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lunedì, 18 Maggio 2026
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Musica, al via il Programma triennale 2024-26 con oltre 6,5 milioni di euro di risorse

Nuove competenze, più formazione e valorizzazione della musica, un settore considerato strategico per la crescita culturale ed economica delle comunità.

Per i prossimi anni la Regione punta sempre più ad avvicinare le persone al mondo della musica, potenziando l’educazione musicale oltre ad assicurare il proprio sostegno alle imprese del mondo dello spettacolo, alle nuove piattaforme per la diffusione e internazionalizzazione dei contenuti e la fruizione nei locali e nei festival.

L’Assemblea legislativa ha approvato ieri sera il nuovo Programma regionale per lo sviluppo del settore musicale, presentato dalla Giunta. Entra così nel terzo triennio di attuazione la legge regionale 2 del 2018, con uno stanziamento per il triennio 2024-2026 di oltre 6,5 milioni di euro con l’obiettivo di favorire la produzione e la fruizione della musica contemporanea originale e la realizzazione di corsi realizzati da bande, cori e scuole di musica riconosciute.

“In un settore, quello musicale, in crescita e sempre più coinvolto nelle sfide di un mercato internazionale- commenta l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori- è rilevante il ruolo degli operatori regionali: guardando i dati del 2022, l’Emilia-Romagna si è collocata al primo posto tra le regioni italiane per finanziamenti ministeriali al settore musicale”.
“Il Piano- prosegue Felicori-, rilancia e completa le misure adottate nel triennio precedente. L’Emilia-Romagna, una realtà metropolitana che va da Rimini a Piacenza, vuole essere un grande polo della creatività in Italia e la musica gioca un ruolo importante, supportata da numeri in costante crescita su produzione e consumi. Ma l’obiettivo è anche di portare autori e produzioni all’estero, sfruttando le nuove tecnologie e una promozione più forte sul mercato nazionale e internazionale”.

Il piano triennale 2024-26

Rafforzare l’offerta musicale, anche con progetti in collaborazione con le scuole, come veicolo di socializzazione e contrasto alla povertà educativa degli studenti. Le strategie di intervento regionale delineate nel Programma 2024-2026 prevedono continuità nel sostegno alla qualificazione dell’offerta educativa e formativa, ambito nel quale continueranno a essere finanziati percorsi di alfabetizzazione e formativi di base promossi da scuole di musica, bande e cori della regione. Nell’anno scolastico 2023/2024 sono state 205 le scuole di musica riconosciute dalla Regione, con una diffusione capillare sul territorio e attività che coinvolgono quasi 24mila studenti, di cui oltre 7mila di età inferiore agli otto anni.

Prosegue la valorizzazione del liscio, continuando nel percorso a supporto della candidatura a Patrimonio Immateriale Unesco, e del mondo della musica popolare.
Per il rafforzamento della filiera, grazie a ulteriori contributi derivanti da fondi europei, si investirà in percorsi di specializzazione e di alta formazione in favore di competenze nuove e innovative e si promuoverà lo sviluppo di capacità imprenditoriali, l’occupazione qualificata e la ricerca e il trasferimento tecnologico.

Tra le novità del Programma 2024-2026 il riconoscimento dei live club, volto a favorire la produzione e l’esecuzione della musica contemporanea originale e a promuovere l’educazione all’ascolto. Saranno sostenuti i locali di musica dal vivo che offrono con continuità una programmazione di qualità e si impegnano a dedicare spazi di sperimentazione per i nuovi talenti.
Il consolidamento delle attività della E-R Music Commission si tradurrà in un rafforzamento della promozione dei progetti musicali sostenuti dalla Regione e dell’internazionalizzazione del sistema musicale regionale, grazie anche al sostegno all’organizzazione di tour dei giovani musicisti e nuovi autori e all’azione della Music Export, realizzata in collaborazione con Ater Fondazione.

I “Promessi Sposi” a Sassuolo. L’iniziativa prevede la realizzazione di 4 eventi dedicati all’opera di Manzoni

I “Promessi Sposi” a Sassuolo. L’iniziativa prevede la realizzazione di 4 eventi dedicati all’opera di ManzoniQuattro appuntamenti con i “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni. Con la delibera n°13, approvata ieri e in corso di pubblicazione all’Albo Pretorio, la Giunta del Comune di Sassuolo ha stabilito di approvare il progetto dal titolo “Promessi Sposi”, che prevede l’assegnazione di un contributo economico di € 2.000,00 all’Associazione Preludio aps.

L’iniziativa prevede la realizzazione di  4 eventi dedicati all’opera di Alessandro Manzoni “I Promessi Sposi”, in cui verrà raccontata l’opera stessa, contestualizzandola nel periodo storico in cui si svolge, e accompagnando con immagini la narrazione, a cura dell’Avv. Gian Carla Moscattini, oltre che con la lettura di brani a cura dell’attrice Franca Lovino, e brani musicali eseguiti dal Maestro Gen Llukaci.

Gli appuntamenti si svolgeranno presso l’Auditorium Pierangelo Bertoli nei seguenti venerdì sera: 15 marzo, 22 marzo, 5 aprile e 12 aprile 2024, a partire dalle ore 20.30; visto inoltre che l’appuntamento del 22 marzo sarà dedicato alla figura della Monaca di Monza, questo potrà essere inserito all’interno del programma di iniziative dedicate alla Giornata Internazionale della Donna.

 

Sassuolo: protocollo d’intesa per la valorizzazione e promozione turistica del “Ducato Estense”

Sassuolo: protocollo d’intesa per la valorizzazione e promozione turistica del “Ducato Estense”Con la Delibera n°12 del 30 gennaio, la Giunta del Comune di Sassuolo ha stabilito di approvare lo schema di Protocollo d’intesa per la valorizzazione e la promozione turistica del “Ducato Estense”, che ha una durata fino al 31.12.2026.

Il Protocollo d’intesa prevede un contributo annuale di euro 3.000,00 a carico del Comune di Sassuolo, da versare annualmente, entro il mese di aprile.

Il Comune di Sassuolo è individuato quale Comune Capofila, responsabile delle attività realizzate che si basano sul principio della cooperazione tra i Comuni e su quello della condivisione delle decisioni strategiche che saranno concordate.

Promozione e diffusione delle attività culturali, via libera al Programma triennale degli interventi 2024-26

Promozione e diffusione delle attività culturali, via libera al Programma triennale degli interventi 2024-26
Mauro Felicori (Copyright Regione Emilia Romagna A.I.C.G. – Autore Ballardini Pietro)

Diffondere la cultura nella più ampia accezione: dalla conoscenza e divulgazione della storia, delle culture e tradizioni locali alla promozione della creatività artistica e letteraria; dalla diffusione della cultura digitale all’incentivazione delle professionalità artistiche e alla promozione di talenti emergenti.

Sono gli obiettivi del Programma triennale degli interventi per la promozione delle attività culturali per il triennio 2024-2026, approvato dall’Assemblea legislativa, che mette a disposizione 3,8 milioni di euro per ogni annualità e si rivolge a enti locali, pubbliche amministrazioni e enti del terzo settore di ambito culturale in Emilia-Romagna.

“Il provvedimento si cala in un contesto di riferimento estremamente ricco e diversificato- ha detto in aula l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori-. Il territorio emiliano-romagnolo presenta una realtà composita e di grande vivacità per quanto riguarda l’offerta culturale, grazie alle attività promosse sia dagli enti locali che dagli altri soggetti pubblici e privati”.

Il programma guarda a festival, spettacoli, incontri letterari e mostre, ma non solo, anche iniziative afferenti all’ambito musicale, cinematografico, delle arti visive e performative, di divulgazione tecnica e scientifica, oltre che eventi caratterizzati da una multidisciplinarietà indirizzata a promuovere scenari artistico-culturali inediti.

Gli ambiti prioritari di intervento individuati sono la promozione culturale realizzata mediante iniziative di rilevanza regionale e sovralocale, ma anche nazionale e internazionale. Quindi la qualificazione e lo sviluppo del sistema regionale, oltre che la promozione della cultura emiliano-romagnola all’estero e la realizzazione, ristrutturazione e riqualificazione di spazi aperti al pubblico destinati allo svolgimento di attività.

