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mercoledì, 8 Aprile 2026
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Sassuolo nel Giorno del Ricordo

Sassuolo nel Giorno del RicordoMartedì prossimo, 10 febbraio, l’Amministrazione Comunale celebrerà il Giorno del Ricordo con una commemorazione pubblica e la posa della corona al monumento dedicato ai Martiri delle Foibe.

La cerimonia si svolgerà a partire dalle ore 15, presso il parco delle Rimembranze in viale XX Settembre, alla presenza del Sindaco e della Giunta, del Presidente del Comitato Provinciale Associazione Venezia Giulia e Dalmazia, delle Autorità civili e militari.

 

 

Valorizzare le eccellenze Dop e Igp dell’Emilia-Romagna: dalla Regione un bando da 120mila euro destinato ai Comuni per sostenere iniziative di promozione

Valorizzare le eccellenze Dop e Igp dell’Emilia-Romagna: dalla Regione un bando da 120mila euro destinato ai Comuni per sostenere iniziative di promozioneFormaggi, salumi, ortaggi, frutta. E poi il vino, l’aceto balsamico e l’olio extravergine di oliva. Un patrimonio Dop e Igp che racconta l’identità di una comunità, non solo produttiva, ma anche sociale e culturale.

È per valorizzarlo, e favorirne una sempre maggiore conoscenza tra i cittadini, che la Regione ha messo a disposizione 120mila euro di risorse destinate ai Comuni dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di sostenere la realizzazione di iniziative, eventi e manifestazioni a livello locale, per la promozione dei prodotti a indicazione geografica e denominazione di origine protetta.

Le risorse, assegnate tramite bando, si inseriscono nel quadro delle politiche regionali di valorizzazione delle produzioni certificate, riconosciute a livello europeo, e mira a rafforzare il legame tra qualità agroalimentare e territori, sostenendo il ruolo dei Comuni come primi promotori delle eccellenze locali.

“È importante ricordarlo: l’Emilia-Romagna è la prima regione italiana per numero di prodotti Dop e Igp- sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Alessio Mammi-. Parliamo di un patrimonio straordinario che va salvaguardato, tutelato e valorizzato non solo dal punto di vista economico, ma anche culturale e identitario. Le Dop e le Igp raccontano la storia dei nostri territori, il lavoro delle imprese agricole e delle filiere, il rapporto profondo tra comunità e produzioni. E, oltre alla qualità dei prodotti, rappresentano anche presìdi economici, sociali e culturali, che tengono vivi i territori e rafforzano il legame tra chi produce e chi consuma. In questo senso, la promozione delle Dop e delle Igp è anche uno strumento di tutela, perché aiuta a distinguere il valore autentico delle produzioni certificate, rafforzando trasparenza e fiducia lungo tutta la filiera, a partire dalle scelte delle consumatrici e dei consumatori”.

“Per questo- prosegue Mammi- abbiamo scelto di operare ancora una volta in stretta sinergia con gli enti locali, sostenendo i Comuni che organizzano iniziative capaci di portare questi prodotti al centro della vita dei territori, all’interno di eventi, manifestazioni e momenti di incontro. È un modo concreto per rafforzare la conoscenza delle nostre eccellenze, sostenere il tessuto produttivo, le operatrici e gli operatori del settore, e rendere sempre più riconoscibile il valore dell’agroalimentare emiliano-romagnolo come scelta consapevole per cittadine e cittadini”.

Il bando

Le risorse messe a bando saranno erogate in due tranche, offrendo ai Comuni più finestre temporali per accedere ai contributi: la prima, da 60mila euro, per le domande che arriveranno entro il 30 giugno 2026 e che riguardano iniziative da svolgersi entro il 31 luglio 2026. La seconda, da ulteriori 60mila euro, per le domande pervenute a partire dal 1^ luglio fino al 30 settembre 2026, per iniziative da realizzare dal 1^ agosto al 31 dicembre.

Per ciascun beneficiario è ammessa un’unica domanda, riferita a una sola iniziativa. Il valore del contributo è pari al 100% della spesa ammessa.

Per accedere al contributo, il Comune interessato deve presentare domanda tramite posta elettronica certificata (Pec) all’indirizzo agrapa@postacert.regione.emilia-romagna.it. Tutte le informazioni sul bando sono disponibili al link https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/dop-igp

46 dosi di stupefacente, 3 coltelli e 1 manganello sequestrati nel primo mese del 2026 dai Carabinieri della Compagnia di Sassuolo

46 dosi di stupefacente, 3 coltelli e 1 manganello sequestrati nel primo mese del 2026 dai Carabinieri della Compagnia di SassuoloNel corso del mese di gennaio 2026, i Carabinieri della Compagnia di Sassuolo, con l’impiego del Nucleo Operativo e Radiomobile e delle Stazioni dipendenti, hanno svolto una costante attività di controllo del territorio nelle unioni del Distretto Ceramico e di Terre di Castelli.

L’attività, eseguita con servizi diurni e notturni, ha portato complessivamente a 23 interventi di rilievo, con sequestri, segnalazioni all’Autorità amministrativa e deferimenti all’Autorità giudiziaria, nell’ambito della prevenzione dei reati e della tutela della sicurezza pubblica e stradale.

Nel corso di mirati servizi di controllo presso le aree pubbliche:

  • a Sassuolo, il 2 gennaio 2026, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno deferito all’autorità giudiziaria un cittadino italiano di 22 anni, residente a Sassuolo, trovato in possesso di un coltello a serramanico all’interno di un parco pubblico, poi sottoposto a sequestro;
  • sempre a Sassuolo, il 13 gennaio 2026, è stato deferito un italiano di 47 anni, domiciliato a Sassuolo, poiché, nel corso di un controllo in un’area di parcheggio, veniva sorpreso all’interno della sua autovettura un manganello in legno, poi sottoposto a sequestro;
  • a Savignano sul Panaro invece, il 2 febbraio 2026, i Carabinieri della locale Stazione hanno fermato un’autovettura con a bordo due giovani del posto, di 19 e 20 anni, rispettivamente trovati in possesso, l’uno di un coltello a serramanico, l’altro di un coltello a farfalla. Entrambe le armi sono state sequestrate e i soggetti deferiti all’Autorità Giudiziaria.

Nei controlli alla circolazione stradale, sono state invece ritirate complessivamente 9 (nove) patenti di guida per guida in stato di ebbrezza, nei confronti di altrettante persone (1 sola donna), la maggior parte denunciati all’autorità giudiziaria perché trovati con tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro ed anche in possesso di sostanze stupefacenti come hashish e cocaina.

Nell’ambito di altre attività, eseguite anche con personale in borghese, nel medesimo periodo sono state sottoposte a sequestro amministrativo ben 46 (quarantasei) dosi di sostanze stupefacenti, detenute per cosiddetto uso personale, così ripartite: 32 di hashish; 10 di cocaina; 4 di ketamina – in questo caso, tutti i consumatori, di età compresa tra i 18 ed i 33 anni, sono stati segnalati alla Prefettura di Modena, con conseguenti limitazioni sulle patenti di guida, sui documenti di viaggio e sui porti d’arma.

Sicurezza a 360°: il bilancio 2025 della Polizia locale sassolese

Sicurezza a 360°: il bilancio 2025 della Polizia locale sassoleseGarantire la sicurezza dei cittadini significa agire su più livelli: presenza sul territorio, prevenzione, tecnologia, relazione e collaborazione con la comunità. È con questo approccio di sicurezza urbana integrata che l’Amministrazione comunale ha continuato a investire nel rafforzamento della Polizia Locale, di cui oggi viene presentato il bilancio delle attività svolte nel corso del 2025.

“Non solo vigilanza – dichiara il Sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini – ma un impegno costante per una sicurezza a 360 gradi, capace di coniugare prevenzione, innovazione tecnologica e prossimità ai cittadini. È una linea che abbiamo scelto fin dall’inizio del mandato e che continuiamo a portare avanti con determinazione, grazie alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Locale”.

 

Sicurezza stradale: dati in miglioramento

Nel 2025 si registra una riduzione complessiva degli incidenti stradali, scesi a 352 rispetto ai 388 del 2024, con 117 sinistri con feriti. Un dato significativo, che conferma l’efficacia delle attività di prevenzione, controllo e sensibilizzazione.

Le violazioni per eccesso di velocità sono drasticamente diminuite (da 903 a 415), mentre crescono i controlli sui comportamenti a rischio: aumentano le sanzioni per mancato uso delle cinture (da 24 a 73) e diminuiscono quelle per l’uso del cellulare alla guida (da 36 a 20). Il sistema di videosorveglianza si è rivelato decisivo anche per individuare 12 conducenti fuggiti dopo un incidente.

 

Tecnologia al servizio della sicurezza urbana

Nel corso del 2025 è proseguito il percorso di innovazione tecnologica a supporto delle attività di controllo e prevenzione. Grazie a finanziamenti regionali è stato istituito il nucleo droni, composto da cinque agenti appositamente formati, impiegati per il rilievo dei sinistri, le attività di protezione civile e il contrasto al degrado urbano.

