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sabato, 4 Aprile 2026
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Malattie rare: 63mila i pazienti presi in carico in Emilia-Romagna, il 17,3% da fuori regione, nei 18 Centri di riferimento regionali

Malattie rare: 63mila i pazienti presi in carico in Emilia-Romagna, il 17,3% da fuori regione, nei 18 Centri di riferimento regionaliÈ dedicata al rafforzamento delle competenze cliniche, alla diffusione della conoscenza e alla costruzione di una rete sempre più integrata la quindicesima edizione del convegno “Malattie rare: formazione, informazione ed ascolto in Emilia-Romagna”, organizzato dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute per sabato 28 marzo al Dama Tecnopolo di Bologna.

Per celebrare la Giornata mondiale delle malattie rare, che ricorre ogni anno il 29 o 28 febbraio, il 28 marzo medici ospedalieri, pediatri di libera scelta, medici del ruolo unico di assistenza primaria, professionisti sanitari, operatori dell’organizzazione sanitaria, pazienti e loro associazioni si riuniranno con l’obiettivo di migliorare la capacità del sistema di riconoscere precocemente queste patologie e favorire l’immediata e corretta presa in cura dei pazienti.

In Emilia-Romagna al 31 dicembre 2025 sono oltre 63mila le persone seguite dal servizio sanitario regionale per una malattia rara, con una quota significativa, pari al 17,3%, proveniente da altre regioni, a conferma dell’elevata qualità e attrattività dei 18 Centri di riferimento presenti sul territorio, molti dei quali inseriti nelle Reti europee per le malattie rare. Un dato in crescita rispetto all’anno precedente, anche grazie al miglioramento delle capacità diagnostiche.

Nel corso della giornata sarà presentato il nuovo Report regionale, basato sui dati raccolti dal sistema informativo malattie rare dal 2007 al 2025, che restituisce una fotografia aggiornata del fenomeno: 53.801 pazienti residenti in regione viventi, con una quota del 21% di diagnosi effettuate in età pediatrica (da 0 a 14 anni).

Numeri che evidenziano la complessità e la rilevanza di queste patologie e la necessità di un sistema capace di garantire diagnosi tempestive, presa in carico multidisciplinare e continuità assistenziale tra ospedale e territorio.

“Le malattie rare rappresentano una sfida complessa per ogni sistema sanitario, perché richiedono competenze elevate, capacità di integrazione e attenzione costante alla persona- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, che interverrà in apertura dei lavori-. L’Emilia-Romagna ha costruito negli anni una rete solida e riconosciuta anche a livello europeo, ma il nostro impegno è quello di continuare a rafforzarla, migliorando la diagnosi precoce e garantendo percorsi di cura sempre più efficaci e personalizzati. Questo convegno è un momento fondamentale di confronto e crescita condivisa tra professionisti, istituzioni e associazioni, perché solo attraverso la collaborazione possiamo offrire risposte adeguate ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie”.

L’evento si aprirà con una sessione di relazioni cliniche relative a malattie mitocondriali pediatriche, mastocitosi, sclerosi sistemica e distrofie retiniche ereditarie, intervallate da alcune relazioni di associazioni di pazienti con le medesime patologie, a cui seguirà la lectio magistralis ‘Approccio clinico, etico e inclusivo alle malattie rare’. Il pomeriggio sarà dedicato all’approfondimento di un sintomo molto comune nelle malattie rare in età evolutiva, la disfagia, con la presentazione del recente documento sul percorso regionale dedicato.

Un anno che ti cambia: 11 posti di servizio civile all’Ausl di Modena

Un anno che ti cambia: 11 posti di servizio civile all’Ausl di ModenaPer l’anno 2026 l’Azienda USL di Modena mette a disposizione undici posti di Servizio Civile Universale in otto sedi distribuite sul territorio cittadino. L’opportunità è rivolta a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni, italiani o stranieri con regolare permesso di soggiorno, che desiderano dedicare un anno alla comunità e allo stesso tempo sviluppare competenze utili per il proprio futuro personale e professionale.

Il Servizio Civile rappresenta un’esperienza formativa concreta e profondamente umana. I volontari affiancheranno i professionisti dell’AUSL in attività di accoglienza, orientamento, facilitazione digitale e supporto ai cittadini più fragili, contribuendo a rendere i servizi sanitari più accessibili, inclusivi e semplici da utilizzare. Il progetto rientra nel programma del Comune di Modena “Intrecci di Comunità”, che unisce istituzioni e cittadini per costruire una sanità più vicina alle persone.

Cosa faranno i volontari?

I giovani saranno coinvolti in attività che permettono di entrare nel cuore dei servizi sanitari. Potranno accogliere e orientare i cittadini all’interno delle strutture, aiutare le persone a utilizzare strumenti digitali come Fascicolo Sanitario Elettronico, CUP online, SPID e PagoPA, accompagnare anziani e persone con fragilità nei percorsi di cura, partecipare a iniziative di educazione alla salute e contrasto alle fake news, contribuire all’organizzazione di attività nei servizi di salute mentale, dipendenze e psicologia, oppure collaborare con la Direzione AUSL nelle attività legate all’equità e alle pari opportunità.

Esperienze che lasciano il segno

 “L’esperienza del Servizio Civile all’AUSL è fatta di incontri, piccoli gesti e momenti che fanno la differenza – chiariscono i professionisti che hanno avuto esperienze di tutoraggio negli anni precedenti –. Sono esperienze che arricchiscono chi le vive e che permettono ai giovani di sviluppare competenze digitali, comunicative e organizzative, imparare a lavorare in squadra e conoscere da vicino il mondo della sanità pubblica”.

Alla Casa della Comunità, ad esempio, un volontario potrebbe aiutare una signora anziana ad attivare il Fascicolo Sanitario Elettronico e a prenotare una visita, permettendole di sentirsi più autonoma e sicura. Al Punto Prelievi ex Aeronautica, un giovane appena arrivato in Italia potrebbe trovare nel volontario un riferimento prezioso per orientarsi tra moduli, prenotazioni e informazioni. Nei Centri di Salute Mentale, è possibile partecipare come presenza di supporto a un laboratorio creativo, elaborare percorsi e materiali che facilitano la comunicazione, scoprendo quanto un’attività espressiva possa restituire fiducia e socialità agli utenti. In Direzione AUSL, un ragazzo particolarmente interessato all’elaborazione dei dati potrebbe contribuire al monitoraggio delle Azioni Positive del Piano Triennale, scoprendo come si costruiscono politiche di equità. Al SerDP è possibile sperimentale tecniche di accoglienza, orientamento e aiuto, contribuendo a ridurre il disagio degli utenti.

Le sedi coinvolte – Gli undici posti disponibili sono distribuiti tra Servizio Dipendenze Patologiche, Psicologia Clinica Adulti, Dipartimento di Sanità Pubblica e Formazione, Direzione AUSL, Poliambulatorio di Windsor Park, Casa della Comunità di Modena, Punto Prelievi ex Aeronautica e Centro Salute Mentale Modena Ovest.

Durata, impegno e contributo economico – Il progetto ha una durata di dodici mesi, con un impegno di circa venticinque ore settimanali. Ai volontari è riconosciuto un contributo.

Come candidarsi – Le domande devono essere presentate entro l’8 aprile 2026 esclusivamente tramite la piattaforma DOL – Domanda On Line, raggiungibile da computer, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it.

Tutte le informazioni sui bandi attivi e sulle modalità di candidatura sono disponibili sul sito del Comune di Modena e sui canali dedicati al Servizio Civile Universale: https://temi.comune.modena.it/informagiovani/servizio-civile.

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 27 marzo 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, venerdì 27 marzo 2026Sereno o poco nuvoloso sul settore occidentale, nuvolosità variabile sul settore centrale ed il ferrarese. Sulla Romagna addensamenti più compatti con deboli precipitazioni, a carattere nevoso a quote oscillanti tra 500 e 700 metri con attenuazione della nuvolosità ed esaurimento dei fenomeni in serata.

