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lunedì, 6 Luglio 2026
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Confindustria Ceramica annuncia GENROSE Stone + Tile quale vincitore del North American Distributor Award 2026

Confindustria Ceramica annuncia GENROSE Stone + Tile quale vincitore del North American Distributor Award 2026Confindustria Ceramica annuncia GENROSE Stone + Tile quale vincitore del prestigioso North American Distributor Award 2026. Ogni anno, l’Associazione premia un’azienda distributrice nordamericana che vanta non solo una consolidata conoscenza dei prodotti ceramici italiani, ma capace anche di dimostrare una profonda esperienza nel settore e passione per la promozione dell’eccellenza italiana.

In seguito ad approfondite valutazioni condotte da un qualificato comitato di supervisione, e sulla base dei feedback delle aziende produttrici che si fregiano del marchio Ceramics of Italy, GENROSE Stone + Tile è stata selezionata per la sua decennale eccellenza e per il ruolo di ponte strategico tra i produttori italiani e la comunità nordamericana dell’architettura e del design.

Precedentemente nota come Ferazzoli Imports, l’azienda a conduzione familiare fondata nel 1988 e nota per una tradizione artigianale, è basata su principi cardine di qualità e impegno nel lungo periodo. “Questo riconoscimento è per noi particolarmente significativo, poiché entrambi i nostri genitori sono nati in Italia”, dichiara Roseann Alwang, Presidente di GENROSE Stone + Tile. Alwang attribuisce la propria etica del lavoro e la passione maturata nel tempo per prodotti di alta qualità al padre, maestro artigiano nel settore dell’arredamento. Il conferimento del premio riflette un consenso che riconosce gli eccezionali standard dell’azienda, la sua visione orientata alla crescita e la costante capacità nel mantenere relazioni solide e durature con i produttori italiani, molte delle quali attive da oltre 30 anni.

Oggi l’azienda, supportata da un team di 277 dipendenti, continua a distinguersi come punto di riferimento riconosciuto per le tendenze nel settore delle superfici ceramiche e delle pietre naturali. Con sede centrale a Middletown, Connecticut, e 13 showrooms distribuiti tra New England e New York, GENROSE continua nell’intento di anticipare le esigenze dei clienti e nel coltivare relazioni di fiducia con architetti, designers e contractors. Nel 2025, il fatturato complessivo dell’azienda ha raggiunto i 65 milioni di dollari, di cui il 45% derivante dalle vendite di piastrelle ceramiche.

Il premio sarà consegnato oggi,  mercoledì 1° aprile, a Roseann Alwang, Presidente di GENROSE Stone + Tile, nel corso di una speciale cerimonia durante Coverings – la più grande fiera internazionale di superfici ceramiche e pietre naturali del Nord America.

Verso la nuova legge quadro regionale della Cultura, prosegue il percorso partecipato e condiviso con i territori e con gli operatori

Verso la nuova legge quadro regionale della Cultura, prosegue il percorso partecipato e condiviso con i territori e con gli operatoriInaugurato dal primo forum che ha riunito i 330 assessori alla Cultura dei Comuni dell’Emilia-Romagna, prosegue il percorso partecipato della Regione con l’obiettivo di approvare, entro fine anno, la prima legge quadro sulla Cultura.

Obiettivo, dare nuovo slancio alla mappa della cultura regionale partendo dal valore concreto dei luoghi e delle esperienze: biblioteche, teatri, musei, giardini storici, case museo e spazi pubblici, chiamati a diventare sempre più centri di partecipazione, socialità e rigenerazione urbana a base culturale.

Un’idea di cultura ampia e dinamica che intende rafforzare lo spettacolo dal vivo, il cinema, la musica e la danza, sostenere la filiera del libro e dell’editoria regionale e investire nella promozione della lettura. Accanto a questo, si intende consolidare l’impegno sulla memoria del Novecento, estendendo lo sguardo anche al XIX secolo, con particolare attenzione al Risorgimento e alla nascita del Tricolore, riconosciuti come radici profonde della democrazia italiana.

Queste le direttrici lungo cui si sviluppa il percorso verso la nuova legge quadro, articolato in una serie di incontri progressivi e strutturati. Avviato il 26 febbraio con il primo Forum degli assessori comunali, il confronto è proseguito con la cabina di regia dell’hub cultura e creatività, poi con le associazioni di categoria, i sindacati, il Terzo settore e con le realtà dello spettacolo dal vivo. Prossime tappe: l’8 aprile con due sessioni dedicate a musei e biblioteche; il 9 aprile con gli istituti storici, il 5 maggio, con il cinema e gli enti partecipati. Il percorso si concluderà con un nuovo Forum degli assessori, momento di sintesi di un lavoro condiviso che tiene insieme territori e visione strategica.

“Un processo partecipativo con cui vogliamo trasformare la pluralità delle voci in una sintesi alta e condivisa all’altezza delle sfide contemporanee- sottolinea l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, promotrice dell’iter legislativo-. Questo percorso nasce dalla volontà di costruire insieme alle protagoniste e ai protagonisti del mondo culturale e ai territori una legge che sia molto di più di un riordino normativo”.

“Vogliamo una legge che semplifichi- spiega Allegni-, che renda più accessibili gli strumenti, che rafforzi il dialogo tra istituzioni e attori culturali. Ma questa deve essere anche l’occasione per definire una visione culturale aggiornata della Regione Emilia-Romagna. Per questo serve una legge innovativa, condivisa, corrispondente ai nuovi bisogni culturali e ai cambiamenti del nostro tempo, che parta da una consapevolezza per noi imprescindibile: la cultura è un diritto fondamentale e i luoghi della cultura sono infrastrutture democratiche su cui si basa la possibilità di crescita e inclusione delle nostre comunità. Nei prossimi incontri continueremo a raccogliere contributi e idee”.

La nuova legge accorperà le circa venti normative di settore oggi esistenti. L’impianto legislativo si fonda sull’unificazione in un unico testo organico, accompagnato da strumenti più chiari e da una programmazione stabile basata su due programmi triennali, capaci di orientare l’insieme delle politiche culturali. Una visione che si estende dalla tutela e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale allo sviluppo delle imprese culturali e creative, dalla rigenerazione urbana a base culturale al welfare culturale, fino all’internazionalizzazione e al rafforzamento delle professioni della cultura.

Un cammino costruito nel dialogo, con l’obiettivo di arrivare a una legge condivisa, capace di tenere insieme visione strategica e bisogni concreti di operatori, enti locali e comunità.

Coldiretti: “dl energia, serve immediato credito d’imposta su gasolio agricolo”

Coldiretti: “dl energia, serve immediato credito d’imposta su gasolio agricolo”“Riteniamo fondamentale che il tema dell’aumento dei costi, in particolare legati ai carburanti, venga affrontato con misure concrete e tempestive a sostegno del comparto agricolo. In questo contesto, il credito d’imposta rappresenta uno strumento efficace che può e deve essere esteso anche alle imprese agricole, con l’obiettivo di contenere l’impatto dell’incremento dei costi di produzione”. Oggi il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha lanciato una richiesta al Governo in vista del prossimo Consiglio dei Ministri dedicato al dl energia.

“Le aziende agricole stanno affrontando una pressione crescente che rischia di compromettere la sostenibilità economica delle attività e, di conseguenza, la tenuta dell’intera filiera agroalimentare – ha spiegato -. Intervenire attraverso il credito d’imposta non significa soltanto offrire un supporto economico alle imprese, ma anche garantire una risposta di carattere sociale. Sostenere l’agricoltura vuol dire tutelare la capacità di offrire ai cittadini cibo di qualità a un giusto prezzo, preservando al tempo stesso il valore del lavoro agricolo e la sicurezza alimentare del Paese”.

 

 

I nuovi benchmark della Commissione europea mettono a rischio la sopravvivenza della ceramica

I nuovi benchmark della Commissione europea mettono a rischio la sopravvivenza della ceramicaLe aziende ceramiche italiane e spagnole presenti a Coverings lanciano un forte allarme sulle possibili conseguenze di una nuova proposta normativa della Commissione Europea nell’ambito dell’ETS (Emission Trading System), relativa alla definizione dei parametri per il periodo 2026–2030.

Secondo le imprese del settore, il meccanismo in esame rappresenta “l’ennesima decisione scollegata dalla realtà industriale”, destinata a produrre effetti altamente penalizzanti per un comparto già sottoposto a enormi pressioni sui costi, in particolare quelli energetici.

I nuovi benchmark per l’assegnazione delle quote gratuite — destinate alle aziende esposte al rischio di delocalizzazione — sono infatti calcolati sulla base delle performance di impianti appartenenti ad altri settori industriali, inclusi quelli che possono utilizzare biomassa come fonte energetica.

“Si tratta di un approccio profondamente errato,” ha dichiarato Alberto Echevarria, segretario generale di ASCER, “perché il settore ceramico, per ragioni tecnologiche e limiti oggettivi nella disponibilità delle risorse, non è in grado di utilizzare la biomassa come combustibile alternativo.”

L’applicazione di questi parametri comporterebbe un’ulteriore drastica riduzione delle quote gratuite, con un conseguente aumento dei costi legati all’ETS sulle emissioni che, allo stato attuale, non possono essere ulteriormente ridotte a causa della mancanza di tecnologie disponibili sul mercato.

