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mercoledì, 8 Aprile 2026
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Giorno della Memoria 2026 a Fiorano Modenese

Giorno della Memoria 2026 a Fiorano ModeneseIn occasione del Giorno della Memoria 2026, Il Comune di Fiorano Modenese promuove due iniziative culturali aperte al pubblico, dedicate favorire la conoscenza storica e la riflessione sui crimini del nazismo e sulla persecuzione degli ebrei, attraverso linguaggi diversi: la storia dell’arte, la musica, la lettura e il cinema.

Il primo appuntamento è in programma sabato 24 gennaio alle ore 17, presso la Sala delle Vedute del Castello di Spezzano, con l’incontro dal titolo “Il nazismo contro l’arte degenerata”. Rita Turrini, che guiderà il pubblico in un percorso di analisi sulla repressione culturale operata dal regime nazista e sulla persecuzione degli artisti considerati “degenerati”. L’incontro sarà accompagnato da intermezzi musicali eseguiti da Claudio Ughetti e da letture a cura di Davide Matteo Sala. L’evento è realizzato in collaborazione con il Circolo Culturale Artemisia APS. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

Il secondo appuntamento sarà martedì 27 gennaio alle ore 20.45, presso il cinema teatro Astoria di Fiorano Modenese, con la proiezione del film “La zona d’interesse”, vincitore di due Premi Oscar nel 2024. La pellicola, che affronta in modo originale il tema della Shoah, sarà introdotta da Giulia Ricci, docente ed esperta di didattica della storia dell’Istituto Storico di Modena, che offrirà una chiave di lettura storica e contestuale dell’opera. Anche per questo evento l’ingresso è libero e gratuito.

In Emilia-Romagna oltre 2,6 milioni di euro per progetti destinati a promuovere il welfare di comunità

In Emilia-Romagna oltre 2,6 milioni di euro per progetti destinati a promuovere il welfare di comunitàOltre 2,6 milioni di euro per sostenere progetti destinati a promuovere il welfare di comunità. Via libera della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna al bando per associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e fondazioni del Terzo settore, in attuazione dell’Accordo di programma tra il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e la Regione siglato nei mesi scorsi.

A disposizione ci sono complessivamente 2.685.212 euro, di cui 1.736.303,50 come quota massima attribuita alle fondazioni. Sono nove le aree di intervento, in continuità con i bandi precedenti, che riguardano gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile su cui dovranno essere sviluppati i progetti: il contrasto delle solitudini involontarie, soprattutto negli anziani; il sostegno all’inclusione sociale, in particolare delle persone con disabilità e non autosufficienti; il sostegno scolastico al di fuori dell’orario didattico. E ancora, il contrasto al cambiamento climatico e sviluppo dell’economia circolare; il rafforzamento dei legami sociali nelle aree urbane ed extraurbane disgregate o disagiate; lo sviluppo e il rafforzamento della cittadinanza attiva; lo sviluppo di forme di welfare generativo di comunità; il contrasto delle condizioni di fragilità, marginalità ed esclusione; la promozione di attività per i giovani.

“Grazie alle risorse messe a disposizione dal bando – sottolinea l’assessora regionale al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti – le nostre comunità potranno contare su progetti e modelli innovativi, capaci di generare inclusione e opportunità per tutti. Il Terzo Settore è uno strumento di leva per i nostri territori e il bando permetterà di realizzare interventi che mettono al centro le relazioni e le reti sociali e di sviluppare la capacità delle comunità di rispondere ai nuovi bisogni. Un’occasione per le nostre comunità di fare rete e crescere insieme”.

Destinatari

Possono presentare la domanda organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, fondazioni del Terzo settore iscritte nel Registro unico nazionale del Terzo Settore (Runts), fondazioni onlus iscritte all’anagrafe di cui all’articolo 11 del Decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 (Anagrafe Onlus) alla data di approvazione del bando con sede legale in Emilia-Romagna. Novità di questa edizione, potranno presentare domanda anche organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni che hanno sede legale fuori dalla regione purché abbiano adottato un modello organizzativo interno decentrato, caratterizzato da un unico codice fiscale cui fanno capo varie sedi operative regionali, provinciali e sub-provinciali, aventi sede operativa stabile in Emilia-Romagna.

I progetti dovranno essere progettati e realizzati da partnership interassociative composte da organizzazioni di volontariato e/o associazioni di promozione sociale e/o fondazioni del Terzo settore, in un numero minimo di tre enti.

Risorse per distretto

Il bando individua anche l’importo dei finanziamenti disponibili per ogni territorio distrettuale in base al numero dei residenti. Complessivamente il budget massimo disponibile è di 2.685.212 euro così ripartito: alla provincia di Piacenza sono assegnati 172.618 euro (così suddivisi per ambito distrettuale: Levante 46.615 euro, Città di Piacenza 62.584, Ponente 46.615); alla provincia di Parma 275.741 euro (Parma 139.011 euro, Fidenza 63.467, Sud Est 47.221, Valli Taro e Ceno 26.042), alla provincia di Reggio Emilia 318.800 euro (Reggio Emilia 136.728 euro, Scandiano 48.987, Guastalla 42.197, Montecchio Emilia 37.906, Correggio 33.625, Castelnuovo ne’ Monti 19.357), alla provincia di Modena 426.003 euro (Modena 110.296 euro, Sassuolo 71.767, Carpi 65.190, Vignola 55.572, Mirandola 51.684, Castelfranco Emilia 46.299, Pavullo nel Frignano 25.195), alla provincia di Bologna 614.273 euro (Città di Bologna 235.273 euro, Pianura Est 99.488, Imola 79.575, Reno, Lavino e Samoggia 67.691, Pianura Ovest 50.504, Appennino Bolognese 33.885, San Lazzaro di Savena 47.857), alla provincia di Ferrara 204.282 euro (Centro-Nord 101.076 euro, Sud-Est 56.685, Ovest 46.341), alla provincia di Ravenna 232.656 euro (Ravenna 118.661 euro, Lugo 61.063, Faenza 52.932), alla provincia di Forlì-Cesena 236.081 euro (Forlì 111.002 euro, Cesena-Valle del Savio 69.080, Rubicone 55.999) e, infine, alla provincia di Rimini 204.758 euro (Rimini 135.350 euro, Riccione 69.408).

Tempi e modalità per presentare domanda

Le domande possono essere presentate esclusivamente per via telematica al link che verrà pubblicato su questa pagina web Bando per progetti di rilevanza locale 2026/2027 – Sociale   a partire dalle ore 9 del 19 febbraio 2026 ed entro le ore 13 del 13 marzo 2026.

Il finanziamento massimo per singolo progetto è di 25mila euro e non saranno ammessi progetti che presentano un costo totale inferiore a 12mila euro. I progetti dovranno avere una durata minima di sei mesi e potranno essere avviati dal 1^ maggio 2026 e conclusi entro il 31 dicembre 2027.

La “lezione” di Antonio Cederna: saranno donate alle 380 biblioteche comunali dell’Emilia-Romagna le copie del libro che raccoglie gli scritti del giornalista-ambientalista

La “lezione” di Antonio Cederna: saranno donate alle 380 biblioteche comunali dell’Emilia-Romagna le copie del libro che raccoglie gli scritti del giornalista-ambientalistaUn libro sulla protezione della natura e dei suoi delicati equilibri, sulla bellezza del paesaggio e le sue peculiarità da preservare, ma anche sui rischi dell’intervento dell’uomo, non sempre illuminato e rispettoso, fino alle denunce di una serie di casi di degrado urbanistico lungo la Penisola e alle misure per contrastarlo.

La pubblicazione, che promuove la tutela del territorio e la consapevolezza della sua fragilità, attuale oggi più che mai, arricchirà già dai prossimi giorni gli scaffali di tutte le 380 biblioteche comunali dell’Emilia-Romagna, così da farsi tesoro culturale collettivo e monito per l’avvenire.

È un’antologia di scritti di Antonio Cederna, giornalista, ambientalista, archeologo, studioso poliedrico, figura di riferimento dell’urbanistica italiana della seconda metà del ‘900, protagonista di numerose battaglie a tutela del patrimonio paesaggistico del nostro Paese, tra i padri della prima legge nazionale sulla difesa del suolo. Grazie all’intuizione degli autori e all’impegno dell’associazione Italia Nostra, il volume “Antonio Cederna, un giro d’orizzonte. Scritti, discorsi parlamentari e proposte di legge”, a cura di Andrea Costa e Sauro Turroni, edito da Biblion edizioni, sarà donato a tutte le 380 biblioteche comunali dell’Emilia-Romagna.

A presentare il libro e l’iniziativa, questa mattina in Regione a Bologna, il presidente Michele de Pascale e l’assessora alla Cultura Gessica Allegni, con il commissario per la ricostruzione Fabrizio Curcio, il presidente di Italia Nostra nazionale, Edoardo Croci, il presidente di Italia Nostra consiglio regionale Emilia-Romagna, Claudio Ferrari, la vicepresidente della sezione di Forlì di Italia Nostra, Marina Foschi, e uno degli autori, Sauro Turroni.

