30.9 C
Comune di Sassuolo
mercoledì, 29 Luglio 2026
Home Blog Pagina 7

Maltempo. Violenti temporali e raffiche di vento, attivo il Centro operativo regionale a Bologna, aperti oltre 70 Coc comunali

Maltempo. Violenti temporali e raffiche di vento, attivo il Centro operativo regionale a Bologna, aperti oltre 70 Coc comunali

Il Centro operativo regionale (Cor) dell’Agenzia di sicurezza territoriale e Protezione civile, a Bologna, rimane tuttora attivo per seguire l’ondata di fortissimo maltempo, con violenti temporali e terribili raffiche di vento, in spostamento verso la Costa dopo aver attraversato l’Emilia-Romagna da Ovest a Est dopo aver colpito tutte le province a partire da Piacenza. Attivati anche oltre 70 Centri operativi comunali (Coc).

In particolare, i Vigili del fuoco stanno intervenendo in tutte le province a seguito di quanto appena accaduto e i volontari e operatori di Protezione civile sono a supporto: si era infatti già provveduto ad attivare il sistema regionale del volontariato.

Gli interventi stanno riguardando in generale allagamenti in aree urbane, l’interruzione di servizi essenziali (anche se alcune interruzioni di corrente elettrica sono avvenute in via preventiva e si stanno già riattivando) e di strade, con ripercussioni sulla viabilità, tetti scoperchiati, caduta di alberi (nel modenese interessata anche una linea ferroviaria Fer, con intervento già in corso di tecnici e operatori).

Centinaia anche le chiamate al 112, il numero per le emergenze.

Come da previsioni, che hanno portato all’innalzamento dell’allerta da gialla a arancione, si è trattato del passaggio di una perturbazione violenta e veloce che ora si è spostata verso il Ferrarese.

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e la sottosegretaria alla presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, stanno seguendo la situazione in collegamento col Cor e i territori.

Maltempo: a Formigine disagi per cadute di alberi e numerose interruzioni di energia elettrica

Maltempo: a Formigine disagi per cadute di alberi e numerose interruzioni di energia elettricaIl violento temporale delle ultime ore ha provocato la caduta di alberi principalmente nelle seguenti aree formiginesi: Via Mazzini (altezza civico 154), Via Mariano 2, Via Rodello, Parco Rodari, Piazza Brodolini, Via Sant’Antonio, nei pressi del Parco Baden Powell e Via per Castelnuovo.

In parallelo al maltempo, si stanno verificando alcune interruzioni temporanee dell’energia elettrica. È disponibile una mappa interattiva degli interventi per segnalare i guasti: potete consultarla allindirizzo https://www.edistribuzione.it/interruzione-correnteprimo.html. Per segnalare eventuali interruzioni, chiamate il numero 803.500.

I tecnici comunali, gli agenti di Polizia Locale e i volontari della Protezione Civile sono operativi e continueranno a lavorare nelle prossime ore per mettere in sicurezza le zone interessate e ripristinare la viabilità. Gli eventi previsti sono stati ovviamente annullati: l’iniziativa di Proform nel centro storico è stata sospesa, così come la visita alla Torre dell’acquedotto.

Sassuolo: arreca disturbo all’interno di un esercizio pubblico poi aggredisce i carabinieri, arrestato 25enne

Sassuolo: arreca disturbo all’interno di un esercizio pubblico poi aggredisce i carabinieri, arrestato 25enneNel pomeriggio di ieri,  14 luglio, i Carabinieri della Stazione di Sassuolo hanno tratto in arresto un 25enne residente in città, ritenuto responsabile dei reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate ai danni di un militare dell’Arma, oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale.

L’intervento è scaturito da una richiesta pervenuta al Numero Unico di Emergenza 112 relativa alla presenza di un giovane, in evidente stato di alterazione psicofisica, che stava arrecando disturbo all’interno di un esercizio pubblico di Sassuolo.

Giunti sul posto, i militari hanno immediatamente riconosciuto la persona, già nota per analoghi episodi, invitandola ripetutamente a fornire le proprie generalità e a seguirli in caserma, così da evitare ulteriori turbative ai numerosi avventori presenti.

L’uomo ha tuttavia rifiutato ogni collaborazione, iniziando ad insultare i Carabinieri e opponendo una veemente resistenza fisica mediante spintoni, calci e gomitate.

Nel corso della colluttazione uno dei militari ha infatti riportato lievi lesioni.

Questa mattina il Tribunale di Modena ha convalidato l’arresto ed ha applicato nei confronti dell’indagato la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Sassuolo con permanenza domiciliare nelle ore notturne, disponendo altresì l’obbligo di presentazione quotidiana alla locale Stazione Carabinieri.

A Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, il Premio Maestro dell’Arte e della Cucina Italiana

A Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, il Premio Maestro dell’Arte e della Cucina Italiana“Le più sincere congratulazioni a Nicola Bertinelli per il conferimento del Premio Maestro dell’Arte e della Cucina Italiana. Un riconoscimento di grande prestigio che premia uno dei protagonisti dell’agroalimentare italiano e il suo impegno alla guida del Consorzio del Parmigiano Reggiano, la Dop più conosciuta al mondo e una delle principali filiere agroalimentari dell’Emilia-Romagna per numero di imprese e lavoratori”.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, sul conferimento del ‘Premio Maestro dell’Arte e della Cucina Italiana’ a Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Un riconoscimento assegnato ai professionisti del mondo dell’agroalimentare e della enogastronomia che si sono distinti per aver contribuito alla crescita e alla diffusione della cultura gastronomica italiana nel mondo.

“La Dop economy rappresenta un valore strategico per i nostri territori- sottolineano il presidente e l’assessore- perché garantisce economia, reddito e lavoro, contribuisce a contrastare lo spopolamento nei territori montani e in quelli più rurali, e a tenere insieme sostenibilità ambientale, economica e sociale grazie a centinaia di imprese agricole e caseifici impegnati nella filiera lattiero-casearia. La Dop economy è anche cultura, tradizione e qualità alimentare: valori che Nicola Bertinelli conosce bene e che da sempre promuove in Italia e nel mondo”.

Tari 2026: a Sassuolo tariffe invariate

Tari 2026: a Sassuolo tariffe invariate“La Tari, la tassa sui rifiuti, resterà invariata anche nel 2026. Nonostante il Piano Economico Finanziario (PEF) del servizio rifiuti preveda un incremento dei costi, il Comune di Sassuolo ha scelto di non trasferire tale aumento sulle tariffe, confermando il proprio impegno a tutelare famiglie e attività economiche”.

Ad annunciare il risultato è il Sindaco Matteo Mesini, che ricostruisce il percorso seguito dall’Amministrazione.

“Nel corso dell’ultimo Consiglio Locale di ATERSIR abbiamo dichiarato la nostra astensione e non abbiamo partecipato al voto perché ritenevamo che i tempi e le modalità di confronto sui dati del Piano Economico Finanziario non consentissero una valutazione sufficientemente approfondita. Abbiamo inoltre espresso la nostra contrarietà a un incremento dei costi del servizio che ritenevamo eccessivo. La nostra, però, non è stata una posizione pregiudiziale: abbiamo scelto il confronto, presentando osservazioni e richiedendo chiarimenti sui costi. Questo lavoro ha contribuito a ridurre l’incremento del PEF del gestore dal +4,99% al +3,08%”.

Il Sindaco sottolinea come il risultato più importante sia un altro.

“L’impegno che avevamo assunto con la città era quello di evitare nuovi aumenti della Tari. Grazie al lavoro svolto dagli uffici e alle scelte dell’Amministrazione, porteremo in Consiglio comunale tariffe invariate: nessun costo aggiuntivo ricadrà sui cittadini e sulle imprese di Sassuolo”.

L’incremento dei costi previsto dal Piano Economico Finanziario sarà infatti assorbito attraverso una serie di misure che rafforzano l’equilibrio del sistema tariffario. Tra queste, il recupero dell’evasione Tari degli anni precedenti, le attività sanzionatorie nei confronti degli abbandoni e degli errati conferimenti dei rifiuti, un’attenta gestione delle risorse comunali e il contributo riconosciuto da ATERSIR ai Comuni che si distinguono per l’efficienza nella gestione del servizio.

“Abbiamo scelto di destinare le risorse recuperate al mantenimento delle tariffe, evitando di chiedere ulteriori sacrifici a chi ha sempre pagato regolarmente – aggiunge Mesini –. È una scelta di equità che restituisce alla comunità i risultati del lavoro svolto sul recupero dell’evasione e sulla corretta gestione dei conti”.

L’Assessore alle Politiche Ambientali Andrea Baccarani evidenzia come il mantenimento delle tariffe sia stato possibile pur in presenza di un potenziamento dei servizi.

