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venerdì, 17 Luglio 2026
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UniCredit stanzia un nuovo plafond di 5 miliardi di euro per le imprese che investono secondo il Piano Transizione 5.0

UniCredit stanzia un nuovo plafond di 5 miliardi di euro per le imprese che investono secondo il Piano Transizione 5.0UniCredit supporta le imprese che partecipano al “Piano Transizione 5.0”, l’iniziativa del Governo che prevede incentivi sotto forma di credito d’imposta a fronte di progetti di innovazione che comportino una riduzione dei consumi energetici. L’agevolazione è rivolta alle imprese di tutte le dimensioni, con sede in Italia, che dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025 hanno effettuato o effettueranno nuovi investimenti innovativi che generano una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva o in alternativa una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento.

Il “Piano Transizione 5.0” si inserisce all’interno della terza edizione del più ampio programma della banca denominato “UniCredit per l’Italia”, che dal 2022 sostiene le famiglie, i privati e le imprese accompagnandole nella loro evoluzione e supportandone il posizionamento competitivo. UniCredit per l’Italia, amplia così il plafond a disposizione del sistema produttivo italiano di ulteriori 5 miliardi di euro, per un importo di 15 miliardi di euro stanziato nel 2024 e un totale di circa 35 miliardi di euro dal 2022.

Andrea Orcel, CEO di UniCredit e Head di UniCredit Italia ha dichiarato: “Il sostegno alle comunità e alle imprese italiane è sempre stato di fondamentale importanza per UniCredit e continuerà a esserlo. L’abbiamo dimostrato con UniCredit per l’Italia, che nell’ultima delle tre edizioni consente alle aziende di migliorare il loro impatto sull’ambienteGrazie a “Piano di Transizione 5.0”, saremo in grado di sostenere le nostre aziende clienti con un’offerta integrata di prestiti e servizi dedicati alla realizzazione di un modello di business sostenibile. Sono certo che saranno molte le aziende che, grazie a questo plafond, potranno accelerare il loro percorso verso un futuro digitale e sostenibile, in coerenza con l’obiettivo di UniCredit che vuole fornire alle comunità strumenti per progredire.”

L’offerta di UniCredit si completa con soluzioni di finanziamento, anche tramite leasing, e servizi dedicati erogati attraverso primari partner convenzionati che supportano l’impresa nell’accesso al credito d’imposta e nelle varie fasi di analisi dell’investimento. Le aziende clienti di UniCredit potranno inoltre accedere ai servizi di una selezione di start-up che offrono soluzioni innovative di efficientamento energetico e allo Score ESG di Cerved Rating Agency gratuito, che aiuta l’impresa a valutare le opportunità  del “Piano Transizione 5.0” e gli impatti ESG degli interventi adottati.

Il “Piano Transizione 5.0” rappresenta uno strumento importante per ridurre i consumi energetici e aumentare il grado di digitalizzazione delle imprese italiane, nonchè per rafforzare la crescita economica, attraverso un sostegno agli investimenti in beni materiali e immateriali, beni necessari per autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili e per la formazione del personale. Il credito d’imposta varia dal 5% al 45%, a seconda dell’investimento e del beneficio di efficienza energetica conseguito; è necessario che vi sia una riduzione dei consumi energetici non inferiore al 3% per la struttura produttiva o al 5% per il processo interessato.

 

Torna in ludoteca a Fiorano “Nati per giocare”

Torna in ludoteca a Fiorano “Nati per giocare”Dal 3 ottobre al 19 dicembre tornano in ludoteca a Fiorano Modenese le serate di giochi da tavolo e di giochi di ruolo ad accesso libero per over 16 anni.

Ogni primo e terzo lunedì del mese, dalle 21 alle 24, ci si potrà ritrovare negli spazi del BLA per giocare insieme e approfittare dell’esperienza dei dimostratori e game master di SpezzaCon. L’ingresso è libero e gratuito, in collaborazione con Associazione Balena Ludens, Associazione Officina ludica e TurboDado

Per informazioni: ludoteca@fiorano.it – 0536 833414

 

Speciale “Fiere d’Ottobre” per l’ultimo numero del periodico comunale sassolese

Speciale “Fiere d’Ottobre” per l’ultimo numero del periodico comunale sassoleseÈ disponibile online, sul sito internet istituzionale del Comune di Sassuolo nella sezione “Progetti del Comune”, l’ultimo numero del periodico comunale speciale “Fiere d’Ottobre”.

Con cadenza trimestrale, il periodico comunale racchiude le informazioni utili dall’Amministrazione comunale, i progetti in cantiere, le iniziative appena trascorse, con un focus particolare su un mese di appuntamenti che inizierà proprio domenica 6 ottobre.

E’ possibile ritirare una copia cartacea del periodico comunale presso l’Urp al comparto XX Settembre.

Sempre aperte le iscrizioni per il Bimbibus: attivi 4 percorsi a Formigine e Magreta

Sempre aperte le iscrizioni per il Bimbibus: attivi 4 percorsi a Formigine e MagretaIl Bimbibus è un progetto didattico-educativo gratuito, nato quindici anni fa, rivolto ai bambini frequentanti le scuole primarie del Comune di Formigine e che coinvolge volontari e famiglie. I bambini iscritti vengono accompagnati a scuola, a piedi, da due o più adulti volontari aderenti al progetto.

Il Bimbibus è infatti un “autobus umano”, formato da una carovana di bambini “passeggeri”: un modo sano, sicuro, divertente e sostenibile per iniziare la giornata.

Ma come funziona? Ogni bambino e ogni volontario ha una pettorina ad alta visibilità e un cartellino di riconoscimento personalizzato con il logo del Bimbibus e con il proprio nome, forniti dal Comune.

Ogni Bimbibus è diverso, per adattarsi alle esigenze dei bambini, dei genitori e del territorio; annualmente sono pertanto aggiornati i percorsi e le fermate al fine della migliore organizzazione, tenendo conto delle iscrizioni, dell’articolazione degli orari scolastici e del personale volontario disponibile.

Per l’anno scolastico 2024/2025 il progetto ha preso avvio il 1 ottobre con 45 bimbi iscritti e 24 volontari adulti accompagnatori.

I percorsi attivati sono quattro, la lunghezza dei quali varia dai 700 ai 1.300 metri: uno per la scuola Carducci di Formigine, uno per la scuola Ferrari di Formigine, due per la scuola Palmieri di Magreta (linea rossa e linea verde).

Le iscrizioni per bambini e volontari sono sempre aperte, si effettuano online collegandosi al sito del Comune di Formigine, all’indirizzo: www.comune.formigine.mo.it / Servizi online / Iscrizione ai servizi scolastici comunali / Portale Entranext.

C’è sempre bisogno di nuovi volontari: per avere maggiori informazioni e consultare le mappe attive, è possibile accedere alla sezione Servizi / Ambiente del sito Internet comunale, oppure telefonare al numero 059 416344.

Formigine: vìola le prescrizioni imposte in tema di Codice Rosso e viene arrestato

Formigine: vìola le prescrizioni imposte in tema di Codice Rosso e viene arrestatoNella serata del 30 settembre scorso, i Carabinieri della Stazione di Formigine hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato, un uomo di 41 anni. Lo stesso, sottoposto dal luglio 2023 alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla persona offesa, ha violato il provvedimento omettendo di allontanarsi da un locale pubblico dove si trovava anche la vittima.

Ciò ha comportato una richiesta di intervento ai Carabinieri che, in loco, hanno appurato l’effettiva violazione delle norme di legge in questione, in particolare all’art. 387bis del Codice Penale.

Il Giudice del Tribunale di Modena, dopo la convalida dell’arresto giudicato con rito direttissimo, ha disposto nei confronti dell’indagato l’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria.

Connessione da Cani, a Maranello mostra di foto e sculture

Connessione da Cani, a Maranello mostra di foto e sculture
Immagine a corredo fornita dal Comune di Maranello

Appuntamento dal 5 al 12 ottobre a Maranello con la mostra “Connessione da Cani”, evento di sensibilizzazione nel quale l’amore per gli animali, per l’arte e per il prossimo, vengono presentati sotto forma di esposizione artistica. Protagonisti gli artisti Martina Corrado, Gianluca Galletti e Pablo Garcia Maniara. La mostra è ospitata allo Spazio Culturale Madonna del Corso con vernissage sabato 5 ottobre alle ore 18 e rimane aperta fino al 12 ottobre con i seguenti orari: domenica 6 ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19, da lunedì 7 a sabato 12 ottobre dalle 17.30 alle 19.30.

