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lunedì, 6 Aprile 2026
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Nuovi spazi dedicati ai giovani: Lenzotti risponde al Partito Democratico

Nuovi spazi dedicati ai giovani: Lenzotti risponde al Partito Democratico La quarta interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Paola Maffei, Pierluigi Roli e Marco Montanari Partito Democratico, avente ad oggetto “Sulla funzione culturale e sociale dei nuovi spazi pubblici dedicati ai giovani”.

“Nel mese di gennaio – si legge nell’interrogazione –  sono state inaugurate le Biblioteche Cionini, e lo spazio delle Paggerie, di prossima apertura, rappresenta un ulteriore intervento significativo nel disegno degli spazi pubblici della comunità; tali luoghi sono pensati con una particolare attenzione alle giovani generazioni, ma possono diventare anche spazi di incontro aperti all’intera comunità; la crescente difficoltà di relazione diretta e di confronto non mediato costituisce una delle questioni più evidenti del nostro tempo; Considerato che la cultura non si costruisce soltanto attraverso la programmazione di eventi, ma soprattutto nel campo, qui e ora, attraverso la presenza, il dialogo e il confronto diretto tra le persone; la comunicazione digitale e l’uso diffuso dei social hanno profondamente trasformato il modo di relazionarsi, spesso riducendo le occasioni di incontro reale e di scambio diretto; diventa quindi sempre più importante valorizzare luoghi pubblici capaci di favorire la partecipazione, il confronto e la costruzione di relazioni autentiche; Ritenuto che spazi come le Biblioteche Cionini e le Paggerie possano rappresentare non solo luoghi culturali, ma anche ambienti capaci di stimolare una partecipazione giovanile viva e consapevole;

tali spazi possano contribuire a motivare entusiasmo nelle nuove generazioni, valorizzando la curiosità, l’intuizione e la ricerca del nuovo; sia importante favorire percorsi che incoraggino i giovani a mettersi in gioco, sviluppando idee, progettualità e capacità di immaginare il proprio futuro; questo percorso debba essere aperto e inclusivo, non imprigionato in logiche di contrapposizione politica, ma orientato alla crescita personale, alla responsabilità civica e alla costruzione del futuro; Si chiede al Sindaco e alla Giunta come si intenda valorizzare questi nuovi spazi affinché diventino luoghi capaci di stimolare la partecipazione attiva dei giovani; quali iniziative e percorsi si immaginino per sostenere la curiosità, la creatività e la ricerca di nuove opportunità, anche in relazione alle prospettive di lavoro e di realizzazione personale delle nuove generazioni; in che modo si intenda favorire in questi luoghi un clima di apertura e confronto, capace di alimentare entusiasmo, fiducia e senso di comunità. Si ritiene infine che investire in luoghi di incontro reale, in cui i giovani possano confrontarsi, sperimentare idee e sviluppare il proprio potenziale, rappresenti un passo importante per costruire una comunità capace di guardare al futuro con responsabilità e fiducia”.

 

Ha risposto la Vicesindaco Serena Lenzotti.

“Questa interrogazione coglie un punto reale e importante. Va detto con chiarezza: oggi la sfida non è semplicemente riempire spazi, ma fare in modo che i cittadini possano migliorare la propria qualità della vita attraverso i servizi e i luoghi della città, riconoscendosi in essi e vivendoli come spazi di benessere. La Biblioteca Cionini rappresenta un servizio pubblico gratuito di grande valore per la comunità. Grazie anche ai recenti interventi di qualificazione, sta evolvendo sempre più in un luogo di riferimento culturale, dove la presentazione di autori riconosciuti a livello nazionale trova una sede naturale. Uno spazio accogliente e di qualità, dove è possibile approfondire, riscoprire e coltivare le proprie passioni. Le Paggerie, invece, rappresentano per Sassuolo un’opportunità nuova: non un luogo “per i giovani”, ma un luogo dei giovani. Ed è un cambiamento di prospettiva sostanziale. Le ricerche più recenti lo evidenziano con chiarezza.  Il Rapporto Giovani 2024 segnala una diffusa insoddisfazione rispetto all’attenzione delle istituzioni: oltre l’80% dei giovani la considera inadeguata. Allo stesso tempo, emerge un dato altrettanto significativo: quando ai giovani vengono offerti spazi reali e concrete possibilità di partecipazione, la risposta è presente ed è forte. Questa tematica, estremamente attuale, è al centro anche del confronto promosso dalla Regione Emilia-Romagna sulle politiche giovanili e sugli spazi culturali e i modelli territoriali, a conferma di quanto il tema sia oggi prioritario. C’è poi un ulteriore elemento che non possiamo ignorare: una crescente solitudine relazionale. Studi recenti descrivono una generazione sempre più connessa, ma anche sempre più sola, che sente il bisogno di tornare a incontrarsi realmente, non solo attraverso uno schermo. È quindi necessario che la politica sia all’altezza di questa domanda. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che questi spazi diventino luoghi in cui i giovani possano vivere, partecipare e contribuire attivamente al cambiamento della città. Per questo la direzione si articola su alcuni punti fondamentali. Primo: fiducia.  Significa aprire alla progettazione dal basso, lasciare margini di autonomia e accettare anche il rischio dell’errore. Secondo: dare concretezza alle idee.  Oggi esiste una direzione precisa anche a livello nazionale ed europeo: programmi sugli spazi civici di comunità, bandi ANCI, fondazioni bancarie e private stanno investendo sempre più nella rigenerazione di spazi attraverso progettualità under 35. È fondamentale intercettare queste opportunità e costruirle insieme ai giovani. Terzo: riconoscere che le forme di partecipazione sono cambiate.  I giovani oggi non cercano contenitori tradizionali, ma modalità più libere, orizzontali, ibride tra presenza fisica e dimensione digitale. Le Paggerie possono rappresentare una risposta concreta, ma solo se pensate come luoghi aperti, accessibili e dinamici: spazi in cui studiare, ma anche creare; in cui stare, ma anche progettare; in cui incontrarsi, ma anche immaginare il proprio futuro. Qui sta il punto politico: rispondere a un bisogno reale è già una scelta significativa, ma farlo riconoscendo un ruolo da protagonisti ai giovani lo è ancora di più. Perché costruire spazi di incontro oggi significa costruire i cittadini di domani. Per questo investire su questi luoghi non è un intervento culturale tra gli altri, ma una scelta strategica per il futuro della città: una città che non chiede ai giovani di adattarsi, ma li mette nelle condizioni di incidere davvero”.

L’Assessore all’Ambiente circa l’interrogazione di M5S sulle protezioni plastiche nelle piantumazioni urbane

L’Assessore all’Ambiente circa l’interrogazione di M5S sulle protezioni plastiche nelle piantumazioni urbane
immagine di repertorio

La terza interrogazione discussa nel Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Alberto Bonettini, Movimento 5 stelle, avente ad oggetto: “Manutenzione e rimozione dispositivi di protezione plastici nelle messa a dimora (piantumazioni) urbane di nuove piante”.

“Negli ultimi anni – si legge nell’interrogazione –  l’Amministrazione comunale ha incrementato significativamente gli interventi di messa a dimora di nuove alberature in diverse zone della città; in particolare, anche attraverso il progetto legato ai nuovi nati, sono stati realizzati piccoli boschi urbani, tra cui quelli situati lungo la circonvallazione di via Palestro e nell’area adiacente al Pala Paganelli; al momento della messa a dimora, le giovani piante vengono dotate di sistemi di irrigazione e di dispositivi di protezione in plastica alla base del fusto, al fine di tutelarle da danni causati da piccoli animali o dall’utilizzo di decespugliatori. Si interrogano Sindaco e Giunta per sapere: Se siano a conoscenza della situazione sopra descritta nelle aree indicate e, più in generale, nelle altre zone oggetto di recenti messa a dimora di nuove piante; se l’Amministrazione intenda procedere alla rimozione delle protezioni deteriorate attualmente presenti; se, per le future messe a dimora, sia possibile prevedere nei capitolati d’appalto specifiche clausole che impongano la rimozione delle protezioni dopo un determinato periodo; se si intenda valutare l’utilizzo di materiali biodegradabili o soluzioni alternative a minor impatto ambientale”.

 

Ha risposto l’Assessore all’Ambiente Andrea Baccarani.

“In merito all’interrogazione presentata dal Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle di Sassuolo inerente le attività di installazione e successiva rimozione dei dispositivi detti “shelter” alla base delle nuove piante, al fine di evitare la dispersione di microplastiche nel suolo e eventuali marciumi del fusto delle alberature, la presente per informare che l’installazione degli shelter alla base delle nuove alberature, da anni impiegati in agricoltura e in ambito forestale oltre che in contesti urbani, hanno la funzione di salvaguardare le piante ornamentali e le siepi. Generalmente in plastica riciclata, si presentano nella maggior parte dei casi in forma quadrata o circolare e vengono installate al fine di creare una barriera fisica tra la parte basale della pianta, una prima parte del fusto o all’occorrenza dell’intera pianta e il contesto circostante (esempio fenomeni atmosferici, animali, interventi di tipo meccanico).

Nelle due aree citate nell’interrogazione oggetto di piantumazione (polo scolastico e ex Goya), gli interventi sono stati svolti rispettivamente nel 2017 e tra il 2020 e il 2023, con la sostituzione degli esemplari non sopravvissuti tra il 2024 e 2025. In occasione dell’espletamento delle attività sono stati posizionati appositi shelter alla base delle piante, per le motivazioni anzidette, e dischi realizzati in fibra 100% naturale e biodegradabile con funzione di pacciamatura, al fine di ridurre notevolmente la germinazione e lo sviluppo delle infestanti e di limitare l’evaporazione e il consumo dell’acqua d’irrigazione durante la stagione estiva.