“Saremmo costretti a pagare un prezzo estremamente elevato per una transizione che non siamo tecnicamente in grado di realizzare entro i tempi proposti,” ha dichiarato Graziano Verdi, Vicepresidente di Confindustria Ceramica e Presidente del CET, l’Associazione Europea. “È un meccanismo che penalizza le aziende ceramiche più efficienti e virtuose.”

Le conseguenze potrebbero essere gravi: perdita di competitività, un concreto rischio di delocalizzazione della produzione e la progressiva uscita delle aziende europee dai mercati internazionali, già altamente competitivi e contesi da operatori extra-UE che spesso operano con pratiche di dumping ambientale e sociale.

“In questo contesto,” affermano le aziende, “dalla fiera di Las Vegas è impossibile credere di poter restare competitivi rispetto ai produttori locali nel mercato nordamericano. Senza un cambio di rotta, il rischio è che molte aziende non siano più in grado di sostenere le esportazioni dagli stabilimenti europei.”

Le aziende ceramiche italiane e spagnole chiedono pertanto con urgenza alla Commissione Europea di rivedere l’impostazione della misura, adottando criteri realistici, tecnologicamente neutrali e coerenti con le specificità dei diversi settori industriali.

Si tratta dello stesso appello lanciato dalle due regioni Emilia-Romagna e Valencia, che la scorsa settimana hanno pubblicato a Bruxelles un manifesto intitolato “Per il Futuro della Ceramica Europea” – un documento accolto con favore e sostenuto dai principali gruppi del Parlamento Europeo (S&D, PPE, ECR, Renew e Verdi).

Le aziende ceramiche italiane e spagnole concludono: “Continueremo a impegnarci con le nostre istituzioni per salvaguardare la nostra industria, i nostri lavoratori e i nostri territori.”

 

Nuovi talenti: pronto un bando della Regione da 4 milioni di euro per trattenere sul territorio competenze altamente qualificate

Nuovi talenti: pronto un bando della Regione da 4 milioni di euro per trattenere sul territorio competenze altamente qualificateNuove risorse per rafforzare il legame tra imprese e ricerca e trattenere sul territorio competenze altamente qualificate. La Regione Emilia-Romagna lancia un nuovo bando nell’ambito del Programma Fesr 2021-2027, con una dotazione di 4 milioni di euro da bilancio regionale, destinato a sostenere progetti di ricerca e sviluppo realizzati dalle imprese attraverso l’inserimento di nuovi talenti.

Un nuovo passo avanti per la completa attuazione della legge regionale n. 2 del 21 febbraio 2023 (‘Attrazione, permanenza e valorizzazione dei talenti ad elevata specializzazione in Emilia-Romagna’) che punta a valorizzare dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori formati negli atenei regionali, contrastando la fuga di competenze e favorendo la loro permanenza nel sistema produttivo locale. Al tempo stesso, il bando intende rafforzare la capacità innovativa delle imprese, sostenendo investimenti in attività ad alto contenuto tecnologico e scientifico.

“Un provvedimento innovativo e unico nel contesto nazionale – spiega il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Con un duplice obiettivo: da un lato vogliamo accrescere la capacità delle imprese emiliano-romagnole di investire in ricerca e innovazione per aumentare la propria competitività e rispondere meglio alle sfide attuali del mercato. E poi intendiamo incentivare la permanenza nel nostro territorio di giovani ricercatori formati dalle nostre università, attraverso nuove posizioni di lavoro di qualità e coerenti con le competenze acquisite”.

La misura

L’avviso prevede una prima dotazione di 4 milioni di euro e contributi a fondo perduto fino a 300mila euro per progetto. Potranno presentare domanda singole società di capitali, piccole, medie o grandi imprese, con unità locale o sede operativa in Emilia-Romagna, purché in possesso dei requisiti di ammissibilità economico-finanziaria previsti dal bando.

I progetti dovranno svolgersi nel territorio regionale, avere una spesa minima ammissibile di 100mila euro e prevedere l’assunzione a tempo pieno di nuovo personale di ricerca, con contratto a tempo indeterminato oppure a tempo determinato di almeno due anni.

I progetti dovranno essere presentati online tramite il sistema regionale Sfinge 2020 dal 15 aprile al 18 maggio 2026.

Tentata truffa del finto incidente sventata a Formigine grazie alla prontezza di una cittadina

Tentata truffa del finto incidente sventata a Formigine grazie alla prontezza di una cittadinaTentata truffa sventata a Formigine. Nei giorni scorsi, una donna si è presentata al Comando di Polizia Locale per denunciare un tentativo di raggiro avvenuto poco prima ai suoi danni.

Secondo quanto riferito agli agenti, la donna stava percorrendo via Ghiarola alla guida della propria auto quando il veicolo che la precedeva ha accostato improvvisamente a destra. In quel momento, il conducente ha lanciato intenzionalmente un sasso contro la carrozzeria della vettura della donna che stava transitando, provocando un’ammaccatura sulla fiancata destra.

La conducente, intuendo immediatamente che l’episodio fosse riconducibile alla simulazione di un sinistro stradale, ha scelto di non fermarsi e ha proseguito la marcia fino al Comando. Qui ha fornito agli operatori una descrizione dettagliata del soggetto e, pur non ricordando la targa, è stata in grado di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, la direzione di marcia e la presenza di altri veicoli in zona.

Grazie a queste informazioni e all’analisi delle immagini della videosorveglianza cittadina, la Polizia Locale di Formigine è riuscita a ricostruire il percorso dei veicoli, a individuare il mezzo sospetto e a identificare il conducente, che è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per tentata truffa.

“Questo episodio — dichiara la Sindaca Elisa Parenti — è la prova di quanto sia fondamentale l’informazione: conoscere queste dinamiche permette di riconoscerle tempestivamente e di non cadere in pericolosi tranelli. La prontezza della nostra cittadina è stata esemplare. Proprio per rafforzare questa consapevolezza, proseguiamo con il ciclo di incontri organizzato insieme a Polizia Locale e Carabinieri dedicato alla prevenzione di truffe e furti. Dopo le tappe di Corlo e Casinalbo, il prossimo appuntamento si terrà lunedì 20 aprile alle ore 17.00 presso l’oratorio San Filippo Neri di Colombaro. Un ringraziamento speciale va alla Polizia Locale per la prontezza e l’efficacia dell’operazione, che conferma l’importanza del costante presidio del nostro territorio”.

 

 

Maranello, caregiver ed over 80 ora possono accedere agli sconti del 50% per fare sport: ecco le modalità

Maranello, caregiver ed over 80 ora possono accedere agli sconti del 50% per fare sport: ecco le modalitàA Maranello chi assiste un familiare con invalidità grave (caregiver) può ora accedere ad uno sconto del 50% per le seguenti attività sportive: nuoto libero, acquagym e ginnastica per la terza età. Per ottenere l’agevolazione è necessario contattare il Servizio Sociale Territoriale per un appuntamento, chiamando lo 0536-240016 o scrivendo a sociali@comune.maranello.mo.it. L’incontro (che si terrà nella sede comunale di Via Vittorio Veneto 9) sarà finalizzato al riconoscimento dello status di caregiver, attraverso la verifica dei criteri stabiliti dal regolamento.

Le agevolazioni sono rivolte a coloro che assistono un familiare residente a Maranello con invalidità superiore al 75%, riconosciuta ai sensi della Legge 104, e che hanno un ISEE non superiore a 25.000 euro. Una volta ottenuto lo status di caregiver dal Servizio Sociale Territoriale, il cittadino potrà rivolgersi alla segreteria di Maranello Sport presso il Centro Nuoto del Parco dello Sport (Via Virginia Woolf 20), ottenendo così lo sconto del 50% per le attività sportive indicate.

Le stesse agevolazioni sono rivolte anche a tutti i cittadini che hanno già compiuto l’80° anno di età, senza alcun limite di ISEE e purché siano residenti a Maranello.

In questo caso sarà possibile accedere allo sconto rivolgendosi direttamente alla segreteria del Centro Nuoto, portando con sè la carta d’identità.

L’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: da un lato riconoscere e valorizzare il ruolo fondamentale svolto dai caregiver familiari, dall’altro incentivare l’attività motoria nella popolazione anziana, quale strumento essenziale per il mantenimento della salute, della qualità della vita e dell’autonomia personale.

Il progetto va ad integrare l’azione che nei mesi scorsi ha visto l’Amministrazione di Maranello introdurre – come Comune apripista in Regione e tra i primissimi in Italia a farlo – l’equiparazione tra caregiver e lavoratore per l’accesso dei cittadini ai servizi comunali a domanda (ad esempio nidi, pre e post scuola, Centri estivi comunali). Anche per queste finalità, il riconoscimento dello status di caregiver può essere formalizzato presso il Servizio Sociale Territoriale secondo le modalità e in base ai criteri già indicati per le agevolazioni sulle attività sportive.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 2 aprile 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 2 aprile 2026Cielo poco nuvoloso sulla pianura emiliana, mentre avremo addensamenti più compatti sulla Romagna e sui rilievi dove, su quelli romagnoli, saranno possibili deboli precipitazioni, a carattere nevoso sopra i 1300 mt. in mattinata. Dal pomeriggio generali schiarite in pianura e successivamente sull’intero territorio.

