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Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 18 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 18 gennaio 2026Molto nuvoloso con precipitazioni da sparse a diffuse, nevose al di sopra dei 1500 m, con quota neve in calo sul settore occidentale.

Temperature senza variazioni di rilievo o in lieve calo, in pianura e sulle coste minime attorno a 6/8 gradi, massime di circa 8/10 gradi. Venti generalmente deboli o moderati da est/nord-est. Mare da mosso a molto mosso.

(Arpae)

Inalca, proroga di sei mesi della cassa integrazione per il personale dello stabilimento reggiano

Inalca, proroga di sei mesi della cassa integrazione per il personale dello stabilimento reggianoProroga della cassa integrazione di ulteriori sei mesi per le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Inalca di Reggio Emilia distrutto nel maxi-rogo di febbraio 2025, ai sensi dell’art 1/172 della legge 199 del 2025. Questa la richiesta – in seguito agli esuberi annunciati dalla proprietà- che sarà inviata al ministero del Lavoro in base all’accordo-quadro sottoscritto da Inalca, dai sindacati confederali e da Federprima e Confindustria Emilia, al termine dei lavori del tavolo di salvaguardia occupazionale convocato oggi in Regione dall’assessore al Lavoro, Giovanni Paglia.

L’accordo prevede la richiesta di proroga di sei mesi dell’ammortizzatore sociale – il cui termine era previsto il 9 febbraio – sfruttando un decreto-legge già utilizzato in altre occasioni in Emilia-Romagna, come nel caso de La Perla, per l’estensione della misura fino al 9 agosto 2026.

Nell’accordo vengono confermate anche le misure di sostegno (mezzi di trasporto e altri servizi relativi al cambio di sede lavorativa) alle lavoratrici e ai lavoratori che nei mesi scorsi avevano accettato l’allocazione presso altri stabilimenti Inalca, principalmente a Piacenza e Castelnuovo Rangone (Mo).

“L’accordo rappresenta una tutela per 165 lavoratrici e lavoratori, per i quali è scongiurato il licenziamento – afferma l’assessore Paglia-. L’accordo di oggi è frutto anche della disponibilità al confronto tra proprietà e sindacati. Come Regione assicuriamo la massima disponibilità ad affiancare le parti nella ricerca di una soluzione positiva”.

Gugliucci (Noi Moderati) risponde alla Vice Sindaco Lenzotti

Gugliucci (Noi Moderati) risponde alla Vice Sindaco LenzottiCristiano Gugliucci, Segretario di Noi Moderati, risponde al Vice Sindaco Serena Lenzotti in merito alle dichiarazioni dei giorni scorsi.

“Gentile Vice Sindaco e Assessore allo Sport Serena Lenzotti, abbiamo letto con attenzione la Sua recente replica in merito alla gestione delle strutture sportive e del territorio. Tuttavia non posso esimermi dal riportare il dibattito su un binario di chiarezza e verità dei fatti, poiché le Sue risposte sembrano ignorare deliberatamente i problemi reali dei cittadini”.

“In primo luogo, è necessario fare chiarezza sulla questione del Palagreen di San Michele. Presentare lo stanziamento di 60.000 euro come un virtuoso investimento dell’Amministrazione è, nella migliore delle ipotesi, una forzatura comunicativa. Buona parte di quei fondi, come è noto, sono il frutto di un indennizzo assicurativo già liquidato da tempo al Comune per i danni provocati dal maltempo del gennaio 2025. Non si tratta di una scelta politica di investimento, ma del semplice incasso di un risarcimento dovuto che dopo un anno attende ancora un’intervento di recupero. Ma il problema è molto più profondo e riguarda la sicurezza e l’incuria che attanagliano la nostra città come la sicurezza e l’agibilità.

Perché non è stata spesa una parola sulla tribuna di San Michele? Ogni giorno famiglie, genitori e bambini occupano una struttura che parrebbe carente dei documenti di agibilità e di collaudo e che già in estate era stato presentato un intervento mai svolto. È accettabile che l’Amministrazione resti in silenzio su un tema così delicato che riguarda l’incolumità pubblica?

Per ciò che riguarda gli impianti e i pericoli abbiamo segnalato la presenza di antenne e ripetitori installati su pali della luce che non sembrano idonei a sostenerne il peso, rappresentando un pericolo costante per chi transita sulla strada adiacente. Anche su questo, il silenzio è stato assordante.

Sulla questione manutenzione e abbandono, continua Gugliucci,  le nostre strade sono ridotte a percorsi a ostacoli, rovinate dal maltempo e prive di interventi strutturali.

Strutture di proprietà comunale giacciono in stato di abbandono, mentre il Circolo Primo Maggio resta tristemente chiuso, fermo al palo, privando il quartiere di un centro sociale fondamentale. La struttura di ristoro dell’Autoporto è fatiscente e ha bisogno di interventi strutturali.

La Sua replica, gentile Assessore, ha sfiorato solo superficialmente una delle tante problematiche sollevate, tralasciando tutto ciò che non era funzionale al racconto di una “città che funziona”. Sassuolo non ha bisogno di annunci su fondi che arrivano dalle assicurazioni, ma di una manutenzione ordinaria e straordinaria programmata, di sicurezza certificata e di risposte concrete sui luoghi di aggregazione.

Noi Moderati continueremo a vigilare e a dare voce ai cittadini di Sassuolo che, ogni giorno, vivono i disagi di una gestione che sembra aver perso il contatto con la realtà del territorio”.

Le organizzazioni sindacali regionali ribadiscono il loro ‘NO’ al commissariamento della rete scolastica

Le organizzazioni sindacali regionali ribadiscono il loro ‘NO’ al commissariamento della rete scolasticaLe Organizzazioni Sindacali FLC CGIL, CISL Scuola, GILDA UNAMS e CONFSAL SNALS dell’Emilia-Romagna ribadiscono la propria forte e motivata contrarietà alla decisione del Governo di procedere al dimensionamento della rete scolastica regionale attraverso la nomina di un commissario ad acta, una scelta grave e ingiustificata che colpisce una Regione che rispetta pienamente i parametri normativi previsti.

Come già evidenziato nel documento unitario trasmesso alle istituzioni, l’Emilia-Romagna presenta una media di alunni per istituzione scolastica superiore al parametro nazionale, configurandosi come un sistema già equilibrato, efficiente e sostenibile. L’ipotesi di una riduzione di ulteriori autonomie scolastiche, pari a 17 istituzioni, rischia di produrre scuole eccessivamente grandi, con ricadute negative sull’organizzazione, sulla qualità dell’offerta formativa e sull’accessibilità del servizio, in particolare nei territori più fragili.
Per contrastare il commissariamento e difendere il sistema pubblico di istruzione regionale, le Organizzazioni Sindacali hanno avviato e stanno portando avanti un articolato percorso di iniziative.

A seguito dell’incontro con la Regione Emilia-Romagna, è stata avanzata la richiesta di un incontro urgente con il Prefetto, al fine di rappresentare le criticità istituzionali e sociali derivanti dal provvedimento. Parallelamente, sono stati richiesti incontri con tutti i capigruppo regionali e con le forze politiche, affinché ciascuno assuma una posizione chiara e responsabile a tutela delle scuole e dei territori.

Le Organizzazioni Sindacali hanno inoltre informato i Presidenti dei Consigli di Circolo e di Istituto di tutte le istituzioni scolastiche della Regione, riconoscendo il ruolo centrale degli organi collegiali quali espressione delle comunità educanti e coinvolgendoli attivamente nella difesa delle scuole del territorio.

È stata altresì formalmente richiesta la convocazione di un incontro con il Commissario ad acta, nella convinzione che ogni decisione debba avvenire attraverso un confronto trasparente, partecipato e fondato su criteri di equità, sostenibilità e qualità del servizio scolastico.
Questo percorso di mobilitazione culminerà sabato 24 gennaio con una grande manifestazione regionale a Bologna, che vedrà coinvolti tutto il personale della scuola, le famiglie, le comunità scolastiche e i cittadini, uniti nella difesa di un sistema di istruzione pubblico, diffuso, inclusivo e di qualità.

Le Organizzazioni Sindacali regionali continueranno a mettere in campo ogni iniziativa utile per contrastare un provvedimento che penalizza studenti, famiglie, lavoratrici e lavoratori della scuola e che non risponde ad alcuna reale esigenza del sistema scolastico dell’Emilia-Romagna.

(Monica Ottaviani, FLC CGIL –  Luca Battistelli, CISL SCUOLA – Rosarita Cherubino, Gilda UMANS –  Gianni Fontana, CONFSAL SNALS)

Scuola: Uisp, grave il commissariamento di Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana e Umbria

Paola Paltretti, Presidente UISP di Bologna, inoltra una gentile richiesta di pubblicazione del comunicato di Tiziano Pesce, Presidente Nazionale UISP, che mette in luce le difficoltà che anche il mondo dell’associazionismo sportivo si troverà ad affrontare se verranno messi in atto i piani di dimensionamento scolastico.