L’Amministrazione è conoscenza del fatto che i collari posti alla base delle nuove alberature, nel tempo, possano danneggiarsi o banalmente aprirsi, considerando che si tratta di elementi ad incastro: proprio per questo durante le attività di monitoraggio degli impianti di irrigazione, gli operatori in forza alla squadra Verde SGP tra le altre attività si occupano del recupero del materiale non più utilizzabile o eventualmente del loro riposizionamento. Si concorda con l’interrogante sul fatto che questa attività vada svolta in futuro con maggiore regolarità, per cui si stanno valutando alcune opzioni:

  • inserire negli appalti di prossima realizzazione una voce che contempli la rimozione delle protezioni installate mediamente nei 4/5 anni antecedenti (periodo di durabilità stimato dalle ditte produttrici del materiale). Questa modalità potrebbe essere prevista solo per le iniziative circoscritte all’interno di un’unica area verde, mentre per le restanti aree si renderebbe necessario l’intervento della squadra Verde in forza ad SGP o il personale volontario iscritto al registro del volontario singolo del Servizio Civico di Comunità;
  • impiegare materiale biodegradabile. Già in occasione dell’intervento di piantumazione previsto il 28 marzo p.v. c/o le aree verdi di via Berna si procederà infatti con l’installazione di shelter in cartoncino biodegradabile ad uso forestale (di cui si allega scheda). La durata di queste protezioni risulterà nettamente inferiore, stimata dalla ditta produttrice in massimo due anni in condizioni standard. Qualora l’appalto in essere avesse qualche risparmio, si valuterà l’acquisto di ulteriori stock in sostituzione del polipropilene per i parchi e le aree scolastiche già piantumate o oggetto di nuovo intervento;
  • evitare ove possibile lo svolgimento delle operazioni di finitura sul perimetro delle alberature, intervenendo solo con operazioni di taglio dell’erba tra un filare e l’altro o nelle aree prative. Questo accorgimento risulterà indispensabile in caso di rimozione dei collari, in quanto si concretizzerebbe il rischio di danneggiamento del colletto delle piante durante l’operazione meccanica, nucleo fondamentale per garantire nel tempo la sua salute e stabilità. Si tratterebbe di una operazione meno gradevole alla vista, ma migliorativa della qualità di vita dell’albero, permettendo di mantenere il terreno umido, fresco e protetto, riducendo l’evaporazione dell’acqua e proteggendo le radici dagli sbalzi termici, oltre che migliorando la struttura del terreno”.

 

L’Assessore Ferrari risponde all’interpellanza sull’Associazione TILT e Fratelli d’Italia replica

L’Assessore Ferrari risponde all’interpellanza sull’Associazione TILT e Fratelli d’Italia replicaLa seconda interrogazione discussa ieri nel Consiglio Comunale era a firma di Stefania Giavelli, Luca Caselli, Alessandro Lucenti e Anna Maria Anselmi di Fratelli d’Italia, avente ad oggetto: “INTERPELLANZA consiliare in merito alla concessione di contributo a TILT Associazione Giovanile APS e alla disciplina del conflitto di interessi”

“Tilt Associazione Giovanile APS è un’associazione culturale con sede in Fiorano – si legge nell’interrogazione – dal 29/10/2023 il ruolo di rappresentante legale di tale Associazione è stato conferito alla coniuge di un assessore facente parte dell’attuale Giunta comunale. Con delibera di giunta comunale nr. 158 del 5/9/24 è stato approvato un accordo con l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico per la gestione degli adempimenti conseguenti l’approvazione e finanziamento del progetto GAL2024 10^ edizione; con successiva determinazione nr 684 dell’11/11/2024, in esecuzione di quanto disposto nella delibera nr. 158, è stato deciso di concedere contributo da parte del Comune di Sassuolo di 1250,00 euro a favore della summenzionata Associazione e di impegnare tale somma sull’esercizio finanziario 2024. La determina è stata firmata dallo stesso dirigente di riferimento dell’Assessore di cui trattasi. Interpellano il Sindaco e la Giunta comunale affinché chiariscano: Se la concessione di contributo da parte del Comune di Sassuolo ad un ente riconducibile ad un assessore o suo congiunto non sia da considerarsi contraria ai principi che regolano il codice di comportamento degli amministratori pubblici; se prima o durante la seduta di giunta, l’Assessore di cui trattasi abbia informato Segretario Generale, Sindaco e componenti della Giunta del potenziale conflitto di interesse; se il Segretario Generale, il Sindaco e gli altri componenti della giunta, che hanno votato la già citata delibera, fossero a conoscenza della circostanza riportata al secondo punto in premessa; se si ritenga opportuno che un assessore, la cui coniuge è rappresentante legale dell’Associazione beneficiaria del contributo, partecipi alla seduta e alla votazione finalizzata all’approvazione del progetto finanziato; se si ritiene che, nella fattispecie, siano stati garantite imparzialità e trasparenza. Quali azioni intendano intraprendere Sindaco e Giunta in merito alla questione di cui alla presente interpellanza”.

Ha risposto l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Federico Ferrari

“Gentili consigliere e consiglieri, nel ringraziarvi per l’interpellanza e per la sensibilità mostrata sul tema, prima di procedere nella risposta puntuale, è necessario fare due premesse. La prima. La collaborazione fra TILT Associazione Giovanile APS e il Comune di Sassuolo non inizia con la nomina della Giunta Mesini, ma nell’anno 2017. Da un estratto conto effettuato dalla ragioneria del Comune, l’Associazione in questione ha realizzato diverse attività nel corso di questi nove anni, beneficiando di contributi pubblici per un ammontare di:

–         11.789,18€ dalla Giunta Pistoni tra il 2017 e il 2019

–         36.237,72€ dalla Giunta Menani tra il 2019 e il 2024

–         1.250€ dalla Giunta Mesini, oggetto dell’attuale interrogazione

La seconda, come funziona il progetto GAL – Generazione Legale. Il progetto, nato 11 anni fa e proseguito con continuità da allora, vede coinvolta l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico e i Comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Sassuolo. Capofila del progetto è il Comune di Maranello che si occupa di coordinare le attività degli altri Comuni aderenti, di ricevere e gestire i preventivi oltre alla redazione del bilancio generale del progetto. Il progetto è reso possibile ogni anno grazie a fondi messi a disposizione dai Comuni coinvolti e, in maggioranza, da quelli erogati tramite bando dalla Regione Emilia-Romagna.  La Regione Emilia-Romagna, in attuazione della L.R. 18/2016 (Testo Unico Legalità), finanzia annualmente progetti dei Comuni per la prevenzione del crimine organizzato e la promozione della cultura della legalità. Il bando rivolto agli Enti Locali per l’anno 2024, a cui fa riferimento la presente interpellanza, è stato approvato dalla Giunta regionale con delibera 877 del 20 Maggio 2024. Dalla delibera e dal bando si evince la data di scadenza entro cui presentare i progetti, fissata dalla Regione il 15 Giugno 2024.

I Comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Sassuolo ogni anno all’uscita del bando si ritrovano per definire quali sono le linee guida della progettualità GAL, raccogliere idee e preventivi da eventuali soggetti partner per poi procedere con la presentazione del bando. Sarebbe alquanto inusuale presentare un bando senza un confronto preliminare fra i Comuni e senza aver indicato all’interno dello stesso le azioni che si vogliono intraprendere. Il bando è stato presentato alla Regione Emilia-Romagna in data 13 Giugno 2024. All’interno del bando presentato dall’Unione dei Comuni alla Regione Emilia-Romagna sono elencati 18 partner progettuali con la specifica delle attività proposte, fra cui è presente l’Associazione TILT. Nell’Allegato 1 del bando, che dettaglia le proposte da svolgere in ogni Comune, nella parte progettuale proposta dalla Città di Sassuolo e quindi approvata dalla Giunta precedente, figurano:

–         il progetto AnimalGal dal costo di 1.500€

–         un laboratorio teatrale di cittadinanza attiva dal costo di 1.500€

–         una mostra fotografica allestita in contemporanea nei quattro comuni del Distretto ceramico dal costo di 1.250€.

La mostra fotografica dal costo di 1.250€ presente nell’elenco dei progetti da svolgersi nel Comune di Sassuolo e negli altri tre Comuni aderenti, è proposta dall’Associazione TILT.

Anche il rapporto fra TILT Associazione Giovanile APS e l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico sul progetto GAL – Generazione Legale non è iniziato con la nomina della Giunta Mesini, ma prosegue con continuità dal 2021 per la gestione di progetti educativi negli Istituti scolastici, la gestione del sito internet del GAL e altre attività tra cui, nel 2024, appunto la proposta di una mostra condivisa fra i quattro Comuni aderenti al progetto. Riassumendo, tutte le decisioni relative al bando 2024 sono precedenti all’insediamento dell’attuale Giunta compresa l’individuazione delle risorse all’interno del bilancio del Comune di Sassuolo. L’attuale Giunta è entrata infatti in carica il 1 Luglio 2024 e pertanto si tratta di un progetto approvato in toto dall’Amministrazione precedente.  Il dovere di astensione scatta quando sussiste un interesse “correlato a una specifica vicenda”. L’atto votato nella delibera 158 del 05/09/2024 ha avuto il fine di approvare uno schema di accordo istituzionale tra l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico e i Comuni di Maranello, Formigine, Fiorano Modenese e Sassuolo per la gestione degli adempimenti conseguenti all’approvazione e al finanziamento del progetto GAL – Generazione Legale, pertanto uno schema di collaborazione fra gli Enti locali. In tale atto non compare alcuna menzione dell’Associazione TILT, né avrebbe potuto esserci, trattandosi di un accordo di natura istituzionale. Non sussisteva, pertanto, alcun obbligo formale di astensione, poiché l’oggetto del voto era il rapporto tra il Comune di Sassuolo, l’Unione Distretto Ceramico e i Comuni limitrofi. Pertanto è stata rispettata la normativa vigente in materia, oltre che garantita la prosecuzione di un servizio senza alcuna interferenza tra ruolo politico e attività associative di congiunti, peraltro note a Sindaco, Giunta e Segretario Generale.

È oggettivamente logico come la determina dirigenziale che ha affidato la quota spettante al Comune al Sassuolo per il co-finanziamento della mostra sia datata Novembre 2024, ovvero dopo la ratifica della vittoria del bando e il conseguente finanziamento del progetto da parte della Regione Emilia-Romagna. Questo non sancisce favoritismi verso una determinata associazione o conflittualità, né scelte di discrezionalità, ma il mero funzionamento della macchina amministrativa che prosegue la programmazione già avviata e approvata dalla Giunta comunale precedente in fase di presentazione del progetto.  In conclusione e per dovere di cronaca preme segnalare come, per l’anno 2025, nonostante l’idea di realizzare una mostra unitaria fra i quattro Comuni del Distretto e il suo successo, si è deciso di  non affidare alla stessa Associazione l’organizzazione della mostra per l’anno 2025. A Sassuolo la mostra “Gli Invisibili” sui magistrati uccisi dalla criminalità organizzata, è stata inaugurata pochi giorni fa alla presenza di Lucia Borsellino, figlia di Paolo. Invito i consiglieri e tutti coloro che non l’hanno ancora visitata a passare nella rinnovata Biblioteca Cionini per poterla apprezzare.

