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mercoledì, 8 Aprile 2026
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Tangenziale Modena–Fiorano: i Sindaci di Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello scrivono all’Anas

Tangenziale Modena–Fiorano: i Sindaci di Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello scrivono all’Anas
immagine d’archivio

I Sindaci dei Comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, con una lettera congiunta hanno richiesto ad ANAS un intervento urgente sulla Superstrada Modena–Fiorano (SS 724), infrastruttura strategica per la mobilità del distretto e quotidianamente percorsa da un elevato numero di veicoli.

Da tempo le Amministrazioni comunali segnalano, anche sulla base delle numerose segnalazioni ricevute dai cittadini, la necessità di introdurre il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti lungo il tracciato della SS 724, per evidenti ragioni di sicurezza stradale.

Già nei mesi scorsi è stato aperto un confronto con ANAS che aveva espresso parere favorevole all’intervento, subordinandone l’attuazione alla disponibilità della segnaletica necessaria; i sindaci sollecitano ora l’aggiornamento della segnaletica per poter arrivare nel più breve tempo possibile al provvedimento, ritenendo non più rinviabile un’azione concreta a tutela della sicurezza degli utenti della strada.

Una lettera che è stata anche l’occasione per evidenziare la necessità di intensificare i servizi di pulizia, in particolare nelle piazzole di sosta, dove si registra un crescente fenomeno di abbandono dei rifiuti, con conseguenze negative sul decoro e sull’ambiente.

Le Amministrazioni comunali ribadiscono la piena disponibilità a collaborare con ANAS e a partecipare a un eventuale incontro operativo nelle prossime settimane, con l’obiettivo di individuare soluzioni rapide ed efficaci nell’interesse dei cittadini e del territorio.

Stop a fiamme libere e fuochi pirotecnici nei locali sassolesi

Stop a fiamme libere e fuochi pirotecnici nei locali sassolesi“Quanto accaduto a Capodanno a Crans-Montana – afferma il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – ci ha colpiti profondamente come amministratori, ma prima ancora come persone. Davanti a tragedie di questo tipo non si può restare indifferenti: abbiamo il dovere di chiederci se tutto ciò che è nelle nostre possibilità per prevenire situazioni di pericolo sia stato fatto. Questa proposta nasce da un sentimento di responsabilità verso la nostra comunità e dal rispetto per le vittime e le loro famiglie. La sicurezza non è mai un limite alla libertà, ma una condizione necessaria per vivere e stare insieme serenamente”.

A seguito dei tragici fatti avvenuti nella notte di Capodanno a Crans-Montana, infatti, il Comune di Sassuolo ha deciso di intervenire sul fronte della prevenzione e della sicurezza.  La Giunta  ha predisposto una modifica al Regolamento di Polizia Urbana che introduce il nuovo articolo 46-bis, dedicato al divieto di utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici all’interno di pubblici esercizi, locali di pubblico spettacolo, circoli e strutture ricettive con somministrazione.

La proposta di modifica regolamentare sarà sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale nella prossima seduta e nasce dalla volontà dell’Amministrazione di rafforzare le misure di tutela dell’incolumità pubblica, alla luce di episodi che hanno drammaticamente dimostrato quanto l’uso improprio di fuochi e fiamme in ambienti chiusi possa avere conseguenze gravissime.

Il nuovo articolo vieta l’utilizzo di articoli pirotecnici di qualsiasi categoria e l’accensione di fiamme libere all’interno dei locali, prevedendo alcune eccezioni limitate e ben definite, come l’uso di candeline per torte in occasione di ricorrenze, purché in condizioni di sicurezza e sotto costante vigilanza, o l’impiego tecnico di fiamme legato all’attività professionale, come nelle cucine o nelle attrezzature per il flambage, nel rispetto delle normative antincendio vigenti.

La modifica regolamentare introduce anche un sistema sanzionatorio chiaro: in caso di violazione, è prevista una sanzione amministrativa da 250 a 500 euro, con sequestro cautelare del materiale pirotecnico e degli oggetti utilizzati, salvo che il fatto non costituisca reato o violazione di norme più gravi.

“L’obiettivo – aggiunge il Sindaco – non è certamente quello di penalizzare le attività economiche o i momenti di festa, ma di promuovere una cultura della sicurezza condivisa, che tuteli cittadini, lavoratori e clienti dei locali”.

La proposta rappresenta un ulteriore passo nel percorso di attenzione e prevenzione portato avanti dal Comune di Sassuolo, nella convinzione che anche piccoli gesti normativi possano contribuire a evitare conseguenze irreparabili e a rafforzare la sicurezza collettiva.

 

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 29 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 29 gennaio 2026Cielo in prevalenza molto nuvoloso, con deboli precipitazioni intermittenti ed irregolari sul settore più occidentale e sulla fascia appenninica. Fenomeni in esaurimento entro il pomeriggio con le ultime piogge residue sulla Romagna e quota neve superiore ai 1000/1200 metri. Ampie schiarite in serata sulle pianure.

Temperature minime in calo, con valori attorno a 2/4 gradi. Massime perlopiù stazionarie sul settore centro-occidentale, in lieve calo sulla costa, comprese tra 8/10 gradi. Venti deboli da direzione variabile. Mare poco mosso.

(Arpae)

La Regione cede 28 dispositivi informatici al Tribunale per i Minorenni di Bologna per sostenere la digitalizzazione degli uffici giudiziari e il lavoro del personale

La Regione cede 28 dispositivi informatici al Tribunale per i Minorenni di Bologna per sostenere la digitalizzazione degli uffici giudiziari e il lavoro del personaleRafforzare la digitalizzazione degli uffici giudiziari e sostenere il lavoro quotidiano di chi opera a tutela dei diritti dei minori. È questo l’obiettivo della cessione gratuita di dispositivi informatici dalla Regione al Tribunale per i Minorenni di Bologna, formalizzata nell’ambito del Patto per la Giustizia, tavolo interistituzionale coordinato dal Comune di Bologna per una giustizia più efficiente, efficace, integrata, digitale e vicina ai cittadini.

La dotazione comprende 8 pc portatili, 8 mini pc desktop, 8 monitor da 22 pollici e 4 smartphone, beni regionali dichiarati fuori uso ma ancora pienamente funzionanti, messi a disposizione per migliorare l’operatività degli uffici e favorire l’innovazione tecnologica del sistema giudiziario.

La consegna simbolica dei dispositivi si è svolta negli uffici della Terza Torre della Regione, a Bologna, da parte dell’assessora regionale all’Agenda digitale, Legalità e Contrasto alle povertà, Elena Mazzoni, alla presidente del Tribunale per i Minorenni dell’Emilia-Romagna, dott.ssa Gabriella Tomai. Presente anche la dirigente amministrativa, dott.ssa Luciana Sileo e il Magrif del Tribunale, dott.ssa Giulia Ferratini, oltre all’avvocato Giovanni Berti Arnoaldi Veli, coordinatore del Patto per la Giustizia, promotore dell’iniziativa.

“La trasformazione digitale della pubblica amministrazione passa anche da azioni concrete come questa- sottolinea l’assessora Mazzoni-. Riutilizzare in modo intelligente dotazioni informatiche ancora funzionanti significa generare valore pubblico, rafforzare l’efficienza degli uffici giudiziari, sostenere il lavoro quotidiano di chi tutela i diritti dei più giovani e contribuire a rendere i servizi della giustizia più moderni, accessibili e vicini alle cittadine e ai cittadini, in particolare di chi si trova in condizioni di fragilità”.

“L’iniziativa che oggi trova compimento- afferma la presidente del Tribunale, la dottoressa Tomai- si colloca all’interno del più generale obiettivo di implementazione del Processo civile telematico introdotto di recente negli Uffici minorili ponendosi come modello di una fruttuosa sinergia interistituzionale”.

