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sabato, 4 Aprile 2026
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Oltre 800 tra nidi, servizi per l’infanzia e scuole dell’Emilia-Romagna aderiscono oggi alla Giornata dedicata all’educazione all’aperto

A Bologna, al nido ‘Testa in giù’, le famiglie fanno colazione con frutta fresca di stagione e pane integrale pe rafforzare il legame tra nutrizione e ambiente. E ancora, a Sassuolo, in provincia di Modena, al nido ‘I folletti’ si prepara tutti insieme il kit del piccolo esploratore, una borsa di tela dove raccogliere i tesori raccolti lungo il percorso, lenti di ingrandimento e un libro illustrato con immagini di foglie, insetti e fiori. Al nido ‘Pinocchio’ di Parma i più piccoli si danno da fare per realizzare l’acchiappasogni con elementi naturali da appendere sui rami di un albero, a Rimini si esplora anche la spiaggia oltre al verde dei giardini.

Sono alcune delle attività che oltre 800 tra servizi educativi, nidi, scuole dell’infanzia e scuole primarie dell’Emilia-Romagna hanno organizzato per oggi in occasione di una giornata dedicata all’educazione all’aperto. Un’iniziativa voluta dalla Regione che intende favorire le esperienze all’aperto per le bambine e i bambini emiliano-romagnoli, per trascorrere sempre più giornate alla scoperta di quelle piccole cose che fanno grande il mondo. A partire dal giardino della scuola o dal parco del quartiere. Una giornata per fare scuola rispondendo ai bisogni evolutivi dei più piccoli e nel rispetto della natura, come prevedono le “Linee guida regionali per l’educazione all’aperto dalla nascita ai sei anni, nei giardini educativi e scolastici e nelle aree dedicate a bambini e famiglie, in città e nel territorio” recentemente approvate dalla Giunta regionale frutto di un lavoro collettivo multidisciplinare che ha coinvolto dalla Regione al Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna, con la partecipazione di esperti dei servizi per l’infanzia, la scuola, la sanità e l’ambiente e che si rivolge a 2.800 realtà.

Il punto su questa giornata e sulle Linee guida è stato fatto oggi alla scuola dell’infanzia ‘Cantalamessa’, a Bologna; presenti l’assessora regionale alla Scuola e Politiche per l’infanzia, Isabella Conti, che ha fortemente voluto questo documento di indirizzo regionale e le iniziative che lo accompagnano, l’assessore comunale alla Scuola, Daniele Ara, Michela Schenetti del Dipartimento di Scienze dell’Educazione – Università di Bologna, e Monica Gori, responsabile Servizi comunali 0-6 Porto Saragozza – Comune di Bologna.

L’assessora Conti ha annunciato che la Regione, con un bando, investirà 350mila euro all’anno: una quota del servizio regionale 0/3 per riqualificare e innovare gli spazi aperti e i giardini.

“Fondamentale-precisa Conti- sarà la creazione di percorsi formativi multidisciplinari rivolti a professionisti dell’educazione. Intendiamo creare le condizioni perché i bambini si sentano felici, davvero.

“Creare-sottolinea Conti- le condizioni perché i bambini si sentano felici, davvero. Perché possano ritrovare un contatto diretto con la natura, con i suoi tempi, con la sua concretezza. Un contatto che non è accessorio, ma fondamentale per la crescita emotiva, corporea e relazionale. Viviamo in un tempo in cui l’esperienza è sempre più mediata, digitale, spesso disincarnata. I bambini rischiano di perdere occasioni essenziali per conoscersi, per stare nel proprio corpo, per entrare in relazione autentica con gli altri e con l’ambiente. Per questo è necessario coinvolgere anche i genitori. Non solo come accompagnatori, ma come parte attiva di un processo che riguarda tutti. Perché la crescita dei bambini avviene dentro relazioni vive, dentro comunità capaci di esserci davvero”.

“L’educazione all’aperto- conclude Conti- è allora un’opportunità concreta per rimettere al centro la presenza, il corpo, il contatto. Per offrire ai bambini esperienze che li aiutino a sentirsi, a riconoscersi e a stare nel mondo con maggiore sicurezza e benessere”.

Le iniziative sul territorio

Sono oltre 330 gli eventi organizzati in questa giornata dedicata all’educazione all’aperto e che coinvolgono oltre 800 tra servizi educativi, nidi e scuole dell’infanzia dell’Emilia-Romagna, associazioni ed enti diversi. Natura, creatività, esplorazione scientifica, arte e movimento sono i protagonisti delle numerose iniziative in programma oggi.

Tanti i temi scelti: dall’esplorazione del territorio alle letture all’aperto, dall’educazione ecologica alla rigenerazione degli spazi esterni. Previsti anche momenti di sensibilizzazione e coinvolgimento delle famiglie, oltre che eventi formativi e divulgativi dedicati alle Linee guida regionali.

Ad esempio, la Società parmense di Scienze naturali organizza nei parchi Berio ed ex Althea un laboratorio divulgativo dedicato al suolo e alla rizosfera. Bambini, famiglie, volontari e corsisti potranno osservare con microscopi e stereoscopi la pedofauna e i microrganismi del prato, scoprendo l’importanza di prendersi cura del suolo come risorsa essenziale per gli ecosistemi. Oppure a Forlì passeggiata per i bambini del nido Pollicino fino alla scuola dell’infanzia Peter Pan per seminare ortaggi e fiori spontanei.

Ogni gesto, ogni azione racconta di una comunità scolastica che si apre al territorio, che coinvolge le famiglie attivando processi cognitivi, fisici ed emotivi profondi.

L’educazione all’aperto come strumento di crescita

Le nuove Linee guida regionali si rivolgono potenzialmente a 1.290 servizi educativi (fascia d’età 0-3 anni) e 1.512 scuole dell’infanzia. Alcune di queste realtà già da tempo svolgono esperienze educative all’aperto, anche tutti i giorni e in tutte le stagioni. L’apprendimento negli spazi esterni, grazie ad educatori, educatrici ed insegnanti, è un’esperienza attiva e multisensoriale, che stimola la curiosità e incoraggia la sperimentazione, come dimostrano le evidenze scientifiche.

La Regione Emilia-Romagna, insieme al Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna e con la partecipazione di esperti dei servizi per l’infanzia, della scuola, della sanità e dell’ambiente, ha elaborato e approvato, prima Regione in Italia, specifiche “Linee guida regionali per l’educazione all’aperto dalla nascita ai sei anni, nei giardini educativi e scolastici e nelle aree dedicate a bambini e famiglie, in città e nel territorio”, uno strumento frutto di un lavoro collettivo multidisciplinare ora a disposizione di quanti vogliono fare dell’educazione all’aperto un’opportunità strategica per promuovere il benessere e lo sviluppo integrale dei bambini nella fascia 0–6 anni. In questo modo si connettono apprendimento, salute, ambiente e comunità e si offre un’opportunità di cambiamento culturale che coinvolge professionisti, famiglie e comunità.

Il testo adottato dalla Giunta è frutto anche di due momenti di confronto, nel maggio e novembre scorsi, fra oltre 500 professionisti del mondo educativo (di Enti pubblici, convenzionati e privati rappresentativi del modello E-R, Ufficio scolastico regionale, Uffici scolastici territoriali, Rete Scuole all’aperto…), dell’ambito sanitario che svolgono funzioni di autorizzazione/controllo e promuovono interventi di prevenzione/benessere/salute, esperti giuridici, tecnici di Enti locali con competenze su aree verdi, spazi esterni, edilizia pubblica, ambiente, rappresentanti di Ceas (Centri di educazione alla sostenibilità), Centri per le Famiglie, Urban center, Patti di collaborazione o processi partecipativi sul tema.

Voragine lungo il canale di scolo delle acque in via Ancora: Menani interroga Sindaco e Giunta

Voragine lungo il canale di scolo delle acque in via Ancora: Menani interroga Sindaco e GiuntaIl Consigliere della Lega Gian Francesco Menani interroga Sindaco e Giunta in merito alla voragine che si è venuta a creare lungo il canale di scolo delle acque in via Ancora. Un burrone di circa 20 metri che ha creato una situazione di pericolo per chi dovesse inavvertitamente cadervi dentro.

Menani interroga Sindaco e la Giunta per sapere se l’attuale amministrazione è a conoscenza e sta valutando il problema. Quali iniziative intendono mettere in campo Sindaco e Giunta per risolvere la questione; se nel frattempo saranno messe in campo iniziative per mettere in sicurezza l’area e a quanto ammonterà la spesa dell’intervento.

Il testo integrale dell’interrogazione

Al via lavori di rifacimento della passerella di via dei Moli lungo il Secchia

Al via lavori di rifacimento della passerella di via dei Moli lungo il SecchiaUn importante tassello della riqualificazione del Percorso Natura lungo il fiume Secchia sta per essere posizionato. Il Comune di Sassuolo ha dato il via libera al progetto esecutivo per il rifacimento completo della passerella pedonale situata nei pressi del laghetto di via dei Moli. L’intervento, dal valore complessivo di 25.953,40 euro (IVA inclusa), mira a restituire alla cittadinanza un’infrastruttura fondamentale per la fruizione in sicurezza di un’area di alto pregio naturalistico, attualmente interdetta a causa dell’avanzato stato di deterioramento del legno.

La nuova struttura, lunga circa 34 metri e larga 1,50 metri, sarà realizzata interamente in legno di larice alpino, scelto per la sua elevata durabilità in ambienti umidi. A differenza della vecchia passerella, il nuovo progetto prevede soluzioni costruttive all’avanguardia per prevenire futuri ammaloramenti: i pilastri del parapetto non saranno più infissi direttamente nel terreno, ma ancorati tramite staffe pesanti in acciaio zincato che ne impediranno il contatto diretto con l’acqua e l’umidità. Inoltre, il piano di calpestio sarà dotato di una lavorazione antiscivolo per garantire la percorribilità anche nelle giornate più umide.