L’Uisp, con i propri Comitati Regionali dell’Emilia-Romagna, della Sardegna, della Toscana e dell’Umbria, esprime forte preoccupazione per la decisione assunta dal Consiglio dei ministri il 12 gennaio di commissariare le quattro regioni per il mancato adeguamento dei piani di dimensionamento scolastico. Una decisione che, non tenendo conto delle specificità territoriali, appare meramente numerica e impone di trattare contesti profondamente diversi come se fossero omogenei, individuando nei plessi periferici e di prossimità il principale bersaglio di tagli centralizzati. Un approccio che ignora la geografia, le distanze e le fragilità del territorio, andando a ledere ulteriormente il diritto all’istruzione e all’accesso alla conoscenza. Le scuole non sono semplici strutture amministrative: rappresentano diritti, presìdi sociali e civili fondamentali. Questa impostazione rischia di compromettere un modello educativo diffuso che è vitale anche per contrastare lo spopolamento e garantire equità e coesione territoriale.

“Il Pnrr viene utilizzato a nostro avviso in modo strumentale per giustificare un programma di tagli che il Piano nazionale di ripresa e resilienza non prevede né impone – dichiara Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp – la scuola non può essere considerata una variabile contabile, affrontata senza un piano organico e senza un confronto reale con Regioni e enti locali. Queste decisioni non potranno che ricadere sulla società tutta impoverendo e di fatto annullando l’opportunità di accesso alle attività sportive per le persone più fragili. Lo scenario che intravediamo è un aggravamento della sedentarietà e quindi maggiore spesa sanitaria, l’aumento dell’isolamento sociale e della povertà educativa, già fattori critici nelle aree interne dove le scuole comunque rappresentano l’unica possibilità, l’unico ascensore sociale e presidi multifunzionali preziosi ed insostituibili”.

“La ridefinizione dei plessi scolastici – aggiunge Michele Di Gioia, responsabile nazionale Politiche educative Uisp – porta con sé forti incognite per gli spazi sportivi e ricreativi, che rischiano di essere sottratti alle comunità locali. Palestre, campi e aule polifunzionali sono spesso gli unici luoghi disponibili per attività sportive ed educative extrascolastiche. Si tratta di infrastrutture fondamentali per ampliare l’offerta formativa e per sostenere l’associazionismo di base, che in molti territori rappresenta un collante sociale essenziale, non solo per i giovani ma anche per le persone adulte che vogliono invecchiare in modo attivo”.

L’Uisp, come Rete associativa, ritiene che la valutazione dell’efficienza dei servizi educativi e sociali debba tener conto della capillarità e della trasversalità che le scuole oggi incarnano: luoghi capaci di integrare istruzione, sport ed educazione alla cittadinanza. Modelli che andrebbero valorizzati, estesi e replicati, non sacrificati in nome di una logica puramente contabile.

Regolarmente aperto sulla A1 il tratto compreso tra Reggio Emilia e Terre di Canossa Campegine, verso Milano

Sulla A1 Milano-Napoli, è stata annullata la chiusura del tratto compreso tra Reggio Emilia e Terre di Canossa Campegine, verso Milano, che era prevista dalle 22:00 di questa sera, venerdì 16, alle 6:00 di sabato 17 gennaio. Di conseguenza, sarà regolarmente accessibile l’area di parcheggio “Crostolo est”, situata nel suddetto tratto.

Per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 22:00 di questa sera, venerdì 16, alle 6:00 di sabato 17 gennaio, sarà invece chiusa la stazione di Terre di Canossa Campegine, in uscita per chi proviene da Bologna. In alternativa si consiglia di uscire alla stazione di Reggio Emilia o di Parma.

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Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di pavimentazione, dalle 22:00 di domenica 18 alle 5:00 di lunedì 19 gennaio, sarà chiuso il tratto compreso tra Castel San Pietro e Bologna San Lazzaro, verso Bologna. L’area di servizio “Sillaro est”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa nella stessa notte, ma con orario 21:00-5:00. In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Castel San Pietro, percorrere la viabilità ordinaria: SP19, SP31, via Stradelli Guelfi, via Caselle e rientrare in A14 alla stazione di Bologna San Lazzaro.

 

La regione ricorda Demetrio Egidi, ex direttore dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile

“In quasi trent’anni a capo della Protezione civile dell’Emilia-Romagna, è stato sempre in prima linea nelle emergenze, gestendo con determinazione e competenza le fasi più critiche e avviando poi il difficile percorso verso la normalità. Era un riferimento, una sicurezza. Ed è stato soprattutto un sostenitore e promotore del sistema regionale e nazionale di Protezione civile: era convinto della necessità di sviluppare una forte sinergia con le sindache e i sindaci, la rete degli enti locali e i volontari, perché le emergenze vanno affrontate in squadra, mai da soli”.

Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, ricorda Demetrio Egidi, ex direttore dell’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile dell’Emilia-Romagna, che si è spento all’età di ottant’anni.

Il percorso professionale di Demetrio Egidi alla guida della Protezione civile dell’Emilia-Romagna inizia nel 1986, con la nascita del servizio regionale dedicato. Nel 2005 diventa direttore dell’Agenzia regionale: “È stato lui- ricorda il presidente- a porre le basi e a lavorare con determinazione per la costruzione di un sistema regionale di Protezione civile, più radicato nel territorio grazie a una rete efficiente di convenzioni, al coordinamento tra enti e strutture e a un costante raccordo con il Dipartimento nazionale”.

“Grazie al suo impegno- prosegue de Pascale- l’Agenzia regionale di Protezione civile ha costruito un patrimonio di conoscenze e competenze di grande valore. Credeva profondamente nel ruolo del volontariato, ma era altrettanto consapevole che, per affrontare le emergenze a tutti i livelli, fosse indispensabile essere formati e preparati: su questo si è speso moltissimo, contribuendo alla crescita di generazioni di volontari. La sua eredità è davvero grande: è un intero sistema, è un modo di affrontare le emergenze. Ai suoi familiari il più sentito cordoglio anche a nome della sottosegretaria, Manuela Rontini, del direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Massimo Camprini, della Giunta e dell’intera comunità dell’Emilia-Romagna”.

Durante i suoi 26 anni al vertice della Protezione civile regionale sono stati attivati importanti piani di messa in sicurezza del territorio e realizzati progetti di rilievo che hanno coinvolto strutture statali, Prefetture, Vigili del fuoco, Corpo forestale, enti locali, volontariato e comunità scientifica.

Egidi è stato il punto di riferimento più autorevole nella gestione di numerose calamità che hanno colpito l’Emilia-Romagna: dalle grandi emergenze ambientali degli anni Novanta – dalle mucillagini in Adriatico alle “navi dei veleni”, fino alla tragedia Mecnavi nel porto di Ravenna – all’alluvione del Po del 2000, alla crisi idrica del 2003, all’emergenza profughi dal Nord Africa, fino al grande evento nevoso del febbraio 2012. Tra tutte, pur essendo l’ultima in ordine temporale nel suo periodo di lavoro in Regione, resta centrale il sisma del 20 e 29 maggio 2012.

Sotto la sua guida, il sistema di Protezione civile dell’Emilia-Romagna è intervenuto anche a sostegno di altre regioni colpite da emergenze, come il terremoto in Molise del 2002, quello in Abruzzo nel 2006 e l’alluvione in Veneto nel 2010. Rilevante il contributo nelle mobilitazioni per eventi internazionali: dagli interventi in Albania e Macedonia nel 1999 a sostegno dei profughi del Kosovo, all’azione in Sri Lanka dopo lo tsunami tra il 2004 e il 2005, fino all’aiuto alle popolazioni Saharawi colpite dalle alluvioni del 2006.

Controllo di Vicinato, Sassuolo rafforza la sicurezza partecipata

Controllo di Vicinato, Sassuolo rafforza la sicurezza partecipataA Sassuolo sono cinque zone sottoposte a Controllo di Vicinato che coinvolgono in totale 1881 cittadini, suddivisi in 66 gruppi attivi e 121 referenti e 1871 sottoreferenti per un totale di 1937 cittadini coinvolti. Ad ogni zona fa riferimento una pattuglia della Polizia Locale che ha il compito di raccogliere le segnalazioni dei referenti e rispondere alle esigenze dei cittadini.

“La sicurezza ed il decoro cittadino – commenta il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – rappresentano per noi un punto fermo ed una priorità che non può e non deve essere demandato solamente al controllo delle Forze dell’Ordine, che è assolutamente indispensabile e costante. La collaborazione dei cittadini, l’occhio vigile di ognuno di noi che vive quotidianamente il territorio, la propria via ed il proprio quartiere, sono indispensabili a rendere sempre più efficiente un presidio del territorio che, nel breve e medio termine, assume anche un ruolo di deterrenza. Per questo, alle quattro zone del Controllo di Vicinato già attive da tempo, abbiamo voluto istituirne una quinta, specifica per il centro storico, che è partita da pochi mesi ed alla quale invito tutti i cittadini ad aderire”.

