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giovedì, 16 Luglio 2026
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Patto per il Lavoro e per il Clima. Ieri in Regione il punto sull’emergenza maltempo e su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro

Patto per il Lavoro e per il Clima. Ieri in Regione il punto sull’emergenza maltempo e su sicurezza e salute nei luoghi di lavoroSull’emergenza maltempo, un documento condiviso che fissa quattro priorità da inviare al Governo e al commissario Figliuolo: l’approvazione immediata dei Piani speciali, il finanziamento già nel prossimo triennio di un primo stralcio degli interventi più urgenti, un adeguato stanziamento per gli stati di emergenza in corso e una gestione unitaria delle ricostruzioni legate ai danni dell’ultimo anno e mezzo.

Sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, si sottolinea, invece, la necessità di un impegno ancor più forte di tutto il sistema regionale, indicando strumenti che potenzino le azioni già previste nell’Accordo sottoscritto due anni fa dal Patto, e un rapporto più stretto con Inail da sancire in un nuovo incontro richiesto alla ministra del Lavoro, Marina Calderone, per rafforzare la collaborazione tra il livello nazionale e quello regionale, prevedendo l’impiego di più persone nei servizi ispettivi. Confermato, inoltre, per lunedì 4 novembre l’appuntamento  con il gruppo dirigente di Toyota – dopo l’esplosione del 23 ottobre che ha visto la morte a Bologna di due giovani lavoratori, Lorenzo Cubello e Fabio Tosi, e 11 feriti -, insieme a Città metropolitana, rappresentanze sindacali e imprenditoriali, servizi ispettivi e Vigili del Fuoco, al fine di avere le prime valutazioni su quanto accaduto e considerare tutte le condizioni per la possibile ripresa produttiva del sito in piena sicurezza.

Questi i temi al centro dell’incontro ieri pomeriggio a Bologna, nella sede della Regione, degli oltre 60 firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima.

Il documento condiviso sull’emergenza maltempo si concentra su 4 punti:

Approvazione immediata dei Piani speciali: la richiesta del Patto non è quella di avere a disposizione già nel prossimo triennio tutte le risorse previste per gli interventi contenuti nei Piani (pari a circa 4,5 miliardi di euro), ma di dotare subito l’Emilia-Romagna di una cornice condivisa, di medio termine, con le opere e gli interventi necessari a mettere in sicurezza il territorio dal punto di vista idrogeologico e delle infrastrutture della mobilità e ambientali. I Piani sono stati già validati dai Ministeri competenti.
Un primo stralcio di opere dei Piani stessi, già concordate in sede tecnica, con gli interventi più urgenti, bacino per bacino, da finanziare con la legge di bilancio all’esame del Parlamento. Il fabbisogno finanziario stimato ammonta complessivamente a 877 milioni di euro, così ripartiti: 161,8 per il 2025, 352,8 per il 2026 3 362,3 per il 2027. Da qui la richiesta a Governo e Parlamento di assicurare la copertura necessaria.
Adeguato finanziamento degli stati di emergenza in corso, per assicurare la copertura dei costi sostenuti, degli interventi in somma urgenza già iniziati e da realizzare, del contributo di immediato supporto ai cittadini e alle imprese.
Ricomposizione unitaria della gestione delle ricostruzioni per dare organicità e omogeneità normativa agli interventi tanto della ricostruzione pubblica quanto di quella privata delle emergenze di settembre e ottobre 2024 rispetto a quella del maggio 2023.
L’Accordo per la “Tutela e sicurezza sul lavoro”

I punti strategici per il sistema regionale sono stati fissati nell’ambito del Patto per il Lavoro e per il Clima con l’Accordo per la “Tutela della salute e sicurezza sul lavoro”, adottato a settembre 2022.

Quattro gli obiettivi strategici individuati: cultura, informazione e formazione; qualità del lavoro, dell’impresa e dello sviluppo; ricerca, innovazione e digitalizzazione; assistenza, vigilanza e controllo. All’Accordo ha fatto seguito, tra il 2023 e il 2024, la costituzione dei tavoli provinciali sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, volti a dare attuazione territoriale ad obiettivi e azioni e a garantirne omogeneità a livello regionale.

Per ogni obiettivo, nell’incontro di ieri sono stati presentati dati sulle attività realizzate dalla firma dell’Accordo a oggi e, soprattutto, sono stati definiti nuovi impegni, a fronte dell’emergenza permanente in materia di infortuni sul lavoro, e in particolare alla luce dei tragici fatti di cronaca registrati negli scorsi mesi e ancora negli ultimi giorni. Al termine della riunione, il Patto ha quindi licenziato un documento in 4 punti:

Un nuovo incontro del Patto alla presenza della Ministra del lavoro, Maria Elvira Calderone, per rafforzare la collaborazione con Inail, sollecitare un potenziamento degli organici per accrescere il numero dei controlli, allineare le agende nazionale e regionale su questa priorità.
Svolgimento di incontri periodici, almeno uno ogni 4 mesi, tanto del Patto regionale, quanto dei tavoli provinciali, per dare sistematicità al lavoro e al monitoraggio, prevedendo anche un Forum sicurezza regionale in cui riunire i due livelli territoriali per mettere a fattore comune ed estendere accordi, progetti e le migliori pratiche sperimentate sul territorio.
Costituzione di un team di esperti per ricercare e importare le migliori pratiche realizzate in ambito europeo, da un lato, e l’opportunità di svolgere, come Patto, sopralluoghi mirati per conoscere e valorizzare le migliori pratiche sperimentate viceversa sul territorio regionale nelle aziende più innovative in questo campo.
Definizione di bandi regionali mirati per sostenere e incentivare, con fondi europei, la cosiddetta formazione aggiuntiva, quella realizzata oltre gli standard obbligatori e, nell’ambito della Strategia di specializzazione S3, finanziare tutti i progetti di innovazione di prodotto e di processo che contengano iniziative e strumenti specifici per accrescere la sicurezza del lavoro.

Danneggiamenti ad opera di minori nella notte del 31 ottobre in zona stazione a Formigine

Danneggiamenti ad opera di minori nella notte del 31 ottobre in zona stazione a FormigineNella notte di ieri, 31 ottobre 2024, il Comando di Polizia locale è stato contattato per un intervento urgente in zona stazione dove è stata segnalata una rissa tra minori. La pattuglia di Polizia locale, insieme a quella dei Carabinieri, è arrivata subito sul posto. Lì, gli agenti hanno identificato alcuni ragazzi colpevoli di atti di danneggiamento aggravato a strutture pubbliche.

Anche grazie ai sistemi di videosorveglianza nei pressi della stazione, le indagini proseguono per  identificare tutti i coinvolti e approfondire le dinamiche dell’accaduto. Nella stessa notte, è stato anche vandalizzato il vetro di un pubblico esercizio vicino.

Il Sindaco Elisa Parenti esprime piena collaborazione alle Forze dell’Ordine affinché situazioni simili non si verifichino più.

Le celebrazioni del 4 novembre a Sassuolo: interventi di Public History e proiezione gratuita del film “1917” al Carani

Le celebrazioni del 4 novembre a Sassuolo: interventi di Public History e proiezione gratuita del film “1917” al CaraniTorna il Cinema al teatro Carani con una proiezione speciale, ad ingresso gratuito, in occasione delle celebrazioni ufficiali del “Giorno dell’Unità Nazionale” e della “Giornata delle Forze Armate” a Sassuolo.

Non solo: la tradizionale cerimonia pubblica, che con un corteo porta le Istituzioni a posare una corona d’alloro ai cippi, monumenti e lapidi ai caduti, verrà accompagnata da interventi di Pubblic History, per contribuire a tramandare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per tutti noi.

Si svolgeranno domenica 3 Novembre, infatti, in occasione del 106° anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale, le celebrazioni ufficiali del “Giorno dell’Unità Nazionale” e della “Giornata delle Forze Armate” a Sassuolo, celebrazioni che proseguiranno con la proiezione gratuita del film “1917” lunedì 4 novembre al Teatro Carani.

Il programma di domenica 3 novembre prevede:

alle ore 7,45 ritrovo delle Autorità e della Cittadinanza davanti alla Chiesa di San Giorgio con l’inizio della SS. Messa previsto per le ore 8.

Alle ore 9, invece, inizierà il corteo con la posa delle corone alle Lapidi Commemorative del Centro Storico e del Cimitero Monumentale di San Prospero.

La novità di quest’anno è data dalla presenza di Asmer – Associazione Studi Militari Emilia Romagna aps che eseguirà interventi di public history presso i “cippi” commemorativi del centro storico con l’accompagnamento musicale a cura del Corpo Bandistico La Beneficenza.