“Un intervento che non è una semplice manutenzione, ma una ricostruzione fedele che mette al centro la sicurezza e l’inclusività – dichiara Andrea Baccarani, Assessore alle Politiche Ambientali – abbiamo voluto fortemente questo progetto perché la zona di via dei Moli è il cuore pulsante del nostro sistema fluviale, frequentata quotidianamente da famiglie e scolaresche. Grazie alle nuove tecniche di ancoraggio e ai materiali selezionati, non solo eliminiamo le barriere architettoniche per le persone con mobilità ridotta , ma ci impegniamo al massimo affinchè  l’opera duri nel tempo, rispettando l’equilibrio delicato della biodiversità del Secchia”.

Per consentire l’ancoraggio delle staffe al fondo del lago, è necessaria una complessa operazione di messa in secca dell’invaso. Il prossimo 31 marzo, in collaborazione con le Guardie Ecologiche Volontarie e la squadra verde, verrà riaperto un vecchio fosso di scolo verso il Secchia. Deviando l’acqua dei laghetti naturali “ARE in Sècia”, l’invaso dovrebbe asciugarsi naturalmente in circa dieci giorni, meteo permettendo.

“È la prima volta che un intervento simile viene effettuato in primavera – aggiunge l’Assessore – deviando l’acqua dei laghetti, grazie al lavoro di coprogettazione e di realizzazione dell’Ufficio Verde Pubblico del Comune di Sassuolo che ringrazio per l’attenzione e la professionalità dimostrate”.

Una volta preparata l’area, la consegna definitiva dei lavori è ipotizzata per la seconda metà di maggio, con una durata prevista del cantiere di circa 20 giorni.  L’intervento prevede anche la sostituzione delle doghe ammalorate di tre panchine limitrofe, completando così il restyling di un’area che rappresenta un’eccellenza per la biodiversità e l’educazione ambientale del territorio sassolese.

 

Casa Corsini, le domeniche in fonoteca: 29 marzo e 12 aprile

Casa Corsini, le domeniche in fonoteca: 29 marzo e 12 aprileLa Fonoteca Soneek Room di Casa Corsini, il polo dell’innovazione e della formazione del Comune di Fiorano Modenese, ospita due appuntamenti gratuiti dedicati all’ascolto musicale condiviso, pensati come occasioni per unire il piacere della musica a un tempo di presenza e scoperta. Gli incontri si terranno domenica 29 marzo e domenica 12 aprile alle ore 18 e saranno condotti da Bianca Giugni Leoni, che accompagnerà il pubblico in un percorso di ascolto commentato, intervallando i brani con curiosità, risonanze e possibili chiavi di ascolto legate alla discografia selezionata. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Il primo incontro, in programma domenica 29 marzo alle ore 18, si intitola “So Lonely” e propone un itinerario musicale che ruota attorno al tema della solitudine, come esperienza di mancanza, attraverso brani che ne restituiscono diverse intensità, dall’espressione più diretta a forme più interiori. Il secondo appuntamento, domenica 12 aprile alle ore 18, “La cura”, attraversa il tema dell’amore universale, dell’attenzione all’altro e delle forme intime della vicinanza, in un percorso più disteso e contemplativo.

In entrambe le serate, della durata di un’ora, non mancheranno riferimenti ad artisti e autori molto amati, dai Police ai Beatles, da Jacques Brel a Franco Battiato, accanto a presenze più contemporanee come Mitski, Mac DeMarco, Massive Attack e Björk.

I due appuntamenti rappresentano anche un’occasione per valorizzare la Fonoteca Soneek Room, uno spazio pubblico che custodisce e rilancia una parte preziosa della memoria musicale del territorio. Massimiliano “Max” Teneggi, in arte Soneek Mx Dj, è stato una figura di riferimento per la scena musicale giovanile modenese dagli anni Ottanta ai primi anni Duemila. Conduttore radiofonico di Antenna Uno Rockstation e dj in alcuni dei più importanti locali alternativi della provincia, ha contribuito in modo decisivo alla formazione musicale di molte generazioni di ascoltatori, aprendo all’ascolto di linguaggi e tendenze che andavano dalla new wave al post punk, dal rock all’elettronica, dalla psichedelia all’hip hop.

La fonoteca nasce anche per testimoniare, in modo vivo e concreto, questa eredità culturale, attraverso alcune centinaia di dischi in vinile provenienti dalla sua collezione personale e donati dalla famiglia al Comune di Fiorano Modenese.

L’esplorazione materica di ABK Group al Coverings 2026

L’esplorazione materica di ABK Group al Coverings 2026Il 2026 di ABK Group prende quota in vista di Coverings, appuntamento strategico per il dialogo con distributori, contractor e progettisti del mercato nordamericano, in programma a Las Vegas dal 30 marzo al 2 aprile. Presenti in fiera tutti i brand del Gruppo, all’interno di un allestimento concepito come spazio esperienziale e incentrato sulla cultura del design made in Italy.

Tra anteprime e novità, ABK Group pone l’accento sulle superfici effetto pietra per l’architettura. Una tendenza estetica dove il gres porcellanato gioca un ruolo da protagonista con soluzioni per interni ed esterni, dal residenziale all’hospitality, dal retail agli spazi pubblici.

Ampio spazio viene dedicato ai brand specialisti delle grandi lastre, ABKStone e Materia, che, con l’esclusiva tecnologia FullVein3D presentano le nuove superfici Travertino Rainbow e Daino Reale. All’interno della slab gallery dei due marchi sono esposte anche diverse nuove proposte in finitura bocciardata, tra cui Ambrosia e Breccia Medici.

ABK presenta Cliff e, in preview, il progetto Era, mostrando una visione tecnologicamente innovativa dell’effetto pietra. Colori neutri, texture profonde, variazioni grafiche bilanciate, formati e spessori differenziati per rispondere a esigenze progettuali sempre più complesse.

Fedele al proprio linguaggio stilistico, Flaviker porta in fiera Midi, ampia gamma ispirata alle pietre francesi dal design contemporaneo. Midi racchiude un sistema coordinato di grandi lastre, formati e finiture per vestire con facilità volumi d’arredo, pareti e pavimenti indoor e outdoor.

Gardenia&Ariana, alla sua prima uscita internazionale dopo la presentazione del brand, svela le collezioni Orosei, effetto pietra minimal-chic, e Bon Ton, ispirata ai marmi italiani più eleganti. Due proposte per gli spazi residenziali caratterizzate da un linguaggio materico fatto di memoria, innovazione, estetica e funzionalità.

Presenti a Las Vegas anche le licenze esclusive Moooi Ceramics Surfaces con Nesting Room, e Versace Ceramics, con la nuova collezione Harmony.

ABK Group vi aspetta a Coverings, presso il Las Vegas Convention Center, nel Booth #1373

Referendum sulla giustizia, Aceto (Pd): “A Sassuolo una vittoria costruita nel confronto e nella partecipazione”

Referendum sulla giustizia, Aceto (Pd): “A Sassuolo una vittoria costruita nel confronto e nella partecipazione”Il risultato del referendum sulla riforma della giustizia, che ha visto prevalere il No con il 51,21% dei consensi contro il 48,79% del Sì, rappresenta un esito importante e sentito per la comunità democratica. Un risultato che parla con chiarezza: i cittadini hanno scelto di difendere i principi di autonomia e indipendenza della giustizia, nel solco dei valori costituzionali.

Il Partito Democratico di Sassuolo accoglie con soddisfazione e senso di responsabilità questa espressione di volontà popolare. Una soddisfazione che nasce non solo dall’esito finale, ma anche – e soprattutto – dal percorso che ha accompagnato la campagna referendaria sul territorio.

Nelle settimane precedenti al voto, il circolo cittadino ha lavorato per promuovere occasioni di informazione e confronto autentico, contribuendo a creare spazi di dialogo aperto tra posizioni diverse. Tra questi, l’incontro pubblico organizzato dal coordinatore del Distretto Ceramico in collaborazione con ARCI ha rappresentato un momento significativo di partecipazione, mettendo a confronto le ragioni del Sì e del No e offrendo ai cittadini strumenti concreti per una scelta consapevole.

È proprio questo il valore che oggi si vuole sottolineare: una vittoria che si radica in un percorso fatto di ascolto, rispetto e approfondimento. In un tempo spesso segnato da semplificazioni e contrapposizioni, a Sassuolo si è scelto di investire nella qualità del confronto, restituendo alla politica il suo ruolo più alto. E i cittadini hanno risposto, partecipando con attenzione e responsabilità.

“Questo risultato ci rende orgogliosi perché nasce da un confronto vero, aperto e rispettoso tra idee diverse – dichiara la segretaria del circolo del Partito Democratico di Sassuolo Maria Aceto –. È la dimostrazione che una politica fatta di dialogo, chiarezza e ascolto sa ancora coinvolgere e costruire fiducia. Continueremo su questa strada, con l’obiettivo di rafforzare una giustizia sempre più efficiente, trasparente e autonoma.”

Lo sguardo resta ora rivolto al futuro. Il tema della giustizia richiede riforme capaci di migliorare il funzionamento del sistema, garantendo tempi certi e qualità, senza mai mettere in discussione i suoi principi fondanti. Il Partito Democratico di Sassuolo conferma il proprio impegno a proseguire questo percorso insieme alla comunità, alle istituzioni e agli esperti.

Una comunità che, ancora una volta, ha dimostrato quanto il confronto e la partecipazione possano rendere più forte non solo un risultato, ma l’intera democrazia.