La Giunta regionale, già a febbraio, con appositi bandi individuerà criteri e modalità di attuazione degli interventi, rivolti a enti locali singoli e associati e soggetti da essi costituiti o partecipati, pubbliche amministrazioni, enti del terzo settore, che svolgano esclusivamente o prevalentemente la loro attività in ambito culturale e che abbiano sede legale o operativa sul territorio regionale.

Elenco di chiusure su A1, A13 e A14

Elenco di chiusure su A1, A13 e A14Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 22:00 di questa sera, mercoledì 31 gennaio, alle 6:00 di giovedì 1 febbraio, sarà chiuso il tratto compreso tra Sasso Marconi e l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio, verso Milano. Si precisa che la stazione di Sasso Marconi nord sarà regolarmente aperta in entrata verso Bologna e sarà aperta anche l’area di servizio “Cantagallo est”.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Sasso Marconi, percorrere l’R43 Raccordo di Sasso Marconi, SS64 Nuova Porrettana, Asse Attrezzato ed entrare sul Raccordo di Casalecchio attraverso la stazione di Bologna Casalecchio.

Per consentire lavori di pavimentazione, dalle 22:00 di questa sera, mercoledì 31 gennaio, alle 6:00 di giovedì 1 febbraio, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento con la A14 Bologna-Taranto e l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio, verso Firenze.

In alternativa, chi proviene da Milano ed è diretto verso Firenze potrà uscire sulla A14 alla stazione di Bologna Borgo Panigale, percorrere il Ramo Verde e la Tangenziale verso Casalecchio di Reno/A1 Milano-Napoli, per poi entrare sul Raccordo di Casalecchio attraverso la stazione di Bologna Casalecchio e proseguire in direzione della A1/Firenze.

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Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire lavori di manutenzione della segnaletica verticale, dalle 22:00 di giovedì 1 alle 6:00 di venerdì 2 febbraio, sarà chiuso il tratto compreso tra Altedo e Bologna Interporto, verso Bologna.

L’area di servizio “Castel Bentivoglio ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa nella stessa notte, ma con orario 21:00-6:00.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Altedo, percorrere la viabilità ordinaria: Via Chiavicone, SS64 Porrettana, SP3 Via Guglielmo Marconi, per rientrare sulla A13 alla stazione di Bologna Interporto.

Per consentire lavori di manutenzione cavalcavia, dalle 22:00 di questa sera, mercoledì 31 gennaio, alle 6:00 di giovedì 1 febbraio, sarà chiusa la stazione di Ferrara nord, in entrata in entrambe le direzioni, Bologna e Padova e in uscita per chi proviene da Bologna.

In alternativa si consiglia di utilizzare la stazione di Ferrara sud o di Occhiobello.

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Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori propedeutici previsti nell’ambito del lotto 0 del Passante, dalle 22:00 di sabato 3 alle 6:00 di domenica 4 febbraio, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento A13 Bologna-Padova (km 14+400) e Bologna Borgo Panigale (km 4+800), verso la A1 Milano-Napoli.

Di conseguenza, per chi percorre la A13 Bologna-Padova e proviene da Padova, sarà chiuso anche lo svincolo di immissione sulla A14 Bologna-Taranto verso la A1 mentre, il Raccordo di Casalecchio, non sarà raggiungibile per chi proviene da Ancona o da Padova.

In alternativa si consigliano i seguenti itinerari:

per chi proviene da Ancona ed è diretto verso Milano, uscire alla stazione di Bologna Arcoveggio, sulla A13, percorrere la Tangenziale di Bologna, il Ramo Verde e rientrare sulla A14 alla stazione di Bologna Borgo Panigale;

per chi proviene da Ancona o da Padova ed è diretto verso Firenze, uscire alla stazione di Bologna Arcoveggio, sulla A13, percorrere la Tangenziale di Bologna e rientrare sul Raccordo di Casalecchio alla stazione di Bologna Casalecchio.

PD Formigine: il percorso per definire la candidata a Sindaca si concluderà il 7 febbraio

PD Formigine: il percorso per definire la candidata a Sindaca si concluderà il 7 febbraioIl Partito Democratico di Formigine ribadisce come il percorso costruito, messo in pratica e ancora in essere per arrivare alla definizione del nome della candidata Sindaca per il Comune sia quello impostato dall’assemblea cittadina, frutto di incontri, consultazioni e discussioni, sintetizzato nella ricerca di un candidato condiviso con la coalizione. Ogni altra ipotesi è da considerarsi esclusa, anche a seguito degli accordi in essere con gli alleati.

In questi giorni abbiamo assistito a una raccolta firme in cui parecchi cittadini hanno potuto esprimere il proprio sostegno al centrosinistra e alla politica portata avanti fino ad ora. Di questo siamo felici e grati, perché testimonia un radicamento molto profondo del Partito nel territorio.

Il nostro percorso si concluderà mercoledì 7 febbraio con l’assemblea PD, durante la quale sarà presentata la sintesi del lavoro di trattativa politica portata avanti, volta a creare un’intesa larga e condivisa: in quell’occasione sarà ufficializzato il nome della candidata.

 

 

Export, fiere ed eventi all’estero: quasi 47 milioni di investimenti per 840 progetti di microimprese, Pmi e Consorzi dell’Emilia-Romagna

Quasi 47 milioni di investimenti per realizzare 840 progetti di internazionalizzazione delle imprese e consorzi dell’Emilia-Romagna con contributi per 22 milioni di euro dalla Regione finanziati con risorse europee del Programma regionale Fesr 2021-27.
Contributi, per i quali si sono conclusi i provvedimenti di concessione, arrivati attraverso due bandi realizzati lo scorso anno, per il sostegno a progetti messi in campo da microimprese, Pmi (e loro aggregazioni) e Consorzi sia per promozione dell’export e partecipazione a eventi fieristici che per internazionalizzazione.

Le domande ammesse a contributo hanno superato di molto gli stanziamenti inizialmente destinati a queste misure e la Giunta regionale ha deciso di innalzare le risorse complessive dai 17 milioni iniziali a 22 milioni (+5 milioni) consentendo così di aumentare significativamente la platea dei beneficiari.

“Una straordinaria risposta, con l’obiettivo di accompagnare le imprese dell’Emilia-Romagna a diversificare i mercati internazionali di sbocco e rafforzare la propensione all’export del sistema produttivo emiliano-romagnolo- spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla-. Quello della Regione rappresenta un supporto decisivo per conquistare i mercati esteri. Così si conferma l’efficacia delle politiche regionali per il sostegno all’internazionalizzazione, che puntano sia ad attrarre investimenti che a consolidare relazioni e sostenere iniziative di promozione delle imprese e delle filiere”.

Imprese, progetti e contributi
Per quanto riguarda il sostegno a progetti di promozione dell’export e la partecipazione delle imprese a fiere internazionali (all’estero e in Italia, purché di qualifica internazionale) sono state finanziate 635 imprese con contributo di quasi 12,6 milioni e investimenti attivati per oltre 25 milioni di euro. I dettagli link.

Tra i progetti di internazionalizzazione delle Pmi, Consorzi e aggregazioni di Pmi sono state finanziate 201 imprese e 4 consorzi (con 56 Pmi consorziate e aderenti ai progetti) con un contributo di 9,5 milioni che ha generato investimenti per 21,4 milioni di euro. I dettagli link.

Pronto il maxi-piano da oltre 46 milioni di euro per le strutture sanitarie dell’Emilia-Romagna

Pronto il maxi-piano da oltre 46 milioni di euro per le strutture sanitarie dell’Emilia-RomagnaRistrutturazione e adeguamento sismico degli edifici, creazione di nuovi reparti ospedalieri e laboratori specialistici, potenziamento della banca regionale dei gameti. Oltre a numerosi interventi per assicurare la sostenibilità ambientale e l’efficientamento energetico delle strutture sanitarie.

Via libera dalla Giunta regionale all’accordo con il ministero della Salute per l’attuazione di un maxi-piano di interventi da 46,3 milioni di euro finanziato dal “Fondo per il rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e lo sviluppo del Paese”. L’intesa, che sarà siglata digitalmente nei prossimi giorni, mette nero su bianco il cronoprogramma finanziario degli interventi, con la maggior parte dei fondi che saranno assegnati già per il triennio 2024-2026.

