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lunedì, 6 Luglio 2026
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Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 23 aprile 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 23 aprile 2026Cielo sereno o poco nuvoloso. Temperature minime comprese tra 5 e 8 gradi; massime comprese tra 20/21 gradi nelle zone interne e 17/19 gradi nella fascia costiera. Venti deboli variabili. Mare poco mosso.

(Arpae)

Si ritrova, a 50 anni esatti dal diploma, la 5E del Baggi di Sassuolo

Si ritrova, a 50 anni esatti dal diploma, la 5E del Baggi di SassuoloIl 18 aprile 2026, presso un ristorante sassolese, si sono ritrovati dopo 50 anni esatti i compagni di scuola della quinta E, diplomati all’Itca Baggi di Sassuolo nel 1976.

“Ci siamo riuniti con lo stesso piacere con cui abbiamo frequentato gli anni della scuola e alla fine è venuto spontaneo pensare che ‘l’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa, l’importante è quello che provi mentre stai correndo”.

Lavoro, imprese e intelligenza artificiale: sabato scorso un convegno a Spezzano

Lavoro, imprese e intelligenza artificiale: sabato scorso un convegno a SpezzanoL’Associazione Amici di Fiorano, nel suo impegno per favorire cultura, partecipazione e consapevolezza civica della comunità, con il patrocinio della Città di Fiorano Modenese, ha organizzato il convegno ‘Lavoro, imprese e intelligenza artificiale’, una riflessione su innovazione tecnologica, organizzazione del lavoro e tutela dei lavoratori nell’era dell’intelligenza artificiale.

Il convegno si è svolto sabato 18 aprile 2026 al Castello di Spezzano, con la partecipazione di Cesare Damiano, Presidente Associazione Lavoro&Welfare e già Ministro del Lavoro; di Daniele Dieci, della Segreteria Confederale CGIL Emilia-Romagna; di Pietro Conte, Responsabile Area Lavoro Confindustria Ceramica e Chiara Ciccia Romito, PhD, Consulente Commissione Parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro In Italia, con la moderazione del giornalista Marco Fiori, amministratore delegato di Intono e Hype Farm, agenzie di comunicazione di proprietà di Acimac e Ucima.

Numerosi i temi affrontati e numerosi anche i punti perché se l’intelligenza artificiale è già presente, sono futuri le sue conseguenze e il suo impatto.

L’intelligenza artificiale segna sicuramente una rottura, un cambiamento di paradigma anche se non abbiamo ancora l’esatta consapevolezza di quale sarà effettivamente l’impatto sul mondo del lavoro. Comporterà una riduzione dell’occupazione o invece un aumento per le nuove professionalità che l’intelligenza artificiale richiede? Quale sarà la sua influenza in Italia e in Europa tenendo conto del calo significativo di popolazione attiva? Ma soprattutto l’uomo rimarrà al centro o l’intelligenza artificiale gradualmente si muoverà in totale autonomia, come in ‘Odissea 2001 nello spazio’ quando nello spazio aveva preso il sopravvento? L’intelligenza artificiale aiuterà o si sostituirà all’uomo?

Pessimisti od ottimisti, comunque la società deve fare i conti con l’intelligenza artificiale.

In Italia, come ha mostrato un’indagine di Confindustria, solo l’11,5% delle imprese associate, soprattutto nel settore dei servizi e da parte di grandi gruppi, ha adottato e sperimenta l’IA, mentre un altro 37% ne sta valutando l’introduzione. Finora non sta significativamente eliminando posti di lavoro, perché solo il 2,2% delle imprese li ha ridotti ed è piuttosto vista come supporto alla funzione umana.

Le piccole e medie imprese hanno più difficoltà ad introdurre l’IA perché dovrebbero investire ma non hanno sufficienti risorse per farlo, per promuovere l’adeguata formazione e potenziare la sicurezza informatica, con il rischio di perdere in competitività.

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta modificando in profondità la società, l’economia e il mondo del lavoro. Le trasformazioni in atto richiedono nuovi dialoghi e strategie condivise tra istituzioni, imprese, lavoratori e cittadini.

In Emilia-Romagna c’è una riduzione di 40.000 occupati nel manifatturiero che vengono assorbiti dal settore dei servizi; il 75% dei nuovi contratti sono precari o a termine; le malattie professionali continuano a crescere. L’intelligenza artificiale rappresenta una opportunità perché già oggi produce lavoro, imprese, strutture, ma occorre costruire nuovi processi lavorativi e di formazione dei lavoratori.

Formigine: i carabinieri arrestano un uomo per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti

Formigine: i carabinieri arrestano un uomo per detenzione ai fini di spaccio di stupefacentiNella serata di lunedì 20 aprile, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Sassuolo hanno arrestato, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio di Formigine, un 45enne marocchino per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nello specifico, i Carabinieri hanno sorpreso l’uomo con 11 dosi di cocaina, già confezionate in involucri di cellophane. Le successive attività di perquisizione, estese al veicolo ed al domicilio, con il supporto dell’unità cinofila della Polizia Locale di Sassuolo, hanno consentito di rinvenire ulteriore sostanza stupefacente: in particolare, all’interno dell’auto, i militari hanno scoperto un ingegnoso sistema di occultamento costituito da una scatola metallica fissata con calamita sotto il sedile del conducente, all’interno della quale era nascosta un’ulteriore dose di cocaina. La perquisizione domiciliare ha poi permesso di rinvenire altra sostanza stupefacente, tra cui cocaina e circa 5 grammi di hashish.

Nel complesso sono stati sequestrati circa 9 grammi di cocaina, oltre al denaro contante pari a 405 euro, ritenuto provento dell’attività illecita.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato tratto in arresto e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Ieri, all’esito dell’udienza di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari di Modena, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti dell’indagato la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Formigine, con permanenza notturna presso la propria abitazione.

Ponte di Veggia: modifiche temporanee alla viabilità domenica 26 aprile per prova di carico

Ponte di Veggia: modifiche temporanee alla viabilità domenica 26 aprile per prova di caricoPer consentire l’esecuzione della prova di carico sull’impalcato stradale del Ponte della Veggia, prevista nell’ambito dei lavori di ripristino e consolidamento dell’infrastruttura, sarà istituita una modifica temporanea alla circolazione stradale nella giornata di domenica 26 aprile 2026. Il provvedimento sarà in vigore dalle ore 8.00 alle ore 15.00, e comunque fino al termine delle operazioni tecniche.

Sarà istituito il divieto di transito in località Veggia, su Via Radici in Monte, nel tratto compreso tra l’intersezione con Via Magellano e il confine comunale con Sassuolo. 

La prova di carico rientra nelle attività previste dal progetto di ripristino e consolidamento del Ponte della Veggia, finalizzato alla sicurezza e al miglioramento dell’infrastruttura che collega i territori di Casalgrande e Sassuolo.

Durante l’intervento sarà presente la segnaletica temporanea necessaria. Si invitano gli automobilisti a programmare per tempo gli spostamenti, utilizzare percorsi alternativi e prestare attenzione alle indicazioni sul posto.

1° maggio 2026, lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’IA

1° maggio 2026, lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’IA“Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale” è il tema della Festa dei Lavoratori 2026 promossa da Cgil Cisl Uil. Marghera (in provincia di Venezia) ospita quest’anno i comizi del Primo Maggio dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Daniela Fumarola e PierPaolo Bombardieri.
Il lavoro dignitoso sarà il filo conduttore che caratterizzerà anche il tradizionale Concertone di Piazza San Giovanni, il più grande evento musicale gratuito dal vivo in Europa, rivolto in particolare ai giovani e parte integrante, dal 1990, di questa giornata (l’evento sarà come sempre a libero accesso e sarà trasmesso in diretta su Rai 3 e Rai Radio 2 e in onda su RaiPlay e RaiItalia).

In una fase in cui il lavoro precario, sottopagato e insicuro rischia di radicarsi nel tessuto sociale, in cui i contratti pirata alimentano sfruttamento e nuove forme di schiavismo, e mentre l’intelligenza artificiale non è ancora governata da regole condivise e contrattate, Cgil, Cisl e Uil ribadiscono l’urgenza di rimettere al centro il valore del lavoro. Nuovi diritti e nuove tutele, valore della contrattazione, dignità delle persone, della qualità dell’occupazione, ruolo democratico delle relazioni industriali e della rappresentanza: sono queste le priorità da cui ripartire, insieme alla necessità di nuove politiche industriali e di investimenti capaci di generare sviluppo sostenibile e buona occupazione. Cgil, Cisl e Uil lanciano un appello forte a rimettere al centro il protagonismo del lavoro stabile, ben retribuito, contrattualizzato come leva essenziale di giustizia sociale e per governare in modo equo i cambiamenti in atto, generando coesione e crescita.

