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mercoledì, 8 Aprile 2026
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Una delizia per tutte le stagioni, al via la campagna di comunicazione web e social con protagonista il tartufo dell’Emilia-Romagna

Una delizia per tutte le stagioni, al via la campagna di comunicazione web e social con protagonista il tartufo dell’Emilia-RomagnaProtagonista dei menù di ristoranti, dei buongustai e di tantissimi appuntamenti enogastronomici: il tartufo dell’Emilia-Romagna, con il suo logo di riconoscimento, è al centro di una campagna di comunicazione della Regione per far conoscere le diverse varietà e le azioni messe in campo per promuoverlo.

In Emilia-Romagna sono presenti tutte le specie riconosciute a livello nazionale e la continuità della stagione è proprio una delle caratteristiche su cui punta la campagna di comunicazione, che prende il via con una programmazione su social e web.

“Il tartufo, anzi i tartufi, dell’Emilia-Romagna possono essere considerati veri e propri ambasciatori del territorio- sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi- perché promuovono le nostre produzioni tipiche e rafforzano il legame con i territori e le comunità. Sotto il nostro marchio abbiamo varietà disponibili durante tutto l’anno, a cui sono dedicati appuntamenti che spesso registrano numeri record di visitatori ed espositori. Il progetto che abbiamo ideato mette in rete le diverse realtà provinciali e le associazioni, valorizzandone tradizioni e competenze. In Emilia-Romagna la cultura del tartufo è molto radicata: contiamo quasi 10mila cavatori e una ventina di associazioni distribuite da Piacenza a Rimini. Un valore riconosciuto anche dall’Unesco che nel 2021 ha dichiarato la cerca e la cavatura del tartufo in Italia Patrimonio culturale immateriale dell’umanità”.

“L’obiettivo- conclude Mammi- è valorizzare un prodotto di eccellenza e avvicinare sempre più persone alla sua conoscenza, partendo dai più giovani. Una strategia che darà visibilità anche alle numerose iniziative che la Regione sta mettendo in campo: nei prossimi mesi uscirà un bando per la creazione e il mantenimento di tartufaie didattiche, rivolto sia alle associazioni, sia ai Comuni”.

La campagna di comunicazione

“Il tartufo dell’Emilia-Romagna, una delizia per tutte le stagioni” prevede il coordinamento, sotto un logo comune, di diversi eventi locali, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle varie specie di tartufo e delle rispettive stagionalità.

La campagna prende avvio con contenuti social sulle principali piattaforme per promuovere gli eventi dedicati al tartufo. A questi seguirà un dépliant, disponibile nei punti informativi di Comuni, Unioni montane e associazioni, che illustra le diverse varietà di tartufo presenti in regione: dal nero pregiato al bianco pregiato, dal nero invernale al moscato, dall’estivo (lo scorzone) all’uncinato e al bianchetto, fino al nero liscio e al nero ordinario.

Dal 2022, l’Emilia-Romagna ha rafforzato il percorso di promozione e sostegno del tartufo, posizionandosi al livello di realtà consolidate come Toscana, Piemonte e Marche, oltre che di Paesi europei come Francia e Slovenia. È stata inoltre istituita una Consulta per la tutela e la valorizzazione del tartufo che si riunisce più volte l’anno, a cui partecipano le rappresentati e i rappresentanti delle associazioni dei tartufai, dei tartuficoltori e del mondo agricolo.

Il sassolese Nicola Ferrari presenta il nuovo sinolo “Luce per me”

Il sassolese Nicola Ferrari presenta il nuovo sinolo “Luce per me”Dopo il singolo “Your Darkside”, Nicola Ferrari torna sulla scena musicale con Luce per me, un’intensa rock ballad che anticipa l’EP Your Time Is Now, per l’etichetta Astralmusic. Il nuovo progetto inaugura un percorso artistico strutturato, caratterizzato dalla pubblicazione mensile di brani inediti.

“Luce per me”, in radio dal 23 gennaio, è il primo brano in italiano del nuovo EP e racconta la luce che una persona cara può portare nella nostra vita, capace di illuminare anche i momenti più bui.

«A differenza del palco, dove siamo illuminati dai riflettori, nella vita le luci a volte si spengono – racconta Nicola Ferrari – ed è proprio la presenza di qualcuno accanto a noi che riesce a indicarci la strada».

La scelta di iniziare il 2026 con un brano in lingua italiana e di promuoverlo a Sanremo, luogo simbolo della musica italiana e punto di partenza del tour, rappresenta un omaggio alle proprie radici. La fotografia e la grafica della copertina sono curate dal partner Digital Design.

L’EP “Your Time Is Now” sarà composto da sei tracce (cinque brani originali e una bonus track) e accompagnerà l’ascoltatore in un percorso musicale che si svilupperà mese dopo mese su tutte le piattaforme digitali. Il titolo dell’EP darà inoltre il nome al Tour 2026, che partirà a febbraio da Sanremo e si concluderà a ottobre, in concomitanza con l’uscita del nuovo album.

Il videoclip ufficiale, diretto da Simone Gazzola, è stato realizzato presso Art Distillery Studios di Modena e riprende momenti autentici della registrazione di voci e chitarre. Un set essenziale che racconta attimi intimi, tecnici e irripetibili. Nel video è presente anche il noto chitarrista Nik Messori, che accompagnerà Nicola Ferrari sul palco durante le date del live tour. Il backstage è curato dal fotografo Massimo Zanti. L’intero progetto è prodotto da NF Records per Astralmusic, con la direzione artistica di Francesco Mignogna. Management: Francesca Mercury. Foto a cura di Licia Carpi.

 

Tracklist – EP “Your Time Is Now”

  • I Will Never Stop
  • Your Darkside
  • Incancellabile
  • I Ricordi Lontani
  • Luce per Me
  • Bring Back the Light

 

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/5yhIo8jlYdlttTkq4a45fB

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 24 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 24 gennaio 2026In prevalenza nuvoloso con residue precipitazioni al primo mattino, in esaurimento nelle ore pomeridiane. Nuova tendenza a peggioramento dalla sera associato a precipitazioni diffuse, nevose in Appennino centro-occidentale sopra 800/900 metri, quote tra 1000/1300 metri in Appennino orientale.

Temperature in lieve aumento, con valori minimi tra 3 e 6 gradi e valori massimi tra 6 e 9 gradi. Venti deboli occidentali in in pianura; dalla sera sulla costa tendenti a rinforzare e a disporsi da est-sud est. Mare mosso.

(Arpae)

Svelata oggi dalla Scuderia Ferrari la SF-26

Svelata oggi dalla Scuderia Ferrari la SF-26La Scuderia Ferrari HP ha presentato oggi la SF-26, la nuova monoposto con cui la squadra affronterà il Campionato del Mondo di Formula 1, il cui inizio è previsto l’8 marzo in Australia. La vettura, la settantaduesima realizzata dalla Casa di Maranello per la massima categoria automobilistica, apre un nuovo ciclo regolamentare che segna l’inizio di una fase completamente inedita per la F1, che sarà caratterizzata da vetture più leggere, da un profondo ripensamento dei concetti aerodinamici e da una nuova generazione di power unit. La presentazione si è svolta oggi presso la pista di Fiorano.

Un nuovo ciclo. La SF-26 nasce in un contesto di regolamenti completamente rinnovati, che hanno portato a una revisione approfondita dell’architettura della vettura. Il telaio abbandona l’effetto suolo a favore di un approccio aerodinamico differente, con linee più pulite e una filosofia complessiva orientata alla riduzione del peso e a una maggiore efficienza complessiva, in linea con gli obiettivi fissati dalla Formula 1 per il ciclo tecnico che comincia questa stagione. Anche la power unit rappresenta una svolta: il regolamento 2026 introduce una nuova generazione di propulsori ibridi, con l’eliminazione della MGU-H e una MGU-K potenziata fino a 350 kW, a rafforzare il ruolo della componente elettrica. Questo cambiamento ha richiesto un approccio progettuale completamente nuovo e un’ancora più stretta integrazione tra telaio e power unit.