Un anno fa la presentazione dei 17 interventi individuati dalla Regione sulla base della ricognizione dei fabbisogni delle Aziende sanitarie territoriali, nell’ambito dei Piani di investimento 2022-2024; oggi la definizione dell’accordo con il ministero della Salute, che stanzia i fondi, destinati a due settori di intervento:  edilizia sanitaria, con 7 progetti di ammodernamento, riqualificazione ma anche creazione di nuovi reparti e strutture, a cui vengono destinati 17 milioni di euro; efficientamento energetico e sostenibilità ambientale degli edifici, con 10 progetti finanziati con 29,3 milioni di euro.

“Con il via libera all’accordo le strutture sanitarie dell’Emilia-Romagna avranno le risorse necessarie per realizzare gli interventi già approvati- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. È un piano di investimenti molto importante per la nostra regione che si affianca alla realizzazione dei Centri di assistenza e urgenza, e punta a dare ai cittadini servizi sempre più efficienti e qualificati, con progetti innovativi in campo edilizio capaci di guardare anche alla sostenibilità ambientale. Il nostro impegno, seppure in una situazione nazionale molto difficile, prosegue senza sosta per mantenere l’eccellenza della sanità pubblica e universalistica”.

Gli investimenti nei territori

Gli interventi previsti, destinano nella provincia di Parma complessivamente 9 milioni e 990mila euro; in quella di Reggio Emilia 8,5 milioni; in quella di Modena 5 milioni e 550 mila euro; a Bologna 11 milioni e 950mila euro; a Imola 3 milioni di euro; a Ferrara 1 milione e 814mila euro; in Romagna (Ravenna, Forlì e Faenza) 5 milioni e 500mila euro.  A cui vanno aggiunti i due nuovi ospedali di Piacenza e Cesena, che non fanno parte però di questo piano.

In base all’accordo con il ministero della Salute, la Regione si impegna a garantire il rispetto da parte delle Aziende sanitarie, in veste di stazioni appaltanti, della normativa nazionale ed europea in materia di appalti pubblici, mentre l’Osservatorio degli investimenti pubblici in Sanità effettuerà il monitoraggio degli interventi. La Giunta di Viale Aldo Moro dovrà presentare al ministero una relazione annuale sullo stato di avanzamento lavori e l’aggiornamento per ogni singolo intervento.

Edilizia sanitaria: i 7 progetti finanziati

Nell’ospedale di Borgo Val di Taro (Pr) saranno effettuati lavori di adeguamento sismico del corpo di fabbrica 3, per 6.489.897 euro destinati all’Ausl di Parma.

Nell’ospedale di Sassuolo (Mo), che fa capo all’Ausl di Modena, saranno eseguiti lavori di ammodernamento del Pronto soccorso, per 1,2 milioni euro.

Quattro gli investimenti in programma a Bologna. Due fanno capo all’Ausl del capoluogo emiliano e riguardano rispettivamente la realizzazione di un open space per codici verdi e bianchi presso l’ospedale Maggiore e l’avvio di un day service riabilitativo e di laboratori di neuroscienze (1^ stralcio), all’interno del Padiglione A dell’Ospedale Bellaria.
Le risorse assegnate ammontano rispettivamente a 1,35 milioni di euro e a 2 milioni e 50 mila euro.
L’intervento all’ospedale Bellaria è relativo a un primo stralcio, potrà contare su ulteriori 500 mila euro di fondi aziendali, portando quindi il totale dell’intervento a 2 milioni e 550mila.
Gli altri due progetti su Bologna riguardano il potenziamento della banca regionale dei gameti al padiglione 29 dell’Irccs Policlinico S. Orsola, grazie ad un finanziamento di 700 mila euro, e la rifunzionalizzazione del piano di copertura dell’edificio monoblocco presso l’Istituto ortopedico Rizzoli, per 2,2 milioni.
Infine, nell’ospedale di Imola (Bo), sarà realizzata una nuova camera mortuaria, con una spesa di 3 milioni di euro.

Risparmio energetico e sostenibilità: i 10 interventi

All’interno del corpo H dell’ospedale di Fidenza (Pr) saranno sostituiti tre gruppi frigoriferi, con un costo di 700 mila euro destinati all’Ausl di Parma.

All’Ospedale Maggiore di Parma, grazie al finanziamento di 2,8 milioni di euro, saranno sostituiti tutti i serramenti esterni dei padiglioni Rasori e Maternità.

A Reggio Emilia sono due gli interventi in previsione all’Arcispedale S. Maria Nuova: la riqualificazione energetica dei corpi storici A, B e C (1,5 milioni) e l’installazione di un nuovo impianto di trigenerazione (7 milioni). In totale sono 8,5 milioni di euro destinati all’Ausl.

Nel modenese nuovi impianti di trigenerazione saranno installati nell’ ospedale di Mirandola e nella Casa della Comunità di Castelfranco Emilia. L’investimento complessivo per l’Ausl è di 4,35 milioni di euro.

A Bologna, nelle aree all’aperto del Policlinico Sant’Orsola, con un finanziamento di 2,15 milioni saranno realizzate isole ecologiche e sistemi innovativi per la raccolta dei rifiuti.
Sempre a Bologna, all’Istituto Ortopedico Rizzoli, saranno eseguiti lavori finalizzati al risparmio energetico del costo di 3,5 milioni di euro.

A Ferrara sono in cantiere diversi progetti di efficientamento energetico in alcune strutture sanitarie dell’Ausl estense, per un totale di 1 milione e 50 mila euro, oltre ad un analogo intervento da 764.327 euro sul fabbricato 12 dell’ex ospedale S. Anna.

Infine, presso i presidi ospedalieri di Ravenna, Forlì e Faenza dell’Ausl Romagna saranno avviati i lavori di ammodernamento degli impianti di trigenerazione, con un finanziamento complessivo di 5,5 milioni di euro.

Pronto il maxi-piano per le strutture sanitarie dell’Emilia-Romagna

Pronto il maxi-piano per le strutture sanitarie dell’Emilia-Romagna
Ospedale di Sassuolo – rendering area Pronto Soccorso

Ristrutturazione e adeguamento sismico degli edifici, creazione di nuovi reparti ospedalieri e laboratori specialistici, potenziamento della banca regionale dei gameti. Oltre a numerosi interventi per assicurare la sostenibilità ambientale e l’efficientamento energetico delle strutture sanitarie.

Via libera dalla Giunta regionale all’accordo con il ministero della Salute per l’attuazione di un maxi-piano di interventi da 46,3 milioni di euro finanziato dal “Fondo per il rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e lo sviluppo del Paese”. L’intesa, che sarà siglata digitalmente nei prossimi giorni, mette nero su bianco il cronoprogramma finanziario degli interventi, con la maggior parte dei fondi che saranno assegnati già per il triennio 2024-2026.

Un anno fa la presentazione dei 17 interventi individuati dalla Regione sulla base della ricognizione dei fabbisogni delle Aziende sanitarie territoriali, nell’ambito dei Piani di investimento 2022-2024; oggi la definizione dell’accordo con il ministero della Salute, che stanzia i fondi, destinati a due settori di intervento: edilizia sanitaria, con 7 progetti di ammodernamento, riqualificazione ma anche creazione di nuovi reparti e strutture, a cui vengono destinati 17 milioni di euro; efficientamento energetico e sostenibilità ambientale degli edifici, con 10 progetti finanziati con 29,3 milioni di euro.

“Con il via libera all’accordo le strutture sanitarie dell’Emilia-Romagna avranno le risorse necessarie per realizzare gli interventi già approvati- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. È un piano di investimenti molto importante per la nostra regione che si affianca alla realizzazione dei Centri di assistenza e urgenza, e punta a dare ai cittadini servizi sempre più efficienti e qualificati, con progetti innovativi in campo edilizio capaci di guardare anche alla sostenibilità ambientale. Il nostro impegno, seppure in una situazione nazionale molto difficile, prosegue senza sosta per mantenere l’eccellenza della sanità pubblica e universalistica”.

Gli investimenti nei territori

Gli interventi previsti, destinano nella provincia di Parma complessivamente 9 milioni e 990mila euro; in quella di Reggio Emilia 8,5 milioni; in quella di Modena 5 milioni e 550 mila euro; a Bologna 11 milioni e 950mila euro; a Imola 3 milioni di euro; a Ferrara 1 milione e 814mila euro; in Romagna (Ravenna, Forlì e Faenza) 5 milioni e 500mila euro.  A cui vanno aggiunti i due nuovi ospedali di Piacenza e Cesena, che non fanno parte però di questo piano.