Sono in totale 10 gli agenti dedicati a seguire i gruppi attivi raccogliendo le segnalazioni provenienti dai referenti. Un rapporto diretto con il cittadino ed un’attività di presidio del territorio che nel corso dell’anno appena terminato ha portato ad effettuare 1.582 controlli nei parchi cittadini ed il recupero di 100 veicoli in stato di abbandono.

“Si tratta di un servizio – aggiunge il Sindaco – a cui crediamo molto e sul quale stiamo investendo importanti risorse, tanto che nel corso del 2025 si è rafforzato molto rafforzato e puntiamo a rafforzarlo sempre di piuù: proprio in quest’ottica abbiamo realizzato un corso gratuito aperto a tutti che ha avuto numerose adesioni e che contiamo di ripetere”.

Il controllo di Vicinato prevede il rafforzamento del rapporto di collaborazione tra cittadini e Istituzioni, promuovendo l’educazione alla convivenza, il rispetto della legalità, il dialogo tra le persone, l’integrazione e l’inclusione sociale.

Si tratta di uno strumento di prevenzione contro la criminalità, che presuppone la partecipazione attiva dei cittadini e la cooperazione con le Forze dell’Ordine, con l’obiettivo di ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone.

La neonata Zona Centro comprende: Via Roma, via Aravecchia, viale XX Settembre, traversa Barozzi, viale dei Caduti, via del Pretorio, via Mazzini, via Pia, via Cialdini, via Goito, via San Giorgio, viale Crispi, piazza della Libertà, via Fenuzzi, via Farosi, via Menotti, piazza Garibaldi, via Cesare Battisti, via Cavedoni, piazzale Teggia, via Lea, via Caula, via Clelia, piazzale Roverella, via Rocca, piazzale Porrino, via Cavallotti, piazzale Gazzadi, vicolo Conce, piazza Martiri Partigiani, piazzale Avanzini, vicolo Paltrinieri, via Giovanni XXIII, via Prampolini.

Vede attivi 2 gruppi con 4 referenti. Il numero di telefono della pattuglia è 331/4913418

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La Zona A comprende: Borgo Venezia Borgo Venezia / Pista, Via F.lli Cairoli – F.lli Bandiera – Via Gorizia, Via Udine – Trieste – Torino – Bari, Quartiere Parco Ducale, Quartiere Via Indipendenza, Parco Vistarino e Quartiere Musicisti.

Vede attivi  15 gruppi con 30 referenti. Il numero di telefono della pattuglia è 328/1004492

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La Zona B comprende: Collegio Vecchio, Parco Amico di Braida, Via Circonvallazione Sud Est, Via Matteotti, Via Vittorino da Feltre, Parco Arcobaleno, Parco ex Edilcarani.

Vede attivi 22 gruppi con 38 referenti. Il numero di telefono della pattuglia è 328/1004490

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La Zona C comprende: San Michele Alta, San Michele Bassa, Via SS. Consolata, Albero D’Oro, Sala Auser Via Respighi, Via Giordano, Pellicciona, ANFFAS.

Vede attivi 12 gruppi con 30 referenti. Il numero di telefono della pattuglia è 320/4362874

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La Zona D comprende: zona industriale (compresa tra Via Ancora, Regina Pacis fino a Magreta), San Lorenzo.

Vede attivi 15 gruppi con 27 referenti. Il numero di telefono della pattuglia è 328/1004491

 

Chiunque abbia necessità di informazioni, oppure voglia aderire al progetto o fare una segnalazione, può rivolgersi al coordinatore del proprio gruppo o direttamente alla Polizia Locale di Sassuolo che provvederà a mettere in contatto il cittadino con gli Agenti referenti di zona.

 

Grande risultato contrattuale per gli operai edili in provincia di Modena

Grande risultato contrattuale per gli operai edili in provincia di ModenaE’ stato firmato nei mesi scorsi dai sindacati di categoria insieme alle organizzazioni datoriali, l’accordo su nuove prestazioni assistenziali e sussidi erogati dalle Casse Edili modenesi ai lavoratori.
Certamente si tratta di un accordo importante che aumenta le prestazioni e gli importi economici erogati relativamente all’ambito scolastico e allo studio dei figli, per l’assistenza ai parenti non autosufficienti, sostegni per la casa e sussidi famigliari, ecc…

“E’ un accordo storico, di grande importanza, – afferma Pietro Imperato della segreteria del sindacato edili Fillea Cgil Modena – che risponde concretamente alle esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici erogando salario aggiuntivo. Questo dimostra che l’esistenza di relazioni industriali virtuose in seno agli Enti bilaterali permette agli enti stessi di funzionare al meglio garantendo le migliori prestazioni assistenziali”.

In base al nuovo accordo, sono previsti contributi a sostegno dei figli in età scolastica (dall’asilo nido al master universitario) sino a 800 euro all’anno. Ancora, contributi fino a 2.500 euro annui per l’assistenza a parenti non autosufficienti, premio matrimoniale/unioni civili sino a 500 euro/anno, premio nascita/adozione sino a 2.000 euro/anno, contributo affitti sino a 500/anno euro, contributo per l’acquisto della prima casa sino a 1.000 euro/anno, contributo per giovani muratori under 30 sino a 500 euro e anche 100 euro per le spese di rinnovo del permesso di soggiorno (sussidio importante essendo il settore edile caratterizzato per il 60% da lavoratori extra europei).

Il sindacato edili Fillea Cgil di Modena è a disposizione con i propri funzionari negli uffici di tutta la provincia per compilare le domande da inoltrare alle Casse Edili per ottenere le prestazioni, che, è bene sapere, non sono legate al reddito.

Dal 10 febbraio al 31 marzo si devono presentare le domande per “inserimento scolastico e studio”, dal 10 aprile al 31 maggio si presentano invece le domande per contributi “assistenza parenti non autosufficienti”, dal 10 agosto al 15 ottobre le domande per contributi “casa e famiglia” e permesso di soggiorno.

Per informazioni e appuntamenti rivolgersi ai funzionari Fillea Cgil di Modena, Sassuolo, Carpi, Vignola, Mirandola, Castelfranco, Pavullo e Finale Emilia.

 

“Stazioni Sicure”, al via a Brescello il progetto pilota di Regione e Ferrovie Emilia-Romagna

“Stazioni Sicure”, al via a Brescello il progetto pilota di Regione e Ferrovie Emilia-RomagnaUna stazione più sicura, accogliente e connessa, rinnovata negli arredi e nelle dotazioni. A Brescello, nel reggiano, prende il via da oggi il progetto pilota Stazioni Sicure, promosso da Ferrovie Emilia-Romagna (Fer) e realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.

Il progetto introduce nuovi presidi di sicurezza a tutela dei passeggeri e del personale ferroviario all’interno delle sale d’attesa della rete Fer, attraverso accessi controllati, sistemi di videosorveglianza interna ed esterna e un pulsante di emergenza collegato alla control room di Fer a Bologna.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio piano di rinnovamento delle sale d’attesa lungo le linee Fer e ha l’obiettivo di testare un modello replicabile, destinato a essere progressivamente esteso anche ad altre stazioni della rete regionale.

A presentarla, oggi in conferenza stampa, alla stazione di Brescello (Re), l’assessora regionale alle Infrastrutture, alla Mobilità e ai Trasporti, Irene Priolo, e l’amministratore unico di Ferrovie Emilia-Romagna, Gianluca Benamati. Presenti anche il sindaco di Brescello, Carlo Fiumicino, la viceprefetto vicario reggente, Caterina Minutoli, e rappresentanti delle Forze dell’’Ordine, della provincia di Reggio Emilia e dei sindacati regionali.

“Il progetto Stazioni Sicure rappresenta un intervento concreto per rafforzare la sicurezza e la qualità degli spazi ferroviari, restituendo alle sale d’attesa un ruolo centrale nel sistema del trasporto pubblico- afferma l’assessora Priolo-. Parliamo di luoghi che devono tornare a essere riconoscibili, curati e vissuti, non solo punti di passaggio ma spazi pubblici in cui chi viaggia e chi lavora possa sentirsi tutelato. L’introduzione di accessi controllati, videosorveglianza e di un collegamento diretto con la control room di Fer a Bologna consente di garantire un presidio costante, capace di prevenire situazioni di rischio e di assicurare interventi tempestivi quando necessario. Ma la sicurezza non è fatta solo di tecnologia: è anche qualità degli ambienti, illuminazione, servizi e connettività. Investire su questi aspetti significa migliorare l’esperienza complessiva del viaggio e rafforzare la fiducia nel trasporto pubblico”.

Il progetto Stazioni Sicure si configura come un vero e proprio ecosistema digitale progettato attorno al tema della sicurezza, che a Brescello è stato illustrato nel dettaglio attraverso la simulazione di una chiamata di emergenza collegata alla sala di controllo di Bologna.