Temperature minime in diminuzione sul settore centro-occidentale comprese tra 3 e 6 gradi nei centri urbani e localmente prossime allo zero in aperta campagna. Massime in aumento sulle pianure emiliane con valori intorno a 14/15 gradi, stazionarie lungo la costa ed in Romagna tra 10 e 12 gradi.

Venti deboli in prevalenza occidentali sulle pianure interne. Sui rilievi deboli/moderati settentrionali con raffiche lungo il crinale. Sulla Romagna e lungo la costa ancora nord-orientali con temporanei moderati rinforzi. Mare mosso o molto mosso.

(Arpae)

“Il Tè delle 5” presenta La bambina di Kabul di Saliha Sultan, domenica a Villa Cuoghi, Fiorano Modenese

“Il Tè delle 5” presenta La bambina di Kabul di Saliha Sultan, domenica a Villa Cuoghi, Fiorano ModeneseProsegue il ciclo di incontri “Il Tè delle 5”, giunto alla sua ottava edizione, con un nuovo appuntamento dedicato alle storie di donne che hanno saputo affrontare difficoltà profonde e ritrovare la propria identità.

Domenica 29 marzo alle ore 17:00, presso Villa Cuoghi a Fiorano Modenese, sarà presentato il libro La bambina di Kabul di Saliha Sultan, una testimonianza intensa e toccante che racconta l’infanzia dell’autrice in un Paese segnato dalla guerra e dalle limitazioni imposte alle donne, e il suo percorso di crescita e ricostruzione personale tra culture diverse.

L’autrice dialogherà con Giovanna Ferrari, accompagnata dalle percussioni di Giovanni Pietri, giovane compositore.
La presentazione sarà a cura di Tina de Falco, con letture di Maria Giovannelli e Laura Guerrini.

Dopo il precedente incontro dedicato al libro Fragilità allo specchio, questo secondo appuntamento mette in luce il coraggio di una donna che, privata della libertà di studiare e di esprimersi, ha saputo intraprendere un percorso di emancipazione e affermazione di sé. La sua esperienza rappresenta una battaglia quotidiana tra la cultura d’origine e quella del Paese in cui oggi vive.

Attraverso il racconto del suo vissuto, Saliha Sultan offrirà al pubblico uno spunto di riflessione sui temi della libertà, dell’identità e dei diritti, in linea con la missione dell’associazione INarte, che seleziona con attenzione opere capaci di aiutare a comprendere il mondo e le persone che lo abitano.

“Il Tè delle 5” non è solo una rassegna di presentazioni, ma uno spazio di incontro, ascolto e condivisione. Un momento di convivialità in cui fermarsi, riflettere e confrontarsi.

Al termine dell’evento sarà offerto un tè, occasione per continuare a dialogare in un clima accogliente e informale.

Ingresso libero

Loris Baraldi eletto presidente del Lions Club Sassuolo

Loris Baraldi eletto presidente del Lions Club SassuoloL’assemblea soci del Lions Club Sassuolo, riunitasi il 17 marzo scorso, ha eletto il presidente e il consiglio direttivo per il prossimo anno sociale, che inizierà ad operare il 1 luglio 2026.

Il prossimo  sarà un anno importante per il sodalizio sassolese che festeggerà i 70 anni di appartenenza al Lions Internaitonal, infatti il Club di Sassuolo festeggiò la sua Charter il 4 Maggio 1957 nei locali del Politeama conosciuto dai sassolesi come “al caldiròun”

All’unanimità i soci hanno eletto Loris Baraldi presidente.
Baraldi è al suo secondo mandato avendo ricoperto la medesima carica nel 2003.

Forte vento in Emilia-Romagna: oltre 100 interventi dei Vigili del Fuoco nella notte

Forte vento in Emilia-Romagna: oltre 100 interventi dei Vigili del Fuoco nella notte
pianta su auto a Cavriago (RE)

Dal tardo pomeriggio di ieri, le squadre dei Vigili del Fuoco di tutta la regione sono state impegnate in interventi causati dalle forti raffiche di vento che hanno colpito il territorio.
Le criticità maggiori si sono registrate nelle province di Ferrara, Modena, Parma e Reggio Emilia, dove il personale operativo ha lavorato per la messa in sicurezza di Alberi pericolanti e rami caduti sulla sede stradale; cartelloni pubblicitari divelti o instabili.

Complessivamente sono stati effettuati oltre 100 interventi. Non si segnalano al momento persone ferite. Le operazioni di monitoraggio e messa in sicurezza dei punti critici proseguono su tutto il territorio regionale.

Persone con disabilità, un aiuto per fare sport: dalla Regione Emilia-Romagna quasi 400mila euro per l’acquisto di protesi e ausili

Persone con disabilità, un aiuto per fare sport: dalla Regione Emilia-Romagna quasi 400mila euro per l’acquisto di protesi e ausili
Assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi

Per chi vive una disabilità fisica, lo sport può essere molto più di un traguardo. Grazie a dispositivi tecnologicamente avanzati e progettati su misura, la pratica sportiva, anche e soprattutto a livello amatoriale, può diventare parte integrante del percorso di cura quotidiano.

Con questo obiettivo la Giunta regionale ha approvato una delibera che riassegna alle Aziende Usl quasi 400mila euro di risorse statali (stanziate dal decreto ministeriale 22 agosto 2022) e avanzate dai precedenti bandi aziendali per sostenere l’acquisto di protesi e ausili per l’attività sportiva amatoriale da parte di persone con disabilità fisica conseguente a gravi infortuni o malattie invalidanti.

I bandi saranno rivolti a persone di età compresa tra i 10 e i 64 anni con gravi menomazioni fisiche, come la mancanza di un arto, o affette da malattie che ne limitano o impediscono del tutto i movimenti in autonomia, come paraplegia, paraparesi o tetraparesi, residenti in Emilia-Romagna e in possesso di certificazione di idoneità alla pratica sportiva. Il decreto ministeriale esclude chi è iscritto a società o associazioni sportive.

Le risorse complessivamente stanziate ammontano a 398.299 euro, ripartiti tra le Aziende sanitarie sulla base della popolazione residente.

“La pratica sportiva, anche a livello amatoriale, oltre a portare benefici fisici e psichici, favorisce anche la piena inclusione sociale- dichiarano Massimo Fabi assessore alle Politiche per la salute e Roberta Frisoni assessora allo Sport-. Non si tratta quindi solo un sostegno economico, ma di un investimento sull’autonomia delle persone con disabilità per offrire loro una occasione di partecipazione e di benessere. Una misura frutto di sanità pubblica capace di integrare innovazione tecnologica, riabilitazione e inclusione per mettere davvero la persona al centro del percorso di cura”.

I dispositivi finanziabili comprendono protesi sportive per arti superiori e inferiori per la pratica amatoriale individuale come protesi di piede, ginocchio, mano, handbike, slittino, monosci, l’handbike, tutori e ortesi oltre ad ausili specificamente progettati per consentire o migliorare la pratica dell’attività motoria. Si tratta di strumenti fondamentali per superare limitazioni funzionali, potenziare le capacità residue e favorire la pratica sportiva.

Le domande per richiedere i contributi potranno essere presentate dal 1^ maggio al 30 agosto 2026 attraverso gli avvisi pubblici che ciascuna Azienda sanitaria pubblicherà entro il 30 aprile 2026.

In base alla ripartizione per popolazione le risorse saranno così suddivise: alla Ausl Romagna vanno 99.933 euro (25,09% di popolazione); 78.664 euro all’Ausl Bologna (19,75%); Ausl Modena 63.648 (15,98%); alla Ausl di Reggio Emilia 48.512 (12,18%); alla Ausl di Parma 40.785 (10,24%); 25.331 euro alla Ausl di Piacenza (6,36%); Ausl Ferrara 29.593 (7,43%) e 11.829 euro alla Ausl di Imola (2,97%).

Saranno le Ausl a curare l’istruttoria e la valutazione delle domande, definendo graduatorie che terranno conto, oltre all’idoneità dei richiedenti, delle loro condizioni economiche. La richiesta dovrà essere compilata utilizzando la modulistica predisposta e accompagnata dalla documentazione sanitaria e dall’attestazione Isee.