L’idea di Italia Nostra e degli autori di riscoprire e tornare a divulgare il pensiero di Cederna, rendendolo facilmente disponibile attraverso la donazione del libro alle biblioteche comunali, è nata nei giorni seguenti le alluvioni del 2023 in Emilia-Romagna: anche molte biblioteche e archivi non sono stati risparmiati, 32 quelli invasi dall’acqua e dal fango, con numerosi volumi andati perduti per sempre, altri salvati, e ancora casse di libri sottratti dalla furia dell’esondazione tuttora congelati per essere recuperati. Allora, sarà proprio un libro, che contiene un messaggio forte sulla prevenzione e sulla difesa del suolo, ad entrare, con tutta la sua portata simbolica, sugli scaffali delle biblioteche: lì a testimoniare, citando le parole di Cederna “la lotta contro la turpitudine ambientale e la lotta per un ragionevole uso del territorio”, come a voler rimarcare la continuità tra le sue battaglie di alcuni decenni fa e le stringenti sfide del nostro tempo. La donazione è resa possibile anche grazie alla generosità dell’editore e degli autori che hanno rinunciato a qualsiasi compenso o diritto.

Il volume, edito per la prima volta nel 2022, in occasione del centenario della nascita di Cederna, è stato pubblicato in una seconda versione alla fine del 2025: 474 pagine che contengono un’accurata selezione di articoli scritti tra il 1949 e il 1993, assieme agli interventi parlamentari e alle proposte di legge a sua prima firma, con l’integrazione di un intero capitolo dedicato alle alluvioni e alle frane. La pubblicazione è stata realizzata con il patrocinio e il contributo della Regione Emilia-Romagna e di Italia Nostra.

“Rileggendo quei testi della seconda metà del ‘900, anche alla luce degli eventi alluvionali del 2023 e del 2024 che hanno duramente colpito il nostro territorio, ritroviamo importanti spunti di riflessione per affrontare le sfide di oggi in tema di prevenzione, difesa del suolo e tutela del paesaggio e per progettare un futuro migliore- commentano de Pascale e Allegni-. Quello di Cederna è uno sguardo critico, deciso, innovativo per l’epoca, che merita di essere conosciuto ancora oggi e valorizzato. Rendere disponibile la sua opera nelle biblioteche comunali è il modo migliore per conservare la sua eredità e i suoi insegnamenti. Le biblioteche svolgono un ruolo centrale nella diffusione del sapere, rendendolo accessibile a tutti e tutte, senza dimenticare- concludono- che anche alcuni di questi luoghi sono stati attraversati e segnati dalle conseguenze dell’alluvione, per poi riemergere dal fango”.

“Italia Nostra ha sostenuto con convinzione questa riedizione del volume su Antonio Cederna, tra i fondatori dell’associazione, arricchita da contenuti nuovi e inediti che si affiancano ai testi storici- aggiunge Croci-. Ci auguriamo che questa riedizione dei suoi scritti, caratterizzati dal suo modo di essere giornalista, informatore, comunicatore, costituisca un materiale utile per gli studiosi, ma soprattutto serva da esempio per i giovani in un percorso di scoperta e apprendimento per farne cittadini responsabili”.

“È un contributo esemplare quello dato da una personalità straordinaria come Antonio Cederna per fare comprendere a cittadini e istituzioni l’importanza del corretto uso del territorio insieme con la cura e la conservazione dei beni culturali e del paesaggio- commentano gli autori Costa e Turroni-.  La sua lezione rimane un punto di riferimento imprescindibile: un metodo di analisi e di proposta che oggi, di fronte all’emergenza climatica e al degrado urbanistico, si rivela più che mai necessario. Gli eventi alluvionali che si sono ripetuti in Emilia-Romagna hanno fatto ritenere importante che ogni biblioteca comunale nella nostra regione contenesse una raccolta degli scritti di Cederna, affinché il suo insegnamento possa essere utilmente posto a servizio di tutti, a cominciare dalle giovani generazioni”.

Andamento del settore industriale in Emilia-Romagna: -0,5%

Andamento del settore industriale in Emilia-Romagna: -0,5%L’andamento nell’industria

Tra luglio e settembre il volume della produzione delle piccole e medie imprese dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna è sceso dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Fra aprile e giugno la flessione era stata del -1,4%: potrebbero quindi emergere i primi segnali di una possibile fuoriuscita a breve da una fase di recessione durata due anni e mezzo.

I giudizi delle imprese sembrano anticipare un possibile cambiamento di tendenza. Il saldo tra le quote delle imprese che hanno rilevato un aumento della produzione e quelle che ne hanno riferito una riduzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è passato da -4,3 punti a +1,8 punti, un dato che rappresenta il livello più elevato degli ultimi 30 mesi.

Anche l’andamento del fatturato complessivo ha segnato il primo lieve incremento dopo 24 mesi di flessione (+0,3%). Ma il fatturato estero ha confermato la flessione primaverile (-0,6%).

Il processo di acquisizione degli ordini ha interrotto la tendenza negativa, facendo registrare la prima variazione tendenziale positiva (+0,4%) dopo ventisette mesi di arretramento. Anche gli ordini provenienti dall’estero si sono confermati positivi (+0,3%) ma nel trimestre precedente erano a +1%.

Le imprese hanno indicato anche un incremento del grado di utilizzo degli impianti al 74,3%. Si è registrata però una lievissima flessione del periodo di produzione assicurato dal portafoglio ordini, passato da tre mesi a 11,8 settimane.

I settori industriali

L’alimentare è l’unico settore che realizza solo segnali positivi: fatturato +1,5%, quello dall’estero +3%, produzione +1%, ordini complessivi +0,7%, quelli dall’estero a +1,9%.

Per le industrie della moda nel corso dell’estate il fatturato complessivo ha registrato un primo marginale incremento (+0,7%) dopo due anni di decisa contrazione. La tendenza negativa del fatturato estero si è alleviata ma è rimasta comunque sostenuta (-2,6%). La produzione è ancora in flessione (-1,4%) ma veniva dal -4,7% del trimestre precedente. Il segno rosso degli ordini complessivi (-0,5%) è risultato decisamente meno ampio di quello del trimestre precedente che era -5,7%. Anche la dinamica negativa della componente estera degli ordini si è alleviata sensibilmente: -2,5% dal -5,9% del trimestre precedente.

La piccola industria del legno e del mobile realizza un piccolo incremento del fatturato (+0,2% dopo il -5,8% del trimestre precedente). Il fatturato dall’estero è ancora negativo -3,4% (ma era a -10,5% a giugno). Produzione +0,2%, ordini -1,1%, quelli dall’estero -3,3%.

Nell’estate 2024 si è sensibilmente alleviata la profonda fase di recessione dell’industria metallurgica e delle lavorazioni metalliche con fatturato complessivo ridotto del -1%, la riduzione minore dalla primavera 2023.  Sul risultato ha gravato la più pesante tendenza negativa del fatturato estero (-2,5%). La produzione si è assestata a fine settembre a -1%. Mentre gli ordini complessivi hanno fatto registrare un lieve incremento (+0,3%) quelli dall’estero sono rimasti stabili.

Nell’importante raggruppamento delle industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto l’andamento del fatturato è divenuto positivo (+0,7%) per la prima volta dopo 18 mesi, mentre quello estero si è fermato a +0,1%. Ma l’andamento dell’inflazione ha portato ad una flessione in termini reali. La produzione è diminuita del –0,7%. Gli ordini complessivi sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,2%), anche se quelli dall’estero si sono ridimensionati al +0,1% (dal +2% del trimestre precedente).

Nel gruppo eterogeneo delle “altre industrie” (che comprende le industrie dell’estrazione, della carta e stampa, della raffinazione, della chimica, farmaceutica, plastica e gomma e quelle della trasformazione dei minerali non metalliferi, ovvero ceramica e vetro, di altre industrie manifatturiere minori e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata) il fatturato complessivo ha segnato un contenuto incremento tendenziale (+0,2%), influenzato dal -1% del fatturato estero. La produzione è rimasta sostanzialmente stabile, mentre si è rafforzata la nuova tendenza positiva degli ordini complessivi (+1,6% sia per il valore complessivo che per quelli dall’estero).

 

L’andamento economico e la dimensione delle imprese

Le imprese minori hanno diminuito la produzione del -1,5%, il fatturato del -1,3%, gli ordini del -1,4%.

Meglio hanno fatto le piccole imprese dove la produzione ha fatto segnare un lieve incremento (+0,2%), il fatturato è rimasto sostanzialmente stabile (-0,2%), ma soprattutto gli ordini hanno fatto registrare la prima variazione tendenziale positiva dopo 30 mesi (+0,9%).

L’attività delle imprese medio-grandi ha portato ad un più contenuto calo della produzione (-0,6%), ad un’inversione della tendenza del fatturato (+1,1%) ed anche alla conferma dell’inversione in positivo della tendenza degli ordini complessivi registrata già la scorsa primavera (+0,7%). Ad incidere è stato il mercato interno a fronte di una leggera contrazione del fatturato e di una marginale crescita degli ordini sui mercati esteri.

 

Il Registro delle Imprese

Al 30 settembre le imprese registrate dell’industria sono risultate 44.599.

Nell’industria alimentare e delle bevande il saldo delle dichiarazioni delle imprese è risultato lievemente negativo (-10 imprese, -0,2%).

Al contrario, l’industria della moda ha contenuto sensibilmente la riduzione della base imprenditoriale (-5 unità, -0,1%).

Lievemente negativo l’andamento nell’industria della ceramica, del vetro e dei materiali refrattari (-6 imprese, -0,4%) e della piccola industria del legno e del mobile (-6 imprese, -0,2%).

