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lunedì, 6 Aprile 2026
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PD Fiorano su inaugurazione Casanostra

PD Fiorano su inaugurazione Casanostra

Nella mattinata di oggi, Fiorano Modenese ha vissuto un momento di profondo valore
civile con l’inaugurazione del nuovo Centro della Legalità e del progetto di Housing
First “CasaNostra”. La struttura, intitolata alla memoria del Comandante Lorenzo
Mosto, sorge in un immobile dalla fortissima valenza simbolica: un edificio un tempo
appartenuto a un esponente della ’ndrangheta radicata nel territorio, oggi finalmente
restituito alla cittadinanza per fini sociali.

L’Housing First è un modello di intervento sociale d’avanguardia che ribalta la logica
assistenziale tradizionale: la casa non è più il traguardo finale di un lungo percorso di
recupero, diviene piuttosto il punto di partenza imprescindibile. Garantendo
immediatamente un’abitazione sicura e dignitosa a chi vive in condizioni di estrema
fragilità, si creano le basi stabili necessarie per attivare ogni altro percorso di
autonomia e reinserimento.

Tale intervento rappresenta dunque la sintesi perfetta della nostra visione di Comune:
una città che non arretra di fronte all’illegalità e che trasforma il male in bene comune.
Per il Partito Democratico fioranese, amministrare significa scegliere con netta
convinzione da che parte stare: dalla parte degli ultimi. Attraverso una solida rete del
sociale e l’applicazione del modello Housing First, abbiamo trasformato un simbolo del
malaffare in una soluzione residenziale all’avanguardia, restituendo dignità e stabilità
a chi è in difficoltà e dimostrando che la vera sicurezza si costruisce con l’integrazione
e il rispetto dei diritti.

«Vedere un bene confiscato alla criminalità – dichiara il gruppo consiliare dem –
trasformarsi in una casa per chi è più fragile è la risposta più forte che la politica possa
dare. Intitolare questo presidio a Lorenzo Mosto significa legare indissolubilmente il
valore della legalità a quello della giustizia sociale. Confermiamo il nostro impegno per
una Fiorano che presidia il territorio con servizi d’eccellenza, garantendo che nessuno
venga lasciato indietro. Questa è la nostra idea di comunità: accogliente, trasparente e
fermamente schierata contro ogni forma di mafia».

A Fiorano Modenese inaugurata Casanostra: da bene confiscato a casa per chi ne ha bisogno

A Fiorano Modenese inaugurata Casanostra: da bene confiscato a casa per chi ne ha bisogno

Questa mattina, 28 marzo, è stata inaugurata questa mattina, CASANOSTRA, progetto di housing first dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico. Gli alloggi di emergenza abitativa si trovano presso il Centro della legalità Lgt. Lorenzo Mosto, nell’immobile confiscato alla criminalità organizzata di via del Commercio 19 a Fiorano Modenese.

Il servizio, gestito dall’associazione Porta Aperta Modena, realtà impegnata da anni nel sostegno a persone fragili, accoglie individui in condizioni di marginalità, per un massimo di 18 posti, offrendo non solo un tetto, ma un percorso di accompagnamento verso l’autonomia.

All’inaugurazione sono interventi il sindaco di Fiorano Modenese, Marco Biagini, il presidente dell’Unione e sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, la parlamentare Enza Rando, il consigliere regionale Luca Sabattini, la dirigente del settore Politiche sociali dell’Unione Paola Elisa Rossetti, il presidente di Porta Aperta Modena, Alberto Caldana, la figlia del luogotenente Mosto, Federica Mosto, accompagnata dal fratello e dalla madre.

Presenti anche i consiglieri regionali Maria Costi e Ludovica Carla Ferrari, il presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, i sindaci Luigi Zironi ed Elisa Parenti, la Giunta, la presidente del Consiglio comunale e i consiglieri di Fiorano Modenese, la direttrice della Ausl di Sassuolo, Federica Ronchetti, i rappresentanti delle Forze dell’ordine, i referenti delle associazioni del territorio che collaborano con il servizio dell’Unione, personale dei Servizi sociali, degli uffici comunali e di Porta Aperta e tanti cittadini.

Sono intervenuti anche i bambini delle classi 5° e 4° della scuola primaria Ciro Menotti di Spezzano e i ragazzi della scuola media Leopardi di Fiorano, insieme alle loro insegnanti e alle referenti dei due Istituti comprensivi del territorio, che hanno portato i saluti delle Dirigenti scolastiche.

Dopo i saluti istituzionali e l’esibizione della banda Flos Frugi, i giovani studenti hanno letto alcune loro riflessioni, profonde e concrete, sul tema della legalità e hanno regalato una pianta con i loro pensieri a CASA NOSTRA.

Avevamo messo il tema della casa tra le priorità del mandato e siamo particolarmente soddisfatti di aver risposto al tema delle grave emergenza abitativa con un progetto di Unione che sta dando risposta a cittadini del distretto e che consentirà, grazie anche ad un supporto educativo e di lavoro di rete, di agevolare il rientro sociale di singoli e di famiglie.“, ha detto il sindaco di Fiorano Modenese, Marco Biagini che ha voluto anche ringraziare l’ex sindaco, Francesco Tosi, che durante il suo mandato si è impegnato affinché il bene confiscato alla ‘ndragheta venisse liberato e reso disponibile per la comunità.  

Il progetto ha beneficiato di un finanziamento PNRR (M5C2-1.3.1) di 710.000 euro, di cui 500.000 euro destinati all’intervento strutturale e all’allestimento degli alloggi.

Il PNRR ha fornito, in questo caso, una opportunità per dare una risposta concreta a un bisogno presente all’interno del Distretto e su cui le realtà del volontariato e gli operatori dei Servizi Sociali lavorano da tempo in maniera integrata su scala distrettuale. CASANOSTRA rappresenta oggi un ulteriore luogo della rete in grado di offrire nuove opportunità di accoglienza e accompagnamento all’autonomia personale e lavorativa a 18 persone del nostro Distretto.”  ha sottolineato la Dirigente del Settore Servizi Sociali dell’Unione, Paola Elisa Rossetti.

Il servizio, gestito da Porta Aperta Modena che ha partecipato al percorso di co-progettazione dell’housing first con l’Unione, ospita attualmente 2 donne e 16 uomini, in tre appartamenti. La struttura è presidiata h24, 7 giorni su 7, da un gruppo di 4 educatrici e 2 custodi.

Sono previste due tipologie di accoglienza: una riservata a persone con problematiche sanitarie importanti, prive di reti di supporto informali, per le quali l’abitazione rappresenta un primo passo verso la costruzione di benessere ed integrazione sociale; l’altra destinata a persone che hanno problematiche inerenti la stabilità lavorativa e il mantenimento di un’adeguata collocazione abitativa.

 “Gli obiettivi che questo servizio persegue sono molteplici: offrire una risposta concreta ai bisogni primari delle persone accolte; promuovere la capacità di prendersi cura di sé; aiutare la persona a riappropriarsi di un’organizzazione di vita, premessa per acquisire una stabilità lavorativa, abitativa e relazionale; promuovere l’attivazione di una rete di supporto che favorisca la costruzione di un percorso di reinserimento sociale e lavorativo e possa rappresentare un fattore protettivo per evitare nuovi scivolamenti verso condizioni di grave marginalità.” spiega Alberto Caldana, presidente di Porta Aperta Modena

Gli ingressi a CASA NOSTRA sono iniziati, completata la ristrutturazione dell’immobile, a dicembre 2025 su invio dei servizi sociali dell’Unione. Viene costruito un progetto di accoglienza personalizzato per ogni ospite di durata variabile, da 6 mesi a 2 anni, in base alla situazione di ognuno, coinvolgendo anche altre realtà della rete BENE COMUNE, nell’ambito dei progetti personalizzati concordati con i servizi sociali.