Anche in provincia di Modena sono previste manifestazioni in piazza con 7 appuntamenti.

A Modena città la festa del 1° Maggio è prevista alle ore 10 in piazza Grande. Sono previsti gli interventi dei segretari generali di Cgil Cisl Uil, Roberto Rinaldi coordinatore Uil Modena, Rosamaria Papaleo segretaria generale Cisl Emilia Centrale e Alessandro De Nicola segretario generale Cgil Modena.

Al termine dei comizi sindacali si esibiranno i RATS storica rock band modenese costituita nel 1979 che proporrà brani del repertorio più noto degli anni Novanta (tra cui ‘Chiara’, ‘Fuori Tempo’ feat. Luciano Ligabue) sino all’ultimo singolo ‘Goodbye’ sempre fatto di rock sincero, testi incisivi e un sound che continua a restare fedele alla loro storia, ma sempre attento al presente. Lo spettacolo è gratuito.

Durante tutta la manifestazione, distribuzione di garofani e palloncini colorati. La festa del 1° Maggio gode del patrocinio del Comune di Modena.

A Carpi ritrovo alle ore 9.30 presso le sedi sindacali carpigiane (via Fassi), alle ore 10 partenza del corteo per le vie della città accompagnati dalla banda cittadina. Arrivo in piazza Martiri dove si tiene intorno alle ore 10.30 il comizio sindacale con interventi di Maurizio Guidotto coordinatore Cgil distretti Carpi e Area Nord, Andrea Sirianni segreteria Cisl Emilia Centrale e Carmine Ciccotti Uil Modena. In piazza Martiri durante la mattinata sono presenti le Associazioni di volontariato.

Nel pomeriggio, presso il cortile d’Onore di Palazzo Pio, alle ore 16, concerto di Primavera del Corpo Bandistico Città di Carpi che eseguirà una serie di marce, da quelle classiche a quelle contemporanee, colonne sonore di film, unitamente a brani tradizionali. In caso di maltempo il concerto si terrà presso il circolo Loris Guerzoni (via Genova,1).

In serata, alle ore 21 presso il cinema Ariston di San Marino, proiezione unica del film “L’ultimo turno” (drammatico, Svizzera-Germania, 2025) regia di Petra Biondina Volpe. In un ospedale cantonale svizzero l’infermiera Floria Lind affronta un’estenuante giornata di lavoro in reparto tra codici rossi, pazienti dal carattere difficile o in attesa di risposte, richieste di interventi continui e una grave mancanza di personale, a cui è stato possibile rimediare col solo inserimento di un’inesperta dottoranda. Floria è costretta quindi a dividersi tra i bisogni di tutti, pazienti vecchi e nuovi, in attesa della guarigione o del trapasso, in una battaglia su di un terreno fatto di pavimenti lucidi, disinfettanti, analgesici, sangue, feci e eruzioni cutanee improvvise. Una corsa contro il tempo per la vita o per la morte degli altri, nel tentativo di rendere invisibile ciò che Floria prova e sente, e col rischio di un crollo che pare essere perennemente in agguato.

Tutte le iniziative del 1° Maggio godono del patrocinio del Comune di Carpi e Unione Terre d’Argine e del contributo di Abitcoop, Cmb, Cooperativa Bilanciai.

A Mirandola il 1° Maggio inizia alle ore 9 con il concentramento del corteo in piazza della Conciliazione e alle 9.30 partenza con l’accompagnamento dalla filarmonica “Andreoli” di Mirandola. Durante il percorso saranno deposti fiori nei luoghi simbolo della Resistenza in ricordo dei caduti per mano dei nazifascisti. Alle ore 11 in piazza della Costituente comizio sindacale con interventi di Filippo Spada segretario generale Uiltec Uil Emilia Romagna, Fernando Siena della segreteria Cgil Modena e Alberto Suffritti Cisl Emilia Centrale.

A Vignola concentramento di lavoratori e mezzi meccanici alle ore 9.30 nel piazzale di via Ballestri. Alle ore 10 corteo per le vie cittadine con il corpo bandistico di Marano sul Panaro. Per ribadire il valore del lavoro sicuro partecipa anche una delegazione Anmil che alle 10.30 deporrà una ghirlanda presso il monumento ai caduti sul lavoro nel parco del Comune di Vignola a ricordo di tutti i caduti sul lavoro.

Alle 10.45 arrivo all’ex mercato ortofrutticolo di Vignola, con interventi di Daniele Stefani Cgil Modena-coordinatore distretto Vignola e Alberto Zanetti segreteria Uil Modena.Prevista la tradizionale distribuzione dei garofani rossi.

A Marano Panaro i trattori dell’Associazione Carnevale Maranese si ritrovano alle 8.30 nel piazzale del Capanonne Carnevale (zona impianti sportivi) per arrivare alle 9.30 al “Self Service” nel piazzale di via Ballestri a Vignola dove si uniscono al corteo. Nel pomeriggio (ore 16.15) ritrovo presso il piazzale Capannone Carnevale a Marano per proseguire verso Denzano per la benedizione dei mezzi. A seguire, un piccolo rinfresco offerto dalla locanda Denzano.

A Castelfranco Emilia ritrovo di autorità e cittadini alle ore 9.30 in piazza Aldo Moro. Avvio del corteo alle ore 10, con accompagnamento della banda cittadina, su corso Martiri, via Circondaria Nord sino a piazza Garibaldi, dove alle ore 11 sono previsti gli interventi dei sindacalisti Francesca Arena Uil Modena, Marco Ganzerli responsabile Cisl zona di Castelfranco Emilia e Antonio Puzzello coordinatore Cgil zona di Castelfranco Emilia. Tradizionale distribuzione di garofani in piazza.

A Sassuolo concentramento alle ore 9.30 in piazza Garibaldi, e alle ore 10 concerto della banda cittadina. A seguire i comizi sindacali con interventi di Valentina Montorsi coordinatrice Cgil zona di Sassuolo, Francesco Bini responsabile Cisl zona di Sassuolo e Fulvio Bonvicini Uil Modena.

Durante la manifestazione in piazza, distribuzione di garofani e coccarde. Nel pomeriggio pedalata storica “Il lavoro e la lotta. Storie di pace, dignità e diritti”, racconti di Daniel Degli Esposti. Il ritrovo per i partecipanti alla pedalata è alle ore 15.30 presso il circolo Alete Pagliani (via Monchio,1) a Sassuolo. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Sassuolo.
Con l’accompagnamento dello storico Degli Esposti si toccheranno alcuni luoghi significativi per raccontare come è cambiato, dal dopoguerra in poi, il lavoro e anche l’economia a Sassuolo, territorio dapprima molto legato all’agricoltura, per poi conoscere lo sviluppo delle industrie ceramiche e successivamente meccano ceramiche, diventando a partire dagli Anni Settanta un polo fra i più importanti a livello internazionale.

A Pavullo ritrovo di autorità e cittadini alle ore 9.30 in piazza Montecuccoli, dove sarà deposto un mazzo di fiori da parte dell’Amministrazione comunale alla lapide dei caduti sul lavoro nelle miniere di Marcinelle (Belgio), tra cui due pavullesi. Alle ore 9.45 sono previsti gli interventi sindacali di Silvio D’Acunto Uil Modena, Stefano Mussi responsabile Cisl Emilia Centrale zona di Pavullo e Marinella Ricci coordinatrice Cgil zona di Pavullo. Durante la manifestazione è presente la banda municipale.

Approvati dai sindaci i bilanci economici preventivi 2026 delle Aziende Sanitarie Modenesi

Approvati dai sindaci i bilanci economici preventivi 2026 delle Aziende Sanitarie ModenesiSono stati presentati oggi e approvati dai Sindaci riuniti nella Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (CTSS) della provincia di Modena – con le sole astensioni dei Sindaci di Cavezzo e Polinago – i Bilanci Economici Preventivi 2026 dell’Azienda USL di Modena e dell’Azienda Ospedaliero‑Universitaria di Modena.

