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mercoledì, 8 Aprile 2026
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Un ECG in dono all’Ospedale di Sassuolo dal Circolo ‘Nuraghe’, in memoria di Paolo Pittalis

Un ECG in dono all’Ospedale di Sassuolo dal Circolo ‘Nuraghe’, in memoria di Paolo PittalisIl circolo ‘Nuraghe’ di Fiorano ha donato all’ospedale di Sassuolo un nuovo Elettrocardiografo, del valore di circa 4 mila euro, istallato presso il Poliambulatorio ‘Ars Medica’. I fondi sono stati raccolti con il “Pitta Day”, una giornata dedicata alla musica e alle band amiche in ricordo di Paolo Pittalis, scomparso prematuramente a maggio 2024 a soli 47 anni a causa di una patologia cardiaca non diagnosticata in vita.

Una delegazione del Circolo, con il presidente Mario Ledda e i genitori di Paolo Pittalis, hanno fatto visita stamane all’ambulatorio dove è stato installato il nuovo strumento, utile per la prevenzione cardiovascolare di primo livello. Per l’occasione, erano presenti anche il Direttore Generale dell’Ospedale, Stefano Reggiani e la Dr.ssa Ermentina Bagni, Direttrice dell’Unità Operativa di Cardiologia.

Sulla A13 questa notte chiusa la stazione di Bologna Interporto, in uscita per chi proviene da Bologna

Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di pavimentazione, dalle 21:00 di giovedì 5 alle 5:00 di venerdì 6 febbraio, sarà chiusa la stazione di Bologna Interporto, in uscita per chi proviene da Bologna o da Padova.

In alternativa si consiglia di uscire alle seguenti stazioni: per chi proviene da Bologna: Bologna Arcoveggio; per chi proviene da Padova: Altedo.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 6 febbraio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 6 febbraio 2026

Cielo molto nuvoloso con precipitazioni deboli/moderate che nella prima parte della giornata interesseranno tutti i settori, con quota neve superiore ai 1000/1100 metri. Dal pomeriggio i fenomeni tenderanno a lasciare la Regione spostandosi verso Est.

Temperature in lieve aumento le minime comprese tra 7 e 9 gradi; in diminuzione le massime con valori attorno a 11 gradi. Venti di direzione variabile, generalmente deboli sulle pianure, con temporanei rinforzi sino a forti sui rilievi appenninici e costa romagnola. Mare tendenzialmente mosso, localmente molto mosso sul settore più meridionale.

(Arpae)

Oltre 12 milioni di euro per sostenere imprese agricole, zootecniche e ittiche, e tutelare l’ape italiana

Oltre 12 milioni di euro per sostenere imprese agricole, zootecniche e ittiche, e tutelare l’ape italianaUna dotazione finanziaria superiore ai 12 milioni di euro per i primi tre anni, di cui 5,74 milioni di euro già previsti per il 2026, con l’obiettivo di rendere strutturale il sostegno economico e tecnico ai comparti agricolo, zootecnico, della pesca e dell’acquacoltura, rafforzando la capacità delle imprese di affrontare una fase complessa segnata dall’aumento dei costi di produzione, dalle incertezze dei mercati, dagli effetti del cambiamento climatico e dalla pressione delle specie invasive.

È quanto prevede il Progetto di legge regionale approvato dalla Giunta, che avvia ora il proprio iter in Assemblea legislativa per l’esame nelle Commissioni competenti e il successivo approdo in Aula. Il testo rinnova e armonizza le linee di intervento regionali e introduce modifiche alla legge regionale 2 del 4 marzo 2019, in materia di apicoltura, aggiornandone il quadro normativo.

Il provvedimento punta a rinnovare e riorganizzare in modo organico le linee di intervento regionali, introducendo strumenti flessibili e una dotazione finanziaria dedicata per rafforzare il sostegno economico ai comparti produttivi e contribuire alla tutela di imprese, filiere e alla loro sostenibilità. Nel 2026 sono previste risorse mirate per le principali filiere: oltre 3,5 milioni di euro per le produzioni vegetali, 640mila euro per la zootecnia e 1,5 milioni di euro per pesca e acquacoltura.

Inoltre, la normativa regionale sull’apicoltura sarà allineata a quella nazionale, rafforzando la tutela dell’ape mellifera ligustica, la sottospecie autoctona italiana, e migliorando il quadro dei controlli e delle misure per la tutela.

“Come Regione abbiamo deciso di dotarci di uno strumento per sostenere in maniera strutturale i comparti dell’agricoltura, della zootecnia, della pesca e dell’acquacoltura, rafforzando il sostegno alle imprese e accompagnandole in una fase complessa- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Il progetto di legge, che avvia ora il proprio iter di approvazione, combina sostegno economico immediato, aggiornamento normativo mirato e semplificazione amministrativa, con un’attenzione particolare alla sostenibilità, alla biodiversità e alla tutela delle produzioni regionali e del reddito delle imprese”.

“L’obiettivo- prosegue l’assessore- è rinnovare le linee di intervento della Regione per mettere a disposizione di questi settori produttivi, che rappresentano un pilastro dell’economia dell’Emilia-Romagna, un supporto adeguato a un contesto caratterizzato da forti oscillazioni dei mercati, dall’aumento dei costi di produzione, dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e dalla pressione delle specie invasive, puntando a garantire stabilità, competitività e sostenibilità nel medio periodo”.

“Una parte importante del provvedimento- aggiunge Mammi- è dedicata all’apicoltura, un settore strategico non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale. Le modifiche alla legge regionale rafforzano la tutela dell’ape italiana, l’Apis mellifera ligustica, rendono la normativa regionale più coerente con il quadro nazionale, migliorano i controlli sanitari, chiariscono le regole e introducono strumenti che favoriscono la prevenzione e la gestione delle irregolarità”.

Il Progetto di legge nel dettaglio 

Il nuovo impianto legislativo mira a rendere più strutturale il sostegno ai comparti delle produzioni vegetali, della zootecnia e della pesca, attraverso una razionalizzazione e armonizzazione delle linee di intervento regionali e l’introduzione di strumenti operativi più flessibili, in grado di orientare le politiche di sostegno in funzione delle effettive esigenze dei settori produttivi.

Dal punto di vista finanziario, il progetto di legge prevede uno stanziamento complessivo superiore ai 12 milioni di euro nel triennio, con una dotazione pari a 5,74 milioni di euro per il 2026, 3,29 milioni per il 2027 e 3,49 milioni per il 2028. Le misure in programma comprendono contributi e indennizzi a favore delle imprese agricole, zootecniche, della pesca e dell’acquacoltura, oltre ad azioni orientate all’innovazione, alla sostenibilità e alla tutela del patrimonio produttivo regionale.

Gli interventi spaziano dall’adozione di tecniche colturali innovative e a basso impatto ambientale, al mantenimento delle razze autoctone e alla salvaguardia della biodiversità, fino alla protezione degli allevamenti ittici da fenomeni critici quali l’anossia, la proliferazione algale e la diffusione di specie invasive.

Produzioni vegetali: è prevista l’attivazione di contributi destinati all’adozione di specifiche tecniche colturali, all’utilizzo di sementi e tubero-semi certificati, all’impiego di mezzi tecnici per il miglioramento e la protezione delle colture e all’adesione a regimi di qualità. Potranno inoltre essere attivati interventi di assistenza tecnica, azioni dimostrative e iniziative informative rivolte alle organizzazioni di produttori, finalizzate al contrasto della diffusione di fitopatie e organismi nocivi a tutela delle colture arboree.

Nel 2026 le risorse complessive destinate al comparto ammontano a oltre 3,5 milioni di euro, così ripartiti: 1,5 milioni di euro in regime de minimis per la coltivazione della barbabietola, 700mila euro per la pataticoltura, 500mila euro per la risicoltura, 700mila euro per il settore della pera e 150mila euro per il comparto olivicolo.

