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Turismo, Pasqua 2026: Emilia-Romagna sopra le attese tra costa, città d’arte e Appennino

Turismo, Pasqua 2026: Emilia-Romagna sopra le attese tra costa, città d’arte e AppenninoDalla neve dell’Appennino alle spiagge della Riviera, fino alle città d’arte: la Pasqua 2026 ha segnato per l’Emilia-Romagna un avvio di stagione sopra le attese, con presenze turistiche diffuse su tutto il territorio regionale. A sostenere il risultato anche l’aumento delle visitatrici e dei visitatori stranieri, provenienti in particolare dai mercati Dach (Germania, Austria e Svizzera), insieme a un sistema dell’accoglienza che ha retto al primo grande banco di prova della stagione.

Sulla costa, nei circa mille alberghi aperti per le festività, il tasso di occupazione si è attestato attorno al 70%, con punte oltre il 75% e livelli che hanno superato l’80% a Bologna, confermando una distribuzione ampia dei flussi tra Riviera e città d’arte. Buoni risultati anche per il turismo all’aria aperta, con i campeggi dei Lidi ferraresi – 2 strutture aperte su 9 – che hanno registrato presenze significative, mentre nelle Valli di Comacchio elevata l’affluenza di cicloturisti, con una componente crescente di turiste e turisti stranieri.

Stagione record, poi, per l’Appennino: al Cimone (Mo) sono stati 120 i giorni complessivi di apertura sulle piste, con ricadute importanti per le strutture ricettive, mentre al Corno alle Scale (Bo) l’innevamento costante ha fatto registrare il tutto esaurito, accompagnata dall’entrata in funzione della nuova seggiovia Cavone-Rocce, infrastruttura strategica anche in vista della stagione estiva.

Affluenza elevata, nelle città d’arte, poi, per mostre e musei: a Ravenna il Museo Byron ha superato i 1.000 visitatori tra sabato e lunedì, mentre a Forlì la mostra dedicata al Barocco ha contato circa 3mila ingressi nel solo weekend pasquale, raggiungendo le 30mila prenotazioni complessive dall’apertura.

Tornando al fine settimana di Pasqua, a Ferrara, il Palazzo dei Diamanti ha fatto registrare circa 5mila visitatori per la mostra dedicata a Warhol, Bologna ha coinvolto quasi 12mila persone (11.764) in visita alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee. A Modena, infine, 2.157 persone hanno visitato la Torre Ghirlandina con il 22% di stranieri provenienti da Spagna, Germania, Regno Unito, Polonia e Francia e, per quanto riguarda le esposizioni, 1.932 visitatori registrati per “Giorgio de Chirico. L’ultima metafisica” e poco meno di 1.500 tra Museo della Figurina, la mostra di Alessandro Lupi, “Così è, se ci appare”, e quella di Mishka Henner, “Seeing is Believing. Vedere per credere”.

“Questi dati ci consegnano un’indicazione chiara: l’Emilia-Romagna continua a essere una destinazione attrattiva e competitiva, capace di distribuire i flussi tra costa, Appennino e città d’arte e di valorizzare tutte le sue destinazioni- commentano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni-. Un risultato che è frutto di un lavoro strutturato che abbiamo portato avanti su più fronti: dalla promozione integrata del territorio alla qualificazione dell’offerta, fino al rafforzamento dell’accessibilità. In un contesto internazionale complesso, segnato da incertezze geopolitiche, crisi energetica, caro carburanti e cambiamenti nei comportamenti di viaggio, la nostra regione dimostra ancora una volta di saper intercettare nuovi flussi, in particolare dall’estero, e di offrire una proposta turistica credibile, diversificata e accessibile. È su questa capacità di tenuta e di crescita che vogliamo continuare a investire, lavorando insieme ai territori e agli operatori”.

“Dietro questi numeri c’è un lavoro preciso che, come Regione, stiamo portando avanti per rendere l’Emilia-Romagna più accessibile e più attrattiva- proseguono de Pascale e Frisoni-. Il potenziamento dei collegamenti ferroviari diretti con i mercati europei, a partire dal Monaco-Rimini con fermate a Bologna, Cesena, Rimini, Riccione e Cattolica e dal nuovo Zurigo-Rimini lungo l’asse della via Emilia, insieme alle 117 corse aggiuntive attivate per le festività, rappresenta un risultato concreto di questo percorso e sta già incidendo sui flussi. Allo stesso tempo, sul versante aeroportuale, la strategia regionale sta già producendo i primi effetti, come dimostrano le nuove rotte annunciate sugli scali di Forlì, Parma e Rimini, che ampliano la connessione con i principali mercati europei. È una linea chiara: puntare sul turismo internazionale, che rappresenta oggi il principale fattore di crescita. I segnali che stiamo registrando vanno in questa direzione e confermano la validità del lavoro avviato, che punta a rendere il territorio sempre più accessibile e competitivo, mettendo territori e operatori nelle condizioni di rispondere a una domanda in evoluzione”.

Oltre al potenziamento straordinario del servizio ferroviario in occasione delle festività, con 117 corse aggiuntive e oltre 70mila posti in più, è stato anticipato il ritorno del collegamento diretto Monaco-Rimini, che attraversa l’asse della via Emilia e serve direttamente il territorio con fermate a Bologna, Cesena, Rimini, Riccione e Cattolica, rafforzando in modo significativo l’accessibilità della Riviera e delle città d’arte, a cui si affianca quest’anno anche il treno Zurigo-Rimini, con 9 fermate in Emilia-Romagna – fino allo sviluppo dei collegamenti aerei, in particolare su Rimini, che rendono la Romagna sempre più connessa ai principali mercati europei. Un rafforzamento dell’accessibilità che si accompagna allo sviluppo dei collegamenti aerei, con nuove rotte internazionali sugli scali di Forlì, Parma e Rimini, e a un intervento strutturato della Regione sul sistema aeroportuale, finalizzato a sostenere attrattività, intermodalità e sviluppo coordinato. A questo si aggiungono le risorse per il triennio 2026-2028, per un valore complessivo di circa 34 milioni di euro, destinate alla promozione del territorio in Italia e all’estero e alla riqualificazione delle strutture ricettive, con l’obiettivo di sostenere gli investimenti delle imprese e migliorare la qualità complessiva dell’offerta.

“Un insieme di azioni che si inserisce in un lavoro più ampio di rafforzamento del posizionamento dell’Emilia-Romagna sui mercati internazionali, in particolare nei Paesi dell’area Dach, da cui continuano ad arrivare segnali di crescita della domanda, e che contribuisce a intercettare nuovi flussi turistici in un contesto internazionale in evoluzione- sottolineano de Pascale e Frisoni-. Oggi chi viaggia cerca destinazioni facilmente raggiungibili, esperienze diverse nello stesso territorio e un’offerta capace di tenere insieme mare, città d’arte, Appennino, natura, benessere ed enogastronomia. Una capacità di presentarsi come sistema che rappresenta uno dei punti di forza dell’Emilia-Romagna, valorizzando la qualità diffusa dei territori e rendendo sempre più integrata la proposta regionale. Il turismo, in questo quadro, non è soltanto un comparto economico, ma una leva di sviluppo territoriale su cui vogliamo continuare a investire per consolidare attrattività, presenze e opportunità lungo tutto l’arco dell’anno”.

Messa in sicurezza dell’Idice, il maxi piano dell’Agenzia regionale di Protezione civile

Messa in sicurezza dell’Idice, il maxi piano dell’Agenzia regionale di Protezione civileOltre 73 milioni di euro di interventi, di cui più della metà già conclusi e gli altri in corso, su sponde e argini. A questi si aggiungono più di 11 milioni di euro di lavori sulle opere idrauliche, per metà terminati. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza idraulica dell’ampia parte di pianura attraversata dal torrente Idice, nel tratto ‘inciso’, da San Lazzaro di Savena fino a Castenaso, dove l’alveo è delimitato da sponde, per giungere poi nel tratto arginato vero e proprio, che inizia a Vigorso e prosegue poi verso Budrio, Medicina e Molinella (Bo) fino ad Argenta (Fe).

È la mole di lavori messa in campo dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile in un’area che, tra l’alluvione di maggio 2023 e le ondate di maltempo estremo del 2024, è stata interessata da pesanti esondazioni del corso d’acqua a causa delle eccezionali quantità di pioggia cadute. In totale si tratta di 25 interventi post alluvione, per la gran parte già completati, per un finanziamento di 84,5 milioni di euro: risorse per lo più provenienti da ordinanze commissariali. Deve invece ancora essere progettato l’intervento da 7,2 milioni di euro affidato a Sogesid, società in house del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che supporta la struttura commissariale nella ricostruzione, per la riprofilatura delle sponde dell’Idice nel tratto compreso tra Castenaso e Vigorso. Qui il Centro Inail è stato gravemente colpito dalle alluvioni sia del maggio 2023 che dell’autunno 2024.

A fare il punto ieri pomeriggio, nel corso di un’assemblea pubblica a Castenaso (Bo) al centro socio-culturale ‘L’Airone’, il presidente della Regione, Michele de Pascale, e la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini. Presenti il vicecommissario straordinario alla ricostruzione, Gianluca Loffredo, il segretario generale AdBPo, Alessandro Delpiano, il direttore Area tecnica Bonifica Renana, Ilihc Ghinello, e i sindaci e le sindache dei Comuni interessati: Carlo Gubellini (Castenaso), Debora Badiali (Budrio), Matteo Montanari (Medicina), il delegato metropolitano alla ricostruzione post alluvione, Bruno Bernardi (Molinella), Andrea Baldini (Argenta).