Temperature minime fra 3 e 6 gradi in pianura, fino a 8/10 sulla costa. Massime fra i 13 gradi della costa riminese e i 18 gradi della pianura piacentina. Venti Ancora rinforzi di vento nord-orientali su mare, costa e rilievi in mattinata. Venti deboli sul resto del territorio con generale attenuazione della ventilazione dal pomeriggio. Mare molto mosso, con moto ondoso in graduale attenuazione a partire dal pomeriggio.

(Arpae)

Il monitoraggio Gimbe promuove l’Emilia-Romagna al vertice in Italia per medicina territoriale e diffusione del Fascicolo sanitario elettronico

Il monitoraggio Gimbe promuove l’Emilia-Romagna al vertice in Italia per medicina territoriale e diffusione del Fascicolo sanitario elettronico

L’Emilia-Romagna al vertice in Italia per l’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico e per la presenza di sanità territoriale.

A certificarlo è l’ultimo monitoraggio sull’attuazione della Missione Salute del Pnrr, realizzato da Fondazione Gimbe che lo ha diffuso oggi.

“Siamo molto orgogliosi di questi risultati, frutto di un lavoro che viene da lontano e che conferma la scelta felice di puntare sempre di più sulla medicina di territorio e sulle nuove tecnologie per avvicinare le cure e l’assistenza verso i cittadini- sottolinea l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi-. In un quadro purtroppo molto diversificato a livello nazionale, l’Emilia-Romagna viaggia a velocità doppia della media del Paese sul digitale e sta procedendo in linea con quanto definito dalla tempistica della missione Pnrr, consapevoli della grande occasione che rappresenta questo investimento senza precedenti per il nostro territorio. Questo in un quadro nazionale che penalizza ancora fortemente le regioni, non garantendo un finanziamento adeguato a coprire l’aumento delle spese. Si tratta di un risultato che va condiviso con tutti gli operatori sanitari, i medici, gli infermieri e i tecnici che lavorano ogni giorno nella nostra sanità- conclude Fabi-, ma non rappresenta per noi un punto di arrivo, bensì uno sprone ancora maggiore a realizzare una rete territoriale di assistenza sempre più vicina ai bisogni delle cittadine e dei cittadini, che accompagneremo nelle prossime settimane con inaugurazioni di decine di nuove strutture e una versione del Fascicolo sanitario elettronico ancora più aggiornata e funzionale”.

Il Fascicolo sanitario elettronico: Emilia-Romagna prima regione in Italia

Secondo i dati del Dipartimento per la Trasformazione digitale elaborati da Gimbe, l’Emilia-Romagna è la prima Regione italiano per utilizzo dell’use: il 92% dei cittadini hanno espresso consenso alla consultazione dei propri documenti, contro una media italiana del 44%. Ben 17 su 20 i documenti disponibili sull’applicativo, come nessun’altra regione e contro una media nazionale di 14.

La medicina di territorio

Al 31 dicembre 2025, in Emilia-Romagna risultavano attive 143 Case della Comunità con almeno un servizio dichiarato, su 187 programmate. La Regione è al secondo posto dietro la Lombardia, che ha, però, il doppio dei residenti. La percentuale di strutture con un servizio attivo è del 76,5%, quarta in Italia, contro una media italiana del 45,5%.

Per quanto riguarda gli Ospedali di Comunità, 24 quelli attivi in Regione a fine 2025, su 52 programmati (anche in questo caso seconda dietro la Lombardia).

Dalla Regione quasi 50 milioni di euro per sostenere le aziende agricole nelle aree montane e con svantaggi naturali

Dalla Regione quasi 50 milioni di euro per sostenere le aziende agricole nelle aree montane e con svantaggi naturaliQuasi 50 milioni di euro per sostenere le aziende agricole dell’Emilia-Romagna che operano nelle aree più svantaggiate, dalla montagna alle zone caratterizzate da vincoli naturali.

Con questo obiettivo la Giunta regionale ha approvato i bandi 2026 per le indennità compensative previste dalla Politica agricola comune (Pac) 2023-2027, rivolte alle imprese attive nei territori montani e nelle altre zone soggette a vincoli naturali. Il provvedimento attiva anche per quest’anno i due interventi principali: il sostegno alle aree montane, per un importo complessivo di circa 31,5 milioni di euro, e quello destinato agli altri ambiti territoriali con svantaggi naturali significativi (SRB02), pari a 17,5 milioni di euro, strumenti fondamentali per compensare i maggiori costi e i minori ricavi legati alle condizioni produttive più complesse.

Le risorse si inseriscono in una dotazione complessiva di oltre 144 milioni di euro per l’intero periodo di programmazione 2023-2027 e, anche per il 2026, sarà garantito il finanziamento di tutte le domande ammissibili, senza meccanismi selettivi.

Le indennità sono finalizzate in particolare a compensare il differenziale di redditività rispetto alle aree non soggette a vincoli e a garantire il mantenimento dell’attività agricola e zootecnica nei territori più fragili, contrastando l’abbandono delle aree interne e montane e rafforzando il presidio territoriale. L’obiettivo è assicurare continuità agli interventi e un sostegno diffuso alle imprese agricole che operano nei contesti più complessi.

“Con questi bandi- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare, Alessio Mammi- rinnoviamo un impegno preciso della Regione: sostenere concretamente le aziende che operano nei territori più fragili, dove fare agricoltura è più difficile ma ancora più necessario. Parliamo di imprese che garantiscono produttività, presidio, tutela del paesaggio, manutenzione del territorio e qualità ambientale. Senza il loro lavoro quotidiano, intere aree rischierebbero di essere abbandonate, con conseguenze non solo economiche ma anche sociali e ambientali. Per questo confermiamo un sostegno importante alle imprese che operano in contesti con difficoltà strutturali rilevanti. È una scelta che riconosce il valore strategico dell’agricoltura nelle aree montane e svantaggiate e rafforza la coesione territoriale della nostra regione. Continuiamo inoltre a utilizzare al meglio gli strumenti della Pac, mettendo al centro le imprese agricole e garantendo continuità agli interventi, con l’obiettivo di rendere questi territori sempre più vivi, produttivi e sostenibili”.

I bandi

Nel dettaglio, i contributi sono erogati sotto forma di indennità annuale per ettaro di superficie agricola utilizzata (Sau), con importi fino a 300 euro per ettaro per le aziende zootecniche e fino a 250 euro per le altre tipologie di aziende agricole. Le domande sono ammissibili a partire da una superficie minima di 2 ettari, elevata a 3 ettari complessivi nel caso di richieste che riguardano entrambe le tipologie di area.

Possono accedere al sostegno gli agricoltori qualificabili come “in attività”, che conducono direttamente i terreni oggetto di domanda e risultano iscritti all’Anagrafe delle aziende agricole con fascicolo aziendale aggiornato e validato. Le superfici devono essere mantenute in condizioni idonee alla coltivazione o al pascolo per l’intero anno di riferimento. Per le aziende zootecniche, l’accesso al livello massimo di contributo è subordinato al rispetto di un carico minimo di bestiame, espresso in Unità di bestiame adulto (Uba) in rapporto alla superficie aziendale, secondo i parametri definiti dalla normativa nazionale ed europea.

È previsto un meccanismo di modulazione del contributo in base alla dimensione aziendale: il sostegno è pieno fino a 20 ettari e si riduce progressivamente per le superfici eccedenti, fino a non essere riconosciuto oltre i 60 ettari. Una modalità che consente di orientare le risorse verso le aziende di dimensioni piccole e medie. La degressività è applicata considerando complessivamente le superfici aziendali ricadenti sia nelle aree montane sia in quelle soggette ad altri vincoli naturali.

Le indennità sono cumulabili con gli altri strumenti della Pac, inclusi i pagamenti diretti e gli interventi agro-climatico-ambientali, contribuendo a rafforzare la sostenibilità economica delle aziende localizzate in territori con fabbisogni specifici.

Le domande di sostegno e pagamento dovranno essere presentate entro il 15 maggio 2026, secondo le modalità definite nell’ambito del sistema di gestione della Pac. L’istruttoria è affidata ad Agrea, che provvede alla verifica delle domande, alla determinazione degli importi e alla concessione delle indennità.

Bologna capitale del volley: oggi in Regione la cerimonia di premiazione della Hall of Fame 2026

Bologna capitale del volley: oggi in Regione la cerimonia di premiazione della Hall of Fame 2026Una giornata che celebra le protagoniste e i protagonisti della pallavolo italiana e apre le iniziative per gli 80 anni della Federazione italiana pallavolo, nel luogo in cui tutto ebbe inizio.

È Bologna, infatti, la città in cui il 31 marzo 1946 nacque la Fipav, e proprio sotto le Due Torri si è svolta oggi, nella Sala 20 maggio 2012 della Regione Emilia-Romagna, la cerimonia di premiazione della Hall of Fame della pallavolo italiana. Un appuntamento che unisce memoria sportiva e futuro del volley nazionale, segnando l’avvio di un calendario di iniziative che accompagnerà, nei prossimi mesi, le celebrazioni dell’anniversario su tutto il territorio.