In due anni è stato possibile raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio grazie un percorso di progressivo risanamento dei conti, fondato su una programmazione attenta e un costante monitoraggio dei principali fattori di spesa, oltre a interventi organizzativi condivisi a livello provinciale in una logica di rete integrata.

Ad oggi, il fabbisogno delle due aziende certificato dai bilanci è di 88 milioni di euro per l’Azienda Usl di Modena e 50.9 milioni di euro per l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, ma non rappresenta lo stato finale dei conti: come previsto dalle norme contabili, infatti, essi registrano integralmente tutti i costi, inclusi quelli di certa o presunta realizzazione, mentre non includono ancora alcune voci di ricavo la cui assegnazione è in corso di definizione a livello regionale, tra cui risorse connesse a obiettivi specifici e a meccanismi di compensazione. Come già ribadito, la Regione ha già previsto i 950 milioni di euro che garantiranno alle aziende sanitarie regionali da qui alla fine dell’anno 325 milioni di euro dalla gestione sanitaria accentrata; 215 milioni di euro di risorse vincolate del Fondo sanitario nazionale; 210 milioni di euro dal Pay back farmaceutico; e 200 milioni di euro di risorse regionali già stanziate.

“I bilanci sono stati predisposti nel rispetto delle indicazioni regionali per l’anno in corso, in una fase in cui non è ancora stata raggiunta l’Intesa Stato‑Regioni sul riparto delle risorse 2026. La Regione Emilia‑Romagna ha confermato la disponibilità a definire, nel corso dell’esercizio, ulteriori manovre di sistema e misure di sostegno”, osservano i Direttori amministrativi.

Per entrambe le aziende il miglioramento rispetto al preventivo 2025 deriva da una previsione puntuale dei principali fattori produttivi, costruita sulla base di un monitoraggio trimestrale condotto nel corso dell’anno. Vengono inoltre recepite le indicazioni regionali in materia di contenimento e governo della spesa, definendo obiettivi puntuali per le principali voci di costo, tra cui farmaceutica, dispositivi medici, servizi tecnici, trasporti sanitari e spesa per il personale, con particolare attenzione alla riduzione del ricorso a forme contrattuali atipiche.

 

Per l’Azienda USL di Modena, il 2026 evidenzia un fabbisogno potenziale in riduzione di 18,7 milioni rispetto al 2025 (17%), confermando un trend di miglioramento già avviato. Il valore della produzione è pari a 1,546 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente (+4,5%), a fronte di un incremento più contenuto dei costi della produzione (+3%).

L’andamento dei costi riflette l’evoluzione dei bisogni assistenziali e alcune dinamiche strutturali del sistema sanitario. In particolare, si registra un incremento: della spesa per beni sanitari, in larga parte legata a farmaceutica ospedaliera (incremento: +10mln), dispositivi medici (+2mln) e vaccini (+3,5mln); dei servizi sanitari (+17mln), in relazione al rafforzamento della rete territoriale, alla specialistica ambulatoriale, alla farmaceutica convenzionata e all’assistenza sociosanitaria; di alcune voci di servizi non sanitari (+5mln), anche per effetto dell’andamento dei prezzi e del potenziamento dei servizi informatici.

Si conferma un importante programma di investimenti per l’edilizia sanitaria per 193 milioni di euro (da fondi statali e regionali, risorse PNRR, partenariato pubblico‑privato e finanziamenti dedicati). Sono inoltre programmati investimenti per tecnologie biomediche, con particolare attenzione alla sicurezza e all’innovazione dei processi di cura (7,5milioni) e 2,3milioni per il potenziamento delle infrastrutture informatiche e digitali, inclusi il Fascicolo Sanitario Elettronico e i progetti di digitalizzazione connessi al PNRR.

 

Per l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena la riduzione rispetto al 2025 è di 2 milioni (-4%), anche qui confermando un trend di miglioramento. Il valore della produzione è pari a 537,4 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente (+3,2%). Come per l’Ausl è minore l’incremento dei costi della produzione (+2,4%).

Aumenta anche per Aou la spesa per beni sanitari, in particolare farmaceutica ospedaliera (+7,4mln), dispositivi medici (1,6mln); la spesa per i servizi sanitari è scesa (-1,7), mentre si conferma il finanziamento dei farmaci innovativi e antibiotici reserve. A ciò si aggiungono, tra gli altri, gli aumenti legati ai costi per i servizi tecnici (oltre +4,9 milioni), tra cui una voce importante è quella energetica, nonché agli investimenti in ambito informatico e formativo, relativi alla stabilizzazione degli interventi connessi al PNRR e a investimenti tecnologici. La spesa per il personale, al netto dei rinnovi contrattuali che incidono anche sul bilancio ospedaliero, si mantiene sostanzialmente stabile, con un lieve incremento per il personale dipendente al fine di promuovere nuove attività e la stabilizzazione del personale con una conseguente riduzione del personale atipico.

Il programma triennale di investimenti, 2026-28, articolato come sempre negli ambiti Lavori, Tecnologie Biomediche e Tecnologie Informatiche, evidenzia soprattutto un grande impegno nel completamento di opere avviate negli anni precedenti, grazie alla disponibilità di nuovi finanziamenti che vanno a compensare gli aumenti delle materie prime.

In particolare, verrà completato il nuovo polo Materno Infantile e si avvieranno ulteriori opere di consolidamento antisismico al Policlinico, unitamente alla demolizione di uno dei corpi del fabbricato ed alla costruzione di una nuova struttura dedicata ad attività sanitarie, per un totale di 76 milioni di euro.

Nell’anno 2026 sono previsti investimenti in edilizia per 126mln e per 2 milioni di euro in Tecnologie Biomediche, dopo essersi sostanzialmente concluso nel 2025 l’investimento per il rinnovo delle grandi apparecchiature diagnostiche e terapeutiche per quasi 9 milioni di euro, dei quali 4 milioni solo nel 2025. Per quanto riguarda le tecnologie informatiche nel 2025 si è concluso l’intervento PNRR per 9 milioni di euro iniziato nel 2022 e dedicato all’introduzioni nei due ospedali aziendali di nuovi sistemi informatici a servizio della cura della salute. Il 2026 vedrà il consolidamento del progetto PNRR dedicato alla telemedicina, che per le sole componenti hardware prevede un investimento di 1,5 milioni di euro.

Al termine della presentazione, i sindaci sono intervenuti riconoscendo il valore della programmazione responsabile e trasparente messa in campo dalle Aziende sanitarie modenesi, che consente di conciliare sostenibilità economica, investimenti strategici e tutela dei servizi per la popolazione. Il parere odierno rappresenta un passaggio fondamentale per consentire alle Aziende di operare nel 2026 con strumenti di programmazione coerenti, in un quadro complesso ma orientato al consolidamento dell’equilibrio economico‑finanziario del sistema sanitario provinciale.

Il Liscio dell’Emilia-Romagna muove i primi passi verso il riconoscimento Unesco

Il Liscio dell’Emilia-Romagna muove i primi passi verso il riconoscimento UnescoIl ballo Liscio, colonna sonora che abbraccia la tradizione di una terra e di una comunità. Un insieme articolato di pratiche musicali, coreutiche e sociali che attraversa territori e generazioni e costruisce legami sociali. Capace, ancora oggi, di rappresentare uno spazio di aggregazione, trasmissione di saperi e costruzione di comunità.

È questa la cornice da cui prende forza il percorso di candidatura del Liscio a Patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco, oggi entrato nel vivo con il primo incontro istituzionale che si è tenuto a Bologna.

Un passaggio chiave in cui l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, ha voluto riunire sindaci, sindache, assessore e assessori per fare il punto sullo stato di avanzamento della candidatura e definire insieme la strategia che guiderà le prossime fasi del percorso, con l’obiettivo di costruire un dossier per rafforzare il valore universale del Liscio e il coinvolgimento della comunità.

“La candidatura Unesco – spiega Allegni – si fonda su un principio chiave: il riconoscimento del ruolo centrale delle comunità patrimoniali. Mai, quindi, come in questo caso si tratta di un percorso fondato sull’ascolto, sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa. Il Liscio è incontro tra generazioni, inclusione, è capacità di accogliere e integrare influenze diverse, come è stato fin dalle sue origini, quando ha saputo intrecciare le tradizioni locali con i balli europei”.