Il Patto per la Giustizia

La donazione dei dispositivi dà attuazione agli impegni previsti dal Patto per la Giustizia, sottoscritto tra Regione, Comune e Città Metropolitana di Bologna, ministero della Giustizia e tutte le istituzioni giudiziarie del territorio bolognese, che promuove anche lo scambio e la messa a disposizione di beni strumentali per sostenere l’attività giudiziaria, con particolare attenzione a hardware e software.

Nell’ambito del citato patto, la cessione dei beni è stata disposta a seguito della manifestazione di interesse da parte del Tribunale per i Minorenni dell’Emilia-Romagna, ed è regolata dalla normativa regionale che consente la cessione gratuita di beni mobili dichiarati fuori uso a enti pubblici operanti sul territorio. I dispositivi, completamente ammortizzati e privi di copertura manutentiva, vengono così restituiti a nuova utilità, evitando sprechi e contribuendo a un uso più sostenibile delle risorse pubbliche.

Accordo di libero scambio UE – India: necessarie clausole di salvaguardia contro concorrenza sleale

Accordo di libero scambio UE – India: necessarie clausole di salvaguardia contro concorrenza slealeIl settore delle piastrelle di ceramica, che esporta oltre l’80% del proprio fatturato ed è tra i più internazionalizzati d’Europa, accoglie con favore la conclusione del negoziato per l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India. Da sempre sostenitore della liberalizzazione degli scambi commerciali, l’industria ceramica italiana auspica che questo trattato, come tutti quelli europei, garantisca piena reciprocità e adeguate tutele per i comparti più esposti.

Perché l’Accordo sia equo e sostenibile, è essenziale che venga accompagnato da standard normativi elevati, in particolare in campo ambientale e sociale, e da efficaci clausole di salvaguardia contro ogni forma di concorrenza sleale. Nel caso specifico delle piastrelle di ceramica, permangono pratiche di dumping nelle esportazioni indiane verso l’UE, comprovate dalla Commissione europea. Su tali prodotti vigono, infatti, dal 2023 specifici dazi antidumping, che si aggiungono al dazio erga omnes del 5% ora in vigore.

In questo contesto, l’eliminazione di tale dazio base anche per le linee tariffarie ceramiche sarebbe non solo illogica, ma indebolirebbe l’efficacia delle misure di difesa commerciale, premiando al contrario comportamenti scorretti ed abusivi. Questo danneggerebbe la competitività del settore italiano ed europeo, che si trova già a dover competere con un’industria indiana estremamente aggressiva, dotata di forti sovracapacità produttive, che vengono portate in condizioni di dumping sui mercati europei.

La manifattura italiana richiede pertanto che nella fase finale del negoziato le nostre Istituzioni sappiano contemperare con realismo un’apertura strategica dei mercati certamente necessaria in questa fase con la tutela degli interessi delle imprese e dell’occupazione di qualità che assicurano i nostri distretti.

Un Alt(r)o Everest di Compagnia (S)legati mercoledì 28 al Teatro Carani di Sassuolo

Un Alt(r)o Everest di Compagnia (S)legati mercoledì 28 al Teatro Carani di Sassuolo
immagine a corredo fornita dall’Ufficio Stampa del Teatro Carani

Una serata dedicata al teatro di narrazione e all’alpinismo al Teatro Carani di Sassuolo mercoledì 28 gennaio alle ore 21:00 con “Un alt(r)o Everest”, una produzione di ATIR Teatro Ringhiera scritta e interpretata da Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi.

“Un alt(r)o Everest” non è solo il racconto di un’impresa sportiva, ma un viaggio profondo nel legame umano. Al centro della vicenda ci sono Jim e Mike, due amici che nel 1992 decidono di scalare il Monte Rainier, nello Stato di Washington. Quella che doveva essere la conquista della “Montagna” per eccellenza si trasforma in un punto di non ritorno: un percorso tra crepacci reali ed esistenziali, che affronta con linguaggio poetico e universale temi come la perdita, la resilienza e il dialogo silenzioso con chi non c’è più. La pièce, della durata di circa 70 minuti, fonde prosa e riflessione esistenziale, portando lo spettatore a confrontarsi con le proprie “vette” interiori.

Ad arricchire la serata, alle ore 18:30, nel foyer del teatro, si terrà un incontro con gli attori della compagnia e l’alpinista Filippo Sala. L’evento, organizzato in collaborazione con il CAI Sassuolo, è a ingresso libero e rappresenta un’occasione unica per dialogare sullo spirito della montagna e sulla genesi dello spettacolo.

 

Posto unico € 15. Biglietti disponibili online sul circuito Vivaticket o presso la biglietteria del teatro. Info: www.teatrocarani.it

Giorno della Memoria, in Emilia-Romagna al via il nuovo bando regionale per il 2026

Giorno della Memoria, in Emilia-Romagna al via il nuovo bando regionale per il 2026Al via in Emilia-Romagna il nuovo bando per la valorizzazione di luoghi, progetti e attività legati alla storia e alla memoria del Novecento.

Proprio alla vigilia del Giorno della Memoria, che si celebra oggi, la Giunta ha approvato nell’ultima seduta di ieri l’avviso annuale rivolto a Organizzazioni, Associazioni, Fondazioni, Comuni e Unioni di Comuni per sostenere, con contributi fino al 70% dei costi, iniziative che abbiano come principali obiettivi, per il 2026, tre linee di intervento: valorizzazione dei percorsi regionali collegati ai luoghi della memoria, organizzazione di iniziative per celebrare l’ottantesimo Anniversario della nascita della Repubblica e dell’estensione del diritto di voto alle donne.

Ci sono luoghi, infatti, diventati un simbolo delle atrocità compiute nel secolo scorso, come i due visitati oggi a Carpi, nel modenese, dall’assessora alla Cultura, Gessica Allegni: il Campo di Fossoli, il principale luogo di transito per la deportazione dall’Italia verso i lager nazisti, e il Museo Monumento al Deportato, con le parole incise sui muri, tratte dalle lettere dei condannati a morte della Resistenza europea, i nomi di 15.000 deportati italiani e le opere di Guttuso, Léger, Picasso.

“Essere qui oggi significa confrontarsi con una delle pagine più dolorose della storia- afferma Allegni-.  Questi luoghi non sono semplici testimonianze del passato: sono spazi che parlano al presente, che interrogano le nostre coscienze e ci consegnano la responsabilità non solo di custodire la memoria, ma di trasmetterla alle nuove generazioni. Camminare tra le baracche del Campo di Fossoli significa sentire il peso di vite spezzate, di una dignità calpestata e annientata; il Museo-Monumento al Deportato di Carpi, con la sua straordinaria forza evocativa ci restituisce la dimensione umana di quella tragedia: tutto concorre a creare un’esperienza che scuote profondamente le nostre coscienze”.

“Ricordare l’orrore dell’Olocausto e i crimini del nazifascismo- aggiunge Allegni- non può ridursi ad un atto formale, ma deve tradursi nel dovere di comprendere e contrastare l’odio e l’antisemitismo, in qualunque forma si ripresentino. Lo è tanto di più nel tempo in cui viviamo, attraversato da tragedie umanitarie, guerre, crisi istituzionali, nuovi autoritarismi. Prendersi cura dei luoghi della memoria significa coltivare, testardamente, la possibilità di costruire un futuro più giusto, fondato sui valori del rispetto, della pace, del dialogo”.

Da questa radicata convinzione, l’impegno della Regione Emilia-Romagna che si rinnova ogni anno, anche grazie al bando sulla storia e la memoria del Novecento previsto dalla legge regionale n.3/2016, nell’ambito della quale, con una specifica convenzione, viene dato anche un sostegno economico alla Fondazione Fossoli.

