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sabato, 4 Aprile 2026
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Lucenti (FDI): mutuo da 300.000 euro all’anno per 29 anni, così si indebita Sassuolo

Lucenti (FDI): mutuo da 300.000 euro all’anno per 29 anni, così si indebita SassuoloSono 300.000 euro all’anno per 29 anni: è questo l’impegno economico che la giunta del sindaco Matteo Mesini ha chiesto di approvare nell’ultimo Consiglio Comunale per demolire l’ex 189 e realizzare il Centro Tina, una struttura di circa 800 metri quadrati.

Un intervento che, tra espropri e lavori, arriverà a costare complessivamente circa 5 milioni di euro: oltre 6.500 euro al metro quadro.

Una cifra che preoccupa, soprattutto alla luce di un indebitamento comunale che si aggira ancora intorno ai 45 milioni di euro.

Con un debito già così elevato, il Comune fatica oggi a garantire manutenzioni ordinarie su strade ed edifici, oltre a sostenere adeguatamente il settore sociale, il tutto con una pressione fiscale tra le più alte del territorio. È quindi legittimo chiedersi quali saranno le conseguenze di un ulteriore mutuo di questa portata.

Per queste ragioni, esprimiamo forte perplessità su una scelta che poteva essere affrontata diversamente. Esistevano infatti alternative meno onerose per raggiungere l’obiettivo della rigenerazione urbana: dalla realizzazione di un parco fino al coinvolgimento di soggetti privati, riducendo così l’impatto economico sull’ente.

Il rischio concreto è quello di dover aumentare ulteriormente le tasse o, nella migliore delle ipotesi, di non poterle ridurre per molti anni.

Questa amministrazione rischia di essere ricordata per aver inciso in modo significativo sull’indebitamento complessivo del Comune, a causa di scelte politiche ben precise.

Amministrare come un buon padre di famiglia non significa spendere perché il mutuo è disponibile, ma calibrare gli interventi sulle reali possibilità economiche dell’ente. Non si governa inseguendo la campagna elettorale, ma partendo dai bisogni concreti della città.

Anche noi riteniamo importante rigenerare l’area dell’ex 189 — un obiettivo presente nei nostri programmi — ma siamo convinti che si potesse fare con costi ben inferiori ai 5 milioni previsti. Le nostre proposte alternative, purtroppo, non sono state prese in considerazione.

Non è vero che solo spendendo, e soprattutto spendendo così tanto, si realizzano i sogni.

Ci auguriamo che la maggioranza voglia fermarsi e rivedere il progetto, prendendo atto che Sassuolo resta una città fortemente indebitata. Non possiamo permetterci di compromettere per 29 anni la capacità di intervenire su manutenzioni e sostegno alle famiglie.

Sassuolo ha bisogno di un cambio di rotta: meno tasse, più sicurezza, più decoro urbano e una reale prospettiva di alleggerire la pressione fiscale.

Per queste ragioni ci siamo astenuti. Perché amministrare significa valutare tutte le alternative. E questa, a nostro avviso, non è una scelta da buon padre di famiglia, ma l’ennesima operazione di immagine fatta con i soldi dei cittadini.

Alessandro Lucenti (Fratelli d’Italia)

Ex 189 City Lab Sassuolo e Sassuolo Guarda Avanti: via il Palazzaccio, arrivano il Centro Antiviolenza, la Casa delle Associazioni e il Centro per le Famiglie

Ex 189 City Lab Sassuolo e Sassuolo Guarda Avanti: via il Palazzaccio, arrivano il Centro Antiviolenza, la Casa delle Associazioni e il Centro per le Famiglie

Il Consiglio Comunale di Sassuolo ha approvato ieri sera la variazione al bilancio di previsione 2026-2028, dando il via libera definitivo alle risorse necessarie per uno dei progetti più ambiziosi di questo mandato: la rigenerazione dell’area dell’ex 189.

Un impegno che l’Amministrazione aveva assunto con i cittadini e che oggi compie un passo decisivo. L’intervento complessivo supera i 5 milioni di euro di investimento, di cui 1.250.000 euro finanziati dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del bando regionale per la rigenerazione urbana. Il progetto è articolato in tre grandi macro-interventi integrati che interesseranno l’area ex 189, il Parco Amico e gli immobili comunali del Diamante.

Il primo e più significativo intervento prevede la demolizione completa dell’ex 189 e la realizzazione, nella parte nord dell’area, di un nuovo polo dei servizi sociali. Qui troveranno sede:

  • il Centro Antiviolenza TINA, con valenza distrettuale: un luogo finalmente dignitoso, ben visibile e riconoscibile, pensato per accogliere e supportare donne e famiglie in difficoltà. Uno spazio all’avanguardia costruito sulle esigenze reali delle donne e delle famiglie che in questi anni si sono rivolte al Centro Antiviolenza.
  • la Casa delle Associazioni, cuore del volontariato e del terzo settore, con sale per attività sociali e ricreative, spazi per il coworking e una caffetteria aperta sul fronte strada — un luogo vivo, frequentato durante tutta la giornata, non solo negli orari degli uffici.

Il secondo intervento riguarda il Centro per le Famiglie, che verrà trasferito dagli attuali spazi in affitto, portando ad un risparmio per il comune, agli immobili del Diamante, dove già hanno sede i servizi sociali del Comune. Il nuovo ingresso — pensato come una grande apertura teatrale verso il Parco Amico — rafforzerà le sinergie tra i servizi pubblici, migliorerà la sicurezza del lato sud del parco e offrirà nuovi spazi di accoglienza gratuiti e accessibili a tutti: famiglie, anziani, ragazzi, chiunque abbia bisogno di un luogo dove sostare e incontrarsi.

Il terzo intervento è dedicato alla riqualificazione paesaggistica del Parco Amico, con nuove dotazioni verdi, interventi di laminazione delle acque piovane a tutela dell’intero quartiere e una migliore distribuzione degli spazi per il gioco, il tempo libero e le manifestazioni.

Il progetto non si ferma qui. La delibera di indirizzo approvata dalla Giunta apre la porta anche a ulteriori trasformazioni nelle aree circostanti, compresa la possibile realizzazione di una nuova sede della Guardia di Finanza, a conferma di una visione complessiva di riqualificazione diffusa dell’intero comparto.

Quello che stiamo costruendo non è solo un nuovo edificio. È un pezzo di città migliore — più giusta, più sicura, più solidale. Un luogo per il nostro presente e per il futuro dei nostri figli.

Se la variazione di bilancio ha visto l’ opposizione sminuire l’ importanza di questo intervento, quattro Ordini del Giorno portati dai gruppi di maggioranza, invece, sono stati approvati all’unanimità.

Il primo chiede il rilancio della linea ferroviaria Modena-Sassuolo: il “Gigetto” non va dismesso ma trasformato in un sistema su ferro moderno, ad alta frequenza, degno di un distretto da 160.000 abitanti. Un ordine del giorno condiviso con i comuni che percorrono la linea ferroviaria e il comune di Modena per portare questa importante istanza di tutto il distretto.

Il secondo impegna il Sindaco e la Giunta ad agire concretamente per rendere più accessibili i prodotti igienici femminili e per l’infanzia: prezzi agevolati nelle Farmacie comunali, Tampon Box nelle scuole e negli spazi pubblici, campagne di sensibilizzazione. Un atto di giustizia sociale che affronta senza tabù un tema di salute pubblica.

Il Consiglio ha inoltre votato all’unanimità per la salvaguardia del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Sassuolo, presidio strategico per tutta l’area ceramica, e per avviare una sperimentazione delle strade scolastiche, con la chiusura temporanea al traffico davanti alle scuole negli orari di entrata e uscita.

City Lab

Claudio Casolari e Gabriele Bedini

Sassuolo Guarda Avanti

Matteo Dragonetti e Martina Desiante

Torna l’ora legale: potrebbe essere l’ultima volta

Torna l’ora legale: potrebbe essere l’ultima voltaNella notte tra il 28 e il 29 marzo 2026 le lancette andranno spostate avanti di 60 minuti: dalle 2:00 alle 3:00. Il cambio di orario ha lo scopo di ottimizzare l’utilizzo della luce naturale durante i mesi più caldi, riducendo di conseguenza i consumi di energia elettrica.
Questo regime orario resterà in vigore per sette mesi. Il ritorno all’ora solare è già fissato per l’ultima domenica di ottobre, ovvero nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026, quando le lancette andranno riportate indietro di un’ora.

La proposta di eliminare definitivamente il cambio tra ora solare e ora legale continua a tenere banco. La Camera dei Deputati ha infatti approvato un’indagine sulla possibilità di mantenere questo orario sempre.
L’ora legale consentirebbe un minor consumo di energia elettrica e dal punto di vista ambientale ridurrebbe le emissioni di CO₂.
Il dibattito resta aperto anche se la conclusione dell’indagine è prevista entro il 30 giugno 2026.

Pd Sassuolo in merito alla riqualificazione dell’ex 189 di via Circonvallazione

Pd Sassuolo in merito alla riqualificazione dell’ex 189 di via CirconvallazioneCosì una nota del Gruppo consiliare del Partito Democratico di Sassuolo:

“Per oltre trent’anni i cittadini di Sassuolo hanno visto sempre la stessa scena: l’ex 189 in via Circonvallazione, un mostro di cemento da 7.000 mq, simbolo di degrado, insicurezza e immobilismo. Un rudere inagibile che ha inghiottito promesse, soldi e occasioni. Ieri sera, in Consiglio Comunale, qualcuno ha deciso di voltare pagina. E qualcuno, ancora una volta, ha scelto di restare fermo: il Partito Democratico ha votato sì, mentre il centrodestra si è astenuto.

