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giovedì, 23 Luglio 2026
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Aggiornamento chiusure previste in A14 e Tangenziale di Bologna

Aggiornamento chiusure previste in A14 e Tangenziale di BolognaSulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di pavimentazione, dalle 22:00 di venerdì 19 alle 6:00 di sabato 20 luglio, sarà chiusa la stazione di Castel San Pietro, in entrata in entrambe le direzioni – Bologna e Ancona – e in uscita per chi proviene da Ancona. In alternativa, si consiglia di utilizzare la stazione di Imola al km 50+100 o di Bologna San Lazzaro al km 22+200.

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Sulla Tangenziale di Bologna, per consentire lavori di manutenzione sottovia, dalle 22:00 di questa sera, mercoledì 17, alle 6:00 di giovedì 18 luglio, sarà chiuso, per chi proviene da San Lazzaro di Savena/A14 Bologna-Taranto, il ramo di svincolo dell’uscita 1 Nuova Bazzanese che immette sulla SP569 Nuova Bazzanese, verso Bologna Centro.

Si precisa che resterà regolarmente percorribile il ramo di svincolo che immette sulla SP569 Nuova Bazzanese verso Bazzano-Vignola. In alternativa si potrà utilizzare l’uscita 2 Borgo Panigale.

 

Cersaie, agevolazioni sui viaggi in treno e negli hotel di Bologna

Cersaie, agevolazioni sui viaggi in treno e negli hotel di BolognaArrivare a Bologna per vedere le novità esposte a Cersaie, in programma a Bologna dal 23 al 27 settembre 2024, è facile, comodo ed economico. I visitatori della 41° edizione della fiera, che occupa 15 padiglioni e si estende su una superficie di 145.000 metri quadrati, potranno contare su una serie di agevolazioni, organizzate in collaborazione con Bologna Welcome, per l’ospitalità negli alberghi ed i trasporti sui treni ad Alta Velocità, al fine di poter raggiungere agevolmente in tutti i 5 giorni della manifestazione il Quartiere Fieristico.

Per i viaggi andata/ritorno in giornata da Torino, Milano, Firenze, Roma, Napoli, Venezia e Padova verso Bologna i visitatori possono usufruire di una tariffa agevolata comprensiva anche dell’ ‘ultimo miglio’: il trasferimento Stazione Centrale – Quartiere fieristico, ingresso da Piazza Costituzione, con bus riservati avente personale dedicato ed in coincidenza con gli arrivi e le partenze dei vettori convenzionati.

Per i viaggi che prevedono almeno una notte di permanenza a Bologna, con Italo vi sono tariffe speciali in Prima Classe (lo sconto del 40% è applicato alla tariffa Flex, quindi sono escluse le tariffe promozionali economy Low Cost).

La qualità nell’ospitalità per visitatori è un altro aspetto fondamentale della partecipazione a Cersaie. Al fine di sfruttare al meglio l’ospitalità e la recettività del territorio, sono previste una serie di agevolazioni sugli alberghi, consultabili alla pagina https://www.cersaie.it/it/v_pacchetti.php (IT) https://www.cersaie.it/en/v_pacchetti.php (EN), dove sono illustrate tutte le promozioni in essere ed i contatti di Bologna Welcome, con cui poter effettuare direttamente le prenotazioni. Novità di quest’anno è la “Promo last days“, che consente di usufruire di tariffe agevolate sui pernottamenti di giovedì 26 e venerdì 27 settembre.

La recettività al servizio di Cersaie si estende anche al di fuori della città di Bologna. Sono infatti disponibili pacchetti comprendenti tanto l’ospitalità in albergo – con pernottamento in hotel a 3-4 stelle a Ferrara, Rimini, Padova, Verona, Venezia o Firenze – quanto il trasporto in treno, oltre ai trasferimenti dalla stazione ferroviaria in hotel e dalla stazione ferroviaria a Cersaie.

UniCredit e Confagricoltura rafforzano la sinergia per una maggiore competitività del settore agricolo italiano sui mercati internazionali

Accelerare i processi di innovazione e transizione ecologica delle imprese agricole e favorire l’integrazione delle filiere agroalimentari. La crescita dell’agricoltura italiana passa inevitabilmente anche dal credito e dalla relazione tra il mondo produttivo e quello bancario.

Su questi obiettivi si rafforza la sinergia tra UniCredit e Confagricoltura, che stamani a Milano hanno presentato un programma di attività in comune. La collaborazione si articola attraverso iniziative creditizie e servizi consulenziali a sostegno delle filiere agricole e progetti legati all’innovazione e all’agritech per migliorare la sostenibilità del business delle aziende del comparto, in ottica ESG.

E’ già attiva una rete territoriale che ha avviato incontri di formazione per accrescere la cultura creditizia delle imprese associate e facilitare un più ampio accesso agli strumenti di credito disegnati sulle reali necessità delle aziende, oltre a favorire la cultura della sostenibilità e la loro competitività.

E’ poi in fase di avvio un’analisi congiunta delle principali filiere produttive agroalimentari per individuare le migliori attività di supporto per la loro crescita e, più in generale, per lo sviluppo del “Made in Italy”, anche con l’ingaggio di eventuali altri stakeholders.

“Il settore agroalimentare italiano vale 621 miliardi euro, il 15% del PIL italiano e l’accordo quadro ci permetterà di supportare il comparto creando sinergie fra la nostra rete e la rete di Confagricoltura: in questo modo sosteniamo la crescita manageriale delle imprese agricole in ottica tecnologica, digitale e green – afferma – Remo Taricani, Deputy Head di UniCredit Italia. Recentemente abbiamo lanciato una nuova edizione del piano UniCredit per l’Italia, per un valore complessivo di 10 miliardi di euro, interamente dedicato ai settori produttivi e dei servizi, tra cui l’Agribusiness a cui abbiamo destinato un plafond di 1 miliardo di euro per gli investimenti delle imprese agricole in linea con le direttive europee sulla transizione green”.

“Il tavolo congiunto nazionale con UniCredit incentiva anche l’adozione di nuove tecnologie, permettendo alle imprese di essere maggiormente competitive sui mercati internazionali – afferma il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – Fondamentale è, a riguardo, l’agricoltura di precisione, che facilita la transizione digitale ed ecologica. Con HubFarm, Confagricoltura è all’avanguardia in questo ambito, e intende ulteriormente incentivare il percorso di digitalizzazione delle aziende agricole italiane”.

 

In Emilia-Romagna al voto il 17-18 novembre

In Emilia-Romagna al voto il 17-18 novembreLe prossime elezioni regionali in Emilia-Romagna si terranno domenica 17 e lunedì 18 novembre 2024.

La data è stata condivisa dalla presidente facente funzioni, Irene Priolo, e dal presidente della Corte d’Appello di Bologna, Oliviero Drigani, in un incontro che si è svolto in tarda mattinata in Regione. La data è stata individuata accelerando al massimo le procedure previste ma tenendo anche conto delle esigenze tecniche e organizzative rappresentate dagli uffici regionali e da quelli della Corte d’Appello affiché il tutto sia svolto nel migliore dei modi, come sempre. Regione e Corte d’Appello si sono anche impegnate a condividere progetti che migliorino ulteriormente la qualità e la speditezza degli adempimenti relativi a questa tornata elettorale.

La formalizzazione della data avverrà nei prossimi giorni con l’intesa fra la presidente Priolo e il presidente Drigani. Successivamente, a settembre, la presidente Priolo emanerà il decreto di proclamazione delle elezioni, entro 60 giorni dalla data del voto, così come previsto dalla legge regionale. Si è ritenuto in ogni caso di dare comunicazione tempestiva della decisione assunta affiché tutti i cittadini, gli enti coinvolti e le forze politiche ne fossero informati con il più largo anticipo.

“Ringrazio il presidente Drigani- afferma Priolo-, la data sulla quale abbiamo immediatamente trovato l’intesa permette, insieme, di conciliare l’organizzazione di un appuntamento così importante per l’intera comunità regionale, con l’obiettivo di fare presto e permettere alla nuova amministrazione regionale di partire entro la fine anno, assicurando la piena operatività dell’Ente, a beneficio di cittadini e comunità”.