“Gli aumenti dei costi non dipendono soltanto dall’andamento generale del servizio, ma anche dall’entrata a regime di interventi che abbiamo scelto di attivare per migliorare il decoro urbano e la qualità della raccolta. Penso all’Area Eco Self con cassonetti per carta e plastica aperti H24 presso l’isola ecologica, i nuovi cestini per i mozziconi di sigaretta e i nuovi servizi di idropulizia già operativi, così come altri servizi in arrivo a settembre come lo spazzino di quartiere  e i nuovi arredi destinati a contenere i bidoni carrellati nel centro storico. Un impegno che ha portato nel 2026 nuovi servizi senza chiedere un euro in più ai cittadini”.

Vivibilità urbana, mobilità attiva e qualità degli spazi pubblici: approvato dalla Regione ‘Urban Health’

Vivibilità urbana, mobilità attiva e qualità degli spazi pubblici: approvato dalla Regione ‘Urban Health’Città che favoriscono stili di vita sani, con spazi pubblici più accoglienti e sicuri, una mobilità pensata per rendere più semplici gli spostamenti attivi, più spazi verdi e zone d’ombra dove servono, migliori condizioni climatiche nei quartieri e servizi più accessibili e distribuiti in modo equo sul territorio, per contrastare le disuguaglianze. È con questa visione – quella di comunità urbane capaci di rispondere alle sfide ambientali e sociali, mettendo al centro il benessere delle persone in ogni fase della vita – che la Regione Emilia-Romagna ha approvato il documento “Urban Health. Promuovere interventi intersettoriali per la vivibilità, la salute e il benessere urbano”, un nuovo strumento tecnico che integra la salute delle cittadine e dei cittadini nella pianificazione urbana, in linea con il Piano regionale della prevenzione e con la legge regionale 24/2017 sul governo del territorio.

Una ‘guida operativa’ pensata per offrire agli enti locali un quadro condiviso in grado di connettere salute, ambiente e aspetti territoriali attraverso indicatori, metodi di analisi e strumenti che permettono di leggere in modo integrato i fattori che influenzano il benessere della popolazione. “Urban Health” nasce da un lavoro congiunto tra la Regione, Arpae, il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e le Aziende sanitarie, che ha coinvolto alcuni Comuni nella fase laboratoriale.

Il documento di indirizzo regionale è stato illustrato oggi a Bologna, in Terza Torre, nel corso dell’incontro “La Salute al centro delle città”, organizzato dalla Regione Emilia-Romagna e da Art-ER, dagli assessori regionali Massimo Fabi (Politiche per la salute) e Irene Priolo (Ambiente e Programmazione territoriale).

“Mettere la salute al centro delle politiche urbane- affermano gli assessori Fabi e Priolo- significa guardare alle città non solo come contesti urbani, ma come ambienti che incidono sulla salute e la vita quotidiana delle persone: spostamenti, accesso ai servizi, qualità dell’aria, benessere e possibilità di vivere in comunità. Con questo documento rafforziamo un approccio intersettoriale che in Emilia-Romagna è già una realtà: sanità pubblica, pianificazione territoriale e politiche ambientali lavorano insieme per costruire contesti urbani più equi, più inclusivi e più resilienti ai cambiamenti climatici”.

Tra il 2022 e il 2024 è stata avviata una sperimentazione che ha coinvolto sette Comuni e Unioni – Bologna, Modena, Reggio Emilia, Bomporto (Mo), Santarcangelo di Romagna (Rn), Unione Bassa Reggiana e Unione Rubicone-Mare (Fc) – per verificarne l’applicabilità e affinare criteri, indicatori e indirizzi metodologici.

“La sperimentazione condotta con enti locali, Aziende sanitarie, Università e Arpae- proseguono gli assessori- conferma che integrare dati sanitari, indicatori ambientali e scelte urbanistiche è possibile e porta risultati concreti: aiuta a leggere meglio le differenze tra quartieri, a progettare spazi pubblici più vivibili, a contrastare le isole di calore, a promuovere la mobilità attiva e a programmare servizi così che siano sempre più vicini ai bisogni reali delle persone. L’ottica Urban Health – concludono – è un investimento sul futuro dei nostri territori: una scelta che rafforza la capacità delle comunità di crescere in modo equo e sostenibile, orientando lo sviluppo soprattutto su salute e benessere delle cittadine e dei cittadini”.

Urban Health: cos’è e come funziona

Il documento approvato dalla Giunta regionale offre ai territori un insieme articolato di strumenti operativi che integrano salute, ambiente e pianificazione urbanistica. Mette infatti a disposizione indicatori ambientali e territoriali collegati agli esiti di salute, come quelli relativi alla mobilità attiva, alla qualità dell’aria, al verde urbano, al consumo di suolo e alle isole di calore, così da supportare gli enti locali nell’analisi delle criticità e delle opportunità dei diversi contesti urbani. Accanto a questi indicatori, vengono proposte metodologie per utilizzare il Profilo di Salute della popolazione a integrazione dei Piani urbanistici generali (Pug) sin dalle prime fasi di elaborazione, rendendo possibile una lettura condivisa dei dati sanitari locali in rapporto alle trasformazioni urbane ipotizzate, con particolare attenzione alle differenze tra quartieri e alle disuguaglianze di salute. “Urban Health” fornisce inoltre strumenti utili al monitoraggio degli effetti sulla salute degli interventi realizzati, così da poter valutare in modo continuativo l’impatto di Pug e progetti di rigenerazione sul benessere delle comunità lungo tutto il processo di attuazione e controllo della pianificazione. Al suo interno vengono anche delineati indirizzi partecipati per la definizione delle Dotazioni territoriali multi-prestazionali secondo una prospettiva ecosistemica, che tiene insieme aspetti ambientali, sociali e sanitari. L’obiettivo complessivo è quello di sostenere enti locali e Aziende sanitarie nell’assunzione di scelte urbanistiche capaci di promuovere salute, ridurre le esposizioni a rischio e favorire stili di vita attivi.

Sospetto caso di Dengue, al via nella notte gli interventi a scopo precauzionale

Sospetto caso di Dengue, al via nella notte gli interventi a scopo precauzionaleSi svolge, in via cautelativa, già nella notte tra mercoledì 15 e venerdì 17 luglio, il primo degli interventi di disinfestazione previsti in seguito ad un sospetto caso di dengue, febbre virale trasmessa dalla zanzara tigre, individuato a Reggio Emilia.

A scopo precauzionale, secondo quanto previsto dai protocolli regionali sulle arbovirosi e su richiesta del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Ausl di Reggio Emilia, il Comune di Reggio Emilia ha emesso un’ordinanza sindacale contingibile e urgente per dare il via a trattamenti di disinfestazione che interesseranno un’area compresa fra via Sormani Moretti, via Fratelli Rosselli e via Nizzi.

Il Piano di sorveglianza arbovirosi 2026 predisposto dalla Regione prevede in questi casi l’effettuazione di interventi adulticidi, larvicidi e di eliminazione dei focolai larvali per un raggio di 100 metri dal luogo dove si sono manifestati i casi sospetti.

Il piano stabilisce, in particolare, tre interventi in successione: la disinfestazione con adulticidi per la massima riduzione possibile della popolazione di zanzare per tre notti consecutive su aree pubbliche; la rimozione dei focolai in aree private, con interventi porta a porta che saranno effettuati già dalla mattinata di mercoledì 15 luglio; la ripetizione dei larvicidi nella tombinatura pubblica.

L’ordinanza dispone quindi che venga concesso, da parte di residenti, amministratori condominiali, operatori commerciali, gestori di attività produttive in generale, l’accesso a aree cortilive e giardini degli addetti incaricati dall’Amministrazione comunale (IRENambiente) alla disinfestazione per l’effettuazione dei trattamenti larvicidi, adulticidi e la rimozione dei focolai larvali presenti in area cortiliva privata e pubblica nella mattinata e indica, tra le misure di precauzione, la chiusura delle finestre durante le ore notturne in quanto verranno eseguiti interventi di disinfestazione in aree stradali nella notte.

Finestre e porte ben chiuse nella notte, quindi, e sospensione del funzionamento degli impianti di ricambio dell’aria. Inoltre, vanno tenuti al chiuso gli animali domestici e devono essere protetti con teli di plastica i loro ricoveri all’aperto e le suppellettili, come ciotole e abbeveratoi. Anche la frutta e la verdura degli orti deve essere protetta in modo ermetico.

Per consumare frutta e verdura irrorate con insetticidi sarà necessario aspettare 15 giorni, dovranno essere lavate abbondantemente e la frutta dovrà essere sbucciata. Mobili e giochi per bambini rimasti all’esterno ed esposti al trattamento dovranno essere puliti utilizzando guanti lavabili. In caso di contatto accidentale con il prodotto insetticida, occorre lavare abbondantemente la parte del corpo interessata con acqua e sapone.

Durante gli interventi porta a porta della mattina gli incaricati non entreranno in casa, dovranno solo poter accedere alle aree esterne.

Nel caso in cui gli accertamenti di laboratorio diano esito negativo, i trattamenti di disinfestazione saranno sospesi.