Martina Corrado è una fotografa, sagace immortalatrice di quelle connessioni di cui l’evento si fa ambasciatore, i rapporti tra l’uomo e il cane, l’affetto reciproco che entrambi vivono e la complicità che intercorre durante i giochi, le coccole, i viaggi, il vivere quotidiano insomma.
Gianluca Galletti nasce fisicamente nel 1973 e in camera obscura nel 1990 e cresce artisticamente folgorato dalla fotografia di Moda che furoreggiava. Nei primi anni 2000 rimane inizialmente spiazzato dal passaggio epocale rullini / digitale. Ben presto capisce che il supporto non è vitale e ripresosi dal lutto analogico conferma in sé che è l’idea e la struttura culturale dell’estetica per compierla ad essere la Fotografia. Lo studio della fotografia viene da subito affiancato allo studio del teatro. Le intenzioni. Il rapporto diretto tra la persona che darà vita all’immagine e il fotografo. La domanda è “Vuoi diventare Opera d’Arte”. Collocare nel progetto il soggetto rendendolo consapevole di cosa va a rappresentare quell’ immagine che insieme si andrà a creare: Il contesto.
Pablo Garcia Maniara è un architetto al servizio dello spirito, parla di affetto non di arte, discute sul concreto e lascia correre libero il concetto. L’arte? È per quelli che non hanno voglia di lavorare. Per questo Maniara definisce le sue opere intellettuali, la sua è una collaborazione tra l’artigiano e il cinofilo, Pablo rende omaggio all’affetto, all’intesa, all’amore incondizionato, il resto è speculazione, dalla quale lui si tira fuori. “Vuoi veramente bene ai tuoi animali? Allora erigigli un monumento, perché probabilmente lo meritano”.

“Certe esperienze sono formative e rendono una persona più sensibile e tutti sappiamo che se ognuno fosse più sensibile ci faremmo molto meno male di quanto ne facciamo tra essere umani, la sensibilità che a volte ci manca è quella connessione necessaria per entrare in empatia con l’esistenza e l’esistenza è semplice vederla da vicino guardando in quello sguardo fraterno, che solo i cani sanno dare.”

Helena Janeczek rilegge Franz Kafka alla Cionini a cento anni dalla scomparsa

Helena Janeczek rilegge Franz Kafka alla Cionini a cento anni dalla scomparsaDomani, giovedì 3 ottobre a partire dalle 20,30 presso la Biblioteca Comunale Cionini, si terrà un appuntamento organizzato in occasione dei cento anni dalla scomparsa di Franz Kafka, con Helena Janeczek – “Lettera al padre”.

Cento anni fa, il 3 giugno 1924, si spegneva a Kierling, vicino Vienna, Franz Kafka.

Con la sua prosa visionaria e perturbante, ha scavato nelle profondità dell’animo umano, svelandone le angosce e le contraddizioni e rimane ancora oggi uno scrittore di un’attualità illuminante.

Pur non avendo conosciuto il successo in vita, Kafka è diventato un punto di riferimento imprescindibile per la letteratura del Novecento e non solo. La sua opera, composta da romanzi, racconti, lettere e aforismi, è un viaggio nell’assurdo e nell’inquietante. I protagonisti dei suoi scritti si trovano spesso intrappolati in situazioni in cui la logica e la razionalità sembrano venir meno, lasciando spazio a un senso di angoscia e di smarrimento.

Kafka ci ha lasciato in eredità una scrittura potente e suggestiva, capace di scavare nell’animo umano e di mettere a nudo le sue fragilità.

A cento anni dalla morte, la sua scrittura continua ad essere fonte di ispirazione e di riflessione; le sue opere parlano ancora al nostro presente, ci interrogano sul senso della vita, sulla ricerca della verità, sulla difficoltà di comunicare e di relazionarsi con gli altri.

Ottobre rosa, tanti eventi per ricordare a donne e uomini l’importanza di screening e prevenzione con sani stili di vita

Ottobre rosa, tanti eventi per ricordare a donne e uomini l’importanza di screening e prevenzione  con sani stili di vitaOttobre è ‘rosa’ perché è il mese tradizionalmente legato, in tutta Italia, alla prevenzione dei tumori femminili, in particolare il tumore al seno ma anche il tumore del collo dell’utero e il tumore del colon retto e di sensibilizzazione generale, sia verso le donne sia verso gli uomini, su questo tema. Sottoporsi regolarmente agli screening è infatti l’unico modo per riuscire a diagnosticare precocemente il tumore e intervenire con la terapia ma è molto importante agire anche sulla prevenzione adottando un sano stile di vita. Per ricordare a tutte le donne l’importanza dello screening l’Ausl di Modena organizza, in particolare ad ottobre, una serie di eventi in tutto il territorio della provincia:  il programma viene aggiornato ed è consultabile nel sito di Ausl Modena www.ausl.mo.it/ottobre-rosa o nelle pagine web dei singoli Distretti sanitari (Modena, Castelfranco, Vignola, Pavullo, Sassuolo, Carpi, Mirandola). Gli eventi sono organizzati con la collaborazione delle associazioni di volontariato e dei Comuni.

Ecco gli eventi principali in ogni Distretto sanitario. A Carpi il 19 ottobre alla Casa della comunità si terrà l’evento pubblico ‘Con tutto il core team’ per parlare con i professionisti sanitari della Breast Unit, l’Unità che si occupa della diagnosi e del trattamento del tumore al seno all’interno dell’ ospedale Ramazzini, e per camminare insieme ricordando l’importanza dello screening. L’incontro dal titolo ‘Con tutto il core team’ inizierà alle 8.30 con la camminata della salute e proseguirà alle 9.30 con gli interventi.

A Mirandola si terranno diverse attività durante tutto il mese di ottobre, tra camminate e incontri sul benessere femminile. Si segnala il convegno in programma il 29 ottobre alle ore 20.30 nella sala consiliare, dal titolo ‘Donne in salute: prenditi cura di te’ sull’importanza degli screening e sani stili di vita.

A Modena si segnala il 17 ottobre alle ore 18 l’evento al Centro screening mammografico dell’Ausl al Policlinico (ingresso 22): verrà presentato il libro “Cara Laura… Cara Agata”… di Laura Scaltriti e saranno presenti alcuni professionisti sanitari per parlare dell’importanza dello screening.

Il Distretto di Castelfranco ha organizzato un incontro on line con i professionisti sanitari dell’Ausl che si occupano di screening: l’incontro sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del Comune di Castelfranco Emilia il 7 ottobre dalle 18 alle 19.

A Pavullo appuntamento il 9 ottobre nella sala consiliare Unione, dalle 16.30 alle 19, con l’incontro dal titolo ‘Le patologie oncologiche: dalla prevenzione alla cura nella Rete provinciale del Distretto di Pavullo’, con i professionisti sanitari.

Nel Distretto di Vignola tanti eventi organizzati durante tutto il mese di ottobre non solo di carattere informativo ma anche orientati alla prevenzione dei tumori e, in generale, a sani stili di vita. Tra gli appuntamenti segnaliamo sabato 12 ottobre nel parco Europa in via Cavedoni dove, dalle 10 alle 11.30, si terrà un incontro con i professionisti sanitari del servizio screening oncologici.

Tanti eventi anche a Sassuolo e in tutto il Distretto:  il 28 ottobre, dalle ore 18 alle 20 nel club La Meridiana a Formigine si terrà il convegno ‘Benessere e prevenzione, l’importanza degli screening oncologici, alimentazione e movimento’ con i professionisti sanitari degli screening dell’Azienda USL.

 

Arresto cardiaco, la Regione investe 1,5 milioni di euro per l’acquisto di circa mille nuovi defibrillatori automatici (DAE)

Arresto cardiaco, la Regione investe 1,5 milioni di euro per l’acquisto di circa mille nuovi defibrillatori automatici (DAE)Possono bastare pochi minuti per salvare una vita: usare il defibrillatore entro i primi quattro minuti dall’esordio di un arresto cardiaco può garantire la sopravvivenza tra il 50 e il 70% dei casi, probabilità che cala del 10-12% per ogni minuto che passa.

Per questo la Regione ha finanziato con 1,5 milioni di euro l’acquisto da parte delle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna di circa mille nuovi defibrillatori automatici esterni (DAE).

L’obiettivo è incentivare l’utilizzo dei DAE al di fuori dalle aree ospedaliere dove più frequentemente si verifica un arresto cardiaco. Grazie a questo investimento i dispositivi, completi di teca per il contenimento e spese di manutenzione, saranno poi dati in comodato gratuito o in altre forme di concessione ad enti, società o associazioni territoriali. Le stesse Aziende elaboreranno piani autonomi per la collocazione delle attrezzature sulla base delle necessità e caratteristiche dei territori.

Oggi in Emilia-Romagna sono già disponibili 8.385 defibrillatori automatici o semiautomatici esterni (di cui 393 su mezzi mobili) accessibili fuori dagli ospedali, con una crescita di oltre il 12% rispetto al 2023, quando erano 7.464. Sono installati principalmente presso imprese private (2.224), impianti sportivi (1.742), luoghi pubblici (1.418) e scuole (936).