Sul fronte della videosorveglianza, la rete cittadina rispetto all’anno precedente ha aggiunto 15 telecamere per la videosorveglianza per un totale di 236, tutte adeguate alle normative in materia di protezione dei dati personali e pienamente operative grazie alla sostituzione delle apparecchiature obsolete. Proseguono inoltre gli investimenti sui sistemi di controllo semaforico: nel 2025 sono stati installati tre nuovi impianti Photored. A fronte di un rafforzamento dei controlli, il numero delle violazioni per passaggio con il rosso è rimasto sostanzialmente stabile.

 

Presidio del territorio e controllo di prossimità

Accanto alla tecnologia, resta centrale il presidio fisico del territorio. Nel 2025 i servizi esterni complessivi sono stati 765. Particolare attenzione è stata dedicata al centro storico, dove il nucleo dedicato ha effettuato 3.334 interventi e dove i servizi appiedati sono aumentati dell’11,9%, con 548 pattugliamenti. Da dicembre, inoltre, i controlli sono stati estesi fino alle ore 21, rafforzando la presenza nelle fasce serali.

Un ruolo fondamentale è svolto anche dal Controllo di Vicinato, che nel 2025 ha visto una crescita significativa delle adesioni, arrivando a coinvolgere 1.937 cittadini, 400 in più rispetto al 2024, organizzati in 66 gruppi. Proprio per rafforzare la prossimità e il dialogo con i residenti, lo scorso anno è stata attivata una nuova unità dedicata al centro storico.

 

Unità cinofila e controlli antidroga

Prosegue e si rafforza l’attività dell’unità cinofila, uno strumento importante nel contrasto allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti. Al fianco di Hector, cane già operativo ed esperto, nel 2025 è entrato in servizio anche Blitz, giovane cane antidroga attualmente in fase di addestramento specialistico. L’investimento sull’unità cinofila garantisce continuità a un servizio che affianca le altre forze di polizia e contribuisce in modo concreto alla prevenzione e al controllo del territorio, in particolare nei luoghi sensibili e in occasione di servizi mirati.

 

Sicurezza stradale e prevenzione

L’attività di controllo ha prodotto risultati significativi anche sul piano dei comportamenti alla guida. Le violazioni per eccesso di velocità sono drasticamente diminuite (da 903 a 415), mentre è aumentata l’attenzione su comportamenti particolarmente pericolosi, come il mancato uso delle cinture di sicurezza. La videosorveglianza si è rivelata determinante anche per l’individuazione di 12 conducenti fuggiti dopo un sinistro.

 

Sicurezza nelle scuole e educazione alla legalità

Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza nelle scuole, intesa sia come prevenzione sia come educazione. Nel corso del 2025, 780 alunni hanno partecipato a percorsi di educazione stradale promossi dalla Polizia Locale. Parallelamente, l’attività di vigilanza davanti agli istituti scolastici ha impegnato gli agenti per 1.390 ore complessive, garantendo una presenza costante davanti alle 7 scuole cittadine negli orari di ingresso e uscita, a tutela degli studenti e delle famiglie.

 

Decoro urbano

È proseguita inoltre l’azione sul fronte del decoro e della tutela ambientale: il nuovo Nucleo Decoro Urbano ha elevato 322 sanzioni per abbandono di rifiuti.

 

Lavorare insieme per rispondere alla richiesta di sicurezza

“La richiesta di sicurezza da parte dei cittadini – sottolinea il Sindaco Mesini – è forte e legittima, soprattutto in presenza di fenomeni come i furti che continuano a interessare il nostro territorio. È una percezione che non va minimizzata, ma affrontata con serietà, presenza e collaborazione”.

In questo contesto, l’Amministrazione esprime un ringraziamento alle forze dell’ordine, che stanno svolgendo un lavoro importante e costante sul territorio. Il coordinamento e la collaborazione tra Polizia Locale, Forze di Polizia dello Stato e Carabinieri restano elementi essenziali per garantire risposte efficaci e per mantenere alto il livello di attenzione. Presidio del territorio e videosorveglianza continuano a essere fattori chiave di questa strategia.

 

Lo sguardo al 2026: continuità e nuovi investimenti

Lo sguardo è già rivolto al 2026, con nuovi investimenti e progetti mirati. È in corso l’aggiornamento del gestionale della videosorveglianza, che consentirà di aumentare la capacità di videocontrollo, con l’acquisto di nuove apparecchiature, e l’efficacia operativa del sistema.

Un progetto specifico sarà dedicato alla zona delle stazioni, area particolarmente sensibile, con un’attenzione rafforzata che integri presenza fisica, tecnologia e coordinamento interforze. Proseguirà inoltre l’investimento sul Controllo di Vicinato e sulla relazione con i cittadini, nella convinzione che sicurezza significhi anche ascolto, fiducia e partecipazione.

 

 

Formigine si maschera: al via la 68ª edizione del Carnevale dei Ragazzi

Formigine si maschera: al via la 68ª edizione del Carnevale dei RagazziPrenderà il via giovedì 12 febbraio la 68esima edizione del Carnevale dei Ragazzi Città di Formigine. Con dieci carri e dodici gruppi mascherati pronti a sfilare per le vie del centro, la festa coinvolgerà circa 2.800 figuranti, superando le adesioni dello scorso anno. Il cuore dell’evento sarà rappresentato dai tradizionali cortei in programma domenica 15 e martedì 17 febbraio, momenti che vedranno come sempre protagonisti i bambini e ragazze delle scuole.

L’edizione di quest’anno si distingue per un coinvolgimento territoriale ancora più ampio. Parteciperanno infatti delegazioni di Castelvetro e Carpi con i loro carri, i centri estivi Flik Flak di Modena, Casinalbo e Montale, oltre al comitato genitori della scuola dell’infanzia Bertacchini di Maranello con gruppi mascherati. Una menzione speciale va al nido d’infanzia Barbolini, primo nido formiginese a scendere in piazza con un proprio gruppo organizzato. Accanto alle novità, non mancheranno le storiche collaborazioni con la scuola Sagittario di Modena e le realtà locali Gulliver e TSM.

Il programma si svilupperà nell’arco di sei giorni, iniziando giovedì 12 febbraio in piazza Calcagnini. La giornata inaugurale sarà dedicata alla riscoperta dei sapori tipici con la degustazione di frittelle di baccalà e gnocco fritto a partire dalle 9.30 e, dalle 12, la tradizionale gramigna con salsiccia, una consuetudine che rievoca i tempi in cui i signori del castello regalavano alla povera gente polenta condita con le frattaglie di maiale. Nel pomeriggio, il divertimento proseguirà con l’animazione musicale di Dj Ans e i giochi delle Gebis, mentre presso il Castello i bambini dai 5 ai 10 anni potranno partecipare all’atelier creativo “Intrecci di colori”.

Le attività per i più piccoli proseguiranno venerdì 13 febbraio alle 17 presso la biblioteca Matilda con “A Carnevale ogni storia vale”, pomeriggio di narrazioni (in maschera!) per bambini da 4 a 8 anni (prenotazioni: biblio.formigine@comune.formigine.mo.it), mentre sabato 14 il Castello aprirà le proprie porte per visite gratuite al museo e per “Che fine ha fatto Marco Pio?”, percorso animato alla ricerca del signore del Castello (prenotazione obbligatoria: castello@comune.formigine.mo.it).

Ingresso gratuito al Castello anche domenica 15, quando è previsto anche il laboratorio per bambini “Mascherine al Castello”. Alle 14 partirà poi il tanto atteso corso mascherato. La sfilata vedrà la partecipazione della Famiglia Pavironica e del re e la regina del Carnevale, e sarà animata dalla musica della Strana Coppia di Radio Bruno e dalla Banda dell’Istituto Carlo Sigonio, oltre che dal gruppo Cuore Batticuore di Avap Formigine. Alle 16.00, come da rito, la Famiglia Pavironica pronuncerà il suo sproloquio dal balcone di Sala Loggia.

L’ultimo atto della manifestazione è previsto per martedì 17 febbraio con un nuovo corteo mascherato e il discorso finale del Re e della Regina del Carnevale, cui seguirà, alle 17, la cerimonia di premiazione organizzata in collaborazione con l’Istituto Venturi di Modena.

In caso di maltempo, le sfilate e le degustazioni della domenica e del martedì saranno posticipate a domenica 22 febbraio. La degustazione dei piatti tipici del martedì si terrà ugualmente. Per avere informazioni sulla sfilata sarà attivo il seguente numero di telefono: 389 2556426. Resta invece sempre operativo il luna park in viale delle Olimpiadi, aperto tutti i giorni fino al 22 febbraio.

 

L’Emilia-Romagna celebra il 177esimo anniversario della proclamazione della Repubblica Romana

L’Emilia-Romagna celebra il 177esimo anniversario della proclamazione della Repubblica RomanaI giorni che cambiarono il destino dell’Italia, i giorni che tracciarono il percorso verso l’unificazione.

La Regione Emilia-Romagna celebra il 177esimo anniversario della proclamazione della Repubblica Romana con “La Repubblica Romana dal Risorgimento al cuore dell’Europa del XXI secolo. In Romagna le radici della nostra Costituzione”. Dal 9 febbraio al 4 luglio 1849 la Repubblica Romana è stata la vicenda più memorabile del Risorgimento, nata sulla spinta dei moti del 1848 in Europa e che ebbe il suo fulcro operativo e ideale in Romagna. Fu governata da un triumvirato composto da Carlo Armellini, Giuseppe Mazzini e Aurelio Saffi.