“É un impegno concreto- chiude Allegni- perché riconosciamo in questi luoghi un patrimonio collettivo da preservare, valorizzare e rendere accessibile, soprattutto alle ragazze e ai ragazzi”.

Il bando 2026

Il bando di quest’anno finanzia in particolare attività e iniziative di dimensione sovralocale che abbiano questi obiettivi: interventi di valorizzazione dei percorsi regionali collegati ai luoghi della memoria come i musei dedicati alla conservazione, alla ricerca e alla presentazione della storia del XX secolo; interventi di studio, ricerca e raccolta di testimonianze sui luoghi della storia del Novecento in Emilia-Romagna; interventi di valorizzazione dei luoghi e del patrimonio culturale insistente sulla Linea Gotica e sul Cammino di Pace da Monte Sole a Sant’Anna di Stazzema e dei luoghi della memoria presenti sui percorsi nelle rotte di commemorazione europea. E ancora, progetti a sostegno della valorizzazione dei luoghi della memoria e dei percorsi regionali ad essi collegati, anche ai fini della promozione del patrimonio culturale del territorio regionale; infine, eventi che possano commemorare incisivamente ed efficacemente la memoria del Novecento, in particolare la promozione di iniziative per celebrare l’ottantesimo Anniversario della nascita della Repubblica e dell’estensione del diritto di voto alle donne, nel giugno 1946.

I beneficiari dei contributi devono avere sede legale o operativa in Emilia-Romagna; i progetti presentati devono essere realizzati nell’anno solare 2026 e svolgersi sempre all’interno del territorio regionale.

L’intervallo di tempo – quindi data di apertura e chiusura del bando – nel quale sarà possibile presentare la  domande di contributo, unicamente sul portale Sfinge 2020, sarà reso noto nelle prossime settimane sul portale regionale https://patrimonioculturale.regione.emilia-romagna.it/avvisi-e-bandi e alla pagina https://patrimonioculturale.regione.emilia-romagna.it/memoria2026 (non ancora attiva).

La percentuale di contributo regionale varia in base alle categorie di beneficiari (Comuni e Unioni con meno di 15mila abitanti; Comuni e Unioni con oltre 15mila abitanti; Associazioni, Fondazioni, Enti morali), dal 30 al 70%, a fronte di un costo massimo di progetto di 50mila euro.

Attrazione e permanenza dei giovani talenti in Emilia-Romagna: via ai progetti finanziati dalla Regione con 1,3 milioni di euro

Attrazione e permanenza dei giovani talenti in Emilia-Romagna: via ai progetti finanziati dalla Regione con 1,3 milioni di euroCollaborazione costante con imprese, enti territoriali, associazioni di categoria, istituti dell’Alta formazione artistica e musicale, Università e Istituti tecnici superiori. E poi sportelli con informazioni multilingue, supporto personalizzato e percorsi per semplificare l’accesso ai servizi di base, assicurando anche formazione professionale e incontri informativi per facilitare una piena conoscenza del territorio e viverne pienamente la vita sociale e culturale.

Sono queste le caratteristiche principali dei progetti presentati dai Comuni capoluogo di provincia e dalla Città Metropolitana di Bologna, nell’ambito del nuovo bando regionale dedicato ai servizi di accoglienza, attrazione e permanenza di talenti a elevata specializzazione nei contesti locali, approvati dalla Regione Emilia-Romagna con un finanziamento complessivo di 1,3 milioni di euro per il biennio 2026-2027.

“Il finanziamento punta ad attrarre professionalità qualificate, italiane e internazionali e a rendere il territorio dell’Emilia-Romagna sempre più attrattivo per professionalità – commenta il vicepresidente con delega a Formazione professionale, Università e ricerca, Vincenzo Colla-. Queste politiche contribuiscono all’attrattività e all’internazionalizzazione dell’ecosistema regionale dell’innovazione. Il risultato atteso è l’aumento della competitività economica, unita alla capacità di inclusione sociale del territorio”.

I nuovi progetti dei Comuni danno continuità al precedente bando attivo nel periodo 2023-2025 nell’ambito della legge regionale n. 2/2023, che rappresenta il quadro di riferimento delle politiche regionali dedicate all’attrazione, alla permanenza e alla valorizzazione dei talenti.

Le iniziative finanziate coinvolgono i Comuni di Cesena, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e la Città metropolitana di Bologna e sono organizzate su diverse linee di azione che accompagnano i talenti in tutte le fasi del loro percorso di inserimento: dall’arrivo sul territorio alla piena partecipazione alla vita economica e sociale delle comunità locali.

Una novità rilevante dei progetti presentati per il nuovo bando è rappresentata dall’obiettivo di assicurare la permanenza dei talenti nel territorio, non solo di attrarli: molti progetti puntano su iniziative di costruzione di comunità, orientamento a servizi, integrazione familiare, eventi ricorrenti e accompagnamento personalizzato come elemento che può facilitare il radicamento. Inoltre, sono previste campagne di comunicazione mirate (spesso digitali e multilingue), organizzazione di eventi informativi come welcome days e webinar e partecipazione a fiere e convegni internazionali.

Gli sportelli dei comuni rappresentano in tal senso i punti di accesso unici e personalizzati per l’accoglienza e puntano su semplificazione burocratica, supporto logistico, integrazione sociale culturale, orientamento al lavoro e accoglienza del nucleo famigliare.

Il tema della questione abitativa, infine, è presente trasversalmente nei progetti approvati, e viene declinata in proposte che vanno dal supporto informativo tramite sportello, alla mappatura dell’offerta, fino alla messa a disposizione di posti letto.

Rio Madonna a San Michele, via libera ai lavori

Rio Madonna a San Michele, via libera ai lavori70.000 euro per la messa in sicurezza del Rio Madonna dopo i danni causati dagli eventi meteorologici estremi del giugno 2024.

Sono state avviate le procedure per la messa in sicurezza e il ripristino di un tratto tombato del corso d’acqua in via San Michele, dove il cedimento della tubazione aveva provocato una voragine sulla sede stradale e allagamenti alle abitazioni vicine.

“Avevamo garantito ai cittadini che saremmo intervenuti – sottolinea il sindaco Matteo Mesini – ed oggi avviamo il percorso per la messa in sicurezza dell’area ed il ripristino di una situazione che servirà a gestire eventi eccezionali che ormai hanno una frequenza sempre maggiore. Negli ultimi anni abbiamo assistito a fenomeni meteorologici sempre più violenti e imprevedibili che in più di un’occasione hanno creato ingenti danni ad abitazioni, auto e cittadini: investire in opere come questa significa prevenire danni a persone e cose e rendere il nostro territorio più resiliente di fronte a un clima che sta cambiando rapidamente”.

Il tratto interessato è quello in cui il Rio Madonna, incanalato in una tubazione in calcestruzzo, si innesta nel voltone in muratura che passa sotto via San Michele. Proprio nel punto di cambio di sezione, durante le piogge eccezionali del 2024, la condotta è scoppiata causando il collasso del terreno circostante e rendendo necessario un intervento strutturale per ripristinare la sicurezza dell’area.

I lavori prevedono la ricostruzione della tubazione in calcestruzzo, la realizzazione delle opere di raccordo con le sezioni di monte e di valle, l’installazione di un pozzetto di ispezione e il successivo ripristino con materiali idonei. L’obiettivo è duplice: garantire la pubblica incolumità e ristabilire le corrette condizioni di deflusso del torrente, preservando al tempo stesso la viabilità di via San Michele.

Con questo intervento, l’Amministrazione comunale conferma l’attenzione alla manutenzione e alla messa in sicurezza del territorio, puntando sulla prevenzione come risposta concreta agli effetti del cambiamento climatico.

L’intervento ha un costo complessivo di 70.000 euro, finanziato attraverso fondi del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e inserito nel Bilancio di previsione 2025-2027 del Comune di Sassuolo.