“Attraverso questo percorso- continua l’assessora- vogliamo valorizzare una rete che unisce territori, competenze e saperi, sostenere il lavoro di chi ogni giorno tiene viva questa tradizione, dalle orchestre alle scuole di ballo, dagli organizzatori agli appassionati. Il percorso per il riconoscimento dell’importanza del Liscio e della musica ‘popolare’, e l’attenzione anche internazionale che ne deriverebbe, rappresentano un’opportunità di cui può beneficiare l’intero territorio e un’occasione di crescita, in particolare, per il settore musicale regionale”.

Nel corso dell’incontro ampio spazio è stato dedicato alla presentazione della strategia che guiderà le prossime fasi del percorso: dalla mappatura delle realtà coinvolte al rafforzamento della rete territoriale, dalla raccolta di testimonianze alla costruzione partecipata del dossier di candidatura. Centrale, in questo processo, il ruolo delle comunità: musicisti, ballerini, scuole di danza, orchestre, studiosi, organizzatori di eventi, cittadine e cittadini saranno protagonisti attivi, chiamati a contribuire con esperienze, memorie e visioni.

È emersa con forza la volontà di valorizzare la pluralità delle declinazioni del Liscio, nelle diverse espressioni locali, riconoscendo in questa varietà un elemento distintivo e un valore aggiunto. Allo stesso tempo, è stato sottolineato il ruolo fondamentale dei luoghi del Liscio. Nato tra Otto e Novecento dall’incontro tra tradizioni popolari locali e influenze europee – come valzer, polka e mazurka – il Liscio si è infatti sviluppato nel tempo come fenomeno culturale diffuso, profondamente legato ai luoghi della socialità, dalle aie alle balere, fino alle sale da ballo e ai festival contemporanei.

La roadmap della candidatura

Il percorso finalizzato alla proposta di candidatura del Liscio a Patrimonio immateriale dell’umanità Unesco è iniziato nel 2023, a seguito di una risoluzione bipartisan approvata in Assemblea legislativa regionale. Proprio partendo da questa peculiarità del Liscio, e cioè l’essere comunità, la Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con gli Enti locali e gli operatori del territorio, ha realizzato “Vai Liscio”, progetto di monitoraggio e valorizzazione di quest’autentica tradizione popolare, a partire dal sito www.vailiscio.it. una piattaforma aperta e partecipata che continua a raccogliere e restituire il patrimonio diffuso di conoscenze, documenti e testimonianze, contribuendo a costruire una memoria condivisa e accessibile.

Come previsto dalle linee guida Unesco, la proposta di candidatura si articolerà in diverse fasi: dalla progettazione del percorso alla mappatura e al coinvolgimento degli stakeholder, fino alla raccolta di contributi e testimonianze da parte delle comunità, alla definizione delle misure di salvaguardia e alla redazione del dossier finale.

Riprendersi l’anima, Paolo Crepet apre a Formigine l’anteprima del Festival della Giustizia Penale

In anteprima della settima edizione del Festival della Giustizia Penale, dal titolo “Difendere. L’innocente, il colpevole, i diritti”, Giovedì 23 aprile alle 21, presso l’Auditorium Spira mirabilis di Via Pagani 25 a Formigine, si terrà l’incontro con il noto psichiatra Paolo Crepet.

L’evento a ingresso gratuito, che ha fatto registrare il tutto esaurito a poche ore dall’apertura delle prenotazioni, è intitolato “Riprendersi l’anima. Radici e ali per difendere il futuro dei giovani” e si configura come la prima presentazione nazionale del nuovo libro di Crepet.

Afferma la Sindaca di Formigine Elisa Parenti: “L’attesa e l’entusiasmo che circondano l’incontro con il professor Paolo Crepet confermano quanto sia profonda, nella nostra comunità, la necessità di riflettere sul futuro delle nuove generazioni. Ospitare la prima presentazione nazionale del suo nuovo libro non è solo un onore culturale, ma una scelta precisa. Questa iniziativa, infatti, si inserisce coerentemente nel solco dell’impegno che la nostra Amministrazione persegue nel sostegno alle famiglie e alla genitorialità. Siamo convinti che difendere i diritti, tema centrale del Festival della Giustizia Penale, passi inevitabilmente attraverso la capacità di ascoltare e guidare i nostri ragazzi, fornendo loro quelle “radici e ali” di cui parla Crepet. Investire in momenti di approfondimento gratuito e di alta qualità significa stare al fianco dei genitori e degli educatori nelle sfide quotidiane, per questo ringraziamo Lapam per il sostegno”.

Continua Guido Sola, Presidente del Festival della Giustizia Penale: “Il Festival si conferma, anche in questa occasione, una casa aperta e plurale, capace di accogliere tutte le voci che desiderano interrogarsi, con rigore e sensibilità, sui temi della giustizia penale. Siamo grati a Formigine per l’ospitalità e per aver condiviso questo percorso di avvicinamento alla nuova edizione. Un ringraziamento speciale al professor Paolo Crepet, la cui presenza e disponibilità rappresentano un valore prezioso per il dibattito pubblico e per la comunità”.

Dichiara inoltre Elena Lenzini, membro del Comitato Organizzativo del Festival della Giustizia Penale: “Con il dottor Paolo Crepet mi lega un rapporto di stima e amicizia che si è consolidato nel corso di oltre dieci anni. Oltre a essere un professionista instancabile e autorevole, è una persona di rara sensibilità e attenzione, qualità che ho avuto modo di riscontrare costantemente nel tempo. La sua presenza a Formigine, per la prima presentazione nazionale del suo nuovo libro, “Riprendersi l’anima”, rappresenta per noi un motivo di sincera gratitudine e orgoglio: anche grazie a figure come la sua, il Festival può continuare a promuovere, con forza e credibilità, un dialogo aperto sui temi della giustizia, del garantismo e della libertà”.

Conclude Angelica Martina, Responsabile della sede Lapam Confartigianato di Formigine: “Come associazione siamo attori protagonisti del territorio e, tra i nostri obiettivi, c’è anche quello di promuovere e diffondere tra le imprese una crescente attenzione ai temi sociali. In passato, come Lapam Confartigianato, abbiamo avuto ospite Paolo Crepet in più occasioni e ne conosciamo il valore umano e culturale. Crediamo quindi che essere partner di questa iniziativa rappresenti un impegno concreto verso la comunità in cui operiamo. Sostenere momenti di confronto e riflessione significa contribuire alla crescita civile e culturale del territorio, promuovendo al tempo stesso una visione d’impresa responsabile, attenta non solo agli aspetti economici, ma anche al proprio ruolo sociale e al benessere collettivo”.

 

 

Antonio Buzzi confermato presidente Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna

Antonio Buzzi confermato presidente Confcooperative Federsolidarietà Emilia RomagnaAntonio Buzzi è stato confermato alla guida di Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna al termine dell’assemblea regionale della Federazione, che si è conclusa ieri nel tardo pomeriggio a Bologna all’Hotel Savoia Regency, alla presenza di una ampia rappresentanza del sistema cooperativo, delle istituzioni e del mondo accademico che ha contato circa 300 partecipanti.

Un appuntamento che ha rappresentato non solo un passaggio istituzionale per il rinnovo degli organi, ma anche un momento di confronto strategico sul ruolo della cooperazione sociale in una fase di profonde trasformazioni economiche e sociali.

A fianco della conferma del presidente, l’assemblea ha rinnovato anche il Consiglio regionale e nominato i delegati all’assemblea nazionale, delineando la nuova governance della Federazione per il prossimo mandato.

Romagnolo di Cotignola, 55 anni, Buzzi è anche presidente del Consorzio Solco Ravenna.

“Viviamo un cambiamento d’epoca che impone alla cooperazione sociale di assumere fino in fondo il proprio ruolo trasformativo – ha dichiarato Buzzi, giunto al secondo mandato consecutivo -. Non siamo semplicemente erogatori di servizi, ma soggetti che contribuiscono alla costruzione di un modello di sviluppo più giusto, capace di contrastare le disuguaglianze e promuovere diritti e partecipazione”.

Nel corso del quadriennio appena concluso, la Federazione ha consolidato il proprio peso all’interno del sistema regionale, rappresentando oggi oltre 451 cooperative sociali, con 23.303 soci e 30.510 addetti, per un volume complessivo di attività superiore a 1,5 miliardi di euro.