In base all’accordo con il ministero della Salute, la Regione si impegna a garantire il rispetto da parte delle Aziende sanitarie, in veste di stazioni appaltanti, della normativa nazionale ed europea in materia di appalti pubblici, mentre l’Osservatorio degli investimenti pubblici in Sanità effettuerà il monitoraggio degli interventi. La Giunta di Viale Aldo Moro dovrà presentare al ministero una relazione annuale sullo stato di avanzamento lavori e l’aggiornamento per ogni singolo intervento.

Edilizia sanitaria: i 7 progetti finanziati

Nell’ospedale di Borgo Val di Taro (Pr) saranno effettuati lavori di adeguamento sismico del corpo di fabbrica 3, per 6.489.897 euro destinati all’Ausl di Parma.

Nell’ospedale di Sassuolo, che fa capo all’Ausl di Modena, saranno eseguiti lavori di ammodernamento del Pronto soccorso, per 1,2 milioni euro.

Quattro gli investimenti in programma a Bologna. Due fanno capo all’Ausl del capoluogo emiliano e riguardano rispettivamente la realizzazione di un open space per codici verdi e bianchi presso l’ospedale Maggiore e l’avvio di un day service riabilitativo e di laboratori di neuroscienze (1^ stralcio), all’interno del Padiglione A dell’Ospedale Bellaria.
Le risorse assegnate ammontano rispettivamente a 1,35 milioni di euro e a 2 milioni e 50 mila euro.
L’intervento all’ospedale Bellaria è relativo a un primo stralcio, potrà contare su ulteriori 500 mila euro di fondi aziendali, portando quindi il totale dell’intervento a 2 milioni e 550mila.
Gli altri due progetti su Bologna riguardano il potenziamento della banca regionale dei gameti al padiglione 29 dell’Irccs Policlinico S. Orsola, grazie ad un finanziamento di 700 mila euro, e la rifunzionalizzazione del piano di copertura dell’edificio monoblocco presso l’Istituto ortopedico Rizzoli, per 2,2 milioni.
Infine, nell’ospedale di Imola (Bo), sarà realizzata una nuova camera mortuaria, con una spesa di 3 milioni di euro.

Risparmio energetico e sostenibilità: i 10 interventi

All’interno del corpo H dell’ospedale di Fidenza (Pr) saranno sostituiti tre gruppi frigoriferi, con un costo di 700 mila euro destinati all’Ausl di Parma.
All’Ospedale Maggiore di Parma, grazie al finanziamento di 2,8 milioni di euro, saranno sostituiti tutti i serramenti esterni dei padiglioni Rasori e Maternità.

A Reggio Emilia sono due gli interventi in previsione all’Arcispedale S. Maria Nuova: la riqualificazione energetica dei corpi storici A, B e C (1,5 milioni) e l’installazione di un nuovo impianto di trigenerazione (7 milioni). In totale sono 8,5 milioni di euro destinati all’Ausl.

Nel modenese nuovi impianti di trigenerazione saranno installati nell’ ospedale di Mirandola e nella Casa della Comunità di Castelfranco Emilia. L’investimento complessivo per l’Ausl è di 4,35 milioni di euro.

A Bologna, nelle aree all’aperto del Policlinico Sant’Orsola, con un finanziamento di 2,15 milioni saranno realizzate isole ecologiche e sistemi innovativi per la raccolta dei rifiuti.
Sempre a Bologna, all’Istituto Ortopedico Rizzoli, saranno eseguiti lavori finalizzati al risparmio energetico del costo di 3,5 milioni di euro.

A Ferrara sono in cantiere diversi progetti di efficientamento energetico in alcune strutture sanitarie dell’Ausl estense, per un totale di 1 milione e 50 mila euro, oltre ad un analogo intervento da 764.327 euro sul fabbricato 12 dell’ex ospedale S. Anna.
Infine, presso i presidi ospedalieri di Ravenna, Forlì e Faenza dell’Ausl Romagna saranno avviati i lavori di ammodernamento degli impianti di trigenerazione, con un finanziamento complessivo di 5,5 milioni di euro.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 1 febbraio 2024

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 1 febbraio 2024Cielo poco nuvoloso per il transito di nubi medio-alte; sulle aree in prossimità del Po visibilità ridotta al mattino per nebbie o foschie dense, in dissolvimento nelle ore centrali della giornata. Nelle ore serali e notturne nuova formazione di foschie dense e nebbie in prossimità dell’asta del Po.

Temperature minime senza variazioni di rilievo, con valori inferiori a zero gradi, di qualche grado superiori nei principali centri urbani e sulle aree collinari; massime stazionarie, comprese tra 7 e 11 gradi. Formazione di gelate diffuse al mattino nelle aree di pianura più esposte e nelle aree vallive. Venti deboli occidentali. Mare poco mosso.

(Arpae)

Sabato a Spezzano di Fiorano il settimo incontro tematico del percorso PIF24

Sabato a Spezzano di Fiorano il settimo incontro tematico del percorso PIF24Settimo incontro tematico per il percorso del #PIF24: il ritrovo è sabato 3 febbraio nella sala civica di Casa Corsini (via Statale 83, Spezzano) dalle 10:00 alle 12:00, per parlare di legalità, lotta alle mafie e alla corruzione. Si partirà da un inquadramento generale sul fenomeno mafioso ad oggi, con una particolare attenzione alla nostra regione e agli sviluppi post-processo Aemilia, il più grande maxi-processo per mafia del nord Italia. Si passerà poi ad un focus sull’impegno contro le mafie nei territori, in particolare nella provincia di Modena.

Saranno presenti: Enza Rando, senatrice PD ed ex vicepresidente di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Laura Sala, referente UniLibera Modena.

La seconda parte dell’incontro prevede il coinvolgimento dei partecipanti in tavoli di confronto guidato, attraverso i quali si rielaboreranno gli stimoli ricevuti dai relatori e si formuleranno insieme delle proposte concrete da tenere in considerazione per il programma elettorale 2024 del PD di Fiorano.

L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming nel canale YouTube del Circolo PD di Fiorano, a questo link: https://youtube.com/live/ojNAvca3cHM?feature=share

 

Maranello: si alla differenziata, no al “porta a porta”

Maranello: si alla differenziata, no al “porta a porta”Voluto da un gruppo di lavoro rappresentato da Fratelli d’Italia e dalle due liste civiche Evoluzione Maranello e Civica per Pozza, con la partecipazione di Lega Salvini Premier e Forza Italia, si è tenuto a Maranello un incontro aperto a tutti i cittadini volto a stimolare un dialogo costruttivo e a proporre soluzioni concrete per una gestione dei rifiuti più efficace rispetto all’attuale “porta a porta”.

La sala gremita è stata testimone del grande interesse della cittadinanza.

Si ha necessità di un  sistema di raccolta dei rifiuti che sia non solo ecologico ma anche pratico ed accessibile a tutti i cittadini.

Il principale relatore, Giancarlo Caroli, già Presidente Sat, si è fatto portavoce di dati statistici che hanno dimostrato come il modello di Reggio Emilia, quello stradale dei cassonetti a cui si era abituati, sia senz’altro più virtuoso rispetto ad altri.

I successivi relatori, Valentina Mazzacurati, Maria  Sole Martucci e Barbara Goldoni hanno evidenziato le principali criticità del sistema porta a porta: la mancata proporzionalità tra incombenze lasciate al cittadino e diminuzione della TARI, la mancata inclusione dei cittadini diversamente abili, la decadenza del decoro urbanistico, l’incremento dell’abbandono dei rifiuti, la mancanza di considerazione dei turisti, sono solo alcune di quelle annoverate.

Passato il testimone al Dott. Maurizio Candeli, egli ha denunciato i problemi di salute che il sistema del porta a porta potrà causare, in primis per l’aumento di animali che si aggirano nelle nostre città, attirati dai rifiuti lasciati all’aperto e non in appositi contenitori.

Lo stesso Dottore si chiede se Hera, incaricata della raccolta e smaltimento, abbia rispettato tutti i protocolli (in particolare la VIS, Valutazione Impatto Sanitario).

Tutte queste considerazioni hanno fatto propendere il gruppo di lavoro verso una soluzione: abbandonare il sistema porta a porta e ritornare al modello precedente.

