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sabato, 20 Giugno 2026
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L’Emilia-Romagna chiama le comunità a diventare protagoniste nei processi di elaborazione delle politiche pubbliche

L’Emilia-Romagna chiama le comunità a diventare protagoniste nei processi di elaborazione delle politiche pubbliche
Michele d’Alena, Michele de Pascale, Andrea Orlando

Oltre 800mila euro per sostenere progetti e iniziative finalizzate a coinvolgere cittadine, cittadini, associazioni e intere comunità nei processi di elaborazione delle politiche pubbliche. Con l’obiettivo di promuovere una strategia integrata omogenea su tutto il territorio regionale per rendere la partecipazione uno strumento concreto, accessibile e riconoscibile al servizio delle comunità.

A illustrare il nuovo bando Partecipazione 2026, approvato nel corso dell’ultima seduta di Giunta, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, insieme al coordinatore dei processi partecipativi regionali, Michele D’Alena, e con il contributo del tecnico di garanzia della partecipazione, direttore generale dell’Assemblea Legislativa, Andrea Orlando.

“Vogliamo rafforzare sempre più la partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla vita pubblica e in stretto rapporto con le istituzioni- commenta il presidente de Pascale-. Un sistema che in Emilia-Romagna non nasce oggi, come dimostra anche l’esperienza del Centro regionale per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione, voluto dalla Regione: una infrastruttura unica in Italia che ha avuto il merito di mettere in rete le amministrazioni pubbliche, i territori e le comunità.  La direzione è molto chiara: rendere la partecipazione una leva di governo strategica e uno strumento più accessibile e alla portata di tutte e tutti, rendendo le persone co-produttrici delle decisioni pubbliche e della cura dei beni comuni”.

“Una scelta in cui crediamo con convinzione perché qui si misura e si rafforza la qualità della democrazia- prosegue il presidente-. Non è un caso, infatti, che in Emilia-Romagna ci sia sempre la più alta partecipazione alle consultazioni elettorali, come abbiamo visto anche in occasione dell’ultimo referendum. Ci sono tante realtà associative, un forte volontariato ma anche tante piccole e grandi amministrazioni che investono su competenze e nuovi strumenti, e come Regione sentiamo di dover fare la nostra parte. Dobbiamo migliorare ancora la qualità delle decisioni, incrementare la fiducia nelle istituzioni e costruire coesione sociale, a partire dalle comunità. E per raggiungere questi obiettivi abbiamo scelto di investire in risorse, competenze e strumenti necessari a realizzare progetti concreti e capaci anche di innovare. Anche così gettiamo le basi di una regione che vuole continuare a essere protagonista, inclusiva, più forte e coesa”.

Il bando nel dettaglio

È indirizzato a enti locali, come Comuni, Unioni di Comuni, Province e la Città Metropolitana, e altri soggetti pubblici, tra cui Aziende sanitarie, Università, istituzioni scolastiche, enti parco e gestori, nonché enti strumentali e associativi. L’accesso inoltre è esteso ai soggetti giuridici privati, quali associazioni, enti del Terzo Settore (Ets), imprese sociali e fondazioni.

Il bando, finanziato come detto con risorse pari a 820mila euro per il 2026, punta a rafforzare il dialogo inclusivo tra cittadinanza e amministrazioni pubbliche, promuovendo una partecipazione attiva e consapevole ai processi decisionali. Attraverso il sostegno a percorsi di co-progettazione, consultazione e deliberazione informata.

Si conferma, anche in questa nuova edizione del bando, il sostegno alla sperimentazione di panel deliberativi composti da cittadine e cittadini selezionati tramite sorteggio. Un approccio innovativo che si inserisce nel quadro europeo, in attuazione con la Raccomandazione Ue 2023/2036. L’avviso prevede due linee di finanziamento. La Linea A, con una dotazione di 540mila euro, è dedicata ai Progetti partecipativi di animazione territoriale, consultazione e partecipazione. Le risorse saranno distribuite in due annualità: 405mila euro già quest’anno e 135mila euro nel 2027. A questa linea di finanziamento possono accedere tutte le tipologie di enti a cui si rivolge il bando, i singoli progetti potranno ricevere un contributo regionale massimo di 15mila euro.

La Linea B, invece, conferma anche per quest’anno il sostegno della Regione ai Percorsi deliberativi rappresentativi, che sono tra gli strumenti più innovativi per la partecipazione democratica e comprendono le assemblee e le giurie di cittadine e cittadini e i Citizens’ panel.  In questo caso la dotazione finanziaria per il biennio è di 280mila euro ed è equamente suddivisa in 140mila euro per ciascuna annualità. Considerata la complessità dei processi coinvolti, potranno accedere a questa linea di finanziamento solo gli enti locali e loro associazioni, i singoli progetti potranno ricevere un contributo massimo di 40mila euro.

Per essere ammessi al finanziamento tutti i progetti devono ottenere la certificazione di qualità rilasciata dal Tecnico di garanzia della partecipazione. È, inoltre, obbligatoria l’apertura di uno spazio digitale sulla piattaforma regionale di e‑democracy per adempiere agli obblighi di informazione e trasparenza.

L’Emilia-Romagna chiama le comunità a diventare protagoniste nei processi di elaborazione delle politiche pubbliche

L’Emilia-Romagna chiama le comunità a diventare protagoniste nei processi di elaborazione delle politiche pubbliche
Michele d’Alena, Michele de Pascale, Andrea Orlando

Oltre 800mila euro per sostenere progetti e iniziative finalizzate a coinvolgere cittadine, cittadini, associazioni e intere comunità nei processi di elaborazione delle politiche pubbliche. Con l’obiettivo di promuovere una strategia integrata omogenea su tutto il territorio regionale per rendere la partecipazione uno strumento concreto, accessibile e riconoscibile al servizio delle comunità.

A illustrare il nuovo bando Partecipazione 2026, approvato nel corso dell’ultima seduta di Giunta, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, insieme al coordinatore dei processi partecipativi regionali, Michele D’Alena, e con il contributo del tecnico di garanzia della partecipazione, direttore generale dell’Assemblea Legislativa, Andrea Orlando.

“Vogliamo rafforzare sempre più la partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla vita pubblica e in stretto rapporto con le istituzioni- commenta il presidente de Pascale-. Un sistema che in Emilia-Romagna non nasce oggi, come dimostra anche l’esperienza del Centro regionale per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione, voluto dalla Regione: una infrastruttura unica in Italia che ha avuto il merito di mettere in rete le amministrazioni pubbliche, i territori e le comunità.  La direzione è molto chiara: rendere la partecipazione una leva di governo strategica e uno strumento più accessibile e alla portata di tutte e tutti, rendendo le persone co-produttrici delle decisioni pubbliche e della cura dei beni comuni”.

“Una scelta in cui crediamo con convinzione perché qui si misura e si rafforza la qualità della democrazia- prosegue il presidente-. Non è un caso, infatti, che in Emilia-Romagna ci sia sempre la più alta partecipazione alle consultazioni elettorali, come abbiamo visto anche in occasione dell’ultimo referendum. Ci sono tante realtà associative, un forte volontariato ma anche tante piccole e grandi amministrazioni che investono su competenze e nuovi strumenti, e come Regione sentiamo di dover fare la nostra parte. Dobbiamo migliorare ancora la qualità delle decisioni, incrementare la fiducia nelle istituzioni e costruire coesione sociale, a partire dalle comunità. E per raggiungere questi obiettivi abbiamo scelto di investire in risorse, competenze e strumenti necessari a realizzare progetti concreti e capaci anche di innovare. Anche così gettiamo le basi di una regione che vuole continuare a essere protagonista, inclusiva, più forte e coesa”.

Il bando nel dettaglio

È indirizzato a enti locali, come Comuni, Unioni di Comuni, Province e la Città Metropolitana, e altri soggetti pubblici, tra cui Aziende sanitarie, Università, istituzioni scolastiche, enti parco e gestori, nonché enti strumentali e associativi. L’accesso inoltre è esteso ai soggetti giuridici privati, quali associazioni, enti del Terzo Settore (Ets), imprese sociali e fondazioni.

Il bando, finanziato come detto con risorse pari a 820mila euro per il 2026, punta a rafforzare il dialogo inclusivo tra cittadinanza e amministrazioni pubbliche, promuovendo una partecipazione attiva e consapevole ai processi decisionali. Attraverso il sostegno a percorsi di co-progettazione, consultazione e deliberazione informata.

Si conferma, anche in questa nuova edizione del bando, il sostegno alla sperimentazione di panel deliberativi composti da cittadine e cittadini selezionati tramite sorteggio. Un approccio innovativo che si inserisce nel quadro europeo, in attuazione con la Raccomandazione Ue 2023/2036. L’avviso prevede due linee di finanziamento. La Linea A, con una dotazione di 540mila euro, è dedicata ai Progetti partecipativi di animazione territoriale, consultazione e partecipazione. Le risorse saranno distribuite in due annualità: 405mila euro già quest’anno e 135mila euro nel 2027. A questa linea di finanziamento possono accedere tutte le tipologie di enti a cui si rivolge il bando, i singoli progetti potranno ricevere un contributo regionale massimo di 15mila euro.