I requisiti per partecipare ai bandi

Sarà necessario presentare uno specifico certificato di idoneità allo svolgimento di attività ludico-motorie e sportive, introdotto appositamente per la partecipazione a questa iniziativa, rilasciato da un medico specialista in Medicina dello sport. Il contributo sarà erogato dopo l’acquisto del dispositivo e la presentazione della documentazione di spesa.

Ogni richiedente potrà fare domanda di contributo per un solo dispositivo medico, salvo coloro che hanno subito un’amputazione bilaterale di un arto che potranno richiedere più di una protesi.

L’intervento prevede inoltre un percorso sanitario completo, dalla certificazione sportiva alla prescrizione specialistica, fino al collaudo del dispositivo e al monitoraggio nel tempo, con verifiche successive che garantiscono appropriatezza e continuità dell’assistenza.

Tennis: Bondioli nei quarti ATP125 di Napoli

Tennis: Bondioli nei quarti ATP125 di NapoliFederico Bondioli è ai quarti di finale del Napoli Challenger, torneo di tennis ATP125! Un bel successo per l’atleta ravvenate che si allena presso lo Sporting Club Sassuolo: per lui questo è il risultato più importante della sua carriera, ma soprattutto conferma il suo ottimo stato di forma e la crescita mostrata nelle ultime settimane.

Dopo aver superato brillantemente il tabellone di qualificazione, il giovane tennista italiano ha proseguito il suo percorso nel main draw di singolare imponendosi su avversari di rilievo: prima il francese Blanchet, attuale n.158 del ranking ATP, e successivamente Nagale, n.260 ATP, dimostrando solidità e grande determinazione. Il percorso di Bondioli a Napoli sta evidenziando importanti segnali di maturità tecnica e mentale, con un tennis efficace sia negli scambi da fondo campo che nelle soluzioni più offensive. L’accesso ai quarti rappresenta un ulteriore passo avanti nella sua stagione, già caratterizzata da risultati incoraggianti dopo il successo all’ITF M di Sharm ElSheikh in Egitto appena dieci giorni fa.

A Napoli, il portacolori dello Sporting Club Sassuolo è seguito da Jorge Logrono Viscasillas, coach di tennis che nella nuova stagione è entrato a far parte del suo team per dare supporto tecnico e seguirlo nelle varie competizioni. Nei quarti di finale, Bondioli sarà chiamato a una sfida impegnativa contro l’italiano Michele Ribecai: appuntamento sul centrale del Tennis Club Napoli venerdì, mentre giovedì sarà impegnato nel tabellone di doppio con l’amico e compagno Carlo Alberto Caniato.

 

Prorogati i termini di presentazione delle domande di acconto e saldo per i Cis relativi agli eventi di maltempo del settembre e dell’ottobre 2024

Prorogati i termini di presentazione delle domande di acconto e saldo per i Cis relativi agli eventi di maltempo del settembre e dell’ottobre 2024Il Capo Dipartimento della Protezione civile ha disposto con un’ordinanza adottata lunedì 23 marzo la proroga dei termini di presentazione delle domande di acconto e di saldo per i contributi di immediato sostegno (Cis) per cittadini e imprese colpiti dagli eventi di maltempo di settembre e autunno 2024. Viene così accolta la richiesta avanzata dalla Regione Emilia-Romagna e in particolare dal presidente, Michele de Pascale, in una lettera inviata a settembre 2025 al Dipartimento nazionale di Protezione civile.

L’ordinanza fissa due nuove scadenze: il nuovo termine per la presentazione delle domande di acconto Cis è fissato al 31 marzo 2026, consentendo così di fare salve tutte le domande di contributo presentate da famiglie e imprese sino a tale data; conseguentemente, viene prorogata al 30 aprile 2026 anche la scadenza stabilita per la presentazione delle domande di saldo del Cis, sempre relative a cittadini e imprese che hanno subito danni. La modifica non comporta ulteriori oneri rispetto a quanto già previsto per le casse dello Stato.

“Grazie al Capo Dipartimento per aver accolto la nostra richiesta- sottolinea de Pascale-. Avevamo fatto nostra una necessità che ci era stata espressa da tantissime persone colpite dagli eventi di maltempo, incontrate in questi mesi di sopralluoghi e assemblee. Questa proroga è fondamentale e rappresenta un aiuto concreto a chi ancora vive le conseguenze di quei giorni drammatici- prosegue il presidente della Regione- e ci consente di proseguire in una modalità di lavoro, all’insegna della coesione e dell’accordo, per il bene di tutti e per continuare nell’opera di ricostruzione e messa in sicurezza di persone, imprese, luoghi”.

La Regione Emilia-Romagna si aggiudica il premio Icesp ‘Buone pratiche’ per un progetto di formazione sui criteri ambientali nelle gare e nei contratti

La Regione Emilia-Romagna si aggiudica il premio Icesp ‘Buone pratiche’ per un progetto di formazione sui criteri ambientali nelle gare e nei contrattiFormare i funzionari della Regione e degli enti locali, insieme ai liberi professionisti, per integrare la sostenibilità ambientale, economica e sociale nelle procedure di gara e nella gestione dei contratti, promuovendo la conoscenza e l’adozione dei Criteri ambientali minimi (Cam).

È questo l’obiettivo del progetto della Regione Emilia-Romagna “Acquisti verdi. Dalla teoria alla pratica”, premiato con il riconoscimento Icesp per le buone pratiche. Piattaforma nazionale dedicata ai temi dell’economia circolare, Icesp – Italian circular economy stakeholder platform – riunisce oltre 300 organizzazioni e più di 900 esperte ed esperti tra istituzioni pubbliche locali e nazionali, imprese, associazioni di categoria, mondo della ricerca e società civile.

Il premio, nella categoria Educazione, formazione e cambiamento culturale, è stato consegnato oggi a Roma, nel corso dell’ottava Conferenza annuale Icesp, che valorizza e diffonde le esperienze più significative di economia circolare realizzate da soggetti pubblici e privati a livello nazionale.

“Questo riconoscimento rappresenta un risultato importante e uno stimolo a proseguire nel percorso intrapreso per rendere più sostenibili tutte le fasi degli acquisti pubblici- spiega l’assessora Priolo-. Con questo percorso formativo abbiamo voluto fornire competenze concrete e strumenti operativi a funzionari e professionisti per integrare i Criteri ambientali minimi nelle procedure di gara e nella gestione dei contratti. Si tratta di un vero e proprio cambiamento culturale che mette al centro la capacità delle amministrazioni e degli operatori di essere protagonisti della transizione ecologica, rafforzando la responsabilità degli acquisti pubblici, la tutela dell’ambiente e l’uso efficiente delle risorse. Un obiettivo che, come Regione, abbiamo inserito tra le linee di intervento del Patto per il Lavoro e per il Clima e della Strategia Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in attuazione del Green public procurement, lo strumento di politica ambientale previsto dalla Commissione europea per integrare i Cam in tutte le fasi del processo di acquisto pubblico”.

Il progetto nel dettaglio

Realizzato dalla Regione, con il supporto tecnico di Art-ER e in collaborazione con Anci Emilia-Romagna, nell’ambito del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici 2024-2026, il progetto prevede un programma formativo gratuito rivolto a enti pubblici e operatori economici, finalizzato a promuovere l’applicazione dei Criteri ambientali minimi nei contratti pubblici e a favorire pratiche di acquisto sostenibili nel rispetto della normativa vigente.

L’iniziativa, già in corso, combina lezioni teoriche, focus normativi e approfondimenti pratici, attraverso casi studio ed esperienze applicative, con l’obiettivo di fornire strumenti operativi concreti per migliorare la qualità degli appalti e garantire la corretta applicazione dei Cam. I corsi sono erogati in modalità Formazione a Distanza sincrona tramite una piattaforma web dedicata, garantendo ampia accessibilità e flessibilità ai partecipanti. I primi quattro moduli già realizzati hanno registrato un’ampia partecipazione, con, ad esempio, oltre 500 addetti coinvolti nell’ultimo webinar dedicato al Cam Edilizia.

