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mercoledì, 8 Aprile 2026
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Casa Corsini: a febbraio un mese di innovazione gratuita tra STEAM per giovanissimi e co-progettazione per under 35

Casa Corsini: a febbraio un mese di innovazione gratuita tra STEAM per giovanissimi e co-progettazione per under 35Casa Corsini, polo dell’innovazione e dell’educazione digitale, del Comune di Fiorano Modenese, propone, nel mese di febbraio, un ricco calendario di appuntamenti gratuiti per bambini e ragazzi, al FabLab Junior, e per giovani dai 18 ai 35 anni, negli spazi del piano superiore della struttura di Spezzano, dedicati al “Made on Monday”.

I laboratori di STEAM (Science, Technology, Engineering, Arts and Mathematics) education puntano a coinvolgere bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni in percorsi di apprendimento attivo, dove la tecnologia diventa uno strumento per stimolare la logica, la manualità e la cooperazione.

Il programma di febbraio si articola in cinque appuntamenti pomeridiani (dalle 17 alle 18), tra robotica, coding e cinema. Le attività sono gratuite, ma per garantire la qualità e il corretto svolgimento dei laboratori, l’iscrizione è obbligatoria alla mail info@casacorsini.mo.it. Il programma del FabLab Junior del mese prevede:

  • lunedì 2 febbraio, Robo-trottole (10-14 anni), un connubio tra ingegneria e mattoncini LEGO per la creazione di spinner ad alta velocità;
  • martedì 3 febbraio, torna Music-Bot (6-9 anni), replica straordinaria del laboratorio di gennaio per rispondere all’elevata domanda. Un Family Lab per programmare robot musicali e imparare a comporre melodie insieme alla famiglia;
  • mercoledì 11 febbraio, Evolution in Motion (6-9 anni), in occasione del Darwin Day, i partecipanti al family Lab realizzeranno un video in stop motion dedicato al tema dell’evoluzione;
  • martedì 17 febbraio, Corse Strato-Spheriche (10-14 anni), una sfida di robotica e fisica applicata con l’utilizzo degli SpheroBolt su percorsi complessi;
  • lunedì 23 febbraio, Ingegneria LEGO (6-9 anni), introduzione al coding e all’elettronica tramite i kit LEGO WeDo 2.0.

Particolare attenzione è rivolta ai due Family Lab (3 e 11 febbraio), format progettati per favorire l’apprendimento intergenerazionale. Genitori, nonni e accompagnatori sono invitati a partecipare attivamente, trasformando l’attività educativa in un momento di gioco e scoperta condivisa.

A febbraio parte anche “Made on Monday”, un progetto pensato per dare nuovi spazi ai giovani del territorio e valorizzare Casa Corsini, come luogo di incontro, creatività e partecipazione.

L’iniziativa è rivolta ai ragazzi tra i 18 e i 35 anni e vuole offrire uno spazio gratuito e accessibile dove poter lavorare a idee e progetti, confrontarsi, creare relazioni e costruire reti collaborative.

Dopo un momento iniziale di presentazione del progetto, a febbraio i lunedì, dalle 9 alle 17.30, saranno dedicati ai giovani, alla progettazione, alla tecnologia e alla condivisione. Tutte le attività sono ad accesso libero e gratuito.

  • Si parte lunedì 2 febbraio  alle ore 15, con la proposta del gruppo informale Spezzati per la co-progettazione di un nuovo evento musicale.
  • Lunedì 9 febbraio, sempre alle 15, il FabLab è aperto per scoprire tutto quello che è possibile costruire con stampanti 3D e lasercutter.
  • Lunedì 16 febbraio (ore 15), ci si trova per “Atelier dei profumi”, un laboratorio olfattivo per esplorare fragranze e creare essenze uniche.
  • Infine lunedì 23 febbraio, per tutto il giorno, progettazione libera e coworking: l’intera giornata sarà dedicata ai progetti personali, da portare avanti in un ambiente stimolante.

Oggi a Castelfranco Emilia la terza tappa della nuova campagna regionale per la sicurezza stradale

Oggi a Castelfranco Emilia la terza tappa della nuova campagna regionale per la sicurezza stradaleTornare a casa in auto dopo un’intera giornata di lavoro. Partire la mattina presto per raggiungere l’azienda o l’ufficio, spesso a bordo di un mezzo proprio, anche a due ruote. È in questi spostamenti quotidiani che si collocano gli incidenti in itinere, cioè quelli che coinvolgono lavoratrici e lavoratori nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa e in altri trasferimenti connessi all’attività professionale.

In Emilia-Romagna, le denunce all’Inail sono passate dalle 10.468 del 2023 – di cui 21 con esito mortale – alle 10.900 del 2024, con 23 decessi. I morti in itinere nel 2024, rispetto al 2023, risultano quindi in aumento di circa il 10%. I dati provvisori Inail relativi al periodo gennaio-novembre 2025 registrano 10.915 denunce di infortunio in itinere, di cui 24 con esito mortale.

Per promuovere una maggiore sicurezza stradale negli spostamenti legati al lavoro – sia in itinere, sia in ambito professionale – l’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale e la Regione hanno avviato un percorso strutturato di sensibilizzazione e prevenzione, che comprende anche il Manifesto per la sicurezza stradale in itinere e professionale in Emilia-Romagna, pensato come un patto civico tra istituzioni, imprese, cittadine e cittadini.

Il Manifesto è stato presentato oggi nel corso della terza tappa sul territorio della campagna di comunicazione ideata dall’Osservatorio regionale, “Sulla strada: stop al passato. Sii presente. Vivi il futuro”. Una campagna declinata per fasce d’età e realizzata in collaborazione con i Servizi territoriali del sistema sanitario regionale.

Dopo Bologna, tappa dedicata alla protezione e alla sicurezza delle bambine e dei bambini da 0 a 5 anni, e Ravenna, dove è stata presentata la campagna rivolta ai giovani tra i 18 e i 29 anni, a Castelfranco Emilia è stata illustrata l’iniziativa destinata alla fascia d’età tra i 30 e i 64 anni, con un focus sugli incidenti in itinere. La campagna è stata presentata nella sede della ditta Borghi, azienda specializzata in macchinari per l’industria, dall’assessora regionale alla Mobilità e Trasporti, Irene Priolo, e dal presidente dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale, Marco Pollastri.

Presenti anche Davide Ferrari, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Modena; Fabio Degiuli (Cna Modena); Medea Bertolani (Confindustria Emilia-Romagna); Domenico Chiatto (Cisl Emilia-Romagna), Elisa Sambataro (Uil Emilia-Romagna),  Remo Camurani (Fita Cna Emilia-Romagna) e rappresentanti di enti, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali che hanno preso parte al gruppo di lavoro costituito per condividere e definire strategie e strumenti utili ad affrontare il tema della sicurezza stradale negli spostamenti legati al lavoro.

“Quello degli incidenti legati agli spostamenti in itinere è un fenomeno di dimensioni rilevanti e che continua a destare preoccupazione- afferma l’assessora Priolo-. Le cause sono molteplici: velocità eccessiva, distrazione, mancato rispetto delle regole, ma anche fattori come stanchezza, stress o carico emotivo, che riducono i riflessi e la capacità di reagire in modo tempestivo. È fondamentale rafforzare la consapevolezza, tra lavoratrici e lavoratori, dell’importanza di adottare sempre comportamenti responsabili alla guida, ma allo stesso tempo è necessario che anche le aziende mettano in campo strategie mirate di prevenzione e organizzazione degli spostamenti”.

“La sicurezza stradale per chi lavora- ricorda Pollastri- è un tema centrale per la nostra regione, contrassegnata da una forte produttività e un’alta percentuale occupazionale. Oggi, attraverso questa campagna e questo manifesto condiviso, vogliamo rinnovare l’impegno a favore dei lavoratori, per tutelare la salute e la sicurezza insieme alle aziende che si impegneranno, con l’Osservatorio, a diffondere i messaggi sui comportamenti virtuosi per i diversi mezzi utilizzati negli spostamenti favorendo, in particolare, la mobilità attiva”.