La Linea B, invece, conferma anche per quest’anno il sostegno della Regione ai Percorsi deliberativi rappresentativi, che sono tra gli strumenti più innovativi per la partecipazione democratica e comprendono le assemblee e le giurie di cittadine e cittadini e i Citizens’ panel.  In questo caso la dotazione finanziaria per il biennio è di 280mila euro ed è equamente suddivisa in 140mila euro per ciascuna annualità. Considerata la complessità dei processi coinvolti, potranno accedere a questa linea di finanziamento solo gli enti locali e loro associazioni, i singoli progetti potranno ricevere un contributo massimo di 40mila euro.

Per essere ammessi al finanziamento tutti i progetti devono ottenere la certificazione di qualità rilasciata dal Tecnico di garanzia della partecipazione. È, inoltre, obbligatoria l’apertura di uno spazio digitale sulla piattaforma regionale di e‑democracy per adempiere agli obblighi di informazione e trasparenza.

La Regione al fianco delle farmacie rurali e dei dispensari farmaceutici: quasi 800mila euro di risorse per una maggiore capillarità dei servizi ai cittadini

La Regione al fianco delle farmacie rurali e dei dispensari farmaceutici: quasi 800mila euro di risorse per una maggiore capillarità dei servizi ai cittadiniPiù risorse dalla Regione, le più alte di sempre, e nuove regole a sostegno delle farmacie rurali e dei dispensari farmaceutici dell’Emilia-Romagna, per assicurare la capillarità dell’assistenza farmaceutica sul territorio.

Quasi 800mila euro (esattamente 781mila) l’ammontare complessivo dei contributi: 400mila euro disponibili dal Fondo regionale a sostegno di farmacie rurali e dispensari disagiati, previsto dalla legge regionale 2/2016 e dalla delibera di Giunta 797/2024, a cui ora si affianca il Fondo regionale di solidarietà, con 381mila euro.  Da quest’anno, dunque, la Regione gestirà in maniera coordinata i due Fondi, novità che richiede una revisione dei criteri di concessione dei contributi.

I dettagli del provvedimento, prima del successivo passaggio in Giunta, sono stati illustrati oggi in Commissione assembleare.

“Il nostro obiettivo- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi- è assicurare la capillarità dell’assistenza farmaceutica territoriale, sostenendola nelle aree disagiate, a partire da quelle rurali, e in contesti anche urbani dove l’attività è meno redditizia. Con questo provvedimento non solo confermiamo, ma rafforziamo il nostro impegno con uno stanziamento di risorse senza precedenti. L’obiettivo è garantire un effettivo sostegno a farmacie rurali e dispensari farmaceutici, non solo come luogo di erogazione di medicinali e di prestazioni, ma come nodo attivo della rete assistenziale territoriale. É fondamentale- chiude l’assessore- mantenere la loro presenza sul territorio e rafforzarne la capillarità, per garantire un presidio e un servizio fondamentale per le nostre comunità”.

Le novità

Il Fondo regionale di solidarietà per le farmacie a basso fatturato è stato istituito dall’art. 23 dell’Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con le farmacie pubbliche e private, in vigore da marzo 2025. Il Fondo, disciplinato da un Accordo integrativo regionale, ammonta a 381.643 euro all’anno ed è riservato alle farmacie rurali e urbane con fatturato annuo complessivo ai fini Iva fino a 299.999 euro. I criteri di erogazione sono inversamente proporzionali al fatturato.

Dal 2026 si affianca al Fondo regionale a sostegno di farmacie rurali e dispensari disagiati, previsto legge regionale 2/2016 e dalla delibera di Giunta 797/2024, che ammonta a 400mila euro.

Nel 2026 saranno erogate le annualità 2025 e 2026 del Fondo regionale di solidarietà. Le farmacie rurali con fatturato ai fini Iva fino a 299.999 euro possono accedere ad entrambi i fondi.

Tra le novità anche la procedura unificata, ovvero un unico modulo per le domande collegate alla medesima farmacia e un unico atto di concessione dei contributi.

I nuovi criteri

Aumenta l’importo del contributo per tutte le farmacie rurali con scaglioni di fatturato fino a 299.999 euro. Per le farmacie con fatturato più basso (ossia fino a 149.999 euro annui) il contributo passa da 12.500 euro a 18.000. Tale contributo viene concesso a integrazione di quello eventualmente riconosciuto per l’accesso al Fondo regionale di solidarietà. Confermato l’importo di 5mila euro del contributo alle farmacie con scaglione di fatturato da 300.000 fino a 324.999 euro e vengono introdotti due ulteriori scaglioni di fatturato con ampliamento dei possibili beneficiari del contributo regionale.

Per i dispensari farmaceutici sono confermati i criteri attuali, ovvero una distanza superiore di 5 km rispetto alla farmacia più vicina, località con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, orario minimo di apertura minore di 36 ore settimanali. Inoltre, il titolare della farmacia che presenta la domanda di concessione del contributo deve essere il medesimo fino alla concessione del contributo.

I numeri

In Emilia-Romagna sono attive 1.412 farmacie, di cui 554 (pari al 39%) rurali, ovvero ubicate in comuni, località, frazioni o centri abitati con meno di 5.000 abitanti. A queste si aggiungono 39 dispensari farmaceutici permanenti.

Alle farmacie rurali sono stati concessi contributi a partire dal 2017, ai dispensari farmaceutici dal 2024 per garantire la capillarità dell’assistenza farmaceutica anche nelle zone prive di farmacie e distanti da farmacie esistenti, dove è meno vantaggioso tenere aperto un dispensario. Fino al 2023 i contributi regionali per le farmacie rurali concessi dalla Regione ammontavano a 400mila euro, nel 2024 e 2025 sono stati riconosciuti 600mila euro alle farmacie rurali e ai dispensari.

Screening gratuito per l’epatite C, l’Emilia-Romagna si conferma prima in Italia per indice di copertura sulla popolazione

Screening gratuito per l’epatite C, l’Emilia-Romagna si conferma prima in Italia per indice di copertura sulla popolazioneEmilia-Romagna prima Regione in Italia, anche nel 2025, per indice di copertura sulla popolazione generale destinataria dello screening per l’epatite C, che lo scorso anno ha per la prima volta superato il 50%: da quando fu introdotto nel 2022 dal servizio sanitario regionale, tra i primi a partire a livello nazionale, le adesioni sono passate dal 17,7% al 50,1% dello scorso anno, con una crescita di oltre 10 punti percentuali tra il 2024 e il 2025.

Un risultato importante soprattutto perché ha permesso e permette di intercettare il virus in persone che non sapevano di averlo contratto: in modo molto semplice, grazie a un prelievo di sangue, gratuito, che si può eseguire insieme ad altri esami ematici anche facendone richiesta direttamente allo sportello del centro prelievi, senza prescrizione medica. Così funziona lo screening per l’epatite C (Hcv), che il ministero della Salute, di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze, ha deciso di prorogare fino a tutto il 2026.

In Emilia-Romagna dal 2022 – anno di avvio – al 31 dicembre 2025 sono 699.418 i cittadini che hanno effettuato il test, grazie al quale sono state intercettate 1.597 persone risultate positive al secondo test di conferma – che fa seguito al primo esame del sangue, se positivo – e già avviati al trattamento terapeutico 1.220 pazienti.

Il punto dopo quattro anni di lavoro dall’avvio dello screening sarà fatto domani, martedì 14 aprile, in Regione a Bologna (viale della Fiera 8, sala XX Maggio 2012) in occasione del convegno “Screening dell’infezione da virus dell’epatite C. Risultati raggiunti e prospettive future”, organizzato dall’assessorato alle Politiche per la salute dalle ore 9 alle 17,30, con l’intervento dell’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, previsto alle ore 12. Un appuntamento nato dall’esigenza di consolidare e condividere il percorso realizzato, mettere a confronto le diverse modalità organizzative delle Aziende sanitarie, le criticità emerse nel corso delle attività, le best practice da proporre per migliorare ulteriormente le coperture delle popolazioni target, i risultati ottenuti e le sfide future.

“L’Emilia-Romagna si conferma anche nel 2025 la Regione con la copertura più alta tra la popolazione target generale, oltrepassando per la prima volta la percentuale del 50%, quasi triplicata dal 2022- afferma l’assessore Fabi-. Tra i punti di forza dello screening regionale c’è la modalità di invito, con chiamata attiva tramite sms o Fascicolo sanitario elettronico, e la proposta di adesione al momento di un prelievo ematico, senza prescrizione. Modalità che naturalmente ha richiesto una specifica formazione per gli operatori, compresi i Cup e i punti prelievo, e una efficiente organizzazione. Siamo stati- chiude Fabi- tra le prime Regioni a partire con lo screening e ora siamo un modello su scala nazionale; non ci accontentiamo, però, perché l’obiettivo rimane quello indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità di eliminare l’epatite virale C come principale minaccia per la salute pubblica entro il 2030, un obiettivo ambizioso per cui lavoriamo insieme ad altre Regioni”.

L’Emilia-Romagna, infatti, è capofila di un progetto Ccm  (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie), promosso dall’Istituto superiore di sanità per migliorare i risultati dello screening e il collegamento tra diagnosi e trattamento dell’Hcv che coinvolge anche Toscana, Campania e Sicilia.