E diciamolo con chiarezza: su un passaggio così rilevante per la città, l’astensione non è neutralità, ma una forma di dissenso che evita di dichiararsi fino in fondo.

È l’ennesima occasione in cui il centrodestra volta le spalle a Braida e a Sassuolo.

Noi, invece, quella responsabilità ce la assumiamo.

Con il progetto di rigenerazione investiamo 5,97 milioni di euro per cancellare definitivamente il degrado e restituire dignità a un quartiere e a tutta la città. Non sulla carta, ma nella realtà: ruspe, cantieri, servizi concreti.

Si demolirà un rudere che da trent’anni rappresenta un problema, saranno costruiti spazi che servono davvero, il Centro Antiviolenza Tina, il Centro per le Famiglie, la Casa delle Associazioni; si riporterà sicurezza reale, fatta di presenza quotidiana, non di slogan.

Ma c’è di più, perché Braida non sarà più solo un quartiere che attende risposte, ma diventerà un modello nuovo di servizi, inclusione e rigenerazione urbana, che avrà un impatto positivo sulla vita quotidiana di famiglie, donne da proteggere, volontari che tengono insieme la comunità. È la differenza tra lasciare le cose come sono e scegliere di cambiarle davvero.

Un progetto sostenibile, che è riuscito a raccogliere 1,25 milioni di euro di finanziamenti dalla Regione Emilia-Romagna, nei confronti del quale rammarica constatare un centrodestra che, invece di indicare un’alternativa praticabile, sceglie di nascondersi dietro ai timori, suggerendo il più totale immobilismo.

Con questa decisione, l’Amministrazione e la maggioranza hanno scelto di investire sulla sicurezza autentica contro il degrado, creando spazi pubblici a vantaggio della comunità, dismettendo il pagamento di affitti, e scegliendo la lungimiranza, con un cronoprogramma chiaro e tempi certi: progettazione e gara nel corso del 2026, apertura dei cantieri nel 2027 e completamento dei lavori tra il 2928 e il 2029.

I sassolesi meritano il coraggio di chi sa decidere e prendersi le proprie responsabilità. Per troppo tempo la nostra comunità è stata amministrata da chi non sceglieva, con i risultati che tutti hanno potuto constatare”.

 

Lunedì 30 marzo webinar sulle opportunità del Servizio Civile Universale organizzato dal Centro per l’impiego di Sassuolo

Lunedì 30 marzo webinar sulle opportunità del Servizio Civile Universale organizzato dal Centro per l’impiego di SassuoloPresentare le opportunità offerte dal Servizio Civile Universale e orientare nella scelta dei progetti attivi sul territorio modenese. Sono questi gli obiettivi del webinar informativo promosso dall’Agenzia regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna che si terrà online lunedì 30 marzo alle 15.

L’incontro rappresenta un’occasione per approfondire contenuti, modalità di partecipazione e opportunità del Servizio Civile Universale, un’esperienza di impegno sociale e cittadinanza attiva con un’elevata valenza formativa che i giovani tra i 18 e i 28 anni possono vivere in enti non profit e istituzioni pubbliche.

Nel corso del webinar, organizzato in collaborazione con il Copresc – Coordinamento Provinciale degli Enti di Servizio Civile, verrà presentata una panoramica dei progetti attivi nella provincia di Modena, insieme alle indicazioni operative per candidarsi e accedere alle selezioni.

La partecipazione ai webinar è gratuita, previa iscrizione online a questo indirizzo  https://regioneer.it/SCivileMO26

La scadenza per candidarsi ai vari progetti è l’8 aprile.

Per informazioni:
Centro per l’impiego di Sassuolo –  impiego.sassuolo@regione.emilia-romagna.it

Chiusure programmate lunedì notte sulla A14

Sulla A14 Bologna-Taranto, nelle due notti di lunedì 30 e martedì 31 marzo, con orario 21:00-5:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Imola e Castel San Pietro, verso Bologna, per consentire lavori di manutenzione del cavalcavia di svincolo.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Imola, percorrere la viabilità ordinaria: via Selice, SP610, SP19, SS9 via Emilia, via Cova, via San Carlo e rientrare in A14 alla stazione di Castel San Pietro.

Per consentire lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale, dalle 21:00 di lunedì 30 alle 5:00 di martedì 31 marzo, sarà chiuso il tratto compreso tra l’allacciamento con la A1 Milano-Napoli e l’allacciamento con il Raccordo di Casalecchio, verso Ancona/Padova. L’area di servizio “La Pioppa ovest”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa con orario 20:00-5:00.

In alternativa, chi proviene da Milano ed è diretto verso Ancona/A13 Bologna-Padova, verso Padova, potrà proseguire sulla A1 Milano-Napoli verso Firenze, immettersi sul Raccordo di Casalecchio e poi sulla A14 verso Ancona, o sulla A13 Bologna-Padova in direzione di Padova. Chi è diretto verso Bologna, potrà uscire a Bologna Casalecchio.

Si precisa che la stazione di Bologna Borgo Panigale sarà chiusa in entrata verso Ancona e non sarà raggiungibile in uscita per chi proviene dalla A1 Milano-Napoli.

In alternativa, utilizzare la stazione di Valsamoggia, sulla A1 Milano-Napoli, di Bologna Casalecchio sul Raccordo di Casalecchio o di Bologna Arcoveggio sulla A13 Bologna-Padova.

RAMO VERDE: CHIUSO PER UNA NOTTE IL TRATTO SS9 VIA EMILIA-TANGENZIALE DI BOLOGNA VERSO LA TANGENZIALE

Sul Ramo Verde (Raccordo stazione Bologna Borgo Panigale-Tangenziale), per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 21:00 di lunedì 30 alle 5:00 di martedì 31 marzo, sarà chiuso il tratto compreso tra lo svincolo SS9 via Emilia e l’allacciamento con la Tangenziale di Bologna, in direzione di quest’ultima.

Di conseguenza, lo svincolo SS9 via Emilia sarà chiuso in entrata per chi proviene da Modena e da Bologna Centro ed è diretto verso la Tangenziale.

Lo svincolo di San Giovanni in Persiceto non sarà raggiungibile in uscita per chi proviene dalla stazione di Bologna Borgo Panigale (A14 Bologna-Taranto) e sarà chiuso in entrata verso la Tangenziale.

In alternativa alla chiusura del tratto, dopo l’uscita sulla SS9 via Emilia, percorrere la viabilità ordinaria: SS9 via Emilia e viale Alcide De Gasperi ed entrare in Tangenziale allo svincolo 2 Borgo Panigale.

Mezza Maratona d’Italia: stamane a Maranello inaugurato il Villaggio degli Atleti

Mezza Maratona d’Italia: stamane a Maranello inaugurato il Villaggio degli AtletiL’inaugurazione del Villaggio degli Atleti ha aperto ufficialmente questa mattina la tre giorni della Mezza Maratona d’Italia ‘Memorial Enzo Ferrari’.
Il piazzale presso il Museo, dove i primi iscritti stanno ritirando il pettorale e il pacco gara, ha iniziato ad animarsi in vista della manifestazione e sul palco si è tenuto il taglio del nastro con gli amministratori dei quattro Comuni coinvolti: Maranello, Fiorano, Formigine e Modena.
La partenza della prima gara, la Family Run non competitiva da 5 km, è prevista per domani, sabato 28 marzo, alle 15: si parte sempre nei pressi del Museo Ferrari.
Domenica 39 marzo la 21 e le 10 km partiranno invece, rispettivamente, alle 9:30 e alle 10:30.

Ieri sera la terza seduta dell’anno del Consiglio comunale di Formigine

Ieri sera la terza seduta dell’anno del Consiglio comunale di Formigine
immagine d’archivio

La terza seduta del 2026 del Consiglio comunale di Formigine ha aperto i lavori con la discussione e l’approvazione delle modifiche al regolamento comunale per l’assegnazione e gestione degli orti per anziani. Con questo aggiornamento del regolamento, l’Amministrazione comunale conferma la priorità della realizzazione e gestione degli orti come strumento per integrare le fasce più anziane della popolazione, in un’ottica di partecipazione, sicurezza e inclusività.

L’utilizzo di aree destinate a colture ortive, consente infatti di perseguire finalità sociali ricreative con attività all’aria aperta che prevedano anche lo scambio generazionale e la trasmissione di saperi in ambito ambientale. È quasi terminata la realizzazione degli orti nella località di Tabina, ed è obiettivo futuro dell’Amministrazione allargare questa esperienza in futuro anche ad altre località, una volta verificati, nei prossimi mesi, gli esiti di questa iniziativa su Magreta.  Il regolamento approvato ha introdotto alcune novità: prevedere la possibilità di ampliare le aree destinate a orti urbani, definire i criteri di assegnazione e le priorità per le aree interessate dagli ampliamenti del Villaggio degli orti, revisionare terminologia, procedure e adeguarsi alle normative vigenti.

Successivamente sono state votate tre delibere di natura urbanistica, con il secondo passaggio consiliare del Piano Urbanistico Generale, ovvero l’approvazione definitiva dopo la adozione già fatta in Consiglio comunale nel 2023: oltre al piano urbanistico vero e proprio, il consiglio ha approvato anche l’ “accordo territoriale fra la Provincia di Modena e il Comune di Formigine finalizzato alla condivisione degli obiettivi di sostenibilità e criteri insediativi per gli ambiti produttivi localizzati a sud del territorio comunale di Formigine”, nonché il nuovo regolamento edilizio comunale, che rappresenta lo strumento operativo che utilizzeranno cittadini, famiglie e imprese.