A fare il punto in conferenza stampa, oggi in Regione, l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, e il coordinatore della Rete regionale dell’emergenza 118, Antonio Pastori.

“La presenza di un defibrillatore raggiungibile in pochi minuti dal luogo dell’arresto cardiaco, la principale causa di morte nei paesi occidentali, può essere determinante per la salvezza del cittadino colpito- afferma Donini-. L’Emilia-Romagna è già tra le regioni che ne contano di più in rapporto alla popolazione, ora con questo nuovo investimento ne estendiamo ulteriormente la copertura. Analizzando da un lato i dati sulla distribuzione degli arresti cardiaci, che ovviamente sono più frequenti dove è più concentrata la popolazione, dall’altro i tempi necessari per l’arrivo dei mezzi di soccorso, abbiamo chiesto alle Aziende sanitarie di individuare le aree dove introdurre un migliaio di nuovi defibrillatori. Ma i defibrillatori da soli non bastano- aggiunge Donini-: per questo in Emilia-Romagna abbiamo già mezzo milione di persone formate all’utilizzo dei DAE e oltre 23mila cittadini che hanno scaricato la app e vengono allertati in caso di emergenza nelle vicinanze, a cui siamo riconoscenti e che ringraziamo di cuore. Ricordiamo però che, in virtù di una legge, la 116/2021, ogni cittadino, grazie alla semplicità e sicurezza dei DAE, in caso di bisogno può utilizzarli per soccorrere la persona in arresto cardiaco”.

Dove saranno collocati i nuovi defibrillatori

In particolare, alle Ausl è stato richiesto di preferire i luoghi di installazione accessibili al pubblico 24 ore su 24, con particolare afflusso di persone, di fare in modo che nelle aree urbane ci siano almeno due DAE per ogni chilometro quadrato e che gli strumenti siano raggiungibili in 4 o 5 minuti al massimo dal luogo in cui potrebbe avvenire l’arresto cardiaco. Avendo un occhio di riguardo per quei luoghi particolarmente disagiati o isolati per i quali raggiungere un presidio sanitario potrebbe richiedere troppo tempo. Sarà inoltre possibile installare i DAE sui mezzi mobili delle Forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco o del Soccorso alpino.

I nuovi defibrillatori saranno integrati con il sistema Dae Responder, in dotazione alle Centrali 118 regionali: in questo modo sarà possibile la verifica da remoto del loro stato. La app multifunzione è stata pensata per consentire alla centrale operativa del 118, quando viene identificato un sospetto caso di arresto cardiaco, di allertate i volontari che hanno dato la propria disponibilità ad intervenire in quel settore, e identifica la posizione del defibrillatore più vicino.

Ad oggi sono 23.124 i cittadini (definiti “Dae First Responder”) registrati al servizio e che quindi vengono allertati in caso di emergenza nelle vicinanze, oltre il 20% in più rispetto a un anno fa.

La distribuzione delle risorse per Ausl

Questa la distribuzione delle risorse per ciascuna Ausl, distribuite in modo proporzionale agli abitanti: Piacenza 98mila euro, Parma 152mila, Reggio Emilia 182mila, Modena 239mila, Bologna 297mila, Imola 45mila, Ferrara 120mila, Romagna 382mila.

Nei prossimi mesi saranno disponibili ulteriori 753mila euro di finanziamento statale per l’acquisto di ulteriori dispositivi.

I primi defibrillatori sono stati resi disponibili a metà settembre e consegnati in 10 esemplari a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, Modena. 5 defibrillatori sono arrivati a Imola, 20 in Romagna (10 a Ravenna e 5 ciascuno per Forlì, Cesena e Rimini).

Superbonus, tassazioni, impresa, comunità energetiche: sabato 5 ottobre i notai dell’Emilia-Romagna in convegno a Reggio Emilia

Superbonus, tassazioni, impresa, comunità energetiche: sabato 5 ottobre i notai dell’Emilia-Romagna in convegno a Reggio EmiliaPlusvalenza e Superbonus, il nuovo Codice della crisi di impresa, ma anche le forme, l’atto costitutivo e lo statuto delle Comunità Energetiche Rinnovabili, e ancora il ruolo del notaio nelle società con partecipazioni pubbliche e le agevolazioni per l’imprenditoria agricola giovanile e i casi dubbi in materia di prelazione agraria: di tutto questo e molto altro si discuterà sabato 5 ottobre a Reggio Emilia, presso l’Aula magna Manodori dell’Università, in occasione del convegno di studio promosso da NotaRes insieme al Consiglio Notarile distrettuale, e il contributo di Zucchetti Software Giuridico e DataWeb.

Dalle ore 9.00 alle 18.30, infatti, notai, magistrati, avvocati e operatori del Diritto provenienti da tutto il territorio regionale e non solo si troveranno per tracciare il punto annuale sulle ultime novità normative, dottrinali e giurisprudenziali che riguardano la professione del notaio: aspetti tecnici che però hanno ricadute estremamente concrete sulla vita dei cittadini, così come sull’attività di aziende, enti pubblici e organizzazioni di ogni tipo.

Ad aprire i lavori della sessione del mattino – moderati dal Presidente del Consiglio Notarile di Bologna Alberto Valeriani e introdotti dai saluti della presidente del Consiglio Notarile di Reggio Emilia Maura Manghi e da quelli del direttore generale dell’Ufficio centrale degli Archivi Notarili Renato Romano – sarà il notaio Giovanni Rizzi, membro della Commissione Consumatori del Consiglio Nazionale del Notariato, che terrà una relazione dal titolo ‘Plusvalenza, Superbonus e tassazione nella costituzione dei diritti reali: spunti teorici e di tecnica redazionale alla luce del dovere di consiglio’; di seguito, la presidente dei notai dell’Emilia-Romagna Valentina Rubertelli tratterà dell’intervento del notaio nel nuovo Codice della Crisi di Impresa, mentre il magistrato Linda Vaccarella, vice capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero di Giustizia esaminerà le operazioni straordinarie nel Codice della Crisi di Impresa. A concludere la sessione sarà infine il notaio Giovanni Aricò, che analizzerà natura, forme, atto costitutivo e contenuto dello statuto delle Comunità energetiche rinnovabili.

A portare i saluti alla ripresa dei lavori nel pomeriggio, condotti dal consigliere della Cassa Nazionale del Notariato Andrea Dello Russo, saranno invece il presidente del Consiglio Nazionale del Notariato Giulio Biino e quello della Cassa Nazionale del Notariato Vincenzo Pappa Monteforte. Ad aprire le relazioni, con l’analisi delle novità del DDL Capitali rispetto a voto plurimo e voto maggioritario sarà il notaio Federico Magliulo, componente della Commissione Studi d’Impresa del Consiglio Nazionale del Notariato, seguito dal notaio e docente NotaRes Antonio Diener, che si occuperà dell’impatto della nuova normativa in materia di agevolazioni per l’imprenditoria giovanile agricola e dei casi dubbi relativi alla prelazione agraria. Concluderà poi l’intensa giornata di studio il notaio Antonio Caranci, intervenendo sul ruolo del notaio rispetto alle società con partecipazioni pubbliche.

Quella del Notaio è una professione che richiede un costante aggiornamento, praticamente quotidiano: tra novità normative e interpretazioni giurisprudenziali, affiancare e tutelare i cittadini in alcune tra le scelte più importanti della vita implica uno studio quotidiano al fine di non commettere errori e tutelare gli interessi delle parti coinvolte.

È per questo che sabato 30 settembre, presso l’Aula Magna Manodori dell’Università di Reggio Emilia, si terrà il convegno annuale sulle ultime novità normative e giurisprudenziali promosso dalla Scuola di formazione giuridica Notares in collaborazione con il Consiglio Notarile di Reggio Emilia.

A introdurre il convegno saranno gli interventi della Presidente del Consiglio Notarile di Reggio Emilia Maura Manghi, del Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato Giulio Biino e del Presidente della Cassa Nazionale del Notariato Vincenzo Pappa Monteforte.

Dalle ore 9:00 alle 19:00 gli esperti si alterneranno per approfondire gli aspetti più vari, i quali hanno ricadute concrete anche sulla vita di cittadini e imprese: se il notaio Giovanni Rizzi illustrerà luci e ombre delle polizze di Tutela degli acquirenti di immobili da costruire, il collega Giovanni Aricò tratterà invece delle clausole testamentarie per la trasmissione ereditaria del patrimonio digitale, mentre il notaio Antonio Diener svolgerà una rassegna delle recenti pronunce delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in merito a Enunciazione, caso d’uso e ricognizione di debito; a esaminare le prime prassi applicative a sei mesi dalla Riforma Cartabia, che ha introdotto il cosiddetto ‘doppio binario’ in tema di Volontaria Giurisdizione sarà poi la Presidente dei Notai dell’Emilia-Romagna, Valentina Rubertelli, mentre di scissione mediante scorporo si occuperà il collega Federico Magliulo, seguito da una trattazione sulle cessioni al prezzo di un euro, senza prezzo e a carico del cedente a cura del notaio Antonio Caranci, per concludere con l’esame del mandato in vista della futura incapacità, che sarà tenuto dal notaio Massimo Esposito.