I destinatari dello screening

Tre le tipologie di destinatari, individuati dal ministero della Salute, che possono effettuare lo screening: ‘target 1’ cittadini nati tra il 1969 e i 1989, iscritti all’anagrafe sanitaria (inclusi gli stranieri temporaneamente presenti – Stp); ‘target 2’ le persone seguite dai Servizi pubblici per le dipendenze (SerD) e ‘target 3’ i detenuti in carcere, in entrambi i casi indipendentemente da età e Paese di provenienza.

Lo screening in Emilia-Romagna: i dati al 31 dicembre 2025

Sono 1.394.543 i cittadini destinatari dello screening in Emilia-Romagna, nelle tre categorie previste: 1.337.519 nati tra il 1969 e il 1989, 41.457 seguiti dai SerD e 15.567 detenuti. Dal 2022, quando è stato avviato, al 31 dicembre 2025, complessivamente 699.418 cittadini lo hanno effettuato, con una percentuale di copertura sulla popolazione target generale del 50,1% a livello regionale, in netta crescita rispetto a fine 2024, quando si assestava al 40,8%, e quasi triplicata rispetto al 2022, quando era ferma al 17,7%.

Per 1.597 persone (0,2% di quanti hanno effettuato lo screening) la positività è stata confermata dal successivo test; di questi, 1.475 soggetti sono stati inviati ai centri di cura specialistici, 1.396 hanno effettuato una visita e 1.220 con infezione attiva hanno iniziato il trattamento terapeutico.

Guardando alle percentuali di copertura per le tre differenti categorie, per il target 1 (popolazione generale, nata tra il 1969 e il 1989) è appunto del 50,1%; per il target 2 (servizi per le dipendenze patologiche) del 46,6%; per il target 3 (persone detenute in carcere) del 65,7%. L’indice di copertura sul totale della popolazione è del 50,2%.

Come aderire

Partecipare allo screening è facile: per i cittadini nati tra il 1969 e il 1989 è gratuito e non serve la prescrizione: ricevono l’invito tramite il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) e un sms in cui viene descritta la modalità di accesso alla prestazione Hcv Reflex (con prelievo di sangue venoso). La prenotazione può essere effettuata attraverso Fse, sportello Cup, Cup Web e App ER Salute.

È possibile, inoltre, aderire allo screening in occasione di altri esami ematici aggiungendo quello per la ricerca del virus dell’epatite C, senza dover necessariamente effettuare un prelievo dedicato: si può farne richiesta direttamente allo sportello del centro prelievi.

Sul campione di sangue vengono in un primo momento ricercati anticorpi specifici contro il virus dell’epatite C e successivamente, in caso di positività a questo primo test, viene ricercata la presenza del materiale genetico del virus stesso. In caso di esito negativo si riceve il referto sul proprio Fascicolo sanitario elettronico; in caso di esito positivo, il cittadino viene preso in carico dal centro di riferimento individuato dall’Azienda sanitaria, che lo contatta e fissa la visita specialistica (sempre senza prescrizione, né pagamento di un ticket).

Per quanto concerne i SerD e gli istituti penitenziari, prosegue l’attività già in corso per la ricerca di Hcv nei soggetti che sono seguiti dai Servizi o detenuti, a prescindere dall’età e dalla nazionalità, e viene naturalmente garantita la presa in carico specialistica in caso di esito positivo.

Centri Estivi, al via le iscrizioni a Maranello

Centri Estivi, al via le iscrizioni a MaranelloDal 15 aprile si aprono le iscrizioni ai centri estivi ricreativi per bambini e ragazzi proposti dal Comune di Maranello per l’estate 2026. Le attività sono rivolte ai bambini che frequentano nidi, scuole d’infanzia e scuole primarie nell’anno scolastico 2025/2026 e sono suddivise per fasce di età (1-3 anni, 3-6 anni, 6-11 anni).

Il centro estivo 1-3 anni si svolgerà al nido d’infanzia Le Coccinelle dal 1 al 31 luglio con giochi d’acqua, laboratori grafico-pittorici, manipolazioni, travasi, letture animate. Il centro estivo 3-6 anni si terrà alla Scuola d’infanzia Cassiani, sempre dal 1 al 31 luglio, con giochi d’acqua, attività espressive, psicomotricità, drammatizzazioni. Per la fascia di età 1-6 anni le proposte riguardano bambini con genitori che lavorano entrambi. Per la fascia 6-11 anni, infine, alla Scuola Primaria Stradi dall’11 giugno al 31 luglio si effettueranno giochi di gruppo, attività ludico-sportive, laboratori. Le tariffe dei centri estivi 3-6 anni e 6-11 anni per gli utenti non residenti nel Comune di Maranello saranno definite e comunicate alle famiglie entro metà maggio 2026. Le iscrizioni si raccolgono online dal 15 al 30 aprile compresi; contestualmente alle iscrizioni verranno raccolte anche le richieste di agevolazione tariffaria (in base a ISEE, parametri socio sanitari e numero figli frequentanti i servizi). Per i bambini e ragazzi con disabilità certificata è stata definita una progettazione educativa individualizzata in accordo con la famiglia; i bambini in relazione all’età potranno essere inseriti nei centri estivi comunali o in altri centri estivi del territorio. Anche per l’estate 2026, inoltre, è prevista la possibilità di richiedere contributi per la frequenza dei centri estivi comunali e privati aderenti al Progetto Conciliazione vita-lavoro. La domanda potrà essere presentata nel mese di giugno. Maggiori informazioni saranno rese note con specifica comunicazione. Oltre ai centri estivi comunali sono previste proposte ricreative da parte di altri soggetti del territorio (Polisportiva di Maranello, Maranello Gold Academy, The English Corner, Parrocchia di Maranello). Per informazioni ci si può rivolgere al Servizio Istruzione del Comune di Maranello, tel: 0536 240042 e-mail: istruzione@comune.maranello.mo.it.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, martedì 14 aprile 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, martedì 14 aprile 2026Molto nuvoloso o coperto con deboli precipitazioni sparse, piu’ intense sul settore centro-occidentale e sui rilievi orientali, localmente anche a carattere di rovescio ed in attenuazione dalle ore serali.

Temperature temperature minime attorno a 13 gradi; massime comprese tra 15 e 18 gradi. Venti deboli moderati nord-orientali con rinforzi sulla costa, sul mare e lungo i crinali appenninici. Mare mosso, con moto ondoso in graduale attenuazione.

(Arpae)

La storica scalata del Sassuolo in Serie D: una cena per celebrare l’impresa

La storica scalata del Sassuolo in Serie D: una cena per celebrare l’impresaNella stagione 1967/68, l’U.S. Sassuolo scrisse una delle pagine più romantiche della sua storia, conquistando la promozione dalla Prima Categoria alla Serie D. Fu un trionfo arrivato al fotofinish, deciso soltanto all’ultima giornata di un campionato combattutissimo.

I neroverdi riuscirono a chiudere il torneo al primo posto, superando di un solo punto la Salvarani Parma, che aveva vinto il proprio incontro il giorno precedente, mettendo massima pressione sulla squadra sassolese.

L’atto finale fu una vera battaglia sportiva, risolta nei minuti conclusivi: un cross perfetto del terzino Campani dalla fascia destra trovò pronto De Spini, il cui gol sigillò la vittoria e il salto di categoria. Resta vivo nel ricordo dei tifosi anche un dettaglio scaramantico: per quella sfida decisiva, il Sassuolo scelse di non indossare i colori tradizionali, scendendo in campo con una maglia rosso-granata.

Per onorare e tramandare il valore di questo primo storico successo, la sezione di Sassuolo dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport ha indetto una cena celebrativa. L’evento si terrà giovedì 16 aprile presso lo Sporting Club di San Michele. Sarà un’occasione unica per rivivere quelle emozioni insieme ai protagonisti di quell’indimenticabile impresa.

Vinitaly 2026, oggi l’inaugurazione del padiglione Emilia-Romagna

Vinitaly 2026, oggi l’inaugurazione del padiglione Emilia-RomagnaNovanta espositori, dai Colli Piacentini alla Romagna, con i loro tesori: rossi, bianchi, fermi, frizzanti. Tredici masterclass, ovvero ‘lezioni magistrali’ dedicate ai vini regionali e al loro legame con il territorio di produzione. Ancora, il ristorante dello chef stellato Carlo Cracco, che produrrà piatti di grande livello e piadine gourmet con le 45 Dop e Igp regionali.

Con l’apertura di una forma di Parmigiano Reggiano Dop speciale serigrafata, è stato inaugurato oggi a Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e dei distillati a Veronafiere, il padiglione numero 1, ‘storica’ casa dell’Emilia-Romagna. Uno spazio che, anche per l’edizione 2026, è ricco di novità, non solo grazie a una nuova veste grafica, ma con un nuovo racconto: quest’anno, la regione si presenta alla principale vetrina internazionale del settore vitivinicolo affiancando, per la prima volta al racconto del vino, l’offerta turistica regionale, mettendo in relazione produzioni, territori e destinazioni.