Linee, colori e identità. Complici i nuovi regolamenti, la SF-26 presenta una linea più pulita e razionalizzata, con proporzioni che trasmettono visivamente un senso di maggiore leggerezza e agilità. La vettura riflette l’obiettivo di semplicità funzionale che ha guidato il lavoro dei progettisti fin dalle prime fasi, con l’obiettivo di ottenere una piattaforma robusta ma anche pronta ad essere sviluppata nel corso della stagione, man mano che saranno disponibili i dati dalla pista. La livrea stagionale collega passato, presente e futuro della Scuderia e ne guida l’ingresso nel nuovo ciclo tecnico, rappresentando il principale elemento visivo di continuità ma nel contempo anche ricco di trasformazioni rispetto a ciò che ha contraddistinto il recente passato della Scuderia Ferrari HP. Tra i tratti più distintivi c’è il ritorno alla vernice lucida, dopo sette stagioni di finitura opaca. Il Rosso Scuderia scelto per il 2026 è più acceso e intenso, con un carattere forte e immediato, accattivante, che si ispira nel disegno alla livrea speciale introdotta a Monza nella stagione 2025. Il colore si colloca inoltre in continuità con il Rosso utilizzato nel decennio a cavallo con il cambio di millennio e riaffermando i valori fondanti di passione, coraggio e identità. Accanto al rosso, il bianco — presenza storicamente limitata ma distintiva nelle livree Ferrari — assume un ruolo nuovo. Posizionato nell’area dell’abitacolo e sull’engine cover, contribuisce a produrre un contrasto visivo netto ed equilibrato, rafforzando la riconoscibilità complessiva della vettura. Nel loro insieme, rosso e bianco definiscono un equilibrio che va oltre l’aspetto cromatico: un dialogo tra radici consolidate e visione orientata al futuro, in cui l’identità storica della Scuderia Ferrari HP continua a evolversi per affrontare nuove sfide tecniche e sportive.

Tute e PR kit. Anche le tute 2026 riflettono l’identità visiva di questo nuovo capitolo. Il rosso resta, naturalmente, il colore protagonista, simbolo inconfondibile della Scuderia, mentre il bianco si conferma come elemento distintivo, volutamente collegato al passato della squadra: è presente nella parte superiore della tuta, all’altezza delle spalle, e avvolge l’intero collo. Un equilibrio cromatico che rafforza il legame tra tradizione e rinnovamento e che accompagnerà i piloti Ferrari in tutto il mondo nel corso del campionato.

Verso la stagione 2026. Con l’inizio dei test, che si aprono con uno shakedown collettivo a Barcellona la settimana prossima –seguiranno poi due sessioni in Bahrain –, la Scuderia Ferrari HP entra in una fase in cui il focus si sposta dalla progettazione alla comprensione della vettura in pista. In un contesto tecnico completamente nuovo per tutti, l’approccio rimarrà quello che da sempre caratterizza la squadra: lavoro metodico, attenzione al dettaglio e analisi dei dati con l’obiettivo di avere una progressione controllata e solida.

Charles Leclerc, Lewis Hamilton

Fred Vasseur, Team Principal

“La SF-26 segna l’inizio di un nuovo ciclo per la Formula 1 e per Ferrari che propone, nello stesso anno, nuove regole per il telaio, per la power unit, nuovi carburanti e gomme con caratteristiche differenti. Questa vettura è il risultato di un grande lavoro di squadra e segna l’inizio di un percorso completamente nuovo, costruito su regole diverse che vede tutti i concorrenti dover fare i conti con non poche incognite. Il team è allineato e più unito che mai in vista della stagione che ci attende. Dalla settimana prossima a Barcellona cominceremo il lavoro di comprensione e validazione della vettura. In questa prima fase la priorità sarà imparare quanto più possibile e iniziare a costruire basi solide sulle quali il lavoro in vista dell’inizio della stagione”.

Charles Leclerc #16

“Le regole 2026 richiedono una preparazione ancora più approfondita, soprattutto a noi piloti. Ci sono molti sistemi nuovi da comprendere e sfruttare al meglio, e per questo abbiamo lavorato molto fin dalle fasi iniziali dello sviluppo del progetto. Nei miei anni con la Scuderia Ferrari HP abbiamo già vissuto insieme importanti cambiamenti regolamentari: sappiamo quanto la sfida sia complessa, ma stiamo lavorando con grande motivazione per arrivare in pista il più preparati possibile. La gestione dell’energia e della power unit sarà uno degli aspetti più significativi, una sfida stimolante che richiederà da parte di noi piloti un processo di adattamento rapido, che faccia leva inizialmente più sull’istinto e poi su un uso sempre maggiore di dati precisi. Il supporto dei tifosi in questa stagione sarà particolarmente: è ciò che rende Ferrari così speciale e ci spinge a dare sempre il massimo.”

 

Lewis Hamilton #44

“Il 2026 rappresenta una sfida enorme per tutti: è probabilmente il cambiamento regolamentare più grande che abbia vissuto nel corso della mia carriera. Quando si entra in una nuova era come questa tutto ruota attorno allo sviluppo, alla capacità di crescere come squadra e di farlo nella stessa direzione. Da pilota è stata una sfida particolarmente intrigante poter esser coinvolto fin dall’inizio nel processo di sviluppo di una vettura così diversa, lavorando con gli ingegneri per definire una direzione condivisa. Sarà un anno estremamente importante sotto il profilo tecnico, in cui il ruolo del pilota sarà centrale nella gestione dell’energia, dei nuovi sistemi e nel contribuire alla comprensione della macchina. È una sfida che affrontiamo insieme, da squadra, potendo contare anche sul supporto straordinario dei tifosi, che significa tantissimo per tutti noi”.

Scheda Tecnica SF-26

Chassis
Telaio in materiale composito a nido d’ape in fibra di carbonio con protezione halo per l’abitacolo
Carrozzeria e sedile in fibra di carbonio
Cambio longitudinale Ferrari a 8 marce più retro
Differenziale posteriore a controllo idraulico
Freni a disco autoventilanti in carbonio Brembo (anteriore e posteriore) e sistema di controllo elettronico sui freni posteriori
Sospensioni anteriori e posteriori a puntone (schema push-rod)
Peso complessivo con acqua, olio e pilota: 770 kg
Ruote anteriori e posteriori: 18”

Power unit
Motore sovralimentato
Nome: 067/6
Cilindrata: 1.600 cc
Sovralimentazione: turbo singolo
Max giri minuto turbo: 150.000
Max portata energetica benzina: 3.000 MJ/h
Configurazione: V6 90°
Nr cilindri: 6
Alesaggio: 80 mm
Corsa: 53 mm
Valvole: 4 per cilindro
Iniezione diretta, max 350 bar

Sistema ERS
Configurazione: sistema ibrido di recupero dell’energia con singolo motogeneratore elettrico (MGU-K)
Pacco batteria: batterie in ioni di litio, peso minimo con elettronica di controllo 35 kg
Energia batteria: 4 MJ max delta SOC, 9 MJ max energia in fase di ricarica
Max tensione di esercizio: 1.000 V
Potenza MGU-K: 350 kW
Max giri minuto MGU-K: 60.000

Scuola: incontro con il Commissario ad acta Di Palma all’USR Emilia Romagna

Scuola: incontro con il Commissario ad acta Di Palma all’USR Emilia RomagnaSi è svolto questa mattina, presso l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna, l’incontro tra le Organizzazioni Sindacali regionali della scuola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda UNAMS, SNALS CONFSAL, ANIEF e il Commissario ad acta Di Palma, nominato dal Governo per procedere al dimensionamento della rete scolastica regionale.

In apertura, il commissario Di Palma si è limitato ad illustrare le norme che regolano l’organizzazione del sistema scolastico quindi il dimensionamento e le motivazioni alla base del provvedimento di nomina adottato dal Consiglio dei Ministri.

Le Organizzazioni Sindacali hanno ribadito la propria posizione, già nota: no al commissariamento e no al dimensionamento che prevede la riduzione di 17 istituzioni scolastiche in Emilia Romagna. Abbiamo sottolineato che la nostra regione presenta un sistema complessivamente in equilibrio, con numeri in ordine e già coerente con i parametri previsti: per questo l’imposizione di ulteriori accorpamenti risulta ingiustificata, iniqua e assume il carattere di una scelta politica che colpisce la scuola pubblica.

Un intervento di questo tipo indebolisce l’autonomia scolastica, aumenta eccessivamente le dimensioni delle istituzioni, appesantisce la gestione e produce ricadute negative su lavoratrici e lavoratori, studenti, famiglie e territori, con effetti particolarmente critici nelle aree più fragili e montane.

Le organizzazioni hanno giudicato insufficiente e deludente l’incontro in quanto dal commissario non sono arrivate delucidazioni, spiegazioni, orientamenti circa le 17 autonomie da chiudere.

Abbiamo quindi chiesto la massima chiarezza su criteri, tempistiche e ricadute organizzative dell’operazione, sottolineando che non può esserci alcun confronto serio senza trasparenza, a partire dall’elemento essenziale: l’indicazione delle istituzioni scolastiche interessate dal dimensionamento. Il commissario ha ribadito che assumerà autonomamente la decisione di attivare il decreto di chiusura delle scuole.

Le OO.SS. hanno inoltre evidenziato un ulteriore e grave elemento di opacità: non è stato reso noto – e ad oggi non è conoscibile con certezza – il dato complessivo del numero degli studenti dell’Emilia Romagna assunto a riferimento.
Solo dopo tali richieste e osservazioni, il Commissario ha riferito di confermare l’impostazione governativa e di voler dare seguito all’operazione di dimensionamento, confermando dunque la prospettiva della riduzione delle 17 autonomie.