“Dalla prima esondazione, a maggio 2023, non si è mai smesso di lavorare lungo il corso dell’Idice, che rappresenta una delle situazioni più complesse e delicate tra i nostri bacini fluviali- ha commentato de Pascale-. Oggi parliamo di tanti interventi che hanno interessato la pianura, in buona parte conclusi: sono in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, e finanziati in larga parte dalle ordinanze del commissario. Voglio però ricordare- ha proseguito il presidente- le nostre risorse, con cui abbiamo confermato l’impegno della Regione per la difesa del suolo: 19 milioni di euro, stanziati con il Piano triennale regionale 2025-2027 per il bacino del Reno; di questi, 6 milioni sono dedicati all’Idice e al Sillaro. Sempre in tema di interventi, mi auguro- ha aggiunto- che Sogesid faccia al più presto la parte che gli compete e avvii la progettazione del cantiere che gli è stato assegnato, tra Castenaso e Vigorso. Dopodiché, e lo sappiamo bene, servono il prima possibile opere strutturali di difesa. C’è il miliardo del Governo, messo in campo dal decreto 65, su cui noi ci stiamo confrontando: qui c’è AdBPo, la struttura commissariale, ci sono i rappresentanti dei territori. Tutti insieme- ha concluso- arriveremo quanto prima a individuare le priorità da realizzare”.

“L’Idice indubbiamente è una delle priorità di intervento, su cui la Regione si è concentrata da subito- ha ricordato la sottosegretaria Rontini-. Qui a Castenaso abbiamo fatto uno dei primi sopralluoghi, a gennaio del 2025, seguito, nello stesso pomeriggio, da una visita al cantiere di Budrio e a Molinella. Siamo consapevoli delle criticità, ma anche del grande sforzo fatto tutti insieme, in un confronto che non è mai venuto meno e che ha come obiettivo la messa in sicurezza del territorio e di chi lo abita”.

Gli interventi su sponde e arginature

Del pacchetto da 73,3 milioni di euro fanno parte 17 interventi: 10 conclusi, 7 in corso. Tra quelli già conclusi – per citare i più significativi – i lavori (2,5 milioni di euro) per il ripristino dell’officiosità idraulica dell’Idice con risezionamento di alcuni tratti arginati di seconda categoria nei Comuni di Budrio, Medicina, Molinella (Bo) e Argenta (Fe); i lavori di somma urgenza (3,7 milioni di euro) per il ripristino degli argini in destra e sinistra idraulica dell’Idice dopo la rotta avvenuta in corrispondenza della Località Motta in Comune di Budrio, a maggio 2023; l’intervento di ricostruzione arginale, tra Budrio e Molinella, dei 3,5 km a monte della rotta sempre di maggio 2023 (28,3 milioni di euro); la somma urgenza per la rotta di settembre 2024 (6 milioni di euro) e un’altra somma urgenza in zona Riccardina (2 milioni di euro); ancora, gli interventi (1 milione di euro) di manutenzione straordinaria su opere di difesa idraulica lungo le aste dei torrenti Idice e Savena, nel comune di San Lazzaro.

Tra i cantieri in corso, c’è quello da 20 milioni di euro (da ordinanza commissariale) che completa l’intervento, già concluso, tra Budrio e Molinella di ricostruzione degli argini: proseguono i lavori di riallineamento, consolidamento arginale nei tratti non direttamente coinvolti nel primo intervento, gestione della vegetazione di valle; il termine è previsto per marzo 2027. Altro significativo intervento in corso è quello di manutenzione straordinaria e di miglioramento dell’officiosità idraulica del torrente tra Budrio, Molinella, Medicina, Argenta (3 milioni di euro).

Da segnalare anche il potenziamento idraulico dell’Idice nel tratto tra le località Vigorso e Riccardina: si stanno svolgendo lavori per 950mila euro, con risorse provenienti dal Triennale regionale 2025-2027. Con 1,3 milioni sempre dal Triennale, sono in corso lavori di manutenzione ordinaria finalizzate al Servizio di piena dei bacini dei torrenti Idice e Sillaro e altri due interventi (rispettivamente da 600mila euro e poco meno di 1 milione di euro) per la manutenzione ordinaria della vegetazione dei due bacini.

Gli interventi sulle opere idrauliche

Con più di 11 milioni di euro, sono stati finanziati 8 interventi, 4 conclusi e 4 in corso. Tra i più significativi, la manutenzione straordinaria (conclusa) del manufatto di manovra “Chiavicone” per la sostituzione delle paratoie e del relativo impianto di movimentazione (2,5 milioni di euro); la somma urgenza (3,5 milioni di euro), terminata, per il ripristino delle coronelle delle chiaviche Accursi, Brocchetti e Cardinala e dell’arginatura dell’Idice oggetto di rotta nel tratto adiacente alla Chiavica Cardinala (territori di Argenta e Molinella); la manutenzione straordinaria – in corso – del manufatto di manovra Chiavica Brocchetti, nella campagna di Argenta, per la sostituzione delle paratoie e del relativo impianto di movimentazione (1,3 milioni di euro). In corso di realizzazione, sempre nel territorio di Argenta, la manutenzione straordinaria del manufatto di manovra “Chiavicone” per la sostituzione delle tre coppie di porte Vinciane centrali (1,7 milioni di euro).

Interventi in programma

Con risorse del Triennale regionale 2025-2027, a partire dall’anno prossimo si interverrà sulla manutenzione ordinaria della rete idrografica dei bacini Idice-Sillaro (865mila euro di finanziamento) e sulle manutenzioni ordinarie finalizzate al Servizio di Piena dei due bacini (873mila euro). I lavori interesseranno i territori di Argenta, Bologna, Budrio, Castel San Pietro, Castenaso, Conselice, Dozza, Imola, Medicina, Molinella.

L’11 e il 12 aprile le Giornate di prevenzione della Sindrome del bambino scosso, le Torri della Regione si illuminano di arancione

Bastano pochi secondi di violento scuotimento da parte del genitore o di un adulto, in preda all’esasperazione per un pianto prolungato o alla stanchezza per le notti insonni, per causare nel neonato conseguenze permanenti e in molti casi letali.

É la cosiddetta Sindrome del bambino scosso (Sbs), una grave forma di trauma cerebrale infantile che secondo il report 2023 della Fondazione ‘Terre des Hommes’ colpisce nei Paesi industrializzati tra i 14 e i 40 casi ogni 100mila bambini, con un’incidenza in Italia stimata in circa una trentina.

In vista delle due giornate nazionali di prevenzione, previste per l’11 e 12 aprile, la Regione Emilia-Romagna ha sottoscritto con Terre des Hommes un protocollo d’intesa triennale per sviluppare azioni comuni di sensibilizzazione e sostegno alla campagna. Inoltre, nelle due giornate le Torri della Fiera District di Bologna, sede della Regione, saranno illuminate di arancione, colore simbolo della campagna, così come il Palazzo del Podestà, sempre nel capoluogo, le fontane di piazza Roma e il Diurno di piazza Mazzini a Modena e la fontana del Masini a Cesena. Proprio Bologna, Modena e Cesena ospiteranno tre infopoint, coordinati dalla Regione e dedicati a ciascuna area vasta, con la partecipazione di operatori per le famiglie, medici, volontari e associazioni di sostegno alla genitorialità.

Iniziative sono previste in tutto il territorio regionale. L’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, sarà domenica 12 aprile alle ore 10 al punto informativo di piazza Garibaldi, a Parma.

“L’Emilia-Romagna ha scelto di supportare la campagna di sensibilizzazione di Terre des Hommes, firmando, prima Regione in Italia, un protocollo che prevede azioni concrete di diffusione e sensibilizzazione delle famiglie su questo tema- spiega Fabi-. Diventare genitori, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino, può rappresentare una prova emotiva e nervosa molto pesante: è importante stare loro vicini fin prima della nascita, informandoli dei rischi e di come evitare conseguenze che possono essere irreparabili. E sempre come Regione- prosegue Fabi-, da tempo siamo attivi nella formazione degli operatori sanitari con programmi dedicati ad affrontare il pianto dei bimbi”.

Promosse da Terre des Hommes e Simeup (Società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica), le Giornate rappresentano l’evento centrale della campagna NONSCUOTERLO!, nata nel 2017 per informare e sensibilizzare sulla Sbs. L’iniziativa, che nell’edizione 2026 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, è resa possibile grazie al coinvolgimento e al supporto operativo della Società italiana di pediatria (Sip), dell’Associazione nazionale Pubbliche assistenze (Anpas), della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), della Rete ospedaliera contro il maltrattamento infantile.

Il protocollo d’intesa

La Regione e Terre des Hommes lavorano insieme per integrare le diverse forme di prevenzione – attuate in famiglia, nei servizi educativi, sociali e sanitari, nelle scuole e nelle comunità – all’interno di un sistema di protezione efficace e coordinato, basato sulla collaborazione interistituzionale e sul coinvolgimento della cittadinanza. L’obiettivo comune è quello di proteggere le persone di minore età da ogni forma di violenza, sia essa nel mondo offline, sia in quello digitale, in particolare per quanto riguarda la Sindrome del bambino scosso.