All’interno del padiglione 1, accanto alle cantine, al Consorzio Parmigiano Reggiano, al Consorzio di Tutela del Lambrusco, al Consorzio Vini di Romagna, al Consorzio di Tutela Vini dei Colli di Parma e al Consorzio Emilia-Romagna, sono presenti anche le tre Destinazioni turistiche dell’Emilia-Romagna, con proposte dedicate all’enogastronomia: dalla Food Valley di Visit Emilia, che valorizza il binomio tra salumi e vini dei Colli Piacentini e di Parma, al Territorio turistico Bologna-Modena, centrato sull’asse Lambrusco-Pignoletto e sulle eccellenze della tradizione gastronomica; fino a Visit Romagna, che punta su vini come Sangiovese, Albana, Rebola e sui vitigni autoctoni legando il vino al benessere e alla vacanza attiva. Una presenza articolata che traduce in modo operativo un modello di promozione integrata, in cui il vino diventa leva di accesso ai territori e alle esperienze, contribuendo a rafforzare la presenza sui mercati e l’attrattività turistica della regione.

A tagliare il nastro del padiglione Emilia-Romagna 2026, il presidente della Regione, Michele de Pascale, la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini, l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, l’assessora al Turismo, Roberta Frisoni, gli chef stellati Carlo Cracco e Massimo Bottura, e la madrina, Simona Ventura. Presenti anche Davide Frascari, presidente dell’Enoteca Regionale Emilia-Romagna; Andrea Segrè, presidente di Casa Artusi; Maddalena Fossati, una delle promotrici della Cucina italiana patrimonio Unesco.

“Non possiamo che essere orgogliosi della qualità della produzione emiliano-romagnola, in vetrina a Vinitaly- afferma il presidente de Pascale-. I nostri vini sono frutto del lavoro e della passione di tante cantine, imprese agricole e produttori, con la collaborazione dei Consorzi di tutela. Anche per l’edizione 2026 l’Emilia-Romagna dimostra di saper lavorare insieme e si presenta unita al Vinitaly: abbiamo scelto di costruire una presenza che non racconta solo il prodotto, ma anche i territori e le esperienze che lo rendono unico, mettendo in relazione vino e offerta turistica. È in questa direzione che abbiamo coinvolto le Destinazioni turistiche regionali all’interno del padiglione, perché il vino è sempre più una porta di accesso ai nostri territori. Una strategia che sosteniamo con risorse concrete: nel biennio 2025-2026 abbiamo messo a disposizione 25 milioni di euro per la promozione dei prodotti a indicazione geografica, cibo e vino, rafforzando al tempo stesso la capacità di attrazione e la presenza sui mercati internazionali, in un contesto segnato da forti cambiamenti della domanda e da una crescente competizione tra sistemi produttivi. Un impegno che valorizza un comparto che non rappresenta soltanto un valore economico, ma anche coesione sociale e presidio dei territori- conclude il presidente-. La qualità delle nostre produzioni merita risultati ancora più ambiziosi di quelli conseguiti fin qui, per questo non dobbiamo e non vogliamo accontentarci. Uno degli obiettivi del nostro mandato nelle politiche agroalimentari è proprio quello della valorizzazione delle produzioni: un impegno chiaro che abbiamo preso con i nostri produttori e che segnerà un vero e proprio cambio di passo nella strategia regionale che condivideremo con chi ogni giorno lavora per rendere protagonista la nostra regione anche oltre i confini nazionali”.

“Il vino emiliano-romagnolo è uno degli elementi più forti dell’identità e della capacità competitiva della nostra regione, e a Vinitaly si presenta con un valore aggiunto in più- sottolineano la sottosegretaria Rontini e gli assessori Mammi e Frisoni-. La scelta di affiancare, all’interno del padiglione, le Destinazioni turistiche regionali a cantine e Consorzi rappresenta un passaggio importante nel modo in cui raccontiamo l’Emilia-Romagna: il vino non è un prodotto isolato, ma parte di un’esperienza che tiene insieme produzioni, territori e accoglienza. È su questa integrazione che vogliamo continuare a investire, per rafforzare il posizionamento della nostra regione sui mercati e intercettare una domanda sempre più orientata verso il turismo enogastronomico. Un ringraziamento va a tutto il sistema produttivo e delle cantine, che anche quest’anno si presenta unito a Vinitaly e contribuisce a rendere questa proposta credibile e competitiva”.

Lo stand, i 90 espositori e il turismo enogastronomico

Anche quest’anno Vinitaly ospita la varietà e la qualità dei vini dell’Emilia-Romagna, dove il comparto vitivinicolo si affianca a quello agroalimentare come uno dei pilastri dell’economia regionale. Le sei principali aree vitivinicole – dai Colli Piacentini alla Romagna – presenti nello stand raccontano un patrimonio fatto di vitigni iconici e produzioni sempre più orientate alla qualità, che tengono insieme la forza delle grandi cantine cooperative, con migliaia di soci, e il lavoro delle realtà private, spesso alla terza o quarta generazione, oggi sempre più concentrate su identità, originalità e valorizzazione delle produzioni, con una crescente attenzione al metodo classico e alle bolle.

Le 13 masterclass ospitate nello stand della Regione rappresentano uno degli strumenti attraverso cui il vino si lega direttamente al turismo enogastronomico. Dall’incontro dedicato ai vini Doc Colli di Parma, espressione della tradizione locale, al percorso “Emilia spumeggiante”, che attraversa territori e stili diversi, fino agli appuntamenti in programma nei giorni successivi – come “Piacenza-Rimini andata e ritorno: viaggio tra vini, colori e sapori” e “La riscossa del Romagna Sangiovese” – il programma propone un racconto che unisce degustazione, territorio e esperienza, valorizzando il vino come elemento centrale dell’identità regionale e dell’attrattività turistica.

Il premio Angelo Betti a Pierluigi Zama

Sempre nel corso della mattinata si è svolta la cerimonia di consegna del premio “Angelo Betti – Benemerito della vitivinicoltura italiana”, riconoscimento annuale di Veronafiere-Vinitaly alle personalità che, con il loro lavoro, contribuiscono a qualificare la produzione vitivinicola ed enologica in Italia e nel mondo. Il premio è stato assegnato a Pierluigi Zama, enologo e perito agrario, protagonista di un lungo percorso professionale all’interno di alcune delle principali realtà vitivinicole dell’Emilia-Romagna, tra cui Terre Cevico (Ra), Cantine Civ&Civ (Mo) e Agrintesa (Ra), dove opera tuttora.

Zama ha ricoperto anche incarichi di rilievo in ambito associativo e tecnico, come presidente della sezione Romagna di Assoenologi, vicepresidente nazionale e attuale consigliere dell’associazione, oltre che presidente della Commissione di degustazione Doc-Docg. Un impegno che nel tempo ha contribuito non solo allo sviluppo del settore, ma anche alla diffusione e alla qualificazione della cultura enologica dell’Emilia-Romagna a livello regionale e nazionale.

R14, chiusa per una notte la stazione di Bologna Casalecchio, in uscita per chi proviene dalla A14

R14, chiusa per una notte la stazione di Bologna Casalecchio, in uscita per chi proviene dalla A14Sul Raccordo Casalecchio (R14), per consentire lavori di pavimentazione, dalle 21:00 di mercoledì 15 alle 5:00 di giovedì 16 aprile, sarà chiusa la stazione di Bologna Casalecchio, in uscita per chi proviene dalla A14 Bologna-Taranto. In alternativa si consiglia di uscire alla stazione di Bologna Arcoveggio, sulla A13 Bologna-Padova.

Le congratulazioni di de Pascale alle due giovani emiliano-romagnole premiate dal Presidente Mattarella

“Dedizione, ascolto, generosità. Il riconoscimento che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha assegnato a Dalila Brocculi e Jasmeen Kaur premia l’impegno e la passione di queste due giovani con le quali mi complimento a nome di tutta la comunità regionale. Quello che Dalila e Jasmeen fanno è testimonianza di una solidarietà che si costruisce giorno per giorno, con passione e tenacia. Una solidarietà che è speranza e che supera le barriere, come quelle che hanno abbattuto gli alunni e le alunne della V A dell’Istituto Comprensivo “E. Rosetti” di Forlimpopoli. Anche a loro il nostro grazie per aver saputo trasformare la condivisione in un’occasione di crescita e inclusione”.

Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, in merito al riconoscimento di Alfiere della Repubblica assegnato dal Quirinale a Dalila Brocculi di Rimini e Jasmeen Kaur, di Fabbrico in provincia di Reggio Emilia. Le due sedicenni emiliano-romagnole sono tra i 28 giovani che nel 2025 si sono distinti per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Il tema scelto per l’edizione 2025 è “Sperimentare e comunicare la solidarietà”. Tra le classi che hanno ricevuto targhe di riconoscimento collettive, anche la classe V A dell’Istituto Comprensivo “E. Rosetti” (Plesso Scuola primaria “Don Milani”) di Forlimpopoli (FC).

Trasferta negativa per il Sassuolo che cade sul campo del Genoa

Trasferta negativa per il Sassuolo che cade sul campo del GenoaTrasferta amara per il Sassuolo, che cade 2-1 sul campo del Genoa allo Stadio Luigi Ferraris nella 32ª giornata di Serie A Enilive 2025/2026. I neroverdi, già forti dei loro 42 punti, pagano a caro prezzo un finale distratto dopo aver rimesso in piedi la gara nella ripresa.

Avvio vivace, poi la zampata rossoblù

La squadra di Fabio Grosso parte con personalità e crea subito pericoli: ci provano Andrea Pinamonti e Domenico Berardi, ma il portiere Justin Bijlow è attento. Il Genoa risponde con Vitinha, fermato da Arijanet Muric.