A fronte delle nostre richieste, tuttavia, non è stata comunicata alcuna informazione sulle scuole interessate: né l’elenco, né l’indicazione delle istituzioni coinvolte. È un fatto gravissimo: una decisione che incide direttamente su comunità scolastiche e territori viene portata avanti senza rendere noto chi ne subirà gli effetti e senza rendere trasparenti i dati di riferimento.

In queste condizioni, il confronto risulta svuotato di significato e viene negata la trasparenza dovuta a lavoratrici e lavoratori della scuola, famiglie, studenti e amministrazioni locali.

Le Organizzazioni Sindacali, giudicando inutile l’incontro in quanto oggi non è stato fornito nessun elemento conoscitivo sul perimetro dell’operazione di dimensionamento, nel manifestare la propria insoddisfazione, confermano la manifestazione regionale di sabato 24 gennaio 2026 a Bologna, contro il commissariamento e contro il taglio delle autonomie scolastiche in Emilia Romagna, alla quale hanno confermato la presenza il Presidente della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale, l’Assessora regionale all’istruzione Isabella Conti, numerosi amministratori locali, parlamentari e consiglieri regionali, rappresentanti dei consigli d’Istituto.

Il “Tributo a Frank Sinatra”, previsto venerdì al Carani di Sassuolo, rinviato a data da destinarsi

Il “Tributo a Frank Sinatra”, previsto venerdì al Carani di Sassuolo, rinviato a data da destinarsiLo spettacolo “Tributo a Frank Sinatra”, in programma venerdì 23 gennaio al Teatro Carani di Sassuolo, è rinviato a data da destinarsi a causa di un problema di salute di uno degli interpreti.

Il Teatro Carani è al lavoro insieme agli artisti per individuare una data di recupero, che verrà comunicata non appena possibile, e ringrazia il pubblico per la comprensione.

Per qualsiasi necessità è possibile contattare la biglietteria all’indirizzo
biglietteria@teatrocarani.it

Legge di Bilancio 2026: il 24 gennaio un incontro pubblico a Fiorano Modenese

Legge di Bilancio 2026: il 24 gennaio un incontro pubblico a Fiorano ModeneseUn incontro pubblico per discutere gli effetti della Legge di Bilancio sui Comuni del territorio: è quello promosso dal Partito Democratico del Distretto Ceramico, in programma sabato 24 gennaio, alle ore 10.30, presso Casa Corsini a Fiorano Modenese. All’iniziativa interverranno Marco Biagini, sindaco di Fiorano Modenese, Maria Costi, consigliera regionale PD, e Maria Cecilia Guerra, deputata del Partito Democratico e responsabile nazionale lavoro. A introdurre, il coordinatore del Pd del Distretto ceramico Filippo Simeone.

La Legge di Bilancio 2026 del Governo Meloni accende il confronto anche nel Distretto ceramico per i suoi effetti diretti su Comuni, sanità e servizi essenziali. Per il Partito Democratico si tratta di una manovra che penalizza i territori, riduce le risorse destinate agli enti locali e scarica su cittadini e amministrazioni il peso di scelte nazionali prive di una direzione di medio periodo.

A denunciarlo è Filippo Simeone, coordinatore del Pd del Distretto, che definisce la manovra sbagliata nel metodo e nei contenuti: “È una legge di bilancio arrivata all’ultimo momento, con il Parlamento di fatto esautorato, ma soprattutto è una manovra senza una strategia complessiva, che si limita a gestire l’esistente senza affrontare i nodi strutturali di lavoro, sanità, scuola e politica industriale.”

Le stesse previsioni macroeconomiche confermano la fragilità dell’impianto complessivo: la crescita del PIL è stimata tra lo 0,5% e lo 0,6%, un dato insufficiente a sostenere un reale rilancio del Paese.

“L’unica spinta reale alla crescita – continua Simeone – arriva dalle risorse del PNRR, che questo Governo non ha mai sostenuto: ricordiamo che la destra non lo ha votato in Europa e inizialmente non lo voleva. Senza il PNRR, il Paese sarebbe fermo.”

I saldi di finanza pubblica prevedono un indebitamento netto pari al 2,8% del PIL nel 2026, in calo negli anni successivi, ma senza misure strutturali in grado di rafforzare la crescita. Sul fronte fiscale, il Governo concentra circa 2,8 miliardi di euro nel taglio dell’Irpef sul secondo scaglione di reddito, una scelta che, secondo il Pd, produce un effetto debole e regressivo.

“Parliamo di un beneficio massimo di poche centinaia di euro l’anno – sottolinea il coordinatore – che non compensa neanche lontanamente l’aumento dell’inflazione e del costo della vita. Quelle risorse avrebbero avuto un impatto molto maggiore se fossero state destinate a incentivare le assunzioni stabili o indirizzate verso le fasce di reddito più deboli, che hanno una maggiore propensione alla spesa. Non si tagliano i servizi per dare qualche euro in busta paga: è un’impostazione che non redistribuisce e non migliora la qualità della vita.”

Critiche anche alle politiche del lavoro. L’Italia resta l’unico grande Paese europeo con salari reali ancora inferiori di oltre il 7% rispetto al periodo pre-pandemico, ma la manovra non interviene sulle cause strutturali del lavoro povero e della precarietà. Il cosiddetto “pacchetto lavoro”, pari a poco più di 2 miliardi di euro, è composto in larga parte da misure temporanee e frammentate, incapaci di costruire un percorso di crescita salariale stabile.

“Serve una grande alleanza tra lavoro e impresa – sottolinea Simeone – per sostenere i redditi bassi, medio-bassi e anche quelli medi, oggi fortemente penalizzati dalla perdita di potere d’acquisto. Senza salari più forti e lavoro stabile, l’economia non riparte.”

Sul fronte previdenziale, l’aumento dell’età pensionabile interessa circa il 96% dei lavoratori, con un ridimensionamento degli strumenti di flessibilità in uscita.

“Si continua a fare cassa sulle pensioni colpendo lavoratori precoci, carriere discontinue e giovani, senza una pensione di garanzia e senza offrire prospettive alle nuove generazioni.”

Preoccupazione anche per la sanità pubblica. Il Fondo sanitario nazionale sale nominalmente a 143 miliardi di euro nel 2026, ma la spesa sanitaria scende dal 6,3% a sotto il 6,0% del PIL.

“Non è un effetto collaterale, ma una scelta politica: meno risorse significano più liste d’attesa, carenza di personale e maggiore spesa privata. Così si ampliano le disuguaglianze nell’accesso alle cure.”

Criticità emergono anche sul fronte dell’istruzione. Il dimensionamento scolastico si conferma una decisione incomprensibile dal punto di vista amministrativo, ma molto chiara dal punto di vista politico.

“È una scelta che indebolisce la scuola pubblica, allontana i servizi dai territori e scarica sugli enti locali problemi organizzativi e costi aggiuntivi, senza alcun beneficio per la qualità dell’offerta educativa.”

Particolarmente pesanti, secondo il Partito Democratico, gli effetti sui Comuni. A livello nazionale, i fabbisogni non coperti per i servizi sociali ed educativi superano 1,8 miliardi di euro. Nel distretto ceramico, la manovra comporta una riduzione di circa 3 milioni di euro di spesa corrente.

“Questa è un’austerità di prossimità che colpisce direttamente la vita quotidiana delle persone – spiega Simeone – dal welfare locale al trasporto pubblico, dalle scuole alle manutenzioni, senza compensazioni per caro-energia e inflazione.”

Alla riduzione delle risorse si aggiunge la cancellazione del fondo affitti.

“I cittadini in maggiore difficoltà si rivolgeranno inevitabilmente ai Comuni – avverte Simeone – che subiranno una pressione enorme senza risorse aggiuntive. Così i servizi peggioreranno ulteriormente e le disuguaglianze sociali aumenteranno.”

Preoccupazione anche per il taglio dei fondi destinati alla qualità dell’aria in Emilia-Romagna.

“Si tratta di risorse legate a una programmazione pluriennale – sottolinea – che rischiano di incidere su impegni di spesa già assunti, indebolendo politiche fondamentali per la salute pubblica.”

A completare il quadro, l’assenza di una vera politica industriale.

“In un territorio manifatturiero come il nostro – conclude Simeone – mancano una strategia sulle filiere produttive e strumenti stabili per accompagnare la transizione energetica e sostenere imprese e lavoro. Così non si governa il cambiamento, mentre servirebbe una strategia che tenga insieme lavoro, impresa, servizi pubblici e territori.”

 

URP di Fiorano Modenese: crescono gli accessi e le segnalazioni dei cittadini

URP di Fiorano Modenese: crescono gli accessi e le segnalazioni dei cittadiniNel 2025 sono stati 10.851 gli accessi (fisici, telefonici e tramite email) all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Fiorano Modenese, negli orari di apertura, con una media di circa 904 utenti al mese. Un dato in aumento rispetto al 2024 (9.739 accessi), che conferma l’importanza di questo primo punto di informazione per i cittadini.