A moderare gli interventi, Andrea Dello Russo, Consigliere per l’Emilia-Romagna alla Cassa Nazionale del Notariato e Giuseppe Caprino, Notaio in Casalgrande.

Per ulteriori informazioni consultare il sito internet www.consiglionotarilereggioemilia.it e la pagina Facebook Notai dell’Emilia-Romagna.

Viabilità polo scolastico: risposta a Lista Macchioni e FdI

Viabilità polo scolastico: risposta a Lista Macchioni e FdILe ultime due interrogazioni, discusse nel corso del Consiglio Comunale di lunedì sera, riguardavano la viabilità al polo scolastico e sono state unificate nella discussione e nella risposta.

Entrambe le interrogazioni avevano ad oggetto disagi viabilità in zona polo scolastico, la prima a firma del consigliere Macchioni (Lista Macchioni), la seconda a firma del consigliere Lucenti ed altri (Fratelli d’Italia).

 

Ha risposto l’Assessore alla Rigenerazione Urbana David Zilioli.

“La situazione della viabilità di accesso al Polo scolastico in concomitanza dell’inizio e fine delle attività didattiche ha un livello di criticità insostenibile e dannoso sia per chi lì lavora e studia, ma anche per la mobilità di tutto un importante quadrante della città  di Sassuolo.

L’attuale Amministrazione Comunale non vuole ne’ sminuire ne` tanto meno negare l’esistenza del problema, che dovrà` essere necessariamente risolto, o almeno attenuato, attuando tutti gli strumenti possibili, sia in termini di opere pubbliche, sia in termini di diversione modale che gestionale.

Il problema non nasce da un evento imprevisto o imprevedibile e si aggiunge ad una situazione di criticità storica derivante da una mancanza di sinergia tra la realizzazione degli istituti provinciali e le relative opere di urbanizzazione, che non possono che procedere in sincronia (o meglio ancora sarebbe anticipare le opere di urbanizzazione, quali appunto le strade di accesso).

Ricordiamo innanzitutto che cosa non è stato fatto.

Agli atti comunali, alla data di insediamento della nuova giunta, non ci risulta nessun progetto di opere pubbliche finalizzato alla risoluzione del problema in oggetto, ulteriore a quello per la stabilizzazione della sperimentazione.

L´ampliamento del liceo Formiggini ha avuto la seguente cronologia: progettazione esecutiva anno 2021, inizio delle opere giugno 2022. Costo complessivo di oltre 9 milioni di euro. Tale opera porta un incremento (non imprevisto, anzi già prevedibile numericamente dal progetto) di ulteriori mille utilizzatori (tra studenti, insegnati e indotto). L’unico finanziamento comunale pertinente sono i 50.000 euro di contributo per il progetto da 300.000 euro complessivi (cofinanziati da Provincia per altri 50.000 euro e in modo prevalente da Agenzia per la Mobilità di Modena per i rimanenti 200.000 euro) per la messa a regime degli esisti del progetto / sperimentazione attuato virtuosamente dagli studenti del Istituto Volta (sperimentazione e quindi relativo cantiere eseguiti, è bene ricordarlo, sulla base delle dinamiche di fine anno scolastico, senza cioè` i nuovi ulteriori mille utenti). Tale progetto/sperimentazione è stato anche da noi considerato giusto e opportuno (lavorando infatti sulla priorità data al trasporto pubblico), ma sicuramente non risolutivo rispetto all’ordine di grandezza del problema, come già` anticipato durante la nostra comunicazione alle scuole del 12 settembre scorso .

La cosiddetta “Bretella”, segnalata anche pubblicamente dalla precedente amministrazione come soluzione al problema non esiste agli atti. Si è trovato, infatti, solo una lettera di dicembre 2023 indirizzata al Ministero dei Trasporti con allegata una planimetria con poche pagine di corredo (dove tra l’altro si auto-segnalava in esplicito la presenza di vincoli territoriali sia comunali che provinciali per la realizzabilità´ dell’opera). La risposta, dopo 7 mesi, del Ministero delle infrastrutture, datata 25.05.2024, segnala che tale opera non è finanziabile dalle attuali strumenti statali. Lo scrivente stima che una opera di tale entità (circa 2,4 chilometri di collegamento tra via Circonvallazione Sud e via San Michele, passante per il Polo scolastico e attraversante il Parco Ducale) sia di alcune decine di milioni di euro di quadro economico. Stiamo quindi parlando, a prescindere dalla mancanza di fattibilità’ normativa o dall’importante impatto territoriale, di un opera non realizzabile, almeno entro i prossimi 10 anni. In ogni caso non ne esiste neppure il progetto e pertanto riteniamo non corretto segnalare alla città tale opera come soluzione al problema.

E` stata quindi per noi una gestione non condivisibile quella di non pianificare alcuna attività’ di prevenzione di un problema certo e previsto con anni di anticipo.

Comunichiamo, per concludere, che cosa abbiamo fatto in questi primi tre mesi e soprattutto che cosa abbiamo pianificato nel breve-medio periodo a fronte del problema.

E` stato realizzato il cantiere durante il mese di agosto (il progetto è arrivato solo a luglio), per la messa in attuazione degli esiti della sperimentazione.

E` stato realizzato, in aggiunta al progetto della sperimentazione, un altro accesso ciclo pedonale anche sul fronte ovest (tra bocciofila e asse ducale) per differenziare i punti di accesso.

Verrà realizzato entro fine anno un attraversamento con isola centrale a maggiore protezione dei pedoni ciclisti nell´attuale attraversamento dell´asse ducale presso la circonvallazione.

E` già’ previsto a bilancio un “fondo progettazione opere pubbliche” per “giocare d’anticipo”, programmando cioè le nuove opere strategiche per Sassuolo, tra cui il tema prioritario dell’accesso al Polo Scolastico.

E` inoltre già previsto, per la prima volta a bilancio comunale un budget di un milione di euro per una nuova opera pubblica sostanziale: un sistema di connessioni ciclopedonali tra la città, le zone residenziali e il Polo scolastico a valere sul bando regionale ciclabilità 2024.

Oltre a questa “programmazione” delle opere pubbliche funzionali al Polo scolastico si attiverà` inoltre, in concerto con le Istituzioni scolastiche e del quelle del trasporto pubblico, opportuni strumenti gestionali inerenti la ottimizzazione tempistica di entrata/uscita oltre a politiche per incentivare il passaggio di quote crescenti dal traffico privato a quello della mobilità sostenibile (trasporto pubblico e mobilità ciclabile)”.

 

Interrogazione di FdI sulla pedonalizzazione piazza Martiri Partigiani: risponde l’Assessore Zilioli

Interrogazione di FdI sulla pedonalizzazione piazza Martiri Partigiani: risponde l’Assessore ZilioliLa quarta interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di lunedì sera è stata presentata dal Consigliere Caselli ed altri di Fratelli d’Italia, avente ad oggetto “Richiesta di quale posizione politica ed amministrativa l’Amministrazione Comunale di Sassuolo vuole adottare, circa la pedonalizzazione di piazza Martiri Partigiani”.

Ha risposto l’Assessore alla Rigenerazione Urbana David Zilioli: “Confermiamo le volontà espresse in campagna elettorale: Un percorso partecipato definirà il futuro di Piazza Grande.

È però riduttivo e improprio chiedere oggi se il percorso partecipativo porterà ad una completa o parziale pedonalizzazione e con quale tempistica o quale articolazione spaziale. Questo non toglie, anzi conferma, che l’orientamento della nostra coalizione abbia come riferimento chiaro e condiviso il fatto che questo luogo sia sempre più una “piazza” e non solo un “parcheggio” (scelta che non avrebbe giustificato un importante – e condiviso – progetto di pavimentazione lapidea della piazza, in alternativa ad una semplice possibile asfaltatura). Il tema non è tanto quindi come sarà’ alla fine la nostra piazza, quanto come sarà il percorso partecipato che porterà alle scelte su come, quando e dove attivare migliorie rispetto all’assetto attuale.

