22 C
Comune di Sassuolo
mercoledì, 8 Aprile 2026
Home Blog Pagina 36

Referendum giustizia: un incontro di approfondimento a cura dell’Università Popolare di Formigine

Referendum giustizia: un incontro di approfondimento a cura dell’Università Popolare di Formigine
foto: Ottani

Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 i cittadini saranno chiamati a votare per il referendum popolare sulla giustizia.

In vista dell’appuntamento elettorale, l’Università Popolare di Formigine promuove un incontro pubblico di approfondimento. L’iniziativa, dal titolo “Referendum giustizia. Le ragioni del sì e del no”, si terrà mercoledì 11 febbraio alle ore 11 in Sala Loggia.

Dopo l’introduzione del professor Salvatore Aloisio, docente di diritto pubblico dell’Università di Modena e Reggio Emilia, interverranno Marco Imperato, sostituto procuratore della Repubblica di Bologna e membro del Comitato per il No – Emilia-Romagna, e Guido Sola, avvocato penalista e portavoce del Comitato Sì Riforma.

Ingresso libero.

 

Trend di riduzione del PM10 troppo lenti: 33 città rischiano di non centrare gli obiettivi al 2030 anche mantenendo l’attuale ritmo di diminuzione

Trend di riduzione del PM10 troppo lenti: 33 città rischiano di non centrare gli obiettivi al 2030 anche mantenendo l’attuale ritmo di diminuzioneLo smog nelle città italiane diminuisce, ma non abbastanza da cambiare davvero rotta. Nel 2025 scendono a 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato i limiti giornalieri di PM10 (50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni all’anno), contro i 25 del 2024, i 18 del 2023 e i 29 del 2022. Si tratta di uno dei dati più positivi degli ultimi anni, ma che non deve far abbassare la guardia.

Se si guarda al 2030, anno in cui entreranno in vigore dei nuovi e più stringenti limiti europei sulla qualità dell’aria (20 µg/m³ per il PM10, 20 µg/m³ per l’NO2, 10 µg/m³ per il PM2.5), l’Italia resta ancora lontana dai parametri richiesti: applicandoli ad oggi, sarebbe fuorilegge il 53% delle città per il PM10, il 73% per il PM2.5 e il 38% per l’NO2. Un allert preoccupante a cui si aggiunge anche la nuova procedura di infrazione avviata a gennaio 2026 dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico previsto dalla direttiva NEC 2016. La quarta che si aggiunge alle tre già aperte negli anni precedenti per il superamento dei valori limite degli inquinanti atmosferici stabiliti dalla Direttiva Quadro Aria (AQD).

A scattare questa fotografia è il nuovo rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, diffuso oggi, e che fa il punto sullo stato della qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia italiani. Al Governo l’associazione ambientalista torna a chiedere di rafforzare – e non indebolire – le politiche per la qualità dell’aria, intervenendo su tutte le principali fonti emissive – trasporti, riscaldamento domestico, industrie, agricoltura e allevamenti intensivi – e garantendo risorse adeguate, soprattutto nei territori più esposti come il bacino padano, dove i recenti tagli ai fondi rischiano di compromettere i risultati raggiunti e di allontanare ulteriormente l’obiettivo 2030.

I dati 2025: Nel 2025 sono 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite giornaliero di PM10, fissato dalla normativa europea a 50 microgrammi per metro cubo e consentito per un massimo di 35 giorni all’anno. La maglia nera quest’anno va a Palermo, con la centralina di Belgio che ha registrato 89 giorni oltre il limite, seguita da Milano (centralina Marche) con 66 sforamenti, Napoli (Ospedale Pellegrini) con 64 e Ragusa (Campo di Atletica) con 61. Sotto le sessanta giornate si collocano Frosinone con 55 sforamenti, Lodi e Monza con 48, Cremona e Verona con 44, Modena con 40, Torino con 39, Rovigo con 37 e Venezia con 36 giorni di superamento. Nel resto dei capoluoghi monitorati non si registrano sforamenti oltre i limiti di legge e, come già avvenuto negli ultimi anni, nessuna città supera i valori annuali previsti dalla normativa vigente per PM10, PM2.5 e biossido di azoto.

Lo scenario al 2030: la fotografia cambia radicalmente quando si guarda ai nuovi limiti che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2030 con la revisione della Direttiva europea sulla qualità dell’aria: il 53% dei capoluoghi italiani (55 città su 103) non rispetta già ora il limite previsto per il PM10 di 20 microgrammi per metro cubo al 2030. Le situazioni più distanti dall’obiettivo si registrano a Cremona, dove serve una riduzione del 35%, seguita da Lodi con il 32%, Cagliari e Verona con il 31%, Torino e Napoli con il 30%. La situazione è ancora più critica per il PM2.5, dove 68 città su 93, pari al 73%, hanno una media annuale superiore a 10 microgrammi per metro cubo. I casi più problematici sono Monza, che ha una media annuale attuale di 25 microgrammi per metro cubo e dovrebbe ridurre le concentrazioni del 60%, Cremona con il 55%, Rovigo con il 53%, Milano e Pavia con il 50%, Vicenza sempre con il 50%. Per quanto riguarda il biossido di azoto, 40 città su 105, pari al 38%, non rispettano il nuovo valore di 20 microgrammi per metro cubo, con le situazioni più distanti dall’obiettivo registrate a Napoli dove serve una riduzione del 47%, Torino e Palermo con il 39%, Milano con il 38%, Como e Catania con il 33%.

“I miglioramenti registrati nel 2025 sono tra i più positivi degli ultimi anni, ma restano fragili e non sostenuti da scelte coerenti”, dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. “È irragionevole che, proprio mentre iniziano a emergere segnali concreti, il Governo scelga di tagliare le risorse invece di consolidare questi progressi. La scelta di ridurre drasticamente già dal 2026 – e per tutto il prossimo triennio – le risorse destinate al Fondo per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano non va nella giusta direzione. Lasciare soli i territori più complicati del Paese è una scelta miope, che espone l’Italia a nuove procedure d’infrazione e sanzioni, come dimostra l’ultima procedura avviata dalla Commissione europea nel febbraio 2026 per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico previsto dalla direttiva NEC. Serve invece un cambio di passo: investire con continuità nel trasporto pubblico e nella mobilità sostenibile, accelerare la riqualificazione energetica degli edifici e il superamento delle fonti più inquinanti nel riscaldamento domestico e dal comparto industriale, intervenire in modo strutturale su agricoltura e allevamenti intensivi”.

I trend di diminuzione: Il dato più preoccupante è la lentezza con cui molte città stanno riducendo le concentrazioni di inquinanti anno dopo anno. Questa edizione di Mal’Aria ha analizzato i dati di PM10 degli ultimi quindici anni (2011-2025), calcolando attraverso una media mobile quinquennale la tendenza in ogni città e stimando i valori che potrebbero essere raggiunti entro il 2030. Delle 89 città analizzate, 49 nel 2025 registrano valori di PM10 superiori al nuovo limite europeo di 20 microgrammi per metro cubo. Di queste, 33 rischiano concretamente di non raggiungere l’obiettivo mantenendo l’attuale ritmo di riduzione: Cremona potrebbe scendere solo a 27 µg/mc, Lodi a 25, Verona a 27, Cagliari a 26. Situazione critica anche per Napoli, Modena, Milano, Pavia, Torino, Vicenza, Palermo e Ragusa (oggi a 28 µg/mc) che potrebbero rimanere tra i 23 e i 27 µg/mc. Potrebbero invece centrare l’obiettivo città come Bari, Benevento, Bergamo, Bologna, Caserta, Como, Firenze, Foggia, Latina, Lucca, Ravenna, Roma, Salerno, Sondrio, Trento e Vercelli, oggi sopra la soglia dei 20 µg/mc ma sulla traiettoria giusta per centrare l’obiettivo al 2030.

“I risultati del 2025, tra i più positivi degli ultimi anni, vanno letti alla luce di condizioni meteorologiche favorevoli e della progressiva riduzione delle emissioni dovute al miglioramento tecnologico, non come frutto di politiche strutturali pienamente efficaci. L’analisi dei trend degli ultimi quindici anni è chiara: molte città riducono le concentrazioni di PM10 troppo lentamente per rispettare i limiti europei del 2030 e tutelare la salute delle persone. Raggiungere i nuovi parametri, più stringenti rispetto ai precedenti e più vicini ai livelli indicati dalle linee guida dell’OMS, è fondamentale per ridurre morti premature e impatti sanitari”, dichiara Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente. “Non possiamo rallentare: nel 2023 le vittime del PM2,5 in Europa sono state circa 238.000, di cui 43.000 italiane, concentrate in pianura padana. Una conta drammatica che ci condanna a restare maglia nera europea. Serve dunque ulteriori sforzi da parte di tutte le forze in gioco per continuare a ridurre l’inquinamento nel nostro Paese”.

Focus Emilia-Romagna: Il bacino padano resta una delle aree più critiche a livello europeo per la qualità dell’aria. Il report dedica un focus a quest’area da cui emerge come la geografia dell’inquinamento sia cambiata: mentre un tempo le massime criticità si concentravano nelle grandi città, oggi piccoli e medi centri urbani e rurali risultano sempre più inquinati, anche a causa degli eccessi dell’allevamento intensivo. Un fenomeno che richiede politiche mirate e risorse adeguate, proprio quelle che i recenti tagli del Governo mettono a rischio.

Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, nel confronto tra il 2025 e i dati dell’ultimo report quinquennale di ARPAE, relativi al periodo 2018-2022, si denota un quadro di miglioramento sostanziale: -13% per la concentrazione giornaliera mediata sull’intero anno del particolato PM10, -15% per quella del PM2,5, -19% per quella del biossido di azoto (NO2).

Anche nel rispetto del limite giornaliero vigente per la concentrazione del PM10 la situazione è decisamente positiva: sono diminuiti del 60% i superamenti della soglia di legge.

È invece critica la situazione se si guarda ai limiti che verranno introdotti dalla nuova direttiva europea.

Ad oggi, 31 stazioni di rilevamento su 43 presenti sul territorio dell’Emilia-Romagna superano il limite di concentrazione media del PM10 (20 µg/mc) che entrerà in vigore nel 2030; 24 stazioni su 43 oltrepassano anche la soglia dei 18 giorni di superamento del limite di concentrazione giornaliera (45 µg/mc).

Solo 2 stazioni su 24 rispettano poi il limite di concentrazione media del PM2,5 (10 µg/mc): si tratta delle stesse stazioni che si mantengono al di sotto del numero di superamenti della soglia di concentrazione giornaliera di 25 µg/mc, parametro introdotto dalla nuova direttiva.

Per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2), il nuovo limite di 25 µg/mc per la concentrazione media oggi non appare superato in 10 stazioni di rilevamento su 47. In questo caso si tratta di stazioni della categoria “traffico urbano”.