Politiche abitative: 22milioni di euro per il Fondo per l’affitto e la manutenzione del patrimonio Erp

Politiche abitative: 22milioni di euro per il Fondo per l’affitto e la manutenzione del patrimonio ErpDieci milioni di euro per finanziare il Fondo per l’Affitto. Altri 12 milioni per la manutenzione degli alloggi Erp. Sono i due nuovi finanziamenti regionali sul versante delle politiche abitative che si aggiungono al programma di Social Housing presentato nelle scorse settimane, dal valore di altri 7 milioni.

Uno sforzo portato avanti dall’Emilia-Romagna di propria iniziativa, solo nell’ultimo anno, per far fronte a un’emergenza, quella abitativa, che necessita, però, di interventi nazionali strutturali. Ecco perché i Tavoli provinciali di coordinamento delle politiche abitative hanno elaborato un Documento regionale da sottoporre al Governo con una serie di proposte per lo sviluppo di un Piano Casa nazionale: dall’incremento dell’offerta abitativa a canoni calmierati a una disciplina degli affitti temporanei, passando per una diversa fiscalità della locazione che penalizzi questi ultimi e introduca, invece, una cedolare secca al 10% per gli affitti calmierati.

A illustrare questo pacchetto di misure è stata l’assessora regionale alle Politiche Abitative, Barbara Lori: “Quella della casa è una vera emergenza nazionale: sono sempre di più i cittadini, giovani, anziani, famiglie monoreddito, lavoratori, studenti, escluse dal mercato privato. Quelli presentati oggi sono solo gli ultimi provvedimenti che abbiamo adottato in questa legislatura- spiega Lori-. Ma è evidente che serve un impegno forte a livello nazionale. E su questo dobbiamo ancora una volta registrare la totale assenza del Governo: dall’azzeramento del Fondo nazionale per l’Affitto a quello contro il disagio abitativo che prevede risorse solo a partire dal 2027/28, mentre manca da decenni un Piano casa nazionale degno di questo nome”.

Le risorse regionali che finanzieranno il Fondo per l’Affitto andranno a coprire fino a tre mensilità per un tetto massimo di 2mila euro, una somma in aumento rispetto ai 1.500 euro previsti in passato. Gli interventi di manutenzione straordinaria degli alloggi Erp – altri 10 milioni di stanziamento, proprio in questi giorni in assegnazione ai Comuni – finanzieranno fino a 25mila euro di spese, a cui si aggiunge una nuova misura, in accordo con Cassa Depositi e Prestiti, che permetterà di coprire gli interessi dei mutui, stimati in 2 milioni di euro, contratti dalle Acer per gli interventi più costosi con importi superiori ai 25mila euro.

Sono i tre nuovi provvedimenti con cui la Regione prosegue e rafforza il proprio impegno per il diritto alla casa.  A fianco delle tante famiglie che anche in Emilia-Romagna, un territorio fortemente attrattivo per motivi di studio, lavoro, turismo, sono in difficoltà a trovare un alloggio sul mercato privato. E a fianco dei Comuni e delle Aziende per la casa, per accelerare su fronte del recupero del patrimonio abitativo pubblico: alla fine del 2023 sono 3.818 gli alloggi Erp che risultano sfitti sui 54.257 disponibili, mentre le domande complessive in graduatoria in attesa di assegnazione sono 26.681.

Da parte della Regione un impegno che continua e che si aggiunge ai 9 milioni di euro stanziati nel 2023, per scorrere le graduatorie comunali del Fondo per l’affitto, che contavano tra Rimini e Piacenza oltre 66 mila domande, oltre 10 mila in più rispetto all’anno precedente.

Dal 2020 a oggi superano i 52 milioni di euro le risorse stanziate direttamente del bilancio regionale per il Fondo per l’affitto, mentre a livello nazionale va purtroppo registrato un azzeramento dei finanziamenti dopo i 64 milioni di euro stanziati per il 2021 e il 2022.

“Per questo- aggiunge Lori- insieme a Comuni, Province, Città Metropolitana, Aziende casa, sindacati, mondo cooperativo abbiamo condiviso un documento che presenteremo al Governo. Sono le proposte dell’Emilia-Romagna, gli obiettivi e le linee strategiche per un nuovo Piano casa nazionale. Noi ci siamo e vogliamo essere insieme a tutte le Regioni interlocutori del Governo per rilanciare l’impegno su questo tema strategico”.

Il protocollo d’intesa è nato dalla volontà della Regione e ha visto partecipare la Città metropolitana di Bologna, le rappresentanze regionali di Anci, Confcooperative, Legacoop, Ance, delle Aziende per la Casa, Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet e Uniat. L’obiettivo è quello di elaborare proposte per lo sviluppo di un Piano Nazionale di Edilizia Residenziale Pubblica e Sociale, semplificando le procedure e garantendone la sostenibilità economica e sociale.

Coldiretti: con le alte temperature tornano le cavallette

Con il caldo record tornano anche le cavallette facendo strage di frutta ed erba medica. A lanciare l’allarme è la Coldiretti con gli sciami che stanno attaccando campi e frutteti in Emilia Romagna dopo che le temperature elevate e la mancanza di pioggia hanno favorito la proliferazione massiva di quello che è uno degli insetti più temuti dagli agricoltori, Nel Faentino le cavallette divorano non solo le coltivazioni di erba medica e foraggi ma anche la frutta in maturazione sugli alberi, in primis pesche, susine e albicocche tardive.

Una vera e propria calamità che sta spingendo gli agricoltori – spiega Coldiretti – ad accelerare nelle operazioni di raccolta per evitare di perdere l’intera produzione, proprio nel momento in cui le aziende cercano faticosamente di rialzarsi dopo la devastante alluvione dello scorso anno. Sul territorio Coldiretti ha subito avviato con le aziende associate un monitoraggio approfondito per individuare i vari focolai e sollecitare l’intervento delle istituzioni locali per limitare i danni ed evitare che il problema si diffonda ad altre zone.

Le cavallette essendo polifaghe – sottolinea la Coldiretti – colpiscono non solo le coltivazioni in campo, ma anche orti e giardini provocando una vera catastrofe biologica che rischia di mettere in ginocchio centinaia di aziende ma anche allevamenti che in pochi giorni vedono sparire il foraggio necessario per gli alimenti costringendoli ad ulteriori spese per l’acquisto del mangime.

Il ritorno delle cavallette è solo l’ultimo effetto dei cambiamenti climatici che hanno causato la diffusione di insetti alieni in Italia provocando danni per oltre un miliardo all’anno all’agricoltura con gravissimi effetti sul piano ambientale, paesaggistico ed economico. Si va dalla cimice asiatica – conclude Coldiretti – alla Popillia japonica che distruggono frutteti e vigneti, dalla Drosophila suzukii, “golosa” di ciliegie, mirtilli e uva, al cinipide galligeno che ha fatto strage di castagni, dal Bostrico Tipo, il “killer” del bosco nell’arco alpino fino al punteruolo rosso che ha decimato le palme, mentre il calabrone asiatico (Vespa velutina) e il coleottero africano (Aethina tumida) attaccano gli alveari.

Controllo del Vicinato, a Formigine attività e collaborazioni per una sicurezza partecipata

Controllo del Vicinato, a Formigine attività e collaborazioni per una sicurezza partecipataI coordinatori del Controllo del Vicinato di Formigine hanno recentemente incontrato il Sindaco Elisa Parenti e l’Assessore alla sicurezza integrata Andrea Corradini per discutere e condividere le modalità operative delle azioni mirate a garantire il controllo sociale del territorio.

Tra le iniziative discusse, rivestono particolare importanza la valorizzazione delle diverse forme di coinvolgimento dei cittadini riguardo alle problematiche locali e l’implementazione delle tradizionali linee di intervento a tutela dell’ordine e della sicurezza, di competenza delle forze di polizia. Questo approccio promuove una sicurezza partecipata, aumentando i livelli di consapevolezza, reciproca attenzione e solidarietà tra i cittadini.