In chiusura dei lavori, il consiglio ha approvato una mozione dal titolo “Educazione alla cura dei beni comuni – risoluzione”, che impegna la Sindaca e la Giunta, tra le altre cose, a promuovere il progetto “Puliamo il mondo” di Legambiente, inserendolo nei progetti di riqualificazione scolastica, e a istituire un Tavolo di Progettazione Educativa sul tema.

Cultura, arte e musica a Fiorano Modenese

Cultura, arte e musica a Fiorano ModeneseIl fine settimana a Fiorano Modenese si arricchisce di arte, cultura e musica, grazie agli eventi organizzati dalle associazioni del territorio.

Sabato 28 marzo, alle ore 16, inaugura a Fiorano Modenese, la mostra personale di Ermanno Vecchi “Movimenti”, presso Casa delle Arti Vittorio Guastalla. Parte critica a cura di Tina de Falco. L’esposizione, a cura dell’associazione Arte e Cultura, resterà visitabile anche domenica 29 marzo e dal 4 al 6 aprile dalle 16 alle 19

Domenica 29 marzo, alle ore 17, presso il Centro Via Vittorio Veneto, in via Vittorio Veneto 94 a Fiorano, torna la rassegna “Incontri al Centro”, ospite Monica Iotti, nota influencer modenese, seguita sui social per i suoi contenuti dedicati allo stile. Monica Iotti dialogherà con Gian Carla Moscattini e presenterà il suo ultimo libro “L’eleganza è servita”, che raccoglie riflessioni sul modo di vivere con gusto, equilibrio ed armonia. Sarà poi a disposizione per il firma copie. La partecipazione è gratuita, fino ad esaurimento posti.

Sempre domenica alle 17, presso Villa Cuoghi, Saliha Sultan presenta il suo libro “La bambina di Kabul. Una storia vera“, per la rassegna “Il tè delle 5”. L’autrice verrà intervistata da Giovanna Ferrari, presentazione di Tina de Falco, letture di Laura Guerrino e Maria Giovannelli, con l’accompagnamento musicale di Giovanni Pietri. Al termine, seguirà il consueto rito del tè. Ingresso libero e gratuito. Evento a cura dell’associazione INArte.

In serata, alle 18, la Fonoteca Soneek Room di Casa Corsini, a Spezzano apre all’ascolto musicale condiviso e commentato, con “So Lonely, itinerario nel mondo della musica che ruota attorno al tema della solitudine, condotto da Bianca Giugni Leoni dell’associazione Lumen. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

CAM Edilizia 2025: a Sassuolo il seminario tecnico sui nuovi criteri ambientali minimi

CAM Edilizia 2025: a Sassuolo il seminario tecnico sui nuovi criteri ambientali minimi
Immagine d’archivio – Autore: Alan Tamburini

Si è svolto nella sede centrale di Confindustria Ceramica a Sassuolo il seminario tecnico di approfondimento dedicato ai nuovi CAM per l’edilizia 2025, entrati in vigore il 2 febbraio di quest’anno.

I CAM, criteri ambientali minimi definiti dal Ministero dell’Ambiente, rappresentano lo strumento con cui la Pubblica Amministrazione orienta gli appalti per la progettazione e realizzazione di edifici, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale delle opere lungo l’intero ciclo di vita. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto sul D.M. 24/11/2025, che ha aggiornato e sostituito i precedenti criteri, integrando anche il correttivo del 2024 e rafforzando il ruolo dei CAM nel quadro del Codice dei contratti pubblici.

Nel corso dei lavori è stato illustrato come il nuovo decreto sia il risultato di un impegno triennale che ha coinvolto amministrazioni pubbliche, associazioni di categoria – tra cui Confindustria Ceramica, che ha reso disponibili le nuove linee guida – e operatori del settore. Sono intervenuti rappresentanti istituzionali e tecnici, che hanno approfondito i diversi aspetti del nuovo impianto normativo e le sue ricadute applicative lungo tutta la filiera delle costruzioni.

Nel suo intervento, Sergio Saporetti, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha illustrato le principali innovazioni introdotte dal decreto, soffermandosi sull’impostazione generale dei nuovi CAM e sul loro inquadramento normativo. In particolare, è stato evidenziato come il decreto definisca in modo più chiaro il sistema dei criteri, articolato tra progettazione, affidamento ed esecuzione dei lavori, e come ciascun requisito sia accompagnato da specifiche modalità di verifica.

Un approfondimento sulla metodologia LCA (Life Cycle Assessment) e LCC (Life Cycle Costing) è stato invece curato da Caterina Gargari, esperto LCA, coord. gl UNI “Sostenibilità in edilizia”, che ha spiegato l’evoluzione degli strumenti di analisi del ciclo di vita degli edifici: i nuovi CAM introducono una metodologia semplificata, armonizzata a livello europeo, che rende tali strumenti parte integrante della valutazione di sostenibilità, considerando non solo gli impatti ambientali ma anche i costi lungo l’intera vita utile dell’opera.

Il tema dell’applicazione operativa dei requisiti CAM è stato affrontato da Riccardo Pascolo, del Centro Ceramico, che ha declinato le modalità di verifica dei criteri e il ruolo della documentazione tecnica nella dimostrazione della conformità. È stato sottolineato come la conformità ai CAM non possa essere autodichiarata, ma debba essere dimostrata attraverso evidenze oggettive, e come progettisti e direzione lavori abbiano un ruolo centrale nel controllo dei requisiti.

Un focus dedicato ai prodotti della filiera ceramica nei nuovi CAM è stato presentato da Alfonsina Di Fusco, di Confindustria Ceramica, che ha analizzato il posizionamento dei materiali ceramici all’interno del sistema dei criteri: i CAM intervengono su numerosi aspetti progettuali e tecnici nei quali prodotti come laterizi, piastrelle e sanitari sono direttamente coinvolti.

La sessione finale, dedicata a domande e confronto con i partecipanti, ha confermato il grande interesse verso le modalità applicative dei nuovi criteri e la necessità di strumenti chiari a supporto di progettisti, stazioni appaltanti e operatori del settore.

L’incontro si è concluso con un confronto sulle prospettive di applicazione dei nuovi criteri ambientali minimi, letti non solo come un obbligo normativo, ma anche e soprattutto come un’opportunità e uno strumento di orientamento e innovazione per il settore delle costruzioni, in grado di accompagnare l’evoluzione delle pratiche progettuali e produttive verso modelli più sostenibili.

Canale scolo acque via Ancora: in attesa dell’esito delle istanze inviate all’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e Protezione Civile

Canale scolo acque via Ancora: in attesa dell’esito delle istanze inviate all’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e Protezione CivileL’ultima interrogazione discussa nel Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Gian Francesco Menani, Lega, avente ad oggetto: “Canale di scolo acque in via Ancora”

“Premesso che – si legge nell’interrogazione – da via Ancora parte un canale che porta le acque meteoriche di gran parte del villaggio artigiano, a nord di Sassuolo, direttamente in Secchia; tale conduttura scaricava le acque a lato di via Ancora allagando la sede stradale in occasione di temporali anche di non forte intensità; Considerato che: si è venuta a creare una voragine profonda circa 20 metri in quanto l’argine del canale si è rotto forse conseguenza delle tane degli istrici ben presenti nella zona; si è venuta a creare una situazione di pericolo per chi dovesse inavvertitamente cadere dentro. lnterrogo il Sindaco e la Giunta per sapere se l’attuale amministrazione è a conoscenza e sta valutando il problema. Quali iniziative intendono mettere in campo Sindaco e giunta per risolvere il problema se si intende intervenire; se saranno messe in campo iniziative per mettere in sicurezza l’area; a quanto ammonterà la spesa dell’intervento”.

Ha risposto l’Assessore all’Ambiente Andrea Baccarani.

“In relazione all’interrogazione in oggetto si rappresenta all’interrogante che il franamento spondale del canale, peraltro già segnalato in precedenza per vie brevi dal Consigliere Bonettini, è noto all’Amministrazione la quale, tramite gli Uffici preposti, ha provveduto a inviare una prima opportuna comunicazione all’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e Protezione Civile al fine di segnalare il danno subìto dall’infrastruttura idraulica a seguito degli eventi meteorologici avversi occorsi nel giugno 2024 per l’inserimento in un piano di interventi urgenti di protezione civile. La proposta di intervento, che prevedeva il ripristino della sponda destra, la risagomatura del canale e la realizzazione di opere di rinforzo verso l’area di cava, non ha purtroppo ricevuto risposta positiva.

A seguito degli eventi meteorologici di giugno 2025, avendo l’Agenzia aperto una nuova ricognizione danni, è pertanto stato segnalato da parte degli Uffici preposti l’aggravamento della situazione di franamento.

Seppure, ad oggi, l’intervento non sia stato inserito nei piani di risanamento post eventi di giugno 2024 e giugno 2025, si rileva tuttavia come l’Agenzia abbia promosso ad inizio 2026 nuovi aggiornamenti sullo stato dei danni rilevati dai Comuni e non ancora inseriti nei piani di ricostruzione, in cui gli Uffici preposti hanno nuovamente inserito la necessità di intervento sul canale oggetto della presente interrogazione.

Restiamo pertanto in attesa dell’esito di tale nuova istanza.

Per quanto riguarda la messa in sicurezza dell’area, finalizzata in primo luogo a tutelare l’incolumità dei fruitori dei percorsi lungo il fiume Secchia, si rileva che nel luglio 2025 SGP ha provveduto a transennare lato via Ancora e lato Secchia l’accesso allo stradello che corre lungo il canale, con reti metalliche e idonea cartellonistica di segnalazione.