Oltre alle informazioni sui servizi e procedimenti comunali, orari, recapiti e altre più generali anche non riguardanti il Comune (bonus, Agenzia delle entrate, tribunale), una parte importante dell’attività dell’URP riguarda la raccolta di segnalazioni relative al decoro urbano, gestite con la piattaforma e app gratuita Comuni-Chiamo.

Lo scorso anno sono state 2.266 le segnalazioni inserite sul gestionale ed inviate agli uffici comunali competenti per la risposta al cittadino, con un aumento del 53% circa rispetto al 2024 (1.486). Quasi il 90% delle segnalazioni risulta chiuso a fine anno (2.039), poco più di 200 sono quelle sospese o nuove, ossia inserite negli ultimi due mesi dell’anno.

Il 26% dei reclami (596) riguarda  le strade: buche (200), asfalti dissestati o pericolosi (79), pulizia (74), caditoie e tombini (55), parcheggi (49). A queste si aggiungono 62 segnalazioni su marciapiedi, 22 relative a ciclabili e 194 riguardanti la segnaletica orizzontale e verticale e i semafori non funzionanti (25).

Nel 2025 sono state 372 le segnalazioni sull’abbandono di rifiuti (anche di pericolosi e ingombranti), sul mancato ritiro e sulle condizioni di cassonetti e zone dove sono posizionati. Il Comune di Fiorano Modenese tiene attentamente monitorata la situazione in collaborazione con Hera, a cui i cittadini si rivolgono anche direttamente tramite il servizio clienti o utilizzano la app ‘Il Rifiutologo’.

Le segnalazioni relative alla manutenzione del verde pubblico sono state 358, la maggior parte riguardanti: le potature (99), gli sfalci (87) e la manutenzione in generale (73). Infine sono state 149 quelle sull’illuminazione pubblica, nel 2025 tornate in capo al Comune e gestite tramite Comuni-Chiamo, per poi essere inoltrate al gestore del servizio Engie.

Nel 2025 l’ufficio Strade ha gestito 951 segnalazioni, 526 il servizio Ambiente (rifiuti), l’ufficio Verde 516 e la Polizia Locale 310.

Parecchi cittadini (2.650), nel 2025, si sono rivolti per informazioni anche all’operatore che presidia l’ingresso in Municipio. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che ancora non conoscono l’ubicazione dei servizi Demografici (1.055), Tari (271) e cimiteri (112), URP (121) e messo notificatore (119), che da gennaio 2024 si sono spostati presso lo Sportello del Cittadino in via Vittorio Veneto 23.

Il resto delle richieste di informazioni dello sportello di accoglienza in piazza Ciro Menotti ha riguardato poi la segreteria del Sindaco (295), l’ufficio Tributi (288), l’economato e anagrafe canina (120) e il protocollo (47), che hanno ancora sede in Municipio. Un centinaio anche le richieste di indicazioni sull’ubicazione del uffici tecnici.

I dati confermano quanto il dialogo con i cittadini sia centrale per migliorare la qualità dei servizi e la cura del territorio. L’aumento delle segnalazioni non è un segnale negativo, ma al contrario dimostra attenzione, senso civico e fiducia negli strumenti messi a disposizione dal Comune. Ogni segnalazione rappresenta per noi un’opportunità di intervento e di miglioramento continuo. L’Amministrazione è impegnata a monitorare costantemente le criticità e a rafforzare il coordinamento tra gli uffici, consapevole che il contributo della cittadinanza è fondamentale per rendere Fiorano una città sempre più curata, efficiente e vivibile.”, spiega  Monica Lusetti, assessora alla Vicinanza e cura del cittadino del Comune di Fiorano Modenese.

L’URP è aperto al pubblico, senza appuntamento, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00, il lunedì e giovedì anche dalle 14.00 alle 17.30, presso lo Sportello del Cittadino, in via Vittorio Veneto, 23 a Fiorano Modenese. Negli orari d’ufficio risponde al numero 0536 833239 e alla mail info@fiorano.it.

Giorno della Memoria, conferenza e film a Maranello

Giorno della Memoria, conferenza e film a MaranelloMaranello celebra il Giorno della Memoria, nell’81° anniversario della liberazione del Campo di Concentramento di Auschwitz (27 gennaio 1945), con una serie di iniziative rivolte a tutta la cittadinanza. Martedì 27 gennaio alle ore 17 alla Biblioteca Mabic è in programma la conferenza di Daniel Degli Esposti su “Israele e la Shoah”, per ricostruire il ruolo che ha avuto la memoria dell’Olocausto nella costruzione dello Stato Ebraico.

Giovedì 29 gennaio alle ore 21 all’Auditorium Enzo Ferrari la proiezione gratuita del film di Gianni Aureli “Aquile randagie”: la pellicola ripercorre la vicenda storica dei gruppi scout di Milano, Monza, Parma e Bergamo che continuarono a compiere attività giovanili clandestine durante il fascismo, quando il regime vietò tutte le associazioni scout; prevista per l’occasione la distribuzione gratuita di un approfondimento a cura di Sergio Volpi. Inoltre, presso la Biblioteca Mabic sarà disponibile una selezione tematica di libri e DVD.

Conclusi a Sassuolo i lavori di messa in sicurezza del fabbricato di via Radici in Piano 341

Conclusi a Sassuolo i lavori di messa in sicurezza del fabbricato di via Radici in Piano 341Si sono conclusi nella serata di ieri i lavori di messa in sicurezza con parziale demolizione del fabbricato situato in via Radici in Piano 341, interessato lo scorso 30 dicembre dal collasso parziale della copertura.

“Fin dalle prime ore – dichiara il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – ci siamo attivati con un’Ordinanza per mettere in sicurezza il tratto di strada ma anche per fare in modo che  il privato proprietario dell’immobile procedesse nel più breve tempo possibile ad eliminare i pericoli dovuti al crollo. La sicurezza tanto degli edifici quanto di chi transita lungo le nostre strade sono una priorità, ma il senso unico alternato in un tratto tanto trafficato creava disagi e incolonnamenti, soprattutto nelle ore di punta. Un problema grave, che incideva sulla sicurezza e sulla quotidianità di tutta la cittadinanza, ed era fondamentale arrivare rapidamente a una soluzione”.

Il crollo aveva reso necessario, a partire dalla fine del 2025, un restringimento della carreggiata con l’istituzione del senso unico alternato regolato da impianto semaforico, causando nel tempo significativi disagi alla circolazione e ripercussioni sul traffico di una delle principali arterie della zona. La conclusione dei lavori pone fine ad una criticità che si protraeva da settimane, restituendo piena funzionalità e sicurezza alla strada.

L’Amministrazione comunale ha seguito con attenzione tutte le fasi dell’intervento, mantenendo un costante coordinamento con i soggetti coinvolti al fine di accelerare i tempi di esecuzione e ridurre al minimo l’impatto sulla cittadinanza.

L’intervento ha consentito di eliminare le condizioni di pericolo per la pubblica incolumità e di ripristinare integralmente la viabilità nel tratto stradale interessato, che torna da oggi a doppio senso di marcia.

“Ringrazio il proprietario – conclude il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – per aver compreso l’urgenza della situazione e per essersi attivato tempestivamente, consentendo di portare a termine i lavori e di risolvere il problema”.

Con il completamento dell’intervento si chiude una fase complessa e si ristabiliscono condizioni di piena sicurezza e normalità per residenti, attività e automobilisti.

La Polizia Locale del Distretto Ceramico celebra San Sebastiano

La Polizia Locale del Distretto Ceramico celebra San SebastianoSabato 24 gennaio 2026, alle ore 11, presso la Basilica pontificia di Fiorano Modenese, si svolgerà la celebrazione eucaristica in onore a San Sebastiano, patrono della Polizia Locale, presieduta da don Roberto Montecchi, rettore del Santuario. Parteciperanno i Comandi delle polizie locali dell’Unione del Comuni del Distretto Ceramico e sarà l’occasione per ringraziare dell’attività di tanti uomini e donne in divisa a servizio dei cittadini.

Quest’anno il momento iniziale delle celebrazioni sarà a Maranello: in piazza Libertà, alle 9.30, il ritrovo di tutti gli agenti del Distretto, seguito dai saluti istituzionali e dalla benedizione delle vetture. Poi il corteo dei mezzi della Polizia Locale raggiungerà il Santuario, attraversando Maranello (via Claudia), Spezzano (via Statale) e Fiorano ( via Vittorio Veneto – via del Santuario).

Dalle ore 10.15 le vetture saranno esposte sul sagrato, dove avverrà l’accoglienza delle autorità civili e militari che parteciperanno alla santa Messa. Per l’occasione piazzale Papa Giovanni Paolo II sarà chiuso con divieto di sosta dalle 7 alle 14 di sabato 24 gennaio 2026.