Modena nuota verso i Criteria: titoli, podi e prospettiva

Modena nuota verso i Criteria: titoli, podi e prospettiva
medagliati Maranello Nuoto

C’è un modo per leggere i risultati di una gara di nuoto e c’è un modo per sentirli. I numeri dicono che le Finali Regionali CRCVC 2026, disputate nel doppio weekend allo Stadio del nuoto a Riccione in vasca da 25 metri, hanno assegnato titoli, argenti e bronzi come in ogni altra edizione. Ma sotto quei tempi, per le società modenesi, c’è qualcosa di più: c’è la conferma che il lavoro degli ultimi anni sta dando frutti concreti, che certi nomi stanno diventando qualcosa di più di una semplice promessa e che, alla fine della stagione invernale, Modena può guardare ai Criteria Nazionali Giovanili con la consapevolezza di esserci, e di contare.

A fare da apripista, in casa Maranello Nuoto, sono stati due Riccardo. Bartolacelli e Volpe: cognomi diversi, gare diverse, ma lo stesso traguardo — la qualificazione ai Criteria Nazionali — raggiunto con prestazioni che hanno animato più di una sessione del pomeriggio romagnolo.

Riccardo Bartolacelli ha disputato una giornata da protagonista assoluto: l’oro nei 400 stile libero è arrivato con la nettezza di chi sa di essere il più forte, ma è stato il modo in cui ha mantenuto la qualità su distanze diverse a raccontare di più sulla sua maturità agonistica. L’argento nei 200 dorso e nel 1500 stile libero, il bronzo nei 200 stile libero — quattro podi, quattro discipline — e la certezza di presentarsi ai Criteria nei 50, 100 e 200 dorso e nel 1500 stile libero: un programma ambizioso, costruito con merito.

Riccardo Volpe ha scelto un percorso diverso, fatto di distanze corte e misti: l’argento nei 200 misti e il bronzo nei 50 stile libero valgono la qualificazione in entrambe le gare, e parlano di un ragazzo capace di esprimersi ad alto livello in specialità molto diverse. Completano il medagliere di Maranello l’argento di Arianna Blasi nei 200 delfino, il bronzo di Gabriele Marchesini nel 1500, e la doppietta di Lorenzo Franchi: argento sui 1500 e bronzo sugli 800 stile libero, due prove di fondo che certificano la solidità del lavoro di resistenza del club.

NS Emilia, che riunisce sotto i propri colori gli atleti della piscina di Formigine, ha impressionato per la profondità della rosa. Otto ori, sette argenti, sette bronzi: non è semplicemente un medagliere, è la fotografia di un vivaio. Il motore della spedizione è stato il gruppo dei Cadetti, che ha dominato le staffette. La 4×100 e la 4×200 stile libero sono finite entrambe al primo posto, con Michele Leprai, Luca Desiderio, Simone Stagni e Alessandro Bellei a comporre un quartetto affiatato che ha fatto la differenza in entrambe le prove. Gli stessi protagonisti si sono poi sparsi tra le gare individuali: Leprai ha vinto i 200 stile libero Cadetti, Bellei i 200 farfalla e ha aggiunto un argento nei 100 e un bronzo nei 50 farfalla, mentre Denis Fagnini ha conquistato il titolo nei 50 rana.

In ogni caso, non solo Cadetti. La 4×100 mista Ragazze — Giorgia Alberghini, Matilde Zonin, Giorgia Bulzoni e Giada Ciocci — ha portato a casa l’oro di categoria, Anche i Senior hanno risposto presente: la 4×100 mista con Emanuele Moscato, Riccardo Armaroli, Alessandro Bellei ed Elia Ragazzini ha chiuso al primo posto, mentre la 4×200 stile Senior ha centrato il bronzo. Marco Ferroni ha poi firmato il titolo individuale nei 50 farfalla Juniores 2, completando il quadro degli ori.

Tra i singoli, Giada Ciocci si è rivelata una delle atlete più presenti in vasca: due argenti, due bronzi, gare tra stile libero e farfalla, sempre competitiva. Elly Selma Claesson ha tenuto alta la bandiera del mezzofondo Senior con argento negli 800 e 1500 stile e bronzo nei 400, mentre Beatrice Savigni ha centrato argento nei 200 misti e bronzo nei 400 misti Ragazze 1. Leonardo Baraldi ha portato due argenti negli 100 e 200 stile libero Ragazzi 1. Il racconto di Formigine è anche quello di una società che sa produrre sia sprinter che fondisti, sia atleti individuali che ottimi frazionisti: non è affatto scontato.

Gli Amici del Nuoto VVFF Modena si presentavano a queste finali con l’obiettivo di fare meglio dell’anno scorso. L’anno scorso, un solo atleta aveva centrato la qualificazione ai Criteria nazionali. Quest’anno ne sono arrivati sei e un medagliere che recita 6 ori, 12 argenti e 3 bronzi

Il nome che più di ogni altro ha riempito il medagliere è quello di Thomas Pasotti, classe 2011, categoria Ragazzi 1: tre titoli regionali nei 200, 400 e 1500 stile libero e altrettanti argenti nei 50, 100 e 200 dorso.

Accanto a lui, Marc-André Di Domenico, sempre 2011, ha costruito la sua qualificazione nella farfalla e nei misti: 50, 100 e 200 farfalla più 400 misti, con l’oro negli 800 stile libero Ragazzi 1 e gli argenti nei 200 e 400 misti. Il fratello Alessandro (2008) ha invece vinto i 200 misti Juniores 2 e si è qualificato nei 50 e 100 rana. Anche Nicolò Toto si qualifica ai criteria con i tempi realizzati nei 100 e 200 rana che sono vallsi l’argento.

Nel settore femminile, Arianna Miselli ha vinto i 50 stile libero Ragazze 1 e si è qualificata per la stessa gara ai nazionali, mentre Sanne Parenti ha conquistato il pass nei 50 farfalla Cadetti con un argento che vale molto di più. Camilla Fabbri porta a casa l’argento nei 50 stile libero Senior

Lo Sweet Team Modena ha mostrato la costanza di Elettra Calanca: argento nei 100 stile libero, nei 200 stile libero, nei 400 stile libero, nei 100 farfalla e nei 200 farfalla senior.

Nel settore Cadetti femminile Valeria Fontana ha vinto i 200 farfalla e aggiunto l’argento nei 400 misti, Greta Bortolini ha portato l’argento nei 200 dorso Cadetti, i 200 dorso Ragazzi trovano sul podio Nicolò Ferrari.

Il Circolo Sportivo GDF Modena ha trovato con Francesca Pizzi la trascinatrice del gruppo L’oro negli 800 stile libero è arrivato con autorità, poi l’argento nei 1500 stile libero completando con il bronzo nei 400 stile libero.

Il Team Nuoto Modena porta a casa un bottino fatto di bronzi e argenti che riflettono una società in crescita, con talenti distribuiti su più annate. Filippo Pierini ha centrato il bronzo nei 400 stile libero Ragazzi 1, Riccardo Quiletti il bronzo negli 800 stile libero Cadetti maschile, ma è dal dorso che si completa la collezione con Mattia Costarella è bronzo nei 100 e Gabriele Piccolantonio nei 200.

 

Torna a Sassuolo l’Emilia Fly Meeting

Torna a Sassuolo l’Emilia Fly MeetingL’XI Edizione dell’Emilia Fly Meeting si terrà sabato 11 e domenica 12 aprile 2026 (con recupero il 18-19 aprile in caso di maltempo) presso l’Aviosuperficie di Sassuolo, in via Ancora 257.

L’evento, organizzato dal Club Aeronautico Sassuolo ASD con il patrocinio del Comune di Sassuolo, offrirà un programma ricco di attività dedicate alla cultura del volo a misura di tutti, famiglie comprese!

  • Dimostrazioni di volo VDS e paramotore, voli acrobatici e modellismo.
  • Voli di ambientamento per il pubblico.
  •  Approfondimenti sulla cultura aeronautica. Prima edizione di FLY EXPERIENCE sponsorizzata dalla nostra scuola di volo, con in palio un volo di ambientamento assieme ai nostri esperti istruttori.
  • Punto ristoro, musica e attività all’aperto per amanti del settore e curiosi.