Organizzata in collaborazione con la Provincia di Forlì-Cesena e i Comuni di Forlì, Cesena e Ravenna, l’iniziativa è in programma a Forlì lunedì 9 febbraio, a partire dalle ore 11 con la deposizione della corona al monumento di Aurelio Saffi in piazza Saffi.

A seguire, nella Sala del Consiglio provinciale (piazza Giovan Battista Morgagni, 9), i saluti di Gessica Allegni, assessora regionale alla Cultura, del sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, del sindaco di Cesena e presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca, e del vicesindaco del Comune di Ravenna, Eugenio Fusignani.

L’intervento del presidente Michele de Pascale precede la lectio magistralis “La Repubblica Romana oggi” di Michele Finelli, docente dell’Università di Roma 3 e presidente nazionale Associazione Mazziniana Italiana.

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 7 febbraio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 7 febbraio 2026Cielo generalmente nuvoloso con rovesci sparsi nelle ore centrali della giornata, localmente anche a carattere temporalesco, più probabilmente sulla costa meridionale. Fenomeni in esaurimento serale.

Temperature minime in diminuzione con valori di 4/6 gradi sulla pianura orientale e la costa, attorno a 1/3 sulla pianura emiliana occidentale; in rialzo le massime con valori, in pianura e sulla costa, attorno a 12/13 gradi. Venti deboli sud-occidentali lungo i rilievi appenninici con rinforzi nelle prime ore della giornata, deboli nord-orientali sulle pianure nelle ore centrali, deboli variabili ovunque dalla serata. Mare poco mosso.

(Arpae)

Maranello, Luca Mercalli e Matteo Caccia in dialogo su clima e territorio

Maranello, Luca Mercalli e Matteo Caccia in dialogo su clima e territorio
Luca Mercalli e Matteo Caccia (immagini fornite da ATER Fondazione)

Mercoledì 11 febbraio prende il via la rassegna “Unexpected Maranello”: un ciclo di quattro eventi pubblici per raccontare gli aspetti più autentici e meno conosciuti del territorio, tra arte, cultura e innovazione.

Ad inaugurare la rassegna alle ore 21 all’Auditorium Enzo Ferrari lo spettacolo “A un passo dal confine” con Luca Mercalli e Matteo Caccia: una serata di parole e ascolto, tra storie vere che diventano inneschi per un dialogo vivo su natura, montagna, clima e futuro, dove la scienza incontra il racconto.

Un progetto realizzato in esclusiva per Maranello, che vedrà sul palco Matteo Caccia, conduttore radiofonico, attore teatrale e docente, in dialogo con il climatologo Luca Mercalli, a costruire insieme una serata di parole e ascolto. Caccia racconta storie vere, piccole e grandi, che parlano di persone, luoghi, scelte. Racconti che non sono mai fine a sé stessi, ma diventano inneschi. Da quelle storie nasce il dialogo con Mercalli. Un dialogo vivo, non accademico, che attraversa la natura, la montagna, il clima, l’ambiente. La scienza incontra il racconto, l’esperienza personale incontra i dati: si parla di ciò che sta cambiando e di come ci riguarda da vicino. Di paesaggi che mutano, di responsabilità, di futuro. Una serata senza conferenze, senza lezioni, solo storie e conversazioni per provare a capire dove siamo e dove stiamo andando. L’ingresso è gratuito senza prenotazione fino ad esaurimento posti.

La rassegna “Unexpected Maranello, realizzata da Città di Maranello, ATER Fondazione e Unexpected Italy con il sostegno della Fondazione di Modena, proseguirà alla Biblioteca Mabic dal 24 al 26 marzo con “Trent’anni di grano”, performance interattiva tra cucina e teatro del Teatro delle Ariette, e all’Auditorium Ferrari il 23 aprile con il concerto dell’Officina del Battagliero, tra musica folk e tradizioni, e il 7 maggio con la commedia dialettale “Frizoun Mudnes” della Compagnia Teatrein ed Furmezen.

Capezzera (Forza Italia) interroga la Giunta sassolese in merito all’ammanco presso la Fondazione di Modena

Capezzera (Forza Italia) interroga la Giunta sassolese in merito all’ammanco presso la Fondazione di ModenaConsiderato che il patrimonio della Fondazione di Modena è anche il frutto della gestione dei risparmi dei sassolesi e che la presenza di un delegato del Comune di Sassuolo nel Consiglio di Indirizzo attribuisce all’Amministrazione comunale un ruolo di responsabilità istituzionale e politica nella tutela degli interessi della comunità locale, Davide Capezzera, Capogruppo Forza Italia in Consiglio Comunale, interroga il Sindaco e la Giunta per sapere se e quando l’Amministrazione comunale sia stata formalmente informata della vicenda; se il Comune abbia richiesto o intenda richiedere chiarimenti formali alla Fondazione; se l’Amministrazione comunale ritenga opportuno sollecitare un rafforzamento dei presìdi di controllo interno, anche con riferimento al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.lgs. 231/2001 e quali azioni politiche e istituzionali l’Amministrazione intenda intraprendere affinché siano accertate le responsabilità laddove emergano carenze nei controlli, nel rispetto dell’autonomia della Fondazione ma a tutela dell’interesse pubblico del territorio sassolese.

IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERROGAZIONE

Oggetto: Vicenda ammanco presso la Fondazione di Modena

Premesso che
• lo scorso ottobre è emersa una grave vicenda relativa a un ammanco di oltre un milione di euro all’interno della Fondazione di Modena, riconducibile a una prolungata attività interna di distrazione di fondi;
• la Fondazione di Modena rappresenta un soggetto di rilievo strategico per il territorio, anche in ragione delle importanti risorse destinate a progetti sociali, culturali e di sviluppo locale;
• lo statuto della Fondazione prevede che, entro il 31 marzo di ogni anno, venga redatto il progetto di bilancio di esercizio, con il coinvolgimento preventivo del Collegio dei Revisori e del Consiglio di Indirizzo;
• il Comune di Sassuolo designa un proprio rappresentante nel Consiglio di Indirizzo;

Considerato che
• un ammanco di tale entità, protratto su più esercizi, solleva interrogativi rilevanti in merito all’efficacia dei sistemi di controllo e di vigilanza interna;
• la corretta e tempestiva rappresentazione contabile dei fatti, così come l’adozione di misure correttive, costituiscono un elemento essenziale di trasparenza nei confronti del territorio;
• il patrimonio della Fondazione è anche il frutto della gestione dei risparmi dei sassolesi;
• la presenza di un delegato del Comune di Sassuolo nel Consiglio di Indirizzo attribuisce
all’Amministrazione comunale un ruolo di responsabilità istituzionale e politica nella tutela degli interessi della comunità locale;

Tutto ciò premesso e considerato,
si interroga il Sindaco e la Giunta per sapere:

1. se e quando l’Amministrazione comunale sia stata formalmente informata della vicenda
dell’ammanco presso la Fondazione di Modena e delle sue dimensioni complessive;
2. se il Comune abbia richiesto o intenda richiedere chiarimenti formali alla Fondazione circa:
a) la ricostruzione minuziosa dell’attività truffaldina;
b) le falle riscontrate nei sistemi di controllo e di vigilanza;
c) le azioni correttive adottate o in corso di adozione;
d) le ricadute eventuali sulle prossime erogazioni di contributi alle realtà del territorio;
3. se l’Amministrazione comunale ritenga opportuno sollecitare, per il tramite dei propri canali istituzionali, un rafforzamento dei presìdi di controllo interno, anche con riferimento al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.lgs. 231/2001;
4. quali azioni politiche e istituzionali l’Amministrazione intenda intraprendere affinché siano
accertate le responsabilità laddove emergano carenze nei controlli, nel rispetto dell’autonomia della Fondazione ma a tutela dell’interesse pubblico del territorio sassolese.

Davide Capezzera
Capogruppo Forza Italia – Consiglio Comunale di Sassuolo

Assistenza e cura territoriali sempre più accessibili e integrate, servizi migliori per cittadini e più tutele per i medici

Assistenza e cura territoriali sempre più accessibili e integrate, servizi migliori per cittadini e più tutele per i mediciUna sanità territoriale sempre più accessibile e integrata, con un’assistenza sanitaria migliore, più ampia, diffusa e organica. Il passaggio da un modello organizzativo individuale a uno organico, in cui diventa centrale il benessere delle e dei professionisti, garantito dalla forma di lavoro in équipe e supportato tecnicamente ed economicamente dalla Regione. Accessibilità agli studi medici da parte degli assistiti fino a 12 ore al giorno dal lunedì al venerdì, grazie alle équipe delle Aggregazioni funzionali territoriali in qualunque sede si trovino.

Percorsi clinici strutturati, con l’implementazione della presa in carico dei pazienti cronici ed équipe multiprofessionali per rispondere ai bisogni di salute complessi; forte impulso alla digitalizzazione e alla sburocratizzazione; formazione riconosciuta come parte integrante dell’attività professionale e diritto sostenuto dal sistema. E ancora, tutela dei diritti dei medici, con l’obiettivo di rendere il sistema di assistenza primaria e la carriera più sostenibile e conciliabile con la vita privata, nonostante il rapporto di lavoro di tipo libero professionale.