Dopo il taglio del nastro è stato possibile per i numerosi presenti visitare alcuni degli spazi di CASANOSTRA, quelli comuni al piano terra e l’appartamento delle donne al primo piano. Quindi gustare il ricco buffet organizzato dai volontari dell’associazione il Melograno, che gestisce, Arnia – la dispensa del Distretto, hub logistico alimentare che prossimamente troverà la sua sede definitiva nel capannone sul retro di CASANOSTRA, presso il Centro della Legalità fioranese, dove saranno stoccate le derrate alimentari raccolte per rifornire i punti territoriali di distribuzione alle famiglie in condizioni di povertà (Caritas, emporio solidale e altri).

CASA NOSTRA è un investimento importante che non riguarda solo muri e mobili, ma la costruzione di nuove possibilità di vita. Un progetto all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata che rinasce come luogo di accoglienza e solidarietà, di riscatto e legalità e che dimostra che i beni confiscati possono tornare alla collettività con un valore ancora più grande di quello economico: diventare strumenti di giustizia sociale.

IMU Ospedale Sassuolo, Severi (FI): ‘In ballo milioni di euro pubblici. Il sindaco spieghi ai cittadini la posizione del Comune. Conciliazione percorribile?’

IMU Ospedale Sassuolo, Severi (FI): ‘In ballo milioni di euro pubblici. Il sindaco spieghi ai cittadini la posizione del Comune. Conciliazione percorribile?’

“A seguito del nuovo atto avviato dalla giunta comunale di Sassuolo per la richiesta all’Ausl di Modena del pagamento di Imu per 1,6 milioni di euro (triennio 2020-2022), sul locale ospedale e al complesso quadro amministrativo e tributario in cui tale richiesta è stata avanzata, chiediamo che il sindaco faccia chiarezza ai cittadini sulla situazione in essere e sulla propria posizione. Senza polemica politica ma solo in onore della trasparenza che deve essere garantita nel momento cui ci sono in ballo milioni di euro pubblici che, a seconda dell’esito del contenzioso, incideranno comunque pesantemente, in positivo o in negativo, sul bilancio comunale”

“Da articoli di stampa riportati da una testata locale a tale richiesta è seguita la dichiarazione della dirigenza Ausl che oltre ad opporsi alla richiesta stessa ha auspicato un superamento del contenzioso anche attraverso una proposta di conciliazione per trovare una soluzione al pregresso. Nel pieno rispetto del grande lavoro fatto dagli uffici comunali per tutelare il bilancio pubblico e del diritto/dovere dell’amministrazione di agire in caso di crediti vantati, crediamo che ci sia bisogno di garantire chiarezza sul percorso e l’indirizzo che la giunta intende assumere, anche nei confronti di un tentativo di conciliazione con l’Ausl e, soprattutto, sugli effetti che un esito favorevole o contrario alle richieste del comune stesso potrebbe avere sul bilancio dell’ente”

Claudia Severi – Coordinatrice Comunale Forza Italia Sassuolo

Approvato il Piano Urbanistico Generale di Formigine

Approvato il Piano Urbanistico Generale di Formigine

Il Consiglio Comunale di Formigine ha approvato in via definitiva il Piano Urbanistico Generale (PUG), lo strumento di pianificazione che guiderà lo sviluppo del territorio per i prossimi decenni. Non si tratta di una delibera di routine, ma del traguardo di un percorso partecipativo iniziato nel 2020 che ha coinvolto cittadini, associazioni ed enti attraverso questionari e numerosi laboratori e incontri pubblici, a seguito dei quali sono state presentate dalla cittadinanza 140 osservazioni. Formigine è il primo Comune della provincia di Modena nella fascia 30-50mila abitanti a completare questo iter complesso, superando positivamente il vaglio del Comitato Urbanistico di Area Vasta (CUAV) e definendo una pratica di percorso amministrativo che potrà risultare utile anche per altri enti.

La strategia del PUG formiginese è declinata in tre assi (Formigine Verde, Sostenibile e Accogliente) che si sviluppano in  15 macro obiettivi, 40 obiettivi specifici, e 96 azioni puntuali, e risponde alle sfide del presente, a partire dai cambiamenti climatici e delle emergenze meteo che hanno già colpito il territorio. Per questo, il Piano assume il suolo come bene comune non riproducibile, applicando il limite del 3% di espansione fissato dalla legge regionale n. 24/2017. Con la nuova programmazione territoriale, la risposta alla domanda di crescita passerà sempre più per la rigenerazione dell’esistente: in tema di edilizia privata, chi sceglierà la via della ristrutturazione ricostruttiva sarà premiato con incentivi volumetrici fino al 35% e avrà la possibilità di aumentare le unità abitative. Una novità di rilievo per le famiglie riguarda anche la tutela dei giardini privati: grazie alla monetizzazione delle dotazioni territoriali, sarà possibile riqualificare gli edifici senza sacrificare il verde di pertinenza.

Sul piano della semplificazione, il PUG abbatte drasticamente la burocrazia per cittadini e professionisti. Gli ambiti consolidati sono stati ridotti da 20 a 5, eliminando incertezze interpretative e potenziali contenziosi. Grande attenzione è stata rivolta anche al territorio rurale: grazie a un innovativo censimento fotografico condotto tramite droni, la cartografia risulta strumento puntuale affinché i fabbricati storici in zona agricola possano essere recuperati ad uso abitativo con procedure semplificate. Anche le imprese agricole beneficeranno di norme più leggere, con vantaggi specifici per i giovani imprenditori del settore, garantendo che la tradizione produttiva locale possa evolversi senza i lacci di regole obsolete.

Il PUG affronta anche la questione dell’’emergenza abitativa. Per favorire l’accesso alla casa, i comparti di rigenerazione dovranno riservare almeno il 30% degli alloggi all’Edilizia Residenziale Sociale (ERS) con prezzi calmierati e modalità agevolate come il rent to buy. Parallelamente, lo sviluppo produttivo vedrà al centro il modello Smart Eco District. In tema di tutela ambientale, l’Accordo Territoriale con la Provincia introduce standard ecologici elevati e tutela la fauna selvatica attraverso varchi dedicati. Per contrastare l’effetto “isola di calore” e migliorare la gestione delle piogge intense, il piano impone inoltre una permeabilità del suolo che raggiunge, in alcuni casi, il 30% della superficie.

Non meno importante è il tema della città pubblica: piazze, aree verdi, percorsi ciclopedonali. Il piano prevede che gli interventi di rigenerazione nelle aree centrali del capoluogo e delle frazioni vengano valutati anche in base alla loro capacità di restituire qualità allo spazio urbano condiviso. Una logica che connette i luoghi, li rende accessibili e ne fa uno spazio a disposizione di tutti.

“Questo piano – afferma la Sindaca Elisa Parenti – è profondamente orientato al futuro e risponde a una domanda semplice: che tipo di città vogliamo essere? La nostra risposta è chiara: vogliamo una Formigine che non si espande a dismisura, ma che si rinnova. Una città che non consuma territorio, ma lo cura. Una città che costruisce qualità, non solo quantità. Un luogo che offre opportunità di sviluppo economico e di residenzialità ai cittadini, senza compromettere il patrimonio ambientale che abbiamo la responsabilità di tutelare sempre meglio. È un risultato ottenuto grazie all’impegno straordinario dei nostri uffici tecnici e di progettisti, consulenti, collaboratori. Un grazie sentito a tutti i consiglieri comunali che hanno approfondito con competenza e approvato l’atto. Da domani si apre la fase attuativa: il Consiglio Comunale resterà centrale nella valutazione degli accordi operativi, garantendo regole di ingaggio chiare e trasparenti per chiunque voglia investire nella nostra città nel rispetto dell’ambiente e della comunità.”