Nel corso dell’iniziativa sono stati presentati e distribuiti i materiali della campagna rivolti agli adulti, che comprendono un pieghevole con consigli di sicurezza per chi si muove in auto, moto o bicicletta, banner con il claim della campagna e una landing page con dati e consigli per la sicurezza stradale. I materiali prodotti, disponibili al link https://mobilita.regione.emilia-romagna.it/osservatorio/campagne/sulla-strada-stop-al-passato/adulti, sono l’esito di un confronto sviluppato all’interno del gruppo di lavoro attivato a livello regionale che vede la partecipazione di Inail, associazioni di categoria, sindacati e altri rappresentanti del mondo del lavoro.

I dati sull’incidentalità nella fascia d’età 30-64 anni

In Emilia-Romagna, la popolazione nella fascia d’età tra i 30 e i 64 anni rappresenta il 48,6% del totale dei residenti. Nel periodo 2019-2024, tra le persone coinvolte in incidenti stradali appartenenti a questa classe d’età si registrano complessivamente 777 decessi e 65.105 feriti. Per quanto riguarda i decessi, escludendo il periodo influenzato dalla pandemia da Covid-19, il valore più basso si registra nel 2023 (121), seguito da un aumento nel 2024, con 129 morti. Il numero di persone ferite mostra un andamento in lieve diminuzione nel periodo considerato, passando dalle 11.962 del 2019 alle 11.223 del 2024.

Sul territorio regionale, nel 2024 si sono registrati 129 morti nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 64 anni – su un totale di 273 vittime decedute a causa delle conseguenze di un incidente stradale – e 11.223 feriti, a fronte dei 21.632 complessivi. A livello provinciale, nel Piacentino ci sono stati 10 morti e 763 feriti; in provincia di Parma si sono registrati 11 morti e 900 feriti; nel Reggiano sono stati 9 i morti e 1.148 feriti; in provincia di Modena 15 morti e 1.867 feriti; per quanto riguarda la Città metropolitana di Bologna, i decessi sono stati 27 e i feriti 2.744. Nel Ferrarese si sono registrati 12 decessi e 781 feriti; in provincia di Ravenna 20 morti e 1.162 feriti; in provincia di Forlì-Cesena 15 decessi e 940 feriti; nel Riminese si sono registrati 10 morti e 918 feriti.

Nel 2024, tra le persone decedute in incidenti stradali nella fascia d’età 30-64 anni, l’83% è di genere maschile. La maggioranza delle vittime (86%) era alla guida di un veicolo: il 38% conduceva un’autovettura, il 34% un motociclo e l’11% una bicicletta. Nella stessa fascia d’età si registrano inoltre 8 pedoni deceduti, pari al 22% del totale dei pedoni morti nel 2024 (a fronte di una media di 12 pedoni deceduti tra i 30 e i 64 anni nel periodo osservato).

Anche tra i feriti il ruolo dei conducenti è prevalente: rappresentano l’80% del totale. Il 55% dei conducenti feriti viaggiava a bordo di un’autovettura; lo stesso mezzo coinvolge l’82% dei trasportati feriti nella fascia 30-64 anni. Nel complesso, i feriti a bordo di autovettura rappresentano il 54% del totale, quelli su motociclo il 15% e quelli in bicicletta – tradizionale o elettrica – il 14%; i pedoni costituiscono il 6% dei feriti.

Il Manifesto

Il Manifesto per la sicurezza stradale in itinere e professionale in Emilia-Romagna nasce come un patto civico per promuovere azioni integrate e congiunte sul fronte della prevenzione e della sicurezza stradale. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione e il dialogo sui territori, attraverso la creazione di reti capaci di coinvolgere una pluralità di soggetti: rappresentanze di categoria e sindacali, Pubbliche amministrazioni, Aziende sanitarie, Inail e tutti gli attori che, a vario titolo, possono contribuire allo sviluppo di una cultura diffusa della sicurezza stradale. Il Manifesto prevede inoltre il miglioramento della raccolta delle criticità espresse dai territori e la messa a sistema delle buone pratiche, la definizione di soluzioni per acquisire e rendere disponibili dati di qualità – come la georeferenziazione degli incidenti – utili a supportare analisi sulle tipologie di sinistri più frequenti e sulle possibili misure di prevenzione. Sono previste anche la progettazione e la realizzazione di materiali e campagne di sensibilizzazione integrate, che tengano insieme sicurezza stradale, risparmio e qualità dell’aria, oltre alla costruzione di percorsi formativi e di iniziative informative finalizzate ad aumentare il livello di conoscenza e consapevolezza.

Partecipazione, la Regione dà vita al Centro per l’innovazione e il coordinamento

Partecipazione, la Regione dà vita al Centro per l’innovazione e il coordinamentoEmilia-Romagna sempre più terra di partecipazione. Grazie alla Regione, che dà vita al Centro per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione e mette a disposizione oltre un milione di euro per realizzare progetti, promuovendo investimenti nel digitale e nella formazione. E un portale rinnovato per rendere l’esperienza di cittadine, cittadini e istituzioni immediata e concreta.

Nella Giornata dedicata, che per l’edizione 2026 ha come titolo “La partecipazione fluida”, oggi in viale Aldo Moro, a Bologna, si fa il punto sulle azioni messe in campo, 43 progetti realizzati nel 2025, e su come sta cambiando la democrazia partecipativa. Eventi sold out con oltre 200 partecipanti registrati dall’Emilia-Romagna e da altre regioni, 100 tra sindaci, sindache, amministratori, amministratrici pubblici presenti, oltre a esperti, giornalisti e studiosi a confronto sul tema dell’evoluzione della partecipazione pubblica, grazie a processi più flessibili, strumenti digitali e reti territoriali.

“L’Emilia-Romagna- sottolinea il presidente della Regione, Michele de Pascale- è impegnata a rendere la partecipazione uno strumento ancora più accessibile, alla portata di tutte e tutti i cittadini. In un momento storico segnato da una crisi della partecipazione alla vita pubblica, ai suoi meccanismi e alle sue regole, vogliamo invertire la rotta, mettendola al centro delle comunità con tempi più flessibili, strumenti, risorse e linguaggi nuovi. Dobbiamo innovare facendo leva sulle esperienze maturate e rendere la partecipazione una concreta infrastruttura di governo. Alle comunità dobbiamo rispondere dando continuità all’impegno civico, rafforzando la fiducia e la qualità delle decisioni collettive. Una nuova strategia che, forte anche di una lunga tradizione presente da sempre nel nostro territorio, sappia guardare avanti dando nuove risposte e intercettando i bisogni con uno sguardo più attento alle nuove generazioni”.

“La partecipazione- aggiunge il presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri- non è un esercizio simbolico, ma una competenza da costruire. La cronaca ci mostra che la democrazia non si esporta: si apprende praticandola, sin dai banchi di scuola. Per questo l’Assemblea legislativa investe tanto in progetti di educazione civica che rafforzino la coesione sociale intorno a temi quali la memoria, i diritti, la legalità e l’ambiente. Attenzione, però, la partecipazione e, quindi, la democrazia non si costruiscono solo nelle istituzioni, ma anche nei territori. Non solo in viale Aldo Moro, ma nelle scuole, negli Enti locali, con il Terzo Settore e i cittadini. Mi piacerebbe che la Giornata della partecipazione fosse segnata dallo sforzo di tendere la mano anche a chi di solito partecipa meno, perché abita in un territorio lontano dai centri economici, o perché vive in una condizione di fragilità. Una democrazia è davvero partecipata se coinvolge tutti”.

La nuova strategia per la partecipazione

Rendere più aperti e inclusivi i processi decisionali, potenziando il confronto con comunità ed enti locali. È questo l’obiettivo del Centro per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione, strumento unico nel panorama italiano e approvato di recente dalla Giunta regionale. Il Centro, che fa capo alla Direzione generale Risorse, Europa, innovazione e istituzioni, si articola in due livelli: il Gabinetto di Presidenza della Giunta, punto di riferimento per il coordinamento politico e in grado di coinvolgere i territori nelle scelte strategiche sulle grandi trasformazioni; una rete dei referenti tecnici, in ciascuna Direzione generale e Agenzia dell’Amministrazione regionale, per attivare i processi partecipativi, da attuare secondo gli indirizzi forniti e nell’ambito della collaborazione prevista all’interno della cabina di regia.

A febbraio, inoltre, arriva un nuovo bando regionale che mette a disposizione quasi un milione di euro per realizzare progetti locali e promuovere le assemblee deliberative.