Al 18’, però, i padroni di casa passano: errore in costruzione del Sassuolo, palla che arriva a Ruslan Malinovskyi che dal limite trova l’angolino per l’1-0. I rossoblù, guidati in panchina da Daniele De Rossi, prendono fiducia e chiudono il primo tempo avanti.

Ripresa in 10 contro 10 e reazione neroverde

L’inizio della ripresa è subito turbolento: rosso per Berardi ed Ellertsson dopo un parapiglia negli spogliatoi. Il Sassuolo, nonostante l’inferiorità numerica, reagisce con carattere.

Al 57’ arriva il meritato pareggio: sugli sviluppi di un corner battuto da Armand Laurienté, il colpo di testa di Muharemovic viene respinto e Ismaël Koné è il più rapido nel tap-in per l’1-1.

I neroverdi sembrano avere l’inerzia dalla loro parte, con Koné e Thorstvedt a dettare i tempi e il Genoa costretto a difendersi.

Il finale punisce il Sassuolo

Quando la gara sembra avviarsi verso il pareggio, arriva la beffa. All’84’ Junior Messias sfonda sulla destra, salta l’uomo e serve un pallone solo da spingere in rete per Caleb Ekuban, che firma il definitivo 2-1.

Nel recupero il Sassuolo prova l’assalto, ma senza trovare il guizzo decisivo.

Analisi finale

Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca ai neroverdi: buona la reazione nella ripresa e il carattere mostrato in inferiorità numerica, ma pesano gli errori individuali e la disattenzione nel finale.

Per il Genoa tre punti fondamentali in chiave salvezza, mentre il Sassuolo resta a quota 42, con la permanenza in Serie A ormai consolidata ma con la sensazione di aver sprecato un’occasione per muovere ulteriormente la classifica.

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedì 13 aprile 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, lunedì 13 aprile 2026Molto nuvoloso o coperto con precipitazioni deboli al mattino sul settore occidentale della regione. Dalle ore pomeridiane precipitazioni deboli-moderate localmente anche a carattere di rovescio o temporale interesseranno l ‘intera area appenninica per poi estendersi anche alle aree di pianura dalle ore serali.

Temperature temperature minime attorno a 13-15 gradi . Massime in flessione attorno a 16/17. Venti deboli-moderati dai quadranti orientali con rinforzi sulle aree costiere e sul mare. Mare mosso sotto costa e molto mosso al largo.

(Arpae)

Si è svolta a Maranello la 65ma Assemblea di Avis Provinciale Modena

Si è svolta a Maranello  la 65ma Assemblea di Avis Provinciale ModenaSi è svolta, oggi sabato 11 aprile, al Convention Center del Museo Ferrari di Maranello la 65ª Assemblea di Avis Provinciale di Modena, il principale momento di confronto e indirizzo dell’associazione che ha visto la partecipazione dei delegati delle 48 Avis comunali ed equiparate della provincia in rappresentanza degli oltre 30.000 donatori modenesi.

Ad esporre la relazione del Consiglio la presidente Milena Storione, che ha presentato le attività dell’associazione modenese e i dati 2025 riguardanti donazioni e donatori. Il bilancio complessivo della raccolta di sangue, plasma e piastrine registra 57.577 donazioni totali, con una diminuzione di 1.372 unità rispetto all’anno precedente, pari a un calo del 2,3% rispetto ai numeri record del 2024.

La flessione riguarda in particolare la raccolta di sangue intero, che nel 2025 con 29.489 unità segna una riduzione di 1.783 donazioni rispetto al 2024 (-5,7%). Continua invece la crescita della raccolta di plasma, che si attesta sulle 26.505 unità, con un incremento di 578 donazioni (+2,2%). Un risultato che conferma la provincia di Modena come primo fornitore di plasma in Emilia-Romagna, contribuendo in modo significativo all’obiettivo dell’autosufficienza nazionale, non ancora raggiunto in Italia per questo componente del sangue fondamentale per la produzione di farmaci salvavita. Rimane invece negativo, seppur in lieve ripresa negli ultimi mesi dell’anno, l’andamento della raccolta di piastrine: nel 2025 sono state effettuate 1.583 donazioni, 167 in meno rispetto al 2024 (-9,5%).

I dati rilevano alcune criticità rispetto alle previsioni – dichiara la presidente Storione– dovute principalmente all’aumento degli appuntamenti non rispettati, a una riduzione degli accessi spontanei alla donazione, a più sospensioni legate a viaggi e malattie di origine tropicale, al calo significativo della donazione di piastrine. Nonostante questo, le nostre Avis comunali hanno reagito con responsabilità, intensificando le chiamate ai donatori e organizzando sedute straordinarie di raccolta. Siamo così riusciti a garantire le scorte necessarie per rispondere ai bisogni della nostra sanità. Ma occorre ribadire un messaggio chiaro: la donazione non è solo importante, è indispensabile. Ogni appuntamento mancato può tradursi in una difficoltà concreta per il sistema trasfusionale e soprattutto per gli ammalati”.

I donatori effettivi in provincia di Modena nel 2025 erano 30.166, a cui si aggiungono 816 volontari collaboratori. Un patrimonio umano di 30.982 persone, anche questo dato in flessione di 491 unità, l’1, 56% in meno rispetto all’anno precedente.

La difficoltà a garantire il ricambio generazionale richiede una riflessione attenta – continua la presidente – Vogliamo investire ancora di più sui giovani, nei luoghi dove vivono e si formano: scuole, università, società sportive, aziende, contesti nei quali dovremo essere sempre più presenti con continuità, linguaggi adeguati e iniziative mirate”.

Tra le principali linee di sviluppo per il 2026 sono previsti il rafforzamento delle attività di promozione nelle scuole, aziende e società sportive, nuovi percorsi formativi per volontari (“Volontari si diventa, non si nasce”), l’introduzione di strumenti digitali e l’innovazione gestionale, l’ampliamento delle collaborazioni con Azienda Sanitaria e istituzioni. Particolare attenzione sarà dedicata alla diffusione della cultura del dono tra i dipendenti pubblici, grazie a nuovi protocolli in definizione con la Provincia di Modena e con l’AUSL. ll 2026 sarà un anno strategico anche in relazione al riconoscimento di Modena Capitale Italiana del Volontariato, che vedrà anche Avis presente con le sue iniziative in collaborazione con le associazioni del dono AIDO e ADMO e con l’AUSL modenese.

Al di là dei dati e dei risultati – conclude la presidente – oggi ci preme rimarcare che, in un mondo lacerato dalle divisioni, il dono assume il valore ancora più profondo di gesto di pace, di solidarietà concreta, di responsabilità collettiva. AVIS continua a testimoniare che la cura dell’altro, la gratuità e la cooperazione sono strumenti essenziali per costruire legami e rafforzare la coesione sociale. E ancora una volta ribadiamo con fermezza un principio che ci guida da sempre: il sangue si dona, non si versa”.

All’Assemblea di Maranello molte le autorità presenti in rappresentanza delle istituzioni, del mondo della sanità, del mondo economico e del Terzo Settore, a riconoscimento del ruolo centrale dell’associazione nel tessuto sanitario e sociale del territorio. Sono intervenuti, il consigliere regionale Giancarlo Muzzarelli, il presidente della Provincia Fabio Braglia, il sindaco di Maranello Luigi Zironi con la vice sindaco Chiara Ferrari, la vice sindaco di Modena Francesca Maletti,  il consigliere di Avis Nazionale Maurizio Pirazzoli, il direttore del Centro Regionale Sangue Rino Biguzzi, Elisabetta Casali per AOU e Ausl, il responsabile del Servizio Trasfusionale del Policlinico Giovanni Ceccherelli, il direttore generale dell’ Ospedale di Sassuolo Stefano Reggiani, Silvia Ferrari per Unimore, il presidente della Fondazione Modena Matteo Tiezzi e la vice presidente della Fondazione Vignola Romana Rapini, il presidente del CSV Terre Estensi Alberto Caldana, oltre ai responsabili delle associazioni del dono AIDO e ADMO. A concludere i lavori l’intervento del presidente di Avis Regionale Emilia-Romagna Roberto Pasini.

Il vino dell’Emilia-Romagna torna protagonista a Vinitaly 2026: a Verona dal 12 al 15 aprile 90 espositori (+13% sul 2025) e un padiglione rinnovato

 

C’è una regione che si racconta attraverso i suoi vini, i territori e il lavoro quotidiano di migliaia di imprese. Un sistema fatto di tradizione e innovazione, grandi numeri e percorsi di qualità, che torna a Vinitaly, la principale manifestazione internazionale dedicata al settore vitivinicolo, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile, da protagonista.

È l’Emilia-Romagna, che si presenta all’edizione 2026 con un comparto strutturato e in crescita, capace di tenere insieme produzione, promozione e identità territoriale, e che trova nel vino una delle sue principali espressioni economiche e produttive. Il settore vitivinicolo regionale conta oltre 14mila imprese, una superficie vitata che supera i 52mila ettari, collocando l’Emilia-Romagna al quinto posto in Italia, e una produzione che, con la vendemmia 2025, ha raggiunto circa 5,37 milioni di ettolitri.