In particolare, la Regione si impegna a promuovere la conoscenza e la comunicazione pubblica di tutte le iniziative realizzate nella cornice del protocollo e a sostenere la campagna ‘NONSCUOTERLO!’.

I tre infopoint e le altre iniziative

A Bologna il punto informativo sarà allestito l’11 in piazza del Nettuno, a pochi passi dal Comune, dalle 10 alle 18: medici, infermieri, ostetriche del Sant’Orsola e dell’Ausl, insieme ai volontari di Casa Maternità il Nido, L’Isola che c’é, Il Faro, Il Melograno, Centro per le famiglie ACP associazione culturale pediatri, svolgeranno attività di informazione e sensibilizzazione. Sempre sabato e domenica, gli altri due infopoint in piazza Mazzini, a Modena, e ai portici di Corso Mazzini a Cesena, di fronte al Palazzo del Ridotto.

Oltre a quella di Parma, altre iniziative sono previste in piazza don Zucchi a Cavezzo (Mo), al presidio ospedaliero di Vaio-Fidenza (Pr), al centro commerciale Il Globo di Lugo (Ra), all’ingresso del Nuovo Ospedale dei Bambini e in piazza Garibaldi a Parma, nell’atrio dell’Ospedale di Pavullo (Mo), al Pronto soccorso pediatrico dell’Ospedale di Piacenza, nella sede Anpas di Ventasso (Re).

La Sindrome del bambino scosso

Colpisce i neonati tra le 6 settimane e i 6 mesi di vita, ovvero la fase di sviluppo normale e temporanea in cui piangono di più, spesso senza apparente motivo e per periodi molto prolungati. Lo scuotimento da parte dell’adulto può provocare danni gravissimi, dal momento che i loro muscoli del collo sono deboli, la testa è proporzionalmente più grande e il loro cervello è ancora in fase di sviluppo. In un quarto dei casi, l’esito è letale. Tra il 2018 e il 2023, in Italia sono stati segnalati 47 casi in 7 ospedali partner della Rete ospedaliera di prevenzione del maltrattamento infantile (Torino, Milano, Padova, Genova, Firenze, Bari, Napoli). Tra il 2015 e il 2023, 8 casi sono stati registrati al Sant’Orsola di Bologna.

Cosa fare

Il pianto del bambino, nei primi mesi di vita, sembra davvero inconsolabile. Di fatto, piangere è l’unico strumento che il neonato ha per comunicare: può avere fame, sonno, caldo, freddo, il bisogno di essere cambiato o semplicemente di coccole o del contatto fisico per essere rassicurato. Ma se il pianto non si ferma e diventa davvero esasperante, la cosa migliore da fare, se non lo si riesce più a gestire e a sopportare, è lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi fino a quando non si è riacquistato un certo equilibrio. O in alternativa, chiedere aiuto ad altri membri della famiglia o amici e, nei casi più importanti, lasciare che un medico visiti il bambino, se ci sono dei dubbi sul suo stato di salute.

Gli strumenti messi in campo dalla Regione Emilia-Romagna

La ‘cartella del neonato e della neonata’ viene consegnata a tutti i genitori al momento della dimissione dopo il parto e contiene schede su temi rilevanti, tra cui quella sul pianto con informazioni per la prevenzione della Sbs.

Tra le raccomandazioni contenute nel quarto volume dei quaderni ‘Prevenzione del maltrattamento-abuso nell’infanzia e nell’adolescenza’, si raccomanda la presentazione e distribuzione di materiale divulgativo sulla Sbs per aumentare la capacità dei genitori di gestire il pianto del bambino. Inoltre, sono raccomandati programmi da attuare negli ospedali per consigliare i genitori stessi su come comportarsi di fronte a pianti inconsolabili. Infine, la Regione forma in maniera trasversale personale della salute, del sociale, dell’educativa 0-3 anni, del Terzo settore e la cittadinanza tramite corsi di formazione a distanza che affrontano il tema della Sbs.

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 10 aprile 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 10 aprile 2026Ampie schiarite al mattino su tutta la regione. Nel pomeriggio ed in serata transito di velature piuttosto estese e compatte, con addensamenti più consistenti sui rilievi occidentali, dove potranno verificarsi deboli piovaschi.

Temperature minime in lieve diminuzione, comprese tra 8 e 12 gradi; massime stazionarie o in lieve aumento nelle pianure interne con valori compresi tra i 17/18 gradi della costa ed i 22 gradi del piacentino. Venti deboli, in prevalenza orientali. Mare poco mosso.

(Arpae)

Zerosystem: a Modena un unico partner per la gestione dell’ufficio a 360°

Zerosystem: a Modena un unico partner per la gestione dell’ufficio a 360°Negli ultimi anni il modo di lavorare è cambiato profondamente.
Le aziende e gli studi professionali si trovano a gestire ambienti sempre più complessi, in cui tecnologia, organizzazione degli spazi e strumenti di comunicazione devono integrarsi in modo efficace.

Non si tratta più solo di dotarsi di singoli strumenti, ma di costruire un sistema che funzioni davvero nel quotidiano, semplificando le attività e supportando il lavoro delle persone.

In questo scenario, anche il ruolo dei fornitori evolve. Oggi le imprese cercano partner in grado di offrire soluzioni complete, flessibili e sostenibili nel tempo.

È proprio in questa direzione che si inserisce il percorso di crescita di Zerosystem realtà con sede a Modena, in Via Cassiani 191/A, da anni al fianco di aziende e studi professionali nella gestione delle macchine office e dei sistemi documentali.

Un’esperienza consolidata sul territorio, in particolare tra Modena e provincia, con operatività estesa anche alle aree di Reggio Emilia e Bologna, che ha permesso all’azienda di sviluppare un approccio concreto e orientato alle reali esigenze dei clienti.

Oggi Zerosystem evolve ulteriormente grazie all’ingresso nel Makhymo Group, ampliando la propria offerta e proponendosi come interlocutore unico per la gestione dell’ufficio.

Accanto alle soluzioni di stampa digitale, infatti, si affiancano servizi dedicati all’informatica aziendale, alla progettazione degli spazi di lavoro e alle soluzioni per la comunicazione visiva, come monitor per digital signage e lavagne interattive.

Un aspetto sempre più apprezzato dalle imprese è la possibilità di accedere a queste soluzioni tramite formule di noleggio operativo, che consentono di utilizzare tecnologie aggiornate senza immobilizzare capitale, con costi certi e pianificabili nel tempo.

Gestire fornitori diversi per stampa, IT, arredo e tecnologia significa spesso aumentare la complessità e rallentare i processi. Al contrario, un sistema integrato consente di ottimizzare tempi, ridurre gli imprevisti e migliorare l’efficienza complessiva.

Dalla rete informatica alla disposizione degli spazi, fino agli strumenti utilizzati per comunicare e collaborare, ogni elemento contribuisce oggi al funzionamento dell’azienda. Per questo motivo è sempre più importante avere una visione d’insieme.

Zerosystem si propone come partner capace di accompagnare le imprese in questo percorso, unendo esperienza, presenza sul territorio e una proposta completa costruita insieme al gruppo Makhymo.

Il risultato è un approccio che mette al centro le esigenze reali delle aziende, con soluzioni su misura, aggiornamento costante delle tecnologie e un supporto continuo nel tempo.

Un’evoluzione naturale che guarda al futuro, mantenendo i valori che hanno sempre contraddistinto l’azienda: affidabilità, competenza e attenzione concreta al cliente.

Un percorso che può essere approfondito direttamente con il team Zerosystem, per individuare le soluzioni più adatte alle esigenze specifiche di ogni realtà.

Zerosystem s.r.l.  Via Cassiani 191/A- Modena – tel. 059/314914  zerosystem.it 

 

Lupi e avvistamenti in pianura: sabato 11 aprile a Maranello incontro per tutti i cittadini

Lupi e avvistamenti in pianura: sabato 11 aprile a Maranello incontro per tutti i cittadini
Mabic ph Oscar Ferrari

Sabato 11 aprile alle ore 15 alla Biblioteca Mabic è in programma “Al lupo, al lupo!”, incontro pubblico aperto a tutti i cittadini: si parla di avvistamenti di lupi in pianura, tra allarmi e realtà scientifiche. Interviene il dott. Luigi Molinari del Wolf Apennine Center del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, centro permanente di riferimento per la gestione del lupo su scala interregionale.

Temperature sopra la media di questi giorni e scarsa ventilazione, attivata da oggi la fase di attenzione per incendi boschivi nelle province emiliane da Piacenza a Bologna

Temperature sopra la media di questi giorni e scarsa ventilazione, attivata da oggi la fase di attenzione per incendi boschivi nelle province emiliane da Piacenza a BolognaDa oggi viene attivata la fase di attenzione per incendi boschivi nelle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, che passano così in fascia gialla, ovvero a rischio medio. Restano, invece, in verde Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Il provvedimento, valido fino al 19 aprile, si è reso necessario a seguito della gravità e del numero dei fenomeni che si sono verificati sul territorio nell’ultimo periodo. Se le analisi evidenziano, nel complesso, una buona disponibilità idrica nei suoli, con livelli di umidità generalmente elevati, in alcuni casi prossimi alla saturazione, soprattutto nelle aree appenniniche, tuttavia, le temperature sopra la media registrate negli ultimi giorni, associate a scarsa ventilazione, hanno interessato in particolare le zone di pianura e gli strati superficiali del terreno.