Così il gruppo consiliare Fratelli d’Italia il quale giudica la risposta non esaustiva, quindi insoddisfacente:

“Evidenziamo subito un fatto francamente anomalo: nel giro di poche ore dal deposito della nostra interpellanza, è comparsa la risposta dell’Amministrazione su una testata giornalistica online.

Come avete notato, non vi è stata replica da parte nostra perché riteniamo che il dibattito in prima battuta debba avvenire nelle sedi istituzionali, non sui giornali. Altrimenti il Consiglio comunale ne esce esautorato.

Ma andiamo all’oggetto di dibattito: il contributo e l’associazione beneficiaria.

Anche la precedente Amministrazione ha concesso contributi alla stessa realtà, ma nell’associazione non vi erano componenti di maggioranza o loro parenti.

Infatti non stiamo parlando di un soggetto qualunque.

Parliamo, guarda caso, di un’associazione notoriamente vicina all’attuale maggioranza:
ne faceva parte l’assessore Ferrari con ruolo di presidente, da cui si è dimesso, ma, guarda caso, ne è diventata presidente e rappresentante legale la moglie.

Ma non è tutto, guarda caso, nell’atto costitutivo tra i fondatori di TILT figurano esponenti dell’attuale maggioranza: un consigliere e perfino lo stesso Sindaco.

Ora, senza entrate in troppi tecnicismi e riassumendo rapidamente la vicenda i fatti sono questi: si è tenuta una seduta di giunta a cui l’assessore Ferrari ha presenziato, ha partecipato alla votazione e con la quale si è data adesione al progetto GAL. Conseguentemente alla delibera, con determina della dirigente di riferimento dello stesso assessore è stato stanziato il contributo da parte del Comune di Sassuolo a favore TILT.

Negare il nesso significa negare l’evidenza, tanto più che la stessa determina richiama esplicitamente la delibera.

Quindi: un assessore partecipa alla seduta di Giunta e vota un provvedimento che poi porta a un contributo a favore di un’associazione in cui la coniuge è presidente e rappresentante legale.

Avete detto: “Il rapporto tra TILT e l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico su GAL è iniziato, su questo specifico progetto, nel 2021.”

perciò voi stessi ammettete che tra l’Associazione e vari Comuni del Distretto intercorrono rapporti da diversi anni e proprio sul progetto GAL.

Poi in un passaggio successivo: “In tale atto (e qui vi state riferendo alla delibera di giunta) non compare alcuna menzione dell’Associazione TILT.

Ma noi nell’interpellanza non abbiamo detto il contrario.

Tuttavia, il fatto che il progetto GAL sia annuale e che in passato abbia previsto contributi – anche da altri Comuni – alla medesima associazione è molto significativo. Perché fa capire che vi fossero le basi per il contributo ed erano note; era nota la possibile connessione tra GAL e contributi a TILT.

Sicuramente dei contributi passati era al corrente l’assessore: prendiamo ad esempio la delibera 782 di Maranello del 2021 dove si legge che nella 7° edizione GAL fu programmato l’evento denominato “Storie di Legalità – Federico Ferrari Associazione TILT dialoga con Alessandro Gallo”. E sempre in quel progetto l’associazione curò il sito web del progetto GAL.

Detto ciò, l’assessore avrebbe dovuto informare gli altri componenti della Giunta e la segretaria generale e, prudentemente, non avrebbe dovuto prendere parte alla seduta di giunta e ancora meno votare.

Quanto all’importo stanziato dal Comune di Sassuolo: si tratta di 1.250 euro. Il finanziamento totale era di 5000 euro, suddiviso sui 4 Comuni.
Ma il punto non è la cifra in sé. Non si tratta di mera contabilità, ma di principio.
Che siano 2 euro o 60.000 euro, la questione non cambia.

Al di là della valutazione tecnica della vicenda, vi è una certezza politica: la scelta di presenziare e votare è stata inopportuna e quando si amministra la cosa pubblica, l’inopportunità non è un dettaglio, è una responsabilità. Le risorse pubbliche devono sempre essere gestite nel rispetto della legalità, dell’equità e della neutralità e sempre nell’interesse del Comune e dei cittadini.

Sarebbe pertanto più che opportuno che il Segretario Generale svolgesse le opportune verifiche sulla vicenda.

Secondo la sentenza del Consiglio di Stato 5423/2020 la regola generale è che l’amministratore debba astenersi al minimo sentore di conflitto di interessi, reale o potenziale che sia.

Da parte nostra riteniamo che siano venute meno trasparenza e imparzialità e che vi sia stato conflitto di interessi.

Per questo motivo, il gruppo consiliare Fratelli d’Italia auspica le dimissioni dell’assessore Ferrari.

La risposta non è stata esaustiva, quindi insoddisfacente”.

Lunedì notte sulla A1 chiuso il tratto Reggio e Terre di Canossa, verso Milano

Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di pavimentazione, dalle 21:00 di lunedì 30 alle 5:00 di martedì 31 marzo, sarà chiuso il tratto compreso tra Reggio Emilia e Terre di Canossa Campegine, verso Milano.

L’area di parcheggio “Crostolo est”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa dalle ore 19:00 di lunedì 30 alle 5:00 di martedì 31 marzo.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Reggio Emilia, percorrere la viabilità ordinaria: viale dei Trattati di Roma, SS722, viale Martiri Piazza Tienanmen, SS9 via Emilia, via Bertona, SP111 e rientrare in A1 alla stazione di Terre di Canossa Campegine.

 

Maranello: gli Alpini donano uova di Pasqua agli ospiti di Villa Estense

Maranello: gli Alpini donano uova di Pasqua agli ospiti di Villa EstenseIeri mattina gli ospiti e gli operatori della Casa residenza anziani Villa Estense hanno ricevuto in dono uova di cioccolata dal Gruppo Alpini di Maranello, come augurio di ‘Buona Pasqua’. Gli Alpini hanno voluto consegnare le uova di persona, accompagnati dal sindaco Luigi Zironi e dall’assessore al welfare Davide Nostrini.

Al Gruppo Alpini di Maranello un ‘Grazie’ sincero da parte dell’Amministrazione e di tutti i cittadini, per un gesto apprezzatissimo dai nostri nonni e da tutto il personale che ogni giorno si prende cura di loro.

Sindaco e Giunta di Maranello incontrano i cittadini di Torre Maina

Sindaco e Giunta di Maranello incontrano i cittadini di Torre MainaIl sindaco e gli assessori della giunta comunale incontrano i cittadini. Gli incontri di quartiere sono occasioni per confrontarsi sui temi più significativi per la vita del capoluogo e delle località, momenti di dialogo e confronto tra l’amministrazione comunale e la comunità.

L’appuntamento è per lunedì 30 marzo ore 20.30 presso la Sala Parrocchiale, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, Via Vandelli 563.

“Vicenda ammanco presso la Fondazione di Modena”: il Sindaco di Sassuolo risponde a Capezzera (FI)

“Vicenda ammanco presso la Fondazione di Modena”: il Sindaco di Sassuolo risponde a Capezzera (FI)La prima delle sette interrogazioni discusse nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Davide Capezzera, Forza Italia, avente ad oggetto: “Vicenda ammanco presso la Fondazione di Modena”.

“Premesso che lo scorso ottobre è emersa una grave vicenda relativa all’ammanco di oltre un milione di euro all’interno della Fondazione di Modena, riconducibile ad una prolungata attività interna di distrazione di fondi; si interroga Sindaco e Giunta per sapere: quando l’Amministrazione comunale sia stata formalmente informata della vicenda dell’ammanco presso la Fondazione di Modena e delle sue dimensioni complessive; se il Comune abbia richiesto o intenda richiedere chiarimenti formali alla Fondazione circa: la ricostruzione minuziosa dell’attività truffaldina; le falle riscontrate nei sistemi di controllo e di vigilanza; le azioni correttive adottate o in corso di adozione; le ricadute eventuali sulle prossime erogazioni di contributi alle realtà del territorio. Se l’Amministrazione comunale ritenga opportuno sollecitare, per il tramite dei propri canali istituzionali, un rafforzamento dei presidi di controllo interno. Quali azioni politiche e istituzionali l’Amministrazione intenda intraprendere affinchè siano accertate le responsabilità laddove emergano carenze nei controlli, nel rispetto dell’autonomia della Fondazione ma a tutela dell’interesse pubblico del territorio sassolese”.

Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini:

“In riferimento all’interrogazione in oggetto premetto che  il Comune di Sassuolo non partecipa alla Fondazione, ma ha in essa soltanto il  diritto di designazione  di un rappresentante nel Consiglio di indirizzo (art. 8 dello Statuto della Fondazione), che è l’organo collegiale della Fondazione composto dal Presidente e da 19 membri.

Per quanto riguarda l’interrogazione, il Presidente di Fondazione Modena mi ha comunicato e tenuto al corrente su questa vicenda di assoluta gravità; e sono stato aggiornato in questi mesi dei passi successivi che sono stati compiuti.

Il fatto in questione è oggetto dei doverosi approfondimenti che sono tutt’ora in corso da parte della Magistratura tramite l’indagine condotta dalla Guardia di Finanza. Per tale motivo non sono stati richiesti chiarimenti formali alla Fondazione, dato che sarà l’inchiesta della Magistratura, una volta terminata, a attribuire le eventuali responsabilità di natura penale.

Nello specifico preciso che la Fondazione ha riferito di aver già avviato le azioni necessarie per il recupero delle somme e di aver avviato un percorso di rafforzamento dei presidi di verifica con l’obiettivo di consolidare ulteriormente i sistemi di prevenzione e monitoraggio .

Per tale motivo non sono state comunicate pubblicamente ricadute sulle prossime erogazioni e sui bandi”.

Congiuntura imprese artigiane in Emilia-Romagna nel 2025

Congiuntura imprese artigiane in Emilia-Romagna nel 2025Nel 2025 le imprese artigiane attive nella manifattura in Emilia-Romagna hanno contenuto progressivamente la recessione. Dal -5% del 2024, nel 2025 la produzione ha rallentato del -1,1%, il fatturato del -1,4%, gli ordini del -0,9%. Segnali positivi dai mercati esteri con il fatturato aumentato del +2,2% e gli ordini del +1,2%. È proseguita la diminuzione del numero delle imprese: -775 imprese (-3,2%), la riduzione maggiore degli ultimi dieci anni. Scendono soprattutto le imprese della moda (-250 imprese, -6,5%) e quelle della metallurgia e delle lavorazioni metalliche (-213 unità, -3,4%). Nelle imprese artigiane di costruzioni il volume d’affari è diminuito del -1,4%, la metà del 2024.

È quanto risulta dalla congiuntura dell’artigianato nel 2025 di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.