A seguito di successivo sopralluogo, avendo rilevato che le reti lato Secchia erano state rimosse da ignoti, le stesse sono state riposizionate.

La spesa dell’intervento ad oggi non può essere definita nel dettaglio, in quanto per stimare adeguatamente l’intervento occorre preventivamente valutare con gli Enti preposti gli aspetti idraulici, ambientali e paesaggistici.

Si ribadisce infine l’intenzione dell’Amministrazione di ripristinare l’officiosità idraulica del canale, ove possibile con accesso alle fonti di finanziamento sopra descritte destinate ad eventi metereologici eccezionali: lo stato dello smottamento è oggetto di monitoraggio da parte degli uffici preposti”.

 

Sede distaccata Unimore a Sassuolo? A rispondere a Vandelli (Gruppo Misto) è sempre il Sindaco Mesini

Sede distaccata Unimore a Sassuolo? A rispondere a Vandelli (Gruppo Misto) è sempre il Sindaco MesiniLa sesta interrogazione discussa nel consiglio di ieri sera era sempre a firma di Giuseppe Vandelli, Gruppo Misto, avente ad oggetto “Università a Sassuolo“.

“Nel corso della precedente consiliatura, l’amministrazione aveva avviato un interlocuzione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia per valutare il trasferimento di alcune facoltà di ingegneria dell’Ateneo in una sede distaccata in città; in data 26/4/24 a prot. 1968/2024 è pervenuta la richiesta pec ad oggetto “Richiesta spazi per attività universitarie nella città di Sassuolo” proveniente dall’allora Rettore di UNIMORE; con la Delibera di Giunta n.85 del 2024 il Comune di Sassuolo ha individuato alcune aree da mettere a disposizione degli studenti universitari con l’obbiettivo di adottare momentaneamente le Paggerie come sede provvisoria dell’.Ateneo per poi trasferirla in modo definitivo nell’ex macello di via Pia, una volta completata la ristrutturazione del medesimo. Considerato che: dopo l’insediamento della nuova amministrazione, la destinazione delle Paggerie è stata ridefinita attraverso il progetto “Paggerie Bene Comune”, mentre non si è più avuta notizia (ne via stampa, ne attraverso atti formali) di un proseguimento del dialogo con l’Università; il distaccamento di alcuni corsi del dipartimento di Ingegneria a Sassuolo costituirebbe una grande risorsa per la città, conferendogli il titolo di città universitaria e contribuendo all’avvicinamento di UNIMORE al distretto ceramico, nell’ottica di far incontrare domanda e offerta di lavoro per i giovani studenti che si interfaccerebbero direttamente col settore, attraverso corsi, stage, esperienze di tirocinio e formazione Si interrogano il Sindaco e la giunta per sapere: se sia ancora in atto un interlocuzione con UNI MORE per valutare il distaccamento di alcune facoltà di laurea in città; in caso affermativo, quali progetti si stanno definendo; in caso contrario, quali siano le motivazioni della cessazione del dialogo e se l’amministrazione sia intenzionata a riprenderlo”.

Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini

“In riferimento all’interrogazione in oggetto, si precisa innanzitutto che non è mai pervenuta alcuna richiesta da parte dell’Università di Modena e Reggio Emilia finalizzata al trasferimento della Facoltà di Ingegneria in una sede distaccata sul territorio comunale.

Diversamente, come indicato, risulta agli atti dell’Amministrazione – con regolare protocollo – una richiesta di disponibilità di spazi per lo svolgimento di attività universitarie, presentata dal precedente Rettore. L’Amministrazione comunale, attraverso la Giunta e il Sindaco, ha sempre mantenuto attivi e costruttivi i rapporti con l’Università di Modena e Reggio Emilia, sia nel corso del rettorato del professor Adolfo Porro, sia con l’attuale Magnifica Rettrice, Professoressa Rita Cucchiara. Come correttamente richiamato, le Giunte si esprimono attraverso gli atti: in tale direzione, è volontà dell’Amministrazione proseguire e rafforzare il percorso di collaborazione istituzionale già avviato. L’obiettivo è quello di costruire, già nei prossimi mesi, le condizioni per una collaborazione sempre più stretta e proficua con l’Università, sotto diversi profili. In particolare, si sta lavorando alla possibilità di mettere a disposizione spazi – anche all’interno delle Paggerie – per attività didattiche, di orientamento e ulteriori iniziative universitarie. Tale percorso si inserisce in una strategia più ampia volta a valorizzare la presenza dell’Università sul territorio, rafforzandone il radicamento nella città e promuovendone le attività a beneficio della comunità locale”.

QUESTO ARTICOLO E’ STATO CORRETTO IN DATA 3 APRILE 2026 POICHE’ RIPORTAVA ERRONEAMENTE IL NOME DI GIACOMO ANZICHE’ GIUSEPPE VANDELLI. CI SCUSIAMO PER L’ERRORE. 

Il Sindaco sull’interrogazione di Vandelli (Gruppo Misto) in merito alla Moschea di via Atene

Il Sindaco sull’interrogazione di Vandelli (Gruppo Misto) in merito alla Moschea di via AteneLa quinta interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Giacomo Vandelli, Gruppo Misto, avente ad oggetto “Moschea abusiva di Via Atene“.

“Premesso che – si legge nell’interrogazione – i locali di Via Atene 6, in cui è insediata l’associazione culturale islamica ‘AI-Huda’, non hanno una destinazione d’uso funzionale ad attività di culto; in data 27/10/2025 ho presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale, segnalando elementi che attesterebbero un uso improprio dei locali. Il giorno successivo ho protocollato una segnalazione formale via pec al Sindaco; all’interno della segnalazione era allegata la fotografia di un volantino, distribuito durante le Fiere d’Ottobre e privo di intestazione, nel quale si affermava la presenza di due moschee a Sassuolo, quando formalmente ne risulta una sola. Si segnalava inoltre l’esistenza, sul sito mawaqit.net, di una pagina riportante gli orari di preghiera riferiti al centro “AI-Huda”.

Considerato che: in risposta alla suddetta interrogazione, il Sindaco ha affermato che avrebbe provveduto ad effettuare i controlli necessari e, in caso di riscontro di irregolarità, avrebbe preso gli opportuni provvedimenti. Si interrogano il Sindaco e la giunta per sapere: quale esito abbiano avuto i controlli effettuati a seguito dell’interrogazione e della segnalazione formale presentata il 28/10/2025; se siano state riscontrate attività di culto all’interno del locale; nel caso sia stato rilevato l’abuso edilizio, quali provvedimenti si intende adottare; Considerato inoltre che: in un video diffuso il 23/11/2025 sulle pagine social del Sindaco, si fa esplicitamente riferimento ai locali di via Atene, divulgando filmati che ritraggono l’interno dell’immobile, sulla cui parete si vede visibilmente proiettatata a schermo la pagina di mawaqit.net relativa agli orari di culto; all’interno del filmato è il Sindaco stesso a riferirsi al locale chiamandolo “moschea”. Si interroga il Sindaco per sapere: se sia dunque consapevole del fatto che all’interno dei locali sopra citati si effettuino attività di culto; in caso affermativo, se non ritenga opportuno intervenire tramite la pubblicazione di un’ordinanza che ripristini la destinazione d’uso originale”.

Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini.

“A seguito della segnalazione prot. 50253 del 28/10/2025, il personale dello Sportello Unico Edilizia del Comune di Sassuolo, unitamente alla Polizia Locale, ha effettuato un sopralluogo in data 20 novembre 2025 presso l’immobile di Via Atene n. 6 . Dall’accertamento è emerso che lo stato legittimato dell’unità immobiliare è definito dalla pratica edilizia PE 2020/0518, che prevede due locali a uso magazzino, con destinazione urbanistica U9 (Attività commerciali all’ingrosso, magazzini e depositi connessi). I tecnici hanno riscontrato la presenza di manufatti in difformità rispetto allo stato autorizzato, nello specifico:

  • un’arcata in cartongesso con pilastri, prospicente l’ingresso;
  • pareti mobili in alluminio a circa metà altezza dei locali, prive di copertura;
  • un piano cottura collegato all’impianto gas.

Nei locali era altresì presente un esiguo numero di persone – oltre al legale rappresentante dell’associazione – alcune delle quali presumibilmente raccolte in preghiera. I locali risultavano arredati con materassini a terra e baldacchino, le difformità edilizie riscontrate sono state classificate come Manutenzione Straordinaria non autorizzata ai sensi della L.R. 15/2013.

In data 29 dicembre 2025, il Direttore del Settore II ha emesso la comunicazione di avvio del procedimento finalizzato all’adozione dei provvedimenti previsti dall’art. 16 bis della L.R. 23/2004 e ss.mm.ii. (Titolo SUE n. 2025/1022-ABU, Fascicolo Abuso 16/2025), notificata alla proprietà dell’immobile, Associazione di Cultura Al Huda, e al comodatario Amici della Comunità Islamica di Modena. Alle parti è stato concesso un termine di 30 giorni per la presentazione di memorie.

Con comunicazione prot. 3365 del 26 gennaio 2026, la proprietà – nella persona del legale rappresentante – ha dichiarato l’avvenuta conformazione dello stato dei luoghi, comunicando in particolare:

  • la demolizione dell’arcata decorativa in cartongesso prospiciente l’ingresso;
  • la demolizione di tutte le pareti mobili in alluminio;
  • la rimozione del piano cottura (dichiarato non funzionante per assenza di allacciamento alla rete gas).

A corredo della comunicazione è stata prodotta documentazione fotografica attestante la rimozione delle opere.