“L’obiettivo è fare in modo che le sale d’attesa delle stazioni tornino a rappresentare un valore aggiunto per la comunità dei viaggiatori, dei pendolari e del personale- sottolinea l’assessora-. Luoghi curati, riconoscibili e funzionali, parte integrante di una mobilità moderna e sostenibile. Investire anche sulla qualità degli spazi e dei servizi è una leva fondamentale per rafforzare l’affidabilità del trasporto pubblico, renderlo più competitivo rispetto alla mobilità privata e accompagnare sempre più cittadine e cittadini nella scelta del treno per i propri spostamenti quotidiani”.

“Con oggi compiamo un passo importante, mettendo in servizio la prima sala d’attesa ad accesso controllato ed a supervisione remota sulla rete regionale- commenta Benamati-. Con questo ambiente intendiamo valutare la risposta dell’utenza in termini di fruibilità, comfort e miglioramento della sicurezza apportato da questo nuovo servizio anche allo scopo di identificare possibili modifiche e integrazioni da adottare prima di avviare nei prossimi mesi un processo di espansione su altre realtà aziendali”.

“Il piano delle sale d’attesa sicure si inquadra, inoltre, in un progetto più ampio di incremento degli standard di sicurezza nei punti di accesso all’infrastruttura ferroviaria- prosegue l’amministratore unico di Fer-  che, in accordo con il socio Regione, stiamo valutando e che prevederà fra l’altro un ulteriore sviluppo delle capacità di controllo da remoto, un maggiore controllo e limitazioni di accessi in alcune aree, una presenza  diffusa di strumenti per le comunicazioni di emergenza in diverse stazioni, una revisione dei sistemi di illuminazione e una rafforzata collaborazione con le forze dell’ordine anche incrementando, per quanto possibile, un presidio umano visibile. Un programma che consideriamo molto importante e sui cui stiamo lavorando anche stimolati dagli ultimi eventi”.

“Accogliamo con grande soddisfazione la riqualificazione della stazione di Brescello- dichiara il sindaco di Brescello Fiumicino- un intervento atteso la cui necessità avevamo segnalato anche noi come amministrazione comunale dopo una fase segnata da episodi di vandalismo. Viene restituito così alla comunità uno spazio più sicuro e decoroso. Ringrazio l’assessora regionale Irene Priolo e Ferrovie Emilia-Romagna per aver investito sulla messa in sicurezza della sala d’attesa e sulla qualità complessiva dell’infrastruttura”.

“Questo intervento rappresenta una tutela concreta per cittadine e cittadini, – conclude il sindaco- ma anche un’importante opportunità per l’accoglienza turistica, legata all’immaginario dei film di Don Camillo e Peppone, nei quali viene ritratta proprio questa stazione, oltre a essere un punto di accesso privilegiato per raggiungere il centro storico e scoprire Brescello”.

Il progetto pilota nel dettaglio

Il piano che oggi entra in fase di progettazione alla stazione di Brescello, con il rinnovo degli arredi e delle dotazioni della sala d’attesa, punta a mettere al centro la sicurezza dei passeggeri e del personale e offrire loro un ambiente rinnovato, confortevole, dotato della tecnologia essenziale per rendere la sosta piacevole.

L’innovazione principale della sala d’attesa, videosorvegliata all’interno, consiste in pulsante di SOS che consente l’immediato collegamento con la control room FER della stazione di Bologna Centrale: nei casi di emergenza si può richiedere assistenza riducendo al minimo i tempi della chiamata.

A pieno regime, l’accesso alla sala d’attesa sarà condizionato al possesso di un titolo di viaggio: solo i viaggiatori quindi potranno entrare, sovrapponendo il loro biglietto o il loro l’abbonamento al lettore, installato a lato del portoncino di ingresso, per il riconoscimento automatico e lo sblocco della serratura.

Tutte le nuove dotazioni sono pensate per accrescere il livello di comfort e sicurezza degli utenti e del personale, a cominciare dall’area esterna al portoncino di ingresso, monitorata da un sistema di video sorveglianza collegato alla control room di Bologna Centrale. Dove, presso la sede di FER, tecnici specializzati visionano quotidianamente le immagini provenienti dalle telecamere installate sull’infrastruttura di proprietà regionale e al bisogno le trasmettono alle forze dell’ordine.

A completare il quadro va infine segnalato il totale rinnovamento degli arredi e dei monitor di servizio della sala d’attesa, che ora ospita poltroncine per la seduta, mensole, prese per la ricarica dei device digitali, impianto di climatizzazione, impianto luci a LED per il risparmio energetico, Internet wi-fi, monitor di servizio di ultima generazione con le informazioni sui treni in arrivo e in partenza.

Persone, competenze e benessere: Marazzi Group è Top Employer per il decimo anno consecutivo

Persone, competenze e benessere: Marazzi Group è Top Employer per il decimo anno consecutivoMarazzi Group ottiene il riconoscimento Top Employer 2025 per il decimo anno consecutivo, confermando la solidità e la maturità del proprio modello organizzativo, culturale e di gestione delle persone. Un risultato che premia un impegno strutturato e continuo su formazione, sicurezza, inclusione e benessere, pienamente integrato nella strategia e nei processi aziendali.

Nel corso del 2025 il Gruppo ha erogato 13.066 ore di formazione, coinvolgendo 2.315 persone. La formazione dedicata ai percorsi di onboarding, apprendistato e a progetti speciali come Young Tile, programma di apprendimento immersivo ed esperienziale dedicato a dipendenti under 30, rappresenta il 13% del totale delle ore erogate nel 2025, registrando una crescita del 57% rispetto al 2024. Un dato che riflette l’attenzione crescente verso l’inserimento, l’orientamento e lo sviluppo delle nuove generazioni, oltre alla strutturazione di percorsi formativi sempre più integrati fin dalle prime fasi del rapporto con l’azienda.

La formazione definita “Technical” si conferma uno degli ambiti più dinamici, con l’11% delle ore complessive e una crescita del 233% rispetto all’anno precedente. L’incremento è legato in particolare alla formazione specialistica sui macchinari di fabbrica e all’introduzione di percorsi dedicati all’Intelligenza Artificiale, a supporto dell’evoluzione tecnologica e dei processi produttivi.

L’area ESG concentra il 6% delle ore di formazione, con un incremento del 41% rispetto al 2024, e rappresenta uno dei pilastri della strategia HR del Gruppo. In questo ambito si inserisce il programma People-ness, ideato per promuovere una cultura del benessere delle persone a 360, che è stato ulteriormente rafforzato nel 2025 con nuove iniziative dedicate al benessere psicofisico, alla sicurezza e all’inclusione, sviluppate con il supporto di esperti del settore.

Safety Comedy Crogiolo Marazzi

Nel corso dell’anno il programma è stato arricchito con percorsi di prevenzione oncologica, con il mese di ottobre dedicato alla prevenzione senologica e urologica e visite specialistiche svolte direttamente in sede, con particolare attenzione agli stabilimenti produttivi. Accanto a queste iniziative, People-ness ha incluso formazione sui temi DE&I, sul benessere finanziario e sulla sicurezza, anche attraverso l’evento di safety comedy.
Accanto alla formazione interna, Marazzi Group conferma il proprio impegno verso il territorio e le nuove generazioni attraverso il programma Welcome to Marazzi for Kids & Schools, realizzato in collaborazione con il Comune di Sassuolo. Nei tre anni scolastici dal 2023 al 2025 il progetto ha coinvolto complessivamente 1.700 studenti delle scuole primarie e secondarie del territorio sassolese. Per il 2026 è previsto il coinvolgimento di altri 500 studenti, rafforzando ulteriormente il dialogo tra scuola e impresa.

Nel 2025 Marazzi Group presenta un sistema di gestione solido, maturo e ben presidiato, come confermato dagli audit Certiquality sui sistemi Qualità (ISO 9001), Salute e Sicurezza (ISO 45001) e Parità di Genere (PdR 125). Le verifiche hanno evidenziato un modello organizzativo rodato, adeguato alla complessità del Gruppo e capace di supportare efficacemente il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Sul fronte HR e inclusione, il Gruppo si distingue per programmi concreti di supporto alla genitorialità e alla conciliazione vita-lavoro, che raggiungono il massimo punteggio di presidio, e per un contratto integrativo solido, sostenuto da risorse dedicate e coerente con le politiche di valorizzazione delle persone.

Particolarmente rilevante la certificazione sulla parità di genere PdR 125:2022, applicata in modo strutturato e diffuso a tutta la popolazione aziendale di Marazzi Group, che si distingue per un risk assessment approfondito, policy chiare e un forte e visibile impegno del management.