Una delle prime novità è stata la passeggiata nei parchi organizzata nei giorni scorsi nella frazione di Casinalbo. Alla serata hanno partecipato i coordinatori del Controllo del Vicinato, i membri dei vari gruppi, la Polizia Locale, i Volontari della Sicurezza e l’Associazione Nazionale Carabinieri (con cui è stata recentemente sottoscritta una convenzione per intensificare i controlli nelle frazioni, nelle aree verdi e nei giorni di mercato). L’iniziativa è stata un’occasione per verificare direttamente alcune segnalazioni dei residenti e per ricordare a tutti che aderire al CdV rappresenta un’opportunità per sentirsi parte attiva della comunità e contribuire al suo miglioramento. Inoltre, per rafforzare ulteriormente la collaborazione tra i coordinatori del CdV, i Volontari della Sicurezza e l’Associazione Nazionale Carabinieri nell’ottica di una vera sicurezza integrata, è stato deciso di inserire nella chat del CdV anche i referenti di queste due associazioni di volontariato per tenerli sempre informati in tempo reale su quanto accade sul territorio.

Per ulteriori informazioni sul Controllo di Vicinato, per entrare a far parte dei gruppi o proporsi come coordinatore per nuovi gruppi che vadano ad occuparsi più da vicino di zone attualmente non coperte dal progetto è possibile rivolgersi alla Polizia Locale di Formigine.

Street food greco in piazza a Fiorano Modenese

Street food greco in piazza a Fiorano ModeneseNel fine settimana torna a Fiorano Modenese “Agorà: la Grecia in piazza”, con i food truck di Taberna Itaca.

Da venerdì 19 a domenica 21 luglio, dalle ore 19.00, si potranno gustare i piatti tipici della tradizione greca, in un esplosione di gusto sotto le stelle.

Ci sarà spazio anche per tanta musica, che accompagnerà le serate in centro, a partire dalle ore 21.30: venerdì  concerto dei “Dillo alla luna”, tribute band di Vasco Rossi e sabato “The Radio Luxembourg”.

Domenica 21 luglio sarà invece possibile partecipare a lezioni gratuite di balli tradizionali greci.

L’ingresso alla manifestazione organizzata dal Comitato Fiorano in Festa in collaborazione con il Comune di Fiorano Modenese, nell’ambito del Sempre Maggio Fioranese, è libero.

Per consentire lo svolgimento dell’evento dalle ore 18 alle ore 24 de l 19, 20 e 21 luglio è prevista la chiusura con divieto di transito e di sosta di via Vittorio Veneto tra via Gramsci e via Marconi, l’istituzione di un doppio senso di marcia con divieto di sosta in via Gramsci tra via Andrea Doria e via Vittorio Veneto e l’obbligo direzione diritto verso via Gramsci, da via del Santuario.

Istruzione e Formazione professionale. Via libera della Regione ai percorsi per l’anno scolastico 2024/25

Istruzione e Formazione professionale. Via libera della Regione ai percorsi per l’anno scolastico 2024/25Un investimento pubblico di oltre 68 milioni di euro per consentire ai giovani di acquisire una qualifica professionale e un diploma professionale e di sviluppare competenze in coerenza con le opportunità occupazionali del territorio e con le professionalità richieste dalle imprese, con uno specifico riferimento ai processi di transizione ecologica e digitale.

La Regione ha, infatti, approvato l’offerta dei percorsi di Istruzione e Formazione professionale (che saranno realizzati dagli enti accreditati) e le misure per il successo formativo e la personalizzazione dei percorsi sotto la responsabilità degli Enti di Formazione professionale e degli istituti professionali del sistema IeFP per l’anno scolastico 2024/25.  Lo stanziamento proviene dalle risorse destinate all’Emilia-Romagna dai fondi Fse+, dall’integrazione con quelle nazionali e quelle previste dal Pnrr dedicate al “Sistema duale”.
A questo si aggiunge anche un contributo pubblico complessivo di 6 milioni di euro del Programma Regionale Fse+ 2021/27 per ridurre i rischi di insuccesso formativo, contrastare il fenomeno dei Neet (ovvero coloro che non vanno a scuola, non lavorano e non si formano) e accompagnare i giovani all’inserimento qualificato nel mercato del lavoro.

“Si tratta di segmenti molto importanti di formazione, una vera politica di sviluppo in grado di affermare sempre più il diritto alla conoscenza, alle competenze, all’intelligenza delle mani e ridurre le disuguaglianze culturali, sociali, economiche e territoriali- spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla-. Questi sono percorsi che possono generare buona occupazione, indispensabili per non lasciare indietro nessuna ragazza e ragazzo e per dare ad ognuno un’opportunità di formazione. Vogliamo fare in modo che ogni giovane possa raggiungere i propri obiettivi di realizzazione personale attraverso il lavoro”.

Per accompagnare gli allievi che frequenteranno i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale-IeFP nel prossimo anno scolastico, la Giunta, inoltre, ha previsto specifiche misure per garantire la piena partecipazione degli allievi con disabilità certificata e il sostegno alla residenzialità per i percorsi per la qualifica di ‘Operatore della ristorazione’.

Corsi di seconda e terza annualità di IeFp e percorsi di quarto anno
Sono 379 i corsi di seconda e terza annualità di IeFP che permetteranno a quasi 7 mila giovani di assolvere il diritto dovere all’istruzione e alla formazione e di acquisire una qualifica.
Inoltre, più di 700 giovani, che al termine dell’anno scolastico 2023/2024 hanno conseguito una qualifica professionale, potranno proseguire il proprio percorso formativo nei 44 percorsi di quarto anno per il conseguimento del diploma professionale.
Tutti i percorsi hanno una durata di 990 ore e si avvieranno in coerenza al calendario scolastico lunedì 16 settembre.
Tutti i percorsi si fondano sulle logiche del duale e pertanto valorizzano l’apprendimento nei contesti lavorativi e sono realizzati insieme alle imprese che collaborano con gli enti nella progettazione, mettendo a disposizione i propri dipendenti come docenti e ospitando in stage i giovani. L’offerta è consultabile a questa pagina .

Percorsi di prima annualità per gli studenti a rischio di dispersione
L’offerta formativa del Sistema IeFP comprende anche una serie di percorsi propedeutici personalizzati per gli studenti a rischio di dispersione, che li accoglie in un ‘gruppo di formazione’ per ridurre il rischio di insuccesso nel primo anno delle superiori. Una prima annualità fortemente orientativa e formativa resa disponibile nei nove territori provinciali all’interno degli Istituti professionali, che permette alle ragazze e ai ragazzi di progettare il proprio percorso e rafforzare in particolare le competenze di base. Obiettivo prioritario di questi corsi è l’accoglienza, anche in corso d’anno, la rimotivazione e l’accompagnamento nella ridefinizione del proprio percorso attraverso la conoscenza di sé e delle diverse opportunità formative e lavorative. L’offerta è consultabile qui .

Neet
Inoltre, la Giunta ha approvato due bandi per un contributo pubblico complessivo di ulteriori 6 milioni di euro del Programma Regionale Fse+ 2021/2027 per rendere disponibile un’ulteriore offerta di percorsi per ridurre i rischi di insuccesso formativo, contrastare il fenomeno dei Neet e accompagnare i giovani all’inserimento qualificato nel mercato del lavoro.
L’offerta formativa aggiuntiva renderà disponibili percorsi che possano permettere il rientro dei giovani, anche già maggiorenni, in formazione per portarli ad acquisire almeno una qualifica professionale o per consentire loro una maggiore specializzazione conseguendo un diploma professionale.

Emergenza calore: un protocollo per il lavoro in estate

Emergenza calore: un protocollo per il lavoro in estate«Occorre garantire condizioni di lavoro sicure e sensibilizzare all’adozione di misure di prevenzione e tutela delle attività lavorative nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili e all’aperto in condizioni di esposizione prolungata al sole, assicurando l’operatività delle aziende e delle imprese, ma preservando la salute delle lavoratrici e dei lavoratori, attraverso l’adozione di un protocollo condiviso tra tutte le parti sociali».

E’ quanto ribadito dal presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia, raccogliendo le sollecitazioni e le richieste espresse dai sindacati Cgil Cisl e Uil in questi giorni, in relazione alle condizioni di lavori nel periodo estivo, con riferimento particolare alle categorie maggiormente esposte al calore. L’obiettivo della Provincia di Modena è quello di arrivare alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra sindacati e i membri del Tavolo provinciale per la salute la sicurezza e la legalità nei luoghi di lavoro che si riunirà venerdì 19 luglio nella sede della Provincia di Modena.