Nonostante gli indici di pericolosità per la propagazione degli incendi si mantengano su valori bassi, gli episodi recenti – tra cui l’incendio sviluppatosi nell’area dell’Alto Reno, al confine tra le province di Bologna e Pistoia – dimostrano la presenza di condizioni locali che possono favorire l’innesco e la diffusione del fuoco, soprattutto nel sottobosco. Tali eventi possono verificarsi infatti anche in presenza di apparente umidità, in particolare nelle aree montane prima della piena ripresa vegetativa.

Misure e raccomandazioni

Durante il periodo di attenzione, sono consentite le attività di abbruciamento di residui vegetali derivanti da lavori agricoli e forestali solo nel rispetto di precise condizioni di sicurezza: esclusivamente in assenza di vento; nelle ore mattutine e in presenza di condizioni ottimali di umidità; con obbligo di spegnimento dei fuochi entro le ore 11.00; nel rispetto della distanza minima di 100 metri da boschi, castagneti, tartufaie, pioppeti, impianti di arboricoltura da legno e terreni arbustati o cespugliati.

Si raccomanda la massima prudenza nello svolgimento di qualsiasi attività che possa generare inneschi, anche accidentali.

Numeri utili

In caso di avvistamento di un incendio boschivo o di comportamenti a rischio è possibile contattare gratuitamente il 112 numero unico di emergenza (Nue) e il 1515 – numero dell’Arma dei Carabinieri-specialità forestale per segnalare illeciti e comportamenti a rischio di incendio boschi.

La situazione verrà costantemente monitorata e periodicamente aggiornata anche in relazione all’evoluzione delle condizioni meteorologiche.

Come comunicare gli abbruciamenti

La comunicazione obbligatoria va effettuata preferibilmente con la Web App questo link:
https://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/rischi-previsione-prevenzione/rischio-incendi/comunicare-un-abbruciamento-controllato o inviando una e-mail all’indirizzo so.emiliaromagna@vigilfuoco.it, indicando sempre le proprie generalità, un numero telefonico di reperibilità, Comune e località in cui si effettuerà la combustione. E’ disponibile anche il numero verde regionale dei Vigili del fuoco: 800 841 051.
Online sul sito dell’Agenzia regionale https://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/  si trova il Bollettino di informazione ai cittadini n. 6/2026  e la documentazione sull’antincendio boschivo.

Campo Informativo di Protezione Civile per gli studenti del distretto

Campo Informativo di Protezione Civile per gli studenti del distrettoSabato 11 aprile 2026, dalle ore 8.30 alle 15.30, il Parco Ducale di Sassuolo ospiterà “Protec 26.08 – Campo Informativo di Protezione Civile”, una giornata dedicata agli studenti delle scuole superiori del distretto. L’iniziativa è promossa dal Comune di Sassuolo, insieme al Centro Servizi Volontariato e alle associazioni di volontariato della Protezione Civile.

Durante la giornata gli studenti partecipanti saranno coinvolti in esercitazioni pratiche e dimostrative su diversi ambiti operativi: gestione del rischio idraulico, antincendio boschivo, soccorso sanitario, montaggio tende, ricerca di dispersi con unità cinofile e utilizzo di droni. Un’esperienza immersiva che permetterà ai ragazzi di mettersi alla prova lavorando fianco a fianco con volontari esperti.

L’evento è organizzato in memoria di Luciano Vecchi. In caso di maltempo l’iniziativa sarà recuperata sabato 18 aprile 2026.

Maranello, caregiver equiparati ai lavoratori per accedere a nidi e centri estivi: ecco come fare

A Maranello chi assiste un familiare con invalidità grave (caregiver) per l’accesso ai servizi comunali a domanda può essere equiparato ad un lavoratore, anche nei punteggi per le graduatorie. I servizi in questione sono i nidi, i centri estivi, il pre e post scuola.

Per formalizzare il riconoscimento dello status di caregiver da parte del Comune, occorre contattare il Servizio Sociale Territoriale per un appuntamento, chiamando lo 0536-240016 o scrivendo a sociali@comune.maranello.mo.it.

L’incontro (che si terrà nella sede comunale di Via Vittorio Veneto 9) sarà finalizzato alla verifica dei criteri stabiliti dal regolamento. Tra questi: il caregiver, cioè chi assiste il familiare con invalidità grave, deve essere residente a Maranello, e l’invalidità dell’assistito deve essere superiore al 75%, quindi riconosciuta ai sensi della Legge 104.

Una volta ottenuto lo status di caregiver dal Servizio Sociale Territoriale, il cittadino potrà rivolgersi all’Ufficio Istruzione per le normali procedure di accesso ai suddetti servizi.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di dare al ruolo di caregiver e di lavoratore la stessa valenza per l’accesso ai servizi comunali, in modo da sostenere con maggiore efficacia chi si prende cura quotidianamente di un familiare non autonomo, dovendo a volte rinunciare al proprio impiego.

Al via un nuovo corso di formazione sulla violenza nelle relazioni intime delle persone LBT*

Acquisire i principali concetti relativi all’identità sessuale e al benessere delle persone LGBT+, adottare un linguaggio corretto, sviluppare adeguate modalità di ascolto attivo, conoscere i fattori di rischio e le forme specifiche di violenza intima, insieme agli ostacoli all’emersione del fenomeno. E ancora, informare sui percorsi di prevenzione, i diritti e i bisogni di salute delle persone LGBTQIA+, così da promuovere un approccio integrato e un’accoglienza capace di includere davvero.

Sono questi alcuni degli obiettivi dei percorsi di formazione “La violenza intima LBT*”, rivolti alle operatrici dei Centri antiviolenza e delle Case Rifugio dell’Emilia-Romagna, realizzati e appena avviati, grazie a un accordo siglato lo scorso ottobre dall’Università degli studi di Padova e dalla Regione. Una seconda proposta, a seguito del successo del primo corso organizzato a maggio 2025, che allora aveva coinvolto solo le operatrici dei Centri antiviolenza, mentre quest’anno allarga la platea dei destinatari anche alle operatrici delle Case Rifugio e coinvolge tre città: Parma, Cesena e Bologna, così da facilitare la partecipazione sul territorio.

La finalità della collaborazione con l’Università di Padova è quella di consolidare e sviluppare attività di sensibilizzazione e promozione delle pari opportunità, nonché di informazione e formazione sul contrasto alle discriminazioni e alle violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. All’interno di questo accordo, che conta un contributo della Regione di 9mila euro, s’inserisce, appunto, la realizzazione di tre cicli formativi articolati in tre moduli ognuno (per un totale di nove ore a ciclo) sui temi dell’alfabetizzazione relativa all’orientamento sessuale e all’identità di genere, della violenza nelle relazioni intime che coinvolgono persone LBT*, con specifici approfondimenti teorici e con trattazione di casi studio su percorsi di accoglienza e presa in carico.

“La violenza intima che colpisce le donne lesbiche, bisessuali e le persone transgender spesso resta più invisibile e sottovalutata a causa di stereotipi e pregiudizi- commenta l’assessora regionale alle Pari opportunità, Gessica Allegni-. Investire in percorsi formativi specifici è molto importante per prevenire forme di esclusione e rafforzare la capacità dei servizi di rispondere in modo competente, perché nessuna si senta sola o incompresa. Per noi, è fondamentale che i Centri antiviolenza e le Case rifugio siano sempre di più spazi sicuri, accessibili e in grado di rispondere alla complessità delle esperienze di tutte le persone che subiscono violenza, senza esclusioni. È un modo non solo per essere vicino alle vittime offrendo loro ascolto, accoglienza e soluzioni concrete per uscirne, ma anche per sostenere il personale, che ogni giorno nello svolgimento del proprio lavoro, con sensibilità e spiccate doti umane, entra in contatto con storie difficili”.

A tenere i corsi sono psicologhe/i, psicoterapeute/i, antropologhe/i, giuristi/e, e attiviste delle associazioni LGBTQAI+, sotto la direzione scientifica del prof. Luca Trappolin e della prof.ssa Beatrice Gusmano, così da valorizzare le professionalità e le competenze presenti sul territorio e, allo stesso tempo, favorire l’incontro tra i Centri antiviolenza e le varie associazioni, creando una rete sempre più stretta e diffusa, con il coinvolgimento del Tavolo tecnico regionale con funzioni di osservatorio sulle discriminazioni e violenze determinate da identità di genere o orientamento sessuale.

Il primo modulo parte oggi a Parma e prosegue il 20 aprile (mattina e pomeriggio); il secondo modulo è in programma a Cesena (23 aprile e 12 maggio) e si chiude con il terzo modulo a Bologna a settembre, nelle giornate del 17 e del 22.