Guarda a questi obiettivi, e segna un importante passaggio verso il loro raggiungimento, il nuovo Accordo integrativo regionale per la Medicina generale, siglato tra Regione Emilia-Romagna, Fimmg, Cisl e Fmt, presentato oggi in conferenza stampa in Regione dal presidente, Michele de Pascale, e dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi.

“Un accordo fortemente innovativo, che potrà diventare un punto di riferimento anche a livello nazionale- commentano de Pascale e Fabi-. Al termine di un percorso lungo e complesso, nel quale abbiamo sempre creduto e nel quale le stesse rappresentanze sindacali hanno espresso il massimo sforzo e impegno, possiamo dirci molto soddisfatti, perché l’assistenza sanitaria ai cittadini e alle cittadine della nostra regione, grazie a questo accordo, migliorerà. Vengono ridisegnate- aggiungono presidente e assessore- le fondamenta organizzative strutturali e operative del medico di assistenza primaria, che riveste un ruolo prezioso e insostituibile nel nostro servizio sanitario; viene promossa la condivisione di spazi, competenze e professionisti e rafforzata la condivisione di standard a livello regionale, per dare omogeneità a tutto il territorio regionale”.

“Sarà garantita- proseguono de Pascale e Fabi- una presa in carico multidisciplinare e integrata dei pazienti, anche grazie all’introduzione di equipe multiprofessionali che operano nelle Case della comunità. Le pazienti e i pazienti potranno avere accesso agli studi medici delle Aft fino a 12 ore al giorno, cinque giorni su sette, e viene implementata la presa in carico delle cronicità. Ma viene anche rafforzata, altro punto di cui siamo molto soddisfatti, la tutela dei professionisti, favorendone la conciliazione tra vita e lavoro e introducendo misure concrete per garantire diritti fondamentali come la genitorialità. Un accordo che non esitiamo a definire storico e che, ne siamo certi, migliorerà la tutela della salute dei cittadini e delle cittadine e la gestione del lavoro da parte dei medici. Un ringraziamento sincero va a tutte le Organizzazioni sindacali coinvolte, con cui abbiamo svolto un lavoro complesso, lungo, anche impervio, ma sempre condotto con lo stesso obiettivo”.

L’accordo consolida il percorso di evoluzione del ruolo dei medici di assistenza primaria, inseriti in una rete professionale (Aft e Uccp) e fisica (Case della comunità) supportata da strumenti tecnologici e personale dedicato. Tra i punti cardine dell’intesa, che recepisce alcune novità introdotte dall’Accordo collettivo nazionale,  l’Istituzione delle Aggregazioni funzionali territoriali: pilastro obbligatorio in tutto il territorio regionale – con una popolazione di riferimento ottimale di 30mila assistiti – hanno compiti assistenziali e di governo clinico e operano come forme mono-professionali integrate nel sistema aziendale; in particolar modo attraverso le Unità complesse di cure primarie con sede previlegiata nelle Case della comunità, che diventano le sedi di riferimento delle Aft. Qui i medici garantiscono attività ambulatoriale continuativa (dalle ore 8 alle 20, dal lunedì al venerdì) rivolta a tutta la popolazione ad accesso diretto.

L’organizzazione

Vengono istituite le équipe di Aft: gruppi di medici che, in qualsiasi sede si trovino, garantiscono accessibilità agli studi dei medici da parte degli assistiti fino a 12 ore al giorno, per una maggiore continuità dell’assistenza. Viene potenziato il lavoro in équipe e il supporto tecnico amministrativo: è promosso il modello delle Unità complesse di cure primarie, forme organizzative multiprofessionali che operano in modo integrato all’interno delle Case della comunità o in altre strutture sanitarie. La loro funzione è quella di coordinare e integrare medici di assistenza primaria, pediatri, specialisti ambulatoriali, infermieri, assistenti sociali e altri professionisti sanitari per rispondere ai bisogni di salute complessi. Previsto un fondo specifico per remunerare il personale di segreteria e infermieristico, per supportare l’attività clinica nelle Aft e l’integrazione funzionale con la rete dei servizi aziendali, allo scopo di favorire l’accessibilità – mediante l’attivazione degli ambulatori ad accesso diretto per le urgenze minori e l’integrazione con la centrale telefonica 116117 – e percorsi di presa in carico. Attenzione è posta a modelli dedicati per i professionisti che operino in aree disagiate, al fine di garantire prossimità ed equità di risposta nei diversi territori.

I Cau attivi presso le Case della comunità o presso altre strutture territoriali (diverse dai Dea-Dipartimenti di emergenza-urgenza accettazione) diventano “Ambulatori di Aft della medicina generale” mantenendo il medesimo assetto organizzativo e di tecnologie degli attuali Cau e assicurando una risposta per le prestazioni urgenti non differibili; conserveranno il nome di Cau quelli collocati presso i Dea, e continueranno a offrire gli stessi standard assistenziali.

Percorsi clinici strutturati

Il baricentro del modello organizzativo si sposta ulteriormente dall’erogazione di prestazioni alla gestione di percorsi clinici strutturati. In particolare, la riorganizzazione poggia su tre cardini: presa in carico della cronicità, appropriatezza prescrittiva e digitalizzazione.

Viene implementato il Piano nazionale della cronicità attraverso la definizione di Piani di cura (e Patti di cura, con un approccio proattivo basato sull’analisi dei bisogni della popolazione (Population health management).

Per quanto riguarda l’appropriatezza prescrittiva, viene istituito un fondo specifico per incentivare l’uso di protocolli con indicazioni cliniche esplicite integrate nelle cartelle cliniche definite a livello regionale. L’obiettivo è supportare il medico nella scelta delle prestazioni specialistiche e diagnostiche, riducendo le prescrizioni inappropriate e incrementando l’efficienza e l’efficacia complessiva del sistema.

Viene infine introdotto l’obbligo di utilizzo della ricetta dematerializzata, del Fascicolo sanitario elettronico e dell’invio del patient summary, in linea con gli obiettivi del Pnrr.

Monitoraggio

L’accordo introduce un sistema di monitoraggio basato su indicatori condivisi e misurabili a livello regionale: gli indicatori di performance, processo ed esito, in linea con quanto previsto dall’Accordo collettivo nazionale, non saranno più riferiti solo al singolo medico ma all’intera Aft, nell’intento di ampliare il livello di garanzia degli standard di servizio e promuovere una modalità di lavoro integrata e di équipe. Oltre all’introduzione di alcuni indicatori di risultato, una parte del trattamento economico viene legato al raggiungimento dei target di salute e di appropriatezza definiti a livello regionale e aziendale.

Tutela dei diritti dei medici

Ulteriore elemento qualificante del nuovo accordo regionale è rappresentato dall’attenzione alla tutela dei diritti dei medici, con l’obiettivo di rendere il sistema di assistenza primaria e la carriera più sostenibile e conciliabile con la vita privata nonostante il rapporto di lavoro di tipo “libero professionale”. L’accordo introduce misure concrete per garantire che la genitorialità non gravi economicamente o organizzativamente eccessivamente sul singolo medico. In particolare, per quanto riguarda l’indennità di maternità e adozione, viene confermata l’integrazione regionale alle indennità previste dall’Accordo collettivo nazionale, per garantire una copertura economica dignitosa durante il periodo di astensione obbligatoria e facoltativa. Sostituzioni agevolate durante le assenze: il modello organizzativo basato sulle Aft gioca un ruolo chiave anche in questo ambito; in caso di maternità, l’organizzazione dell’Aft deve favorire la ricerca e l’inserimento di sostituti, e garantire la continuità dell’assistenza, riducendo l’onere burocratico per il medico in astensione; sulla flessibilità, l’accordo prevede la possibilità di modulare l’impegno orario o le modalità di partecipazione alle attività di Aft per favorire il rientro al lavoro o la gestione dei carichi familiari.

Uno degli obiettivi dichiarati è raggiungere una migliore distribuzione dei carichi di lavoro, bilanciando le funzioni a quota oraria del Ruolo unico – organizzate in turni – e le funzioni fiduciarie esercitate nei confronti dei “propri” pazienti. L’integrazione funzionale tra medici a ciclo di scelta e medici a ciclo orario nelle Aft e nelle Case della comunità permette una turnistica più equilibrata. Centrale anche il rispetto dei riposi: sebbene il Mmg sia un convenzionato, l’accordo recepisce i principi della normativa europea sull’orario di lavoro per quanto riguarda l’attività oraria (es. nelle Case della comunità o Cau); viene esplicitato che l’organizzazione deve garantire il riposo obbligatorio dopo i turni, specialmente per chi svolge attività a quota oraria notturna o festiva. Sono inoltre istituite le figure del referente delle Aft e coordinatore dell’attività a quota oraria: hanno il compito di coordinare e sostenere le attività dei medici dell’Aft, oltre a vigilare sul benessere lavorativo, assicurando il confronto clinico e organizzativo per innovare e migliorare le competenze e le professionalità anche mediante un’equa distribuzione dei carichi di lavoro tra tutti i membri.