“Il riconoscimento Top Employer 2025, insieme alla Certificazione per la Parità di Genere e al percorso di collaborazione con il mondo della scuola, rappresenta per noi la conferma di un cammino di crescita costruito nel tempo. Un percorso fondato su scelte strategiche solide, su una cultura organizzativa sempre più evoluta e su un’attenzione concreta e quotidiana alle persone, che restano il vero motore del Gruppo” – dichiara Leonardo Tavani, Direttore Generale di Marazzi Group.

A Bologna l’insediamento del Tavolo tecnico avicolo regionale, con associazioni delle imprese e rappresentanze agricole

A Bologna l’insediamento del Tavolo tecnico avicolo regionale, con associazioni delle imprese e rappresentanze agricoleAccompagnare lo sviluppo del settore avicolo dell’Emilia-Romagna e affrontarne in modo condiviso le principali sfide normative e ambientali.

È questo l’obiettivo del Tavolo tecnico avicolo regionale, insediatosi in Regione, a Bologna, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, composto da funzionari dell’amministrazione regionale, esponenti della Consulta agricola regionale e rappresentanti delle associazioni di settore (Assoavi, UnaItalia).

Istituito ufficialmente nel 2025, dopo un percorso di confronto avviato nel 2021, il Tavolo è una sede strutturata di dialogo tra amministrazione, mondo produttivo e rappresentanze agricole, chiamato a valutare in modo condiviso gli approcci normativi e a costruire soluzioni operative su temi complessi che riguardano il governo del territorio, la tutela ambientale, la sanità animale e la sostenibilità delle produzioni.

“Il Tavolo tecnico avicolo è uno strumento fondamentale di programmazione e di confronto istituzionale – afferma l’assessore Mammi-, che consente alla Regione di costruire le proprie politiche insieme al mondo produttivo, alle rappresentanze agricole e agli enti tecnici. È in questa sede che affrontiamo in modo condiviso le grandi sfide del settore: dalla sostenibilità ambientale al benessere animale, dalla biosicurezza al governo del territorio. Il lavoro del Tavolo ci permette di coniugare sviluppo economico, tutela dell’ambiente e qualità delle produzioni, rafforzando la competitività dell’avicoltura regionale e costruendo una prospettiva solida per il futuro del settore”.

“Il comparto avicolo rappresenta uno dei pilastri dell’agricoltura dell’Emilia-Romagna- prosegue l’assessore-, con un sistema imprenditoriale che garantisce occupazione, valore economico e presidio del territorio, in particolare nelle aree rurali e della Romagna. La Regione, anche attraverso il lavoro di questo tavolo che coinvolge le competenze di diversi assessorati, vuole accompagnare gli avicoltori regionali in questa fase di trasformazione profonda, sostenendo la transizione verso modelli di allevamento sempre più sostenibili, innovativi e coerenti con le aspettative delle e dei consumatori”.

La seduta di insediamento

Nel corso della seduta sono stati affrontati diversi temi, fra cui l’impatto che il virus dell’aviaria ha sulle produzioni, e la conseguente necessità di individuare aree di investimento meno interessate da tale problematica, così come la possibilità di valorizzare aree rurali della Regione, partendo dalla riconversione di allevamenti dismessi.

Il settore avicolo in Emilia-Romagna

Con 669 allevamenti e circa 23 milioni di capi allevati, l’Emilia-Romagna si conferma la terza regione d’Italia per produzione avicola, concentrando sul proprio territorio circa il 10% degli allevamenti e il 15% dei capi a livello nazionale. Nel dettaglio, circa 8 milioni di capi sono costituiti da polli da carne, 11 milioni da galline ovaiole, 1,7 milioni da riproduttori e 2,3 milioni appartengono ad altre tipologie di pollame da carne.

Dal punto di vista economico, nel 2024 il settore ha inciso per il 20% sulla produzione lorda vendibile zootecnica regionale e per il 10% sulla produzione lorda vendibile agricola complessiva, per un valore stimato di circa 600 milioni di euro.

Sul fronte produttivo, la transizione verso i cosiddetti “allevamenti alternativi” – all’aperto, a terra e biologici – procede con un trend positivo, in questo la Regione Emilia-Romagna, attraverso il proprio Psp (CoPSR), ha attivato interventi mirati ad accompagnare la transizione verso modelli di allevamento più sostenibili sotto il profilo ambientale e del benessere animale, che hanno riscosso un grande apprezzamento fra i produttori.

Formigine in controtendenza: nel 2025 le nascite superano i decessi

Formigine in controtendenza: nel 2025 le nascite superano i decessi
foto: Antonio Valzani

Il saldo naturale, ovvero la differenza tra nascite e morti, è tornato positivo a Formigine nel 2025, in contrasto con il trend nazionale.

Nell’anno appena trascorso, infatti, ci sono stati 225 nati (dei quali 122 maschi e 103 femmine) e 147 morti (63 maschi e 84 femmine).

Il numero dei cittadini ammonta a 34.504 (31 in più rispetto al 2024), così suddivisi: 17.447 femmine e 17.057 maschi.

Aumenta di 26 rispetto all’anno precedente il numero di cittadini di origine straniera, per un totale di 2.208, provenienti per la maggior parte dalla Romania (377 persone) e dal Marocco (261 persone). Le nazionalità di provenienza sono in totale ben 94.

Otto le persone che supereranno i 100 anni nel 2026, due di queste compiranno  106 anni!

La distribuzione del numero di cittadini per frazione rispetta il dato storico, con la maggioranza a Formigine (19.742), seguita da Casinalbo (6.069), Magreta (4.583), Corlo (2.459) e Colombaro (1.651).

Commenta la Sindaca Elisa Parenti: “I dati demografici del 2025 ci consegnano l’immagine di una Formigine vitale, dinamica e capace di andare controcorrente rispetto al difficile scenario nazionale. Sapere che il saldo naturale è tornato in positivo, con 225 nuovi nati, è un segnale di profonda fiducia nel futuro: significa che le giovani famiglie continuano a scegliere il nostro territorio per costruire i propri progetti di vita. Siamo una comunità che cresce non solo nei numeri, ma anche nell’inclusione e nella longevità, come dimostrano le 94 diverse nazionalità integrate e i nostri concittadini che tagliano il traguardo dei cento anni. Questi risultati ci spronano a continuare a investire nei servizi alle famiglie, nel welfare e nella qualità della vita per rendere Formigine un luogo sempre più accogliente per ogni generazione”.

Fiorano, biblioteca “Monelli”: numeri in aumento e grande partecipazione nel 2025

Fiorano, biblioteca “Monelli”: numeri in aumento e grande partecipazione nel 2025Resta alto anche nel 2025 il gradimento per i servizi e le iniziative dedicate a adulti e bambini proposti dalla biblioteca comunale di Fiorano Modenese “Paolo Monelli”, presso il BLA (Biblioteca, Ludoteca e Archivio storico).

Nell’anno appena trascorso sono stati 25.668 i prestiti richiesti (erano 25.194 nel 2024), un dato questo in continuo aumento negli ultimi quattro anni che rende merito al buon lavoro della struttura e degli operatori e che supera abbondantemente quello degli anni pre-Covid, quando i prestiti ammontavano a circa 20 mila all’anno.

La metà dei libri in prestito è stata richiesta da ragazzi (12.566), un dato questo che resta significativo, favorito dai progetti scolastici che si svolgono nel corso dell’anno in biblioteca e che fanno ben sperare riguardo all’apprezzamento della lettura e del libro cartaceo anche tra i nativi digitali. In particolare nel 2025 sono stati realizzati 8 progetti di qualificazione scolastica che hanno coinvolto 14 sezioni di scuola dell’infanzia (294 alunni), 22 sezioni della primaria con 346 alunni e 25 sezioni di scuola secondaria (495 studenti).

Ai progetti scolastici si aggiungono poi i 31 incontri gratuiti dedicati alla lettura e narrazione, specifici per minori, organizzate in biblioteca lo scorso anno, che hanno visto la partecipazione di 523 tra bambini e ragazzi.

Il libro più richiesto in prestito dai ragazzi, nel 2025, è stato “Ridere” di Pera Toons, un fumetto divertente che racconta la storia di tre ragazzi che dovranno usare tutto il loro ingegno per sventare un losco piano. Un’avventura piena di mistero, colpi di scena e, soprattutto, risate. Mentre i libri più richiesti in prestito dagli adulti sono stati: “Tatà” di Valérie Perrin e “Meglio di niente: un’avventura del commissario Bordelli” di Marco Vichi.

In crescita anche il dato dei nuovi utenti registrati nel 2025 (253) che vanno ad incrementare il numero dei fruitori attivi della biblioteca, ossia coloro che nel corso dell’anno hanno richiesto almeno un prestito, per un totale di 3.231 utenti, in aumento rispetto ai 2.745 del 2024.

Sono state 21 poi le iniziative a libero accesso e gratuite dedicate dalla biblioteca comunale di Fiorano Modenese agli adulti, come gruppo di lettura (10 incontri), le rassegne “Monografie” e “Un’ora al BLA”, “Il mondo nuovo”, che hanno visto la partecipazione di 591 persone, in totale.