Quest’ultimo dato è la prova della necessità di intervenire sull’eccessivo livello di congestione da traffico presente nelle città dell’Emilia-Romagna”, dichiara Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia-Romagna. “In generale, a fronte di un miglioramento significativo misurato negli ultimi 5 anni, la nuova direttiva richiede un livello di ambizione decisamente maggiore rispetto a quanto fatto fino a questo momento, a partire dalle politiche per il miglioramento della qualità dell’aria nei centri urbani necessarie per portare la concentrazione del biossido di azoto entro i nuovi limiti. Al contempo, devono essere rafforzate le politiche di sostegno all’elettrificazione degli impianti di riscaldamento domestici e di sensibilizzazione dei cittadini per l’utilizzo degli incentivi attualmente in vigore. Da ultimo, non va dimenticato il contributo del settore agrozootecnico: da questo deriva il 30% di tutto il particolato sottile PM10 presente nell’aria che respiriamo.

Ribadiamo inoltre”, conclude, “la necessità di ripristinare immediatamente i fondi previsti dal decreto direttoriale MASE del luglio 2024 destinati al ‘Fondo per il finanziamento di specifiche strategie di intervento volte al miglioramento della qualità dell’aria nell’area della pianura padana’, ridotti del 75% nell’ultima legge di bilancio. Il contrasto all’inquinamento atmosferico richiede un impegno economico certo da parte dello Stato.

 

Le proposte di Legambiente: Per invertire la rotta e raggiungere gli obiettivi europei del 2030, Legambiente chiede interventi strutturali su sei ambiti prioritari:

  • Mobilità sostenibile: Accelerare gli investimenti nel trasporto pubblico locale e regionale, estendere le zone a traffico limitato e a basse emissioni, espandere le reti ciclo-pedonali e diffondere la “Città 30” per aumentare la sicurezza stradale e ridurre le emissioni.
  • Riscaldamento ed edifici: Istituire Low Emission Zone specifiche per il riscaldamento, superare progressivamente l’uso della biomassa nei territori più critici, vietare caldaie inquinanti nelle aree più esposte e avviare programmi di riqualificazione energetica degli edifici.
  • Riduzione Emissioni Industriali: Servono dei piani di bonifica per i siti inquinati e restrizioni severe per gli impianti industriali in aree urbane, con diniego di autorizzazioni per l’upgrading di impianti obsoleti.
  • Agricoltura e allevamenti: Ridurre l’intensità di allevamento nelle aree in cui il numero di capi è eccessivo, come la Pianura Padana, rafforzare le buone pratiche agricole sullo spandimento dei liquami, incentivare gli investimenti per l’abbattimento delle emissioni di ammoniaca e vietare le combustioni agricole all’aperto.
  • Risorse e coordinamento: Ripristinare immediatamente i fondi previsti dal decreto MASE del luglio 2024, garantire risorse certe e continuative, considerare la qualità dell’aria come una priorità nazionale non più rinviabile e assicurare un coordinamento efficace tra Stato, Regioni e Comuni.
  • Monitoraggio: Aggiornare la rete territoriale delle centraline di monitoraggio per coprire anche aree oggi sguarnite e attivare un sistema sensoristico per inquinanti come metano e ammoniaca, che esalano dagli allevamenti e fungono da precursori nella formazione di polveri sottili e ozono.

***

*Note metodologiche: l’unità di misura con la quale vengono espresse le concentrazioni di NO2, PM2.5 e PM10 è microgrammi per metro cubo di aria (µg/mc). Per quanto riguarda il biossido d’azoto (NO2), le città capoluogo di provincia di cui è stata ricavata la media annuale sono 105; per il PM2,5 sono 93; per il PM10 (sia per le medie annuali che per gli sforamenti giornalieri) sono 103. La media annuale è stata calcolata come media delle medie annuali delle singole centraline di monitoraggio ufficiale delle Arpa classificate come urbane (fondo o traffico).

Premio Marca Corona: vince la quarta edizione Alessio Barchitta con Digitale

Premio Marca Corona: vince la quarta edizione Alessio Barchitta con Digitale
Premio Marca Corona 2026 – Ph BlowUp Image Factory

È l’artista Alessio Barchitta (1991) il vincitore della IV edizione del Premio Marca Corona, dedicato ad artisti e designer under 35, e consegnato il 6 febbraio al Teatro San Leonardo, nell’ambito di Marca Corona per l’Arte, in occasione di ART CITY Bologna 2026.

Alessio Barchitta – Digitale (dettaglio)

Secondo la giuria, Digitale ha interpretato al meglio il tema del concorso di quest’anno intitolato Mani-mente-Mani. Allegorie della materia e della relazione, rappresentando il valore del fare manuale e collettivo, in stretto rapporto con la materia. «In un tempo dominato dalla smaterializzazione dei linguaggi digitali – ha dichiarato la commissione – il lavoro partecipativo di Barchitta sottolinea proprio il valore del fare, riportando al centro la dimensione tattile e relazionale dell’arte». L’opera sarà costituita da un insieme di impronte digitali lasciate dai dipendenti di Marca Corona, a rappresentare la cooperazione necessaria al raggiungimento di un obiettivo comune. Il risultato sarà un tappeto visivo simile, per ritmo e proporzioni, a un pavimento tradizionale. Il blu, colore storico di Marca Corona, sottolinea la continuità del valore della collaborazione nel tempo. Spiega l’artista: «Digitale (dal latino digitus, dito) rimanda non solo all’innovazione tecnologica, ma anche al gesto manuale. Ricorda che il vero valore risiede nella singolarità delle persone: nel contatto, nell’autenticità e nella ricchezza generata da molteplici elementi unici e indispensabili».

 

Seconda classificata, Gina Tamborra (1998), artista visiva e performer, con Ri Suona il Sasso. Progetto che mette in dialogo due territori lontani, ma legati da una storia familiare e collettiva: Sassuolo, storico polo ceramico, e Irsina (MT), città gemellata dal 1991, da dove proviene la famiglia materna dell’artista e da cui, a partire dagli anni ’50, numerose persone emigrarono per lavorare nel distretto modenese, contribuendo alla crescita dell’industria ceramica e allo sviluppo del territorio. I nomi delle due città, anagrammati, generano il titolo Ri Suona il Sasso, che richiama l’eco della terra, il gesto che risveglia la materia, la memoria che torna a vibrare attraverso le mani. Il progetto è strutturato in 40 moduli ceramici di 25 cm ciascuno, disposti in formato verticale per una superficie di 100×250 cm. La parte superiore del pannello è libera: è il vuoto prima dell’incontro. Quattro moduli successivi riportano le parole del titolo. Segue poi il disegno di due mani che custodiscono la topografia di Irsina e di Sassuolo. Le linee diventano tracce epidermiche, dove il confondersi dei confini racconta la relazione, la modularità ricorda la serialità industriale e la scrittura riporta la materia verso il corpo, il tocco, la voce e la relazione umana. Ri Suona il Sasso diventa così una meditazione visiva sul gesto come ponte tra luoghi, radici e persone. Un invito a riscoprire la materia come voce e la mano come strumento di racconto, trasformazione e memoria condivisa.

Al terzo posto, Superficie orale dell’artista visivo Francesco Bendini (1996): lavoro basato sull’uso della bocca come strumento di modellazione della materia, in una dimensione intima e primaria del fare artistico. L’opera invita a riscoprire la natura corporea, tattile e relazionale dell’arte. In questo processo, l’argilla non è soltanto lavorata con le mani, ma direttamente masticata, coinvolgendo il corpo in modo radicale. L’opera consiste in una composizione ceramica a parete di 90×50 cm, orientata verticalmente e formata da una serie di piastrelle assemblate, ognuna delle quali realizzata attraverso un processo esclusivamente corporeo: l’argilla, inizialmente modellata all’interno della bocca dell’artista, viene ulteriormente lavorata in una seconda fase, utilizzando bocca, lingua, denti, labbra e naso per ridefinirne la forma. L’agire si trasferisce dalle mani a uno spazio interno e primario, legato al nutrimento e al linguaggio, distante da codificazioni digitali. Utilizzando il corpo come strumento, l’artista accetta il limite, l’imprecisione e l’errore come condizioni strutturali del processo. Il corpo non è una macchina ottimizzata: sbaglia, lascia tracce, devia. In questo senso l’errore diventa segno di presenza e di differenza rispetto ai sistemi automatizzati e alle logiche di perfezione della contemporaneità tecnologica.

A valutare i progetti è stata la giuria composta da: Pino Deodato, artista protagonista della IV edizione di Marca Corona per l’Arte; Antonio D’Amico, direttore del Museo Bagatti Valsecchi di Milano; Paola Rivetta, giornalista culturale e scientifica; Susanna Orlando, Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta; Davide Sarchioni, curatore e storico dell’arte contemporanea; Beatrice Audrito, curatrice; Marco Bassan, curatore e fondatore di Spazio Taverna; Luca Fiandri, responsabile R&D Ceramiche Marca Corona; Mariachiara Russo, responsabile sviluppo prodotto Ceramiche Marca Corona.

Alessio Barchitta riceverà un riconoscimento in denaro di 1.500 euro e potrà realizzare il proprio progetto nell’ambito di una residenza artistica in azienda. L’opera sarà presentata al pubblico nell’autunno 2026, durante l’inaugurazione della V edizione di Marca Corona per l’Arte. Entrerà poi a far parte delle collezioni artistiche aziendali, custodite nello stabilimento di Sassuolo e in Galleria Marca Corona, l’unico museo d’impresa italiano dedicato alla storia della ceramica dell’intero distretto sassolese.

 

Artisti

Alessio Barchitta, ritratto

Alessio Barchitta Nasce a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nel 1991, vive e lavora tra la Sicilia e Milano. Nel 2017 si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, indirizzo Pittura. Nella sua ricerca, che si presenta sempre eterogenea e complessa, la scelta dei materiali costituisce una parte fondamentale. Dove la materia manca di peculiarità, subentra l’estetica a connotare il soggetto. Partendo da uno stadio ideale e dogmatico di neutralità, Barchitta indaga i binomi, tra gli altri, di ob-iectum e sub-iectum, significato e significante, pubblico e privato, confortevole e desolante, indocile e asservito, ironico e tragico, persistente e transitorio (instagram.com/alessiobarchitta).

 

Gina Tamborra Classe 1998, è un’artista visiva e performer radicale, con base ad Altamura (BA). La sua formazione in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Bari si intreccia con un percorso personale segnato da disturbi alimentari, che diventano motore e materia della sua ricerca artistica.

Attraverso performance, installazioni, illustrazioni e scrittura, esplora i temi della salute mentale, della corporeità e della condizione femminile con sguardo lucido e duro. Il suo lavoro è intimo e politico, vulnerabile e tagliente: un invito al confronto, non alla consolazione. Ha esposto in mostre nazionali e condotto laboratori artistici in scuole, biblioteche e strutture per la cura dei disturbi alimentari (instagram.com/_jeenah_).

 

Francesco Bendini Originario di Sansepolcro (AR), dove nasce nel 1996, è artista visivo che vive e lavora a Torino. Nel 2023 si laurea in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Basa la sua ricerca su un approccio scultoreo, processuale e comportamentale che rimodella i ricordi emotivi in forme che dialogano con il presente. Con ironia, smantella le convenzioni dell’unicità e della monumentalità. Le sue opere creano una tensione concettuale in cui materiali e oggetti sollevano interrogativi, oscillando tra solennità e bizzarria. Ha esposto il suo lavoro in diverse mostre personali e collettive: InPresenza, a cura di Davide Ferri, durante il festival Ipercorpo a Forlì, 2023; WORK WORK WORK, alla Rotonda Medievale di Città di Castello, 2021; La sostanza agitata, a cura di Saverio Verini, a Palazzo Collicola a Spoleto, 2023; Inside show, a cura di Pier Luigi Tazzi, alla Corte del Terribilia di Bologna, 2021 (francescobendini.com).