Nell’importante comparto della metallurgia e dell’industria dei prodotti in metallo, che è il secondo per ampiezza della base imprenditoriale con 10.778 imprese, il saldo fra aperture e cessazioni è risultato lievemente positivo (+9 imprese, +0,1%).

Andamento analogo (+14 imprese, +0,1%) per l’ampio aggregato composto dalle industrie elettroniche, delle apparecchiature elettriche, dei macchinari e apparecchiature, degli autoveicoli e rimorchi, degli altri mezzi di trasporto e della riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature che è costituito da 10.971 imprese. Questo risultato è frutto della compensazione tra il saldo ampiamente positivo nell’industria della riparazione e manutenzione di macchine (+22 unità, +0,5%) ed il contributo negativo delle imprese operanti nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e di orologi (-6 imprese, -0,7%) e nel fondamentale e ampio settore della fabbricazione di macchinari e apparecchiature nca (-5 imprese, -0,1%).

Un altro contributo positivo alla variazione dello stock delle imprese è derivato dalle dichiarazioni delle imprese dell’insieme dell’altra manifattura (+13 imprese, +0,2%).

L’occupazione

Secondo l’indagine Istat, l’occupazione dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna nel terzo trimestre ha subito un sensibile arretramento rispetto allo stesso periodo del 2024 (-7,1%, -37.761 unità) ed è scesa a quota 496.592.

La tendenza dell’occupazione nell’industria regionale contrasta con l’andamento dell’occupazione complessiva in regione che nello stesso periodo ha avuto un discreto aumento (+1,4%, +27.610 unità).

Secondo Istat, il risultato negativo per l’industria in senso stretto regionale è stato determinato sia da una rapida diminuzione degli occupati alle dipendenze (-6,9%, -33.551 unità), che sono scesi a quota 454 mila, sia dall’ancora più rapida diminuzione dell’occupazione indipendente (-9,1%, -4.211 unità), che si è attestata poco al di sopra di quota 42.200.

La previsione

Secondo la stima elaborata a ottobre da Prometeia in “Scenari per le economie locali” nel 2025 il valore aggiunto reale prodotto dall’industria in senso stretto regionale dovrebbe riprendersi e mettere a segno un leggero recupero (+0,9%).

Nel 2026, nonostante la limitata crescita della domanda interna nazionale, la ripresa del commercio estero regionale dovrebbe sostenere la crescita valore aggiunto industriale (+1,1%).

Pesano le incertezze nello scenario internazionale, ma nel biennio l’industria è prevista essere la fonte più dinamica del valore aggiunto regionale.

 

Con la Marilyn di Andy Warhol inaugura a Sassuolo la nuova biblioteca Cionini

Con la Marilyn di Andy Warhol inaugura a Sassuolo la nuova biblioteca CioniniUn evento culturale di rilievo internazionale renderà unica la giornata d’inaugurazione della Biblioteca Cionini: per la prima volta la città ospiterà un’opera di Andy Warhol, uno dei più influenti artisti del Novecento. Sabato 24 gennaio, dalle ore 9.30, presso la Sala G.P. Biasin, sarà infatti esposta l’opera “Marilyn” (1982), serigrafia su lastra di metallo, 50 x 50 cm, proveniente da una collezione privata.

“Ancora non mi sembra possibile che un’opera in grado di fare la storia dell’arte, della cultura ma anche della cinematografia mondiale arrivi in città – afferma il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – per essere ammirata gratuitamente da chiunque voglia ammirarla dal vivo. Ospitare per la prima volta un’opera di Andy Warhol, artista simbolo della cultura contemporanea, è un privilegio e un grande orgoglio per la nostra città. Opere simili sono solitamente racchiuse in collezioni private, esposte in musei: Sassuolo la rende disponibile in un’occasione unica che testimonia la vitalità culturale della nostra città e la nostra intenzione di renderla sempre più protagonista di iniziative di alto valore artistico, culturale ed internazionale”.

Grazie alla generosità di un collezionista, che ha concesso il prestito dell’opera, Sassuolo avrà l’opportunità unica di ammirare un capolavoro dal valore inestimabile, simbolo universale della Pop Art e della poetica warholiana. L’esposizione sarà eccezionalmente aperta al pubblico solo per la giornata del 24 gennaio, rendendo l’appuntamento ancora più esclusivo.

“Voglio personalmente ringraziare il collezionista – aggiunge l’Assessore alla Cultura Federico Ferrari – che ha deciso di aiutarci a rendere unica la giornata d’inaugurazione, mettendoci a disposizione Marilyn gratuitamente. Sono poche le realtà in tutta Italia che possono vantare eventi di questa portata: grazie ad uno straordinario lavoro di squadra Sassuolo è tra queste e ne siamo orgogliosi”.

La visita all’opera sarà organizzata in piccoli gruppi con accessi ogni 30 minuti, accompagnati dalla curatrice Federica Franceschini, che guiderà il pubblico alla scoperta della storia dell’artista statunitense, del contesto culturale della Pop Art e del significato iconico dell’immagine di Marilyn Monroe, icona senza tempo della cultura di massa. L’iniziativa, curata da Federica Franceschini, intende offrire non solo una visione ravvicinata dell’opera, ma anche un’esperienza di approfondimento e dialogo, capace di avvicinare un pubblico ampio all’arte contemporanea.

La giornata si concluderà alle ore 17,30 con un talk dedicato alla Pop Art, che vedrà protagonista Nicolas Ballario, critico e divulgatore d’arte contemporanea, in un incontro aperto al pubblico per riflettere sull’eredità di Andy Warhol e sull’attualità del suo linguaggio artistico.

L’esposizione di Marilyn rappresenta un momento storico per Sassuolo e un forte segnale di rilancio culturale, in linea con la riapertura della Biblioteca Comunale N. Cionini, che si conferma luogo vivo di incontro, conoscenza e sperimentazione culturale.

 

Post alluvione: il Commissario Curcio che estende le misure di sostegno anche alle imprese agricole danneggiate dal maltempo dell’autunno 2024

Post alluvione: il Commissario Curcio che estende le misure di sostegno anche alle imprese agricole danneggiate dal maltempo dell’autunno 2024
(immagine di Confagricoltura) alluvione ottobre 24

Le imprese agricole colpite dalle alluvioni che hanno interessato l’Emilia-Romagna nell’autunno 2024 potranno accedere alle stesse misure di sostegno già previste per gli eventi del 2023, con procedure più semplici e criteri aggiornati per il ripristino dei terreni e delle colture danneggiate.

È quanto stabilisce l’ordinanza commissariale n. 55, che estende il perimetro degli interventi, semplifica la documentazione tecnica richiesta e aggiorna i costi parametrici per ettaro, calcolati sui prezzari 2024, per il ripristino funzionale dei terreni della Superficie agricola utilizzata (Sau).

Il provvedimento aggiorna e semplifica le disposizioni contenute nelle ordinanze n. 11 del 2023 e n. 20 del 2024, introducendo ulteriori strumenti a supporto della ricostruzione privata delle imprese agricole colpite dagli eventi alluvionali. L’obiettivo è rendere più fluido l’accesso ai contributi e più efficace l’attuazione degli interventi, tenendo conto della continuità e della ripetizione dei danni subiti dalle aziende in diversi territori della regione.

“Anche quest’ordinanza scaturisce da un lavoro di squadra, sviluppato all’interno di un tavolo tecnico specifico, che ha coinvolto le strutture regionali competenti- sottolinea la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini-. Voglio ringraziare il commissario Curcio e ricordare come anche questo provvedimento sia frutto di un confronto, poiché recepisce una serie di indicazioni e suggerimenti emersi dagli incontri con gli interessati: amministratrici e amministratori locali, comunità, professioniste, professionisti e associazioni di categoria”.

“Agricoltura e agroalimentare sono tra i settori che hanno subito i danni più pesanti a seguito delle alluvioni del 2023 e del 2024- aggiunge l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Con quest’ordinanza facciamo un passo avanti importante nella direzione che, come Regione, abbiamo indicato fin dall’inizio. L’estensione delle misure anche agli eventi dell’autunno 2024 e la riduzione degli adempimenti tecnici rispondono a un’esigenza concreta delle imprese, che devono poter gestire le pratiche in modo più fluido mentre lavorano al ripristino di terreni, colture e strutture produttive. È un intervento che rafforza un percorso di ricostruzione indispensabile per un comparto strategico dell’economia e dell’identità dell’Emilia-Romagna”.

Nello specifico, le principali integrazioni riguardano l’estensione delle misure anche agli eventi alluvionali avvenuti in Emilia-Romagna nei mesi di settembre e ottobre 2024; l’aggiornamento dei costi parametrici per interventi di ripristino funzionale eseguiti su terreni che costituiscono la Superficie agricola utilizzata (Sau), calcolati sui prezzari 2024;  la definizione di nuovi parametri per gli interventi di espianto e successivo reimpianto di colture permanenti e dei costi parametrici per quelli particolari di rimozione di sedimenti e detriti; il superamento della distinzione tra lavori svolti in proprio e lavori affidati a terzi; la semplificazione della documentazione tecnica richiesta per le perizie asseverate e nelle modalità di rendicontazione gli interventi.