Sono stati 939 i nuovi testi acquistati o ricevuti in donazione, che hanno incrementato il patrimonio librario della biblioteca “paolo Monelli”, nel 2025.

La sala studio continua a essere apprezzata e frequentata, soprattutto da studenti universitari che si recano al BLA anche da altri Comuni, trovando particolarmente confortevole la biblioteca fioranese. Anche l’opportunità di usufruire di diversi servizi quali la consegna autonoma dei testi attraverso il box predisposto all’esterno o la modalità di prestito take away, per cui i lettori possono prenotare il libro desiderato via mail, telefonicamente o tramite BiblioMo, e passarlo a ritirare entro una settimana, sta continuando ad incentivare l’abitudine alla lettura dei cittadini fioranesi e non solo.

I dati del 2025 confermano la Biblioteca “Paolo Monelli” come uno dei cuori culturali pulsanti della nostra citta. I numeri in crescita rendono evidente come il ruolo della biblioteca si sia rafforzato, diventando sempre più uno spazio di riferimento per studiare, leggere, incontrarsi e crescere. Particolarmente significativo è il coinvolgimento di bambini e ragazzi, che rappresentano metà dei prestiti complessivi. Questo risultato è il frutto di un grande lavoro di rete con le scuole e di una progettazione educativa che accompagna i più giovani alla scoperta del piacere della lettura, anche in un’epoca dominata dal digitale.

Il BLA si conferma inoltre come un luogo aperto e inclusivo, capace di offrire opportunità di approfondimento culturale anche agli adulti, attraverso gruppi di lettura, rassegne e incontri che hanno visto una partecipazione ampia e diversifica. La crescita degli utenti attivi e dei nuovi iscritti dimostra che sempre più persone riconoscono la biblioteca come uno spazio di riferimento.

La biblioteca è ‘un organismo vivo’: uno spazio che cresce con la comunità, ne riflette i bisogni, si modula seguendo i cambiamenti e contribuisce a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla conoscenza. I numeri del 2025 ben descrivono come la biblioteca ‘Paolo Monelli’ sappia esprimere questa funzione di alto valore culturale e sociale, grazie alla qualità dei suoi servizi e alle sue proposte innovative“, sottolinea l’assessora alla Cultura del Comune di Fiorano Modenese, Marilisa Ruini.

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 17 gennaio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 17 gennaio 2026Cielo generalmente molto nuvoloso con deboli piogge sparse, foschie dense o nebbie sulle zone di pianura e nelle valli.

Temperature in lieve aumento, in pianura e sulle coste minime attorno a 7/8 gradi, massime tra 9 e 12. Venti prevalentemente deboli settentrionali, con tendenza a divenire orientali dalla sera sui settori costieri. Mare poco mosso, moto ondoso in aumento dalla serata.

(Arpae)

Il Formiggini di Sassuolo e il Malpighi di Bologna accedono alla seconda fase della decima edizione del concorso nazionale Mad for Science

Il Formiggini di Sassuolo e il Malpighi di Bologna accedono alla seconda fase della decima edizione del concorso nazionale Mad for ScienceLa Fondazione Diasorin ETS rende noto l’elenco delle 50 scuole secondarie di secondo grado che hanno superato la prima fase di selezione della decima edizione del Concorso nazionale Mad for Science, accedendo alla fase successiva dell’iniziativa.

Le scuole selezionate provengono da 17 regioni italiane, a conferma di una partecipazione ampia e distribuita su tutto il territorio nazionale. In particolare, il 40% degli istituti ammessi proviene dal Nord Italia, il 28% dal Centro, mentre il 32% da Sud e Isole. Entrando nel dettaglio, la Puglia è la regione maggiormente rappresentata con 9 scuole selezionate, seguita dalla Lombardia con 6 istituti. Lazio e Piemonte contano 5 scuole ciascuna, mentre Emilia-Romagna e Marche partecipano con 4 istituti l’una. L’Abruzzo e la Campania sono presenti con 3 scuole, la Toscana e il Veneto con 2 istituti ciascuna. Con una scuola figurano infine Basilicata, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Molise, Sicilia e Trentino-Alto Adige.

Nel dettaglio, le 4 scuole che provengono dall’Emilia-Romagna sono:

  • Istituto Tecnico Tecnologico – Chimica, Materiali e Biotecnologie “Pascal Comandini” –
  • Cesena (FC)
  • Liceo scientifico “A.F. Formiggini” – Sassuolo (MO)
  • Liceo scientifico ad opzione scienze applicate “M. Malpighi” – Bologna (BO)
  • Liceo scientifico “Augusto Righi” – Cesena (FC)

Promosso dalla Fondazione Diasorin e riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito come progetto di valorizzazione delle eccellenze, il Concorso Mad for Science pone al centro il laboratorio scolastico come spazio di sperimentazione, ricerca e apprendimento. L’iniziativa è rivolta ai Licei scientifici, ai Licei classici con percorso di potenziamento di Biologia a curvatura biomedica e agli Istituti tecnici, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alle discipline STEM e al metodo scientifico.

Le 50 scuole ammesse alla seconda fase avranno tempo fino al 26 marzo 2026 per sviluppare il progetto completo sul tema scelto per la decima edizione: “Risorse naturali e Salute. Come la ricerca biotecnologica ci aiuta a salvaguardare persone e ambiente”. I progetti dovranno includere cinque esperienze sperimentali e prevedere la collaborazione con almeno un ente scientifico, affrontando ambiti legati alle risorse energetiche, biologiche e ambientali.

“La decima edizione di Mad for Science rappresenta un traguardo importante – ha dichiarato Francesca Pasinelli, Presidente della Fondazione Diasorin –. In questi anni il Concorso ha contribuito a diffondere una solida cittadinanza scientifica, offrendo agli studenti strumenti per comprendere il valore della ricerca e del metodo scientifico come elementi fondamentali per interpretare la realtà e affrontare le grandi sfide del presente. Il coinvolgimento di scuole provenienti da tutta Italia conferma la validità di un progetto che continua a crescere, mantenendo al centro l’educazione scientifica delle nuove generazioni”.

Un comitato scientifico, appositamente costituito dalla Fondazione Diasorin, selezionerà gli otto progetti finalisti, che saranno annunciati il 7 maggio 2026 e accederanno alla Mad for Science Challenge, in programma il 28 maggio 2026 a Roma. La scelta della Capitale è legata alla celebrazione del decennale del Concorso, a sottolineare un traguardo significativo nel percorso di crescita dell’iniziativa.

Durante la Challenge, una Giuria decreterà i progetti vincitori. Il montepremi complessivo di 200.000 euro sarà così distribuito: 75.000 euro alla scuola prima classificata, 45.000 euro alla seconda e 30.000 euro alla terza. Gli altri cinque istituti finalisti riceveranno un Premio Finalisti del valore di 10.000 euro ciascuno, destinato al potenziamento dei rispettivi laboratori scientifici.

 

Pesca, Granchio blu e anossia delle vongole: l’assessore Mammi oggi a Goro (Fe) per incontrare imprese e cooperative

Pesca, Granchio blu e anossia delle vongole: l’assessore Mammi oggi a Goro (Fe) per incontrare imprese e cooperativeUn confronto diretto con il territorio e con gli operatori del comparto della pesca e dell’acquacoltura, interessato da una crisi strutturale legata alla proliferazione del granchio blu e ai fenomeni di anossia delle vongole che da tempo incidono su lavoro, imprese e comunità costiere.

Oggi a Goro, nel ferrarese, l’assessore regionale all’Agricoltura e pesca Alessio Mammi ha incontrato, insieme alla sindaca Maria Bugnoli, imprese, istituzioni locali e cooperative della pesca e dell’acquacoltura per fare il punto sulle misure regionali già attivate e sulle prospettive di intervento a sostegno di un settore produttivo fondamentale per l’economia dell’Emilia-Romagna.

Dal 2023 al 2025 la Regione Emilia-Romagna ha stanziato 3,5 milioni di euro a sostegno del comparto della pesca e dell’acquacoltura, garantendo un impegno finanziario e risorse dedicate. Un intervento che non si è limitato alla gestione dell’emergenza, ma che ha puntato a sostenere il reddito delle imprese e la tenuta occupazionale in un contesto segnato da difficoltà strutturali. Una scelta confermata anche per il 2026, con ulteriori 1,5 milioni di euro destinati a proseguire e rafforzare le azioni già avviate. Altri 450mila euro destinati dalla Regione ad interventi ambientali nella sacca di Goro.