I dati economici evidenziano la solidità e la capacità di crescita del sistema: tra il 2021 e il 2025 il fatturato è aumentato del 40,9% (in particolare per l’aumento dei costi di erogazione dei servizi) e l’occupazione del 13,3%, confermando la cooperazione sociale come uno dei principali attori dello sviluppo regionale.

Una crescita che si inserisce in un contesto complesso, segnato dall’incremento delle disuguaglianze, dall’invecchiamento della popolazione e dalla trasformazione dei bisogni sociali, che richiedono modelli di intervento sempre più integrati e innovativi. Questi scostamenti sono stati determinati anche dalla spirale inflattiva successiva al periodo Covid così come dalle crisi energetiche degli ultimi anni, che hanno costretto le cooperative sociali a fare i conti con costi di erogazione dei servizi sensibilmente più alti, insieme al rinnovo del contratto di lavoro (CCNL cooperative sociali).

“In questo scenario la cooperazione sociale è chiamata a superare una visione residuale e a essere riconosciuta per ciò che è: un motore di innovazione sociale e sviluppo territoriale – ha aggiunto Buzzi -. Dobbiamo rafforzare la nostra capacità di generare valore, non solo in termini economici, ma anche di coesione, partecipazione e costruzione di comunità”.

Al centro del dibattito assembleare anche il tema dell’economia sociale, indicata come una delle leve strategiche per il futuro del sistema produttivo e del welfare.

“Se consideriamo l’economia sociale come un ambito marginale abbiamo già perso la sfida. Questo modello è, al contrario, una possibilità concreta di sviluppo dei territori. La cooperazione sociale, e in particolare quella di tipo B, non deve essere letta solo per il risparmio che genera per la pubblica amministrazione, ma come fattore di innovazione e sviluppo economico, coesione sociale e partecipazione democratica. Il modello cooperativo è anche uno spazio di senso e partecipazione per le persone, capace di restituire valore al lavoro e rafforzare il legame tra economia e comunità, dobbiamo valorizzare questo aspetto seriamente se vogliamo essere attrattivi e competitivi”, ha sottolineato Stefano Granata, presidente nazionale di Confcooperative Federsolidarietà.

Nel corso della giornata, articolata tra sessione pubblica e parte assembleare, sono stati affrontati i principali nodi del settore: il futuro del lavoro sociale, la carenza di figure professionali, l’innovazione dei servizi e il ruolo della cooperazione nella costruzione di modelli di welfare più sostenibili e inclusivi. È stata inoltre presentata la ricerca realizzata da Social Seed sulla cooperazione di inserimento lavorativo, che ha evidenziato come nelle 170 cooperative sociali di tipo B e A+B del sistema Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna siano 2.135 le persone svantaggiate inserite al lavoro, un dato che restituisce la dimensione e l’impatto concreto del modello. Nelle stesse cooperative si registrano inoltre 66 lavoratori svantaggiati ogni 100 lavoratori ordinari, un valore più che doppio rispetto al minimo previsto dalla normativa.

“L’inserimento lavorativo non riguarda solo la cooperazione sociale, ma l’intero sistema di welfare regionale, che dal lavoro quotidiano delle cooperative trae un beneficio rilevante – ha ribadito il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza –. Questo modello può continuare a funzionare e svilupparsi al meglio, andando oltre i risultati già raggiunti, solo attraverso una piena assunzione di responsabilità condivisa. In questo senso, l’economia sociale rappresenta la direzione da seguire per costruire percorsi solidi e generare valore per le comunità”.

Significativa anche la presenza istituzionale, con l’intervento del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e degli assessori regionali Giovanni Paglia (Lavoro), Massimo Fabi (Salute) e Isabella Conti (Welfare), a conferma dell’attenzione e del riconoscimento verso il ruolo strategico della cooperazione sociale nelle politiche regionali.

 

 

81° Anniversario della Festa della Liberazione a Fiorano Modenese

81° Anniversario della Festa della Liberazione a Fiorano ModeneseIl Comune di Fiorano Modenese, in collaborazione con ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) e le Associazioni Combattenti e d’Arma, invita la cittadinanza a partecipare alle iniziative organizzate in occasione dell’81° anniversario della Festa della Liberazione, un momento fondamentale di memoria condivisa e riflessione sui valori di libertà, democrazia e pace, alla base della nostra Repubblica.

Venerdì 24 aprile 2026, alle ore 21, presso la Sala delle Vedute del castello di Spezzano, si terrà narrazione spettacolo “Teresa, una fioranese ribelle”. Paola Gemelli ripercorre la storia di Teresa Capitani (classe 1925), fioranese, di famiglia contadina, partigiana antifascista, testimone della Liberazione, con letture di Cristina Ravazzini e musiche di Lucia Dall’Olio. Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Sabato 25 aprile 2026, il programma istituzionale prevede alle ore 10 il ritrovo con le autorità in piazza Ciro Menotti; alle 10.30 la celebrazione della Santa Messa presso la chiesa parrocchiale di Fiorano e alle 11.15 la deposizione della corona al Monumento ai Caduti in piazza, con intervento del sindaco, Marco Biagini e accompagnamento della banda Flos Frugi. A seguire deposizione di una corona al Cippo dei partigiani, presso il Centro sportivo Menotti a Spezzano.

 

Coop Alleanza 3.0 celebra la libertà: il 25 aprile e il 1° maggio “chiusi per scelta”

Coop Alleanza 3.0 celebra la libertà: il 25 aprile e il 1° maggio  “chiusi per scelta”Da sempre la storia del movimento cooperativo corre in parallelo con i valori delle due ricorrenze del 25 aprile, Festa della Liberazione, e del 1° maggio, Festa del Lavoro.

Per questo, Coop Alleanza 3.0 conferma la scelta di tenere chiusa l’intera rete di vendita. Supermercati e ipercoop resteranno chiusi in entrambe le giornate, coinvolgendo circa 350 punti vendita distribuiti dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia.

Una decisione profondamente identitaria: la Cooperativa sceglie di fermarsi per riconoscere e valorizzare due momenti che rappresentano pilastri della sua storia e dei suoi valori fondanti. Libertà, democrazia e giustizia sociale sono infatti principi che attraversano la cultura cooperativa e continuano a orientarne l’impegno quotidiano.

La chiusura “per scelta” assume così un significato preciso: celebrare il 25 aprile e il 1° maggio non solo come date simboliche, ma come momenti sempre vivi, da condividere. Un gesto che tiene insieme diritti e responsabilità, trovando un equilibrio tra le esigenze dei soci e dei consumatori e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Giovani, attività di orientamento e formazione, nuovi spazi e più partecipazione

Giovani, attività di orientamento e formazione, nuovi spazi e più partecipazioneAttività di orientamento, formazione digitale e creatività. E poi investimenti per la riqualificazione strutturale e tecnologica degli spazi giovanili, migliorando accessibilità, sicurezza e dotazione strumentale con l’obiettivo di consolidare una rete stabile di luoghi, relazioni e opportunità così da contrastare l’isolamento e favorire una partecipazione attiva delle ragazze e dei ragazzi soprattutto in Appennino. E infine anche iniziative di rafforzamento del servizio Informagiovani e del volontariato estivo.

Con 2,1 milioni di euro la Regione andrà, nel corso del 2026, a finanziare 74 progetti rivolti alle giovani generazioni, promossi dagli enti locali dell’Emilia-Romagna (Comuni capoluogo e Unioni) dopo un percorso di progettazione dal basso che ha visto l’assessore regionale alle Politiche giovanili, Giovanni Paglia, fare un tour nei capoluoghi di provincia e nelle principali città della regione per illustrare gli obiettivi della misura (Avviso DGR n.378/2025) prevista dalla legge regionale 14 del 2008 su ‘Norme in materia di politiche giovanili’.

“Confermiamo il nostro impegno a sostenere i giovani e a promuovere la loro partecipazione attiva nella società, attraverso politiche e azioni concrete- afferma Paglia-. Questi finanziamenti hanno l’obiettivo di rafforzare le politiche giovanili a livello locale e sono un importante segnale di attenzione ai bisogni delle ragazze e dei ragazzi. Siamo convinti che le nuove generazioni siano il motore del cambiamento e della crescita della nostra regione, e per questo stiamo lavorando per creare opportunità e spazi di partecipazione e di espressione per loro. Progetti che ci permetteranno di raggiungere questo obiettivo e di costruire un futuro migliore “.