Il testo dell’ordinanza con i relativi allegati è disponibile all’indirizzo https://commissari.gov.it/media/fbpjxujw/ordinanza-55-2026.pdf.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 22 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 22 gennaio 2026In prevalenza molto nuvoloso o coperto, ma con assenza di precipitazioni. Temperature in aumento, valori minimi intorno allo zero sull’ Emilia occidentale e tra 2 e 4 gradi sul resto del territorio regionale; valori massimi tra 6 e 8 gradi. Venti deboli di direzione variabile. Mare calmo.

(Arpae)

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 22 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 22 gennaio 2026In prevalenza molto nuvoloso o coperto, ma con assenza di precipitazioni. Temperature in aumento, valori minimi intorno allo zero sull’ Emilia occidentale e tra 2 e 4 gradi sul resto del territorio regionale; valori massimi tra 6 e 8 gradi. Venti deboli di direzione variabile. Mare calmo.

(Arpae)

Capitale italiana della cultura 2028: Forlì e Cesena tra le 10 finaliste

Capitale italiana della cultura 2028: Forlì e Cesena tra le 10 finaliste“Una bella notizia, attesa ma non scontata, che conferma la validità dell’impegno preso dalla Regione a sostegno di questa candidatura. Abbiamo sempre detto che il punto forte del progetto è rappresentato dal tenere insieme i due capoluoghi e l’intero territorio in un percorso che valorizza qualità e opportunità colturali diffuse. Ora va rafforzata la rete, coinvolta ulteriormente la comunità locale per l’ultimo tratto di strada da compiere. La Regione farà la sua parte nell’ambito di un lavoro di squadra tra istituzioni. Un ringraziamento va a Forlì e a Cesena, che hanno saputo lavorare insieme, a Gianfranco Brunelli, a Francesca Bertoglio e tutto il comitato scientifico per la qualità del lavoro svolto”.

Così l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, in merito alla notizia di Forlì e Cesena tra le 10 città finaliste di Capitale italiana della cultura 2028 con il progetto “I sentieri della bellezza”.

Oggi il ministero della Cultura ha reso noto l’elenco dei dieci progetti che accedono alla fase successiva, quella delle audizioni pubbliche. La proclamazione della Capitale italiana della Cultura si terrà entro il 27 marzo 2026.

Casa Corsini: un anno di innovazione, educazione e comunità

Casa Corsini: un anno di innovazione, educazione e comunitàCasa Corsini si conferma polo dell’innovazione sociale e della  partecipazione giovanile del territorio, consolidando il ruolo di “innovation community factory”, con 5.656 presenze totali nel corso del 2025.

Il progetto, promosso dal Comune di Fiorano Modenese in collaborazione con l’associazione Lumen APS e numerosi partner, lo scorso anno, come negli anni precedenti, ha coinvolto scuole, famiglie, bambini, giovani e associazioni, facendo della struttura di Spezzano un punto di riferimento per l’educazione all’innovazione, la creatività e la partecipazione attiva, capace di mettere in rete competenze, generazioni e realtà diverse, contribuendo in modo concreto allo sviluppo culturale e sociale della comunità.

Casa Corsini è un luogo accogliente e aperto, con molte anime, che negli anni è cresciuto con idee, progetti e proposte innovative.

Cuore dell’attività è il FabLab Junior, palestra tecnologica e del sapere per i più giovani, primo laboratorio in Emilia-Romagna progettato specificamente per bambine e bambini dai 6 ai 14 anni. Grazie al sostegno della Fondazione di Modena e dell’Amministrazione comunale, sono stati realizzati 34 laboratori gratuiti di STEAM education (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica), con attività di robotica, coding, stampa 3D, animazione digitale e tinkering che hanno visto la partecipazione oltre 300 persone tra bambini dai 6 ai 14 anni e adulti, presenti nei family lab.

A questi si aggiungono 19 laboratori di qualificazione scolastica nell’anno 2024/2025 che hanno coinvolto 377 studenti (19 classi) della scuola primaria e secondaria di primo grado degli Istituti comprensivi di Fiorano Modenese. Attività realizzate in sede, ma anche nelle classi, dove gli  operatori del “FabLab Junior con la valigia” hanno portato la STEAM education, per imparare divertendosi.

Particolare attenzione è stata data a progetti di inclusione sociale realizzati in collaborazione con servizi educativi del Distretto ceramico, cooperative sociali e associazioni del territorio come i laboratori dedicati ai giovani con disabilità, frequentanti i centri diurni, per un totale di 45 partecipanti dai 18 ai 35 anni.

Casa Corsini si è affermata inoltre come spazio aperto alla comunità, ospitando attività culturali, sociali e formative: eventi musicali, incontri divulgativi, iniziative di welfare giovanile come “Vedo Sento, Parlo”,  e del Fablab, spazio per chi ama il fare e condividere il saper fare, che, in totale, hanno coinvolto oltre 3.800 persone.

La struttura ha accolto anche studenti in percorsi di alternanza scuola-lavoro e giovani professionisti negli spazi di coworking: (4 presenze mensili fisse) e realizzato altri piccoli progetti nel FabLab Junior, laboratori con il Gruppo Educativo Territoriale Babele e con scuole fuori Fiorano Modenese (391 presenze a fine anno).

Importante il ruolo della sala civica “G. Ambrosoli”, sempre più utilizzata per attività istituzionali, associative e formative, e quello delle sale prova musicali (642 presenze) e della fonoteca Soneek Room, con rassegne e appuntamenti gratuiti dedicati soprattutto ai giovani.

Sul fronte delle politiche giovanili, Casa Corsini ha contribuito ai progetti distrettuali finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, sostenendo il protagonismo dei giovani, i gruppi informali e la realizzazione di eventi culturali e artistici come il festival District Sound.

Infine sono state poi 138 le persone che hanno richiesto Spid o altri servizi legati al digitale, presso il Punto di facilitazione digitale.

La programmazione culturale di Casa Corsini è gestita dall’associazione Lumen, in collaborazione con gli uffici comunali, mentre la cooperativa Le Macchina Celibi fornisce il personale per l’attività di portierato, gestione sala prove e fonoteca e appoggio al FabLab Junior.

E il bilancio del biennio 2024-2025 evidenzia anche la solidità del modello di gestione di Casa Corsini, basato su co-progettazione, fundraising e sostenibilità economica, con risorse comunali, contributi della Fondazione di Modena e finanziamenti regionali, nazionali ed europei.

Casa Corsini rappresenta un esempio concreto di come un luogo pubblico possa diventare motore di innovazione, inclusione e crescita culturale per tutta la comunità. I numeri del 2025 raccontano un’esperienza viva e partecipata, ma soprattutto parlano di relazioni, opportunità educative e protagonismo giovanile.

Un luogo poliedrico, le cui varie anime sono accumunate da una visione condivisa che mette al centro le persone, soprattutto giovani, e da un’idea di educazione come esperienza partecipata e trasformativa, oltre  che da una forte vocazione alla costruzione di comunità attraverso collaborazione e protagonismo attivo.

In questi anni Casa Corsini è cresciuta insieme alla comunità, in modo flessibile e capace di dare risposta ad istanze e bisogni differenti, grazie a un modello fondato sulla collaborazione tra Amministrazione comunale, associazioni, scuole, servizi e realtà del territorio.

Il FabLab Junior, in particolare, è un progetto di cui andiamo molto fieri: un presidio educativo che avvicina bambine, bambini e ragazzi alle competenze STEAM in modo inclusivo, creativo e accessibile, contribuendo a ridurre le disuguaglianze e a stimolare curiosità e spirito critico. Continueremo a investire su Casa Corsini come luogo aperto, plurale e generativo, per il benessere e lo sviluppo della nostra comunità, oggi e nel futuro.”, evidenzia l’assessora alla Politiche giovanili e Associazionismo, Marilisa Ruini.

Casa Corsini si trova in via Statale n. 83 a Spezzano, risponde alla mail info@casacorsini.mo.it e al numero telefonico 0536 833190.

Il vicepresidente della Regione Colla riceve Andrea Lenzi, nuovo presidente del Cnr

Il vicepresidente della Regione Colla riceve Andrea Lenzi, nuovo presidente del Cnr
Vincenzo Colla e Andrea Lenzi

“La ricerca è fondamentale per determinare la nostra sovranità tecnologica, che diventa anche economica e sociale. Il Consiglio nazionale per le ricerche, oltre ad essere da sempre strategico per l’Italia, ha un ruolo centrale per il contributo che assicura sul territorio dell’Emilia-Romagna, favorendo quel trasferimento tecnologico indispensabile per l’innovazione di processo e prodotto, la nuova brevettazione e la certificazione. Inserito nella Rete alta tecnologia, il Cnr collabora con i nostri tecnopoli e ai progetti di ricerca nell’ecosistema pubblico-privato che caratterizza la nostra regione, in stretta collaborazione con l’Università. Al nuovo presidente auguro quindi buon lavoro, certo di una continua e proficua collaborazione in vista delle sfide che ci attendono. Alla presidente uscente, Maria Chiara Carrozza, un ringraziamento sentito per il lavoro svolto e per la preziosa collaborazione di questi anni”.

Così il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, ha accolto oggi a Bologna il nuovo presidente del Cnr, Andrea Lenzi.