 

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 26 marzo 2026

Previsioni meteo Emilia Romagna, giovedì 26 marzo 2026Cielo molto nuvoloso sul settore centro-orientale della regione, con associate precipitazioni anche a carattere di rovescio in intensificazione tra ore notturne e mattutine. Sul relativo settore appenninico tra Bolognese e Romagna avremo nevicate con quota neve compresa tra 700-500 metri e localmente anche a quote inferiori. Dalle ore pomeridiane le precipitazioni tenderanno ad attenuarsi spostandosi verso sud-est ed interessando in forma residua solo la Romagna con tendenza ad esaurimento serale e schiarite a partire dalle aree centro-occidentali della regione.

Temperature in diminuzione, con minime intorno ai 4/7 gradi e massime comprese tra 11/12 gradi sulla costa e 10/15 gradi sulle pianure interne. Venti da nord-ovest al mattino sulle aree centro-occidentali della regione con locali rinforzi soprattutto lungo il settore appenninico; in rapida rotazione da nord, nord-est invece sul settore orientale e soprattutto lungo le aree costiere dove avremo rinforzi e raffiche di forte o molto forte intensità. Lenta attenuazione della ventilazione dalle ore pomeridiane-serali. Mare da molto mosso ad agitato con moto ondoso in lenta attenuazione dalla serata.

(Arpae)

Nuoto, Finali del Torneo Invernale Esordienti

Nuoto, Finali del Torneo Invernale Esordienti
Esordienti A e B

Si è concluso il weekend scorso il Torneo Invernale Esordienti, finali regionali FIN-ER riservata alle categorie Esordienti A e B in vasca da 25 metri con 37 società dell’Emilia-Romagna.  La vittoria nella classifica generale di società è andata alla CN UISP Bologna con 677 punti, seguita da Pol Garden Rimini (593) e Rari Nantes Romagna (512), ma tra le protagoniste della rassegna anche le società del territorio modenese che hanno qualificato i propri atleti a Riccione.

Il sodalizio NS Emilia SSD con 501 punti è la migliore ma come recita il nome, non è esclusivamente modenese. La piscina di Formigine ha però contribuito in modo importante al 4° posto raggiunto frutto di 11 ori, 5 argenti e 4 bronzi. Per l’Ondablu di Formigine tra gli Esordienti A, la protagonista è stata Ludovica Vitale, autrice di una tripletta d’oro: ha dominato i 100, i 200 e i 400 stile libero, aggiungendo poi un argento nei 200 misti. A completare il quadro della categoria, Emelina Budeanu ha conquistato il bronzo nei 100 rana e Nicole Guidetti quello nei 100 farfalla.

Nella categoria Esordienti B, il protagonista è stato Ethan Giacon, capace di vincere quattro gare individuali: 50 e 100 stile libero, 100 farfalla e 100 misti. Completato al femminile dall’argento nei 50 stile libero di Beatrice Bertani.

Le staffette hanno completato il medagliere: gli Esordienti B hanno vinto la 4×50 stile libero femminile con Bertani, Burzio, Cazzola e Giaquinto, mentre i ragazzi hanno invece conquistato l’argento nella 4×50 mista con Vultaggio, Buratti, Giacon e La Monica.

Gli Amici del Nuoto VVFF Modena hanno chiuso al 17° posto con 113 punti e un medagliere composto da 2 ori, 4 argenti e 1 bronzo. Il miglior performer è stato Leonardo Esposito nella categoria Es. B1 maschile con gli ori nei 50 e 100 farfalla ai quali aggiunge 2 argenti 100 dorso e 100 misti, e un bronzo Sabrina Montorsi ha invece centrato 2 argenti nei 200 e 400 stile libero cat. Esordienti A1

finalisti Amici del nuoto – Vigili del fuoco

La Poliv. Olimpia Vignola ha chiuso a pari punti con gli Amici del Nuoto VVFF Modena (113 punti), ottenendo il 18° posto in classifica con 1 oro, 1 argento e 2 bronzi. La squadra ha schierato nelle gare una formazione prevalentemente femminile in categoria Esordienti B, con le atlete Beatrice Notari, Benedetta Notari, Miriam Nardone e Elisa Palmieri protagoniste sia nelle gare individuali sia nelle staffette nelle quali hanno centrato l’oro nella 4×50 stile libero e l’argento nella 4×50 mista con prestazioni di squadra solide e compatte. I bronzi individuali hanno completato un bilancio positivo per la società vignolese in ripresa.

Il Circolo Sportivo GDF Modena ha chiuso al 24° posto con 63 punti totali, raccogliendo 1 oro e 2 bronzi. Il risultato più significativo è arrivato dalla staffetta maschile Esordienti B: la formazione composta da Liguori, Monzoni, Gamba e Kongjonaj ha vinto l’oro nella 4×50 stile libero. A livello individuale, Francesco Liguori è salito sul podio per l’oro nei 50 rana e l’argento nei 100 sempre rana Es. B2 e Diana Motta bronzo sempre nei 100 rana

Maranello Nuoto ha chiuso al 25° posto con 56 punti e un medagliere di 2 ori e 1 bronzo. Un bottino di rilievo considerato il numero contenuto di atleti qualificati.

In categoria Esordienti B2 femminile, Giulia Savigni ha vinto l’oro nei 50 rana e il bronzo nei 100 rana, confermandosi la punta di diamante della società in questa specialità.

In categoria Esordienti B maschile, Nathan Carzacchi ha contribuito all’oro nella staffetta 4×50 mista completando il medagliere della società. Una partecipazione che lascia intravedere margini di miglioramento per la prossima stagione.

Fanalino di coda il Nuoto Club Sassuolo che non è riuscito a centrare alcun podio.

L’Emilia-Romagna al Bif&st International Film&tv Festival di Bari, nel segno degli scrittori

L’Emilia-Romagna al Bif&st International Film&tv Festival di Bari, nel segno degli scrittoriUn ritratto intimo dello scrittore figura cardine della cultura e della letteratura italiana e tra i più venduti nel mondo, con oltre 20 milioni di copie in 142 lingue. Un ritratto che per la prima volta porta in tv la vita di Giovannino Guareschi.

Anteprima assoluta fuori concorso ieri sera, martedì 24 marzo, al Bif&st International Film&tv Festival, il Bari International Film&TV Festival in corso fino a sabato 28 marzo, per il film tv ‘Giovannino Guareschi. Non muoio neanche se mi ammazzano’, prima fiction sulla vita del celebre scrittore emiliano, diretta da Andrea Porporati e prodotta da Anele in collaborazione con Rai Fiction e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission.

A interpretare lo scrittore al quale dobbiamo le vicende di don Camillo e Peppone, Giuseppe Zeno, affiancato da Benedetta Cimatti, nel ruolo di Ennia, l’amatissima moglie di Guareschi. Nel cast anche Andrea Roncato nei panni del padre Primo Augusto Guareschi, Maurizio Donadoni nel ruolo di Angelo Rizzoli e Salvatore Striano che presta il volto al produttore cinematografico Peppino Amato. E sono paesaggi e luoghi della Bassa a fare da sfondo al film tv, interamente girato in Emilia-Romagna, che andrà prossimamente in onda sulla Rai: Bagnolo in Piano, Brescello, Castelfranco Emilia, Colorno, Coltaro, Guastalla, Luzzara, Mezzano Rondani, Novellara, Polesine Zibello, Poviglio, Reggio Emilia, Sissa Trecasali e Sorbolo Mezzani. Tutti luoghi – tra le province di Parma, Reggio Emilia e Modena -, che hanno ispirato l’autore, parte del suo spirito e del carattere identitario dei piccoli paesini lungo il fiume Po, rappresentativi del senso di italianità di quel periodo.

“Per la Regione Emilia-Romagna- sottolinea l’assessora Gessica Allegni, presente alla proiezione- è motivo di grande orgoglio partecipare al Bif&st International Film&tv Festival con due produzioni realizzate nel nostro territorio grazie anche al prezioso lavoro dell’Emilia-Romagna Film Commission. Essere qui è un risultato importante che premia la capacità di portare all’attenzione del pubblico, sul piccolo e sul grande schermo, protagonisti rilevanti per la cultura nazionale, che parlano anche di noi, della nostra comunità e della nostra storia”.

“Sia il film tv dedicato a Guareschi che il documentario su Tondelli- aggiunge Allegni- sono due lavori originali e di alto livello, che confermano l’impegno della Regione nel sostenere il cinema. Siamo fermamente convinti che investire nella cultura vuol dire investire nel futuro e nella creatività, nello sviluppo e nell’attrattività del territorio. Oltre che valorizzare professionalità e creare opportunità di lavoro nel mondo del cinema e dell’audiovisivo”.

La presenza della Regione alla 17esima edizione della manifestazione, che ogni anno riunisce nel capoluogo pugliese una selezione di titoli nazionali e internazionali di alto valore culturale, si muove lungo un filo che dalla Bassa di Guareschi porta alla Reggio Emilia di Vittorio Tondelli, un altro scrittore la cui vicenda prende vita sul grande schermo.

Oggi pomeriggio, alle ore 17.30, al Multicinema Galliera di Bari viene proiettato come evento speciale fuori concorso ‘VIVA Tondelli. Uno scrittore delle nostre parti’.

Prodotto dalla Regione Emilia-Romagna in occasione delle celebrazioni dei settant’anni della nascita dello scrittore di Correggio, nel reggiano, VIVA Tondelli è stato ideato dal giornalista dell’Agenzia di informazione e comunicazione della Regione, Stefano Asprea, che ha curato il soggetto insieme alla collega dell’Agenzia, Elisa Ravaglia, con la regia di Michael Petrolini, la produzione esecutiva di D.E-R Documentaristi Emilia-Romagna, e in collaborazione con il Comune di Correggio e il Centro documentazione Pier Vittorio Tondelli.

La prima fiction dedicata a Giovannino Guareschi

‘Giovannino Guareschi. Non muoio neanche se mi ammazzano’ è la prima fiction tv dedicata allo scrittore emiliano.