Ceramica europea, appello congiunto della Regione Emilia-Romagna e della Comunità Valenciana all’Ue per sospendere l’Ets che mette a rischio la competitività dei distretti e migliaia di posti di lavoro

Ceramica europea, appello congiunto della Regione Emilia-Romagna e della Comunità Valenciana all’Ue per sospendere l’Ets che mette a rischio la competitività dei distretti e migliaia di posti di lavoro“Sospendere il sistema Ets che regola le emissioni nei processi produttivi delle aziende, come operazione ponte in attesa della sua riforma, annunciata dall’UE. Serve un’azione forte e immediata a livello europeo per salvaguardare la competitività industriale e l’occupazione di un comparto vitale, messo in difficoltà da costi energetici crescenti e regole ambientali attualmente insostenibili”.

È quanto chiedono la Regione Emilia-Romagna e la Generalitat Valenciana attraverso un nuovo documento congiunto indirizzato alle istituzioni dell’Unione europea, dando continuità all’alleanza istituzionale siglata lo scorso gennaio a tutela della transizione sostenibile del settore.

Il documento è stato firmato oggi a Bruxelles nel corso dell’evento al Parlamento europeo “The future of European ceramics”, primo appuntamento della missione di due giorni a Bruxelles guidata da Vincenzo Colla, vicepresidente con delega allo Sviluppo economico della Regione Emilia-Romagna.

Nel testo, firmato dal vicepresidente Colla per la Regione Emilia-Romagna e da Marian Cano Garcia, assessora per l’Industria, il Turismo, l’Innovazione e il Commercio della Generalitat Valenciana, le due Regioni avanzano una richiesta netta: la sospensione immediata del sistema Ets (Emissions trading system) per il settore ceramico. Una misura, quella del documento, motivata dalla “perdurante mancanza su scala industriale e a costi sostenibili di fonti energetiche a basse emissioni e di tecnologie alternative mature”.

Alla firma di “For the future of European ceramics: Reforming Eu policies and strengthening industrial research”, questo il nome ufficiale del documento, erano presenti anche rappresentanti delle Associazioni di categoria e Confindustrie Ceramica dei due territori, i sindaci dei Comuni dei distretti ceramici italiani e spagnoli, oltre che membri della Commissione europea delle Direzioni generali Clima (Azione per il clima), Grow (Mercato interno, industria, imprenditoria e Pmi) e Rtd (Ricerca e l’Innovazione).

I distretti ceramici di Emilia-Romagna e Comunità Valenciana rappresentano un’eccellenza europea per qualità, investimenti e sostenibilità, concentrando circa l’80% della produzione continentale di piastrelle. Costituiscono un pilastro economico e occupazionale irrinunciabile per i territori, garantendo circa 38.000 posti di lavoro diretti e almeno 120.000 nell’indotto (coinvolgendo industria meccanica, colorifici, manutenzioni e forniture).

Secondo l’analisi delle due istituzioni regionali, l’attuale applicazione del sistema Ets penalizza gravemente questo settore, costretto a competere con produttori extra-Ue che operano con standard ambientali e sociali decisamente inferiori. I crescenti vincoli e la riduzione delle quote gratuite, si legge nel documento, non comportano diminuzioni significative delle emissioni, ma finiscono per togliere risorse agli investimenti aziendali alimentando la speculazione finanziaria.

“Condividiamo l’orizzonte della transizione ecologica, ma questa deve procedere in modo compatibile con la tenuta sociale ed economica dei nostri territori- dichiara il vicepresidente Colla-. Il settore ceramico sta già investendo in modo massiccio per la sostenibilità, ma non può essere penalizzato da regole che, in questo momento storico, non tengono conto della reale fattibilità tecnologica e avvantaggiano solo la speculazione finanziaria. Servono scelte forti a livello europeo: in attesa di tecnologie mature accessibili, chiediamo misure d’emergenza per non perdere le nostre imprese e proteggere decine di migliaia di lavoratori”.

“Il settore ceramico è un ambasciatore europeo nel mondo” – dichiara l’assessora regionale dell’Industria, Turismo, Innovazione e Commercio della Generalitat Valenciana, Marián Cano Garcia -. “Le sue imprese si stanno adattando alla sovra regolamentazione e all’impegno verso la sostenibilità, con una tabella di marcia più che comprovata negli ultimi anni. In questo contesto, l’Europa non può ignorare le regole per altri Paesi non UE che non rispettano le stesse normative, motivo per cui è necessario proteggere i nostri interessi, ascoltare i leader aziendali e sviluppare una politica utile che ci permetta di crescere sia all’interno che oltre i nostri confini, con un quadro ben definito”.

In attesa di un auspicato cambio di passo delle politiche climatiche, il documento richiede l‘adozione urgente di una procedura di emergenza basata su leve strategiche, a iniziare dal congelamento delle attuali assegnazioni gratuite e la sospensione della revisione dei benchmark 2026-2030 (in particolare per il combustibile), per garantire stabilità finanziaria agli investimenti e contrastare la speculazione sulle quote. In secondo luogo, si chiede l’applicazione di un Cbam (Carbon border adjustment mechanism) integrato per tutelare le imprese europee sui mercati interni ed extra-Ue, con meccanismi di riequilibrio dei costi della CO₂. Inoltre, il documento chiede una semplificazione per le Pmi, portando a 50.000 tonnellate di anidride carbonica all’anno la soglia di accesso alle misure nazionali equivalenti (Opt-Out) per un comparto che pesa solo per lo 0,9% delle emissioni regolate.

Infine, le Regioni chiedono all’Ue di colmare l’assenza di un piano dedicato finanziando un programma di ricerca strategica per il ‘sistema ceramico’. Le priorità includono lo sviluppo di soluzioni di decarbonizzazione e cattura della CO₂, la reingegnerizzazione delle macchine termiche e lo studio di nuove materie prime capaci di limitare le dipendenze strategiche e l’uso di silice cristallina.

La missione a Bruxelles della Regione Emilia-Romagna nel primo giorno avrà il focus sul contesto energetico e produttivo del comparto ceramico e proseguirà domani con due appuntamenti dedicati all’intelligenza artificiale. In particolare, alle 8,30 è in programma l’incontro “Il Tecnopolo Dama e l’AI Factory IT4LIA incontrano il Parlamento europeo” e, alle 10, l’evento “AI Factories and High-Performance Computing: Regions in dialogue for European Digital Sovereignty”.

Future of European Ceramics: Sassuolo porta la voce del distretto al Parlamento Europeo

Future of European Ceramics: Sassuolo porta la voce del distretto al Parlamento EuropeoSi è tenuto oggi a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, l’evento Future of European Ceramics, promosso dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Generalitat Valenciana con il sostegno dei gruppi S&D, Renew Europe ed EPP. Una giornata che ha messo al centro il futuro dell’industria ceramica europea, tra riforma delle politiche climatiche e rilancio della ricerca industriale.

Il sindaco di Sassuolo Matteo Mesini ha partecipato alla sessione Local Perspectives — insieme alla Presidente della Provincia di Castellón Marta Barrachina, al Presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni, al sindaco di Onda Carmina Ballester e al sindaco di Alcora Samuel Falomir — portando la voce diretta del principale distretto ceramico d’Europa.

Al cuore della giornata, la firma della dichiarazione congiunta tra la Regione Emilia-Romagna, rappresentata dal Vicepresidente Vincenzo Colla, e la Generalitat Valenciana, rappresentata dall’assessore all’Industria Marian Cano García, alla presenza dell’Ambasciatore italiano alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UE, Marco Canaparo.

Il documento fotografa con precisione il peso del settore: nei due territori lavorano direttamente circa 38.000 persone, cui si aggiungono almeno 120.000 nell’indotto. In Emilia-Romagna la ceramica genera il 5% del valore aggiunto regionale e contribuisce per il 10% al saldo commerciale positivo. Nella Comunità Valenciana vale il 3% del PIL regionale e il 22% del PIL industriale. Nelle province di Modena e Reggio Emilia, un lavoratore manifatturiero su tredici è impiegato nel settore ceramico.