Tornare al sistema precedente non è una presa di posizione ideologica, ma un prendere atto delle problematiche del sistema di raccolta dei rifiuti definito del porta a porta e risolverlo con la soluzione che pare più di buon senso.

Soluzioni green, come quelle adottate nel nord Europa e di cui il Dott. Avoni Alessandro si è fatto portavoce, sono sembrate ai cittadini poco realistiche, pur essendo potenzialmente ottimi compendi al servizio.

Gli scenari analizzati hanno fatto concludere che la soluzione più sensata è quella di tornare al sistema a cassonetti stradali e attuare una politica informativa, formativa ed educativa allo scopo di sensibilizzare e responsabilizzare correttamente la cittadinanza per ottenere il miglior risultato possibile, sulla scia di quanto già avviene altrove da lungo tempo.

Ambiente, via libera in Assemblea al Pair 2030, il Piano aria integrato regionale

Ambiente, via libera in Assemblea al Pair 2030, il Piano aria integrato regionaleOltre 60 “azioni” per cinque ambiti di intervento: città e aree di pianura, trasporti e mobilità, energia e biomasse per il riscaldamento domestico, attività produttive, agricoltura e zootecnia. Con un obiettivo preciso, raggiungere nel più breve tempo possibile, e mantenere, i livelli di qualità dell’aria stabiliti dalle norme europee e nazionali in modo da evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi dell’inquinamento per la salute umana e l’ambiente.

Via libera, oggi, in Assemblea legislativa, al Pair 2030: il Piano aria integrato regionale potrà contare su risorse per 154,6 milioni di euro. Nello specifico, nel primo triennio ci sarà l’attuazione, da parte della Regione, per quasi 64 milioni.

“Un Piano pensato e costruito non nell’ottica delle restrizioni ma delle opportunità. E che, per la prima volta, parte con una dotazione di risorse volte al miglioramento della qualità dell’aria, a cui concorreranno anche finanziamenti e misure delle programmazioni e pianificazioni settoriali- ha commentato in Aula la vicepresidente con delega all’Ambiente, Irene Priolo-. Un Piano che è frutto di un percorso durato circa un anno e mezzo, ricco di spunti e approfondimenti con il coinvolgimento, sin dall’inizio, dei firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima, oltre che della Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità e di tutta l’Assemblea legislativa”.

La strategia del Piano
Ridurre le emissioni sia di inquinanti primari sia di precursori degli inquinanti secondari; agire simultaneamente sui principali settori emissivi – combustione di biomasse (PM₁₀), agricoltura (NH₃, ammoniaca), trasporti (NOₓ, ossidi di azoto) -; intervenire sia su scala locale che su scala estesa, dal bacino padano al livello nazionale; ancora, prevenire gli episodi di inquinamento acuto al fine di ridurre i picchi locali.

Questa, in estrema sintesi, la strategia del Pair 2030, per cui sono stati identificati gli ambiti di intervento e le misure collegate. Il Piano “poggia” su 8 pilastri tematici di cui 3 trasversali, che rappresentano gli ambiti di intervento prioritari per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell’aria a partire da quello urbano, della mobilità, dell’energia e delle biomasse, delle attività produttive e dell’agricoltura a cui si aggiungono i tre trasversali che riguardano gli strumenti di gestione della qualità dell’aria, gli acquisti verdi nelle PA e le attività di comunicazione, informazione e formazione.

Il percorso del Piano
Dopo l’adozione della proposta di Piano (con delibera n. 527 del 3 aprile dello scorso anno e la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna del 20 aprile 2023), sono seguiti il deposito del testo e la raccolta delle osservazioni (su agricoltura e zootecnica, energia e biomasse, attività produttive, misure in ambito urbano, misure emergenziali, trasporti e mobilità, e così via) per 45 giorni, cioè fino al 5 giugno 2023: 213 le osservazioni pervenute (da parte di 24 proponenti), meno della metà di quelle  ricevute con il precedente Piano. Sul totale: 8 quelle accolte, 43 accolte parzialmente, 18 ritenute non pertinenti, 106 respinte, 38 coerenti con il piano. Le osservazioni sono state discusse, come concordato con tutte le forze politiche, in 5 sessioni di lavoro dalla Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità. Sui 47 emendamenti presentati dai consiglieri, 6 sono stati ritirati, quindi effettivamente votati 41, approvati 21, respinti 20. Una specifica discussione, inerente agli aspetti più strettamente sanitari, si è tenuta in un apposito incontro della Commissione Politiche per la Salute e Politiche sociali.

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Le misure previste

Una grossa novità riguarda i comuni coinvolti: nel Piano precedente erano 33, fra cui tutti i capoluoghi di provincia, nel nuovo Piano sono 207 (Bologna e agglomerato, Pianura Ovest e Pianura Est). Confermata quindi l’estensione dell’ambito di intervento introdotta con le misure straordinarie del 2021.

Sono state individuate più di 60 azioni (64, per l’esattezza) ripartite fra 8 ambiti d’intervento prioritari, di cui 5 tematici (ambito urbano e zone di pianura, trasporti, energia e biomasse, attività produttive, agricoltura) e 3 trasversali (comunicazione, informazione e formazione, strumenti di gestione della qualità dell’aria e acquisti verdi nelle pubbliche amministrazioni).

Nelle città si lavorerà per ridurre i flussi di traffico, promuovendo la mobilità ciclo-pedonale e sostenibile e l’intermodalità, anche attraverso l’aumento dei percorsi bicibus e pedibus, l’estensione di ZTL e delle aree pedonali, l’istituzione di “zone 30” e la forestazione urbana e periurbana, oltreché con nuovi bandi “Bike to work” per la promozione della mobilità ciclabile e incentivi all’acquisto di biciclette, cargo-bike e motocicli elettrici.

A partire dal 1^ ottobre 2025, come già previsto nel precedente Piano dell’aria, nei comuni di pianura con popolazione superiore a 30mila abitanti, dell’agglomerato di Bologna e in quelli che aderiscono volontariamente, entreranno in vigore le limitazioni ai diesel euro 5. In tutti gli altri, sono entrate in vigore già dal 1^ ottobre 2023 le limitazioni relative ai veicoli diesel euro 4. Il Pair 2030 prevede, inoltre, la possibilità di utilizzare il servizio Move-in, una misura al contempo ecologica e di equità sociale per chi non può permettersi di cambiare il veicolo soggetto alle limitazioni.

Verrà ulteriormente potenziato il trasporto pubblico sia su gomma che su ferro, rinnovato il parco autobus con priorità ai mezzi a zero emissioni da combustione, confermata l’integrazione tariffaria per gli abbonamenti “Salta su” e “Mi muovo”, ma anche gli incentivi per lo spostamento del trasporto merci su ferro.

Per quanto riguarda l’ambito energetico, il nuovo Piano prevede ancora incentivi per la sostituzione delle vecchie stufe con impianti di ultima generazione e sistemi alternativi ad alta efficienza. Confermato, per tutta la durata della stagione “termica” (da metà ottobre a metà aprile) e nelle zone di pianura, il limite delle temperature fino a un massimo di 19°C in casa, ufficio, luoghi di ricreazione, associazioni, luoghi di culto (sono esclusi ospedali e case di cura). Saranno 17 invece i gradi consentiti nel commercio e nell’industria.

Il Piano regolamenta anche l’installazione e l’utilizzo degli impianti a biomassa per il riscaldamento domestico nelle zone di pianura, prevedendo limitazioni progressive in funzione della classificazione emissiva degli impianti.

Per il mondo produttivo sono previste misure per le aziende soggette ad Aia, ovvero l’Autorizzazione integrata ambientale, regolamentazione dei combustibili solidi secondari (Css) per impianti Aia, applicazione delle migliori tecniche disponibili per la ridurre le emissioni. L’obiettivo è quello della riqualificazione progressiva delle tecniche adottate nelle aziende e di una riduzione delle emissioni, promuovendo anche accordi d’area o territoriali.