Su proposta della Basilica, in piena sinergia con le centrali di Polizia Locale e le rispettive amministrazioni, si ripropone questo momento prezioso per rinnovare l’amicizia e la collaborazione con questo corpo di sicurezza, che tanto si spende a servizio del Santuario durante i mesi dell’anno e rende sempre concreta quella nobile missione di prossimità, portando alti i valori della giustizia e della pace.”, sottolineano dalla Basilica pontificia di Fiorano.

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 23 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 23 gennaio 2026Coperto per tutto l’arco della giornata con precipitazioni che, nel corso della mattina, interesseranno l’Appennino emiliano estendendosi anche alla relativa pianura e assumendo carattere nevoso a quote comprese tra 700 e 1000 metri. Dal pomeriggio, progressivamente le precipitazioni si estenderanno anche al settore centrale e al resto del territorio regionale in serata e saranno nevose sui settori appenninici emiliani occidentali a quote superiori ai 400/500 metri e su quelli centrali sopra i 1000 metri. Non si escludono episodi di pioggia mista a neve sulla pianura piacentina.

Temperature minime senza variazioni di rilievo con valori tra 1 e 3 gradi; massime comprese tra 4 e 7 gradi sulla pianura emiliana e tra 8 e 9 gradi tra Romagna e fascia costiera, Venti deboli tendenti a ruotare dai quadranti orientali, ed in rinforzo sui settori costieri dalla sera da sud-est. Mare poco mosso in giornata tendente a divenire mosso in serata.

(Arpae)

Congiuntura imprese artigiane emiliano-romagnole: alcuni segnali di alleviamento della tendenza negativa

Congiuntura imprese artigiane emiliano-romagnole: alcuni segnali di alleviamento della tendenza negativa
immagine di repertorio

Fra luglio e settembre 2025 le imprese artigiane attive nella manifattura in Emilia-Romagna hanno alleviato la tendenza negativa. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: la produzione è diminuita del -0,7%: è la flessione più contenuta dall’inverno del 2023; il fatturato è in rallentamento del -0,4%, ma quello dall’estero registra -1,2%; gli ordini sono rimasti sostanzialmente stabili: -0,2% sia complessivamente che nei mercati esteri.

E’ proseguita la diminuzione nel numero delle imprese (-683), che continua a colpire soprattutto quelle della moda (-196). Nelle imprese artigiane di costruzioni il volume d’affari ha ottenuto in lieve incremento, +0,4%, ma continuano a diminuire di numero (-885).

È quanto risulta dalla congiuntura dell’artigianato di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.

 

L’artigianato nell’industria: produzione, fatturato e ordini

La produzione delle imprese artigiane della manifattura regionale ha fatto registrare una flessione di solo lo 0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: è la più contenuta dall’inverno del 2023, ovvero dall’avvio della recessione tuttora in corso.

Nei giudizi sull’andamento la quota delle imprese artigiane manifatturiere che hanno rilevato un incremento della produzione è salita ulteriormente dal precedente 29,2% fino al 31,6%.

L’andamento tendenziale del fatturato ha segnato -0,4% (dopo il -2,2% del precedente trimestre), facendo segnare così la flessione tendenziale più contenuta dall’avvio della recessione. Diverso l’andamento del fatturato estero che ha segnato -1,2%.

Gli ordini hanno avuto solo un minimo arretramento tendenziale -0,2% sia complessivamente che nei mercati esteri.

 

Il periodo di produzione assicurato dalla consistenza del portafoglio ordini è di poco inferiore ai due mesi (7,6 settimane), in aumento rispetto allo stesso trimestre del 2024.

Nonostante la tendenza leggermente negativa della produzione, il grado di utilizzo degli impianti delle imprese artigiane è aumentato rispetto allo stesso trimestre del 2024, risultando pari al 70%.

 

La dimensione delle imprese

La produzione delle imprese minori è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al trimestre precedente (-0,8%). Stesso andamento per il fatturato, -0,5%, mentre gli ordini sono ancora in rallentamento -2,1%

Nelle piccole imprese la tendenza negativa della produzione si è alleviata, -0,7%, il fatturato è rimasto sostanzialmente stabile -0,3%, gli ordini hanno segnato un piccolo segno positivo +0,2%.

 

Il numero delle imprese artigiane industriali

A fine settembre le imprese attive ammontavano a 24.087 con una notevole riduzione del 2,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, che ha comportato una perdita di 683 imprese.

Le sole imprese artigiane hanno determinato quasi l’85% della diminuzione della base imprenditoriale dell’industria regionale.

La riduzione della base imprenditoriale è stata determinata soprattutto dall’ampia e rapida caduta nel settore della moda (-196 imprese, -5%), oltre che dal più contenuto e meno veloce taglio delle imprese della metallurgia e delle lavorazioni metalliche (-149 unità, -2,4%) e dalle perdite subite dall’aggregato dell’“altra manifattura” (-109 unità, -3,3%). Continua la non più sorprendente riduzione nel settore dell’industria alimentare e delle bevande (-87 imprese, -3,1%), mentre, al contrario, è da notare la relativa tenuta della base imprenditoriale dall’ampio raggruppamento della “meccanica, elettricità ed elettronica e dei mezzi di trasporto” (-66 unità, -1,3%).

 

La forma giuridica

Sono lievemente aumentate solo le società di capitale (+0,3%, +11 imprese), che ora rappresentano il 18,6% delle imprese artigiane attive dell’industria in senso stretto. In contrapposizione continua la diminuzione delle società di persone (-335 imprese, -5,6%).

Ma sono state le ditte individuali a dare il maggiore contributo negativo, con una nuova ampia flessione (-358 unità, -2,5%).

 

L’artigianato nelle costruzioni

Il volume d’affari dell’artigianato delle costruzioni ha ottenuto in lieve incremento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (+0,4%), dato in miglioramento rispetto alla flessione del -4,4% del trimestre precedente.

La quota delle imprese che hanno realizzato un aumento del volume è salita decisamente: dal 12,6% fino al 30%.

 

L’artigianato nelle costruzioni: quante imprese

Alla fine dello scorso settembre la consistenza delle imprese attive artigiane che costituiscono l’effettiva base imprenditoriale nelle costruzioni è scesa a 48.638 unità con una diminuzione di 885 imprese (-1,8%) rispetto a un anno prima.

La riduzione della base imprenditoriale è derivata dall’ampia flessione delle imprese operanti nei lavori di costruzione specializzati (-703 unità, -1,6%), ma le attive nella costruzione di edifici hanno subito una diminuzione più rapida (-165 unità, -2,6%).

 

La forma giuridica delle imprese artigiane delle costruzioni

Le società di capitali hanno continuato a crescere e molto rapidamente (+6,4%, 324 unità), tanto che questa classe di imprese è giunta a costituire l’11% delle imprese artigiane attive nelle costruzioni.

La flessione della base imprenditoriale artigiana si è tradotta soprattutto in una decisa riduzione delle ditte individuali (-1.021 unità, -2,5%) ed in una ulteriore rapida discesa delle società di persone (-4,3%, -180 unità).

 

 

Il Circolo culturale Artemisia in occasione del Giorno della Memoria 2026

Il Circolo culturale Artemisia in occasione del Giorno della Memoria 2026Nei tempi tristi che stiamo vivendo la voce della Memoria è sovrastata dal fragore della cronaca.

Ogni giorno le immagini e le notizie che provengono da luoghi di guerra e di oppressione in varie parti del mondo ci dicono come sia stata illusoria l’invocazione “Mai più” suscitata dalla scoperta della Shoah e dei molteplici crimini messi in atto dai nazi-fascisti.

Tuttavia, per non soccombere al senso di impotenza e di frustrazione che ci assale di fronte ad un presente spaventoso, per non rassegnarci ad un futuro di rinnovate discriminazioni e sopraffazioni, dobbiamo ancora, e oggi più che mai,  ritrovare nella memoria del passato le ragioni per ripetere con rinnovata forza “Mai più”.

È con questo spirito che, anche quest’anno, il Circolo culturale Artemisia, in occasione del Giorno della Memoria, propone non uno ma ben due incontri, come sempre ideati e curati con perizia e dedizione da Rita Turrini, per non dimenticare che cosa è capitato all’umanità quando il pregiudizio e la violenza cieca hanno prevalso sulla ragione e sulla comprensione e il rispetto per le diversità.

Il primo “Il nazismo contro l’arte degenerata”, che si terrà sabato 24 gennaio alle ore 17.00 nella Sala delle vedute al Castello di Spezzano, è dedicato al tema dell’Arte degenerata e ripropone la persecuzione dei nazisti contro le avanguardie e gli artisti che ne furono protagonisti. Letture a cura di Davide Matteo Sala, intermezzi musicali eseguiti da Claudio Ughetti.

Il secondo “Porrajmos – Lo sterminio degli ultimi. Il silenzio della storia”, che si terrà martedì 27 gennaio alle ore 20.30 presso l’Auditorium P.A. Bertoli di Sassuolo, intende sottrarre all’oblio la discriminazione e le vessazioni di cui furono vittime i Rom e i Sinti, che condivisero con gli ebrei la sorte nei campi di sterminio. Letture a cura di Davide Matteo Sala, intermezzi musicali eseguiti da Claudio Ughetti.