L’immagine (il cosiddetto “render” citato nell’interrogazione) è stato uno dei tanti strumenti utilizzati in campagna elettorale per essere ancora più chiari nel rispetto dei cittadini circa l’orientamento per le future scelte sulla città: una sorta di “programma per immagini”, che ha il coraggio di immaginare anche soluzioni e percorsi diversi da quelli che potevano prevedere una facile capitalizzazione elettorale. Senza coraggio e visione avremmo forse ancora le auto parcheggiate in piazza piccola, come ci ricordano alcune fotografie scattate negli anni sessanta.

E` interessante considerare come la stessa immagine si possa prestare a diverse “letture” a seconda di chi la osservi. La lettura dell’interrogazione pone in evidenza una sorta di “mancanza”, quella delle automobili parcheggiate nella zona più storica e delicata della piazza, quella davanti alla Guglia e soprattutto davanti alla chiesa di San Giorgio. La nostra lettura, della stessa immagine, la vede invece una piazza piena di gente e di attività`. Una analisi più attenta della immagine scopre che non è la visione di un solo progetto ma di molti progetti: un centro a misura per le persone, con meno barriere architettoniche, con del verde e dell’arredo urbano, dove chi è stanco può’ fermarsi… una città’ quindi più abitata e vissuta, per dare più’ sicurezza e vitalità anche ai piccoli negozianti che sono un elemento importante del centro storico.

Chi studia come rigenerare i centri storici sa bene che la dotazione di parcheggi e meglio ancora la raggiungibilità è solo uno dei tanti strumenti da poter e dover utilizzare. La tutela del piccolo commercio ad esempio avviene soprattutto facendo “sistema” anche con un piano multidisciplinare del centro storico e soprattutto, questa tutela, avviene non sbilanciando (per quantità` e localizzazione) il sistema della offerta tra grande distribuzione in una zona della periferia e piccolo commercio in centro storico, con pesanti impatti sul numero di negozi sfitti anche nelle aree centrali della nostra città.

La novità sarà pertanto il “percorso partecipato” (farlo insieme e in modo palese) per aggiornare i vari strumenti pianificatori che non sono stati non conclusi dalla scorsa amministrazione (a partire dal PUG, fino appunto al piano della sosta). Quello di migliorare e soprattutto di ultimare questi fondamentali strumenti per la gestione di ogni città sono un atto dovuto per i cittadini ma anche per chi ha investito e vuole investire in questo territorio.

Per concludere la sequenza delle prossime tappe che attiveremo sarà: partecipazione nella progettazione dell’aggiornamento degli strumenti urbanistici, progettazione e realizzazione di alternative per la raggiungibilità centro storico (quali la realizzazione di nuovi parcheggi scambiatori, come ad esempio quello multi-piano di via Pia, di cui è stata appena firmata la convenzione lo scorso 18.09.2024, con una dotazione di oltre 250 posti auto), passando quindi alla progettazione di come e in quali fasi migliorare il funzionamento del centro, non escludendo anche l’ampliamento di zone pedonali o comunque protette”.

 

 

Ripetitori 5G sul territorio comunale sassolese: la risposta a Fratelli d’Italia

Ripetitori 5G sul territorio comunale sassolese: la risposta a Fratelli d’ItaliaLa terza interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di lunedì sera era a firma del Consigliere Caselli ed altri di Fratelli d’Italia, avente ad oggetto: “Richiesta di quale posizione politica ed amministrativa, l’Amministrazione Comunale di Sassuolo vuole adottare, circa l’installazione di ripetitori 5G sul territorio comunale”.

Ha risposto l’Assessore alla Sostenibilità Ambientale Chiara Tonelli: “Con riferimento all’interrogazione in oggetto si comunica che la presente Amministrazione non ha rilasciato nessuna autorizzazione di installazione su suolo pubblico di ripetitori 5G e tratta con grande sensibilità ed interesse la questione, come dimostrato negli incontri pubblici convocati dal Sindaco e dalla Giunta per confrontarsi direttamente con i cittadini e i quartieri coinvolti.

Si ritiene tuttavia doverosa una premessa normativa, al fine di poter meglio inquadrare l’ambito d’azione del Comune.

Le Stazioni Radio Base (SRB) per la telefonia mobile, ai sensi dell’art.43 comma 4 e dell’art.51 comma 1 del Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. n. 259/2003 e ss.mm.ii.), sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria, in quanto infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, e come tali rientrano nella categoria delle opere di pubblica utilità.

La L. n.36/2001 “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”, all’art.8 comma 6 prevede quanto segue:

6. I comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico, con esclusione della possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia e, in ogni caso, di incidere, anche in via indiretta o mediante provvedimenti contingibili e urgenti, sui limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, riservati allo Stato ai sensi dell’articolo 4.

Il Comune di Sassuolo all’interno del Regolamento Edilizio, all’art.146, ha normato gli impianti per le telecomunicazioni prevedendo in particolare al comma 3 quanto segue:

3. Le localizzazioni di nuovi impianti per la telefonia mobile sono vietate nelle zone destinate ad attrezzature sanitarie, assistenziali e scolastiche, nelle zone “A” destinate a parco e nelle riserve naturali, nonché su edifici di valore storico-architettonico e monumentale nel Centro Storico. La localizzazione di nuovi impianti di telefonia mobile è vietata nei parchi storici, per la loro indubbia rilevanza paesaggistica: Parco Ducale, Parco di Villa Vistarino e Parco del Castello di Montegibbio.

Per quanto sopra esposto, nel rispetto delle normative vigenti e in funzione delle necessità dei gestori di copertura del territorio, non è possibile vietare l’installazione di nuove stazioni radio base sul territorio comunale in modo generalizzato. Ne è un esempio il caso che l’Amministrazione precedente si è trovata a gestire a Borgo Venezia, dove il Gestore ha individuato un’area privata e ha inviato un’istanza autorizzativa per l’installazione della stazione radio base (caso analogo a quello di Casa Buccelli a San Michele). In questo caso l’Amministrazione precedente non ha ritenuto, immagino in seguito alle considerazioni normative sopra riportate, di poter negare l’autorizzazione come non ha ritenuto di informare maggiormente la cittadinanza, che è venuta a conoscenza della nuova stazione a procedura conclusa e a lavori avviati, quindi al di fuori dei termini per potersi costituire in Comitato e partecipare al procedimento come parte interessata. Accogliamo con piacere la rinnovata sensibilità sul tema da parte dei Consiglieri impegnati nella precedente Amministrazione e oggi firmatari di questa interrogazione.

In merito al secondo punto, ovvero all’intenzione di promuovere sul tema un momento di pubblico confronto con tutta la cittadinanza, si segnala che, in accordo con le linee di mandato che prevedono partecipazione e trasparenza, l’attuale Amministrazione ha già promosso incontri pubblici con la cittadinanza sul tema:

•          in data 24 luglio presso il Circolo Alete Pagliani abbiamo incontrato i residenti del quartiere Borgo Venezia, per rispondere alle perplessità e alle preoccupazioni dei cittadini derivanti dalla nuova stazione radio base, realizzata su area privata, in prossimità del fiume, ed autorizzata dalla precedente Giunta;

•          in data 27 agosto presso la sala civica di San Michele abbiamo incontrato i residenti della frazione, al fine di informarli circa la domanda di installazione su area privata di una nuova stazione radio base in via Casa Buccelli.

Ulteriori incontri pubblici saranno promossi in caso di ricezione di nuove istanze autorizzative per l’installazione di infrastrutture di telefonia mobile, al fine di informare prontamente i cittadini e gli eventuali portatori di interessi nei termini loro concessi per accedere al procedimento e fornire adeguata informazione alla cittadinanza. Ai prossimi incontri saranno invitati tutti gli Enti preposti a fornire pareri all’interno del procedimento, quali ad esempio ARPAE e AUSL.

Il Comitato “No dritti ma Diritti”, costituitosi tra i residenti di San Michele dei Mucchietti per presentare in modo coordinato osservazioni e perplessità circa la proposta di realizzazione della nuova SRB in via Casa Buccelli (agli atti prot. 41076 del 03/09/2024) è stato incontrato dall’Amministrazione presso gli uffici tecnici comunali in data 17 settembre e in tale occasione è stato fornito un primo aggiornamento circa lo stato del procedimento ed un primo riscontro informale circa i temi posti.

Ad oggi di fatto il procedimento autorizzativo della SRB di via Casa Buccelli è sospeso, in attesa di integrazioni richieste dal Comune in merito all’autorizzazione paesaggistica e allo svincolo idrogeologico.

Per quanto attiene i potenziali rischi per la salute umana preme evidenziare che ARPAE, in fase preventiva al rilascio dell’autorizzazione, ha stimato il campo elettrico al fine di verificarne gli effetti nell’intorno (200 metri) e, in assenza di luoghi coinvolti dal superamento dei limiti di legge in materia di inquinamento elettromagnetico (20 V/m limite di esposizione, 15 V/m valore di attenzione), ha espresso il proprio parere favorevole (prot. 40983/2024). Tali verifiche preventive condotte da ARPAE vengono eseguite in condizioni particolarmente cautelative, in quanto il rispetto dei limiti normativi è controllato in base alle caratteristiche tecniche dell’impianto, considerando tutte le antenne di progetto in funzione h24 alla loro massima potenza.