Un incontro che è servito a fare il punto sui progetti in corso e sulle traiettorie di collaborazione futura: “Abbiamo davanti a noi il periodo in cui termina la fase del Pnrr e si dovrà guardare a una nuova dimensione per lavorare a progetti che consentano di accedere ai finanziamenti dell’Ue attraverso alleanze, anche europee ed extraeuropee- ha proseguito Colla-. Lo faremo avendo cura di non disperdere il patrimonio di ricercatori che sono stati impegnati nei progetti del Pnrr, cercando di trattenere un capitale così prezioso. Da qui- conclude Colla- l’importanza del rapporto con il Cnr, per continuare a lavorare insieme ai progetti già avviati e non perdere nuove occasioni in Europa”.

“Ringrazio la Regione Emilia-Romagna e il vicepresidente Colla per il confronto costruttivo e per l’attenzione riservata al ruolo dell’Area della Ricerca del Cnr di Bologna, che rappresenta un nodo strategico per l’innovazione scientifica e tecnologica del territorio– dichiara il presidente del Cnr, Andrea Lenzi-. Intendo inoltre esprimere il mio apprezzamento ai ricercatori e alle ricercatrici del Cnr che operano in Emilia-Romagna per l’ottimo lavoro svolto, in particolare nell’attuazione dei grandi progetti del Pnrr, che hanno rappresentato un’iniezione significativa di risorse, competenze e opportunità.  La sfida che abbiamo davanti- prosegue Lenzi- è rendere questi progetti strutturali, puntando sulla qualità scientifica e sulla capacità di trasformare investimenti straordinari in traiettorie durature di sviluppo e in alleanze solide anche a livello europeo. In questo senso il piano e l’attenzione all’ultimo miglio sono decisivi: avere all’interno del Tecnopolo infrastrutture e competenze capaci di tradurre la ricerca in innovazione è un elemento di forza per il sistema regionale e nazionale”.

“Il Cnr è pronto a collaborare in modo continuativo con la Regione, l’Università e le realtà territoriali, che ospitano rinomate eccellenze, se pensiamo solo – da ultimo – all’Università dell’Onu inaugurata dal Ministro Anna Maria Bernini lo scorso dicembre- chiude Lenzi-. In questo modo il lavoro avviato con il Pnrr potrà diventare una base stabile per la competitività futura del Paese”.

Il Cnr di Bologna, nella cui area lavorano circa 800 persone, fa parte della Rete alta tecnologia dell’Emilia-Romagna e ospita uno dei Tecnopoli regionali. È socio di Art-ER e collabora attivamente con l’ecosistema dell’innovazione insieme alle Università e agli altri centri di ricerca.

Sicurezza a Formigine: presentato il bilancio 2025 della Polizia locale

Sicurezza a Formigine: presentato il bilancio 2025 della Polizia localeSono stati presentati alla Commissione consiliare sulla Sicurezza, da parte della Comandante Susanna Beltrami, i dati relativi all’operato della Polizia locale di Formigine relativi al 2025.

Anche grazie alla riorganizzazione degli orari e dei turni del comando locale, a partire dal mese di settembre, sono raddoppiati rispetto all’anno precedente i veicoli e le persone controllate (2.511 veicoli e 2.203 persone). 2.909 le strade pattugliate al fine di prevenire i furti in abitazione. Per quanto riguarda invece i controlli sul trasporto pesante, si conferma il trend sull’alta percentuale di sanzioni: il 67% dei 153 veicoli controllati è stato sanzionato.

Sono stati rilevati 160 incidenti stradali, nessuno dei quali con esito mortale.

Ammontano a 876 le sanzioni somministrate per il mancato rispetto dei limiti di velocità. Una di queste, ha visto il superamento di 70 Km/h rispetto al limite consentito, raggiungendo i 160 Km/h. Il sistema di rilevazione della velocità attualmente avviene tramite telelaser.

Particolarmente significativa è stata l’attività di pattugliamento congiunta con gli altri comandi del distretto ceramico, nell’ambito del progetto di collaborazione intercomunale per la sicurezza stradale promosso dalla Regione Emilia-Romagna. Ammontano a una settantina i controlli congiunti con altri corpi di Polizia.

Crescono complessivamente i controlli riguardanti il commercio (fisso e ambulante) e i pubblici esercizi (249 in totale). Particolarmente rilevante l’operazione condotta per reprimere la vendita di alcolici a minori, alla quale è seguita la sospensione di una licenza d’esercizio per due settimane da parte della Questura.

In materia di prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio, sono stati avviati 42 procedimenti.

Formigine si conferma attenta anche alla tutela degli animali, con 80 controlli effettuati. Per quanto riguarda invece la vigilanza sull’applicazione delle leggi a tutela dell’ambiente, le sanzioni sono diminuite nel 2025 rispetto all’anno precedente (88 in totale). La spiegazione, supportata anche dal raffronto con il numero di segnalazioni rispetto agli abbandoni, ugualmente in diminuzione, potrebbe essere spiegato nel maggiore rispetto del sistema di raccolta differenziata.

Per quanto riguarda l’attività di indagine delegata dall’autorità giudiziaria, sono 88 le comunicazioni di notizia di reato alla Procura della Repubblica.

Rimane strategica la collaborazione con i volontari della sicurezza. Nel 2025 i gruppi di controllo del vicinato sono aumentati di 6 unità (arrivando a 41). Inoltre, a seguito di un corso specifico, sono stati formati 23 nuovi volontari.

Afferma la sindaca Elisa Parenti: “Il 2026 segnerà un passo avanti decisivo con l’attuazione di una strategia integrata che punta su prevenzione, controllo e nuove tecnologie. A partire dalla prossima stagione primaverile ed estiva, introdurremo gli Street Tutor nelle aree di maggior aggregazione giovanile. Questa nuova figura avrà il compito di monitorare il territorio e informare i ragazzi, promuovendo una convivenza civile e rispettosa. Per facilitare il dialogo con i più giovani, abbiamo già predisposto modalità di comunicazione “smart” e digitali per diffondere la conoscenza del nostro Regolamento di Polizia Urbana. L’organico del comando sarà ampliato con nuove assunzioni. Ma continueremo a formare anche i nostri preziosi volontari, con un corso specifico sulla privacy dedicato ai gruppi di controllo del vicinato. Annunciamo anche a breve l’adesione al Protocollo d’Intesa con la Prefettura finalizzato alla prevenzione di atti illegali e situazioni di pericolo all’interno di esercizi pubblici e discoteche, rendendo i luoghi del divertimento più sicuri”.

Conclude l’assessore alla sicurezza integrata Andrea Corradini: “Grazie alla partecipazione al bando della Regione Emilia-Romagna, nel 2026 potenzieremo il parco mezzi della nostra Polizia Locale con due nuovi veicoli. Non si tratta solo di mobilità, ma di operatività: doteremo infatti i nostri agenti di bodycam e di moderni strumenti per la videoregistrazione degli atti di Polizia Giudiziaria. Proseguiremo la collaborazione con gli istituti di vigilanza privata, che affiancheranno la Polizia Locale nel presidio del territorio durante le ore serali e notturne. Infine, è in corso in questi giorni l’installazione 35 nuove telecamere e di 5 varchi OCR (Sistema Targa System) che andranno a potenziare l’attuale impianto di videosorveglianza comunale”.

 

Ires Emilia-Romagna su redditi, retribuzioni, povertà e consumi

Ires Emilia-Romagna su redditi, retribuzioni, povertà e consumiIl quadro che emerge dall’analisi di redditi, retribuzioni, povertà e consumi in Emilia-Romagna restituisce l’immagine di una regione che si colloca sopra la media nazionale rispetto alle dimensioni esaminate, ma che, tuttavia, continua a fare i conti con elementi di criticità strutturali legati a lavoro e salario, che si ripercuotono in una maggiore difficoltà a tradurre le crescite nominali di redditi e retribuzioni in un effettivo miglioramento delle condizioni di vita.

Il reddito medio imponibile in Emilia-Romagna, sulla base delle dichiarazioni presentate nel 2024 e riferite all’anno di imposta 2023, è stato pari a poco meno di 25.900 euro. La crescita rispetto all’anno precedente è stata pari al 4,8%, inferiore al tasso di inflazione (5,7%). La maggior parte dei contribuenti rientra tra i 15.000 e i 55.000 euro, con una distribuzione più equilibrata rispetto alla media nazionale, ma sempre attraversata da forti differenze interne tra i diversi territori (Parma e Bologna i più ricchi, Rimini il più povero) nonché tra capoluoghi (generalmente più ricchi) e piccoli comuni (quasi sempre più poveri).

I redditi da lavoro dipendente crescono meno anche rispetto a tutti gli altri redditi, a partire da quelli da lavoro indipendente (lavoro autonomo, attività imprenditoriale, partecipazione), gli unici a crescere più dell’inflazione.

Nel 2024, in regione, le retribuzioni medie giornaliere dei dipendenti privati non agricoli ammontano a 120,2 euro e sono aumentate del 3,6%, un valore superiore alla crescita nazionale, ma comunque insufficiente a recuperare il ritardo accumulato negli anni precedenti rispetto all’aumento dei prezzi: nell’ultimo triennio la perdita del potere d’acquisto è di oltre il 7%.

Le province costiere, caratterizzate da una maggiore incidenza di lavoro stagionale e di tempo parziale, presentano livelli retributivi annui più bassi: si va da 18.350 euro a Rimini a 28.672 euro a Bologna. Solo circa la metà dei dipendenti privati lavora tutto l’anno a tempo pieno e a tempo indeterminato; tra le donne la quota scende al 35,9%. Ulteriori elementi che generano differenziali retributivi sono la qualifica professionale e il settore: i dirigenti guadagnano oltre cinque volte gli operai, mentre le attività finanziarie sono le più remunerative, quelle legate all’alloggio e ristorazione le più basse.