Sulla stessa linea l’assessore ai Lavori Pubblici Maria Raffaella Pennacchia, che ringrazia il lavoro svolto dagli uffici tecnici e dai professionisti coinvolti nella progettazione:

“Lavori assolutamente indispensabili – conclude l’Assessore ai Lavori Pubblici Maria Raffaella Pennacchia – per i quali ringrazio tecnici e professionisti di Sgp che per mesi si sono prodigati nella progettazione e nel reperimento delle risorse. Ora l’auspicio è che il cantiere possa creare il minor disagio possibile ai residenti e a chi percorre quotidianamente via San Michele. L’obiettivo è procedere con rapidità, restituendo in tempi brevi sicurezza e funzionalità a un’area strategica per il quartiere”.

 

A Formigine costituito l’Osservatorio economico locale con Confcommercio, Confesercenti, CNA e Lapam

A Formigine costituito l’Osservatorio economico locale con Confcommercio, Confesercenti, CNA e LapamConfronto e ascolto delle categorie economiche, oggi, al centro del lavoro della giunta del Comune di Formigine.

Alla presenza anche dei tecnici competenti in materia e della comandante della Polizia Locale Susanna Beltrami, si è tenuta una riunione con le rappresentanze locali delle quattro principali associazioni di categoria economiche  presenti a Formigine (Confcommercio, Confesercenti, CNA e Lapam) per riattivare un percorso di confronto continuo e codificato.

Si chiamerà quindi “Osservatorio economico locale” il momento di incontro che si svolgerà almeno due volte l’anno (in aggiunta agli incontri di presentazione del bilancio) per scambiarsi informazioni, punti di vista, dati, proposte fra amministrazione e rappresentanze imprenditoriali.

Al centro del primo incontro, tenutosi il 27 gennaio, temi sensibili come la sicurezza, con particolare riferimento alle azioni a favore dei commercianti delle frazioni, il percorso di realizzazione del progetto degli Hub urbani finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e lo stato di salute generale delle attività commerciali della città anche in relazione al calendario di eventi. Ultimo tema trattato, la concessione di servizio di locali comunali per pubblici esercizi.

“Quello con le associazioni economiche è un rapporto importante – afferma Elisa Parenti, Sindaca di Formigine – che è necessario mantenere vivo e costruttivo sui temi del commercio, della sicurezza, dello sviluppo economico e urbanistico, della fiscalità, del lavoro e della legalità. Per questo abbiamo condiviso che andasse istituzionalizzato con un metodo regolare, e portando all’attenzione delle associazioni di categoria tutti i principali temi di interesse e possibile collaborazione comune, perché lo sviluppo e la prosperità del nostro territorio sono un obiettivo comune”.

Farmacia comunale di Spezzano: apprezzata la qualità del servizio e la professionalità dello staff

Farmacia comunale di Spezzano: apprezzata la qualità del servizio e la professionalità dello staffLa farmacia comunale di Spezzano risulta un punto di riferimento d’eccellenza per la comunità locale. È quanto emerge dall’analisi del questionario di gradimento somministrato, in modo anonimo, ai clienti nel mese di dicembre 2025. L’indagine, condotta in modalità digitale per un mese, ha raccolto le opinioni di 54 utenti per valutare la qualità percepita dei servizi e individuare aree di miglioramento.

I dati delineano una clientela consolidata e fidelizzata: il 35,2% dei rispondenti si reca in farmacia quattro o più volte al mese e il 27,8% almeno due volte al mese. I clienti provengono da Spezzano (31,5%) e Fiorano (31,5%), con una significativa presenza anche da Maranello (14,8%). La clientela è equamente distribuita tra le fasce d’età 30-50 anni (44%) e 51-70 anni (44%).

Il risultato più evidente è l’alto livello di soddisfazione generale di chi ha risposto al questionario. In particolare è apprezzata la cortesia delle farmaciste, con voti che si attestano sulla fascia “Molto soddisfatto”. Lodata anche la competenza professionale, specialmente per le informazioni sulla posologia e sui farmaci generici. Gli orari di apertura risultano rispondenti alle esigenze della cittadinanza.

Apprezzati anche i servizi erogati in sede, come la misurazione della pressione e le autoanalisi (colesterolo, trigliceridi, glicemia), spesso considerati “oltre le attese”.

L’indagine ha rappresentato anche un importante momento di ascolto per l’Amministrazione del Comune di Fiorano Modenese. Accogliendo i suggerimenti emersi dai commenti liberi degli utenti – riguardanti principalmente la privacy alle casse e la gestione delle attese – il Comune ha infatti pianificato, nei prossimi mesi, azioni mirate per elevare ulteriormente lo standard qualitativo della farmacia.

Saranno introdotti accorgimenti per garantire maggiore riservatezza, tra cui l’ampliamento del bancone di vendita per distanziare le postazioni di erogazione e le casse. E’ prevista anche una riorganizzazione per predisporre un locale dedicato alla “Farmacia dei Servizi” e alla telemedicina, rendendo gli spazi ambulatoriali più confortevoli.

Si sta valutando inoltre un potenziamento dello staff per ottimizzare la presenza del personale nelle ore di punta e una revisione della segnaletica interna per favorire l’orientamento della clientela.

La Farmacia del Comune di Fiorano Modenese continua così il suo percorso di crescita, combinando l’approccio professionale con l’ascolto attivo delle necessità dei cittadini.

Oltre 900 ingressi nei primi tre giorni alla rinnovata Biblioteca Cionini di Sassuolo

Oltre 900 ingressi nei primi tre giorni alla rinnovata Biblioteca Cionini di SassuoloOltre 900 ingressi e 779 prestiti: sono questi i numeri della rinnovata Biblioteca Cionini nei primi tre giorni dalla sua riapertura, numeri che non tengono conto della mattinata del sabato quando i locali sono stati presi d’assedio subito dopo il taglio del nastro.

“Una straordinaria partecipazione ed un segnale molto positivo – dichiara l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Federico Ferrari – perché la Biblioteca Cionini è tornata ad essere un luogo vivo, capace di attrarre persone sia per la proposta culturale sia per la sua funzione quotidiana di spazio di studio e lettura”.

Tutto esaurito per i primi quattro appuntamenti del ricco programma che accompagna l’inaugurazione: la lectio magistralis di Nicola Lagioia, gli appuntamenti con Nicolas Ballario e Luca Perri, così come per la visita alla Marilyn di Andy Warhol: un evento unico per la nostra città.

I dati dei primi tre giorni di apertura confermano l’interesse:

  • Sabato 24 gennaio: 538 ingressi solamente il pomeriggio con 384 prestiti
  • Domenica 25 gennaio: 165 ingressi con 144 prestiti
  • Lunedì 26 gennaio: 198 ingressi  con 251 prestiti

“Numeri – aggiunge l’Assessore – che dimostrano non solo il successo degli eventi inaugurali, ma anche un utilizzo concreto e quotidiano della biblioteca. Per questo ringrazio chi, in questi lunghi mesi di lavoro, ha permesso la ristrutturazione e la riapertura della Biblioteca, così come le bibliotecarie che non hanno mai fatto mancare il loro contributo alla città, attraverso la temporanea Cionini Pop Up e che, finalmente, sono rientrate a casa”

Il programma culturale prosegue nei prossimi giorni con nuovi appuntamenti di rilievo:

Domani, mercoledì 28 gennaio: Murubutu, in Letteraturap. Talk tra musica e letteratura. Un dialogo tra musica e letteratura, tra rap e storytelling. La narrazione come forma espressiva e strumento educativo.

Venerdì 30 gennaio, poi,  Leo Ortolani si esibirà in “Talk tra fumetti e letteratura”: un incontro tra fumetto, immaginario pop e racconto personale. Il disegno come linguaggio narrativo e culturale.