Oltre all’uomo di cultura e letteratura, ‘Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano’ fa scoprire al grande pubblico anche il lato più intimo dell’indimenticato autore di capolavori come “Mondo Piccolo” e “Don Camillo e Peppone”, enfatizzando i suoi valori famigliari verso la moglie Ennia e i figli, Alberto e Carlotta, e l’attaccamento alla terra natia la Bassa Padana, microcosmo rassicurante così splendidamente narrato nei suoi lavori. Un microcosmo rassicurante nel quale si sono rispecchiati gli italiani, divisi da contrapposizioni politiche e ideologiche, e il cui straordinario successo editoriale condusse Guareschi all’avventurosa trasposizione cinematografica di ‘Don Camillo e Peppone’, che si rivelò un indiscutibile trionfo in Italia e nel mondo.

Scritto da Andrea Porporati con la collaborazione di Marco Ferrazzoli, il progetto ha avuto la consulenza esclusiva di Alberto Guareschi ed è liberamente ispirato al libro “Chi sogna nuovi gerani?”, autobiografia a cura degli stessi figli Alberto e Carlotta, edita da Rizzoli.

Mezza Maratona d’Italia – Memorial Enzo Ferrari: venerdì al via la tre giorni di sport

Mezza Maratona d’Italia – Memorial Enzo Ferrari: venerdì al via la tre giorni di sportManca ormai pochissimo alla Mezza Maratona d’Italia 2026 “Memorial Enzo Ferrari”, al via domenica 29 marzo. L’evento sotto egida FIDAL e FISPES, organizzato da RCS Sports & Events con Ferrari in qualità di hosting partner, registra numeri ampi e trasversali, con atleti provenienti da tutta Italia e dall’estero: 15.000 iscritti, di cui il 32% runner stranieri, per un totale di 88 nazionalità rappresentate, tra cui le più presenti sono Inghilterra, Germania, Francia, Polonia, Stati Uniti, Austria, Paesi Bassi, Belgio, Irlanda e Slovacchia. Il weekend di gara e di festa prenderà il via con l’apertura al pubblico del Villaggio da venerdì 27 marzo a partire dalle ore 10:00 in via Dino Ferrari a Maranello.

 

I Top Runner – Uomini
Il primato da battere è quello del keniano Emmanuel Wafula che lo scorso anno si è aggiudicato senza pensieri la vittoria con l’ottimo crono di 59’20”.
Protagonista di quest’anno potrebbe essere il keniano Dennis Kipruto che in carriera, nel 2023, ha firmato il primato personale di 1h00’17” a Tachikawa in Giappone. Dovrà vedersela con il keniano Shadrack Kipngetich Koech e l’ugandese Alex Kiplangat, capaci di 1h01’12” e 1h01’38”, rispettivamente, in occasione della mezza maratona di Trento 2023 e quest’anno a Lisbona.

Per l’Italia, scende in campo l’ex azzurro Ahmed El Mazoury (Vanotti Running Team), tre volte Campione nazionale 10000m (2015/2016/2017), medaglia d’argento ai Campionati Europei U23 10000m nel 2011 e di bronzo alla European Cup 10000m nel 2013. El Mazoury ha strappato in carriera il crono di 1h02’39” a Roma nel 2015 ed è recentemente risalito agli onori della cronaca per aver conquistato il terzo gradino del podio alla Bergamo21 Half Marathon. Chiude le fila il marocchino, campione nazionale 5000m nel 2024, Abdelkarim Ezzouhti (Atl Mondovì Acqua S. Bernardo) che porta in dote il crono di 1h05’15” con il quale lo scorso febbraio ha conquistato il quarto posto assoluto alla mezza maratona di Verona.

I Top Runner – Donne
Appare più semplice il compito di migliorare il primato di gara per le donne, che dovranno limare il record gara di 1h08’23” staccato dalla keniana Gladys Cherop. Potrebbero riuscirci le keniane Regina Wambui Ndungu e Susan Wanjiku Kamoto, che hanno nelle gambe due grandi tempi quali 1h07’10” e 1h07’56”, rispettivamente, dalle ultime edizioni di mezza maratona a Lisbona e Marugame in Giappone, entrambe in questo 2026.

L’Italia schiera l’ex azzurra e medaglia di bronzo ai Campionati Europei di Corsa in Montagna 2016, nonché campionessa nazionale di mezza maratona in carica Sara Bottarelli (Freezone) che, in un crescendo prestazionale, ha ritoccato a fine 2025 il proprio personal best fermando il cronometro a 1h11’31” alla mezza di Milano e poche settimane fa ha siglato la vittoria alla mezza maratona di Brescia. Con lei, ma più staccate, le gemelle azzurre di cross Laura ed Elena Ribigini (Atl. ARCS CUS Perugia), capaci di 1h19’19” e  1h20’58”, rispettivamente, a Foligno e Terni, nel 2024.

La medaglia Vincitori della Mezza Maratona d’Italia 2026 “Memorial Enzo Ferrari”
Anche per questa edizione 2026, le medaglie destinate ai vincitori della 21 km nascono negli stabilimenti Ferrari. Simbolo dell’equilibrio tra tradizione e innovazione, ogni esemplare prende vita grazie a un processo che unisce l’artigianalità alla più alta tecnologia.

Una barra di alluminio riciclato viene lavorata con macchinari a 5 assi di ultima generazione e rifinita singolarmente dalle mani esperte dei tecnici di Maranello, negli stessi impianti in cui vengono prodotti i componenti delle vetture racing e stradali. Infine, sapienti processi manuali di sabbiatura ceramica e lucidatura donano brillantezza e unicità a ogni medaglia, che viene ulteriormente impreziosita dalla personalizzazione tramite marcatura laser. A completare l’opera, il cofanetto che la custodisce è rivestito a mano con pellami Ferrari di recupero, gli stessi destinati agli interni delle vetture del Cavallino Rampante. A presentarla al pubblico sabato 28 marzo alle 13.45 interverrà sul palco del Villaggio a Maranello Michele Antoniazzi, Ferrari Chief Human Resources Office.

IL PROGRAMMA

  • Venerdì 27 marzo – Apertura Villaggio (10.00 – 20.00) con la presentazione Top Runner (15.00)
  • Sabato 28 marzo – Apertura Villaggio (10.00 – 20.00), la Family Run (5 km) (15:00) non competitiva aperta a tutti
  • Domenica 29 marzo – Mezza Maratona d’Italia “Memorial Enzo Ferrari” (9.30) e la 10 km (10.30). Le premiazioni in Piazza Roma a Modena (11.00).

Tra gli appuntamenti di sabato: ore 10.30 la Shakeout Run by Brooks, corsa breve aperta a tutti; ore 11.30 la sessione autografi con Maya Weug, vice campionessa in carica F1 Academy; ore 13.45 il benvenuto dell’hosting partner Ferrari e la presentazione delle medaglie dei vincitori, con la presenza di Michele Antoniazzi, Ferrari Chief Human Resources Officer; a seguire la premiazione delle classi primarie vincitrici del progetto “Scuole in corsa”.

I PERCORSI:  5 km, 10 km, 21 km

Tutti i percorsi sono stati concepiti per valorizzare sia la dimensione agonistica sia la partecipazione diffusa, coinvolgendo atleti, appassionati e comunità locali.

Il tracciato 2026 della Mezza Maratona d’Italia Memorial Enzo Ferrari si sviluppa lungo i 21,097 km attraversando i Comuni di Maranello, Fiorano Modenese, Formigine e Modena. Uguale per tutte e tre le distanze – 21 km, 10 km e 5 km – la partenza, che sarà di fronte al Museo Ferrari a Maranello e in comune anche alcuni luoghi simbolici che toccheranno nel primo tratto, tra cui il passaggio all’interno dello stabilimento Ferrari, lungo viale Enzo Ferrari, la Pista di Fiorano e il nuovo circuito e-Vortex. Mentre la Family Run e la 10km chiuderanno il loro tracciato a circuito tornando di fronte al Museo Ferrari di Maranello, la 21 km dopo essersi snodata all’interno della Factory sfreccerà invece attraverso i territori dei vari comuni con  un percorso lineare e scorrevole fino all’arrivo in Piazza Roma a Modena.

Il talento del territorio torna protagonista al Teatro Carani con la nuova call per artisti ed ensemble

Il talento del territorio torna protagonista al Teatro Carani con la nuova call per artisti ed ensembleLa Fondazione Teatro Carani e il Comune di Sassuolo aprono una call rivolta agli artisti del territorio che vogliono portare il proprio spettacolo sul palco storico della città. Gli spettacoli selezionati saranno presenti nella stagione 2026/27 all’interno della rassegna “La Città in Scena”. Giunta al suo terzo anno di vita e alla seconda edizione in forma di bando aperto, la rassegna si conferma come uno spazio prezioso di espressione per la creatività locale, offrendo agli artisti la possibilità di confrontarsi con il grande pubblico.

“Questa nuova call rappresenta un passaggio fondamentale nel nostro percorso culturale – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Federico Ferrari – da un lato, infatti, restituiamo centralità alla creatività locale nel luogo principe della città, il Teatro Carani, che deve essere sempre più la casa di tutti i sassolesi. Dall’altro, questa iniziativa si inserisce perfettamente nel solco della nostra candidatura a Città UNESCO della Musica: valorizzare chi produce arte sul territorio è il miglior biglietto da visita che possiamo presentare. Tutto questo è reso possibile dalla proficua e costante collaborazione tra il Comune e la Fondazione Carani, una sinergia che sta dando frutti straordinari per l’intera comunità”.

La call si rivolge a singoli artisti e gruppi, siano essi collettivi informali o compagnie consolidate, che abbiano un legame profondo con Sassuolo per provenienza o percorso artistico. Le candidature possono riguardare sia produzioni già completate nell’ambito della prosa, della danza, della musica o del cinema, sia progetti in fase di sviluppo che dimostrino una chiara visione artistica e la capacità di essere portati in scena entro la fine della rassegna. Verranno valutate le proposte basandosi su criteri di qualità artistica, sostenibilità e innovazione, con una particolare attenzione all’equilibrio di genere all’interno dei cast e al coinvolgimento attivo di professionisti under 35.