 

Emergenza casa: dalla ricerca Legacoop Bologna–SURLAB Bocconi cinque leve per l’accessibilità abitativa

Emergenza casa: dalla ricerca Legacoop Bologna–SURLAB Bocconi cinque leve per l’accessibilità abitativaQuello di Bologna è un mercato abitato sempre più in tensione: circa 40.000 studenti fuori sede, 13.000 abitazioni private vuote o sfitte, 3.383 domande al Bando Affitto 2025, 6.668 famiglie in graduatoria ERP 2024 e 2.827 procedure di sfratto registrate tra città e provincia. A livello metropolitano, il fabbisogno stimato ammonta a 7.500 nuovi alloggi ERS solo per contenere l’attuale tensione abitativa e fino a 10.000 nuovi alloggi in locazione per rispondere alle esigenze prospettiche.

Sono i dati della ricerca “L’accessibilità alla casa nel contesto di Bologna: innovazione nei modelli e negli strumenti“, realizzata dal gruppo di ricerca SURLAB dell’Università Bocconi sotto il coordinamento scientifico del prof. Edoardo Croci, presentata oggi in occasione dell’incontro “Abitare il futuro. Nuove alleanze per l’accessibilità abitativa nel territorio bolognese”, promosso da Legacoop Bologna per presentare gli esiti della ricerca

Lo studio ha analizzato dieci casi studio europei e nazionali di modelli di accesso alla casa e coinvolto dieci soggetti chiave del sistema abitativo bolognese, attraverso interviste dirette. Sono stati ascoltati: Città metropolitana di Bologna, Comune di Bologna, Fondazione Abitare Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Bologna, Università, Open Impact, SUNIA Emilia-Romagna, Confindustria Emilia e ANCE Emilia.

Cinque leve trasversali per rendere la casa accessibile

Dall’analisi comparata dei casi europei e dal confronto con gli interlocutori bolognesi sono emerse cinque leve trasversali che, combinate tra loro, possono agire congiuntamente per garantire un accesso equo e sostenibile alla casa:

Terreni e immobili: concessioni pubbliche, diritti di superficie e recupero del patrimonio inutilizzato per abbassare il costo iniziale dell’intervento.

Capitale: prestiti pubblici agevolati, fondi rotativi, garanzie statali e capitali pazienti per ridurre il costo del denaro.

Produzione edilizia: industrializzazione, prefabbricazione e acquisti aggregati per accorciare i tempi di realizzazione e ridurre i costi di costruzione.

Garanzie e intermediazione: coperture contro la morosità e agenzie sociali di mediazione per riportare sul mercato alloggi sfitti a canoni calmierati.

Servizi integrati: spazi commerciali, energia e servizi di comunità per generare ricavi aggiuntivi che abbassino stabilmente il canone

 

Il ruolo strutturale della cooperazione di abitanti: –60% sul canone di mercato

Durante l’iniziativa è stato confermato il ruolo dell’Edilizia Residenziale Sociale sviluppata dalla cooperazione di abitanti nel calmieramento del mercato bolognese della vendita e degli affitti. Le cooperative Dozza e Risanamento, che raggiungono oltre 18.000 soci, gestiscono nella città di Bologna 2.919 alloggi in locazione permanente, che coprono circa il 5% del mercato locativo cittadino. Il canone medio applicato ha un differenziale del –60% rispetto al mercato, che si traduce in un beneficio economico stimato in oltre 7.000 euro l’anno per famiglia e in un valore complessivo di calmieramento pari a circa 20 milioni di euro all’anno. La cooperativa Ansaloni invece con 7.800 unità abitative assegnate nel territorio metropolitano rappresenta la principale fonte di calmieramento nel mercato della vendita.

Le tre proposte di Legacoop Bologna al Comune

Sulla base delle evidenze della ricerca, Legacoop Bologna avanza al Comune di Bologna tre proposte, da inserire nella Variante 2 del Piano Urbanistico Generale e negli strumenti attuativi collegati:

Riconoscere pienamente il valore sociale e di calmieramento dei costi dell’affitto e della vendita dell’ERS attraverso leve urbanistiche premianti nel PUG, capace di favorirne lo sviluppo in forma diffusa e rapida nel tessuto urbano, accanto all’edilizia libera, superando la logica del confinamento in lotti separati.

Una governance pubblico-privata non speculativa per la gestione del fondo ERS alimentato dalle monetizzazioni degli obblighi negli interventi di piccole dimensioni. Una governance capace di attrarre nuovi investimenti non speculativi da parte di finanziatori ad alto impatto sociale e ambientale, in una logica di partenariato di lungo periodo.

Corsie di premialità burocratica e amministrativa — tempi certi, procedimenti semplificati, priorità istruttorie — per chi realizza ERS, riconoscendo il maggior valore pubblico di questa tipologia.

«Bologna vive un’emergenza abitativa che non riguarda più soltanto le fasce fragili, ma anche il lavoro, i giovani e la cosiddetta fascia grigia. Come Legacoop Bologna, rappresentando soggetti dell’economia sociale, ci candidiamo a costruire una risposta non speculativa, orientata all’interesse generale e capace di far convergere pubblico, privato e cooperazione. L’ERS a locazione permanente è economia circolare abitativa: lo stock non ha “fine vita” e ospita generazioni successive di famiglie; ed è rinnovabile, perché rigenera la propria utilità sociale senza consumare nuovo suolo. L’ERS in vendita invece garantisce l’accesso alla proprietà della casa a prezzi calmierati per dare stabilità economica alle famiglie.  Con le tre proposte che avanziamo al Comune — premialità urbanistica, governance non speculativa del fondo ERS, velocità amministrativa per realizzare ERS — possiamo costruire fino a 1.000 nuovi alloggi calmierati in 10 anni, portando la cooperazione al fianco della città», dichiara Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna.

Tariffe rifiuti nel modenese, per U.Di.Con. Emilia-Romagna serve più trasparenza sui costi e tutela dei cittadini

Tariffe rifiuti nel modenese, per U.Di.Con. Emilia-Romagna serve più trasparenza sui costi e tutela dei cittadini
Antonio Rachele – U.Di.Con.

Il dibattito che si è sviluppato in questi giorni sul significativo aumento della tariffa rifiuti nel territorio modenese sta alimentando una crescente preoccupazione tra cittadini, famiglie e imprese. Al di là delle contrapposizioni politiche, è necessario riportare l’attenzione sugli aspetti che interessano maggiormente gli utenti: trasparenza, equità tariffaria e qualità del servizio.

«Come U.Di.Con. Emilia-Romagna riteniamo che i cittadini abbiano il diritto di sapere con chiarezza come viene determinata la tariffa e i relativi aumenti, quali costi sono riconosciuti al gestore e quali strumenti garantiscono efficienza, controlli e tutela dell’utenza. La tariffa rifiuti non è una tassa generica, ma il corrispettivo di un servizio essenziale – dichiara il Commissario Regionale di U.Di.Con. Emilia-Romagna, Antonio Rachele – Per questo ogni aumento deve essere spiegato in modo puntuale e comprensibile. Non è sufficiente comunicare un rincaro: occorre illustrare quali voci di costo lo determinano e quali miglioramenti concreti del servizio ne giustificano l’incremento».

Il sistema tariffario è disciplinato da Arera attraverso il Metodo Tariffario Rifiuti, che stabilisce i criteri per il riconoscimento dei costi del servizio. Le tariffe, quindi, non vengono fissate discrezionalmente dai singoli Comuni, ma sono il risultato di un percorso regolatorio che coinvolge il gestore del servizio, l’ente territorialmente competente e le amministrazioni comunali chiamate all’approvazione finale.  In Emilia-Romagna un ruolo centrale è svolto da Atersir, cui spetta validare i Piani Economico-Finanziari del servizio e verificare la corretta applicazione della regolazione definita da Arera. Un passaggio fondamentale, che deve garantire ai cittadini che i costi posti a carico delle utenze siano coerenti con le norme nazionali e con gli obiettivi di efficienza previsti.

«Proprio per questo, insieme alle altre associazioni componenti il Crcu, vorremmo chiedere ad Atersir un incontro di approfondimento e chiarimento. E proprio perché il sistema è regolato – prosegue Rachele – riteniamo che debba essere anche pienamente trasparente. I cittadini devono poter comprendere il percorso che porta alla definizione della tariffa, conoscere i costi riconosciuti, gli investimenti programmati e gli obiettivi di miglioramento in termini di qualità del servizio, raccolta differenziata, decoro urbano ed economia circolare».

Negli ultimi giorni il confronto pubblico si è concentrato anche sulla qualità del servizio, sulla gestione della raccolta, sul fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e sulla percezione di un peggioramento del decoro urbano in alcune aree della città.

«Come associazione dei consumatori non entriamo nel merito delle polemiche politiche – precisa Rachele – Tuttavia, non possiamo ignorare le numerose segnalazioni che riceviamo dai cittadini. Se il costo del servizio aumenta, è legittimo aspettarsi standard qualitativi sempre più elevati, interventi più tempestivi e una città più pulita. In caso contrario si rischia di alimentare sfiducia nei confronti delle istituzioni e dell’intero sistema tariffario».