Sabato 31 gennaio in ricco programma culturale si chiuderà con Giulia Caminito in “Elsa Bambina”: un monologo dedicato all’infanzia di Elsa Morante, a partire dai suoi scritti infantili. Un racconto di crescita, solitudine e immaginazione, che restituisce la nascita di una voce letteraria libera.

 

 

 

Celebrato anche a Sassuolo il “Giorno della Memoria”

Celebrato anche a Sassuolo il “Giorno della Memoria”Anche a Sassuolo, questa mattina, si è celebrato il “Giorno della Memoria”, con la posa di una corona d’alloro nel Giardino delle Rimembranze in viale XX Settembre al monumento che ricorda le vittime dell’Olocausto e gli internati nei campi di concentramento Nazisti.

“Sono passati più di ottant’anni – ha affermato il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – dal 27 gennaio 1945, giorno dell’apertura dei cancelli di Auschwitz mostrando al mondo come l’Olocausto ed il Nazi Fascismo siano stati la pagina più buia del ‘900. Oggi è importante ricordare perché quel periodo è nato non per volontà di pochi ma a causa dell’adesione di tante persone comuni che hanno creduto che la dittatura e l’antisemitismo fossero la soluzione ai tanti problemi dell’epoca. Noi lo facciamo, con iniziative come questa e come la consegna del Giardino dei Giusti ad una classe prima del Liceo Formiggini, ma anche con la riattivazione, per Sassuolo, del Viaggio della Memoria per mostrare ai più giovani cosa è successo e cosa non dovrà più accadere”.

In serata le celebrazioni proseguiranno, a partire dalle ore 20,30 presso l’Auditorium Bertoli in Via Pia 110, con “PorraJimos- Lo sterminio degli ultimi. La storia di Miriam”, a cura del Circolo Culturale Artemisia.

 

Intossicazioni da monossido di carbonio, come prevenirle e cosa fare in caso di sintomi

Intossicazioni da monossido di carbonio, come prevenirle e cosa fare in caso di sintomiMai come nel periodo invernale, con l’arrivo delle temperature rigide, serve attenzione e prevenzione per evitare gli incidenti legati al monossido di carbonio, gas altamente tossico, incolore, inodore e insapore. Respirarlo, infatti, può causare gravi intossicazioni e persino la morte. In particolare, il monossido si sviluppa da una cattiva combustione, in ambienti insufficientemente ventilati.

Sul tema il Servizio di Emergenza territoriale 118, lancia un appello ai cittadini perché rispettino alcune indicazioni fondamentali. In particolare, gli incidenti di questo tipo si verificano molto spesso a causa del malfunzionamento di impianti di riscaldamento, in seguito alla combustione di sostanze (legna, pellets o idrocarburi) in ambienti poveri di ossigeno e con scarso ricambio di aria. La fiamma, una volta consumato tutto l’ossigeno presente nell’ambiente domestico, inizia a produrre questa pericolosa sostanza, un gas altamente tossico, incolore, inodore ed insapore: respirarlo può causare gravi intossicazioni e persino la morte.

Tra i consigli c’è quello di non usare in ambienti chiusi o semichiusi stufe o stufette a gas o a fiamma libera, bracieri, barbecue per scaldarsi o cucinare; fare verificare l’impianto – caldaie, caminetti, stufe, canne fumarie – da un tecnico qualificato e far pulire almeno una volta l’anno le canne fumarie; non lasciare veicoli a motore accesi in garage o in locali chiusi

Se, in presenza di un’apparecchiatura a combustione in ambiente chiuso, si avvertono sintomi come mal di testa, vertigini, nausea o vomito, confusione mentale, stanchezza, dolore toracico o perdita di coscienza, spesso diffusi tra tutti i componenti familiari, è necessario contattare subito il 118, per un soccorso sanitario immediato.

E’ inoltre prioritario allontanare tutte le persone presenti dall’ambiente contaminato, aprendo porte e finestre per far entrare aria pulita, oltre a spegnere l’apparecchio (o l’impianto) che produce monossido.

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 28 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 28 gennaio 2026Cielo molto nuvoloso o coperto, con precipitazioni diffuse su tutta la regione durante la prima parte della giornata, più intense lungo le zone di crinale, dove potranno assumere anche carattere di rovescio. I fenomeni potranno temporaneamente assumere carattere nevoso sui rilievi del Piacentino fino a quote intorno ai 1000-1200 metri, ma con quota neve in rialzo oltre i 1800 metri. Dal pomeriggio le precipitazioni tenderanno ad attenuarsi, interessando prevalentemente i crinali appenninici e il settore settentrionale e orientale della regione.

Temperature minime in aumento, con valori attorno a 5/6 gradi sul settore centro-occidentale e 7/8 gradi su quello orientale. Massime in lieve flessione sul settore emiliano, con valori tra 6 e 8 gradi, mentre sulla Romagna si manterranno tra 11 e 13 gradi. Venti moderati o temporaneamente forti sud-orientali lungo la costa; moderati sud-occidentali sui rilievi. In pianura la ventilazione tenderà a ruotare, divenendo temporaneamente moderata settentrionale durante la mattina. Mare mosso, localmente molto mosso.

(Arpae)

Al via il Patto per il sistema dell’emergenza-urgenza tra la Regione e le organizzazioni di volontariato regionali Anpas, Croce Rossa e Misericordie

Al via il Patto per il sistema dell’emergenza-urgenza tra la Regione e le organizzazioni di volontariato regionali Anpas, Croce Rossa e MisericordieDa un’importante storia di collaborazione, che dura ormai da oltre quarant’anni, a una nuova alleanza istituzionale, stabile, rivolta al futuro, per continuare a garantire la qualità dei servizi e la tutela della salute come diritto fondamentale e interesse collettivo. È lo spirito del Patto siglato dalla Regione con le organizzazioni di volontariato che ogni giorno operano nei servizi di assistenza e soccorso alla popolazione, con il quale si avvia un Tavolo regionale permanente per accompagnare nel tempo l’evoluzione del sistema di emergenza-urgenza.

Il patto per questa nuova governance condivisa con il mondo del volontariato è stato sottoscritto oggi in conferenza stampa, a Bologna, dal presidente della Regione, Michele de Pascale, dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, dal presidente Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze Emilia-Romagna – Anpas, Iacopo Fiorentini, dal presidente Croce Rossa Italiana Emilia-Romagna, Giuseppe Zammarchi e dal presidente Federazione per le Misericordie dell’Emilia-Romagna, Israel De Vito.

Questa alleanza, ancora più strutturata, ha la finalità di affrontare al meglio le sfide future del sistema di emergenza-urgenza, dotandosi di un tavolo regionale come luogo di dialogo stabile, di confronto e concertazione tra la Regione, le aziende sanitarie e le organizzazioni di volontariato del soccorso, così da ottenere una maggiore omogeneità organizzativa per la qualità dei servizi e la sostenibilità del sistema, nel rispetto dei ruoli e delle competenze dei diversi soggetti coinvolti. Anpas, Croce Rossa e Misericordie d’Italia in Emilia-Romagna coinvolgono nei loro servizi migliaia di persone, per un totale di 38.420 operatori di cui 37.500 volontari e volontarie, che contribuiscono al funzionamento dei sistemi sanitario, socio-sanitario e di protezione civile, a partire dalle emergenze gestite dal sistema del 118, nelle quali le Odv intervengono nel 56% dell’attività in convenzione con le aziende Usl, attraverso l’impiego di mezzi di soccorso, equipaggi formati e postazioni territoriali. Tra gli altri ambiti di operatività, nei quali l’impegno delle organizzazioni di volontariato è fondamentale, ci sono il trasporto sanitario e sociosanitario programmato (dimissioni protette con accompagnamento di persone fragili, trasferimenti intra e inter-ospedalieri, assistenza e presidi di soccorso durante manifestazioni pubbliche), la protezione civile (interventi in scenari di emergenza e catastrofe, gestione dei campi di accoglienza, ecc.) e l’area sociale e formativa (telesoccorso, assistenza domiciliare leggera, formazione della cittadinanza con particolare riferimento alla diffusione delle pratiche di primo soccorso, anche in ambito scolastico).