In particolare, i soggetti sottoscrittori si impegnano a riconoscere che lo stress termico rappresenta un rischio sia per i lavoratori al chiuso sia per quelli all’aperto, in tutti i settori e che sarà intenzione condivisa quella di valutare una strategia di intervento preventivo per gestire, affrontare e mitigare i rischi del lavoro in condizioni di calore estreme riconoscendo che tutti i lavoratori hanno diritto ad un ambiente in cui i rischi per la loro salute e sicurezza siano adeguatamente controllati.

All’incontro di venerdì 19 luglio saranno presenti anche i rappresentanti dei sindacati Aurora Ferrari (Cgil), Domenico Chiatto (Cisl) e Roberto Rinaldi (Uil) che sottolineano che “la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti al rischio stress da calore deve essere tutelata applicando le leggi esistenti in materia, realizzando da parte degli organi di vigilanza, i controlli nei settori a più alto rischio come l’edilizia e l’agricoltura e attivando confronti tra le parti sociali e le istituzioni perché si cominci ad affrontare il tema delle condizioni di lavoro legate al cambiamento climatico ragionando  anche sull’organizzazione del lavoro da concentrare nelle ore meno calde e l’utilizzo di strumenti di sostegno al reddito quando non è possibile lavorare in sicurezza”.

Il Tavolo provinciale per la salute, la sicurezza e la legalità nei luoghi di lavoro. Articolazione locale del Patto per il lavoro e il clima della Regione Emilia Romagna, presieduto dal presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia, con la presenza di Ausl, Agenzia regionale per il Lavoro, Prefettura, Istituzioni locali, sindacati e associazioni territoriali, Ispettorato territoriale del lavoro (ITL), Inail, Arpae, Inps, Regione Emilia-Romagna e Art Er.

L’obiettivo del Tavolo è quello di realizzare ogni sforzo utile per ridurre drasticamente infortuni, incidenti sul lavoro e malattie professionali, assicurando livelli più elevati di salute e sicurezza a tutti i lavoratori, a partire dai più deboli e con un’attenzione particolare ai settori più delicati  promuovendo la cultura della prevenzione, specie tra i più giovani, condividendo buone prassi e individuando progetti, anche formativi, che colgano fabbisogni specifici del territorio.

In piazzale della Rosa a Sassuolo torna domani ‘Teatrottanta Dance Party’

In piazzale della Rosa a Sassuolo torna domani ‘Teatrottanta Dance Party’Domani, giovedì 18 luglio, nell’ambito dei ‘Giovedì sotto le Stelle’ 2024 e con il sostegno di Fondazione di Modena, Quinta Parete presenta lo spettacolo Teatrottanta Dance Party: uno spettacolo che è una festa, a partire dalle ore 21,30 in Piazzale della Rosa.

Un attore che è un dj, un teatro senza sedie che è una pista, uno spettacolo teatrale che è una festa, una festa dove si balla. Un racconto anni ’80, con musiche rigorosamente anni ’80!

Uno spettacolo che oltre a smuovere gli animi – come dovrebbe essere sempre a teatro – sappia smuovere anche i corpi. Ma attenzione, non è una serata danzante, bensì un vero e proprio spettacolo teatrale, basato su un racconto ambientato negli anni ’80 con riferimenti alla cultura e al costume di quell’epoca, dalla moda, ai modi di dire, dalle pubblicità alle musiche, dalle trasmissioni tv ai film. Il tutto infarcito di canzoni rigorosamente anni ’80 da ballare a tutto volume.

Un ragazzino si vede costretto dai genitori ad andare al liceo dalla periferia al centro città, prendendo controvoglia ogni mattina la bicicletta tra fumi di auto incolonnate, nel dileggio della company del quartiere e delle ragazzine assiepate alla fermata dell’autobus. Ma la sua fantasia lo porterà a vivere ogni mattina il tragitto come una sfida con sé stesso, perdendosi dentro miti e sogni e dietro ad eroi televisivi e fantasie cinematografiche, in bilico tra giochi d’infanzia e voglia di affermarsi come uomo.

Una sfida di ogni giorno, che solo una mente, due gambe ed una bici ben allenate possono superare. Spettacolo di e con Andrea Castelletti. Orti Erranti produzioni teatrali.

 

Nasce a Maranello un polo di alta formazione tecnica dell’automotive targato Ferrari

Nasce a Maranello un polo di alta formazione tecnica dell’automotive targato FerrariNascerà nel cuore della Motor Valley italiana, a Maranello, un nuovo polo di alta formazione tecnica nell’ambito della meccanica e dell’automotive targato Ferrari. Ospiterà una serie di percorsi di studio che hanno come obiettivo quello di formare professionalità di alta specializzazione nel settore automobilistico.

È il frutto del protocollo d’intesa sottoscritto da Regione Emilia-Romagna, Provincia di Modena, Comune di Maranello, Ferrari S.p.a. e Fondazione Giovanni Agnelli.

Il progetto punta alla creazione di un polo di alta formazione tecnica per formare e attrarre nuovi talenti nel settore e rappresenta un importante passo avanti nello storico impegno di Ferrari per l’educazione e la formazione di eccellenza. Il nuovo centro avrà l’obiettivo di preparare una nuova generazione di professionisti altamente specializzati nel settore automobilistico, contribuendo all’innovazione di tutto il comparto a livello nazionale e internazionale.

Così Regione e Comune di Maranello

“Questo progetto rappresenta un passo importante per il futuro dell’automotive non solo in regione, ma a livello nazionale e internazionale, perché mette insieme l’eccellenza ingegneristica e la tradizionale capacità di innovazione della Ferrari, con l’impegno della Regione e di tutti gli Enti coinvolti ad investire nel capitale umano e nella sua – affermano gli assessori allo Sviluppo economico e Formazione, Vincenzo Colla, e all’Università e Ricerca, Paola Salomoni -. Il nuovo polo di alta formazione tecnica sarà solo un centro di apprendimento, che contribuirà a mantenere la regione e quindi il Paese all’avanguardia nel settore automobilistico globale, grazie ad una nuova generazione di professionisti dell’automotive”.

“Ringraziamo – proseguono presidente e assessori- la Ferrari e la Fondazione Giovanni Agnelli per la fiducia nel nostro sistema formativo e produttivo e per la volontà di contribuire attivamente allo sviluppo di questo polo d’eccellenza. Un progetto davvero ambizioso, che risponde pienamente agli obiettivi del Patto per il lavoro e per il clima e della Legge regionale per l’attrazione, la permanenza e la valorizzazione dei talenti in Emilia-Romagna. Continuiamo a lavorare e ad investire per una formazione e un lavoro di qualità, che permettano di non subire il cambiamento, ma di governarlo, e allo stesso tempo per fare dell’Emilia-Romagna una regione sempre più attrattiva a livello internazionale”.  

“Siamo alla prima tappa formale del progetto, che sancisce l’inizio di un percorso che ha potenzialità straordinarie- le parole del sindaco di Maranello, Luigi Zironi –. È un’operazione complessa e ambiziosa, ma insieme ai partner con cui stiamo lavorando abbiamo la consapevolezza di quanto possa incidere sul futuro di Maranello e dei nostri ragazzi, che grazie a nuove opportunità scolastiche e professionali saranno sempre più pronti a gestire le sfide tecnologiche che ci aspettano. Per la nostra città è un sogno e con questa firma, oggi, iniziamo a costruirlo davvero”.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 18 luglio 2024

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 18 luglio 2024Al mattino sereno o poco nuvoloso. Sviluppo di nubi cumuliformi ad evoluzione diurna sull’Appennino, che potranno dar luogo a locali rovesci, più probabili sul settore centro-occidentale. Esaurimento dei fenomeni in serata.