I progetti finanziati in sintesi

I progetti finanziati sono stati selezionati con l’obiettivo di promuovere la comunità dei giovani e di migliorare la loro qualità di vita. Dei 74 progetti, 37 sono relativi alla spesa corrente, per una somma totale di 1 milione e 130mila euro, cui si aggiunge un progetto di spesa corrente finanziato per 70mila euro in favore dell’Associazione giovani artisti Emilia-Romagna (GA/ER); inoltre, 36 progetti sono relativi alla spesa investimento, per complessivi 900mila euro.

Per quanto attiene al dettaglio per provincia, sia in parte corrente che per investimenti, sono stati finanziati: a Piacenza 3 progetti per 107.950 euro; a Parma 7 progetti per 213927 euro; a Reggio Emilia 15 progetti 439305 euro; a Modena 13 progetti per 313.751 euro; a Bologna 14 progetti per 358.290 euro; a Ferrara 5 progetti 106.805 euro; a Ravenna 6 progetti per 242.410 euro; a Forlì-Cesena 6 progetti 145.801 euro; a Rimini 4 progetti per 102.757 euro.

Le iniziative più significative

L’Unione Montana Appennino Parma Est sta portando avanti una strategia integrata che combina il progetto ‘Generazione Up-Pennino’, dedicato a un percorso di crescita personale e professionale per i giovani, con attività di orientamento, formazione digitale, creatività e partecipazione diffusa in tutti i Comuni dell’Unione.

Accanto a questo, l’intervento sugli spazi di aggregazione giovanile di Langhirano e Lesignano mira a migliorarne le caratteristiche strutturali e tecnologiche, così da renderli più adatti a supportare le attività educative e formative previste dal progetto attuale. I due interventi lavorano in modo complementare per consolidare una rete stabile di luoghi, relazioni e opportunità, contrastando l’isolamento e favorendo una partecipazione attiva dei giovani dell’Appennino.

Anche l’Unione della Romagna Faentina propone una strategia unitaria, che collega il progetto “FIRST” e l’intervento “Vibə #vibrazioniconnessə – HUB”. Il primo garantisce continuità alle politiche giovanili avviate dal 2022, attraverso il rafforzamento del servizio Informagiovani, del volontariato estivo ‘Lavori in Unione’ e del festival Urban FAIR, promuovendo cittadinanza attiva, orientamento ed empowerment.

I due progetti dedicati al Comune di Reggio Emilia, riuniti sotto il titolo ‘TRAME. Giovani connessioni urbane’, rappresentano una strategia organica per rafforzare l’ecosistema giovanile cittadino. Il progetto di spesa corrente valorizza la rete dei luoghi e dei servizi dedicati ai giovani come Informagiovani, SD Factory, Spazio Raga e #viacassoliuno promuovendo creatività, partecipazione e percorsi di empowerment attraverso laboratori, eventi culturali e attività di comunicazione innovativa. Il progetto di spesa investimento, invece, sostiene queste azioni attraverso la riqualificazione strutturale e tecnologica degli spazi giovanili, migliorando accessibilità, sicurezza e dotazione strumentale.

Maranello, danneggiano auto durante una manovra e si allontanano: individuati grazie alle videocamere

Maranello, danneggiano auto durante una manovra e si allontanano: individuati grazie alle videocamereNei giorni scorsi la Polizia locale di Maranello è riuscita a risalire ai responsabili di due danneggiamenti subiti da altrettante auto in sosta e segnalati dai rispettivi proprietari.

Entrambi gli episodi sono avvenuti in Via Dino Ferrari, in due diverse aree di parcheggio, e per le indagini – scattate su segnalazione delle vittime – sono risultate decisive sia le videocamere di sicurezza che i varchi elettronici gestiti dagli agenti maranellesi.

I dispositivi hanno infatti filmato il momento in cui le due auto in sosta, durante una manovra di uscita dal parcheggio, sono state urtate da altrettanti veicoli guidati rispettivamente da un 84enne di Maranello e da un 68enne di Castelvetro, che poi si sono allontanati senza preoccuparsi dei danni causati.

Le immagini hanno anche mostrato che il 68enne, vista la presenza di altre persone nelle vicinanze, prima di andarsene ha posizionato un bigliettino sul parabrezza dell’auto da lui danneggiata, ma è poi tornato sul posto pochi minuti dopo per rimuovere il foglietto.

Una volta identificati, i due responsabili sono stati sanzionati in base alle normative vigenti e i loro dati sono stati infine trasmessi alle assicurazioni coinvolte per la procedura di risarcimento a favore dei danneggiati.

 

Domani, a Sassuolo in via Cesare Battisti, la cerimonia di posa delle Pietre d’Inciampo

Domani, a Sassuolo in via Cesare Battisti, la cerimonia di posa delle Pietre d’InciampoDomani, mercoledì 22 aprile, a partire dalle ore 10 in viale Cesare Battisti 12, poi,  in via Menotti 53, si terrà la cerimonia di posa delle Pietre d’Inciampo.

Un gesto semplice ma profondamente significativo, che restituisce un nome, una storia e una dignità alle vittime della deportazione nazifascista. Piccoli segni nel tessuto quotidiano della città che invitano a fermarsi, ricordare e riflettere.

Le Pietre d’Inciampo sono un simbolo diffuso in tutta Europa: portano la memoria nei luoghi della vita, affinché il ricordo diventi parte del nostro cammino di ogni giorno.

Amilcare Bolzoni – Guglielmo Venturini

“La nostra città – spiega l’Amministrazione comunale – posa le sue prime pietre d’inciampo in memoria di due concittadini, Guglielmo Venturini e Amilcare Bolzoni, morti in prigionia. Davanti alle loro abitazioni ci ritroveremo insieme ai familiari e a tanti studenti: perché ricordare non è solo un gesto simbolico, ma un modo per dare ancora voce alle loro storie e non dimenticarle”.

Le pietre d’inciampo, meglio note come Stolpersteine, nascono con il tedesco Gunter Demnig per ricordare le vittime delle deportazioni nei campi del Terzo Reich; il progetto ha avuto inizio nel 1992, e consta nell’apporre, davanti all’ingresso delle abitazioni delle vittime/deportati, blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone.

Alla cerimonia parteciperanno gli studenti dell’Istituto Volta che hanno preso parte al “Viaggio della Memoria”, due classi dell’Istituto Formiggini, che hanno attivamente contribuito alla ricerca storica ed una classe terza delle medie Leonardo da Vinci.

 

Officina del Battagliero in concerto a Maranello

Giovedì 23 aprile alle ore 21 all’Auditorium Enzo Ferrari è in programma il concerto dell’Officina del Battagliero, gruppo musicale fondato con l’intento di recuperare e divulgare lo stile e il linguaggio della musica folcloristica nata e cresciuta a partire da metà 800 lungo le terre che costeggiano il torrente Enza e dividono la provincia di Reggio e Parma. E’ oggi l’unica realtà musicale italiana in grado di riproporre fedelmente lo stile straordinario e “battagliero” di Tienno Pattacini, autore del valzer “Battagliero”, uno dei brani più apprezzati e suonati dalle Orchestre da ballo italiane, con capacità espressiva ed equilibrio.

Un progetto che ha l’ambizione di rendere vitale la relazione fra musica colta-classica e musica folcloristica: due tradizioni che convivono nel grande albero genealogico storico-musicale. L’ingresso è gratuito. L’evento è proposto nell’ambito del progetto Unexpected Maranello, rassegna di incontri pubblici che vuole raccontare gli aspetti più autentici e meno conosciuti del territorio attraverso le tradizioni, la musica, la cucina, il dialetto, realizzata da Città di Maranello, ATER Fondazione, Unexpected Italy con il sostegno della Fondazione di Modena.

 

Udito e cinema: perché i Centri Acustici Specializzati Ti Ascolto hanno sostenuto il Modena Film Festival

Udito e cinema: perché i Centri Acustici Specializzati Ti Ascolto hanno sostenuto il Modena Film FestivalIl cinema è un’esperienza immersiva, fortemente individuale ma allo stesso tempo collettiva. Poche esperienze uniscono un pubblico nel medesimo momento e luogo attorno a un unico oggetto, permettendo a ciascuno di viverlo attraverso una lente personale e unica.