“Il sistema dell’emergenza-urgenza rappresenta uno dei pilastri più rappresentativi e preziosi della sanità pubblica regionale- ha sottolineato de Pascale-. In questo ambito, l’impegno delle organizzazioni di volontariato, che coinvolgono moltissime persone alle quali va la nostra gratitudine, è un segno tangibile della solidarietà diffusa nella nostra Regione: una risposta quotidiana che non passa mai inosservata, senza dimenticare il contributo sostanziale offerto durante le grandi emergenze che hanno segnato il nostro territorio, a partire da terremoti e alluvioni. Si tratta- ha proseguito il presidente- di uno straordinario patrimonio condiviso, che dà misura della capacità di una comunità di prendersi cura di  se stessa e oggi, questo patrimonio così speciale entra a tutti gli effetti in una nuova fase, perché il patto e l’istituzione del tavolo permanente rappresentano una scelta politica forte con la quale riconosciamo e valorizziamo il volontariato del soccorso come componente strutturale del sistema sanitario pubblico”.

“Senza l’apporto del volontariato, il nostro sistema sanitario non potrebbe offrire le decine di migliaia di servizi che garantisce ogni giorno- ha spiegato Fabi-: parliamo di migliaia di operatori formati ed esperti, che uniscono alla competenza anche l’umanità che in ambito sanitario e sociale rappresenta un valore aggiunto fondamentale nei percorsi di cura e di assistenza. Dunque- ha aggiunto l’assessore- è giusto rafforzare questa collaborazione e riconoscere alle associazioni un ruolo sempre più importante nella nostra organizzazione, con l’impegno ad ascoltare, anche da chi opera in strada ogni giorno, quali siano le priorità e le necessità di intervento”.

“Quello odierno rappresenta un vero e proprio traguardo storico per il nostro territorio: un momento in cui il valore strategico e l’impegno delle Reti regionali e dei volontari che ne fanno parte, ottengono finalmente il giusto e meritato riconoscimento- hanno dichiarato Fiorentini, Zammarchi, De Vito-. Questo risultato non è un punto di arrivo, ma il coronamento di anni di proficua e positiva collaborazione con l’amministrazione regionale. Desideriamo esprimere il nostro più sentito ringraziamento al presidente Michele de Pascale, all’assessore Fabi e a tutto lo staff tecnico della Regione. Grazie alla loro visione e determinazione nel rendere operativo questo tavolo di confronto, si apre oggi una nuova stagione di progettualità condivisa al servizio della comunità. Avanti insieme”.

Il tavolo permanente di confronto tra l’assessorato alle Politiche per la Salute, i referenti delle Aziende Sanitarie e le rappresentanze regionali delle organizzazioni di volontariato, appartenenti alle reti nazionali che svolgono attività di soccorso in emergenza, persegue alcune finalità principali: la costruzione di un sistema trasparente, verificabile e sostenibile per la rendicontazione economica e il monitoraggio delle attività, attraverso indicatori condivisi di qualità, appropriatezza ed efficienza; la garanzia di un quadro regionale coerente per la formazione, la qualità delle prestazioni e l’applicazione uniforme delle procedure operative; il rafforzamento del sistema regionale di volontariato attraverso la definizione di modalità condivise tra Odv locali e rappresentanze regionali così da assicurare omogeneità di comportamento su tutto il territorio.

La coordinatrice del tavolo è la responsabile del Settore assistenza ospedaliera, dottoressa Federica Casoni, e il vice coordinatore del tavolo, componente fisso come coordinatore Rete regionale 112 e 118, è il dottor Antonio Pastori.

27 gennaio 2026 FNP Cisl Emilia-Romagna: “Ricordare è un dovere civile e morale”

In occasione della Giornata internazionale della Memoria, la FNP Cisl Emilia-Romagna si unisce al ricordo delle vittime della Shoah e di tutte le persecuzioni nazifasciste, riaffermando il valore della memoria come fondamento di una società democratica, inclusiva e consapevole.

«Ricordare l’Olocausto è un dovere che ciascuno di noi deve assumersi»– dichiara Gina Risi,Segretaria Generale della FNP Cisl Emilia-Romagna.«Commemoriamo le vittime della follia nazista, ricordiamo lo sterminio del popolo ebraico.Dedichiamo il nostro pensiero a uomini, donne, bambini, giovani,anziani, uccisi nei campi di concentramento, nelle camere a gas, ai corpi bruciati nei forni crematori. La Giornata della Memoria è un invito a non dimenticare e chiede con forza di mantenere vivo il ricordo, un terribile ricordo. Aiuta a comprendere l’inumanità dei pregiudizi e del razzismo.»

La FNP Cisl Emilia-Romagna sottolinea l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza storica e il rifiuto di ogni forma di odio, intolleranza e negazionismo. In un tempo segnato da nuove tensioni e da pericolose semplificazioni, il sindacato dei pensionati ribadisce il valore della testimonianza, della cultura e dell’impegno civile.

Polizia locale di Fiorano: più controlli, investimenti e presenza sul territorio nel 2025

Polizia locale di Fiorano: più controlli, investimenti e presenza sul territorio nel 2025Il 2025 è stato un anno caratterizzato da investimenti e da un significativo rafforzamento delle attività del Comando di Polizia locale di Fiorano Modenese, con particolare attenzione alla sicurezza stradale, alla tutela dell’ambiente, alla legalità e alla presenza sul territorio.

Considerata la posizione centrale di Fiorano Modenese all’interno del distretto ceramico, nel corso del 2025 è stato potenziato in modo rilevante il monitoraggio dei mezzi pesanti. Il Comando fioranese si è dotato di nuova strumentazione tecnologica in grado di verificare con precisione tempi di guida e riposo, carichi e condizioni dei mezzi, garantendo maggiore sicurezza sulla rete stradale e anche concorrenza leale tra gli operatori del settore. Un’azione che, insieme ad altre, ha contribuito a un dato significativo: per il secondo anno consecutivo non si sono registrati incidenti stradali mortali sul territorio comunale.

Nel complesso sono stati rilevati 112 incidenti, in calo rispetto ai 120 del 2024, con 71 interventi di supporto per la compilazione dei moduli CID (erano stati 46 nel 2024).

Il Comando ha rinnovato anche le modalità di pattugliamento, adottando una strategia orientata a una maggiore vicinanza a cittadini e attività economiche. Nel 2025 sono stati 650 stazionamenti, con presidi fissi in piazze, parchi, luoghi di aggregazione e nelle zone segnalate dai cittadini soprattutto per eccesso di velocità. Una presenza pensata per aumentare la percezione di sicurezza e favorire il contatto diretto con residenti e commercianti. Un modello che ha permesso di presidiare i punti critici del territorio e quelli segnalati dai cittadini con 331 segnalazioni tramite il canale “Comuni-chiamo”.

Questa attività si è affiancata ai controlli stradali dinamici e ai pattugliamenti ordinari, che hanno portato, tra l’altro, all’accertamento di 88 sanzioni per guida senza copertura assicurativa.

Sono state 60 le ore dedicate all’educazione stradale nelle scuole primarie e dell’infanzia fioranesi, tra lezioni teoriche in classe e lezione pratica in palestra e presso la pista dedicata all’educazione stradale del parco XXV Aprile.