Le realtà selezionate potranno scegliere tra due diverse modalità di ospitalità, pensate per adattarsi alla natura stessa delle opere proposte. La prima opzione prevede una condivisione dell’incasso netto al 70%, mentre la seconda mette a disposizione un contributo economico a fondo perduto di 2.000 euro per progetti che rivestano una particolare rilevanza sociale o culturale, realizzati in collaborazione con diversi enti e proposti al pubblico con ingresso gratuito. Il Teatro Carani metterà a disposizione la sua dotazione tecnica e il supporto del proprio personale per garantire a ogni rappresentazione la massima cura nell’allestimento.

Il testo completo della call è disponibile da oggi, mercoledì 25 marzo, sul sito web del Teatro Carani all’indirizzo www.teatrocarani.it/call-la-citta-in-scena. Il termine per l’invio delle proposte è il 3 maggio 2026. Maggiori informazioni possono essere richieste all’indirizzo mail info@teatrocarani.it oppure ai numeri 347 5506227 e 0536 1878833.

Referendum: Severi (FI), quasi la metà dei sassolesi ha votato SI. Con la campagna ideologica della sinistra persa una grande occasione

Referendum: Severi (FI), quasi la metà dei sassolesi ha votato SI. Con la campagna ideologica della sinistra persa una grande occasioneA Sassuolo il risultato della consultazione parla chiaro: quasi metà della città ha scelto il SÌ. Con un’affluenza del 64,14%, superiore alla media nazionale, ben 9.363 cittadini hanno espresso la volontà di cambiare, di superare un sistema che da troppo tempo mostra limiti evidenti. Il dato finale – 51,21% per il NO contro il 48,79% per il SÌ – racconta di uno scarto minimo, appena 463 voti. Altro che vittoria netta.

Nonostante una campagna nazionale fortemente politicizzata dalla sinistra, più impegnata a utilizzare il tema della giustizia come arma contro il governo che a discutere seriamente la riforma, il SÌ ha raggiunto quasi il 50%. È un risultato che non può essere minimizzato  e sicuramente non può giustificare i trionfalismi del fronte del NO. A Sassuolo esiste un’area ampia, concreta e determinata che non si riconosce nello status quo e che chiede riforme vere, non slogan.

La sinistra ha scelto di sacrificare una riforma necessaria sull’altare dell’ideologia e del contrasto al governo. Ha trasformato un passaggio istituzionale in un terreno di scontro politico, perdendo di vista l’interesse generale. I nodi della giustizia restano irrisolti, e un’occasione straordinaria è stata sprecata.

A nome di Forza Italia Sassuolo desidero ringraziare tutti i cittadini che si sono recati alle urne e, in particolare, coloro che hanno scelto il SÌ: avete dato voce a un’idea chiara di futuro, a una richiesta di modernità e responsabilità. Noi ce la abbiamo messa tutta per una campagna seria, nel merito dei contenuti e con confronti aperti.  A Sassuolo il messaggio è limpido: il cambiamento è già realtà per metà della città. Da qui si riparte, con ancora più determinazione.

Claudia Severi
Coordinatrice cittadina Forza Italia – Sassuolo

Difesa del suolo. Nuovi argini, opere di difesa e alvei più capienti

Difesa del suolo. Nuovi argini, opere di difesa e alvei più capientiOtto interventi per la messa in sicurezza di fiumi e torrenti, in tutto il territorio regionale da Piacenza fino alla costa. È il programma di opere che la Regione Emilia-Romagna sosterrà con un nuovo stanziamento di quasi 24 milioni, provenienti da un decreto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in accordo con il ministero per la Protezione civile e le Politiche del mare.

I lavori prevedono la realizzazione di nuove aree di laminazione, lavori di risagomatura e adeguamento di argini, ripascimento e manutenzione delle opere di difesa del litorale, mitigazione del rischio idrogeologico. Il pacchetto di risorse copre il costo totale dei vari interventi: sei sono in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, gli altri due all’Agenzia interregionale per il fiume Po (AiPo).

“Si tratta di interventi importanti, inseriti nel nuovo Piano per il contrasto al rischio idrogeologico, che la Regione ha candidato nel 2025 al finanziamento statale ottenendolo- spiega la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini-. Grazie a queste risorse potremo avviare una serie di cantieri molto attesi nei territori, con opere che riguardano argini, aree di laminazione e difesa del litorale. È un ulteriore passo avanti nel lavoro di rafforzamento della sicurezza idraulica della nostra regione, ridurre i rischi legati agli eventi estremi e garantire una maggiore tutela alle comunità”.

Gli interventi, divisi per provincia

Provincia di Piacenza

In località San Vincenzo di Cadeo, verrà costruito un corpo arginale per contenere le onde di piena del torrente Chero, con 1,5 milioni di euro. Sempre nel Piacentino, a Caorso, il torrente Chiavenna sarà interessato da lavori di consolidamento, ripristino e nuove opere idrauliche per 3,5 milioni di euro.

Provincia di Parma

A Collecchio, nell’area che va dalla tangenziale sud di Parma fino alla Strada comunale Farnese, verranno effettuati lavori di risagomatura e adeguamento degli argini del torrente Baganza (circa 3,7 milioni di euro). Sempre nel Parmense, a Fornovo di Taro, con 1,8 milioni di euro saranno eseguiti interventi di mitigazione dei rischi idrogeologici (Stralcio I).

Provincia di Reggio Emilia

A Cadelbosco di Sopra, con 4 milioni di euro si procederà alla realizzazione di un’area di laminazione delle piene del torrente Crostolo e del Cavo Cava.

Provincia di Ferrara

A Pontelagoscuro verranno effettuati interventi di consolidamento dei muri laterali della Conca di Pontelagoscuro lato Canale Boicelli, per 2,5 milioni di euro.

Provincia di Ravenna

A Cervia (Ra) si interverrà sul Savio, con lavori di riqualificazione fluviale e realizzazione di aree di laminazione a monte di Castiglione di Cervia, per un totale di 3,7 milioni di euro.

Gli interventi sulla costa

Diverse località saranno interessate da interventi, per 3,2 milioni di euro, di messa in sicurezza tramite ripascimento e manutenzione delle opere di difesa e del litorale: Porto Corsini/Marina Romea, Lido Adriano e Milano Marittima nel Ravennate, Ponente nel comune di Cesenatico (FC) e Alba in quello di Riccione (Rn).

Fiorano: “Scatta il tuo ricordo a Villa Rossi”

Fiorano: “Scatta il tuo ricordo a Villa Rossi”Villa Rossi, lo storico asilo di Spezzano che ha accolto per decenni generazioni di bambini, chiude definitivamente le porte, dopo il trasferimento di alunni e personale nella nuova scuola dell’infanzia “Margherita Hack” a gennaio 2026.

Molti fioranesi sono legati da ricordi al vecchio edificio su via Nirano 7, per dare a tutti la possibilità di varcare un’ultima volta la soglia della “loro scuola”, l’Amministrazione comunale ha organizzato l’iniziativa “Scatta il tuo ricordo a Villa Rossi”. Un momento aperto a tutta la comunità per salutare uno dei luoghi più significativi del territorio e custodirne la memoria collettiva.

L’evento si terrà sabato 28 marzo 2026, dalle ore 14.30 alle ore 16.30, presso la ex scuola. Nel corso del pomeriggio, i partecipanti potranno visitare gli spazi della Villa, aperti al pubblico; riscoprire ambienti e ricordi condivisi; scattare una ricordo da conservare; condividere un momento di saluto e gratitudine.

I cittadini sono inoltre invitati a condividere i propri scatti sui social con l’hashtag #amarcordvillarossi, contribuendo così a costruire un archivio collettivo di ricordi.

Villa Rossi non è stata solo una scuola, ma uno spazio di crescita, relazioni e ricordi per intere generazioni. Aprire nuovamente le sue porte, anche solo per un pomeriggio, significa offrire alla comunità un’occasione per ritrovarsi, condividere emozioni e riportare alla memoria momenti importanti della propria infanzia. Sarà un momento semplice, ma autentico, capace di unire le persone nel segno dei ricordi e del senso di appartenenza al nostro territorio.”, sottolinea l’assessora alla Scuola, Monica Lusetti.

La partecipazione è libera e aperta a tutti.

Cura del verde pubblico: a Formigine in corso il piano sfalci 2026

Cura del verde pubblico: a Formigine in corso il piano sfalci 2026Proseguono sul territorio del Comune di Formigine le operazioni di manutenzione del verde pubblico. Si tratta di un impegno massiccio che copre una superficie complessiva di circa 800.000 metri quadrati, un’attività volta a garantire il decoro urbano e la piena fruibilità delle aree ricreative, dei giardini scolastici e dei cigli stradali.

La programmazione degli interventi non è statica, ma si adatta dinamicamente all’andamento stagionale e alle condizioni meteorologiche. Generalmente, il ciclo delle operazioni si sviluppa tra marzo e agosto in modo continuativo. Dopo una breve pausa estiva, dettata dal naturale rallentamento della crescita dell’erba dovuto alle alte temperature, il servizio riprende a pieno regime a fine agosto per concludersi indicativamente a ottobre. In caso di stagioni particolarmente miti, gli interventi possono estendersi fino a novembre, mentre nei mesi invernali l’attività si concentra sullo sminuzzamento del fogliame, specialmente nei parchi più alberati e nei pressi dei plessi scolastici.

Come previsto dalla normativa nazionale, l’erba tagliata non viene raccolta ma viene lasciata in loco. Questa pratica, denominata “mulching”, contribuisce in modo decisivo alla salute del suolo: l’erba finemente sminuzzata si decompone trasformandosi in un fertilizzante naturale che arricchisce il terreno di sostanza organica, favorendo la biodiversità.