In data 4 febbraio 2026, il personale ha effettuato un sopralluogo di verifica del ripristino dichiarato, accertando quanto segue:

  • i manufatti abusivi (arcata in cartongesso, pareti mobili in alluminio e piano cottura) risultano rimossi, in conformità con quanto dichiarato dalla proprietà;

Sotto il profilo urbanistico-edilizio, le difformità strutturali oggetto del procedimento ex art. 16 bis L.R. 23/2004 risultano pertanto rimosse. La relazione di sopralluogo del 4 febbraio 2026 è stata protocollata con n. 0012969/2026 del 19/03/2026.

Il procedimento ex art. 16 bis L.R. 23/2004 si è pertanto concluso con il ripristino delle difformità edilizie contestate, ferma restando la vigilanza degli uffici competenti e della Polizia Locale sul corretto utilizzo dell’immobile in conformità alla destinazione urbanistica legittimata”.

QUESTO ARTICOLO E’ STATO CORRETTO IN DATA 3 APRILE 2026 POICHE’ RIPORTAVA ERRONEAMENTE IL NOME DI GIACOMO ANZICHE’ GIUSEPPE VANDELLI. CI SCUSIAMO PER L’ERRORE. 

Nuovi spazi dedicati ai giovani: Lenzotti risponde al Partito Democratico

Nuovi spazi dedicati ai giovani: Lenzotti risponde al Partito Democratico La quarta interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Paola Maffei, Pierluigi Roli e Marco Montanari Partito Democratico, avente ad oggetto “Sulla funzione culturale e sociale dei nuovi spazi pubblici dedicati ai giovani”.

“Nel mese di gennaio – si legge nell’interrogazione –  sono state inaugurate le Biblioteche Cionini, e lo spazio delle Paggerie, di prossima apertura, rappresenta un ulteriore intervento significativo nel disegno degli spazi pubblici della comunità; tali luoghi sono pensati con una particolare attenzione alle giovani generazioni, ma possono diventare anche spazi di incontro aperti all’intera comunità; la crescente difficoltà di relazione diretta e di confronto non mediato costituisce una delle questioni più evidenti del nostro tempo; Considerato che la cultura non si costruisce soltanto attraverso la programmazione di eventi, ma soprattutto nel campo, qui e ora, attraverso la presenza, il dialogo e il confronto diretto tra le persone; la comunicazione digitale e l’uso diffuso dei social hanno profondamente trasformato il modo di relazionarsi, spesso riducendo le occasioni di incontro reale e di scambio diretto; diventa quindi sempre più importante valorizzare luoghi pubblici capaci di favorire la partecipazione, il confronto e la costruzione di relazioni autentiche; Ritenuto che spazi come le Biblioteche Cionini e le Paggerie possano rappresentare non solo luoghi culturali, ma anche ambienti capaci di stimolare una partecipazione giovanile viva e consapevole;

tali spazi possano contribuire a motivare entusiasmo nelle nuove generazioni, valorizzando la curiosità, l’intuizione e la ricerca del nuovo; sia importante favorire percorsi che incoraggino i giovani a mettersi in gioco, sviluppando idee, progettualità e capacità di immaginare il proprio futuro; questo percorso debba essere aperto e inclusivo, non imprigionato in logiche di contrapposizione politica, ma orientato alla crescita personale, alla responsabilità civica e alla costruzione del futuro; Si chiede al Sindaco e alla Giunta come si intenda valorizzare questi nuovi spazi affinché diventino luoghi capaci di stimolare la partecipazione attiva dei giovani; quali iniziative e percorsi si immaginino per sostenere la curiosità, la creatività e la ricerca di nuove opportunità, anche in relazione alle prospettive di lavoro e di realizzazione personale delle nuove generazioni; in che modo si intenda favorire in questi luoghi un clima di apertura e confronto, capace di alimentare entusiasmo, fiducia e senso di comunità. Si ritiene infine che investire in luoghi di incontro reale, in cui i giovani possano confrontarsi, sperimentare idee e sviluppare il proprio potenziale, rappresenti un passo importante per costruire una comunità capace di guardare al futuro con responsabilità e fiducia”.

 

Ha risposto la Vicesindaco Serena Lenzotti.

“Questa interrogazione coglie un punto reale e importante. Va detto con chiarezza: oggi la sfida non è semplicemente riempire spazi, ma fare in modo che i cittadini possano migliorare la propria qualità della vita attraverso i servizi e i luoghi della città, riconoscendosi in essi e vivendoli come spazi di benessere. La Biblioteca Cionini rappresenta un servizio pubblico gratuito di grande valore per la comunità. Grazie anche ai recenti interventi di qualificazione, sta evolvendo sempre più in un luogo di riferimento culturale, dove la presentazione di autori riconosciuti a livello nazionale trova una sede naturale. Uno spazio accogliente e di qualità, dove è possibile approfondire, riscoprire e coltivare le proprie passioni. Le Paggerie, invece, rappresentano per Sassuolo un’opportunità nuova: non un luogo “per i giovani”, ma un luogo dei giovani. Ed è un cambiamento di prospettiva sostanziale. Le ricerche più recenti lo evidenziano con chiarezza.  Il Rapporto Giovani 2024 segnala una diffusa insoddisfazione rispetto all’attenzione delle istituzioni: oltre l’80% dei giovani la considera inadeguata. Allo stesso tempo, emerge un dato altrettanto significativo: quando ai giovani vengono offerti spazi reali e concrete possibilità di partecipazione, la risposta è presente ed è forte. Questa tematica, estremamente attuale, è al centro anche del confronto promosso dalla Regione Emilia-Romagna sulle politiche giovanili e sugli spazi culturali e i modelli territoriali, a conferma di quanto il tema sia oggi prioritario. C’è poi un ulteriore elemento che non possiamo ignorare: una crescente solitudine relazionale. Studi recenti descrivono una generazione sempre più connessa, ma anche sempre più sola, che sente il bisogno di tornare a incontrarsi realmente, non solo attraverso uno schermo. È quindi necessario che la politica sia all’altezza di questa domanda. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che questi spazi diventino luoghi in cui i giovani possano vivere, partecipare e contribuire attivamente al cambiamento della città. Per questo la direzione si articola su alcuni punti fondamentali. Primo: fiducia.  Significa aprire alla progettazione dal basso, lasciare margini di autonomia e accettare anche il rischio dell’errore. Secondo: dare concretezza alle idee.  Oggi esiste una direzione precisa anche a livello nazionale ed europeo: programmi sugli spazi civici di comunità, bandi ANCI, fondazioni bancarie e private stanno investendo sempre più nella rigenerazione di spazi attraverso progettualità under 35. È fondamentale intercettare queste opportunità e costruirle insieme ai giovani. Terzo: riconoscere che le forme di partecipazione sono cambiate.  I giovani oggi non cercano contenitori tradizionali, ma modalità più libere, orizzontali, ibride tra presenza fisica e dimensione digitale. Le Paggerie possono rappresentare una risposta concreta, ma solo se pensate come luoghi aperti, accessibili e dinamici: spazi in cui studiare, ma anche creare; in cui stare, ma anche progettare; in cui incontrarsi, ma anche immaginare il proprio futuro. Qui sta il punto politico: rispondere a un bisogno reale è già una scelta significativa, ma farlo riconoscendo un ruolo da protagonisti ai giovani lo è ancora di più. Perché costruire spazi di incontro oggi significa costruire i cittadini di domani. Per questo investire su questi luoghi non è un intervento culturale tra gli altri, ma una scelta strategica per il futuro della città: una città che non chiede ai giovani di adattarsi, ma li mette nelle condizioni di incidere davvero”.

L’Assessore all’Ambiente circa l’interrogazione di M5S sulle protezioni plastiche nelle piantumazioni urbane

L’Assessore all’Ambiente circa l’interrogazione di M5S sulle protezioni plastiche nelle piantumazioni urbane
immagine di repertorio

La terza interrogazione discussa nel Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Alberto Bonettini, Movimento 5 stelle, avente ad oggetto: “Manutenzione e rimozione dispositivi di protezione plastici nelle messa a dimora (piantumazioni) urbane di nuove piante”.

“Negli ultimi anni – si legge nell’interrogazione –  l’Amministrazione comunale ha incrementato significativamente gli interventi di messa a dimora di nuove alberature in diverse zone della città; in particolare, anche attraverso il progetto legato ai nuovi nati, sono stati realizzati piccoli boschi urbani, tra cui quelli situati lungo la circonvallazione di via Palestro e nell’area adiacente al Pala Paganelli; al momento della messa a dimora, le giovani piante vengono dotate di sistemi di irrigazione e di dispositivi di protezione in plastica alla base del fusto, al fine di tutelarle da danni causati da piccoli animali o dall’utilizzo di decespugliatori. Si interrogano Sindaco e Giunta per sapere: Se siano a conoscenza della situazione sopra descritta nelle aree indicate e, più in generale, nelle altre zone oggetto di recenti messa a dimora di nuove piante; se l’Amministrazione intenda procedere alla rimozione delle protezioni deteriorate attualmente presenti; se, per le future messe a dimora, sia possibile prevedere nei capitolati d’appalto specifiche clausole che impongano la rimozione delle protezioni dopo un determinato periodo; se si intenda valutare l’utilizzo di materiali biodegradabili o soluzioni alternative a minor impatto ambientale”.

 

Ha risposto l’Assessore all’Ambiente Andrea Baccarani.