Sviluppo rurale, proposta regionale nell’ambito dell’emendamento al Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027

Sviluppo rurale, proposta regionale nell’ambito dell’emendamento al Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027Più risorse per finanziare gli investimenti delle imprese agricole, sostenere il ricambio generazionale e rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale. La Regione Emilia-Romagna ha approvato una proposta di modifica al proprio Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale 2023-2027, nell’ambito del settimo emendamento al Piano strategico nazionale della Politica agricola comune (Pac), con l’obiettivo di riallocare e integrare le risorse disponibili destinandole agli interventi che hanno registrato la maggiore partecipazione da parte delle aziende.

La proposta consente di rendere disponibili complessivamente quasi 39 milioni di euro di finanziamenti integrativi, tra risorse regionali, nazionali e cofinanziamenti, che saranno destinati in via prioritaria allo scorrimento delle graduatorie dei bandi già emanati e al finanziamento di nuovi investimenti da parte delle imprese agricole.

Una scelta che nasce dalla forte risposta del sistema produttivo regionale: i bandi attualmente in istruttoria hanno registrato richieste per oltre 467 milioni di euro, a fronte di circa 136 milioni di euro inizialmente disponibili, evidenziando un fabbisogno aggiuntivo superiore a 329 milioni di euro e confermando la vitalità e la capacità di investimento del comparto agricolo e agroalimentare emiliano-romagnolo.

La rimodulazione proposta dalla Regione – che sarà presentata dal ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) alla Commissione europea nei prossimi mesi – tramite una ricollocazione mirata di risorse, consentirebbe in particolare di rafforzare gli interventi destinati ai giovani agricoltori, con oltre 22 milioni di euro complessivi aggiuntivi che permetterebbero di finanziare integralmente la graduatoria del bando attualmente in istruttoria e sostenere nuovi insediamenti e investimenti.

Risorse aggiuntive, poi, per il benessere animale (11,8 milioni di euro), la prevenzione dei danni causati dagli eventi climatici estremi (4,8 milioni di euro), il rafforzamento dei servizi di consulenza (1,7 milioni di euro) e il sostegno alle aziende che operano nelle aree montane e nei territori con svantaggi naturali (18,9 milioni di euro), con l’obiettivo di garantire continuità produttiva, presidio del territorio e sviluppo equilibrato delle aree rurali.

“Questa rimodulazione- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi- rappresenta una risposta concreta a una domanda di investimenti senza precedenti da parte delle imprese agricole della nostra regione. I numeri dimostrano con chiarezza la vitalità e la capacità progettuale del sistema agricolo emiliano-romagnolo, che continua a investire in innovazione, sostenibilità e competitività nonostante un contesto complesso segnato dai cambiamenti climatici e dalle tensioni dei mercati internazionali”.

“Il nostro obiettivo- prosegue Mammi- è utilizzare in modo pieno ed efficace tutte le risorse disponibili, recuperando economie e integrandole con finanziamenti aggiuntivi per sostenere il maggior numero possibile di imprese e garantire continuità agli interventi più richiesti. È una scelta precisa, che mette al centro chi investe, chi innova e chi contribuisce ogni giorno alla qualità e alla competitività dell’agroalimentare emiliano-romagnolo, con particolare attenzione ai giovani agricoltori, perché il ricambio generazionale rappresenta una condizione essenziale per il futuro del settore”.

“I dati confermano con chiarezza la forte domanda di accesso alle misure regionali da parte dei giovani- sottolinea l’assessore-. Il bando attualmente in istruttoria ha registrato circa 268 domande ammissibili per oltre 14,5 milioni di euro, mentre il fabbisogno complessivo emerso supera i 34,5 milioni di euro. Per questo abbiamo proposto una rimodulazione delle risorse che consentirà di finanziare integralmente la graduatoria, garantendo una risposta concreta a chi ha deciso di investire e costruire il proprio futuro in agricoltura. A queste si aggiungono circa 48 milioni di euro già destinati al sostegno degli investimenti per l’ammodernamento delle aziende condotte da giovani agricoltori. Finanziare i loro progetti- conclude Mammi- significa sostenere nuova occupazione qualificata, favorire il ricambio generazionale e costruire una prospettiva di sviluppo solida e duratura per l’agricoltura emiliano-romagnola e per l’intero sistema territoriale”.

Il sostegno della Regione per i giovani

Il sostegno al ricambio generazionale rappresenta uno degli assi strategici della programmazione regionale per lo sviluppo rurale. Nella programmazione 2014-2022, la Regione ha destinato complessivamente oltre 167 milioni di euro al sostegno dei giovani agricoltori, consentendo l’insediamento di 1.969 nuovi imprenditori agricoli, con un’età media di 29 anni e una presenza particolarmente significativa anche nelle aree montane, dove si concentra il 36% degli insediamenti.

I risultati evidenziano un impatto economico rilevante, con un incremento del valore aggiunto delle aziende condotte da giovani pari al 61,8% e una crescita della produttività del lavoro del 61%, a conferma del ruolo determinante del ricambio generazionale nel rafforzamento della competitività del sistema agricolo regionale.

La nuova programmazione 2023-2027 prevede una dotazione complessiva di 100 milioni di euro per il sostegno ai giovani, di cui 60 milioni destinati al primo insediamento, con l’obiettivo di favorire l’ingresso di oltre 1.000 nuovi agricoltori. Nell’ambito di questo percorso, il bando 2024 ha già consentito l’insediamento di 221 giovani, con aiuti per circa 12 milioni di euro, mentre il bando 2025, attualmente in fase di istruttoria, ha registrato circa 268 domande ammissibili per oltre 14,5 milioni di euro e un fabbisogno complessivo superiore a 34,5 milioni. Proprio per rispondere a questa forte domanda, la proposta di rimodulazione consentirebbe di destinare risorse aggiuntive per finanziare integralmente la graduatoria e sostenere concretamente il ricambio generazionale, elemento essenziale per il futuro e la competitività dell’agricoltura emiliano-romagnola.

La solidarietà per contrastare la povertà sanitaria: dal 10 al 16 febbraio anche nelle farmacie modenesi le Giornate di Raccolta del Farmaco

La solidarietà per contrastare la povertà sanitaria: dal 10 al 16 febbraio anche nelle farmacie modenesi le Giornate di Raccolta del FarmacoNelle 51 farmacie aderenti – 5 in più dello scorso anno – a Modena e provincia, dunque, i cittadini potranno acquistare uno o più medicinali da banco, che saranno messi a disposizione delle persone bisognose. I farmaci così acquistati saranno destinati a 22 realtà benefiche del territorio che hanno espresso un fabbisogno pari a 8.545 confezioni.

Durante l’edizione del 2025, sono state raccolte 5.796 confezioni (pari a un valore di 53.301 euro) che hanno aiutato 3.661 ospiti di 20 enti. In Emilia-Romagna, nel 2025, sono state raccolte 58.766 confezioni di farmaci in 552 farmacie, pari a un valore di 545.484 euro. I medicinali raccolti hanno contribuito a curare 40.476 persone aiutate da 205 realtà caritative del territorio regionale.

I volontari del Banco Farmaceutico saranno presenti soprattutto nella giornata di sabato 14 febbraio per invitare le persone a donare un medicinale per chi ha bisogno.

Servono, soprattutto, farmaci per l’influenza e pediatrici, decongestionanti nasali, analgesici, antistaminici e antifebbrili, farmaci ginecologici, preparati per la tosse e per i disturbi gastrointestinali, preparati per il trattamento di ferite e ulcerazioni, antinfiammatori, farmaci per i dolori articolari e disinfettanti.

Le GRF non si svolgono soltanto a Modena, ma su tutto il territorio nazionale. L’iniziativa è possibile grazie al sostegno di oltre 21.000 farmacisti (titolari e non) che, oltre a ospitare le GRF, le sostengono con erogazioni liberali. Anche quest’anno, ci saranno 27.000 volontari. I farmaci raccolti (nel 20245, 653.339 confezioni, pari a un valore di 5.980.898 euro) saranno consegnati a 2.000 realtà benefiche che si prendono cura di 502.000 persone (di cui 145.000 minori) in condizione di povertà sanitaria, offrendo gratuitamente cure e medicine.

Il fabbisogno segnalato a Banco Farmaceutico da tali realtà è superiore a 1,2 milioni di confezioni di medicinali. I cittadini sono invitati ad andare apposta in farmacia per donare un farmaco.

Si invitano i cittadini ad andare apposta in farmacia per donare un farmaco.

Le GRF si svolgono con il patrocinio di AIFA e in collaborazione con Cdo Opere Sociali, Federfarma, Fofi, Federchimica Assosalute, Egualia – Industrie Farmaci Accessibili. Intesa Sanpaolo è Partner Istituzionale dell’iniziativa. La GRF è realizzata grazie all’importante contributo incondizionato di DOC Pharma, EG STADA Group e DHL Supply Chain Italia e al sostegno di IBSA Italy, Piam Farmaceutici, Zentiva Italia e Krka Farmaceutici.

La Raccolta è supportata da RAI per la Sostenibilità – ESG, Mediafriends, La7, Sky per il sociale, Warner Bros. Discovery e Pubblicità Progresso.

“Le Giornate di Raccolta del Farmaco sono un gesto semplice, ma essenziale per tante persone fragili che, per ragioni economiche, non si curano in modo adeguato. Chiediamo a chiunque ne abbia la possibilità di partecipare. Per rispondere a un bisogno concreto, ma anche perché, in un mondo in cui le preoccupazioni sono tante e complesse, e la condizione economica di migliaia di famiglie italiane sempre più fragile, si avverte con forza il bisogno che emergano segni di speranza, come scegliere di entrare in farmacia per compiere un gesto di gratuità”, ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico Ets.

“Anche quest’anno – spiega il presidente di Federfarma Modena Fabrizio Violi – si ripete la grande gara di solidarietà che vede un’alleanza tra cittadini, volontari e farmacisti. Uno sforzo significativo, per un fine importante come quello del contrasto alla povertà sanitaria: si dice spesso che la salute viene prima di tutto, perché di tutto è la precondizione, e pensare che nel nostro Paese ci siano ancora così tante persone per le quali tale diritto è messo in discussione non può non preoccuparci, quali operatori della salute, e richiamarci a fare la nostra parte. Le farmacie, come risulta evidente anche da questa ormai consolidata iniziativa, non sono solo spazio di cura e benessere, ma anche di solidarietà.”