Temperature minime con valori compresi tra 21 e 24 gradi; massime pressoché stazionarie o in lieve locale ulteriore aumento con valori tra 35 e 38 gradi sulle pianure interne. Valori tra 32 e 34 gradi sulle aree costiere. Condizioni di disagio bioclimatico in pianura, in particolare nei centri urbani. Venti deboli variabili, a regime di brezza sulla costa. Mare poco mosso sotto costa e temporaneamente mosso al largo tra mattina e primo pomeriggio. Poco mosso ovunque in serata.

Salario minimo appalti Comune di Fiorano, Cgil e Uil: “Delibera positiva. Apriamo una discussione nel distretto”

Salario minimo appalti Comune di Fiorano, Cgil e Uil: “Delibera positiva. Apriamo una discussione nel distretto”Cgil e Uil del distretto di Sassuolo commentano positivamente l’adozione della delibera del Comune di Fiorano Modenese che obbliga le imprese impiegate negli appalti comunali a garantire un salario minimo di 9 euro l’ora e l’adozione del corretto contratto nazionale di lavoro.

“E’ sicuramente una notizia positiva che un’Amministrazione importante come quella di Fiorano abbia aperto la consigliatura con un atto di forte valore per tutti i lavoratori – dichiarano Alessandro De Nicola coordinatore CGIL del distretto di Sassuolo e Roberto Rinaldi segretario UIL Modena e Reggio Emilia – riteniamo la delibera frutto del percorso che ci ha portato a sottoscrivere il Patto per il lavoro e per il clima del 2023 condividendo la necessità di aprire una riflessione sul nuovo codice degli appalti, sulla tutela dell’occupazione e della salvaguardia della qualità della stessa.”

Ed è proprio in seno al Patto per clima ed il lavoro del distretto che – a giudizio di Cgil e Uil – si deve aprire una discussione di più ampio respiro sia a livello territoriale che in termini di contenuti. “La tutela dei salari dei lavoratori è un tema unitario – continuano De Nicola e Rinaldi – è necessario quindi darsi un metodo di lavoro più strutturato dove le iniziative di tutela non sono patrimonio di un solo comune, ma di tutti i comuni del distretto e di tutti i soggetti del Patto per il clima e il lavoro”.

Per Cgil e Uil il salario minimo così come la corretta individuazione dei contratti nazionali da applicare ai lavoratori sono tasselli di un mosaico che deve contemplare anche la sicurezza sul lavoro, la tenuta occupazionale e la continuità dei livelli reddituali nei passaggi di appalto da una ditta ad un’altra. L’esperienza ha dimostrato che molto spesso nei passaggi di appalto da una ditta ad un’altra i lavoratori perdono retribuzione per effetto di riduzioni orarie di appalti che, formalmente assegnati sulla base della procedura economicamente più vantaggiosa, sono in realtà assegnati con il criterio dell’offerta economica al massimo ribasso.

“Infine – concludono Cgil e Uil – anche se la delibera per garantire ai lavoratori un salario minimo non inferiore ai 9 euro l’ora e la corretta individuazione dei contratti nazionali riguarda il mondo degli appalti pubblici, dobbiamo sottolineare che siamo in un distretto dove il ricorso agli appalti e ai subappalti anche da parte delle imprese private è molto diffuso. Qual è la situazione in questo ambito? Che diritti, tutele, retribuzioni hanno questi lavoratori che giornalmente condividono luogo e strumenti di lavoro con i dipendenti diretti di aziende note e prestigiose del territorio? Purtroppo su questo fronte registriamo un desolante silenzio da parte delle associazioni datoriali, grandi o piccole che siano. Silenzio che sfidiamo chiedendo di aprire un confronto anche sulla situazione degli appalti nelle imprese private”.

Il programma degli interventi ATERSIR sul servizio idrico nel bacino modenese

Il programma degli interventi ATERSIR sul servizio idrico nel bacino modeneseATERSIR programma interventi sul territorio modenese per circa 250 milioni di euro nel periodo 2024-2029. PNRR, Potenziamento della rete fognaria e di acquedotto, nuovi depuratori, e miglioramento degli impianti per aumentare la qualità del servizio idrico.

I sindaci della provincia di Modena riuniti nel Consiglio Locale di ATERSIR hanno approvato il programma di investimenti del Servizio Idrico Integrato per il prossimo periodo 2024-2029 (cosiddetto POI), così come richiede l’Autorità Nazionale ARERA.

Con l’approvazione dei Piani Operativi degli interventi sono programmati sul territorio provinciale di Modena 255 milioni di euro di investimento per opere e manutenzioni straordinarie del servizio idrico: 155,5 milioni nel bacino di HERA S.p.A., 87 milioni nell’area della Bassa Modenese in cui opera AIMAG S.p.a.. Si aggiunge inoltre il Piano approvato per il gestore Sorgeaqua (che opera in provincia di Modena nei comuni di Finale Emilia, Nonantola e Ravarino, e in quelli di Crevalcore e Sant’Agata Bolognese in provincia di Bologna).

Da un elenco corposo di interventi, fra i più rilevanti si possono segnalare:

●     PNRR Ottimizzazione dello Schema Fognario-Depurativo Di Ravarino – La Grande (Opere pluricomunali – 3,5 milioni di euro)

●     Nuovo pozzo sant’eusebio a Castelvetro di Modena (1,2 milioni di euro)

●     Ampliamento e potenziamento del depuratore di Guiglia (1,4 milioni di euro)

●     Potenziamento acquedotto Modena – scalo merci marzaglia a Modena (1 milione di euro)

●     Revamping trattamento bottini Depuratore di Modena (6 milioni di euro)

●     Revamping del potabilizzatore di Santa Cecilia a Sassuolo (5 milioni di euro)

●     Adeguamento del depuratore di San Felice sul Panaro (sollevamento, laminazione, seconda linea acque, viabilità, disinfezione) (2,5 milioni di euro)

●     Rinnovo allacciamenti, nuovi allacciamenti e installazione contatori (Tutto il sottoambito AIMAG – 3,6 milioni di euro)

●     Rinnovo reti, allacciamenti e manutenzione straordinaria reti acqua (Tutto il sottoambito AIMAG – 11,7 milioni di euro)

●     Potenziamento e sostituzione adduttrice anello centro città di Carpi (7 milioni di euro)

●     PNRR Impianto di trattamento e recupero sabbie derivanti da pulizia di fognature e spazzamento stradale (Comune di Carpi – 7,5 milioni di euro).

 

Il Programma operativo degli interventi (POI) è lo strumento di programmazione attraverso il quale  ATERSIR  decide gli interventi da attuare e i tempi di realizzazione riferiti ad almeno sei anni (come definito dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente ARERA). Il POI nel suo complesso prevede gli interventi finanziati dalla tariffa, approvata anch’essa da ATERSIR e ARERA e riporta quelli che beneficiano di finanziamento pubblico da realizzarsi anch’essi da parte del gestore.

Essi  devono presentare caratteristiche di coerenza, compiutezza e consistenza delle opere o delle attività e sono definiti con il supporto delle amministrazioni comunali: le priorità sono individuate oltre che sulla base di esigenze di tipo gestionale anche attraverso le indicazioni fornite dai macroindicatori tecnici del servizio definiti da ARERA.

 

“La pianificazione approvata rappresenta il risultato di un complesso equilibrio tra esigenze dei territori, priorità normative e raggiungimento degli obiettivi di miglioramento e mantenimento proposti da ARERA. Fondamentale è stato il contributo delle amministrazioni comunali che con la loro conoscenza del territorio hanno consentito la realizzazione di una pianificazione sempre più vicina alle utenze.” Dichiara Marialuisa Campani, responsabile del Servizio Idrico Integrato di ATERSIR.

Il Direttore di ATERSIR Vito Belladonna evidenzia come la programmazione degli investimenti riesca ad essere sempre più coerente con gli obiettivi di qualità tecnica fissati da ARERA e con le richieste delle normative ambientali.

“Con questo Piano degli interventi, che posiziona il bacino modenese su un valore di investimenti programmati di 356 euro ad abitante nei 6 anni, l’Agenzia di regolazione alza il livello di qualità richiesto al servizio idrico. Particolare sensibilità ed attenzione sono state poste a quei progetti che intercettano la qualità tecnica definita da ARERA che mette al centro la riduzione delle perdite di rete negli acquedotti, la qualità delle acque depurate, la riduzione degli sversamenti e allagamenti di acque dal sistema fognario, la migliore gestione dei fanghi di depurazione. Oltre a tutto questo si devono segnalare gli interventi più innovativi finanziati dal PNRR, e gli ulteriori interventi volti a migliorare la resilienza del sistema di approvvigionamento dell’acqua rispetto alle forti pressioni del cambiamento climatico.”