“In merito all’interrogazione presentata dal Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle di Sassuolo inerente le attività di installazione e successiva rimozione dei dispositivi detti “shelter” alla base delle nuove piante, al fine di evitare la dispersione di microplastiche nel suolo e eventuali marciumi del fusto delle alberature, la presente per informare che l’installazione degli shelter alla base delle nuove alberature, da anni impiegati in agricoltura e in ambito forestale oltre che in contesti urbani, hanno la funzione di salvaguardare le piante ornamentali e le siepi. Generalmente in plastica riciclata, si presentano nella maggior parte dei casi in forma quadrata o circolare e vengono installate al fine di creare una barriera fisica tra la parte basale della pianta, una prima parte del fusto o all’occorrenza dell’intera pianta e il contesto circostante (esempio fenomeni atmosferici, animali, interventi di tipo meccanico).

Nelle due aree citate nell’interrogazione oggetto di piantumazione (polo scolastico e ex Goya), gli interventi sono stati svolti rispettivamente nel 2017 e tra il 2020 e il 2023, con la sostituzione degli esemplari non sopravvissuti tra il 2024 e 2025. In occasione dell’espletamento delle attività sono stati posizionati appositi shelter alla base delle piante, per le motivazioni anzidette, e dischi realizzati in fibra 100% naturale e biodegradabile con funzione di pacciamatura, al fine di ridurre notevolmente la germinazione e lo sviluppo delle infestanti e di limitare l’evaporazione e il consumo dell’acqua d’irrigazione durante la stagione estiva.

L’Amministrazione è conoscenza del fatto che i collari posti alla base delle nuove alberature, nel tempo, possano danneggiarsi o banalmente aprirsi, considerando che si tratta di elementi ad incastro: proprio per questo durante le attività di monitoraggio degli impianti di irrigazione, gli operatori in forza alla squadra Verde SGP tra le altre attività si occupano del recupero del materiale non più utilizzabile o eventualmente del loro riposizionamento. Si concorda con l’interrogante sul fatto che questa attività vada svolta in futuro con maggiore regolarità, per cui si stanno valutando alcune opzioni:

  • inserire negli appalti di prossima realizzazione una voce che contempli la rimozione delle protezioni installate mediamente nei 4/5 anni antecedenti (periodo di durabilità stimato dalle ditte produttrici del materiale). Questa modalità potrebbe essere prevista solo per le iniziative circoscritte all’interno di un’unica area verde, mentre per le restanti aree si renderebbe necessario l’intervento della squadra Verde in forza ad SGP o il personale volontario iscritto al registro del volontario singolo del Servizio Civico di Comunità;
  • impiegare materiale biodegradabile. Già in occasione dell’intervento di piantumazione previsto il 28 marzo p.v. c/o le aree verdi di via Berna si procederà infatti con l’installazione di shelter in cartoncino biodegradabile ad uso forestale (di cui si allega scheda). La durata di queste protezioni risulterà nettamente inferiore, stimata dalla ditta produttrice in massimo due anni in condizioni standard. Qualora l’appalto in essere avesse qualche risparmio, si valuterà l’acquisto di ulteriori stock in sostituzione del polipropilene per i parchi e le aree scolastiche già piantumate o oggetto di nuovo intervento;
  • evitare ove possibile lo svolgimento delle operazioni di finitura sul perimetro delle alberature, intervenendo solo con operazioni di taglio dell’erba tra un filare e l’altro o nelle aree prative. Questo accorgimento risulterà indispensabile in caso di rimozione dei collari, in quanto si concretizzerebbe il rischio di danneggiamento del colletto delle piante durante l’operazione meccanica, nucleo fondamentale per garantire nel tempo la sua salute e stabilità. Si tratterebbe di una operazione meno gradevole alla vista, ma migliorativa della qualità di vita dell’albero, permettendo di mantenere il terreno umido, fresco e protetto, riducendo l’evaporazione dell’acqua e proteggendo le radici dagli sbalzi termici, oltre che migliorando la struttura del terreno”.

 

L’Assessore Ferrari risponde all’interpellanza sull’Associazione TILT e Fratelli d’Italia replica

L’Assessore Ferrari risponde all’interpellanza sull’Associazione TILT e Fratelli d’Italia replicaLa seconda interrogazione discussa ieri nel Consiglio Comunale era a firma di Stefania Giavelli, Luca Caselli, Alessandro Lucenti e Anna Maria Anselmi di Fratelli d’Italia, avente ad oggetto: “INTERPELLANZA consiliare in merito alla concessione di contributo a TILT Associazione Giovanile APS e alla disciplina del conflitto di interessi”

“Tilt Associazione Giovanile APS è un’associazione culturale con sede in Fiorano – si legge nell’interrogazione – dal 29/10/2023 il ruolo di rappresentante legale di tale Associazione è stato conferito alla coniuge di un assessore facente parte dell’attuale Giunta comunale. Con delibera di giunta comunale nr. 158 del 5/9/24 è stato approvato un accordo con l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico per la gestione degli adempimenti conseguenti l’approvazione e finanziamento del progetto GAL2024 10^ edizione; con successiva determinazione nr 684 dell’11/11/2024, in esecuzione di quanto disposto nella delibera nr. 158, è stato deciso di concedere contributo da parte del Comune di Sassuolo di 1250,00 euro a favore della summenzionata Associazione e di impegnare tale somma sull’esercizio finanziario 2024. La determina è stata firmata dallo stesso dirigente di riferimento dell’Assessore di cui trattasi. Interpellano il Sindaco e la Giunta comunale affinché chiariscano: Se la concessione di contributo da parte del Comune di Sassuolo ad un ente riconducibile ad un assessore o suo congiunto non sia da considerarsi contraria ai principi che regolano il codice di comportamento degli amministratori pubblici; se prima o durante la seduta di giunta, l’Assessore di cui trattasi abbia informato Segretario Generale, Sindaco e componenti della Giunta del potenziale conflitto di interesse; se il Segretario Generale, il Sindaco e gli altri componenti della giunta, che hanno votato la già citata delibera, fossero a conoscenza della circostanza riportata al secondo punto in premessa; se si ritenga opportuno che un assessore, la cui coniuge è rappresentante legale dell’Associazione beneficiaria del contributo, partecipi alla seduta e alla votazione finalizzata all’approvazione del progetto finanziato; se si ritiene che, nella fattispecie, siano stati garantite imparzialità e trasparenza. Quali azioni intendano intraprendere Sindaco e Giunta in merito alla questione di cui alla presente interpellanza”.

Ha risposto l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Federico Ferrari

“Gentili consigliere e consiglieri, nel ringraziarvi per l’interpellanza e per la sensibilità mostrata sul tema, prima di procedere nella risposta puntuale, è necessario fare due premesse. La prima. La collaborazione fra TILT Associazione Giovanile APS e il Comune di Sassuolo non inizia con la nomina della Giunta Mesini, ma nell’anno 2017. Da un estratto conto effettuato dalla ragioneria del Comune, l’Associazione in questione ha realizzato diverse attività nel corso di questi nove anni, beneficiando di contributi pubblici per un ammontare di:

–         11.789,18€ dalla Giunta Pistoni tra il 2017 e il 2019

–         36.237,72€ dalla Giunta Menani tra il 2019 e il 2024

–         1.250€ dalla Giunta Mesini, oggetto dell’attuale interrogazione

La seconda, come funziona il progetto GAL – Generazione Legale. Il progetto, nato 11 anni fa e proseguito con continuità da allora, vede coinvolta l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico e i Comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Sassuolo. Capofila del progetto è il Comune di Maranello che si occupa di coordinare le attività degli altri Comuni aderenti, di ricevere e gestire i preventivi oltre alla redazione del bilancio generale del progetto. Il progetto è reso possibile ogni anno grazie a fondi messi a disposizione dai Comuni coinvolti e, in maggioranza, da quelli erogati tramite bando dalla Regione Emilia-Romagna.  La Regione Emilia-Romagna, in attuazione della L.R. 18/2016 (Testo Unico Legalità), finanzia annualmente progetti dei Comuni per la prevenzione del crimine organizzato e la promozione della cultura della legalità. Il bando rivolto agli Enti Locali per l’anno 2024, a cui fa riferimento la presente interpellanza, è stato approvato dalla Giunta regionale con delibera 877 del 20 Maggio 2024. Dalla delibera e dal bando si evince la data di scadenza entro cui presentare i progetti, fissata dalla Regione il 15 Giugno 2024.

I Comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Sassuolo ogni anno all’uscita del bando si ritrovano per definire quali sono le linee guida della progettualità GAL, raccogliere idee e preventivi da eventuali soggetti partner per poi procedere con la presentazione del bando. Sarebbe alquanto inusuale presentare un bando senza un confronto preliminare fra i Comuni e senza aver indicato all’interno dello stesso le azioni che si vogliono intraprendere. Il bando è stato presentato alla Regione Emilia-Romagna in data 13 Giugno 2024. All’interno del bando presentato dall’Unione dei Comuni alla Regione Emilia-Romagna sono elencati 18 partner progettuali con la specifica delle attività proposte, fra cui è presente l’Associazione TILT. Nell’Allegato 1 del bando, che dettaglia le proposte da svolgere in ogni Comune, nella parte progettuale proposta dalla Città di Sassuolo e quindi approvata dalla Giunta precedente, figurano:

–         il progetto AnimalGal dal costo di 1.500€

–         un laboratorio teatrale di cittadinanza attiva dal costo di 1.500€

–         una mostra fotografica allestita in contemporanea nei quattro comuni del Distretto ceramico dal costo di 1.250€.

La mostra fotografica dal costo di 1.250€ presente nell’elenco dei progetti da svolgersi nel Comune di Sassuolo e negli altri tre Comuni aderenti, è proposta dall’Associazione TILT.