“Il territorio modenese ha una grande tradizione di solidarietà e impegno, – aggiunge il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Modena Marco Bavutti –  che si conferma anche in questa 26^ edizione. Il fatto, poi, che le farmacie aderenti siano costantemente in crescita, con un aumento di 5 quest’anno rispetto al precedente, che fa seguito a un’ulteriore crescita di tre unità nel 2025 rispetto al 2024, non può che renderci orgogliosi del contributo che la categoria si impegna a fornire. Essere farmacista, infatti, significa rappresentare un punto di riferimento per i cittadini, nei grandi centri come nelle piccole frazioni, e anche rappresentare la capacità di spendersi in campagne solidali di questo tipo manda il segnale che contrastare la povertà sanitaria riguarda tutti. Ancora una volta, il mio ringraziamento va alle colleghe e ai colleghi coinvolti, alle volontarie e ai volontari del Banco Farmaceutico e, naturalmente, alle cittadine e ai cittadini che vorranno contribuire alla buona riuscita della raccolta: senza il loro aiuto, infatti, qualsiasi sforzo sarebbe vano”.

 

ELENCO DELLE FARMACIE ADERENTI SUL TERRITORIO MODENESE:

Modena: Farmacia Beata Vergine del Popolo, Farmacia Bernasconi, Farmacia Buon Pastore, Farmacia Centro commerciale GrandEmilia, Farmacia Comunale del Pozzo, Farmacia Comunale I Portali, Farmacia Comunale La Rotonda, Farmacia Comunale Modena Est, Farmacia Comunale Modena Ovest, Farmacia Comunale Le Torri, Farmacia Comunale Vignolese, Farmacia Della Bona, Farmacia Galilei, Farmacia Modena 55, Farmacia Montegrappa, Farmacia San Faustino, Farmacia San Marco

Carpi: Farmacia del Popolo, Farmacia della Speranza, Farmacia dell’Assunta, Farmacia San Marino, Farmacia Santa Caterina, Farmacia Sigonio, Farmacia dell’Ospedale

Sassuolo: Antica Farmacia Pacchioni, Farmacia Comunale San Giorgio, Farmacia Comunale Sant’Agostino, Farmacia Franzoni, Farmacia San Michele

Finale Emilia: Farmacia del Cuore, Farmacia Negrini, Farmacia Puviani, Farmacia Zona

Formigine: Farmacia Artemisia, Farmacia Formigine, Farmacia Nuova Tavella, Farmacia San Silvestro

Mirandola: Farmacia del Borghetto, Farmacia di Quarantoli, Farmacia Veronesi

Castelfranco Emilia: Farmacia del Corso, Farmacia Magno

Maranello: Farmacia Caselli, Farmacia Santa Rita

Castelnuovo Rangone: Farmacia comunale Carlo Urbani

Montecreto: Farmacia Montecreto

Nonantola: Farmacia Comunale Sant’Anselmo

Pavullo: Farmacia Le Arcate

San Felice sul Panaro: Farmacia Fregni

Soliera: Farmacia San Bartolomeo

Spilamberto: Farmacia Violi

 

Unicredit: risultati di Gruppo 4trim25 e Fy25 e Transizione da Unicredit Unlocked verso Unicredit Unlimited

Unicredit: risultati di Gruppo 4trim25 e Fy25 e Transizione da Unicredit Unlocked verso Unicredit UnlimitedQuarto trimestre e FY25 da record, aspettative superate su tutte le linee operative, sull’utile netto e sul capitale, nonostante l’assorbimento di €1,4 miliardi1 di poste straordinarie (nelle linee dei proventi da negoziazione e degli oneri di integrazione) per rafforzare e proteggere ulteriormente la traiettoria di medio periodo futura.

Il completamento di “UniCredit Unlocked” ha portato al raggiungimento di venti trimestri consecutivi di una crescita redditizia di qualità e in grado di generare capitale, che riflettono cinque anni di attuazione disciplinata del piano.

Transizione da “Unlocked” a “Unlimited” consolidata con l’ambizione per il periodo FY26-28, ponendo le basi per il 2030: entriamo nel 2026 sostenuti da un forte slancio e ampie protezioni, puntando ad offrire una proposta di investimento di livello superiore accelerando verso un decennio di sovraperformance.

Crescita dell’utile netto, redditività e distribuzioni relative al FY25 fra le migliori nel settore: utile netto pari a €10,6 miliardi, in rialzo del 14%, RoTE al 19,2%, in rialzo di 1,5 p.p., distribuzioni totali a €9,5 miliardi2, in rialzo del 6%, delle quali €4,75 miliardi2 in dividendi.

Metriche per azione incrementate rispetto all’anno precedente: EPS relativo al FY25 pari a €6,89, in rialzo del 20%, DPS3 pari a €3,15, in rialzo del 31%, e valore contabile tangibile per azione pari a €39,54, in rialzo del 19%4.

Ricavi del FY25 pari a €24,5 miliardi e ricavi netti pari a €23,9 miliardi, entrambi in linea5 con lo scorso anno nonostante l’impatto dei minori tassi di interesse, a riprova di un NII al netto delle rettifiche su crediti resiliente e di alta qualità e di solide commissioni e risultato netto della gestione assicurativa: performance degli investimenti in equityinfluenzata dall’anticipazione dei costi delle coperture.

La qualità degli attivi si conferma solida con un rapporto tra esposizioni deteriorate nette e totale crediti netti pari al 1,6%, un costo del rischio nel FY25 pari a 15 punti base e overlay invariati pari a circa €1,7 miliardi.

Costi sostanzialmente in linea con l’anno precedente e pari a €9,4 miliardi, con l’aumento del perimetro e gli investimenti interamente assorbiti, risultanti in un rapporto costi-ricavi fra i migliori del settore pari al 38%, mentre continuiamo ad investire in modo considerevole per supportare la crescita futura.

CET1 ratio solido al 14,7%, grazie ad una robusta generazione organica di capitale nel FY25 pari a 382 punti base che ha assorbito l’impatto di €9,5 miliardi di distribuzioni e, insieme ad altre leve, l’impatto del consolidamento a patrimonio netto di alcuni investimenti. La riduzione del CET1 ratio FY/FY è interamente trainata da impatti una tantum legati alla regolamentazione e alla tassa sulle banche in Italia.

“UniCredit Unlimited” punterà sulla crescita della quota di mercato nei segmenti di qualità e sulla reimpostazione della frontiera dell’efficienza in quanto ad eccellenza operativa e del capitale, accelerando ulteriormente la crescita dei ricavi di qualità e intensificando gli sforzi sulla trasformazione, tutto questo supportato dal costante autofinanziamento degli investimenti su tecnologia, dati e IA.

Ambizione per ricavi netti nel FY26 superiori a €25 miliardi, in aumento del 5%, per costi uguali o inferiori a €9,4 miliardi, in calo del 1%, e per un utile netto pari a circa €11 miliardi con un RoTE superiore al 20%7.

Ambizione per ricavi netti nel FY28 pari a circa €27,5, in crescita ad un CAGR del 5% nel periodo FY25-28, per costi nel FY28 inferiori a €9,2 miliardi, in calo ad un CAGR del -1% nel periodo FY25-28, per un utile netto pari a circa €13 miliardi, per un RoTE7 superiore al 23% e per una crescita a doppia cifra di EPS e DPS nel periodo FY25-28 con una costante traiettoria positiva anche successivamente.

Distribuzioni cumulate totali pari a circa €30 miliardi8 e pari a circa €50 miliardi8 rispettivamente nei prossimi tre e cinque anni, escludendo l’impiego o la restituzione del capitale in eccesso che sarà valutata di anno in anno.

 

Andrea Orcel, Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A.: UniCredit ha conseguito ancora una volta una crescita e una redditività da record nel 2025 raggiungendo €10,6 miliardi di utile netto, in rialzo del 14% rispetto allo scorso anno, ed un RoTE del 19,2%, segnando 20 trimestri consecutivi di crescita redditizia e in grado di generare capitale, e superando le nostre stesse aspettative. Questo risultato è stato ottenuto nonostante oneri straordinari per €1,4 miliardi nell’anno, anticipati per rafforzare ulteriormente la traiettoria di medio periodo.

Abbiamo concluso l’anno con un solido CET1 ratio del 14,7% e una distribuzione agli azionisti tra le migliori nel settore per €9,5 miliardi, dei quali €4,75 miliardi in dividendi. Abbiamo dato prova ulteriore di una efficienza operativa fra le migliori nel settore e pari al 38%. La nostra ambizione sta portando con costanza a sovraperformare in termini di crescita redditizia e in grado di generare capitale e in termini di distribuzioni, e siamo fiduciosi di poter mantenere questa traiettoria nei prossimi cinque anni. Guardando avanti, la forza combinata delle nostre persone, delle nostre fabbriche prodotto, della nostra capacità di servire i clienti con un approccio multicanale, e delle nostre risorse nell’ambito digitale, dei dati e della IA supporta la nostra ambizione di conseguire una crescita redditizia attrattiva e in grado di generare capitale che porti ad un utile netto pari a circa €13 miliardi e ad un RoTE superiore al 23% nel 2028, con la prospettiva di un ulteriore miglioramento nel 2030. Rimaniamo focalizzati su una esecuzione disciplinata in ogni contesto macroeconomico e siamo entusiasti di quello che il futuro ha in serbo per UniCredit, per i nostri investitori, per i nostri clienti, per le nostre persone e per le nostre comunità.

 

PERFORMANCE FINANZIARIA

L’8 febbraio 2026 il Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. ha approvato i risultati consolidati di Gruppo per il quarto trimestre e il FY25 al 31 dicembre 2025. UniCredit ha conseguito il ventesimo trimestre consecutivo di crescita redditizia e di qualità, che ha portato al nostro miglior anno di sempre e a cinque anni di costante sovraperformance che hanno fissato un nuovo punto di riferimento per il settore bancario.

L’utile netto contabile si è attestato a €10,9 miliardi, in rialzo del 12,3% FY/FY. Fatta esclusione per €336 milioni di DTA da perdite fiscali riportate a nuovo, l’utile netto si è attestato a €10,6 miliardi nel FY25, in rialzo del 13,6% FY/FY. Grazie alla forza e alla resilienza del suo modello di business diversificato, UniCredit è riuscita ancora una volta a superare di gran lunga le aspettative iniziali ed è pronta ad elevare lo standard con il suo nuovo piano strategico “UniCredit Unlimited”.

Il rendimento sul patrimonio netto tangibile (“RoTE”) si è attestato al 19,2% nell’anno, supportato dall’eccellenza operativa e del capitale nonostante l’assorbimento di investimenti significativi per amplificare ulteriormente la nostra traiettoria futura. Questi consistono in un impatto negativo di circa €240 milioni (circa €160 milioni al netto delle tasse) sui proventi da attività di negoziazione relativo alla copertura del nostro portafoglio strategico, per proteggerne ed ottimizzarne il rendimento, e in circa €1,2 miliardi di costi di integrazione (circa €0,8 miliardi al netto delle tasse) il cui rendimento consiste in una minore base dei costi nel corso del tempo, che darà slancio alla redditivita futura.

I ricavi netti sono stati pari a €23,9 miliardi nel FY25, in calo del 1,4% rispetto al FY precedente, composti da un margine di interesse (“NII”) pari a €13,7 miliardi, da commissioni e risultato netto della gestione assicurativa pari a €8,7 miliardi, e da rettifiche su crediti (“LLPs”) pari a €0,7 miliardi.

Il margine di interesse nel FY25 è diminuito del 4,3% rispetto al FY24, un risultato resiliente alla luce della riduzione dei tassi di interesse, supportato da una crescita dei prestiti nei segmenti più redditizi e dall’aumento dei depositi da parte della clientela, oltre che da una gestione disciplinata del pass-through sui depositi, che ha chiuso l’anno ad una media di circa il 31% per il Gruppo.