Formazione continua

Nel nuovo Accordo un ruolo fondamentale lo riveste la formazione, che non è più vista solo come un dovere, ma come un diritto sostenuto dal sistema: viene riconosciuta la formazione come parte integrante dell’attività professionale e i medici che partecipano a progetti regionali o aziendali (ad esempio gestione cronicità, nuovi Pdta) hanno diritto a percorsi formativi specifici erogati o finanziati dalle Ausl. L’organizzazione in Aft è pensata per permettere al medico di assentarsi per aggiornamento professionale senza che ciò comporti l’interruzione del servizio per gli assistiti, grazie alla copertura garantita dai colleghi dell’aggregazione. Infine, sono favoriti e riconosciuti anche momenti strutturati di confronto interprofessionale all’interno di Aft e Uccp.

Deburocratizzazione

Un risultato fondamentale per la qualità della vita lavorativa dei medici è l’impegno alla deburocratizzazione: viene istituito un tavolo permanente tra Organizzazioni sindacali e Regione, allo scopo di eliminare i carichi burocratici inutili che sottraggono tempo alla clinica e alla vita privata. Sul fronte degli obblighi prescrittivi specialistici, l’Accordo ribadisce che lo specialista deve prescrivere direttamente le prestazioni correlate alla sua visita, evitando che il cittadino torni dal Mmg solo per la trascrizione della “ricetta”.

 

Accordo Comune–Hera sui tutor, Severi (Forza Italia): “si scaricano le colpe sui cittadini per nascondere le falle del servizio”

Accordo Comune–Hera sui tutor, Severi (Forza Italia): “si scaricano le colpe sui cittadini per nascondere  le falle del servizio”
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“A due anni dall’introduzione del porta a porta, parlare ancora di “zone critiche” significa — implicitamente — certificare che il servizio presenta problemi strutturali e organizzativi che non possono essere bellamente scaricati sui cittadini. Se esistono aree della città dove il sistema non funziona, questa è prima di tutto una denuncia delle criticità della gestione, non solo un atto d’accusa verso la comunità.

Per questo riteniamo grave ma anche offensivo l’accordo tra Comune e Hera che introduce tutor incaricati di controllare e “rieducare” i sassolesi, trattati come scolaretti indisciplinati. È una scelta che ribalta le responsabilità: invece di affrontare le evidenti carenze del servizio, si preferisce puntare il dito contro i cittadini.

Sia chiaro: comportamenti incivili esistono e vanno contrastati con fermezza. Nessuno li giustifica. Ma usarli però come alibi per nascondere errori di pianificazione, rigidità organizzative e disservizi è inaccettabile. Un sistema di raccolta efficiente deve essere progettato per funzionare nella dura realtà quotidiana, non in condizioni “ideali”.

I tutor, peraltro, da chi saranno pagati ? Mi viene da dire dai cittadini stessi: un ulteriore costo che si somma a disagi e inefficienze, mentre Hera e amministrazione evitano di assumersi pienamente le proprie responsabilità. Curioso istituire un servizio di controllo pagato dagli utenti per punire gli utenti stessi.

Il degrado non si combatte criminalizzando i sassolesi, ma costruendo un servizio davvero vicino alle esigenze delle famiglie, flessibile, efficace e capace di auto correggere rapidamente gli errori. Serve un rapporto di fiducia e reciprocità, non una narrazione che individua colpevoli per coprire falle gestionali.

Migliorare la qualità della raccolta e arrivare a una tariffa realmente equa e puntuale deve essere un obiettivo condiviso. Ma questo richiede prima di tutto un cambio di approccio: meno propaganda e più assunzione di responsabilità da parte di chi gestisce il servizio”.

(Claudia Severi – Coordinatrice cittadina Forza Italia)

Dismissione dell’ex centrale nucleare di Caorso, oggi l’incontro a Piacenza

Dismissione dell’ex centrale nucleare di Caorso, oggi l’incontro a PiacenzaRafforzare la valorizzazione ambientale, la sicurezza idraulica e la riqualificazione territoriale della Media Valle del Po.

Si è tenuto oggi a Piacenza un incontro tra Sogin, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Piacenza e Comuni di Besenzone, Calendasco, Caorso, Castelvetro Piacentino, Cortemaggiore, Monticelli d’Ongina, Piacenza, Rottofreno, San Pietro in Cerro, Sarmato e Villanova sull’Arda, per presentare un Accordo a sostegno del Contratto di fiume della Media Valle del Po.

Un’intesa, sottoscritta da Sogin e Regione, che sancisce un contributo economico pari a quasi 4 milioni di euro, il 2% del costo consuntivato, ad oggi, per i lavori di dismissione della centrale nucleare di Caorso. Come condiviso con gli enti territoriali, l’importo, dovuto per compensazioni ambientali, sarà destinato al finanziamento di interventi previsti dal Contratto di fiume, nell’ambito di un percorso volto alla tutela, valorizzazione ambientale e storico-culturale, turistica e di fruizione delle aree di quel tratto del “Grande Fiume”, la Media Valle del Po, che attraversa anche il Piacentino.

All’incontro hanno partecipato l’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo, l’amministratore delegato di Sogin, Gian Luca Artizzu, la presidente della Provincia di Piacenza, Monica Patelli, la sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, insieme alle amministratrici e agli amministratori dei Comuni interessati. Durante l’incontro è stato inoltre annunciato che il prossimo Tavolo della Trasparenza, per illustrare lo stato di avanzamento dei lavori di decomissioning, si terrà il prossimo 17 aprile.

“Questo accordo rappresenta un passaggio importante e atteso da tempo per dare continuità a un lavoro costruito insieme a Sogin, ai territori e agli enti locali lungo il Po- ha sottolineato l’assessora Priolo-. Le risorse consentono di intervenire su un tratto strategico della Media Valle del Po con l’obiettivo di rafforzare il corridoio ecologico del fiume, ricucire le relazioni tra il corso d’acqua e i territori che attraversa e migliorare la qualità ambientale e paesaggistica di quest’area”.

“È un percorso che guarda alla tutela degli ecosistemi e alla fruizione sostenibile del fiume, ma anche alla valorizzazione del ruolo e dell’identità del Po come infrastruttura naturale e ambientale-ha aggiunto l’assessora-. Come Regione intendiamo accompagnare e rafforzare questo lavoro e siamo pronti a mettere in campo ulteriori risorse, pari a 2 milioni di euro, per completare e integrare gli interventi che saranno condivisi con i Comuni all’interno del Contratto di fiume”.

“La firma di oggi conclude un iter complesso dal punto di vista procedurale e legale durato due anni- ha dichiarato Gian Luca Artizzu, amministratore delegato di Sogin- che ci ha permesso di trovare soluzioni per definire un quadro chiaro nel quale operare. Per questa ragione sono particolarmente soddisfatto- ha aggiunto- perché questo Accordo consente a Sogin da un lato di contribuire concretamente allo sviluppo del territorio piacentino e, dall’altro, di dare concretezza ai percorsi già avviati negli altri territori nei quali siamo presenti”.

Nel corso della riunione sono stati condivisi con gli enti locali gli interventi che potranno essere finanziati grazie alle prime risorse messe a disposizione da Sogin e a quelle che la Regione intende aggiungere.

Andam a Vegg festeggia la 60°puntata

Andam a Vegg festeggia la 60°puntata“Andam a vegg”, lo spettacolo dei ricordi che racconta momenti di vita legati alle nostre radici, raggiunge la 60° puntata e continua  a riscuotere apprezzamento dal pubblico fioranese e non solo.

Ancora una volta saranno in tanti, lunedì 9 febbraio 2026, alle ore 21, al teatro Astoria di Fiorano Modenese per ridere ai siparietti comici e alle battute di Giuliana, Vincenzo, Riccardo e Luigi.

Insieme ai soliti entertainers e actors di “casa nostra” saranno ospiti dello show il cantante Donatello, un mito della canzone italiana negli anni ‘70 e ‘80; i cabarettisti Dondarini e Dal Fiume.

Il premio “riconoscenza” andrà a ASDR Pedalpino che da anni si occupa si occupa di attività ricreative e ludico-sportive legate al lancio della ruzzola.

“Andam a vegg” è organizzato dall’associazione Fiera di San Rocco in collaborazione tecnica con GP Eventi e con il contributo dell’Amministrazione Comunale.

L’ingresso è, come sempre, libero e gratuito.

 

Fotovoltaico, a Formigine più che raddoppiata la potenza degli impianti

Fotovoltaico, a Formigine più che raddoppiata la potenza degli impiantiProsegue l’impegno del Comune di Formigine per la sostenibilità ambientale e la transizione energetica attraverso la diffusione di impianti fotovoltaici a servizio del patrimonio pubblico. Ad oggi sono 16 gli impianti fotovoltaici installati su scuole, strutture sportive ed edifici comunali, a testimonianza di una strategia portata avanti con continuità negli anni per incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili e ridurre l’impatto ambientale delle attività dell’ente.

Un impegno che trova riscontro anche nei dati sulla produzione energetica complessiva, in costante crescita. Nel corso del 2024 la potenza degli impianti fotovoltaici comunali era pari a circa 75 kW di energia elettrica, mentre nel 2025 ha raggiunto i 198,68 kW, segnando un incremento significativo e confermando l’efficacia degli investimenti realizzati e di quelli programmati.