Riteniamo le osservazioni pervenute durante gli incontri svolti, la costituzione del Comitato e le ulteriori comunicazioni che sono state ricevute, essere importanti contributi attivi al processo partecipativo che intendiamo perseguire, non solo laddove ci siano progetti di sviluppo e miglioramento dei beni e del territorio comuni ma anche dove i temi trattati siano particolarmente cari alle sensibilità dei cittadini e oggetto di critiche all’Amministrazione. La sensibilizzazione dell’Amministrazione sui problemi esposti dai cittadini e dal Comitato, qualora non già presente, è l’obiettivo principale della trasparenza e della partecipazione, il cui scopo è la condivisione dei procedimenti e delle scelte, nel rispetto delle norme cogenti.

In merito all’ultimo quesito posto dall’interrogazione, con la presente si informa che non sono previste nuove installazioni di stazioni radio base su terreno pubblico mentre è pervenuta in data 25/09/24 una richiesta per installazione su area privata, della quale si stanno verificando vincoli e completezza prima di procedere all’avvio o sospensione del procedimento secondo i termini di legge. All’avvio del procedimento di questa ed eventuali ulteriori nuove istanze per la realizzazione di nuove stazioni radio base, il Comune ne darà comunicazione mediante pubblicazione dell’Avviso di deposito all’Albo pretorio, sul sito istituzionale dell’Ente nella sezione dedicata (www.comune.sassuolo.mo.it/servizi/ambiente/approfondimenti/telefonia-mobile/avvisi-di-deposito-srb-1) e alla cittadinanza tramite organizzazione di incontro pubblico”

 

Risposta all’interrogazione di Fratelli d’Italia su di un’eventuale cambiamento, a Sassuolo, del sistema di raccolta rifiuti

Risposta all’interrogazione di Fratelli d’Italia su di un’eventuale cambiamento, a Sassuolo, del sistema di raccolta rifiutiLa seconda interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di lunedì sera era a firma del consigliere Caselli ed altri di Fratelli d’Italia, avente ad oggetto: “Richiesta parere all’Amministrazione Comunale di Sassuolo circa la presa di posizione del Sindaco di Modena, Mezzetti Massimo, in merito al cambiamento del sistema di raccolta dei rifiuti ed eventuale adesione a tale modificazione”.

Ha risposto l’Assessore alla Sostenibilità Ambientale Chiara Tonelli : “L’Amministrazione Comunale di Sassuolo osserva con attenzione e interesse il percorso intrapreso dal Comune di Modena per valutare ogni miglioria del servizio che possa essere applicata anche a Sassuolo al fine di agevolare i cittadini.

Fissiamo invece un punto circa il ritorno al vecchio sistema di cassonetti. Nemmeno la precedente Amministrazione, di cui alcuni dei Consiglieri scriventi l’interrogazione in oggetto facevano parte, pur essendo contraria al nuovo sistema, ha ritenuto di poterlo bloccare e non ha intrapreso nessuna azione per tornare indietro.

Perché? Abbiamo chiesto risposta scritta ad ATERSIR sulle possibilità che abbiamo di poter introdurre modifiche al contratto in essere. In attesa della risposta ufficiale, dalle interlocuzioni avvenute risulta che se ad oggi uno o più Comuni del bacino di gara volessero cambiare dei servizi alla base del nuovo contratto si incorrerebbe nei seguenti rischi:

1.richiesta di rimborso da parte del Gestore per i cespiti non ammortizzati (la durata della concessione è di 15 anni per permettere al Gestore cespiti rinnovati almeno ogni 8 anni e cicli di ammortamento regolari) e per il personale assunto e non più necessario, con conseguente considerevole esborso da parte del Comune e quindi dei cittadini mediante TARI;

2.ripercussione sul bacino di gara sia in termini economici che di obiettivi, che dovrebbero comunque essere raggiunti con il nuovo sistema eventualmente implementato;

3.necessità di discutere delle modifiche a livello di consiglio locale e successivamente di consiglio d’ambito: un singolo Comune non ha la facoltà di introdurre modifiche ai servizi alla base del contratto;

4.variazioni contrattuali significative, come il ritorno ad un sistema di raccolta a cassonetti, sono previste solo in seguito a variazione degli atti di pianificazione o variazioni normative che devono essere obbligatoriamente recepite. Una variazione al di fuori di queste casistiche rischierebbe di essere in contrasto con la normativa sugli appalti perché potrebbe inficiare i servizi che erano stati posti a base di gara.

Non si ritiene quindi attualmente percorribile, per gli ingenti costi a carico di Comune e quindi dei cittadini, per le difficoltà di intraprendere l’iter all’interno dei consigli locale e di ambito e per il rischio di entrare in contrasto con la normativa sugli appalti, una variazione sostanziale al contratto. Restiamo invece aperti alle valutazioni su eventuali modifiche su situazioni puntuali, quali la possibilità di introdurre dotazioni o carrellati su richiesta e/o in accordo con i grandi condomini al fine di evitare grossi cumuli di sacchi. Soluzioni simili sembrano essere quelle in studio sul territorio del Comune di Modena”.

 

La risposta all’interrogazione di Menani (Lega) sul “porta a porta” a Sassuolo

La risposta all’interrogazione di Menani (Lega) sul “porta a porta” a SassuoloLa prima interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di lunedì sera era a firma di Gian Francesco Menani (Lega), avente ad oggetto “Criticità di attuazione del sistema “porta a porta” nel Comune di Sassuolo”.

Ha risposto l’Assessore alla Sostenibilità Ambientale Chiara Tonelli:

“Le segnalazioni dei cittadini sono state la base della relazione presentata in data 04/09/2024 al Gestore in cui sono state evidenziate tutte le criticità presenti sul territorio dall’introduzione del sistema, che tutt’ora non hanno trovato soluzione, e gli obiettivi della Giunta tra i quali:

–           Riprendere le attività di comunicazione rivolte alla cittadinanza, alle scuole e ad altre categorie di destinatari per promuovere e radicare corrette modalità di effettuazione delle raccolte differenziate, nonché di utilizzo delle dotazioni e dei servizi;

–           Ridurre il tempo di permanenza dei sacchi in strada;

–           Ridurre le scorrette esposizioni (es. tramite informative, tutoraggi dedicati, accertamenti, …);

–           Ridurre e contrastare gli abbandoni (migliorare l’efficacia e l’efficienza del servizio di raccolta, prevenire il fenomeno con incontri o sopralluoghi mirati/tutoraggi, …);

–           Garantire un’adeguata pulizia intorno alle isole di base e dei punti di esposizione;

–           Migliorare i servizi di spazzamento, pulizia dei parchi e svuotamento dei cestini urbani;

–           Migliorare la pulizia del centro storico dal rifiuto minuto;

–           Garantire un adeguato servizio di spazzamento in concomitanza del periodo autunnale caratterizzato dalla presenza delle foglie;

–           Migliorare i servizi al cittadino presso la stazione ecologica Arcobaleno.

In merito alla risposta del Gestore alle criticità evidenziate si segnala l’impegno dello stesso nel risolvere insieme i punti condivisi e nel partecipare a un tavolo periodico quindicinale che abbiamo istituito per entrare nel merito dei singoli punti e studiarne le migliorie applicabili. Riteniamo che serva tempo per intervenire in tutti i settori e valutare se i miglioramenti introdotti stiano dando risultati, ma restiamo costantemente a disposizione per tenere informato tutto il Consiglio Comunale e la cittadinanza sull’andamento del processo.

Al fine di superare le criticità attuali, oltre al tavolo tecnico periodico con il Gestore e alle nuove sperimentazioni che si stanno attuando, la Giunta ha incontrato ATERSIR insieme ai comuni di Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, allo scopo di sottoporre alla stazione appaltante quesiti interpretativi sul contratto, la verifica del servizio, la definizione di un regolamento condiviso ed ogni chiarimento circa limiti e condizioni su eventuali modifiche del sistema.

Riguardo i riflessi sui costi della TARI, comunico che nessun servizio integrativo è stato attivato ad oggi dalla presente Amministrazione. Riteniamo fondamentale ottenere il pieno rispetto delle condizioni contrattuali da parte del Gestore e ottimizzare al meglio il servizio con le risorse attualmente impiegate prima di acquistare servizi integrativi il cui costo si ripercuote interamente sulla TARI e quindi sulle tasche dei cittadini. Ad oggi l’efficacia dei servizi integrativi introdotti dalla precedente Giunta, tra cui uno spazzino di quartiere interamente dedicato al nostro territorio sette giorni su sette, non è dimostrabile e misurabile. Riteniamo inoltre che aumentare il recupero degli abbandoni tramite servizi integrativi senza investire nel tentativo di risolvere a monte il problema degli abbandoni non sia la soluzione: aumenta la TARI al cittadino; si nasconde il problema; non si persegue l’obiettivo di differenziare i rifiuti. Gli abbandoni riteniamo debbano essere contrastati con tutti gli strumenti a disposizione: informazione continua; accertamenti; controlli tramite videocamere; sanzioni.