Le due regioni rappresentano insieme quasi l’80% della produzione europea di piastrelle. La dichiarazione avanza richieste politiche precise: sospensione immediata dell’ETS per la ceramica, congelamento delle allocazioni gratuite, definizione di un benchmark specifico per il settore e l’avvio di un programma europeo di ricerca dedicato — finora mai esistito.

“Sono tornato a Bruxelles perché la situazione non è migliorata – ha detto il sindaco Matteo Mesini – aprendo il suo intervento – le imprese non sanno quante quote ETS avranno nel 2026. Non possono pianificare, non possono assumere, non possono innovare. Un sistema nato per accompagnare la transizione sta paralizzando chi ha già investito più di chiunque altro in efficienza e sostenibilità”.

Mesini ha ribadito il paradosso al centro del dibattito: le aziende ceramiche europee sono già le più sostenibili al mondo, ma continuano a pagare una carbon tax che i competitor cinesi e indiani non conoscono.

Le aziende – ha ribadito – non chiedono di inquinare di più. Chiedono tecnologie alternative che oggi semplicemente non esistono su scala industriale”.

Rivolgendosi direttamente agli eurodeputati presenti — appartenenti ai gruppi S&D, Renew Europe, EPP ed ECR — e alla Commissione Europea, rappresentata da Beatriz Yordi, Direttrice della DG CLIMA.B, il sindaco ha chiesto un atto politico concreto: “Portate questa dichiarazione avanti. Non come documento di lobby, ma come segnale che i territori produttivi d’Europa stanno cedendo sotto una pressione normativa mai calibrata sulla realtà industriale. Dietro ogni fabbrica ci sono salari. Dietro ogni salario, una famiglia. Dietro ogni famiglia, welfare, scuole, coesione sociale. Senza industria non c’è welfare. Senza welfare non c’è Europa. Senza Europa non c’è futuro che valga la pena costruire”.

Linea ferroviaria Modena–Sassuolo: le maggioranze consiliari dei comuni interessati dalla tratta depositano un documento unitario per il futuro di “Gigetto”

Linea ferroviaria Modena–Sassuolo: le maggioranze consiliari dei comuni interessati dalla tratta depositano un documento unitario per il futuro di “Gigetto”La linea ferroviaria Modena–Sassuolo, con il suo treno noto come “Gigetto”, può diventare la spina dorsale di una nuova mobilità sostenibile al servizio della città, del distretto ceramico e dell’intera area modenese.

È questo l’obiettivo del documento, proposto dai gruppi consiliari di maggioranza con una posizione comune e una direzione condivisa, che sarà discusso nelle prossime settimane nei Consigli comunali di Modena, Sassuolo, Formigine, Fiorano e Maranello.

L’obiettivo è duplice, ossia migliorare concretamente gli spostamenti quotidiani di lavoratori, studenti e cittadini rendendo il servizio competitivo con l’auto privata e al tempo stesso ridurre traffico ed emissioni in un territorio ad alta intensità produttiva come quello della nostra provincia – uno dei più importanti d’Europa – in linea con gli obiettivi ambientali che la Regione Emilia-Romagna ha fatto propri.

Il documento, che impegna le amministrazioni a promuovere nelle opportune sedi uno studio/progetto di fattibilità tecnico-economica e a inserire il potenziamento del “Gigetto” tra le priorità della pianificazione regionale del trasporto pubblico, ha la volontà di innescare un percorso tra i comuni e la Regione per costruire insieme una visione strategica della Modena–Sassuolo che entri nella pianificazione regionale come priorità riconosciuta, coniugando sviluppo economico e qualità della vita.

La trasformazione della linea in un’infrastruttura moderna, ad elevata frequenza e integrata viene richiesta dalle cinque maggioranze come un investimento strategico per la competitività della provincia e per la qualità della vita dell’intero territorio ed è un’opportunità che dobbiamo necessariamente cogliere.

Iscrizioni aperte ai nidi d’infanzia di Fiorano Modenese

Iscrizioni aperte ai nidi d’infanzia di Fiorano ModeneseDal 1° al 20 aprile 2026 sono aperte le iscrizione ai nidi d’infanzia di Fiorano Modenese, per il prossimo anno educativo

Sarà possibile visitare i nidi comunali “La Tana del Tasso” e “La Collina dello Scoiattolo”  in occasione dell’open day in programma sabato 28 marzo dalle 9 alle 12. Si potranno visitare gli spazi e ricevere informazioni sull’organizzazione dei servizi.

Per l’open day dei nidi convenzionati è invece necessario contattare le strutture: Concorde “Don A. Mussini” (0536 921200, nidomussini@gruppoconcorde.it) e “Luigi Coccapani” (0536 830051 scuolamaterna@fondazionecoccapani.it

Possono essere iscritti al servizio educativo dedicato ai bambini tra i 3 mesi e i 3 anni, i nati negli anni 2024, 2025 ed entro il 30 giugno 2026. Le richieste devono essere presentate online, collegandosi al sito web del Comune (portale EntraNext), attraverso credenziali SPID o CIE.  I bambini la cui nascita è prevista dopo il 30 giugno 2026 potranno presentare domanda tardiva dopo il 20 aprile

Per l’anno educativo 2026/2027, i nidi saranno aperti dal 1° settembre 2026 al 30 giugno 2027, dal lunedì al venerdì, osservando le chiusure previste dal calendario scolastico regionale.

Si può scegliere una tra le seguenti modalità di frequenza: full-time: dalle 8:00 alle 16:30 o part-time: dalle 8:00 alle 13:00.

Per informazioni o ricevere assistenza per la compilazione è possibile contattare il servizio Istruzione al numero 0536 833407.

All’ordine del giorno del Consiglio comunale formiginese l’ultimo passaggio del nuovo Piano Urbanistico Generale

All’ordine del giorno del Consiglio comunale formiginese l’ultimo passaggio del nuovo Piano Urbanistico GeneraleSi riunirà domani, giovedì 26 marzo alle ore 20.30 presso la Sala Consiliare del Castello, il Consiglio comunale di Formigine presieduto da Antonietta Vastola.

In apertura è in programma l’approvazione delle modifiche al regolamento per l’assegnazione e gestione degli orti per anziani. La seduta proseguirà con la presentazione dell’Accordo Territoriale tra la Provincia di Modena e il Comune di Formigine per la definizione degli obiettivi di sostenibilità e dei criteri insediativi nelle aree produttive a sud del comune. A seguire, il Consiglio entrerà nel vivo con il punto centrale della serata: l’approvazione del Piano Urbanistico Generale (PUG) ai sensi della L.R. 24/2017, lo strumento fondamentale di pianificazione e governo del territorio. La nuova normativa urbanistica si compone di tre proposte di deliberazione, fra cui il nuovo Regolamento Edilizio comunale.

Nella parte finale della seduta, l’assemblea affronterà due mozioni di natura sociale e civile: la prima dedicata all’educazione alla cura dei beni comuni e la seconda relativa all’installazione di una bacheca contenente il testo integrale della Dichiarazione dei Diritti Umani presso l’ingresso del Municipio o in un altro spazio istituzionale di analoga visibilità.

Come di consueto, sarà disponibile la trasmissione della seduta in diretta streaming grazie al sistema audio-video in alta definizione sul canale YouTube del Comune di Formigine alla sezione “Live”.

Digitale, l’Emilia-Romagna delinea il proprio futuro tecnologico

Digitale, l’Emilia-Romagna delinea il proprio futuro tecnologicoUn sistema unico di servizi digitali per semplificare e snellire la burocrazia a vantaggio di imprese e professionisti, ma anche l’introduzione di gemelli digitali, tra cui Amartya il gemello digitale della popolazione regionale che consente di simulare l’evoluzione della povertà e valutare l’impatto delle politiche di sostegno, oltre a modelli predittivi per monitorare lo stato dell’ambiente (aria, acqua, traffico) e criticità idrogeologiche. E poi il nuovo Fascicolo sanitario elettronico (Fse), il potenziamento della telemedicina, nuove soluzioni software per ottimizzare la gestione dell’edilizia pubblica (Erp), la riduzione del digital divide grazie al lavoro sulle competenze e sulla consapevolezza nell’uso delle tecnologie ma anche a nuove infrastrutture digitali in Appennino e in pianura, garantendo scuole connesse e il Wi-fi  gratuito e veloce in piazze, ospedali, biblioteche, centri sociali, centri giovanili e impianti sportivi da Piacenza a Rimini. E ancora, big data per un turismo intelligente, automazione in agricoltura per ridurre l’impatto ambientale e azioni mirate per contrastare il divario di genere nell’accesso alle tecnologie.