Alle ore 11 circa è previsto l’arrivo in piazza Garibaldi per la cerimonia ufficiale alla presenza del Sindaco Matteo Mesini e delle Autorità Cittadine.

Lunedì 4 novembre, poi, alle ore 20,45 si terrà la proiezione del film “1917” (2020, regia di Sam Mendes) presso il Teatro Carani, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili.

A Formigine laboratori teatrali per genitori e bambini

A Formigine laboratori teatrali per genitori e bambiniIl Centro per le famiglie distrettuale, sede di Casinalbo, propone “Radici e Ali”: laboratori teatrali gratuiti, dedicati a famiglie con bambini da 3 a 6 anni, a cura dell’Associazione Quinta Parete.

Gli incontri si terranno il 5, 12 e 26 novembre dalle 17 alle 18.30, a Villa Bianchi (via Landucci 1 a Casinalbo), previa iscrizione al numero 059 416106 o via e-mail (centroperlefamiglie.formigine@distrettoceramico.mo.it).

Il progetto si concentra sull’utilizzo del linguaggio teatrale come mediatore dell’educazione in natura. I materiali naturali aumentano il potenziale creativo e favoriscono il pensiero divergente.

Fare teatro in natura aumenta le capacità di percezione, osservazione, sperimentazione e di vivere un rischio “misurato” divenendo più capaci di meravigliarsi, stupirsi ed essere immaginativi.

I bambini vengono aiutati ad appropriarsi delle proprie emozioni attraverso il corpo agito, della voce, dei silenzi, dei gesti, dei movimenti, entrando quindi in relazione con l’altro (il genitore) e con il contesto naturale.

Imparare a percepirsi come parte dell’ecosistema e non come dominatori dello stesso è la chiave per mettere radici concrete oggi di salvaguardia dell’ambiente imparando a prendersene cura.

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 2 novembre 2024

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 2 novembre 2024Sereno o poco nuvoloso con foschie dense e nebbie sulle pianure e nelle valli, in sollevamento nelle ore centrali della giornata. Temperature in lieve ulteriore calo con minime tra 8 e 11, gradi, valori inferiori nelle aree extraurbane; massime tra 17 e 19 gradi. Venti deboli tra ovest e sud-ovest, tendenti a divenire orientali dalla serata. Mare quasi calmo o poco mosso, con moto ondoso in aumento in tarda serata.

(Arpae)

Domani notte sulla A1 chiusa la stazione di Terre di Canossa Campegine, in entrata

Domani notte sulla A1 chiusa la stazione di Terre di Canossa Campegine, in entrataSulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di manutenzione del margine della piattaforma autostradale, dalle 00:00 alle 6:00 di venerdì 1 novembre, sarà chiusa la stazione di Terre di Canossa Campegine, in entrata in entrambe le direzioni, Bologna e Milano.

In alternativa si consiglia di entrare alle seguenti stazioni:  verso Bologna: Reggio Emilia;  verso Milano: Parma.

Maranello, controlli della Polizia locale con l’unità cinofila

Maranello, controlli della Polizia locale con l’unità cinofilaIeri mattina gli agenti della Polizia locale di Maranello, supportati dai colleghi di Sassuolo, hanno effettuato una serie di controlli nella zona compresa tra Via Garibaldi e Via Dino Ferrari, riservando particolare attenzione a Piazza Unità d’Italia, dove di recente si erano verificati alcuni vandalismi, comportamenti incivili e piccoli furti ai danni delle attività commerciali dell’area.

Durante il sopralluogo, iniziato nella fascia oraria che precede l’ingresso a scuola, la Polizia locale di Maranello ha potuto avvalersi – per la seconda volta in una settimana – dell’aiuto del personale e dell’unità cinofila del Comando di Sassuolo, per verificare con maggiore efficacia anche l’eventuale presenza di sostanze stupefacenti.

Ad inizio ottobre alcuni esercenti avevano segnalato all’Amministrazione il ripetersi di questi episodi, provocati da un gruppo di ragazzi poco prima di entrare in classe e, a volte, dopo l’uscita dalla scuola.

Polizia locale e Carabinieri, secondo un’alternanza coordinata, nei giorni successivi hanno presidiato Piazza Unità d’Italia in modo costante negli orari indicati dai commercianti, anche con servizi in borghese, evitando così che certe situazioni si ripetessero.

Nel corso dei sopralluoghi con l’unità cinofila, che in futuro si ripeteranno, gli agenti hanno potuto contare anche sul supporto della tecnologia, grazie alle videocamere installate in Via Dino Ferrari lo scorso anno nell’ambito del progetto ‘Scuole sicure’.

Prosegue, inoltre, il confronto tra l’Amministrazione e la Dirigenza scolastica dell’Istituto Superiore ‘A. Ferrari’, che negli ultimi anni ha sviluppato con i propri docenti e gli studenti numerosi progetti a favore della legalità a contrasto del bullismo.

Cgil ER: “Approvato ammortizzatore sociale in deroga per settori della moda. Ora subito risposte per tutti i settori in crisi”

Cgil ER: “Approvato ammortizzatore sociale in deroga per settori della moda. Ora subito risposte per tutti i settori in crisi”Il 28 ottobre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 160/2024 che all’articolo 2 prevede un ammortizzatore sociale in deroga fino alla fine del 2024 per fronteggiare la crisi occupazionale dei lavoratori dipendenti delle imprese dei settori tessili, abbigliamento, calzaturiero e conciario con meno di 15 dipendenti.

Si tratta di un provvedimento necessario frutto di una lunga rivendicazione nei confronti del Governo da parte della FILCTEM CGIL, unitariamente alle categorie di CISL e UIL,  insieme a tutta la CGIL e con il sostegno significativo da parte della Regione Emilia-Romagna.

I settori del tessile, abbigliamento, calzaturiero e conciario sono colpiti da molto tempo da una grave crisi che rischia di portare, in particolare per le piccole imprese, alla chiusura di molte aziende e alla perdita di migliaia di posti di lavoro.

Una crisi che comporterebbe conseguenze drammatiche nella nostra regione, dove sono insediati diversi distretti produttivi di eccellenza, sia dal punto di vista sociale che per la perdita di professionalità e di filiere produttive fondamentali.

L’ammortizzatore in deroga previsto dal Governo non è tuttavia sufficiente: servono con urgenza risposte strutturali che affrontino la crisi industriale in corso attraverso politiche industriali e ammortizzatori sociali.

La crisi in cui versa il sistema industriale nazionale colpisce infatti con forza anche l’Emilia-Romagna, come testimoniano le tante vertenze aperte sul nostro territorio per impedire chiusure aziendali e delocalizzazioni.

Vertenze possibili solamente grazie al grande impegno e protagonismo di lavoratrici e lavoratori che, anche in condizioni di estrema difficoltà, continuano a lottare per salvare il proprio lavoro e assicurare la continuità produttiva delle imprese.

A livello nazionale, i dati ISTAT parlano chiaro: 19 mesi consecutivi di calo della produzione industriale, con una contrazione ad agosto 2024 del 3,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e veri e propri crolli nei settori della fabbricazione di mezzi di trasporto (-14,2%), nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (-11,6%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-10,8%), nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-10,1%), nella produzione di articoli in gomma, materie plastiche, minerali non metalliferi (-7,8%).

Dati confermati dalle rilevazioni sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali: a livello nazionale, nei primi 9 mesi del 2024 rileviamo un utilizzo complessivo degli ammortizzatori sociali in crescita del 20%. In Emilia-Romagna, l’aumento è ancora più significativo: +53,7% complessivo, con aumento del 45,8% della cassa ordinaria e addirittura del 76,3% della cassa straordinaria.

In particolare, risultano in seria difficoltà le piccole e piccolissime imprese, comprese le imprese del comparto artigiano, che in buona parte hanno terminato o stanno terminando i contatori degli ammortizzatori sociali.

Per questo è assolutamente prioritario estendere a tutti i settori in crisi l’ammortizzatore in deroga previsto per la moda e garantirne la copertura per tutto il 2025.

Allo stesso tempo, occorre aprire il confronto per affrontare le prospettive industriali del paese e della nostra regione: servono investimenti pubblici e privati in grado di accompagnare il sistema produttivo nella transizione ecologica e nella rivoluzione tecnologica. E’ quanto mai urgente una regia pubblica di questi processi, altrimenti – alla luce anche crisi industriale tedesca – il rischio è un vero e proprio processo di desertificazione industriale che, come Organizzazione Sindacale, contrasteremo in ogni modo.