L’Amministrazione osserva con attenzione e interesse il percorso intrapreso dal Comune di Modena per valutare ogni miglioria del servizio che possa essere applicata anche a Sassuolo al fine di agevolare i cittadini.

Fissiamo invece un punto circa il ritorno al vecchio sistema di cassonetti. Nemmeno la precedente Amministrazione, di cui lei è stato Sindaco, pur essendo contraria al nuovo sistema, ha ritenuto di poterlo bloccare e non ha intrapreso nessuna azione per tornare indietro.

 

Perché? Abbiamo chiesto risposta scritta ad ATERSIR sulle possibilità che abbiamo di poter introdurre modifiche al contratto in essere. In attesa della risposta ufficiale, dalle interlocuzioni avvenute risulta che se ad oggi uno o più Comuni del bacino di gara volessero cambiare dei servizi alla base del nuovo contratto si incorrerebbe nei seguenti rischi:

1.         richiesta di rimborso da parte del Gestore per i cespiti non ammortizzati (la durata della concessione è di 15 anni per permettere al Gestore cespiti rinnovati almeno ogni 8 anni e cicli di ammortamento regolari) e per il personale assunto e non più necessario, con conseguente considerevole esborso da parte del Comune e quindi dei cittadini mediante TARI;

2.         ripercussione sul bacino di gara sia in termini economici che di obiettivi, che dovrebbero comunque essere raggiunti con il nuovo sistema eventualmente implementato;

3.         necessità di discutere le modifiche a livello di consiglio locale e successivamente di consiglio d’ambito: un singolo Comune non ha la facoltà di introdurre modifiche ai servizi alla base del contratto;

4.         variazioni contrattuali significative, come sarebbe il ritorno ad un sistema di raccolta a cassonetti, sono previste solo in seguito a variazione degli atti di pianificazione o variazioni normative che devono essere obbligatoriamente recepite. Una variazione al di fuori di queste casistiche rischierebbe di essere in contrasto con la normativa sugli appalti perché potrebbe inficiare i servizi che erano stati posti a base di gara.

Non si ritiene quindi attualmente percorribile, per gli ingenti costi a carico del Comune e quindi dei cittadini, per le difficoltà di intraprendere l’iter all’interno dei consigli locale e di ambito e per il rischio di entrare in contrasto con la normativa sugli appalti, una variazione sostanziale al contratto. Restiamo invece aperti alle valutazioni su eventuali modifiche su situazioni puntuali, quali la possibilità di introdurre dotazioni o carrellati su richiesta e/o in accordo con i grandi condomini al fine di evitare grossi cumuli di sacchi.

Soluzioni simili sembrano essere quelle in studio sul territorio del Comune di Modena”.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 3 settembre 2024

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 3 settembre 2024Molto nuvoloso o coperto con precipitazioni deboli e sparse in mattinata sul settore occidentale, più intense e continue sul settore centro-orientale; dal pomeriggio intensificazione delle precipitazioni in particolare sul settore centro-orientale dove potranno assumere anche carattere di rovescio e/o temporale. Attenuazione dei fenomeni in nottata.

Temperature in generale flessione; minime comprese tra 13/14 gradi delle pianure interne e 16 gradi della costa riminese; massime attorno a 16/17 gradi, fino a 19 gradi lungo la costa riminese. Venti deboli variabili sulla pianura con residui rinforzi sui rilievi in esaurimento in prima mattinata. Dal pomeriggio nuova intensificazione della ventilazione sui rilievi e sulla costa dove avremo rinforzi anche consistenti di bora. Mare inizialmente poco mosso sotto costa, mosso al largo. Moto ondoso in rapido aumento fino a divenire molto mosso dal tardo pomeriggio.

(Arpae)

PSA, Coldiretti: subito indennizzi e stop rate mutui per allevamenti colpiti

Garantire gli indennizzi per i danni diretti e indiretti agli allevamenti colpiti dalla peste suina africana e la sospensione immediata del pagamento delle rate dei mutui. Sono le richieste avanzate dalla Coldiretti nel corso del secondo incontro, dopo quello di circa un mese fa, con il Commissario Straordinario per la Psa Giovanni Filippini, alla presenza del Presidente Ettore Prandini e del Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, che hanno sottolineato come “questi ristori siano necessari anche per non abbattere la speranza degli allevatori” e devono andare a rinforzare l’intervento del dl omnibus prevedendo un incremento di risorse.

Oltre 500 imprenditori si sono collegati in modalità web per esprimere al Commissario tutte le loro preoccupazioni per una situazione “di grave crisi per l’intero settore”. L’appuntamento è stato fissato per fare il punto della situazione su un’emergenza che sta mettendo a rischio un intero settore che vale oltre 20 miliardi di euro e la sopravvivenza di alcune delle eccellenze norcine più note dell’agroalimentare Made in Italy.
Coldiretti è tornata a sollecitare l’erogazione immediata dei risarcimenti per i danni causati dalla peste suina, con l’abbattimento di decine di migliaia di animali e le restrizioni alla movimentazione che hanno di fatto paralizzato la normale attività aziendale. Oltre a quelli diretti, legati alla perdita dei capi, occorre includere anche quelli indiretti, con gli allevamenti costretti ad interrompere completamente tutte le attività, comprese quelle di ripopolamento. Essenziale anche la sospensione del pagamento delle rate dei mutui delle imprese colpite e proprio in tale ottica Coldiretti scriverà una lettera all’Abi, l’Associazione bancaria italiana, per sollecitare un intervento.

Nel corso dell’incontro il Commissario Filippini ha illustrato la situazione attuale, che vede 29 focolai attivi (20 in Lombardia, 8 in Piemonte e 1 in Emilia Romagna), e il nuovo piano di azione condiviso e approvato con la Commissione europea che prevede 4 macroazioni: prelevamento, depopolamento cinghiali, sorveglianza e biosicurezza allevamenti, oggetto di una apposita ordinanza. L’obiettivo è il controllo e il confinamento del virus nelle zone di restrizione.
Resta il fatto che troppo a lungo si è sottovalutata una situazione che Coldiretti ha denunciato già anni fa, consentendo la proliferazione incontrollata dei cinghiali, che rappresentano il primo vettore di diffusione della Psa.

Claudia Guidi nuova presidente dei Giovani di Confagricoltura Emilia Romagna

Claudia Guidi nuova presidente dei Giovani di Confagricoltura Emilia Romagna
da six Damiano Roncari Claudia Guidi Riccardo Garuti

Ha 30 anni ed è imprenditrice agricola a Codigoro (Fe), la nuova presidente dei Giovani di Confagricoltura-Anga Emilia Romagna, Claudia Guidi.

Sarà affiancata da due Vice: Riccardo Garuti, presidente dei giovani di Confagricoltura-Anga Modena, attivo nell’azienda di famiglia a Solara dove si coltivano 10 ettari di frutteto, 8 di vigneto e orticole destinate al punto vendita interno e Damiano Roncari, presidente dei giovani di Confagricoltura-Anga Reggio Emilia che produce latte per il Consorzio del Parmigiano Reggiano oltre a curare i campi di foraggio e cereali per l’alimentazione delle bovine.

«Sono molto onorata di poter rappresentare i Giovani di Confagricoltura-Anga Emilia Romagna nel prossimo triennio», ha dichiarato appena eletta dall’assemblea dei delegati svoltasi a Bologna, sottolineando che l’Associazione nazionale dei giovani imprenditori agricoli-ANGA da sempre rappresenta la fucina di idee di Confagricoltura e il bacino di reclutamento e formazione dei futuri dirigenti. «Vogliamo garantire rappresentanza, supporto e conoscenze ai giovani che fanno impresa, che sono il futuro del comparto: una voce che non può restare inascoltata».

Viviamo in un’epoca di cambiamenti rapidi e significativi per il primario, prosegue la nuova presidente regionale dei Giovani di Confagricoltura. Il pensiero va soprattutto all’alluvione che ha colpito la Romagna tre volte, in sedici mesi, aggiungendo ulteriori danni diretti e indiretti all’agricoltura già martoriata, ma anche alla peste suina africana che minaccia gli allevamenti della filiera suinicola regionale, quindi le pregiate carni Dop e Igp, fino alla crisi frutticola che da anni sferza la Fruit Valley italiana. «Vorremmo, come giovani agricoltori, trasformare le difficoltà in opportunità. È essenziale unire le forze per affrontare le questioni cruciali che ci toccano da vicino, l’innovazione e la sostenibilità, la formazione e l’accesso al credito, finanche la penetrazione dei mercati, dialogando con le istituzioni e progettando strategie per facilitare il ricambio generazionale e l’ingresso dei giovani in agricoltura».