L’artigianato nell’industria: produzione, fatturato e ordini

Il 2025 ha visto un progressivo contenimento della recessione, fino a fare registrare nell’ultimo trimestre un’inversione di tendenza in positivo e la ripresa della crescita.

L’anno si è chiuso, comunque, con un nuovo calo della produzione dell’artigianato manifatturiero regionale (-1,1%), ma decisamente più contenuto di quello subito nell’anno precedente quando era stata del 5%. Si tratta di un risultato solo leggermente più pesante di quello riferito al complesso dell’industria regionale, che ha subito un calo della produzione dello 0,7%.

Anche l’andamento del fatturato (-1,4%) è risultato decisamente più contenuto rispetto a quello del 2024 (quando era stato -4,8%), grazie anche alla ripresa di un andamento positivo del fatturato estero che ha messo a segno un buon recupero (+2,2%).

Gli ordini complessivi hanno limitato la flessione a -0,9%, ma quelli dall’estero sono aumentati del +1,2%.

Il registro delle imprese

A fine 2025 le imprese artigiane attive dell’industria ammontavano a 23.733. Nel corso dell’anno hanno subito la più ampia flessione tendenziale degli ultimi dieci anni pari a una perdita di 775 imprese (-3,2%).

La riduzione della base imprenditoriale artigianale è stata più rapida di quella del complesso delle imprese dell’industria in senso stretto regionale (-2,1%), che ha registrato una perdita di 871 imprese.

I settori

La riduzione della base imprenditoriale è stata determinata, soprattutto, da due settori.

In primo luogo, dall’ampia e rapida caduta nel settore della moda (-250 imprese, -6,5%), ridottosi a 3.589 unità, ovvero al 15,1% della base imprenditoriale artigiana dell’industria in senso stretto regionale.

Altrettanto consistente, ma meno rapida, la diminuzione delle imprese della metallurgia e delle lavorazioni metalliche (-213 unità, -3,4%), che con 6.012 imprese, pari al 25,3% del totale, si conferma ancora il più ampio settore artigiano dell’industria regionale e nel quale si concentra un’ampia rete di subfornitura.

Alla riduzione della base imprenditoriale hanno dato un contributo minore, ma rilevante, la contrazione delle imprese nell’“altra manifattura” (84 unità, -2,6%), l’industria del legno e del mobile (-78 imprese, -3,5%), e l’industria alimentare e delle bevande (-73 imprese, -2,6%). Si è ridotta, pure se con valori assoluti contenuti (-20 unità, -2,7%), anche la consistenza delle imprese artigiane nelle industrie della ceramica, del vetro e dei materiali per l’edilizia.

Ha relativamente tenuto la base imprenditoriale della “meccanica, elettricità ed elettronica e dei mezzi di trasporto” (-53 unità, -1%), composto 5.094 imprese, pari al 21,5% delle imprese artigiane dell’industria regionale.

La forma giuridica

Le società di capitale sono rimaste sostanzialmente invariate (+0,1%, +3 imprese), e rappresentano il 18,8% delle imprese attive artigiane dell’industria in senso stretto.

In diminuzione le società di persone (-308 imprese, -5,3%) che sono ora il 23,4% del totale, ma soprattutto le ditte individuali (-468 unità, -3,3%), che sono il 57,8% del totale.

Sostanzialmente stabili le altre forme societarie come cooperative e consorzi.

 

L’artigianato delle costruzioni

Nel 2025 il volume d’affari a prezzi correnti dell’artigianato delle costruzioni è diminuito del -1,4%, flessione dimezzata rispetto all’anno precedente, ma peggiore rispetto al -0,7% del volume d’affari complessivo in regione delle costruzioni nel 2025 (positivamente influenzato dal +1,2% realizzato dalle imprese con più di 50 addetti).

Alla fine del 2025 la consistenza delle imprese attive artigiane, che costituiscono l’effettiva base imprenditoriale, nelle costruzioni è scesa a 47.370 unità, con una diminuzione di 1.669 imprese. La flessione è stata del -3,4%, peggiore di quella del complesso delle imprese dell’industria delle costruzioni regionale (-2,4%) e dell’artigianato delle costruzioni dell’intero territorio nazionale (-2%).

La riduzione della base imprenditoriale è derivata dalla consistente flessione delle imprese operanti nei lavori di costruzione specializzati (-1.361 unità, -3,2%), settore che era stato in precedenza favorito dalle misure di sostegno statali e che è costituito ora da 41.110 imprese, per lo più di piccola dimensione, che operano in gran parte in sub appalto. Ma la contrazione delle attive nella costruzione di edifici è stata anche più rapida (-284 unità, -4,5%), tanto che sono scese a 6.070 unità. Il piccolo gruppo delle imprese di ingegneria civile (190 imprese) ha subito una fortissima riduzione (-24 unità, -11,2%).

Se le società di capitali hanno continuato a crescere molto rapidamente (+5,9%, +350 unità), la flessione della base imprenditoriale artigiana si è tradotta, soprattutto, in una nuova e consistente riduzione delle ditte individuali (-1.801 unità, -4,5%), che con 37.868 imprese, pari a circa l’80% del totale, costituiscono sempre la base portante del settore. Netta la riduzione anche delle società di persone (-4%, -163 imprese). Anche il piccolo gruppo delle cooperative e consorzi non si è sottratto alla tendenza negativa (-5,1%, -8 imprese) e ora rappresenta solo lo 0,3% del settore.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 28 marzo 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, sabato 28 marzo 2026Sereno o poco nuvoloso con addensamenti pomeridiani sui rilievi centro-occidentali ad evoluzione diurna. Assenza di precipitazioni.

Temperature minime in lieve locale diminuzione, comprese tra 2 e 6 gradi ma con valori anche intorno allo zero nelle aree extraurbane. Massime in aumento con valori tra 16 e 17 gradi in pianura, lievemente inferiori sulla costa riminese. Venti deboli, in prevalenza dai quadranti occidentali. tendenti a divenire deboli variabili. Mare poco mosso, localmente mosso al largo ma con moto ondoso in attenuazione.

(Arpae)

Caro carburante, Federconsumatori: la situazione nel modenese

Caro carburante, Federconsumatori: la situazione nel modeneseNella mattinata il distributore più economico si registrava a Modena, strada per Campogalliano, con 1,925 euro per litro di gasolio self. A poca distanza, con 1,928, due pompe di Pavullo e una di Castelfranco. Nei Comuni di Carpi e Mirandola nessun distributore ha un prezzo del gasolio self inferiore ai 2 euro (1,999 compreso). Detto che solo il 14% dei distributori modenesi ha questa condizione, i prezzi peggiori si registrano in Appennino, con Sestola e Frassinoro a 2,199 euro per litro di gasolio self.

Singolare il record di Formigine nel servito, con un distributore a 2,459. Il distributore di Vignola che aveva portato a 3 euro il prezzo del diesel e della benzina self è sceso a 2 euro. Rispetto alla benzina anche qui Pavullo fa meglio degli altri, con due distributori in testa con 1,638 euro al litro; a seguire un distributore modenese, in via Ovidio, con 1,649 euro. Il peggio nella benzina in un distributore di via Bonacini a Modena, dove un litro costa 1,979 euro, ad un passo dai 2 euro al litro. A seguire Fontanaluccia di Frassinoro, con 1,909 e Soliera, con 1,899 euro al litro. Il differenziale per un pieno, tra il più caro ed il più economico distributore della provincia, è di 14 euro per il gasoli e 17 euro per la benzina.

(Federconsumatori provincia di Modena APS)

Concessioni balneari, oggi in Regione l’incontro con Comuni della Costa, associazioni di categoria, sindacati e associazioni dei consumatori

Concessioni balneari, oggi in Regione l’incontro con Comuni della Costa, associazioni di categoria, sindacati e associazioni dei consumatori“Piena disponibilità a collaborare, nella convinzione che i bandi sulle concessioni demaniali debbano essere condivisi e non calati dall’alto”. È la posizione emersa oggi in Regione nel corso dell’incontro convocato dall’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni, con i rappresentanti dei Comuni costieri, delle associazioni di categoria, dei sindacati e dei componenti dei comitati balneari del sistema balneare emiliano-romagnolo, per fare il punto sull’applicazione della direttiva Bolkestein e sull’avvio delle procedure di evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime.

Obiettivo condiviso tra tutti i soggetti coinvolti è garantire un percorso ordinato nell’applicazione delle nuove procedure, evitando incertezze e frammentazioni e assicurando regole chiare, nel rispetto delle diverse realtà territoriali. L’incontro si inserisce nel lavoro portato avanti dalla Regione Emilia-Romagna che nei mesi scorsi ha avviato un percorso con Comuni, associazioni di categoria, sindacati e operatori del settore, per definire linee guida condivise e favorire un’applicazione omogenea delle future procedure su tutto il territorio regionale.

Un lavoro articolato e complesso a fronte di un quadro normativo nazionale ancora incompleto. In particolare, restano aperti due nodi fondamentali: da un lato la mancata approvazione del decreto sugli indennizzi previsto dalla normativa statale, dall’altro l’assenza del bando-tipo nazionale per l’affidamento delle concessioni, previsto dal decreto-legge dell’11 marzo 2026 e atteso come strumento operativo per Comuni e stazioni appaltanti.

“Avremmo auspicato- afferma l’assessora Frisoni- che il confronto di oggi potesse avvenire sulla base della bozza di bando-tipo annunciata, così da contribuire concretamente alla sua definizione portando le osservazioni del sistema balneare emiliano-romagnolo. Ma, a pochi giorni dalla scadenza fissata dal Governo per il passaggio in Conferenza unificata, da Roma non è arrivato alcun confronto né è stata convocata una riunione con le Regioni su un tema così rilevante per il turismo. Alla luce dell’incertezza che permane e delle esigenze di enti locali, imprese, lavoratrici e lavoratori, come Regione scriveremo formalmente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per conoscere tempi e modalità del confronto sul bando-tipo, ribadendo la nostra piena disponibilità a collaborare. Ma sia chiaro, non accetteremo bandi calati dall’alto che non tengano conto delle specificità del nostro sistema balneare, che rappresenta una parte consistente delle presenze turistiche balneari italiane”.

L’assessora sottolinea inoltre la necessità di preservare il livello qualitativo dell’offerta turistica: “In un contesto internazionale complesso, l’Italia non può permettersi di mettere a rischio la continuità e la qualità dei servizi sulle proprie spiagge. È fondamentale costruire procedure che garantiscano una gestione ordinata delle evidenze pubbliche, evitando interruzioni o riduzioni dei servizi per cittadini e turisti”.