“La Regione Emilia-Romagna continuerà a essere al fianco delle imprese e delle cooperative della pesca e dell’acquacoltura che operano in un settore fondamentale per l’economia e l’identità dei nostri territori- sottolinea l’assessore Mammi-. Per questa ragione abbiamo messo 1,5 milioni di euro sul bilancio 2026, che vanno a integrazione delle risorse a disposizione del Commissario al granchio blu Enrico Caterino e non in sostituzione, e decideremo assieme alle imprese di pesca e acquacoltura e alle associazioni che le rappresentano se investire nello smaltimento, nella protezione delle zone di raccolta, nell’acquisto di novellame o in altre azioni. La Regione ha intenzione di promuovere politiche di rafforzamento della filiera di trasformazione ittica, anche rimodulando gli obiettivi del Feampa, il Fondo europeo Affari marittimi della pesca e acquacoltura, se necessario, per andare incontro ad esigenze di competitività e innovazione. Negli scorsi mesi abbiamo messo a disposizione 450mila euro per una riqualificazione che si rendeva necessaria nella Sacca di Goro: nei prossimi mesi, assieme al Comune, agli altri soggetti, al Parco del Delta e al mondo economico, vogliamo realizzare un progetto strutturale di riqualificazione della Sacca modulato in varie annualità, per mettere in campo un’azione di gestione programmatica”.

“Incontri come quello di oggi confermano l’importanza di continuare a lavorare insieme, ascoltando chi vive quotidianamente queste difficoltà, per costruire risposte più efficaci e mirate, anche in sinergia con i territori limitrofi del Delta che sono oggetto degli stessi fenomeni- conclude Mammi-. Il nostro obiettivo è tutelare il lavoro, l’ambiente e la raccolta delle vongole, un’eccellenza produttiva che rende l’Emilia-Romagna un punto di riferimento a livello nazionale ed europeo. Ringrazio le associazioni che rappresentano le imprese della pesca e dell’acquacoltura per il ruolo che svolgono ogni giorno presso le istituzioni, e il lavoro quotidiano nelle marinerie di Goro e di Comacchio che continuano a svolgere anche in questa fase di profonda crisi. Insieme a loro ringrazio le imprese di pesca e di acquacoltura che stanno continuando a tenere viva un’economia territoriale fortemente vocata alla pesca e una tradizione imprenditoriale che è da consolidare e rilanciare verso il futuro”.

“Goro è uno dei territori che stanno pagando di più gli effetti di questa crisi- afferma la sindaca di Goro, Maria Bugnoli-. Qui la pesca e l’acquacoltura tengono insieme lavoro, famiglie e comunità, e ogni difficoltà del settore si riflette direttamente sulla vita quotidiana delle persone. Ringrazio l’assessore Mammi e la struttura regionale per l’attenzione costante e per il lavoro portato avanti in questi anni a fianco del territorio. La presenza della Regione e il lavoro condiviso stanno aiutando a tenere aperta una prospettiva per chi vive e lavora nel Delta, anche in una fase complessa come questa. Difendere la pesca significa anche tutelare un equilibrio sociale ed economico delicato, che va accompagnato con scelte responsabili e una visione di medio-lungo periodo, insieme alle comunità costiere”.

Le risorse stanziate dalla Regione

Sul piano delle risorse, dal 2023 al 2025 la Regione Emilia-Romagna ha messo a disposizione complessivamente 3,5 milioni di euro, circa un milione di euro all’anno, per sostenere il comparto della pesca delle vongole colpito dall’emergenza granchio blu, responsabile della distruzione delle vongole allo stadio giovanile (novellame) e, in alcune aree, della riduzione di oltre il 70% delle produzioni di taglia commerciale.

A questi fondi si aggiungono, per il 2026, ulteriori 1,5 milioni di euro, che andranno ad integrare le risorse messe a disposizione dalla struttura commissariale per gli indennizzi alle imprese e alle cooperative colpite, a conferma di un impegno strutturale e continuativo a fianco delle imprese, delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. I fondi saranno utilizzati per interventi di contenimento delle specie invasive e di ripristino degli allevamenti colpiti, nonché per far fronte ai periodi di fermo pesca e alle perdite di produzione legate ai fenomeni di anossia o alla proliferazione delle alghe, e per compensare le fluttuazioni dei costi di produzione.

Altri 450mila euro sono stati destinati dalla Regione ad interventi ambientali nella sacca di Goro per ripristinare l’equilibrio ambientale, sociale ed economico della sacca per garantirlo anche nei prossimi anni.

Rassegna “Decalogus”: il 18 gennaio riprendono a Fiorano gli appuntamenti culturali e musicali

Rassegna “Decalogus”: il 18 gennaio riprendono a Fiorano gli appuntamenti culturali e musicaliDomenica 18 gennaio 2026, alle ore 17.00, riprendono gli appuntamenti culturali e musicali presso il Centro di via Vittorio Veneto a Fiorano Modenese, con la rassegna “10 Comandamenti – Decalogus”, dedicata alla valorizzazione del patrimonio spirituale e simbolico della tradizione cristiana.

La riflessione partirà dal terzo comandamento: “Ricordati di santificare le feste”, offrendo al pubblico un’esperienza che intreccia parola e musica.

Le voci narranti saranno di Franco Ferrari e Monica Incerti Pregreffi, che guideranno l’ascoltatore attraverso testi e suggestioni, capaci di stimolare una riflessione sul significato del tempo, della festa nella vita contemporanea.

L’accompagnamento musicale sarà curato dal Maestro Gen Llukaci al violino e Carla They all’arpa, che arricchiranno la narrazione con interventi musicali.

L’iniziativa si inserisce all’interno di un più ampio progetto culturale del CCVVV volto a promuovere momenti di incontro, ascolto e crescita condivisa, valorizzando linguaggi diversi e favorendo il dialogo tra arte, musica, pensiero, letteratura, per incontrarsi e stare bene insieme.

Contrasto alle emissioni odorigene: i Comuni di Formigine e Sassuolo siglano un accordo con le aziende ceramiche

Contrasto alle emissioni odorigene: i Comuni di Formigine e Sassuolo siglano un accordo con le aziende ceramicheÈ stato firmato per la prima volta un Accordo volontario a contrasto delle emissioni odorigene promosso dalle Amministrazioni comunali di Formigine e Sassuolo con le aziende ceramiche del comparto Casiglie: Granitifiandre, Fincibec, Marazzi Group e Sichenia.

La firma, da parte dei Sindaci Elisa Parenti, Matteo Mesini e dei rappresentanti delle aziende ceramiche aderenti, deriva da un percorso di collaborazione con l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell´Emilia-Romagna (Arpae) e l’Azienda Usl. In questi anni, le rilevazioni svolte ai camini delle ceramiche sia da Arpae che dalle aziende nel corso rispettivamente delle verifiche a campione e degli autocontrolli previsti dalle Autorizzazioni Integrate Ambientali hanno evidenziato la conformità ai limiti normativi; inoltre, i dati ad oggi disponibili, relativi a situazioni analoghe, non consentono di documentare correlazioni, scientificamente supportate, tra le emissioni odorigene e possibili effetti sanitari per la popolazione residente. Ciononostante l’intesa nasce per dare una risposta concreta ai cittadini delle frazioni di Corlo, di Magreta e della zona Casiglie che segnalano la presenza di odori sgradevoli.

Le emissioni odorigene sono presumibilmente riconducibili ai camini di aspirazione dei forni ceramici, da quando è stata introdotta la tecnologia di stampa digitale; gli odori sgradevoli potrebbero infatti essere legati all’applicazione di inchiostri, colle, glossy che, in fase di cottura, danno origine a sostanze organiche con una bassa soglia olfattiva, non abbattute dai normali sistemi di filtrazione.

L’obiettivo generale dell’accordo è quello di incentivare le imprese del territorio a perseguire un continuo miglioramento delle prestazioni ambientali e ad intervenire sui propri impatti, diretti e indiretti, in modo da contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e in generale della qualità ambientale e di vita dell’area in cui sono insediate e nelle zone di ricaduta delle rispettive emissioni.

Nello specifico, le aziende ceramiche si impegnano ad applicare al proprio ciclo produttivo “best practices”, tra cui quelle di verificare la possibilità di utilizzo di inchiostri e colle a minor impatto odorigeno e di ricorrere a possibili interventi di resettaggio dei cicli di cottura e della gestione delle temperature dei fumi per ottimizzare la combustione delle sostanze organiche. Durante il  primo anno, verranno inoltre eseguiti approfondimenti analitici sulle emissioni dei camini, a frequenza trimestrale, relativamente alle  sostanze organiche volatili e alle aldeidi; verranno inoltre rilevate le concentrazioni di acido cloridrico (HCl) e di odore, con trasmissione dei dati ai Comuni e agli enti di controllo. Viene istituito un Tavolo permanente composto dai Comuni, le aziende ceramiche, Arpae, AUSL e Confindustria Ceramica per valutare periodicamente i dati analitici e l’efficacia delle soluzioni adottate.

“La presenza di odori, seppur non costante, impatta sul benessere dei nostri cittadini” dichiarano i Sindaci Parenti e Mesini. “Con questo accordo non ci limitiamo a verificare il rispetto dei limiti, ma stimoliamo il comparto produttivo verso un miglioramento continuo e l’adozione di tecnologie all’avanguardia per minimizzare il disagio”.