 

 

 

Cambiamenti climatici, nuove sfide per la gestione del rischio idraulico

Cambiamenti climatici, nuove sfide per la gestione del rischio idraulicoLe criticità idrauliche e idrogeologiche, rese sempre più acute e frequenti anche a causa dei cambiamenti climatici, richiedono un impegno corale sul piano tecnico e scientifico e adeguati investimenti in attività di previsione, prevenzione e attuazione di interventi. Per queste ragioni AIPo, in collaborazione con Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e ARPA Piemonte e col patrocinio della Città di Torino, a organizzato ieri a Torino, il workshop “La gestione del rischio idraulico di fronte ai cambiamenti climatici”.

L’evento era inserito tra le iniziative collaterali alla mostra “Change! Ieri, oggi, domani. Il Po” , in corso a Palazzo Madama.

Dopo le parole di benvenuto di Giovanni Carlo Federico Villa, Direttore di Palazzo Madama, sono intervenuti Gianluca Zanichelli (Direttore AIPo – Agenzia Interregionale per il fiume Po), Francesco Laio (Politecnico di Torino – Direttore Dipartimento di Ingegneria dell’ Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture – DIATI), Secondo Barbero (Direttore generale ARPA Piemonte), Alessandro Bratti (Segretario generale Autorità di bacino distrettuale fiume Po) e Francesco Tresso (Assessore della Città di Torino a viabilità, verde pubblico, parchi e sponde fluviali, protezione civile, decentramento e servizi civici). Ha portato un saluto anche Gabriella Giunta, Dirigente responsabile del settore Difesa del Suolo della Regione Piemonte.

Le  relazioni presentate hanno mostrato numerosi elementi comuni, nell’intento condiviso di contribuire alle strategie sui temi della sicurezza idraulica e, in generale, al rafforzamento di una visione più ampia e innovativa degli aspetti riguardanti gli ambiti fluviali.

Il punto di partenza è costituito dai dati scientifici, che mostrano in modo inequivocabile  il rapido e notevolissimo aumento delle emissioni di CO2 nell’atmosfera a partire dalla rivoluzione industriale e in particolare nell’ultimo secolo, con la costante crescita della temperatura media. Tutto ciò contribuisce al verificarsi di eventi idrogeologici estremi, sempre più intensi e pericolosi, oltreché difficili da prevedere nonostante i grandi progressi compiuti nell’ambito delle previsioni grazie a tecnologie sempre più avanzate. Tali attività rimangono peraltro fondamentali al fine di comprendere l’evoluzione dei fenomeni e fornire alle autorità e agli stessi cittadini le informazioni adeguate per gli interventi di risposta all’emergenza e di autotutela personale, che deve comunque essere sempre più sentita come irrinunciabile da ogni cittadino.

Dagli interventi è poi emersa la necessità  di un grande impegno di tutte le istituzioni, a partire da quelle nazionali, per attuare interventi che riducano il più possibile i rischi idraulici e idrogeologici. In un bacino formato da un fiume delle dimensioni del Po, da grandi laghi e da centinaia di affluenti e subaffluenti, oltre al cosiddetto “reticolo minore” (canali di bonifica, fossi, rogge ecc.)  vi è da un lato l’urgenza di ingenti piani di investimento per il rafforzamento e l’adeguamento delle opere di difesa idraulica, quali le arginature maestre e la realizzazione di ulteriori casse di espansione; dall’altro, occorre pensare a interventi innovativi, come quelli che consentono di “ridare spazio” ai corsi d’acqua, con la riattivazione di golene, lanche e rami secondari o anche arretrando, dove possibile, le arginature.

Altro aspetto fondamentale che le relazioni hanno messo in luce è quello di una visione dei corsi d’acqua sempre più multidisciplinare e trasversale: sicurezza, aspetti naturalistici, valorizzazione degli ambienti fluviali, navigazione, fruizione per svago o turismo vanno considerati nelle loro reciproche interrelazioni – si pensi solo alle aree MAB Unesco o alla ciclovia VENTO Venezia-Torino – rimettendo i fiumi al centro dell’attenzione innanzitutto per quanto riguarda la protezione dalle alluvioni ma anche come opportunità di sviluppo e di nuove forme di economia sostenibile. Fa parte di questa nuova e più ampia visione anche  l’investimento PNRR “Rinaturazione dell’area del Po”, in corso di realizzazione da parte di AIPo, che vede protagonisti, oltre all’Agenzia, Ministero dell’Ambiente, Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto.

Le celebrazioni per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate a Fiorano

Le celebrazioni per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate a FioranoDomenica 3 novembre 2024 si svolgeranno a Fiorano Modenese le celebrazioni per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che ricorre il 4 novembre di ogni anno.

Alle ore 9.45 è previsto il ritrovo di autorità e partecipanti presso a chiesa parrocchiale di Spezzano, dove verrà celebrata la Santa Messa alle ore 10.00, alla presenza del sindaco, Marco Biagini, con l’accompagnamento della Corale Gian Federico Annoni Campori.

Alle ore 11.30 il corteo si sposterà in piazza Ciro Menotti a Fiorano, dove verrà deposta una corona di alloro al Monumento dei Caduti, con accompagnamento della banda Flos Frugi di Fiorano e interventi e saluti delle autorità presenti.

A seguire la deposizione di corone ai restanti cippi presenti nel territorio comunale, da parte delle autorità civili e militari.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Mare Adriatico, anche nel 2024 in Emilia-Romagna acque ‘eccellenti’ o ‘buone’, semaforo verde per tutte le tratte

Mare Adriatico, anche nel 2024 in Emilia-Romagna acque ‘eccellenti’ o ‘buone’, semaforo verde per tutte le tratteAcque marine di balneazione dell’Emilia-Romagna eccellenti o buone nella quasi totalità dei casi anche nel 2024.

Lo certifica la classificazione effettuata dal ministero della Salute sulla base dei prelievi eseguiti negli ultimi quattro anni (dal 2021 al 2024) durante la stagione balneare (quindi da maggio a settembre) ogni quattro settimane, per un totale di quasi duemila controlli su tutta la costa.

Su 98 punti di monitoraggio previsti in ognuna delle acque marine di balneazione della Riviera Adriatica, in 85 casi il risultato delle analisi ha permesso di classificare le acque come eccellenti, in 11 casi buone e in 2 sufficienti: semaforo verde, dunque, per tutti i tratti di mare della regione.

La classificazione, come prevede la normativa nazionale, è stata effettuata al termine della stagione balneare e approvata con delibera dalla Giunta regionale.

La modalità dei campionamenti microbiologici, realizzati con la collaborazione della Struttura Oceanografica Daphne, prevede che i prelievi vengano effettuati nella fascia di mare normalmente utilizzata dai bagnanti a una profondità di circa 30 centimetri sotto il livello dell’acqua.

Comunità energetiche rinnovabili, prorogati al 31 marzo 2025 i termini di due bandi regionali

Comunità energetiche rinnovabili, prorogati al 31 marzo 2025 i termini di due bandi regionaliLa Regione ha prorogato al 31 marzo 2025 il termine previsto da due bandi per la costituzione e la messa in esercizio di Comunità energetiche rinnovabili (Cer) in Emilia-Romagna.

La prima proroga riguarda i 125 progetti approvati dalla Regione per la costituzione di nuove Cer che, per ricevere il contributo economico regionale, devono completare l’iter previsto.

La riapertura dei termini tiene conto della complessità normativa e soprattutto degli eventi alluvionali che hanno colpito di recente molti comuni del territorio. In questo modo viene garantito anche a chi era prossimo al traguardo di non vedere vanificato il lavoro di mesi.

Tutto ciò senza pregiudicare coloro che hanno già completato le domande, per i quali le istruttorie sono già state avviate e si concluderanno nei termini previsti.

La seconda proroga riguarda invece gli investimenti delle Cer già costituite. Anche qui ci sarà tempo fino al 31 marzo 2025 per presentare domanda di contributo finalizzata alla realizzazione di interventi per l’entrata in esercizio e produzione di energia pulita a favore della collettività. I contributi regionali potranno finanziare interventi quali l’acquisto e la posa in opera degli impianti di produzione e accumulo di energia rinnovabile.

Presentato il Calendario Storico 2025 dei Carabinieri

Presentato il Calendario Storico 2025 dei Carabinieri “I Carabinieri e i giovani” è il tema del nuovo Calendario Storico, realizzato con il contributo di celebri personaggi dello scenario artistico-letterario italiano, Marco Lodola e Maurizio de Giovanni; il primo che ha curato la veste grafica dell’opera è considerato un artista poliedrico del Nuovo Futurismo e della Pop Art italiana, mentre il secondo, scrittore partenopeo di successo, è noto per le collane de “Il Commissario Ricciardi”, “I Bastardi di Pizzofalcone”, “Mina Settembre”.