L’associazione richiama inoltre l’attenzione sul ruolo del gestore del servizio. Hera è una delle principali multiutility italiane, partecipata da numerosi enti pubblici locali, e negli anni ha registrato risultati economici positivi distribuendo dividendi ai propri azionisti pubblici e privati. È corretto ricordare che tali utili derivano dall’insieme delle attività del Gruppo e non esclusivamente dalla gestione dei rifiuti. Allo stesso tempo è legittimo che i cittadini chiedano la massima trasparenza sul rapporto tra qualità del servizio, costi riconosciuti dal sistema regolatorio e risultati economici della società.

«Non sosteniamo che gli aumenti tariffari finanzino direttamente gli utili societari – sottolinea Rachele – Chiediamo però che ogni dubbio venga chiarito attraverso dati facilmente accessibili, bilanci comprensibili e un’informazione trasparente. La fiducia dei cittadini si costruisce anche spiegando come funziona il sistema e quali controlli vengono effettuati».

Per U.Di.Con. Emilia-Romagna, infine, è inoltre necessario rafforzare i meccanismi premiali per chi differenzia correttamente i rifiuti, incentivare la tariffazione puntuale laddove sia tecnicamente sostenibile e introdurre strumenti di tutela più efficaci per le famiglie economicamente vulnerabili, affinché il principio “chi inquina paga” si traduca anche in un sistema più equo per chi adotta comportamenti virtuosi.

 

 

Omicidio Saman Abbas, l’assessora regionale Gessica Allegni in merito alla conferma definitiva delle condanne

Omicidio Saman Abbas, l’assessora regionale Gessica Allegni in merito alla conferma definitiva delle condanne“La conferma definitiva delle condanne per l’uccisione di Saman Abbas restituisce piena giustizia al ricordo di una ragazza cui è stato negato il diritto fondamentale di vivere libera. È una sentenza di grande rilievo giuridico e civile, perché riconosce con chiarezza che Saman è stata uccisa per aver rivendicato la propria autodeterminazione, rifiutando un matrimonio imposto e scegliendo di costruire liberamente il proprio futuro”.

Così l’assessora alle Pari opportunità della Regione Emilia-Romagna, Gessica Allegni, sulla conferma in Cassazione delle condanne per i genitori, i cugini e lo zio di Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa a Novellara, nel Reggiano, nella primavera del 2021 per essersi opposta a un matrimonio imposto. Il corpo di Saman fu, poi, ritrovato in un casolare il 29 novembre 2022, un anno e mezzo dopo la sua scomparsa.

“Questa vicenda- prosegue l’assessora- ci ricorda che la violenza maschile contro le donne attraversa culture, religioni, confini geografici e condizioni sociali. Cambiano i contesti, ma la radice è la stessa ovvero il controllo sul corpo, sulle scelte e sulla libertà delle donne. Per questo dobbiamo respingere con forza ogni lettura che alimenti stereotipi culturali o etnici. Il patriarcato assume forme diverse, ma ovunque nega alle donne il diritto di essere pienamente libere. La Regione Emilia-Romagna continuerà a investire nella prevenzione, nell’educazione al rispetto, nella rete dei centri antiviolenza, nella formazione di tutte le figure istituzionali coinvolte e nella protezione tempestiva delle ragazze e delle donne che chiedono aiuto”.

“La libertà femminile- conclude Allegni- non è negoziabile e non può essere subordinata ad alcuna tradizione, consuetudine o presunto codice d’onore. Il modo migliore per onorare la memoria di Saman è costruire una società capace di riconoscere per tempo i segnali della violenza, proteggere chi sceglie la libertà e affermare, ogni giorno, che nessuna donna deve essere lasciata sola quando decide di vivere la propria vita secondo la propria volontà”.

Previsti per oggi pomeriggio temporali intensi con forti raffiche di vento su tutta la Regione, aggiornata l’allerta da gialla ad arancione

Previsti per oggi pomeriggio temporali intensi con forti raffiche di vento su tutta la Regione, aggiornata l’allerta da gialla ad arancioneL’allerta per temporali già emessa ieri per tutta l’Emilia-Romagna è stata aggiornata da codice giallo ad arancione a seguito di un peggioramento delle condizioni meteorologiche previste per le prossime ore. Per fenomeni temporaleschi, il colore arancione corrisponde al massimo livello di allerta.

Dal tardo pomeriggio, in particolare sulle zone di pianura, sono previste condizioni favorevoli alla formazione di temporali particolarmente intensi caratterizzati da raffiche molto forti di vento: i temporali si svilupperanno sul settore occidentale e saranno in successivo transito verso est, fino ad arrivare alla costa nel corso della serata, con possibili effetti e danni associati. Le precipitazioni potranno generare occasionali frane o ruscellamenti. Saranno anche possibili innalzamenti dei livelli idrometrici nei reticoli minori e allagamenti in ambito urbano.

Confermata l’allerta gialla per temperature estreme. E’, infatti, previsto un aumento delle temperature, con valori massimi sulle zone di pianura e sulla fascia pedecollinare del settore centro-orientale della regione prossimi o superiori a 38 gradi.

Si raccomanda di consultare l’allerta e gli scenari di riferimento a questo link

Aggiornamenti costanti anche sulla pagina Twitter @AllertameteoRER e sul canale Telegram https://t.me/AllertaMeteoEMR che ogni cittadino è invitato a seguire.

Formigine, i nomi che raccontano la nostra comunità

Formigine, i nomi che raccontano la nostra comunità
Abbattimento parziale della chiesa dell’Annunziata, 1929. L’uomo in piedi con il cappello, sul mucchio di rottami, è Francesco Barozzini (immagine Comune di Formigine)

Se i luoghi che frequentiamo ogni giorno potessero parlare, ci racconterebbero che l’identità di una comunità non è fatta solo di mattoni, ma delle storie di chi, prima di noi, ne ha calpestato la terra. È quello che succede quando si cammina per il nostro paese e ci si imbatte nei nomi impressi sulle targhe delle vie: un piccolo specchio della nostra memoria collettiva, oggi aggiornato con nuovi tasselli dedicati a figure che sono rimaste nel cuore dei formiginesi.

C’è stato un tempo in cui la medicina non era fatta di schermi o esami computerizzati, ma si fondava sull’ascolto attento, sull’empatia e sul discernimento clinico. Di quella stagione è stato protagonista il dottor Osmilda Galassini (1919-1994). Nato a Pievepelago, ereditando il nome proprio dal medico che aiutò la madre a metterlo al mondo, Osmilda divenne un vero “dottore di montagna” tra Sestola, Montecreto e Prignano, prima di approdare a Formigine nel 1971. Uomo di scienza, talento e innato buonumore, era per tutti semplicemente “il mio dottore”, un amico a cui affidare la salute e le fatiche della vita quotidiana.

Al suo fianco, in un formidabile sodalizio professionale, ha camminato per anni un’altra colonna dell’assistenza formiginese: l’infermiera Pia Verzoni, passata alla storia locale come Pia Bussadori (1904-2001). Nata in una famiglia umile e numerosa, Pia aveva studiato a Milano con immensi sacrifici e, tornata sul territorio, curava chiunque, senza pretendere denaro da chi non aveva nulla. Durante la guerra sfidava il coprifuoco e, quando i mezzi scarseggiavano, spingeva i malati gravi su una carriola da Formigine fino all’ospedale di Modena. Epico rimase l’episodio in cui, fedele al suo motto «Si cura il malato, non la persona», curò e salvò la vita a un soldato tedesco ferito a Casinalbo, ignorando il colore della divisa.

La storia del nostro Comune è fatta anche di dedizione per la bellezza e per le tradizioni. Un legame incarnato da Ermete Milanti (1874-1955), storico e giornalista, che sulle pagine di svariate testate modenesi raccontò le vicende del nostro paese. Fu tra i primissimi a dare dignità di stampa al patrimonio artistico locale, pubblicando nel 1908 un libretto divulgativo sulla chiesa della Madonna del Ponte.

E come non ricordare il ragioniere Francesco Barozzini (1884-1976), più volte consigliere comunale, che salvò dall’abbattimento la chiesa dell’Annunziata nel 1930, gestendo il restauro dell’edificio e la costruzione della nuova facciata. Nel dopoguerra, collaborò con il parroco don Antonio Baraldi per la ricostruzione del Conventino, nel quale nacque una scuola di avviamento al lavoro femminile, costruita con un cantiere-scuola che offrì lavoro anche a giovani muratori del paese.

Oggi, i nomi di questi storici concittadini tornano a parlarci dai muri del nuovo comparto residenziale tra via XX Settembre e via Focherini, e dall’angolo tra via Giardini Sud e via Castiglioni. A breve, l’installazione della nuova segnaletica stradale e delle targhe toponomastiche renderà visibile a tutti questo omaggio.