“La cura del nostro territorio – afferma l’Assessora al Verde pubblico Giulia Malvolti – è una priorità. Chiediamo ai cittadini un pizzico di pazienza se l’erba tagliata resta a terra per qualche giorno: è un metodo naturale per nutrire il prato e gestire le risorse in modo intelligente, garantendo al contempo che i nostri parchi siano pronti ad accogliere i cittadini per tutta la stagione. In particolare, nel periodo primaverile, la crescita dell’erba è particolarmente rapida a causa dell’alternanza tra piogge intense e giornate di sole, per cui potrà capitare che per qualche giorno l’erba risulti più alta della norma. Gli sfalci sono comunque organizzati a ciclo continuo: stiamo lavorando senza sosta su tutto il territorio e l’erba sarà tagliata ovunque seguendo il cronoprogramma stabilito”.

 

L’Erbazzone, simbolo dell’identità gastronomica reggiana, è Igp

L’Erbazzone, simbolo dell’identità gastronomica reggiana, è IgpUn ‘piatto povero’ contadino, tra i più amati della tradizione reggiana. Un prodotto tramandato da generazioni, profondamente legato alla cultura, alle famiglie e all’identità delle comunità, ma anche alle imprese del territorio. È l’Erbazzone reggiano che, dopo un lungo percorso, ha ottenuto ufficialmente il marchio Igp (Indicazione geografica protetta). La procedura per l’ufficialità è stata adottata dalla Commissione Ue lo scorso 20 marzo e verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale europea nei prossimi giorni.

Il già ricco paniere Dop e Igp dell’Emilia-Romagna acquisisce così con un prodotto in più e arriva a quota 45, confermando l’Emilia-Romagna come prima regione in Europa per numero di prodotti di qualità certificata.

Il percorso per il riconoscimento dell’Erbazzone è partito nel 2019, quando cinque aziende reggiane – Nonna Lea, Fattoria Italia, La Bottega Gastronomica, La Vecchia Resdora e Big – hanno creduto fortemente nel progetto di elevare la produzione dell’Erbazzone all’Indicazione geografica protetta; nel 2022 si sono costituite in “Associazione Produttori Erbazzone reggiano” per dare avvio all’iter di riconoscimento, con il sostegno e il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna.

“È un risultato molto atteso, su cui abbiamo lavorato in squadra, e che rappresenta un riconoscimento importantissimo per il territorio reggiano, per i produttori e per l’intero sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna- ha commentato oggi, nel corso della conferenza stampa, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Parliamo del riconoscimento di una ricetta storica, che la tradizione riconduce addirittura al Medioevo; un cibo quotidiano, che racconta il territorio e chi lo vive. Con l’Indicazione geografica protetta questo patrimonio economico e culturale verrà finalmente tutelato e valorizzato a livello europeo e potrà essere promosso con più forza. L’Igp- ha aggiunto Mammi- è uno strumento fondamentale per tutelare i prodotti autentici dalle imitazioni, assicurare trasparenza ai consumatori, sostenere il reddito dei produttori locali. Ma è anche un’opportunità per promuovere turismo, cultura gastronomica e sviluppo. Voglio ricordare- ha concluso l’assessore- che l’Emilia-Romagna è chiamata la Food Valley d’Italia, con 3,9 miliardi di euro di valore per la sola Dop Economy, mentre tutta la produzione agroalimentare vale 37 miliardi di euro, di cui più di 10 miliardi esportati in tutto il mondo”.

“Questo percorso viene da lontano, da una sfida che alcune imprese reggiane hanno voluto intraprendere per dare risalto a un prodotto straordinario: tutelarlo e allo stesso tempo promuoverlo- ha sottolineato Matteo Cugini, vicepresidente dell’Associazione Produttori Erbazzone reggiano-. L’Igp è un risultato per l’intero territorio, nel quale abbiamo creduto da subito e ci siamo impegnati a conseguire consapevoli della bontà dell’Erbazzone, della sua versatilità e della qualità delle materie prime che servono per cucinarlo. Oggi è un giorno da festeggiare, perché l’Indicazione geografica sarà l’inizio di un nuovo percorso, capace di dare più visibilità al prodotto e alla sua promozione. È molto bello condividere insieme questo risultato, che rappresenta un valore economico, ma anche l’identità della provincia di Reggio Emilia, delle persone e delle comunità locali. L’Erbazzone Igp- conclude Cugini- andrà sempre più valorizzato e fatto conoscere a tutti, perché è un prodotto che merita attenzione, tutela e l’adesione di tutte quelle realtà del territorio che vorranno farlo”.

L’Erbazzone reggiano Igp

Una torta salata ripiena di erbe, fatta con due sfoglie di pasta non lievitata all’interno delle quali c’è un ripieno di verdure e Parmigiano Reggiano. L’Erbazzone reggiano ha forma rotonda o rettangolare, uno spessore compreso tra 1 e 3 centimetri e un peso tra i 200 grammi e i 3 chilogrammi. La pasta è fatta con farina di grano tenero, acqua, strutto, sale. La lavorazione del ripieno prevede l’utilizzo di spinaci e bietole cotte, insaporite con un soffritto preparato con cipolla e lardo che può essere aromatizzato con aglio, prezzemolo e/o pepe. A questi ingredienti si aggiungono Parmigiano Reggiano e pane grattugiato; si possono anche usare, volendo, latte, olio extravergine di oliva e burro a integrazione del lardo. È vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e/o altri additivi. La zona di produzione è l’intero territorio della provincia di Reggio Emilia.

Il percorso verso il riconoscimento europeo

Il riconoscimento dell’Erbazzone reggiano come Igp è frutto di un percorso pluriennale avviato su iniziativa dei produttori locali e accompagnato dalla Regione Emilia-Romagna. Dopo la definizione del disciplinare di produzione e la presentazione della domanda a livello nazionale, il dossier è passato all’esame dal ministero dell’Agricoltura che, nel 2024, ha espresso parere favorevole, dopo aver verificato la coerenza con la normativa europea in tema di indicazioni geografiche. Dopo la fase di valutazione nazionale e la consultazione pubblica, la richiesta è stata quindi trasmessa alla Commissione europea. Nel corso dell’iter europeo, la domanda di registrazione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea nell’ottobre 2025, aprendo così il periodo previsto per eventuali opposizioni da parte di altri Stati membri o soggetti interessati.

Oggi la Giornata nazionale della lettura: Regione e Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna insieme per la valorizzazione di archivi e biblioteche ecclesiastiche e religiose

Oggi la Giornata nazionale della lettura: Regione e Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna insieme per la valorizzazione di archivi e biblioteche ecclesiastiche e religioseValorizzare e rendere fruibile a un pubblico più ampio il grande patrimonio culturale custodito negli archivi e nelle biblioteche ecclesiastiche e religiose che si trovano in Emilia-Romagna.

Con questo obiettivo, la Giunta regionale ha approvato una convezione di durata triennale (2026-2028) tra Regione e Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna che include la promozione di bandi dedicati al potenziamento dei servizi, dell’accessibilità e catalogazione di biblioteche e archivi storici diocesani, monastici, conventuali, parrocchiali, religiosi e della loro integrazione all’interno dell’organizzazione bibliotecaria regionale.

La Regione si impegna a finanziare i progetti presentati dagli Istituti ecclesiastici ammessi a contributo per un totale di 100mila euro per ciascuno dei tre anni della durata della convenzione. Per la prima volta potranno quindi accedere a un Avviso dedicato sulla base di priorità, obiettivi e modalità definiti con la Cei Emilia-Romagna, in una logica di sistema.

Prima, l’accesso ai contributi pubblici da parte di biblioteche ecclesiastiche o religiose avveniva attraverso singole convenzioni con i soggetti titolati di tali istituti. Il nuovo accordo, invece, intende includere un maggior numero di beneficiari in una visione più integrata, così che il prezioso patrimonio custodito negli archivi e nelle biblioteche possa essere più facilmente disponibile, conosciuto, letto, condiviso, studiato, dopo l’opportuna catalogazione, in molti casi non ancora realizzata.

“Nella Giornata nazionale della lettura siamo veramente soddisfatti di dare questa notizia- sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Parliamo di un accordo innovativo, che ha la finalità principale di rendere sempre più accessibile a cittadini e cittadine il maggior numero di volumi possibile e di ampliare così la possibilità di conoscenza, lettura e studio. Contribuiamo a sostenere, per esempio, interventi di catalogazione e miglioramento delle sale di consultazione, rendendo disponibile un numero maggiore di fondi librari e spazi più ampi per lo studio e la ricerca”.

“Si tratta di un insieme di beni di straordinario valore e interesse pubblico, che include libri antichi, documenti preziosi a testimonianza di passaggi storici delle nostre comunità e non solo. Un tesoro, un’eredità culturale- aggiunge Allegni- da valorizzare e integrare al meglio nel sistema bibliotecario regionale. Pensiamo che questo possa essere un primo passo sostanziale per un più ampio lavoro comune nel settore del patrimonio culturale”.

Il patrimonio conta circa mezzo milione di volumi, solo per quanto riguarda i fondi librari catalogati. Il sistema delle biblioteche ecclesiastiche, di proprietà di diocesi, parrocchie, seminari e uffici diocesani, delle biblioteche religiose, di proprietà di Ordini religiosi, congregazioni o monasteri, degli archivi ecclesiastici e religiosi conta in Emilia-Romagna circa 90 biblioteche e circa 45 archivi di varie dimensioni e di grande valore storico e documentario. Oltre a libri antichi e moderni, si possono trovare collezioni di testamenti, documenti con le gestioni amministrative e scolastiche dei collegi, registri battesimali di secoli passati, carteggi, cronache e memorie, fotografie, manoscritti decorati.