I testi che accompagnano le 12 tavole descrivono un dialogo epistolare fra un Maresciallo Comandante di Stazione, vedovo, e suo figlio, studente alle prese con le sfide del quotidiano e con il dolore, condiviso con il padre, per la scomparsa della madre. Il Maresciallo utilizza come chiave di dialogo alcuni racconti del suo lavoro, parlando di alcuni episodi di servizio che toccano temi come il bullismo, le dipendenze, la salvaguardia dell’ambiente e del rispetto per l’altro, l’inclusività e la solitudine sociale.

Riesce così a superare gli ostacoli e le difficoltà ricorrenti nel rapporto comunicativo fra adulti e ragazzi con un metodo tanto astuto quanto discreto: conoscendo l’abitudine del ragazzo di sfogliare album di foto che ritraggono anche la madre scomparsa, decide di inserire dei bigliettini al suo interno, chiedendogli di toglierli se letti e, quindi, graditi.

In questo modo, Maurizio de Giovanni riesce a romanzare il rapporto fra nuove generazioni e legalità, con un linguaggio diretto ed empatico, riassumendo l’amore paterno, i valori e la fiducia nelle giovani generazioni in una sorta di testamento morale.

Le tavole, invece, raffigurano, nell’inconfondibile stile pop di Marco Lodola, carabinieri delle varie articolazioni dell’Arma e figure giovanili, nella versione cartacea delle “sculture luminose” che lo hanno reso celebre nel mondo.

Il calendario vuole valorizzare i giovani, bene inestimabile per tutti e investimento prezioso per il futuro del Paese, richiamando una delle principali attività preventive svolta dall’Arma a loro favore, gli incontri nelle scuole sulla “Cultura delle legalità”, che ambiscono a promuovere conoscenza della legge e cultura civica.

Un’opportunità unica e privilegiata di cui far tesoro per sviluppare nelle giovani generazioni la sensibilità verso le tematiche sociali più avvertite, della legalità e dei temi ambientali, e accrescere la consapevolezza del proprio prezioso ruolo per la crescita sociale, economica e democratica del Paese.

La tavola del mese di novembre, attraverso la rappresentazione di un militare per ciascuna Forza Armata, è dedicata alla “Difesa” e ai suoi valori. La scelta del mese coincide con la ricorrenza della “Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate”, che celebriamo il 4 novembre, quest’anno suggellata dalla cerimonia nella città di Venezia e dal “Villaggio della Difesa” allestito al Circo Massimo dal 1 al 4 novembre, in cui i cittadini potranno scoprire le nostre Forze Armate.

La grande curiosità che suscita il Calendario Storico dell’Arma, oggi giunto a una tiratura di 1.200.000 copie e tradotto in otto lingue straniere (inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, giapponese, cinese e arabo) oltre che in sardo e friulano, è una chiara dimostrazione della stima e della gratitudine di cui gode l’Istituzione da parte della comunità. L’elevato significato dei suoi contenuti ne fanno un oggetto apprezzato, ambito e presente tanto nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro quanto nelle scuole e nei luoghi di aggregazione sociale, quasi a testimonianza del fatto che “accanto ad ogni cittadino c’è un Carabiniere”. La pubblicazione del Calendario, giunta alla sua 92^ edizione, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 venne ripresa regolarmente nel 1950 e da allora è stata puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dell’Arma e, attraverso di essa, della Storia d’Italia.

Oltre al Calendario, è stata pubblicata anche l’edizione 2025 dell’Agenda la cui opera rappresenta la continuità editoriale del Calendario, riportando le storie di de Giovanni come apertura di ogni singolo mese.

Altre due opere completano l’offerta editoriale dell’anno 2025.

Il Calendario da tavolo, dedicato anche quest’anno al tema “I Carabinieri nei Borghi più Belli d’Italia” e realizzato con gli scatti dei comuni dello stivale più suggestivi e ricchi di tradizioni, da Nord a Sud, fra cui: Sappada (UD), Civitella del Tronto (TE), Suvereto (LI), Posada (NU), Locorotondo (BA) e Gerace (RC). L’intero ricavato della vendita del calendarietto da tavolo è devoluto, come accaduto negli anni precedenti, all’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri.

Il Planning da tavolo è invece incentrato sul tema “L’impegno internazionale dei Carabinieri. L’attività di cooperazione e i teatri operativi”, con la finalità di illustrare la delicata e preziosa attività che l’Arma svolge fuori il territorio nazionale, assolvendo con professionalità e dedizione sia ai compiti di stability policing che di sicurezza e vigilanza alle sedi diplomatiche, un impegno altamente apprezzato dalla comunità internazionale.

Il ricavato di tale prodotto editoriale sarà devoluto nuovamente ad un ospedale pediatrico, individuato quest’anno nel Santobono di Napoli.

 

 

Caterina Caselli “Cavaliere del Lavoro”, le congratulazioni del Sindaco di Sassuolo Mesini

Caterina Caselli “Cavaliere del Lavoro”, le congratulazioni del Sindaco di Sassuolo Mesini
Consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito del Lavoro” a Caterina Caselli (immagine: Quirinale)

“Sassuolo è da sempre la città della musica, grazie ad artisti straordinari del calibro di Pierangelo Bertoli, che il prossimo fine settimana celebreremo con il premio a lui dedicato, e Caterina Caselli: sono loro che hanno posto le basi per la nascita e la crescita di artisti di fama internazionale come Nek. L’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, consegnata a Caterina Caselli dal Presidente Mattarella, rappresenta un riconoscimento ad oltre mezzo secolo di lavoro ma anche un vanto ed un orgoglio per tutta la città”.

Con queste parole il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini commenta la nomina a Cavaliere del Lavoro del “Casco d’Oro” di Sassuolo.

“Caterina Caselli – prosegue il Sindaco – che a Sassuolo è nata, ha lavorato ed ha tanti amici, è da sempre legatissima alla sua terra ed alla sua città e noi siamo onorati di porgerle i più sinceri complimenti da parte di tutta la sua Sassuolo”

Alopecia areata grave, la Regione proroga di due anni, al 31 ottobre 2026, la scadenza per presentare domanda di contributo per l’acquisto della parrucca

I pazienti residenti in Emilia-Romagna che soffrono di forme gravi di alopecia areata hanno altri due anni di tempo, fino al 31 ottobre 2026, per presentare domanda di contributo per l’acquisto di una parrucca.

La Regione ha deciso, infatti, di prorogare i termini della scadenza, inizialmente fissata al 31 ottobre 2024, per permettere l’accesso al contributo, che può arrivare fino a 400 euro, al maggior numero di persone possibili. I beneficiari (al 30 settembre di quest’anno) sono stati 149, un numero molto inferiore rispetto al fabbisogno potenziale stimato sul territorio regionale, ed è ancora disponibile quasi il 75% dei 220mila euro stanziati: per dare la possibilità a quanti non l’abbiano ancora fatto di presentare domanda, la Giunta regionale, con specifica delibera, mette dunque a disposizione un ulteriore biennio, fino ad esaurimento dei fondi disponibili.

Per avere diritto ad ottenere il contributo occorre essere residenti in Emilia-Romagna, avere un’età pari o superiore a 16 anni (quando la crescita delle dimensioni del capo è ormai stabile) ed essere affetti da almeno un anno da forme gravi di alopecia areata: in chiazze multiple che interessa più del 40% del capo, totale che interessa l’intero cuoio capelluto, universale che interessa tutto il corpo.

Come presentare domanda

La domanda di contributo, che vale per l’acquisto di una sola parrucca, va presentata all’Ausl di Bologna, individuata come Azienda capofila per la raccolta e il riconoscimento delle domande, indipendentemente dal luogo di residenza in regione. Sarà accettata esclusivamente se inviata all’indirizzo di posta elettronica certificata parr.al@pec.ausl.bologna.it.

Il modulo, completo di marca da bollo anche digitale, da 16 euro, dovrà essere corredato da: copia della tessera sanitaria, copia di un documento di identità valido del beneficiario finale (o dell’eventuale diverso soggetto richiedente per conto del beneficiario), certificato rilasciato dal medico specialista del Servizio sanitario nazionale che attesti l’alopecia da almeno un anno e ricevuta di avvenuto pagamento per l’acquisto della parrucca (fattura o scontrino recante il codice fiscale del paziente o della paziente beneficiari del contributo) posteriore alla data del 1^ gennaio 2022.