Gli impianti attualmente in funzione presentano caratteristiche e dimensionamenti differenti in base all’edificio servito e alle relative esigenze energetiche: la potenza installata varia infatti da impianti di piccola taglia, pari a circa 2 kW, fino a impianti di maggiore dimensione che raggiungono i 99 kW. Una scelta progettuale calibrata sui singoli contesti, che consente di massimizzare l’autoconsumo dell’energia prodotta e di migliorare l’efficienza complessiva degli edifici pubblici.

Nel corso del 2025 sono inoltre in programma nuovi interventi che andranno a rafforzare ulteriormente il sistema comunale di produzione da fonti rinnovabili. È prevista la realizzazione di un nuovo impianto fotovoltaico presso l’Opera Pia Castiglioni, mentre è in fase di progettazione un impianto a servizio della palestra Ascari di Casinalbo, attualmente oggetto di lavori. Già programmata anche l’installazione di un impianto fotovoltaico presso il nuovo polo dell’infanzia Prampolini di Casinalbo, che sarà realizzato contestualmente alla costruzione del plesso.

Afferma l’assessora all’Ambiente Giulia Malvolti: “La diffusione degli impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici rappresenta uno degli strumenti più concreti di cui disponiamo per agire sul fronte della sostenibilità ambientale. Investire nelle energie rinnovabili significa ridurre le emissioni, contenere i consumi da fonti fossili e allo stesso tempo rendere più efficiente il patrimonio comunale. La possibilità di produrre e autoconsumare energia consente anche di ridurre i costi energetici dell’ente, liberando risorse che possono essere destinate ad altri servizi per la comunità. Continuiamo quindi su questa strada con interventi programmati e integrati nei progetti di riqualificazione e di nuova costruzione, nella convinzione che il Comune debba essere protagonista attivo della transizione ecologica”.

Sempre il sindaco risponde all’interrogazione di Fratelli d’Italia Sassuolo sull’immobile “I Quadrati”

Sempre il sindaco risponde all’interrogazione di Fratelli d’Italia Sassuolo sull’immobile “I Quadrati”
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La terza ed ultima interrogazione discussa nel consiglio comunale di ieri sera era a firma dei consiglieri di Fratelli d’Italia, avente ad oggetto “Volontà dell’Amministrazione relativamente alla destinazione d’uso dell’immobile I Quadrati quale luogo di culto Centro Islamico dopo i fatti emersi dall’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo”.

“Premesso che – si legge nell’interrogazione illustrata dal Capogruppo Luca Caselli – nel corrente mese di gennaio 2026 è balzata all’onore delle cronache nazionali una inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo che ha portato all’arresto di alcuni soggetti ai quali è stata contestata una illecita attività di finanziamento all’organizzazione terroristica Hamas. Uno dei soggetti inizialmente tratti in arresto era residente a Sassuolo, dove deteneva nel proprio garage ingenti somme di denaro in contanti, oltre ad essere proprietario di decine di immobili ubicati in provincia di Modena. La comunità islamica di Sassuolo ha recentemente adibito a “centro culturale” il compendio immobiliare a suo tempo acquistato e ubicato presso il Direzionale “I Quadrati” e all’inaugurazione di tale nuova realtà sono intervenuti alcuni esponenti della maggioranza consiliare e della Giunta, seppure, per loro ammissione, “a titolo personale”.

L’assessore Zilioli e la Giunta hanno pubblicamente annunciato che detto centro culturale potrà ottenere la destinazione d’uso a luogo di culto e che della questione sarà investito il Consiglio Comunale in occasione dell’approvazione del PUG.  Contro tale decisione sono state raccolte più di 8mila firme di cittadini sassolesi, peraltro prima dei fatti di cronaca sopra richiamati. Il Sindaco ha partecipato a diverse manifestazioni religiose della comunità islamica in questione, portando il saluto delle istituzioni comunali. Tutto ciò premesso chiedono: se il Sindaco e la Giunta siano ancora favorevoli alla concessione della destinazione d’uso a luogo di culto al centro islamico ubicato presso ·’I Quadrati”. Se il Sindaco e la Giunta abbiano in qualsiasi modo avuto contatti, anche informali, con qualcuno dei soggetti coinvolti nell’inchiesta sopra menzionata e in caso affermativo, a quale titolo. Come giudichi il Sindaco la presenza di soggetti coinvolti nella citata indagine sul nostro territorio. Se l’Amministrazione abbia preso in esame richieste di cambi di destinazione d’uso di immobili di proprietà di oggetti coinvolti nell’indagine di cui sopra ovvero altre richieste amministrative di qualunque natura”.

 

Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini.

“In riferimento all’interrogazione in oggetto, ritengo anzitutto opportuno precisare che alle questioni sollevate ho già avuto modo di rispondere pubblicamente in più occasioni, da ultimo con dichiarazioni rese alla stampa il 28 dicembre scorso, pochi giorni dopo il clamore suscitato anche a Sassuolo dall’inchiesta denominata “Domino”. Ringrazio tuttavia per le domande, poiché mi offrono l’occasione per ribadire in modo formale e trasparente alcuni principi che guidano l’azione dell’Amministrazione: il rispetto delle regole, la centralità delle istituzioni democratiche e la responsabilità verso l’intera comunità cittadina.

Per quanto riguarda l’immobile noto come “I Quadrati”, ribadisco che ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta di cambio di destinazione d’uso a luogo di culto. In assenza di una domanda formale, non esiste alcun procedimento amministrativo in corso, né alcuna decisione assunta o assumibile da parte dell’Amministrazione.

Ribadisco altresì che, qualora una richiesta dovesse essere presentata, non sarebbe comunque la Giunta comunale a decidere. Ogni eventuale istanza verrebbe esaminata nelle sedi istituzionalmente competenti e sottoposta all’attenzione del Consiglio Comunale, quale massimo organo politico-amministrativo dell’Ente. Sarebbe quindi il Consiglio, nella sua collegialità, ad assumere ogni decisione, nel rispetto delle normative urbanistiche, della pianificazione vigente e delle prerogative democratiche dell’assemblea.

Con riferimento ai rapporti con soggetti coinvolti nell’inchiesta “Domino”, si precisa che né il Sindaco né la Giunta hanno intrattenuto contatti, relazioni o collaborazioni, tanto formali quanto informali, con persone o associazioni coinvolte, anche indirettamente, nella citata indagine.

Nel formulare una valutazione sulla presenza di soggetti coinvolti in indagini di questa natura sul nostro territorio, ritengo necessario affermare un principio chiaro: la sicurezza è un bene primario della comunità, e il lavoro delle forze dell’ordine dimostra come la preoccupazione debba tradursi in attenzione, responsabilità e collaborazione istituzionale, non in allarmismi, generalizzazioni o processi sommari.

Il coinvolgimento, anche marginale, di Sassuolo in un’operazione antiterrorismo è un segnale che impone di non abbassare mai la guardia, ma anche di mantenere equilibrio e senso delle istituzioni. La sicurezza delle città e il rispetto delle regole non sono temi astratti: riguardano la vita quotidiana delle persone e richiedono risposte ferme, ma sempre ancorate allo Stato di diritto.

A completamento delle informazioni disponibili, si dà atto che, successivamente all’avvio dell’inchiesta “Domino”, il Tribunale del Riesame di Genova, in data 19 gennaio 2026, ha disposto la scarcerazione della persona arrestata a Sassuolo, nell’ambito delle valutazioni di competenza dell’autorità giudiziaria. L’indagine risulta tuttora in corso e permangono le contestazioni a carico degli altri indagati. Ciò conferma la necessità di affidarsi al lavoro della magistratura, nel rispetto dei diversi gradi di giudizio.

Su un punto, tuttavia, dobbiamo essere assolutamente chiari e irreprensibili: nessuna tolleranza verso l’illegalità e, ancor meno, verso il terrorismo. Qualora venisse accertato che iniziative presentate come forme di solidarietà siano state utilizzate per finanziare organizzazioni terroristiche, ci troveremmo di fronte a un fatto gravissimo, che condanno senza esitazioni. La solidarietà non può mai trasformarsi in sostegno alla violenza.

Allo stesso tempo, è doveroso ribadire con forza che le responsabilità penali sono sempre individuali e non possono, né devono, essere estese a intere comunità religiose o culturali. Le istituzioni costruiscono fiducia quando sono ferme nella tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, ma anche quando sanno distinguere chiaramente tra i comportamenti dei singoli e le comunità nel loro complesso. Sassuolo è una città abituata al dialogo, all’integrazione e alla partecipazione, e questi valori restano tali solo se si muovono all’interno di un quadro chiaro di diritti e doveri condivisi.

Infine, si precisa che l’Amministrazione comunale non ha preso in esame richieste di cambio di destinazione d’uso o altre istanze amministrative di qualunque natura riferibili a immobili di proprietà di soggetti coinvolti nell’indagine “Domino”. Proprio per l’importanza e la delicatezza del tema, ho richiesto un incontro urgente con il Prefetto a seguito dei fatti emersi e sono mantenuti contatti periodici, al fine di avere garanzie chiare e puntuali che sul territorio comunale non vi siano associazioni, attività o iniziative riconducibili ad organizzazioni terroristiche.