Inoltre, la Regione investirà sulla formazione, coinvolgendo oltre mille persone in tre anni e favorirà nuovi momenti partecipativi come questionari o consultazioni online, piattaforme digitali per ascoltare i cittadini.

Il nuovo portale

Informare sì, ma soprattutto formare, connettere e attivare. In un’ottica di rafforzamento della trasparenza e dell’accessibilità delle politiche pubbliche, la Regione rinnova il suo portale dedicato alla partecipazione (https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/), riprogettandolo per rendere l’esperienza di cittadine, cittadini, enti e organizzazioni più semplice, immediata e concreta.

Ora le informazioni sono organizzate in sezioni tematiche e la grafica, più intuitiva e leggibile, facilita l’orientamento e rende i contenuti immediatamente accessibili. Così come i servizi dedicati alla partecipazione sono presentati in modo chiaro e facilmente fruibile, offrendo agli utenti una visione completa di quanto messo a disposizione dalla Regione.

La sezione “Partecipa” rappresenta un’altra delle novità e cuore operativo del portale: uno spazio che raccoglie tutte le call to action e accompagna all’azione. Da qui è possibile scoprire i percorsi partecipativi attivi e finanziati, consultare i corsi di formazione in programma e iscriversi online grazie al bando partecipazione, ed entrare in contatto con le comunità di pratiche, per fare rete con chi opera negli stessi ambiti o condivide obiettivi e competenze simili.

Inoltre, la mappa dei processi partecipativi attivi e l’utilizzo di immagini aiutano a comprendere a colpo d’occhio le opportunità disponibili sul territorio.

Nelle prossime settimane in una sezione ad hoc del nuovo portale saranno disponibili tutti i video della Giornata della Partecipazione e le interviste ad alcuni protagonisti.

Costo dei carburanti tra accise e dati anomali. Federconsumatori: “I casi di Carpi e Sassuolo”

Costo dei carburanti tra accise e dati anomali. Federconsumatori: “I casi di Carpi e Sassuolo”Federconsumatori si è più volte espressa sullo sciagurato incremento delle accise sul gasolio, a partire dal 1° gennaio 2026. A quell’incremento ha corrisposto una pari riduzione delle accise sulla benzina, che avrebbe dovuto allineare i prezzi alla pompa del gasolio e della benzina. “Alcuni operatori – afferma Federconsumatori in una nota –  in realtà si erano spinti a dire che, essendo i margini sul gasolio più elevati, una parte consistente dei 5 centesimi (4,05+IVA) di maggiori accise sarebbero stati assorbiti dalle compagnie petrolifere.

In attesa di dati ufficiali vediamo cosa sta succedendo a Modena, sempre tenendo presente la variabilità dei prezzi, che rende difficili i confronti. A livello nazionale la media di dicembre sul gasolio era di 1.696 euro al litro, mentre al 29 gennaio si colloca a 1,643 euro, con un calo di 5,3 centesimi al litro, in linea con le attese. Sempre a livello nazionale il gasolio a dicembre 2025 si collocava a 1,652 euro, mentre oggi registra una crescita di 3,1 centesimi, inferiore alle attese. Ma i confronti sono complessi, e le valutazioni vanno fatte su periodi più lunghi, comprendendo anche gli effetti sull’inflazione. E a Modena? I prezzi medi in Emilia Romagna sono sostanzialmente allineati a quelli nazionali. Tralasciando le medie, e concentrandoci sulle pompe con i prezzi più bassi ed i fatturati più elevati, emergono significative anomalie nel territorio provinciale. La nostra scelta è quindi stata quella di valutare solo i distributori a maggior afflusso. Abbiamo così esaminato, il 28 gennaio, i prezzi applicati alla pompa nella città di Modena e nelle Aree (comprensive dei Comuni circostanti) di Carpi, Mirandola, Sassuolo e Pavullo.

Benzina. Modena risultava avere in quella giornata venti distributori al di sotto di 1,6 euro; in due di questi la benzina costava 1,535. Si trattava del prezzo più conveniente su base provinciale e tra i migliori in Regione, e non solo. A Modena mediamente la benzina costava, nei cinque distributori più convenienti, 1,553 euro, media che saliva a 1,568 nei primi dieci. A seguire, l’area più conveniente per la benzina era quella di Pavullo, con due distributori (terzo e quarto nella classifica provinciale) rispettivamente a 1,548 e 1,558. Cinque i distributori al sotto di 1,6 euro. La media trai cinque distributori più convenienti nell’area di Pavullo saliva a 1,576 euro.  Fuori dai primi posti l’Area di Mirandola, dove erano sette i distributori dove la benzina era al di sotto di 1,6 euro. Due i distributori dove la benzina costava 1,579 euro, mentre la media dei cinque più convenienti a Mirandola era di 1,589. Nell’area di Sassuolo (con Formigine, Maranello e Fiorano) erano 4 i distributori al di sotto di 1,6 euro; un distributore dove la benzina costava 1,569 euro consentiva all’area di avere l’ottavo posto trai distributori più convenienti in provincia, mentre la media dei primi cinque, nell’area di Sassuolo, era di 1,593 euro. Fanalino di coda, come accade da qualche tempo, la zona di Carpi. Il distributore più conveniente proponeva la benzina a 1,589 euro, ventesimo a livello provinciale, mentre altri quattro facevano registrare 1,599 euro. La media nell’area di Carpi era di 1,597 euro.

Gasolio. Evidente il peggioramento del costo del gasolio nell’intera provincia, dove solo quattro distributori registravano il 28 gennaio prezzi pochissimo al di sotto di 1,6 euro. A Modena, che occupa i primi due posti, con il “record” a 1,595 euro al litro, si registrava una media nei cinque distributori più convenienti di 1,605 euro. Media che saliva a 1,626 nell’area di Pavullo, con un distributore a 1,598, al terzo posto in provincia. A seguire l’area di Mirandola, con una media di 1,634 euro/litro di gasolio, nonostante il più conveniente si attestasse ad 1,619 euro per litro. L’area di Sassuolo si segnalava per un singolo distributore che proponeva 1,599 euro al litro, ma i pessimi numeri degli altri distributori, nella classifica dei primi cinque, consegnano una media di 1,642 euro. Ancora peggio, ancora una volta, i numeri della zona di Carpi dove la media saliva a 1,653 euro, quasi 5 centesimi al litro in più rispetto a Modena, facendo peggio rispetto alla benzina.

Conclusioni. Al sorpasso del prezzo del gasolio sulla benzina, portato dalle modifiche in materia di accise, si aggiungono per gli automobilisti della provincia di Modena gli effetti di una carente attività di controllo, che porta oggi a dislivelli inspiegabili. O meglio, possono essere spiegati con l’improvviso sonno competitivo, oppure con l’esistenza di accordi di cartello. In alternativa qualcuno dovrebbe spiegare il motivo per il quale oggi l’area di Pavullo è più conveniente rispetto a quella di Carpi, area ben servita dalla viabilità, con una buona rete di distributori e con la presenza di numerose insegne. Sono evidenti le anomalie. A Carpi  sembrano scomparsi i distributori che un tempo facevano il mercato, grazie a prezzi competitivi. Una differenza che pesa sui bilanci degli oltre 100.000 residenti dell’Unione, che per il pieno di una vettura media pagano quasi 3 euro in più rispetto a Modena. Se il caso di Carpi inizia a meritare l’attenzione dell’Antitrust, si segnalano i dati negativi anche di un’area, come quella di Sassuolo e dei Comuni del distretto Ceramico, che dovrebbero primeggiare, sia per le dimensioni della rete che per l’economia del territorio. Anche qui fatichiamo a spiegarci il motivo di differenziali ingiustificati”, conclude Federconsumatori.

ACIMAC: nuova collettiva a Indian Ceramics Asia

ACIMAC: nuova collettiva a Indian Ceramics AsiaProsegue il percorso internazionale di We Are Acimac, il brand promozionale promosso da Acimac per valorizzare e accompagnare le tecnologie italiane della ceramica nei principali mercati mondiali. Dal 28 al 30 gennaio, le aziende italiane del settore saranno protagoniste alla 20esima edizione di Indian Ceramics Asia, in programma a Gandhinagar, uno degli appuntamenti di riferimento per l’industria ceramica del subcontinente indiano.