Il modulo è scaricabile dal sito dell’Ausl Bologna

L’alopecia areata

L’alopecia areata (AA) è una malattia autoimmune dei follicoli piliferi che porta alla caduta dei capelli e dei peli, con estensione variabile, fino alla perdita di tutti i capelli e dei peli del corpo, in modo rapido e con andamento spesso cronico. Considerato il forte impatto psicologico e fisico che ha sui pazienti, le parrucche possono costituire veri e propri presidi sanitari che garantiscono un miglioramento delle condizioni psicologiche e relazionali durante la malattia.

Rinnovo del consiglio direttivo dell’associazione Empori solidali Emilia Romagna odv

Rinnovo del consiglio direttivo dell’associazione Empori solidali Emilia Romagna odvL’associazione di secondo livello Empori solidali Emilia Romagna odv – che riunisce 24 empori solidali attivi su tutto il territorio regionale – ha rinnovato il suo consiglio direttivo, essendosi esauriti i primi tre anni di mandato. Il nuovo consiglio passa da 7 a 9 membri ed è presieduto da Luigi Prini dell’emporio Il Melograno di Sassuolo (confermato anche per questo mandato); Alessandra Romersa – Caritas Rimini (vicepresidente); Emanuele Bottaro – Porta Aperta/Emporio Sociale Portobello di Modena (segretario); consiglieri: Alfonso Bottiglieri – Associazione No Sprechi odv, Emporio Imola; Maurizio De Vitis – Cento per uno odv, Emporio Dire Fare Creare Parma; Silvia Scaltriti – Emporio Dora, Reggio Emilia; Antonella Lazzari – Auser Bologna – Emporio Case Zanardi via Abba, Bologna; Giuliano Tomasi – Emporio Il Mantello Pomposa aps, Codigoro (Fe); Mario Calanca – Emporio Cortile Solidale, Medolla (Mo).

Il nuovo consiglio è composto da nomi confermati per il secondo mandato e forze nuove. «Abbiamo aumentato il numero dei consiglieri perché in questi anni sono aumentati i soci (da 16 a 24) e ci sembrava giusto garantire una rappresentatività il più ampia possibile – spiegano dall’associazione –  Inoltre, è positivo l’ingresso di tre donne, che per una serie di motivi nel primo mandato erano assenti, sebbene negli empori la componente femminile sia determinante».

L’obiettivo principale è sostenere le famiglie in transitoria situazione di disagio economico, per consentire loro di ripartire in modo autonomo, grazie ad una serie di beni e servizi messi a disposizione all’interno degli empori solidali stessi che nel 2023 sono passati da 27 a 44 nella sola Emilia-Romagna (www.emporisolidaliemiliaromagna.it).

Gli empori della Regione Emilia-Romagna lavorano in rete dal 2016; nel 2017 è stato siglato il protocollo di intesa tra Regione, ANCI e CSVERnet per la valorizzazione degli empori. A fine 2021 è nata Empori Solidali Emilia-Romagna odv, associazione di secondo livello che si avvale del supporto del Centro Servizi Volontariato Terre Estensi per la segreteria organizzativa.

Dalla sua nascita ad oggi, sono stati tre anni caratterizzati dal Covid e da emergenze come lo scoppio della guerra in Ucraina e le purtroppo numerose alluvioni che hanno colpito il territorio regionale, in primis quella del maggio 2023, in occasione della quale anche alcuni empori hanno avuto danni rilevanti. In tutte queste occasioni, il ruolo “cerniera” dell’associazione Empori Solidali Emilia Romagna odv è stato fondamentale per fare da tramite tra gli empori locali, la Regione e gli enti preposti alla gestione delle emergenze.

Questa associazione ha intercettato in questi anni alcune importanti donazioni (BPER e Hera) e partecipato a bandi della Regione Emilia-Romagna destinati a progetti di recupero alimentare. Con questi fondi, sono state organizzate iniziative pubbliche, attività formative e acquistati beni di difficile reperibilità per gli empori soci.

«Il nostro lavoro a fianco delle fasce di popolazione più fragili naturalmente continua. Il recente rapporto di Action Aid ci dice che la povertà alimentare è di nuovo in aumento e pone a rischio isolamento soprattutto i più giovani. Essa, infatti, è solo la punta dell’iceberg di situazioni di disagio, e spesso provoca isolamento sociale e relazionale. La povertà è un fenomeno multidimensionale che richiede risposte strutturali e complesse, con la collaborazione di tutti i settori della società civile. L’Emilia Romagna è da sempre attenta al Welfare e siamo sicuri che anche chi governerà in futuro la nostra Regione continuerà in questa direzione».

Tra le sfide dei prossimi anni, quella di coinvolgere sempre più empori e realizzare una mappatura e un evento nazionale con gli empori delle altre regioni, che superano ormai le 200 unità (dato in continua evoluzione) su tutto il territorio italiano.

 

A novembre in Coop Alleanza 3.0 “Una spesa per dire basta” alla violenza sulle donne

A novembre in Coop Alleanza 3.0 “Una spesa per dire basta” alla violenza sulle donneCoop Alleanza 3.0 continua il suo impegno al fianco delle donne vittime di violenza e su questo fenomeno gravissimo torna a puntare i riflettori in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, con la campagna solidale “Una spesa per dire basta”.

Dal 4 novembre, per tutto il mese soci e clienti della Cooperativa potranno contribuire a sostenere 35 centri antiviolenza provinciali che operano nei territori in cui è presente Coop Alleanza 3.0, dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia.

 

Come?

Con un gesto semplice, acquistando confetture e i nettari Frutti di pace, quattro tipi di pasta Coop con confezione dedicata 1522 e la shopper “Una borsa, una vita”, disegnata dall’artista, attivista, fumetti­sta e femminista Anarkikka.

L’1% della spesa di questi prodotti, infatti, sarà destinato a sostenere le strutture di ascolto, sostegno e aiuto che ogni giorno cercano di contrastare la violenza di genere e le sue conseguenze.

“Non deve e non può esistere silenzio sul tema del contrasto alla violenza sulle donne e alla violenza di genere – dichiara il presidente di Coop Alleanza 3.0, Mario Cifiello – Tutte e tutti, come Cooperativa, come comunità e come individui, abbiamo il dovere di parlare di questo tema, di agire in maniera collettiva e concreta per contribuire a fermare un fenomeno a cui vanno lasciati né spazio, né respiro, né tregua alcuna. Come Coop da anni abbiamo preso un chiaro impegno e una posizione molto netta che non si presta a nessuna interpretazione se non quella di dire: basta alla violenza di genere”.

“Il progetto della Cooperativa vuole dare voce e spazio a chi è vittima di violenza di genere, è un modo per dire “non sei sola” – afferma la direttrice generale di Coop Alleanza 3.0, Milva Carletti – Grazie a “Una spesa per dire basta”, i prodotti di uso quotidiano che questa iniziativa utilizza diventano strumenti per fare breccia nel muro del silenzio che troppo spesso isola chi subisce violenza. Diventano un veicolo per diffondere il messaggio che il mondo e la società possono cambiare, a partire da noi e da gesti anche piccoli, se agiamo collettivamente e mossi da scelte valoriali chiare”.

Per dare ulteriore concretezza all’iniziativa, sulla “Woman bag” e sui quattro formati di pasta Coop sarà inserito un messaggio che invita proprio a contattare il numero 1522 se vittime di violenza o stalking per rompere il silenzio e incoraggiare anche altre vittime a uscire dall’isolamento e cercare aiuto.

Inoltre, in collaborazione con le realtà locali, Coop Alleanza 3.0 nel mese di novembre organizza numerosi incontri nei diversi territori in cui opera, per parlare del fenomeno con esperti o testimoni e continuare l’opera di sensibilizzazione e informazione sulla violenza di genere.

Maggiori info inerenti alle iniziative su all.coop/25novembre

 

In Coop Alleanza 3.0, anche il Servizio Welfare per il contrasto alla violenza di genere

Per Coop Alleanza 3.0, l’impegno al contrasto alla violenza di genere è un impegno continuativo che si estende alle lavoratrici e ai lavoratori della Cooperativa, con le iniziative del Servizio Welfare costantemente pensate per costruire una cultura aziendale sempre più inclusiva e paritaria, anche attraverso specifici percorsi ed eventi formativi. Il Servizio Welfare di Coop Alleanza 3.0 approfondisce e valuta azioni finalizzate alla prevenzione di casi di violenza e molestie, oltre alla definizione di azioni di supporto anche attraverso consulenza e assistenza alle eventuali vittime. Tra le azioni di supporto, per le vittime di violenza di genere o maltrattamenti familiari è possibile ottenere il trasferimento presso altro punto vendita e si prevede, a richiesta, un periodo di aspettativa non retribuita e fino a un massimo di 90 giorni di permesso retribuito aggiuntivo rispetto a quanto previsto dalla legge nei casi di percorsi di protezione relativi alla violenza di genere.