Infine, per l’agricoltura e la zootecnia, sono previsti bandi di finanziamento per la copertura delle vasche, l’efficienza degli stoccaggi e le tecniche di spandimento per liquami e fertilizzanti e per l’acquisto di macchine e le attrezzature che consentano migliori performance ambientali. Ma anche, nelle zone Pianura ovest, est e agglomerato, l’obbligo di interramento dei rifiuti zootecnici entro le 12 ore dallo spandimento (dal 1^ ottobre al 31 marzo), oltre a quello di copertura di vasche e lagoni di stoccaggio a partire dal 1^ gennaio del 2030. A partire dal 1^ gennaio 2026, nelle zone Pianura ovest, est e agglomerato, ci sarà l’obbligo di incorporare nel terreno i fertilizzanti a base di urea nel più breve tempo possibile e, comunque, entro le 24 ore successive allo spandimento. Nelle zone Pianura ovest, est e agglomerato si conferma inoltre il divieto di abbruciamento dei residui vegetali dal 1° ottobre al 31 marzo, salvo deroghe per emergenze fitosanitarie e per altre casistiche particolari.
Sono confermate le misure emergenziali per le zone di pianura, fra cui quelle per gli impianti a biomassa e per gli spandimenti dei reflui zootecnici, già introdotte nel 2021: si attivano sulla base di un meccanismo previsionale volto a evitare il più possibile il verificarsi dei superamenti del valore limite giornaliero di PM₁₀.

Una misura che da “emergenziale” nel vecchio Pair passa a “strutturale” nelle zone di pianura è il divieto di qualsiasi tipologia di combustione all’aperto a scopo intrattenimento (es. fuochi d’artificio e falò rituali, eccetto barbecue) dal 1^ ottobre al 31 marzo: sono concessi solo due eventi nel periodo, promossi o autorizzati dall’ente comunale, nell’ambito di festeggiamenti tradizionali.

Il Piano prevede inoltre che i Comuni, nel momento in cui vengano raggiunti, in una delle stazioni di monitoraggio collocate sul proprio territorio, i 25 superamenti del valore limite giornaliero di PM₁₀, intervengano con misure aggiuntive a livello locale sulle principali sorgenti emissive. Allo stesso tempo, la Regione interverrà nella zona in cui si è verificato il superamento con misure di limitazione della velocità nei tratti in prossimità dei centri abitati di autostrade e di strade extraurbane principali.
A queste azioni se ne affiancano altre per la sostenibilità ambientale degli enti pubblici e per la comunicazione, l’educazione e la formazione.

Violenza contro le donne: a Cesena strappati i manifesti della campagna di comunicazione della Regione

“Un gesto che denota disprezzo e totale mancanza di consapevolezza rispetto a un problema drammatico e in crescita, quale è quello della violenza contro le donne. Un gesto anch’esso violento, che va condannato con fermezza”.

Così l’assessora regionale alle Pari opportunità, Barbara Lori, e il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, commentano l’atto vandalico con cui a Cesena sono stati strappati i manifesti della campagna regionale “Se te lo dice è violenza”.

“Se mi lasci ti rovino”; “Non sei in grado, decido io”; “Stai zitta, devi obbedirmi”. Sono solo alcune delle 12 frasi “come schiaffi” – una ogni mese, in 12 manifesti in uscita per tutto il 2024 – che costituiscono il cuore della campagna regionale, in corso in questi giorni nelle strade e nelle piazze dell’Emilia-Romagna. E che proprio a marzo sarà potenziata in una nuova, doppia declinazione che chiamerà direttamente in causa proprio gli uomini: “Se glielo dici, è violenza”.

“L’auspicio- concludono Lori e Bonaccini- è che il responsabile o i responsabili di questo gesto possano essere rapidamente identificati. Da parte nostra, quanto accaduto a Cesena ci spinge a rafforzare ulteriormente il nostro impegno per promuovere un cambiamento che deve essere innanzi tutto culturale”.

Salgono a 123 i luoghi culturali dell’Emilia-Romagna accreditati al Sistema Museale Nazionale

Salgono a 123 i luoghi culturali dell’Emilia-Romagna accreditati al Sistema Museale NazionaleLa Regione Emilia-Romagna accredita sette nuovi musei del proprio territorio al Sistema Museale Nazionale.

Tra le 18 candidature pervenute, nell’elenco approvato dalla Giunta regionale su valutazione della commissione interna del Settore Patrimonio culturale, i nuovi ingressi riconosciuti per la qualità degli standard sono: La Quadreria di Asp, a Bologna, il MAF-Mondo Agricolo Ferrarese a Ferrara, il Centro Culturale “Carlo Venturini” di Massalombarda (Ra), il Museo Civico Gonzaga a Novellara (Re), la Casa delle Farfalle di Cervia (Ra), il Museo della Regina di Cattolica (Rn), il Museo Paleontologico Comunale a Mondaino (Rn).

Un percorso che prevede per ogni struttura l’adeguamento a una serie di standard che misurano obiettivi di miglioramento in tre ambiti rilevanti: organizzazione, collezioni, comunicazione e rapporti con il territorio.

I sette musei si aggiungono ai 116 già riconosciuti in occasione del percorso avviato nel 2021 dalla Regione in coordinamento col ministero della Cultura.

“Siamo stati tra i primi in Italia ad avviare l’iter– commenta l’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori–, riconoscendo non solo i livelli di qualità delle proprie istituzioni museali, ma promuovendo il miglioramento complessivo dei servizi offerti ai visitatori, con particolare attenzione ad alcuni temi come l’accessibilità, l’innovazione digitale e la condivisione di servizi e competenze”.

I nuovi accreditati sono testimoni di un sistema regionale ricco e differenziato, sia per dimensioni che per tipologia e collocazione geografica: diversi sono i musei di proprietà comunale come il Museo Civico Gonzaga di Novellara, ospitato nelle sale cinquecentesche della Rocca dei Gonzaga, con testimonianze storico-artistiche legate alla storia della casata nobiliare; il Centro Culturale “Venturini”, a Massalombarda, esempio emblematico del collezionismo antiquario del secondo Ottocento; il Museo della Regina sulla storia del territorio di Cattolica, tra archeologia e marineria tradizionale; il Museo Paleontologico di Mondaino, allestito nella Rocca Malatestiana con reperti fossili locali risalenti all’era del Miocene.

La Casa delle Farfalle di Cervia è un parco tematico alla scoperta della biodiversità, mentre è invece dedicato alle tradizioni e ai costumi del passato rurale il museo del Mondo Agricolo Ferrarese, che raccoglie testimonianze sulla vita e il lavoro nelle campagne dalla fine dell’Ottocento a metà Novecento. Bologna aggiunge ai propri musei accreditati La Quadreria di ASP, nella cornice storica di Palazzo Rossi Poggi Marsili, che presenta dipinti di maestri prevalentemente bolognesi, dal Cinquecento al Settecento, appartenenti al patrimonio delle antiche Opere pie.

 

Il Sistema Museale Nazionale

Si propone di mettere in rete gli oltre 5 mila musei e luoghi della cultura italiani, per migliorarne la fruizione e l’accessibilità. Al Sistema possono accedere tutti i musei, indipendentemente dalla loro titolarità, pubblica o privata, su base volontaria e mediante un processo di accreditamento che, per i musei non statali, può essere coordinato dalle singole Regioni e comporta l’adeguamento a una serie di standard.

Il riconoscimento ha durata triennale e annualmente la Regione attiva una nuova finestra per l’adesione al percorso di accreditamento, così da consentire a un sempre maggior numero di musei di entrare a far parte del Sistema museale regionale. La prossima finestra sarà nell’autunno 2024.

Sempre più diversificate sono le tipologie dei luoghi della cultura che aderiscono al processo di accreditamento: non soltanto musei, ma osservatori astronomici, case-museo, complessi monumentali ed ex monasteri. Se questo da un lato va a favore dell’ampliamento delle politiche museali sul territorio, dall’altro segna i limiti di un set di standard scaturiti in anni passati e parzialmente superati dalla nuova concezione di museo. In particolare, si tratta spesso di luoghi della cultura che non rispondono a tutti gli standard richiesti in merito, ad esempio, all’apertura settimanale, o alle specifiche figure professionali formalmente previste nell’organigramma.

 

Decreto flussi del Governo, la denuncia della Regione: “Lavoratori autorizzati in Emilia-Romagna troppo pochi rispetto al bisogno delle imprese

Decreto flussi del Governo, la denuncia della Regione: “Lavoratori autorizzati in Emilia-Romagna troppo pochi rispetto al bisogno delle imprese
Vincenzo Colla (Copyright: Regione Emilia-Romagna A.I.C.G. – Autore: Ballardini Pietro)

“Oltre il danno anche la beffa. Non solo i cittadini extracomunitari autorizzati a lavorare in Emilia-Romagna saranno troppo pochi rispetto al bisogno, ma arriveranno con tempi biblici inaccettabili”.