La collettiva italiana è coordinata da Acimac in collaborazione con ICE – Agenzia, a conferma dell’importanza strategica del mercato indiano per il comparto delle macchine e delle tecnologie per ceramica. Alla manifestazione prenderanno parte numerose imprese italiane, presenti sia nella collettiva Acimac sia con stand autonomi: Appel, Gruppo Tecnoferrari, Inter Ser, LB Officine Meccaniche, Metco, Novaref, Realmeccanica, SACMI, Surfaces Technological Abrasives e System Ceramics, che presenteranno soluzioni avanzate orientate a efficienza produttiva, automazione e sostenibilità.

Indian Ceramics Asia rappresenta un hub privilegiato di incontro tra produttori, fornitori di tecnologia e investitori in un paese che oggi ricopre un ruolo centrale nello scenario ceramico globale. L’India è il secondo produttore mondiale di piastrelle, con 2,4 miliardi di metri quadrati realizzati nel 2024 da oltre 800 aziende. Le prospettive di crescita restano solide: secondo le stime, la produzione nazionale raggiungerà 2,9 miliardi di metri quadrati entro il 2029, con un tasso medio annuo di crescita del 3,7%.

In questo contesto, l’Italia si conferma un partner tecnologico di primo piano. Le esportazioni italiane di macchine per ceramica verso il Sud-est Asiatico ammontano a 184,4 milioni di euro, con una quota significativa destinata proprio al mercato indiano, sempre più orientato verso soluzioni ad alto contenuto tecnologico e qualitativo.

La presenza a Indian Ceramics Asia si inserisce pienamente nella strategia di We Are Acimac, che punta a rafforzare la visibilità delle imprese associate, favorire nuove opportunità commerciali e consolidare il posizionamento del made in Italy in un’area chiave per lo sviluppo futuro dell’industria ceramica mondiale.

Prevenzione del gioco d’azzardo patologico: controlli nelle sale scommesse di Sassuolo e Formigine

Prevenzione del gioco d’azzardo patologico: controlli nelle sale scommesse di Sassuolo e FormigineNell’ambito di un servizio di controllo straordinario finalizzato alla prevenzione del Gioco d’Azzardo Patologico (G.A.P.) e alla tutela delle fasce più deboli della popolazione, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Modena, con il supporto delle Stazioni Carabinieri di Sassuolo e Formigine, hanno effettuato mirate attività ispettive su esercizi operanti nel settore del gioco e delle scommesse.

Il servizio, svolto nella giornata di ieri, nei territori comunali di Sassuolo e Formigine, ha interessato 6 sale da gioco, due delle quali sanzionate attraverso il deferimento dei due rispettivi responsabili alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena, per violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e tutela dei lavoratori.

In particolare:

  • una donna di 38 anni, residente nel Modenese, in qualità di socio e consigliere delegato di una società esercente attività di sala giochi a Sassuolo, è stata segnalata all’Autorità Giudiziaria per violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro, per aver omesso di predisporre idonei presidi di primo soccorso all’interno dell’esercizio;
  • un uomo di 51 anni, residente anch’egli in provincia di Modena, amministratore delegato di una società titolare di una sala giochi nel territorio di Formigine, è stato deferito per violazione della normativa in materia di controllo a distanza dei lavoratori, avendo installato un impianto di videosorveglianza in assenza della prescritta autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro.

Nel corso dell’attività sono state inoltre contestate ammende per un importo complessivo pari a circa 1.800 euro.

L’operazione rientra in un più ampio dispositivo di controllo messo in atto dall’Arma dei Carabinieri, volto a garantire il rispetto delle regole nei luoghi di lavoro, la tutela dei lavoratori e il contrasto ai fenomeni connessi al gioco d’azzardo patologico, con particolare attenzione alla protezione delle fasce sociali ritenute più vulnerabili.

 

Non solo sostanze, alcol o fumo, le nuove dipendenze riguardano il digitale e il gioco d’azzardo

Non solo sostanze, alcol o fumo, le nuove dipendenze riguardano il digitale e il gioco d’azzardoNon solo droghe e alcol. Le nuove dipendenze oggi si chiamano anche gioco d’azzardo, gaming e digitale. Un universo complesso e variegato, in larga parte ancora da conoscere e decifrare, che riguarda decine di migliaia di adulti e giovani, a diverso livello e con un differente grado di gravità: solo in Emilia-Romagna sono quasi 27mila le persone che si rivolgono ogni anno ai servizi di assistenza per le dipendenze patologiche gestite dalle diverse aziende sanitarie.

Il punto della situazione e le strategie future di intervento sono stati al centro stamattina della Conferenza regionale sulle dipendenze, che si è svolta in Regione, a Bologna. L’appuntamento, aperto dall’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, e dall’assessora al Welfare, Isabella Conti, ha rappresentato un momento strategico di tutta la comunità socio-sanitaria verso la costruzione del nuovo Piano regionale delle Dipendenze nei prossimi mesi.

La carta d’identità degli assistiti sta profondamente mutando negli ultimi anni. Il numero delle persone seguite per dipendenze patologiche dai SerDP nel 2024 era di 26.396: più di uno su due, il 56%, per dipendenze da droghe, dove si registra un forte aumento del consumo di cocaina e crack e un calo di eroina e cannabinoidi. In crescita anche gli assistiti per alcol: 9.516, il 36% del totale, mentre hanno quote residuali quelli per gioco d’azzardo (1.256, il 5%) e tabacco (927, 3%).

Ma la vera novità riguarda il ‘gaming disorder’, ovvero la dipendenza da digitale e online: un fenomeno ancora poco esplorato e che sta cominciando a consolidarsi anche in letteratura scientifica solo da pochissimo tempo. Il numero delle famiglie che per questa specifica tipologia di problematiche si rivolge ai centri regionali di salute mentale è in netto aumento, una situazione complicata anche dalla difficoltà delle diagnosi e dalla frammentazione dei percorsi di presa in carico. Per questo, la Regione lavorerà a nuovi percorsi sperimentali con l’obiettivo di una maggiore prevenzione e un’intercettazione precoce nei contesti educativi e di cure primarie, oltre a rafforzare il ruolo dei Servizi per le Dipendenze per la funzione di regia clinica e organizzativa e a definire nuovi percorsi integrati tra i servizi, le scuole e le famiglie stesse.

“Affrontare il crescente disagio sociale è una delle priorità che si è data questa amministrazione, adottando una forte scelta politica di finanziamento dei fondi di assistenza e per la non autosufficienza a fronte dei forti tagli statali- ha sottolineato Fabi-. Per farlo serve il contributo di tutte le professionalità del nostro sistema sociosanitario, perché dobbiamo costruire percorsi nuovi di assistenza, in particolare per le generazioni più giovani che pagano oggi le conseguenze del periodo pandemico e un’angoscia per la situazione globale che spesso li porta a isolarsi e a tagliare i contatti umani. Dunque- ha proseguito l’assessore-, quello di oggi è un momento importantissimo per arrivare a realizzare un piano integrato che ci permetta di valorizzare la professionalità e le competenze presenti in Emilia-Romagna di fronte a sfide così difficili”.

“Abbiamo davanti a noi un duplice impegno- ha aggiunto Conti-: aiutare chi si trova in difficoltà, offrendo strumenti nuovi di intervento, e irrobustire e consolidare la rete di assistenza lavorando insieme ai professionisti di questa Regione. In particolare, dobbiamo concentrarci sull’impatto crescente che il digitale, l’utilizzo senza regole dei social media e del gaming sta generando su ragazze e ragazzi, all’interno di una cornice che tenga insieme politiche sociali, benessere mentale e relazionale. Dobbiamo saper leggere questi fenomeni come espressione di cambiamenti profondi della nostra società- ha concluso-, ma anche saper costruire azioni efficaci per non perdere di vista il ruolo fondamentale delle relazioni umane e del rispetto delle nostre emozioni”.

Al via a Sassuolo il recupero di quasi 100 appartamenti al Condominio “I Gerani”

Al via a Sassuolo il recupero di quasi 100 appartamenti al Condominio “I Gerani”L’amministrazione comunale conferma l’avvio del percorso di recupero del Condominio ‘I Gerani’, in via Circonvallazione Nord-Est: un intervento atteso da quasi vent’anni che oggi prende finalmente forma come risposta strutturale alla crisi abitativa, attraverso un progetto integrato di social housing e rigenerazione urbana e sociale.