 

Lettera aperta del Comitato No Bretella ai candidati Presidenti della Regione

Lettera aperta del Comitato No Bretella ai candidati Presidenti della RegioneNei giorni scorsi il Comitato No Bretella Si Mobilità Sostenibile ha inviato ai candidati Presidenti della regione Emilia-Romagna una lettera aperta, trasmessa per conoscenza ai Sindaci dei Comuni rivieraschi del Fiume Secchia e ai Presidenti delle Provincie di Modena e Reggio Emilia, per richiamare la loro attenzione sui rischi idrogeologici che deriverebbero dalla realizzazione della Bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo. Un tema che dopo i recenti eventi alluvionali della Romagna e di Bologna non può essere ignorato.

Il nuovo tratto autostradale correrebbe in parallelo alla riva destra della Secchia per 15,5 km, impermeabilizzando 700 mila mq di terreno che non assorbirà più acqua piovana.

Nella lettera aperta si sottolinea  che “Dato che un metro cubo di terreno verde arabile pianeggiante – come quello attraversato dall’opera – può assorbire sino a 300 litri d’acqua, ne consegue che -in caso di regimi di pioggia torrenziali e concentrati come sempre più frequentemente si verifica-il mancato assorbimento produrrebbe molte decine di migliaia di mq d’acqua che resterebbero in superficie con la possibilità di essere convogliate nel letto del fiume o nei centri abitati provocando esondazioni e distruzioni.

Impedire al terreno verde – tramite la cementificazione delle aree contigue a fiumi e torrenti – di dare il proprio contributo alla mitigazione delle alluvioni grazie all’assorbimento dell’acqua descrive esattamente le concause di quel che è avvenuto in Romagna e a Bologna dal 2023 ad oggi. Quel che avverrebbe domani in provincia di Modena e Reggio Emilia.”

Si chiede, inoltre, di abbandonare il progetto sbagliato e insostenibile della Bretella, guardando al futuro, realizzando “i collegamenti ferroviari tra gli scali merci di Dinazzano e di Cittanova, tra quest’ultimo e il polo logistico di Campogalliano, realizzare un casello “Modena centro” all’intersezione tra l’A1 e la superstrada Modena Fiorano, migliorare la complanare di Modena.  Tutto questo permetterebbe di decongestionare la via Emilia tra Modena e Reggio E., di collegare direttamente la Modena Fiorano con A1 e A22, di risparmiare una enorme quantità di suolo agricolo, evitando i rischi sempre più grandi che una ulteriore urbanizzazione farebbe gravare sul fiume Secchia e sui pozzi acquedottistici modenesi”.

Il testo della lettera aperta è riportato di seguito

 

COMITATO NO BRETELLA SI MOBILITA’ SOSTENIBILE

Lettera aperta ai candidati ed alla candidata alla presidenza della Regione Emilia-Romagna

p.c.

ai Sindaci dei Comuni di:

Modena, Sassuolo, Formigine, Campogalliano Bastiglia, Bomporto, Carpi, Casalgrande, Castellarano, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Fiorano Modenese, Maranello, Novi di Modena, Reggio Emilia, Rubiera, San Prospero, San Possidonio, Scandiano, Soliera,

e ai Presidenti delle Presidente delle province di Modena e Reggio Emilia

Perché la costruzione del raccordo autostradale Campogalliano Sassuolo risulta oggi, alla luce delle alluvioni in Romagna e a Bologna, insostenibile da ogni punto di vista.

Sono note da tempo le ragioni scientifiche e di buon senso per cui la “Bretella” (raccordo autostradale Campogalliano Sassuolo) non deve essere costruita: per ragioni che riguardano tanto il futuro della mobilità di merci e persone che la salute e la sicurezza delle popolazioni che vivono vicino ai fragili territori attraversati dal fiume Secchia.

Ragioni che durante i 10 anni di vita del Comitato No Bretella – Si Mobilità Sostenibile, abbiamo illustrato a cittadini e istituzioni e continuamente approfondito con l’aiuto di urbanisti, geologi, ingegneri, medici, avvocati, attivisti. Riflessioni e proposte che potrete leggere nel libro dedicato alla vicenda della Bretella, dal titolo “Non è solo una strada ma un modo di stare al mondo”, edito da Pendragon e redatto a cura del Comitato stesso e di cui vi facciamo dono.  Libro nel quale indichiamo anche le soluzioni alternative, facilmente realizzabili, al progettato raccordo autostradale in esame.

Ragioni che ci consentono di sostenere che la Bretella è un progetto ormai incompatibile con le reali esigenze logistiche di cui il distretto ceramico avrebbe un urgentissimo bisogno, con quelle riguardanti la tutela della salute delle popolazioni e la mitigazione delle conseguenze che il cambiamento climatico induce sulle fragilità del sistema idrogeologico della pianura modenese e reggiana.  

In questa lettera aperta sottolineiamo alla vostra attenzione i soli rischi idrogeologici enormi che deriverebbero dalla costruzione dell’opera. Rischi – ormai certezze scientifiche – per la salute e la sicurezza delle popolazioni e di tutti i beni pubblici e privati posti nelle vicinanze del fiume.

Un raccordo di 15,5 km che correrebbe in parallelo alla riva destra della Secchia, quarto affluente del Po per portata d’acqua, spesso a poche decine di metri dall’alveo del fiume stesso: l’equivalente di settecentomila mq di asfalto l’uso dei quali alimenta inquinamento da idrocarburi in una realtà la cui l’atmosfera risulta tra le più inquinate d’Europa, 700 mila mq di verde distrutto per sempre, 700 mila mq di terreno che non assorbirà più acqua piovana.

Dato che un metro cubo di terreno verde arabile pianeggiante – come quello attraversato dall’opera – può assorbire sino a 300 litri d’acqua, ne consegue che -in caso di regimi di pioggia torrenziali e concentrati come sempre più frequentemente si verifica-il mancato assorbimento produrrebbe molte decine di migliaia di mq d’acqua che resterebbero in superficie con la possibilità di essere convogliate nel letto del fiume o nei centri abitati provocando esondazioni e distruzioni.   

Impedire al terreno verde – tramite la cementificazione delle aree contigue a fiumi e torrenti – di dare il proprio contributo alla mitigazione delle alluvioni grazie all’assorbimento dell’acqua descrive esattamente le concause di quel che è avvenuto in Romagna e a Bologna dal 2023 ad oggi. Quel che avverrebbe domani in provincia di Modena e Reggio Emilia.

E’ necessario allora, guardando al futuro, cambiare progetto e visione di contesto: quindi nel nostro caso realizzare i collegamenti ferroviari tra gli scali merci di Dinazzano e di Cittanova, tra quest’ultimo e il polo logistico di Campogalliano, realizzare un casello “Modena centro” all’intersezione tra l’A1 e la superstrada Modena Fiorano, migliorare la complanare di Modena.  Tutto questo permetterebbe di decongestionare la via Emilia tra Modena e Reggio E., di collegare direttamente la Modena Fiorano con A1 e A22, di risparmiare un’enorme quantità di suolo agricolo, evitando i rischi sempre più grandi che una ulteriore urbanizzazione farebbe gravare sul fiume Secchia e sui pozzi acquedottistici modenesi.

Come ha detto l’urbanista Pileri, dopo la recentissima alluvione a Bologna, “Non ci sono solo bombe d’acqua, ma continue bombe di cemento e asfalto che hanno ridotto la capacità del territorio di reagire. Ogni nuova impermeabilizzazione aumenta di 5-6 volte almeno la quantità di acqua che rimane in superficie dopo una pioggia di media intensità.”(in Quotidiano nazionale, 21.10-2024).

Vi chiediamo di riflettere su questo stato di cose e di assumervi alcuni impegni improcrastinabili: 1)cambiare a fondo la legge urbanistica regionale la n.24/2017 – riducendo drasticamente o azzerando il consumo di suolo, ridando ai Comuni un potere effettivo, che oggi non esiste,  di programmare un assetto urbanistico sostenibile del loro territorio; 2)combattere la rendita immobiliare vero motore dei disastri in corso ; 3) rivedere il piano regionale trasporti progettando alternative alla Bretella e alla costruzione di altre autostrade nella direzione da noi indicata; 4) togliere cemento dovunque sia possibile e necessario; 5)lavorare per mitigare gli effetti del cambiamento climatico ormai irreversibile.  La Bretella è un disastro annunciato per cittadini, imprese e territorio.  Possiamo ancora evitarlo. A Voi l’onere e l’onore di realizzare l’indispensabile cambiamento.