Quasi il 30% dei dipendenti privati non agricoli in regione ha percepito nel 2024 una retribuzione inferiore ai 15.000 euro annui e si può stimare che il 2,6% (oltre 19.000) abbiano lavorato con una retribuzione oraria inferiore ai 10 euro.

Non da ultimo, resta elevato il divario retributivo di genere: le donne guadagnano 21 euro al giorno in meno e il 37,6% non supera i 15.000 euro annui. Sotto i 15.000 euro annui rientrano soprattutto donne, giovani, operai, part-time, assunti a tempo determinato, spesso impiegati nel turismo.

Anche rispetto agli indicatori della povertà e della disuguaglianza l’Emilia-Romagna si conferma collocarsi su condizioni mediamente migliori nei confronti del resto del Paese.

Le crisi che si sono susseguite, tuttavia, hanno prodotto un incremento dei livelli di povertà nella popolazione, che unitamente all’erosione del potere di acquisto, hanno accentuato dinamiche di povertà strutturali che vedono particolarmente esposte le famiglie numerose, i nuclei monogenitoriali, le persone sole, i giovani, gli stranieri e chi vive in affitto. In regione, nel 2024, si ravvisano segnali di peggioramento importanti per il rischio di povertà o esclusione sociale (10,1%) e per la bassa intensità lavorativa (4,9%).

La distribuzione della ricchezza resta fortemente concentrata. Sebbene gli indicatori di disuguaglianza collochino la regione su livelli contenuti rispetto alla media nazionale, non vi sono inversioni di tendenza nel tempo, anzi: le coorti più giovani (25-40 anni) sperimentano condizioni economiche peggiori rispetto alle generazioni precedenti, nonostante livelli di reddito, retribuzioni nominali e istruzione più elevati.

La struttura dei consumi e la condizione abitativa rappresentano un ulteriore elemento critico. La spesa per l’abitazione assorbe una quota rilevante del bilancio familiare (quasi il 40%) e l’aumento dei prezzi delle case e degli affitti, insieme alla crescita delle rate dei mutui, contribuisce ad amplificare le disuguaglianze e il disagio abitativo.

In questo contesto il sostegno ai redditi da lavoro e da pensioni, il rafforzamento delle politiche redistributive, nonché gli interventi sui temi dell’abitare, risultano centrali per il contrasto alla povertà e alle disuguaglianze. “In questo Paese avviato a un declino che il Governo tenta faticosamente di nascondere sotto il tappeto, senza riuscirci, anche l’Emilia-Romagna non può essere un’isola felice – è il commento del segretario generale della Cgil Emilia Romagna Massimo Bussandri –  Ce lo dicono soprattutto due dati:  soltanto la metà dei lavoratori dipendenti privati non agricoli di questa regione sono lavoratori stabili e continuativi. Gli altri sono precari, discontinui, tra le donne poi la percentuale di chi è stabile e strutturato non supera il 30%.  L’altro dato preoccupante è che quasi un terzo degli stessi dipendenti di questa regione non arrivano a 15000 euro lordi annui di reddito, cioè sono  lavoratori sostanzialmente poveri. Questo dipende da tanti fattori, il primo è ovviamente che siamo nel pieno di  una crisi strutturale dell’offerta industriale e manifatturiera di cui il nostro territorio risente particolarmente. Bisogna quindi – incalza Bussandri –  difendere il nostro sistema manifatturiero anche impedendo che ne vengano espulsi lavoratori, poi qualificare il lavoro nei settori più fragili dal punto di vista contrattuale e retributivo e anche intervenire su alcune dinamiche, penso al caro casa ma anche ai costi della luce, dell’acqua e del gas. Lanciamo un messaggio alla Regione, bisogna ripartire dalle condizioni del lavoro dipendente,  porteremo questi dati al tavolo di rinnovo del Patto per il Lavoro e il Clima”.

Secondo il presidente di Ires Er Giuliano Guietti. “Tutti i dati confermano che i salari e le pensioni, principali contribuenti del fisco, hanno avuto negli ultimi anni una crescita molto inferiore rispetto all’aumento dei prezzi. L’Emilia-Romagna continua ad avere, su molti aspetti, condizioni migliori rispetto alla media nazionale, ma alcuni segnali sono preoccupanti: la persistenza, soprattutto in alcuni settori, di ampie fasce di precariato e lavoro a tempo parziale, nonché la crescita del rischio di povertà o esclusione sociale”.

Uffici di prossimità per servizi giudiziari: la Regione investe oltre 2 milioni

Uffici di prossimità per servizi giudiziari: la Regione investe oltre 2 milioniLa Regione invita i Comuni e le Unioni di Comuni a manifestare interesse per attivare nel proprio territorio un ufficio di prossimità, cioè quegli sportelli che rendono i servizi giudiziari direttamente accessibili sul territorio, senza bisogno di recarsi in Tribunale.
L’invito è di tipo esplorativo e l’attivazione degli Uffici di Prossimità rimane condizionata alla sottoscrizione dell’Accordo istitutivo dell’Ufficio da sottoscrivere tra Regione, Tribunale, ed ente locale, secondo uno schema già definito. Il finanziamento previsto per la Regione ammonta complessivamente 2,15 milioni di euro.

Promossi dal ministero della Giustizia nell’ambito del progetto regionale Digiter, finanziato con risorse del Programma operativo complementare Pon Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, gli uffici di prossimità offrono orientamento, supporto nella compilazione di pratiche e nella predisposizione di atti che le parti, e gli ausiliari del giudice, possono redigere senza l’ausilio di un legale oltre che servizi di deposito telematico.

“Il nuovo invito viene proposto a seguito delle verifiche effettuate con gli enti che avevano manifestato un interesse nel 2019- spiega l’assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni-. Sui venti possibili Uffici di Prossimità attivabili ci sono ancora una quindicina di posti disponibili. Si tratta di strutture che facilitano l’accesso alla giustizia, un servizio molto utile in particolare alle fasce deboli e persone fragili, che riduce i costi e gli spostamenti”.

Le candidature

Possono presentare domanda esclusivamente i Comuni e le Unioni di Comuni (incluso il Circondario imolese) che dichiareranno la disponibilità ad assicurare la funzionalità dell’Ufficio di prossimità con proprie risorse umane e la messa a disposizione di locali idonei. Il singolo Comune non può rispondere singolarmente alla manifestazione di interesse se partecipa l’Unione dei Comuni di cui fa parte.

La Regione Emilia-Romagna, con il coinvolgimento degli uffici giudiziari interessati, assicurerà l’allestimento degli Uffici di prossimità individuati, la formazione degli operatori dei Comuni e delle Unioni di Comuni addetti al servizio, oltre all’infrastrutturazione informatica per il corretto funzionamento dei software trasferiti e la promozione e comunicazione dei servizi offerti alla cittadinanza.

I Comuni e le Unioni di Comuni dovranno garantire per ogni Ufficio di prossimità un adeguato periodo di apertura, con l’impegno di valutare l’estensione del servizio al target medio regionale di 120 giorni di apertura all’anno.

Le candidature potranno essere presentate entro giovedì 12 febbraio, esclusivamente mediante posta elettronica certificata a questo indirizzo: programmiarea@postacert.regione.emilia-romagna.it.

Innovazione e trasferimento tecnologico, giovedì 22 gennaio workshop a Bologna

Innovazione, crescita e trasferimento tecnologico. Ruota intorno a questi temi l’incontro che si terrà giovedì 22 gennaio 2026 a Bologna nella sala XX Maggio della Terza Torre, (viale della Fiera 8), con avvio dei lavori alle ore 9,30.

Promossa da Regione e sede di Bologna della Banca d’Italia, l’iniziativa intende approfondire il contributo dell’innovazione alla crescita dell’economia regionale, analizzando in particolare il ruolo dell’università, delle infrastrutture per la ricerca e delle reti di collaborazione presenti sul territorio.

Saranno affrontati anche i temi dell’ecosistema regionale dell’innovazione, il confronto con le realtà europee più avanzate, i poli di innovazione pubblico-privato su tecnologie avanzate come intelligenza artificiale, Big data e cybersicurezza.

Introdurranno i lavori il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, e il direttore della sede di Bologna della Banca d’Italia, Pietro Raffa.
Interverranno economisti, docenti universitari, rappresentanti del mondo della ricerca e delle organizzazioni imprenditoriali.

Al via a Bologna la prima edizione degli Stati generali delle Dop e Igp, promossi dalla Regione

Al via a Bologna la prima edizione degli Stati generali delle Dop e Igp, promossi dalla RegioneUn summit italiano sulle Dop e Igp che, a partire dall’esperienza dell’Emilia-Romagna, affronta una delle questioni centrali per l’agroalimentare europeo: il futuro delle produzioni di qualità certificata, tra politiche Ue, mercati internazionali e territori.