“La crisi abitativa è una delle sfide sociali più rilevanti per Sassuolo – sottolinea il sindaco Matteo Mesini – . Con questo progetto vogliamo ampliare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili, garantendo al tempo stesso che ogni euro investito sia destinato alla piena messa a norma e alla sicurezza strutturale dell’edificio”.

La difficoltà ad accedere a una casa a costi sostenibili è oggi una delle principali fragilità sociali anche a Sassuolo. Giovani coppie, famiglie, lavoratori e anziani faticano sempre più a trovare soluzioni abitative adeguate, mentre parte del patrimonio edilizio esistente è rimasto per anni inutilizzato o bloccato.

Nei giorni scorsi la Giunta comunale ha approvato una delibera che avvia ufficialmente l’iter di riqualificazione, sbloccando una situazione ferma da tempo e definendo una road map per il recupero di un patrimonio pubblico e privato importante per la città. Il progetto riguarda complessivamente quasi 100 appartamenti, di cui 20 di proprietà comunale destinati all’edilizia residenziale pubblica. L’obiettivo è aumentare in modo significativo l’offerta di alloggi a canone calmierato e con forme di agevolazione, offrendo risposte concrete a chi oggi incontra maggiori difficoltà nell’accesso alla casa: giovani coppie, famiglie fragili, lavoratori e anziani.

Il complesso non è mai stato pienamente utilizzabile a causa del mancato completamento dei lavori e dell’assenza dell’agibilità, una condizione che nel tempo ha portato anche a ordinanze di sgombero. Oggi, grazie al cofinanziamento comunale e alla partecipazione delle proprietà private, si apre finalmente la possibilità di un recupero definitivo.

I lavori di manutenzione straordinaria sono stimati in circa 4 milioni di euro. Di questi, circa 1 milione di euro è già coperto dal bilancio comunale in relazione ai millesimi di proprietà. La durata prevista dell’intervento è compresa tra i 15 e i 20 mesi. A seguito della recente definizione dei millesimi condominiali, è stato infatti aggiornato il quadro economico dell’intervento e il fabbisogno finanziario complessivo necessario alla realizzazione del progetto di rigenerazione. Il principale soggetto privato coinvolto nell’operazione è “Fondamenta srl”, proprietaria della quota maggioritaria delle unità immobiliari del complesso e promotrice del percorso di recupero, nonché beneficiaria del finanziamento regionale ottenuto nell’ambito del “Bando Social Housing” della Regione Emilia-Romagna.

Accanto ai lavori di riqualificazione edilizia prenderà avvio un progetto integrato di rigenerazione urbana e sociale che interesserà gli spazi del piano terra e le aree esterne del complesso, oggi in parte degradate e poco sicure. L’intervento punta a eliminare situazioni di marginalità, migliorare la vivibilità lungo la Circonvallazione e creare una connessione pedonale sicura con il Parco delle Querce, restituendo qualità urbana e sicurezza a tutto il quartiere.

Il Condominio I Gerani diventerà un progetto pilota di social housing capace di integrare diverse politiche abitative – per giovani coppie, famiglie fragili e anziani – insieme a spazi condivisi e servizi di prossimità, con l’obiettivo di costruire comunità, rafforzare il presidio sociale e avviare una vera rigenerazione, non solo fisica ma anche sociale del territorio.

“Il Progetto Gerani non è solo un recupero edilizio – sottolinea l’assessore alla Rigenerazione Urbana David Zilioli – ma un laboratorio di rigenerazione che tiene insieme casa, sociale, spazi pubblici e sicurezza, dimostrando come un’area problematica possa diventare una risorsa per tutta la città”.

L’intervento si inserisce in una strategia più ampia dell’Amministrazione comunale che, anche attraverso il prossimo PUG, punta su interventi integrati di rigenerazione urbana, dando priorità alle aree già urbanizzate e da recuperare. Una strategia che unisce il recupero fisico degli edifici alla costruzione di nuove relazioni sociali e a un miglioramento concreto della qualità dell’abitare nei quartieri.

 

 

Il presidente della Provincia, Braglia sul dimensionamento della rete scolastica modenese

Il presidente della Provincia, Braglia sul dimensionamento della rete scolastica modenese«Abbiamo appreso dal commissario ad acta Bruno di Palma, che dal prossimo settembre anche il nostro territorio sarà colpito dagli effetti del ridimensionamento della rete scolastica, con gli accorpamenti delle scuole di Fiorano e Maranello, che si vedranno ridurre il numero degli istituti comprensivi. Questi sono gli effetti dei provvedimenti che il commissario ha adottato e sui quali, fin da subito ci siamo detti contrari, per la tempistica e per la mancata costruzione di una strategia condivisa che potesse recare meno danni possibili ai nostri studenti».

Con queste parole, il presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia commenta la decisione del commissario ad acta Bruno di Palma di accorpare gli istituti comprensivi Fiorano Modenese e Francesca Bursi di Fiorano e Ferrari Maranello e Carlo Stradi di Maranello, a seguito della riorganizzazione della rete scolastica regionale che passa da 532 a 515 autonomie, mentre per il territorio modenese si passa da 88 ad 86 autonomie.

«Per noi la priorità è sempre stata quella di garantire e assicurare il miglior livello d’istruzione per le migliaia di alunne e alunni modenesi ed anche in questo frangente, con grande senso di responsabilità istituzionale, abbiamo comunque dato la piena e massima disponibilità al commissario, nel momento in cui siamo stati interpellati e coinvolti nel fornire indicazioni che potessero fornire un quadro esaustivo della situazione del nostro territorio».

Il piano di dimensionamento della rete scolastica della Regione Emilia-Romagna per l’anno scolastico 2026/2027 è complessivamente costituito da n. 515 istituzioni scolastiche, rispetto alle iniziali 532, per cui 17 autonomie sono state accorpate o soppresse dagli effetti dei provvedimenti commissariali.

Ora il provvedimento è notificato alla Regione Emilia-Romagna, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’Istruzione del Merito e al Ministro per gli Affari Europei, per il PNRR e le Politiche di Coesione e conseguentemente l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna ne darà attuazione.

Domani sera Leo Ortolani sarà alla Biblioteca Cionini

Domani sera Leo Ortolani sarà alla Biblioteca CioniniProseguono le iniziative culturali del ricco programma realizzato dall’Amministrazione comunale in occasione dell’inaugurazione della Biblioteca Cionini.

Domani, venerdì 30 gennaio a partire dalle ore 20,30 in Biblioteca, sarà la volta di Leo Ortolani, maestro del fumetto italiano, protagonista di un incontro serale dedicato all’ironia e al racconto per immagini.

Leo Ortolani nasce a Pisa, trasferitosi a Parma, città da cui è stato definitivamente adottato, disegna e inventa storie fin da sempre. La sua prima storia a fumetti con un senso si intitola IL RAPIMENTO, un giallo lungo due tavole, realizzata a sette anni e che purtroppo è andata persa. Tra le sue storie a fumetti più recenti c’è CINZIA, una commedia sentimentale su una donna transessuale, lunga 230 tavole, realizzata a 51 anni e pubblicata da BAO PUBLISHING.

In mezzo e in coda, ha realizzato diverse altre cose, tra cui una serie intitolata RAT-MAN, uscita in edicola per vent’anni con PANINI COMICS, fumetti di divulgazione scientifica per COMICS and SCIENCE, un libro sui DINOSAURI CHE CE L’HANNO FATTA per le edizioni LATERZA , tre libri per l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) intitolati C’E’ SPAZIO PER TUTTI, LUNA 2069 e BLU TRAMONTO, un mazzo di TAROCCHI e miniserie che hanno calcato le edicole per anni, da STAR RATS a NIGHTMAN, passando per un western spaghetti, MATANA. Ha calcato il palcoscenico con Stefano Bollani, ha scritto uno spettacolo per Arturo Brachetti, ha fatto dei TIK TOK con la figlia Lucy.