Nei prossimi mesi verranno organizzati nuovi incontri pubblici per illustrare nel dettaglio le opportunità del Piano a imprese, progettisti e famiglie, rendendo immediatamente operative le nuove possibilità d’intervento sul patrimonio edilizio.

Sassuolo: riaprono le iscrizioni ai nidi d’infanzia

Sassuolo: riaprono le iscrizioni ai nidi d’infanzia“Sassuolo è una città attrattiva per il lavoro che ancora offre, ma anche per i tanti servizi di supporto alle famiglie, come i Nidi.

Sono servizi che facilitano il compito dei genitori, perché permettono di affrontare con più serenità gli impegni lavorativi grazie alla presenza di educatrici qualificate e di operatori attenti. Non solo: il tempo che i bambini trascorrono nei Nidi è tempo di qualità, perché le attività educative offrono tanti stimoli ai bambini, che vivendo in  comunità imparano a condividere, a confrontarsi, e migliorano le loro capacità.

I servizi nido sono indispensabili per le famiglie!

Come Amministrazione siamo orgogliosi di poter presentare una vasta gamma di scelte possibili: sono 5 le strutture comunali, a gestione diretta o in appalto, e 7 quelle private convenzionate. La bella novità del prossimo anno educativo è  rappresentata anche dall’apertura della nuova struttura del polo S.Agostino, che sarà pronta ad accogliere i bambini , dai lattanti ai 6 anni” ricorda l’assessore Savigni.

Finalmente riaprono le iscrizioni ai Nidi d’Infanzia per l’anno educativo 2026/2027

Si può fare domanda a partire da martedì 31 Marzo fino a venerdì 17 Aprile 2026 presentando richiesta online sul portale entranext https://portalesassuolo.entranext.it/home  e potranno presentarla  le famiglie dei bambini nati nel 2024, 2025 e entro il 30 giugno del 2026.

Ecco tutte le strutture presso le quali si potrà fare domanda :

NIDI COMUNALI GESTIONE DIRETTA:

  • Rodari – Via Indipendenza 15- Tel . 0536880652
  • Peter Pan Mezzavia – Via Braida 341 Tel.0536880670

NIDI COMUNALI IN APPALTO:

  • Nuovo Parco – Via Padova 22, Tel. 0536/880776
  • Nuovo Sant’Agostino – Via Trieste 69, Tel. 0536/880674
  • San Carlo – Via S.Marco 48, Tel. 0536/880672

NIDI PRIVATI CONVENZIONATI:

  • Babygiò – Via Cavallotti 132, Tel. 0536/582048
  • Cipì – Via Castelfidardo 20,Tel. 0536/582048
  • Gesù Bambino – Via SS. Consolata 105, Tel: 0536/872265
  • I Folletti – via Milazzo 117, Tel. 0536/811877
  • Il Girotondo – Via Montanara 124, Tel. 0536/804359
  • Il Sole e la Luna – Via Mazzini 170/D Tel. 0536/885251
  • San Giuseppe – Via Farosi, 26Tel. 0536/807962

Le graduatorie provvisorie saranno pubblicate sul sito del Comune di Sassuolo entro il 31 Maggio 2026.

Tutte le informazioni necessarie sono reperibili sul sito del Comune di Sassuolo nella sezione Educazione e Formazione, Nidi d’infanzia (0-3 anni).

Nuova convenzione per Avis Sassuolo

Nuova convenzione per Avis Sassuolo

“5.557 donazioni nel solo 2025, con 2.499 associati e un incremento di 73 soci nell’ultimo anno. Questi numeri testimoniano l’enorme lavoro svolto da AVIS Sassuolo.”

Con queste parole il Sindaco Matteo Mesini ha aperto questa mattina l’Assemblea AVIS, tenutasi all’Auditorium Bertoli, introducendo il rinnovo di una collaborazione storica formalizzata nell’ultima seduta di Giunta.

“AVIS Sassuolo è un modello. 2.500 donatori non sono un numero qualsiasi: sono una comunità che ha scelto di prendersi cura della salute pubblica in modo concreto, continuativo, silenzioso. Dietro ogni donazione di sangue e plasma c’è un impegno personale che tiene in piedi una parte del nostro sistema sanitario. Ma AVIS non è solo questo: è un’associazione viva, presente nelle manifestazioni sportive e sociali della città, con un’energia che va ben oltre la raccolta. Il volontariato non è solo un atto di generosità individuale — è un pilastro della nostra coesione sociale e della sicurezza sanitaria del territorio. Per Sassuolo, AVIS è una risorsa indispensabile che intendiamo sostenere con convinzione e continuità.”

Sassuolo: messe a dimora 297 nuove piante

Sassuolo: messe a dimora 297 nuove piante

297 nuove piante messe a dimora nell’area verde del villaggio artigianale, compresa tra via Regina Pacis, via Berna, via Frati Strada Bassa ed il Canale di Modena.

L’iniziativa, legata all’attuazione della legge “Un albero per ogni neonato”, ha visto questa mattina la messa a dimora di 297 nuove essenze arboree dedicate ai bambini nati e adottati nel corso del 2024.

L’area individuata, una superficie complessiva di oltre 15.000 mq compresa tra via Regina Pacis, via Berna, via Frati Bassa e via Madrid, è già protagonista di un percorso di rinaturalizzazione avviato negli anni precedenti con i progetti “Mettiamo le radici per il futuro”. Con questo nuovo lotto di circa 3.650 mq, l’Amministrazione comunale completa il potenziamento di un vero e proprio “polmone verde” in un’area fortemente antropizzata, migliorando sensibilmente la qualità dell’aria e la biodiversità locale.

“Un intervento che rappresenta un impegno concreto per la salute dei nostri cittadini e per le nuove generazioni – ha commentato l’Assessore all’Ambiente del Comune di Sassuolo Andrea Baccarani – non stiamo solo piantando alberi, ma stiamo costruendo un ecosistema capace di mitigare le temperature torride estive, assorbire CO2 e offrire rifugio alla fauna locale. È il nostro benvenuto ai nuovi nati del 2024: un bosco che crescerà insieme a loro”.

L’intervento prevede l’utilizzo di specie autoctone selezionate per la loro resilienza e capacità di integrazione paesaggistica. Le 297 piante, ritirate gratuitamente presso il vivaio forestale regionale di Scodogna, appartengono a sei varietà diverse: acero campestre, gelso bianco, gelso nero, melo selvatico, rovere e pero selvatico.

Per garantire il massimo attecchimento delle giovani piante, il progetto adotta soluzioni tecniche all’avanguardia:

Ogni esemplare sarà dotato di biodisco pacciamante per trattenere l’umidità, cannetta di tutoraggio per lo sviluppo verticale e tubi anti-lepre (shelter) per prevenire danni da fauna o mezzi meccanici.

Verrà realizzato un impianto a goccia collegato alla rete di via Berna, fondamentale per contrastare le siccità estive e garantire la sopravvivenza del bosco nei primi anni di vita.

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 29 marzo 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, domenica 29 marzo 2026In prevalenza nuvoloso o irregolarmente nuvoloso per nubi medio-alte con temporanee schiarite, rasserenamenti dalla tarda serata su tutta la regione. Assenza di pioggia.

Temperature Minime in lieve aumento tra 3 e 6 gradi nei centri urbani, lievemente inferiori in aperta campagna; massime tra 13 gradi del riminese e 15/16 gradi della pianura emiliana. Venti deboli, prevalentemente da nord-est con rinforzi sul crinale. Mare poco mosso, localmente mosso al largo.

(Arpae)

Lucenti (FDI): mutuo da 300.000 euro all’anno per 29 anni, così si indebita Sassuolo

Lucenti (FDI): mutuo da 300.000 euro all’anno per 29 anni, così si indebita SassuoloSono 300.000 euro all’anno per 29 anni: è questo l’impegno economico che la giunta del sindaco Matteo Mesini ha chiesto di approvare nell’ultimo Consiglio Comunale per demolire l’ex 189 e realizzare il Centro Tina, una struttura di circa 800 metri quadrati.