Il cinema è un momento di aggregazione e crescita, ancor di più se si tratta di un Festival che anima e coinvolge un’intera città e comunità. Questa è una delle ragioni che ha spinto Daniele Benincasa – Amministratore Unico dei Centri Acustici Specializzati Ti Ascolto di Modena e Provincia – a sostenere il Modena Film Festival, programmato dal 15 al 19 aprile presso lo storico Cinema Astra e la Sala Truffaut di Modena.

Il cinema dedicato ai 5 sensi.

I “5 sensi” è il tema scelto per questa prima edizione del Modena Film Festival, che ha offerto esperienze sensoriali uniche: dalla visione del film argentino Simón della montagna al talk dedicato al tatto con Luisa Lazzaro – intimacy coordinator – e l’attrice Eva Cela, fino all’originale assaggio di tortellini che ha accompagnato, nella giornata del gusto, la visione de La città incantata di Miyazaki. L’udito, tema a noi caro, è stato celebrato con il capolavoro del cinema muto Sherlock Jr. di Buster Keaton, musicato dal vivo da Samuel dei Subsonica.

Il talk “Oltre i limiti” con Asia Santarsiero e Daniele Benincasa

L’intenso film Il cieco che non voleva vedere Titanic è stato anticipato da un momento di confronto sul tema dei limiti, che ha messo in dialogo Daniele Benincasa dei Centri Acustici Specializzati Ti Ascolto con Asia Santarsiero.
Asia è una brillante ragazza ipovedente, studentessa del DAMS di Bologna, protagonista del documentario A un passo dall’Orizzonte, di cui Fabio Fasulo, moderatore del talk, ne ha curato la regia.

L’incontro tra Asia e Daniele Benincasa ha permesso di approfondire il concetto di limite da più punti di vista. La cecità o l’ipovisione, come l’ipoacusia, sono indubbiamente dei limiti, che possono essere superati se per prima la società stessa smettesse di considerarli “limiti disabilitanti”. Il messaggio di Asia è stato molto chiaro: no ai pregiudizi, no ai pietismi, sì alla collaborazione e al supporto del sistema sanitario e dell’assistenza sociale nel garantire sostegno e servizi affinché un limite non diventi un ostacolo insormontabile, da bollare con l’etichetta “disabile”. A supporto di questa posizione, Daniele Benincasa ha portato il suo contributo partendo da uno sfogo “social” di una giovane ragazza affetta da una grave sordità, ridimensionata grazie all’adozione di apparecchi acustici e all’assistenza di tecnici audioprotesisti. Nel suo post esprime e chiede a chiare lettere di andare oltre i limiti che il deficit uditivo impone, invitando tutti a farlo.
“Questo messaggio – come ha dichiarato Daniele Benincasa – ha una potenza incredibile, perché dimostra quanto sia fondamentale accettare “un limite” per poterlo superare e sapere che – a volte – la tecnologia e la conoscenza clinica può permetterci di non subirlo. Altro punto affrontato è la prevenzioneche per l’udito è ancora troppo sottovalutata e poco praticata.

Prevenzione e benessere: test dell’udito gratuito per tutta la durata del Festival

Tutti sanno quanto l’udito sia un senso indispensabile per godere appieno della vita e di ogni sua opportunità. Il calo di udito (ipoacusia) non è solo una difficoltà tecnica; è un ostacolo che compromette la socialità e le relazioni familiari, allontana dal piacere della musica, del teatro e del cinema e crea un senso di isolamento, che impatta anche sulla quotidianità lavorativa. Aderire come sponsor al Festival è stato per i Centri Acustici Ti Ascolto un modo per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e un’occasione per far capire quanto riconquistare l’udito cambi tutto, in meglio.

Il messaggio è stato trasformato in azione concreta, allestendo durante la manifestazione delle postazioni dedicate per effettuare un test di screening uditivo. La cultura della prevenzione, questa volta, è partita dalle sale cinematografiche per arrivare dritto nelle case dei modenesi, coinvolgendo anche quelle persone care, che – nonostante evidenti cali di udito – fanno resistenza e rifiutano gli apparecchi acustici per il timore che non siano la soluzione.

L’approccio dei Centri Acustici Ti Ascolto a Modena e provincia.

La nostra filosofia si distingue per una cura empatica del paziente. Non vendiamo semplicemente dispositivi, ma costruiamo percorsi di riabilitazione uditiva mirati:

  • ascoltiamo le esigenze e individuiamo le necessità;
  • selezioniamo la tecnologia più adatta allo stile di vita;
  • garantiamo un settaggio preciso per un comfort immediato;
  • seguiamo nel lungo periodo con controlli regolari per mantenere alta la qualità della vita.

Tornare a sentire significa tornare a vivere ogni emozione, proprio come al cinema.
Per prenotare un test dell’udito basta chiamare lo 059 353563.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 22 aprile 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, mercoledì 22 aprile 2026Al mattino cielo inizialmente molto nuvoloso o coperto per nubi basse e stratificate e locali piovaschi in rapido esaurimento. Ampie schiarite dal pomeriggio.

Temperature in lieve flessione con minime comprese tra 8 e 12 gradi, massime comprese tra 15/17 gradi della costa e 17/19 gradi delle pianure interne. Venti deboli o a tratti moderati nord-orientali con rinforzi su mare costa e rilievi di crinale. Mare da mosso a molto mosso.

(Arpae)

Il Questore dispone la sospensione della licenza per 15 giorni ad un bar sassolese

Il Questore dispone la sospensione della licenza per 15 giorni ad un bar sassoleseSabato scorso, la Polizia di Stato di Sassuolo ha notificato il provvedimento del Questore, adottato ai sensi dell’art. 100 del TULPS, al titolare di un pubblico esercizio ubicato nel comune di Sassuolo.

Il provvedimento, della durata di 15 giorni, è frutto di una intensa attività di verifiche, effettuata da personale del Commissariato di P.S. di Sassuolo e dalla Polizia Locale, nel corso di un apprezzabile arco temporale a decorrere dalla fine di gennaio, in esito alla quale è emerso che il bar risulta abitualmente frequentato da persone gravate da precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, la persona e in materia di stupefacenti.

In particolare, il 23 gennaio scorso l’esercizio pubblico era stato teatro di una violenza rissa che aveva coinvolto numerosi avventori, tra cui il titolare, colpito al volto da un coccio di bicchiere. Inoltre, in occasione di due successivi distinti controlli erano state rinvenute notevoli quantità di sostanza stupefacente all’interno del bar e nelle pertinenze dell’attività.

Tali accertamenti hanno concorso a definire, pertanto, una situazione attuale e concreta di pericolosità per l’ordine e la sicurezza pubblica con particolare riguardo alla tutela dei minori, dal momento che l’attività si trova nella zona della stazione ferroviaria, area quotidianamente frequentata da studenti.

Si tratta di un provvedimento a garanzia dell’ordine e della sicurezza dei cittadini che ha come ratio quella di impedire, attraverso la temporanea sospensione della licenza, il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale. Esso ha altresì la funzione di produrre un effetto dissuasivo su persone ritenute pericolose le quali vengono avvertite che la loro presenza in tale luogo è oggetto di attenzione da parte delle autorità preposte.

L’area rimane oggetto di continui monitoraggi da parte delle pattuglie del Commissariato di P.S. di Sassuolo, anche per verificare il rispetto della misura.

Macfrut 2026, dal 21 al 23 aprile torna a Rimini il salone internazionale dell’ortofrutta: l’Emilia-Romagna protagonista con le sue filiere e le imprese del settore

Oltre 1,4 miliardi di euro di valore della produzione, più di 700 milioni dal comparto frutticolo e oltre 730 milioni da ortaggi e patate: sono i numeri del settore ortofrutticolo dell’Emilia-Romagna, una delle principali filiere dell’agroalimentare regionale. Un sistema che si presenta a Macfrut 2026, la 44esima edizione del salone internazionale dell’ortofrutta in programma dal 21 al 23 aprile al Rimini Expo Centre, da protagonista con le proprie imprese, filiere e produzioni, a partire dalle Dop e Igp.