Protezione civile: dalla microzonazione alla messa in sicurezza di ospedali, sedi operative ed edifici pubblici strategici

Protezione civile: dalla microzonazione alla messa in sicurezza di ospedali, sedi operative ed edifici pubblici strategiciConoscere meglio il territorio per programmare gli interventi, rendere più sicuri gli edifici pubblici che devono continuare a funzionare anche durante un terremoto e potenziare la capacità del sistema di Protezione civile di pianificare e gestire le emergenze.

La Regione Emilia-Romagna prosegue e rafforza il proprio impegno per la riduzione del rischio sismico investendo oltre 17 milioni di euro, provenienti dal Fondo nazionale per la prevenzione, per finanziare due tipologie di intervento: da un lato, l’aggiornamento degli studi di microzonazione sismica e dell’analisi della Condizione limite per l’emergenza (Cle), che consentono di valutare come le caratteristiche geologiche e del sottosuolo possano influenzare gli effetti di un terremoto e di orientare la pianificazione del territorio e la programmazione degli interventi di prevenzione. Dall’altro, le opere di miglioramento sismico sugli edifici pubblici strategici, come ospedali, sedi operative della Protezione civile, centri di coordinamento dei soccorsi e altri edifici pubblici chiamati a garantire funzioni essenziali anche durante un evento sismico.

Le risorse saranno assegnate agli enti locali attraverso due programmi di finanziamento: circa 1,6 milioni di euro sosterranno l’aggiornamento degli studi di microzonazione sismica e dell’analisi della Condizione limite per l’emergenza (Cle), mentre quasi 15,9 milioni finanzieranno gli interventi di miglioramento sismico sugli edifici pubblici strategici.

“La prevenzione è il primo e più importante investimento per la sicurezza delle persone e delle comunità- sottolineano la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, e l’assessora regionale all’Ambiente e alla Programmazione territoriale, Irene Priolo-. Per questo continuiamo a investire nella conoscenza del territorio e nella sicurezza degli edifici pubblici strategici, due dimensioni della stessa politica di prevenzione. Disporre di una conoscenza sempre più approfondita della risposta sismica del suolo significa orientare con maggiore efficacia la pianificazione, definire le priorità di intervento e ridurre le vulnerabilità. Allo stesso tempo, intervenire sulle strutture pubbliche strategiche significa garantire la continuità delle funzioni essenziali e assicurare alle comunità servizi in grado di rimanere operativi anche nelle situazioni più critiche. Convivere con il rischio sismico significa non abbassare mai l’attenzione. Per questo vogliamo continuare a offrire agli enti locali strumenti sempre più efficaci per conoscere le vulnerabilità dei propri territori, programmare interventi sempre più mirati e rafforzare la sicurezza delle comunità”.

Le tipologie di intervento finanziate

Il primo ambito di intervento riguarda gli studi di microzonazione sismica e l’analisi della Condizione limite per l’emergenza (Cle), strumenti che consentono di valutare come le diverse aree del territorio reagiscono a un terremoto e di verificare le condizioni necessarie affinché, anche dopo un evento sismico, possano continuare a funzionare le strutture, le infrastrutture e i collegamenti indispensabili per la gestione dell’emergenza. Gli studi supportano sia la pianificazione urbanistica sia l’aggiornamento dei Piani comunali di Protezione civile e permettono di orientare in modo più efficace gli interventi di riduzione del rischio. Le risorse disponibili ammontano a circa 1,6 milioni di euro e saranno destinate a una nuova fase del programma di microzonazione sismica. Dopo aver completato gli studi di primo livello in tutti i Comuni della regione, sarà infatti possibile finanziare approfondimenti di terzo livello, nelle situazioni che richiedono analisi più dettagliate, e l’aggiornamento degli studi già realizzati.

Il secondo ambito riguarda invece gli interventi strutturali sugli edifici pubblici strategici, con una disponibilità complessiva di quasi 15,9 milioni di euro. I contributi saranno destinati a interventi di rafforzamento locale, miglioramento sismico oppure, quando necessario, di demolizione e ricostruzione degli edifici pubblici destinati a garantire funzioni essenziali durante le emergenze. Gli enti locali potranno presentare le proprie priorità entro il 30 settembre 2026; la selezione avverrà sulla base di criteri tecnici che tengono conto, tra gli altri aspetti, del livello di rischio sismico degli edifici, della pericolosità del territorio, del livello di progettazione e della documentazione tecnica disponibile, oltre che dell’esigenza di garantire un’equa distribuzione delle risorse tra gli enti locali. Particolare attenzione sarà riservata ai Comuni montani e delle aree interne.

Terzo appuntamento a Sassuolo con i ‘Giovedì sotto le Stelle’

Terzo appuntamento a Sassuolo con i ‘Giovedì sotto le Stelle’Domani, giovedì 16 luglio, arriverà il terzo appuntamento con i Giovedì sotto le Stelle: la kermesse estiva cittadina che offre, nelle serate dei giovedì di luglio, negozi aperti con promozioni, eventi, spettacoli e mercatini dalle ore 20 alle ore 24. SassuolOltre e tantissime associazioni, circoli e parrocchie animano il centro storico di Sassuolo con il patrocinio dall’Amministrazione Comunale.

 

Il programma degli appuntamenti di domani

Fresche Letture: narrazioni estive a cura delle bibliotecarie per bambine e bambini dai 3 agli 8 anni con merenda offerta da ANFFAS dalle 17 alla  Biblioteca Leontine

Workshop di Mobile Photography: corso per imparare ad utilizzare la fotocamera del proprio smartphone in modo più cosciente ed espressivo. Nell’ambito di Paggerie Bene Comune in collaborazione con Sugar Paper. Dalle ore 18.30 in Sala Biasin, via Rocca 20

Celebrity Queen: Concerto di musica dal vivo dalle ore 20 in piazza Garibaldi

Summer Dance Party: Dj set, mercatini e negozi aperti dalle ore 20 in via Cavallotti

Giochi sotto le stelle: stand e gonfiabili per bambine e bambini dalle ore 20 in piazza Martiri Partigiani

Raduno di auto storiche dalle ore 20 in viale XX Settembre

Musica in via Mazzini: Dj set e intrattenimento musicale  dalle ore 20 al Bar Stella, via Mazzini 71

Mercatino di artigianato e vintage: con espositori dedicati all’artigianato creativo, al modernariato e agli articoli vintage dalle ore 20 in via Mazzini

Mercatino Arte e Ingegno: con espositori di opere artistiche, creazioni handmade e prodotti dell’ingegno creativo dalle ore 20 in via Cavedoni

Calici e Sapori in via Menotti: enogastronomia e convivialità con specialità di street food, vini selezionati, birre artigianali e DJ set in collaborazione con Da Malla dalle ore 20 in via Menotti

Cena di beneficenza con DJ Moretz: a favore di Ondina Riggi dalle ore 20 al Bar Luana, piazza Risorgimento 31

Arte sotto le stelle: esposizione opere d’arte lungo la via a cura del Gruppo Pittori Sassolesi Jacopo Cavedoni. Concorso e mostra fotografica presso la Galleria d’arte J. Cavedoni dalle ore 20 in via Fenuzzi 12/14

Mostra fotografica “Visioni del mondo”: premiazione delle opere vincitrici alle ore 20,30 a cura del Gruppo Pittori Sassolesi Jacopo Cavedoni

Julive Music Fest: manifestazione musicale dedicata ai giovani talenti e artisti emergenti del Distretto Ceramico promossa dal Comune di Sassuolo, a cura di Marco Dieci e Sonus Academy, con il sostegno di Fondazione di Modena dalle ore 20,30 in piazza Martiri Partigiani e piazzale Della Rosa

Le iniziative che si svolgono in piazza Garibaldi, via Cavallotti, via Mazzini, via Cavedoni, viale XX Settembre, via Menotti e piazza Risorgimento sono a cura di Sassuololtre APS, che riunisce i commercianti del centro storico.

 

Regione: accelerazione sul piano degli investimenti, emendamento all’assestamento di Bilancio 2026

Regione: accelerazione sul piano degli investimenti, emendamento all’assestamento di Bilancio 2026Ulteriori 90 milioni di euro per accelerare la realizzazione di investimenti a favore dei territori, delle cittadine e dei cittadini. Risorse sia per nuovi interventi sia per la manutenzione straordinaria delle strade. Per rafforzare attrattività e sviluppo di montagna e aree interne, anche grazie all’impiantistica sportiva. Ma anche per la trasformazione urbana nelle città. Infine, opere di difesa idraulica e azioni per qualificare il patrimonio di Protezione civile.

Con l’emendamento della Giunta regionale all’assestamento del Bilancio 2026 – che arriva così a circa 230 milioni complessivi – la mole dei nuovi investimenti previsti sale a oltre 190 milioni. La manovra, il cui iter è in corso nelle Commissioni assembleari, approderà in Aula la prossima settimana per l’approvazione finale.