La partecipazione all’incontro è gratuita ma su prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Al raggiungimento della capienza massima prevista per la Biblioteca Cionini (via Rocca 19), verrà attivato lo streaming dell’evento presso la Sala Biasin (via Rocca 20). Anche lo streaming sarà con apposita prenotazione (biglietti streaming).

 

Fiorano, Castello e Museo della Ceramica: un 2025 di conferme

Fiorano, Castello e Museo della Ceramica: un 2025 di confermeNel 2025 sono state 173 (25 in più rispetto al 2024) le giornate di apertura di Castello e Museo che hanno accolto 8.394 visitatori, con accesso libero e gratuito.

Un numero di presenze non molto diverso da quello dello scorso anno (8.863), nonostante la struttura abbia visto una riduzione degli spazi disponibili per iniziative, a causa dei restauri dell’ala est del Castello (ormai terminati) e la non disponibilità di alcune sale del Museo della Ceramica.

In particolare sono stati oltre 5.000 i visitatori che, da gennaio a fine settembre 2025, hanno potuto apprezzare la mostra “Le piastrelle da piccole. 1889-1939: i primi cinquant’anni del Distretto”, presso il Museo della Ceramica.

Numerosi turisti hanno partecipato alle 60 visite guidate organizzate su prenotazione con le guide oppure hanno preso parte alla visita gratuita in programma ogni ultima domenica del mese, offerta dal Comune di Fiorano Modenese. I partecipanti hanno potuto scoprire gli affreschi cinquecenteschi della Sala delle Vedute, gli originali dipinti della Galleria delle battaglie, le sale del Museo della Ceramica e la sezione interattiva Manodopera, l’acetaia comunale e le prigioni nella torre pentagonale.

Le scuole, del distretto e anche di fuori provincia, continuano ad apprezzare le attività didattiche proposte a Museo della ceramica e Castello nel 2025: sono state 51 visite guidate con laboratorio di ceramica o affresco per gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado e 16 le passeggiate animate per le scuole d’infanzia. Inoltre, durante il periodo estivo, sono state organizzate 5 animazioni per i centri estivi.

Dedicate a bambini e ragazzi anche le 8 animazioni per famiglie di “Strabilianti avventure al Castello” la domenica pomeriggio. Molto apprezzati gli 11 laboratori straordinari di ceramica e decorazione realizzati al Museo con l’archeologo sperimentale ceramista Andrea La Torre di Archeosistemi.

Infine sono stati 27 gli eventi culturali, spettacoli, cinema e concerti organizzati dal Comune di Fiorano Modenese, in particolare durante il periodo estivo, frequentati ed apprezzati da tanti.

Nel 2026, la storica dimora voluta dai Pio riaprirà domenica 1° marzo, con le animazioni per famiglie, sempre molto partecipate. Una volta la mese verrà riproposta anche la visita guidata gratuita e  seguiranno tante altre iniziative, proposte dal Comune di Fiorano Modenese, come ogni anno.

Museo della Ceramica

“Il 2025 ci consegna un risultato importante che conferma quanto il Castello di Spezzano e il Museo della Ceramica siano luoghi centrali da un punto di vista culturale e turistico, anche in un anno reso complesso dai lavori di restauro e dalla riduzione degli spazi disponibili. Aver mantenuto numeri di visita così significativi, garantendo l’accesso libero e gratuito, è una scelta che ribadisce la nostra idea di cultura come bene comune, accessibile a tutte e a tutti.
In particolare, il Museo della Ceramica si conferma un punto di riferimento fondamentale per la valorizzazione della storia e dell’identità del nostro territorio e del distretto ceramico, elementi confermati anche dall’interesse delle tante classi, provenienti anche da fuori distretto, che continuano a scegliere il Castello e il Museo come luoghi di apprendimento attivo. Il grande successo della mostra dedicata alle “Piastrelle da piccole” e l’ampia partecipazione alle attività educative dimostrano poi quanto il Museo sappia parlare alle nuove generazioni, unendo conoscenza, sperimentazione e creatività.
Sostenuti da questi dati ci proiettiamo con fiducia alla programmazione del 2026, che sarà un anno molto importante, con la completa riapertura primaverile degli spazi, e le iniziative di animazioni per famiglie, le visite guidate gratuite e il ricco programma di eventi, con tante novità che vedranno protagonisti il Museo della Ceramica e il Castello.”,
dichiara l’assessora alla Cultura e Turismo, Marilisa Ruini.

Il Castello e il Museo saranno aperti, dal 1° marzo, tutti sabati e le domeniche pomeriggio fino a novembre 2026, con aperture straordinarie per Pasquetta e Ferragosto.

 

Mercoledì 4 febbraio la prossima seduta del Consiglio comunale sassolese

Mercoledì 4 febbraio la prossima seduta del Consiglio comunale sassoleseSi svolgerà mercoledì prossimo, 4 febbraio, a partire dalle ore 20 presso la sala conferenze della Polizia Locale in via San Pietro 6, la nuova seduta del Consiglio Comunale di Sassuolo.

Saranno 8 i punti all’ordine del giorno di cui tre interrogazioni.

Si inizierà con le “Comunicazioni del Sindaco” a cui seguirà l’interrogazione a firma del Capogruppo di Forza Italia Davide Capezzera sul tema: “presenza e rapporti del Comune di Sassuolo con associazioni islamiche operanti sul territorio comunale”.

La seconda interrogazione è a firma dei consiglieri Lucenti, Caselli, Giavelli e Anselmi di Fratelli d’Italia avente ad oggetto “Cartelloni pubblicitari lungo le nostre strade”; a cui seguirà quella presentata dagli stessi consiglieri  in merito alla volontà dell’Amministrazione relativamente alla destinazione d’uso dell’immobile “I Quadrati” quale

luogo di culto centro islamico dopo i fatti emersi dall’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo.

Al quinto punto del Consiglio Comunale sarà in discussione l’integrazione al Regolamento di Polizia Urbana approvato con deliberazione di consiglio comunale n.85 del 02/12/2003 con l’inserimento dell’art. 46-bis “Divieto di utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici all’interno di tutti i pubblici esercizi, locali pubblici, circoli e strutture ricettive con somministrazione”.

Seguirà l’approvazione della Variazione al bilancio di previsione 2026-2028, cui farà seguito l’esame di un Ordine del Giorno a firma dei consiglieri Capezzera (Forza Italia) e Vandelli (Lega), avente ad oggetto “Rafforzamento delle misure di sicurezza nei locali al chiuso mediante la regolamentazione dell’utilizzo di dispositivi pirotecnici e assimilabili. modifica del regolamento di Polizia Urbana”.

Chiuderà la seduta l’esame di un Ordine del Giorno a firma dei consiglieri Montanari, Roli e Maffei (Pd) avente ad oggetto “Dichiarazione di non gradimento della eventuale presenza di agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) sul territorio nazionale italiano in occasione delle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi invernali”.

 

Maranello, gruppo di lettura in biblioteca: lunedì 2 febbraio si parla de “L’ora di greco” di Han Kang

Maranello, gruppo di lettura in biblioteca: lunedì 2 febbraio si parla de “L’ora di greco” di Han KangLunedì 2 febbraio alle ore 20.30 alla Biblioteca Mabic di Maranello nuovo appuntamento del gruppo di lettura: si parlerà del libro “L’ora di greco” di Han Kang, scrittrice sudcoreana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 2024.

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 30 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 30 gennaio 2026Al mattino poco nuvoloso sui rilievi, nebbie piuttosto estese e persistenti sulle pianure. Dal pomeriggio aumento della nuvolosità con addensamenti più consistenti sulle aree collinari e montuose della Romagna e dell’Emilia centrale, dove saranno possibili deboli piogge sparse e nevicate sopra i 1.200/1.300 metri. Fenomeni in esaurimento entro sera con ritorno di foschie e nebbie nelle pianure.

Temperature minime in calo con valori nelle pianure interne intorno a 0 gradi nei centri urbani e di qualche grado sottozero in aperta campagna con deboli gelate. Valori leggermente superiori lungo la costa. Massime in diminuzione nelle aree con maggior persistenza delle nebbie, comprese tra 6 e 9 gradi. Venti deboli variabili. Mare poco mosso o quasi calmo.