L’Assemblea legislativa ha approvato ieri l’Agenda Digitale 2025-2029, il documento programmatico che indica le strategie per il territorio regionale su questi temi e che prosegue sulla scia della precedente Agenda 2020-2025.

“L’innovazione tecnologica non è più un’opzione, ma un pilastro strategico per il futuro dell’Emilia-Romagna- afferma l’assessora regionale all’Agenda digitale, Elena Mazzoni-. L’obiettivo dell’Agenda digitale è orientare il progresso verso il benessere collettivo, per questo ogni avanzamento tecnologico deve servire a migliorare la vita delle persone e la qualità dei servizi in ogni area della regione. Dalla sanità alla tutela del territorio, dal mondo del lavoro alla scuola, vogliamo che il digitale diventi sempre più un acceleratore di risposte accessibili a tutte e tutti. Un impegno che prendiamo oggi, partendo da un territorio che ha il livello di digitalizzazione più elevato del Paese, con lo scopo di rendere la nostra regione ancora più forte e competitiva sui mercati internazionali e più vicina alle esigenze delle persone, delle famiglie e delle imprese”.

L’Agenda digitale è strutturata in modo da raccordare gli interventi in ambito regionale ai programmi europei e statali, e si sviluppa attraverso tre principi guida: intelligenza artificiale affidabile, sviluppo digitale sostenibile, dati al servizio di territori e comunità.

Il documento è strutturato in quattro aree di intervento: reti, infrastrutture e cybersecurity; competenze digitali; innovazione digitale della pubblica amministrazione; integrazione delle tecnologie digitali nelle imprese. Tra gli strumenti di governance della nuova Agenda digitale, sono previste l’attivazione di un Osservatorio permanente sull’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale e di un coordinamento interassessorile, a cura dell’assessorato all’Agenda digitale, per garantire che l’innovazione tecnologica sia una leva trasversale a tutte le politiche regionali.

“Una ricerca condotta da Regione Emilia‑Romagna con il supporto di Observa Science in Society ci restituisce un quadro chiaro: quando cresce l’alfabetizzazione scientifica aumentano anche fiducia e aspettative verso l’intelligenza artificiale, mentre dove le conoscenze sono più basse prevalgono timori e diffidenza. In Emilia-Romagna emerge un cauto ottimismo: il 73% dei cittadini accetta strumenti come ChatGPT se adeguatamente regolati, e c’è grande apertura verso l’uso dell’IA nella sicurezza e nella medicina. Questo ci dice che le persone vedono le opportunità dell’innovazione, ma chiedono anche regole, informazione e tutela: ed è proprio su questo che vogliamo continuare a lavorare come Regione- conclude Mazzoni-. Anche per questo siamo già al lavoro per scrivere una legge regionale sull’intelligenza artificiale che ne promuova un utilizzo etico, responsabile e strategico sia nella Pubblica amministrazione che nel sistema economico regionale, favorendo innovazione, trasparenza, tutela dei diritti e sviluppo delle competenze”.

Sul fronte degli investimenti, nel triennio 2026-2028 l’assessorato all’Agenda digitale aumenta le dotazioni per quasi 10 milioni di euro rispetto agli stanziamenti già previsti, investendo sulle reti infrastrutturali gestite da Lepida, in particolare sulle aree montane, e rifinanziando anche il progetto “Cellmon” che prevede la realizzazione di tralicci nelle aree scoperte da segnali di telefonia mobile.  Sono poi previsti 800mila euro per il completamento della connessione dei Comuni della costa e dei Palazzetti dello sport attraverso la rete EmiliaRomagnaWiFi. Un milione di euro, inoltre, è destinato alla prosecuzione del progetto “Digitale Facile” per supportare cittadine e cittadini meno esperti nell’uso del digitale.  Un ulteriore milione di euro è destinato agli enti locali per promuovere un utilizzo utile ed efficiente dell’intelligenza artificiale, oltre che per la definizione di un gemello digitale locale per realizzare simulazioni al servizio delle attività di manutenzione e gestione del territorio. Per ridurre il digital gender gap è infine confermato il progetto “Ragazze Digitali”, indirizzato alle studentesse delle scuole superiori per avvicinarle alle discipline Stem.

Il contesto in cui prende forma l’Agenda 2025-2029 è quella di un’Emilia-Romagna ai vertici nazionali dell’innovazione digitale. Sulla base dei dati pubblicati dal Politecnico di Milano nel 2025 la nostra regione registra il livello di digitalizzazione più elevato tra tutte le regioni italiane, con un indice Desi regionale (Digital economy and society index) pari al 59%, seguita da Trentino-Alto Adige (58%) e Lombardia (57%). Nel 2024, infine, la Commissione europea ha assegnato all’Emilia-Romagna il marchio ‘Regional innovation valley’, che vede tra i motivi del riconoscimento la gestione della trasformazione digitale.

Tutti i dettagli dell’Agenda digitale sono consultabili all’indirizzo: https://digitale.regione.emilia-romagna.it

Firmato oggi a Bologna il rinnovo triennale del Contratto quadro della filiera pataticola dell’Emilia-Romagna

Firmato oggi a Bologna il rinnovo triennale del Contratto quadro della filiera pataticola dell’Emilia-RomagnaRafforzare la filiera pataticola regionale, garantendo più equilibrio nei rapporti economici, maggiore tutela del reddito per gli agricoltori e una qualità sempre più elevata del prodotto.

Sono questi gli obiettivi del Contratto quadro per la cessione delle patate da consumo fresco, rinnovato oggi a Bologna alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi. L’accordo, che avrà durata triennale, fino alla campagna 2028-2029, è stato sottoscritto dai rappresentanti delle principali realtà della filiera agroalimentare regionale: l’Organizzazione di produttori patate – Agripat società agricola cooperativa, in rappresentanza dei produttori; l’organizzazione Fruitimprese (che rappresenta sette imprese) e Orsini Ercole s.r.l.  per il comparto commerciale; imprese, acquirenti e cooperative di produzione e commercializzazione, tra cui Patfrut, Apofruit Italia e C.i.c.o., coinvolte nel processo di valorizzazione, commercializzazione e distribuzione del prodotto.

Il contratto introduce strumenti più avanzati nella programmazione produttiva e nelle modalità di definizione dei prezzi. Sono previsti criteri condivisi per la qualità del prodotto, il rispetto dei tempi di pagamento e meccanismi di salvaguardia in caso di crisi di mercato. Un impianto che punta a dare maggiore stabilità al comparto e a rafforzare il ruolo delle organizzazioni dei produttori.

“Con il rinnovo di questo accordo rafforziamo uno strumento concreto di governo della filiera pataticola emiliano-romagnola- afferma l’assessore Mammi-. In una fase segnata da forti tensioni sui costi di produzione e da dinamiche di mercato sempre più instabili, è fondamentale garantire agli agricoltori certezze sul reddito e condizioni più eque lungo tutta la catena del valore. Questo contratto va esattamente in questa direzione: introduce regole più chiare nella programmazione, nella formazione dei prezzi e nei rapporti tra produzione e mercato, rafforzando il ruolo delle organizzazioni dei produttori e promuovendo una maggiore responsabilità condivisa tra tutti i soggetti della filiera. Allo stesso tempo investiamo su qualità, tracciabilità e identità delle nostre produzioni, elementi decisivi per valorizzare il prodotto e renderlo più competitivo. È questa la strada che vogliamo continuare a seguire: una filiera più forte, più equilibrata e sempre più capace di affrontare le sfide future”.