A questi dati si affianca una presenza consolidata sui mercati esteri: nel 2025 l’export del vino regionale ha raggiunto i 433 milioni di euro, confermando la capacità del sistema di mantenere una posizione stabile e riconoscibile a livello internazionale, sostenuta sia dalle grandi realtà cooperative sia da una rete sempre più ampia di cantine orientate alla valorizzazione delle denominazioni e alla costruzione di un’identità produttiva riconoscibile.

Il comparto vitivinicolo si inserisce in una filiera agroalimentare che vede l’Emilia-Romagna prima regione in Europa per prodotti Dop e Igp, con 45 denominazioni e una Dop Economy da 3,9 miliardi di euro, dove il legame tra vino, produzioni certificate e territori è uno dei fattori più rilevanti per l’attrattività e la presenza sui mercati.

A Verona l’Emilia-Romagna è presente con un padiglione completamente rinnovato, grazie al lavoro di Enoteca regionale Emilia-Romagna in collaborazione con la Regione e Apt Servizi, che ospita 90 espositori – in aumento del 13% rispetto allo scorso anno – all’interno di uno spazio progettato per valorizzare l’intera filiera e favorire l’incontro tra imprese, operatori e mercati. Tante le iniziative in programma, tra cui 16 masterclass dedicate ai vini dell’Emilia-Romagna, incontri, degustazioni e momenti di approfondimento dedicati alle principali denominazioni e ai vitigni del territorio, con un’attenzione particolare al rapporto tra vino, prodotti certificati e sistemi territoriali.

Cuore del padiglione, il ristorante firmato dallo chef Carlo Cracco, costruito a partire dalle produzioni Dop e Igp regionali: uno spazio che mette in relazione diretta vino, cucina e prodotti certificati, rafforzando il racconto unitario della Food Valley.

A inaugurare il Padiglione Emilia-Romagna, domenica 12 aprile, il presidente della Regione, Michele de Pascale, la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini, l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, l’assessora al Turismo, Roberta Frisoni, gli chef stellati, Carlo Cracco e Massimo Bottura, e la madrina, Simona Ventura. Presenti anche Davide Frascari, presidente dell’Enoteca Regionale Emilia-Romagna; Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano; Andrea Segrè, presidente di Casa Artusi; Maddalena Fossati, una delle promotrici della Cucina italiana patrimonio Unesco. Sempre domenica si svolgerà la cerimonia dei Benemeriti della vitivinicoltura italiana, con il conferimento del Premio Angelo Betti.

“Anche quest’anno l’Emilia-Romagna si presenta a Vinitaly con una filiera unita e riconoscibile, capace di esprimere qualità, identità e presenza sui mercati- afferma l’assessore Mammi-. Il vino è uno dei pilastri della nostra economia agricola e uno degli elementi che meglio raccontano i territori: tiene insieme lavoro, imprese e comunità, e rappresenta una componente decisiva della competitività del sistema regionale. Il contesto internazionale sta cambiando in modo rapido ed è segnato anche dalle tensioni geopolitiche e dai conflitti in corso, che stanno incidendo sull’economia globale, sugli scambi e sulla stabilità dei mercati. In parallelo, i consumi si orientano sempre più verso prodotti riconoscibili, cresce il peso della qualità e della sostenibilità e si rafforza la competizione tra territori e tra sistemi produttivi. Dentro questo scenario, la priorità è accompagnare le imprese vitivinicole nella promozione, nel rafforzamento dei mercati internazionali, valorizzando denominazioni, identità produttive e legame con i territori, garantendo condizioni che permettano alle aziende di continuare a investire e sostenere la propria presenza sul mercato”.

“È in questo quadro- prosegue Mammi– che si inserisce l’impegno della Regione per il settore: oltre 26 milioni di euro nel 2026 attraverso l’Ocm vino, di cui 12,5 milioni per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti e 6 milioni per gli investimenti delle imprese, insieme a ulteriori misure per la promozione sui mercati esteri e la sostenibilità; 25 milioni di euro nel biennio 2025-2026 per la promozione dei prodotti a indicazione geografica, cibo e vino; 500mila euro per il periodo 2026-2027 dedicati alle Strade dei Vini e dei Sapori; quasi 50 milioni di euro per le aziende agricole delle aree montane e con svantaggi naturali. È una scelta chiara: sostenere competitività, qualità e capacità di crescita del comparto”.

Il settore vitivinicolo in Emilia-Romagna

Con una superficie vitata di oltre 52.500 ettari e più di 14mila imprese, l’Emilia-Romagna si conferma tra le principali regioni vitivinicole italianequinta per estensione a livello nazionale. La vendemmia 2025 ha portato in cantina quasi 8 milioni di quintali di uva, per una produzione complessiva di circa 5,37 milioni di ettolitri di vino, a conferma di una filiera ampia e strutturata che attraversa l’intero territorio, dai colli piacentini alla Romagna. Un sistema che tiene insieme grandi realtà cooperative, capaci di sostenere volumi importanti e una presenza consolidata sui mercati, e una rete crescente di cantine orientate alla qualità, alla sperimentazione e alla valorizzazione delle denominazioni.

Accanto alla dimensione produttiva, si rafforza il percorso verso la sostenibilità: negli ultimi anni sono aumentate in modo significativo le superfici coltivate a biologico, passate da circa 4.600 ettari nel 2018 a oltre 5.800 nel 2025 (+24,6%), insieme alla crescita della produzione integrata, che ha raggiunto 7.800 ettari. Un’evoluzione che si affianca alla ricchezza del patrimonio varietale regionale, con il Trebbiano romagnolo vitigno più diffuso (circa il 29% delle superfici), seguito da SangioveseLambrusco nelle sue diverse espressioni e da una gamma ampia di varietà che contribuiscono a definire un’identità enologica diversificata e sempre più orientata alla qualità.

Il comparto vitivinicolo si inserisce in un sistema agroalimentare che vede l’Emilia-Romagna confermarsi Food Valley d’Italia, con 45 prodotti Dop e Igp e una Dop Economy che vale 3,9 miliardi di euro, in cui il vino rappresenta una componente centrale sia sul piano economico sia come elemento di attrattività territoriale, sempre più integrato con il turismo enogastronomico e con le politiche di valorizzazione dei territori.

I vigneti eroici e storici

In Emilia-Romagna i vigneti eroici (collocati in aree geografiche particolarmente impervie, dove la meccanizzazione è quasi impossibile) e storici rappresentano un patrimonio rilevante del paesaggio rurale e della memoria agricola, con un ruolo nella tutela della biodiversità e nella conservazione dei saperi tradizionali. Secondo lo Schedario vitivinicolo regionale, si contano 24 vigneti eroici in provincia di Piacenza e 5 vigneti storici, per complessivi 0,15 ettari, tra le province di Parma e Bologna.

A questi si aggiunge il caso di Modigliana, nell’Appennino romagnolo, territorio a storica vocazione vitivinicola dove la coltivazione della vite ha assunto nel tempo anche una funzione di presidio territoriale e contrasto allo spopolamento. Qui altitudine, bosco, marne (rocce sedimentarie composte da argilla e il carbonato di calcio) e arenarie contribuiscono a definire un modello produttivo orientato alla qualità e alla riconoscibilità.

Pur con una diffusione numericamente limitata, questi vigneti assumono un valore simbolico e strategico: rappresentano la continuità tra tradizione e innovazione, contribuiscono alla salvaguardia della biodiversità agraria e rafforzano l’identità territoriale, in cui qualità delle produzioni e qualità del paesaggio si intrecciano.

Solidarietà Lions, consegnate le borse alimentari al Comune

Solidarietà Lions, consegnate le borse alimentari al Comune

Si è rinnovato questa mattina il consueto appuntamento con la solidarietà firmato dal Lions Club Sassuolo. Il Club cittadino ha ufficialmente consegnato all’Amministrazione comunale le “Borse Alimentari”: un carico di generi di prima necessità destinato a sostenere i nuclei familiari del territorio che attraversano momenti di fragilità economica.

L’iniziativa, che si inserisce nel solco di una tradizione ormai consolidata, vede i Lions in prima linea nel contrasto alla povertà locale, trasformando lo spirito di servizio in aiuti concreti. Alla consegna era presente la Vicesindaco con delega alle Politiche Sociali, Serena Lenzotti, che ha ricevuto i beni a nome dell’ente per la successiva distribuzione tramite i canali dei servizi sociali.  “Un ringraziamento profondo va al Lions Club Sassuolo – ha affermato – per la costante sensibilità e il sostegno che non fa mai mancare alla nostra comunità.  Questi gesti non sono solo aiuti materiali, ma un segnale di vicinanza prezioso che rafforza la rete di protezione sociale cittadina.”

L’Amministrazione provvederà ora a far recapitare le borse alle famiglie individuate, garantendo che la generosità dei soci Lions raggiunga chi ne ha più bisogno.

Caccia alle forniture di gas. Turbo bollette e mercato a rilento. CISL: “ora analisi e strategie con il sindacato”

Caccia alle forniture di gas. Turbo bollette e mercato a rilento. CISL: “ora analisi e strategie  con il sindacato”

“Per il distretto ceramico modenese l’estate 2026 sarà il vero campo di battaglia, da qui in poi dovremo lottare per arrivare all’inverno con scorte di gas adeguate negli impianti di stoccaggio. Chiediamo totale protezione per questo comparto strategico: non possiamo permetterci che lavoratori e imprese paghino nuovi costi e nuovi rischi”.