La Regione Emilia-Romagna proseguirà quindi il confronto con tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di accompagnare una transizione equilibrata verso le nuove procedure, tutelando imprese, operatrici, operatori e competitività del sistema turistico costiero.

Ceramics of Italy porta nuove soluzioni applicative, collezioni e un ricco programma a Coverings 2026

Ceramics of Italy porta nuove soluzioni applicative, collezioni e un ricco programma a Coverings 2026Ceramics of Italy torna al Las Vegas Convention Center, Nevada, per Coverings 2026 – la più grande fiera internazionale di superfici ceramiche e pietre naturali del Nord America – che si terrà dal 30 marzo al 2 aprile 2026.

Giunta alla sua 36ª edizione, Coverings riunisce la comunità globale del settore per quattro giorni di scoperta, dialogo e ispirazione progettuale, confermandosi un appuntamento fondamentale per architetti, professionisti del design, distributori, sviluppatori immobiliari e progettisti alla ricerca di soluzioni avanzate per le superfici. Organizzato da Confindustria Ceramica, il Padiglione Italiano nella North Hall ospita oltre 50 marchi ceramici italiani, offrendo una visione completa di come la ceramica e il gres porcellanato italiani continuino a spingersi oltre i confini, coniugando estetica, prestazioni, applicazioni e produzione responsabile. Il cuore del padiglione, lo stand Ceramics of Italy (#1345), progettato dallo studio internazionale di architettura HDR, presenta ancora una volta straordinarie collezioni di piastrelle italiane e funge da hub di interazione e socializzazione professionale.

Caratterizzato da un ambiente aperto che favorisce conversazione e connessione, lo stand rappresenta un punto accogliente dove incontrarsi, concedersi una pausa, fare networking e ricaricarsi gustando espresso e pasticceria italiana. I brand che hanno offerto prodotti per l’allestimento, tra cui Appiani, Ceramica Vogue, Cotto d’Este, La Fabbrica, Lea Ceramiche, Mirage, Naxos e Fila Surface Care Solutions, dimostrano le ampie possibilità applicative della ceramica italiana in spazi residenziali, commerciali e pubblici. Lo stand Ceramics of Italy è inoltre punto informativo per annunci relativi a nuove campagne e iniziative, tra cui la nuova campagna di brand “The Fine Art of Living”, insieme a iniziative consolidate come Destination: Cersaie, il programma esclusivo di Ceramics of Italy che invita i professionisti nordamericani a candidarsi per partecipare a CERSAIE, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, in programma a Bologna dal 21 al 25 settembre 2026.

All’interno del Padiglione Italiano, gli espositori mostrano come le superfici ceramiche e in gres porcellanato continuino a evolversi in risposta alle nuove esigenze progettuali, offrendo un’ampia gamma di soluzioni applicative innovative e versatili. Dai sofisticati sistemi di drenaggio e piatti doccia rimovibili, ai nuovi piani a induzione integrati senza soluzione di continuità nei piani cucina in gres porcellanato, fino a lavabi prefabbricati, mobili bagno, tavoli da pranzo e arredi: le nuove collezioni dimostrano l’evoluzione della piastrella da semplice materiale di rivestimento a soluzione progettuale completamente integrata. Inoltre, le tecnologie emergenti per le superfici che migliorano le prestazioni – tra cui proprietà antiscivolo e antimicrobiche – insieme a finiture ultra-realistiche, continuano ad essere protagoniste. Allo stesso tempo, effetti decorativi e grafici di forte impatto, che valorizzano la piastrella come forma d’arte, insieme alle ultime tendenze cromatiche caratterizzate da tonalità fredde, desaturate e schemi monocromatici, hanno un ruolo centrale.

Oltre all’area espositiva, Coverings 2026 offre numerose opportunità di confronto professionale e formazione. Danielle McWilliams, vicepresidente esecutivo di Novità Communications, partecipa alla sessione Global Tile Trends, lunedì 30 marzo alle ore 11:00 nella Room N250, analizzando le tendenze internazionali del design attraverso i temi della sostenibilità, del benessere, del lusso e outdoor living. Successivamente, Mauro Rullo, responsabile delle politiche climatiche e sostenibilità di Confindustria Ceramica, interviene nel dibattito “Leveraging Durability, Longevity and Adaptive Reuse to Position Tile & Stone at the Heart of Circular Design” alle ore 12:30 nella Room N250.

Ceramics of Italy ospita inoltre la sua annuale Conferenza Stampa Internazionale, guidata da Confindustria Ceramica e dai rappresentanti ITA-Italian Trade Agency nella giornata di martedì 31 marzo presso la Room N240. L’evento è moderato dal Direttore Generale dell’associazione Armando Cafiero e vede la partecipazione di Emilio Mussini, di Confindustria Ceramica, Alessandra Rainaldi, coordinatrice del programma di promozione del settore Arredo di ITA Roma, Mauro Rullo e Danielle McWilliams (Novità Communications). Durante l’evento viene annunciato il lancio della prima edizione del Ceramics of Italy International Tile Competition, guidata dal presidente di giuria Steve Clem, responsabile dello studio di architettura e design TVS di Atlanta. Il nuovo format mira a celebrare l’uso innovativo della ceramica e del gres porcellanato italiani nel mondo, premiando progetti esemplari in diverse tipologie edilizie.

Ad arricchire ulteriormente la settimana, il Confindustria Ceramica North American Distributor Award 2026 con la premiazione di un distributore il cui impegno e competenza hanno contribuito in modo significativo alla diffusione della ceramica italiana nel mercato nordamericano. Il vincitore sarà annunciato durante uno speciale evento ad invito in programma nel tardo pomeriggio del 1° aprile.

Grazie a un ricco parterre di espositori, applicazioni orientate al futuro e un programma ricco di eventi, la presenza di Ceramics of Italy a Coverings 2026 definisce le tendenze dell’anno nel design ceramico.

Progetto europeo Floods & Droughts: l’Emilia-Romagna vince in Europa con la sua rete internazionale di enti pubblici e centri di ricerca

Progetto europeo Floods & Droughts: l’Emilia-Romagna vince in Europa con la sua rete internazionale di enti pubblici e centri di ricercaSviluppare strumenti di intelligenza artificiale capaci di supportare le amministrazioni pubbliche nella prevenzione e nella gestione delle crisi ambientali e climatiche, a partire da eventi sempre più frequenti e complessi come alluvioni e siccità.

È questo l’obiettivo del progetto europeo Floods & Droughts, selezionato come primo classificato tra 22 proposte presentate nell’ambito della call Digital-2025-AI-08 del programma Digital Europe, che punta ad accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle pubbliche amministrazioni europee. Un progetto dal valore complessivo di 8,8 milioni di euro, cofinanziato dall’Unione europea e dal partenariato coinvolto, che vede l’Emilia-Romagna tra i protagonisti insieme ad altre Regioni italiane ed europee, università e partner tecnologici, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni avanzate basate su dati, modelli predittivi e sistemi di supporto alle decisioni, progettate per essere scalabili, interoperabili e replicabili anche in altri contesti europei.

Il progetto lavorerà in particolare sull’integrazione di strumenti di intelligenza artificiale generativa nei sistemi operativi delle amministrazioni, per trasformare grandi quantità di dati ambientali e operativi in informazioni utili a prendere decisioni rapide, coordinate e più efficaci, migliorando la capacità di pianificazione e di risposta agli eventi estremi.

“Questo progetto rappresenta un passo concreto nel rafforzamento della capacità delle istituzioni pubbliche di affrontare eventi climatici sempre più complessi- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale all’Agenda digitale, Elena Mazzoni-. In Emilia-Romagna, come in molte altre regioni italiane ed europee, negli ultimi anni eventi meteo estremi hanno messo duramente alla prova territori, comunità e sistemi di intervento: rafforzare gli strumenti di prevenzione e gestione delle emergenze è già oggi una priorità inderogabile. L’obiettivo è mettere a sistema dati, competenze e tecnologie per supportare decisioni più tempestive, coordinate ed efficaci, soprattutto nelle fasi più critiche delle emergenze. Non si tratta solo di innovazione tecnologica, ma di un investimento sulla qualità dell’azione pubblica: migliorare la prevenzione, rendere più efficiente la gestione delle crisi e il lavoro delle amministrazioni del territorio, in prima linea nelle emergenze climatiche, significa creare gli strumenti per rafforzare la sicurezza dei territori e delle comunità. La dimensione europea del progetto è un elemento fondamentale, perché consente di condividere esperienze, sviluppare soluzioni comuni e costruire strumenti replicabili, in grado di essere utilizzati anche in altri contesti. È in questa direzione che vogliamo continuare a lavorare, integrando innovazione digitale e politiche territoriali”.

Il progetto

Il partenariato riunisce soggetti pubblici e centri di ricerca di diversi Paesi europei, tra cui le strutture in-house della Regione Emilia-Romagna – Art-ER, Lepida e Arpae – insieme alle Regioni Friuli Venezia Giulia, Toscana, Piemonte, e partner europei: Governo delle Isole Baleari (Es); Regione Nouvelle-Aquitaine (Fr); Città di Limoges (Fr); Unione dei Comuni di Paris – Saclay (Fr); Regione della Grecia Occidentale (He), Università delle Isole Baleari e Università di Patrasso, in una collaborazione che mette insieme competenze istituzionali, scientifiche e tecnologiche.

Attualmente il progetto, che si inserisce nel quadro delle strategie europee per la transizione digitale e l’uso dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione, è nella fase di preparazione dell’accordo con la Commissione europea, che porterà all’avvio operativo delle attività e alla sperimentazione delle soluzioni sviluppate, anche in raccordo con altri progetti europei analoghi. Contribuendo alla costruzione di una comunità europea sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle pubbliche amministrazioni.

Prevenire il tumore del colon retto grazie allo screening: un paziente racconta una ‘storia di salute’

Prevenire il tumore del colon retto grazie allo screening: un paziente racconta una ‘storia di salute’
professionisti e testimonial screening colon retto

Perché è importante lo screening del colon retto? Perché consente di individuare la presenza di eventuali polipi e di lesioni pre-tumorali e di rimuoverle nel corso della colonscopia con metodiche mini-invasive, prima che diventino veri e propri tumori maligni.

Questo il messaggio forte rilanciato da Ausl Modena nel mese di marzo, il cosiddetto ‘mese blu’ perché dedicato alla prevenzione del tumore del colon retto. Quest’anno l’Ausl sottolinea l’importanza dello screening anche attraverso la voce di un paziente, il signor Luciano, che condivide la sua esperienza nel percorso assistenziale aziendale.