Grazie all’impiego complessivo delle risorse per investimenti derivanti dagli accantonamenti per concorso alla finanza pubblica previsti per il triennio 2025-2027, sono finanziati nel biennio 2027-2028 investimenti aggiuntivi a quelli già definiti nella stessa manovra di assestamento in discussione e coerenti con le priorità di legislatura.

“Con questi ulteriori investimenti scegliamo di stare ancora più vicini ai territori per rispondere ai bisogni delle persone- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-.  Dopo aver stanziato una prima dotazione di risorse, pari a circa 100 milioni per accelerare il piano casa regionale, ammodernare l’edilizia sanitaria e quella universitaria, rilanciare l’economia urbana, rigenerare e recuperare suoli degradati, realizzare nuovi progetti di riqualificazione della costa e proseguire il cantiere del Tecnopolo Dama di Bologna, investiamo ulteriormente sulla qualità della vita nelle città e nelle aree interne, sulla mobilità e la sicurezza territoriale. Risorse molto importanti per l’intero territorio regionale, in una fase di stagnazione economica che vede avvicinarsi la conclusione del PNRR, e in un quadro ancora di incertezza rispetto al futuro delle politiche europee post 2027”.

“Le nuove risorse per gli investimenti – precisa l’assessore al Bilancio Davide Baruffi – sono disponibili grazie all’accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni a fine 2025. L’intesa, a seguito della diversa modalità di contabilizzazione del FAL (Fondo anticipo liquidità), ci consente di utilizzare per nuovi investimenti parte delle risorse accantonate per gli obiettivi di finanza pubblica nell’anno precedente: per l’Emilia-Romagna queste risorse ammontano, complessivamente, dal 2026 al 2030, a 336 milioni di euro. Le scelte compiute, dal potenziamento delle strategie territoriali alla viabilità, superano la logica dei bandi a favore di una programmazione negoziata con Comuni e Province”.

L’emendamento in sintesi

Per quanto riguarda le infrastrutture, salgono da 18 a 46 i milioni di euro (2,5 nel 2026; 10,5 nel 2027; 33 nel 2028) messi a disposizione per nuovi interventi e per la manutenzione straordinaria delle strade come da programmazione provinciale.

Sul versante delle strategie territoriali integrate, a disposizione quasi 50 milioni di euro nel biennio 2027-2028: 21,8 milioni destinati alla montagna e alle aree interne (STAMI) per rafforzarne l’attrattività; 28 milioni per le aree urbane (ATUSS), che interessano i Comuni Capoluogo e le quattro Unioni di Comuni più avanzate.

Per il capitolo messa in sicurezza del territorio, disponibili ulteriori 3 milioni di euro nel 2027 per interventi straordinari di difesa idraulica non finanziati dalle Ordinanze del Commissario alla Ricostruzione e 5 milioni di euro nel 2028 per qualificare il patrimonio di Protezione civile.

Offerta regionale di Istruzione e Formazione professionale per oltre 8.500 ragazze e ragazzi

Saranno complessivamente oltre 8.500 le ragazze e i ragazzi che il 15 settembre 2026 saranno accolti nel sistema regionale di Istruzione e Formazione professionale realizzata dagli enti accreditati. Percorsi e opportunità molteplici per garantire l’accesso su tutto il territorio regionale e permettere di corrispondere alle diverse attitudini e aspettative di ragazze e ragazzi. La Regione ha approvato l’offerta regionale per l’anno scolastico 2026-2027 con un investimento pubblico complessivo di oltre 70,5 milioni di euro, di cui oltre 46 sul Programma Fse+ 2021/2027.

“Un’offerta che permetterà ai giovani di intraprendere o completare un percorso di IeFP per conseguire al termine una qualifica e un diploma professionale, di sviluppare competenze e professionalità in coerenza con le opportunità occupazionali del territorio e rispondenti alla domanda delle imprese, con specifico riferimento ai processi di transizione ecologica e digitale- spiega il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla-. Il nostro obiettivo è non lasciare nessuno indietro ma dare ad ogni ragazzo e ragazza l’occasione di trovare la propria strada, ma anche l’opportunità di rientrare in un percorso formativo anche a chi ne è uscito in precedenza e andare incontro a un futuro di lavoro stabile e qualificato”.

Nell’anno scolastico 2026/2027 le opportunità finanziate ricomprendono i percorsi personalizzati di prima annualità, propedeutici all’accesso al biennio professionalizzante rivolti ai giovani che hanno concluso la scuola secondaria di primo grado; percorsi di seconda e terza annualità per la qualifica professionale e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Tutti i percorsi sono improntati al modello duale e pertanto valorizzano al massimo la componente di apprendimento nei contesti lavorativi, anche grazie l’apporto e la partecipazione delle imprese ai processi di analisi dei fabbisogni e dei processi formativi.

L’offerta formativa realizzata dagli enti di formazione professionale si completa con l’offerta programmata dai 45 Istituti professionali, statali e paritari, dell’Emilia-Romagna. Anche per l’anno scolastico 2026/2027 la Giunta regionale ha approvato un finanziamento di 4,15 milioni di euro per sostenere le scuole nella progettazione realizzazione della componente professionalizzate dei percorsi e accompagnare i giovani agli esami conclusivi

Percorsi di prima annualità per accedere al biennio professionalizzante

Su tutto il territorio regionale potranno essere accolti dagli enti di formazione professionale 400 ragazze e ragazzi che a giugno 2026 hanno conseguito il titolo conclusivo della scuola secondaria di primo grado e per i quali, nella valutazione congiunta tra la scuola di provenienza e l’ente di formazione professionale, è stata valutata l’opportunità di accesso a un percorso fortemente orientativo, per accompagnarli nella scelta della qualifica professionale maggiormente rispondente alle proprie attitudini e aspettative ma allo stesso tempo di potenziamento delle competenze di base e trasversali. L’annualità, della durata di 990 ore, prevede attività di aula e laboratoriali. Obiettivo prioritario di questi percorsi è l’accoglienza, la rimotivazione, l’orientamento e l’accompagnamento educativo nella definizione del proprio percorso attraverso la conoscenza di sé e delle diverse opportunità formative e lavorative.

Percorsi di seconda e terza annualità

Sono 190 i percorsi di seconda annualità e 189 quelli di terza annualità, della durata di durata di 990 ore di cui in media di 40% di ore di stage in impresa, che accoglieranno complessivamente oltre 7mila giovani per assolvere il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione acquisendo una qualifica professionale: operatore meccanico, operatore informatico,  operatore grafico e di stampa, operatore impianti elettrici, operatore impianti termo-idraulici, operatore alle vendite, operatore della promozione e accoglienza turistica, operatore della ristorazione, operatore dell’acconciatura e molti altri.

Percorsi di quarto anno per il diploma professionale

Inoltre, più di 800 giovani, che a giugno 2026 hanno conseguito una qualifica professionale, potranno proseguire il proprio percorso nei 50 percorsi di quarto anno per il conseguimento del diploma professionale anche con il contratto di apprendistato di I livello, come estetista, acconciatore, tecnico autronico dell’automobile, tecnico nella gestione di sistemi tecnologici intelligenti, tecnico nella gestione e manutenzione di macchine e impianti, tecnico nei sistemi informatici.

Misure di accompagnamento e sostegno

Per accompagnare tutti i giovani al successo formativo, anche per il prossimo anno scolastico la Giunta regionale ha approvato e finanziato specifiche misure di sostegno e accompagnamento per garantire la piena partecipazione degli allievi con disabilità certificata e misure di personalizzazione – rimotivazione, riorientamento, sostegno all’apprendimento, rafforzamento delle competenze di base di base e trasversali e tecniche e professionali.

Contrasto al fenomeno dei Neet

La Regione finanzia anche percorsi per permettere ai giovani che hanno già assolto l’obbligo formativo – perché hanno già acquisito una qualifica professionale, o prosciolti dall’obbligo in quanto maggiorenni – di rientrare nei percorsi formativi e migliorare le proprie competenze e la propria occupabilità. Un investimento finalizzato a contrastare il fenomeno dei Neet, aumentare il numero di giovani in possesso di una qualifica professionale o di un diploma professionale e accompagnare i giovani all’inserimento qualificato nel mercato del lavoro rispondendo alla domanda delle imprese. Si tratta di un‘offerta di percorsi della durata di 990 ore, che programmati e approvati in corso d’anno permette di corrispondere in modo tempestivo alla domanda dei giovani che possono rientrare in formazione anche attraverso il contratto di apprendistato di primo livello. Dall’inizio dell’anno 2026 sono stati approvati 12 percorsi per l’acquisizione del diploma professionale e 17 percorsi per la qualifica professionale con un investimento ulteriore di oltre 3,3 milioni del programma Fse+.