“Le imprese ceramiche – continua Armando Cafiero, direttore generale di Confindustria Ceramica – hanno sempre accompagnato la loro innovazione tecnologica alla massima attenzione verso la sostenibilità e il territorio. L’introduzione della stampa digitale ha ridotto la produzione di rifiuti, l’uso di acqua e migliorato l’ambiente di lavoro. Con lo stesso approccio responsabile e condiviso, che vuole coniugare tutela dell’ambiente, benessere dei cittadini e libertà di iniziativa delle imprese, si vogliono ora gestire i circoscritti episodi di disagio olfattivo assumendosi impegni gestionali e sperimentali ulteriori rispetto alla conformità normativa, in un costante dialogo con le istituzioni territoriali che per il distretto rappresenta un sicuro valore”.

L’accordo avrà una durata di tre anni e rappresenta un modello di coordinamento tra istituzioni e attività produttive per la risoluzione di criticità ambientali complesse.

 

La Ludoteca “Barone Rosso” cresce ancora: oltre 6.500 presenze nel 2025

La Ludoteca “Barone Rosso” cresce ancora: oltre 6.500 presenze nel 2025Nel 2025 la ludoteca comunale “Barone Rosso” di Fiorano Modenese ha registrato 6.504 presenze nei 175 giorni di apertura durante l’anno (erano 5.680 per 180 giorni di apertura nel 2024).

Numeri in crescita rispetto all’anno precedente, che continuano il trend positivo dopo gli anni del Covid e confermano come questo servizio all’interno del BLA (Biblioteca, Ludoteca e Archivio Storico) sia sempre più apprezzato dalle famiglie fioranesi e non solo, fin dalla sua inaugurazione nell’ottobre 1981, una delle prime ludoteche pubbliche in Emilia Romagna.

Il servizio, rivolto a bambini, accompagnati dai genitori o altri adulti, vuole valorizzare il gioco come strumento educativo e relazionale, ma anche creare contatti tra le famiglie, favorendo la socializzazione degli adulti. Nello spazio attrezzato, ad accesso libero, è possibile trovare giochi, scelti per favorire esperienze creative, liberare la fantasia, imparare divertendosi, che possono essere anche presi a prestito, e proposte di animazione ludica e creatività per grandi e piccoli.

Nel 2025 le richieste di prestito sono state 1.017, stabili rispetto allo scorso anno, concentrate soprattutto nei mesi invernali di inizio e fine anno.

La ludoteca comunale fioranese propone anche iniziative strutturate, come laboratori creativi, pomeriggi di gioco da tavolo e di ruolo, attività con le scuole, pomeriggi con Gruppo Babele, SpezzaCon, Ennesimo Film Festival. Nel 2025 sono state 92 le proposte ludiche e creative (70 in orario di apertura e 22 extra-orario), che hanno visto la partecipazione di 1.120 bambini e ragazzi (di cui 340 nelle attività extra-orario); erano stati 933 nel 2024 a fronte di 70 proposte complessive.

A queste iniziative vanno aggiunti i 25 progetti di qualificazione scolastica, rivolti alla scuola dell’infanzia e primaria, che hanno visto la partecipazione di 461 alunni (erano 891 nel 2024 ma con oltre 40 progetti di qualificazione).

Da alcuni anni la ludoteca di Fiorano Modenese è impegnata ad offrire occasioni di gioco anche per adulti e ragazzi con più di 16 anni, in particolare con l‘iniziativa “Nati per giocare”, nella convinzione che il gioco sia anche per i più grandi uno strumento di divertimento sano, di educazione, di riflessione e anche di prevenzione dell’azzardopatia.

Gli incontri serali gratuiti di giochi da tavolo e di ruolo, ma anche il laboratorio di acquerello, oltre alle mattine con adulti disabili e i pomeriggi con l’educativa territoriale (per disabili meno gravi), hanno visto nel 2025 la partecipazione di 1300 persone, per un totale di 45 iniziative nel corso dell’anno. Lo scorso anno erano state 732 le persone coinvolte nelle 40 iniziative proposte.

Il gioco, in tutte le sue forme, è uno strumento potente di apprendimento, di relazione e di benessere, capace di unire generazioni diverse e di creare legami tra le persone. – spiega l’assessora alla Cultura, Politiche per le giovani generazioni, Associazionismo e terzo settore, Marilisa Ruini Le oltre 6.500 presenze al “Barone Rosso” nel 2025 raccontano una crescita costante e di una ludoteca che è molto più di uno spazio per il gioco: è un vero presidio educativo, sociale e culturale per la nostra comunità.

Una crescita costante che nasce dalla qualità delle proposte, dalla competenza degli operatori e dell’ampliamento delle attività, che hanno coinvolto sempre più bambini e ragazzi, ma anche adulti e persone con disabilità, confermando la vocazione inclusiva del servizio. Iniziative come ‘Nati per giocare’ dimostrano quanto il gioco possa essere anche un mezzo di prevenzione, di crescita personale e di contrasto all’isolamento sociale.

Come Amministrazione continueremo a investire nella ludoteca Barone Rosso, valorizzandone il ruolo centrale all’interno della rete culturale cittadina e sostenendo la trasversalità delle sue proposte.”

La ludoteca comunale, in via Silvio Pellico n. 9, è aperta, nel periodo invernale, il lunedì, martedì e giovedì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13. Nel periodo estivo (giugno-luglio) il lunedì dalle 16 alle 19, il martedì dalle 9 alle 13, il giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13 (eccetto a luglio). Il mese di agosto il servizio è chiuso.

L’accesso è libero e gratuito, solo per prendere in prestito i giochi occorre fare una tessera annuale al costo di 5 euro per residenti a Fiorano Modenese e 10 euro per i non residenti.

Per informazioni: tel 0536 833414, email ludoteca@fiorano.it.

Assicurazione moto: perché confrontare più preventivi può far risparmiare

Assicurazione moto: perché confrontare più preventivi può far risparmiareQuando si parla di assicurazione moto, uno degli aspetti più importanti per chi guida è trovare un equilibrio tra risparmio e coperture complete. Molti motociclisti tendono a rinnovare la polizza in scadenza o ad accettare la prima offerta ricevuta, spesso per comodità o per mancanza di tempo. Questa abitudine, però, può comportare costi più alti o la scelta di un contratto che non risponde pienamente alle proprie esigenze.

Confrontare più preventivi rappresenta la strategia più efficace per individuare la soluzione giusta. Non si tratta solo di guardare il prezzo: è fondamentale valutare anche le condizioni contrattuali, le franchigie, le esclusioni e i servizi aggiuntivi che si possono includere. Ogni motociclista ha un profilo diverso: chi usa la moto solo in estate e chi la guida tutto l’anno, chi percorre pochi chilometri e chi affronta lunghi viaggi, chi vive in città e chi in zone rurali. Tutti questi fattori influenzano il tipo di polizza più adatta e il costo finale.

Un preventivo apparentemente conveniente può nascondere costi aggiuntivi o limitazioni importanti. Ad esempio, alcune offerte includono servizi come Assistenza Stradale o Tutela Legale, mentre altre li considerano opzionali. Confrontare le proposte aiuta a capire se il premio corrisponde davvero a un buon rapporto qualità-prezzo e permette di individuare eventuali differenze significative tra i vari operatori del settore.

Oltre al prezzo e ai servizi, è importante leggere attentamente le clausole contrattuali. Ogni polizza stabilisce i diritti e i doveri dell’assicurato, spesso con un linguaggio tecnico che può risultare difficile da interpretare. Confrontare i contratti tra diversi operatori aiuta a evitare sorprese in caso di sinistro e a capire esattamente cosa copre la polizza scelta.

Anche la reputazione dell’operatore è un elemento da considerare. Opinioni di altri clienti, recensioni online e testimonianze dirette sono strumenti preziosi per valutare la trasparenza e l’affidabilità di una società assicurativa. Scegliere un fornitore con esperienza consolidata e feedback positivi significa fare un investimento nella propria tranquillità.

In questo contesto, affidarsi a realtà qualificate come ConTe.it, intermediario assicurativo del Gruppo Admiral, offre un vantaggio concreto. Grazie a strumenti digitali chiari e intuitivi e alla consulenza di professionisti, i motociclisti possono confrontare più preventivi rapidamente e individuare l’assicurazione moto competitiva più adatta alle proprie esigenze, senza rischiare di pagare più del necessario e con la sicurezza di un servizio trasparente.

In definitiva, dedicare tempo a confrontare le offerte non è solo un modo per risparmiare: è una scelta intelligente per ottenere coperture adeguate, evitare sorprese e affidarsi a operatori seri e competenti. Con una strategia attenta e strumenti digitali efficaci, ogni motociclista può prendere decisioni informate e guidare con maggiore sicurezza e serenità.

 

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