Rally di Zona 6, sia quello storico, inserito nel TRZ – Trofeo Rally di Zona 3, in un perfetto equilibrio tra tradizione e attualità.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato il Sindaco di Maranello Luigi Zironi, il Sindaco di Castelvetro di Modena Federico Poppi, la Direttrice di ACI Modena Simona Fanelli, l’Assessore agli eventi del Comune di Formigine Corrado Bizzini, il presidente di New Turbomark Rally Team Claudio Zagami ed il Direttore di Gara Alessandro Battaglia.

Luigi Zironi, Sindaco di Maranello: “Il Rally ‘Città di Modena’, che accogliamo con entusiasmo a Maranello per la quarta volta dal 2019 ad oggi, sta diventando un appuntamento fisso per gli appassionati che ogni anno raggiungono il nostro territorio per questo evento, sempre più seguito. Come ‘quartier generale’ della manifestazione, l’area vicina al Museo Ferrari darà a tutti la possibilità di ammirare da vicino le auto prima e dopo la competizione. Per chi ama i motori e per i curiosi, è uno spettacolo che la nostra città condivide volentieri assieme ai visitatori, agli equipaggi e a tutte le persone al loro seguito. Per un evento che al fascino del rally unisce l’atmosfera unica della nostra Terra di Motori”.

Vincenzo Credi, Presidente ACI Modena e Vicepresidente Nazionale ACI: “Siamo molto carichi: aver superato le 100 iscrizioni, in un momento come questo, rappresenta un risultato molto importante. Il trend generale vede diversi rally in difficoltà e, considerando anche la concomitanza con lo storico Costa Smeralda, sapevamo di poter perdere qualcosa tra le vetture storiche. Allo stesso tempo, però, abbiamo registrato un incremento tra le moderne, segnale positivo che ci rende particolarmente soddisfatti. Abbiamo introdotto una nuova prova speciale, quella di Lavacchio, e confermato una collaborazione molto positiva con New Turbo Mark: ci saranno diverse novità e l’obiettivo resta quello di offrire, come sempre, un evento di alto livello e confermare gli ottimi risultati conseguiti lo scorso anno. La nostra priorità è far sì che piloti e team possano vivere un’esperienza all’altezza delle aspettative, così come garantire al pubblico uno spettacolo coinvolgente nel massimo della sicurezza. Un tema, quest’ultimo, che riteniamo centrale, soprattutto alla luce di quanto accaduto recentemente: è necessario intervenire con decisione, perché non si può continuare a sottovalutare certi aspetti. Ora non resta che attendere il weekend, poi sarà il campo a parlare e vinca il migliore”.

Nel cuore del 43° Rally Città di Modena, spazio anche al ricordo e ai valori più autentici di questo sport con due momenti particolarmente sentiti dedicati alla memoria. Il rally ospiterà infatti il memorial “Stefano ‘Simmy’ Serri”, figura amata per la sua passione genuina e il legame con piloti e addetti ai lavori, e il memorial “Romano Gozzi”, storico preparatore capace di lasciare un segno profondo nel mondo rallistico locale. Il memorial dedicato a Stefano “Simmy” Serri sarà assegnato al miglior pilota modenese classificato nel confronto tra le vetture moderne, mentre il memorial Romano Cozzi premierà il miglior modenese al traguardo, alla guida di una vettura storica, a testimonianza del forte legame con il territorio e con la tradizione rallistica locale.

Il weekend entrerà nel vivo già da domani, venerdì 24 aprile, con la distribuzione del road-book e le ricognizioni del percorso. Sabato 25 aprile sarà una giornata intensa, caratterizzata dalle verifiche sportive e tecniche e dallo shakedown di Serramazzoni, prima della cerimonia di partenza in programma alle ore 17:30 nella prestigiosa cornice del Museo Ferrari di Maranello.

La gara si articolerà su sei prove speciali: sabato sera è previsto il doppio passaggio sulla “Barighelli”, mentre domenica 26 aprile saranno i doppi passaggi su “Lavacchio” e “Valle” a delineare la classifica finale. Il percorso sarà arricchito da controlli a timbro a Castelvetro di Modena, mentre i riordinamenti sono previsti a Prignano sulla Secchia, al Museo Ferrari e a Serramazzoni. Il parco assistenza sarà ubicato a Ubersetto, mentre l’arrivo e la cerimonia di premiazione sono previsti domenica dalle ore 16:00, ancora al Museo Ferrari. Il Rally Città di Modena si conferma così un evento capace di coniugare grandi numeri, qualità sportiva e forte identità territoriale, pronto a regalare spettacolo sulle strade simbolo della tradizione motoristica emiliana.