Eurocamp 2026: opportunità di scambio ad Havelberg per quattro giovani formiginesi

Eurocamp 2026: opportunità di scambio ad Havelberg per quattro giovani formiginesiIl Comune di Formigine rinnova il suo impegno nelle relazioni internazionali promuovendo la partecipazione a Eurocamp 2026, l’incontro giovanile che ogni anno mette in rete le città gemelle di Saumur: Formigine, Verden (Aller), Havelberg e Warwick. Quest’anno l’iniziativa sarà ospitata dalla città tedesca di Havelberg, dove dal 20 al 31 luglio i ragazzi provenienti dalle diverse realtà europee lavoreranno fianco a fianco per dare vita a un progetto dedicato alla sostenibilità e all’educazione ambientale.

I giovani volontari opereranno presso la struttura per l’infanzia di Havelberg, collaborando con esperti della Casa dei Fiumi della Riserva della Biosfera dell’Elba centrale, protetta dall’UNESCO. I ragazzi saranno impegnati nella creazione di un habitat per rettili, nella costruzione di un’aiuola rialzata e nella realizzazione di un percorso tattile; attività che verranno seguite anche dai bambini della struttura per trasmettere loro, in modo ludico, l’importanza della tutela delle specie locali.

Dichiara l’Assessora all’Europa e alle Relazioni internazionali Giulia Bosi: “Eurocamp rappresenta una delle opportunità più preziose che la nostra rete di gemellaggi offre alle nuove generazioni. Non si tratta solo di un viaggio, ma di un’esperienza di cittadinanza attiva in cui i nostri ragazzi possono confrontarsi con coetanei di tutta Europa attraverso, in questo caso, il lavoro manuale e la cura per l’ambiente. In un momento storico come quello attuale, sostenere questi ponti culturali significa investire concretamente nel futuro dell’Europa e nella consapevolezza dei nostri giovani”.

L’opportunità è riservata a quattro giovani residenti nel Comune di Formigine, di età compresa tra i 16 e i 21 anni. Il programma prevede una copertura totale delle spese di vitto, alloggio e attività da parte della città ospitante, restando a carico dei partecipanti esclusivamente le spese di viaggio e quelle personali. I ragazzi alloggeranno in una guesthouse nei pressi del centro cittadino e, oltre alle attività lavorative, avranno l’occasione di scoprire i principali luoghi di interesse locali attraverso escursioni e momenti di svago sportivo.

Per presentare la propria candidatura, gli interessati dovranno consegnare il modulo compilato entro il 18 maggio presso lo Sportello del Cittadino di via Unità d’Italia oppure inviarlo via e-mail all’Ufficio Europa. La selezione si baserà su un colloquio motivazionale volto a valutare le attitudini linguistiche, la capacità di adattamento e l’interesse verso le tematiche del progetto. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio Europa all’indirizzo ufficioeuropa@comune.formigine.mo.it o al numero 059 416149.

 

Eurocamp 2026: opportunità di scambio ad Havelberg per quattro giovani formiginesi

Eurocamp 2026: opportunità di scambio ad Havelberg per quattro giovani formiginesiIl Comune di Formigine rinnova il suo impegno nelle relazioni internazionali promuovendo la partecipazione a Eurocamp 2026, l’incontro giovanile che ogni anno mette in rete le città gemelle di Saumur: Formigine, Verden (Aller), Havelberg e Warwick. Quest’anno l’iniziativa sarà ospitata dalla città tedesca di Havelberg, dove dal 20 al 31 luglio i ragazzi provenienti dalle diverse realtà europee lavoreranno fianco a fianco per dare vita a un progetto dedicato alla sostenibilità e all’educazione ambientale.

I giovani volontari opereranno presso la struttura per l’infanzia di Havelberg, collaborando con esperti della Casa dei Fiumi della Riserva della Biosfera dell’Elba centrale, protetta dall’UNESCO. I ragazzi saranno impegnati nella creazione di un habitat per rettili, nella costruzione di un’aiuola rialzata e nella realizzazione di un percorso tattile; attività che verranno seguite anche dai bambini della struttura per trasmettere loro, in modo ludico, l’importanza della tutela delle specie locali.

Dichiara l’Assessora all’Europa e alle Relazioni internazionali Giulia Bosi: “Eurocamp rappresenta una delle opportunità più preziose che la nostra rete di gemellaggi offre alle nuove generazioni. Non si tratta solo di un viaggio, ma di un’esperienza di cittadinanza attiva in cui i nostri ragazzi possono confrontarsi con coetanei di tutta Europa attraverso, in questo caso, il lavoro manuale e la cura per l’ambiente. In un momento storico come quello attuale, sostenere questi ponti culturali significa investire concretamente nel futuro dell’Europa e nella consapevolezza dei nostri giovani”.

L’opportunità è riservata a quattro giovani residenti nel Comune di Formigine, di età compresa tra i 16 e i 21 anni. Il programma prevede una copertura totale delle spese di vitto, alloggio e attività da parte della città ospitante, restando a carico dei partecipanti esclusivamente le spese di viaggio e quelle personali. I ragazzi alloggeranno in una guesthouse nei pressi del centro cittadino e, oltre alle attività lavorative, avranno l’occasione di scoprire i principali luoghi di interesse locali attraverso escursioni e momenti di svago sportivo.

Per presentare la propria candidatura, gli interessati dovranno consegnare il modulo compilato entro il 18 maggio presso lo Sportello del Cittadino di via Unità d’Italia oppure inviarlo via e-mail all’Ufficio Europa. La selezione si baserà su un colloquio motivazionale volto a valutare le attitudini linguistiche, la capacità di adattamento e l’interesse verso le tematiche del progetto. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio Europa all’indirizzo ufficioeuropa@comune.formigine.mo.it o al numero 059 416149.

 

“Una SporTina per Tina”: Fiorano Modenese per la solidarietà

“Una SporTina per Tina”: Fiorano Modenese per la solidarietàDomenica 12 aprile 2026, in occasione della domenica detox fioranese, il cuore di Fiorano Modenese si apre alla solidarietà. A partire dalle ore 9 piazza Menotti ospiterà l’evento benefico “Una SporTina per Tina”, promosso dal KnitCafé Fiorano, con il patrocinio del Comune, in collaborazione con Camper Club e Caffè del Teatro, un appuntamento che unisce l’artigianato e l’impegno sociale, ma anche la convivialità e il buon cibo.

Durante la giornata potranno essere acquistate le SporTine decorate a mano dalle volontarie del KnitCafé, insieme a diversi oggetti dell’ingegno. Il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto alla Casa Rifugio Tina, centro antiviolenza distrettuale che opera sul territorio per offrire protezione e supporto alle donne vittime di violenza e ai loro figli.

Per tutta la giornata sarà attivo anche lo stand gastronomico de La Sfoglia con gnocco fritto, tigelle e frittelle di baccalà.

Nel pomeriggio, dalle ore 14.30, il programma si arricchisce con un momento di comunità “Una SESSANperTINA”, dedicato a chi è nato nel 1966. Un’occasione per festeggiare i sessantenni dell’anno, unendo il piacere del ritrovarsi alla solidarietà.

In caso di pioggia, la manifestazione sarà rimandata a domenica 19 aprile.

 

Finanza agevolata, la Regione investe 25 milioni di euro per sostenere crescita, innovazione e transizione sostenibile delle imprese

Finanza agevolata, la Regione investe 25 milioni di euro per sostenere crescita, innovazione e transizione sostenibile delle impreseSostenere la crescita e gli investimenti delle imprese emiliano-romagnole, così da favorire l’innovazione e accompagnare la transizione sostenibile del sistema produttivo regionale. Dal 15 aprile torna operativo il Fondo Multiscopo dell’Emilia-Romagna con la riapertura delle sezioni ‘Energia’ e ‘Starter’, due strumenti strategici di ‘finanza agevolata’ con una dotazione complessiva di oltre 25 milioni di euro.

Il Fondo Multiscopo è gestito da un’associazione temporanea di Imprese composta da Artigiancredito, in qualità di mandataria, e Bnl come mandante, uno strumento finanziario che dall’inizio della programmazione a oggi ha sostenuto 472 operazioni con 72,6 milioni di euro. In particolare, 219 operazioni in Emilia-Romagna con la sezione Starter, per complessivi 28 milioni di euro, pari a una media di 128mila euro a operazione, e 253 operazioni con la sezione Energia, con 44,6 milioni di euro in totale, per un importo medio di 176,5 mila euro ad operazione.

Il Fondo è suddiviso in due sezioni: il Fondo Energia per la finanza agevolata alla green economy, con una dotazione di 20 milioni di euro a disposizione, e il Fondo Starter per il sostegno alla nuova imprenditorialità, con una dotazione a disposizione di 4 milioni di euro.

“Una riapertura molto attesa, che si inserisce in un più ampio programma regionale finanziato anche con risorse europee e che ha l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito attraverso strumenti di finanza agevolata- dichiara il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Un sostegno concreto per le imprese, quindi, che potranno accedere a finanziamenti a condizioni economiche concorrenziali per realizzare progetti di crescita, investimenti in nuove tecnologie, riqualificazione energetica ed economia circolare, indispensabili anche per consolidare e incrementare lavoro di qualità. Si apre così una nuova opportunità per investire, innovare e rafforzare la propria competitività grazie al sostegno, in particolare, sul fronte dell’energia, un contesto oggi molto delicato a causa delle tensioni internazionali”.