La Regione finanzia il restauro di tre organi antichi tuttora in uso in Emilia-Romagna

La Regione finanzia il restauro di tre organi antichi tuttora in uso in Emilia-RomagnaIl patrimonio di organi antichi tuttora in uso in Emilia-Romagna si arricchisce ulteriormente, grazie al restauro di tre preziosi strumenti finanziato dalla Regione con uno stanziamento complessivo di oltre 145 mila euro a parziale copertura delle spese.
Si tratta dell’organo a tre tastiere della Cattedrale di San Giorgio Martire di Ferrara, dell’organo a mantice della Chiesa di Santa Chiara a Pieve di Cento (Bo) e dell’organo a canne della Pieve di San Pietro di Roffeno di Vergato, sempre nel bolognese.

“Si tratta di un intervento molto importante al di là del valore economico, perché ci permette di salvaguardare strumenti che rappresentano esempi straordinari di arte e manifattura. Questi organi oggetto del restauro si trovano in importanti luoghi di culto del nostro territorio e fanno parte del patrimonio culturale delle rispettive comunità- spiega l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori-. Per questo abbiamo ritenuto doveroso contribuire al loro mantenimento, perché tornino al loro splendore originario. Gli organi antichi sono diffusi nel territorio, anche in piccoli centri privi o carenti di vita culturale, e quindi offrono la possibilità di una politica culturale decentrata e democratica. Inoltre, il loro uso può qualificare le cerimonie religiose, dai battesimi ai funerali”.

Le tre convenzioni, in corso di stipula, prevedono che i lavori di restauro degli organi dovranno essere terminati, salvo proroghe motivate, entro il 31 dicembre 2024. Nel 2025 è prevista la loro restituzione alla comunità con eventi e rassegne.

L’organo a tre tastiere della Cattedrale di San Giorgio Martire di Ferrara
All’interno della Cattedrale di San Giorgio Martire a Ferrara, recentemente riaperta al culto dopo i lavori post-sisma, è custodito un grande organo a tre tastiere, costruito nel 1967 dalla ditta organaria padovana Fratelli Ruffatti. Realizzato per l’accompagnamento del canto liturgico, l’organo necessita di un importante intervento di restauro necessario per il ripristino del suo funzionamento, stimato in oltre 124mila euro.  Per questo la Regione ha deciso di assegnare al “Capitolo della Cattedrale di Ferrara”, ente deputato alla conservazione dei beni costuditi al suo interno, la somma di 70mila euro, a parziale copertura delle spese.

L’organo a mantice della Chiesa di Santa Chiara a Pieve di Cento (BO)
Nella Chiesa di Santa Chiara a Pieve di Cento (BO), di proprietà dell’Azienda USL di Bologna, è custodito un organo a mantice, costruito da un organaro di scuola Traeri o dai Traeri stessi nel 1687. Collocato sopra la porta maggiore d’ingresso, è di notevole interesse storico e musicale in quanto integro nelle sue parti foniche e con altri importanti elementi originali, ma attualmente non funzionante. L’intervento di ripristino, stimato in 65.714 euro, sarà interamente finanziato dalle Regione Emilia-Romagna tramite una convenzione con il Comune di Pieve di Cento, che detiene la Chiesa in comodato.

L’organo a canne della Pieve romanica di San Pietro di Roffeno
La Pieve romanica di San Pietro di Roffeno, risalente al 1155, è situata nel Comune di Vergato (BO) e di proprietà della Parrocchia di San Pietro di Pieve di Roffeno, nella Diocesi di Bologna. Riconosciuta bene di straordinario valore storico, artistico, religioso e culturale, tra i più antichi e rilevanti del territorio della diocesi, al suo interno custodisce un organo a canne del Verati del 1850, di grande valore sia storico che artistico, costruito secondo lo stile classico dell’organaria emiliana. Gravemente danneggiato nel corso dell’occupazione nazista del 1944, l’organo necessita di un importante intervento di conservazione e restauro, finanziato dalla CEI e dalla Parrocchia di San Pietro della Pieve di Roffeno, a cui si aggiunge il contributo di 10mila euro della Regione Emilia-Romagna e di alcuni soggetti – Fondazione del Monte, Fondazione Carisbo, Illumia – finalizzato in particolare al ripristino delle canne dell’organo.

Regione, la presidente facente funzioni Irene Priolo indica le priorità da oggi a fine mandato

Regione, la presidente facente funzioni Irene Priolo indica le priorità da oggi a fine mandatoLa messa a bando di tutti i fondi FSC (Fondo per lo Sviluppo e Coesione), pari a quasi 500 milioni di euro; portare avanti la riforma dell’emergenza e urgenza con l’apertura di nuovi CAU e l’attivazione del numero unico per le prese in carico di urgenze a bassa complessità; il perfezionamento del rinnovato sistema di accreditamento delle strutture sociosanitarie e del nuovo meccanismo che fissa tariffe e costi. E il capitolo post alluvione, con, da un lato il confronto col Governo per ottenere i rimborsi al 100% per famiglie e imprese e, dall’altro, l’attività quotidiana con la Struttura commissariale per la messa a terra dei Piani speciali per la ricostruzione.

Sono le priorità da qui a fine mandato, messe in fila da presidente facente funzioni della Regione, Irene Priolo, dopo le dimissioni di Stefano Bonaccini in seguito all’elezione al Parlamento Europeo. “Il lavoro della giunta e delle strutture regionali non si ferma, tutt’altro- assicura la presidente-. E’ stato lo stesso Bonaccini a chiederci di proseguire con quanto impostato in questi quattro anni e mezzo ed è un impegno che intendiamo onorare fino all’ultimo giorno, garantendo continuità a beneficio di cittadini, imprese, comunità. Ci sono riforme importantissime, come quella sull’emergenza urgenza, che stanno dando ottimi risultati e vanno accompagnate al loro completamento, confermando la caratteristica di una regione all’avanguardia in Italia, come dimostra l’apprezzamento verso i Cau espresso dalla stessa Agenas, l’Agenza governativa per i servizi sanitari regionali”.

Priolo ribadisce anche che non ci saranno rallentamenti nei bandi per i fondi europei: “Ne sono già previsti per quasi 500 milioni di euro, fondi a disposizione dei Comuni e degli enti locali, un’importante iniezione di investimenti per l’intero sistema regionale, per una crescita sostenibile e buona occupazione. Così come prosegue la procedura di accreditamento per le strutture sociosanitarie che prevede modifiche strutturali condivise con le realtà del settore e i sindacati: parliamo della cura e dell’assistenza delle persone più fragili e degli anziani, e quindi di attività fondamentali”. Infine, l’alluvione: “Il nostro impegno per ottenere rimborsi al 100% per imprese e famiglie non calerà di un millimetro, torneremo a far sentire la nostra voce col Governo affinché quella promessa venga onorata. Così come, in stretta collaborazione con il Commissario Figliuolo stiamo lavorando per mettere a terra i piani speciali della ricostruzione, decisivi per la messa in sicurezza del territorio, d’accordo con i comuni e le realtà istituzionali locali”. Nelle prossime settimane è previsto un incontro proprio con il commissario alla ricostruzione per fare il punto sulla situazione.

Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027
La dotazione assegnata all’Emilia-Romagna ammonta a 588 milioni di euro. L’Accordo per la coesione che ne dettaglia e pianifica l’utilizzo è stato sottoscritto con la Presidenza del Consiglio dei ministri il 17 gennaio 2024 alla presenza della premier Meloni. Di questi, 107,7 sono già stati assegnati a titolo di anticipazione a fine 2021 e destinati al finanziamento di interventi per l’ammodernamento della rete ferroviaria regionale, la manutenzione della rete stradale provinciale e il contrasto al dissesto idrogeologico. Queste risorse, attraverso il meccanismo del cofinanziamento, hanno già attivato investimenti complessivi pari a oltre 195 milioni

I restanti 480,6 milioni di euro sono destinati a interventi sul fronte del contrasto e della prevenzione del dissesto idrogeologico, per il potenziamento delle infrastrutture viarie, il rafforzamento dell’edilizia universitaria, la realizzazione di spazi per la formazione terziaria, la qualificazione degli impianti sportivi, la rigenerazione urbana, lo sviluppo sostenibile delle città e delle aree montane e interne.