Un intervento che, tra espropri e lavori, arriverà a costare complessivamente circa 5 milioni di euro: oltre 6.500 euro al metro quadro.

Una cifra che preoccupa, soprattutto alla luce di un indebitamento comunale che si aggira ancora intorno ai 45 milioni di euro.

Con un debito già così elevato, il Comune fatica oggi a garantire manutenzioni ordinarie su strade ed edifici, oltre a sostenere adeguatamente il settore sociale, il tutto con una pressione fiscale tra le più alte del territorio. È quindi legittimo chiedersi quali saranno le conseguenze di un ulteriore mutuo di questa portata.

Per queste ragioni, esprimiamo forte perplessità su una scelta che poteva essere affrontata diversamente. Esistevano infatti alternative meno onerose per raggiungere l’obiettivo della rigenerazione urbana: dalla realizzazione di un parco fino al coinvolgimento di soggetti privati, riducendo così l’impatto economico sull’ente.

Il rischio concreto è quello di dover aumentare ulteriormente le tasse o, nella migliore delle ipotesi, di non poterle ridurre per molti anni.

Questa amministrazione rischia di essere ricordata per aver inciso in modo significativo sull’indebitamento complessivo del Comune, a causa di scelte politiche ben precise.

Amministrare come un buon padre di famiglia non significa spendere perché il mutuo è disponibile, ma calibrare gli interventi sulle reali possibilità economiche dell’ente. Non si governa inseguendo la campagna elettorale, ma partendo dai bisogni concreti della città.

Anche noi riteniamo importante rigenerare l’area dell’ex 189 — un obiettivo presente nei nostri programmi — ma siamo convinti che si potesse fare con costi ben inferiori ai 5 milioni previsti. Le nostre proposte alternative, purtroppo, non sono state prese in considerazione.

Non è vero che solo spendendo, e soprattutto spendendo così tanto, si realizzano i sogni.

Ci auguriamo che la maggioranza voglia fermarsi e rivedere il progetto, prendendo atto che Sassuolo resta una città fortemente indebitata. Non possiamo permetterci di compromettere per 29 anni la capacità di intervenire su manutenzioni e sostegno alle famiglie.

Sassuolo ha bisogno di un cambio di rotta: meno tasse, più sicurezza, più decoro urbano e una reale prospettiva di alleggerire la pressione fiscale.

Per queste ragioni ci siamo astenuti. Perché amministrare significa valutare tutte le alternative. E questa, a nostro avviso, non è una scelta da buon padre di famiglia, ma l’ennesima operazione di immagine fatta con i soldi dei cittadini.

Alessandro Lucenti (Fratelli d’Italia)

Ex 189 City Lab Sassuolo e Sassuolo Guarda Avanti: via il Palazzaccio, arrivano il Centro Antiviolenza, la Casa delle Associazioni e il Centro per le Famiglie

Ex 189 City Lab Sassuolo e Sassuolo Guarda Avanti: via il Palazzaccio, arrivano il Centro Antiviolenza, la Casa delle Associazioni e il Centro per le Famiglie

Il Consiglio Comunale di Sassuolo ha approvato ieri sera la variazione al bilancio di previsione 2026-2028, dando il via libera definitivo alle risorse necessarie per uno dei progetti più ambiziosi di questo mandato: la rigenerazione dell’area dell’ex 189.

Un impegno che l’Amministrazione aveva assunto con i cittadini e che oggi compie un passo decisivo. L’intervento complessivo supera i 5 milioni di euro di investimento, di cui 1.250.000 euro finanziati dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del bando regionale per la rigenerazione urbana. Il progetto è articolato in tre grandi macro-interventi integrati che interesseranno l’area ex 189, il Parco Amico e gli immobili comunali del Diamante.

Il primo e più significativo intervento prevede la demolizione completa dell’ex 189 e la realizzazione, nella parte nord dell’area, di un nuovo polo dei servizi sociali. Qui troveranno sede:

  • il Centro Antiviolenza TINA, con valenza distrettuale: un luogo finalmente dignitoso, ben visibile e riconoscibile, pensato per accogliere e supportare donne e famiglie in difficoltà. Uno spazio all’avanguardia costruito sulle esigenze reali delle donne e delle famiglie che in questi anni si sono rivolte al Centro Antiviolenza.
  • la Casa delle Associazioni, cuore del volontariato e del terzo settore, con sale per attività sociali e ricreative, spazi per il coworking e una caffetteria aperta sul fronte strada — un luogo vivo, frequentato durante tutta la giornata, non solo negli orari degli uffici.

Il secondo intervento riguarda il Centro per le Famiglie, che verrà trasferito dagli attuali spazi in affitto, portando ad un risparmio per il comune, agli immobili del Diamante, dove già hanno sede i servizi sociali del Comune. Il nuovo ingresso — pensato come una grande apertura teatrale verso il Parco Amico — rafforzerà le sinergie tra i servizi pubblici, migliorerà la sicurezza del lato sud del parco e offrirà nuovi spazi di accoglienza gratuiti e accessibili a tutti: famiglie, anziani, ragazzi, chiunque abbia bisogno di un luogo dove sostare e incontrarsi.

Il terzo intervento è dedicato alla riqualificazione paesaggistica del Parco Amico, con nuove dotazioni verdi, interventi di laminazione delle acque piovane a tutela dell’intero quartiere e una migliore distribuzione degli spazi per il gioco, il tempo libero e le manifestazioni.

Il progetto non si ferma qui. La delibera di indirizzo approvata dalla Giunta apre la porta anche a ulteriori trasformazioni nelle aree circostanti, compresa la possibile realizzazione di una nuova sede della Guardia di Finanza, a conferma di una visione complessiva di riqualificazione diffusa dell’intero comparto.

Quello che stiamo costruendo non è solo un nuovo edificio. È un pezzo di città migliore — più giusta, più sicura, più solidale. Un luogo per il nostro presente e per il futuro dei nostri figli.

Se la variazione di bilancio ha visto l’ opposizione sminuire l’ importanza di questo intervento, quattro Ordini del Giorno portati dai gruppi di maggioranza, invece, sono stati approvati all’unanimità.

Il primo chiede il rilancio della linea ferroviaria Modena-Sassuolo: il “Gigetto” non va dismesso ma trasformato in un sistema su ferro moderno, ad alta frequenza, degno di un distretto da 160.000 abitanti. Un ordine del giorno condiviso con i comuni che percorrono la linea ferroviaria e il comune di Modena per portare questa importante istanza di tutto il distretto.

Il secondo impegna il Sindaco e la Giunta ad agire concretamente per rendere più accessibili i prodotti igienici femminili e per l’infanzia: prezzi agevolati nelle Farmacie comunali, Tampon Box nelle scuole e negli spazi pubblici, campagne di sensibilizzazione. Un atto di giustizia sociale che affronta senza tabù un tema di salute pubblica.

Il Consiglio ha inoltre votato all’unanimità per la salvaguardia del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Sassuolo, presidio strategico per tutta l’area ceramica, e per avviare una sperimentazione delle strade scolastiche, con la chiusura temporanea al traffico davanti alle scuole negli orari di entrata e uscita.

City Lab

Claudio Casolari e Gabriele Bedini

Sassuolo Guarda Avanti

Matteo Dragonetti e Martina Desiante

Torna l’ora legale: potrebbe essere l’ultima volta

Torna l’ora legale: potrebbe essere l’ultima voltaNella notte tra il 28 e il 29 marzo 2026 le lancette andranno spostate avanti di 60 minuti: dalle 2:00 alle 3:00. Il cambio di orario ha lo scopo di ottimizzare l’utilizzo della luce naturale durante i mesi più caldi, riducendo di conseguenza i consumi di energia elettrica.
Questo regime orario resterà in vigore per sette mesi. Il ritorno all’ora solare è già fissato per l’ultima domenica di ottobre, ovvero nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026, quando le lancette andranno riportate indietro di un’ora.