Aziende zootecniche: la Regione attiverà contributi rivolti ad allevatori, associazioni di allevatori ed enti selezionatori riconosciuti, destinati al mantenimento delle razze autoctone e alla tutela della biodiversità, al miglioramento genetico e qualitativo delle risorse animali, al benessere animale, nonché alla prevenzione e al contenimento delle malattie animali. Sono inoltre previste iniziative di informazione, promozione e assistenza tecnica. Per il 2026 lo stanziamento complessivo è pari a 640mila euro, di cui 500mila euro destinati al miglioramento genetico del bestiame, 100mila euro per l’acquisto di vaccini per contrastare la diffusione della blue tongue e 40mila euro per l’acquisto di tori.

Pesca e acquacoltura: indennizzi e contributi saranno finalizzati al contenimento delle specie invasive, al ripristino degli allevamenti danneggiati, alla compensazione delle perdite produttive legate ai periodi di fermo pesca, nonché agli effetti dell’anossia e della proliferazione algale. È inoltre prevista una compensazione per la fluttuazione dei costi di produzione. Per il 2026 sono stanziati 1,5 milioni di euro, di cui 1 milione di euro destinato al ripristino degli allevamenti di vongole e 500mila euro per il contrasto ai fenomeni di anossia che interessano il comparto.

Tutte le misure previste saranno attivate tramite avviso pubblico. L’erogazione dei contributi sarà effettuata dalla Regione o dall’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura per l’Emilia-Romagna (Agrea). Prima dell’emanazione degli avvisi pubblici, è previsto un percorso di informazione e confronto con la Consulta agricola regionale e con i tavoli di settore, al fine di garantire il massimo coinvolgimento dei soggetti interessati e l’efficacia degli interventi.

Apicoltura: una parte significativa del progetto di legge è dedicata all’aggiornamento della legge regionale in materia di apicoltura, riconoscendo al settore apistico un ruolo centrale per la salvaguardia della biodiversità. Le modifiche mirano ad adeguare la normativa regionale al nuovo quadro nazionale sui sistemi di identificazione e registrazione, a rafforzare la tutela dell’Apis mellifera ligustica, l’ape autoctona italiana, e a semplificare complessivamente l’impianto normativo.

Tra le principali novità figurano: una definizione aggiornata di apiario in stato di abbandono; il divieto di nomadismo nelle zone di rispetto per la fecondazione delle api regine della sottospecie ligustica; l’allineamento al piano nazionale dei controlli sanitari; un sistema sanzionatorio più articolato, che amplia anche il meccanismo della diffida. Novità che recepiscono le richieste pervenute dalle associazioni di settore all’interno del tavolo apistico regionale. È inoltre previsto il finanziamento di attività di controllo, ricerca, studi, diffusione di conoscenze scientifiche e servizi specializzati per lo sviluppo e la tutela dell’apicoltura regionale.

Laboratori territoriali per l’innovazione e la sostenibilità delle imprese

Laboratori territoriali per l’innovazione e la sostenibilità delle impreseDall’innovazione nei servizi alla persona a nuove soluzioni per la logistica sostenibile delle merci, fino alla moda e al welfare aziendale collaborativo. Sono questi gli otto progetti, dei “Laboratori territoriali per l’innovazione e la sostenibilità delle imprese”, che hanno contribuito all’attuazione delle strategie regionali per l’Agenda 2030 e del Patto per il Lavoro e il Clima.

Sono progetti realizzati da Enti locali dell’Emilia-Romagna, assieme a partner tecnici come i Clust-ER e Centri per l’innovazione della Rete alta tecnologia, e finanziati dalla Regione per il biennio 2024-25 con un investimento di oltre 640mila euro che ha consentito di finanziare, con un contributo del 100% delle spese previste, fino a un massimo di 40mila euro annui per progetto.

I laboratori sono stati attivati: dal Comune di San Mauro Pascoli (Fc), dalla Camera di Commercio della Romagna, Forlì-Cesena e Rimini, dal Comune di Cesena, dall’Unione Terre D’Argine nel modenese, dalla Città Metropolitana di Bologna, dal Comune di Calderara di Reno (Bo), dal Comune di Ravenna e dal Comune di Mirandola (Mo).

Nelle diverse progettualità sono state complessivamente coinvolte 158 imprese e 52 altri partner: sono stati, inoltre, organizzati 52 tra eventi di diffusione e workshop. Da questa esperienza sono state avviate ulteriori 22 iniziative progettuali.

“L’esperienza dei laboratori territoriali- afferma il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla- si è rivelata molto positiva per il sostegno alla competitività e alla sostenibilità del sistema economico regionale. Si sono sviluppati approcci collaborativi e multilivello tra istituzioni, imprese, enti di ricerca e altri attori. Gli enti promotori hanno valorizzato la conoscenza dei territori e dei bisogni, mentre i partner tecnici hanno facilitato i processi di innovazione e connessione tra soggetti diversi. Gli studi di fattibilità e la creazione di reti relazionali hanno aperto la strada a nuove progettualità, generando un effetto moltiplicatore delle risorse”.

Le iniziative sono state caratterizzate da percorsi di innovazione partecipati, che hanno come protagoniste le imprese, in grado di generare valore condiviso e portare alla co-progettazione di esperienze pilota replicabili, integrando sostenibilità economica, sociale e ambientale anche all’interno di specifiche filiere produttive.
Per approfondimenti: Laboratori territoriali 2024-2025 — Imprese

Maranello, attivata l’app ‘EasyPark’ per la sosta nei pressi del Museo Ferrari

Maranello, attivata l’app ‘EasyPark’ per la sosta nei pressi del Museo Ferrari
EasyPark (immagine fornita dal Comune)

EasyPark, l’app per la sosta più diffusa in Italia e in Europa, è ora attiva anche a Maranello e va ad aggiungersi agli altri metodi di pagamento più tradizionali: in particolare, la novità riguarda le aree di parcheggi a pagamento situate in Via Dino Ferrari nei pressi del Museo Ferrari.

EasyPark consente agli automobilisti di pagare la sosta su strisce blu dal proprio smartphone: grazie alla possibilità di prolungare la durata della sosta direttamente dal cellulare in qualsiasi momento, ovunque ci si trovi, o di interromperla anticipatamente al rientro in auto, il pagamento sarà dunque riferito al tempo effettivo della propria permanenza, nel rispetto delle tariffe stabilite dall’amministrazione comunale.

“Riteniamo sia un servizio utile – sottolinea Juri Fontana, assessore al Turismo di Maranello -, soprattutto per i tanti visitatori del Museo Ferrari e per i turisti che la nostra città accoglie ogni giorno. EasyPark rappresenta senz’altro un’opzione in più per chi raggiunge Maranello in auto, dando a tutti la possibilità di gestire la sosta a pagamento in modo ‘chirurgico’, immediato e senza dover ricorrere a contanti e monetine, modalità che comunque resteranno disponibili”.

“Siamo lieti che il nostro servizio, già attivo in migliaia di comuni in Italia e all’estero, sia ora disponibile anche a Maranello – afferma Giuliano Caldo, Regional Director Southern Europe di Arrive – una città che vanta una forte vocazione turistica e un flusso costante di visitatori. La nostra app porta i benefici della digitalizzazione nella quotidianità, consentendo agli automobilisti di gestire le operazioni di sosta in modo più facile, comodo e veloce”.

Per utilizzare EasyPark, è necessario scaricare l’app dagli store Apple e Android, inserire il numero di cellulare e disporre di carta di pagamento, anche prepagata.

Ulteriori informazioni e costi del servizio sono indicati sul sito web all’indirizzo https://www.easypark.com/it-it.

 

EasyPark, parte della piattaforma globale di mobilità ‘Arrive’, è il principale fornitore di soluzioni intelligenti per la sosta e la mobilità in Europa: è presente in oltre 4.000 città in più di 20 Paesi. In Italia l’app è attiva in 1000 comuni, tra i quali Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna, Firenze, Palermo e Catania.

 

Maranello, il Carnevale con la Banda Rulli Frulli

Maranello, il Carnevale con la Banda Rulli Frulli
Rulli Frulli (immagine fornita dal Comune di Maranello)

A Maranello arriva il Carnevale: sabato 7 febbraio dalle ore 14.30 alle ore 17 in Piazza Libertà un pomeriggio di laboratori, attività e giochi. Ospite speciale di questa edizione una delegazione della Banda Rulli e Frulli, l’ensemble musicale di Finale Emilia che vede la partecipazione di ragazzi, adolescenti e giovani adulti, abili e diversamente abili.