 

Festa della Liberazione a Formigine

Festa della Liberazione a FormigineIn occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione d’Italia, il Comune di Formigine rinnova l’appuntamento con le celebrazioni ufficiali previste per sabato 25 aprile. La giornata prenderà il via alle 9 dalla piazza della Chiesa di Magreta, dove si svolgerà la deposizione della corona d’alloro presso il monumento ai caduti, accompagnata dalla benedizione alla presenza della Sindaca Elisa Parenti.

Successivamente, alle 9.30, il Parco del Castello ospiterà la celebrazione della Santa Messa, momento che precederà la partenza del corteo cittadino fissata per le 10.15. Durante il percorso, verranno deposte le corone d’alloro presso i ceppi della memoria, arricchite da letture selezionate dal Centro Documentazione Donna di Modena a cura delle Presidenti delle associazioni locali. La manifestazione culminerà in piazza della Repubblica con gli interventi conclusivi della Sindaca Elisa Parenti e dei referenti delle sezioni formiginesi di ANPI e ALPI. La cerimonia sarà scandita come ormai da tradizione dalle note della Wind Band del Liceo Musicale Sigonio di Modena. Al termine della parte istituzionale, l’appuntamento è presso la Polisportiva formiginese per il tradizionale “Pranzo della Resistenza” organizzato dall’ANPI, per il quale è richiesta la prenotazione al numero 348 7638888.

Parallelamente alle celebrazioni ufficiali, la giornata di sabato offrirà diverse attività dedicate alle famiglie e ai più piccoli. Dalle 10.30 alle 17.00, piazza Italia si trasformerà in un circuito all’aperto con “Baby Bike”, un evento dedicato al divertimento su due ruote per bambini dai 3 ai 12 anni. I partecipanti, muniti di bicicletta e casco, potranno cimentarsi in percorsi di gimkana e giochi di educazione stradale organizzati in collaborazione con la Polizia Stradale di Modena, con una merenda finale offerta a tutti i piccoli ciclisti. Per l’occasione, si potrà ammirare da vicino la Lamborghini in dotazione alla Polizia Stradale: una supercar ad alte prestazioni impiegata in compiti di massima urgenza, come il trasporto di organi e medicinali salvavita, oltre che per il pattugliamento autostradale.

L’approfondimento storico e culturale proseguirà nel pomeriggio presso il Castello di Formigine. Dalle 15 alle 19, l’atelier creativo “Il vento della Libertà” permetterà di costruire girandole colorate in un laboratorio gratuito con prenotazione consigliata. Questa attività verrà replicata anche domenica 26 aprile, giornata in cui il castello diventerà il palcoscenico per giochi d’ingegno e tradizioni in legno. L’appuntamento si inserisce nel progetto regionale “Domeniche detox”, volto a promuovere una pausa consapevole dalla tecnologia per riscoprire la socialità e il gioco all’aria aperta.

Sempre nel pomeriggio di sabato, infine, tra le 15.30 e le 16.30, sarà possibile partecipare alle visite guidate “Le torri di Formigine: memoria di guerra”. Il percorso, curato dalle guide museali e da Germana Romani dell’Associazione di Storia Locale E. Zanni, condurrà i visitatori alla scoperta della Torre del Castello e della Torre dell’Acquedotto. Prenotazioni: 059 416277 – castello@comune.formigine.mo.it.

Open day Anagrafe a Fiorano Modenese per la carta d’identità elettronica

Open day Anagrafe a Fiorano Modenese per la carta d’identità elettronicaLunedì 27 aprile 2026 l’Anagrafe del Comune di Fiorano Modenese (via Vittorio Veneto, 23), sarà aperta dalle ore 14 alle ore 17 per un open day dedicato al rilascio della carta d’identità elettronica (CIE).

L’iniziativa è rivolta esclusivamente ai cittadini che sono ancora in possesso della carta d’identità cartacea, al fine di favorire il passaggio al nuovo documento elettronico, più sicuro e conforme agli standard europei (Regolamento UE 2019/1157).

Per l’open day non sarà necessario prenotare un appuntamento; l’accesso sarà consentito fino a un massimo di 30 persone.

Si ricorda che, a partire dal 3 agosto 2026, le carte d’identità cartacee non saranno più valide, indipendentemente dalla data di scadenza riportata sul documento. L’Amministrazione comunale invita pertanto i cittadini interessati ad approfittare di questa opportunità per mettersi in regola e ottenere la nuova carta d’identità elettronica in modo semplice e rapido.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio Anagrafe del Comune di Fiorano Modenese: anagrafe@fiorano.it, 0536 833223 (dalle 11.30 alle 12.30).