Anche il rapporto fra TILT Associazione Giovanile APS e l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico sul progetto GAL – Generazione Legale non è iniziato con la nomina della Giunta Mesini, ma prosegue con continuità dal 2021 per la gestione di progetti educativi negli Istituti scolastici, la gestione del sito internet del GAL e altre attività tra cui, nel 2024, appunto la proposta di una mostra condivisa fra i quattro Comuni aderenti al progetto. Riassumendo, tutte le decisioni relative al bando 2024 sono precedenti all’insediamento dell’attuale Giunta compresa l’individuazione delle risorse all’interno del bilancio del Comune di Sassuolo. L’attuale Giunta è entrata infatti in carica il 1 Luglio 2024 e pertanto si tratta di un progetto approvato in toto dall’Amministrazione precedente.  Il dovere di astensione scatta quando sussiste un interesse “correlato a una specifica vicenda”. L’atto votato nella delibera 158 del 05/09/2024 ha avuto il fine di approvare uno schema di accordo istituzionale tra l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico e i Comuni di Maranello, Formigine, Fiorano Modenese e Sassuolo per la gestione degli adempimenti conseguenti all’approvazione e al finanziamento del progetto GAL – Generazione Legale, pertanto uno schema di collaborazione fra gli Enti locali. In tale atto non compare alcuna menzione dell’Associazione TILT, né avrebbe potuto esserci, trattandosi di un accordo di natura istituzionale. Non sussisteva, pertanto, alcun obbligo formale di astensione, poiché l’oggetto del voto era il rapporto tra il Comune di Sassuolo, l’Unione Distretto Ceramico e i Comuni limitrofi. Pertanto è stata rispettata la normativa vigente in materia, oltre che garantita la prosecuzione di un servizio senza alcuna interferenza tra ruolo politico e attività associative di congiunti, peraltro note a Sindaco, Giunta e Segretario Generale.

È oggettivamente logico come la determina dirigenziale che ha affidato la quota spettante al Comune al Sassuolo per il co-finanziamento della mostra sia datata Novembre 2024, ovvero dopo la ratifica della vittoria del bando e il conseguente finanziamento del progetto da parte della Regione Emilia-Romagna. Questo non sancisce favoritismi verso una determinata associazione o conflittualità, né scelte di discrezionalità, ma il mero funzionamento della macchina amministrativa che prosegue la programmazione già avviata e approvata dalla Giunta comunale precedente in fase di presentazione del progetto.  In conclusione e per dovere di cronaca preme segnalare come, per l’anno 2025, nonostante l’idea di realizzare una mostra unitaria fra i quattro Comuni del Distretto e il suo successo, si è deciso di  non affidare alla stessa Associazione l’organizzazione della mostra per l’anno 2025. A Sassuolo la mostra “Gli Invisibili” sui magistrati uccisi dalla criminalità organizzata, è stata inaugurata pochi giorni fa alla presenza di Lucia Borsellino, figlia di Paolo. Invito i consiglieri e tutti coloro che non l’hanno ancora visitata a passare nella rinnovata Biblioteca Cionini per poterla apprezzare.

Così il gruppo consiliare Fratelli d’Italia il quale giudica la risposta non esaustiva, quindi insoddisfacente:

“Evidenziamo subito un fatto francamente anomalo: nel giro di poche ore dal deposito della nostra interpellanza, è comparsa la risposta dell’Amministrazione su una testata giornalistica online.

Come avete notato, non vi è stata replica da parte nostra perché riteniamo che il dibattito in prima battuta debba avvenire nelle sedi istituzionali, non sui giornali. Altrimenti il Consiglio comunale ne esce esautorato.

Ma andiamo all’oggetto di dibattito: il contributo e l’associazione beneficiaria.

Anche la precedente Amministrazione ha concesso contributi alla stessa realtà, ma nell’associazione non vi erano componenti di maggioranza o loro parenti.

Infatti non stiamo parlando di un soggetto qualunque.

Parliamo, guarda caso, di un’associazione notoriamente vicina all’attuale maggioranza:
ne faceva parte l’assessore Ferrari con ruolo di presidente, da cui si è dimesso, ma, guarda caso, ne è diventata presidente e rappresentante legale la moglie.

Ma non è tutto, guarda caso, nell’atto costitutivo tra i fondatori di TILT figurano esponenti dell’attuale maggioranza: un consigliere e perfino lo stesso Sindaco.

Ora, senza entrate in troppi tecnicismi e riassumendo rapidamente la vicenda i fatti sono questi: si è tenuta una seduta di giunta a cui l’assessore Ferrari ha presenziato, ha partecipato alla votazione e con la quale si è data adesione al progetto GAL. Conseguentemente alla delibera, con determina della dirigente di riferimento dello stesso assessore è stato stanziato il contributo da parte del Comune di Sassuolo a favore TILT.

Negare il nesso significa negare l’evidenza, tanto più che la stessa determina richiama esplicitamente la delibera.

Quindi: un assessore partecipa alla seduta di Giunta e vota un provvedimento che poi porta a un contributo a favore di un’associazione in cui la coniuge è presidente e rappresentante legale.

Avete detto: “Il rapporto tra TILT e l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico su GAL è iniziato, su questo specifico progetto, nel 2021.”

perciò voi stessi ammettete che tra l’Associazione e vari Comuni del Distretto intercorrono rapporti da diversi anni e proprio sul progetto GAL.

Poi in un passaggio successivo: “In tale atto (e qui vi state riferendo alla delibera di giunta) non compare alcuna menzione dell’Associazione TILT.

Ma noi nell’interpellanza non abbiamo detto il contrario.

Tuttavia, il fatto che il progetto GAL sia annuale e che in passato abbia previsto contributi – anche da altri Comuni – alla medesima associazione è molto significativo. Perché fa capire che vi fossero le basi per il contributo ed erano note; era nota la possibile connessione tra GAL e contributi a TILT.

Sicuramente dei contributi passati era al corrente l’assessore: prendiamo ad esempio la delibera 782 di Maranello del 2021 dove si legge che nella 7° edizione GAL fu programmato l’evento denominato “Storie di Legalità – Federico Ferrari Associazione TILT dialoga con Alessandro Gallo”. E sempre in quel progetto l’associazione curò il sito web del progetto GAL.

Detto ciò, l’assessore avrebbe dovuto informare gli altri componenti della Giunta e la segretaria generale e, prudentemente, non avrebbe dovuto prendere parte alla seduta di giunta e ancora meno votare.

Quanto all’importo stanziato dal Comune di Sassuolo: si tratta di 1.250 euro. Il finanziamento totale era di 5000 euro, suddiviso sui 4 Comuni.
Ma il punto non è la cifra in sé. Non si tratta di mera contabilità, ma di principio.
Che siano 2 euro o 60.000 euro, la questione non cambia.

Al di là della valutazione tecnica della vicenda, vi è una certezza politica: la scelta di presenziare e votare è stata inopportuna e quando si amministra la cosa pubblica, l’inopportunità non è un dettaglio, è una responsabilità. Le risorse pubbliche devono sempre essere gestite nel rispetto della legalità, dell’equità e della neutralità e sempre nell’interesse del Comune e dei cittadini.

Sarebbe pertanto più che opportuno che il Segretario Generale svolgesse le opportune verifiche sulla vicenda.

Secondo la sentenza del Consiglio di Stato 5423/2020 la regola generale è che l’amministratore debba astenersi al minimo sentore di conflitto di interessi, reale o potenziale che sia.

Da parte nostra riteniamo che siano venute meno trasparenza e imparzialità e che vi sia stato conflitto di interessi.

Per questo motivo, il gruppo consiliare Fratelli d’Italia auspica le dimissioni dell’assessore Ferrari.

La risposta non è stata esaustiva, quindi insoddisfacente”.

Lunedì notte sulla A1 chiuso il tratto Reggio e Terre di Canossa, verso Milano

Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di pavimentazione, dalle 21:00 di lunedì 30 alle 5:00 di martedì 31 marzo, sarà chiuso il tratto compreso tra Reggio Emilia e Terre di Canossa Campegine, verso Milano.

L’area di parcheggio “Crostolo est”, situata nel suddetto tratto, sarà chiusa dalle ore 19:00 di lunedì 30 alle 5:00 di martedì 31 marzo.

In alternativa, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Reggio Emilia, percorrere la viabilità ordinaria: viale dei Trattati di Roma, SS722, viale Martiri Piazza Tienanmen, SS9 via Emilia, via Bertona, SP111 e rientrare in A1 alla stazione di Terre di Canossa Campegine.

 

Maranello: gli Alpini donano uova di Pasqua agli ospiti di Villa Estense

Maranello: gli Alpini donano uova di Pasqua agli ospiti di Villa EstenseIeri mattina gli ospiti e gli operatori della Casa residenza anziani Villa Estense hanno ricevuto in dono uova di cioccolata dal Gruppo Alpini di Maranello, come augurio di ‘Buona Pasqua’. Gli Alpini hanno voluto consegnare le uova di persona, accompagnati dal sindaco Luigi Zironi e dall’assessore al welfare Davide Nostrini.

Al Gruppo Alpini di Maranello un ‘Grazie’ sincero da parte dell’Amministrazione e di tutti i cittadini, per un gesto apprezzatissimo dai nostri nonni e da tutto il personale che ogni giorno si prende cura di loro.

Sindaco e Giunta di Maranello incontrano i cittadini di Torre Maina

Sindaco e Giunta di Maranello incontrano i cittadini di Torre MainaIl sindaco e gli assessori della giunta comunale incontrano i cittadini. Gli incontri di quartiere sono occasioni per confrontarsi sui temi più significativi per la vita del capoluogo e delle località, momenti di dialogo e confronto tra l’amministrazione comunale e la comunità.