I contenuti del contratto quadro

L’accordo punta a rafforzare la filiera pataticola regionale, favorendo un maggiore coordinamento nella programmazione, nella qualificazione e nella cessione della produzione. Al centro, il miglioramento della qualità del prodotto, attraverso pratiche più efficaci nelle fasi di coltivazione, raccolta e conservazione, e la valorizzazione di una produzione rilevante per l’economia regionale.

L’intesa aggiorna inoltre le modalità di cessione e pagamento tra le parti (vendita a prezzo fisso garantito per il 30% della produzione, vendita con prezzo definito o conferimento in conto deposito con prezzo da determinare) e rafforza le tutele per i produttori, prevedendo strumenti di salvaguardia per la definizione di un prezzo minimo garantito in caso di squilibri di mercato che comportino la cessione del prodotto in conto deposito al di sotto dei costi di produzione. Sono condivisi anche i criteri per la valutazione della qualità del prodotto e il rispetto del disciplinare di Produzione Integrata come standard per tutta la produzione contrattualizzata, al quale si aggiungono i disciplinari di Selenella e della Patata di Bologna Dop. Particolare attenzione è riservata al rispetto dei tempi di pagamento e alla promozione delle caratteristiche distintive delle produzioni. Il contratto conferma infine il ruolo delle organizzazioni di produttori e l’attività del Comitato tecnico agronomico, a supporto dell’innovazione e dell’innalzamento degli standard produttivi.

Per 24FRAME Future Film Fest si apre una nuova fase: dopo 25 anni di successi, la cooperativa che ne ha guidato la produzione dal 2021 conclude il mandato gestionale

Per 24FRAME Future Film Fest si apre una nuova fase: dopo 25 anni di successi, la cooperativa che ne ha guidato la produzione dal 2021 conclude il mandato gestionalePer 24FRAME Future Film Fest, il primo festival italiano dedicato ai film d’animazione, VFX e alle media arts, si apre una nuova fase: dopo 25 anni di successi, la cooperativa Doc Servizi, che con coraggio, in piena pandemia, ne ha guidato la produzione dal 2021, conclude il mandato gestionale. Ora il Festival, che nel tempo è diventato un punto di riferimento solido e autorevole per l’animazione in ogni sua forma, si prepara ad aprire un nuovo capitolo: la ricerca di investitori e partner strategici.

Nato nel 1999 dall’idea pionieristica di esplorare l’animazione a 360 gradi, negli anni è cresciuto anche grazie al supporto della Regione e della Emilia-Romagna Film Commission, insieme ai Comuni di Bologna e Modena, ed è stato capace di rinforzare la programmazione, ampliare la rete di finanziatori e stakeholder e consolidare il legame con le istituzioni. Traguardi raggiunti nonostante le difficoltà finanziarie e le incertezze legate ai sostegni ministeriali e alla carenza di spazi dedicati al cinema.

“La collaborazione avuta in questi anni- commenta l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni- è stata molto proficua, e il percorso compiuto ha rafforzato l’importanza di un Festival dedicato all’animazione che è diventato punto di riferimento per operatori e collaborazioni internazionali. Ci dispiace- aggiunge l’assessora- che lo sforzo profuso nel promuovere il Festival anche in luoghi non consueti, contribuendo alla loro valorizzazione, si sia scontrato con una difficoltà finanziaria che ha determinato questa decisione. Ora il nostro auspicio è che si possano ricostruire le condizioni per confermare la solidità e l’originalità di questa esperienza, perché il mondo dell’animazione in Emilia-Romagna ne ha bisogno. Siamo certi- conclude Allegni- che investire in queste attività e manifestazioni possa rappresentare una grande opportunità di investimento per le industrie culturali e creative del territorio”.

DocFinance riunisce la community della gestione d’impresa: nasce il COMMUNITY DAY dedicato a tesorieri e amministrativi

DocFinance riunisce la community della gestione d’impresa: nasce il COMMUNITY DAY dedicato a tesorieri e amministrativiPersone, formazione e condivisione: nasce con questo spirito il DocFinance COMMUNITY DAY 2026, il nuovo appuntamento ideato da DocFinance per riunire i professionisti della finanza d’impresa. La prima edizione si terrà giovedì 21 maggio 2026 al Centro Congressi di Bologna e coinvolgerà tesorieri, CFO, professionisti dell’area AFC, responsabili della pianificazione finanziaria, della gestione del credito e del rischio che ogni giorno utilizzano le piattaforme DocFinance e DocCredit.

L’evento nasce con l’obiettivo di mettere al centro le persone che operano nella finanza aziendale, una funzione sempre più strategica nelle organizzazioni ma spesso caratterizzata da percorsi professionali costruiti principalmente sul campo.

«Nel mondo della tesoreria e della finanza d’impresa esistono competenze molto specialistiche, ma raramente si creano occasioni strutturate per incontrarsi e confrontarsi tra pari», spiega Mauro Tranquilli, fondatore e CEO di DocFinance. «Con il COMMUNITY DAY vogliamo proprio favorire la nascita di una community: uno spazio in cui professionisti che vivono sfide simili possano dialogare, condividere esperienze e costruire momenti di formazione comune».

Il DocFinance COMMUNITY DAY si propone infatti come una giornata di aggiornamento, dialogo e networking, lontana dalle logiche commerciali tradizionali. Non sono previste presentazioni di prodotto, ma interventi di esperti, keynote e tavole rotonde dedicate ai grandi temi della finanza aziendale contemporanea: dalla pianificazione finanziaria alle fintech, fino agli scenari economici e alle nuove normative sulla crisi d’impresa.

Mauro Tranquilli

Tra gli interventi in programma nella sessione plenaria della mattina figurano quelli dell’astrofisica e divulgatrice scientifica Edwige Pezzulli, con una keynote dedicata al tema delle connessioni e dell’“adiacente possibile”, e di Giuseppe Grasso, Co-AD di Equita Mid Cap Advisory, che parlerà del valore finanziario, economico e sociale dell’impresa. Nel pomeriggio spazio invece a workshop, panel e tavole rotonde con docenti universitari ed esperti del settore.

L’idea dell’evento nasce direttamente dal dialogo con gli utilizzatori della piattaforma. «Negli ultimi anni molti clienti ci hanno chiesto di creare un momento di incontro tra utilizzatori di DocFinance», spiega Aldo Cacopardi, Marketing Manager di DocFinance. «È stata proprio la nostra community a spingerci a organizzare un evento dedicato agli addetti ai lavori, riconoscendo in DocFinance il soggetto ideale per riunire professionisti che condividono gli stessi obiettivi, linguaggi e sfide quotidiane».

Con questa iniziativa l’azienda punta a creare un appuntamento destinato a crescere nel tempo e a diventare un punto di riferimento per chi opera nella finanza aziendale.

La partecipazione al DocFinance COMMUNITY DAY è gratuita. Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina dedicata all’evento.

 

DocFinance, una storia di successo che guarda all’internazionalizzazione del proprio approccio nei confronti della gestione della tesoreria

DocFinance è un’azienda italiana specializzata nello sviluppo di soluzioni software per la gestione della tesoreria aziendale, della finanza d’impresa e del controllo del credito. Le sue piattaforme consentono alle aziende di monitorare in modo integrato flussi di cassa, rapporti bancari e programmazione finanziaria, migliorando l’efficienza dei processi amministrativi e supportando le decisioni strategiche. Le soluzioni DocFinance sono integrate con centinaia di sistemi ERP e sono utilizzate da migliaia di imprese per automatizzare la gestione finanziaria.

L’azienda conta oggi 5.000 clienti, 25.000 aziende gestite e oltre 20.000 utilizzatori finali, a conferma della diffusione e dell’affidabilità delle proprie soluzioni.

Negli ultimi anni l’azienda ha avviato un percorso di crescita internazionale: dopo l’acquisizione della società spagnola Taya, specializzata in soluzioni per la tesoreria d’impresa, nel 2025 il gruppo ha integrato anche la software house svizzera SoftCash, rafforzando la presenza nei mercati europei.

Oggi DocFinance conta diverse sedi su tutto il territorio nazionale più una in Spagna e una in Svizzera, confermando la volontà di consolidare la propria presenza internazionale e di offrire soluzioni sempre più evolute per la gestione finanziaria delle imprese.

 

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