 

Aggiornamenti alle chiusure previste sull’A1

Sulla A1 Milano-Napoli, la chiusura della stazione di Sasso Marconi nord, in uscita per chi proviene da Bologna, inizialmente prevista dalle 22:00 di venerdì 24 alle 6:00 di sabato 25 aprile, sarà invece effettuata dalle 22:00 alle 24:00 di venerdì 24 aprile, per lavori di manutenzione degli impianti elettrici del piazzale di stazione.

In alternativa si consiglia di uscire alla stazione di Bologna Casalecchio, sul Raccordo di Casalecchio.

Sempre sulla A1 Milano-Napoli e sul Raccordo Sasso Marconi-SS64 Porrettana (R43), per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 00:00 alle 6:00 di sabato 25 aprile, saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura:

Sulla A1 Milano-Napoli:

  • sarà chiuso il tratto compreso tra Sasso Marconi nord e Sasso Marconi, verso Firenze. L’area di servizio “Cantagallo ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa dalle 23:00 di venerdì 24 alle 6:00 di sabato 25 aprile.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Sasso Marconi nord, percorrere la viabilità ordinaria: SS64 Var Nuova Porrettana, Raccordo di Sasso Marconi (R43) e rientrare in A1 alla stazione di Sasso Marconi.

Sul Raccordo Sasso Marconi-SS64 Porrettana (R43):

  • sarà chiuso il tratto compreso tra Sasso Marconi e Sasso Marconi svincolo, verso il centro abitato di Sasso Marconi.

In alternativa si consiglia di percorrere la SP325 Val di Setta.

Lettere dal Fronte, un’eco dal passato tra musica e parole: domenica al Temple Theater

Lettere dal Fronte, un’eco dal passato tra musica e parole: domenica al Temple TheaterAl Temple Theater la memoria si fa suono e parola: Lettere dal Fronte non è solo una rappresentazione, ma un viaggio intimo e suggestivo che intreccia teatro e musica per restituire umanità a una storia vera. Un epistolario dimenticato riemerge dal passato per dare voce a un’esistenza che attraversa il tempo, offrendo al pubblico un’occasione per riflettere sul valore delle storie individuali nei grandi eventi della Storia.

La drammaturgia di Marina Meinero riporta alla luce le lettere scritte tra il 1943 e il 1944 da un giovane di Santa Vittoria, in provincia di Reggio Emilia. Al centro della narrazione emerge una vita apparentemente comune e, come tale, profondamente unica, che si dispiega tra nostalgia, speranza e il coraggio quotidiano di chi affronta l’ignoto della guerra. “Mi basta che vi troviate tutti bene, e che non pensate a me, perché ormai la vita militare è per me come la vita borghese…” scrive il giovane milite in una delle sue lettere.

In questo racconto, le parole cariche di autenticità si fondono con le musiche originali composte da Daniele Bisi. Il pianoforte, accompagnato dal violino di Davide Bizzarri e dal violoncello di Claudia Bizzarri, amplifica le emozioni del testo, creando atmosfere evocative che trasformano la lettura delle lettere in un dialogo vivo tra passato e presente. Lettere dal Fronte si configura come un appuntamento di profonda riflessione civile. Lo spettacolo invita lo spettatore a non essere un testimone passivo, ma a riscoprire la forza delle testimonianze autentiche, inserendosi in un percorso di memoria che dialoga con il territorio e le sue radici.

Drammaturgia di Marina Meinero con Marina Meinero e Francesco Zanlungo. Musiche originali eseguite dal vivo da: Daniele Bisi (pianoforte), Davide Bizzarri (violino), Claudia Bizzarri (violoncello).Produzione di Associazione Culturale Evoè

Domenica 26 aprile 2026, ore 19:00 presso il Teatro A. Rompianesi – Via Largo Bezzi 4, Sassuolo.

Produzione Associazione Culturale Evoè – In collaborazione con le iniziative dedicate alla memoria del territorio. Con il patrocinio del Comune di Sassuolo e il sostegno della Fondazione di Modena. Attività sostenuta attraverso il bando Mi metto all’Opera 2025. Sponsor tecnico Martinelli srl.

Biglietti: Intero: € 12,00* (Prezzo indicativo basato sulla stagione Temple Theater) Informazioni e prenotazioni: Whats app +39 353 4327979

Agricoltura, al Macfrut il confronto sul futuro del settore e sulle prospettive della riforma europea

Agricoltura, al Macfrut il confronto sul futuro del settore e sulle prospettive della riforma europeaTagli alle risorse, nuove modalità di finanziamento e prospettive di revisione degli strumenti di sostegno: sono alcuni dei principali temi al centro del confronto europeo sul futuro dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) nel settore ortofrutticolo nel prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.