Saranno loro ad allietare in allegria il pomeriggio, con interventi musicali itineranti e uno speciale laboratorio musicale “Rulli Frullini” per bambini 6-11 anni. Per tutto il pomeriggio la piazza sarà animata da laboratori creativi per bambini dalla più tenera età fino agli 11 anni, truccabimbi, attività e giochi tra cui una postazione di giochi da tavolo. In programma anche le fiabe itineranti “Animali in maschera!”, un percorso con i tricicli in collaborazione con la Polizia Locale , un’area ristoro a cura delle associazioni Hewo Modena e Acim. I bambini e gli adulti sono invitati a partecipare mascherati, in caso di maltempo la festa è rimandata a sabato 14 febbraio. Info: Servizio Istruzione Via Vittorio Veneto 9 tel. 0536240042.

Quando lo scarto diventa bellezza: inaugurata nella sede della Regione, a Bologna, la mostra Scart del Gruppo Hera

Quando lo scarto diventa bellezza: inaugurata nella sede della Regione, a Bologna, la mostra Scart del Gruppo HeraNulla è ciò che sembra. Animali scolpiti nella carta di giornale, nel policarbonato di scarto, nei barattoli di latta, nelle reti metalliche e negli abiti dismessi. Oggetti destinati a essere dimenticati che tornano a raccontare una storia, assumendo nuove forme e nuovi significati.

In altre parole, “Il lato bello e utile del rifiuto”, la mostra organizzata nell’ambito del progetto Scart del Gruppo Hera, inaugurata oggi nella sede di viale Aldo Moro 30 della Regione, in occasione di Arte Fiera 2026 – Art City. Un percorso espositivo che trasforma materiali di recupero in opere d’arte e riflessione collettiva, dando vita a uno spazio in cui arte contemporanea, sostenibilità e ambiente si incontrano attraverso la creatività e interrogano visitatrici e visitatori sul rapporto tra consumo e valore delle cose.

Presenti all’inaugurazione, l’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo, l’amministratore delegato di Herambiente, Andrea Ramonda, e il direttore marketing di Herambiente e ideatore del progetto Scart, Maurizio Giani.

“Arte ed economia circolare condividono la stessa vocazione: quella della trasformazione. Entrambe sanno dare nuova vita agli oggetti della nostra quotidianità, rendendoli qualcosa di inaspettato, prezioso e migliore- sottolinea l’assessora Priolo-. Il progetto Scart e questa mostra dimostrano in modo concreto come ciò che consideriamo scarto possa diventare risorsa, bellezza e occasione di riflessione. È un messaggio che parla non solo al mondo dell’arte, ma a tutte e tutti noi, perché riguarda il modo in cui produciamo, consumiamo e attribuiamo valore alle cose. Come Regione- prosegue Priolo- lavoriamo da anni per rendere l’economia circolare un asse strutturale delle nostre politiche ambientali e industriali. Portare questa mostra all’interno della sede regionale significa ribadire che la transizione ecologica passa anche da iniziative capaci di coinvolgere, rendere comprensibili temi complessi e stimolare un cambiamento culturale diffuso. L’arte, in questo senso, è uno strumento potente, perché rende visibile e immediato ciò che spesso resta astratto”.

Il percorso espositivo

La mostra si articola in una serie di opere che raffigurano animali – lupi, orsi, cavalli, aquile, gufi, cani, fenicotteri e gabbiani – realizzati con materiali di recupero provenienti da ambiti industriali e di uso quotidiano. Carta di giornale, policarbonato di scarto, barattoli di latta, bombolette spray, reti metalliche, abiti dismessi e componenti industriali compongono figure riconoscibili e al tempo stesso spiazzanti, in cui la materia conserva tracce evidenti della propria origine.

Il percorso gioca sullo scarto tra ciò che appare e ciò che è, trasformando oggetti destinati all’abbandono in presenze capaci di attirare lo sguardo e sollecitare una riflessione sul valore delle cose, sul consumo e sul rapporto tra attività umane e ambiente.

Il progetto Scart

Scart è il progetto artistico del Gruppo Hera che da oltre 25 anni trasforma scarti di lavorazione industriale in opere d’arte, coniugando etica ed estetica. Con oltre mille manufatti realizzati nel tempo, il progetto utilizza il linguaggio artistico per sensibilizzare sui temi dell’economia circolare, della sostenibilità ambientale e della corretta gestione dei rifiuti, mettendo a disposizione opere per iniziative che promuovono la cultura ambientale.

Cgil, Cisl e Uil condannano in modo netto le parole del consigliere di Formigine Righi Riva

Cgil, Cisl e Uil condannano in modo netto le parole del consigliere di Formigine Righi Riva“Il diritto di voto alle donne non è un attacco all’unità familiare ma la più straordinaria conquista di libertà e democrazia, che ha permesso al nostro Paese di voltare davvero pagina dopo il buio e l’orrore della dittatura e di incamminarsi sulla strada del cambiamento”.

Sono compatte Cgil, Cisl e Uil modenesi nella condanna delle affermazioni rese nei giorni scorsi dal consigliere di opposizione Costantino Righi Riva, durante i lavori del Consiglio comunale di Formigine. I tre sindacati prendono posizione, registrando che a tutt’oggi non sono pervenute scuse da parte del diretto interessato.

 

FERRARI, CGIL: “IL PATRIARCATO NON E’ SCONFITTO. NON ARRETRIAMO”

“Le dichiarazioni del consigliere Righi Riva dimostrano, ancora una volta, che il patriarcato è tutt’altro che sconfitto e quanto sia necessario continuare a vigilare perché concetti violenti come questi non vengano tollerati. L’emancipazione e il diritto al voto per le donne sono il frutto di lotte determinate delle generazioni che ci hanno preceduto e non siamo disponibili ad arretrare di un passo “, scandisce Aurora Ferrari, segretaria confederale della Cgil di Modena.

PAPALEO, CISL: “LA REPUBBLICA E’ FEMMINA, NO AL BAR SPORT TEOCON”

Per Rosamaria Papaleo, leader di Cisl Emilia Centrale, l’affaire Righi Riva dimostra due cose fondamentali. “La nostra Repubblica è nata insieme al voto delle donne e, quando l’aula che rappresenta il cuore democratico di una Comunità, viene svilita con tesi da Bar Sport Teocon,  il miglior antidoto è un impegno ancora più forte per una scuola capace di formare coscienze critiche, rispetto e responsabilità. Checché se ne pensi, la Repubblica è femmina, caro consigliere. Non per una questione di sostantivo, ma perché la nostra Italia è diventata grande grazie al lavoro delle donne, alla passione delle donne e alle conquiste per e con le donne, proprio quelle esecrate nell’intervento del consigliere”.
E il secondo aspetto fondamentale evocato dalla Cisl? “Ancora più grave delle affermazioni rese in Consiglio, sono le mancate scuse del consigliere. A tutte le donne e a tutta la Comunità di Formigine – afferma Papaleo –. La classe politica ha il dovere di rappresentare i cittadini che l’hanno eletta, ma ha anche l’opportunità di crescere insieme ad essa ponendosi come un modello. Sbagliare è possibile, fare un passo indietro e ammettere l’errore è necessario”.

 

ARENA, UIL: “RIGHI RIVA RILEGGA L’ART. 3 DELLA COSTITUZIONE”

Francesca Arena, porta il contributo del Coordinamento Pari opportunità e Politiche di genere della Uil. “Al consigliere Righi Riva vorremmo ricordare che le donne non sono mai state solo “angeli del focolare” ma sono state sempre attive nel mondo del lavoro – incalza Arena –. Il consigliere dimentica che le donne si sono fatte carico di lavorare, e con notevole profitto, al posto degli uomini durante la guerra: i trasporti pubblici e le fabbriche hanno potuto garantire la continuità necessaria ai cittadini e soprattutto per chi era al fronte. Vorremmo anche ricordare che si deve alle mondine, molte delle quali erano del nostro territorio, se è stato consolidato l’orario di lavoro di 8 ore per non parlare della definizione delle qualifiche bracciantili in agricoltura”.