Così Massimo Muratori, leader di Femca Cisl Emilia Centrale, alza lo scudo a difesa di un distretto che rappresenta l’87% della produzione nazionale e occupa 14.800 addetti. Il Un sistema senza gas non può funzionare: per questo il sindacato chiederà a Confindustria Ceramica un cruscotto periodico di monitoraggio su stoccaggi, prezzi, coperture contrattuali e possibili riflessi su turni, produzioni e occupazione. “L’emergenza energia si può affrontare solo con strategie perfettamente calibrate con chi rappresenta i lavoratori”, scandisce Muratori.

DOVE SIAMO

Al 9 aprile l’Italia aveva stoccaggi pari al 43,85% della capacità (89,28 TWh), quasi il doppio della media europea, ferma al 28,92%. È una base migliore di quella di molti altri Paesi ma qui c’è anche molta industria energivora. Le regole Ue 2025-2027 prevedono che tra il 1° ottobre e il 1° dicembre le scorte raggiungano il 90%. L’Associazione europea dei gestori delle reti di trasporto del gas (Entsog), nel recente rapporto Summer Outlook, avverte che per toccare quota 90 serviranno più acquisti di gas liquido, una vera ricerca a tutte le forniture disponibili e maggiore flessibilità del sistema. Senza questo mix, il rischio è di ritrovarsi a ottobre con stoccaggi attorno al 70%. Parte dunque la caccia al gas, con una competizione europea serrata mentre il mercato è nervoso, affamato di gas liquido e sempre esposto a shock geopolitici: ad esempio, gli analisti non sanno cosa attendersi, a novembre, dalle elezioni americane di metà mandato, specialmente se Trump dovesse perderle.

SCENARI E FATTI
Alla porta del distretto bussano uno scenario e un dato di fatto. Lo scenario, più remoto dopo la tregua Usa-Iran: stoccaggi sotto le attese, riduzione dei consumi, col piano del Mase (Ministero Ambiente e Sicurezza energetica) che prevede, in caso di emergenza e dopo l’esaurimento delle misure di mercato, possibili interruzioni per i grandi consumatori. Meno gas e inverno rigido sarebbero una combinazione pessima. Il dato di fatto: è in corso la tempesta perfetta fatta di bollette, mercato a rilento e la costosissima tassa europea sulle emissioni di CO₂, gli Ets.

BOLLETTE E MERCATO A RILENTO

Partiamo dalle bollette: il boom energetico potrebbe sfilare 180 milioni di extracosti alle imprese della ceramica italiana (solo il 30% di esse ha contratti a prezzo bloccato), e il distretto di Modena ne pagherà il conto più salato. Il mercato della piastrella non brilla: lo stop alle rotte verso i clienti del Golfo è stato un nuovo colpo. Tra la bassa modenese e il cuore del distretto, almeno 10 aziende hanno già attivato la cassa integrazione. C’è chi è già partito, chi lo farà a maggio e chi a luglio. Fonti imprenditoriali spiegano che diverse imprese sarebbero intenzionate a prolungare il periodo di stop dei forni che tradizionalmente scatta nel cuore d’agosto. Per Muratori “non è un allarme rosso, piuttosto è una forma fisiologica di organizzazione su cui il sindacato vigila”.

IL COSTO DEGLI ETS

Occorre assolutamente evitare il carico degli Ets, la tassa europea che tutto il territorio chiede di sospendere alla Commissione: sono già costati 130 milioni all’anno tra il 2021 e il 2025, circa 1 milione l’anno per ogni ceramica italiana. “In molti casi il peso di questa tassa si sta mangiando la capacità di investimento in ricerca e sviluppo, le aziende non ce la fanno a reggere entrambi. E se qui, dove apriamo le nuove strade della qualità, fermiamo l’innovazione, non va bene”, conclude Muratori.

 

 

 

Al Parco Ducale si e’ tenuto il “PROTEC 26.08 – Campo Informativo di Protezione Civile”

Al Parco Ducale si e’ tenuto il “PROTEC 26.08 – Campo Informativo di Protezione Civile”

Si è svolta oggi, sabato 11 aprile, una giornata intensa e formativa presso il Parco Ducale di Sassuolo, che ha ospitato il “PROTEC 26.08 – Campo Informativo di Protezione Civile”, in memoria di Luciano Vecchi. L’evento ha visto la partecipazione degli studenti degli Istituti Formiggini e Volta, protagonisti di un’iniziativa volta a diffondere la cultura della prevenzione e del soccorso.

Promosso dal Comune di Sassuolo in stretta collaborazione con le associazioni di volontariato locale e il CSV Terre Estensi ODV, il campo ha trasformato l’area verde in un vero e proprio polo operativo. I ragazzi non sono stati semplici spettatori, ma hanno vissuto un’esperienza immersiva, lavorando fianco a fianco con volontari esperti per apprendere le dinamiche di gestione delle emergenze.

Il programma della giornata è stato ricco di esercitazioni pratiche e dimostrative che hanno toccato i principali ambiti d’intervento:

  • Rischio idraulico e antincendio: tecniche di contenimento e gestione delle criticità boschive.
  • Soccorso e logistica: procedure di primo soccorso sanitario e il montaggio rapido delle tende ministeriali.
  • Tecnologia e ricerca: dimostrazioni sull’utilizzo dei droni per il monitoraggio dall’alto e il coinvolgente lavoro delle unità cinofile nella ricerca di persone disperse.

Al Teatro Carani appuntamento con la sesta edizione di Innovation Days 2026

Al Teatro Carani appuntamento con la sesta edizione di Innovation Days 2026

Si terrà mercoledì 15 aprile 2026 presso il Teatro Carani l’appuntamento con la sesta edizione di Innovation Days 2026, una giornata dedicata all’orientamento scolastico e professionale nell’era dell’Intelligenza Artificiale. L’evento, promosso dalle associazioni Uciim Modena-Sassuolo e Viceversa APS, con il patrocinio del Comune di Sassuolo e il sostegno di Confindustria Ceramica, si svolgerà dalle ore 9 alle 13 e dalle 14 alle 16.

Innovation Days si rivolge agli studenti delle classi quarte e quinte degli Istituti superiori del Distretto Ceramico (con la presenza anche di classi di terza media), ma anche a insegnanti, educatori, famiglie e cittadini interessati ai temi dell’orientamento, dell’innovazione e della cultura imprenditoriale. L’obiettivo è offrire strumenti concreti per aiutare i giovani a orientarsi nelle scelte future, alla luce delle profonde trasformazioni che l’Intelligenza Artificiale sta portando nel mondo del lavoro e nei processi produttivi, anche nel territorio sassolese.

Il programma della mattinata

La mattinata sarà dedicata agli studenti e al confronto diretto con esperti, imprenditori e professionisti. Dalle ore 9 sarà attiva un’area orientamento con corner informativi sui percorsi post-diploma, tra cui ITS Maker Academy. L’evento sarà aperto dai saluti di Maria Costi, Presidente della Commissione Scuola, Lavoro e Giovani della Regione Emilia-Romagna, e introdotto da Alessandra Borghi e Laura Corallo, cui seguiranno i saluti istituzionali del Comune di Sassuolo e di Confindustria Ceramica.

“Quest’anno nella giornata di Innovation Days, arrivata con successo alla sesta edizione, abbiamo voluto definire come punto focale “AI e lavoro futuro”, in quanto tutto inevitabilmente sta cambiando con l’arrivo, sempre più incisivo, dell’Intelligenza Artificiale – spiega Alessandra Borghi -.  Diversi contributi saranno tutti inerenti all’impatto  delle nuove tecnologie  nei diversi ambienti  formativi e di lavoro ma nello stesso tempo vogliamo e dobbiamo aiutare i nostri ragazzi affinché  tutto questa innovazione sia a supporto e non a sostituzione delle capacità ,delle competenze e soprattutto della loro creatività.”

I relatori di questa edizione offriranno infatti uno sguardo concreto sulle competenze richieste dal mercato del lavoro, sulle professioni emergenti e sulle opportunità occupazionali, con particolare attenzione alle competenze trasversali oltre a quelle tecniche e digitali. Interverrà il professor Simone Calderara, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con un approfondimento su “AI. Etica, opportunità e lavoro futuro”. Porteranno inoltre il loro contributo Giovanni Tardini di Simboolic, Anna Vignoli e Laura Cocu per il BOOM Innovation Hub di Bologna, Graziano Verdi, CEO di Italcer, Enrica Gibellini, Responsabile Education e Formazione di Confindustria Ceramica e Elena Sabattini di Cerform. A questi si affiancheranno il contributo di ITS Maker Academy e l’intervento di Adamo Cerioli, ricercatore e dottorando in Fisica presso l’Università di Parma.

Nel corso della mattinata saranno inoltre presentati i progetti innovativi delle scuole superiori del Distretto con le premiazioni a cura di Alice Bellelli, responsabile Marketing di Modula S.p.A.

Il laboratorio del pomeriggio: orientarsi con metodo

Nel pomeriggio, dalle 14 alle 16, il foyer del teatro ospiterà il laboratorio esperienziale: “6 Cappelli per Pensare e Intelligenza Artificiale. Come scelgo il lavoro adatto a me?”