 

Comitato No Bretella Si Mobilità Sostenibile

 

Falso trading online, attenzione alle promesse di facili guadagni

Falso trading online, attenzione alle promesse di facili guadagniIl falso trading online, la truffa informatica sulle attività di compravendita di azioni e titoli finanziari in rete, è un fenomeno criminale in espansione che produce un guadagno illecito di milioni di euro, rappresentando, nel panorama delle frodi online, la truffa che genera il profitto più cospicuo, alimentando peraltro l’interesse della criminalità organizzata.

Nel 2023 la Polizia Postale ha ricevuto oltre 3.400 denunce di truffe legate alle false proposte di investimenti online, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo dei fondi sottratti di oltre 111 milioni di euro.

I falsi investimenti finanziari vengono pubblicizzati con messaggi creati ad hoc, capaci di indurre gli utenti del web a fidarsi di proposte ingannevoli, grazie all’uso illecito di marchi e loghi di importanti aziende. Le potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale rappresentano un prezioso strumento nelle mani dei cybercriminali: l’utilizzo di semplici software consente loro di realizzare video promozionali che riproducono voce e aspetto di amministratori delegati, politici, personalità amate dal pubblico, a cui vengono attribuite parole mai dette al fine di promuovere l’offerta.

La vittima dell’inganno viene “agganciata” al telefono, su social e siti d’incontri, indotta a comunicare i propri dati e infine persuasa a investire online, affidandosi ai consigli di un truffatore che si finge broker professionista con il versamento di una piccola somma iniziale.

In un secondo momento, viene convinta a investire altro denaro, perché crede che il suo rendimento stia crescendo velocemente. L’ultima fase della truffa consiste nella richiesta del versamento di presunti “costi di sblocco” per recuperare il capitale investito, ma in nessun caso il denaro versato tornerà nella disponibilità della vittima.

L’arma più efficace per contrastare questo fenomeno criminale è la prevenzione. La realtà non è sempre quella che appare sulla rete e, per questo motivo, risulta fondamentale attuare alcuni accorgimenti:

  • Non credere alla promessa di guadagni fuori mercato;
  • Non condividere dati personali, bancari, credenziali di accesso con presunti agenti finanziari;
  • Verificare l’attendibilità di chi propone l’investimento, visitando i siti della Consob e della Banca D’Italia;
  • Utilizzare esclusivamente piattaforme ufficiali evitando di cliccare su banner pubblicitari.

La richiesta di un pagamento ulteriore, con il pretesto di sbloccare il capitale investito, è la modalità utilizzata dai cybercriminali per estorcere altro denaro che non verrà comunque restituito.

Chi si riconosce in questa tipologia di truffa, deve sporgere subito denuncia: la tempestività è fondamentale per attivare gli accertamenti volti all’identificazione degli autori e al possibile recupero delle somme.

Per ulteriori informazioni e segnalazioni ci si può sempre rivolgere alla Polizia Postale tramite il sito ufficiale www.commissariatodips.it.

L’Assessore all’Istruzione risponde in merito al Personale Educativo Assistenziale

L’Assessore all’Istruzione risponde in merito al Personale Educativo AssistenzialeL’ultima interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di lunedì 28 ottobre era a firma di Stefania Giavelli ed Alessandro Lucenti (Fratelli d’Italia), avente ad oggetto “Interrogazione Consiliare su PEA”.

“Premesso che – si legge nell’interrogazione – in Italia crescono gli alunni con disabilità. Secondo i più recenti dati ISTAT, nell’anno scolastico 2022/2023 quasi 338.000 studenti disabili hanno frequentato le scuole di ogni ordine e grado, pari al 4,1% del totale degli iscritti e con un incremento del 7% rispetto all’anno scolastico 2021/22.

Considerato che: la Legge 104/92 stabilisce che agli alunni con certificazione di forme di disabilità sia riconosciuto il diritto al sostegno didattico, ovvero all’insegnante di sostegno secondo il documento programmatico PEI (Piano Educativo Individualizzato). La predetta legge prescrive l’assegnazione di risorse a carico dei bilanci comunali ad integrazione di quelle assegnate direttamente dallo Stato. Visto il comunicato sul sito istituzionale del Comune che recita: ” … quasi 1.800.000 euro: una cifra che serve a pagare le ore di PEA (personale educativo assistenziale) per tutti gli alunni di tutti gli ordini di scuole, dalle scuole dell’infanzia alle superiori, statali o paritarie … ” interrogano per sapere: 1) Il numero di alunni certificati nell’a.s. 2023/2024 e a.s. 2024/2025. 2) L’ammontare economico messo a bilancio per le PEA nei due a.a.s.s. 3) Se è prevista la copertura completa delle ore di PEA necessarie. 4) Se l’Amministrazione intende mettere a disposizione ulteriori risorse ed entro quale termine. 5) Se da parte degli istituti scolastici sono arrivate richieste per l’anno scolastico in corso e se tali richieste sono state soddisfatte”.

 

Ha risposto l’Assessore alla Pubblica Istruzione Maria Savigni:

“Ringrazio gli interroganti, e la loro attenzione  al tema oggetto dell’interrogazione, e sul quale, peraltro, era già stato presentato un accesso agli atti, assunto agli atti sub prot. n. 42279/2024 (a cui è stata data risposta con prot. n. 43853 del 19.09.2024).

Relativamente alla premessa è necessario precisare alcuni dati: a Sassuolo tra l’a.s. 2021/2022 e l’a.s. 2022/2023 l’aumento di alunni assegnatari di PEA è stato molto contenuto: è stato infatti solo del 3%,  in quanto si è passati da 165 (di cui 4 frequentanti scuole paritarie ) a 167 (di cui 1 frequentante una paritaria) e la spesa in aumento è stata solo di euro 17.416,  pari al 1,2% di aumento di spesa ;

– la differenza tra l’a.s. 2022/2023 e l’a.s. 2023/2024 è stata invece pari al 15%,  in quanto si è passati dai 167 ragazzi a cui è stato necessario garantire il PEA  a 192 (di cui 1 frequentante una scuola paritaria);  la spesa in più è stata pari a euro 167.945, corrispondente ad aumento di spesa dell’11% ;

– la differenza tra l’as. 2023/2024 e il  2024/2025 è al momento pari al 9,3%,  in quanto si è passati dai 192 alunni  a 210 (di cui 3 frequentanti scuole paritarie) e con la previsione di una spesa per a.s. pari euro 1.780.000,00 , che corrisponde a una spesa maggiore di euro 137.950,  pari al 8,4% in più.

Conseguentemente nei 2 ultimi a.s.,  compreso il corrente, sono state effettuate 43 nuove certificazioni in più,  pari al 25,75% in aumento , per una spesa (presunta) di euro 305.895 in aumento, pari al 20,75% di spesa in più.

Relativamente al considerato è utile ricordare che la sentenza del Consiglio di Stato del 12 agosto 2024 conferma  che la legge 104/1992 non prevede affatto quanto dichiarato nell’interrogazione consiliare, e cioè che “…La predetta legge prescrive l’assegnazione di risorse a carico dei bilanci comunali ad integrazione di quelle assegnate direttamente dallo stato” , bensì  (a pag. 16 della sentenza) “… l’amministrazione comunale, destinataria della richiesta di assegnazione provvede ad assicurare, nei limiti delle risorse disponibili, gli interventi necessari per garantire l’assistenza di loro competenza, inclusa l’assegnazione del personale, come previsto dall’art. 13, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonchè dall’art. 139, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, secondo le modalità attuative e gli standard qualitativi previsti nell’accordo 5-bis” (v. art. 3, co.5 d.lgs. 66/2017).