Le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa hanno totalizzato €8,7 miliardi, una crescita robusta del 5,6% FY/FY spinta dalle varie geografie, trainata principalmente da una solida performance delle commissioni su investimenti e dalla internalizzazione delle joint venture assicurative ramo vita in Italia. Le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa contribuiscono approssimativamente per il 35% ai ricavi totali del FY25.

I proventi da negoziazione si sono attestati a €1,1 miliardi nel FY25, in calo del 32,6% FY/FY, principalmente per via di maggiori costi legati alla copertura del nostro portafoglio strategico. I dividendi del FY25 sono stati pari a €980 milioni, in rialzo di oltre il 100% FY/FY, beneficiando della contribuzione degli investimenti del nostro portafoglio strategico a seguito del consolidamento a patrimonio netto delle partecipazioni in Commerzbank e in Alpha Bank durante il corso dell’anno.

I costi operativi si sono attestati a €9,4 miliardi nel FY25, sostanzialmente invariati FY/FY, un risultato notevole considerando l’espansione del perimetro del Gruppo. Grazie alle azioni proattive assunte negli utimi anni, abbiamo ottimizzato il nostro modello operativo, portando il nostro rapporto costi/ricavi (“C/I”) leader nel settore al 38%, nonostante i significativi investimenti nella nostra prima linea, nelle nostre fabbriche prodotto, nei nostri canali e nello sviluppo digitale e dei dati.

Il costo del rischio (“CoR”) è rimasto strutturalmente basso a 15 punti base con €662 milioni di rettifiche su crediti nell’anno. Il nostro portafoglio creditizio di alta qualità e diversificato si è confermato resiliente, supportato da basse esposizioni deteriorate nette (“NPEs”) con elevati livelli di copertura, un tasso di insolvenza basso pari al 1,3% e overlay sulle esposizioni in bonis invariati a €1,7 miliardi.

Il Gruppo ha generato organicamente 382 punti base di capitale nel FY25, a supporto di una distribuzione agli azionisti accantonata durante l’anno pari a €9,5 miliardi, dei quali €1,8 miliardi nel trimestre. Dopo aver assorbito 54 punti base dagli investimenti in equity inclusivi delle coperture, 103 punti base da impatti negativi legati alla regolamentazione e, fra gli altri, 11 punti base dalla tassa sulle banche in Italia, il CET1 ratio si è attestato al 14,7%, ben al di sopra dell’obiettivo manageriale di un range compreso fra il 12,5% e il 13%. Gli RWA si sono attestati a €296,3 miliardi nel FY25, in rialzo del 6,9% FY/FY, principalmente per via degli impatti della regolamentazione, su tutti quelli derivanti da Basilea, e di dinamiche di business parzialmente mitigate dalla gestione attiva del portafoglio.

L’impegno della banca per la creazione di valore per gli azionisti è ancora una volta confermato, con una distribuzione totale relativa al FY25 pari a €9,5 miliardi2, dei quali €4,75 miliardi2 in dividendi – sulla base di un payout del 50% dell’utile netto escluse le poste straordinarie non distribuibili relative: (i) alla rivalutazione delle partecipazioni nelle joint venture assicurative, e (ii) al badwill derivante dal consolidamento a patrimonio netto delle partecipazioni in Commerzbank e Alpha Bank – e la parte restante in riacquisto di azioni. DPS relativo al FY25 pari a €3,1487, calcolato come €1,4282 di acconto dividendo pagato a novembre 2025, più €1,7205 DPS preliminare finale, calcolato al 6 febbraio 2026 sulla base della miglior stima possibile del numero atteso di azioni aventi diritto al pagamento del dividendo. Il DPS definitivo finale sarà comunicato secondo la procedura ordinaria. L’assemblea generale degli azionisti del 2026 è attesa per il 31 marzo 2026. Pertanto, le date attese per il dividendo sono: data di stacco della cedola 20 aprile 2026, data di registrazione 21 aprile 2026, data di pagamento 22 aprile 2026.

 

OUTLOOK E AMBIZIONE FINANZIARIA – UNICREDIT UNLIMITED

Con “UniCredit Unlimited” puntiamo a continuare a conseguire una proposta di investimento eccellente e ad alzare lo standard spingendo verso un’ulteriore accelerazione e trasformazione, aumentando in modo significativo l’utile netto e conseguendo una solida crescita degli utili e delle distribuzioni nel periodo FY26-28. Il Gruppo ha fissato un’ambizione per un utile netto di circa €11 miliardi nel FY26 e di circa €13 miliardi nel FY28, un CAGR eccezionale pari al 7%. Nel FY28 ci aspettiamo un RoTE superiore al 23%7 con una crescita a doppia cifra di EPS e DPS nel periodo FY25-28.

La nostra strategia mira ad accelerare la nostra crescita redditizia, guadagnando quote di mercato e ulteriore business dalla nostra base di clienti già in essere, facendo leva sul nostro slancio commerciale senza pari e sui nostri canali di assoluto livello, estraendo valore dalle iniziative già intraprese, potenziate da ulteriori investimenti nella prima linea, da una maggiore connessione tra fabbriche prodotto e rete distributiva, dalla IA e dalla tecnologia.

Tutto questo si traduce nell’ambizione di incrementare i ricavi netti ad oltre €25 miliardi nel FY26 e a circa €27,5 miliardi nel FY28, per un CAGR del 5% nel periodo FY25-28 nonostante la riduzione dei proventi da negoziazione e dagli altri oneri/proventi. Questo è il risultato di circa €25,7 miliardi di ricavi netti core9una convincente crescita annua di oltre il 4% – trainata dalla prioritizzazione di clienti e segmenti redditizi e di qualità e dalla crescita sia dei prestiti (CAGR superiore al 5% nel periodo FY25-28), oltre che da un’attenzione continua alla crescita a basso consumo di capitale – e di €1 miliardo di ricavi in più nel FY28 rispetto al FY25 derivanti dalla linea dei dividendi al netto dei costi di copertura del nostro portafoglio strategico iscritto a bilancio sulla linea dei proventi da negoziazione (“investimenti – incluse le coperture”).

Allo stesso tempo, puntiamo a ridefinire la frontiera dell’efficienza operativa e del capitale, e a migliorare ulteriormente il nostro rapporto costi/ricavi leader nel settore a circa il 36% nel FY26, e a circa il 33% nel FY28. Questo sarà supportato non soltanto dalle sovra menzionate ambizioni in quanto ai ricavi, ma anche da un’ambizione di riduzione dei costi in assoluto per un CAGR del -1% nel periodo FY25-28 che risulta in un’ambizione per i costi nel FY26 pari o inferiori a €9,4 miliardi e a circa €9,2 miliardi nel FY28, grazie ai progressi sul fronte dell’ottimizzazione e della semplificazione, adottando tecnologia e IA come facilitatori della trasformazione.

La nostra ambizione di ottimizzare ulteriormente l’efficienza del capitale si traduce in un’ambizione per un rapporto fra ricavi netti e RWA del 8,6% nel FY28. Nel periodo FY26-28 ci aspettiamo che il costo del rischio si mantenga in un range compreso fra 15 e 20 punti base, ricorrendo ai nostri elevati overlay se e quando necessario. Ambizione per distribuzioni totali cumulate pari a circa €30 miliardi8 nei prossimi tre anni e pari a circa €50 miliardi8 nei prossimi cinque anni. Distribuzioni annue aggiuntive saranno valutate di anno in anno sulla base del capitale in eccesso a disposizione.

Insieme, tutto questo si traduce in una equity story di livello superiore che offre la migliore combinazione di crescita redditizia e distribuzioni nel settore.

 

ESG E COMUNITÀ

Il Gruppo ha conseguito i suoi obiettivi di penetrazione ESG per il 2025, ottenendo una performance solida, superando con un 19% l’obiettivo del 15% di finanziamenti ESG sul totale, e raggiungendo l’obiettivo del 15% di obbligazioni sostenibili emesse sul totale e della quota obiettivo di AuM ESG sul totale pari al 50%. Il Gruppo ha continuato a progredire verso i suoi obiettivi Net Zero, con un’evoluzione positiva delle emissioni in tutti i settori rispetto allo scorso anno e al punto di partenza. UniCredit ha continuato a supportare i suoi clienti corporate nella transizione, rafforzando la partnership con Open-es, anche attraverso il lancio di Open-es Connecting Innovation da parte di UniCredit Start Lab, un nuovo formato digitale dedicato ad oltre 40.000 aziende su Open-es in Italia, dove le startup della piattaforma di UniCredit Start Lab presentano le loro soluzioni tecnologiche volte ad accelerare le transizioni verde e sociale, attraverso sessioni dedicate ai diversi settori. UniCredit ha recentemente collaborato con IvyDecarb per accelerare la decarbonizzazione del settore tessile e della supply chain italiani.

Il Gruppo ha raggiunto gli obiettivi della sua strategia sociale, totalizzando circa €71 milioni di contributi sociali nel 2025, facendo leva su iniziative in ambito educativo e sulle ore di volontariato dei dipendenti. La Fondazione UniCredit ha lanciato la seconda edizione della sua piattaforma Edu-Fund con €6 milioni a supporto delle iniziative in ambito educativo in Europa. Inoltre, ha investito €5,2 milioni per incoraggiare il talento tramite borse di studio e sovvenzioni. Skills for Transition ha completato la sua prima edizione con 60.000 ore di formazione portate a termine, rafforzando l’appetibilità sul mercato del lavoro e promuovendo l’inclusione sociale di studenti, lavoratori e NEET.

***

1 Al lordo delle tasse.

2Le distribuzioni sono soggette alle approvazioni dell’autorità di supervisione, del consiglio di amministrazione e degli azionisti. Distribuzioni totali a valere sul FY25 pari a €9,5 miliardi, dei quali €4,75 miliardi in dividendi – sulla base di un payout del 50% dell’utile netto escluse le poste straordinarie non distribuibili relative: (i) alla rivalutazione delle partecipazioni nelle joint venture assicurative, e (ii) al badwill derivante dal consolidamento a patrimonio netto delle partecipazioni in Commerzbank e Alpha Bank – di questi, €2,2 miliardi sono già stati pagati come acconto dividendo a novembre 2025, mentre la parte restante pari a €2,58 miliardi, corrispondente ad un DPS preliminare finale di €1,7205 sarà pagata nelle modalità specificate nella nota 3.

3 €3,1487 DPS a valere sul FY25 calcolato come €1,4282 acconto DPS pagato a novembre 2025, più €1,7205 DPS preliminare finale, calcolato al 6 febbraio 2026 basato sulla miglior stima del numero atteso di azioni aventi diritto al pagamento del dividendo. Il DPS definitivo finale sarà comunicato secondo la procedura ordinaria. L’assemblea degli azionisti del 2026 è prevista per il 31 marzo 2026. Pertanto, le date attese per il dividendo sono: data di stacco della cedola 20 aprile 2026, data di registrazione 21 aprile 2026, data di pagamento 22 aprile 2026.

4 Incluso il dividendo finale a valere sul FY24 pagato ad aprile 2025 pari a €1,4764 e l’acconto dividendo pagato a novembre 2025 pari a €1,4282, o +11% a/a al netto di quello.