Alla sua sesta edizione, la Hall of Fame è uno dei momenti più significativi per il movimento pallavolistico, capace di riunire protagoniste e protagonisti di ieri e di oggi insieme ai vertici del volley internazionale, restituendo il valore di una storia ricca di successi e guardando alle sfide future.

Alla cerimonia sono intervenuti il presidente della Regione, Michele de Pascale, l’assessora regionale al Turismo e Sport, Roberta Frisoni, i commissari tecnici della nazionale femminile e maschile, Julio Velasco e Ferdinando De Giorgi, e i vertici delle principali istituzioni pallavolistiche internazionali: il presidente della Federazione internazionale, Fabio Azevedo, quello della Confederazione europea, Roko Sikiric, e il presidente del ParaVolley Europe, Branko Mihorko. Per la Fipav presenti il presidente Giuseppe Manfredi e l’intero consiglio federale, oltre a una delegazione dei comitati regionali e territoriali. Presente anche l’amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Michele Sciscioli.

Nel corso della cerimonia la Commissione di valutazione, presieduta dal presidente federale Manfredi e composta da giornalisti delle principali testate nazionali, ha proclamato i vincitori e le vincitrici delle diverse categorie per il 2025: Maurizia Cacciatori e Franco Bertoli, tra i nomi più rappresentativi della pallavolo italiana, Laura Bruschini per il beach volley; tra gli allenatori Daniele Bagnoli; tra gli arbitri Giulio La Manna; tra i dirigenti Pietro Florio, Arnaldo Eynard e Renato Ammannito.

“La pallavolo è da sempre di casa in Emilia-Romagna- affermano il presidente de Pascale e l’assessora Frisoni-, un territorio che è espressione di una tradizione radicata e di un sistema sportivo capace di esprimere eccellenze a tutti i livelli, anche grazie alla presenza di numerose squadre impegnate in Serie A1, sia nel volley femminile che maschile. Ospitare la Hall of Fame, nel luogo in cui nacque la Fipav, significa riconoscere questa storia e rilanciarla in una dimensione nazionale e internazionale. Grandi eventi e capacità organizzativa sono per noi leve strategiche: ci permettono di valorizzare il patrimonio sportivo, rafforzare l’attrattività dei territori e generare ricadute concrete per le comunità. In questa direzione va anche il lavoro che stiamo portando avanti insieme alla Fipav, con appuntamenti di primo piano: lo scorso febbraio le Final Four della Coppa Italia maschile di SuperLega all’Unipol Arena di Bologna e, a settembre, la fase preliminare del Campionato Europeo maschile al PalaPanini di Modena. Eventi che confermano il ruolo dell’Emilia-Romagna come punto di riferimento per lo sport in Italia e in Europa, con effetti positivi a livello economico, turistico e di visibilità. Una forza che nel 2025 ha trovato un ulteriore riconoscimento nei risultati straordinari della Nazionale italiana maschile e di quella femminile, entrambe ai vertici del panorama mondiale”.

“È un grande piacere essere qua per celebrare la Hall Of Fame e anche gli 80 anni di questa Federazione- afferma il presidente Fivb, Azevedo-. In Italia la pallavolo è motivo di ispirazione per ragazzi e ragazze e questo è splendido. In questa nazione c’è un grande senso di appartenenza e responsabilità per il nostro sport. Io dico sempre che siamo responsabili di proteggere la pallavolo e di renderla migliore. Ho qui vicino a me i due Ct – Velasco e De Giorgi – che hanno vinto le Olimpiadi e i Mondiali negli ultimi due anni e vorrei un grande applauso per loro. Alla cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026 sei rappresentanti delle squadre azzurre hanno portato la fiaccola olimpica. Questo dimostra quanto sia importante il nostro sport nel vostro paese. Grazie mille a tutti, viva l’Italia e viva la pallavolo”.

Credit: De Sanctis/FIPAV

“Le parole di Fabio Azevedo sono state emozionanti, sono molto onorato di essere qui per questo meraviglioso evento- sottolinea il presidente Cev, Sikiric-. Porto ovviamente in sala i saluti di tutta la pallavolo europea. Questa Federazione ha vinto tutto quello che si poteva vincere a livello Seniores e giovanile ed è, sotto ogni aspetto, un punto di riferimento per tanti altri movimenti. Ringrazio ancora Fipav da parte della Cev perché sono sicuro che insieme collaboreremo sempre al meglio, costruiremo nuovo futuro e svilupperemo al meglio il nostro sport”.

“Dico sempre che la pallavolo paralimpica non è una disciplina separata dalla pallavolo. È parte integrante del nostro sport e parte di ciò che siamo- dichiara il presidente ParaVolley Europe, Mihorko-. Condividiamo tutti la stessa idea: la pallavolo è completa solo quando ogni disciplina è rispettata e valorizzata. Il sitting volley non è qualcosa di diverso. L’Italia lo capisce molto bene. Grazie alla Fipav, il sitting volley è riconosciuto e celebrato insieme alla pallavolo tradizionale. Avete dimostrato che l’inclusione non indebolisce una federazione. Grazie presidente Manfredi e grazie alla comunità della pallavolo italiana, per il vostro sostegno e per aver dimostrato che il nostro sport è più forte quando c’è posto per tutti”.

“Credetemi sono molto molto emozionato- sottolinea il presidente Fipav, Manfredi-. 80 anni sono un traguardo importante e penso che tutto quello che è successo in questi anni lo sia ancora di più. Questa Federazione è sempre in movimento, non si ferma mai. Ci soffermiamo poco sui successi passati e guardiamo sempre avanti, al futuro. Vedo qui in sala tanti rappresentati dei nostri Comitati regionali e territoriali e questo mi riempie di orgoglio. Il territorio rende grande la Federazione per tutto il lavoro che fa e per il supporto che non fa mai mancare. Ringrazio infine la Regione Emilia-Romagna per l’ospitalità e tutte le amministrazioni d’Italia che ci stanno contattando per sviluppare dei progetti in sinergici; un grazie finale anche a tutte le aziende che stanno sostenendo fortemente il nostro cammino”.

“Abbiamo costruito un progetto immaginato come un vero e proprio percorso per celebrare questo 2026 speciale per la Fipav- afferma il vicepresidente Fipav, Sala-. Un cammino che va da nord a sud e che coinvolgerà tutta la penisola. Celebriamo il passato, ma guardiamo sempre al futuro. Collaboreremo con tutti i Comitati territoriali che saranno i veri protagonisti. Verranno proposte iniziative per ogni territorio che saranno ovviamente collegati con i maggiori festeggiamenti nazionali. L’evento per eccellenza di quest’anno sarà sicuramente l’Europeo con la gara inaugurale in una piazza unica del nostro paese: Piazza del Pleibiscito a Napoli. L’intero percorso si chiuderà, infine, a dicembre con una partita celebrativa: Italia vs Resto del mondo”.

“La nostra collaborazione con Fipav è nata in maniera naturale- spiega l’amministratore aelegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Sciscioli-. Dopo la vittoria del secondo Campionato del Mondo a settembre e in vista degli 80 anni federali abbiamo pensato subito di realizzare qualcosa di straordinario. La medaglia presentata oggi porta su un lato il simbolo della Federazione e, sull’altro, dà il massimo risalto alle due coppe mondiali. Questo è sicuramente un altro grande passo per le collaborazioni della Zecca dello Stato con il mondo dello sport”.

Credit: De Sanctis/FIPAV

Consumatori, cresce la rete delle associazioni in Emilia-Romagna

Consumatori, cresce la rete delle associazioni in Emilia-RomagnaUna rete diffusa su tutto il territorio regionale, capace di intercettare i bisogni delle cittadine e dei cittadini e accompagnarli nell’accesso ai servizi, rafforzando la tutela dei diritti in una fase economica e sociale sempre più complessa, che oggi si amplia ulteriormente con nuovi punti di ascolto nelle aree interne, già attivi in 9 aree territoriali e 44 Comuni.

Continua a crescere in Emilia-Romagna il sistema delle associazioni dei consumatori, con 82.217 iscritti lo scorso anno e un’attività che nel solo 2025 ha portato alla gestione di 17mila pratiche, tra conciliazioni e assistenza diretta.

Un sistema disciplinato dalla legge regionale n. 4 del 2017, che dal 2020 a oggi la Regione ha sostenuto con risorse proprie per circa 2 milioni di euro, che superano i 4 milioni complessivi considerando anche gli stanziamenti statali, destinati a rafforzare informazione, assistenza e tutela degli utenti e a garantire un accesso più equo ai servizi su tutto il territorio.

Accanto alla tutela individuale, si è progressivamente rafforzata un’azione strutturata di informazione e formazione, con centinaia di incontri pubblici, iniziative nelle scuole, campagne informative e attività digitali, che oggi si sviluppa ulteriormente attraverso nuovi progetti orientati alla prossimità, in particolare nelle aree interne e nei territori più fragili.

In questo quadro si rafforza anche il ruolo del Comitato regionale consumatori e utenti (Crcu), sempre più coinvolto sulle principali politiche che incidono sulla vita delle persone – dal trasporto pubblico locale alla sanità, fino all’agenda digitale e alla partecipazione – contribuendo a portare le istanze dei consumatori nelle scelte regionali. Un percorso che si accompagna a un’attenzione crescente ai temi dell’inclusione e dell’accesso ai servizi, a partire dal contrasto al digital divide, con l’obiettivo di garantire strumenti concreti di orientamento, tutela e partecipazione.