I vigenti accordi provinciale e  distrettuale, in vigore dal 2012, relativamente alla tempistica per l’invio di richieste PEA, prevedono l’assegnazione del Pea per le certificazioni inviate entro Aprile:

“Per poter: – avere l’assegnazione in tempo utile di personale per il sostegno educativo- assistenziale (o PEA) o insegnante della lingua dei segni (LIS);

– ottenere l’assegnazione dei contributi necessari per attivare “Progetti Tutor”;

– ottenere l’acquisto di arredi speciali;

– realizzare adeguamenti strutturali all’edificio scolastico per poter garantire il libero accesso all’alunno/studente portatore di handicap …

deve essere coinvolto il Servizio Istruzione del Comune di residenza dell’allievo, entro il mese di aprile di ciascun anno per l’anno scolastico successivo, come previsto dall’art 14 comma c  dell’Accordo Provinciale, con possibilità di adeguamento per sopraggiunte nuove certificazioni entro giugno. E’ compito del CNPIA dell’ASL di Sassuolo e della Scuola, nel caso di nuove certificazioni rilasciate ad anno scolastico iniziato, informare dettagliatamente la famiglia che le risorse per l’integrazione scolastica a cura del Comune di residenza dell’alunno, potrebbero essere assegnate solo a partire dall’a. s. scolastico successivo (ai sensi dell’art. 14 comma 3, lettera c dell’ Accordo provinciale ….).

e inoltre:

…”Per ottimizzare i tempi e razionalizzare le risorse, sono previste riunioni formali tra i referenti del CNPIA dell’ASL di Sassuolo, il servizio Istruzione del Comune di residenza del minore e gli Istituti scolastici interessati, per la valutazione complessiva dei casi certificati per i quali si prevede e si richiede l’integrazione scolastica a carico dei Comuni, in tempo utile per l’organizzazione dei relativi servizi..”

e inoltre la richiesta esplicita di razionalizzazione utilizzo risorse umane assegnate: “Le risorse eventualmente necessarie, finanziate dagli enti locali… dovranno essere assegnate in modo razionale e integrato con le risorse affidate dallo Stato (docenti di sostegno + collaboratori scolastici). Essenziale sarà riuscire, in questi incontri di programmazione, a non creare sovrapposizioni tra intervento dello Stato e intervento dell’Ente locale al fine di razionalizzare le risorse”.

I dati indicati rispondono già ai quesiti 1 e 2 posti dall’interrogante; per quanto riguarda il quesito 3, il tema è evidentemente molto delicato, e impegna notevolmente le pubbliche amministrazioni, con un impegno di spesa che incide notevolmente sui bilanci, soprattutto a partire dagli ultimi due anni. Voglio sottolineare che tutte le amministrazioni hanno mostrato grande sensibilità al tema, interpretando in modo molto  flessibile le indicazioni degli accordi provinciali ( ad esempio, il termine di aprile), per dare risposta alle richieste.

In ogni caso,  le ore di PEA “necessarie” sono definite da un costante e continuo confronto  tra i referenti del CNPIA dell’ASL di Sassuolo, il servizio Istruzione del Comune di residenza del minore e gli Istituti scolastici interessati. Per sopperire alle crescenti necessità, verranno stanziate ulteriori risorse sia nella variazione di Novembre che nel bilancio di previsione  per l’anno prossimo”.

 

Ulteriore interrogazione discussa nel corso del Consiglio sull’illuminazione pubblica

Ulteriore interrogazione discussa nel corso del Consiglio sull’illuminazione pubblicaUlteriore interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di lunedì 28 ottobre era a firma di Francesco Macchioni (Lista Macchioni), avente ad oggetto: “Disagio illuminazione pubblica”.

“L’illuminazione stradale – si legge nell’interrogazione –  delle piazze, dei parchi, è un servizio importante per la sicurezza di tutti i quartieri, zone industriali, viabilità ecc., che viene pagato con i soldi dei contribuenti. In certi periodi dell’anno, soprattutto autunno e primavera, l’illuminazione si accende, a macchia di leopardo, in ritardo e nello stesso tempo si spengono molto prima del dovuto. Ci sono state fatte numerose segnalazioni, ho fatto io personalmente i controlli e posso confermare quanto descritto sopra.

Considerato che: Le zone buie sono alla portata di delinquenti. Nelle zone residenziali vi sono sempre più furti negli appartamenti. Lo stesso riguarda anche nelle zone industriali.

Nel contratto vi è scritto che l’accensione dell’illuminazione deve avvenire 30/45 minuti prima del tramonto, per lo spegnimento sempre 30/45 minuti prima dell’alba. Si interroga il Sindaco e la Giunta: per sapere se intendano intervenire per risolvere il problema, e in che modo. per sapere quale sia l’ufficio addetto a i controlli dell’accensione e spegnimento dell’illuminazione pubblica come da contratto”.

 

Ha risposto l’Assessore ai Lavori Pubblici Maria Raffaella Pennacchia:

“In riferimento all’interrogazione avente ad oggetto “Disagio illuminazione pubblica” si richiamano alcune premesse:

La gestione e manutenzione ordinaria dell’illuminazione pubblica a Sassuolo è affidata alla ditta City Green Light con un contratto sottoscritto il 1 giugno 2016 e di durata 10 anni.

L’oggetto del contratto è la gestione dell’intera rete e gli interventi di manutenzione ordinaria tra cui: la sostituzione delle lampade e degli accessori elettrici, le parti vetrate di lampade, fotocellule, gli accessori della lanterne semaforiche, i cablaggi elettrici, le morsettiere, i relè presenti nei quadri elettrici. Oltre ad un servizio di assistenza tecnica sulla valutazione dei progetti illuminotecnici e/o su prove preliminari di illuminotecnica.

Il contratto prevede un servizio di presidio, reperibilità e pronto intervento per coprire 24 ore su 24, 7 giorni su 7 nei casi stabiliti nel capitolato d’appalto. City Green Light si avvale per la manutenzione di una ditta di elettricisti che ha sede sul territorio e che interviene tempestivamente su segnalazione esterna o su guasto rilevato internamente.

L’interfaccia del comune con il Servizio City Green Light è affidata a un tecnico del servizio Energia e Impianti, tutte le segnalazioni che vengono raccolte dall’URP, quindi trasmesse al gestore.

La rete dell’intero territorio comunale consta di 8521 punti luce e 251 quadri elettrici che ne comandano per zone l’accensione e lo spegnimento.

Dei quadri presenti soltanto 66 su 251 sono dotati di telecontrollo (caratteristica che ne permette rilevare le letture e le anomalie legate ad esse oltre a gestire le accensioni e gli spegnimenti o le modifiche di programmazione legate all’orario). Ai 66 quadri telecontrollati corrispondono 4361 punti luce.

L’accensione e lo spegnimento della pubblica illuminazione vengono impostati sulla base dell’orario di alba e tramonto in modo differente al variare della stagione estiva e invernale per poter sopperire alla diversità di durata delle ore di luce dei due periodi dell’anno.

La regolazione prevede quindi da contratto due regolazioni:

– dal 1 maggio al 31 agosto (stagione estiva)

TRAMONTO +22 min e ALBA – 45 min e (cioè si accendono 22 minuti dopo il tramonto e si spengono 45 minuti prima dell’alba)

 

– dal 1 settembre al 30 aprile (stagione invernale)

TRAMONTO +12 min e ALBA – 13 min  (cioè si accendono 12 minuti dopo il tramonto e si spengono 13 minuti prima dell’alba)

 

Bisogna precisare che i 185 comandi dislocati sulla città vengono aggiornati manualmente due volte all’anno, operando direttamente sul quadro stesso. L’aggiornamento non avviene quindi simultaneamente pertanto la sensazione <<macchia di leopardo>> citata può essere riferita a questo fenomeno.

E’ doveroso però riportare che, dalle verifiche effettuate, le segnalazioni ricevute nell’ultimo periodo (3 mesi) sono in numero e tipologia in linea con quelle ricevute in precedenza, e si tratta quindi di guasti fisiologici del sistema.

Nello specifico la maggioranza sono riferite a problematiche dei quadri elettrici di zona, del distributore di energia elettrica o a lampade e pali danneggiati o non funzionanti.

Alcune segnalazioni 7 su 107 negli ultimi 3 mesi sono riferite a ritardi nell’accensione, riferibili quindi alla problematica descritta sopra.

 

Anticipato tutto ciò

– L’accensione/spegnimento è gestita come illustrato. La tematica del corretto funzionamento dell’illuminazione pubblica è e continuerà ad essere oggetto dell’attenzione della giunta. Non si ravvisa negli ultimi mesi un peggioramento delle condizioni dell’illuminazione pubblica;

– La diversa e migliore calibrazione degli orari di accensione/spegnimento potrebbe essere attuata grazie ad un investimento mirato per dotare i 185 quadri elettrici di telecontrollo, ma ad oggi non si considera un intervento prioritario;

– Come già citato l’ufficio preposto al controllo è il servizio Energia e Impianti di SGP, che non ha rilevato particolari problematiche, né mancate applicazioni di quanto prevede il contratto in essere dal 1 giugno 2016”.

 

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