Importante anche l’attività della Polizia locale a tutela dell’ambiente: nel 2025 sono state elevate 65 sanzioni ambientali e 35 per veicoli abbandonati. L’utilizzo di fototrappole mobili, in collaborazione con il servizio Ambiente, ha consentito un monitoraggio continuo dei punti più sensibili per contrastare l’abbandono dei rifiuti.

Il Comando ha gestito inoltre 75 pratiche edilizie e urbanistiche e svolto 25 controlli commerciali su orari di uso slot machine e gioco illecito, a tutela della salute pubblica

Grazie a bandi nazionali e regionali sono stati inoltre installati 4 nuovi varchi OCR e 4 telecamere di videosorveglianza, ed è stato acquistato un nuovo ufficio mobile, attrezzato per la prossimità e i rilevi stradali. A questi si aggiunge l’installazione di tre velobox come dissuasori di velocità.

Il Comando ha inoltre rafforzato il proprio organico con l’ingresso di due nuove unità. A partire dal 2026, un agente opera in distacco funzionale presso la Procura della Repubblica di Modena, contribuendo al potenziamento delle attività di Polizia Giudiziaria e all’efficacia delle indagini.

Numerose come ogni anno, anche le ore di servizio a supporto di manifestazioni istituzionali, sportive, religiose, culturali in presenza di modifiche alla viabilità o per scortare il gonfalone del Comune.

“I risultati del 2025 confermano l’efficacia del lavoro della Polizia Locale e degli investimenti fatti dall’Amministrazione. Il secondo anno senza incidenti mortali è un traguardo importante, frutto di prevenzione, controlli mirati e presidio costante del territorio. Abbiamo rafforzato la presenza della Polizia Locale nei luoghi di vita quotidiana, ascoltando le segnalazioni dei cittadini e puntando su un modello di prossimità che unisce controllo e dialogo. Allo stesso tempo, l’attenzione alla tutela ambientale, alla legalità economica e all’educazione stradale nelle scuole dimostra una visione ampia della sicurezza, intesa come qualità della vita e rispetto delle regole. Ringrazio il Comando e tutti gli operatori per la professionalità e l’impegno dimostrati.”, evidenzia l’assessore alla Sicurezza urbana e Polizia Locale, Sergio Romagnoli.

Il Comune di Formigine ha ufficialmente concluso l’intero pacchetto di interventi finanziati dal PNRR

Il Comune di Formigine ha ufficialmente concluso l’intero pacchetto di interventi finanziati dal PNRRCon l’inaugurazione della ex Casa del Custode di Villa Gandini, avvenuta il 18 gennaio, il Comune di Formigine ha ufficialmente concluso l’intero pacchetto di interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) a proprio carico.

Il completamento di tutte le opere rappresenta un traguardo tecnico e amministrativo di rilievo, avendo colto l’opportunità senza precedenti offerta dal PNRR. Sono state tradotte risorse straordinarie in interventi concreti, utili e duraturi per la comunità in un contesto nazionale caratterizzato da tempistiche stringenti, regole complesse e continue scadenze. Gli interventi PNRR realizzati hanno interessato settori fondamentali come scuola, patrimonio storico, riqualificazione di spazi pubblici.

Nel dettaglio, le opere finanziate e concluse sono l’adeguamento sismico della Scuola Primaria “Don Mazzoni” di Corlo, finanziato per un importo di 1.140.000 euro, a garanzia di maggior sicurezza per studenti, personale scolastico e famiglie. Segue l’adeguamento sismico della palestra della Scuola Secondaria di 1° grado “A. Fiori” di Formigine, finanziato per un importo di 850.000 euro. Terzo intervento finanziato da risorse PNRR il Restauro della Torre dell’Acquedotto e riqualificazione del Parco delle Tre Fontane, progetto destinatario di un contributo di un milione di euro, che ha restituito alla città un luogo di valore storico, ambientale e identitario. Da poco, è stato completato e consegnato il Restauro della ex Casa del Custode di Villa Gandini, finanziato per un importo di 1,2 milioni di euro, simbolo della conclusione dell’intero programma PNRR e nuovo spazio restituito alla comunità.

Si aggiungono poi altri quattro interventi minori, originariamente previsti nel PNRR e poi trasferiti alla competenza dei ministeri: 360mila euro per la riqualificazione di alcuni alloggi ERP, e tre interventi di efficientamento energetico destinatari ciascuno di un contributo da 130mila euro (relamping Opera Pia Castiglioni e campo Bora, relamping scuole Medie Fiori di Formigine e Casinalbo, efficientamento energetico del campo da calcio di Colombaro).

In totale quindi, partecipando ai bandi dedicati per il Comune di Formigine sono state intercettate risorse (non si tratta di prestiti ma contributi a fondo perduto, a cui si sono in alcuni casi aggiunte quote di cofinanziamento da parte dell’amministrazione con risorse proprie) pari a circa 5 milioni di euro. A questi si devono aggiungere i numerosi progetti PNRR di Unione, non computati qui, ma che hanno ricadute su Formigine in quota parte. In totale si tratta di otto progetti con risorse allocate, spese e rendicontate in tempo rispetto alle scadenze finali del PNRR, previste per la seconda metà del 2026.

“Oltre 5 milioni di euro di contributi nazionali – ricorda la Sindaca di Formigine Elisa Parenti – hanno contribuito a mobilitare anche altre risorse e produrre un beneficio per la comunità e per le imprese, con un occhio di riguardo ai tempi di pagamento degli impegni contrattuali. Anche l’esperienza PNRR conferma che in tempi in cui non esistono più i finanziamenti a pioggia e le risorse proprie degli enti locali scarseggiano, dedicare uffici e risorse al fund raising è una scelta opportuna per le amministrazioni locali che vogliono realizzare i propri investimenti”.

Erbazzone reggiano, nessuna opposizione in Europa alla registrazione Igp

Erbazzone reggiano, nessuna opposizione in Europa alla registrazione Igp“Entro la fine di febbraio, l’Erbazzone reggiano diventerà ufficialmente il 45^ prodotto Dop e Igp dell’Emilia-Romagna. La domanda di registrazione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea senza che siano state presentate osservazioni o opposizioni da parte di altri Stati membri o soggetti interessati: un passaggio decisivo, preludio alla registrazione definitiva e all’ingresso dell’Erbazzone tra le eccellenze a Indicazione geografica protetta. Un risultato straordinario, atteso da anni, che rappresenta una vittoria per i produttori, per il territorio reggiano e per l’intero sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna e innalza questo prodotto al riconoscimento europeo”.

Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Alessio Mammi, commentano la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea della domanda di registrazione dell’Erbazzone reggiano Igp, conclusasi senza osservazioni: un passaggio che apre alla registrazione definitiva e al riconoscimento europeo.

“Non si tratta solo di un marchio- sottolineano de Pascale e Mammi- ma di un riconoscimento che tutela una ricetta storica, un sapere artigianale tramandato da generazioni e un prodotto profondamente legato alla cultura, alle famiglie e all’identità delle comunità reggiane, oltre alle imprese del territorio che lo producono e ai posti di lavoro. L’Erbazzone è un simbolo popolare, un cibo della tradizione quotidiana, capace di raccontare il territorio, le sue campagne, le cucine e le tavole. Con l’Indicazione geografica protetta, questo patrimonio economico e culturale verrà finalmente tutelato e valorizzato a livello europeo”.

Con l’ingresso dell’Erbazzone reggiano tra i prodotti Dop e Igp regionali, proseguono presidente e assessore, “si rafforza ulteriormente il primato dell’Emilia-Romagna come Food Valley d’Europa, con 3,9 miliardi di euro di valore per la sola Dop Economy, mentre tutta la produzione agroalimentare vale 37 miliardi di euro, di cui più di 10 miliardi esportati in tutto il mondo, confermando la straordinaria ricchezza del nostro agroalimentare– aggiungono de Pascale e Mammi–. Un risultato frutto di un lavoro corale, costruito nel tempo con i produttori, il Comitato promotore, le associazioni di categoria, i tecnici, il ministero e le istituzioni europee. Un percorso complesso, che dimostra come qualità, identità territoriale e visione strategica possano tradursi in valore economico, occupazione e competitività sui mercati internazionali”.