L’impegno dei Giovani di Confagricoltura Emilia Romagna sarà rivolto a promuovere nuovi paradigmi d’impresa: moderne tecnologie, aggregazione e creazione di reti. «Insieme ai miei vice – conclude – darò voce ai bisogni e alle sfide degli imprenditori “under 40”, puntando a politiche per la crescita con attenzione alla marginalità aziendale ma anche alla sostenibilità purché sia economica e ambientale, verso un sistema agricolo più forte e coeso.”

Guidi, che succede alla modenese Alice Consoli, ha iniziato il suo percorso sindacale nel 2016 come vicepresidente dei Giovani di Confagricoltura-Anga Ferrara, poi salita al vertice nel 2019; già vicepresidente dei Giovani di Confagricoltura-Anga Emilia Romagna nel mandato 2021-2024 e attuale vicepresidente di Confagricoltura Ferrara.

 

Campi da calcio, piscine e palestre: nuovo bando regionale da 24 milioni di euro per l’impiantistica sportiva

Campi da calcio, piscine e palestre: nuovo bando regionale da 24 milioni di euro per l’impiantistica sportivaCampi da calcio, palestre, piscine, palazzetti, ma anche nuovi spazi all’aperto più attrezzati, funzionali e sicuri. Per fare in modo che praticare un’attività sportiva sia sempre di più un’opportunità alla portata di tutti, nelle grandi città così come nei piccoli centri.

Non si ferma l’impegno per la diffusione dello sport a opera della Regione Emilia-Romagna, grazie a un nuovo bando per 24 milioni di euro destinato all’ampliamento e alla riqualificazione della rete impiantistica di base.  I finanziamenti- di cui 18 milioni dai Fondi sviluppo e coesione e 6 milioni di origine regionale- sono destinati a Comuni, Unioni di Comuni, Province e alla Citta Metropolitana di Bologna, per realizzare nuove strutture o adeguare quelle esistenti.

Gli Enti interessati possono presentare le domande fino alle ore 17 del 28 novembre.

Compie dunque un altro passo avanti il Piano regionale per l’impiantistica sportiva, che, avviato nella passata legislatura, ha permesso fino a oggi di cofinanziare circa 170 interventi da Rimini a Piacenza, grazie a uno stanziamento regionale complessivo di quasi 50 milioni che hanno mobilitato sul territorio oltre 120 milioni di euro di investimenti. Uno stanziamento, che grazie a questo nuovo bando arriva ora a superare i 70 milioni.

“La legislatura finisce com’era iniziata: con un nuovo fortissimo finanziamento a disposizione degli enti locali per investire nello sport di base- sottolineano la presidente facente funzioni della Regione Irene Priolo e Giammaria Manghi, capo della segreteria politica della Presidente della Regione -. In questi anni abbiamo dato vita a un Piano di riqualificazione degli impianti sportivi davvero senza uguali, sia per quantità, sia per qualità degli interventi. Continuiamo su questa strada, per rendere concreto il diritto allo sport, partendo proprio dai luoghi in cui praticare un’attività motoria è più difficile, come i piccoli centri o le aree interne”.

Il bando finanzia progetti, del valore di almeno 300mila euro, per la realizzazione di nuovi impianti o la riqualificazione di quelli esistenti. Tra i lavori previsti: il recupero funzionale, la manutenzione straordinaria, il miglioramento e l’adeguamento sismico, l’efficientamento e la messa in sicurezza degli impianti.

Due le linee di intervento: la prima, che ha a disposizione 20 milioni di euro, riguarda progetti realizzati direttamente dagli Enti locali; la seconda, che potrà contare sui rimanenti 4 milioni, è dedicata a progetti che prevedano forme di  partenariato e di collaborazione pubblico-privato.

Venti milioni per interventi degli Enti locali. Le risorse per provincia

In questo caso è prevista una ripartizione su base provinciale dei 20 milioni di euro a disposizione, con una quota fissa del 35% assegnata in parti uguali e una del 65% suddivisa in base alla popolazione residente.

Questi, dunque, gli importi assegnati sul territorio: 3,7 milioni di euro all’Area metropolitana di Bologna; 1,6 milioni di euro alla provincia di Piacenza; 2,1 milioni di euro alla provincia di Parma; 2,3 milioni di euro a quella di Reggio Emilia; 2,8 milioni di euro a quella di Modena, 1,8 milioni al territorio di Ferrara.  E ancora: la provincia di Forlì-Cesena potrà contare su 1,9 milioni di euro, la provincia di Ravenna su 1,9, infine quella di Rimini su 1,8 milioni di euro.

Il contributo massimo previsto per gli interventi è del 70%; che potrà arrivare all’ 85% per i progetti, che interessano comuni montani e aree interne e, comunque per ciascun beneficiario non potrà superare i 500mila euro. Sono previste nove graduatorie provinciali.

Quattro milioni per interventi in partenariato pubblico-privato

Saranno invece assegnati in base a un’unica graduatoria regionale i quattro milioni di euro della seconda linea di finanziamento, destinati a progetti realizzati tramite forme di partenariato e collaborazione pubblico-privato.

In questo caso il contributo regionale non potrà essere superiore a un terzo del costo totale dell’opera e non potrà superare l’importo in conto capitale a carico all’Ente Locale, con un importo massimo per ciascun beneficiario di 1,5 milioni di euro.

Le domande

Le domande dovranno essere presentate alla Regione Emilia- Romagna esclusivamente per via telematica sulla piattaforma all’indirizzo https://fsc.regione.emilia-romagna.it,  a partire dalle ore 10 del 30 settembre e fino alle ore 17  del 28 novembre 2024.

La graduatoria dovrà essere approvata entro 90 giorni dal termine di presentazione delle domande.

 

 

Le capsule di caffè usate potranno essere riciclate

Le capsule di caffè usate potranno essere riciclateUn progetto innovativo per uno smaltimento ecosostenibile delle capsule esauste di plastica o di altri materiali, utilizzate per le macchinette del caffè.

Verrà avviato entro la fine dell’anno in Emilia-Romagna, grazie a un protocollo d’intesa, sottoscritto dalla Regione insieme ad Atersir, Nestlé, Illycaffè, Logica e Gruppo Hera. L’intesa discende dall’adesione di viale Aldo Moro al progetto «ReCap – Recuperiamo insieme le capsule di plastica», avviato nel 2021 da Regione Friuli Venezia Giulia, Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa Fvg), Illycaffè e Nestlé. L’obiettivo è intervenire sulla particolare e diffusa tipologia di rifiuto, le capsule esauste di caffè che oggi, in assenza di un sistema strutturato e integrato di raccolta differenziata e recupero dedicato, viene gestita come indifferenziato e con la termovalorizzazione come destinazione principale.

Il progetto pilota
La raccolta differenziata delle capsule esauste di caffè in plastica avverrà in alcuni centri di raccolta; presso un impianto idoneo verrà poi separato l’imballo dal contenuto, in modo da poter recuperare tutte le frazioni separate.

I materiali, che costituiscono l’involucro delle capsule esauste (plastica e altri quali alluminio, carta, film plastici), se opportunamente raccolti possono, infatti, essere recuperati, mentre la miscela di acqua e polvere di caffè verrà destinata a compostaggio o altre forme di riciclo.

Il monitoraggio relativo all’attuazione del Protocollo, che impegna tutti i sottoscrittori, sarà finalizzato anche a valutare possibili estensioni del bacino di utenza tramite nuovi centri di raccolta, la fattibilità tecnica ed economica dell’intera filiera del recupero delle capsule esauste in plastica, nonché possibili efficientamenti per la gestione di capsule in materiali diversi.

Annullate le chiusure della stazione di Modena nord sulla A1

Annullate le chiusure della stazione di Modena nord sulla A1Sulla A1 Milano-Napoli, sono state annullate le chiusure della stazione di Modena nord, che erano previste nelle sei notti di martedì 1, mercoledì 2, venerdì 4, sabato 5, domenica 6 e lunedì 7 ottobre.

Rimane confermata la chiusura della suddetta stazione, in entrata in entrambe le direzioni, Bologna e Milano e in uscita per chi proviene da Milano, dalle 22:00 di giovedì 3 alle 6:00 di venerdì 4 ottobre.

In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Modena sud o di Reggio Emilia, sulla stessa A1, o la stazione di Campogalliano, sulla A22 Brennero-Modena.

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