A illustrare servizi, numeri e attività, oggi a Bologna, nella sede della Regione, la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini, e il consigliere regionale, Vincenzo Paldino, presidente del Comitato regionale consumatori e utenti (Crcu). Presenti il presidente di Federconsumatori Emilia-Romagna, Fabrizio Ghidini, la presidente dell’Associazione consumatori utenti (Acu) dell’Emilia-Romagna, Rosamaria Gallo, Francesca Talia, dell’Unione per la difesa dei consumatori – U.di.con Emilia-Romagna e le associazioni dei consumatori e utenti del territorio.

“Rafforzare la tutela dei consumatori significa oggi lavorare su più fronti: informazione, accesso ai servizi e accompagnamento nelle trasformazioni digitali- sottolinea la sottosegretaria Rontini-. In Emilia-Romagna possiamo contare su una rete solida e capillare, che rappresenta un presidio fondamentale di prossimità e di equità sociale, capace di intercettare i bisogni delle persone e di offrire risposte concrete nei territori. È un lavoro che negli ultimi anni abbiamo sostenuto con investimenti significativi, accompagnando le associazioni non solo nell’attività di assistenza e tutela, ma anche nei percorsi di informazione e formazione rivolti alle cittadine, ai cittadini, alle scuole e alle comunità locali. Oggi questo lavoro si rafforza ulteriormente, anche attraverso l’avvio di nuovi punti di ascolto nelle aree interne, con l’obiettivo di consolidare la presenza nei territori più fragili e contribuire a ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi, a partire dal tema dell’inclusione digitale. L’obiettivo è garantire a tutte e a tutti gli strumenti per orientarsi, esercitare i propri diritti e partecipare pienamente alla vita sociale ed economica”.

“Il lavoro che stiamo portando avanti in questi mesi segna un cambio di passo importante: il Comitato Regionale Consumatori e Utenti sta tornando ad essere un luogo vivo, partecipato e soprattutto protagonista nelle scelte strategiche della Regione Emilia-Romagna, dopo anni in cui il suo ruolo rischiava di essere percepito come marginale- sottolinea il consigliere regionale, presidente di Crcu, Paldino-. Oggi, grazie ad un rinnovato spirito di collaborazione, il Crcu è pienamente coinvolto nei percorsi decisionali che riguardano le politiche a tutela dei cittadini consumatori, contribuendo in modo concreto alla definizione delle priorità regionali, dall’assistenza alla tutela dei diritti, fino ai progetti di informazione e inclusione digitale. Desidero ringraziare gli assessorati regionali per la disponibilità e la condivisione dimostrata e tutte le associazioni dei consumatori che, ogni giorno, svolgono un lavoro prezioso e spesso silenzioso a fianco dei cittadini, intercettando un bisogno crescente di assistenza e tutela in una fase storica particolarmente complessa, segnata dall’aumento dei costi, dalle difficoltà economiche delle famiglie e da un contesto sociale in continua evoluzione. I numeri degli interventi e dei progetti realizzati dimostrano con chiarezza quanto questo sistema sia fondamentale: rafforzarlo significa investire direttamente nella qualità della vita delle persone”.

Nel corso dell’ultimo anno il Crcu ha avviato un confronto con diversi assessorati regionali su temi che incidono direttamente sulla vita delle cittadine e dei cittadini: dal trasporto pubblico locale e le tariffe, anche in vista degli sviluppi del Prit, alla partecipazione delle associazioni nei comitati consultivi misti della sanità regionale; dall’agenda digitale – con particolare attenzione a innovazione, legalità e contrasto al sovraindebitamento – fino ai percorsi partecipativi. Ulteriori incontri sono programmati nelle prossime settimane sui temi del commercio e del turismo.

“L’Emilia-Romagna- afferma Ghidini- è la regione dove è più radicata la presenza delle associazioni dei consumatori. Questo grazie a un forte tessuto sociale e civico e anche grazie all’attenzione che la Regione e numerose amministrazioni comunali hanno dedicato all’associazionismo consumeristico. Non a caso la prima legge regionale sulla tutela dei consumatori è stata approvata qui nel 1992 ed è stata rinnovata nel 2017. Oggi, con la giunta de Pascale siamo in una intensa fase di applicazione della legge, sia sul piano pratico che sul piano politico. In un periodo di difficoltà economiche per ampie fasce di popolazione, il ruolo delle associazioni dei consumatori assume un ruolo. di particolare rilievo sia sul versante della tutela generale che su quella individuale”.

“Il lavoro delle associazioni dei consumatori- sottolinea Gallo- rappresenta un elemento fondamentale di collegamento tra istituzioni e bisogni reali delle persone. È attraverso questa presenza capillare che le politiche pubbliche possono tradursi in servizi concreti e accessibili, costruendo fiducia e rafforzando il rapporto con le comunità. In particolare, sul fronte della digitalizzazione è sempre più necessario accompagnare cittadine e cittadini nell’accesso ai servizi e agli strumenti online, per evitare nuove forme di esclusione. I dati ci dicono che dove c’è collaborazione tra istituzioni e associazioni, la fiducia del cittadino cresce. La transizione digitale in Emilia-Romagna sta funzionando perché non è ‘calata dall’alto’, ma è accompagnata da un ascolto costante. L’obiettivo per il prossimo futuro è consolidare questa rete, rendendo i nostri sportelli territoriali sempre più dei veri hub di innovazione sociale”.

“A nome delle associazioni che fanno parte del Comitato regionale consumatori e utenti- sottolinea Talia-, riteniamo fondamentale valorizzare non solo le attività realizzate, ma anche l’impatto concreto che queste hanno sui cittadini. I dati degli ultimi anni mostrano una crescente domanda di informazione, orientamento e tutela, con un coinvolgimento sempre più ampio di persone su tutto il territorio regionale. Allo stesso tempo emerge con chiarezza un tema di accesso: non tutti i cittadini hanno le stesse possibilità di accesso alle informazioni, ai servizi e alla tutela dei propri diritti, soprattutto nelle aree più periferiche e tra le fasce più fragili della popolazione. Per questo stiamo rafforzando la presenza nei territori, anche attraverso nuovi punti di ascolto, con l’obiettivo di costruire una rete sempre più vicina alle comunità e capace di rispondere in modo concreto ai bisogni”.

I dati e le attività

Il sistema regionale delle associazioni dei consumatori si conferma tra i più strutturati a livello nazionale, con una presenza capillare su tutto il territorio e 82.217 iscritte e iscritti complessivi: l’U.Di.Con conta 32.426 iscritti, Federconsumatori 22.086, Confconsumatori 5.576, Adiconsum 5.269, Adoc 4.343, Lega Consumatori 3.405, Codici 2.314, Acu 2.284, Cittadinanzattiva 2.263 e Assoutenti 2.251. Accanto alla rappresentanza, cresce anche l’attività operativa: nel 2024 sono state avviate 867 procedure di conciliazione e gestite 3.574 pratiche, per un totale di 4.441 interventi, a conferma di un ruolo sempre più rilevante nella risoluzione delle controversie e nell’assistenza a cittadine e cittadini.

Un’attività sostenuta dalla Regione attraverso una programmazione pluriennale di interventi, avviata con il bando 2019, proseguita con i bandi 2021 e 2023, che hanno finanziato progetti di informazione, educazione e assistenza diffusi su tutto il territorio regionale.

Nel 2020, nell’ambito del progetto “Formiamo ConsumAutori del futuro”, con un contributo di 200mila euro della Regione Emilia-Romagna, sono stati realizzati 135 incontri pubblici in circa 55 Comuni, 150 iniziative nelle scuole in 40 istituti di 20 Comuni e oltre 100 interventi radio-televisivi, oltre all’attivazione di sportelli informativi dedicati su sovraindebitamento, risparmio e tutela dalle truffe.

Nel 2022, nell’ambito dei progetti del bando 2021 – “La città, il territorio e le nuove sfide” (111.076 euro) e “ConsumERnet – Associazioni in rete per la tutela dei consumatori” (88.923 euro) – sono stati realizzati 316 incontri pubblici (4.852 cittadine e cittadini coinvolti), 234 le iniziative nelle scuole in 53 istituti (1.640 studentesse e studenti), 170 le iniziative radio-televisive e 636 le attività digitali tra articoli, newsletter e contenuti online.

Ottanta incontri pubblici (1.946 persone coinvolte), 98 iniziative nelle scuole in 35 istituti (2.182 studentesse e studenti), 52 iniziative radio-televisive e 181 attività digitali, poi, nel 2024, nell’ambito dei progetti del bando 2023, “Energie per i consumatori sostenibili” (110mila euro) e “Scegli consapevole” (90mila euro).

I temi affrontati hanno riguardato: consumo consapevole e sostenibile, corretta alimentazione e lettura delle etichette, riduzione dello spreco alimentare, uso responsabile delle risorse e raccolta differenziata, educazione finanziaria, tutela del risparmio e gestione del debito, sovraindebitamento e gioco d’azzardo. Ancora, accesso ai servizi pubblici e ai bonus energia, gas e idrico, mobilità sostenibile, liberalizzazione del mercato energetico, telefonia e telecomunicazioni, fino ai temi più recenti legati ai pagamenti digitali, alla sicurezza online e all’accesso ai servizi pubblici digitali.