Due temi che lasceranno nelle nostre menti diversi spunti di riflessione sulle brutture del passato ma soprattutto su quelle presente per dire, oggi più che mai, ancora più forte “Mai più”.

Ingresso gratuito per entrambi gli eventi.

 

“Bottega della Pasta” dona un defibrillatore al Comune di Formigine

“Bottega della Pasta” dona un defibrillatore al Comune di FormigineUn nuovo defibrillatore al servizio della comunità formiginese. Bottega della Pasta, impresa associata Lapam Confartigianato, ha deciso di donare al Comune di Formigine il dispositivo salvavita.

Il DAE è stato installato presso il condominio Due Torri di Via Val d’Aosta 19, dove è presente la sede formiginese di Lapam Confartigianato.

Al momento ufficiale della consegna hanno partecipato la sindaca Elisa Parenti, l’assessore alle Politiche sociali Armando Pagliani, Beatrice Bastia, socia titolare dell’attività “Bottega della Pasta”, Giordano Giovanardi, presidente Lapam Confartigianato Formigine e Alberto Filippini, responsabile della sede formiginese dell’associazione.

Commenta la sindaca Elisa Parenti: «Ringrazio i titolari della Bottega della Pasta per la generosità. Si dice che il dono si moltiplica: è questo che sta accadendo qui a Formigine, dove ci sono tanti cittadini, aziende e associazioni che decidono di implementare la dotazione pubblica di defibrillatori. Grazie al progetto di AVAP e ANPAS, questi saranno mappati e si auspica la formazione di ben mille persone in grado di utilizzare questi dispositivi salvavita».

«Abbiamo scelto di donare un defibrillatore perché crediamo che la sicurezza e la prevenzione siano responsabilità condivise – spiega Beatrice Bastia di Bottega della Pasta –. Essere parte attiva del territorio significa anche questo. La donazione rappresenta un gesto concreto di attenzione alla sicurezza e alla salute dei cittadini, rafforzando la dotazione di strumenti salvavita sul territorio comunale».

«Questa iniziativa – conclude Giordano Giovanardi, presidente Lapam Confartigianato Formigine – dimostra come le imprese del territorio possano svolgere un ruolo attivo non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale, contribuendo in modo diretto al benessere della comunità».

 

Fabrizio Giorgini presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna

Fabrizio Giorgini presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna
Fabrizio Giorgini, presidente dell’OGER

All’elezione di Fabrizio Giorgini nel ruolo di presidente alla guida dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna corrisponde il sostanziale rinnovamento anche delle cariche nel Consiglio e l’istituzione delle singole consulte provinciali, con la nomina delle figure locali di riferimento dei responsabili d’area. Al termine dei tavoli tecnici svolti in questi ultimi mesi e suddivisi per le diverse zone interessate, il nuovo asset della governance dell’Ordine è dunque attivo e la sua ritrovata operatività arriva anche da un ricco calendario di eventi e workshop tematici.

Questi sono volti non solo a valorizzare la funzione imprescindibile del geologo nelle analisi territoriali, monitoraggi, indagini e verifiche progettuali dei singoli interventi nelle zone della regione interessate dai fenomeni di dissesto idrogeologico o nuovi insediamenti, ma anche ad incrementare il livello formativo e di partecipazione pubblica di chi studia il territorio in modo approfondito, per poter contribuire fattivamente alla qualità stessa dei progetti in essere. Fabrizio Giorgini è nato a Reggio nell’Emilia nel 1965. Residente a Parma, si è laureato all’Università di Parma con una tesi in Geologia Applicata ed è iscritto dal 1995 all’Ordine dei Geologi. Titolare e direttore tecnico di impresa specializzata nel settore delle indagini geologiche, geofisiche e ambientali, si è occupato di innumerevoli progetti e lavori con massima attenzione alle indagini geognostiche, monitoraggi geotecnici e ai controlli non distruttivi su murature e calcestruzzo. “Secondo i dati ISPRA aggiornati al 2026 – ha evidenziato il presidente Giorginile aree a rischio frana in Italia sono aumentate del 15% negli ultimi quattro anni e l’Emilia-Romagna, in particolar modo, resta tra le regioni con la popolazione più esposta. Il territorio gestisce ancora i drammatici effetti delle innumerevoli frane censite dopo l’alluvione del maggio 2023 e le ferite delle molteplici alluvioni che si sono susseguite nell’ultima decade; questo fa chiaramente emergere come il ruolo e la professionalità specifica del geologo vadano riconsiderate, valorizzate e coinvolte nel dibattito pubblico prima dei disastri, in fase di prevenzione e progettazione e non quando le criticità hanno già colpito duramente le comunità e l’habitat generando costi esorbitanti”.

 Il nuovo Consiglio dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia Romagna vede Maria Teresa De Nardo in qualità di vice presidente e come consiglieri: Fabrizio Bassi, Alessandro Bertoni, Nicola Caroli, Linda Collina, Francesco Dettori, Massimiliano Flamigni, Antonello Livi, Giulio Torri, Davide Zucchi. 

I nuovi responsabili territoriali delle Consulte nelle singole province della regione sono: Massimo Mannini e Filippo Segalini (Piacenza); Carlo Alberto De Risio e Gian Marco Veneziani (Parma); Alberto Iotti (Reggio Emilia); Paolo Calicetti e Stefano Capocchi (Modena); Livia Soliani (Bologna); Anna Rita Bernardi (Ferrara); Sergio Sprocati (Ravenna); Paride Antolini (Forlì-Cesena); Cristiano Guerra (Rimini). 

Consiglio di disciplina, componenti nominati dal Tribunale di Bologna: Fabio Bussetti, Andrea Carpena, Mariantonietta Sileo.

Segreteria: Annalisa Parisi (info@geologiemiliaromagna.it ; tel. 051.2750142). Portale istituzionale: geologiemiliaromagna.it .

Alcuni aggiornamenti in merito alle chiusure previste su A1 e A14

Alcuni aggiornamenti in merito alle chiusure previste su A1 e A14Sulla A1 Milano-Napoli, sono state annullate le chiusure dell’entrata della stazione di Modena nord, previste nelle due notti di giovedì 22 e venerdì 23 gennaio.

Sempre sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di manutenzione giunti del ponte “SS9 via Emilia”, dalle 22:00 di domenica 25 alle 5:00 di lunedì 26 gennaio, sarà chiuso il tratto compreso tra Modena sud e Modena nord, verso Milano. In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Modena sud, percorrere la viabilità ordinaria: SP623 Vignolese, SS12 via Nuova Estense, Tangenziale nord Giosuè Carducci, SS9 via Emilia, Tangenziale nord Luigi Pirandello fino all’uscita 15, viale Virgilio e rientrare in A1 alla stazione di Modena nord.

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Sulla A14 Bologna-Taranto, è stata invece annullata la chiusura dell’entrata della stazione di Castel San Pietro, che era prevista dalle 22:00 di venerdì 23 alle 6:00 di sabato 24 gennaio.

 

 

La percezione del rischio alluvionale in Emilia-Romagna e Toscana è ancora molto bassa

La percezione del rischio alluvionale in Emilia-Romagna e Toscana è ancora molto bassaNelle zone alluvionate dell’Emilia-Romagna e della Toscana c’è ancora una diffusa sottostima del rischio di eventi meteorologici estremi, e il livello di preparazione dei cittadini in caso di emergenza è ancora scarso, come anche la conoscenza relativa ai piani di gestione del rischio alluvionale, soprattutto tra le famiglie a basso reddito e le persone più anziane. A evidenziarlo è un’indagine realizzata da un gruppo multidisciplinare di studiose dell’Università di Bologna e pubblicata sull’International Journal of Disaster Risk Reduction.

I risultati nascono da uno studio condotto nell’estate del 2024 su un campione rappresentativo di 3.423 adulti residenti in Emilia-Romagna e Toscana. I dati raccolti sulla percezione individuale del rischio sono stati poi integrati con mappe ufficiali di pericolosità idraulica: in questo modo è stato possibile confrontare le valutazioni soggettive con l’esposizione reale al rischio di alluvione.

“La nostra indagine mostra che essere stati colpiti in prima persona da un’alluvione non è sufficiente a garantire una preparazione adeguata, soprattutto rispetto a eventi estremi ma poco frequenti”, dice Irene Palazzoli del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Alma Mater e prima autrice dello studio.

“Nonostante i residenti dei comuni colpiti dalle alluvioni del 2023 riportino una percezione della pericolosità alluvionale più elevata rispetto a chi vive in aree non colpite – aggiunge Serena Ceola, professoressa al Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna, che ha coordinato lo studio – questa percezione è allineata con il livello di pericolosità reale solo per le alluvioni ad alta e media probabilità, mentre i rischi legati a eventi rari ma ad alto impatto sono ancora fortemente sottostimati“.