La libertà religiosa è un valore costituzionale irrinunciabile, ma non può mai essere disgiunta dal rispetto delle leggi, dalla difesa dell’ordine pubblico e dalla tutela della sicurezza collettiva. È su questo equilibrio, fermo e non negoziabile, che si fonda la convivenza civile e l’azione di questa Amministrazione”.

In Consiglio la risposta all’interrogazione di Forza Italia sull’inchiesta “Domino”

In Consiglio la risposta all’interrogazione di Forza Italia sull’inchiesta “Domino”La prima interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Davide Capezzera, Forza Italia, avente ad oggetto: “In merito alla presenza e ai rapporti del Comune di Sassuolo con Associazioni Islamiche operanti sul territorio comunale”.

“Premesso che – si legge nell’interrogazione illustrata da Capezzera – nelle ultime settimane il dibattito pubblico cittadino si è intensificato in relazione alla presenza di associazioni islamiche operanti sul territorio comunale, anche a seguito di fatti di cronaca e di indagini giudiziarie di rilievo nazionale; organi di stampa locali e nazionali hanno dato ampio risalto a notizie riguardanti l’inchiesta denominata “DOMINO”, che coinvolgerebbe soggetti e associazioni di matrice islamica attive in diversi territori italiani. Considerato che il Comune, nell’esercizio delle proprie funzioni, può concedere patrocini, contributi o instaurare rapporti istituzionali con associazioni culturali, religiose e sociali, nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa; è interesse del Consiglio comunale e della cittadinanza conoscere con chiarezza il numero, la natura giuridica e i rapporti intercorrenti tra l’Ente e le associazioni islamiche operanti o comunque coinvolte in attività sul territorio comunale; eventuali rapporti con associazioni aventi sede al di fuori del territorio comunale devono essere improntati alla massima cautela e trasparenza, soprattutto laddove tali soggetti risultino citati o coinvolti in indagini giudiziarie. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Sindaco e la Giunta comunale per sapere: quante siano, al 1° gennaio 2026, le associazioni islamiche presenti e operanti sul territorio del Comune di Sassuolo, specificandone denominazione, natura giuridica e sede legale; se il Comune di Sassuolo abbia concesso, dal 1° gennaio 2014 ad oggi, patrocini onerosi o non onerosi, utilizzo di spazi comunali o altre forme di sostegno diretto o indiretto alle suddette associazioni, e in caso affermativo con quali atti e per quali finalità e se siano stati acquisiti gli statuti delle associazioni, i bilanci, nonché i rendiconti delle iniziative svolte; se il Comune di Sassuolo abbia intrattenuto, dal 1° gennaio 2014 ad oggi, rapporti istituzionali, collaborazioni, incontri formali o informali con associazioni islamiche anche non aventi sede nel territorio comunale, che risultino coinvolte, anche indirettamente, nell’inchiesta denominata “DOMINO”, e in caso affermativo di specificarne natura, oggetto e presupposti”.

 

Ha risposto il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini.

“In riferimento all’interrogazione in oggetto, si ritiene innanzitutto necessario formulare una precisazione di carattere metodologico e istituzionale.

La richiesta di individuare le “associazioni islamiche” presenti e operanti sul territorio comunale introduce una categorizzazione delle associazioni che il Comune non assume come criterio di classificazione né di riconoscimento. Le associazioni, infatti, si definiscono e sono giuridicamente qualificate sulla base della natura delle attività svolte (culturali, sportive, sociali, ricreative, educative) e della forma giuridica, e non sulla base di elementi religiosi o confessionali, che non costituiscono un requisito identificativo né amministrativo.

Tale impostazione è coerente con i principi dell’ordinamento e con le modalità attraverso cui l’Ente intrattiene rapporti con il mondo associativo, senza operare distinzioni fondate su appartenenze religiose, etniche o culturali.

Ciò premesso, si comprende tuttavia il senso sostanziale della domanda e, sulla base delle informazioni in possesso dell’Amministrazione, si ritiene che il riferimento possa essere ricondotto alle realtà associative che, sul territorio comunale di Sassuolo, risultano comunemente conosciute e operanti nell’ambito di attività culturali riconducibili alla comunità islamica, e in particolare all’Associazione di Cultura Al Huda APS, con sede in Via Atene n. 6/8, e all’Istituto di Studi Al Medina ETS, con sede in Via Decorati al Valore Militare n. 30.

Per quanto riguarda i rapporti intercorsi con l’Amministrazione comunale, si rappresenta che, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2014 e il 7 ottobre 2020, sono stati concessi complessivamente 21 patrocini, esclusivamente sotto forma di utilizzo gratuito di sale comunali per incontri, senza erogazione di contributi economici diretti. A partire dal 7 ottobre 2020 e fino ad oggi, non risultano concessi patrocini, utilizzi di spazi comunali o altre forme di sostegno, né onerose né non onerose.

Con riferimento, infine, ai rapporti con soggetti coinvolti nell’inchiesta denominata “Domino”, si precisa che l’attuale Giunta comunale non ha mai intrattenuto, dal proprio insediamento ad oggi, rapporti istituzionali, collaborazioni o relazioni, tanto formali quanto informali, con associazioni o persone coinvolte nella suddetta inchiesta”.

 

Un ECG in dono all’Ospedale di Sassuolo dal Circolo ‘Nuraghe’, in memoria di Paolo Pittalis

Un ECG in dono all’Ospedale di Sassuolo dal Circolo ‘Nuraghe’, in memoria di Paolo PittalisIl circolo ‘Nuraghe’ di Fiorano ha donato all’ospedale di Sassuolo un nuovo Elettrocardiografo, del valore di circa 4 mila euro, istallato presso il Poliambulatorio ‘Ars Medica’. I fondi sono stati raccolti con il “Pitta Day”, una giornata dedicata alla musica e alle band amiche in ricordo di Paolo Pittalis, scomparso prematuramente a maggio 2024 a soli 47 anni a causa di una patologia cardiaca non diagnosticata in vita.

Una delegazione del Circolo, con il presidente Mario Ledda e i genitori di Paolo Pittalis, hanno fatto visita stamane all’ambulatorio dove è stato installato il nuovo strumento, utile per la prevenzione cardiovascolare di primo livello. Per l’occasione, erano presenti anche il Direttore Generale dell’Ospedale, Stefano Reggiani e la Dr.ssa Ermentina Bagni, Direttrice dell’Unità Operativa di Cardiologia.

Sulla A13 questa notte chiusa la stazione di Bologna Interporto, in uscita per chi proviene da Bologna

Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di pavimentazione, dalle 21:00 di giovedì 5 alle 5:00 di venerdì 6 febbraio, sarà chiusa la stazione di Bologna Interporto, in uscita per chi proviene da Bologna o da Padova.

In alternativa si consiglia di uscire alle seguenti stazioni: per chi proviene da Bologna: Bologna Arcoveggio; per chi proviene da Padova: Altedo.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 6 febbraio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 6 febbraio 2026

Cielo molto nuvoloso con precipitazioni deboli/moderate che nella prima parte della giornata interesseranno tutti i settori, con quota neve superiore ai 1000/1100 metri. Dal pomeriggio i fenomeni tenderanno a lasciare la Regione spostandosi verso Est.

Temperature in lieve aumento le minime comprese tra 7 e 9 gradi; in diminuzione le massime con valori attorno a 11 gradi. Venti di direzione variabile, generalmente deboli sulle pianure, con temporanei rinforzi sino a forti sui rilievi appenninici e costa romagnola. Mare tendenzialmente mosso, localmente molto mosso sul settore più meridionale.

(Arpae)

Oltre 12 milioni di euro per sostenere imprese agricole, zootecniche e ittiche, e tutelare l’ape italiana

Oltre 12 milioni di euro per sostenere imprese agricole, zootecniche e ittiche, e tutelare l’ape italianaUna dotazione finanziaria superiore ai 12 milioni di euro per i primi tre anni, di cui 5,74 milioni di euro già previsti per il 2026, con l’obiettivo di rendere strutturale il sostegno economico e tecnico ai comparti agricolo, zootecnico, della pesca e dell’acquacoltura, rafforzando la capacità delle imprese di affrontare una fase complessa segnata dall’aumento dei costi di produzione, dalle incertezze dei mercati, dagli effetti del cambiamento climatico e dalla pressione delle specie invasive.

È quanto prevede il Progetto di legge regionale approvato dalla Giunta, che avvia ora il proprio iter in Assemblea legislativa per l’esame nelle Commissioni competenti e il successivo approdo in Aula. Il testo rinnova e armonizza le linee di intervento regionali e introduce modifiche alla legge regionale 2 del 4 marzo 2019, in materia di apicoltura, aggiornandone il quadro normativo.

Il provvedimento punta a rinnovare e riorganizzare in modo organico le linee di intervento regionali, introducendo strumenti flessibili e una dotazione finanziaria dedicata per rafforzare il sostegno economico ai comparti produttivi e contribuire alla tutela di imprese, filiere e alla loro sostenibilità. Nel 2026 sono previste risorse mirate per le principali filiere: oltre 3,5 milioni di euro per le produzioni vegetali, 640mila euro per la zootecnia e 1,5 milioni di euro per pesca e acquacoltura.