Conquiste che per la sindacalista Uil si sono irradiate “a vantaggio di tutto il mondo del lavoro. Quindi: parliamo del passato, caro consigliere, perché quelle basi, insieme alla nostra Costituzione, dovrebbero essere il faro per chi siede in un civico consesso, di chi opera per costruire il futuro cui Righi Riva dice di tenere. Pertanto, invitiamo il consigliere, a rileggere l’articolo 3 della Costituzione repubblicana”.

 

Milano-Cortina 2026, le atlete e gli atleti emiliano-romagnoli in gara ai Giochi Olimpici Invernali

Milano-Cortina 2026, le atlete e gli atleti emiliano-romagnoli in gara ai Giochi Olimpici Invernali
de Pascale e Frisoni – Copyright: Regione Emilia Romagna (immagine d’archivio)

“Sarà una grande emozione vedere le atlete e gli atleti e, in particolare, i nostri campioni emiliano-romagnoli, partecipare ai Giochi olimpici invernali. Lorenzo Bilotti, Flora e Miro Tabanelli, Marilù Poluzzi, Tommaso Saccardi: siete il nostro orgoglio, e un esempio per tante e tanti giovani. Assieme a tutta la comunità regionale faremo il tifo per voi!”.

Con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, che prenderanno ufficialmente il via venerdì 6 febbraio, il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora allo Sport e Turismo, Roberta Frisoni, hanno rivolto un messaggio di augurio in vista delle competizioni che vedranno impegnati anche cinque atlete e atleti emiliano-romagnoli.

A rappresentare l’Emilia-Romagna saranno Lorenzo Bilotti, in gara nel Bob a 4; i fratelli Flora e Miro Tabanelli, protagonisti nello Sci freestyle, specialità Big Air; Marilù Poluzzi, nello Snowboard, e Tommaso Saccardi, nello Sci alpino. In occasione dell’appuntamento olimpico, la Regione dedicherà inoltre a Lorenzo Bilotti una puntata di “Traguardi! Sport e territorio in Emilia-Romagna”, in programma su Lepida Tv a fine febbraio.

“Da sempre- ricordano presidente e assessora- le Olimpiadi celebrano lo spirito sportivo, la competizione leale, l’amicizia e il rispetto tra le nazioni. Partecipare a quest’evento è un’occasione unica: da parte nostra, vogliamo essere idealmente al fianco delle giovani e dei giovani atleti che arrivano dalla nostra regione, incoraggiandoli e sostenendoli in quest’evento così atteso e ricco di significato”.

L’assessore Mammi interviene come relatore alla Commissione Nat del Comitato europeo delle Regioni sulle politiche agricole e alimentari dell’Unione

L’assessore Mammi interviene come relatore alla Commissione Nat del Comitato europeo delle Regioni sulle politiche agricole e alimentari dell’UnioneLe Organizzazioni comuni dei mercati agricoli (Ocm) e il programma dell’Unione europea destinato alle scuole come strumenti centrali per sostenere il reddito degli agricoltori, rafforzare le filiere e promuovere modelli alimentari sani e sostenibili, con un forte radicamento territoriale. Sono questi i temi al centro dell’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura e ai Rapporti con l’Unione europea, Alessio Mammi, che oggi a Bruxelles partecipa come relatore ai lavori della Commissione Nat del Comitato europeo delle Regioni, l’organismo che coordina le attività legislative europee su agricoltura, sviluppo rurale e alimentazione.

Nel quadro più ampio del Quadro finanziario pluriennale dell’Ue 2028-2034 e della riforma della Politica agricola comune (Pac), che ruota intorno all’istituzione di un Fondo unico europeo dal quale distribuire le risorse attualmente veicolate da distinti canali di finanziamento, la Commissione europea ha previsto anche il cambiamento dei regolamenti delle Ocm e l’aggiornamento delle disposizioni del Programma europeo di distribuzione di frutta, verdura e latte nelle scuole.

“Il regolamento del fondo unico per la Pac introduce due punti molto critici per il futuro delle Ocm- spiega l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Il primo è il rischio che l’istituzione di un Fondo unico, mettendo insieme lo sviluppo rurale con le politiche di coesione territoriale, finisca per definanziare i programmi operativi delle organizzazioni di produttori, che dovranno trovare i fondi dal portafoglio unico della Pac, in concorrenza con le altre misure di intervento per gli agricoltori. Finora, invece, le Ocm sono state finanziate con un capitolo dedicato del Fondo europeo agricolo di garanzia, senza un reale tetto nella dotazione che viene stabilita in base al numero di Associazioni di organizzazioni di produttori e organizzazioni di produttori che fanno domanda e dal valore della loro produzione”.

“La seconda criticità- prosegue l’assessore- riguarda l’introduzione del cofinanziamento nazionale per almeno il 30%. Finora la misura è stata coperta al 100% dall’Ue e, come ha fatto notare anche il Comitato sociale economico europeo, questo rischia di alterare il funzionamento del mercato interno e di creare disparità di trattamento, e quindi di competitività, tra Aop e Op dello stesso settore, in funzione della quota di cofinanziamento garantita dai diversi Stati membri, oltre a creare problemi per le Aop transnazionali. In questo senso stiamo lavorando all’inserimento di un emendamento che ristabilisca il finanziamento al 100% che è mia intenzione includere nelle raccomandazioni politiche del parere sulla proposta di revisione dell’Ocm di cui sono relatore”.

“In questi anni il sostegno dell’Ue alle Ocm- chiarisce Mammi- è stato uno degli strumenti più efficaci in termini di risultati ottenuti rispetto alle risorse impiegate, soprattutto se confrontato con il bilancio del primo pilastro della Pac, di cui rappresenta circa il il 4-5% della spesa totale. Le misure sostenute attraverso questo strumento hanno garantito una notevole stabilità dei mercati e svolto una funzione fondamentale per la coesione territoriale, sostenendo economie agricole locali, promuovendo la sostenibilità e assicurando anche un radicamento concreto nelle comunità rurali e nei sistemi produttivi regionali alle politiche di mercato europee. Come sappiamo bene in Emilia-Romagna, dove ogni anno, grazie a questo regime, vengono distribuiti oltre 100 milioni di euro di contributi”.

“È necessario che questa misura riceva una dotazione di risorse Ue adeguata nel prossimo quadro finanziario pluriennale- sottolinea l’assessore- che sia capace di rispondere ai fabbisogni delle Organizzazioni dei Produttori (Op) e delle loro associazioni (Aop) e con interventi mirati di aggiornamento finalizzati a rafforzare la posizione dei produttori nella filiera agro-alimentare, a semplificare le procedure per i produttori e a garantire il pieno coinvolgimento dei territori e degli enti regionali e locali.”

“Accogliamo invece favorevolmente- conclude Mammi- le nuove disposizioni che riguardano il programma Ue di distribuzione di frutta, verdura e latte nelle scuole, che è parte del quadro Ocm, e che danno priorità a prodotti biologici e a bassa impronta di carbonio, con ridotto contenuto di zuccheri e grassi, provenienti da filiere corte locali e da piccole aziende agricole, aggiungendo che, per rafforzare il legame con il territorio, andrebbero considerati anche i prodotti a denominazioni di origine Dop e Igp”.

Il ruolo degli Ocm in Europa e in Emilia-Romagna

A livello europeo, il sistema Ocm conta oggi circa 3.400 Organizzazioni di produttori (Op) riconosciute, considerando tutti i settori interessati con centinaia di migliaia di imprese aderenti. Solo nel comparto ortofrutticolo, uno dei più strutturati, si registrano oltre 1.600 Op attive nella Ue, con un valore della produzione commercializzata superiore ai 40 miliardi di euro annui. Se si considerano tutti i settori Ocm (ortofrutta, vino, olio d’oliva, latte, carne, apicoltura, cereali ecc.), il valore aggregato della produzione gestita dalle Op supera i 100 miliardi di euro nell’Ue.