5 I ricavi e i ricavi netti sono invariati FY/FY se aggiustati per l’impatto negativo sui proventi da negoziazione per €240 milioni relativo alla copertura del nostro portafoglio strategico, iscritta a bilancio nel 4trim25 per proteggerne e ottimizzarne il rendimento, o altrimenti in calo di circa 1% FY/FY.

6 “Investimenti – incluse le coperture” ovvero la linea dei dividendi al netto dei costi delle coperture del nostro portafoglio strategico iscritte a bilancio nella linea dei proventi da negoziazione.

7 A partire dal 2026, il RoTE utilizza un patrimonio netto tangibile che accantona progressivamente dividendi e riacquisiti di azioni e cessa di includere l’aggiustamento per le DTA da perdite fiscali riportate a nuovo. Questi cambiamenti allineano la metodologia con la prassi dell’industria e rendono il RoTE più stabile e comparabile.

8 Le ambizioni per le distribuzioni sono calcolate assumendo l’attuale payout ordinario del 80% e sono condizionate al conseguimento degli obiettivi del piano, compresa la generazione organica di capitale. Potenziali distribuzioni aggiuntive dalla restituzione o dall’impiego del capitale in eccesso saranno valutate di anno in anno. Tutte le distribuzioni sono soggette alle approvazioni delle autorità di supervisione, del consiglio di amministrazione e degli azionisti.

9 Ricavi netti core intesi come somma di NII netto, commissioni e risultato netto della gestione assicurativa.

 

Giorno del Ricordo, una conferenza in biblioteca

Giorno del Ricordo, una conferenza in bibliotecaMaranello celebra il Giorno del Ricordo, la commemorazione civile nazionale che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. Una giornata per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Due le iniziative in programma: martedì 10 febbraio “Il Tricolore per il Giorno del Ricordo” con l’illuminazione della facciata del Municipio con il Tricolore e l’imbandieramento a mezz’asta sul Palazzo Municipale. Mercoledì 11 febbraio alle 17 Biblioteca Mabic “Spine di confine”, conferenza di Daniel Degli Esposti per ricostruire i fatti avvenuti nell’Alto Adriatico tra la Grande Guerra e il passaggio di Trieste alla Repubblica italiana (1954) e i loro riflessi sul territorio modenese. La biblioteca, per l’occasione, propone anche una selezione tematica di libri e DVD.

Previsioni meteo Emilia Romagna, martedì 10 febbraio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, martedì 10 febbraio 2026Cielo molto nuvoloso, con precipitazioni che interesseranno il crinale appenninico centro-occidentale, con quota neve inizialmente sopra i 1200 metri, in aumento nel corso della giornata. Dal pomeriggio le precipitazioni deboli interesseranno anche le pianure occidentali e il corso del Po.

Temperature leggermente in calo le minime con valori di 2/4 gradi sulle pianure centro-occidentali, tra 5 e 7 gradi lungo la costa; massime senza variazioni di rilievo comprese tra 8/12 gradi. Venti prevalentemente da sud-ovest, con rinforzi in serata lungo la fascia appenninica. Mare da poco mosso a mosso.

(Arpae)

Sassuolo travolto dall’Inter: al Mapei Stadium finisce 0-5, neroverdi puniti oltre il punteggio

Sassuolo travolto dall’Inter: al Mapei Stadium finisce 0-5, neroverdi puniti oltre il punteggioDomenica sera amara per il Sassuolo di Fabio Grosso, che nella 24ª giornata di Serie A Enilive 2025/26 cade pesantemente contro l’Inter al Mapei Stadium. Davanti a 17.653 spettatori, il risultato finale di 0-5 racconta una partita durissima per i neroverdi, ma anche più complessa di quanto il tabellino possa far pensare, almeno nella prima parte di gara.

Il Sassuolo parte infatti con personalità e coraggio. Dopo appena un minuto arriva subito una clamorosa occasione: Thorstvedt illumina per Laurienté, palla dentro per Koné che calcia a colpo sicuro, ma Dimarco salva tutto sulla linea con un intervento decisivo. Al 5’ ancora neroverdi pericolosi: Pinamonti trova il primo tiro nello specchio del suo 2026, ma Sommer blocca senza problemi.

La partita però cambia volto al 10’. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Muric legge male la traiettoria del cross di Dimarco e Bisseck svetta su Thorstvedt, firmando di testa il vantaggio nerazzurro. L’Inter prende fiducia e sfiora subito il raddoppio: prima Muharemovic salva quasi sulla linea su Bisseck, poi Dimarco colpisce una clamorosa traversa su punizione.

Il Sassuolo prova a restare dentro la gara, costruendo qualche buona trama offensiva, come al 27’ con il cross teso di Laurienté e il tentativo di tacco di Berardi, ma è l’Inter a colpire ancora. Al 28’ Dimarco mette un pallone perfetto al centro e Thuram anticipa tutti per lo 0-2. I neroverdi avrebbero anche la forza di riaprirla nel finale di primo tempo: al 41’ Thorstvedt segna da pochi passi, ma il VAR annulla tutto per un fuorigioco di Laurienté a inizio azione. Si va all’intervallo con l’amaro in bocca e due gol da recuperare.

La ripresa è un incubo. Al 50’ da una semplice rimessa laterale nasce il tris dell’Inter: Lautaro controlla e calcia, Muric tocca ma non basta. Passano quattro minuti e arriva anche lo 0-4, con Akanji che di testa sfrutta un altro calcio d’angolo. Come se non bastasse, al 55’ Matic perde la testa e viene espulso per proteste, lasciando il Sassuolo in dieci e senza più appigli.

Da lì in poi la partita perde intensità e senso. L’Inter controlla, colpisce un palo con Thuram e continua a trovare spazio nella metà campo neroverde. Grosso prova a dare minuti a Nzola e Garcia, ma il copione non cambia. All’88’ arriva anche il quinto gol: disattenzione difensiva, uscita scomposta e Luis Henrique trova un destro magnifico all’incrocio che chiude definitivamente i conti.

Una serata da dimenticare per il Sassuolo, punito severamente da un’Inter cinica e spietata. Resta il rammarico per un avvio promettente e per un primo tempo che, senza episodi chiave girati male, avrebbe potuto raccontare un’altra storia. Ora servirà voltare pagina in fretta, ritrovare compattezza e risposte, perché la classifica non aspetta e il Mapei Stadium merita ben altre domeniche.

 

Studenti dell’IIS Elsa Morante protagonisti di un turismo responsabile e di prossimità in Appennino

Studenti dell’IIS Elsa Morante protagonisti di un turismo responsabile e di prossimità in Appennino
escursione Passo di Pradarena

Una scuola e un turismo sempre più attento alla sostenibilità e alla scoperta responsabile del territorio, un’esperienza di turismo “white” che ha coinvolto per 3 giorni circa 100 studenti dell’IIS Elsa Morante di Sassuolo, istituto tecnico e professionale, portandoli a vivere la montagna dell’Appennino Tosco-Emiliano in modo diretto, rispettoso e consapevole. Ciaspole ai piedi, i ragazzi hanno camminato sul crinale innevato, confrontandosi con la natura e con se stessi.

L’iniziativa rientra nel progetto scolastico “CollaborativaMente Morante: vivere la scuola, costruire il futuro”, finanziato attraverso il DM 96/2025 FSE+PN Scuola e Competenza 21-27, pensato per sviluppare competenze trasversali, autonomia, capacità di relazione e messa alla prova personale attraverso esperienze concrete sul campo.

Per alcune giornate, gli studenti sono stati ospiti a Ligonchio, borgo montano affacciato sul Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, dove hanno sperimentato un turismo di prossimità lento e a basso impatto ambientale. Accompagnati da guide ambientali escursionistiche (GAE), hanno affrontato escursioni invernali con le ciaspole lungo il crinale fino al Passo di Pradarena, imparando a muoversi in sicurezza su neve e pendii e ad apprezzare la bellezza silenziosa dei paesaggi invernali.

L’esperienza si è arricchita anche di importanti momenti formativi: la visita alla centrale idroelettrica di Ligonchio, esempio storico di produzione di energia rinnovabile; l’accesso al nuovo atelier dedicato all’energia, promosso in collaborazione con Reggio Children; un incontro con i Carabinieri Forestali sui rischi e sulla sicurezza in montagna; lezioni di astronomia e approfondimenti sulle specie animali del Parco, tenuti da ricercatori universitari.

La Scuola in Montagna, oltre le aule

Le attività sono state realizzate in sinergia con il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e con una Cooperativa di Comunità locale che promuove il turismo responsabile, nell’ambito del progetto pluriennale “Neve Natura”, programma di outdoor education attivo da oltre 17 anni.

«Sono state giornate ricche di sfide che hanno unito movimento, conoscenza e riflessione commentano alcuni studenti».

Un’esperienza da ripetere, visto il grande successo e l’ampia partecipazione, sottolinea la vicepreside prof.ssa Emilia Accurso, che ribadisce l’importanza di integrare sempre di più la didattica tradizionale con approcci innovativi, laboratoriali e outdoor.

«Momenti come questi rappresentano un’occasione importante per sviluppare autonomia, spirito di gruppo e rispetto per l’ambiente».

Prignano sulla Secchia, frana sulla Provinciale 19

Prignano sulla Secchia, frana sulla Provinciale 19Sulla strada provinciale 19, in località Casa Azzoni nel comune di Prignano sulla Secchia, si è verificato, nella giornata di domenica 8 febbraio, il distacco di parte del versante di monte della strada, causando la parziale occupazione della sede viaria.

I tecnici della Provincia di Modena e della ditta Canovi Costruzioni srl hanno provveduto ad un parziale intervento di messa in sicurezza della strada, che al momento risulta aperta con senso unico alternato, in attesa di un sopralluogo tecnico per valutarne la gravità e quindi quale siano le azioni ad approntare.

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedì 9 febbraio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedì 9 febbraio 2026Molto nuvoloso con precipitazioni deboli che interesseranno tutto il territorio nella prima parte della giornata; nel pomeriggio ancora piogge sparse sui settori più orientali, con esaurimento dei fenomeni entro sera.

Temperature senza variazioni di rilievo, con le minime comprese tra 7/8 gradi e le massime tra 10/11 gradi. Venti deboli perlopiù settentrionali. Mare poco mosso al mattino, poi tendenzialmente mosso.

(Arpae)

Pulizia e decoro del Centro Storico: pronte azioni straordinarie

Pulizia e decoro del Centro Storico: pronte azioni straordinarie

“Il nostro impegno è chiaro: vogliamo un centro storico che sia il vero biglietto da visita di Sassuolo, un luogo in cui la bellezza dei palazzi e delle piazze non sia offuscata da elementi di disordine”.

Con queste parole il Sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, annuncia un nuovo pacchetto di azioni straordinarie per la pulizia e il decoro del centro storico, a partire dalle aree più storiche e belle della città come Piazza Piccola, Piazza Avanzini, via Menotti e via XX Settembre.

L’Amministrazione Comunale è in fase di perfezionamento per l’acquisto di 17 nuovi elementi di arredo urbano, composti da due o quattro contenitori, progettati per eliminare la presenza dei bidoni e dei carrellati a vista. I contenitori per la raccolta rifiuti verranno inseriti all’interno di box dedicati, integrati nel contesto urbano e architettonico, senza ridurre i servizi ma aumentando sensibilmente la qualità degli spazi pubblici.