Scendendo nel dettaglio, il Fondo Energia è indirizzato a imprese di tutte le dimensioni con unità locale in Emilia-Romagna. Il Fondo sostiene investimenti di efficientamento energetico e produzione da rinnovabili da parte di imprese di ogni dimensione, società Esco (Società di servizi energetici) e Comunità energetiche rinnovabili (Cer) dell’Emilia-Romagna.

I finanziamenti agevolati partono da 25mila euro fino a un milione di euro, con l’applicazione di un tasso zero sul 75% dell’importo e tasso convenzionato (max Euribor 6m + 4,99%) sul restante 25%, per una durata fino a 96 mesi (con 12 mesi di preammortamento). Il contributo a fondo perduto, inoltre, è pari al 9,375% dell’importo finanziato, per la copertura spese tecniche, ad esempio per diagnosi energetica, studi di fattibilità e progettazione. Gli investimenti sono per efficientamento energetico, impianti rinnovabili per autoconsumo, adeguamento o miglioramento sismico associato a interventi energetici e progetti di economia circolare e circolarità dei processi.

Passando al Fondo Starter, i potenziali beneficiari sono le micro e piccole imprese con unità locale in Emilia-Romagna. Il fondo supporta nuove imprese, professionisti e attività con meno di 5 anni attraverso finanziamenti agevolati a partire da 20mila e fino a 500mila euro, per una durata massima di 96 mesi, con tasso zero sul 75% dell’importo e tasso convenzionato (max Euribor 6m + 4,99%) sul 25%.

Per le imprese femminili, indipendentemente dall’anzianità dell’impresa, la quota di finanziamento a tasso zero è dell’80%, per investimenti che riguardino immobili strumentali (acquisto, ampliamento, ristrutturazione), macchinari, attrezzature, hardware/software, arredi, brevetti, licenze, marchi, avviamento, fiere, promozione e consulenze.

Le linee guida sono disponibili sul sito del gestore ai seguenti link: www.fondoenergia.artigiancredito.it (Fondo energia) e www.fondostarter.artigiancredito.it (Fondo Starter).

Infine, è ancora aperto, fino alle ore 13 del 7 maggio 2026, il bando per la concessione di contributi finalizzati a coprire i costi per l’installazione degli impianti di produzione e accumulo dell’energia a servizio delle comunità energetiche rinnovabili. Per informazioni: tinyurl.com/mrmnzy56 .

Ricerca sanitaria, l’Emilia-Romagna conferma la propria eccellenza

Ricerca sanitaria, l’Emilia-Romagna conferma la propria eccellenzaLa ricerca sanitaria in Emilia-Romagna, secondo le ultime valutazioni ministeriali e i risultati dei bandi, conferma la propria eccellenza. E guarda avanti, adottando una visione sempre più unitaria, per la costruzione di un vero e proprio ecosistema, sostenuto ogni anno dalla Regione con uno stanziamento di 6,5 milioni di euro, e caratterizzato da obiettivi condivisi, costante interscambio, coinvolgimento di discipline e attori diversi, a partire da Aziende sanitarie e ospedaliere, Irccs e Università.

La missione comune è quella di coinvolgere il maggior numero di professionisti nella condivisione di nuove competenze e conoscenze per garantire a tutti i cittadini e le cittadine equità di accesso a terapie innovative; valorizzare quindi la ricerca traslazionale per dare risposte sempre più efficaci ai bisogni di salute.

L’ottima performance del sistema sanitario regionale, in tutte le sue componenti, viene ribadita dalle valutazioni ministeriali sulla Ricerca corrente 2025 dei 5 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) sul territorio regionale, che si posizionano tutti ai primissimi posti, e dal primato che emerge dai risultati del Bando Ricerca finalizzata 2024. Secondo la graduatoria appena ufficializzata, infatti, l’Emilia-Romagna si attesta al primo posto per numero di progetti finanziati candidati da Aziende sanitarie (non Irccs) e al terzo, considerando anche gli Irccs, dietro a Lombardia e Lazio (regioni nelle quali, tra l’altro, insistono 25 tra i principali Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico).

Il punto è stato fatto questa mattina, in conferenza stampa in Regione a Bologna, dal presidente Michele de Pascale e dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, con la partecipazione dei direttori scientifici e dei direttori generali degli Irccs e delle Aziende sanitarie e ospedaliere del territorio.

Complessivamente, ai ricercatori delle Aziende sanitarie e degli Irccs dell’Emilia-Romagna sono destinati 14.145.030 di euro di finanziamenti statali, per realizzare 35 progetti di ricerca che li vedono capofila (principal investigator), in particolare nei campi dell’oncologia, neurologia, cardiologia e dei modelli per migliorare i servizi sanitari. A questi, si aggiungono ulteriori risorse destinate agli Irccs, in qualità di partner di altri progetti risultati vincitori. Un numero rilevante di studi è guidato da giovani ricercatori e da responsabili di progetto donne.

“L’Emilia-Romagna si conferma un’eccellenza nella ricerca scientifica in ambito sanitario, grazie a un ecosistema unico fatto di competenze, innovazione e collaborazione tra istituzioni- commenta il presidente de Pascale-. Dalla valutazione ministeriale sulla ricerca corrente agli esiti dei bandi competitivi, il sistema regionale continua a distinguersi per qualità, progettualità e capacità di attrarre risorse e talenti. Un modello che valorizza il ruolo degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e delle Aziende sanitarie e ospedaliere, tutti nodi cruciali della stessa rete; un modello che mette al centro persone, conoscenza e progresso scientifico. Siamo convinti che dove si fa ricerca si curi meglio. È questa la strada che stiamo percorrendo con sempre maggiore convinzione- prosegue de Pascale- per offrire le cure più innovative ed efficaci alle nostre cittadine e ai nostri cittadini, qualsiasi sia la porta d’ingresso al Sistema sanitario regionale. Una nota di merito e soddisfazione va riservata anche ai giovani ricercatori che si sono distinti nel bando e alle tante ricercatici responsabili di progetto”.

“Siamo di fronte a dati che testimoniano la qualità del lavoro dei nostri professionisti e delle nostre professioniste. Rafforzare il Servizio sanitario regionale significa investire anche in ricerca e l’Emilia-Romagna lo fa ogni anno destinando a questa importante voce di bilancio oltre 6 milioni di euro- sottolinea l’assessore Fabi. La ricerca è e deve essere la missione di tutte le Aziende del sistema sanitario regionale, non solo degli Irccs e delle Aziende ospedaliero-universitarie: una scelta politica di grande visione che sta già dando ottimi frutti e che ci permetterà di affrontare nuove sfide. Il nostro compito ora- chiude Fabi- come già evidenziato nell’Agenda Sanità e condiviso con i sindacati, è fare in modo che vi sia sempre maggiore integrazione tra tutti gli attori, continuità nella cura lungo tutta la filiera dei percorsi dei pazienti, equità di accesso alle terapie più innovative e formazione di alto livello a tutti i futuri professionisti”.

La valutazione degli Irccs

Per quanto riguarda la Ricerca corrente 2025 promossa dagli Irccs, la valutazione viene effettuata su diversi items, riguardanti la produzione scientifica, la capacità di attrarre risorse, la complessità assistenziale, la capacità di operare in rete e il trasferimento tecnologico.

A livello nazionale, si contano in tutto 44 Irccs in una sola area tematica. In questa lista, afferiscono l’Istituto Ortopedico Rizzoli (Irccs dal 1981), l’Istituto delle Scienze Neurologiche dell’Ausl di Bologna, l’Istituto in Tecnologie avanzate e modelli assistenziali in Oncologia dell’Ausl di Reggio Emilia (entrambi Irccs dal 2011), e l’Irst di Meldola (Irccs dal 2012). Il Policlinico Sant’Orsola, divenuto Irccs nel 2020, appartiene invece alla lista dei pluritematici, riconosciuto come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico su due aree, oncologia e trapianti, accanto ad altri istituti d’eccellenza nel Paese.

Il Policlinico Sant’Orsola di Bologna ha il più alto numero di pubblicazioni tra gli Irccs riconosciuti in sole due tematiche, con un aumento della performance scientifica del 26% rispetto all’anno precedente. È in seconda posizione, inoltre, per quanto concerne la partecipazione a Studi Clinici (dietro solo al Policlinico Gemelli di Roma) e in terza per il numero di pazienti arruolati in studi, indicatore che valorizza la capacità di proporre ai pazienti cure innovative.

L’Istituto delle Scienze Neurologiche dell’Ausl di Bologna è al primo posto tra gli Irccs monotematici a indirizzo neurologico per impact factor, indicatore che misura la qualità della produzione scientifica. L’incremento della performance scientifica dell’Istituto è del 24% rispetto all’anno precedente, con una crescita complessiva dei risultati dell’attività scientifica ed assistenziale pari al 17%.

L’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna è il secondo per volume di finanziamenti attratti dall’estero, prevalentemente per progetti europei, a testimonianza delle competenze e infrastrutture solide oltre che di una rete di relazioni internazionali molto radicata. È anche il primo Irccs regionale per numero di pubblicazioni e per impact factor è quinto a livello nazionale.

L’Irst di Meldola è il primo degli Irccs regionali per volume di finanziamenti italiani ricevuti, terzo a livello nazionale. Il punto di eccellenza dell’Irst è nella capacità di proporre ai pazienti cure innovative, coinvolgendoli in trials clinici multicentrici: è primo (tra i 44) per numero di pazienti reclutati in studi/trial clinici e terzo per numero di trial clinici avviati da meno di 5 anni.