L’Emilia-Romagna è la regione d’Italia con il più alto numero di Organizzazioni dei produttori, ogni anno da Piacenza a Rimini sono oltre 100 i milioni di euro di contributi Ue distribuiti alle aziende del settore agroalimentare. Solo per il comparto dell’ortofrutta, si contano 7 Associazioni di organizzazioni di produttori (Aop) che raccolgono 44 Op (di cui 24 con sede in regione) e circa 6.500 aziende da Piacenza a Rimini, per una produzione lorda vendibile di 2,3 miliardi di euro.

Giornata spreco, Coldiretti: nel bidone un miliardo di pasti al giorno

Circa 1 miliardo di pasti vengono sprecati ogni giorno nel mondo. La quantità equivalente di cibo va sprecata per lo più a causa di modelli di consumo scorretti e inefficienze nelle filiere distributive. Circa il 60% di questo meccanismo avviene nelle case. Lo rileva Coldiretti, sulla base di dati Unep, in occasione della giornata contro lo spreco alimentare che ricorre il 5 febbraio.

La percentuale dello spreco di cibo è indicativamente così articolata: oltre la metà viene gettato nelle case, il 28% nella ristorazione e il 12% coinvolge il commercio al dettaglio. Un problema etico, considerato l’elevato numero di persone che nel mondo non posso accedere a un’alimentazione adeguata, oltre che economico e ambientale, a causa dell’emissione di gas serra associati al fenomeno.

Una soluzione che può ridurre gli sprechi arriva dai sistemi alimentari locali. «Acquistare prodotti a chilometro zero, attraverso filiere corte come i mercati contadini o direttamente dagli agricoltori – commenta Campagna Amica Reggio Emilia – può ridurre lo spreco alimentare fino al 70%, secondo i dati ISPRA. Oltre a limitare le perdite lungo la filiera, gli acquisti diretti dal produttore offrono vantaggi anche ai consumatori: i cibi sono più freschi, durano di più e comportano meno emissioni perché non percorrono lunghe distanze. A Reggio Emilia questa opportunità è favorita dalla rete di Campagna Amica, con i punti vendita delle aziende agricole, i mercati e gli agriturismi».

Ridurre lo spreco è possibile anche con alcune accortezze quotidiane – suggerisce Campagna Amica Reggio Emilia. Programmare la spesa con liste dettagliate, ridurre le quantità acquista e aumentare la frequenza,  evitare le maxi-spese che aumentano il rischio di far scadere i prodotti. È consigliabile scegliere prodotti di stagione, conservarli separatamente in base al tempo di consumo e controllare sempre le etichette, distinguendo tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”, per evitare sprechi inutili.

Anche la cucina degli avanzi gioca un ruolo importante nel contribuire a ridurre gli sprechi alimentari. I cuochi contadini, che cucinano negli agriturismo Campagna Amica, sono maestri di ricette della tradizione basate proprio sul recupero.

 

Hub urbani e di prossimità, dalla Regione 14 milioni di euro nel biennio 2026-2027 per rilanciare commercio e vitalità dei centri cittadini

Hub urbani e di prossimità, dalla Regione 14 milioni di euro nel biennio 2026-2027 per rilanciare commercio e vitalità dei centri cittadiniArredi urbani, accessibilità, mobilità sostenibile, incentivi alle imprese, servizi digitali, nuovi eventi, marketing territoriale e attività di comunicazione per la qualificazione, la valorizzazione degli spazi pubblici e il rilancio del commercio, motore vitale dei centri cittadini. La Regione Emilia-Romagna, tramite un bando approvato dalla Giunta regionale lo scorso 2 febbraio, mette in campo 14 milioni di euro per sostenere l’attivazione e lo sviluppo degli hub urbani e di prossimità, strumenti strategici per rafforzare il commercio locale, migliorare la qualità degli spazi pubblici e rendere più attrattivi e vivi i centri urbani e le aree di prossimità.

Il bando, valido per il biennio 2026–2027, è rivolto ai Comuni con hub già riconosciuti dalla Regione e finanzia progetti integrati che uniscono riqualificazione urbana, promozione territoriale e incentivi alle imprese, con un’attenzione particolare all’imprenditoria giovanile e femminile. Giovedì 12 febbraio si terrà un webinar promosso dalla Regione e aperto ai Comuni che possono partecipare al bando, con l’obiettivo di rispondere a eventuali domande e richieste di chiarimenti.

“Il commercio- afferma l’assessora regionale al Turismo e Commercio, Roberta Frisoni- sta affrontando da anni sfide complesse che in molti casi dipendono da dinamiche e leve al di fuori della sfera di intervento delle realtà locali. Eppure, a livello locale è ben chiaro come i negozi di vicinato siano sempre più essenziali per la vita e la coesione delle comunità. Per questo motivo l’Emilia-Romagna, con la legge sullo sviluppo dell’economia urbana e sulla qualificazione e innovazione della rete commerciale e dei servizi, e attraverso un continuo un lavoro di ascolto delle associazioni di categoria e degli enti locali, ha deciso di sostenere un modello di sviluppo locale che mette al centro il rilancio dei centri urbani e il commercio di prossimità, supportando progetti capaci di incidere concretamente sulla qualità dello spazio pubblico, sulla vitalità economica e sulla vivibilità delle città”.

“Gli hub urbani e di prossimità- prosegue l’assessora- sono uno strumento strategico per integrare riqualificazione urbana, promozione territoriale e sostegno alle imprese, rafforzando le economie locali e l’inclusione sociale. Investiamo su innovazione, sicurezza, accessibilità e servizi, con una particolare attenzione alle imprese giovanili e femminili, perché sono leve fondamentali per rendere le città più attrattive e competitive. Proseguiamo così un percorso avviato a inizio legislatura che punta a costruire un ecosistema urbano e turistico integrato, in grado di generare sviluppo sostenibile, nuova occupazione, coesione e una maggiore attrattività”.

Il bando

Il bando sostiene progetti integrati, che comprendono tre tipologie di intervento: riqualificazione e rigenerazione urbana (arredo e decoro, illuminazione, accessibilità, mobilità sostenibile, di spazi pubblici e aree mercatali); promozione e animazione degli hub (attività di comunicazione, eventi, marketing territoriale, servizi comuni e hub management); sostegno alle imprese (contributi per apertura, ristrutturazione e ammodernamento dei locali, innovazione digitale, nuove attrezzature e arredi), con priorità a giovani e donne.

Possono presentare domanda i Comuni dell’Emilia-Romagna che hanno già ottenuto il riconoscimento regionale di uno o più hub urbani o di prossimità; il bando è stato definito sentite le associazioni maggiormente rappresentative del commercio e dei servizi. Le risorse regionali interessano anche le imprese che abbiano aderito o aderiscano all’Accordo di partenariato dell’hub di riferimento, attraverso bandi comunali, garantendo un sostegno diretto alle attività economiche che operano all’interno degli hub.

Per ogni progetto è previsto un contributo regionale fino a 400mila euro per gli interventi di investimento (interventi dei Comuni per la riqualificazione delle aree pubbliche e incentivi alle imprese per interventi di qualificazione e innovazione delle attività) e di 160mila euro per le attività di promozione, animazione e gestione.

Le risorse saranno assegnate tramite graduatoria, sulla base della qualità dei progetti, dell’impatto sul territorio, della capacità di coinvolgere le imprese e della solidità della governance.

I Comuni devono garantire sul progetto complessivo un cofinanziamento minimo del 30% (ridotto al 20% per i Comuni montani), mentre le imprese possono ricevere contributi fino al 60% delle spese ammissibili, per un massimo di 30mila euro.