L’appuntamento è per lunedì 30 marzo ore 20.30 presso la Sala Parrocchiale, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, Via Vandelli 563.

“Vicenda ammanco presso la Fondazione di Modena”: il Sindaco di Sassuolo risponde a Capezzera (FI)

“Vicenda ammanco presso la Fondazione di Modena”: il Sindaco di Sassuolo risponde a Capezzera (FI)La prima delle sette interrogazioni discusse nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Davide Capezzera, Forza Italia, avente ad oggetto: “Vicenda ammanco presso la Fondazione di Modena”.

“Premesso che lo scorso ottobre è emersa una grave vicenda relativa all’ammanco di oltre un milione di euro all’interno della Fondazione di Modena, riconducibile ad una prolungata attività interna di distrazione di fondi; si interroga Sindaco e Giunta per sapere: quando l’Amministrazione comunale sia stata formalmente informata della vicenda dell’ammanco presso la Fondazione di Modena e delle sue dimensioni complessive; se il Comune abbia richiesto o intenda richiedere chiarimenti formali alla Fondazione circa: la ricostruzione minuziosa dell’attività truffaldina; le falle riscontrate nei sistemi di controllo e di vigilanza; le azioni correttive adottate o in corso di adozione; le ricadute eventuali sulle prossime erogazioni di contributi alle realtà del territorio. Se l’Amministrazione comunale ritenga opportuno sollecitare, per il tramite dei propri canali istituzionali, un rafforzamento dei presidi di controllo interno. Quali azioni politiche e istituzionali l’Amministrazione intenda intraprendere affinchè siano accertate le responsabilità laddove emergano carenze nei controlli, nel rispetto dell’autonomia della Fondazione ma a tutela dell’interesse pubblico del territorio sassolese”.

Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini:

“In riferimento all’interrogazione in oggetto premetto che  il Comune di Sassuolo non partecipa alla Fondazione, ma ha in essa soltanto il  diritto di designazione  di un rappresentante nel Consiglio di indirizzo (art. 8 dello Statuto della Fondazione), che è l’organo collegiale della Fondazione composto dal Presidente e da 19 membri.

Per quanto riguarda l’interrogazione, il Presidente di Fondazione Modena mi ha comunicato e tenuto al corrente su questa vicenda di assoluta gravità; e sono stato aggiornato in questi mesi dei passi successivi che sono stati compiuti.

Il fatto in questione è oggetto dei doverosi approfondimenti che sono tutt’ora in corso da parte della Magistratura tramite l’indagine condotta dalla Guardia di Finanza. Per tale motivo non sono stati richiesti chiarimenti formali alla Fondazione, dato che sarà l’inchiesta della Magistratura, una volta terminata, a attribuire le eventuali responsabilità di natura penale.

Nello specifico preciso che la Fondazione ha riferito di aver già avviato le azioni necessarie per il recupero delle somme e di aver avviato un percorso di rafforzamento dei presidi di verifica con l’obiettivo di consolidare ulteriormente i sistemi di prevenzione e monitoraggio .

Per tale motivo non sono state comunicate pubblicamente ricadute sulle prossime erogazioni e sui bandi”.

Congiuntura imprese artigiane in Emilia-Romagna nel 2025

Congiuntura imprese artigiane in Emilia-Romagna nel 2025Nel 2025 le imprese artigiane attive nella manifattura in Emilia-Romagna hanno contenuto progressivamente la recessione. Dal -5% del 2024, nel 2025 la produzione ha rallentato del -1,1%, il fatturato del -1,4%, gli ordini del -0,9%. Segnali positivi dai mercati esteri con il fatturato aumentato del +2,2% e gli ordini del +1,2%. È proseguita la diminuzione del numero delle imprese: -775 imprese (-3,2%), la riduzione maggiore degli ultimi dieci anni. Scendono soprattutto le imprese della moda (-250 imprese, -6,5%) e quelle della metallurgia e delle lavorazioni metalliche (-213 unità, -3,4%). Nelle imprese artigiane di costruzioni il volume d’affari è diminuito del -1,4%, la metà del 2024.

È quanto risulta dalla congiuntura dell’artigianato nel 2025 di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.

L’artigianato nell’industria: produzione, fatturato e ordini

Il 2025 ha visto un progressivo contenimento della recessione, fino a fare registrare nell’ultimo trimestre un’inversione di tendenza in positivo e la ripresa della crescita.

L’anno si è chiuso, comunque, con un nuovo calo della produzione dell’artigianato manifatturiero regionale (-1,1%), ma decisamente più contenuto di quello subito nell’anno precedente quando era stata del 5%. Si tratta di un risultato solo leggermente più pesante di quello riferito al complesso dell’industria regionale, che ha subito un calo della produzione dello 0,7%.

Anche l’andamento del fatturato (-1,4%) è risultato decisamente più contenuto rispetto a quello del 2024 (quando era stato -4,8%), grazie anche alla ripresa di un andamento positivo del fatturato estero che ha messo a segno un buon recupero (+2,2%).

Gli ordini complessivi hanno limitato la flessione a -0,9%, ma quelli dall’estero sono aumentati del +1,2%.

Il registro delle imprese

A fine 2025 le imprese artigiane attive dell’industria ammontavano a 23.733. Nel corso dell’anno hanno subito la più ampia flessione tendenziale degli ultimi dieci anni pari a una perdita di 775 imprese (-3,2%).

La riduzione della base imprenditoriale artigianale è stata più rapida di quella del complesso delle imprese dell’industria in senso stretto regionale (-2,1%), che ha registrato una perdita di 871 imprese.

I settori

La riduzione della base imprenditoriale è stata determinata, soprattutto, da due settori.

In primo luogo, dall’ampia e rapida caduta nel settore della moda (-250 imprese, -6,5%), ridottosi a 3.589 unità, ovvero al 15,1% della base imprenditoriale artigiana dell’industria in senso stretto regionale.

Altrettanto consistente, ma meno rapida, la diminuzione delle imprese della metallurgia e delle lavorazioni metalliche (-213 unità, -3,4%), che con 6.012 imprese, pari al 25,3% del totale, si conferma ancora il più ampio settore artigiano dell’industria regionale e nel quale si concentra un’ampia rete di subfornitura.

Alla riduzione della base imprenditoriale hanno dato un contributo minore, ma rilevante, la contrazione delle imprese nell’“altra manifattura” (84 unità, -2,6%), l’industria del legno e del mobile (-78 imprese, -3,5%), e l’industria alimentare e delle bevande (-73 imprese, -2,6%). Si è ridotta, pure se con valori assoluti contenuti (-20 unità, -2,7%), anche la consistenza delle imprese artigiane nelle industrie della ceramica, del vetro e dei materiali per l’edilizia.

Ha relativamente tenuto la base imprenditoriale della “meccanica, elettricità ed elettronica e dei mezzi di trasporto” (-53 unità, -1%), composto 5.094 imprese, pari al 21,5% delle imprese artigiane dell’industria regionale.

La forma giuridica

Le società di capitale sono rimaste sostanzialmente invariate (+0,1%, +3 imprese), e rappresentano il 18,8% delle imprese attive artigiane dell’industria in senso stretto.

In diminuzione le società di persone (-308 imprese, -5,3%) che sono ora il 23,4% del totale, ma soprattutto le ditte individuali (-468 unità, -3,3%), che sono il 57,8% del totale.

Sostanzialmente stabili le altre forme societarie come cooperative e consorzi.

 

L’artigianato delle costruzioni

Nel 2025 il volume d’affari a prezzi correnti dell’artigianato delle costruzioni è diminuito del -1,4%, flessione dimezzata rispetto all’anno precedente, ma peggiore rispetto al -0,7% del volume d’affari complessivo in regione delle costruzioni nel 2025 (positivamente influenzato dal +1,2% realizzato dalle imprese con più di 50 addetti).

Alla fine del 2025 la consistenza delle imprese attive artigiane, che costituiscono l’effettiva base imprenditoriale, nelle costruzioni è scesa a 47.370 unità, con una diminuzione di 1.669 imprese. La flessione è stata del -3,4%, peggiore di quella del complesso delle imprese dell’industria delle costruzioni regionale (-2,4%) e dell’artigianato delle costruzioni dell’intero territorio nazionale (-2%).

La riduzione della base imprenditoriale è derivata dalla consistente flessione delle imprese operanti nei lavori di costruzione specializzati (-1.361 unità, -3,2%), settore che era stato in precedenza favorito dalle misure di sostegno statali e che è costituito ora da 41.110 imprese, per lo più di piccola dimensione, che operano in gran parte in sub appalto. Ma la contrazione delle attive nella costruzione di edifici è stata anche più rapida (-284 unità, -4,5%), tanto che sono scese a 6.070 unità. Il piccolo gruppo delle imprese di ingegneria civile (190 imprese) ha subito una fortissima riduzione (-24 unità, -11,2%).

Se le società di capitali hanno continuato a crescere molto rapidamente (+5,9%, +350 unità), la flessione della base imprenditoriale artigiana si è tradotta, soprattutto, in una nuova e consistente riduzione delle ditte individuali (-1.801 unità, -4,5%), che con 37.868 imprese, pari a circa l’80% del totale, costituiscono sempre la base portante del settore. Netta la riduzione anche delle società di persone (-4%, -163 imprese). Anche il piccolo gruppo delle cooperative e consorzi non si è sottratto alla tendenza negativa (-5,1%, -8 imprese) e ora rappresenta solo lo 0,3% del settore.

 

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