L’Irccs di Reggio Emilia è quinto per volume di finanziamenti europei, posizionamento di notevole rilievo, considerando le sue dimensioni ridotte rispetto ai più grandi Istituti, nonché settimo a livello nazionale (e primo regionale) per attrazione di finanziamenti competitivi da privati.

I risultati del Bando Ricerca finalizzata 2024

Considerando la classifica di tutti i destinatari istituzionali dei finanziamenti (Regioni, Irccs, ecc.), la Regione Emilia-Romagna insieme ai 5 Irccs emiliano-romagnoli si colloca in terza posizione a livello nazionale per numero di progetti finanziati, dietro solo a Lombardia e Lazio.

In Emilia-Romagna sono stati ammessi al finanziamento 35 progetti, soprattutto nei campi della ricerca clinica in oncologia, neurologia, cardiologia e modelli per migliorare i servizi sanitari, finanziati per oltre 14,1 milioni di euro, destinati ai ricercatori delle Aziende sanitarie (17 casi) e degli Irccs (18 casi). Di questi 35, 18 sono iniziative di ricerca biomedica innovativa legata all’acquisizione di nuove conoscenze (theory enhancing), i restanti 17 progetti rientrano invece nella categoria change promoting, ossia di ricerca clinico-assistenziale.

I 17 progetti che hanno come destinatario istituzionale la Regione sono stati finanziati per un totale di 6,78 milioni di euro a ricercatori delle Aziende ospedaliero-universitarie di Modena (6 progetti per 2,4 milioni), dell’Aou Parma (5 progetti per 1,98 milioni), dell’Aou di Ferrara (3 progetti per 1,35 milioni), dell’Ausl della Romagna (2 progetti per 900mila euro) e dell’Ausl di Parma (1 progetto per 128mila euro). Di questi 17 progetti, 8 sono stati presentati da giovani ricercatori under 40 e 3 da under 33; inoltre ben 11 vedono come “principal investigator” (responsabile di progetto) una donna. Un risultato complessivo, questo, che posiziona l’Emilia-Romagna al primo posto per numero di progetti finanziati candidati da Aziende sanitarie e ospedaliere (non Irccs).

I 5 Irccs emiliano-romagnoli si sono aggiudicati la vittoria con ulteriori 18 progetti, per un totale di 7,3 milioni di euro così distribuiti: Policlinico Sant’Orsola (oncologia e trapianti) 7 progetti per un importo di 2,57 milioni di euro; Reggio Emilia (oncologia) 4 progetti per 1,8 milioni; Rizzoli di Bologna (ortopedia) 4 progetti per 1,73 milioni; Irst Meldola (oncologia) 2 progetti per 800mila euro; Isn Bologna (neuroscienze) 1 progetto per 450mila euro.

Sassuolo posa le prime pietre d’inciampo

Sassuolo posa le prime pietre d’inciampo“Iniziamo un percorso di memoria attiva che vedrà la nostra città accogliere i primi simboli tangibili di un ricordo che non può e non deve sbiadire: con l’inaugurazione delle prime due pietre d’inciampo, Sassuolo rende omaggio ai suoi cittadini deportati, trasformando il selciato urbano in un monito costante contro l’indifferenza”.

Con queste parole l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo, Federico Ferrari, annuncia l’avvio di un progetto dal profondo valore civile che si inserisce nel ricco cartellone per l’81° Anniversario della Liberazione: la posa delle prime due pietre d’inciampo in città.

Le pietre d’inciampo, meglio note come Stolpersteine, nascono con il tedesco Gunter Demnig per ricordare le vittime delle deportazioni nei campi del Terzo Reich; il progetto ha avuto inizio nel 1992, e consta nell’apporre, davanti all’ingresso delle abitazioni delle vittime/deportati, blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone.

“Il 25 aprile non è infatti solo una ricorrenza da celebrare, ma un’eredità da coltivare – prosegue l’Assessore – per questo motivo abbiamo scelto proprio questo periodo per posare le prime due pietre d’inciampo entrando di diritto in un circuito internazionale di memoria diffusa. È fondamentale ricordare a futura memoria gli errori del passato, a maggior ragione in un periodo storico come quello che il mondo sta attraversando, in cui echi di guerra risuonano nuovamente con drammatica forza”.

Il programma delle celebrazioni è vasto e coinvolge diverse realtà del territorio, partendo venerdì 17 aprile con la proiezione del capolavoro del neorealismo “Roma città aperta” presso il Circolo Alete Pagliani.

Il momento più atteso del percorso dedicato alla memoria delle deportazioni avverrà mercoledì 22 aprile dalle ore 10, quando saranno posate le pietre d’inciampo  in viale Cesare Battisti 12 e via Menotti 53, rispettivamente per ricordare Amilcare Bolzoni e Guglielmo Venturini. Alla cerimonia parteciperanno gli studenti dell’Istituto Volta che hanno preso parte al “Viaggio della Memoria”, due classi dell’Istituto Formiggini, che hanno attivamente contribuito alla ricerca storica ed una classe terza delle medie Leonardo da Vinci.

 

Amilcare Bolzoni nasce a Sassuolo il 16 novembre 1916, figlio di Alberto e Ida Giuliani.

Nel dicembre del 1940 sbarca a Durazzo per prendere parte ai combattimenti del fronte greco-albanese ma la permanenza risulta assai breve poichè già nel febbraio ‘41 si trova ospedalizzato a Valona e viene rimpatriato per motivi di salute. Dopo un temporaneo congedo, è nuovamente chiamato alle armi, con il 23° Reggimento Fanteria, nel luglio 1942. Con questa unità, peraltro al comando del Col. Fulvio Ciancabilla, eroe modenese della Grande Guerra, fu chiamato ad operare in territorio Jugoslavo. In seguito alla dichiarazione d’Armistizio tutto il reggimento viene catturato dalle forze armate tedesche. Amilcare segue la sorte di altri 650.000 connazionali e diviene Internato Militare. Da questa prigionia non tornerà mai più.

Guglielmo Venturini nasce a Sassuolo il 14 gennaio 1923, figlio di Giovanni e Norma Incerti.

La sua classe di leva è una delle ultime ad essere richiamate. Guglielmo viene chiamato a servire con la Guardia alla Frontiera, XXVI Settore di Copertura, nel reparto Arditi, al comando del Ten. Francesco La Scala. La Guardia alla Frontiera era un corpo del Regio Esercito che aveva la funzione di presidiare le fortificazioni confinarie. In questo caso, nell’odierna Slovenia, a Villa del Nevoso (oggi Bisterza). In questa località fu catturato, a seguito dell’Armistizio. Con il numero di matricola 65551 viene rinchiuso in Germania negli Stalag VI / C / D / J. Ammalatosi gravemente di tubercolosi, spira tra le braccia dell’amico Bertoli Alete il 21 giugno 1944. Solo pochi giorni prima aveva, per l’ennesima volta, con poche righe, rassicurato papà Giovanni e mamma Norma delle sue buone condizioni di salute.

Le iniziative proseguiranno il 23 aprile con un evento di “public history” in piazzale della Rosa dal titolo “Sassuolo tra guerra e venti di libertà”, seguito dall’inaugurazione della mostra “Partiti, internati, mai tornati” presso la Biblioteca Cionini.

In serata, la Sala Biasin ospiterà la proiezione “La Liberazione. Un film di famiglia”.

Il culmine delle celebrazioni istituzionali sarà sabato 25 aprile, con la Santa Messa in San Giorgio, il tradizionale corteo commemorativo accompagnato dalla Banda “La Beneficenza” e i momenti conviviali del “Pranzo della Resistenza” e della festa danzante pomeridiana al Parco Norma Barbolini.

Il calendario si chiuderà il 26 aprile presso il monumento dedicato alla FEB, alla presenza di rappresentanti dell’Esercito Brasiliano, e con due trekking storici divulgativi a maggio sul Monte Ortigara e nei luoghi della strage di Monchio.

 

 

Riattivazione Paggerie Sassuolo: al via il percorso per i giovani che vogliono costruire il futuro dello spazio

Riattivazione Paggerie Sassuolo: al via il percorso per i giovani che vogliono costruire il futuro dello spazioInizia domani, giovedì 9 aprile, il percorso di formazione e accompagnamento promosso dal Comune di Sassuolo e dall’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, nell’ambito del progetto di riattivazione delle Paggerie Giovani.

Un progetto concreto che mette al centro i giovani under 35, chiamati a immaginare, progettare e costruire nuove idee per la gestione futura di uno degli spazi più significativi della città.

L’iniziativa rappresenta un passaggio chiave nella valorizzazione delle Paggerie: l’obiettivo è chiaro. Dare vita a modelli innovativi di utilizzo dello spazio pubblico, capaci di generare valore sociale, culturale ed economico per Sassuolo e per tutto il distretto ceramico.

Il percorso durerà circa dieci settimane e alternerà incontri settimanali in presenza, momenti di approfondimento online e attività di mentoring dedicate ai team partecipanti.

Non solo teoria, ma strumenti concreti: i partecipanti impareranno come si gestisce uno spazio, come si progettano eventi e attività, come si costruisce un’iniziativa sostenibile nel tempo.