La Convenzione tra Regione e Cei Emilia-Romagna

La Convezione si fonda su uno spirito di leale collaborazione tra la Regione e la Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, nel rispetto delle specifiche identità istituzionali degli enti ecclesiastici e della peculiarità dei beni archivistici e bibliotecari da essi custoditi.

La Regione Emilia-Romagna favorisce (ai sensi dell’art. 6, comma 3, della legge regionale n.18 del 24 marzo 2000) interventi volti a migliorare l’organizzazione, i servizi e l’accessibilità degli istituti ecclesiastici, promuovendone l’integrazione nelle reti bibliotecarie e documentarie regionali, nello spirito di collaborazione di cui all’art. 12 dell’Accordo di revisione concordataria tra la Repubblica italiana e la Santa Sede. Allo scopo la Regione finanzierà la convenzione con 100mila euro annui per il triennio 2026-2028.

La Conferenza Episcopale si impegna, nello spirito di collaborazione di cui all’art. 12 dell’Accordo di revisione concordataria tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, a garantire la fruibilità del patrimonio culturale conservato presso gli istituti ecclesiastici, assicurando il flusso dei dati verso le reti bibliotecarie territoriali per concorrere alla realizzazione di servizi comuni, nel rispetto della propria identità istituzionale e delle tutele necessarie alla salvaguardia dei documenti.

I programmi triennali potranno includere, in via non esclusiva, l’attivazione di nuovi servizi, l’introduzione di tecnologie innovative, interventi di catalogazione, conservazione, restauro, digitalizzazione del patrimonio documentario e iniziative di promozione del patrimonio culturale, l’adeguata conservazione dei beni librari antichi.

Gli istituti ecclesiastici che intendono accedere ai finanziamenti dovranno seguire la procedura stabilita nell’Avviso bandito dalla Conferenza Episcopale. I contributi saranno liquidati dalla Regione direttamente alla Cei Emilia-Romagna e da questa agli istituti beneficiari.

Tecnologie quantistiche, la Regione Emilia-Romagna aderisce al progetto europeo del programma Horizon Europe

Consolidare e collegare le Regional innovation valleys di diverse realtà continentali dedicate alle tecnologie quantistiche, accelerando il trasferimento tecnologico dalla ricerca al mercato. La Regione Emilia-Romagna conferma il suo ruolo di primo piano nell’innovazione tecnologica europea partecipando, come partner, al progetto Equivalemt – European quantum innovation Valleys, finanziata nell’ambito del programma Horizon Europe.
La scelta è stata approvata oggi nel corso della riunione della Giunta regionale. L’obiettivo principale è creare una rete per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche tra cui computazione, simulazione e sensori. L’Emilia-Romagna, già riconosciuta come Regional innovation valley dalla Commissione europea, si distingue per la sua capacità di integrare ricerca e industria, sostenendo la competitività europea.

La Regione contribuisce con un budget complessivo di 903.750 euro, cofinanziato al 50% dalla Commissione europea. Il progetto partirà verso ottobre 2026 e avrà una durata di cinque anni.
Al progetto lavoreranno 17 partner, facilitando la collaborazione tra regioni, istituti di ricerca e attori industriali per rafforzare l’ecosistema quantistico europeo e sviluppare e collegare Regional innovation valleys.

“La partecipazione a questo progetto rappresenta un’opportunità per consolidare ulteriormente la presenza dell’Emilia-Romagna nelle reti europee dell’innovazione- spiega il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. L’ambito quantistico è un settore in evoluzione, che richiede collaborazione tra territori, istituzioni di ricerca e imprese. Con Equivalemt intendiamo contribuire a questo percorso, valorizzando le competenze già attive nel nostro ecosistema regionale. Un’ulteriore iniziativa per rispondere alla necessità di rafforzare la sovranità tecnologica europea nel campo quantistico, agendo come azione chiave della nuova Agenda europea per l’innovazione, per la tenuta democratica socioeconomica”.

Le Regional innovation valleys

Le Regional innovation valleys (Riv) sono iniziative della Commissione europea pensate per rafforzare la cooperazione tra regioni, collegare ecosistemi territoriali e sostenere lo sviluppo di tecnologie strategiche. Favoriscono progetti congiunti, condivisione di competenze, investimenti comuni e coinvolgimento di imprese e centri di ricerca.
Il consorzio comprende istituzioni pubbliche, università, centri di ricerca e attori industriali. Tra questi: Gain e Cesga (Spagna); Regione Emilia-Romagna, Clust-ER Innovazione nei servizi, Politecnico di Milano, Orthokey (Italia); Ccdr-n e Inl (Portogallo); Technische universiteit Delft (Paesi Bassi); Università di Tampere (Finlandia); Région Île-de-France, Cea, Teratec, systematic Paris-Region (Francia); Welsh Government (Galles); Eads (Romania); Dcs Computing (Austria). I partner rappresentano differenti competenze quali supercalcolo, nanotecnologie, ricerca quantistica, innovazione regionale e sviluppo industriale.
L’iniziativa si lega localmente ad altre eccellenze come il Centro nazionale Icsc (supercalcolo, Big Data e Quantum Computing) e le azioni della Bologna Quantum Alliance. Il progetto sostiene attività congiunte tra i partner per lo sviluppo di soluzioni quantistiche, la condivisione di competenze, il coinvolgimento di imprese e startup, e l’utilizzo di strumenti come il cascade funding: una modalità di finanziamento della Commissione europea per erogare alle piccole e medie imprese, attraverso bandi gestiti da consorzi, contributi a fondo perduto sull’innovazione.

Eventi sportivi in Emilia-Romagna: al via un bando da 1 milione di euro per sostenere iniziative e manifestazioni su tutto il territorio regionale

Eventi sportivi in Emilia-Romagna: al via un bando da 1 milione di euro per sostenere iniziative e manifestazioni su tutto il territorio regionaleTornei locali, gare podistiche, festival sportivi per tutte le età, iniziative nei quartieri e nei parchi. La Regione mette a disposizione 1 milione di euro per il 2026, attraverso un bando, per finanziare iniziative e manifestazioni su tutto il territorio regionale con l’obiettivo di sostenere gli eventi sportivi che animano città e comunità locali, promuovendo stili di vita sani, inclusione e partecipazione attiva.

L’intervento si colloca nell’ambito della legge regionale per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive e del Piano triennale dello sport 2024-2026, che riconoscono nello sport una leva strategica per la salute, il benessere psico-fisico e la coesione sociale delle comunità.

L’avviso è rivolto a enti sportivi dilettantistici, federazioni, enti di promozione sportiva, organizzazioni di volontariato e associazioni del Terzo settore attivi in Emilia-Romagna, chiamati a presentare progetti per la realizzazione di eventi nel corso del 2026.

“Con questo bando rafforziamo il nostro impegno a sostegno dello sport diffuso e accessibile- afferma l’assessora regionale allo Sport, Roberta Frisoni-. Gli eventi sportivi rappresentano un’occasione preziosa per coinvolgere le comunità, stimolare lo sport di base, valorizzare i territori e promuovere stili di vita sani. Ed è anche per questo che quest’anno abbiamo scelto di anticiparne l’uscita: per consentire alle realtà sportive tempi più adeguati di programmazione delle iniziative. Come Regione vogliamo continuare a sostenere il lavoro delle associazioni e del volontariato sportivo, che ogni giorno contribuiscono a rendere l’Emilia-Romagna una vera terra di sport e di passione sportiva”.

“Per tale motivo- prosegue l’assessora-, fin dall’inizio del mandato ci siamo impegnati ad attivare tavoli di confronto costanti tra Assessorato e i rappresentanti del mondo sportivo affinché tutti gli strumenti di sostegno messi in campo dalla Regione siano sempre condivisi e in grado di rispondere alle necessità e cambiamenti che questo settore sta affrontando nel tempo. L’obiettivo è quello di dare un supporto a iniziative capaci di animare ed aggregare le comunità locali, incentivare la pratica sportiva per tutte e tutti: dai giovani agli anziani, favorire l’inclusione delle persone con disabilità e delle fasce più fragili, promuovere le pari opportunità e diffondere una cultura dello sport sostenibile, attenta anche agli aspetti ambientali”.

Il bando

I contributi, a fondo perduto, saranno assegnati sulla base di una graduatoria che terrà conto npn soltanto della qualità dei progetti, ma anche del numero di partecipanti coinvolti, dell’attenzione a inclusione, salute, sostenibilità ambientale ed alla capacità di attivare collaborazioni territoriali.

Saranno finanziati eventi sportivi realizzati in Emilia-Romagna tra il 1^ gennaio e il 31 dicembre 2026, con una durata limitata e rivolti prevalentemente a un bacino di utenza locale. Il contributo potrà coprire fino al 70% delle spese ammissibili, per un importo massimo di 15mila euro per ciascun progetto.

L’adesione alla Carta Etica dello Sport della Regione Emilia-Romagna, istituita nel 2022, continua ad essere un criterio fondamentale per l’ammissibilità dei progetti. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma regionale dedicata a partire dalle ore 9 del 31 marzo, fino alle ore 15 del 30 aprile 2026. Link al bando .

Sempre nell’ambito delle politiche regionali volte a promuovere lo sport come strumento educativo, inclusivo e di benessere, è in fase di approvazione un ulteriore bando che mette a disposizione 100mila euro complessivi a sostegno di progetti, da realizzarsi nel 2026, per favorire la continuità della pratica sportiva, il rientro dei giovani che hanno interrotto l’attività e per ampliare l’accesso allo sport, con particolare attenzione alle fasce di età più esposte al rischio di abbandono e ai contesti territoriali di maggiore fragilità sociale. L’avviso, che sarà pubblicato nei prossimi giorni, è rivolto ad associazioni e società sportive dilettantistiche, Coni e Cip, enti locali, istituzioni scolastiche e organismi sportivi riconosciuti. Le domande di contributo dovranno essere presentate attraverso l’applicativo web dedicato, che sarà disponibile sul portale della Regione Emilia-Romagna, dalle ore 9 del 19 maggio 2026 fino alle ore 15 del 12 giugno 2026.