Condotto dalla formatrice e giornalista Laura Corallo, in collaborazione con Tina de Falco, pedagogista ed esperta d’arte, il laboratorio è rivolto a cittadini in cerca di occupazione, studenti e persone interessate alla crescita personale e alla progettazione del proprio futuro professionale. Attraverso la metodologia dei “6 Cappelli per Pensare”, i partecipanti saranno guidati in un percorso pratico per sviluppare consapevolezza, capacità decisionali e pensiero critico, elementi fondamentali per affrontare un mercato del lavoro sempre più influenzato dall’Intelligenza Artificiale. L’attività prevede esercitazioni individuali, momenti di confronto e condivisione, con un numero massimo di 30 partecipanti per garantire qualità e interazione. Prenotazione alla mail uciimmodenasassuolo@gmail.com )

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 12 aprile 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 12 aprile 2026Aumento della nuvolosità già dalla mattinata con addensamenti più compatti sui rilievi dove saranno possibili piovaschi sparsi o deboli rovesci dal pomeriggio che, localmente, potranno estendersi anche alla pianura in particolare alla fascia costiera in serata.

Temperature minime comprese tra 12 e 13 gradi in pianura; massime che variano tra i 17/18 gradi della costa e i 19 gradi della pianura interna. Venti deboli orientali con rinforzi sulla costa. Mare poco mosso in mattinata con aumento del moto ondoso dal pomeriggio.

(Arpae)

Medio Oriente: si può comprendere il caos? A Formigine una riflessione con il docente dell’Unipop Matteo Pagliani

Medio Oriente: si può comprendere il caos? A Formigine una riflessione con il docente dell’Unipop Matteo Pagliani
foto: Ottani

In un periodo storico caratterizzato da conflitti internazionali, dove le vecchie certezze geopolitiche sembrano svanire, l’Università Popolare di Formigine rinnova il proprio impegno nel fornire alla cittadinanza strumenti di analisi critica. L’appuntamento è per martedì 14 aprile alle ore 20.30 presso la Sala Loggia (Piazza della Repubblica 5), per una conferenza dedicata alla complessità della situazione mediorientale.

L’incontro nasce dalla necessità di analizzare quanto accaduto dopo il 7 ottobre 2023, data che ha fatto precipitare la regione in un disordine senza precedenti. Attraverso l’intervento di Matteo Pagliani, docente Unipop ed esperto che negli ultimi anni ha già guidato il pubblico nella comprensione di scenari delicati come la guerra in Ucraina e le dinamiche del mondo islamico, si cercherà di ricomporre i pezzi di un puzzle distrutto. Il percorso di analisi toccherà i principali centri di crisi, da Beirut a Tel Aviv, da Teheran a Baghdad, cercando di fare luce su alleanze instabili e sulle attuali difficoltà del diritto internazionale.

Questa iniziativa riflette appieno la missione dell’Università Popolare di Formigine, che dal 2013 opera come istituto autonomo e apolitico per offrire percorsi di approfondimento. L’idea di fondo è che la conoscenza non debba esaurirsi in semplici incontri divulgativi, ma in vere e proprie lezioni dove ascolto, domanda e discussione permettano di sviluppare un pensiero autonomo. Con oltre 140 corsi e 40 docenti coinvolti nell’anno accademico in corso, l’università è diventata un punto di riferimento per l’intera provincia, accogliendo corsisti di ogni età, dagli undici ai novant’anni.

Oltre ai corsi curricolari, l’Università Popolare affianca attività complementari come viaggi culturali e visite guidate, consolidando un modello educativo che ha portato l’istituto a superare i 700 iscritti nell’ultimo anno. La partecipazione alla conferenza sul Medio Oriente rappresenta dunque un’ulteriore occasione per approfondire i temi dell’attualità e confrontarsi con la complessità del nostro tempo, offrendo a tutti i cittadini uno spazio di riflessione condiviso per comprendere meglio le dinamiche globali in corso.

 

Sindrome del bambino scosso, iniziative di sensibilizzazione in tutta la provincia modenese

Sindrome del bambino scosso, iniziative di sensibilizzazione in tutta la provincia modeneseOltre 150 città coinvolte, infopoint con operatori sanitari e monumenti storici illuminati di arancione. L’11 e il 12 aprile tornano le Giornate nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), per accendere i riflettori su un trauma cerebrale che, in un caso su quattro, può portare al coma o alla morte del bambino.

Come ogni anno, le Aziende sanitarie modenesi assieme ai Comuni e associazioni di volontariato, aderiscono alle Giornate di sensibilizzazione promuovendo varie iniziative su tutto il territorio provinciale.

A Modena sabato 11 aprile sarà allestito un infopoint in Piazza Mazzini, dalle ore 9 alle 19, grazie alla collaborazione tra operatori sanitari della Pediatria di Comunità, del Consultorio e della Neuropsichiatria Infantile di Ausl Modena, del reparto di Neonatologia e della Pediatria dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, saranno presenti anche volontari di associazioni che sostengono la genitorialità. Alle 11.30 saranno presenti all’infopoint la vicesindaca e assessora alla Sanità del Comune di Modena Francesca Maletti e il Direttore del Distretto sanitario di Modena Andrea Spanò e la Direttrice della Pediatria AOU di Modena Barbara Predieri. Per promuovere la sensibilizzazione verso questo tema, il Comune di Modena ha predisposto, nelle giornate 11 e 12 aprile, l’illuminazione di arancione delle fontanelle di Piazza Roma e del Diurno di Piazza Mazzini, in collaborazione con Hera spa.

A Modena e Sassuolo punto informativo anche nella sala d’attesa della Pediatria di Comunità (sede del Distretto sanitario) venerdì 10 aprile dalle ore 8:30 alle ore 13. A Castelfranco Emilia infopoint presso la Casa della comunità sabato 11 aprile al mattino e sempre nel Distretto di Castelfranco sarà allestito un banchetto informativo nella Casa della comunità di Bomporto lunedì 13 aprile al mattino. A Pavullo infopoint nell’atrio dell’Ospedale sabato 11 aprile dalle 9.30 alle 12.30.  A Mirandola infopoint in piazza Costituente sabato 11 aprile  dalle 10:30 alle 12, a Carpi infopoint nell’atrio dell’Ospedale, nella Pediatria ospedaliera e nel reparto di Ostetricia e Ginecologia domenica 12 aprile dalle 10.30 alle 12.

Promosse da Terre des Hommes e SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica), le Giornate rappresentano l’evento centrale della campagna NONSCUOTERLO!, nata nel 2017 per informare e sensibilizzare sulla Shaken Baby Syndrome: una condizione grave che può derivare dallo scuotimento violento di un neonato, spesso in risposta a un pianto inconsolabile. Un gesto che può avere conseguenze gravissime, ma che può essere evitato con una corretta informazione.

L’iniziativa, che nell’edizione 2026 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, è resa possibile grazie al coinvolgimento e al supporto operativo della Società Italiana di Pediatria (SIP), dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (ANPAS), della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), della Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile.

Quest’anno aderiscono all’iniziativa anche l’Associazione culturale pediatri (ACP), l’Associazione Italiana Massaggio Infantile (AIMI), l’Associazione Nazionale per l’Assistenza del Bambino in Ospedale (ANABO), la Federazione Nazionale Ordini e Professioni Infermieristiche (FNOPI) e Federfarma Milano, Lodi, Monza, Brianza, Foggia, Sassari e Verona, le cui farmacie diffonderanno video e materiali informativi della campagna.

 

COS’E’ LA SINDROME DEL BAMBINO SCOSSO.

E’ una grave forma di trauma cerebrale che deriva dallo scuotimento violento, anche solo per pochi secondi, di un bambino in tenera età in risposta a un pianto inconsolabile percepito come insostenibile.

Tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, infatti, il pianto dei lattanti raggiunge il periodo di massima intensità e può assumere caratteristiche tali per durata e imprevedibilità da innescare grande esasperazione nel genitore o in chi si sta occupando del bambino.

I neonati in questa fascia d’età sono particolarmente vulnerabili, ma la Sindrome del Bambino Scosso può colpire fino ai due anni di vita compromettendo per sempre il futuro e la crescita del bambino.

I danni sono gravissimi, tra cui cecità, tetraplegia, disturbi dell’apprendimento e del coordinamento motorio e in 1 caso su 4 il coma o la morte.

La Sindrome del Bambino Scosso è difficile da diagnosticare, così che spesso i bambini arrivano in Pronto Soccorso dopo esserne stati esposti più volte, prima che venga riconosciuta come riporta la “Prima indagine sui casi di bambini e bambine vittime di Shaken Baby Syndrome in Italia” realizzata da Terre des Hommes e dalla Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile.

 

COME PREVENIRE LA SHAKEN BABY SYNDROME.

Se il pianto del proprio bambino diventa insostenibile e si è fatto tutto quanto possibile per calmarlo, verificando il suo stato di salute e le sue esigenze primarie, bisogna lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi, fino a quando non si è riacquistato il controllo delle proprie emozioni. Ma non scuoterlo mai.

Se possibile, chiamare qualcuno, un amico o un famigliare che possa dare un supporto anche solo momentaneo. Questo può fare la differenza nella vita di un bambino.

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