Così l’assessore regionale al Lavoro e Sviluppo economico, Vincenzo Colla, raccogliendo il disagio del sistema imprenditoriale emiliano-romagnolo sulla esiguità dei numeri dei lavori destinati all’Emilia-Romagna e la lentezza della procedura previste dal Decreto flussi del Governo 2023-2025.
A oggi in Italia sono 609 mila le domande di nulla osta presentate a dicembre, a fronte di 136 mila ingressi autorizzati a livello nazionale. Nella sola Emilia-Romagna al 31 dicembre sono già quasi 13mila le domande su circa 18mila profili richiesti.

“È di questi giorni, la notizia che i ‘click day’ per inviare le domande di lavoratori extracomunitari slittano di oltre un mese e le nostre imprese rischiano di rimanere per troppo tempo senza una forza lavoro indispensabile. Un problema che tocca anche le famiglie, dal momento che i flussi contemplano anche l’ingresso degli assistenti famigliari”, aggiunge l’assessore Colla.

“Come abbiamo già denunciato lo scorso anno insieme alle associazioni imprenditoriali e alle organizzazioni sindacali nell’ambito del Patto per il Lavoro e per il Clima, i numeri inseriti nel Decreto Flussi sono largamente insufficienti- prosegue l’assessore regionale-. Situazione ora aggravata dalla proroga delle domande, che insieme alla lentezza burocratica rischia di far saltare le assunzioni dei lavoratori in regola e di incentivare ancora una volta il ricorso alla manodopera clandestina, con tutte le conseguenze che conosciamo sulla sicurezza, la concorrenza sleale e, non da ultima, la dignità delle persone”.

“Mentre si discute di un Piano Mattei per l’Africa, forse il Governo potrebbe- chiude Colla- lavorare concretamente all’accoglienza e integrazione di tutti quei migranti di cui il nostro sistema economico e sociale ha un assoluto bisogno. Una delle risposte fondamentali in un piano di relazioni con quel continente”.

PD sassolese: “Su scuola e servizi una presa in giro alle famiglie. Una mancia elettorale?”

PD sassolese: “Su scuola e servizi una presa in giro alle famiglie. Una mancia elettorale?”“Dopo aver aumentato le tariffe scolastiche per oltre il 50% degli utenti e aver cambiato gestore della mensa con gravi disservizi e problemi di qualità lamentati da molti genitori, ora arriva la mancia in vista della campagna elettorale della Giunta. Una vera presa in giro: uno sconto di qualche centesimo al giorno, per un totale di 2-3€ al mese di sconto sbandierati sulla stampa come ‘un passo significativo, un piccolo bonus’ “. Così il Gruppo consigliare del Partito Democratico di Sassuolo.

“Vediamo: si paga in base all’ISEE, con tariffe diverse a seconda delle fasce di reddito. La fascia più bassa, che pagava 3.53 euro al giorno, ne pagherà 3.43; quella successiva, da 4.61 passa a 4.48; quella da 5.72 va a 5.55, quella da 5.99 va a 5.82, quella da 6.20 a 6.02,  e così via, fino alla fascia di reddito più alta, che arriverà a risparmiare ben 20 centesimi (da 6.83 a 6.63). Incredibilmente, lo sconto più alto, da 23 centesimi al giorno lo vincono i non residenti, la cui tariffa passa da 7.51 a 7.28. Un vero colpo di fortuna!!

La situazione sembrerebbe ridicola, se non fosse tragica, prosegue Partito Democratico di Sassuolo: le politiche per la famiglia sono state completamente assenti dalle attività di questa amministrazione. Noi crediamo invece che dovrebbero essere al centro dei piani di investimento dei prossimi anni, con una vera riduzione delle tariffe, una garanzia di servizi di qualità e un’offerta ampia a cui tutti devono poter accedere, senza discriminazioni.

Ogni euro investito nei servizi d’istruzione è un euro investito sul futuro, il futuro nostro e dei nostri figli. Questo sarà un nostro impegno e una nostra battaglia”, conclude l Gruppo consigliare del Partito Democratico di Sassuolo.

 

 

Motor Valley: a Modena giovedì 1^ febbraio la 44^ edizione dei Caschi d’oro di Motosprint

A Modena, nel cuore della Motor Valley, uno speciale riconoscimento a tante stelle del motociclismo, che saranno premiate nel corso dell’ormai tradizionale appuntamento con i “Caschi d’Oro” di Motosprint.

Campioni che si sono distinti nelle varie specialità durante l’ultima stagione, a partire da Francesco Bagnaia, vincitore della Moto GP in sella a Ducati, e con lui, Marco Bezzecchi, terzo classificato sempre su Ducati. Ma anche grandi motociclisti che hanno contribuito a scrivere la storia di questo sport quali Andrea Dovizioso e Luca Cadalora per la Velocità, Alessandro Puzar, Mario Rinaldi e Edi Orioli per il Fuoristrada.

Oltre 35 i protagonisti che saliranno sul palco del Bper Banca Forum Monzani di Modena, giovedì 1^ febbraio alle 18,30, nel corso di una serata cui parteciperà anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

“La Motor Valley emiliano-romagnola dà il suo benvenuto a queste leggende delle due ruote – ha detto Bonaccini -. Ancora una volta celebreremo insieme ai grandi atleti l’eccellenza di tutto un territorio che rappresenta un concentrato straordinario di passione, tecnologia, capacità di innovare e di investire. Un distretto unico, che ci rende orgogliosi e che porta il nome dell’Emilia-Romagna nel mondo”.

A presentare la manifestazione Barbara Pedrotti e il direttore di Motosprint, Federico Porrozzi.

Giunto alla 44^ edizione il “Motor Valley Caschi d’oro” di Motosprint è un evento che rientra nel cartellone di iniziative sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna coordinato dal capo della segreteria politica della Regione, Giammaria Manghi.

I Caschi d’oro saranno trasmessi su motosprint.it corrieredellosport.it e tuttosport.com

Caos bollette e inquilini morosi a loro insaputa

Caos bollette e inquilini morosi a loro insaputa“L’Associazione Adiconsum Emilia Centrale si è attivata con alcuni fornitori di luce, gas ed acqua affinché non procedano con i distacchi delle forniture, sospendano le azioni di recupero dei crediti e diano tempo agli inquilini di poter gestire gli insoluti per i quali non hanno colpe. Adiconsum metterà a disposizione i suoi avvocati per le azioni civili e penali del caso e il 5 febbraio stiamo organizzando il primo momento pubblico di confronto. Chiediamo, inoltre, al Presidente della Provincia di Reggio di attivare subito un’unità di crisi per coordinare inquilini, Comuni e tutti i soggetti che siano stati danneggiati dalla chiusura dello studio di amministrazioni condominiali e che oggi sono esposti ai rischi di questa situazione esplosiva”. Così Domenico Chiatto, segretario generale aggiunto di Cisl Emilia Centrale, interviene sulla vicenda che sta colpendo oggi condòmini e inquilini a Scandiano, Rubiera e Sassuolo.

La sede Cisl di Scandiano è attiva proprio in uno dei fabbricati seguiti dallo studio che ha chiuso i battenti e ne stiamo vedendo di tutti i tipi. Il mancato pagamento delle bollette ha causato nei giorni scorsi una riduzione della potenza del contatore, l’ultimo passo prima del distacco. Tanto è vero che l’ascensore non arrivava più al quarto piano. Nel nostro caso il danno economico è azzerato, dato che eravamo a credito ma questo è secondario. Siamo mobilitati al massimo per difendere le persone, specie le più fragili che avevano già pagato il dovuto per le bollette e ringrazio Adiconsum per l’impegno totale che sta mettendo su questa storia”.