Un lavoro che oggi si rafforza ulteriormente con l’avvio di nuovi punti di ascolto nelle aree interne, che coinvolgono 9 aree territoriali e 44 Comuni, con l’obiettivo di portare servizi di informazione, orientamento e assistenza direttamente nei territori più fragili e meno serviti. Un’azione che rafforza la prossimità e si accompagna a un impegno crescente sul fronte dell’inclusione digitale, per ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi e garantire a tutte e a tutti l’effettivo esercizio dei diritti.

I Carabinieri controllano l’area di un istituto scolastico e i terminal ferroviari sassolesi

I Carabinieri controllano l’area di un istituto scolastico e i terminal ferroviari sassolesiI Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassuolo, con il supporto della Polizia Locale e dell’unità cinofila “Ector”, nella giornata di oggi hanno eseguito un servizio straordinario di controllo del territorio, finalizzato non solo alla prevenzione e repressione dello spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, ma anche alla verifica del possesso di armi e oggetti atti ad offendere da parte dei più giovani.

Le attività hanno interessato l’area dell’istituto scolastico “Elsa Morante” di Sassuolo ed i terminal ferroviari collegati alle tratte per Modena e Reggio Emilia, luoghi particolarmente sensibili per l’elevata frequentazione giovanile.

Nel corso dei controlli, effettuati anche mediante l’impiego di metal detector e grazie al fiuto del cane antidroga, sono stati rinvenuti complessivamente circa 13 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish: circa 3 grammi nelle aree esterne adiacenti all’istituto scolastico e circa 10 grammi presso il terminal ferroviario di Sassuolo-Modena.

La sostanza, verosimilmente occultata da ignoti al fine di eludere eventuali controlli, è stata sottoposta a sequestro.

L’operazione si inserisce nell’ambito di un più ampio dispositivo di prevenzione volto a garantire maggior sicurezza nei pressi degli istituti scolastici e nei principali snodi del trasporto pubblico, con particolare attenzione alla tutela dei giovani ed alla prevenzione di comportamenti a rischio.

I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni, al fine di contrastare con continuità e determinazione ogni forma di illegalità.

Oltre 50 studenti del Volta di Sassuolo diventano aspiranti donatori AVIS

Oltre 50 studenti del Volta di Sassuolo diventano aspiranti donatori AVISOltre 50 allievi neo maggiorenni dell’Istituto Volta di Sassuolo hanno sostenuto questa mattina, martedì 31 marzo, gli esami per diventare donatori di sangue, effettuati direttamente sull’autoemoteca di AVIS posizionata davanti alla scuola.

Tra loro anche il Sindaco Matteo Mesini, che ha scelto di “rientrare” tra gli aspiranti donatori dopo aver interrotto per alcuni anni le donazioni all’Avis, a cui si era iscritto proprio ai tempi delle scuole superiori. Anche a lui il prelievo effettuato oggi e i successivi esami di idoneità riapriranno il percorso per tornare a donare.

Il presidente di Avis Comunale Sassuolo Flaminio Casoni ha sottolineato che l’iniziativa odierna segna la conclusione del progetto di promozione del dono per l’anno scolastico 2025/2026, portato avanti nelle classi quinte degli istituti superiori cittadini – Formiggini, Elsa Morante, Baggi, Volta/Don Magnani – in collaborazione con AIDO e ADMO.

Un impegno reso possibile grazie al lavoro del gruppo di volontari coordinati dal vicepresidente Gian Paolo Chiletti, che nel corso dell’anno ha incontrato 35 classi per un totale di circa 640 studenti.

Di questi, 193 hanno scelto di iscriversi ad Avis, avviando il percorso che li porterà alla prima donazione. Dal solo Istituto Volta sono arrivate 69 adesioni; i prelievi non effettuati nella mattinata in autoemoteca saranno completati in altra sede.

Un ringraziamento particolare va agli insegnanti Athanasios Panaras (Formiggini), Angela Ciaglia (Morante), Paola Pollini (Baggi) e Alex Turrini (Volta/Don Magnani) per la sensibilità e la collaborazione dimostrate nel promuovere tra i giovani il valore del dono volontario.

Anche il sindaco Mesini, nel suo breve saluto agli studenti, ha sottolineato l’importanza di questa scelta di generosità individuale che diventa pilastro di coesione sociale. L’auspicio è che il gesto della donazione possa trasformarsi in uno stile di vita aperto agli altri e alla solidarietà sul territorio. Ai ragazzi è stato infine rivolto un grande “in bocca al lupo” per il prossimo esame di maturità.

 

 

Presentate in commissione le linee di programmazione 2026: per il servizio sanitario regionale 10,2 miliardi

Presentate in commissione le linee di programmazione 2026: per il servizio sanitario regionale 10,2 miliardi
Assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi

Le linee di programmazione e finanziamento del sistema sanitario regionale per il 2026 prevedono uno stanziamento di 10,2 miliardi di euro, con un aumento di 267 milioni rispetto all’anno precedente. Il dato è stato illustrato stamattina in Commissione sanità dall’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi.

L’aumento di risorse dipende in gran parte dall’incremento del finanziamento complessivo del fabbisogno sanitario standard. Un aumento del 4,6% rispetto al 2025, in gran parte, però, con vincoli di spesa per oltre la metà delle risorse (2,8%).

Nel dettaglio, dei 10,2 miliardi di euro previsti per avviare la programmazione 2026, 8,3 vanno alle Aziende sanitarie secondo gli indicatori di programmazione e i restanti 1,9 miliardi saranno distribuiti dalla Regione sulla base di specifiche azioni vincolate.

“Abbiamo messo in campo una prima linea di programmazione solida e vicina alle necessità dei territori- ha spiegato Fabi-. E’ vero che il Governo ha aumentato i trasferimenti nazionale, ma non in maniera sufficiente a coprire tutti i costi e, dunque, permane ancora un sottofinanziamento rispetto a quanto necessario. Inoltre ci sono troppi vincoli di spesa che non ci permettono di finanziare liberamente le nostre politiche sanitarie e siamo preoccupati per la situazione internazionale che rischia di causare un ulteriore aumento dei costi energetici e inflattivi. Tuttavia- ha concluso l’assessore- resta il nostro massimo impegno affinché sia tutelato il diritto universale alla cura, uno dei pilastri su cui si fonda l’Emilia-Romagna”.

Tra gli incrementi di spesa attesi per l’anno in corso, ci sono gli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali per il triennio 2025-27; una maggiore spesa farmaceutica per i dispositivi medici, necessaria per garantire l’attuale livello assistenziale e la presa in carica dei pazienti; l’incremento della copertura vaccinale, in particolare per l’HPV (12-15 anni), pneumococco (65enni) e Herpes Zoster (65 enni); lo sviluppo del DM 77 per la diffusione della sanità territoriale; il permanere di rilevanti costi energetici e inflattivi.

Secondo la Legge di Bilancio 2026 cresce dello 0,3% il tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti, che arriva all’8,8%, così come quella della spesa farmaceutica convenzionata dello 0,05%, portandola a 6,85%. Si riducono, invece, il payback con una stima a bilancio di -350 milioni, e il fondo per i farmaci innovativi, che calano di 140 milioni, da 1,3 a 1,16 miliardi di euro.

Visite guidate al Castello di Spezzano nel fine settimana di Pasqua

Visite guidate al Castello di Spezzano nel fine settimana di PasquaNei giorni Pasqua e Pasquetta (5 e 6 aprile 2026) il Castello di Spezzano con il Museo della Ceramica sono aperti dalle 10.30 alle 20, con la possibilità di partecipare visite guidate gratuite programmate alle 11, alle 16, alle 17.30 e alle 18.30. Sarà possibile ammirare gli affreschi della Sala delle Vedute e della Galleria delle Battaglie, visitare le interessanti sezioni del Museo e la sezione interattiva Manodopera. Non occorre prenotare, l’appuntamento è nella corte del Castello negli orari previsti.

Anche la Riserva naturale delle Salse di Nirano è aperta e accessibile per tutto il fine settimana Pasqua, per una bella passeggiata rilassante nella natura o per visitare l’Ecomuseo di Ca’ Rossa.

Sabato 4 e lunedì 6 aprile, dalle 16 alle 19, sarà aperta anche la mostra personale di Ermanno Vecchi dal titolo “Movimenti”, l’associazione Arte e Cultura organizza presso la Casa delle arti Vittorio Guastalla, organizzata dall’associazione Arte e Cultura, parte critica a cura di Tina De Falco. L’ingresso è libero.

Formigine celebra il primo voto delle donne

Formigine celebra il primo voto delle donneEsattamente ottant’anni fa, il 31 marzo 1946, le donne di Formigine varcavano per la prima volta la soglia dei seggi elettorali, esercitando un diritto fondamentale che avrebbe cambiato per sempre il volto dell’Italia. Per celebrare questo anniversario, che si inserisce nel più ampio percorso storico verso il Referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente, l’Amministrazione comunale ha organizzato una seduta del Consiglio comunale in adunanza aperta. L’appuntamento è fissato per giovedì 9 aprile alle ore 20.30 nella Sala consiliare del Castello.