La proposta di eliminare definitivamente il cambio tra ora solare e ora legale continua a tenere banco. La Camera dei Deputati ha infatti approvato un’indagine sulla possibilità di mantenere questo orario sempre.
L’ora legale consentirebbe un minor consumo di energia elettrica e dal punto di vista ambientale ridurrebbe le emissioni di CO₂.
Il dibattito resta aperto anche se la conclusione dell’indagine è prevista entro il 30 giugno 2026.

Pd Sassuolo in merito alla riqualificazione dell’ex 189 di via Circonvallazione

Pd Sassuolo in merito alla riqualificazione dell’ex 189 di via CirconvallazioneCosì una nota del Gruppo consiliare del Partito Democratico di Sassuolo:

“Per oltre trent’anni i cittadini di Sassuolo hanno visto sempre la stessa scena: l’ex 189 in via Circonvallazione, un mostro di cemento da 7.000 mq, simbolo di degrado, insicurezza e immobilismo. Un rudere inagibile che ha inghiottito promesse, soldi e occasioni. Ieri sera, in Consiglio Comunale, qualcuno ha deciso di voltare pagina. E qualcuno, ancora una volta, ha scelto di restare fermo: il Partito Democratico ha votato sì, mentre il centrodestra si è astenuto.

E diciamolo con chiarezza: su un passaggio così rilevante per la città, l’astensione non è neutralità, ma una forma di dissenso che evita di dichiararsi fino in fondo.

È l’ennesima occasione in cui il centrodestra volta le spalle a Braida e a Sassuolo.

Noi, invece, quella responsabilità ce la assumiamo.

Con il progetto di rigenerazione investiamo 5,97 milioni di euro per cancellare definitivamente il degrado e restituire dignità a un quartiere e a tutta la città. Non sulla carta, ma nella realtà: ruspe, cantieri, servizi concreti.

Si demolirà un rudere che da trent’anni rappresenta un problema, saranno costruiti spazi che servono davvero, il Centro Antiviolenza Tina, il Centro per le Famiglie, la Casa delle Associazioni; si riporterà sicurezza reale, fatta di presenza quotidiana, non di slogan.

Ma c’è di più, perché Braida non sarà più solo un quartiere che attende risposte, ma diventerà un modello nuovo di servizi, inclusione e rigenerazione urbana, che avrà un impatto positivo sulla vita quotidiana di famiglie, donne da proteggere, volontari che tengono insieme la comunità. È la differenza tra lasciare le cose come sono e scegliere di cambiarle davvero.

Un progetto sostenibile, che è riuscito a raccogliere 1,25 milioni di euro di finanziamenti dalla Regione Emilia-Romagna, nei confronti del quale rammarica constatare un centrodestra che, invece di indicare un’alternativa praticabile, sceglie di nascondersi dietro ai timori, suggerendo il più totale immobilismo.

Con questa decisione, l’Amministrazione e la maggioranza hanno scelto di investire sulla sicurezza autentica contro il degrado, creando spazi pubblici a vantaggio della comunità, dismettendo il pagamento di affitti, e scegliendo la lungimiranza, con un cronoprogramma chiaro e tempi certi: progettazione e gara nel corso del 2026, apertura dei cantieri nel 2027 e completamento dei lavori tra il 2928 e il 2029.

I sassolesi meritano il coraggio di chi sa decidere e prendersi le proprie responsabilità. Per troppo tempo la nostra comunità è stata amministrata da chi non sceglieva, con i risultati che tutti hanno potuto constatare”.

 

Lunedì 30 marzo webinar sulle opportunità del Servizio Civile Universale organizzato dal Centro per l’impiego di Sassuolo

Lunedì 30 marzo webinar sulle opportunità del Servizio Civile Universale organizzato dal Centro per l’impiego di SassuoloPresentare le opportunità offerte dal Servizio Civile Universale e orientare nella scelta dei progetti attivi sul territorio modenese. Sono questi gli obiettivi del webinar informativo promosso dall’Agenzia regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna che si terrà online lunedì 30 marzo alle 15.

L’incontro rappresenta un’occasione per approfondire contenuti, modalità di partecipazione e opportunità del Servizio Civile Universale, un’esperienza di impegno sociale e cittadinanza attiva con un’elevata valenza formativa che i giovani tra i 18 e i 28 anni possono vivere in enti non profit e istituzioni pubbliche.

Nel corso del webinar, organizzato in collaborazione con il Copresc – Coordinamento Provinciale degli Enti di Servizio Civile, verrà presentata una panoramica dei progetti attivi nella provincia di Modena, insieme alle indicazioni operative per candidarsi e accedere alle selezioni.

La partecipazione ai webinar è gratuita, previa iscrizione online a questo indirizzo  https://regioneer.it/SCivileMO26

La scadenza per candidarsi ai vari progetti è l’8 aprile.

Per informazioni:
Centro per l’impiego di Sassuolo –  impiego.sassuolo@regione.emilia-romagna.it

Chiusure programmate lunedì notte sulla A14

Sulla A14 Bologna-Taranto, nelle due notti di lunedì 30 e martedì 31 marzo, con orario 21:00-5:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Imola e Castel San Pietro, verso Bologna, per consentire lavori di manutenzione del cavalcavia di svincolo.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Imola, percorrere la viabilità ordinaria: via Selice, SP610, SP19, SS9 via Emilia, via Cova, via San Carlo e rientrare in A14 alla stazione di Castel San Pietro.

Per consentire lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale, dalle 21:00 di lunedì 30 alle 5:00 di martedì 31 marzo, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento con la A1 Milano-Napoli e l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio, verso Ancona/Padova. L’area di servizio “La Pioppa ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa con orario 20:00-5:00.

In alternativa, chi proviene da Milano ed è diretto verso Ancona/A13 Bologna-Padova, verso Padova, potrà proseguire sulla A1 Milano-Napoli verso Firenze, immettersi sul Raccordo di Casalecchio e poi sulla A14 verso Ancona, o sulla A13 Bologna-Padova in direzione di Padova. Chi è diretto verso Bologna, potrà uscire a Bologna Casalecchio.

Si precisa che la stazione di Bologna Borgo Panigale sarà chiusa in entrata verso Ancona e non sarà raggiungibile in uscita per chi proviene dalla A1 Milano-Napoli.

In alternativa, utilizzare la stazione di Valsamoggia, sulla A1 Milano-Napoli, di Bologna Casalecchio sul Raccordo di Casalecchio o di Bologna Arcoveggio sulla A13 Bologna-Padova.

RAMO VERDE: CHIUSO PER UNA NOTTE IL TRATTO SS9 VIA EMILIA-TANGENZIALE DI BOLOGNA VERSO LA TANGENZIALE

Sul Ramo Verde (Raccordo stazione Bologna Borgo Panigale-Tangenziale), per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 21:00 di lunedì 30 alle 5:00 di martedì 31 marzo, sarà chiuso il tratto compreso tra lo svincolo SS9 via Emilia e l’allacciamento con la Tangenziale di Bologna, in direzione di quest’ultima.

Di conseguenza, lo svincolo SS9 via Emilia sarà chiuso in entrata per chi proviene da Modena e da Bologna Centro ed è diretto verso la Tangenziale.

Lo svincolo di San Giovanni in Persiceto non sarà raggiungibile in uscita per chi proviene dalla stazione di Bologna Borgo Panigale (A14 Bologna-Taranto) e sarà chiuso in entrata verso la Tangenziale.

In alternativa alla chiusura del tratto, dopo l’uscita sulla SS9 via Emilia, percorrere la viabilità ordinaria: SS9 via Emilia e viale Alcide De Gasperi ed entrare in Tangenziale allo svincolo 2 Borgo Panigale.