Di questi argomenti si è parlato a Macfrut 2026, a Rimini, nel corso di un convegno organizzato dalla Regione Emilia-Romagna, che ha riunito Organizzazioni dei produttori (Op), Associazioni di organizzazioni di produttori (Aop) e rappresentanti delle associazioni delle imprese agricole, in un approfondimento dedicato agli scenari in discussione a livello europeo e alle possibili ricadute per il settore.

Nel corso dell’incontro, le 7 Aop dell’Emilia-Romagna hanno consegnato all’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, che oggi è a Bruxelles per il percorso di definizione del parere al Comitato delle Regioni sulla riforma dell’Ocm, di cui è relatore, un Manifesto unitario sul futuro dell’Organizzazione comune di mercato ortofrutta nel periodo 2028-2034. Un documento condiviso che richiama l’attenzione sulle prospettive della riforma e individua alcune priorità per garantire continuità ed efficacia agli strumenti di sostegno, chiedendo anche un impegno nel confronto a livello europeo.

L’Emilia-Romagna rappresenta uno dei principali sistemi ortofrutticoli del Paese, con 7 Aop che riuniscono complessivamente 44 Organizzazioni di produttori, di cui 24 con sede nel territorio regionale, coinvolgendo circa 6.500 aziende per una produzione lorda vendibile di 2,3 miliardi di euro.

“L’Ocm è uno strumento fondamentale per l’ortofrutta e va mantenuto, potenziato e migliorato poiché supporta un settore strategico per il nostro continente, che necessita di politiche di sostegno anche a causa dei danni dovuti al surriscaldamento globale e agli effetti dei cambiamenti climatici, all’aumento dei costi energetici e dei carburanti e alle tensioni sui mercati internazionali- afferma Mammi-. Tutto ciò sta incidendo in modo sempre più significativo sulle produzioni. Massimo impegno, dunque, da parte della Regione Emilia-Romagna per l’ortofrutta, anche per salvare le risorse finanziarie dell’Ocm nella futura Pac: siamo pienamente impegnati a difendere questo modello anche nel percorso di definizione della futura Politica agricola comune, portando il nostro contributo nei diversi livelli istituzionali, dalla Conferenza Stato-Regioni al Parlamento europeo e alla Commissione europea. Serve una posizione chiara: le risorse devono essere adeguate e le regole devono restare comuni per tutti- sottolinea l’assessore-. Oggi, nel confronto sul prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, esprimiamo forti preoccupazioni, le stesse contenute nel Manifesto che i produttori mi hanno consegnato al Macfrut di Rimini: le ipotesi in discussione rischiano di indebolire un modello che ha dimostrato efficacia, mettendo in discussione la continuità dei programmi operativi e introducendo incertezza sulle risorse disponibili. In particolare, desta forte criticità l’ipotesi di introdurre forme di cofinanziamento nazionale per strumenti che fino ad oggi sono stati sostenuti integralmente dall’Unione europea, con il rischio di creare disomogeneità tra Stati membri e compromettere condizioni di equità e competitività nel mercato interno”.

Tra i temi in discussione a livello europeo, la definizione delle risorse destinate alla Politica agricola comune e la loro possibile collocazione all’interno del Fondo unico e dei Piani di partenariato nazionale e regionale. Tra gli elementi più rilevanti per il futuro dell’Ocm ortofrutta figurano l’incertezza sulle risorse destinate ai programmi operativi e le possibili modifiche alle modalità di finanziamento. Nel confronto si inserisce appunto anche il Manifesto unitario consegnato dalle 7 Aop dell’Emilia-Romagna, con cui il sistema organizzato dei produttori richiama l’attenzione sui rischi legati alle ipotesi di riforma in discussione e chiede il mantenimento di un modello fondato su regole comuni, finanziamento europeo e prevedibilità degli strumenti di sostegno.

“Il punto è molto chiaro- prosegue Mammi-: se si introduce un cofinanziamento nazionale per strumenti che oggi sono sostenuti integralmente dall’Unione europea, si rischia di rompere l’equilibrio del mercato unico e di creare disparità tra produttori dei diversi Stati membri. Parliamo di un modello, quello dell’Ocm ortofrutta, che ha funzionato perché ha garantito regole comuni, prevedibilità degli interventi e capacità di programmare gli investimenti. Metterlo in discussione significa indebolire una delle filiere più organizzate e strategiche dell’agroalimentare europeo. Per questo- ha concluso- stiamo lavorando anche in sede europea, nel Comitato delle Regioni, e lavoreremo in ambito nazionale presso la conferenza Stato-Regioni, per chiedere l’eliminazione del cofinanziamento obbligatorio, il mantenimento di un impianto unitario e la salvaguardia dei programmi operativi già approvati”.

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