L’investimento complessivo è di circa 15.000 euro e permetterà di superare definitivamente la presenza permanente di bidoni antiestetici lungo le vie e le piazze del centro.

I nuovi moduli ospiteranno la raccolta differenziata completa: vetro, indifferenziato, plastica e lattine, organico e carta. Le postazioni saranno collocate in punti strategici, individuati in collaborazione con i pubblici esercizi, così da rispondere alle esigenze delle attività e garantire che sacchi e carrellati non restino visibili nelle zone di maggior pregio.

Accanto agli interventi sugli arredi, l’Amministrazione attiverà anche un piano di pulizia straordinario:

  • raddoppio del servizio di “spazzino di quartiere”, per una rimozione più rapida ed efficace degli abbandoni di rifiuti;
  • entrata in funzione dalla primavera una nuova idropulitrice con lancia, specificamente dedicata alla pulizia settimanale delle piazze e strade e marciapiedi del centro storico.

“Questo investimento – sottolinea il Sindaco Mesini – non riguarda solo l’estetica, ma rientra in una visione più ampia di riqualificazione urbana. Un centro curato è un centro più vivibile, più attrattivo e anche più sicuro. È nostro dovere preservare il prestigio delle aree storiche della città”.

“Dietro l’acquisto di questi 17 arredi – aggiunge l’Assessore alle Politiche Ambientali Andrea Baccarani – c’è un lavoro puntuale di ricognizione e razionalizzazione degli spazi. Abbiamo analizzato ogni postazione per coniugare funzionalità e design, senza creare ingombri. Ringrazio i commercianti del centro per la collaborazione e Hera per il supporto tecnico: il confronto è stato fondamentale per individuare le criticità e migliorare il servizio”.

 

Grosso avverte il Sassuolo: “Servono coraggio, equilibrio e una gara piena. Contro l’Inter non puoi sbagliare”

Grosso avverte il Sassuolo: “Servono coraggio, equilibrio e una gara piena. Contro l’Inter non puoi sbagliare”Rispetto sì, paura no. Alla vigilia della sfida di Serie A contro l’Inter capolista, Fabio Grosso si presenta in conferenza stampa con la consueta lucidità e una consapevolezza chiara: per restare in partita contro la squadra più forte del campionato servirà il miglior Sassuolo possibile, sotto ogni punto di vista.
“Affrontiamo una squadra che nei numeri è sopra tutte le altre – spiega il tecnico neroverde – viene da un percorso lungo, fatto di tante cose belle. Le difficoltà sono altissime, ma noi siamo preparati per provare a fare partita”.

Grosso non nasconde il valore dell’avversario, ma allo stesso tempo rivendica l’identità della sua squadra: “Anche nelle gare sulla carta proibitive cercheremo di dire la nostra. Il nostro obiettivo è rimanere dentro la partita, saper resistere alle loro qualità e provare a creare difficoltà”.

Il tema centrale è l’equilibrio. Tra timore e coraggio, tra difesa e proposta. “Queste sono partite in cui devi toccare i tuoi picchi – sottolinea l’allenatore – qualitativi, fisici e soprattutto mentali. Devi saperci stare dentro, riconoscere cosa succede e trovare soluzioni immediate insieme ai compagni”.

Contro un’Inter “micidiale” nel pressing alto, Grosso mette in guardia i suoi: “Guai a perdere palla in uscita. Se sbagli poco, resti in gara. Se sbagli tanto, vieni punito”.
Nonostante lo squilibrio sulla carta, il tecnico non rinuncia all’ambizione: “Il bello del calcio è che puoi andare in campo e un giorno provare a essere migliore di chi, nel tempo, ha dimostrato di esserlo più di te. Le opportunità non sono tante, ma esistono”.
Infermeria e mercato

Buone notizie arrivano dall’infermeria: restano indisponibili Candé e Pieragnolo mentre Boloca è vicino al rientro ma non convocabile. Turati salterà la gara per un attacco influenzale. Per il resto, rosa al completo e nuovi già a disposizione. Grosso ha voluto salutare anche i partenti: “Sono andati via giocatori bravi e ragazzi con grandi valori. A Paz, Pierini, Odental e Schjellerup auguro un grande finale di stagione”. Accoglienza espressa anche per i nuovi innesti, tra cui Nzolà, Ulisses, Felipe e il giovane Bakola: “Ragazzi con caratteristiche e potenziale, che potranno darci soluzioni diverse”.
Berardi, Pinamonti e i singoli

Parole di stima anche per Domenico Berardi, indicato come possibile arma in una gara di questo livello. “Abbiamo giocatori con qualità per decidere le partite, ma serve continuità”.
Su Pinamonti, finito sotto la lente per i numeri recenti, Grosso difende il suo centravanti: “Le qualità ci sono. Deve sporcarsi di più nelle partite difficili, ma sono contento di quello che sta dando. I numeri raccontano solo una parte della storia”.
Mentalità e leadership
Colpisce ancora una volta l’approccio dell’allenatore, elogiato da addetti ai lavori e giocatori per la gestione del gruppo. “Le attestazioni di stima fanno piacere, ma nello sport non ti danno vantaggi per il futuro. Bisogna ripulirsi, nel bene e nel male, e ripartire ogni volta”.

In chiusura, un messaggio chiaro: “Per fare risultato contro l’Inter servirà una grandissima partita. Forse non basterà nemmeno, ma noi ci proveremo. Con rispetto, con tensione giusta e con la consapevolezza di avere le armi per farlo”.
Domani il campo dirà se il Sassuolo riuscirà davvero a sfiorare l’impresa.

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 8 febbraio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 8 febbraio 2026Inizialmente irregolarmente nuvoloso con tendenza ad aumento della nuvolosità. Deboli precipitazioni da sparse a diffuse dal pomeriggio a partire dai settori meridionali.

Temperature senza variazioni di rilievo le minime con valori attorno a 1/4 gradi sulle pianure e di circa 4/6 gradi sulla fascia costiera; in lieve diminuzione le massime con valori attorno a 10/12 gradi sulla pianura e la costa. Venti deboli variabili con tendenza a disporsi da est/nord-est. Mare poco mosso.

(Arpae)

Al Carani “Barbablù 2.0”, un evento a ingresso gratuito promosso dal Centro Antiviolenza TINA

Al Carani “Barbablù 2.0”, un evento a ingresso gratuito promosso dal Centro Antiviolenza TINALunedì 9 febbraio, alle ore 20:30, il Teatro Carani ospiterà lo spettacolo “Barbablù 2.0”, un evento a ingresso gratuito promosso dal Centro Antiviolenza TINA. L’iniziativa rappresenta il momento culminante del progetto biennale 2025-2026 “Provare a cambiare: arte, dialoghi e riflessioni sulla Violenza di Genere con le nuove generazioni”.

Il progetto, che vede l’adesione di tutti i cinque istituti superiori del Distretto , nasce dall’urgenza di rispondere a un dato allarmante: il numero crescente di giovanissime che vivono relazioni violente già dall’adolescenza. Per questo, l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico ha messo in campo azioni mirate.

Laboratori nelle scuole: percorsi per studenti e insegnanti volti a riconoscere i “campanelli d’allarme” (red flags) e a de-costruire gli stereotipi di genere.

Co-progettazione “bottom-up”: il coinvolgimento diretto dei ragazzi nella creazione di contenuti e incontri, utilizzando linguaggi a loro vicini come social media e serie TV.

Teatro Sociale: l’uso dell’arte come esperienza empatica per stimolare un dibattito pubblico e consapevole tra giovani e adulti.

Un elemento distintivo di questa progettualità è il ruolo del Centro Antiviolenza TINA. Si tratta di un servizio a gestione diretta pubblica dell’Unione dei Comuni, una delle pochissime esperienze di questo tipo a livello regionale. Un investimento politico e sociale preciso da parte delle Amministrazioni: garantire alle donne percorsi di uscita dalla violenza attraverso un’equipe multi professionale che offre accoglienza, supporto psicologico, consulenza legale e pronto intervento h24.

Lo spettacolo di lunedì non è solo un momento artistico, ma una chiamata alla responsabilità per tutta la cittadinanza. Il progetto mira infatti a rafforzare la rete tra servizi sociali, scuole e associazioni sportive e culturali.

Soltanto una comunità consapevole e coesa, capace di riconoscere le dinamiche di potere e le radici culturali della violenza, può farsi promotrice di un cambiamento duraturo.

La serata prevede un dibattito finale con attori, registi e operatori del Centro TINA e del Centro LDV (per uomini maltrattanti), per trasformare l’emozione del teatro in consapevolezza collettiva

 

7 febbraio Giornata nazionale contro il bullismo e cyberbullismo: l’allarme della FNP CISL Emilia-Romagna. “Fenomeno in crescita che colpisce prevalentemente giovani”

In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, la FNP CISL Emilia-Romagna esprime forte preoccupazione per un fenomeno che, pur presente da anni, oggi si manifesta in forme sempre più aggressive e coinvolge non solo giovani e giovanissimi, ma anche persone anziane. Il diffondersi di comportamenti violenti, sia nella vita quotidiana sia on-line, mette in allerta famiglie e comunità.

Esprimiamo la nostra preoccupazione perché il fenomeno del bullismo esiste da tanti anni, ma oggi è sempre più aggressivo e coinvolge fasce di giovani e giovanissimi – afferma Gina Risi Segretaria Generale Fnp Cisl Emilia-Romagna– È una situazione che allarma le famiglie e che riguarda anche noi pensionati. Al bullismo si affianca il cyberbullismo, che colpisce soprattutto i giovani perché vivono nei social, ma che preoccupa anche noi anziani: chiunque può diventare bersaglio di comportamenti violenti. Ci inquieta il diffondersi di una cultura della violenza, che attraversa età e contesti diversi. Come FNP CISL Emilia-Romagna ci adopereremo, insieme alla CISL, per sensibilizzare ulteriormente le istituzioni e promuovere azioni concrete in grado di contrastare questo fenomeno. È una responsabilità collettiva -sottolinea – Dobbiamo lavorare per una comunità più rispettosa, capace di proteggere i più fragili e di prevenire ogni forma di prevaricazione”.

 

Giorno del Ricordo a Fiorano Modenese: Pola e la memoria dimenticata

Giorno del Ricordo a Fiorano Modenese: Pola e la memoria dimenticataIn occasione del Giorno del Ricordo 2026, il Comune di Fiorano Modenese, in collaborazione con Officinemedia, il Libero Comune di Pola in Esilio e l’Istituto Storico di Modena, presenta un evento dedicato alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

L’iniziativa gode del sostegno di Simone Cristicchi e del Circolo di cultura istro-veneta “Istria”.

 

Martedì 10 febbraio 2026, alle ore 21, presso il BLA (Biblioteca Ludoteca Archivio storico) di Fiorano Modenese, si terrà la proiezione del documentario “L’ultima spiaggia – Pola fra la strage di Vergarolla e l’esodo”, dedicata ad una strage, quella della spiaggia di Vergarolla, che pur rappresentando un dei più sanguinosi attentati  nella storia dell’Italia repubblicana, è quasi assente nella storiografia nazionale.