Sanità: Cau e riforma emergenza urgenza
Altro tema prioritario del lavoro della Giunta dei prossimi mesi sarà quello della riorganizzazione dell’emergenza urgenza: la riforma, che ha già portato importanti risultati, prosegue da un lato con il rafforzamento capillare dei Centri di assistenza urgenza sul territorio (oggi sono già 42 i Cau e saliranno a 50 entro il 2024), dall’altro con l’attivazione da fine anno del 116117, il numero unico europeo che prenderà in carico il cittadino con urgenze a bassa complessità per indirizzarlo direttamente ai Cau.

Da gennaio a maggio 2024, secondo i dati elaborati dalla Regione per valutare l’andamento dell’attività dei Cau, i 42 Centri di assistenza urgenza attivi hanno ridotto la pressione degli accessi in Pronto soccorso del 15,5% per i codici bianchi e del 9% per i codici verdi. Per il 2024 si prevedono 400mila accessi ai Cau, su un totale di 1,8/2 milioni al Pronto soccorso + Cau.

Positiva la valutazione che fino ad ora hanno dato i cittadini sui Cau: per l’83% l’esperienza è positiva o molto positiva, sia in termini di accoglienza, sia di cura. I dati emergono dal  questionario che la Regione ha proposto in collaborazione con le Aziende sanitarie a partire dal 29 gennaio, già 4.400 i questionari compilati su base volontaria e anonima. L’83,5% ritiene che il tempo di attesa, che sono mediamente pari a 45 minuti, sia stato “adeguato” o “ottimale”.

Accreditamento welfare
Entro il 31 dicembre si concluderà la procedura degli accrediti delle strutture sociosanitarie della Regione.
L’obiettivo è aggiornare la risposta ai nuovi bisogni di sostegno, cura e assistenza delle persone, a fronte dei cambiamenti della struttura sociale, in particolare legati all’invecchiamento e alla composizione dei nuclei famigliari. Un maggiore sostegno di politiche per la prossimità e alla domiciliarità, qualificando il lavoro degli operatori e rafforzando i rapporti numerici tra operatori e assistiti.
Il nuovo sistema tiene conto dei costi aggiuntivi cui sono soggetti i gestori. Per venire incontro agli aumenti delle rette, la Regione, d’accordo con i sindacati, ha stanziato 10 milioni di euro aggiuntivi sul Fondo sociale regionale che saranno trasferiti ai comuni per sostenere le famiglie con redditi bassi e medio bassi nel pagamento delle rette. Inoltre, da gennaio, verrà introdotto l’Isee nel calcolo delle rette a carico degli utenti.

Macchine per ceramica, il settore tiene: 2,37 miliardi di fatturato nel 2023

Macchine per ceramica, il settore tiene: 2,37 miliardi di fatturato nel 2023Il settore dei costruttori di macchine e attrezzature per ceramica chiude il 2023 ritoccando al rialzo il fatturato del 2022, di fatto segnando un nuovo record all time. Il comparto ha infatti consolidato la sua posizione a quota 2 miliardi, attestandosi a 2 miliardi e 373 milioni di euro. Il rialzo è stato solo di un punto percentuale (+0,9%), segnando un marcato peggioramento del ritmo di crescita (nel 2021 era stato del +39%, nel 2022 del +14%). Il giro d’affari complessivo è in realtà il combinato disposto di una maggiore crescita (+1,8%) delle vendite all’estero e di una lieve flessione del fatturato nazionale (-1,2%). Il risultato è andato oltre le aspettative, infrangendo anche la stima dei preconsuntivi di 2,31 miliardi.

Il 2023 ha visto 138 imprese attive (una in più rispetto al 2022), a fronte di 7281 addetti, in leggero calo rispetto al 2022 (-0,6%).

I dati sono stati resi noti dal Centro Studi Mecs – Acimac nella 32^ Indagine Statistica Nazionale, che ogni anno fotografa l’andamento del comparto.

I mercati internazionali

L’export delle imprese italiane ha generato un fatturato pari a 1,72 miliardi di euro, il più alto di sempre da quando vengono effettuate le rilevazioni statistiche. La percentuale sull’intero giro d’affari è pari al 72,7%, con una variazione positiva del +1,8%. L’Unione Europea resta in testa come bacino di riferimento per il Made in Italy, nonostante la brusca frenata che si è registrata: 387 i milioni fatturati, con un calo pari al -27%. Il Sud America balza al secondo posto con 302 milioni e un balzo del +38%. Sul terzo gradino del podio l’area asiatica (India, Indonesia, Vietnam, Thailandia, Bangladesh ecc. Cina esclusa), con 296 milioni (+14% sul 2022). Seguono Medio Oriente, Nord America, Est Europa, Africa, Est Asia (Cina e Taiwan) e Oceania.

Il mercato interno

Le vendite sul mercato italiano sono rimaste sostanzialmente stabili, cedendo solo il -1,2% e una chiusura d’anno a 648 milioni (nel 2022 la corsa si era fermata a 657 milioni di euro).

I settori clienti

È la suddivisione del fatturato tra i settori clienti il dato più significativo dell’indagine 2023, dato che se da un lato ha visto il calo dell’industria delle piastrelle (-1,3% con fatturato sceso appena sotto quota 2 miliardi, con 1,99), dall’altro ha visto la crescita dei laterizi (valore cresciuto del +24%, pari a 134,6 milioni) e dei sanitari (118 milioni, +8% sul precedente anno).

Fatturato per tipologia produttiva

I cambiamenti nelle quote di fatturato realizzato dalle varie tipologie di macchine vedono faticare le macchine per la formatura (407 milioni, -14% sul 2022), degli stampi (-4%), della cottura (-14%) e della finitura (-5%). Sono altresì cresciute le macchine preparazione terre (418 milioni, +15%), le macchine per l’essiccazione (+13%) e le macchine per stoccaggio e movimentazione (+26%).

Struttura occupazionale

Nel 2023 il numero degli occupati del settore è diminuito dai 7325 del 2022 a 7281 (-0,6%).

Le aspettative per il 2024

Stando sempre all’Indagine Statistica redatta dal Centro Studi Mecs, solo il 28,3% degli operatori italiani stima una crescita del business, contro un 31% di previsioni stabili ed un 40% di imprenditori pessimisti.

Tuttavia, pur nella generale incertezza che riduce l’ottimismo sugli scenari futuri, possiamo tentare di fare previsioni basandoci sull’andamento previsto del principale settore trainante delle macchine Acimac: il settore delle piastrelle ceramiche. A questo riguardo, il Centro Studi Mecs prevede che, nonostante l’ulteriore calo atteso nel 2024, la crescita complessiva del comparto del prodotto finito dal 2024 al 2027 sarà di oltre mezzo punto percentuale in termini reali (+0,6%). Tale espansione sarà più marcata in Africa- Oceania e, seppure in minor misura, in Medio Oriente ed Europa extra-UE.

“Un rallentamento, ma senza cedere”

“Sostanzialmente i dati consolidati hanno confermato l’idea dei preconsuntivi: siamo sì di fronte a un altro record all time, ma non possiamo brindare vista la brusca frenata della curva della crescita del settore – dichiara il Presidente di Acimac Paolo Lamberti (foto)-. La fotografia del 2023 sembra quella dell’anticamera di una riduzione del giro d’affari, che stiamo verificando in questo 2024. Tuttavia, va anche segnalata la grande flessibilità del nostro settore, vista la compensazione arrivata nel 2023 sia sul fronte dell’export, con alcune aree che hanno compensato altre andate male, sia sul fronte dei settori clienti, con crescite interessanti venute da laterizi e sanitari, che hanno di fatto compensato in pieno la frenata del tile. Il perdurare del conflitto alle porte dell’Europa aumenta le incertezze geopolitiche ed il fardello dei tassi dell’interesse è ancora gravoso, non solo per le imprese Acimac, ma anche per i loro clienti. Il 2024 sarà duro, ma non arretriamo, confidando sempre nel ruolo di leadership tecnologica che continuano a riconoscerci tutti e a tecnologie sempre più avanzate al servizio dell’intera industria mondiale della ceramica”.