In Europa, gli ultimi trent’anni sono stati uno dei periodi in cui si sono registrate più alluvioni: si stima che questi eventi colpiscano ogni anno 1,6 milioni di persone e che siano causa dell’81% delle perdite economiche connesse a eventi climatici. L’Italia è il secondo paese più colpito, dopo la Germania: negli ultimi decenni, sul nostro territorio si sono registrate il 17% di tutte le alluvioni avvenute in Europa e il 38% delle morti causate da eventi alluvionali.

“Gli eventi alluvionali degli ultimi anni hanno mostrato che le comunità locali sono ancora vulnerabili: sono necessarie strategie di gestione e mitigazione del rischio più specifiche, che includano anche un aumento della consapevolezza e della preparazione dei cittadini”, dice Chiara Binelli, professoressa associata al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Alma Mater.

“I dati che abbiamo raccolto – evidenziano Chiara Puglisi e Raya Muttarak del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna – mostrano infatti come l’esperienza diretta, le caratteristiche socioeconomiche e le pratiche di comunicazione possano influenzare il livello di preparazione agli eventi alluvionali in contesti ad alto rischio”.

Prima delle alluvioni che hanno colpito Emilia-Romagna e Toscana, infatti, quasi la metà dei cittadini intervistati non aveva adottato alcuna misura preventiva. In particolare, le famiglie a basso reddito, gli affittuari e le persone più anziane sono significativamente meno propense ad adottare misure di mitigazione, sia di tipo strutturale che non strutturale. In generale, infatti, gli interventi strutturali di mitigazione – come barriere anti-alluvione, sopraelevazione delle abitazioni o scorte alimentari di emergenza – sono ancora poco diffusi (meno del 25% degli intervistati) e concentrati prevalentemente tra le fasce di popolazione più avvantaggiate.

“È però interessante notare un dato”, sottolinea Irene Palazzoli. “Il 63% degli intervistati ha dichiarato che si sarebbe comportato in modo diverso se fosse stato a conoscenza della pericolosità alluvionale reale, e il 30% sarebbe anche disponibile ad un’eventuale rilocalizzazione”.

Anche la diffusione delle informazioni istituzionali, inoltre, è stata ritenuta limitata: più della metà dei cittadini intervistati non sa se il proprio Comune disponga di piani di gestione del rischio di alluvione o di evacuazione, con una consapevolezza solo lievemente più alta tra i residenti dei Comuni colpiti direttamente da eventi alluvionali. Ma circa due terzi degli intervistati ritiene che la conoscenza di questi piani migliorerebbe la percezione del rischio alluvionale, riducendone in modo significativo il rischio.

Del resto, nove intervistati su dieci non si ritengono soddisfatti delle informazioni in loro possesso, che derivano soprattutto da previsioni meteo, televisione e social media. La richiesta da parte dei cittadini è di ricevere indicazioni più chiare sui livelli di rischio locali e sulle azioni concrete possibili per ridurre gli impatti delle alluvioni.

Cosa si può fare quindi? Le studiose suggeriscono prima di tutto di rafforzare e ampliare la conoscenza dei piani di gestione del rischio di alluvione e dei sistemi di allerta, sia attraverso nuovi canali di comunicazione che con il coinvolgimento diretto della cittadinanza.

Lo studio è stato pubblicato sull’International Journal of Disaster Risk Reduction con il titolo “Public perceptions and responses to flood risk: Evidence from the 2023 flood events in Italy”. Le autrici, tutte dell’Università di Bologna, sono Irene Palazzoli (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari), Chiara Puglisi (Dipartimento di Scienze Statistiche “Paolo Fortunati”), Chiara Binelli (Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali), Raya Muttarak (Dipartimento di Scienze Statistiche “Paolo Fortunati”) e Serena Ceola (Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali).

Adozione di misure di prevenzione durante le alluvioni di maggio 2023 e novembre 2023 in Emilia-Romagna e Toscana (3.423 intervistati)

 

Sassuolo: Gugliucci (Noi Moderati) ringrazia Sindaco e Vice Sindaca

Sassuolo: Gugliucci (Noi Moderati) ringrazia Sindaco e Vice Sindaca“Desidero esprimere, a nome degli esponenti di Noi Moderati, un sincero ringraziamento al Sindaco Matteo Mesini e alla Vice Sindaca Serena Lenzotti per l’attenzione e la concretezza dimostrate negli ultimi giorni”, così il Segretario Cittadino di Noi Moderati Cristiano Gugliucci.

“È per noi motivo di grande soddisfazione constatare come le nostre denunce e segnalazioni siano state non solo ascoltate, ma recepite con tempestività. L’attivazione immediata della Giunta per far fronte ad alcune delle problematiche sollevate rappresenta quel forte segnale di presenza che i cittadini si aspettano.
Siamo fermamente convinti che la vera politica sia quella del fare: segnalare con spirito critico ma costruttivo, affinché l’Amministrazione possa intervenire per il bene esclusivo di Sassuolo.

Siamo consapevoli che la strada sia ancora lunga e che non sia semplice risolvere istantaneamente situazioni complesse; restano infatti diversi disservizi su cui è necessario continuare a lavorare. Tuttavia, l’impegno e la professionalità dimostrati in questa occasione ci permettono di guardare con fiducia ai prossimi passi. La promessa dell’amministrazioneconclude Gugliucci – è quella di sistemare quanto prima le situazioni critiche che presenta attualmente Sassuolo attraverso una valutazione ed una programmazione ben ponderata”.

Influenza stagionale: picco superato ma l’incidenza rimane alta. I medici: “Evitare il fai da te e prestare attenzione ai sintomi”

Influenza stagionale: picco superato ma l’incidenza rimane alta. I medici: “Evitare il fai da te e prestare attenzione ai sintomi”Secondo gli ultimi dati della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (Bollettino n.11 del 09 gennaio 2026) la diffusione dei virus respiratori in Italia continua a essere particolarmente intensa su tutto il territorio nazionale, anche se il picco epidemiologico è stato raggiunto nella settimana di Natale con 18 nuovi casi ogni mille assistiti, tra infezioni respiratorie acute e sindromi simil-influenzali.

Il dato scorporato per fasce di età ha visto un’incidenza di 50 casi ogni mille assistiti per i bambini sotto i 4 anni, rimanendo alto (23 casi) anche in quelli sotto i 14. Nella settimana tra il 5 e l’11 gennaio il numero complessivo di nuovi casi è stato di 14 ogni mille abitanti ma nei bambini ha continuato a mantenersi importante con 36 su mille per i bimbi sotto i 4 anni.

Per quanto riguarda l’andamento in provincia di Modena, l’incidenza è salita fino a 19 casi per 1.000 abitanti nella settimana dal 22 al 28 dicembre e poi è diminuita fino a 13 per 1.000 abitanti nella seconda settimana di gennaio, con impatto maggiore sempre nella fascia d’età 0 4 anni.

La curva epidemica di questo inverno è dunque sovrapponibile a quella del periodo influenzale 2023-2024, quando il picco si è verificato nella stessa settimana di quest’anno, mentre nel 2024-2025 il picco è stato a fine gennaio.

Interessante notare come l’incidenza dell’influenza tra gli over 65 sia sensibilmente più bassa – 8/9 casi ogni mille abitanti nelle ultime tre settimane – ma anche più costante, dato che può essere certamente collegato con la fragilità di questa fascia di età ma, allo stesso tempo, con i buoni esiti della campagna di vaccinazione. Sono oltre 103mila gli over65 vaccinati nella nostra provincia, pari a 605,5 ogni mille abitanti, tra le coperture vaccinali più alte in Regione.

La vaccinazione può limitare non solo il contagio diretto, ma anche le complicanze che colpiscono soprattutto persone anziane che soffrono di patologie di carattere respiratorio e cardiovascolare, per lo più croniche, e che possono avere esiti particolarmente gravi e portare al ricovero in ospedale.

Effettuare la vaccinazione consente dunque una riduzione delle cosiddette “ospedalizzazioni evitabili”, e quindi di conseguenza riduce l’impatto organizzativo e il sovraffollamento delle strutture sanitarie. Un impatto che non solo porta a situazioni di complessa gestione quali l’aumento degli accessi in PS per sintomi respiratori e la pressione sui reparti per l’aumento dei ricoveri, ma si ripercuote su pazienti e caregiver. Si pensi all’utilizzo di importanti terapie farmacologiche e ai sistemi di ventilazione all’interno delle rianimazioni, sistemi anche invasivi nei casi particolarmente gravi, ma anche alla necessità di spostare i pazienti dal proprio domicilio, causa di disagio per i nuclei familiari.

I dati confermano, quindi, il passaggio del picco stagionale, con casi in calo, ma negli studi dei medici di famiglia così come nei pronto soccorso e nei reparti internistici e pneumologici continua a registrarsi un’importante pressione organizzativa: aumentano gli accessi per febbre, tosse, raffreddore e difficoltà respiratorie, così come le richieste di orientamento clinico da parte di pazienti che spesso non sanno come gestire i primi segni dell’infezione.