Le domande

La domanda deve essere presentata dal Comune, una per ciascun ente, entro il 15 aprile 2026, esclusivamente tramite Pec all’indirizzo: comtur@postacert.regione.emilia-romagna.it

Il bando è disponibile a questo link

Suppliers Day 2026: Iren rinnova il dialogo Con le imprese e i partner di Emilia-Romagna e Toscana

Suppliers Day 2026: Iren rinnova il dialogo Con le imprese e i partner di Emilia-Romagna e ToscanaSi è tenuta questa mattina la tappa emiliana del Suppliers Day 2026, il workshop itinerante organizzato dal Gruppo Iren e dedicato al confronto con i propri partner e fornitori. L’evento ha rappresentato un momento fondamentale per condividere con le imprese del territorio le nuove strategie di crescita tracciate dall’aggiornamento del Piano Industriale 2025-2030, con un focus prioritario sui criteri ESG e sui valori di sostenibilità che guidano la missione aziendale.

L’incontro è stato aperto dal saluto istituzionale dell’Assessore alla Rigenerazione Urbana e Sviluppo sostenibile del Comune di Reggio Emilia, Carlo Pasini. Sono intervenuti poi l’Amministratore Delegato Gianluca Bufo, seguiti dal Direttore Approvvigionamenti, Logistica e Servizi Vito Gurrieri e il direttore Corporate Social Responsability e Comitati Territoriali, Selina Xerra.

L’incontro è stata l’occasione per ribadire il ruolo cruciale dei fornitori nelle strategie del Gruppo, considerati veri e propri partner nella creazione di una catena del valore integrata che favorisca lo sviluppo economico della regione alla luce dell’impegno dell’azienda sul territorio emiliano-romagnoli e toscano. Sono infatti più di 2.400 le aziende fornitrici emiliano-romagnole e toscane: un tessuto eterogeneo che rappresenta un valore importante per l’economia locale e per la competitività del territorio e che ha visto, negli ultimi tre anni, un valore complessivo dell’ordinato di circa 740 milioni di euro.

Per rafforzare ulteriormente il coinvolgimento attivo della propria catena di fornitura nel perseguimento di obiettivi di sostenibilità e circolarità, è stata annunciata l’istituzione di un premio annuale, destinato alle imprese più impegnate in queste tematiche.

Giorno del Ricordo: a Formigine Simone Maretti e Simone Di Benedetto con “La capra vicino al cielo”

Giorno del Ricordo: a Formigine Simone Maretti e Simone Di Benedetto con “La capra vicino al cielo”In occasione del Giorno del Ricordo, venerdì 6 febbraio alle ore 20.30 il Castello di Formigine ospiterà la presentazione scenica tratta da “La capra vicino al cielo” di Pietro Tarticchio. L’interpretazione è a cura di Simone Maretti, con suggestioni musicali di Simone Di Benedetto.

Una lettera e dei libri. È un’eredità imprevista quella che Lamberto Maria Giraldo, storico dell’arte, giornalista e docente della Columbia University, riceve da Gabriele, l’amico istriano, con il quale ha condiviso un’amicizia fatta di silenzi e di lunghi percorsi in bicicletta. La lettera diventa il biglietto per un viaggio a ritroso nel tempo, nella storia martoriata dell’Istria e della sua gente alla ricerca di un segreto che è da sempre sotto gli occhi di tutti. Che cosa significa la capra abbarbicata su un cocuzzolo nell’emblema istriano? Per scoprirlo Lamberto deve tornare nei luoghi dell’infanzia di Gabriele, alla ricerca di Quinto, il pastore-filosofo che, forse, custodisce il segreto di quel simbolo. Il viaggio nel passato dell’amico perduto lo porterà nel cuore del destino di un popolo: dai miti antichi alla tragedia delle foibe, alla guerra, alle ferite mai sanate dell’esodo. Storia e leggende, dolori individuali e collettivi si intersecano in una trama in cui si annodano realtà e fantasia per comporre un disegno che parla di umano e divino.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

+0,8% le previsioni di crescita dell’Emilia-Romagna per il 2026. Nel 2025 la crescita è stata del +0,6%

+0,8% le previsioni di crescita dell’Emilia-Romagna per il 2026. Nel 2025 la crescita è stata del +0,6%Nel 2025 il Prodotto Interno Lordo dell’Emilia-Romagna è cresciuto del +0,6%. A sostenerlo la domanda interna con una lieve accelerazione dei consumi (+0,8%) ed una più marcata degli investimenti (+3,3%), a fronte di una nuova riduzione delle esportazioni (-2,2%). Il ritmo dell’attività economica dovrebbe accelerare lievemente anche nel 2026 portando ad una crescita del Pil dello 0,8%. È previsto un rallentamento nel trend di crescita di consumi (+0,6%) ed investimenti (+2,1%), ed una contenuta crescita delle esportazioni (+1,2%).

È quanto emerge dall’esame dell’ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna delle previsioni macroeconomiche regionali elaborate a gennaio 2026 sulla base degli “Scenari per le economie locali” elaborati da Prometeia.

 

Previsioni Pil Emilia-Romagna

La crescita del prodotto interno lordo regionale dovrebbe aver lievemente accelerato nel 2025 portandosi a +0,6%. A sostenerla la domanda interna con una lieve accelerazione dei consumi (+0,9%) ed una più marcata degli investimenti (+3,3%) a fronte di una nuova riduzione delle esportazioni (-2,2%).

Il ritmo dell’attività economica dovrebbe accelerare lievemente anche nel 2026 facendo salire il Pil dello 0,8%, con un rallentamento nella tendenza di crescita di consumi (+0,6%) ed investimenti (+2,1%), ma soprattutto una contenuta crescita delle esportazioni (+1,2%).

 

Il confronto fra l’Emilia-Romagna, l’Italia e l’area euro

La crescita del prodotto interno lordo italiano si è confermata nel 2025 al +0,6% e dovrebbe salire lievemente allo 0,7% nel 2026.

Nella classifica della crescita delle regioni italiane nel 2025 al primo posto dovrebbe essersi collocata la Lombardia insieme al Molise (+0,7%), mentre l’Emilia-Romagna dovrebbe essere risultata seconda a pari merito con Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna.

Nel 2026 la classifica della crescita economica delle regioni italiane dovrebbe essere guidata da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna a pari merito (+0,8%).

In un’ottica europea, la dinamica della crescita del Pil dell’area dell’euro è risultata superiore a quella regionale l’anno scorso (+1,4%) e lo sarà anche nel 2026 (+1,2%).

Nel biennio, la crescita del Pil regionale risulterà lievemente superiore a quella della Germania, ma lievemente inferiore a quella della Francia e resterà ben lontana dal ritmo di sviluppo della Spagna, che, nonostante appaia in rallentamento, risulterà tre volte superiore a quello regionale nel 2026.

 

Previsioni consumi, investimenti e esportazioni in Emilia-Romagna

Nel 2025 la crescita dei consumi delle famiglie ha lievemente accelerato (+0,9%) ma è prevista rallentare a +0,6% nel 2026.

Nel 2025 gli investimenti fissi lordi sono stati in ripresa (+3,3%), ma nel 2026 il trend dovrebbe rallentare (+2,1%), a seguito della progressiva riduzione dei sostegni pubblici, in particolare, dei “bonus” a favore delle costruzioni e della chiusura del PNRR.

Le esportazioni regionali nel 2025 dovrebbero aver contenuto la tendenza discendente (-2,2%). Nel 2026 la tendenza biennale negativa dovrebbe cambiare e ricominciare a crescere leggermente in termini reali (+1,2%).

 

Previsioni: i settori

Nel 2025 il valore aggiunto reale prodotto dall’industria in senso stretto regionale dovrebbe essersi ripreso ed avere messo a segno un recupero (+0,8%), grazie al sostegno della domanda interna. Nel 2026 la crescita valore aggiunto industriale dovrebbe lievemente rallentare (+0,6%).

Nonostante la progressiva revisione dei “bonus”, nel 2025 è ripresa la crescita del valore aggiunto reale delle costruzioni (+2,4%), settore che è nuovamente risultato quello trainante della crescita regionale. Quest’anno l’ulteriore revisione dell’ampiezza dei bonus ed il termine dei lavori per i progetti connessi al PNRR dovrebbero condurre a un’inversione della tendenza che diverrà negativa aprendo la possibilità di una lieve recessione per le costruzioni (-0,2%).