In apertura sono in programma gli interventi della Sindaca Elisa Parenti e della Presidente del Consiglio comunale Antonietta Vastola. Saranno presenti Rita Cucchiara, prima Rettrice dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, e la manager formiginese Irene Boni: le loro testimonianze offriranno uno sguardo su come i ruoli apicali ricoperti oggi siano anche il frutto di quel diritto conquistato ottant’anni fa. Il focus storico sarà affidato a Metella Montanari, Direttrice dell’Istituto Storico di Modena, con un intervento sull’Atlante provinciale dei consiglieri comunali, e a Germana Romani dell’Associazione di Storia Locale E. Zanni che ricorderà la figura di Edmea Corradini, la prima donna eletta nel Comune di Formigine.

Il programma sarà arricchito dalle letture di Elisa Grano, in collaborazione con il Circolo La Torre. I testi, selezionati dal Centro Documentazione Donna, approfondiranno il tema del processo partecipativo delle donne al voto. Previsti anche interventi dei Consiglieri comunali attuali.

“Ricordare oggi il 31 marzo 1946 – ha dichiarato la Sindaca di Formigine, Elisa Parenti – non è un semplice esercizio di memoria. Ottant’anni fa, il primo voto delle donne ha segnato l’inizio di una nuova era di partecipazione. Quel gesto ha aperto la strada ai diritti e alle opportunità di cui godiamo oggi. Il nostro impegno quotidiano deve essere quello di onorare questa conquista, garantendo che i valori di partecipazione e parità continuino a essere il motore pulsante della comunità e delle istituzioni. Invito tutta la cittadinanza a partecipare a questo Consiglio aperto, per celebrare insieme un traguardo che appartiene a tutti noi”.

 

Gigetto, il Consiglio comunale di Modena: “Si avvii uno studio di fattibilità per ammodernare la linea”

Gigetto, il Consiglio comunale di Modena: “Si avvii uno studio di fattibilità per ammodernare la linea”Promuovere presso la Regione Emilia-Romagna e gli altri enti competenti quali Fer, l’Agenzia per la Mobilità e i Comuni interessati, l’avvio di uno studio di fattibilità tecnico-economica allo scopo di ammodernare la linea ferroviaria Modena-Sassuolo mantenendo il tracciato storico ed evolvendo verso un sistema di trasporto pubblico su ferro ad alta frequenza.

È quanto richiesto dal Consiglio comunale di Modena attraverso l’approvazione, nella seduta di lunedì 30 marzo, di due mozioni sulla revisione del servizio della linea ferroviaria Modena-Sassuolo: una presentata da Pd, Avs, M5s, Pri – Azione – Sl e l’altra presentata da Katia Parisi di Modena civica, entrambe approvate con il voto a favore di Pd, Avs, M5s, Pri – Azione – Sl, Modena civica e con il voto contrario di FdI, Lega Modena e Modena in Ascolto. Le mozioni approvate sono state discusse insieme a un’interrogazione di Elisa Rossini (FdI) e a una terza mozione, presentata da FdI, FI, Lega Modena e Modena in Ascolto, che è stata respinta con il voto a favore di FdI, Lega Modena e Modena in ascolto, e contrario di Pd, Avs, M5s, Pri – Azione – Sl e Modena civica.

La mozione della maggioranza, in particolare, chiede di “confermare politicamente che la linea ferroviaria Modena–Sassuolo non debba essere chiusa né dismessa, ma orientata a una sua evoluzione verso un sistema di trasporto pubblico su ferro ad alta frequenza (tram, tram-treno o metropolitana di superficie) individuando – sulla base di studi e analisi comparative – la soluzione trasportistica più idonea a rafforzarne il ruolo di dorsale della mobilità urbana e di area vasta”. Il documento invita a valorizzare e aggiornare gli studi e le analisi già elaborati sulla tratta Modena–Sassuolo da Amo, utilizzandoli come base per definire uno scenario di evoluzione del servizio. Propone, inoltre, di sostenere la progressiva riduzione e superamento dei passaggi a livello, attraverso soluzioni tecnologiche e infrastrutturali compatibili con il contesto urbano; di “inserire esplicitamente nel Pums e nei futuri strumenti di pianificazione della mobilità e del territorio l’obiettivo di evoluzione della linea Modena–Sassuolo, prevedendo nuove fermate urbane e una piena integrazione con il trasporto pubblico su gomma, la mobilità ciclabile e pedonale, in un’ottica di complementarità e intermodalità”; di valorizzare il trasporto ferroviario come elemento strategico evitando ipotesi di riduzione o sostituzione del servizio su ferro con soluzioni di trasporto su gomma lungo il medesimo asse. Il ricorso al potenziamento dei servizi su gomma, “pur rappresentando un utile complemento al sistema di mobilità, non risolve in modo strutturale i problemi di congestione del traffico e di qualità dell’aria, rischiando anzi di aumentare la pressione veicolare sulle principali direttrici di spostamento. Il trasporto su ferro rappresenta, al contrario, una scelta infrastrutturale di lungo periodo: un investimento pubblico strategico, sostenibile e difficilmente sostituibile, la cui riduzione o dismissione comporterebbe la perdita di un patrimonio infrastrutturale costruito in decenni e difficilmente ricostruibile”. Il documento invita, inoltre, “a valutare, in una prospettiva di medio-lungo periodo, le possibili estensioni della linea verso Carpi, Maranello e Reggio Emilia, fino al collegamento con la stazione AV Mediopadana, nell’ottica di una rete ferroviaria di trasporto pubblico di area vasta” e “a coinvolgere FER, TPER, SETA (o l’eventuale soggetto gestore del TPL), la Regione e le amministrazioni del distretto nella definizione di un progetto condiviso, garantendo una governance territoriale unitaria e riferendo periodicamente alle commissioni consiliari competenti in merito allo stato di avanzamento del percorso”.

La mozione approvata di Katia Parisi (Modena Civica), in particolare, propone di analizzare ulteriori interventi infrastrutturali e tecnologici per migliorare efficienza, sicurezza, affidabilità e comfort del servizio, ma anche soluzioni volte alla riduzione dei tempi di attesa nelle intersezioni e alla mitigazione dell’impatto sulla viabilità urbana, senza modificare il tracciato esistente, oltre all’integrazione del servizio all’interno di una visione complessiva del trasporto pubblico regionale e cittadino, favorendo l’intermodalità, il coordinamento con il trasporto pubblico locale su gomma e l’incremento delle frequenze. Parisi, inoltre, chiede che, “nell’ambito della predisposizione del nuovo Piano Regionale Integrato dei Trasporti, la linea Modena–Sassuolo e gli esiti dello studio di fattibilità siano oggetto di specifica valutazione, in coerenza con gli indirizzi strategici regionali in materia di potenziamento delle linee ferroviarie esistenti, integrazione modale, sostenibilità ambientale e miglioramento dell’accessibilità territoriale”. La consigliera, inoltre, invita a promuovere un percorso di partecipazione, coinvolgendo i territori interessati, le categorie economiche e le associazioni dei cittadini nei processi decisionali relativi al futuro della linea e a garantire un monitoraggio continuo sull’evoluzione dello studio di fattibilità, con aggiornamenti periodici alle Commissioni consiliari competenti.

La mozione respinta di FdI, FI, Lega Modena e Modena in Ascolto, illustrata dalla consigliera Elisa Rossini (FdI), in particolare, chiedeva di recuperare lo studio di fattibilità dell’Agenzia per la Mobilità volto a valutare alternative al treno lungo il corridoio della linea ferroviaria al fine di verificare le soluzioni approntate anche in termini di oneri economici, oltre che di avviare le procedure finalizzate all’eliminazione dei passaggi a livello della linea ferroviaria Modena-Sassuolo. Il documento impegnava, inoltre il presidente della commissione competente a convocare periodicamente una commissione dedicata al fine di informare i consiglieri commissari sull’andamento delle valutazioni tecniche e sullo stato delle stesse.

“IL SUO FUTURO SI GIOCA SU INFRASTRUTTURA, TECNOLOGIE E GESTIONE”

“Il futuro di Gigetto si gioca sul confronto su infrastruttura, tecnologie e gestione.  L’unico modo possibile per innovare e proporre nuove soluzioni utili al trasporto pubblico è una discussione su area vasta tra territori, Regione e Governo nazionale lontana dalle demagogie e dai singoli interessi dei territori”.

Lo ha detto, l’assessore alla Mobilità Giulio Guerzoni rispondendo all’interrogazione della consigliera Elisa Rossini (FdI), che è stata trattata insieme a tre mozioni sulla revisione del servizio ferroviario Modena-Sassuolo. L’assessore ha portato ad esempio l’incontro tra Regione, Comuni, FER, Trenitalia/Tper svoltosi il 22 gennaio a Sassuolo sulle difficoltà riscontrate dopo l’entrata in funzione del Sistema di controllo marcia-treno: “È stato un momento molto significativo d’indirizzo – ha detto – in cui ci si è ritrovati per assumere un indirizzo politico su un problema e da cui si è usciti con un avanzamento positivo”.