“La formazione è un passaggio fondamentale all’interno del progetto – sottolinea il Vicesindaco con delega alle Politiche Giovanili, Serena Lenzotti –. Mettiamo a disposizione dei giovani una squadra di professionisti con competenze specifiche: progettazione, impresa sociale, sostenibilità economica, project management, comunicazione e fundraising. È una formazione completa, gratuita, pensata per dare strumenti immediatamente utilizzabili”.

Il programma accompagnerà i partecipanti in tutte le fasi della progettazione: dall’idea iniziale alla definizione dell’impatto sociale, dall’organizzazione al business plan, fino alle strategie di sostenibilità e comunicazione.

Il percorso è realizzato con il supporto tecnico di Stars&Cows e Associazione Senior e si concluderà con un momento pubblico di presentazione dei progetti. A seguire, una fase di sperimentazione concreta delle attività proposte.

Le iscrizioni sono aperte fino al 12 aprile 2026.

Con questa iniziativa, il Comune di Sassuolo conferma una scelta precisa: investire sulle nuove generazioni e trasformare gli spazi pubblici in motori di sviluppo, innovazione e partecipazione.

CNA e Lapam: “Positiva la proroga del taglio accise, ma risorse insufficienti. Introdurre misure anche per il trasporto persone”

CNA e Lapam: “Positiva la proroga del taglio accise, ma risorse insufficienti. Introdurre misure anche per il trasporto persone”CNA e Lapam Confartigianato accolgono con favore la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio 2026 e l’estensione della misura anche al combustibile HVO. Tuttavia, l’efficacia del provvedimento risulta oggi fortemente ridimensionata dal rapido incremento dei prezzi industriali del carburante. Per le imprese dell’autotrasporto merci, infatti, la proroga non si traduce in un reale risparmio, ma in un parziale contenimento di un aggravio dei costi che resta insostenibile.

È quanto hanno evidenziato le due associazioni nel corso dell’audizione in commissione finanze al Senato sui decreti fisco e carburanti-bis sottolineando che le risorse, pari a 100 milioni, non sono sufficienti a coprire l’incremento dei costi nel trimestre che supera i 360milioni.

Inoltre, CNA e Lapam ritengono indispensabile considerare il taglio delle accise in stretta connessione con il credito d’imposta previsto dal decreto fiscale. Le due misure costituiscono un unico pacchetto di sostegno e, senza un intervento correttivo sulle criticità applicative e sulle risorse disponibili, rischiano di perdere efficacia.

Preoccupano, in particolare, i tempi di fruizione del credito, incompatibili con le esigenze di liquidità delle imprese, l’incertezza legata all’autorizzazione europea. I dati confermano la gravità della situazione: il gasolio rappresenta oggi fino al 40% dei costi operativi e gli aumenti registrati nelle ultime settimane stanno generando extra-costi annui superiori a 11.000 euro per singolo mezzo. Si aggiunge inoltre un paradosso inaccettabile: le imprese più virtuose, che hanno investito nel rinnovo delle flotte, risultano penalizzate dalla riduzione delle accise, con una diminuzione dei rimborsi sul gasolio commerciale.

CNA e Lapam Confartigianato chiedono pertanto interventi urgenti: rifinanziamento del credito d’imposta, semplificazione delle modalità di calcolo, anticipazione dei rimborsi e chiarimenti normativi sull’adeguamento automatico dei costi del carburante nei contratti di trasporto. Analoga attenzione deve essere riservata al trasporto persone non di linea, in particolare taxi e NCC, oggi esclusi dai principali strumenti di compensazione e impossibilitati a trasferire gli aumenti sui prezzi finali. Senza misure rapide ed efficaci, il rischio è quello di una crisi di liquidità diffusa.

Secondo CNA e Lapam, poi, è indispensabile un attento monitoraggio sull’andamento dei costi del carburante: “Oggi – dichiarano le Associazioni – stiamo assistendo ad un calo delle quotazioni del greggio sull’ordine del 15%. Ci attendiamo che domani il prezzo dei carburanti diminuisca in modo analogo, altrimenti quella della speculazione perpetrata dalle compagnie diventa di più di un’ipotesi, giustificando così l’idea di una tassazione sugli extraprofitti”.

 

Acimac: delusione per la bocciatura della proposta europea sugli ETS

Acimac: delusione per la bocciatura della proposta europea sugli ETSACIMAC esprime forte preoccupazione per la decisione delle istituzioni europee di respingere la proposta di revisione dell’ETS avanzata dalle Associazioni europee del comparto ceramico. Una scelta che arriva in un momento di particolare fragilità per l’intera filiera e che rischia di compromettere la tenuta industriale e occupazionale dei distretti ceramici italiani ed europei, dai produttori di piastrelle ai costruttori di macchine.

«La bocciatura della proposta europea è un segnale molto negativo per un settore che ha sempre investito, innovato e creduto nella transizione – dichiara Paolo Lamberti, presidente di ACIMAC -. Oggi però ci troviamo di fronte a un sistema ETS che non tiene conto delle specificità tecnologiche dei nostri processi e che rischia di compromettere la sopravvivenza stessa della filiera. Senza un intervento rapido, l’Europa rischia di perdere un patrimonio industriale strategico, mentre altri Paesi continuano a crescere con regole meno rigorose. Chiediamo alle istituzioni italiane ed europee di sostenere con forza la richiesta di revisione dell’ETS, non possiamo permetterci di perdere ulteriore know‑how industriale: ogni competenza che esce dall’Europa è un pezzo di competitività che non torna più indietro».

La preoccupazione riguarda anche il piano territoriale. Il distretto ceramico italiano rappresenta uno dei poli manifatturieri più importanti del Paese, con circa 40.000 addetti diretti e un indotto altamente specializzato, oggi esposto a scenari di delocalizzazione e perdita di competenze difficilmente recuperabili. In assenza di correttivi al sistema ETS, esiste un rischio concreto e significativo di una riduzione del numero di imprese e di posti di lavoro, con effetti profondi sulla struttura industriale e sociale dei territori.

Secondo Acimac, l’attuale configurazione del sistema europeo di scambio delle emissioni, irrigidita dalle modifiche introdotte con il pacchetto Fit for 55, sta generando un impatto sproporzionato sui settori energivori, tra cui la ceramica e la sua catena di fornitura. L’aumento del costo delle quote di CO₂ e la riduzione progressiva delle assegnazioni gratuite stanno drenando risorse decisive per gli investimenti, proprio mentre le imprese sono chiamate a sostenere percorsi di innovazione tecnologica e di transizione energetica. A questo si aggiunge un contesto geopolitico estremamente instabile, che continua a mettere sotto pressione l’approvvigionamento energetico europeo e a rallentare i mercati internazionali, aggravando ulteriormente le difficoltà operative delle aziende del settore.

Negli ultimi anni il settore ceramico italiano ha investito in modo significativo in efficienza e sostenibilità, ma l’aggravio dei costi ETS sta determinando un rallentamento immediato dei piani industriali e un indebolimento della capacità competitiva dell’intero sistema europeo, con il rischio concreto di favorire produttori extra‑UE che operano in contesti regolatori meno stringenti.

Maranello, Servizio Civile: scadenza prorogata al 16 aprile

Maranello, Servizio Civile: scadenza prorogata al 16 aprileE’ stato prorogato al 16 aprile il termine per presentare le domande per il Servizio Civile a Maranello: il bando prevede la selezione di operatrici e operatori volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Universale. 10 posti sono destinati a progetti del Comune di Maranello: 2 posti per il progetto “Biblioteche un investimento per il futuro”, 8 posti per il progetto “Aiutare per crescere nelle comunità del distretto ceramico 2”.

Ai giovani selezionati, che saranno poi avviati al servizio civile, è riconosciuto un assegno mensile pari a € 519,47 per un servizio di circa 25 ore alla settimana per 12 mesi (pari a 1.145 ore in un anno). Possono presentare domanda le giovani ed i giovani con cittadinanza italiana, oppure in uno degli stati membri dell’Unione Europea, oppure di un Paese extra Unione Europea purché regolarmente soggiornante in  Italia; dai 18 ai 29 anni non compiuti (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda. Le domande di partecipazione devono essere presentate entro le ore 14.00 del 16 aprile. Dopo la scadenza dei termini presso il Comune di Maranello verranno svolti i colloqui di selezione con le candidate e i candidati che hanno presentato domanda. I progetti saranno avviati a partire dal 18 settembre.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 9 aprile 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 9 aprile 2026In prevalenza poco nuvoloso per il transito di velature in particolare sul settore orientale, alternate a schiarite anche ampie nelle ore pomeridiane e serali. Sui rilievi e nelle vallate addensamenti per nubi basse soprattutto al mattino, in attenuazione nel corso della giornata.

Temperature minime stazionarie tra 10 e 13 gradi nei centri urbani e leggermente inferiori in aree extraurbane; massime in lieve ulteriore calo con valori di 17/18 gradi lungo la costa e tra 20 e 22 gradi nelle pianure interne. Venti in prevalenza deboli orientali sulle pianure, temporaneamente moderati nel pomeriggio sul settore orientale; deboli variabili sui rilievi. Mare inizialmente poco mosso, tendente a mosso fin dal mattino ed in attenuazione serale.

(Arpae)

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