Sono gli Stati generali delle Dop e Igp, promossi dalla Regione Emilia-Romagna, che nella loro prima edizione hanno riunito oggi a Bologna istituzioni, consorzi di tutela, imprese ed esperti nazionali ed europei. Un appuntamento inedito, pensato per avviare una riflessione strutturata sul ruolo delle Indicazioni geografiche come leva di sviluppo economico, competitività delle filiere e presidio dei territori, assumendo l’esperienza emiliano-romagnola – Food Valley d’Europa – come riferimento per un modello di crescita fondato su qualità certificata, identità territoriale e capacità competitiva.

Un ruolo che trova conferma nei numeri: 44 produzioni Dop e Igp, il numero più alto in Italia, con un valore complessivo della Dop Economy pari a 3,9 miliardi di euro. Le produzioni alimentari rappresentano 3,5 miliardi di euro, pari all’88,5% del valore complessivo, mentre il vino a Indicazione geografica vale 455 milioni di euro (11,5%).

Nel complesso, l’agroalimentare regionale vale circa 37 miliardi di euro, di cui oltre 10 miliardi destinati all’export, ed è la seconda voce dell’export dell’Emilia-Romagna, dopo meccanica e meccatronica. Sul territorio operano oltre 53mila imprese agricole e agroalimentari, di cui circa 4.500 dell’industria alimentare, mentre la produzione lorda vendibile agricola si attesta a 6 miliardi di euro.

“Con gli Stati generali delle Dop e Igp l’Emilia-Romagna si conferma un laboratorio nazionale per le politiche della qualità agroalimentare- dichiarano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Apriamo un confronto strutturato sul futuro delle Indicazioni Geografiche in Europa e nel mondo, per contribuire alla costruzione di un vero piano di azione europeo capace di rilanciare il settore e rafforzare cultura alimentare, crescita dei territori e identità”.

“Le Dop e le Igp non sono soltanto un valore economico: sono coesione sociale, presidio dei territori e futuro per le nostre comunità- proseguono presidente e assessore-. I dati sull’export lo confermano: qualità certificata, legame con il territorio e filiere organizzate sono leve decisive per la crescita dell’agroalimentare emiliano-romagnolo. Un patrimonio economico e culturale che rende centrale, anche a livello europeo, il rafforzamento delle politiche di tutela, promozione e valorizzazione delle Indicazioni geografiche. Oggi più che mai l’Europa deve tornare a essere un luogo di scelte coraggiose, dove sia chiaro che produrre cibo non significa solo rispondere a un bisogno, ma investire in lavoro, cultura, identità e sviluppo dei territori, per costruire un’Unione europea più forte, giusta e sicura. Come Regione abbiamo messo a disposizione, nelle annualità 2025 e 2026, 25 milioni di euro per la promozione agroalimentare”.

“In Emilia-Romagna- aggiunge l’assessora al Turismo e Commercio, Roberta Frisoni- il legame tra Indicazioni geografiche, territorio e turismo è un pilastro delle politiche di sviluppo e promozione integrata. Le Dop e Igp rappresentano non solo eccellenze agroalimentari riconosciute a livello internazionale, ma sono autentiche ambasciatrici di territori, tradizioni e identità. Dalle Strade dei sapori alle fiere ed eventi enogastronomici, l’Emilia-Romagna è un fiorire di iniziative che crescono nel tempo, attraendo sempre più turisti anche dall’estero.  È su questa integrazione tra produzione di qualità, turismo e territorio che la Regione Emilia-Romagna continua a scommettere come leva strutturale di competitività, per rispondere alla domanda di un turismo sempre più consapevole, sostenibile e orientato alla ricerca di esperienze autentiche e di qualità”.

Nel corso del convegno è stato ribadito il valore territoriale e culturale delle Indicazioni Geografiche, che l’Europa ha valorizzato con uno specifico regolamento.  In Emilia-Romagna sono fondamentali per mantenere viva l’attività economica e sociale nelle aree rurali interne, contrastare lo spopolamento e garantire occupazione e identità. Dall’Appennino fino alle filiere della collina e della montagna, le Dop e Igp rappresentano un modello di sviluppo sostenibile e radicato.

Ampio spazio è stato dedicato anche allo scenario europeo. La Regione Emilia-Romagna ha espresso, insieme al Comitato delle Regioni, una forte contrarietà alla proposta della Commissione europea sul bilancio pluriennale che prevede l’accorpamento dei fondi della Politica agricola comune e dei Fondi di coesione, oltre alla gestione centralizzata delle risorse e al taglio del budget della Pac, elementi che rischiano di compromettere redditi agricoli, investimenti e sicurezza alimentare. Il Parlamento europeo ha recentemente dato il via libera al nuovo Regolamento che valorizza ulteriormente le Dop e le Igp, rafforzando la tutela del reddito degli agricoltori e delle imprese, la sostenibilità e la trasparenza verso i cittadini che acquistano i prodotti: un risultato storico per l’Emilia-Romagna e per tutto il Paese.

Nel corso dei lavori la Regione ha quindi rilanciato 5 proposte per rafforzare il ruolo delle Indicazioni geografiche in Europa, già presentate lo scorso novembre a Bruxelles in occasione della Settimana della cucina italiana: l’attivazione di un fondo straordinario europeo da 1 miliardo di euro per la promozione delle Dop e Igp; un piano europeo per l’utilizzo delle Dop e Igp nella ristorazione, esteso a tutta la rete dei ristoranti; il rafforzamento della formazione enogastronomica per le giovani generazioni, nelle scuole di cucina e alberghiere di tutta l’Unione, l’introduzione nelle mense scolastiche di prodotti a Indicazione geografica, l’istituzione di un credito di imposta per chi acquista prodotti Dop e Igp nella ristorazione, per sostenere il settore agroalimentare.

“Proposte di buon senso- concludono de Pascale e Mammi- che possono fare la differenza, soprattutto in una fase complessa per l’agricoltura. Scelte in controtendenza rispetto a una visione che riduce il cibo a semplice ‘commodity’, e che invece rimettono al centro l’agricoltura, l’agroalimentare e la produzione di qualità come base di uno sviluppo a misura d’uomo, capace di incentivare comunità coese e valorizzare le identità territoriali”.

A sostegno di questo percorso, la Regione Emilia-Romagna ha destinato 25 milioni di euro nel biennio 2025–2026 per la promozione nazionale e internazionale delle produzioni di qualità, con missioni strategiche all’estero, attività a Bruxelles e iniziative di valorizzazione sui mercati europei e internazionali.

premiazione produttori

Le proposte della Regione per valorizzare le Indicazioni geografiche europee

La Regione Emilia-Romagna ha definito cinque proposte di carattere strategico per rafforzare la promozione e la valorizzazione delle Dop e delle Igp a livello europeo e internazionale. La prima riguarda l’attivazione di un Fondo straordinario europeo da 1 miliardo di euro dedicato alla promozione delle Indicazioni geografiche. La misura è stata già sottoposta al Commissario europeo Hansen a partire dallo scorso aprile, in occasione di Vinitaly 2025, come risposta alle tensioni commerciali internazionali e come strumento strutturale di sostegno alla promozione delle produzioni europee di qualità sui mercati globali. Un secondo ambito di intervento riguarda il rafforzamento dell’impiego delle Dop e delle Igp all’interno della rete della ristorazione europea. L’obiettivo è promuovere un utilizzo più diffuso e consapevole dei prodotti a Indicazione geografica non solo nei circuiti di alta ristorazione, ma anche nella ristorazione commerciale e collettiva, attraverso azioni coordinate di informazione, formazione e valorizzazione nei menu.

La terza proposta è orientata al potenziamento della formazione enogastronomica delle giovani generazioni, con particolare riferimento alle scuole di cucina e agli istituti alberghieri dell’Unione europea, per promuovere la conoscenza del valore economico, culturale e produttivo delle Indicazioni geografiche e favorirne un utilizzo consapevole nelle future professioni del settore.

La quarta proposta riguarda l’impiego nelle mense, attraverso un piano strutturato e condiviso, dei prodotti a indicazione geografica, valorizzandone l’introduzione anche con una campagna di comunicazione alle famiglie, che ne spieghi il valore e la qualità garantita.

L’ultima proposta infine è l’istituzione, a livello nazionale, di un credito d’imposta per i ristoratori che utilizzano prodotti agroalimentari Dop, Igp e di qualità certificata, per sostenere la filiera agroalimentare, incentivare la valorizzazione dei prodotti locali e promuovere la cultura enogastronomica italiana e regionale.

400.000 euro per l’adeguamento antincendio delle scuole sassolesi

400.000 euro per l’adeguamento antincendio delle scuole sassolesi400.000 euro per l’adeguamento antincendio delle scuole sassolesi con l’obiettivo di aggiungerne ulteriori 200.000 a breve.

“Investire sulle scuole significa investire sul futuro della città – dichiara il Sindaco Matteo Mesini – così come garantire ambienti sicuri per studenti, insegnanti e personale scolastico è un dovere dell’Amministrazione: questo è stato uno dei principi cardine che abbiamo seguito sin dal momento del nostro insediamento. L’attenzione alle nuove generazioni, alle loro famiglie, ci ha spinto ad investire sulla scuola partendo già dai nidi, con l’azzeramento delle liste d’attesa e l’istituzione di nuove sezioni lattanti nel nuovissimo nido Parco, ma anche a mettere a bilancio più di un milione e duecento mila euro tra interventi già realizzati, lavori in corso e progettazioni finanziate per i Certificati di Prevenzione Incendio nelle strutture”.