 

Filt, Fit, Uiltrasporti, Faisa e Ugl Autoferro Modena: sciopero Tpl giovedì 18 luglio per il rinnovo del contratto

Filt, Fit, Uiltrasporti, Faisa e Ugl Autoferro Modena: sciopero Tpl giovedì 18 luglio per il rinnovo del contrattoParte giovedì 18 luglio la prima azione di sciopero dei lavoratori delle imprese che applicano il Contratto Nazionale degli Autoferrotranvieri. Lo sciopero nazionale, proclamato dalle Organizzazioni Sindacali di settore, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Uil, Faisa Cisal e Ugl Fna, riguarderà nella provincia di Modena il personale di Seta, delle società private che operano in sub-concessione a Seta e delle altre società che applicano il Contratto Nazionale degli Autoferrotranvieri.

Lo sciopero verrà svolto con l’astensione dal lavoro degli autisti dalle ore 12.29 alle 16.29 di giovedì 18 luglio prossimo (ai fini del rispetto delle fasce di garanzia previste dalle legge 146) e per il resto del personale nelle ultime 4 ore del turno.

Nonostante tutti i tentativi delle Organizzazioni Sindacali per ricercare un accordo, si è dovuto prendere atto delle indisponibilità delle Organizzazioni Datoriali a rinnovare un contratto nazionale, ormai scaduto lo scorso 31 dicembre 2023, con un incremento economico in linea con l’aumento del costo della vita, teso a rimodulare la parte normativa per consentire una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nonché ad individuare soluzione atte a contrastare il fenomeno delle aggressioni.

Gli atteggiamenti attendisti e dilatori portati avanti dalle Organizzazioni Datoriali (Asstra, Agens e Anav) durante le trattative degli ultimi mesi sono state giudicate inaccettabili. Di fatto i lavoratori del settore stanno assistendo a un costante peggioramento delle condizioni lavorative e retributive. Inoltre si registra una strutturale carenza degli organici aziendali, un aumento degli episodi di aggressioni fisiche e verbali ai danni degli operatori a contatto con il pubblico e una cronica difficoltà a reperire nuovi conducenti e altre figure specializzate.

Il trasporto pubblico locale, che dovrebbe essere un settore strategico per il Paese, vive uno dei suoi peggiori momenti sia per il sottofinanziamento del Fondo Nazionale per il Trasporto Pubblico Locale (al quale mancano circa 900 milioni di euro) sia contestualmente per la mancanza di politiche locali di rilancio del settore.

 

Tecnopolo Bologna: siglato un nuovo accordo di programma tra la Regione e il Comune

Tecnopolo Bologna: siglato un nuovo accordo di programma tra la Regione e il ComuneIl Comune di Bologna e la Regione Emilia-Romagna hanno sottoscritto un accordo di programma funzionale alla realizzazione di nuovi spazi ed interventi presso il Tecnopolo Manifattura di Bologna. Un passaggio che rafforza il ruolo nazionale di Bologna e dell’Emilia-Romagna, quale piattaforma digitale del Paese e vera e propria data valley europea.
A firmarlo questa mattina l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e l’assessore all’Innovazione digitale del Comune di Bologna, Massimo Bugani.

Il documento integra e aggiorna il precedente accordo di programma avviato nel 2020, alla luce del nuovo strumento urbanistico generale (Pug) approvato dal Comune di Bologna a settembre 2021, nel quale si conferma la rilevanza strategica del Tecnopolo per lo sviluppo del distretto TEK del Comune stesso.

L’intesa, inoltre, tiene in considerazione l’avanzamento della realizzazione dei diversi lotti, che vede tra l’altro il Data Centre del Centro Meteo Europeo (Ecmwf) e la struttura che ospita il supercomputer Leonardo di Cineca e il data center INFN già operativi, mentre sono in corso di costruzione le prossime sedi di attività di ricerca di rilevanza internazionale e nazionale (edifici F1 ed F2).

In partenza nei prossimi mesi anche i lavori per la realizzazione della centrale tecnologica per il raffrescamento e riscaldamento di alcuni edifici del comparto. L’accordo si occupa inoltre del Progetto denominato “Via della conoscenza”, che il Comune di Bologna sta sviluppando nell’ambito del Pnrr, in stretta connessione con il Tecnopolo Manifattura.

“L’avanzamento dei lavori ha reso necessaria e opportuna una ridefinizione degli impegni per rendere coerenti e sinergici gli interventi nell’area del Tecnopolo e in tutto il quadrante lungo via Stalingrado- spiega l’assessore Colla -, anche perché è emerso un maggiore fabbisogno di infrastrutture tecnologiche di servizio per garantire il fabbisogno energetico dell’intero comparto. Inoltre- prosegue Colla -, il Comune di Bologna ha avviato una revisione complessiva del ‘comparto Nord’ della città dove si trova il Tecnopolo, in raccordo con la Regione e con la Fiera di Bologna, cogliendo le opportunità emergenti in relazione ai nuovi centri di interesse scientifico e al relativo indotto economico”.

“Siamo molto soddisfatti- sottolinea l’assessore Bugani- perché questo accordo consente al Comune di avere in dotazione spazi al piano terra che sono più adatti alla realizzazione di un centro di Citizen Science connesso alla Via della Conoscenza, finalizzato alla divulgazione scientifica dei contenuti delle iniziative che si realizzano nel tecnopolo. Con questo passaggio Bologna rafforza il suo ruolo nazionale di piattaforma digitale del Paese”.

La Regione Emilia-Romagna realizzerà e cederà al Comune di Bologna un nuovo edificio all’incrocio tra le vie Ferrarese e della Manifattura, con spazi al piano terra che ospiteranno un centro di divulgazione scientifica per i cittadini.

In cambio, il Comune di Bologna conferma la cessione alla Regione Emilia-Romagna delle aree già previste nell’accordo del 2020, compreso il parcheggio di via Manifattura. Inoltre, viene individuata la collocazione delle infrastrutture di servizio al fine di evitare interferenze con il percorso pubblico della ‘Via della conoscenza’ e consentirne quindi una migliore funzionalità.

Tennis, Federico Bondioli conquista il primo titolo ATP

Tennis, Federico Bondioli conquista il primo titolo ATPL’atleta dello Sporting Club Sassuolo sale sul podio e trionfa al 15.000$ in Serbia: è il primo successo tra i professionisti del tennis per Federico Bondioli e al circolo sono tutti molto orgogliosi della sua crescita. A soli 18 anni, il giocatore ravennate aveva già vinto altrettanti due titoli in doppio, ma in singolo al massimo era giunto in semifinale all’ITF 25.000$ di Santa Margherita di Pula a settembre 2023.

Un bel traguardo per lui che ha esordito nel circuito professionistico a 17 anni e fino a dicembre scorso si era dedicato maggiormente all’attività ITF Junior partecipando a tutti i Grand Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open). Sotto l’attenta supervisione dei coach dello Sporting Club Sassuolo, Federico Buffagni e Francesco De Laurentiis, Federico, dopo la preparazione invernale, ha partecipato ai tornei ITF M15 a Sharm El-Sheik (Egitto) e Monastir (Tunisia) per proseguire in Italia nel circuito Challenger e trasferirsi in Serbia presso Kursumlijska Banja in un poker di 15.000$ accompagnato dal preparatore atletico Stefano Ramponi. All’esordio nel main draw conquista il suo primo titolo battendo in finale lo svizzero Carl Emil Overbeck, numero 1591 del ranking mondiale, al terzo set per 6/3 5/7 7/6 e con questa vittoria dalla prossima settimana Federico scalerà molte posizioni della classifica ITF fino ad entrare nei primi 700.

Tutto lo staff dello Sporting Club Sassuolo e la dirigenza del circolo si complimentano per l’ottima prestazione e sono orgogliosi della loro giovane promessa, sperando che possa “bissare” al prossimo torneo.

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