I medici del territorio e degli ospedali provinciali invitano la popolazione a non sottovalutare la circolazione virale, che resta molto elevata e, aspetto fondamentale, a evitare l’uso improprio dei farmaci. È bene monitorare con attenzione insieme al proprio medico di medicina generale i sintomi, soprattutto nei soggetti più fragili, al fine di intervenire tempestivamente.

Anche la vaccinazione antinfluenzale è ancora disponibile e mantiene la sua utilità per proteggere la popolazione durante la coda epidemica. Così come sono importanti le regole di prevenzione e di buon senso: distanziamento nei luoghi affollati, uso della mascherina in presenza di persone fragili, lavaggio frequente delle mani e corretta idratazione, soprattutto in corso di malattia.

I sintomi

Fra i sintomi più frequenti delle sindromi influenzali si segnalano:

  • raffreddore e rinite
  • mal di testa
  • dolori articolari
  • tosse persistente
  • mal di gola
  • febbre variabile

 

Sebbene la febbre possa essere anche elevata, i clinici ricordano che non è di per sé un indicatore di gravità. Diventa invece necessario un consulto medico quando:

  • la temperatura resta elevata per molti giorni
  • gli antipiretici non risultano efficaci
  • compaiono difficoltà respiratorie, forte debilitazione o sintomi atipici

Assolutamente da evitare il “fai da te”, soprattutto nell’uso di antinfiammatori e ovviamente antibiotici: l’influenza è causata da virus, e una loro eventuale prescrizione può avvenire solo dopo valutazione clinica per sospetta sovrainfezione batterica.

 

I dati provinciali

Nel complesso, il sistema ospedaliero sta affrontando una fase di intensa attività legata all’influenza stagionale, con Pronto Soccorso e reparti medici fortemente impegnati. La circolazione dei virus respiratori stagionali resta elevata e si riflette in un numero consistente di accessi ai Pronto Soccorso e di ricoveri, in particolare tra la popolazione adulta e anziana. La situazione è costantemente monitorata e gestita grazie alle misure organizzative messe in campo, ma richiede ancora attenzione, in particolare per la tutela dei pazienti più fragili e per un utilizzo appropriato dei servizi sanitari.

Gli accessi complessivi ai PS di tutta la provincia per tutte le patologie sono stati costanti nel periodo 29 dicembre-11 gennaio, per un totale complessivo di oltre 4800 ogni settimana, con un lieve calo solo nell’ultima settimana (12-18 gennaio), quando gli accessi sono stati 4716. Gli accessi ai PS della provincia (Mirandola, Carpi, Vignola, Sassuolo, Pavullo) si sono mantenuti intorno ai 3000 la settimana – confermato il picco natalizio quando la soglia è stata superata – mentre la parte restante ha avuto accesso negli ospedali della città di Modena.

Moda, riunito oggi in Regione il Tavolo permanente

Moda, riunito oggi in Regione il Tavolo permanente“Il settore va aiutato a uscire dalla crisi e rilanciato, puntando a una transizione sostenibile che coinvolga tutti gli operatori della moda. Per rafforzare competitività e innovazione sono necessari investimenti in tecnologie avanzate, sostegno alle microimprese, sostenibilità come leva strategica, diversificazione dei canali di vendita e servizi personalizzati, oltre a continuare a investire sulla formazione. Come Regione Emilia-Romagna continuiamo ad assicurare ogni sforzo attraverso i bandi, per garantire il sostegno a uno dei comparti strategici del nostro territorio”.

Con questo impegno il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, ha chiuso i lavori del Tavolo regionale permanente della moda, a cui siedono i rappresentanti delle imprese, del mondo della formazione e delle parti sociali, riunito oggi in viale Aldo Moro con l’obiettivo di individuare le possibili strategie per sostenere le imprese in un mercato in continua evoluzione e colpito da ripetute crisi.

“Non ci nascondiamo che il quadro sia complesso- ha aggiunto il vicepresidente Colla-perché gli ammortizzatori sociali, a cui hanno fatto ampio ricorso molte aziende, sia industriali che artigianali si stanno esaurendo. Inoltre, la crisi fino a pochi mesi fa era limitata alle piccole imprese artigiane, ora colpisce anche alcuni grandi marchi storici. Per questo dobbiamo continuare a distinguerci su un segmento alto, con produzioni di nicchia di grande qualità, e puntare ai nuovi mercati. Ma soprattutto, vogliamo accorciare e qualificare la filiera e guardare alle politiche industriali e commerciali delle eccellenze del nostro territorio che continuano a crescere, nonostante la difficile congiuntura geoeconomica, per emularle”.

Il vicepresidente Colla, parlando alle imprese, ha ricordato che l’attuazione della programmazione europea 2021-2027 è molto avanzata ma non è esaurita, tanto che sul Fesr nel 2025 sono state aggiunte ulteriori importati misure che hanno consentito di sostenere 38 progetti con oltre 2,3 milioni di euro di contributi, concessi a fronte di investimenti per 4,6 milioni di euro. Tra questi, il bando per il sostegno della transizione digitale delle imprese, la seconda edizione del bando economia circolare e il bando Step. Parallelamente con l’Fse+ nel 2025 sono state finanziate 12 operazioni di formazione sulla moda, per un valore di quasi 2 milioni di euro.

A livello regionale sono inoltre previste nuove importanti opportunità di sostegno, tra cui la seconda edizione del bando Step per investimenti e ricerca: le imprese potranno presentare domanda di contributo nel corso di tutto il 2026 perché il bando prevede l’apertura di 3 finestre, ciascuna con una dotazione dedicata di 15 milioni di euro. In programma anche un nuovo bando per sostenere le certificazioni.

A livello nazionale, infine, un’importante opportunità è legata al disegno di legge sulle Pmi che prevede fino a 100 milioni di euro per mini-contratti di sviluppo per le piccole e medi imprese del settore moda con l’obiettivo di favorire l’aggregazione, puntare sull’innovazione del sistema produttivo e facilitare l’accesso al credito.

Nell’incontro di oggi è stata anche presentata una sintesi dei risultati del progetto il “Futuro della moda in Emilia-Romagna” voluto dalla Regione in collaborazione e con la consulenza scientifica dell’Università di Bologna (Dipartimento di scienze aziendali) e di Enea (Dipartimento di sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali). La ricerca fotografa accuratamente i produttori e le catene di fornitura, nonché le iniziative per l’adeguamento delle imprese alla normativa europea sulla sostenibilità e in particolare ai requisiti per ecodesign richiesti dal regolamento europeo. Con l’ambizione di portare il punto di vista della moda emiliano-romagnola sui tavoli nazionali ed europei impegnati in questa regolamentazione.

I numeri del settore tessile-abbigliamento

Gli ultimi dati congiunturali segnano un calo della produzione del 6,6% nel tessile abbigliamento nei primi otto mesi del 2025 a livello nazionale. Nella nostra regione, sulla base del Rapporto di Unioncamere, i numeri evidenziano le difficoltà, con un calo della produzione nella moda del 4% nel 2025, un dato che riguarda sia le piccole realtà artigiane, sia le imprese più strutturate del comparto moda.
Inoltre, dopo una diminuzione nel 2024 del -2,0%, Confartigianato rileva che nei primi sei mesi del 2025 si è registrata una flessione del -6,9% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (contro un -3,8% a livello nazionale).

Sempre riguardo all’export, nel primo semestre 2025 segno positivo per Reggio Emilia (+7,1% sul primo semestre 2024) e Bologna (+5,1%), che sono anche le due province che esportano oltre la metà della Moda regionale (il 51,7%). Cali a doppia cifra, invece, per Piacenza (-23,0%), Ferrara (-19,5%), Rimini (-16,8%) e Modena (-15,4%).  Il valore delle importazioni, poi, è di 5,3 miliardi di euro nei primi 6 mesi del 2025.
Due terzi del valore (il 62,3%) proviene da paesi extra Ue, in crescita del 17,9% nel I semestre 2025, trainato dalla Cina (+18,8%), che rappresenta da sola il 18,4% dell’import.
Nel terzo trimestre del 2025, inoltre, in Emilia-Romagna si sono registrate 67 cessazioni di imprese del settore, di cui 63 artigiane.  Le province più colpite sono Modena, con 26 cessazioni di cui 24 artigiane (il 38,1% delle 63 cessazioni regionali artigiane), Forlì-Cesena, con 12 cessazioni di cui 11 artigiane (17,5%) e Reggio-Emilia, con 12 cessazioni di cui 9 artigiane (14,3%).
Sulla crisi della moda italiana, infine, pesano anche altri fattori, tra cui la propensione al risparmio e i dazi, a cui fa fronte per il momento il robusto posizionamento qualitativo del made in Italy della moda.

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