L’opera, diretta dal regista Alessandro Quadretti e scritta a quattro mani con lo storico Domenico Guzzo, ripercorre le drammatiche vicende vissute dalla città di Pola nel secondo dopoguerra, focalizzandosi sulla memoria dei pochi sopravvissuti al tragico attentato del 18 agosto 1946, quando, a guerra finita, sulla spiaggia di Pola, l’esplosione di diversi ordigni bellici provocò la morte di oltre ottanta italiani, tra i quali molti bambini, riuniti per assistere alle tradizionali gare natatorie della Società sportiva Pietas Julia, e sulla successiva sofferta decisione della popolazione di intraprendere la via dell’esilio.

L’evento sarà anche un’occasione di approfondimento critico. Il regista Alessandro Quadretti dialogherà con Giulia Ricci dell’Istituto Storico di Modena, per offrire al pubblico chiavi di lettura storiografiche e testimonianze sul contesto dell’epoca.

L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Casa Corsini: giovani, creatività e musica, protagonisti lunedì 9 febbraio

Casa Corsini: giovani, creatività e musica, protagonisti lunedì 9 febbraioLunedì 9 febbraio Casa Corsini, il polo dell’innovazione e della creatività del Comune di Fiorano Modenese dedica una giornata ai giovani e alla musica.

Nel pomeriggio con l’appuntamento di “Made on Monday”, il progetto pensato per offrire nuovi spazi di espressione ai giovani del territorio e valorizzare Casa Corsini come luogo di incontro, creatività e partecipazione. Per l’occasione il FabLab sarà aperto ai giovani tra i 18 e i 35 anni dalle ore 15 alle 17.30, per scoprire le potenzialità delle stampanti 3D e del lasercutter. L’accesso è libero e gratuito.

Alle 21, invece, è in programma l’ultima jam session della rassegna “Fonoteca in Marmellata”, che trasforma gli spazi musicali di Casa Corsini in un luogo di incontro, condivisione e creatività, aperto a tutti. Nelle sale prova e nella fonoteca Soneek Room, dedicata a Max Teneggi, musicisti e appassionati potranno portare i propri strumenti e partecipare a improvvisazioni collettive, dando vita a connessioni sonore spontanee. Nessuna scaletta prestabilita, ma il piacere di suonare insieme, sperimentare e ascoltarsi. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

Le rassegne “Made on Monday” e “Fonoteca in Marmellata” sono organizzate dall’associazione Lumen, in collaborazione con l’Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Fiorano Modenese.

Chi invece preferisce i libri, sempre lunedì 9 febbraio, alle ore 21, può partecipare al gruppo di lettura del BLA presso la biblioteca comunale Paolo Monelli (via Silvio Pellico, 9), che discuterà del libro “L’emporio del cielo e della terra” di James McBride. L’iniziativa è a ingresso libero e gratuito.

Il gruppo di lettura rappresenta un’occasione di incontro e dialogo per gli appassionati di letteratura: i partecipanti leggono il libro a casa, messo a disposizione in più copie dalla biblioteca, e si confrontano poi insieme. È possibile partecipare anche senza aver letto preventivamente il testo. La conversazione spesso si amplia, includendo consigli di lettura proposti dai partecipanti stessi, rendendo lo scambio dinamico e aperto.

Coop Alleanza 3.0 e solidarietà: donati oltre 850mila euro e 18.800 panettoni alle realtà del territorio che si occupano di persone in difficoltà

Coop Alleanza 3.0 e solidarietà: donati oltre 850mila euro e 18.800 panettoni alle realtà del territorio che si occupano di persone in difficoltàÈ stato un Natale all’insegna della solidarietà che ha unito convenienza e attenzione alla comunità locale. Lo raccontano i numeri di “Prendi1, doniamo1” l’iniziativa Coop che, dal 18 al 24 dicembre, ha trasformato un gesto semplice come comprare un panettone o un pandoro Coop nei negozi della Cooperativa o su EasyCoop, in un aiuto concreto per chi ne ha più bisogno.

 

“Prendi1, doniamo1” i risultati

Con “Prendi1, doniamo1”, Coop Alleanza 3.0 ha confermato il proprio impegno a favore delle comunità locali, dimostrando che anche un dolce tradizionale può diventare un simbolo di solidarietà e partecipazione. I risultati parlano di una partecipazione coinvolgente e convinta dei soci e delle socie della Cooperativa: complessivamente è stato possibile donare oltre 850mila euro in buoni spesa e 18.800 panettoni ad associazioni ed enti del territorio che sostengono persone e famiglie in difficoltà.

 

In Emilia – Romagna sono stati donati complessivamente oltre 8.500 panettoni e più di 366mila euro di buoni spesa a circa 100 associazioni ed enti del territorio, divisi nelle singole province come di seguito:

  • A Bologna: oltre 2.300 panettoni e più di 77mila euro di buoni spesa a 21 associazioni ed enti.
  • A Forlì – Cesena: oltre 815 panettoni e più di 31mila euro di buoni spesa a 7 associazioni ed enti.
  • A Ferrara: oltre 460 panettoni e più di 44mila euro di buoni spesa a 12 associazioni ed enti.
  • A Modena: oltre 1.500 panettoni e più di 61mila euro di buoni spesa a 19 associazioni ed enti.
  • A Parma: oltre 350 panettoni e più di 9mila e 500 euro di buoni spesa a 3 associazioni ed enti.
  • A Piacenza: 320 panettoni e più di 16mila euro di buoni spesa a 5 associazioni ed enti.
  • A Ravenna: oltre 1.180 panettoni e più di 63mila euro di buoni spesa a 14 associazioni ed enti.
  • A Reggio Emilia: oltre 900 panettoni e più di 35mila euro di buoni spesa a 11 associazioni ed enti.
  • A Rimini: oltre 600 panettoni e più di 27mila euro di buoni spesa a 6 associazioni ed enti.

 

“Prendi1, doniamo1” come ha funzionato

In tutti i negozi della Cooperativa – quasi 350 tra ipercoop e supermercati da Trieste a Lecce – i soci e le socie che hanno acquistato un panettone o un pandoro a marchio Coop hanno contribuito automaticamente a una donazione: per ogni dolce acquistato, Coop ne ha destinato uno – o l’equivalente in valore – ad associazioni ed enti del territorio impegnati nel sostegno a persone e famiglie in difficoltà. Un meccanismo semplice e immediato, che permette di “prenderne uno e donarne uno”, trasformando un acquisto tradizionale in un atto di condivisione.

Accanto al valore solidale, l’iniziativa ha previsto anche un vantaggio per le socie e i soci. Al momento dell’acquisto di un panettone o un pandoro a marchio Coop, socie e soci hanno ricevuto anche un buono sconto da 5euro da utilizzare dal 2 al 18 gennaio 2026 su una spesa di almeno 30euro (fino a 3 buoni utilizzabili su uno stesso scontrino). “Prendi1, doniamo1” ha coinvolto anche EasyCoop (www.easycoop.com): dal 18 al 24 dicembre le socie e i soci che hanno acquistato un panettone o un pandoro a marchio Coop, sul servizio di spesa online della Cooperativa, hanno contributo ad una donazione solidale nei confronti di Seacoop, Cooperativa sociale Onlus. Nel caso dell’acquisto di un panettone o un pandoro a marchio Coop da parte di socie e soci, il 2 gennaio gli è stato restituito sotto forma di cashback l’equivalente di quanto speso nel periodo dal 18 al 24 dicembre in panettoni e pandori Coop su EasyCoop.

Maggiori info riguardanti l’iniziativa alla pagina all.coop/prendi1doniamo1

 

La Corte Europea boccia il diritto di prelazione. Conseguenze per il rinnovo concessione A22 e per la Bretella

La Corte Europea boccia il diritto di prelazione. Conseguenze per il rinnovo concessione A22 e per la Bretella“La Corte Europea di Giustizia ha bocciato il diritto di prelazione, stabilendo un principio generale che non riguarda solo la gara del Comune di Milano oggetto del procedimento, ma tutti i bandi per il rinnovo delle concessioni pubbliche, compreso quello relativo all’autostrada A22 Modena–Brennero.

Si tratta di una decisione che non sorprende. Solo pochi mesi fa, infatti, la Commissione Europea aveva inviato al Governo italiano una lettera di messa in mora contestando le disposizioni del Codice degli appalti sugli affidamenti in project financing e sul diritto di prelazione. Proprio in merito alla prelazione prevista per Autobrennero Spa nel rinnovo della concessione A22, il Comitato No Bretella Sì Mobilità Sostenibile aveva già presentato un esposto alla Commissione Europea nel 2022.

A questo punto si apre un interrogativo fondamentale: il bando verrà ritirato oppure si tenterà di procedere comunque, con il rischio di ricorsi da parte delle aziende che hanno già presentato candidatura e di quelle che non lo hanno fatto proprio perché scoraggiate dal meccanismo della prelazione.

Come sottolinea la sentenza della Corte Europea, infatti, questo sistema consente a un operatore di ottenere l’aggiudicazione semplicemente eguagliando l’offerta migliore, dissuadendo altri soggetti dal partecipare alla gara.

Preoccupa inoltre la totale mancanza di trasparenza sulla procedura: è incredibile che, a due mesi dalla scadenza per la presentazione delle manifestazioni di interesse, non siano ancora noti i nomi delle imprese che si sono candidate.

Le difficoltà e le incertezze che Autobrennero Spa sta incontrando nel rinnovo della concessione hanno conseguenze dirette anche sulla Bretella Campogalliano–Sassuolo.

AutoCS Spa, la società di progetto incaricata della realizzazione, senza il supporto economico di Autobrennero – socio di maggioranza – rischia di non poter proseguire. I costi dell’opera sono infatti aumentati in pochi anni da 422 milioni a 670 milioni di euro, mentre la revisione del Piano Economico Finanziario richiesta dalla società non risulta ancora accolta dal Ministero dei Trasporti.

Senza un Piano Economico Finanziario validato, la società non è nelle condizioni di realizzare l’opera. Sarebbe ora che AutoCS spiegasse ai cittadini, ai Comuni e alla regione Emilia-Romagna i motivi reali per i quali il Piano Economico Finanziario non è ancora stato approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In assenza della certezza di completamento dell’infrastruttura e senza affrontare le criticità legate all’interferenza del tracciato con lo scalo di Cittanova–Marzaglia, ai pozzi acquedottistici e all’adeguamento alle nuove norme del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni, anche i lavori di minore entità devono essere sospesi.

È tempo che il Sindaco di Modena, i Sindaci degli altri Comuni interessati e l’Assessore regionale intervengano con maggiore determinazione per chiedere trasparenza e per fermare i lavori finché tutte le criticità non saranno risolte.

È inoltre necessario che convochino un tavolo di confronto tra tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti, al fine di valutare proposte alternative e rivedere il progetto esecutivo secondo criteri di sostenibilità, utilità pubblica e tutela del territorio e dei cittadini interessati dalla presenza dell’opera, come previsto dalla mozione approvata dal Consiglio Comunale di Modena nel settembre 2025″.

(Il Comitato No Bretella Si Mobilità Sostenibile)

# ora in onda #
...............