L’Amministrazione comunale ha partecipato al bando emanato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito “per la concessione di contributi in favore di enti locali per l’adeguamento alla normativa antincendio e per interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico”, candidando tre progetti, ciascuno del valore di 200.000 euro, relativi agli edifici scolastici Sant’Agostino, Leonardo e scuola secondaria Parco Ducale/Cavedoni.

A seguito della pubblicazione della graduatoria ministeriale, due progetti – quelli relativi alla scuola Leonardo e alla scuola secondaria Parco Ducale/Cavedoni – sono risultati aggiudicatari del contributo, per un totale di 400.000 euro. Il progetto relativo alla scuola Sant’Agostino si è invece collocato come primo tra gli esclusi, mantenendo quindi concrete possibilità di ottenere il finanziamento nel caso di scorrimento della graduatoria.

Per consentire la piena e tempestiva realizzazione degli interventi e garantire la copertura finanziaria complessiva dei tre progetti, al prossimo Consiglio comunale verrà sottoposta una variazione di bilancio pari a 600.000 euro.

“Abbiamo deciso di partecipare a questo bando per proseguire con determinazione il percorso di adeguamento degli edifici scolastici alle normative antincendio – sottolinea l’Assessore ai Lavori Pubblici Maria Raffaella Pennacchia – seppure in un periodo di risorse sempre più scarse che tutti i Comuni si trovano ad affrontare, intervenendo in modo concreto e strutturale. I contributi ottenuti rappresentano un risultato importante, frutto di un lavoro tecnico puntuale e di una programmazione attenta di cui ringrazio gli uffici che, in poche settimane, sono riusciti a realizzare i progetti e a vincere i contributi”.

“I finanziamenti ottenuti dal Ministero e la variazione di bilancio che porteremo in Consiglio – conclude il Sindaco –  vanno esattamente in questa direzione: rafforzare la sicurezza e la qualità dei nostri edifici scolastici, cogliendo tutte le opportunità di finanziamento disponibili per una città più sicura ed a misura di bambino e delle loro famiglie”.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 21 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 21 gennaio 2026Al mattino cielo poco nuvoloso ad ovest; nuvoloso sul resto della regione. Dal pomeriggio generale intensificazione della nuvolosita’ con pioggia debole sull’estremo settore sud-orientale, a carattere nevoso a quote superiori ai 700 metri.

Temperature in lieve calo, minime comprese tra -3 gradi e 0 gradi in pianura, tra -1 e 3 gradi sulla costa; massime comprese tra 6/7 gradi. Venti deboli occidentali con rinforzi sulla costa. Mare mosso.

(Arpae)

Imu: Vandelli (Capogruppo Lega), “colpire le parrocchie significa indebolire il tessuto sociale”

Imu: Vandelli (Capogruppo Lega), “colpire le parrocchie significa indebolire il tessuto sociale”Dal comunicato del Sindaco sull’incontro avvenuto in presenza dei parroci, in merito alla questione legata agli accertamenti IMU notificati ad alcune parrocchie alla fine dello scorso anno, emerge un quadro sicuramente più rassicurante, sotto il profilo della propensione al dialogo.

A maggior ragione se ricordiamo i metodi draconiani con cui l’avviso di accertamento è stato notificato, imponendo il pagamento delle imposte non versate (ma nemmeno dovute) a 60 giorni dalla notifica.

Ma se la questione riguarda, per fare eco alle stesse parole del Sindaco, solo l’aspetto dell’ottemperanza all’obbligo normativo di presentare la dichiarazione per l’esenzione dal pagamento dell’imposta, quale il senso di chiedere il versamento di tributi non dovuti?

Ebbene sì perché, come ammesso dal Sindaco, non è competenza certo del Comune stabilire quali categorie possano godere dell’esenzione dalla tassa, e su questo la legge parla chiaro: il D.Lgs. 504/1992 stabilisce all’art. 7 l’esenzione al pagamento per gli “immobili utilizzati da enti non commerciali destinati allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di religione o di culto.” (categorie conservate nella disciplina IMU vigente).

Se la questione è effettivamente legata all’inadempimento formale (mancata dichiarazione), allora è quello che deve essere contestato.
Se il Sindaco intende invece sostituirsi al legislatore lo dica.

Non c’è direzione in cui il declamato “dialogo” debba andare se non quella di ritirare immediatamente gli accertamenti, che, in ottemperanza alla legge nazionale, non sarebbero nemmeno dovuti essere notificati.

Ed anzi, forse sarebbe anche il caso di chiedere scusa e dimostrare rispetto verso queste istituzioni.
Visto e considerato che il mondo delle parrocchie e delle associazioni rappresenta il collante di una rete sociale di cui c’è sempre più bisogno. Oggi la nostra società soffre più che mai le piaghe dell’emarginazione, della mancata socializzazione, dell’isolamento, soprattutto dei più giovani – anagraficamente parlando, non posso che riconoscerlo – e rattrista l’idea che uno degli ultimi presidi di inclusione e partecipazione – come testimonia l’esperienza quotidiana di parrocchie e oratori – debba essere penalizzato per miopia politica e amministrativa.

Il Sindaco ritratti le sue posizioni, ammetta l’errore.
Non faccia appello a leggi nazionali, che evidentemente non conosce neanche lui, e faccia un passo indietro.

Sassuolo Calcio: prolungato il contratto di Emiliano Bigica fino al 30 giugno 2027

Sassuolo Calcio: prolungato il contratto di Emiliano Bigica fino al 30 giugno 2027

L’U.S. Sassuolo Calcio ha comunicato il prolungamento del contratto di Emiliano Bigica fino al 30 giugno 2027.

Mister Emiliano Bigica si è legato ai nostri colori ad agosto 2020 per ricoprire il ruolo di allenatore della Primavera, con cui ha raggiunto i vertici del campionato di categoria. Nella stagione 2023/2024 il Sassuolo guidato da Bigica supera nelle fasi finali Atalanta, Inter e Roma: i neroverdi si cuciono sul petto lo Scudetto.

Il 20 agosto agosto 2024, al Mapei Stadium la formazione Under 20 conquista anche la Supercoppa Primavera e mister Bigica aggiunge un altro importante traguardo, insieme all’esperienza in Youth League.

Sono onorato e gratificato di continuare a far parte della famiglia Sassuolo“, queste le prime parole di Emiliano Bigica. “Ringrazio la famiglia Squinzi, il Presidente Carlo Rossi, l’Amministratore Delegato Giovanni Carnevali, il Direttore Sportivo Francesco Palmieri e il Responsabile del Settore Giovanile Angelo Carbone per la fiducia e la stima che ripongono in me e che continuano a dimostrarmi. Sono motivato e determinato al raggiungimento dei nostri obiettivi. Grazie ancora alla società per l’opportunità“.

In queste stagioni, oltre ad aver contribuito alla crescita e alla formazione calcistica di tanti giovani neroverdi, Bigica si è distinto per professionalità e valori umani, elementi imprescindibili per la società che hanno convinto le parti ad estendere questa avventura.

Scuola: incontro in Prefettura. No al commissariamento e al taglio di 17 autonomie in Emilia Romagna

Scuola: incontro in Prefettura. No al commissariamento e al taglio di 17 autonomie in Emilia RomagnaNel pomeriggio di oggi le Organizzazioni sindacali regionali della scuola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda UNAMS, SNALS CONFSAL dell’Emilia Romagna sono state ricevute dal Prefetto di Bologna per rappresentare le forti criticità istituzionali e sociali determinate dalla decisione del Governo di procedere al dimensionamento della rete scolastica regionale attraverso la nomina di un commissario ad acta e la conseguente riduzione di 17 autonomie scolastiche.

“Nel corso dell’incontro – spiega una nota – le Organizzazioni sindacali hanno ribadito la netta contrarietà a un provvedimento ritenuto grave e ingiustificato per un sistema, quello emiliano romagnolo, complessivamente in equilibrio e già coerente con i parametri previsti; forzare ulteriori accorpamenti significa creare istituzioni scolastiche eccessivamente grandi, indebolire l’autonomia, peggiorare l’organizzazione del lavoro e ridurre la qualità del servizio, con ricadute più pesanti nei territori interni e montani.
Le Organizzazioni sindacali hanno chiesto, richiamando le posizioni espresse dai massimi livelli istituzionali della regione, che qualsiasi ipotesi di riorganizzazione passi da un confronto vero con istituzioni, comunità scolastiche e territori, in un quadro di trasparenza e responsabilità.
Il Prefetto, nel prendere atto delle preoccupazioni rappresentate, ha sottolineato l’importanza della scuola pubblica come presidio sociale e ha assicurato la disponibilità a trasmettere formalmente ai livelli competenti le osservazioni e le richieste delle Organizzazioni sindacali, mantenendo aperto un canale di interlocuzione istituzionale per favorire un percorso di dialogo.
Le Organizzazioni sindacali confermano quindi la mobilitazione già avviata e ribadiscono l’invito a partecipare alla manifestazione regionale di sabato 24 gennaio 2026 a Bologna, con partenza dalla Prefettura e corteo verso l’USR, per difendere la scuola pubblica e dire no a commissariamento e dimensionamento”.

(Monica Ottaviani, FLC CGIL ER – Luca Battistelli, CISL SCUOLA ER  – Serafino Veltri, UIL Scuola RUA ER –  Rosarita Cherubino, Gilda UNAMS ER  e Gianni Fontana, SNALS CONFSAL ER)

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