(Arpae)

Il dott. Stefano Rossi a Formigine lunedì 2 febbraio

Il dott. Stefano Rossi a Formigine lunedì 2 febbraio
immagine fornita dal Comune di Formigine

Continua il ciclo di incontri “Giovani e responsabilità”, ideato dal Comune di Formigine, sul rapporto tra generazioni e la ricerca di strumenti per favorirne il dialogo. Questioni che riguardano famiglie, educatori, insegnanti, che in questo nuovo appuntamento saranno affrontate dal punto di vista della psicologia e della pedagogia.

Lunedì 2 febbraio, alle ore 21 presso l’Auditorium Spira mirabilis (via Pagani 25), Stefano Rossi – psicopedagogista tra i massimi esperti di adolescenza in Italia – terrà la conferenza “Sarò il tuo porto sicuro”.

Superando i poli opposti dell’autoritarismo e del permissivismo, il dott. Rossi aiuta il genitore a costruire una relazione empatica, fondamentale per insegnare “ai nostri velieri l’arte di navigare nel mare delle emozioni”.

Ingresso libero fino a esaurimento posti. Info: Servizio Politiche giovanili, T. 059 416355.

 

L’Agenda Digitale 2025-2029 dell’Emilia-Romagna

Semplificazione dei procedimenti amministrativi grazie a un nuovo sistema unificato di servizi digitali per imprese, professionisti, associazioni di categoria e amministrazioni locali, ma anche software predittivi e “gemelli digitali” per assicurare manutenzione e messa in sicurezza del territorio e per supportare decisioni in merito alle condizioni dell’aria, dell’acqua e del traffico.

E poi infrastrutture digitali per tutte le scuole, con particolare attenzione alle aree montane, favorendo un uso consapevole e innovativo delle tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale  E ancora, un Fascicolo sanitario elettronico più semplice da utilizzare, potenziamento della telemedicina, utilizzo di big data per l’analisi in tempo reale delle presenze e flussi turistici, nuovi tralicci telefonici nelle zone dell’Appennino e della pianura per assicurare la connettività, software avanzati per la gestione dell’Edilizia residenziale pubblica, automazione per ridurre i costi e l’impatto ambientale in agricoltura, azioni per superare le disuguaglianze di genere nell’accesso e nell’uso delle tecnologie.

La Regione Emilia-Romagna mette nero su bianco gli obiettivi per lo sviluppo digitale, delle ICT (tecnologia dell’informazione e della comunicazione) e dell’innovazione nell’Agenda Digitale 2025-2029, il documento programmatico che indica le strategie per il territorio regionale su questi temi e che prosegue sulla scia della precedente Agenda 2020-2025.

“L’innovazione digitale non è più un’opzione, ma un imperativo strategico, che investe ogni aspetto della vita economica, sociale e ambientale- affermano il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora regionale all’Agenda digitale, Elena Mazzoni-. L’Agenda Digitale si fonda su una visione chiara: orientare l’innovazione digitale al bene comune, mettendo al centro le persone, i diritti, i territori e la qualità dei servizi. Ed è con questo spirito che vogliamo tracciare una rotta chiara e condivisa per i prossimi anni. Innovazioni e sfide che devono essere al servizio e a supporto del nostro territorio, in particolare salute, lavoro, istruzione, cura e controllo del territorio regionale, capacità di competere e produrre valore sui mercati internazionale. Il digitale, quindi, come motore per dare risposte più snelle, efficaci e inclusive alla vita quotidiana di famiglie, imprese, enti locali e comunità”.

Approvata dalla Giunta regionale, a dicembre 2025, e in attesa della discussione in Assemblea Legislativa per l’approvazione, è strutturata in modo da raccordare gli interventi in ambito regionale ai programmi europei e statali, e si sviluppa attraverso tre principi guida: intelligenza artificiale affidabile, sviluppo digitale sostenibile, dati al servizio di territori e comunità.

Rispetto al primo principio, intelligenza artificiale affidabile, l’obiettivo è la definizione di un quadro per uno sviluppo e un uso etico, sicuro e responsabile, mentre per ciò che riguarda lo sviluppo digitale sostenibile si punta a favorire la digitalizzazione nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, assicurando che il progresso sia equo e non escluda nessuno. Il principio dei dati al servizio di territori e comunità ha invece l’obiettivo di valorizzare i dati come bene strategico, massimizzandone la disponibilità, anche attraverso la diffusione e il riutilizzo, per migliorare i servizi pubblici e supportare decisioni più informate e partecipate.

Il documento è strutturato in quattro aree di intervento: reti, infrastrutture e cybersecurity; competenze digitali; innovazione digitale della pubblica amministrazione; integrazione delle tecnologie digitali nelle imprese.

Tra gli strumenti di governance della nuova Agenda Digitale, sono previste l’attivazione di un Osservatorio permanente sull’impatto delle tecnologie digitali e dell’Intelligenza artificiale e di un coordinamento interassessorile per garantire che l’innovazione tecnologica sia una leva trasversale a tutte le politiche regionali.

Il contesto in cui prende forma l’Agenda 2025-2029 è quella di un’Emilia-Romagna ai vertici nazionali dell’innovazione digitale. Sulla base dei dati pubblicati dal Politecnico di Milano nel 2025 la nostra regione registra il livello di digitalizzazione più elevato tra tutte le regioni italiane, con un indice DESI regionale (Digital Economy and Society Index) pari al 59%, seguita da Trentino-Alto Adige (58%) e Lombardia (57%). Nel 2024, infine, la Commissione europea ha assegnato all’Emilia-Romagna il marchio ‘Regional Innovation Valley’, che vede tra i motivi del riconoscimento la gestione della trasformazione digitale.

Tutti i dettagli dell’Agenda digitale sono consultabili all’indirizzo: https://digitale.regione.emilia-romagna.it

Venerdì notte in A13 chiuso l’allacciamento con la A14 Bologna-Taranto, verso Ancona

Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di ordinaria manutenzione del sottopasso di interconnessione, dalle 22:00 di venerdì 30 alle 6:00 di sabato 31 gennaio, sarà chiuso, per chi proviene da Padova, l’allacciamento con la A14 Bologna-Taranto, verso Ancona.

In alternativa si consiglia di uscire anticipatamente alla stazione di Bologna Arcoveggio, sulla stessa A13, percorrere la Tangenziale di Bologna in direzione A14/San Lazzaro di Savena e entrare in autostrada dalla stazione di Bologna San Lazzaro, sulla A14.

Dimensionamento scolastico, Cgil e Flc Cgil: “un colpo di mano che penalizza territori e lavoratori”

Dimensionamento scolastico, Cgil e Flc Cgil: “un colpo di mano che penalizza territori e lavoratori”
Eleonora Verde e Aurora Ferrari

La Flc Cgil e la Cgil di Modena esprimono profonda contrarietà e sconcerto in merito alla decisione del Commissario ad acta, Bruno Di Palma, relativa all’accorpamento degli istituti scolastici IC Ferrari con IC Stradi di Maranello e IC Fiorano con IC Bursi di Fiorano Modenese.

“Ciò che emerge dal decreto è un quadro allarmante: la scelta appare, come riportato nel testo del decreto stesso, diretta conseguenza della lettera inviata dal Presidente della Provincia, Braglia, in data 26 gennaio (protocollo n.107). È inaccettabile che indicazioni di tale portata, che stravolgono la geografia scolastica del territorio, vengano calate dall’alto senza un reale confronto con le parti sociali e le comunità scolastiche”, dichiarano Eleonora Verde, segretaria Flc Cgil Modena e Aurora Ferrari, segreteria Cgil Modena.

“Con questo accorpamento nasceranno due “mega-istituti” che supereranno la soglia dei 1.400 studenti, balzando tristemente in vetta alla classifica delle scuole più numerose della provincia.

Come si può garantire la qualità dell’offerta formativa, la sicurezza e l’inclusione in strutture di queste dimensioni? La domanda che poniamo con forza alle istituzioni è: chi pagherà il prezzo di questa operazione? E quali sono stati i criteri che hanno portato a una scelta così irresponsabile? L’accorpamento non è un gioco di incastri, ma una scelta che impatta direttamente sulla vita di studenti, famiglie e lavoratori.