Oltre le calorie: i pilastri medici per una gestione del peso a lungo termine

Oltre le calorie: i pilastri medici per una gestione del peso a lungo terminePer decenni, il consiglio universale per chiunque desiderasse perdere peso è stato riassunto in una formula apparentemente infallibile: “mangia meno e muoviti di più”. Questo approccio, basato esclusivamente sul deficit calorico, suggerisce che il corpo umano funzioni come una semplice calcolatrice. Tuttavia, la realtà biologica è molto più complessa e questa narrazione semplificata ha spesso generato un profondo senso di colpa in chi, pur impegnandosi con diete restrittive, non riusciva a mantenere i risultati nel tempo.

La scienza medica moderna sta finalmente scardinando l’idea che il peso corporeo dipenda solo dalla forza di volontà. Molte persone lottano contro meccanismi di difesa biologica che si oppongono attivamente alla perdita di grasso. Il corpo umano non è un sistema statico, ma un ecosistema dinamico che cerca costantemente l’omeostasi, ovvero una condizione di equilibrio interno che spesso include la conservazione delle riserve energetiche.

Il “set-point” metabolico: perché il corpo oppone resistenza

Uno dei concetti fondamentali per comprendere la gestione del peso è il cosiddetto set-point metabolico. Possiamo immaginarlo come un termostato interno, regolato principalmente dall’ipotalamo, che stabilisce quale debba essere il peso ideale per la sopravvivenza dell’individuo. Quando iniziamo una dieta eccessivamente restrittiva, il nostro cervello interpreta la carenza di cibo come un segnale di pericolo o di carestia imminente.

In risposta a questo allarme, l’organismo mette in atto una strategia di risparmio energetico: il metabolismo basale rallenta e il senso di fame aumenta drasticamente. Questo fenomeno spiega il celebre “effetto yo-yo“, in cui i chili persi vengono recuperati rapidamente non appena si allenta la restrizione. Il corpo, in sostanza, combatte per tornare al suo set-point originale, rendendo la battaglia contro la bilancia una sfida contro la nostra stessa biologia.

Ormoni e infiammazione silente: i registi invisibili del peso

La gestione del peso è orchestrata da un complesso sistema ormonale che va ben oltre il conteggio dei nutrienti. La resistenza insulinica rappresenta uno degli ostacoli principali in questo processo. Quando le cellule smettono di rispondere correttamente all’insulina, il corpo fatica a utilizzare gli zuccheri come fonte di energia, trasformandoli invece in grasso di deposito. Non si tratta solo di quanto si mangia, ma di come il metabolismo gestisce i picchi glicemici.

A questo si aggiunge l’azione di due ormoni chiave: la leptina, che segnala la sazietà, e la grelina, che stimola l’appetito. In molti soggetti in sovrappeso, questo equilibrio si spezza, portando a una sorta di “sordità” ai segnali di sazietà. Parallelamente, l’accumulo di tessuto adiposo può alimentare un’infiammazione di basso grado. Questo stato infiammatorio cronico altera ulteriormente i segnali metabolici e blocca il dimagrimento, creando un circolo vizioso che richiede un intervento mirato e multidisciplinare.

La nuova frontiera clinica: il ruolo dei farmaci per il controllo del peso

Negli ultimi anni, la medicina ha fatto passi da gigante introducendo strumenti farmacologici innovativi, come i farmaci analoghi del recettore GLP-1. Questi farmaci rappresentano una vera svolta, ma è fondamentale inquadrarli nel modo corretto: non sono “pillole magiche” per fini estetici, bensì supporti clinici volti a correggere una biologia alterata.

Questi presidi agiscono direttamente sui centri cerebrali che regolano la fame biologica, quella sensazione viscerale che la semplice forza di volontà non può sopprimere a lungo. Migliorando la risposta metabolica e rallentando lo svuotamento gastrico, gli analoghi del GLP-1 aiutano i pazienti a seguire un piano alimentare senza lo stress costante della fame chimica. È imperativo sottolineare che la prescrizione medica è obbligatoria e che tali farmaci devono essere assunti sotto stretto controllo specialistico. Essi funzionano efficacemente solo se integrati in un percorso che preveda una corretta alimentazione e un’attività fisica regolare.

Gestione del peso a lungo termine: una strategia multidisciplinare

Abbandonare la logica della “dieta lampo” è il primo passo verso una salute duratura. La gestione del peso a lungo termine richiede una visione d’insieme che consideri la qualità del sonno, la gestione dello stress e, soprattutto, la composizione corporea. L’obiettivo non deve essere semplicemente abbassare il numero sulla bilancia, ma preservare la massa magra riducendo quella grassa.

Un approccio multidisciplinare, che veda la collaborazione tra endocrinologi, nutrizionisti e, se necessario, professionisti del benessere psicofisico, permette di costruire uno stile di vita sostenibile.

Affrontare il sovrappeso non deve essere un percorso di privazione, ma un atto di profonda cura verso se stessi. Comprendere che esistono ostacoli biologici reali permette di eliminare lo stigma del fallimento e di approcciarsi alla salute con una nuova consapevolezza.

Prendersi cura del proprio metabolismo significa ripristinare la funzionalità del proprio corpo, garantendogli l’energia e la vitalità necessarie per vivere appieno. Se senti che i tuoi sforzi non portano ai risultati sperati, consulta sempre un medico specialista per individuare la strategia più adatta alle tue specifiche esigenze biologiche.

 

Panariagroup annuncia la sua partecipazione a Coverings 2026

Panariagroup annuncia la sua partecipazione a Coverings 2026
Panaria Group (ph Ottani)

Panariagroup, player internazionale di riferimento nella produzione e distribuzione di superfici ceramiche, conferma la propria partecipazione a Coverings 2026, il principale appuntamento fieristico del settore in Nord America, in programma a Las Vegas (Nevada) dal 30 marzo al 2 aprile.

In questo contesto strategico, il Gruppo presenta un’offerta che integra produzione locale, eccellenza industriale internazionale e cultura progettuale italiana, interpretando in chiave contemporanea le evoluzioni dell’abitare e consolidando la propria presenza nel mercato statunitense.

La partecipazione si articola in due spazi espositivi. Nel padiglione americano, uno stand di forte impatto scenografico accoglie Florida Tile – solido riferimento nel mercato USA – insieme ai brand italiani Panaria Ceramica e Lea Ceramiche. Nell’area Ceramics of Italy, è invece protagonista Cotto d’Este, espressione dell’eccellenza premium del Made in Italy.

 

PANARIA CERAMICA: UN’OFFERTA TRASVERSALE TRA CULTURA ITALIANA E MERCATO USA – Panariagroup USA – Booth 6250 (Central Hall)

Panaria Ceramica presenta a Coverings un’offerta completa e articolata, che unisce il valore del Made in Italy a una proposta sviluppata appositamente per il mercato statunitense.

Revel e Perpetual, espressione della cultura progettuale italiana e già consolidate a livello internazionale, si affiancano a Moondance, Luxe Ensemble e alla novità 2026 – Encore – ampliando l’offerta con soluzioni capaci di interpretare le specificità del contesto nordamericano.

La proposta evidenzia la capacità del brand e del Gruppo di operare con efficacia su scala globale, interpretando linguaggi, esigenze e modelli abitativi differenti.

 

LEA CERAMICHE: DESIGN, RICERCA E VISIONE PROGETTUALE  – Panariagroup USA – Booth 6250 (Central Hall)

Lea Ceramiche propone alla kermesse le collezioni Pulse e Intense, risultato della più recente evoluzione del marchio in termini di linguaggio, ricerca e innovazione.

Il percorso espositivo è arricchito da superfici iconiche come Pigmenti, firmata da Ferruccio Laviani, e Noblesse, che reinterpreta i marmi più pregiati in chiave contemporanea.

Queste si inseriscono in un dialogo progettuale esteso, che coinvolge trasversalmente gran parte delle collezioni del brand, dando forma a un racconto di mix & match materico e sartoriale, orientato alla massima libertà compositiva.

Un approccio che esprime la capacità di Lea Ceramiche di interpretare il design contemporaneo con un linguaggio distintivo e riconoscibile, rivolgendosi a un pubblico internazionale attento al progetto.

 

COTTO D’ESTE: L’ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY IN ANTEPRIMA A COVERINGS

Booth 1419 (North Hall)

Nello spazio Ceramics of Italy, Cotto d’Este espone in anteprima Legend, nuova collezione che interpreta la materia con profondità e sensibilità contemporanea, tra stratificazioni, tracce fossili e delicate vibrazioni tono su tono.

Un debutto che rafforza il posizionamento dell’azienda nel segmento più alto del mercato, espressione di un know-how tutto italiano capace di coniugare cultura materica, ricerca estetica e innovazione tecnologica.

Accanto a Legend, il percorso espositivo valorizza alcune delle collezioni più iconiche del brand: Solaris, con le sue atmosfere mediterranee; Arketipo, manifesto di una materia ricca e primigenia; Geos, ampliata con nuove tonalità; Lithos e Secret Stone, evolute con nuovi formati che estendono le possibilità compositive.

 

UNA STRATEGIA INTEGRATA PER IL MERCATO NORDAMERICANO

La partecipazione a Coverings 2026 conferma la vocazione internazionale di Panariagroup, da sempre orientata a presidiare i principali mercati globali attraverso un modello che integra radicamento industriale locale, cultura progettuale italiana e attenzione al cliente.

Un approccio che permette al Gruppo di leggere con chiarezza le evoluzioni del mercato e tradurle in soluzioni ad alto valore concettuale, tecnologico e qualitativo, capaci di rispondere con precisione alle esigenze di un contesto sempre più evoluto e competitivo.

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