INCONTRO PUBBLICO IL 5 FEBBRAIO A SCANDIANO

Il prossimo 5 febbraio Cisl e Adiconsum hanno organizzato al Teatro Boiardo di Scandiano  (via XXV Aprile, civico 3, ore 17:30)  il primo, grande, incontro pubblico aperto ai nuovi amministratori di condominio, agli inquilini e agli amministratori dei Comuni più interessati dal caso. Sarà presente il pool di avvocati di Adiconsum capitanati dal legale reggiano Davide Gollini, esperto della materia, per spiegare in modo semplice e chiaro alle persone cosa occorre fare per tutelarsi e quali saranno i punti della strategia per dare voce ai diritti di tutte le persone e le istituzioni danneggiate.

“NOMINATE SUBITO I NUOVI AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO!”
Intanto è indispensabile ed urgente che i condòmini nominino velocemente i nuovi amministratori di condominio – spiega Adele Chiara Cangini, Presidente Adiconsum di Modena e Reggio Emilia –. Compete a queste figure il potere di dare mandato ad Adiconsum e ai nostri avvocati trasformando l’iniziativa legale in una grande e forte azione collettiva. Questo è un aspetto importantissimo per organizzare al meglio la difesa dei consumatori”.

Proprio Cangini conferma “che siamo al lavoro con alcuni fornitori di energia affinché non venga ridotta la fornitura di luce, non siano staccati i contatori e si dia tempo alle persone, divenute loro malgrado morose, di poter gestire la situazione. Allo stato attuale, infatti, chi aveva già versato allo studio i soldi delle bollette si troverà costretto a pagare una seconda volta. Ecco perché è fondamentale ricevere i mandati dai condòmini per poter entrare nella prima operatività”.

Nel frattempo ai centralini di Cisl si registra un numero crescente di richieste di aiuto e sono diversi i profili che andranno approfonditi. La vicenda principale verte sulle bollette per acqua, luce e gas, ma c’è anche chi ha chiesto informazioni sui soldi anticipati per realizzare nel suo condominio gli interventi col superbonus 110%. Oppure ci sono le storie degli inquilini degli alloggi popolari inseriti nei fabbricati seguiti dallo studio. Casi di fragilità sociale che di tutto avrebbero bisogno tranne che di dover pagare ancora le bollette.

ORA UN’UNITA’ DI CRISI APERTA DALLA PROVINCIA DI REGGIO
Ecco perché il sindacato di via Turri chiede che la Provincia di Reggio, che rappresenta tutto il territorio, attivi un’unità di crisi, “lanciando un numero verde e un servizio informativo al quale le persone possano rivolgersi, venendo indirizzate e aiutate a compiere i primi passi per la loro tutela in modo coordinato. Adiconsum e Cisl sono a disposizione per dare tutto il supporto necessario. Considerando il fatto che, per ora, anche il territorio di Sassuolo risulta interessato, sarebbe buona cosa che la Provincia di Modena unisse i suoi sforzi a quella di Reggio”, conclude Chiatto.

 

 

 

Ca’ Bella Colombaro, oltre 50 i percorsi attivi e in partenza

Ca’ Bella Colombaro, oltre 50 i percorsi attivi e in partenzaPiù di 2.300 corsisti presenti (tra occupati e disoccupati), oltre 5.000 ore di formazione erogate (e un monte ore che supera le 43.000 totali), più di 500 aziende coinvolte e 800 studenti partecipanti alle azioni di orientamento. Sono questi i dati che sintetizzano le attività realizzate dalla sua nascita ad oggi all’interno di Ca’ Bella, il Centro di formazione tecnologica con sede a Colombaro gestito da un raggruppamento di imprese con in testa Zenit, società di formazione accreditata presso la Regione Emilia-Romagna e i principali Fondi Interprofessionali. Nato nel 2019 con l’obiettivo di creare un polo di sviluppo per le competenze tecniche, oggi Ca’ Bella è un luogo di incontro in cui valorizzare l’aggregazione di imprese con le realtà formative del territorio e rendere disponibili alle filiere e ai sistemi produttivi locali le competenze professionali necessarie a sostenere i processi di innovazione e di crescita.

A testimoniare l’attrattività dell’offerta ci pensano i finanziamenti, che hanno sfiorato 1 milione e 391mila euro, e le aziende sostenitrici, passate dalle 3 del 2019 alle 14 dello scorso anno, tutte aderenti all’Associazione di imprese 4HUB. Tra i temi dei corsi di formazione appena conclusi ci sono quelli dell’empowerment femminile, dell’Industria 4.0 e della transizione ecologica e digitale nella filiera meccanica. Attualmente i corsi gratuiti attivi e in partenza sono oltre 50, e spaziano da temi che riguardano le competenze digitali per l’inserimento e la riqualificazione nel lavoro, lo sviluppo professionale delle donne, programmi per i liberi professionisti e percorsi legati ai social network, alla cybersecurity, all’e-commerce e alla produttività lavorativa. Per maggiori informazioni: 389 9247511 oppure cabella@zenitformazione.com.

Dichiara l’Assessore al Lavoro e alla Formazione Corrado Bizzini: “È con grande soddisfazione che vediamo i risultati raggiunti da Ca’ Bella nel corso del 2023. Questo Centro di formazione tecnologica si conferma come un punto di riferimento per la crescita professionale e personale di chiunque voglia investire nel proprio futuro, sia che si tratti di individui in cerca di occupazione, desiderosi di acquisire nuove competenze, sia di professionisti già inseriti nel mondo del lavoro, interessati a rimanere al passo con le evoluzioni tecnologiche e industriali. L’aprire questi corsi a tutti i cittadini in forma gratuita dimostra la convinzione che la formazione è la chiave per il progresso individuale e collettivo. In questo, Ca’ Bella è un esempio eccellente di come tutti possono contribuire a costruire un futuro migliore attraverso l’istruzione e lo sviluppo delle competenze”.

Adelgonda e Sissi, due “cugine diverse”: incontro pubblico sabato alla Cionini di Sassuolo

Adelgonda e Sissi, due “cugine diverse”: incontro pubblico sabato alla Cionini di SassuoloSissi e Adelgonda. Tutti conoscono la prima, quanto meno per sentito dire. Grazie a film, libri e romanzi Elisabetta, detta Sissi, moglie di Francesco Giuseppe d’Asburgo, nell’immaginario collettivo è diventata l’Imperatrice per eccellenza, con il seducente volto cinematografico di Romy Schneider. Pochissimi invece conoscono la seconda. E se la cosa in sé non è grave, qualche colpa invece ce l’ha chi abita tra Modena e Reggio Emilia, dal momento che Adelgonda di Baviera è stata l’ultima duchessa degli Stati Estensi, amatissima dal popolo e della quale nemmeno i più feroci avversari della dinastia che per sei secoli ha governato le nostre terre ha potuto dire nulla di male.

Sissi e Adelgonda erano cugine. Entrambe appartenevano alla famiglia Wittelsbach che regnava da secoli sulla Baviera. Ma delle due la più importante era Adelgonda, figlia di re, mentre Sissi apparteneva a un ramo cadetto. Le due cugine erano amiche, ma erano anche profondamente diverse, non come aspetto fisico, dove anzi c’è grande somiglianza, ma come carattere. Sissi è passata alla storia come un’anticipatrice e un’icona della libertà femminile mentre Adelgonda era convintamente e serenamente compresa nel ruolo di moglie e di sovrana dedita alla beneficenza.

Ma è vero che Sissi era libera mentre Adelgonda era se non proprio repressa quanto meno costretta in ambiti che la limitavano fortemente?

A questa domanda tenterà di dare una risposta Elena Bianchini Braglia sabato 3 febbraio alle ore 11 in un incontro pubblico che si terrà presso la biblioteca Cionini di Sassuolo, in via Rocca 19, e durante il quale proporrà una lettura in parallelo dei due personaggi.

L’evento, che rientra nel ciclo “Appuntamento con la storia” promosso dalla Biblioteca Cionini e dall’associazione Sassuolo e Identità, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, è stato organizzato per presentare il libro Adelgonda di Baviera, ultima duchessa di Modena e Reggio, pubblicato nel 2023 in occasione del 200° della nascita.

All’incontro parteciperà anche Stefano Cavazzuti, presidente di Sassuolo e Identità, con una relazione dedicata ai rapporti tra la città di Sassuolo e gli Este, particolarmente affezionati al palazzo ducale dove amavano risiedere appena ne avevano occasione.

Angela Baranzoni infine proporrà una carrellata di immagini che ripercorreranno la vita, tragica ma serena, dell’ultima dichessa.

L’ingresso è libero.

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