L’indicazione geografica, concludono de Pascale e Mammi, “è uno strumento fondamentale per tutelare i prodotti autentici dalle imitazioni, garantire trasparenza ai consumatori, rafforzare il posizionamento commerciale e sostenere il reddito delle imprese locali. Ma è anche un’opportunità per promuovere turismo, cultura gastronomica e sviluppo dei territori. Continueremo a investire sulle produzioni certificate, perché rappresentano un pilastro della nostra strategia per un’agricoltura di qualità, sostenibile e capace di generare valore lungo tutta la filiera”.

Sono cinque le aziende reggiane – Nonna Lea, Fattoria Italia, La Bottega Gastronomica, La Vecchia Resdora e Big – che dal 2019 hanno creduto fortemente nel progetto di elevare la produzione dell’erbazzone all’indicazione geografica e nel 2022 si sono costituite in “Associazione Produttori Erbazzone Reggiano” per dare avvio all’iter di riconoscimento dell’Igp, con il sostegno e il coinvolgimento delle istituzioni.

“L’arrivo dell’Igp aprirà davvero tante opportunità per il nostro territorio– commentano dall’Associazione Produttori Erbazzone Reggiano-. Significa dare nuovo valore a un piatto che da secoli accompagna la vita dei reggiani, nato forse già in epoca rinascimentale e diventato simbolo della nostra identità. Vuol dire affermare che l’erbazzone reggiano può essere prodotto solo nel territorio d’origine, dando voce e riconoscimento a chi ogni giorno lo produce con il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera. Siamo davvero contenti ed emozionati per questo risultato, che diventa di tutti, poiché alla costituzione del Consorzio potranno aderire tutti i produttori di Erbazzone Reggiano Igp, piccoli, medi e grandi della provincia di Reggio Emilia nell’ottica di creare opportunità di sviluppo sul territorio”.

L’Erbazzone reggiano Igp

L’erbazzone reggiano è una torta salata ripiena di erbe e costituita da due sfoglie di pasta non lievitata all’interno delle quali è contenuto un ripieno a base di verdure e formaggio Parmigiano Reggiano. È di forma rotonda o rettangolare, irregolare, di spessore compreso tra 1 e 3 cm e di peso tra 300 gr e 3 kg.

Il processo di produzione prevede la preparazione della pasta con farina di grano tenero, acqua, strutto, sale. La lavorazione del ripieno prevede l’utilizzo di spinaci e bietole cotte e insaporite con un soffritto preparato con cipolla e lardo, che può essere aromatizzato a piacere con aglio, prezzemolo e/o pepe. A questi ingredienti si aggiungono Parmigiano Reggiano e pane grattugiato. Altri ingredienti opzionali sono il latte e olio extravergine di oliva e burro a integrazione del lardo. È vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e/o altri additivi. Il ripieno, in un quantitativo a piacere ma con proporzione minima del 50% di peso rispetto a quello del prodotto finito crudo, viene steso tra due strati di pasta sottile e racchiuso ai bordi. Dopo aver cosparso lo strato superiore con lardelli di suino, l’erbazzone viene cotto al forno e somministrato tagliato in pezzi rettangolari/quadrati o in spicchi. La zona di produzione è costituita dall’intero territorio della provincia di Reggio Emilia.

Un percorso pluriennale verso il riconoscimento europeo

Il riconoscimento dell’Erbazzone reggiano come Indicazione geografica protetta è il risultato di un percorso pluriennale avviato su iniziativa dei produttori locali e accompagnato dalla Regione Emilia-Romagna, che ha sostenuto e coordinato le diverse fasi dell’iter tecnico e istituzionale, contribuendo alla valorizzazione di una delle specialità più rappresentative della tradizione gastronomica reggiana.

Dopo la definizione del disciplinare di produzione e la presentazione della domanda a livello nazionale, il dossier è stato esaminato dal ministero dell’Agricoltura, che nel 2024 ha espresso parere favorevole, verificandone la coerenza con la normativa europea in materia di indicazioni geografiche. Superata la fase di valutazione nazionale e la consultazione pubblica, la richiesta è stata quindi trasmessa alla Commissione europea, dando avvio alla procedura comunitaria.

Nel corso dell’iter europeo, la domanda di registrazione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea nell’ottobre 2025, aprendo il periodo previsto per eventuali opposizioni da parte di altri Stati membri o soggetti interessati. Con la conclusione positiva di questa fase e l’assenza di rilievi sostanziali, la Commissione procederà alla registrazione ufficiale dell’Erbazzone reggiano come Igp entro la fine del mese di febbraio, sancendo la piena tutela della denominazione a livello europeo. Un riconoscimento che rafforza ulteriormente il primato dell’Emilia-Romagna tra le regioni leader in Europa per numero di prodotti Dop e Igp, confermando il valore strategico delle indicazioni geografiche come strumenti di tutela della qualità, promozione del territorio, contrasto alle imitazioni e sostegno allo sviluppo economico delle filiere agroalimentari e delle comunità locali.

Il Sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, commenta l’incontro tra la Regione Emilia-Romagna e la Generalitat Valenciana

Il Sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, commenta l’incontro tra la Regione Emilia-Romagna e la Generalitat Valenciana“Siamo e continueremo a essere al fianco delle nostre industrie e dei lavoratori del distretto ceramico, chiamati a confrontarsi con un mercato sempre più aggressivo e spesso privo di regole comuni. Le sfide della ceramica richiedono oggi un fronte compatto delle regioni e dei distretti manifatturieri europei: solo facendo sistema è possibile incidere e cambiare regole europee che rischiano di penalizzare proprio chi, come le aziende di Sassuolo, ha investito negli anni in innovazione, sostenibilità e qualità”.

Con queste parole il Sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, commenta l’incontro tra la Regione Emilia-Romagna e la Generalitat Valenciana, alla presenza di Confindustria Ceramica, Ascer e del Comune di Sassuolo, dedicato al futuro del settore ceramico europeo e alle forti preoccupazioni condivise dai territori a maggiore vocazione industriale.

“Ringrazio innanzitutto il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, per il grande lavoro che sta portando avanti nel costruire una rete solida tra istituzioni e territori – prosegue il Sindaco – perché è indispensabile dare voce e sostegno alle nostre imprese, portando le istanze del distretto nei luoghi in cui si assumono le decisioni, come già avvenuto lo scorso dicembre a Bruxelles. Rafforzare le relazioni tra i principali poli ceramici europei, a partire da Sassuolo e Castellón, significa proprio questo: fare sistema per costruire una posizione comune, credibile e autorevole a livello europeo”.

“Dall’incontro – aggiunge Mesini – sono emersi alcuni nodi centrali che condividiamo pienamente: la necessità di un ripensamento del sistema ETS, che oggi impone oneri sproporzionati a un settore già tra i più efficienti dal punto di vista ambientale; l’urgenza di un meccanismo CBAM realmente efficace, capace di tutelare il mercato interno e le esportazioni dalla concorrenza extra-UE priva di standard ambientali e sociali comparabili; una revisione del Bref Ceramic che garantisca obiettivi ambientali realistici, tempi congrui e sostenibilità economica per le imprese”.

“Difendere il distretto ceramico – conclude il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – significa tutelare un patrimonio economico, sociale e tecnologico che rappresenta una parte essenziale dell’identità di Sassuolo e dell’Europa. Su questo fronte, come Comune, faremo fino in fondo la nostra parte”.

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