Nel 2025 il valore aggiunto del complesso dei servizi dovrebbe essere cresciuto del +0,4%, a seguito della ripresa dei consumi e dell’attività nell’industria. Per il 2026 è previsto un ritmo leggermente più sostenuto (+0,9%).

Il mercato del lavoro

Le forze di lavoro nel 2025 dovrebbero avere ripreso a crescere con decisione (+1,4%), ma la dinamica dovrebbe ridursi decisamente nel 2026 (+0,2%). Alla fine di quest’anno dovrebbero avere sostanzialmente la stessa consistenza del 2019.

Il tasso di attività, calcolato come quota della forza lavoro sulla popolazione presente in età di lavoro, nel 2025 dovrebbe essere risalito al 74,5% e non sono previste variazioni di rilievo nel 2026.

Nel 2025 anche l’occupazione dovrebbe avere accelerato sensibilmente (+1,4%), allineandosi alla dinamica delle forze di lavoro. Ma nel 2026 è prevista ridursi sostanzialmente (+0,4%). Alla fine di quest’anno, l’occupazione risulterà leggermente superiore a quella del 2019 (+2,1%).

Il tasso di occupazione (calcolato come quota degli occupati sulla popolazione presente in età di lavoro) dovrebbe essere risalito fino al 71,3% nel 2025 per poi portarsi nel 2026 al 71,6%.

Il tasso di disoccupazione nel 2025 dovrebbe essere rimasto stabile al 4,3%. Nel 2026 grazie ad una maggiore tenuta della dinamica dell’occupazione rispetto a quella della forza lavoro dovrebbe scendere fino al 4,1%.

Lo studio completo sul sito di Unioncamere Emilia-Romagna www.ucer.camcom.it

Medaglia d’argento per il primo “Bilancio Pop” della Regione Emilia-Romagna, con focus sul Welfare, al Report sostenibilità dell’Università di Pavia

Medaglia d’argento per il primo “Bilancio Pop” della Regione Emilia-Romagna, con focus sul Welfare, al Report sostenibilità dell’Università di PaviaPer la prima volta la Regione Emilia-Romagna ha presentato la versione “Pop” del suo bilancio con focus sul Welfare, tra le primissime in Italia a farlo, e si è classificata seconda nel Premio al Report sostenibilità – VII edizione, promosso dal Dipartimento di Scienze economiche aziendali dell’Università di Pavia. L’assessora al Welfare e Terzo Settore, Isabella Conti, ha partecipato alla cerimonia di premiazione che si è svolta ieri pomeriggio, 3 febbraio, all’ Lseg- London stock exchange group a Milano.

Il Bilancio Pop (Popular financial reporting) ha l’obiettivo di offrire una rendicontazione chiara, sintetica e accessibile, in grado di comunicare facilmente l’operato degli enti pubblici, così da favorire una relazione sempre più trasparente tra le istituzioni e i cittadini. Si tratta di una modalità già molto diffusa negli Stati Uniti, in Canada, Australia e Nuova Zelanda, sperimentata anche dalla Regione Piemonte e da alcuni Comuni italiani.

L’Emilia-Romagna, grazie al supporto del Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino e del Dipartimento di Economia, management e metodi quantitativi dell’Università di Milano, ha adottato per la prima volta il Bilancio Pop con focus sul Welfare, riferito all’anno 2024, per consentire ai cittadini di comprendere meglio come siano impiegate le risorse pubbliche e quali progetti vengano finanziati in un settore cruciale come quello delle politiche sociali. Questa tipologia di bilancio, infatti, rende più semplice l’interazione tra l’amministrazione e la popolazione, trasformando dati finanziari spesso articolati e complessi da interpretare in notizie chiare e facilmente comprensibili.

“Seconda classificata la Regione Emilia-Romagna Focus Welfare, che si contraddistingue per gli ottimi punteggi ottenuti in sede di valutazione e per la grande attenzione ai bisogni informativi degli stakeholder di riferimento, ponendo particolare cura in fase di rendicontazione, alle iniziative con impatto sociale e al valore generato” la motivazione del premio.

“Siamo grati e fieri di questo riconoscimento. È il primo Bilancio Pop realizzato dalla Regione Emilia-Romagna ed è emblematico che sia stata scelta quella del Welfare come area di approfondimento- commenta Conti-. É fondamentale che cittadine e cittadini abbiano chiare le scelte politiche adottate dalla Regione e gli investimenti fatti nel campo del sociale, perché è proprio qui che si generano significative opportunità per migliorare la vita quotidiana delle famiglie, di bambine e bambini, delle persone anziane e con fragilità”.

“Questo premio – aggiunge l’assessora- avvalora la scelta di cimentarci con la versione ‘Pop’ del bilancio, uno strumento pensato per tutte e tutti, per aiutare ogni cittadina e cittadino a comprendere come vengono usate le risorse pubbliche con chiarezza e senza tecnicismi. Un attestato che ci incoraggia a proseguire in questa direzione, rafforzando il dialogo, la trasparenza e la vicinanza tra l’amministrazione pubblica e la comunità regionale”.

Il Premio

Nato nel 2019 dall’idea di premiare le aziende italiane sulla base della reportistica di sostenibilità, per diffondere la cultura della rendicontazione di performance non finanziarie e contribuire alla divulgazione di buone pratiche, il Premio al Report sostenibilità, giunto alla settima edizione, ha inserito per la prima volta anche la categoria specifica dei Bilanci Pop, nella quale la Regione Emilia-Romagna si è distinta. Tra i criteri di valutazione presi in considerazione ci sono la chiarezza e la comprensibilità del documento per cittadini non esperti in materia, l’uso di un linguaggio semplice, spiegazione dei termini tecnici, acronimi e presenza di sintesi; leggibilità di grafici, buon impatto visivo; completezza e correttezza delle informazioni; capacità del report di spiegare i dati, evidenziando trend, confronti temporali e aspetti critici; accessibilità e diffusione intese come facilità di reperimento del documento.

Nel 2024 la Regione Emilia-Romagna conferma il welfare come pilastro centrale delle proprie politiche pubbliche, con 742 milioni di euro di spesa complessiva e un investimento medio di 165,88 euro per cittadino, in crescita rispetto all’anno precedente. Nonostante un contesto segnato dall’aumento dei bisogni sociali, la Regione ha rafforzato i servizi per famiglie, anziani, persone con disabilità e studenti: oltre 17mila famiglie in più hanno beneficiato di misure di sostegno alla genitorialità, mentre la spesa per la non autosufficienza ha superato i 527 milioni di euro. Significativi anche i risultati sul fronte dell’inclusione: l’Emilia-Romagna si conferma seconda regione in Italia per minore rischio di povertà ed esclusione sociale (10,1%), ben al di sotto della media nazionale. Un impegno che trova riscontro anche nella percezione dei cittadini, con un sentiment online prevalentemente positivo o neutro, a testimonianza della fiducia verso le politiche di welfare regionali.

Un aspetto distintivo del Bilancio Pop, infatti, è l’adozione di tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale, per analizzare e sintetizzare le principali tematiche emerse dalla discussione che avviene tramite blog, social media, agenzie stampa ecc. Tali dati danno l’opportunità agli enti di rispondere in modo mirato ai dubbi o alle criticità dei cittadini.

Il progetto è stato finanziato grazie all’adesione a Edih-Pai (European digital innovation hub-Public administration Intelligence).

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 5 febbraio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 5 febbraio 2026Al mattino piogge residue interesseranno i settori nord-orientali, nuvoloso o poco nuvoloso sul resto del territorio; dalla sera un nuovo flusso perturbato comincerà a interessare i settori più occidentali, con quota neve sui 1400/1500 m.

Temperature stazionarie le minime, comprese tra 4/6 gradi; in aumento le massime con valori di 12/13 gradi. Venti inizialmente deboli dai settori nord-occidentali, tendenti a ruotare verso sud-ovest nel corso della giornata, con rinforzi su tutta la fascia appenninica. Mare inizialmente molto mosso con moto ondoso in attenuazione a mosso dal pomeriggio.