Tutti i corsi resi disponibili si possono trovare ai seguenti link: offerta formativa 2026-2027 e offerta formativa quarto anno

‘Giovedì Sotto le Stelle’ sassolesi: modifiche alla sosta

‘Giovedì Sotto le Stelle’ sassolesi: modifiche alla sostaViste le alte temperature di questi giorni e l’ordinanza regionale che sospende le attività all’aperto nelle ore più calde, viene anticipato di qualche ora il divieto di sosta su una parte di piazza Martiri Partigiani per consentire, il giovedì, di montare gli allestimenti necessari per lo svolgimento dei “Giovedì Sotto le Stelle”.

Domani, giovedì 16 luglio, poi ancora il 23 luglio, quindi, sarà in vigore il divieto di sosta su P.zza Martiri Partigiani a partire dalle ore 09 dei Giovedì 16 e 23:

piazza interdetta a sosta e fermata dalle ore 09 ed al transito dalle ore 17 fino alle ore 01,00 dei giorni successivi; eccetto veicoli autorizzati per lo svolgimento delle iniziative.

L’ultimo giovedì del mese, giovedì 30 luglio, invece, siccome gli allestimenti previsti sono più limitati e potranno iniziare dopo le ore 16, sosta e fermata saranno vietati dalle ore 13:00  fino alle ore 01del giorno successivo.

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 16 luglio 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 16 luglio 2026Cielo da poco ad irregolarmente nuvoloso sul settore centro-occidentale, nuvolosità più consistente su quello orientale con possibili residui temporali sul ferrarese nelle prime ore della giornata, nuvolosità cumuliforme pomeridiana in prossimità dei rilievi con possibili temporali sul settore occidentale in estensione anche alle relative aree di pianura.

Temperature in diminuzione con valori minimi attorno ai 21/22 gradi sulle pianure e la costa; massime attorno ai 33/34 gradi della pianura e i 29/31 della costa. Venti deboli variabili con rinforzi pomeridiani da est sulle coste e sulle pianure, specie centro-orientali, sud-occidentali sui rilievi occidentali con rinforzi anche in corrispondenza dei possibili fenomeni temporaleschi. Mare poco mosso.

(Arpae)

Sport, via libera dalla Regione al nuovo bando biennale

Investire nello sport significa investire nella salute delle persone, nella qualità della vita e nella coesione delle comunità. È da questa convinzione che nasce il nuovo bando della Regione Emilia-Romagna, che mette a disposizione un milione di euro per sostenere progetti di attività motoria e sportiva da realizzare su tutto il territorio regionale nel biennio 2026-2027. Un intervento che punta a rendere la pratica sportiva sempre più accessibile, ampliando le opportunità di partecipazione, inclusione e benessere attraverso l’attività motoria per le cittadine e i cittadini.

Il nuovo bando finanzierà progettualità capaci di coinvolgere persone di tutte le età, valorizzando in particolare le iniziative rivolte ai giovani, alle persone anziane, alle persone con disabilità e a chi vive situazioni di fragilità o marginalità. Saranno premiati i progetti che costruiscono reti tra associazioni sportive, scuole, enti locali, Aziende sanitarie e Terzo settore, attraverso partenariati strutturati, promuovono corretti stili di vita, favoriscono le pari opportunità e sperimentano modelli innovativi di pratica sportiva diffusa sul territorio.

Tra gli elementi qualificanti del bando c’è anche la valorizzazione della Carta Etica dello Sport, il documento che raccoglie i principi e i valori cui si ispira il sistema sportivo regionale, dalla promozione delle pari opportunità al rispetto delle persone, dal contrasto a ogni forma di discriminazione fino alla lealtà e alla correttezza nella pratica sportiva. Tutti i soggetti che presenteranno domanda dovranno avervi aderito, confermando così l’impegno a promuovere uno sport fondato non solo sulla pratica motoria, ma anche sulla responsabilità sociale e sull’inclusione.

“Lo sport rappresenta una delle politiche pubbliche più efficaci per migliorare la qualità della vita delle persone e la coesione delle nostre comunità- sottolinea l’assessora regionale allo Sport, Roberta Frisoni-. Non è soltanto attività fisica: significa salute, prevenzione, inclusione, educazione e partecipazione. Con questo bando vogliamo sostenere quelle realtà che ogni giorno, nei quartieri, nei Comuni e nelle aree più periferiche della nostra regione, fanno dell’attività motoria uno strumento per costruire opportunità utilizzano, rafforzare le relazioni sociali e rendere il diritto allo sport realmente accessibile a tutte e tutti.”

“Abbiamo scelto di premiare progettualità strutturate, capaci di mettere in rete associazioni sportive, istituzioni scolastiche, enti locali, servizi sanitari e Terzo settore, perché le sfide che riguardano il benessere delle persone richiedono un approccio integrato- prosegue Frisoni-. Investire nello sport significa investire in comunità più sane, più inclusive e più forti, favorendo la partecipazione delle giovani generazioni, l’invecchiamento attivo, l’inclusione delle persone con disabilità e la diffusione di corretti stili di vita. È una scelta che guarda al presente ma soprattutto al futuro dell’Emilia-Romagna”.

I contributi

La dotazione finanziaria complessiva dell’avviso ammonta a 1 milione di euro. I contributi saranno concessi a fondo perduto e potranno coprire fino al 70% delle spese ammissibili per i progetti che otterranno i punteggi più elevati in graduatoria e fino al 50% per quelli collocati nella fascia successiva. L’importo massimo concedibile per ciascun progetto è pari a 15mila euro.

Potranno presentare domanda gli enti sportivi dilettantistici iscritti al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, le Federazioni sportive nazionali, le Discipline sportive associate, gli Enti di promozione sportiva, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le Fondazioni iscritte al Runts con la finalità statutaria della promozione dello sport, gli Enti locali e gli istituti scolastici. Tutti i soggetti dovranno aver aderito alla Carta Etica dello Sport della Regione Emilia-Romagna.

Particolare attenzione sarà riservata alle iniziative dedicate ai giovani, alle persone anziane, con disabilità, a coloro che si trovano in condizioni di fragilità o a rischio di emarginazione, ai progetti multisport, alle attività svolte nelle aree montane, periferiche e territorialmente svantaggiate e alle iniziative che promuovono la sostenibilità ambientale, i corretti stili di vita e il contrasto al doping.

I progetti saranno valutati sulla base di criteri che terranno conto, tra gli altri aspetti, della qualità della proposta, del numero e delle caratteristiche dei destinatari coinvolti, dell’impatto sociale e inclusivo, della promozione della salute, della sostenibilità ambientale, della solidità del partenariato territoriale e della capacità di coinvolgere scuole, Comuni, Aziende sanitarie e altri soggetti del territorio.

Le domande potranno essere presentate esclusivamente online dalle ore 9 del 9 settembre alle ore 15 del 2 ottobre 2026 attraverso il portale regionale dedicato allo sport: https://www.regione.emilia-romagna.it/sport.

Notte incantata alla Torre della Strega

Notte incantata alla Torre della StregaUna serata tra i racconti per i bambini e l’osservazione dei pianeti alla Torre della Strega di Fogliano, uno dei luoghi più suggestivi del territorio maranellese. Sabato 18 luglio torna il classico appuntamento con “Streghe e Stelle”, con letture per bambini e l’osservazione guidata del cielo stellato.

Si parte alle 20.30 con “Il ritorno degli dèi”, un viaggio tra miti e meraviglie con lettura animata per bambini dai 3 agli 8 anni: tra costellazioni e miti, un viaggio alla scoperta delle storie con cui le antiche civiltà hanno popolato il cielo di dèi, eroi e creature leggendarie; a seguire spuntino offerto dal Gruppo Alpini di Maranello. Alle 22 l’osservazione guidata della volta celeste con l’orientamento notturno e l’identificazione di pianeti, asterismi e costellazioni della stagione estiva e alle 22.30 osservazioni guidate al telescopio dei rilievi lunari e di altri corpi celesti appartenenti al cosiddetto profondo cielo. Consigliati panno e torcia, in caso di maltempo l’iniziativa sarà annullata.

La Torre della Strega si erge sulla sommità delle colline di Fogliano di Maranello: una collocazione che incoraggia a ipotizzarne una funzione di punto di osservazione e vedetta. Si tratta dei resti monumentali di un antico torrione quadrangolare di poco meno di sei metri di lato, attualmente alta circa 7 metri, edificato tra il XIII e il XV secolo d.C., che ricorda la presenza di una struttura fortificata utilizzata come torre di vedetta e di rifugio, appartenente ad un sistema di fortificazione che comprendeva i castelli di Maranello, Spezzano e Montegibbio.

Il Planetario di Modena ha individuato questo sito come postazione ottimale per l’osservazione del cielo: per questo motivo sono state collocate in adiacenza alla torre due piattaforme circolari per lo stazionamento degli strumenti ottici.

Finestre in PVC: perché il materiale non basta a definire la qualità del serramento

Quando si confrontano nuove finestre, una delle prime domande riguarda il materiale del telaio.

PVC, alluminio e legno vengono spesso presentati come alternative nettamente separate, ciascuna associata a vantaggi e svantaggi precisi. Nella realtà, però, indicare semplicemente il materiale non è sufficiente per comprendere la qualità e le prestazioni di una finestra.