La fusione porterà inevitabilmente a una contrazione degli organici per i profili di Assistente Amministrativo e di Collaboratore Scolastico, a causa dei parametri ministeriali che penalizzano le scuole eccessivamente grandi. Si perde un posto di Direttore dei Servizi Amministrativi e un posto di Dirigente Scolastico per ogni accorpamento. Il rischio di docenti soprannumerari è concreto, specialmente per coloro che ricoprono ruoli di potenziamento.

E anche questa volta la scuola pubblica ne esce sconfitta!

Riteniamo sia urgente e doveroso un incontro chiarificatore con la Provincia e le Amministrazioni comunali coinvolte che hanno deciso, senza alcun confronto con le parti sociali, quali realtà scolastiche colpire, a fronte del vergognoso commissariamento che la regione Emilia Romagna non meritava visto che aveva già ampiamente rispettato il coefficiente fissato a 938 alunni medi per scuola”, concludono Eleonora Verde e Aurora Ferrari.

 

Dimensionamento scolastico, UIL Scuola RUA: a Fiorano e Maranello due autonomie cancellate senza confronto

Dimensionamento scolastico, UIL Scuola RUA: a Fiorano e Maranello due autonomie cancellate senza confronto“Con la pubblicazione odierna del decreto del Commissario ad acta sul dimensionamento della rete scolastica in Emilia-Romagna, anche la provincia di Modena subisce un arretramento significativo: vengono ridotte due autonomie scolastiche attraverso gli accorpamenti che riguardano Fiorano e Maranello, con la conseguente ridenominazione degli istituti.

Ciò che colpisce, oltre al merito delle scelte, è soprattutto il metodo: nessuna condivisione, nessun confronto reale, nonostante le Organizzazioni Sindacali avessero richiesto informazioni e un incontro. Per settimane il silenzio delle istituzioni è stato tale da trasformare questa fase in un vero “totodimensionamento”: si è tirato a indovinare, senza criteri dichiarati, senza dati ufficiali, senza risposte. È un trattamento inaccettabile verso chi rappresenta migliaia di lavoratrici e lavoratori della scuola sul territorio.

Ancora una volta si assiste a un taglio presentato come “razionalizzazione”, ma che appare dettato principalmente da logiche di risparmio, senza una valutazione credibile delle ricadute sulla qualità del servizio. Le rassicurazioni secondo cui “non si perderanno posti di lavoro” non convincono: gli effetti veri emergono nel medio e lungo periodo, quando istituti più grandi e complessi finiscono per comprimere gli organici, aumentare il carico sulle segreterie e indebolire i servizi, a partire dal personale ATA, con ricadute anche su sicurezza e funzionamento quotidiano delle scuole.

La UIL Scuola RUA di Modena ribadisce la propria contrarietà a decisioni calate dall’alto e chiede che qualsiasi scelta sulla rete scolastica passi attraverso un confronto trasparente e responsabile con tutte le parti interessate. La scuola non è un capitolo di spesa da ridurre: è un presidio pubblico essenziale, e indebolirne l’organizzazione significa colpire studenti, famiglie, lavoratori e comunità”.

Dario Catapano
Segretario UIL Scuola RUA – Modena

Scuola: pubblicato il decreto del Commissario ad acta sul dimensionamento

Scuola: pubblicato il decreto del Commissario ad acta sul dimensionamento“Oggi il Commissario ad acta Di Palma ha pubblicato il decreto relativo al dimensionamento della rete scolastica dell’Emilia Romagna, indicando le istituzioni scolastiche coinvolte dall’operazione di chiusura e relativo accorpamento e riduzione di 17 autonomie. Un atto che arriva senza un confronto reale e dopo settimane in cui, a fronte delle nostre richieste, non sono stati forniti elementi concreti su criteri, tempistiche e perimetro dell’intervento.

Le Organizzazioni Sindacali regionali della scuola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda UNAMS, SNALS CONFSAL e ANIEF ribadiscono la propria posizione di netta contrarietà.
Con la pubblicazione del decreto, che investe tutte le province della regione e non risparmia nessuno, si aprono scenari pesanti nei territori. La conseguenza immediata è quella di istituzioni scolastiche eccessivamente grandi anche con sedi a scavalco su più comuni, segreterie e servizi amministrativi ulteriormente sotto pressione, riduzione dell’occupazione, e della capacità organizzativa delle comunità educanti che vedranno il coinvolgimento del personale della scuola, di studenti, famiglie e comuni, con criticità territoriali. Inaccettabile poi è il taglio previsto per il personale ATA che porterà conseguenze alla sicurezza all’interno degli istituti.

L’operazione di taglio si è abbattuta esclusivamente sugli istituti del primo ciclo (infanzia, primaria e scuola media) con aggregazioni e accorpamenti che hanno generato istituzioni scolastiche “monstre” che oscillano tra i 1000 e i 1800 alunni.
Di seguito l’elenco dei tagli: Piacenza -1; Parma -2; Reggio Emilia -2; Modena -2; Bologna -3; Ferrara -2; Ravenna -1; Forlì Cesena -3; Rimini -1.
Una decisione – lo rimarchiamo -, presa senza alcun confronto e senza nessuna chiarezza su criteri e dati utilizzati in un contesto regionale con i numeri in ordine, a cui si aggiunge l’opacità del Ministero che ha imposto il taglio all’Emilia Romagna senza fornire spiegazioni per la chiusura delle 17 autonomie.

Per queste ragioni chiediamo la sospensione degli effetti del decreto, che riteniamo grave e dannoso per l’offerta formativa e per l’organizzazione già di suo complessa del servizio scolastico nei territori. Si rende necessario mantenere alta l’attenzione attraverso la continua interlocuzione con Regione, enti locali e comunità scolastiche, per monitorare gli effetti delle ricadute di tale decisione iniqua e sbagliata, attraverso l’attivazione di misure a supporto degli organici, del diritto allo studio e dell’organizzazione complessiva.
Auspichiamo altresì l’impegno di tutte le parti politiche ad intervenire a livello parlamentare per modificare una scelta ingiusta e dannosa, operata nei confronti della scuola della nostra regione.

Le Organizzazioni Sindacali regionali della scuola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda UNAMS, SNALS CONFSAL e ANIEF, continueranno tenacemente a vigilare e ad al fianco della comunità educante e delle rappresentanze istituzionali nella battaglia a difesa del sistema d’istruzione pubblico”.

Febbraio in ludoteca a Fiorano Modenese: un mese di appuntamenti gratuiti

Febbraio in ludoteca a Fiorano Modenese: un mese di appuntamenti gratuitiLa Ludoteca comunale di Fiorano Modenese offre nel mese di febbraio un ricco calendario di appuntamenti gratuiti per bambini e ragazzi, che spaziano dai giochi di società ai laboratori creativi di Carnevale, fino ai corsi di disegno d’autore.

Tutte le attività sono progettate per fasce d’età specifiche, sotto la guida di personale esperto.

Lunedì 2 e martedì 3 febbraio ritorna “Giochiamo insieme” per scoprire il mondo dei giochi da tavola moderni. Le ludotecarie proporranno giochi in base al numero dei partecipanti; la prenotazione è obbligatoria. Appuntamento alle 17 presso il BLA (Biblioteca, Ludoteca e Archivio storio) in via Silvio Pellico 9-11 a Fiorano Modenese.

La settimana seguente (lunedì 9, martedì 10 e giovedì 12 febbraio), sempre alle 17, ci saranno i laboratori creativi di carnevale “Coriandoli e Maschere”. È possibile partecipare gratuitamente a un laboratorio; per i successivi è richiesta l’adesione alla ludoteca (che consente anche l’accesso al servizio di prestito giochi).

Replica del laboratorio per i bambini dai 4 ai 5 anni (richiesta la presenza di un adulto) sabato 14 febbraio alle ore 10.30.

Infine dal 13 febbraio, alle 17, tre venerdì dedicati al disegno artistico “Diseegna con me”, curati dall’artista Maria Elisa De Benedetti (@nuvoleintesta). Il laboratorio è rivolto a bambini dai 6 ai 10 anni.

La ludoteca comunale “Barone rosso” è aperta, nel periodo invernale, il lunedì, martedì e giovedì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13. L’accesso è libero e gratuito, solo per prendere in prestito i giochi occorre fare una tessera annuale al costo di 5 euro per residenti a Fiorano Modenese e 10 euro per i non residenti.

Per informazioni: tel. 0536 833414, email ludoteca@fiorano.it.

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