Residente in provincia di Modena, 75enne, Luciano ha aderito allo screening eseguendo il test del sangue occulto nelle feci. Risultato positivo, ha eseguito quindi una colonscopia durante la quale è stato evidenziato ed asportato un polipo benigno del colon destro. Nel 2025, è stato richiamato dal centro screening per effettuare una colonscopia di controllo, eseguita a Vignola nel corso della quale è stato riscontrato un nuovo polipo. Il paziente è stato quindi centralizzato presso il reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Carpi (Centro Hub dell’Ausl di Modena per l’Endoscopia operativa complessa) e sottoposto ad un intervento di resezione avanzata. L’esame istologico ha evidenziato una iniziale trasformazione maligna del polipo (polipo cancerizzato a basso rischio), e ha confermato l’asportazione completa della lesione in maniera oncologicamente curativa, senza dover ricorrere a trattamenti chirurgici o oncologici.

“I dati dimostrano che una persona su due, nella popolazione target, non aderisce alla ricerca del sangue occulto nelle feci, nonostante sia un test semplice e gratuito– sottolinea la dottoressa Paola Soriani Coordinatore tecnico scientifico dello screening di secondo livello per il colon retto in provincia di Modena – Questa è una situazione paradossale perché il cancro del colon-retto è l’unico veramente prevenibile. La sviluppo del tumore richiede anni e parte dalla formazione di un polipo. Individuare e asportare nel corso della colonscopia il polipo significa bloccare la sua possibile evoluzione in tumore. La positività al sangue occulto nelle feci può essere il primo segnale della presenza di polipi nell’intestino. L’esperienza raccontata dal paziente dimostra come l’adesione allo screening e l’esecuzione della colonscopia in caso di positività del test abbia reso possibile la diagnosi precoce di un polipo ormai in fase di trasformazione maligna e la sua completa rimozione con un intervento endoscopico, senza necessità di ulteriori trattamenti chirurgici o oncologici più invasivi. Tutto questo all’interno di una rete clinica provinciale con una presa in carico del paziente a 360 gradi”.

Nonostante il tumore del colon retto sia il tumore più diagnosticato nella popolazione italiana e anche il secondo tumore per mortalità, l’adesione allo screening resta ancora bassa rispetto agli altri due screening oncologici.

In Emilia-Romagna per le persone che aderiscono la mortalità diminuisce del 65% negli uomini e del 54% nelle donne.

Nel 2025 in provincia di Modena l’adesione, da parte della popolazione target (uomini e donne tra 50 e 74 anni) è stata pari al 51,5%, in linea con la media regionale: in termini assoluti, nell’anno 2025 sono stati invitati 107.639 cittadini e cittadine, ad oggi hanno risposto solo 49.428.

Nel 2025 nell’ambito del programma provinciale dello screening, che vede la partecipazione delle tre Aziende Sanitarie, sono state eseguite 2652 colonscopie, di cui 1466 in cui sono stati asportati dei polipi e 48 in cui è stato diagnosticato un tumore, spesso in fase iniziale.

In Emilia-Romagna lo screening del colon retto è gratuito per donne e uomini da 50 a 74 anni (nel gennaio 2025 la Regione ha infatti esteso il programma di screening da 70 a 74 anni).

L’Azienda Usl di Modena invita in modo puntuale le persone che hanno i requisiti, cioè i residenti e domiciliati assistiti nella provincia di Modena e nella fascia di età individuata.

E’ a disposizione un numero verde provinciale e unico per tutti e tre i programmi di screening800 300 315, che consente di spostare, fissare gli appuntamenti, risalire alla propria storia pregressa di screening personalizzando le richieste.

Le richieste posso essere invita anche via email ai seguenti indirizzi: screeningoncologici@ausl.mo.it e nel caso specifico dello screening del colon retto a infocolonretto@ausl.mo.it . Per maggiori informazioni sui può accedere alla pagina dedicata del sito

Il test è semplice e ognuno può farlo a casa propria: consiste nella raccolta di un campione di feci che viene analizzato in laboratorio per rilevare la presenza di sangue.

“A livello aziendale, il 2025 è stato un anno significativo dal punto di vista delle strategie e dei percorsi di accesso e presa in carico degli screening oncologici – sottolinea Lucia Pederzini Responsabile della Gestione organizzativa degli screening oncologici per Ausl Modena – è stata avviata una revisione delle modalità operative rispetto agli inviti, per conseguire una centralizzazione delle attività di programmazione e pianificazione dei primi livelli, e si è rinforzata la collaborazione con Azienda Policlinico e Ospedale di Sassuolo con particolare riferimento ai percorsi di II livello (colonscopie) per lo screening del colon retto. La direzione sanitaria ha voluto rinforzare l’importanza e la identità del Programma Screening oncologici formalizzando un documento specifico che affianca ai responsabili clinici di percorso anche figure di riferimento organizzativo per favorire l’appropriatezza e la tempestività della presa in carico del cittadino, monitorando i tempi e l’accessibilità e garantendo il confronto tra i professionisti delle aziende sanitarie provinciali. Lo screening del colon retto ne è un esempio: alla dottoressa Paola Soriani che ha il ruolo di coordinamento tecnico scientifico dell’intero percorso si affiancano le colleghe dott.ssa Valentina Boarino (Azienda Ospedaliero Universitaria) e dott.ssa Anna Primerano (Ospedale Sassuolo) che collaborano e assicurano in ottica di integrazione le attività di II livello in continuità con i principi di qualità delle cure e prossimità per il cittadino. Nei casi in cui sia necessaria l’affidamento del paziente ad un centro di III livello per eseguire procedure endoscopiche operative complesse, come nel caso di Luciano, le sedi di riferimento sono l’ospedale di Carpi per l’AUSL e l’ Ospedale di Baggiovara per l’Azienda Ospedaliero Universitaria”

Come funziona lo screening

Lo screening è un vero e proprio percorso che va dall’esecuzione del test di primo livello, la ricerca del sangue occulto nelle feci, fino agli esami di approfondimento se necessari, ai trattamenti, e ai successivi follow up. E’ un percorso gratuito perché previsto nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e viene garantita la continuità assistenziale: la persona viene accompagnata durante tutto il percorso, non viene mai lasciata sola, sono sempre i professionisti che si occupano di fissare gli appuntamenti successivi, se necessari.
L’invito a partecipare è rivolto alle persone residenti in provincia di Modena e a quelle domiciliate assistite da un Medico di medicina generale in provincia.

È sempre l’Ausl a invitare coloro che di volta in volta rientrano nella fascia di età prevista, tramite lettera di invito che viene recapitate presso il proprio domicilio e una copia viene pubblicata anche sul Fascicolo Sanitario Elettronico. La lettera d’invito è corredata di tutto il necessario e di tutte le istruzione sul come raccogliere il campione di feci.
La consegna del campione è possibile presso tutti i punti aziendali senza alcuna prenotazione ad accesso diretto, negli orari e giorni indicati nella lettera d’invito.

Da gennaio 2025 l’Ausl di Modena sta estendendo anche alla fascia di età che va dai 70 ai 74 anni, secondo le indicazioni della Regione Emilia-Romagna. L’Ausl sta chiamando i 74enni, i nuovi 70enni e i 71enni fino a comprendere le persone di 72 e 73 anni nei prossimi due anni fino ad arrivare a regime nel 2028. Chi vuole aderire allo screening anticipatamente può comunque contattare l’Ausl di Modena al numero verde o inviare un’email.

Il test è biennale, una volta eseguito, se negativo, viene inviato l’esito al domicilio e sul Fascicolo e si torna a essere chiamati a distanza di due anni. Nel caso di test positivo/dubbio l’utente verrà contattato telefonicamente per eseguire l’esame di approfondimento. Fondamentale è la continuità nel partecipare: non basta partecipare una sola volta per essere protetti. La prevenzione può salvare la vita.

Il monitoraggio dei carburanti di Federconsumatori Emilia Romagna

Caro carburante, Federconsumatori: la situazione nel modeneseDopo una settimana dall’introduzione del taglio di 0,25 euro sulle accise dei carburanti, e a due settimane dal termine dei 20 giorni di durata, Federconsumatori Emilia Romagna ha esaminato la situazione nella nostra regione alla luce di quel provvedimento, con particolare attenzione alla condizione di maggior gravità, quella del gasolio.

Assorbimento delle accise. I prezzi medi in Emilia-Romagna.

Il 18 marzo, prima del provvedimento del Governo, il prezzo medio del gasolio in modalità self in Emilia-Romagna era di 2,104. Il 26 marzo, dopo giorni di inarrestabile crescita, ha raggiunto i 2,040. E’ stato così assorbito il 75% della riduzione delle accise.

Sempre il 18 marzo, il prezzo medio in Regione della benzina self era di 1,864 euro; il 26 marzo si è registrata una media di 1,736 euro, con un assorbimento del 49% del taglio delle accise.

Gasolio, in quanti sotto i 2 euro?

In regione l’80% degli impianti ha raggiunto o superato i due euro (1,999) per il gasolio self, contro il 30% di una settimana fa. Un ulteriore 10% circa è a pochi centesimi dalla soglia. I dati peggiori a Ravenna, Modena e Reggio Emilia, dove il superamento ha riguardato l’86% delle pompe.

I prezzi migliori

In questo Paese è più facile parlare con la Presidente del Consiglio che con un benzinaio, almeno al telefono. I telefoni dei distributori sono stati cassati dalle informazioni in rete e, quando si trovano, risultano inattivi. Per questo non garantiamo che siano reali i prezzi record di Luzzara (Re) con 1,594 euro al litro di gasolio self, modificato peraltro da poche ore. A Molinella (Bo) si può acquistare lo stesso prodotto con 1,659 euro; stesso prezzo a Ravenna, sulla Statale Adriatica. Nella originale classifica del “peggiore” miglior prezzo, la provincia di Rimini registra a Talamello 1,959 euro.

I prezzi peggiori

Nei prezzi peggiori è larga la vittoria di un distributore di Monterenzio (Bo) con un incredibile 2,299. Un prezzo che se vedesse l’aggiunta delle accise raggiungerebbe i 2,55 euro al litro. A Parma, in viale Europa, il gasolio self raggiunge i 2,229, mentre a Molinella (Bo) è a 2,219. Tanti i distributori a 2,199: nel piacentino a Castel San Giovanni ed in autostrada a Nure Nord, nel modenese a Sestola e Frassinoro, a Ferrara in via Bassa, nel bolognese a Castiglione dei Pepoli, Valsamoggia, Monzuno e Bologna. Poco distanti da queste cifre distributori a Sarsina (Fc), a Rimini, a Ventasso (Re).