Mezza Maratona d’Italia: stamane a Maranello inaugurato il Villaggio degli Atleti

Mezza Maratona d’Italia: stamane a Maranello inaugurato il Villaggio degli AtletiL’inaugurazione del Villaggio degli Atleti ha aperto ufficialmente questa mattina la tre giorni della Mezza Maratona d’Italia ‘Memorial Enzo Ferrari’.
Il piazzale presso il Museo, dove i primi iscritti stanno ritirando il pettorale e il pacco gara, ha iniziato ad animarsi in vista della manifestazione e sul palco si è tenuto il taglio del nastro con gli amministratori dei quattro Comuni coinvolti: Maranello, Fiorano, Formigine e Modena.
La partenza della prima gara, la Family Run non competitiva da 5 km, è prevista per domani, sabato 28 marzo, alle 15: si parte sempre nei pressi del Museo Ferrari.
Domenica 39 marzo la 21 e le 10 km partiranno invece, rispettivamente, alle 9:30 e alle 10:30.

Ieri sera la terza seduta dell’anno del Consiglio comunale di Formigine

Ieri sera la terza seduta dell’anno del Consiglio comunale di Formigine
immagine d’archivio

La terza seduta del 2026 del Consiglio comunale di Formigine ha aperto i lavori con la discussione e l’approvazione delle modifiche al regolamento comunale per l’assegnazione e gestione degli orti per anziani. Con questo aggiornamento del regolamento, l’Amministrazione comunale conferma la priorità della realizzazione e gestione degli orti come strumento per integrare le fasce più anziane della popolazione, in un’ottica di partecipazione, sicurezza e inclusività.

L’utilizzo di aree destinate a colture ortive, consente infatti di perseguire finalità sociali ricreative con attività all’aria aperta che prevedano anche lo scambio generazionale e la trasmissione di saperi in ambito ambientale. È quasi terminata la realizzazione degli orti nella località di Tabina, ed è obiettivo futuro dell’Amministrazione allargare questa esperienza in futuro anche ad altre località, una volta verificati, nei prossimi mesi, gli esiti di questa iniziativa su Magreta.  Il regolamento approvato ha introdotto alcune novità: prevedere la possibilità di ampliare le aree destinate a orti urbani, definire i criteri di assegnazione e le priorità per le aree interessate dagli ampliamenti del Villaggio degli orti, revisionare terminologia, procedure e adeguarsi alle normative vigenti.

Successivamente sono state votate tre delibere di natura urbanistica, con il secondo passaggio consiliare del Piano Urbanistico Generale, ovvero l’approvazione definitiva dopo la adozione già fatta in Consiglio comunale nel 2023: oltre al piano urbanistico vero e proprio, il consiglio ha approvato anche l’ “accordo territoriale fra la Provincia di Modena e il Comune di Formigine finalizzato alla condivisione degli obiettivi di sostenibilità e criteri insediativi per gli ambiti produttivi localizzati a sud del territorio comunale di Formigine”, nonché il nuovo regolamento edilizio comunale, che rappresenta lo strumento operativo che utilizzeranno cittadini, famiglie e imprese.

In chiusura dei lavori, il consiglio ha approvato una mozione dal titolo “Educazione alla cura dei beni comuni – risoluzione”, che impegna la Sindaca e la Giunta, tra le altre cose, a promuovere il progetto “Puliamo il mondo” di Legambiente, inserendolo nei progetti di riqualificazione scolastica, e a istituire un Tavolo di Progettazione Educativa sul tema.

Cultura, arte e musica a Fiorano Modenese

Cultura, arte e musica a Fiorano ModeneseIl fine settimana a Fiorano Modenese si arricchisce di arte, cultura e musica, grazie agli eventi organizzati dalle associazioni del territorio.

Sabato 28 marzo, alle ore 16, inaugura a Fiorano Modenese, la mostra personale di Ermanno Vecchi “Movimenti”, presso Casa delle Arti Vittorio Guastalla. Parte critica a cura di Tina de Falco. L’esposizione, a cura dell’associazione Arte e Cultura, resterà visitabile anche domenica 29 marzo e dal 4 al 6 aprile dalle 16 alle 19

Domenica 29 marzo, alle ore 17, presso il Centro Via Vittorio Veneto, in via Vittorio Veneto 94 a Fiorano, torna la rassegna “Incontri al Centro”, ospite Monica Iotti, nota influencer modenese, seguita sui social per i suoi contenuti dedicati allo stile. Monica Iotti dialogherà con Gian Carla Moscattini e presenterà il suo ultimo libro “L’eleganza è servita”, che raccoglie riflessioni sul modo di vivere con gusto, equilibrio ed armonia. Sarà poi a disposizione per il firma copie. La partecipazione è gratuita, fino ad esaurimento posti.

Sempre domenica alle 17, presso Villa Cuoghi, Saliha Sultan presenta il suo libro “La bambina di Kabul. Una storia vera“, per la rassegna “Il tè delle 5”. L’autrice verrà intervistata da Giovanna Ferrari, presentazione di Tina de Falco, letture di Laura Guerrino e Maria Giovannelli, con l’accompagnamento musicale di Giovanni Pietri. Al termine, seguirà il consueto rito del tè. Ingresso libero e gratuito. Evento a cura dell’associazione INArte.

In serata, alle 18, la Fonoteca Soneek Room di Casa Corsini, a Spezzano apre all’ascolto musicale condiviso e commentato, con “So Lonely, itinerario nel mondo della musica che ruota attorno al tema della solitudine, condotto da Bianca Giugni Leoni dell’associazione Lumen. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

CAM Edilizia 2025: a Sassuolo il seminario tecnico sui nuovi criteri ambientali minimi

CAM Edilizia 2025: a Sassuolo il seminario tecnico sui nuovi criteri ambientali minimi
Immagine d’archivio – Autore: Alan Tamburini

Si è svolto nella sede centrale di Confindustria Ceramica a Sassuolo il seminario tecnico di approfondimento dedicato ai nuovi CAM per l’edilizia 2025, entrati in vigore il 2 febbraio di quest’anno.

I CAM, criteri ambientali minimi definiti dal Ministero dell’Ambiente, rappresentano lo strumento con cui la Pubblica Amministrazione orienta gli appalti per la progettazione e realizzazione di edifici, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale delle opere lungo l’intero ciclo di vita. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto sul D.M. 24/11/2025, che ha aggiornato e sostituito i precedenti criteri, integrando anche il correttivo del 2024 e rafforzando il ruolo dei CAM nel quadro del Codice dei contratti pubblici.

Nel corso dei lavori è stato illustrato come il nuovo decreto sia il risultato di un impegno triennale che ha coinvolto amministrazioni pubbliche, associazioni di categoria – tra cui Confindustria Ceramica, che ha reso disponibili le nuove linee guida – e operatori del settore. Sono intervenuti rappresentanti istituzionali e tecnici, che hanno approfondito i diversi aspetti del nuovo impianto normativo e le sue ricadute applicative lungo tutta la filiera delle costruzioni.

Nel suo intervento, Sergio Saporetti, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha illustrato le principali innovazioni introdotte dal decreto, soffermandosi sull’impostazione generale dei nuovi CAM e sul loro inquadramento normativo. In particolare, è stato evidenziato come il decreto definisca in modo più chiaro il sistema dei criteri, articolato tra progettazione, affidamento ed esecuzione dei lavori, e come ciascun requisito sia accompagnato da specifiche modalità di verifica.

Un approfondimento sulla metodologia LCA (Life Cycle Assessment) e LCC (Life Cycle Costing) è stato invece curato da Caterina Gargari, esperto LCA, coord. gl UNI “Sostenibilità in edilizia”, che ha spiegato l’evoluzione degli strumenti di analisi del ciclo di vita degli edifici: i nuovi CAM introducono una metodologia semplificata, armonizzata a livello europeo, che rende tali strumenti parte integrante della valutazione di sostenibilità, considerando non solo gli impatti ambientali ma anche i costi lungo l’intera vita utile dell’opera.