Due serramenti entrambi definiti “in PVC” possono avere caratteristiche molto differenti. Possono cambiare la struttura dei profili, la composizione del vetro, la ferramenta, le guarnizioni, le modalità di rinforzo, le superfici e la qualità dell’installazione.

Il PVC costituisce quindi il punto di partenza, non la descrizione completa del prodotto.

La finestra è un sistema composto da più elementi

Una finestra deve garantire contemporaneamente diverse funzioni:

  • limitare le dispersioni termiche;
  • proteggere dai rumori;
  • impedire infiltrazioni d’acqua e passaggi d’aria;
  • resistere all’uso quotidiano;
  • contribuire alla sicurezza;
  • lasciare entrare luce naturale;
  • integrarsi con lo stile dell’abitazione.

Questi risultati non dipendono da un unico componente.

Il telaio lavora insieme al vetro, alle guarnizioni, alla ferramenta e al sistema di posa. Trascurare anche uno solo di questi elementi può ridurre le prestazioni complessive.

Per questo, durante il confronto tra preventivi, non è sufficiente verificare che entrambi riportino la dicitura “finestra in PVC”. È necessario comprendere come sia stato configurato l’intero sistema.

Il ruolo del nucleo in PVC

Il PVC viene utilizzato nei serramenti soprattutto per le proprietà isolanti, la resistenza all’umidità e la manutenzione contenuta.

Non richiede le periodiche operazioni di protezione tipiche di altri materiali e può essere lavorato in profili articolati, progettati per creare camere d’aria e limitare il passaggio del calore.

La qualità del risultato dipende però dal modo in cui il profilo è stato progettato, prodotto e rinforzato. Anche la stabilità dimensionale è importante, soprattutto nel caso di ante grandi o di superfici esposte a forti variazioni di temperatura.

Il PVC può inoltre costituire il nucleo tecnico della finestra senza essere necessariamente l’unico materiale visibile.

Materiali differenti all’interno e all’esterno

Le esigenze della superficie interna non sono sempre uguali a quelle della superficie esterna.

All’interno della casa prevalgono spesso considerazioni estetiche. La finestra deve dialogare con porte, pavimenti, pareti e arredamento. All’esterno deve invece resistere a pioggia, sole, sbalzi termici e condizioni atmosferiche.

Per rispondere a entrambe le necessità, alcuni sistemi permettono di combinare il nucleo in PVC con superfici differenti.

Le finestre e serramenti in PVC Finstral possono essere configurati associando al PVC materiali come alluminio, vetro o legno, a seconda dell’estetica e delle prestazioni ricercate.

Questa impostazione consente di separare la funzione tecnica del nucleo dalla personalizzazione delle superfici.

Una finitura interna può quindi essere scelta per il suo effetto visivo e tattile, mentre il lato esterno può essere configurato per integrarsi con la facciata e resistere agli agenti atmosferici.

Il vetro occupa la maggior parte della finestra

In molti serramenti la superficie vetrata è molto più ampia rispetto a quella del telaio. Nonostante questo, il vetro viene spesso considerato soltanto dopo aver scelto materiale e colore.

La sua configurazione incide invece in modo determinante sulle prestazioni.

Un vetro può essere progettato per migliorare:

  • isolamento termico;
  • protezione acustica;
  • sicurezza;
  • controllo della radiazione solare;
  • privacy;
  • luminosità.

La scelta deve dipendere dall’esposizione e dall’ambiente.

Una stanza affacciata su una strada trafficata può richiedere una particolare attenzione al rumore. Un locale esposto al sole per molte ore può aver bisogno di limitare il surriscaldamento. Una porta-finestra facilmente accessibile dall’esterno può invece richiedere una configurazione orientata alla sicurezza.

Non esiste quindi un vetro adatto indistintamente a ogni apertura della casa.

Profili sottili e quantità di luce

Lo spessore visibile del telaio modifica la quantità di luce che entra nell’ambiente.

Questo aspetto è importante soprattutto nelle ristrutturazioni, perché le dimensioni dell’apertura muraria restano generalmente invariate. Se il nuovo profilo occupa una superficie molto ampia, la parte vetrata può ridursi.

Sistemi con profili più sottili permettono di valorizzare maggiormente la luce naturale e di ottenere un’estetica più essenziale.

Le soluzioni a tutto vetro spingono ulteriormente questo principio, riducendo la presenza visiva del telaio e lasciando maggiore spazio alla superficie trasparente.

Prima di scegliere è comunque necessario bilanciare estetica, stabilità, prestazioni e dimensioni dell’anta.

Finestre, porte-finestre e grandi aperture

Lo stesso sistema può essere utilizzato per aperture molto differenti.

Una piccola finestra per il bagno presenta esigenze diverse rispetto a una porta-finestra che collega il soggiorno al terrazzo. Le grandi pareti vetrate devono sostenere pesi maggiori e garantire un movimento fluido.

I sistemi scorrevoli vengono scelti spesso per creare continuità tra interno ed esterno e ridurre l’ingombro delle ante.

Anche in questo caso esistono configurazioni differenti. Scorrevoli tradizionali, paralleli e alzanti scorrevoli non funzionano nello stesso modo e non rispondono alle medesime esigenze.

Devono essere valutati il peso dell’anta, la dimensione del passaggio, l’altezza della soglia e la frequenza di utilizzo.

Sicurezza: non conta soltanto il vetro

Una finestra deve proteggere l’abitazione anche dai tentativi di apertura dall’esterno.

La sicurezza dipende da vetro, ferramenta, punti di chiusura, maniglie e collegamento tra telaio e muratura.

Una configurazione antieffrazione deve essere progettata come un sistema completo. Utilizzare un vetro resistente senza intervenire sugli altri componenti può lasciare punti deboli.

Anche la posizione dell’apertura incide sulla scelta. Una finestra ai piani alti e difficilmente raggiungibile presenta un livello di esposizione differente rispetto a una porta-finestra al piano terra.

Il consulente dovrebbe quindi raccogliere informazioni sull’immobile prima di proporre gli accessori.

Perché il sopralluogo è indispensabile

Le finestre vengono realizzate su misura e devono adattarsi alle condizioni del vano esistente.

Durante il sopralluogo si verificano:

  • dimensioni delle aperture;
  • stato del vecchio telaio;
  • caratteristiche della muratura;
  • presenza di davanzali;
  • avvolgibili e sistemi oscuranti;
  • spazio per zanzariere e accessori;
  • modalità di rimozione;
  • condizioni delle finiture.

Queste informazioni permettono di stabilire quale configurazione sia realizzabile e quali lavorazioni saranno necessarie.

Negli edifici meno recenti possono essere presenti differenze significative anche tra finestre della stessa abitazione. Affidarsi esclusivamente a misure indicative aumenta il rischio di problemi durante il montaggio.

La posa determina il risultato reale

Le prestazioni dichiarate da un serramento vengono misurate sul prodotto, ma la finestra deve poi essere inserita in una parete reale.

Il collegamento tra telaio e muratura è uno dei punti più delicati. Deve impedire passaggi d’aria e infiltrazioni e mantenere la continuità dell’isolamento.

Una posa non adeguata può causare spifferi, rumori, condensa e difficoltà di funzionamento, anche quando la finestra scelta possiede buone caratteristiche.

Per questo motivo la qualità dell’installazione deve essere considerata durante la selezione del fornitore, non dopo l’acquisto.

È utile chiedere come verrà preparato il vano, quali materiali saranno impiegati e come verranno gestite le finiture.

Come confrontare due preventivi

Per valutare correttamente due proposte è necessario verificare che comprendano gli stessi elementi.

Il confronto dovrebbe considerare:

  • composizione del telaio;
  • materiale delle superfici;
  • caratteristiche del vetro;
  • ferramenta e sicurezza;
  • tipologia di apertura;
  • accessori;
  • rilievo delle misure;
  • smontaggio dei vecchi serramenti;
  • posa;
  • finiture;
  • smaltimento;
  • assistenza post-vendita.

Un prezzo inferiore può dipendere da una configurazione diversa o dall’esclusione di alcune lavorazioni.

Il costo iniziale deve inoltre essere letto insieme a durata, manutenzione e qualità del servizio.

Scegliere il sistema, non soltanto il materiale

Il PVC rimane una soluzione particolarmente diffusa per le finestre grazie alle caratteristiche isolanti e alla facilità di manutenzione.

La decisione, però, non dovrebbe fermarsi al materiale.

Telaio, vetro, apertura, superficie, sicurezza e posa devono essere progettati in funzione dell’abitazione. È l’equilibrio tra questi elementi a determinare comfort, durata e qualità percepita.

Una finestra efficace non è quindi semplicemente “in PVC”. È un sistema configurato sulle esigenze dell’ambiente e installato in modo da mantenere nel tempo le prestazioni per cui è stato scelto.

# ora in onda #
...............