La consigliera Rossini, nell’interrogazione, in riferimento ai lavori effettuati da Fer nel periodo 21 maggio-31 dicembre 2025 ha chiesto il costo complessivo e la finalità degli interventi, se il Comune si è confrontato con i soggetti competenti prima dell’avvio del cantiere e quale è stato il contenuto del confronto, e infine “come l’avvio del cantiere si concilia con la volontà espressa negli Indirizzi di Governo di revisione del servizio ferroviario Modena-Sassuolo e con i rilievi contenuti nel Pums”, laddove “ipotizza la sostituzione della tecnologia ferroviaria con mezzi di-versi, eventualmente conservando parte o tutto dell’infrastruttura esistente”. L’assessore, riportando le informazioni e i dati ricevuti da FER, ha spiegato che il principale intervento effettuato sulla ferrovia Modena-Sassuolo è stata la predisposizione della linea con il Sistema di Controllo Marcia Treno, dispositivo obbligatorio secondo la legislazione europea, che assicura al traffico ferroviario uno standard più elevato in termini di sicurezza, per un costo pari a 5,7 milioni di euro. Visto l’inserimento del nuovo sistema FER ha provveduto al rifacimento del piano dei binari alla stazione di piazza Manzoni per velocizzare l’ingresso e l’uscita dei convogli e al rinnovo degli impianti di segnalamento, ma anche all’eliminazione dell’interferenza, in via Fratelli Rosselli, tra le linee di contatto della ferrovia e quella del filobus cittadino, oltre al successivo rifacimento del manto stradale, per complessivi 5,8 milioni di euro. Cifra a cui vanno aggiunti 500 mila euro di corrispettivo per l’attività di regolazione termica dei binari di piazza Manzoni.

Guerzoni ha, quindi, precisato che “il Sistema di Controllo Marcia Treno è un elemento di sicurezza obbligatorio, a tutela innanzitutto dei viaggiatori e del personale ferroviario in servizio” e che “la sua installazione non è in contrasto né con il Pums né con i futuri, auspicabili, sviluppi della linea Modena-Sassuolo che la Regione, sia in merito alle infrastrutture sia in merito alle tecnologie, vorrà attuare di concerto con i Comuni interessati”.

L’assessore ha poi spiegato che le attività di cantiere condotte da FER sul territorio si sono svolte regolarmente e con il corretto coinvolgimento di tutti gli Enti preposti; che durante il periodo di lavori invia Fratelli Rosselli, si sono inevitabilmente registrate criticità di sosta e traffico, ma che i tempi di esecuzione sono stati compressi al massimo e che, su richiesta del Comune, è stata sempre garantita la possibilità di passaggio ciclabile o pedonale.

“A seguito della entrata in funzione del Sistema di controllo marcia treno si sono verificati alcuni episodi critici sull’esercizio della linea che hanno inciso sia sulla funzionalità del trasporto ferroviario sia sui tempi di attesa ai semafori. Come Amministrazione – ha affermato – così come i colleghi del Distretto Ceramico, ci siamo subito attivati nei confronti di Fer e Trenitalia/Tper per porre dei correttivi o delle migliorie. Sul nostro territorio – ha aggiunto – c’è stata anche la sospensione e poi il ripristino della fermata Fornaci che da sempre era utilizzata dall’utenza fragile e dai lavoratori di Villa Igea e del Centro Il Nespolo (Servizio di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza): abbiamo ascoltato subito l’istanza proveniente dai cittadini e dalle strutture socio-sanitarie, portandola al tavolo con la Regione e gli altri Comuni e cercando di trovare una soluzione”.

Guerzoni ha quindi spiegato che, dallo scorso novembre 2025, FER e gli altri enti responsabili del servizio, hanno preso provvedimenti tecnici per limitare i tempi di chiusura dei passaggi a livello nella tratta tra Baggiovara Ospedale e Formigine: “Tali provvedimenti, pur dando benefici oggettivi ai tempi di attesa delle auto ai passaggi a livello, hanno provocato perturbazioni alla circolazione dei treni la cui puntualità lungo tutta l’asse è scesa a percentuali molto basse, tra il 75-80 per cento. Per ovviare anche a questi inconvenienti da febbraio 2026 sono stati ritoccati di qualche minuto i tempi di percorrenza di alcune tratte della linea e i dati di puntualità della linea da febbraio e marzo 2026 sono molto migliorati posizionandosi intono al 95 per cento.  Su questo fronte – ha concluso l’assessore – è fondamentale continuare a monitorare il lavoro degli enti gestori del servizio e della linea, a tutela dei cittadini che la utilizzano quotidianamente”.

In replica, l’interrogante Elisa Rossini non si è detta soddisfatta, anzi “sconcertata” per i costi sostenuti e per gli interventi effettuati da Fer. “Stiamo sperperando denaro pubblico per sistemare la linea Modena-Sassuolo che però vogliamo cambiare, lasciando tutto in sospeso”. Ha citato, parlando di “sprechi di denaro”, esempi come il sottopasso di via Panni e il Gigetto portato a regime “ma destinato a essere superato”. La consigliera ha concluso definendosi confusa dalla risposta ricevuta, “non comprendo l’indirizzo che si vuole prendere”.

Immobile comunale in affitto a Maranello: bando prorogato

Immobile comunale in affitto a Maranello: bando prorogatoE’ stato prorogato al 30 aprile il bando per la concessione in affitto di un immobile di proprietà del Comune di Maranello in Via Carlo Stradi, da destinare ad attività commerciale. L’immobile è costituito da un locale al piano terra ed è provvisto di un retro in parte utilizzato come servizio igienico e in parte come cella frigorifera. Oltre al locale al piano terra è presente un locale ad uso cantina posto al piano sotto strada.

L’immobile è provvisto di un’area cortiliva ad uso esclusivo del condominio da utilizzare per parcheggio privato. L’importo del canone mensile a base d’asta è inizialmente fissato in 600 euro mensili (7.200 euro annui). La locazione avrà la durata di anni sei anni, rinnovabile per un ulteriore periodo di pari durata. Gli operatori economici devono effettuare obbligatoriamente il sopralluogo ai locali previo appuntamento da concordare con il Servizio Ambiente e Patrimonio Pubblico del Comune di Maranello. L’offerta dovrà pervenire al Comune entro il 30 aprile.

A1 Milano-Napoli: chiuso per cinque ore notturne il tratto Parma-allacciamento A15 Parma-La Spezia verso Milano

Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire lavori di posa cavi, dalle 00:00 alle 5:00 di venerdì 3 aprile, sarà chiuso il tratto compreso tra Parma e l’allacciamento A15 Parma-La Spezia, verso Milano.

Si precisa che la stazione di Parma sarà chiusa in entrata in entrambe le direzioni, Milano e Bologna.

In alternativa si consiglia: per la chiusura del tratto, dopo l’uscita obbligatoria alla stazione di Parma, percorrere la viabilità ordinaria: SP343 R verso Parma, SS9 Var, SS9 via Emilia verso Ponte Taro ed entrare sulla A15 Parma-La Spezia alla stazione di Parma ovest, per poi immettersi in A1 e riprendere il proprio itinerario in direzione Milano; per la chiusura dell’entrata di Parma, verso Milano: Fidenza, sulla stessa A1.

In ulteriore alternativa, entrare a Parma ovest, sulla A15 Parma-La Spezia e immettersi in A1 in direzione Milano; per la chiusura dell’entrata di Parma, verso Bologna: Terre di Canossa Campegine, sulla stessa A1.

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Sulla A13 Bologna-Padova, per consentire attività di ispezione e manutenzione cavalcavia, dalle 00:00 alle 5:00 di mercoledì 1 aprile, sarà chiusa la stazione di Altedo, in entrata in entrambe le direzioni.

In alternativa si consiglia di entrare alle seguenti stazioni: verso Bologna: Bologna Interporto; verso Padova: Ferrara sud.

 

Sport e inclusione: serata di festa al bowling di Formigine con i “Draghi Rossi”

Sport e inclusione: serata di festa al bowling di Formigine con i “Draghi Rossi”Una serata all’insegna dello sport e della solidarietà quella trascorsa al Bowling di Formigine, dove il Team “Draghi Rossi” di Maranello – associazione d’eccellenza nel panorama dell’inclusione sportiva per persone con disabilità – ha sfidato il “Club Motori di Modena – Scuderia Modena Corse” e il “Camper Club Terre di Secchia” di Rubiera.

L’evento, nato dal profondo legame che unisce da anni queste realtà, è stato l’occasione ufficiale per conferire la qualifica di Socio Onorario alle due società. Un riconoscimento prestigioso, assegnato per i meriti eccezionali e il sostegno costante garantito ai “Draghi Rossi”. In particolare, sono stati premiati con le seguenti motivazioni: la dedizione pluriennale agli scopi sociali, con benefici concreti per l’intera collettività; l’alto valore delle iniziative dedicate agli atleti, capaci di favorire una lreale inclusione e di accrescerne l’autostima; il fondamentale supporto economico tramite significative elargizioni liberali, essenziali per le attività dell’associazione.

Rasponi, Daddona e Belli

Al termine delle sfide sulle piste, le onorificenze sono state consegnate dal presidente dei Draghi Rossi ai presidenti Alessandro Rasponi (Club Motori) e Monica Belli (Camper Club). La serata si è poi conclusa nel migliore dei modi: una pizzata in compagnia, tra sorrisi e convivialità, a suggello di un’amicizia che va ben oltre l’ambito sportivo.

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