Il tema dell’applicazione operativa dei requisiti CAM è stato affrontato da Riccardo Pascolo, del Centro Ceramico, che ha declinato le modalità di verifica dei criteri e il ruolo della documentazione tecnica nella dimostrazione della conformità. È stato sottolineato come la conformità ai CAM non possa essere autodichiarata, ma debba essere dimostrata attraverso evidenze oggettive, e come progettisti e direzione lavori abbiano un ruolo centrale nel controllo dei requisiti.

Un focus dedicato ai prodotti della filiera ceramica nei nuovi CAM è stato presentato da Alfonsina Di Fusco, di Confindustria Ceramica, che ha analizzato il posizionamento dei materiali ceramici all’interno del sistema dei criteri: i CAM intervengono su numerosi aspetti progettuali e tecnici nei quali prodotti come laterizi, piastrelle e sanitari sono direttamente coinvolti.

La sessione finale, dedicata a domande e confronto con i partecipanti, ha confermato il grande interesse verso le modalità applicative dei nuovi criteri e la necessità di strumenti chiari a supporto di progettisti, stazioni appaltanti e operatori del settore.

L’incontro si è concluso con un confronto sulle prospettive di applicazione dei nuovi criteri ambientali minimi, letti non solo come un obbligo normativo, ma anche e soprattutto come un’opportunità e uno strumento di orientamento e innovazione per il settore delle costruzioni, in grado di accompagnare l’evoluzione delle pratiche progettuali e produttive verso modelli più sostenibili.

Canale scolo acque via Ancora: in attesa dell’esito delle istanze inviate all’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e Protezione Civile

Canale scolo acque via Ancora: in attesa dell’esito delle istanze inviate all’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e Protezione CivileL’ultima interrogazione discussa nel Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Gian Francesco Menani, Lega, avente ad oggetto: “Canale di scolo acque in via Ancora”

“Premesso che – si legge nell’interrogazione – da via Ancora parte un canale che porta le acque meteoriche di gran parte del villaggio artigiano, a nord di Sassuolo, direttamente in Secchia; tale conduttura scaricava le acque a lato di via Ancora allagando la sede stradale in occasione di temporali anche di non forte intensità; Considerato che: si è venuta a creare una voragine profonda circa 20 metri in quanto l’argine del canale si è rotto forse conseguenza delle tane degli istrici ben presenti nella zona; si è venuta a creare una situazione di pericolo per chi dovesse inavvertitamente cadere dentro. lnterrogo il Sindaco e la Giunta per sapere se l’attuale amministrazione è a conoscenza e sta valutando il problema. Quali iniziative intendono mettere in campo Sindaco e giunta per risolvere il problema se si intende intervenire; se saranno messe in campo iniziative per mettere in sicurezza l’area; a quanto ammonterà la spesa dell’intervento”.

Ha risposto l’Assessore all’Ambiente Andrea Baccarani.

“In relazione all’interrogazione in oggetto si rappresenta all’interrogante che il franamento spondale del canale, peraltro già segnalato in precedenza per vie brevi dal Consigliere Bonettini, è noto all’Amministrazione la quale, tramite gli Uffici preposti, ha provveduto a inviare una prima opportuna comunicazione all’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e Protezione Civile al fine di segnalare il danno subìto dall’infrastruttura idraulica a seguito degli eventi meteorologici avversi occorsi nel giugno 2024 per l’inserimento in un piano di interventi urgenti di protezione civile. La proposta di intervento, che prevedeva il ripristino della sponda destra, la risagomatura del canale e la realizzazione di opere di rinforzo verso l’area di cava, non ha purtroppo ricevuto risposta positiva.

A seguito degli eventi meteorologici di giugno 2025, avendo l’Agenzia aperto una nuova ricognizione danni, è pertanto stato segnalato da parte degli Uffici preposti l’aggravamento della situazione di franamento.

Seppure, ad oggi, l’intervento non sia stato inserito nei piani di risanamento post eventi di giugno 2024 e giugno 2025, si rileva tuttavia come l’Agenzia abbia promosso ad inizio 2026 nuovi aggiornamenti sullo stato dei danni rilevati dai Comuni e non ancora inseriti nei piani di ricostruzione, in cui gli Uffici preposti hanno nuovamente inserito la necessità di intervento sul canale oggetto della presente interrogazione.

Restiamo pertanto in attesa dell’esito di tale nuova istanza.

Per quanto riguarda la messa in sicurezza dell’area, finalizzata in primo luogo a tutelare l’incolumità dei fruitori dei percorsi lungo il fiume Secchia, si rileva che nel luglio 2025 SGP ha provveduto a transennare lato via Ancora e lato Secchia l’accesso allo stradello che corre lungo il canale, con reti metalliche e idonea cartellonistica di segnalazione.

A seguito di successivo sopralluogo, avendo rilevato che le reti lato Secchia erano state rimosse da ignoti, le stesse sono state riposizionate.

La spesa dell’intervento ad oggi non può essere definita nel dettaglio, in quanto per stimare adeguatamente l’intervento occorre preventivamente valutare con gli Enti preposti gli aspetti idraulici, ambientali e paesaggistici.

Si ribadisce infine l’intenzione dell’Amministrazione di ripristinare l’officiosità idraulica del canale, ove possibile con accesso alle fonti di finanziamento sopra descritte destinate ad eventi metereologici eccezionali: lo stato dello smottamento è oggetto di monitoraggio da parte degli uffici preposti”.

 

Sede distaccata Unimore a Sassuolo? A rispondere a Vandelli (Gruppo Misto) è sempre il Sindaco Mesini

Sede distaccata Unimore a Sassuolo? A rispondere a Vandelli (Gruppo Misto) è sempre il Sindaco MesiniLa sesta interrogazione discussa nel consiglio di ieri sera era sempre a firma di Giuseppe Vandelli, Gruppo Misto, avente ad oggetto “Università a Sassuolo“.

“Nel corso della precedente consiliatura, l’amministrazione aveva avviato un interlocuzione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia per valutare il trasferimento di alcune facoltà di ingegneria dell’Ateneo in una sede distaccata in città; in data 26/4/24 a prot. 1968/2024 è pervenuta la richiesta pec ad oggetto “Richiesta spazi per attività universitarie nella città di Sassuolo” proveniente dall’allora Rettore di UNIMORE; con la Delibera di Giunta n.85 del 2024 il Comune di Sassuolo ha individuato alcune aree da mettere a disposizione degli studenti universitari con l’obbiettivo di adottare momentaneamente le Paggerie come sede provvisoria dell’.Ateneo per poi trasferirla in modo definitivo nell’ex macello di via Pia, una volta completata la ristrutturazione del medesimo. Considerato che: dopo l’insediamento della nuova amministrazione, la destinazione delle Paggerie è stata ridefinita attraverso il progetto “Paggerie Bene Comune”, mentre non si è più avuta notizia (ne via stampa, ne attraverso atti formali) di un proseguimento del dialogo con l’Università; il distaccamento di alcuni corsi del dipartimento di Ingegneria a Sassuolo costituirebbe una grande risorsa per la città, conferendogli il titolo di città universitaria e contribuendo all’avvicinamento di UNIMORE al distretto ceramico, nell’ottica di far incontrare domanda e offerta di lavoro per i giovani studenti che si interfaccerebbero direttamente col settore, attraverso corsi, stage, esperienze di tirocinio e formazione Si interrogano il Sindaco e la giunta per sapere: se sia ancora in atto un interlocuzione con UNI MORE per valutare il distaccamento di alcune facoltà di laurea in città; in caso affermativo, quali progetti si stanno definendo; in caso contrario, quali siano le motivazioni della cessazione del dialogo e se l’amministrazione sia intenzionata a riprenderlo”.

Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini

“In riferimento all’interrogazione in oggetto, si precisa innanzitutto che non è mai pervenuta alcuna richiesta da parte dell’Università di Modena e Reggio Emilia finalizzata al trasferimento della Facoltà di Ingegneria in una sede distaccata sul territorio comunale.

Diversamente, come indicato, risulta agli atti dell’Amministrazione – con regolare protocollo – una richiesta di disponibilità di spazi per lo svolgimento di attività universitarie, presentata dal precedente Rettore. L’Amministrazione comunale, attraverso la Giunta e il Sindaco, ha sempre mantenuto attivi e costruttivi i rapporti con l’Università di Modena e Reggio Emilia, sia nel corso del rettorato del professor Adolfo Porro, sia con l’attuale Magnifica Rettrice, Professoressa Rita Cucchiara. Come correttamente richiamato, le Giunte si esprimono attraverso gli atti: in tale direzione, è volontà dell’Amministrazione proseguire e rafforzare il percorso di collaborazione istituzionale già avviato. L’obiettivo è quello di costruire, già nei prossimi mesi, le condizioni per una collaborazione sempre più stretta e proficua con l’Università, sotto diversi profili. In particolare, si sta lavorando alla possibilità di mettere a disposizione spazi – anche all’interno delle Paggerie – per attività didattiche, di orientamento e ulteriori iniziative universitarie. Tale percorso si inserisce in una strategia più ampia volta a valorizzare la presenza dell’Università sul territorio, rafforzandone il radicamento nella città e promuovendone le attività a beneficio della comunità locale”.

QUESTO ARTICOLO E’ STATO CORRETTO IN DATA 3 APRILE 2026 POICHE’ RIPORTAVA ERRONEAMENTE IL NOME DI GIACOMO ANZICHE’ GIUSEPPE VANDELLI. CI SCUSIAMO PER L’ERRORE. 

Il Sindaco sull’interrogazione di Vandelli (Gruppo Misto) in merito alla Moschea di via Atene

Il Sindaco sull’interrogazione di Vandelli (Gruppo Misto) in merito alla Moschea di via AteneLa quinta interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Giacomo Vandelli, Gruppo Misto, avente ad oggetto “Moschea abusiva di Via Atene“.

“Premesso che – si legge nell’interrogazione – i locali di Via Atene 6, in cui è insediata l’associazione culturale islamica ‘AI-Huda’, non hanno una destinazione d’uso funzionale ad attività di culto; in data 27/10/2025 ho presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale, segnalando elementi che attesterebbero un uso improprio dei locali. Il giorno successivo ho protocollato una segnalazione formale via pec al Sindaco; all’interno della segnalazione era allegata la fotografia di un volantino, distribuito durante le Fiere d’Ottobre e privo di intestazione, nel quale si affermava la presenza di due moschee a Sassuolo, quando formalmente ne risulta una sola. Si segnalava inoltre l’esistenza, sul sito mawaqit.net, di una pagina riportante gli orari di preghiera riferiti al centro “AI-Huda”.

Considerato che: in risposta alla suddetta interrogazione, il Sindaco ha affermato che avrebbe provveduto ad effettuare i controlli necessari e, in caso di riscontro di irregolarità, avrebbe preso gli opportuni provvedimenti. Si interrogano il Sindaco e la giunta per sapere: quale esito abbiano avuto i controlli effettuati a seguito dell’interrogazione e della segnalazione formale presentata il 28/10/2025; se siano state riscontrate attività di culto all’interno del locale; nel caso sia stato rilevato l’abuso edilizio, quali provvedimenti si intende adottare; Considerato inoltre che: in un video diffuso il 23/11/2025 sulle pagine social del Sindaco, si fa esplicitamente riferimento ai locali di via Atene, divulgando filmati che ritraggono l’interno dell’immobile, sulla cui parete si vede visibilmente proiettatata a schermo la pagina di mawaqit.net relativa agli orari di culto; all’interno del filmato è il Sindaco stesso a riferirsi al locale chiamandolo “moschea”. Si interroga il Sindaco per sapere: se sia dunque consapevole del fatto che all’interno dei locali sopra citati si effettuino attività di culto; in caso affermativo, se non ritenga opportuno intervenire tramite la pubblicazione di un’ordinanza che ripristini la destinazione d’uso originale”.

Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini.

“A seguito della segnalazione prot. 50253 del 28/10/2025, il personale dello Sportello Unico Edilizia del Comune di Sassuolo, unitamente alla Polizia Locale, ha effettuato un sopralluogo in data 20 novembre 2025 presso l’immobile di Via Atene n. 6 . Dall’accertamento è emerso che lo stato legittimato dell’unità immobiliare è definito dalla pratica edilizia PE 2020/0518, che prevede due locali a uso magazzino, con destinazione urbanistica U9 (Attività commerciali all’ingrosso, magazzini e depositi connessi). I tecnici hanno riscontrato la presenza di manufatti in difformità rispetto allo stato autorizzato, nello specifico:

  • un’arcata in cartongesso con pilastri, prospicente l’ingresso;
  • pareti mobili in alluminio a circa metà altezza dei locali, prive di copertura;
  • un piano cottura collegato all’impianto gas.

Nei locali era altresì presente un esiguo numero di persone – oltre al legale rappresentante dell’associazione – alcune delle quali presumibilmente raccolte in preghiera. I locali risultavano arredati con materassini a terra e baldacchino, le difformità edilizie riscontrate sono state classificate come Manutenzione Straordinaria non autorizzata ai sensi della L.R. 15/2013.

In data 29 dicembre 2025, il Direttore del Settore II ha emesso la comunicazione di avvio del procedimento finalizzato all’adozione dei provvedimenti previsti dall’art. 16 bis della L.R. 23/2004 e ss.mm.ii. (Titolo SUE n. 2025/1022-ABU, Fascicolo Abuso 16/2025), notificata alla proprietà dell’immobile, Associazione di Cultura Al Huda, e al comodatario Amici della Comunità Islamica di Modena. Alle parti è stato concesso un termine di 30 giorni per la presentazione di memorie.

Con comunicazione prot. 3365 del 26 gennaio 2026, la proprietà – nella persona del legale rappresentante – ha dichiarato l’avvenuta conformazione dello stato dei luoghi, comunicando in particolare:

  • la demolizione dell’arcata decorativa in cartongesso prospiciente l’ingresso;
  • la demolizione di tutte le pareti mobili in alluminio;
  • la rimozione del piano cottura (dichiarato non funzionante per assenza di allacciamento alla rete gas).

A corredo della comunicazione è stata prodotta documentazione fotografica attestante la rimozione delle opere.

In data 4 febbraio 2026, il personale ha effettuato un sopralluogo di verifica del ripristino dichiarato, accertando quanto segue:

  • i manufatti abusivi (arcata in cartongesso, pareti mobili in alluminio e piano cottura) risultano rimossi, in conformità con quanto dichiarato dalla proprietà;

Sotto il profilo urbanistico-edilizio, le difformità strutturali oggetto del procedimento ex art. 16 bis L.R. 23/2004 risultano pertanto rimosse. La relazione di sopralluogo del 4 febbraio 2026 è stata protocollata con n. 0012969/2026 del 19/03/2026.

Il procedimento ex art. 16 bis L.R. 23/2004 si è pertanto concluso con il ripristino delle difformità edilizie contestate, ferma restando la vigilanza degli uffici competenti e della Polizia Locale sul corretto utilizzo dell’immobile in conformità alla destinazione urbanistica legittimata”.

QUESTO ARTICOLO E’ STATO CORRETTO IN DATA 3 APRILE 2026 POICHE’ RIPORTAVA ERRONEAMENTE IL NOME DI GIACOMO ANZICHE’ GIUSEPPE VANDELLI. CI SCUSIAMO PER L’ERRORE. 

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