Record regionale nel gasolio in modalità servita a Parma, nel distributore autostradale di Medesano Est, con 2,582 euro, seguita da quello bolognese di Castel Bentivoglio Ovest con 2,542 euro al litro. Nel ravennate e nel piacentino altri distributori autostradali sono a 2,499 euro.

Ora che fare?

Ovviamente la prima responsabilità di quanto accade è da ricercare nello scenario internazionale. La crescita dei carburanti e quella annunciata dell’inflazione sono un effetto della folle guerra scatenata da Usa e Israele, che deve cessare al più presto. Le risposte del Governo italiano sono state troppo flebili, come dimostra la brevissima durata del taglio delle accise, che abbiamo comunque salutato positivamente. Ora tutti ci interroghiamo sul disastro che potrebbe verificarsi con la rimozione a breve di quel taglio. Per questo è necessario che al più presto quella riduzione venga prorogata sino al termine della crisi in corso, e che per davvero si contrastino i fenomeni speculativi, innegabili, delle compagnie petrolifere. E poi è necessario che in questo Paese si dia una risposta vera alla crisi dei redditi, calati in vent’anni del 4% nel potere d’acquisto, mentre il resto d’Europa vedeva crescite importanti, come il +24% della Germania ed il +20% della Francia. Anche questo dobbiamo tenere a mente, quando giriamo per la città cercando il distributore più conveniente, o quando spingiamo un carrello della spesa, sempre più vuoto.

 

Sanità, approvato il riparto per le indennità di pronto soccorso. Dichiarazione di Stafano Franceschelli (Cisl Fp ER)

Sanità, approvato il riparto per le indennità di pronto soccorso. Dichiarazione di Stafano Franceschelli (Cisl Fp ER)“Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione del piano di riparto regionale relativo alle indennità per il personale operante nei servizi di pronto soccorso. Si tratta di un atto concreto che dà seguito agli impegni presi e che porta nelle tasche dei professionisti aumenti mensili fino a 340 euro, con riconoscimento degli arretrati dal 2023 e la possibilità di un’ulteriore rivalutazione dell’indennità fino a 400 euro per gli infermieri dei PS attraverso la contrattazione aziendale”.

Questo atto è una conferma dell’intesa del 18 marzo siglata dalla Cisl FP e rivendichiamo l’aver sancito l’applicazione del criterio di ‘miglior favore’ previsto dal CCNL 2022-2024. Un risultato tangibile per i professionisti che assicurano un servizio fondamentale in condizioni spesso critiche, ma allo stesso tempo un punto di partenza. E ciò perchè vogliamo che questo sia l’inizio di una nuova fase di confronto. Un confronto che deve aprire la strada a nuove intese che proseguano nel solco della reale valorizzazione di tutto il personale delle aziende sanitarie della Regione.

La nostra priorità resta quella di rendere il lavoro nel servizio pubblico attrattivo e giustamente remunerato, combattendo il burnout e riconoscendo il valore professionale di ogni singolo operatore”.

Arriva a Fiorano modenese lo show di Michele Basile “Stai Karma”

Michele Basile, artista poliedrico, attore, insegnante di teatro, speaker pubblicitario e fenomeno social con una community di oltre 900mila followers su TikTok e oltre 300mila su IG, arriva al Cinema Teatro Astoria di Fiorano Modenese sabato 28 marzo (alle ore 21.00) con il suo spettacolo che ha registrato il sold out in tutte le 4 date di Milano: “STAI KARMA”, una montagna russa di risate tra i mille imprevedibili volti del giovane artista.

Cosa succede quando scegliere diventa un’impresa titanica? Michele Basile porta in scena un viaggio esilarante e profondo tra le mille sfaccettature della sua vita e delle sue (non) scelte. Attraverso le sue tante “maschere” – il Karma, la Licia, la Nonna, la Titti, e molti altri volti che abitano la sua quotidianità – Michele racconta con inconfondibile ironia le piccole e grandi decisioni di ogni giorno. Personaggi surreali e irresistibili diventano specchi delle sue (e delle nostre!) indecisioni o occasioni mancate, accompagnandoci in un viaggio che esplora le infinite possibilità della vita, tra dubbi, slanci e il coraggio di essere sé stessi. In breve, uno spettacolo sorprendente, che trasforma l’indecisione in uno straordinario atto di coraggio.

Michele Basile è un artista poliedrico che esplora il mondo dello spettacolo con creatività e versatilità. Dopo il diploma in grafica pubblicitaria, ha intrapreso un percorso eclettico, sperimentando numerosi ambiti professionali che gli hanno permesso di ispirarsi e imparare dalle tante persone incontrate lungo il cammino.

Appassionato di design e creatività fin da bambino, ha approfondito gli studi artistici dedicandosi al canto e al teatro. Si è diplomato in arti drammatiche presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano, una delle più prestigiose accademie teatrali d’Europa, ottenendo la borsa di studio al merito. Ha avuto l’opportunità di formarsi con maestri di rilievo internazionale come Peter Clough e Danny McGrath (Guildhall School, London), Cesar Brie, Maria Smaevich (Gitis School, Moscow) e Paolo Nani.

Parallelamente all’attività di attore e assistente alla regia, ha conseguito un master presso la Fondazione Paolo Grassi di Milano, specializzandosi nell’insegnamento del teatro nelle scuole. Il suo metodo, presentato in sede d’esame, integra teatro e crescita personale, aiutando i ragazzi a diventare “coach di sé stessi” e a comprendere l’importanza degli obiettivi, nel teatro come nella vita.

Con la chiusura dei teatri durante la pandemia, ha esplorato nuove forme di espressione sui social media, aprendo i suoi profili TikTok e Instagram. In breve tempo, ha costruito una community di oltre 900 mila follower, conquistando un pubblico trasversale grazie alla sua ironia e alla sua autenticità. Oggi Michele continua a esplorare nuovi orizzonti, unendo le sue molteplici passioni con l’obiettivo di raccontare storie e restare fedele a sé stesso.

Biglietti su vivaticket.it e nella biglietteria del teatro.

Il vento scoperchia il campo da tennis del Centro Menotti a Spezzano

Il vento scoperchia il campo da tennis del Centro Menotti a SpezzanoIl forte vento della notte scorsa ha danneggiato uno dei due campi da tennis, Centro sportivo Menotti di Spezzano. Il telo di copertura si è rotto più punti e ha provocato lo scoperchiamento del campo da gioco.

Ora entrambi i campi da tennis del Centro sono inagibili (il primo era stato danneggiato dal maltempo di gennaio 2025).

I servizi del Comune di sono subito attivati per mettere in sicurezza la zona, intervenendo in particolare sul quadro elettrico e per togliere l’intera copertura.

Appena possibile si procederà a richiedere i preventivi per sistemare entrambe le strutture e per valutare i fondi dei due campi.

La precedente gara di affidamento degli impianti non si è conclusa per modifiche normative sopraggiunte nel frattempo, ora siamo al lavoro per capire come mettere insieme il tema delle risorse pubbliche e dei tempi.

I cittadini sono ovviamente preoccupati e irritati da questa situazione che abbiamo spiegato con precisione al gestore ed alle associazioni qualche tempo fa.”, sottolinea il sindaco Marco Biagini.

Mezza Maratona d’Italia, le modifiche alla viabilità sul territorio formiginese

Domenica 29 marzo passa anche da Formigine la Mezza Maratona d’Italia “Memorial Enzo Ferrari”. L’evento, che collega Maranello a Modena lungo i luoghi simbolo del Mito, quest’anno segna il traguardo di oltre 15.000 iscritti, con una straordinaria partecipazione internazionale che sfiora un terzo del totale dei corridori.

Per garantire la sicurezza dell’evento, la viabilità subirà alcune modifiche. Domenica, tra le 9 e le 13, via Giardini resterà chiusa al transito veicolare e pedonale in tutto il tratto comunale tra Ubersetto e la Bertola, così come via Trento Trieste. In quest’ultima, il divieto di sosta con rimozione forzata scatterà già dalle 19 di sabato, mentre su via Giardini Nord a Casinalbo la sosta sarà vietata in tutti gli stalli adiacenti alla carreggiata a partire dalle 6.30 di domenica mattina.

L’accesso al centro storico sarà garantito attraverso le aree di parcheggio di piazza Ravera, il parcheggio sotterraneo di via Pascoli o nella zona degli uffici comunali di via Unità d’Italia e via Pagani.

Chi necessita di spostarsi verso altri Comuni è invitato a utilizzare percorsi alternativi come la Tangenziale Modena-Sassuolo, la Nuova Estense o via Stradella. L’attraversamento di via Giardini sarà possibile sfruttando la complanare all’altezza di Portile oppure l’uscita 18 della Tangenziale o la Pedemontana.

L’intera manifestazione sarà monitorata costantemente dagli operatori della Polizia Locale, dai volontari e dal personale dell’organizzazione per ridurre al minimo i disagi.

Parmigiano Reggiano: nel 2025 crescono produzione (+2,7%), export (+2,7%) e valore al consumo

Parmigiano Reggiano: nel 2025 crescono produzione (+2,7%), export (+2,7%) e valore al consumo
Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio

Il Parmigiano Reggiano rafforza il proprio posizionamento globale e consolida il valore, in un contesto macroeconomico complesso. È quanto emerge dai dati economici 2025 presentati oggi dal Consorzio nel corso dell’annuale conferenza stampa a Palazzo Giureconsulti a Milano.

A fronte di uno scenario segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali e tensioni sul commercio globale, il giro d’affari al consumo ha raggiunto i 3,96 miliardi di euro. Le dinamiche di mercato evidenziano un andamento divergente tra Italia ed estero. Da un lato, la domanda internazionale continua a crescere (+2,7%), arrivando a rappresentare oltre la metà del sell-in complessivo (50,5%); dall’altro, il mercato domestico registra una sensibile contrazione dei volumi.

Nel dettaglio, in Italia l’aumento dei prezzi al consumo ha determinato una riduzione della frequenza di acquisto e delle quantità per singolo atto, pur mantenendo stabile la base dei consumatori e sostenendo il valore complessivo. Parmigiano Reggiano non perde acquirenti nelle famiglie italiane, ma viene acquistato meno spesso e in porzioni più contenute: il risultato è una flessione dei volumi pari a circa il 10%, a fronte di una sostanziale tenuta del giro d’affari.