A sostenere il comparto è anche l’impegno della Regione Emilia-Romagna, che nel 2026 mette in campo oltre 115 milioni di euro attraverso le risorse Feaga (Fondo europeo agricolo di garanzia) per rafforzare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e competitività delle imprese della filiera ortofrutticola. A questi fondi si affiancano gli interventi per i ‘Frutteti protetti’, che hanno già attivato 40,7 milioni di euro di investimenti grazie a 24,4 milioni di contributi destinati a 153 imprese agricole, con la realizzazione di impianti dotati di sistemi di difesa attiva e la protezione di 592 ettari di frutteti. Programma che prosegue ora con un nuovo bando da 20 milioni di euro per estendere gli interventi e rafforzare la capacità produttiva delle aziende.

A Macfrut la Regione sarà presente con uno stand istituzionale (padiglione D5 – stand 112), realizzato in collaborazione con i Consorzi di tutela delle produzioni Dop e Igp – dall’Aglio di Voghiera all’Asparago verde di Altedo all’Anguria Reggiana, dalla Ciliegia di Vignola alle Amarene brusche di Modena alla Patata di Bologna, fino al Marrone di Castel del Rio, allo Scalogno di Romagna e alla Pesca e nettarina di Romagna, alla Pera dell’Emilia-Romagna – che ospiterà le principali produzioni Dop e Igp regionali e un programma articolato di iniziative. Nel corso della manifestazione sono previsti incontri tecnici, degustazioni e momenti di confronto con buyer e operatori internazionali, accanto ad appuntamenti di approfondimento sui temi strategici per il settore.

Tra questi, il focus dedicato alla riforma della Politica agricola comune e al futuro delle risorse europee, anche alla luce del lavoro in corso sulla revisione dell’Ocm, su cui l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, è relatore al Comitato europeo delle Regioni. Accanto ai temi di scenario, spazio anche agli strumenti più innovativi per la gestione del rischio in agricoltura, con incontri dedicati al controllo biologico delle specie invasive, all’impiego dei droni e al sistema digitale Dati.Meteo4.0, che integra sensoristica e modelli previsionali per anticipare eventi critici come le gelate tardive e supportare le decisioni tecniche delle imprese.

Un’attenzione particolare è riservata inoltre al rapporto tra imprese e formazione, con iniziative dedicate al dialogo tra Organizzazioni di produttori e istituti tecnici agrari per orientare i percorsi formativi verso un settore che richiede competenze sempre più avanzate, dalla gestione dei dati alle tecnologie per la produzione e la difesa delle colture.

A inaugurare Macfrut 2026, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini, e l’assessore Alessio Mammi (Agricoltura e Agroalimentare).

“Macfrut rappresenta una piattaforma internazionale strategica per l’ortofrutta e per un sistema come quello dell’Emilia-Romagna, che si presenta a questo appuntamento con una filiera organizzata, capace di competere sui mercati e di innovare lungo tutta la catena del valore, dalla produzione alla trasformazione fino alla commercializzazione- afferma il presidente de Pascale-. Parliamo di un comparto che nel 2025 ha superato 1 miliardo e 446 milioni di euro di valore della produzione, confermandosi una delle leve principali dell’agroalimentare regionale e un punto di forza del nostro sistema economico. È su questa base che la Regione continua a investire in modo concreto, mettendo in campo strumenti e risorse per sostenere la competitività delle imprese, accompagnarne i processi di innovazione e rafforzarne la capacità di stare sui mercati. Interventi che vanno dalla difesa del potenziale produttivo, con i progetti sui ‘Frutteti protetti’, fino all’utilizzo delle risorse europee per sostenere sostenibilità ambientale, sviluppo tecnologico e organizzazione della filiera. Allo stesso tempo, è fondamentale presidiare con forza il livello europeo, perché le scelte che si stanno definendo sulla nuova Politica agricola comune e sull’assetto delle risorse avranno un impatto diretto sul futuro delle nostre imprese. Per questo lavoriamo per difendere il ruolo delle politiche comuni e per garantire condizioni che consentano al settore di continuare a crescere, investire e competere sui mercati internazionali”.

“L’ortofrutta- affermano la sottosegretaria Rontini l’assessore Mammi- è un comparto su cui la Regione è impegnata con interventi mirati per rafforzare la struttura produttiva e la capacità delle imprese di stare sui mercati, a partire dal sostegno agli investimenti, dalla difesa del potenziale produttivo e dal ruolo delle organizzazioni dei produttori, in un contesto segnato da fattori come il cambiamento climatico, l’instabilità dei mercati e l’aumento dei costi di produzione, che incidono in modo crescente sull’organizzazione delle imprese e sulla tenuta del sistema. Macfrut rappresenta, in questo senso, un passaggio strategico, perché è il luogo in cui la filiera si presenta, si confronta e misura le proprie prospettive, anche in relazione alle scelte europee sugli strumenti di mercato e sull’organizzazione del settore. Allo stesso tempo, una manifestazione di questo livello rafforza il sistema fieristico dell’Emilia-Romagna e la sua capacità di attrarre operatori e visitatori qualificati, contribuendo in modo concreto all’attrattività turistica e fieristica del territorio e al suo posizionamento internazionale”.

Dalla terra alla ceramica: la battaglia di Sassuolo contro la concorrenza sleale

Dalla terra alla ceramica: la battaglia di Sassuolo contro la concorrenza sleale
immagine di repertorio

La Battaglia per il vero “Made in Italy”: dalla terra alla ceramica.

La Giunta del Comune di Sassuolo  ha recentemente approvato un atto di indirizzo che punta a scardinare un paradosso normativo che danneggia profondamente l’economia nazionale: l’attuale disciplina dell’origine doganale dei prodotti.

Secondo il Codice Doganale dell’Unione Europea, infatti, un bene può fregiarsi dell’origine di un Paese se in esso avviene l’ultima trasformazione sostanziale, anche se le materie prime provengono dall’altra parte del mondo.

Il documento sottolinea come questa regola generi un profondo disorientamento nel consumatore. Un esempio emblematico è quello del concentrato di pomodoro: importato dall’estero a basso costo e semplicemente lavorato in Italia, può legalmente ottenere il marchio “Made in Italy”.

“Una sorta di nazionalità economica – afferma il Sindaco Matteo Mesini – che non coincide con la reale provenienza geografica degli ingredienti, e che mette a rischio la reputazione e il valore della nostra filiera agroalimentare. Chiediamo che i prodotti agricoli ed alimentari siano esclusi da queste norme doganali e che venga adottato come unico criterio il luogo di provenienza effettivo, per garantire trasparenza e rispetto verso chi acquista”.

“Garantire la trasparenza sull’intera filiera non è solo una questione di correttezza verso il consumatore – aggiunge l’Assessore Federico Ferrari – ma un atto dovuto verso i nostri artigiani e i nostri imprenditori che, ogni giorno, scelgono di investire sul territorio rispettando standard qualitativi ed etici elevatissimi. Non possiamo permettere che il valore aggiunto creato a Sassuolo venga diluito o peggio usurpato da chi non condivide la nostra stessa storia e dedizione”.

Sebbene l’atto di indirizzo si concentri sul comparto alimentare, infatti,  il principio della “paternità del prodotto” è vitale per un altro pilastro dell’identità sassolese: la ceramica. Proprio come avviene nel cibo, il settore ceramico soffre enormemente a causa della contraffazione e di norme doganali permissive.

“Troppo spesso – prosegue il Sindaco – piastrelle prodotte in Paesi con standard ambientali e lavorativi minimi vengono importate e “finite” con piccoli interventi estetici o semplice inscatolamento in Italia, usurpandone il marchio di origine. Senza dimenticare la pura “contraffazione” che, soprattutto proveniente dall’oriente, spaccia nei mercati mondiali piastrelle a cui viene dato il nome di una città o di un chiaro riferimento italiano ma che, del nostro paese, hanno solamente quello.  Per un distretto come quello di Sassuolo, il “Made in” non è un semplice vezzo di marketing, ma la firma di un intero ecosistema che unisce innovazione tecnologica, design e sostenibilità. Difendere l’origine significa difendere il lavoro delle imprese locali contro una concorrenza sleale che sfrutta le pieghe del diritto internazionale per vendere prodotti stranieri come eccellenze italiane”.

L’Amministrazione di Sassuolo si impegna ora ad attivarsi presso l’ANCI, la Regione e i Parlamentari Europei per promuovere una revisione dell’articolo 60 del Regolamento (UE) n. 952/2013. L’obiettivo è una riforma che restituisca dignità alla produzione autentica, assicurando che il “Made in Italy” torni a significare, in ogni settore, che quel prodotto è nato, cresciuto e realizzato interamente nel nostro territorio.

 

 

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