(Arpae)

Post alluvione, pubblicata l’ordinanza commissariale n. 57 che adotta il Piano speciale di ricostruzione

Un provvedimento che raccoglie in un unico documento tutti gli interventi urgenti di ricostruzione, ripristino e riparazione degli immobili e delle infrastrutture pubbliche danneggiate dagli eventi alluvionali che si sono verificati a partire dal 1^ maggio 2023. È online l’ordinanza numero 57 del 2026 del commissario straordinario Fabrizio Curcio che adotta il Piano speciale di ricostruzione per i territori delle Regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche.

Nel Piano rientrano gli interventi già programmati e finanziati con le precedenti ordinanze commissariali e vengono recepite nel primo aggiornamento le cosiddette “rimodulazioni a saldo zero” richieste dai soggetti beneficiari per una migliore allocazione dei contributi, in relazione alle effettive necessità emerse nella progettazione e attuazione dei lavori urgenti.

Al tempo stesso l’ordinanza consolida una disciplina che intende semplificare e uniformare le procedure, e introduce nuove modalità per il monitoraggio dello stato di attuazione, la rendicontazione e l’erogazione dei contributi. Vengono inoltre definite le modalità standardizzate per la richiesta e l’erogazione dei contributi ai soggetti attuatori dei vari interventi, e precisamente l’acconto del 40% alla concessione del contributo, il secondo acconto del 40% al raggiungimento dell’80% di avanzamento e il saldo finale fino al 20% a conclusione dell’intervento.

L’ordinanza prevede inoltre l’implementazione di una piattaforma informatica centralizzata per garantire il coordinamento, il monitoraggio e la gestione dell’attuazione degli interventi di ricostruzione pubblica.

“Un futuro necessario. AI, cultura e creatività”: al Dama di Bologna due giornate di confronto giovedì 5 e venerdì 6 febbraio

“Un futuro necessario. AI, cultura e creatività”: al Dama di Bologna due giornate di confronto giovedì 5 e venerdì 6 febbraioL’integrazione dell’AI come infrastruttura condivisa al servizio del patrimonio, della creatività e dell’accessibilità.

Questo l’intento della due giorni che si svolgerà a Bologna giovedì 5 e venerdì 6 febbraio al Dama Tecnopolo dal titolo “Un futuro necessario. AI, cultura e creatività: visioni condivise, processi ed ecosistemi in evoluzione”, dedicata al ruolo del digitale e dell’intelligenza artificiale nella trasformazione dei processi culturali e creativi.

L’iniziativa, promossa dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il settore Patrimonio culturale, in collaborazione con Art-ER, i Clust-ER regionali e Fondazione Fitzcarraldo, si inserisce nel programma di Art City Bologna 2026 e nasce con un obiettivo chiaro.

“Vogliamo costruire insieme una direzione condivisa per l’uso dell’intelligenza artificiale nella cultura, mettendo a sistema competenze, esperienze e visioni- afferma l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, che interverrà domani a conclusione della prima giornata-. L’Emilia-Romagna ha tutte le condizioni per diventare un laboratorio nazionale di innovazione culturale, dove tecnologia e patrimonio dialogano per generare sviluppo, inclusione e nuove forme di partecipazione. Il digitale e l’AI devono essere strumenti al servizio delle comunità capaci di ampliare l’accesso alla cultura e rafforzare il legame con i territori”.

La prima giornata, tappa bolognese di Artlab promossa da Fitzcarraldo con Art-ER, prevede un laboratorio di confronto articolato in tavoli di lavoro e, nel pomeriggio, una plenaria di sintesi e rilancio. Il professor Pier Luigi Sacco modererà il confronto tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle organizzazioni culturali, tra cui oltre alla stessa Allegni, Antonella Negri dell’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio culturale del ministero della Cultura, Anette Schaefer di Eit Culture and Creativity e Francesco Ubertini, presidente di Cineca e Ifab.

Venerdì 6 febbraio sarà invece il momento della pratica e delle esperienze concrete. L’apertura è affidata al keynote “Una cattedrale di dati digitali e conoscenze pluridisciplinari per le scienze del patrimonio”, che vedrà la partecipazione del coordinatore del gruppo di lavoro “dati digitali” del progetto scientifico del Cnrs e del ministero della Cultura francese per il restauro di Notre-Dame Livio De Luca (Cnrs – Centre national de la recherche scientifique), e di Marco Gaiani dell’Università di Bologna.

A seguire, musei, archivi, biblioteche e realtà culturali racconteranno i progetti realizzati e in corso di realizzazione grazie al bando Digital Humanities, finanziato con fondi europei del Programma regionale Fesr 2021-2027, mostrando come la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale stiano già trasformando la gestione e la fruizione del patrimonio culturale in Emilia-Romagna.

Dal Comune di Sorbolo Mezzani (Pr), che racconterà l’esperienza di SO.ME., la digital library nata per digitalizzare e rendere accessibili gli archivi storici comunali attraverso processi avanzati di metadatazione, all’Istituto Storico di Modena, con la piattaforma Trame, pensata per offrire una fruizione integrata del patrimonio culturale regionale e un nuovo portale dedicato alla storia modenese del Novecento. L’associazione Il Cassero (Bo) illustrerà il progetto di digital library e digital humanities Lgbt+, dedicato alla valorizzazione delle raccolte del Centro di documentazione Flavia Madaschi di Arcigay Il Cassero, mentre la Fondazione Museo Internazionale delle Ceramiche (Ra), con Mic 4.0 costruisce un ponte tra il patrimonio storico della ceramica e le nuove frontiere digitali dell’arte. L’Ausl Romagna presenterà inoltre il progetto “La cura attraverso l’arte”, un museo diffuso dell’arte sanitaria romagnola che intreccia memoria, territorio e innovazione, mentre la Fondazione Internazionale della Danza/Aterballetto (Re) racconterà l’esperienza di Double Reality, in cui il monumento fisico dialoga con il suo doppio digitale, aprendo nuove prospettive di fruizione e narrazione del patrimonio.

Un futuro necessario per aprire uno spazio strutturato di dialogo tra politiche pubbliche, tecnologie emergenti e pratiche culturali, con l’obiettivo di trasformare il digitale e l’AI in leve strategiche per lo sviluppo del sistema culturale regionale.

Enrico Mattei, il mistero dell’esplosione in volo. Sabato a Maranello la conferenza di Giorgio Viola

Enrico Mattei, il mistero dell’esplosione in volo. Sabato a Maranello la conferenza di Giorgio Viola
Mabic (foto Oscar Ferrari)

Sabato 7 febbraio alle 17 alla Biblioteca Mabic è in programma una conferenza dal titolo “Occhi di gatto”, a cura di Giorgio Viola, scrittore e storico, dedicata alla storia di Irnerio Bertuzzi, il pilota di fiducia del presidente dell’ENI Enrico Mattei, scomparso nell’esplosione in volo dove persero la vita lo stesso Mattei e il giornalista statunitense William McHale, a Bascapè (Pavia), il 27 ottobre 1962.

Militare e aviatore italiano, Bertuzzi fu un pluridecorato pilota della Regia Aeronautica, e poi dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana, specialità aerosiluranti, durante la seconda guerra mondiale. Insignito di tre Medaglie d’argento e una di bronzo al valor militare, successivamente divenne il pilota di fiducia del presidente dell’Ente Nazionale Idrocarburi, l’ingegner Enrico Mattei.

Bertuzzi si trovava ai comandi del bireattore di Mattei quando questo precipitò per esplosione in un filare di pioppi nei pressi di Bascapè il 27 ottobre 1962. L’aereo era decollato da Catania e doveva atterrare a Linate, Milano. A quattro mesi dall’accaduto, la prima inchiesta viene archiviata imputando la responsabilità del disastro alle condizioni psicofisiche del pilota ed a problemi tecnici. Nel 2003 le indagini del sostituto pubblico ministero di Pavia, Vincenzo Calia, appurano che la caduta dell’aereo è stata determinata dall’esplosione nella cabina di pilotaggio di una carica di circa 100 grammi dell’esplosivo Comp B, sita probabilmente dietro il pannello degli strumenti, in corrispondenza dei comandi del carrello d’atterraggio. I mandanti, a oggi, restano ignoti.

 

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