Sul fronte dei prezzi, prosegue il rafforzamento delle quotazioni all’origine: per il 12 mesi la media annuale si è attestata a 13,22 €/kg (+20,6% vs 2024), mentre per il 24 mesi l’aumento è stato del +24,8%, passando da 12,50 €/kg a 15,59 €/kg nel 2025.

La produzione cresce rispetto all’anno precedente, attestandosi a 4,19 milioni di forme contro i 4,079 milioni del 2024 (+2,7%). Parma si conferma prima provincia per volumi produttivi (1,391 milioni di forme), seguita da Reggio Emilia (1,242 milioni di forme), Modena (0,918 milioni di forme), Mantova (0,524 milioni di forme) e Bologna (0,115 milioni di forme).

La quota Italia si attesta al 49,5% (osservatorio Sell-In Nielsen). A livello distributivo, la GDO si conferma primo canale (65,5%), seguita dall’industria (17,3%), sostenuta dalla crescente diffusione dei prodotti contenenti Parmigiano Reggiano come ingrediente. Il canale Horeca si conferma ancora marginale, attestandosi al 6,7% del totale, ma con ampi margini di crescita. Il restante 10,5% è distribuito negli altri canali di vendita.

Il 2025 segna un ulteriore passo nel percorso di internazionalizzazione della Dop: la quota export supera la metà del totale, attestandosi al 50,5% (pari a 74.980 t.), con una crescita del +2,7%. Tra i principali mercati, performance positive si registrano nel Regno Unito (+7,8%, 8.400 t.), in Canada (+8,3%, 3.900 t.) e Svezia (+8,8%, 2.500 t.). Anche gli Stati Uniti hanno confermato un trend positivo (+2,3%, 16.800 t.), mentre sono rimasti stabili i volumi destinati a Francia (-0,3%, 14.800 t.), e Germania (+0,1%, 10.400 t.).

Proprio negli Stati Uniti (primo mercato estero per il Parmigiano Reggiano) il quadro resta complesso. La recente introduzione di dazi aggiuntivi, che si sommano alla tariffa storica del 15%, ha portato il livello complessivo al 25%, con la possibilità di ulteriori incrementi. A ciò si aggiunge una forte incertezza normativa e operativa, che sta rallentando le importazioni: molti operatori attendono maggiore chiarezza prima di procedere con nuovi ordini. Una situazione che, insieme alle tensioni geopolitiche, rappresenta un elemento di rischio per il 2026.

In questo contesto, il Consorzio continua a investire sul posizionamento globale della marca. Con investimenti pari a circa 34,3 milioni di euro in marketing e comunicazione, Parmigiano Reggiano rafforza il proprio ruolo di specialità premium e prosegue nel percorso di affermazione come brand iconico del Made in Italy. Centrale resta il lavoro sulla distintività della Dop, attraverso una maggiore informazione al consumatore su stagionatura, origine, processo produttivo e caratteristiche organolettiche.

Nel corso della conferenza è stato inoltre presentato il nuovo “Progetto Turismo”, che segna un’evoluzione strategica per il Consorzio: il Parmigiano Reggiano diventa una vera e propria destinazione. Si tratta della prima iniziativa organica di sistema che valorizza il territorio come leva di costruzione di marca, integrando caseifici, aziende agricole, ospitalità ed esperienze gastronomiche. Il progetto punta a intercettare e sviluppare un flusso turistico dedicato all’interno di un territorio che registra già circa 4 milioni di visitatori l’anno, con l’obiettivo di passare da circa 85.000 a 300.000 visitatori entro il 2029. Il piano prevede investimenti diretti del Consorzio, interamente privati e non supportati da fondi pubblici, con l’obiettivo di strutturare l’offerta di accoglienza e rafforzare il legame tra prodotto e territorio, trasformando il Parmigiano Reggiano in un’esperienza oltre che in un’eccellenza gastronomica.

«Il 2025 conferma che il Parmigiano Reggiano è sempre più un prodotto internazionale, con una quota export che ha superato la metà del totale e un posizionamento premium riconosciuto nei principali mercati», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. «Stiamo facendo un grande lavoro per rafforzare il Parmigiano Reggiano come icona globale del Made in Italy, capace di generare valore e garantire una buona remunerazione per la filiera. Allo stesso tempo, dobbiamo affrontare alcune sfide importanti: da un lato la contrazione dei consumi in Italia; dall’altro una situazione internazionale complessa, che ci penalizza in particolare negli Stati Uniti, dove l’incertezza normativa sui dazi e le tensioni geopolitiche stanno rallentando gli scambi. In questo scenario, sarà fondamentale continuare a investire sulla crescita nei mercati internazionali e sulla valorizzazione della distintività del nostro prodotto».

Parmigiano Reggiano: nel 2025 crescono produzione (+2,7%), export (+2,7%) e valore al consumo

Parmigiano Reggiano: nel 2025 crescono produzione (+2,7%), export (+2,7%) e valore al consumo
Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio

Il Parmigiano Reggiano rafforza il proprio posizionamento globale e consolida il valore, in un contesto macroeconomico complesso. È quanto emerge dai dati economici 2025 presentati oggi dal Consorzio nel corso dell’annuale conferenza stampa a Palazzo Giureconsulti a Milano.

A fronte di uno scenario segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali e tensioni sul commercio globale, il giro d’affari al consumo ha raggiunto i 3,96 miliardi di euro. Le dinamiche di mercato evidenziano un andamento divergente tra Italia ed estero. Da un lato, la domanda internazionale continua a crescere (+2,7%), arrivando a rappresentare oltre la metà del sell-in complessivo (50,5%); dall’altro, il mercato domestico registra una sensibile contrazione dei volumi.

Nel dettaglio, in Italia l’aumento dei prezzi al consumo ha determinato una riduzione della frequenza di acquisto e delle quantità per singolo atto, pur mantenendo stabile la base dei consumatori e sostenendo il valore complessivo. Parmigiano Reggiano non perde acquirenti nelle famiglie italiane, ma viene acquistato meno spesso e in porzioni più contenute: il risultato è una flessione dei volumi pari a circa il 10%, a fronte di una sostanziale tenuta del giro d’affari.

Sul fronte dei prezzi, prosegue il rafforzamento delle quotazioni all’origine: per il 12 mesi la media annuale si è attestata a 13,22 €/kg (+20,6% vs 2024), mentre per il 24 mesi l’aumento è stato del +24,8%, passando da 12,50 €/kg a 15,59 €/kg nel 2025.

La produzione cresce rispetto all’anno precedente, attestandosi a 4,19 milioni di forme contro i 4,079 milioni del 2024 (+2,7%). Parma si conferma prima provincia per volumi produttivi (1,391 milioni di forme), seguita da Reggio Emilia (1,242 milioni di forme), Modena (0,918 milioni di forme), Mantova (0,524 milioni di forme) e Bologna (0,115 milioni di forme).

La quota Italia si attesta al 49,5% (osservatorio Sell-In Nielsen). A livello distributivo, la GDO si conferma primo canale (65,5%), seguita dall’industria (17,3%), sostenuta dalla crescente diffusione dei prodotti contenenti Parmigiano Reggiano come ingrediente. Il canale Horeca si conferma ancora marginale, attestandosi al 6,7% del totale, ma con ampi margini di crescita. Il restante 10,5% è distribuito negli altri canali di vendita.

Il 2025 segna un ulteriore passo nel percorso di internazionalizzazione della Dop: la quota export supera la metà del totale, attestandosi al 50,5% (pari a 74.980 t.), con una crescita del +2,7%. Tra i principali mercati, performance positive si registrano nel Regno Unito (+7,8%, 8.400 t.), in Canada (+8,3%, 3.900 t.) e Svezia (+8,8%, 2.500 t.). Anche gli Stati Uniti hanno confermato un trend positivo (+2,3%, 16.800 t.), mentre sono rimasti stabili i volumi destinati a Francia (-0,3%, 14.800 t.), e Germania (+0,1%, 10.400 t.).

Proprio negli Stati Uniti (primo mercato estero per il Parmigiano Reggiano) il quadro resta complesso. La recente introduzione di dazi aggiuntivi, che si sommano alla tariffa storica del 15%, ha portato il livello complessivo al 25%, con la possibilità di ulteriori incrementi. A ciò si aggiunge una forte incertezza normativa e operativa, che sta rallentando le importazioni: molti operatori attendono maggiore chiarezza prima di procedere con nuovi ordini. Una situazione che, insieme alle tensioni geopolitiche, rappresenta un elemento di rischio per il 2026.

In questo contesto, il Consorzio continua a investire sul posizionamento globale della marca. Con investimenti pari a circa 34,3 milioni di euro in marketing e comunicazione, Parmigiano Reggiano rafforza il proprio ruolo di specialità premium e prosegue nel percorso di affermazione come brand iconico del Made in Italy. Centrale resta il lavoro sulla distintività della Dop, attraverso una maggiore informazione al consumatore su stagionatura, origine, processo produttivo e caratteristiche organolettiche.

Nel corso della conferenza è stato inoltre presentato il nuovo “Progetto Turismo”, che segna un’evoluzione strategica per il Consorzio: il Parmigiano Reggiano diventa una vera e propria destinazione. Si tratta della prima iniziativa organica di sistema che valorizza il territorio come leva di costruzione di marca, integrando caseifici, aziende agricole, ospitalità ed esperienze gastronomiche. Il progetto punta a intercettare e sviluppare un flusso turistico dedicato all’interno di un territorio che registra già circa 4 milioni di visitatori l’anno, con l’obiettivo di passare da circa 85.000 a 300.000 visitatori entro il 2029. Il piano prevede investimenti diretti del Consorzio, interamente privati e non supportati da fondi pubblici, con l’obiettivo di strutturare l’offerta di accoglienza e rafforzare il legame tra prodotto e territorio, trasformando il Parmigiano Reggiano in un’esperienza oltre che in un’eccellenza gastronomica.

«Il 2025 conferma che il Parmigiano Reggiano è sempre più un prodotto internazionale, con una quota export che ha superato la metà del totale e un posizionamento premium riconosciuto nei principali mercati», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. «Stiamo facendo un grande lavoro per rafforzare il Parmigiano Reggiano come icona globale del Made in Italy, capace di generare valore e garantire una buona remunerazione per la filiera. Allo stesso tempo, dobbiamo affrontare alcune sfide importanti: da un lato la contrazione dei consumi in Italia; dall’altro una situazione internazionale complessa, che ci penalizza in particolare negli Stati Uniti, dove l’incertezza normativa sui dazi e le tensioni geopolitiche stanno rallentando gli scambi. In questo scenario, sarà fondamentale continuare a investire sulla crescita nei mercati internazionali e sulla valorizzazione della distintività del nostro prodotto».

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