Inoltre, la normativa regionale sull’apicoltura sarà allineata a quella nazionale, rafforzando la tutela dell’ape mellifera ligustica, la sottospecie autoctona italiana, e migliorando il quadro dei controlli e delle misure per la tutela.

“Come Regione abbiamo deciso di dotarci di uno strumento per sostenere in maniera strutturale i comparti dell’agricoltura, della zootecnia, della pesca e dell’acquacoltura, rafforzando il sostegno alle imprese e accompagnandole in una fase complessa- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Il progetto di legge, che avvia ora il proprio iter di approvazione, combina sostegno economico immediato, aggiornamento normativo mirato e semplificazione amministrativa, con un’attenzione particolare alla sostenibilità, alla biodiversità e alla tutela delle produzioni regionali e del reddito delle imprese”.

“L’obiettivo- prosegue l’assessore- è rinnovare le linee di intervento della Regione per mettere a disposizione di questi settori produttivi, che rappresentano un pilastro dell’economia dell’Emilia-Romagna, un supporto adeguato a un contesto caratterizzato da forti oscillazioni dei mercati, dall’aumento dei costi di produzione, dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e dalla pressione delle specie invasive, puntando a garantire stabilità, competitività e sostenibilità nel medio periodo”.

“Una parte importante del provvedimento- aggiunge Mammi- è dedicata all’apicoltura, un settore strategico non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale. Le modifiche alla legge regionale rafforzano la tutela dell’ape italiana, l’Apis mellifera ligustica, rendono la normativa regionale più coerente con il quadro nazionale, migliorano i controlli sanitari, chiariscono le regole e introducono strumenti che favoriscono la prevenzione e la gestione delle irregolarità”.

Il Progetto di legge nel dettaglio 

Il nuovo impianto legislativo mira a rendere più strutturale il sostegno ai comparti delle produzioni vegetali, della zootecnia e della pesca, attraverso una razionalizzazione e armonizzazione delle linee di intervento regionali e l’introduzione di strumenti operativi più flessibili, in grado di orientare le politiche di sostegno in funzione delle effettive esigenze dei settori produttivi.

Dal punto di vista finanziario, il progetto di legge prevede uno stanziamento complessivo superiore ai 12 milioni di euro nel triennio, con una dotazione pari a 5,74 milioni di euro per il 2026, 3,29 milioni per il 2027 e 3,49 milioni per il 2028. Le misure in programma comprendono contributi e indennizzi a favore delle imprese agricole, zootecniche, della pesca e dell’acquacoltura, oltre ad azioni orientate all’innovazione, alla sostenibilità e alla tutela del patrimonio produttivo regionale.

Gli interventi spaziano dall’adozione di tecniche colturali innovative e a basso impatto ambientale, al mantenimento delle razze autoctone e alla salvaguardia della biodiversità, fino alla protezione degli allevamenti ittici da fenomeni critici quali l’anossia, la proliferazione algale e la diffusione di specie invasive.

Produzioni vegetali: è prevista l’attivazione di contributi destinati all’adozione di specifiche tecniche colturali, all’utilizzo di sementi e tubero-semi certificati, all’impiego di mezzi tecnici per il miglioramento e la protezione delle colture e all’adesione a regimi di qualità. Potranno inoltre essere attivati interventi di assistenza tecnica, azioni dimostrative e iniziative informative rivolte alle organizzazioni di produttori, finalizzate al contrasto della diffusione di fitopatie e organismi nocivi a tutela delle colture arboree.

Nel 2026 le risorse complessive destinate al comparto ammontano a oltre 3,5 milioni di euro, così ripartiti: 1,5 milioni di euro in regime de minimis per la coltivazione della barbabietola, 700mila euro per la pataticoltura, 500mila euro per la risicoltura, 700mila euro per il settore della pera e 150mila euro per il comparto olivicolo.

Aziende zootecniche: la Regione attiverà contributi rivolti ad allevatori, associazioni di allevatori ed enti selezionatori riconosciuti, destinati al mantenimento delle razze autoctone e alla tutela della biodiversità, al miglioramento genetico e qualitativo delle risorse animali, al benessere animale, nonché alla prevenzione e al contenimento delle malattie animali. Sono inoltre previste iniziative di informazione, promozione e assistenza tecnica. Per il 2026 lo stanziamento complessivo è pari a 640mila euro, di cui 500mila euro destinati al miglioramento genetico del bestiame, 100mila euro per l’acquisto di vaccini per contrastare la diffusione della blue tongue e 40mila euro per l’acquisto di tori.

Pesca e acquacoltura: indennizzi e contributi saranno finalizzati al contenimento delle specie invasive, al ripristino degli allevamenti danneggiati, alla compensazione delle perdite produttive legate ai periodi di fermo pesca, nonché agli effetti dell’anossia e della proliferazione algale. È inoltre prevista una compensazione per la fluttuazione dei costi di produzione. Per il 2026 sono stanziati 1,5 milioni di euro, di cui 1 milione di euro destinato al ripristino degli allevamenti di vongole e 500mila euro per il contrasto ai fenomeni di anossia che interessano il comparto.

Tutte le misure previste saranno attivate tramite avviso pubblico. L’erogazione dei contributi sarà effettuata dalla Regione o dall’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura per l’Emilia-Romagna (Agrea). Prima dell’emanazione degli avvisi pubblici, è previsto un percorso di informazione e confronto con la Consulta agricola regionale e con i tavoli di settore, al fine di garantire il massimo coinvolgimento dei soggetti interessati e l’efficacia degli interventi.

Apicoltura: una parte significativa del progetto di legge è dedicata all’aggiornamento della legge regionale in materia di apicoltura, riconoscendo al settore apistico un ruolo centrale per la salvaguardia della biodiversità. Le modifiche mirano ad adeguare la normativa regionale al nuovo quadro nazionale sui sistemi di identificazione e registrazione, a rafforzare la tutela dell’Apis mellifera ligustica, l’ape autoctona italiana, e a semplificare complessivamente l’impianto normativo.

Tra le principali novità figurano: una definizione aggiornata di apiario in stato di abbandono; il divieto di nomadismo nelle zone di rispetto per la fecondazione delle api regine della sottospecie ligustica; l’allineamento al piano nazionale dei controlli sanitari; un sistema sanzionatorio più articolato, che amplia anche il meccanismo della diffida. Novità che recepiscono le richieste pervenute dalle associazioni di settore all’interno del tavolo apistico regionale. È inoltre previsto il finanziamento di attività di controllo, ricerca, studi, diffusione di conoscenze scientifiche e servizi specializzati per lo sviluppo e la tutela dell’apicoltura regionale.

Laboratori territoriali per l’innovazione e la sostenibilità delle imprese

Laboratori territoriali per l’innovazione e la sostenibilità delle impreseDall’innovazione nei servizi alla persona a nuove soluzioni per la logistica sostenibile delle merci, fino alla moda e al welfare aziendale collaborativo. Sono questi gli otto progetti, dei “Laboratori territoriali per l’innovazione e la sostenibilità delle imprese”, che hanno contribuito all’attuazione delle strategie regionali per l’Agenda 2030 e del Patto per il Lavoro e il Clima.

Sono progetti realizzati da Enti locali dell’Emilia-Romagna, assieme a partner tecnici come i Clust-ER e Centri per l’innovazione della Rete alta tecnologia, e finanziati dalla Regione per il biennio 2024-25 con un investimento di oltre 640mila euro che ha consentito di finanziare, con un contributo del 100% delle spese previste, fino a un massimo di 40mila euro annui per progetto.

I laboratori sono stati attivati: dal Comune di San Mauro Pascoli (Fc), dalla Camera di Commercio della Romagna, Forlì-Cesena e Rimini, dal Comune di Cesena, dall’Unione Terre D’Argine nel modenese, dalla Città Metropolitana di Bologna, dal Comune di Calderara di Reno (Bo), dal Comune di Ravenna e dal Comune di Mirandola (Mo).

Nelle diverse progettualità sono state complessivamente coinvolte 158 imprese e 52 altri partner: sono stati, inoltre, organizzati 52 tra eventi di diffusione e workshop. Da questa esperienza sono state avviate ulteriori 22 iniziative progettuali.

“L’esperienza dei laboratori territoriali- afferma il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla- si è rivelata molto positiva per il sostegno alla competitività e alla sostenibilità del sistema economico regionale. Si sono sviluppati approcci collaborativi e multilivello tra istituzioni, imprese, enti di ricerca e altri attori. Gli enti promotori hanno valorizzato la conoscenza dei territori e dei bisogni, mentre i partner tecnici hanno facilitato i processi di innovazione e connessione tra soggetti diversi. Gli studi di fattibilità e la creazione di reti relazionali hanno aperto la strada a nuove progettualità, generando un effetto moltiplicatore delle risorse”.

Le iniziative sono state caratterizzate da percorsi di innovazione partecipati, che hanno come protagoniste le imprese, in grado di generare valore condiviso e portare alla co-progettazione di esperienze pilota replicabili, integrando sostenibilità economica, sociale e ambientale anche all’interno di specifiche filiere produttive.
Per approfondimenti: Laboratori territoriali 2024-2025 — Imprese

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